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Avrei voluto, avrei voluto costruirti ancora qualcosa d'amore.
Amore, avrei voluto, avrei voluto, dirti ancora quelle parole che tu sai,
che non ripeterai mai.
Avrei voluto, avrei voluto, non sprecare il fiato e starmene seduta.
Ed è vero, ed è vero, non c'è enigma, non c'è mistero, passavamo soltanto da lì.
Dov'è la Brunello?
Dov'è la Brunello?
Dov'è?
Ditemi Dov'è?
Dov'è?
Dov'è la Brunello?
Signor Foyce, che problema c'è?
Dov'è la Brunello?
Non può venire in questo momento.
La cerchi?
Sì, però lei adesso si calma.
Che voleva Fausto?
Niente, perché?
Non è vero, vi ho visto parlare.
Stavamo parlando di un paziente.
Perché non mi guardi in faccia?
Stavamo parlando di un paziente, così va bene.
Quale?
Sono stanco stasera, non voglio scocciature.
Niente.
La Corvara non risponde.
Adesso addirittura sembra abbia attaccato.
Senti, non è che potresti riprovare tra un po'?
Certo.
Grazie.
Ma che succede?
Prima ho sentito una specie di esplosione.
Ho provato a chiamare qualcuno, non è venuto nessuno.
Ti spiego dopo.
Senti, tuo papà è a casa?
Dato via?
Sì.
Per fortuna se n'è andato.
Perché per fortuna?
Prima di staccare i ripassi, ho bisogno di parlarti.
Va bene.
Dai, ci vediamo dopo.
Ti muovi questi punti?
Sto facendo il più veloce possibile.
Tu sei sicuro che vuoi fare l'eroe senza anestesia?
Sicurissimo, voglio solo andare in atelier.
Come sta?
Ora è in ginecologia.
Le analisi, dottore.
Allora?
Non so, non riesco a sentirlo.
No, no, forse il problema sono io.
Mi sono specializzata da tre mesi, sono arrivata da poco.
E perché la lasciano di turno da sola?
No, stai tranquilla, non ti preoccupare, non è colpa sua.
Proviamo a chiamare il mio ginecologo, il dottor Friari.
Il numero dovrebbe essere nel cassetto della Mia scrivania.
Certo, vado io.
Grazie.
Non ti preoccupare, va bene.
Andrà tutto bene.
D'accordo.
Grazie, dottor Fieri.
Riferisco subito alla dottoressa Brunello.
Ciao.
Stai andando via?
Sì.
La situazione si è tranquillizzata e Bonomo mi ha dato il via libera.
Secondo me puoi andare anche tu.
Chiedo, sì.
Aspetti, dottor Barbero.
Ci vediamo a casa.
Stasera... no, stasera forse non torno.
Perché?
Dove vai di bello?
Ma... niente... Che c'hai, fai il misterioso?
No, no, no, figurati.
No, è che esco con Francesca.
Mi ha chiamato, voleva vedermi.
Dice che deve parlarmi.
Allora io vado.
Buona serata.
A te.
Che ci fai ancora qui?
Ciao.
Ciao.
Volevo sapere come stavi.
Io bene, solo che paura.
Ci credo.
Ma chi era quella che ha sparato?
È una che non sta molto bene di testa.
Un paio di mesi fa ha tentato il suicidio.
Povera, che storia.
Terribile.
Hai fame?
Ti va se andiamo a mangiare qualcosa insieme?
Mi piacerebbe molto, solo che sono veramente distrutto.
Mi dispiace che mi hai aspettato.
No, no, non ti preoccupare.
Facciamo domani?
Sì.
Sì, riposati.
Buonanotte.
Buonanotte.
Serenella, vai a casa, veramente?
Non ci penso proprio.
Lo aspettiamo insieme, va bene?
Come stai?
Bene, mi ha preso di striscio.
Vi lascio soli.
Grazie.
Ciao.
Ora che vedo che stai bene, non sento più niente.
Tu come stai?
Abbastanza bene, a parte lo spavento.
Mi fa male un po' il collo, ma... mi può essere caduta male.
Forse ti ho spinto troppo forte.
Se non l'avessi fatto, l'avrei presa io la pallotta.
Non ci voglio neanche pensare.
E il bambino?
