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[musica]
[Saverio] Quattro mesi,
28 lettere dal carcere,
vivisezionate, smembrate, parola per parola.
Ancora niente che potesse avvicinarmi al Biondo, il numero Cinque,
l'alfiere di Aglieri e Provenzano.
In compenso in quei quattro mesi ero tornato a vivere alla luce del sole,
a respirare l'aria vera, non filtrata da un impianto di aerazione,
avevo riscoperto i piccoli rituali di ogni giorno,
che non sono accessori inutili,
sono le bolle d'aria di cui devi nutrirti,
l'ossigeno che devi respirare se vuoi andare avanti.
Perché avevano ragione i miei colleghi, i miei amici.
[squilli di cellulare] Dovevo vivere
per darmi il tempo di rispettare le mie promesse.
Ma la verità è che la vita vera non mi ricordavo più cosa fosse.
[squilli di cellulare]
- Giada. - Ti disturbo?
No, figurati, ma tu stai bene, sì?
Sì, però ho un casino al lavoro e mi sembrava giusto chiederlo a te,
prima di sentire mio padre.
Dimmi.
Come la vedi se ti lascio Carlotta per qualche giorno?
Saverio, ci sei?
[Saverio] La verità è che la vita vera non l'avevo ancora fatta entrare.
[Giada] Saverio?
[Saverio] Fino a oggi.
Certo, nessun problema, figurati.
- Quando verrebbe? - Tra un paio di settimane.
Giada deve andare fuori dall'Italia per lavoro
e mi ha chiesto di tenerla per qualche giorno.
E quale sarebbe il problema, scusa?
Infatti, dottore, a me sembra una bellissima cosa, no?
Ma certo è bellissima, dico, proprio ora?
- Tra capo e collo. - E dai Saverio!
Ti lamenti sempre che in Procura non abbiamo niente da fare,
su quelle lettere del carcere siamo fermi da mesi.
Se non è adesso il momento giusto, quando?
Ma poi ci siamo pure io e i ragazzi che le diamo una mano, lei lo sa.
- Sì, lo so. - Ehi. Buongiorno.
- Buongiorno. - Buongiorno, dottoressa.
Che è? Che è successo?
Niente, viene a trovarlo la figlia.
Madonna, bello, no?
Bello.
Dai, Romano, ti voglio concentrata oggi.
- Teniamo alto il nome della magistratura. - Pronta.
Ma voi lo sapete che cos'è il casino che sta giù di sotto?
Quale casino, scusa?
Ehi, ma che succede?
- Non hai saputo niente? - No.
Ieri sera c'è stata un'esplosione al cantiere del metanodotto di Camporeale.
- Minchia, un attentato? - Tu che dici?
Si parla di un appalto di decine di miliardi assegnato appena due mesi fa.
Mi è saltata un'udienza, se vuoi una mano io ci sono.
Va bene, nel caso ti faccio sapere. Ora scusami.
Sì, certo.
[Saverio] Inizia così il gioco della mafia dei colletti bianchi.
Si prende una grande azienda sana e si inizia a corroderla da dentro,
obbligandola all'acquisto di materiali inutili, al pagamento del pizzo,
della protezione e poi la si va a colpire,
con una bomba, per esempio,
andando ad accendere su di lei i riflettori di tante piccole indagini,
reati ambientali, violazioni fiscali, mancato rispetto di contratti collettivi.
E così arriva un commissario esterno nominato dal tribunale
che collaborerà con un dirigente del Ministero del Lavoro,
entrambi messi al loro posto da Cosa Nostra.
Come per magia i subappalti per la metanizzazione
finiscono a una serie di SRL fittizie,
tante scatole cinesi controllate da un'unica azienda
e un unico amministratore.
[fischio]
- Mamma mia, mamma mia! - Lo so, sarei dovuto venire prima.
Ma tu sei una persona impegnata ormai.
- E mi dicono che lavori anche bene. - Ci provo.
Vieni qua!
- Allora, come stai? - Bene.
- Tua moglie, tua figlia, tutto bene? - Stanno bene.
Sono a Milano?
Aspettiamo che finisce la scuola e poi mi raggiungono a Palermo.
Bravo, perché casa tua adesso è qua.
