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[Saverio] I Backstreet Boys, la pecora Dolly,
Michael Jordan, il Millennium Bug.
Sì, ne ho una vaga idea.
Invece famiglie mafiose, nomi di assassini,
date, indirizzi, tutti in relazione,
legati in fila come un pallottoliere.
Incredibile come il tuo cervello possa incamerare tanta roba
e ricordarla per decenni.
Ricordi le macchie sulle copertine dei fascicoli,
la disposizione dei faldoni sugli scaffali,
i buchi sui sedili delle blindate che hai grattato cercando un'idea.
[Saverio] Non importa ciò che sei riuscito a fare prima,
tutto confluisce e si condensa fino a soffocarti
nella notte in cui decidi di lasciare per strada un ragazzo ammazzato,
nei giorni in cui vincere o fallire contro Pietro Aglieri
determina la differenza tra la tua rinascita e l'inferno.
[Saverio] Prenderlo perché potevo farlo solo io.
Prenderlo per dare un senso all'aver perso Giada e l'infanzia di mia figlia.
Farlo in quest'aria depressa di fine stagione, prossimo al game over.
[Saverio] Con i giorni contati.
Senza poter più rimediare.
[piange]
[Saverio] Con addosso la consapevolezza di avere un'unica, sola
possibilità di riuscita.
Prima che tutto finisca.
Come cazzo hanno fatto a far sparire tutto in così poco tempo?
Io gli occhi di quel ragazzo ce li ho ancora davanti.
Devi pensare a quelli di Aglieri quando gli punterai la pistola in faccia.
Non importa come cazzo hanno fatto.
Non si sono insospettiti e noi adesso sappiamo
che Aglieri è nascosto qui da qualche parte, è questo che conta.
Forza.
Allora, questa stradina passa per quella cappella
e si infila dritta in questa spianata che sarà tre quattro chilometri quadrati.
Sì.
Con mezzi agricoli che vanno e vengono per stradine e casali tutti uguali.
Per quanto ne sappiamo, potrebbero essere tutti suoi.
Potrebbero.
Certo che se avessimo qualcosa di meglio di questa...
Ho già chiesto all'ufficio tecnico le aerofotogrammetrie,
ci vuole un po', stasera o domani mattina al massimo.
Bene.
Ammesso e non concesso che riusciamo a capire dove si nasconde,
come lo osserviamo?
Con un telescopio astronomico, no?
Si è sparsa la voce, abbiamo fatto scuola.
L'ultima volta però non è andata bene con quel coso.
Anche se poi alla fine Brusca...
Sì, dopo quattro mesi, e noi non li abbiamo quattro mesi.
Io non ce li ho quattro mesi.
Ok.
Lo prendiamo prima, Saverio.
Ti va se cerchiamo un posto e continuiamo a lavorarci?
Preferisco andare a casa e concentrarmi un po' da solo, grazie.
Se ce l'hai con me per ieri sera volevo dirti che la decisione
di tirare dritti su quella strada la dovevamo prendere insieme.
Andava andava presa e basta.
Va bene, ok, ti ho deluso un'altra volta, tu però devi accettare che io...
Romano, ci siamo già detti tutto, va bene?
Io sto cercando di accettare il fatto che non prenderò mai Bernardo Provenzano
e che non lo farai neanche tu, ma adesso voglio prendere Pietro Aglieri,
non mi servono i tuoi dubbi.
Io, io, io...
È di me che ti sto parlando. Sto cercando di dirti una cosa mia.
Me l'hai detto tu che non te la senti di andare avanti, lo accetto, lo rispetto.
Ma io non ti ho mai detto questo.
Io te l'ho chiesto e tu non m'hai risposto, quindi che vuoi?
Che vuoi da me? Che ti consoli? Che ti motivi?
Mi dispiace, ma io non ne sono capace, non ci riesco.
A domattina. Sul pezzo, eh.