Buonasera.
Dovreste essere arrivati al dottor Frieri.
Certo, ne girano di pazzi.
Dottore, grazie Mille per essere venuto.
Non lo dica nemmeno per scherzo.
Vediamo subito come sta il bambino.
La scopra la pancia.
Sì.
La collega forse era stanca.
Il cuore batte.
Va tutto bene.
Grazie.
Scusate l'interruzione.
Dottor Ferraris la cerca nel reparto.
I carabinieri vorrebbero parlarle.
Sì, arrivo.
Torna a prenderci.
Ci vediamo all'ingresso, ce la faccio.
Ciao.
Grazie dottore.
Buonasera.
Tutto bene?
Sì, sono solo un po' stanca.
Ci credo, con lo spavento che si è presa.
Mi raccomando, si riguardi.
Grazie dottore, ho temuto il peggio.
Non è la cosa più ridicola che hai mai sentito?
Un medico che non si fida della scienza.
Bruno te l'ha spiegato il perché.
Il vaccino era appena arrivato e non c 'erano abbastanza informazioni.
Ma siamo medici.
Forse è proprio per questo.
Voi ne sapete troppo.
Per noi comuni mortali è più facile, perché dobbiamo per forza fidarci a voi.
Io non ci credo che non avresti vaccinato tuo figlio.
Non lo so.
Però so che tuo papà non voleva farti del male.
Ma forse tu non riesci a capire.
Io sono ridotto così per colpa sua.
Anni di interventi, di ospedali...
pensai che me la sono presa con Mia madre?
Ma poi perché tu lo difendi?
Tu lo sapevi.
Ero lì per caso mentre stavano litigando, non volevo ascoltare, scusami.
Perché non me l'hai detto?
Ma come facevo a dirtelo?
Poi sei stato male, hai avuto l 'operazione.
A me guardare così?
Bruno.
Bruno.
Bruno, non te la prendere con me, non c'entro niente.
Vattene.
Ma ti prego, Bruno, dai, ma... Ho detto vattene!
Cosa fai?
Vai a dormire senza neanche salutarmi?
Eri in studio, pensavo stessi lavorando.
Ma quando ti metti la crema prima di dormire?
Avevo bisogno di rilassarmi un po'.
Dammela, te la metto io.
Faccio da sola, grazie.
Se vuoi chiamo Fausto, così te la mette lui.
Smettila, non è divertente.
Perché?
Non è vero che ti piacerebbe?
Smettila, ti ho detto.
Guarda che io vedo come ti guarda, come vi parlate.
Hai sposato me, ma sotto sotto pensi ancora a lui.
Piantala.
Che c'è, adesso non ti piacciono le mie mani?
Rilassati un po'!
Ma non voglio!
Ti prego, no!
No!
No!
No!
No!
Ciao, ciao, ciao.
Eccovi, finalmente.
Come state?
Io bene, Alberto un po' meno.
Poteva andare peggio.
I bambini?
Hanno provato ad aspettarti, ma poi sono crollati.
Meglio così.
Tu cosa gli hai detto?
Per ora niente.
Tanto sono abituati a vederti tornare tardi dall'ospedale.
Raccontatemi, che è successo?
Magari te lo diciamo domani, adesso siamo veramente stanchi.
A che ora avete il volo?
L'ho rimandato il volo.
Non posso lasciarvi così.
Carlo poi è contento di fermarsi qualche giorno in più qui a Torino.
Certo.
E so che domani avevi promesso a Mario di
accompagnarlo a riprendere le sue cose al collegio.
Ho pensato che posso farlo io.
Ma no, rimandiamo.
Mario cambierà.
Ci tiene tanto.
Mi ha detto che ha paura che siano solo promesse e
che alla fine lo rimanderete di nuovo in collegio.
È vero, ha bisogno di essere rassicurato.
Però è molto lontano, è fuori Torino, sei sicura?
Mi porto anche Carlo?
Magari ci fermiamo da qualche parte a dormire per la notte?
Sarà una specie di gita.
Così voi avete il tempo di riprendervi con calma.
È successo tutto così in fretta.
Prima Luisa, poi questo.
Io non so come ringraziarti.
Siamo una specie di famiglia, no?
Assolutamente sì.
Che c'è?