Io stavo andando a correre, vieni con me?
- Così? - Qual è il problema?
La tuta te la presto io, le tue scarpe sono ancora qua.
Però prima speravo che mi offrissi un caffè.
Lo prendiamo dopo il caffè.
Daviduccio, mi fai una cortesia? Ce la fai una caffettiera per dopo?
Eh? Dai, vieni qua.
Lunedì il ministero fa partire le gare per i fornitori.
Anche lì ci sono delle belle opportunità.
Buono.
Fammi sapere se a un certo punto è necessario un mio intervento.
Ok.
Vieni, Davide, abbiamo finito.
Questo qui lo utilizzi soltanto per parlare con me,
per il resto lo tieni spento e togli sempre la scheda.
Ok.
Ti toccherà anche incontrare l'uomo di Provenzano,
vogliono discutere la loro quota.
Nessun problema, sai già quando?
Sì, questo sabato in un posto che si chiama Villa Bonsignore.
Ci sarà un po' di gente, per cui stringi qualche mano, ti fai conoscere.
- Posso interrompere, scusate? - Sì.
No, ecco, questo è il caffettuzzo di Daviduzzo,
visto che ci sono ospiti ho fatto la cremina come la faceva mia nonna,
spero vi piaccia.
Tu sei quello nuovo?
Senza offesa per la nonna, ma io il caffè lo prendo amaro.
Io la cremina ce la metto.
Grazie, Davide.
- Ce lo porti dopodomani sul Grifone? - E certo.
Questo è bello.
Vuol dire che in te ci vede qualcosa.
Ci vediamo lì, Daviduzzo.
- Ciao, Pietro. - Ciao. Mi raccomando.
Tranquillo.
- Pietro? - Dimmi.
Ma chi si crede di essere?
Orologio, macchina,
tutto in tiro...
Chi cazzo è?
Pensa che quando l'ho incontrato badava alle pecore qui attorno
e parlava a malapena l'italiano.
Ma io gli ho dato la possibilità di studiare e lui si è impegnato tanto
e adesso incontra politici, gestisce aziende.
Ehi.
Tutto quello che gli hai visto addosso, tra macchinone e bei vestiti,
io ti garantisco che nessuno gli ha mai regalato niente.
Per cortesia, porta via che voglio lavorare.
Ok...
Abbiamo già lavorato sui soprannomi, ma ho fatto uno schema dei collegamenti.
[la porta si apre]
Ci avete fatto prendere un colpo, chiudi la porta.
Calda calda dal carcere.
Ma non potevamo fare da me come sempre?
No, questa non può aspettare, Saverio.
Leggi qua.
"Ci parla il Biondo al Bon..."
"Ci parla il Biondo al Bonsignore, lo incontra tra qualche giorno
e gli chiede lui come sistemare la cosa."
Porca puttana, il Biondo! Ma di che sta parlando?
Non lo sappiamo di preciso, però sappiamo che il Biondo deve incontrare qualcuno.
Questo Bonsignore?
No, è il nome della villa dell'incontro, è una residenza privata
che affittano per eventi, conferenze, meeting.
Anche tra mafiosi, a quanto pare.
Immaginate che arriviamo lì e troviamo tutta la commissione: Aglieri, Provenzano.
Lo vedi che mi capisci?
Parla con il tuo capo, esci allo scoperto con i colleghi
e io ti faccio avere l'artiglieria pesante.
Sì, è arrivato il momento.
Abbiamo il Biondo, Andrea, sappiamo dove andarlo a prendere.
In un posto che si chiama Villa Bonsignore.
Matranga ne parla in una delle sue lettere.
Dobbiamo metterla sotto controllo adesso non sappiamo il giorno, ma è tra poco.
Credo di saperlo io il giorno.
- Che cos'è? - Apri.
"Ripartire dalla cultura dell'Antimafia. Villa Bonsignore, sabato 27 aprile."
Ma che significa?
Che a quell'incontro sono stato invitato anch'io.
- Minchia, Andrea, dimmi. - Non qui.
Certo, lo capisco,
è che visto il tema della serata...
Sì.
Non si preoccupi, grazie lo stesso, arrivederci.
Niente, non riesco a imbucarvi.