Complimenti, eh.
Bel posticino ti sei scelto.
Come cazzo hai fatto, Carlo?
A resistere nei tuoi ultimi giorni. Come?
Vado o resto?
Resto o vado?
A casa vedevo Teresa
e volevo solo restare con lei,
poi venivo in Procura, vedevo te
e volevo solo restare lì a combattere.
È un casino.
Tanto tu quella decisione l'hai già presa, no?
La cosa più difficile l'hai fatta.
Sì, 'sta minchia.
Mi restano pochi giorni e una sola possibilità di riuscita.
E figurati se lui non era quello messo peggio!
[ridacchia]
Battere la mafia.
Cancellare ogni nome.
Prenderli tutti.
Erano minchiate?
- Dai, Barone. - No, ho bisogno di saperlo, adesso.
Tu ci hai creduto.
Ci hai creduto veramente.
Hai visto?
Infatti lo dicevi sempre:
un obiettivo impossibile non ci rende uomini migliori.
Finiscila con queste massime di sistema!
Vuoi una risposta? Non ce l'ho.
Non ci sono risposte per queste cose.
Abbiamo fatto il nostro e il nostro è stato assai, assai,
indipendentemente da come finisce con Aglieri.
Ti rendi conto di cosa ha fatto la Procura in questi anni?
Tu, io, Elia, Russo, Minnella,
pure la Abbianti con tutti i nostri casini.
Ci siamo andati a prendere Riina, i Ganci, i Madonia,
i Graviano, i Brusca, Bagarella.
Sta finendo tutto, amico mio.
Quella spinta, quell'esaltazione non ci sono più.
E quante armi, quanti esplosivi abbiamo sequestrato?
Miliardi di beni confiscati, centinaia di ergastoli,
di righe tirate sopra quella lista di merda.
Quella lista di merda è ancora piena di nomi
e adesso il Pool è fragile, è debole, isolato dalla politica.
Russo e Minnella sono a pezzi.
E Andrea...
sembra che abbia finito i consigli pure lui.
E della Romano che mi dici?
La Romano?
Minchia se ci avevo sperato!
Anzi no, ci avevo proprio creduto.
La verità è che pure io sono stato un mentore di merda.
[Lisa] Paola?
Paola?
Oh, ci sei?
Apri, mi serve il bagno.
Hai finito?
Se faccio centro lo prendiamo.
[bussa]
Ma che è questo schifo?
Paola, c'è fumo dappertutto, ma che è?
Lisa, io devo lavorare, non mi devi rompere le palle.
No, tu devi uscire da qua.
Se vuoi vivere così devi uscire da qua.
- E vedi che non sto scherzando. - Va bene, hai ragione.
Ha ragione, ha ragione, va bene.
[Provenzano] Pietro.
Lei mi ha fatto una promessa.
Quel nome mi spetta.
Lo so, Pietro. Io non mi dimentico mai niente.
Nemmeno io.
[Aglieri] Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa,
ma di' soltanto una parola e io sarò salvato.
Il corpo di Cristo
mi custodisca per la vita eterna.
Il sangue di Cristo mi custodisca per la vita eterna.
[Provenzano] Dimostrami che pure per me sei disposto a tutto.
Non solo per lui.
[voci]
Che c'è?
Non ci mandavano le aerofotogrammetrie, me le sono andate a prendere
e mi sono fatto un'idea.
Con calma eh, ho detto un'idea.
Queste immagini sono vecchie, ma guardate qui.
Un casale in pietra piuttosto vasto,
esterno anonimo per non dare nell'occhio ma soprattutto mura,
alte almeno quattro metri per tutto il perimetro.
Sembrerebbe fortificato. È l'unico nella zona?
Esatto ed è al centro di un dedalo di sentieri.
Da lì puoi raggiungere qualsiasi punto, ma se guardate bene intorno
c'è un gioco di cancelli che lo esclude dalle altre strade, isolandolo.