Scusatemi, devo vomitare.
Vado a farmi una camomilla.
Virginia!
Scusa se ti ho svegliato, ma non sapevo dove andare.
Mi hai fatto bene a venire qui.
Come ti senti?
Ho il terrore di tornare a casa.
Infatti non ci torni finché quello non se ne va.
E come faccio?
Domani ne parliamo con Alberto.
Aperto.
Lo facciamo allontanare dall'ospedale, poi lo cacciamo anche di casa.
Dopo che mi hai raccontato quello che è successo stasera,
non penso che Alberto abbia la forza per aiutarmi.
Quando scoprirà quello che ti ha fatto quel verme, sono sicuro che la troverà.
Stanotte ho fatto una cosa gravissima.
Hai abbandono del tito coniugale.
Potrebbe denunciarmi.
È troppo vigliacco.
Ti ho messo un asciugamano in bagno e ho cambiato la lenzuola.
No, ma io posso benissimo dormire sul divano.
Certo.
Così poi magari vai a dire in giro che non sono un gentiluomo.
Sei l'uomo migliore che abbia mai conosciuto.
So che la maestra ti ha messo i dieci al disegno.
Sei stata bravissima, sei contenta?
Contentissima.
Invece quella saputella della tua compagna di banco quanto ha preso?
Marta ha preso nove, anche per questo Anna è contenta.
Potrei parlare con Mia figlia senza interferenze?
Tanto non ti parla.
Finché c'è lei in questa casa sicuramente.
Che vuoi dire allora?
Vuoi dire che sono di troppo?
Buongiorno a tutte le meravigliose donne della Mia vita.
Che è successo?
Tua moglie mi ha appena cacciato di casa.
Anche tu vuoi questo?
Mi sembra strano, ma avrai capito male.
È vero amore che nonna ha capito male?
È che noi mamme facciamo tanti di quei sacrifici.
Notte, giorno, siamo sempre appresso a voi.
E poi così, con un calcio nel sedere, ci mandate a quel paese.
Addirittura, che parolone, nonna!
Mi sembra strano, comunque ne parliamo stasera
a casa con calma che adesso è tardi, vero?
Andiamo, amore, andiamo.
Ciao, amore, stasera vi racconti meglio, va bene?
Dai che oggi per merenda c'è il ciambellone.
Che ha fatto la nonna.
Aghiesa.
Non posso andare in giro così.
Preferisci uscire con la sottoveste?
E comunque, con la cravatta giusta non stai male per niente.
Magari passiamo in un negozio e prendiamo un vestito al volo?
Va bene, però poi ci dedichiamo le cose importanti.
Vuoi cambiare idea?
Non sarà facile, ma voglio provarci.
Non ti preoccupare, non abbiamo niente da nascondere.
Ci sono io.
Buongiorno, ti ho portato... ...il croissant.
Non so cosa stai pensando, ma non è come sembra.
Ti posso spiegare?
No, guarda, non c'è niente da spiegare.
È tutto molto chiaro.
Roberta, aspetta, ti prego!
Che ti hanno fatto?
Stai per buttare giù la porta.
Niente.
Il lavoro.
Ma tu che ci fai qui?
Stai bene?
Sì sì.
Sì.
Volevo darti questi.
A teatro è andata talmente bene che stasera replichiamo.
Vieni.
Vieni?
Certo che vengo.
Ma perché due?
Perché magari inviti anche quel dottore che ha curato Yolanda.
Vediamo.
Ma io vengo sicuramente.
Bene.
E comunque l'ho chiamata Bubu.
La scimmietta.
Come quella vecchia.
Sì?
Mi dispiace che questa sia così diversa, ma non sai quanti negozi ho girato.
Sono passati tanti anni.
Mi piace tantissimo lo stesso.
E allora ci vediamo stasera.
Ciao mamma.
Quindi signora, se ho capito bene, lei è qui per denunciare suo marito?
Sì, esatto.
E quale sarebbe l'accusa?
Gliel'ho detto.
Percosse...
violenza sessuale.
Ma andiamo signora, ma quale violenza?
Mi scusi Emma, non può fare quello che vuole con me solo perché siamo sposati.
Ma è dovere di un marito orientare la condotta
della moglie se questa non è ineccepibile.
A parte che io non ho fatto un bel niente.