Ci sarà il ministro, il presidente della regione, la sicurezza è alta.
- Dopo il metanodotto poi... - Ti pareva.
Devi farlo tu, Andrea.
Sì.
Cosa sappiamo di questo Biondo?
A parte il fatto che probabilmente è biondo, intendi?
Fatti dare da Navarra uno dei suoi, uno sveglio,
uno che non dà troppo nell'occhio, lo faccio inserire nella mia scorta.
Sì.
Certo che una volta era più facile.
No, non è mai stato facile, Saverio.
Però almeno i mafiosi li riconoscevi subito,
scarpe sporche di fango e mani da contadino.
Oggi è un casino.
Hanno tutti la fedina penale pulita, immacolata.
E vengono invitati a convegni dove è proibito partecipare
persino a un PM dell'Antimafia.
Come si combatte un nemico così? Obbiettivamente, come?
La cosa migliore è costringere alla resa senza combattere.
Bella, in pratica sarebbe?
Non lo so. Viene da "L'arte della guerra",
un libro pieno di frasi fatte perfette per motivare i tuoi uomini
quando sono giù di morale, ma non chiedermi cosa voglia dire.
- "L'arte della guerra"... - Sì.
M sveli i tuoi trucchetti così?
Bene...
- Sicuro che non vuoi un po'? - No, grazie.
Ne ho il freezer pieno, mia moglie me ne manda in continuazione.
Mi sento un po' in colpa se non le mangio, senza complimenti.
No, grazie, veramente.
Vado, tra poco arriva pure Carlotta.
Ah sì, mi ero dimenticato che arriva proprio questa settimana.
Eh già, proprio questa settimana.
Diego, ci ho provato in tutti i modi, non ci fanno entrare.
Inventati qualcosa, non lo so.
Sono arrivate, Saverio.
Devo andare, ti chiamo appena arrivo a casa.
Dai, su, amore, andiamo.
Dai, non fare i capricci adesso.
- Eccola finalmente! Polpettina! - Ciao, Saverio.
Quanto tempo, eh? Come stai?
Ce l'ha con me?
No, è che la signorina non ha mangiato quando doveva
e adesso non si sopporta, mi ha fatto una testa in aereo!
Saluta papà come si deve.
- Ciao. - Ciao!
Perché non resti un po'? Mangiamo qualcosa, parliamo.
No, torno subito in aeroporto perché mi parte l'altro volo.
È tardissimo, allora...
Qua ci sono diversi cambi, non dovresti avere bisogno di nient'altro,
Falla mangiare subito perché fosse per lei morirebbe di fame.
Mi raccomando, lo dico a tutti e due,
prima di andare a dormire, denti e pipì,
perché se fa la pipì a letto ti ci vuole mezz'ora per farla riaddormentare.
Chiaro?
Lo tengo d'occhio io, non si preoccupi.
Grazie.
Tu mi prometti che fai la brava?
Ok.
Saverio, se vedi che non ce la fai, lo sai che c'è mio padre, ok?
Scherzi? Ci riesco.
Non è come portarla al parco mezz'oretta, è molto più dura di così.
Ti dico che ce la facciamo, è vero?
Appunto.
Va bene, allora ti mando un messaggio quando atterro, ok?
Ciao, amore, fai la brava. Ciao, Saverio, arrivederci.
Andiamo a casa, Leonardo.
Polpettina, salta dietro, così andiamo.
No, devo guidare!
Deve guidare.
- Sarebbe meglio spostarci da qua. - Lo so, Zaza, lo so.
[sirena]
[rintocchi di campane]
Lo vedi? È tutto stretto.
No, si usa così, è stretch.
- Vedi che bello sei? - Per te sempre bello sono, Sonia.
E chi te l'ha detto?
Tu ridi, ma se ieri vedevi quello là, Fabrizio,
con l'atteggiamento tipo che ce l'aveva solo lui.
Ecco perché sei nervoso, viene pure lui domani sul Monte Grifone?
No, domani sul Monte Grifone vengono tutti,
tutti i picciotti che Aglieri ha mandato su al nord a studiare
stanno scendendo per lavorare dopo le Comunali.
C'è gente altolocata, Soniuccia, sono abituati a viaggiare, parlano l'inglese.