Un bel casino, vari ingressi, da qui uno prende e può andare dove vuole.
Sì, però c'è questo.
Un vascone incavato nel terreno, si usa per il bestiame, tori nello specifico.
Ora, vi ricordate quel pentito inutile di Saluzzo?
Sì cazzo, l'ho interrogato io, inutile,
ma parlava del trasferimento di un toro con il quale si erano incasinati.
Per l'appunto.
È poco? Sì. Sono sicuro? No, ma almeno è un inizio.
Puntiamo il telescopio lì e continuiamo a ragionare e vagliare ipotesi,
se dopo un paio di giorni d'osservazione non succede niente cambiamo.
È al centro ma dà verso est, giusto?
- Verso Bagheria? - Sì.
E allora il punto più alto e vicino da cui osservarlo è Monte Cozzo.
Stanotte ho cercato di farmi un'idea delle postazioni migliori da cui osservare.
Bene, molto bene.
Puoi dirmi pure brava, una volta ogni tanto, in tre anni.
Ma fa niente, me lo dico da sola.
Brava, sei stata brava.
Montiamo quel coso lì e teniamo una squadra di intervento sempre allerta.
A quella ci penso io, una veloce sempre pronta H24
e una corazzata a chiamata con cavalleria annessa,
però per quella ci vuole un po' di più.
Cavalleria corazzata, mi piace.
Però massima attenzione e piedi di piombo.
Non possiamo permetterci di sbagliare, chiaro?
Forza, lavoriamo.
Quando alzo il braccio destro tu gli fai un buco in mezzo agli occhi.
Chiaro?
Una volta, io e te, una questione così, l'avremmo risolta da soli.
Zu Binu, in questi momenti nessuno vuole restare da solo.
Pietro mio, basta veramente poco e da qua nessuno torna vivo.
Sei venuto qua con gli occhi pieni di odio.
Con i tuoi picciotti armati.
E per cosa?
Per un ragazzino inutile e presuntuoso,
e senza disciplina?
Quella pistola che hai nei pantaloni è quella dell'altare?
Sono fiero di te, o di me forse.
Da quanto tempo non te la porti dietro?
Dove sono finite tutte le tue promesse solenni?
Io non infrango nessuna promessa.
Questa l'ho portata per lei.
Se vuole ammazzarmi, lo faccia adesso.
Vede, i miei ragazzi si presentano alle elezioni e vincono,
entrano nei consigli comunali e nelle aziende con facce nuove e metodi nuovi,
se glielo chiedo io si autodenunciano e per me si farebbero pure ammazzare.
E arrivano ovunque,
anche tra i suoi uomini,
anche tra quelli che ha cambiato dopo l'operazione a Marsiglia.
Lei non può neanche immaginare quanti lavorano per me.
E forse, chi lo sa?
Magari proprio oggi se n'è portato qualcuno anche qua, che dice?
Zu Binu, Zu Binu...
Lei mi ha sottovalutato, ma io sono l'Apocalisse.
Magari vorrebbe anche dirmi il nome di quel Gesù Cristo con cui parla a Roma,
ma sono io che non voglio saperlo,
non è più necessario.
Sei sempre stato così drammatico, figlio mio.
L'Apocalisse, eh?
Però hai ragione.
Ora io te lo voglio proprio dire quel nome.
Perché io e tu dobbiamo restare una cosa sola.
[non udibile]
[Aglieri] Alla fine quel nome me l'ha detto, Davide.
Ha avuto paura.
Sai che anche io ne ho avuta?
C'è stato un momento in cui pensavo di perderti,
ma mi sbagliavo.
Vedi, io non ho bisogno di un erede,
non ho bisogno di nessuno.
Io sarò...
in tutto ciò che verrà.
Sicuro che non le serve portare via altre cose?
No, no, a posto così. Domattina voglio stare fuori da qui.
E mi raccomando anche voi.