E poi mi scusi, ma lo ius corrigendi non esiste più dal 69.
Senta signora, le voglio parlare con molta chiarezza
perché so come vanno queste cose, come un padre.
Padre, quando ci si sposa all'inizio è normale
litigare un po', ma poi è bello fare pace, o no?
Fare la pace?
La signora le sta dicendo che state ripetutamente aggredita.
Lei chi è?
Mi scusi, un parente?
Un avvocato?
Chi è lei?
No, sono un amico.
Ah, un amico.
Lo sapevo che non serveva niente.
Andiamo via.
Arrivederci.
Arrivederci.
Comunque, tranquilla.
Ho spostato i miei interventi, ho spostato le tue visite.
Avevamo bisogno di una mattinata per noi.
Piuttosto come stai?
Alla Nauser.
Nessuna novità.
Il collo ti fa ancora male?
No, niente.
Tranquillo.
Mi hai chiesto come stava Foyus?
Guarda, è andato tutto bene.
E tra le altre cose il direttore non vede l'ora di incontrarti
per congratularsi con te per come hai dato l'intervento.
Ma veramente?
Sì.
La Rosa è un uomo rigido, ma anche molto intelligente.
Che c'è?
Ho rischiato di perderti due volte.
L'hai già pagato un prezzo enorme per quello che hai fatto.
Non ne parliamo più, va bene?
E siamo stati graziati.
E avremo un bambino tutto nostro.
Non so, non ci pensi.
Lo so che vuoi che sia una femmina.
Io spero solo di allargare la famiglia, con te.
Olivia, vieni qua.
Comunque me lo sentivo che andava a finire male.
Continuava a chiamare il dottor Ferraris.
Chissà che cosa le ha fatto credere.
Perché dici così?
A me sembra innamorato di sua moglie.
Infatti è così.
Vogliamo lavorare?
Oggi mi servite sorridenti, perché ieri i
nostri pazienti si sono spaventati moltissimo.
Oggi dobbiamo essere rassicuranti.
E questo vale anche per te, Macis.
Un bel sorriso.
Così va bene.
Ah, ecco, cercavo proprio te.
Ci sono mancato?
Grazie di tutto, stasera me ne vado.
Dove?
Ho trovato una stanza.
Ma stai scherzando?
Io non scherzo mai.
Scusami, non capisco perché tutta questa fretta...
So che vuoi che resti perché ti tengo alla casa
un gioiellino, ma dovrai trovarti una cameriera.
Assunta, ma non è per quello!
Ma... veramente rimancherà?
Guarda che fuori dall'ospedale è veramente diversa, te lo assicuro.
E com'è?
È più rilassata.
Senti, scusa se te lo chiedo, ma...
Va bene che siete liberi, ma Francesca non è mai
stata gelosa di questa situazione, nemmeno un pochino.
Non l'ho mai capito.
E comunque con Francesca è finita.
Abbiamo parlato ieri, ma niente, proprio non va.
Ma per la Macis?
Ma no, figurati eh.
Non si rendono conto di quanto sia difficile
trovare il coraggio di sedersi su quella sedia.
E poi ti trattano così, come se fosse colpa tua.
Adesso cerchiamo Ferrari se ci parliamo.
Piuttosto sei sicura che vuoi salire nel reparto?
Non voglio rinunciare al mio lavoro per colpa di Helmut.
E poi voglio sapere come sta Della.
Tanto se ci sei tu non devo avere paura, no?
Va bene.
Allora andiamo.
Mi dispiace averti coinvolto in questo casino.
Ho fatto tutto da solo, veramente.
La gallo era fuori di sé.
Sono sicuro che quando le racconterò tutto capirà.
Vieni.
Dai, Ale!
Ale!
Ale!
Andiamo a casa, va un po' freddo.
Sì, certo.
Amore, guardami.
Guardami.
Aiuto!
Amore, apri gli occhi, ti prego, ti prego.
Dario, Dario!
Aiuto!
Aiuto!
Quindi ti ha detto proprio così?
Che non vuole più che io mi occupi di lui?
Sì.
Ma scusa, si può sapere che cosa gli hai fatto?
Buongiorno.
Buongiorno.
Avete qui la lista delle visite?
Sì.