- Stai fermo. - Scusa.
Si aprono un sacco di opportunità, Soniuccia.
E io voglio essere all'altezza.
Io ora mi faccio le scuole superiori, mi prendo il diploma,
poi l'università...
A me in cinque, sei anni mi devono chiamare "dottore".
Che ridi? Che ho? Non mi fare venire complessi.
Non c'è niente, è che ti vedo cosi, tutto "impupato",
mi dici che vuoi studiare...
Se me l'avessero detto sei mesi fa non ci avrei creduto.
Perché io ora voglio essere qualcosa
e pure noi dobbiamo diventare qualcosa.
Ah sì?
- Sai qual è la prima cosa che faccio? - Che cosa?
Ti tolgo da quel bar dove tutti ti guardano il culo.
- Mi guardano il culo? - Io ti guardavo il culo.
Davide!
Piano, Soniuccia, sono vestito!
- Non ti piace? - Mi piace, perché? Come mi sta?
- Non ti preoccupare, te lo stiro io. - Dammi un bacio.
Dammene un altro.
[risate]
[risate]
[Fabrizio] Quante volte ho detto a Pietro di cambiarla!
[Aglieri] Sì, vabbè, però le cose bisogna raccontarle bene.
Allora ve lo racconto io.
- Eravamo io e Fabrizio, può confermare? - Confermo.
Perfetto, andiamo a casa di questo signore e volevamo parlare con lui
giusto per capire una situazione che c'era in corso.
Soltanto che andiamo li, bussiamo la prima volta, bussiamo la seconda volta
e questo qua non si presenta, alla terza volta...
Davide!
Che fai? Siediti, forza.
Aspetta, già che stai in piedi aiutami a portare il vino.
Volevi somigliare a me?
Mi sa che non ci hai capito niente, vero?
Tu ti devi rilassare, ti vedo sempre agitato, impegnato a piacere.
Guarda che con Pietro non serve.
Vedi che tu mi hai visto due volte, pensi di sapere chi sono?
Guarda che ci sono passato, cerco solo di semplificarti le cose.
Fabrizio?
Vuoi venire qui, che non mi credono? Diglielo tu.
Almeno togliti questa roba di dosso che mi imbarazzo solo a guardarti.
È tutto vero!
Che poi questo signore ha creduto che noi fossimo sbirri...
[campanello]
Questa non è la pizza! Io la volevo!
Adesso arriva la pizza.
Prego.
Arriva.
Buonasera.
Buonasera.
Allora?
Niente, ho smosso quei pochi santi in paradiso che mi restano
e non c'è stato verso, la lista completa degli invitati non riesco ad averla,
almeno non riservatamente.
Buone notizie invece?
Io ho prenotato una pensioncina a San Vito che ha una vista che...
Peccato che è una copertura perché sabato lo passo con Navarra qui,
fuori dal cancello principale.
- Quante unità abbiamo? - Due.
- Come due, Diego? - Saverio, è già un miracolo così.
Ai miei uomini non posso neanche dire che cosa stiamo cercando di preciso.
- E perché, invece noi lo sappiamo? - Appunto.
Siamo qui per cercare la nostra occasione per cambiare la storia.
Cerchiamo di tenerlo a mente, va bene?
Al lavoro. Uscite secondarie.
Papà, ho fame!
Amore, adesso arriva la pizza. Le patatine non le mangi?
Non mi piacciono.
Te pareva, ne comprate un quintale.
Adesso richiamo eh?
Se trovo il numero della pizzeria.
In questo stato vuoi fare la storia?
È un disastro, non so cosa fare.
Non posso neanche fumare! Ma che devo fare?
Magari puoi farti aiutare, lo vuoi il numero di una babysitter?
- Babysitter, dai... - Non è una sconfitta, Barone.
E dammi il numero.
- Dicevamo, uscite secondarie. - Qui e qui.
Dovevi vederlo, lavorava tutto fomentato
e intanto cercava di tenere a bada sua figlia.
Con la pizza che non voleva arrivare.
Non deve essere facile.
Chissà se pure papà era così con noi quando eravamo piccole.
Certo, infatti ora sei innamorata di Barone come sei innamorata di papà.
Ma che cazzo dici?