Occhi aperti. Io di quel vecchio non mi fido.
Guarda questa, dove si toglie il cappello.
È lui, corrisponde alla descrizione di Brusca.
Fammela vedere ancora.
È lui, cazzo.
Ma come fai a dirlo, scusa?
Quante persone o contadini ci possono essere pelati col cappello in mano
per ripararsi dal sole in una zona di campi così vasta?
È tutto qui quello che abbiamo, ma è possibile?
Vediamo solo quest'angolo di cortile, una sola entrata e parte delle mura.
Se qualcuno si è mosso, l'ha fatto altrove e noi non lo vediamo.
Non mi basta, ragazzi, non è abbastanza.
Ma scusa, Saverio, l'omicidio alla cappella, la vasca del toro,
il fisico, la pelata, sono un sacco di cose.
Un sacco di cose la cui somma non fa la certezza.
E noi di quella abbiamo bisogno, piedi di piombo, voglio una foto più chiara.
- Ci abbiamo preso. - Lo vedremo se ci abbiamo preso.
- Le squadre sarebbero pronte? - Ma porca puttana, Romano!
Sei sempre insicura, cos'è tutta questa determinazione?
- Sto dicendo nel caso. Siamo pronti? - Certo.
Nel caso in cui abbiamo una conferma o una foto più chiara.
- E se dici nel caso ne convieni anche tu. - Onestamente, no.
Perché sei così sicura?
Perché a me basta quello che abbiamo, vediamo meno di quello che speravamo,
potremmo non avere altro per giorni e può succedere di tutto.
- Pure che perdiamo l'occasione. - E quindi cosa?
Pronti, partenza e via cavalleria? Piedi di piombo, io non lo so se è lui.
- Siediti, ragioniamoci ancora un po'. - Ci ho già ragionato.
Inviamo quella foto alla penitenziaria, la facciamo vedere a Brusca,
nel frattempo noi stiamo qui, respiriamo, osserviamo
e procediamo per gradi, abbiamo fatto un passo avanti ma non è quello definitivo.
Diego?
Francesca?
Lo sai perché stanno in silenzio?
Perché in un'unica possibilità ci giochiamo il nostro lavoro di anni,
quello di Minnella e di Russo che è durato molto di più.
Per arrivare fino a qui abbiamo fatto una fatica della minchia,
sbagliare adesso significa azzerare tutto, Paola.
Così è deciso.
Lo so, mi mancano i tempi.
E sono stata aggressiva.
Mi dispiace.
Quello aggressivo sono io, tranquilla.
Lo capisco che hai dei dubbi.
Tu non avresti paura?
Paura di sbagliare l'ultima cosa che fai? L'ultima per davvero.
Sì.
Sì, ne avrei tantissima.
[Saverio] Dove vuoi andare? Dove?
Polpettina.
Al mare? In montagna?
Al parco?
Ma pure a casa, eh. Dove ti pare, io ti ci porto.
[Carlotta] Nel regno argentato.
Nel regno argentato, bello! E ci si arriva con la macchina?
Boh.
Allora facciamo così, io guido e tu mi stai a fianco,
e ci arriviamo, al massimo chiediamo qualche informazione.
- Chi ci può aiutare? - Sailor Moon.
Ah.
Ma dobbiamo stare attenti alle bande delle ombre.
Le bande delle ombre, ahia!
Senti, polpettina, ma Sailor Moon è il tuo cartone preferito?
- Sì. - Allora sai che fa papà?
Se lo guarda così trova la strada, che dici?
Papà?
Sì.
Quando vieni?
Molto presto, gioia mia.
Tu aspettami, questa volta ti ci porto per davvero.
Sì, lo so, mamma dice che c'è l'ultimo cattivo, poi sono finiti.
Sì, sono tutti finiti.
[musica]
- Possiamo tornare a casa, dottoressa? - No, forse non ce l'ho più una casa.