C'era una correzione da fare.
Il dottor Becker è già arrivato.
Pensavo lo sapessi.
Cosa?
È a Milano.
Al telefono mi ha detto che sarà fuori un paio di giorni.
Ha lasciato i recapiti per rintracciarlo.
A Milano?
Eh, sì.
È i cani del dottor Ferraris.
Stanno portando la dottoressa Brunello in terapia intensiva.
Ma cosa succede?
È solo il tuo patrono.
Allora, la notte è andata benissimo, quindi adesso Silvia la riporta in reparto.
È contento?
Ma quando mi mandate a casa?
Ma perché vuole andare a casa?
Gli ho fatto portare tutti i libri che aveva chiesto.
Poi dopo parliamo col dottor Ferraris.
Ma perché non ci parliamo subito?
Rimandare non è mai una buona cosa.
Ma non ti è raccettata?
Io mi ci trovo benissimo da un sacco di tempo.
Lo so.
Le persone alla fine si stufano dei papiti.
È vero.
Ma alla fine...
Ferruccio!
Ferruccio!
Porta nel reparto.
Aiutami, ti prego.
Certo.
Eccomi qua.
Giuro, non capisco, il battito è flebile ma regolare, il respiro non è affannato.
Lei da neurochirurgo che cosa ne pensa?
E quindi è svenuta così senza alcun sintomo?
Questa notte ha avuto molta nausea, però sono parecchi
giorni che ce l'ha perché aspettiamo un bambino.
Non lo sapevo... e ha notato nient'altro?
Allora, quando era seduta, si è alzata come perso l'equilibrio.
Deve aver avuto qualcosa alla vista, perché per guardarmi
ho dovuto strizzare gli occhi come per mettermi a fuoco.
Ho un po' di torcicollo perché mi ha detto che è caduta male.
È caduta?
Sì.
Sì.
Quando?
Quando ho capito che la ragazza avrebbe sparato, l'ho spinta e... è caduta a terra.
Le spiace se la visito?
Assolutamente.
Presenta un'anisocuria, le pupille sono molto difforme.
Strano, prima controllato erano uguali.
C'è un ematoma.
Mi avrei sbattuto contro qualcosa, lei si ricorda se c'era un gradino, uno spigolo?
Io... non l'ho vista quando è caduta, però se
avesse battuto la testa me l 'avrebbe detto.
Dice, non penso, metà lo shock di vedersi una pistola puntata contro.
Lei inferito alla spalla.
E poi giustamente eravate concentrati sul bambino.
Forse proprio per proteggere il bambino lei non ha usato le mani per...
per attutire la caduta.
E quindi la nausea di questi giorni non ha niente a che fare con la gravidanza?
Probabilmente no.
Io sospetto che si tratti di un versamento venoso.
E lo sa, ma molto a rilento.
Ci vogliono ore per accorgersene.
Io aspetterei di vedere come evolve.
Magari si riassorbe.
E nel frattempo sentiamo Fausti.
Di neurochirurgia?
Sì.
Io ho avuto a che fare con lui un paio di volte.
È insupportabile.
Ma è molto bravo, mi creda?
Non possiamo drenare il versamento.
Non è un cuore, dottore.
È la testa.
Non possiamo aprire per vedere che cosa c 'è dentro.
Chiamiamo Fausti, mi dia retta.
Hai un minuto?
Sto lavorando.
Ascolta...
Virginia stanotte è stata costretta a scappare di casa.
Beh, che era un violento.
Mi dispiace per lei, davvero.
Però... però sei d'accordo con me che è tutto molto strano?
Di che parli?
Con tutte le persone che potevano aiutarle è venuta da te.
Perché?
Eh, perché si fida.
Siamo amici.
Ma dai, per favore.
Per favore cosa?
Che male c'è di aiutare una persona a colui bene che è in difficoltà?
Hai ragione.
Non è colpa sua.
E nemmeno tua.
È colpa Mia.
Sono io che non dovevo infilarmi in questa situazione.
Sono io che non dovevo fidarmi di un ragazzino
che non sa quello che vuole dalla vita.
Tu lo sai che non ha senso come ti stai comportando.
Possibile che non ti accorgi che provi ancora qualcosa per lei.
Eh, questo l'hai deciso tu.