Lisa, veramente, non sono uno dei casi dei tuoi libri di psicologia.
Intanto hai smesso di chiamare papà tutte le sere,
poi stai mangiando sempre più da schifo
e solitamente quando te ne freghi del cibo è perché sei felice.
O no?
[campanello]
Polpettina, è arrivata.
Andiamo?
Carlotta...
Papà deve lavorare, è solo per oggi, te lo prometto.
[campanello] Amore...
Amore.
Salve.
Mi dispiace, ho cambiato idea.
- Ma no, sono troppi. - Scusi il disturbo.
Sai che adesso devi aiutarmi a lavorare?
Come prima cosa facciamo una bella base operativa.
Sì.
Questo qui mettilo lì, mettilo all'angoletto, così,
bravissima, anche questo, mettilo lì.
Saverio, mi senti?
- Ti sentiamo forte e chiaro, giusto? - Sì.
[Saverio] In Procura come siamo messi?
- Partiamo adesso, dottore. - Passami Elia.
[Elia] Saverio, dimmi.
Andrea ricorda, per conoscere il tuo nemico devi diventare il tuo nemico.
Che paraculo che sei!
Trova quel bastardo, Andrea.
[Saverio] Eccola, la faccia rispettabile dell'Antimafia,
il posto ideale per lucidare la propria immagine pubblica
e intanto stringere relazioni di potere.
Industriali, avvocati, professori,
giornalisti, politici.
Chissà quante mele marce si nascondevano
dietro quei sorrisi gonfi di retorica e buoni sentimenti.
[voce dal microfono] Do il benvenuto a uno dei nostri soci fondatori Luigi Murè.
[Saverio] Un cancro nascosto sotto il baluardo della sua stessa cura.
[non udibile]
Grazie a tutti, grazie di essere intervenuti così numerosi.
Quindi è vero che Vitale l'avete preso seguendo l'amante?
Sì, una delle tante.
Sbirri o mafiosi, le femmine sono sempre la rovina!
Per Vitale è stato sicuramente così.
Anche per me glielo garantisco,
con due ex mogli a cui pagare gli alimenti, altro che 41 bis!
- Con permesso, scusate. - Prego.
[non udibile]
Alla tua destra vicino alla porta, li vedi quei due?
[Elia] Vai, vai.
[voci indistinte]
Una soluzione la troviamo.
Infatti.
Ok, va bene, andiamo.
Cinque, quattro, tre, due, uno.
Mi scusi.
Che cos'è questa storia?
Sapevamo che poteva succedere, devi stare calmo.
Calmo una minchia! Che cosa sai di preciso?
La Procura di Roma ha chiesto al Ministero tutte le carte sul metanodotto.
Stanno indagando sull'assegnazione degli appalti.
Rischiano di arrivare a noi, Fabrizio.
E adesso? Che succede?
Lo sai quello che succede.
E sai anche quello che devi fare.
Un'indagine su questa storia non possiamo permettercela.
[Biondo] E anche voi, state pronti.
- Era biondo e poi? - Non lo so, giovane, magro.
Abito grigio scuro?
Sì, mi pare di sì.
Cravatta blu e a righe.
Andrea, lo conosci l'assessore?
Piacere, Andrea Elia.
La macchina blu che sta uscendo.
- Eccolo. - Gli andiamo dietro.
- [Saverio] Età? - [Francesca] Sulla trentina.
È giovane.
- Sì, è giovane. - Vedi?
Va anche parecchio di fretta.
O scappa da qualcosa o sta andando a incontrare qualcuno.
E se è quel qualcuno che diciamo noi...
Un anno in Antimafia e già vuoi prendere Provenzano?
Vuoi battere il mio record, Romano?
[Francesca] Si ferma.
È entrato in un garage in via Primo Maggio al civico 51.
Avverti gli altri, falli venire a verificare se ci sono altre uscite.
Saverio, ci tocca aspettare.
E aspettiamo.
- Buono il biscotto? - Sì.
Scusa, me lo fai fare un tiro?
Grazie.
- [Aglieri] Fabrizio. - Ho parlato con il Biondo.
Sì, lo so, so tutto.
Io col cazzo che vado in galera! Non posso.
Non posso.