- Che succede? - Devo andare in macchina.
- Dottoressa... - Devo prendere l'altra cartellina.
- Ho trovato qualcosa. - Sì ma si deve calmare.
Ci pensiamo noi a prendere i documenti.
vai a prendere i documenti della dottoressa in macchina.
A un certo punto noi potremmo saltare in aria.
Certo, ci saranno gli applausi, le corone di fiori,
le nostre facce ovunque, a dire il vero più la sua.
Io potrei fidanzarmi.
E perché no? Però deve piacere più a me e lo devo rivoltare dalla testa ai piedi.
Potrei combinare un casino, sbagliare processi,
condannare un innocente, finire nella merda.
E noi ogni mattina saremmo lì,
dottoressa, ad aspettarla.
Ecco i suoi documenti.
Grazie.
[Paola]Con i computer che avete in centrale forse riesci a vedere meglio.
Prova ad allargare l'immagine, quell'angolo in alto a sinistra.
Quello grigio e marrone, esatto.
Potrebbe essere il piedistallo di una statua?
Fai copie per tutti, non domani mattina, ora.
Allora, quali sarebbero queste novità?
Barone sta arrivando?
- No, Barone non sta arrivando, ok? - Ok.
E adesso ascoltatemi senza interrompere,
perché se quel bastardo non se n'è già andato, sta per farlo ora.
[squilli di cellulare]
Che succede?
Allora?
Non ne siamo sicuri, per il momento è solo un sospetto ma...
Dobbiamo entrare adesso, Saverio.
Non possiamo aspettare la conferma di Brusca, se ne sta andando.
Scusami?
C'è un'intercettazione di Ino Corso, è di ieri.
"Quello segue le statue, dagli una mano tu".
Allora?
È delle 17:36, pochi minuti dopo questo scatto.
- La vedi questa macchia marrone? - Sì.
Potrebbe essere una statua caricata e questa forse un'Ape.
- Come sai che Corso parla di Aglieri? - No, non lo so.
- Come fai a sapere che sono statue? - Non lo so.
Per due non lo so mi fai bruciare un covo? Te lo devo veramente ricordare?
Non mi devi ricordare niente,
ti devi concentrare solo sul fatto che forse lo stiamo perdendo, ora.
Ti devo ricordare che è l'unica pista che abbiamo dopo anni.
È da ieri che vuoi entrare, ma che cos'è questo?
Ribellione, orgoglio, un modo per vincere le tue paure, i tuoi dubbi,
le tue insicurezze?
Vietato andare sul personale.
Restiamo sui fatti che non sono evidenti.
Bravo Andrea, è evidente che non sono fatti abbastanza chiari per fare un blitz.
E che cazzo, ma lo vedo solo io?
Ma poi scusami, perché non mi hai chiamato?
Ti devo fare richiesta per consultare gli operativi?
Lascia stare queste formalità della minchia.
Perché non sei venuta prima da me?
Perché volevo lavorarci da sola.
Volevo avere il tempo di pensare
e volevo confrontarmi con qualcuno che non aggredisce, non martella,
che non mette ogni decisione sulla sfida personale
facendoti pesare a ogni istante che lui però ne ha presi 400.
Io non sono come te, Barone, te l'ho già detto una volta.
E hai ragione, sono piena di dubbi
e ora, il più grosso è che Aglieri se ne sta andando.
- Che fai? - Aspetta.
Sono Barone. Si vede qualcosa dal telescopio?
[uomo] Purtroppo nulla, dottore.
Nessun contatto dallo scatto di ieri.
Nessun movimento all'esterno.
Va bene, grazie.
Non si vede nessuno, non c'è il minimo movimento.
Lo sappiamo, sento i miei ragazzi ogni tre minuti perché anche io ho il dubbio.
- Ma se non avessimo più tempo? - Più tempo di fare cosa, Diego?