Cresci, Fausto.
Poi quando diventi grande ne riparliamo.
Vai.
Hai messo Correa?
Dati ti scesi a 40.
Risponde poco agli stimoli.
Sto andando in coma.
Come in coma?
Come in coma?
La... la... la bistimo?
Conosco il mio lavoro, dottore.
Non do niente un'altra visita.
Aspetta, è arrivata con 60 wattiti, ora ne ho...
Magari si sta sbagliando, anch'io a volte mi sbaglio, tutti si sbagliano.
A me invece non capita mai.
Io davvero non so come facciano le persone a
potersi mettere nelle mani di uno come lei.
Come ha detto, scusi.
Ho detto, non so come... Dottor Ferraris, per favore.
Abbia pazienza, il dottore è sconvolto, sicuramente non voleva dire questo.
Per com'è la situazione, secondo lei, possiamo provare
a intervenire chirurgicamente per drenare l'idema?
Se mi sta chiedendo di farlo, la risposta è no.
Secondo me è inutile.
Mi spiace, ma è così.
Grazie, professore.
Se cambia qualcosa la facciamo chiamare.
Va bene.
Concordo che sia molto sgarbato, ma il suo lavoro lo conosce.
Portiamola in sala.
Non ha sentito il collega.
Non mi interessa quello che dice il collega.
Se Delia entra in coma non la riprendiamo più.
I valori sono in continuo calo.
Più tempo passa e peggio è.
La deve operare lei.
È un azzardo troppo grosso.
Non si può.
La prego, se esiste una sola possibilità di riportarla da me.
Ci dobbiamo provare.
Dottore, io capisco molto bene il suo dolore.
Ma lo sa come la penso, il chirurgo non è Dio.
No, però a volte fanno miracoli.
Lo so, e se posso essere sincero, l'unica spiegazione che sono riuscito a
darmi è che lei si sia voluto punire per qualcosa.
L'ho osservato il primo giorno, lei è capace, è preparato e sicuramente in
passato è stato anche un ottimo neurochirurgo.
E comunque, non mi interessa perché ha smesso.
Io ho bisogno di lei.
Lascia solo la prego.
Posso?
Ciao Bruno.
Che cosa fai?
Niente.
Che vuoi?
Hai ragione di avercela con me.
Ma imparerai presto che studiare sui libri è molto
diverso da avere in mano la vita di qualcuno.
Esatto, papà.
È per questo che dovei avere più attenzione con me.
Ti ho deluso, lo so.
Ma volevo dirti che oggi forse ho l 'occasione di riscattarmi.
Il dottor Ferraris mi ha chiesto di operare sua moglie.
Il proiettile non ha colpito lei.
Infatti, ma lei per evitarlo è caduta per terra e ha sbattuto la testa.
Potrebbe trattarsi di un edema cerebrale.
E io proverò a drenarlo.
Non sono riuscito a dirgli di no.
Ma lo dico solo a te.
Ho molta paura.
Ferraris è davvero disperato per chiedere aiuto a uno come te.
Non ti lascio andar via.
Hai capito?
Vi studio.
Giulio.
Rapano.
Giulio...
Quando raggiungo la Dura Mater, preparato in drenaggio.
Mi fa sapere quando è arrivato.
Se non immatiamo il sudorale, me ne accorgerò.
Il drenaggio non funziona.
Giratelo un po' di più.
Non è pericoloso.
Il tubo non pesca bene.
Sì, però se la giriamo... L 'autore ha detto che si fidava.
Giratela un po' neanche.
Basta così.
Grazie davvero, Dirk.
Ti aspetti a ringraziarmi?
No, no, no.
Lo so che non è ancora fuori pericolo.
Però non era scontato che uscisse viva dalla sala operatoria.
Serenella, come stai?
È stata molto dura.
È stato terribile.
Immagino.
Va vero, Brunello.
Speriamo bene.
Va bene, vai il bambino.
Sta arrivando il suo ginecologo.
Lo spieghiamo bene.
Ma tu ancora così stai?
Ma dove stai andando?
Alla stazione, no?
Dai che ci parte il treno.
Ma per andare dove?
No, noi non andiamo da nessuna parte.
È mamma che torna a casa sua.
Ho già parlato con Barbero, lui rimane qua e poi in caso lo raggiungo anch'io.