Te lo ricordi quel libro che leggevamo la sera prima di andare a dormire?
Te lo ricordi quel passo di San Paolo che recitava?
"Non ci appartiene niente di ciò che abbiamo ricevuto".
Io non sono più un ragazzino, Pietro.
Un incontro me lo devi.
Vedrai che insieme una soluzione la troviamo.
Vieni da me dopo il tramonto.
Va bene.
Togli la scheda, falla a pezzi.
Allora?
Si costituirà, come d'accordo.
E lo stesso faranno gli altri due.
Diranno di aver progettato insieme l'attentato al metanodotto
e di essersi spartiti i fondi per la ricostruzione.
Non c'è niente che possa collegarli a noi
e ho tre ragazzi pronti a sostituirli già da domani.
Sicuro che il tuo picciotto non ci creerà problemi?
Zu Binu.
I miei ragazzi non mi tradiscono.
Ne conosco un altro che raccoglieva pecorelle smarrite.
Non fece una bella fine, però.
Pietro mio, chiudi questa storia
perché il mio di Gesù Cristo non vuole altri rompimenti di minchia.
Ti sto dando fiducia su affari che valgono un sacco di soldi.
Che dici? Stai facendo bene?
[rumore di passi]
Fabrizio ha paura.
Ci credi?
Proprio ora.
Ci penso io a lui.
- Ma che dici, Davide? - Fidati di me, dammi questa opportunità.
Tu?
Te la senti?
E allora occupatene tu.
E assicurati che faccia quello che deve fare.
[Paola] Fabrizio De Palma, 31 anni, residente a Milano.
Laureato alla Bocconi, un master alla University College di Londra.
Il palazzo dove l'abbiamo visto sparire è il suo domicilio da gennaio.
Non torna.
Non può essere il Biondo.
No, ma guarda qua.
Amministratore delegato della Eolia Gas,
la società che ha vinto l'appalto per la ricostruzione del metanodotto.
Quello della bomba? Cristo.
I nostri colleghi ci girano a vuoto da settimane.
- Sono soddisfazioni, eh? - Eh!
E c'è pure un'altra cosa, una piccola macchia nel suo passato.
Una segnalazione per un tentativo di estorsione a 18 anni, indovina dove?
- Dove? - Santa Maria di Gesù.
- Il mandamento di Pietro Aglieri? - Pietro Aglieri.
Porca puttana!
Siamo finiti dentro a qualcosa di grosso
e il nostro amico della Bocconi è la chiave per entrarci dentro.
Vatti a riposare, te lo sei meritato.
Secondo te riesco a dormire stanotte?
- Procura? - Mobile.
Mi piace di più l'aria che si respira là dentro.
Ti capisco.
Tua figlia si è addormentata.
Minchia, alle sette! È la serata perfetta.
Allora speriamo che lo sia fino in fondo. A domani, Saverio.
A domani.
Polpettina mia, vieni qua.
Vieni qua, shh...
Tu che cazzo vuoi?
Lo sai che cosa voglio, Fabrizio, e sai pure quello che vuole lui.
Non ci posso credere, ha mandato te.
Devo dire che Pietro ha proprio abbassato i suoi standard.
[ride]
Oh!
E che cosa vuoi fare? Prendermi a pugni?
Infilarmi un coltello nella pancia?
Vai via da qua!
Tu non hai capito con chi stai parlando.
Con un mafiosello da due soldi sto parlando,
che gioca a fare il duro per nascondere che si sta cacando addosso.
Io non ci vado alla Polizia.
Io vado da Pietro
e tu non conti una minchia di niente.
Sei tu che non conti una minchia di niente.
Lo sapevi quali erano i patti, Fabrizio.
Ti devi levare, hai capito?
Ora te ne vai a piangere da lui perché hai paura del carcere?
Sei piccolo!
Fabrizio...
-Te ne devi andare! - Ti devi andare a costituire.
Oh!
Fabrizio, ma lo vuoi capire che sei come un figlio per lui?
Pietro ti vuole bene.
Sei il suo preferito, da sempre è così.
Se tu ora te ne vai da lui, non cambia niente.
Però puoi decidere fino a che punto deluderlo.
Lo sai quello che devi fare, Fabrizio!
È lui.