Il tempo di fare un'irruzione e capire che non è lui? Lo vediamo se scappa.
No, perché non abbiamo il controllo su quella spianata,
sono troppi casali, troppe stradine su cui siamo al buio.
Ha ragione, anche secondo me è lui in quella foto.
Dobbiamo esserne sicuri. Va bene?
Dobbiamo aspettare il parere di Brusca
perché ammesso e concesso che se ne sia andato o se ne stia andando,
abbiamo troppe cose in mano.
Possiamo tenere sotto controllo il covo, possiamo vagliare altre piste,
ma se noi adesso entriamo e sbagliamo, mandiamo tutto a puttane, è rischioso.
Ma prediamoci questo rischio!
Villa Bonsignore e il San Giovanni, siamo sempre stati attenti, scrupolosi.
Ora proviamoci.
No, porca puttana, è chiaro? No!
Io non ho più il tempo di rimediare, Paola, lo capisci questo?
E finiscila, io non ti lascio gestire la mia ultima operazione.
Questa non è la tua ultima operazione,
questa è la mia prima operazione.
Fidati, cazzo.
Dove sarai tra un mese?
Dove? Non lo sai.
Io invece sì. E tu?
Dietro una scrivania da grande capo e Francesca a gestire lo Sco.
Ed è giusto così, ve lo meritate,
ma io invece sarò qua e se sbaglio resterò per rimediare.
Io dovrò rimediare, non tu,
perché tu te ne stai andando e te ne stai andando perché te ne vuoi andare.
- Paola, per cort... - No, ora stai zitto.
Stai zitto, per favore, almeno questa volta.
Non mi hai mai concesso niente, non mi hai mai regalato niente,
ti ho dovuto ricattare per farmi rispettare,
ho dovuto lavorare di nascosto per trovarmi le mie piste,
mi sono dovuta prendere tutto da sola e ora mi piglio pure quest'occasione,
perché sono pronta ad affrontarne le conseguenze
e a restare qua finché campo per tirare quella riga sulla vostra agenda del cazzo.
Io dico andiamocelo a prendere.
Andiamocelo a prendere.
Vieni qua.
Prima Aglieri,
poi Provenzano.
E poi tutti quelli che verranno.
Come siamo messi con la cavalleria corazzata?
È pronta da due ore. Allestiamo il DDA?
- No, allestisci, la gestisci tu. - E tu?
E noi andiamo a vedere se hai ragione. Andiamo.
500 metri dall'obiettivo, forza!
300 metri all'obiettivo!
Ci siamo quasi.
Siamo dentro. A terra!
Vai.
Vuoto.
[uomo] Libero.
Vuoto.
Vuoto.
Qui non c'è nessuno.
Saverio?
Saverio, ci sei?
Sì, dimmi Paola, sono qua.
Hai sentito?
Era vuoto, non abbiamo fatto in tempo.
[Saverio] Aspetta.
È lui, Paola! È lui!
Fermo! Polizia!
Sei stata brava, Paola.
Sei stata brava.
[sirene]
[TV] Un durissimo colpo a Cosa Nostra, la prova che la mafia non è invincibile.
Così il ministro dell'Interno Giorgio Napolitano si felicita con la Polizia
per l'arresto di Pietro Aglieri, uno dei più temibili boss della mafia,
l'uomo che è considerato l'erede di Totò Riina.
Sono tutte le massime autorità dello stato e già si guarda avanti.
Dopo l'operazione di oggi nel mirino adesso c'è
l'altro grande latitante di Cosa Nostra Bernardo Provenzano.
Il racconto del blitz della Polizia in quel casolare vicino a Bagheria.
Eccolo Pietro Aglieri, U Signurinu,
fino alle dieci di stamane era il capo di Cosa Nostra...
Vabbè, faccio io.
Tu tiri la prossima, ti metto su Bernardo Provenzano.
Arriva, eh. Arriva!
Quasi!