Vedrai che piano piano Anna ci perdonerà e noi dobbiamo soltanto
organizzarci meglio con il lavoro, ma soprattutto con il...
Soprattutto il lavoro dentro casa, va bene, ma adesso dobbiamo sbrigarci
perché se mamma perde il treno, quella ci ripensa.
Come l'ha presa?
Ha pianto?
Sì, mentre tagliava le cipolle.
Mi ha insegnato a fare la matriciana.
La matriciana?
Tu?
Beh, perché non ti fidi?
Allora stai sera cucinito?
Comunque non ci va la cipolla nella amatriciana?
Come no?
Mamma, ce la mettevo sempre.
L'abbiamo perso, eh?
Per ora non lo sento.
Ma la dottoressa ha subito un intervento molto invasivo con tutta quell'anestesia.
O magari si era nicchiato da qualche parte.
Siamo stati impazienti.
Riproviamo domani mattina con calma.
Calma.
Non si scoraggi, dottore.
A domani.
Le pupille sono tornate al normale.
E i battiti sono risaliti a 55.
Dove pure a casa non sarebbe che stessimo tutti qui?
Sei sicuro?
Tornati da me, amore mio.
Buonasera, direttore.
Virginia, mi assicuri che vuoi andare a casa da sola?
Guarda, ci metto un attimo a cambiare, mi ti accompagno.
Sì, grazie, tanto mi cambio e torno qui.
Non voglio lasciare Alberto da sola.
Per qualsiasi cosa se dove trovarmi.
La Gallo non ti ha perdonato?
Non capisce quello che c'è tra noi due.
Nemmeno io.
Abbiamo proprio sbagliato tutto io e te, eh.
Io soprattutto.
Finalmente sei tornata.
Tu non eri a Milano?
Se non avessi fatto finta di partire non saresti mai tornata.
E non avevo voglia di incorrerti.
Fermati Virginia, dobbiamo parlare.
Ascolami, ti prego.
Ti ho detto di lasciarmi.
Non so cosa mi hai preso.
Ti sentivo lontana.
E avevo paura di perderti.
Però ti giuro, te lo giuro su tutto quello che
ho di più caro È vero che non succederà mai più.
Mai più, guarda, guarda.
Ti ho preso questo per chiederti scusa per tutto quello che ti ho fatto.
Sono stato un imbecille, un idiota, lo so.
Non ti credo più.
Hai ragione.
Però, amore, io ti amo.
Ti prego.
Non voglio, non... non posso vivere senza di te.
Voglio che te ne vai.
Sei furiosa?
Ora!
Apri quella porta e vattene.
Amore, non fai il su serio, sono io... Non mi toccare!
Non devi toccarmi mai più!
Vattene!
Ho chiesto tante volte di parlare con qualcuno.
Come sta?
Abbiamo fatto il possibile.
Ora è tutto nelle mani di Delia.
Ce la farà, però.
Siamo tutti in cerca di risposte, dottore, ma nessuno le ha, nemmeno io.
Peccato, oggi avrei creduto a qualunque cosa.
Prenda quel libro, il secondo, quello in mezzo.
E grazie a lui, se io e sua moglie siamo diventati amici.
Ve lo so fratto portare per regalarglielo.
No, speravo rimettesse in circolo quello che sarei interrotto.
Di cosa parlo?
Dell'animo umano, di quanto sia difficile a volte distinguere il bene dal male.
Laura, gentilmente sposti il paziente in un altro letto.
Dottore, ma come faccio?
Non lo so, si inventi una scusa.
L'importante è che il signor Foyce non stia nel letto numero 5.
Giusto.
Va bene, lo farò.
Alberto, glielo legga.
C'erano momenti in cui il passato tornava a Farsi vivo, come a volte accade proprio
quando non si ha nemmeno un attimo per se stessi, ma tornava sotto forma di sogni
inquieti e rumorosi, ricordati con stupore l'indomani nella realtà travolgente di
quello strano mondo fatto di vegetazione e silenzio.
E quella calma vitale non rassomigliava in nessun modo alla quiete.
Era la calma di una forza inesorabile che meditava un'imprescrutabile proposito.
Bravo, dritto così, dritto su.
Olicia!
Sì, brava.
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