- Saverio, ci siamo, si sta muovendo. - Dammi un secondo.
[Francesca] Saverio, mi ricevi?
- Ci sono, Fra. - Sta andando verso via Basile.
Si sta fermando. Non stargli troppo addosso.
[Francesca] È ripartito.
Ti prego, ti prego, ti prego, ti prego...
[Francesca] Via Lagumina.
Ti prego, ti prego, ti prego...
[Francesca] Via Porta di Castro.
Ti prego, ti prego, ti prego, ti prego...
[Francesca] Via Cadorna.
Ti prego, ti prego, ti prego...
[Francesca] Svolta sul bastione.
[Francesca] È in Piazza Vittoria.
[Francesca] Rallenta.
[Francesca] Cazzo.
[Francesca] Sta andando in Questura.
Si è costituito, Davide.
Come ci sei riuscito?
Gli ho detto quello che si voleva sentire dire da te.
Oggi io ti scelgo, Davide.
[Aglieri] E un giorno sarai tu a guidarli al posto mio.
[Davide] Ma perché io?
Pietro, guardami.
[Davide] Io dalla Sicilia non sono mai uscito, ho la terza media.
E tu pensi che alla tua età fossi tanto diverso?
[Aglieri] Imparerai che nella vita la cosa importante non è quello che hai,
quello che sai...
[Aglieri] La cosa importante è quello che sei disposto a perdere.
[vibrazione]
Diego.
Quel tizio si è preso la responsabilità dalle bomba al metanodotto,
l'attentato era parte di una strategia per prendersi l'appalto.
E niente su Aglieri e Provenzano.
Niente su nessuno, ha fatto tutto da solo,
pagando un direttore del ministero e il commissario nominato dal tribunale.
Sono minchiate, Diego.
Sì, però adesso su questa storia ci si è messa la Procura di Roma
e i Carabinieri stanno già facendo pressioni per venirselo a prendere.
Io faccio quello che posso, ma qua occorre che intervieni tu.
Parla con Elia, con il procuratore nazionale, con chi vuoi.
Io non posso più lavorare di nascosto dal Questore.
Dammi un paio d'ore, trova il modo di tenerlo lì.
Giada, scusa l'ora, so che è presto ma...
Ecco il nonno.
Polpettina!
Ci vediamo presto, te lo prometto, molto presto.
Andiamo?
Dai.
Visto?
Ecco fatto.
Ciao.
- Tutto a posto? - Sì, tutto a posto.
Papà!
Papà! Papà!
Portatemi in Procura, grazie.
Andiamo.
Metti insieme tutto il materiale che abbiamo, facciamo saltare il banco.
So già tutto, Saverio.
Quel De Palma è una miniera d'oro.
Il Biondo, la bomba al metanodotto... qua si apre un mondo.
L'hanno capito anche i tuoi colleghi di Roma e stanno venendo per interrogarlo.
Ma io li batto sul tempo. È in Questura, capisci?
Lo posso interrogare per primo. Sai quant'è importante?
Ce l'hai una sigaretta?
- Una sigaretta? - Sì, dammi una sigaretta.
- Sai come faccio a sapere di stanotte? - No.
Perché il ministro mi ha tirato giù dal letto
giusto per farmi sentire il fiato sul collo.
L'indagine adesso è di Roma e tu hai già sconfinato una volta.
Tu mi stai chiedendo di fermarmi? Veramente?
Col cazzo, Andrea, io non mi fermo, non arrivato a questo punto.
Lo capisci che così ti sbattono fuori e poi sbattono fuori anche me?
Io ti ho sempre difeso, anche quando Roma chiedeva la tua testa.
Allora sì che finisce tutto.
Niente più Aglieri, niente più Provenzano,
niente più giustizia per Giuseppe Di Matteo.
È questo che vuoi?
Tu mi chiedi di fermarmi e mi sbatti in faccia le mie promesse.
Promesse?
È per questo che tu non sei e non sarai mai un uomo di stato,
perché per te è sempre una questione personale.
Io non sono un uomo di stato. Non sono un uomo di stato?
Ascoltami molto attentamente, Andrea.