Adesso arriva!
- Adesso cosa farai? - Un altro gol.
- Ecco! - Ma che culo, Saverio!
Sei pronto? Eccolo il gol!
Hai visto? Forza.
[Saverio] Il 1999 è stato il mio ultimo anno in Antimafia
e comincio dalla fine perché...
Alla fine sono i risultati, quelli che contano.
Mi ero ripromesso di riportare a casa il piccolo Giuseppe Di Matteo
e ho fallito.
Mi ero ripromesso di prenderli tutti e ho fallito pure lì.
Vi diranno spesso nella vita:
"Un obiettivo impossibile non rende un uomo migliore".
Non è vero, ragazzi.
Non è vero.
Vi diranno che voi mai e poi mai potrete cambiare il mondo.
Non è vero neanche questo, pensate.
Perché senza una visione, senza un obbiettivo reale,
rischiate di sprecare la vostra vita.
E quando vi accuseranno di essere delle teste di cazzo, egoisti, presuntosi...
- Noi non gli crederemo. - No, invece gli dovete credere.
Perché probabilmente hanno ragione loro.
Almeno, parlo di me.
E quando vi diranno: "Fallo come lo facevo io"
che non dovete credergli mai,
perché non esiste un solo modo per fare le cose
e chi tenta di imporvi il proprio è solo uno che ha paura di essere superato.
Credete, ragazzi.
Credete, resistete.
E scoprirete che non sarete mai soli
perché troverete qualcuno disposto a combattere con voi,
fianco a fianco, spalla a spalla, costi quel che costi.
E quando finalmente un giorno avrete cambiato il vostro piccolo pezzo di mondo.
[Saverio] E quando avrete sfiorato l'impossibile...
E sarà arrivato il momento di dire adesso basta...
[non udibile]
Beh... vi guarderete allo specchio.
[non udibile]
[Saverio] E sarete fieri di voi stessi.
[non udibile]
- Ciao, grazie. - Ciao, grazie a voi.
Signorine.
Leonardo, io non ho parole.
Ma Saverio, non arrivavi mai. Durano sempre così tanto queste cose?
La prossima volta entra invece di intrallazzare, che hai famiglia.
Non stavo intrallazzando!
Stavo chiedendo consiglio su cosa andare a vedere stasera al cinema.
- Ma come? Abbiamo già deciso. - No Saverio, oggi tocca a me.
- Hai deciso l'altra volta. - No.
L'altra volta abbiamo visto "Mission Impossible" che andava bene a tutti e due.
- Ma l'hai scelto tu. - E non funziona così.
La scelta è valida quando l'altro è contrario, capito?
[radio] Bernardo Provenzano...
Mi stai ascoltando?
[radio] Cominciamo con le prime parole di Bernardo Provenzano,
così come sono trapelate.
Ha negato di essere il capo di Cosa Nostra,
ma messo alle strette ha detto: "Sì, sono io Bernardo Provenzano".
L'hanno preso, Saverio.
Cambiamo programma, dottore?
Appena senti la parola arresto mi chiami dottore?
Ma che coglione che sei! Vabbè, che facciamo?
Io stasera chiamo la Romano e tu intanto dai un'occhiata,
il primo film che trovi lo andiamo a vedere.
- Uno a caso. - Sì, a caso.
[radio in sottofondo]
[radio] Il blitz è scattato intorno alle 10:30 di questa mattina,
da giorni però gli uomini della questura di Palermo
e in particolare della Sezione Catturandi
tenevano sotto osservazione la zona...
[TV] Finalmente il capo di Cosa Nostra è assicurato alla giustizia.
Provenzano, del quale esisteva soltanto una fotografia
risalente al 1959,
non ha opposto particolare resistenza, non era armato
e ha solo cercato di negare la sua identità.
Infiltrati nella Procura di Palermo gli avevano permesso
di restare in libertà e di curarsi.
[folla che esulta]
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