Io mi sono rinchiuso sotto terra in un bunker per un anno,
mi sono fatto superare da chiunque là fuori, ho perso mia moglie,
ogni volta che vedo mia figlia soffro all'idea di quello che mi sto perdendo
e a te ancora non basta.
Lo so.
- Provenzano è latitante da 33 anni? - Sì.
Per prenderlo forse ce ne vorranno altri dieci, o magari 20.
Sei disposto ad aspettare? A resistere?
Perché quando ti chiedevo di cambiare, di diventare quello che tu non sei,
intendevo proprio questo.
Me la dici una cosa veramente?
Questo stato, che nomini di continuo,
quale stato è di preciso, Andrea?
Quello che vuole che prendiamo Provenzano
o quello che sembra fare di tutto per non farcelo prendere?
Promettimi di non far cazzate, Saverio.
Saverio...
- [Paola] Allora? Saverio, allora? - Allora niente.
Come, niente?
Andiamo a interrogarlo, Navarra, trova un modo per farci parlare con lui.
Vaffanculo a quello che dice Elia, io sono pronta a correre il rischio.
Vai a ,casa Paola.
- No, non ci vado a casa. - Cristo Dio!
Saverio!
Quando Elia mi ha messo a lavorare con te, a me tramavano le gambe,
stavo là davanti alla porta del tuo ufficio, fissavo la luce rossa, aspettavo
e pensavo: "Cazzo, mi mettono a lavorare con Barone,
con quello che ha fatto crollare l'autista di Bagarella
entrando in carcere nel bagagliaio di un'auto,
quello che ha spedito il fratello di Brusca in culo al mondo per farlo parlare,
quello che li prendeva tutti."
Io non ci credo che stavolta tu ti fermi così.
- Andiamo a interrogarlo. - Stavolta è diverso.
È tutto diverso.
O forse sei solo tu che sei diverso.
Attieniti alle regole, non fare niente,
soprattutto non azzardarti a sputtanare la mia indagine.
Vatti a riposare, Paola.
È stata una nottata faticosa per tutti.
Andiamo.
[squilli di cellulare]
Andrea.
Saverio, sei ancora incazzato con me?
Dipende, hai novità?
Sì, ma non riguardano la tua indagine.
Fra 20 minuti in Procura e cerca di renderti presentabile.
Salve.
Barone.
Procuratore generale.
Immagino tu ne abbia già sentito parlare.
Il boss Pasquale Cuntrera ha lasciato il carcere di Parma tre giorni fa,
a causa di un piccolo impasse burocratico.
I giornali ci stanno facendo letteralmente a pezzi
e il ministro della Giustizia darà le sue dimissioni lunedì mattina.
Noi abbiamo 90 ore da questo momento per ritrovarlo.
Abbiamo chi?
A quanto mi dicono sei il migliore quando si tratta di prenderli, o sbaglio?
Non mi sono mai occupato di Cuntrera e non mi intendo di narcotraffico.
In questo momento ho altro da fare, mi dispiace.
Saverio.
Io e il dottor Rovello ci siamo già confrontati su questo.
Nessuna delle tue indagini è più importante di questa emergenza.
Emergenza dovuta a chi, per risparmiarsi un quarto d'ora di straordinario,
non ha messo un timbro su un foglio e l'ha lasciato scappare.
Con il dovuto rispetto, sono questi gli uomini di stato che vi piacciono tanto?
Saverio.
E se anche fosse, vogliamo lasciare a piede libero un boss come Cuntrera
e buttare all'aria anni di indagine di Falcone?
A proposito di uomini di stato.
Cuntrera ha lasciato l'indirizzo di un bar di Roma per notifiche giudiziarie,
forse una delle famiglie mafiose della capitale ha favorito la sua fuga.
È tutto quello che sappiamo.
Allora, Barone, che dici?
Sei o non sei il migliore a prenderli?
Vado a Roma a risolvere una grana, 90 ore e sono qui.
Aggiornami su qualsiasi cosa, ma non prendere iniziative, intesi?
- Certo, buon viaggio. - Ciao.
Campo libero.
Bene, buon segno, no?
Se il tuo unico problema era Barone...
Allora non pensi che sto facendo una cazzata?
Certo che lo penso, ma mi fido del tuo istinto.
Spara. Hai già un'idea per incontrarlo?
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