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(Betta) Sandro ! Claudio !
(Paolo) Zitta ! - Paolo, non andare !
- Non andare ! - Vattene, basta !
- Ho paura. - Zitta !
(Paolo) Cazzo, Claudio ! Portala a letto !
Sandro, mio fratello non capisce.
Dove la trovate un'altra femmina per la coppietta ?
Il Mostro di Firenze stacca le tette con il bisturi !
Quali tette ? Lei non ne ha. Vattene !
- Non ho più paura. - Claudio, portala a letto.
Va bene, però volevo venire.
- Traditore. - (Claudio) Dai, Betta !
(Sandro) Ho perso gli occhiali. (Paolo) Li ho presi io !
(Betta) Vaffanculo a tutti !
< (Simona) Certo che conoscevo i Pontecorvo, erano sui giornali.
< C'erano le foto della Turricchia, la loro villa al mare in Toscana.
< La chiamavano "dacia".
< lnvitavano scrittori, onorevoli, tanta gente importante.
< Non avrei neanche immaginato di fare parte della famiglia.
È il coronamento di un periodo indimenticabile.
"Le notti di F" è stato il libro dell'anno con 200.000 copie vendute.
Dal risvolto di copertina vedo che ha tenuto a precisare...
..che è nata nella periferia romana, a Casal Palocco.
Palocco. Casal Palocco è quello con le ville.
L'ho scritto perché c'è differenza.
l miei vecchi amici mi insultano su Facebook.
(giornalista) Perché la insultano ? (Simona) Lasciamo stare.
Hanno tutti nomi strani, ma io so che sono quelli di Palocco.
Sa una cosa ?
Roma non è solo quella dei libri, degli imperatori, dei papi.
Roma non è solo il centro, è anche Palocco.
< (giornalista) Il suo racconto della Roma televisiva ha fatto scandalo.
< Parla di sesso, potere, raccomandazioni.
< Lei ha condotto per cinque anni un programma fortunato.
< (Simona) È così per quelli di calcio.
< Perché ha scritto un libro ? < (Simona) In Italiano avevo 10.
< Alla Ragioneria Italiano non era importante, ma...
< (giornalista) lntravedeva già un futuro da scrittrice ?
< (Simona) ll momento più bello era il tema in classe.
< Sembrerà stupido, ma non facevo mai errori.
< La professoressa leggeva i temi ad alta voce.
< Tutti facevano le pernacchie !
< L'unico libro che avevamo in casa era su Padre Pio.
< No, c'era anche quello delle barzellette di Totti.
Credo di non svelare nulla di nuovo se dico che aspetta un bambino.
(radio, Simona) "Non importa, sono sposata !"
(giornalista) "Con il figlio del grande Emanuele Pontecorvo."
(Simona) "Purtroppo non ho conosciuto mio suocero Lele".
- Chissà che avrebbe pensato di me. - Non oso immaginarlo.
L'ho anche sognato.
Ho sognato anche un campo di concentramento.
- Ha presente quelli dei tedeschi ? - Sì, ho presente.
(Betta) È tardissimo.
(radio, Simona) "È strano pensare che ora posso chiamarmi Pontecorvo".
"Mi faccio paura: Simona Pontecorvo. A lei non fa paura ?"
È ovunque: alla radio, in TV...
Lei farà tardi, ma gli altri stanno per arrivare.
SQUILLI DEL TELEFONO
Sì ?
Ciao Lucia. Come stai ?
Ho finito il corso sulla metrica di Ariosto.
Gli studenti ? Tranne un paio, sono tutti analfabeti.
Ti passo Betta, ciao.
È Lucia.
Mamma, sto ancora cucinando.
< (Simona) Ha presente il ponte che unisce Prati a Piazza del Popolo ?
Ogni volta che lo vedo mi blocco, perché è così bello che...
..mi incasina i pensieri.
(Simona) "Lui mi ha tamponato !" (giornalista) "Sindrome di Stendhal?"
Non ho letto la "Sindrome", ma ho comprato "Il rosso e il nero".
Conosco Stendhal, cattivella !
(Scintilla) Vai più a destra.
Dai, più a destra.
Ancora !
Troppo.
- Avete messo il pigiama ? - Ora vai più giù.
Simona è ancora alla radio. La stai ascoltando ?
Parla sempre di noi.
È fissata.
Stop ! Che schifo, la minestra di broccoli.
Immagino che Claudio...
Siete scemi !
Sandro !
Niente, mamma. Sono i bambini.
- Prendetevi questo coso ! - Che schifo !
- Andate a letto ! - Che schifo !
< (Simona) In periferia mi piacciono la Tiburtina, la Prenestina...
< ..tutte quelle che finiscono in "ina".
< Ci abita la sorella di Paolo, Betta. Mi aspettano a cena.
< Posso dire una cosa ? Betta, mi aspettate ?
< Non vi mangiate tutto !
< (Simona) Avranno sentito ? Non lo so.
< (giornalista) Salutiamo Simona Peluso, autrice di "Le notti di F".
< Grazie per essere stata con noi.
< Sono conquistata dalla sua autenticità.
< (Simona) Grazie !
< Un saluto speciale a tutti gli ascoltatori da Simona Peluso.
< Mi raccomando: "Le notti di F". Compratelo !
< Come sono andata ?
< Insomma... Potevo fare meglio. Vabbè.
Apri la porta !
Ciao, mamma. Apri !
- Ciao, Sandro. - Ciao.
- Che faccia ! - Vengo direttamente dallo studio.
Abbiamo registrato otto pezzi, sono distrutto.
Che avete registrato ?
Indimenticabili versioni jazz dei pezzi del Califfo !
- Scherzi ? - No ! Non si vende un disco.
Chi compra la versione jazz dei pezzi di Califano ?
Proviamo di tutto e il Califfo è un mito.
- Mi preoccupa la versione jazz. - Giustamente.
(Pin) Mamma ti ha fatto la minestra che puzza.
Davvero ? Vieni qua, amore mio !
Io ho preteso le pennette al pomodoro.
Per la principessa un menù a parte. Di cosa puzza la minestra ?
Di scoreggia !
Sai che sei molto maturo ? Io l'ho capito a 20 anni.
Cosa ?
Che le scoregge puzzano di broccoli.
Su, a letto.
Vai a dormire. A dormire subito !
- Un libro nuovo ? - No, è sempre quello.
Anche tu, dai. Buonanotte.
(Scintilla) Ti voglio bene ! - Anche io.
- Hai provato su eBay ? - Cretino.
- Ciao. - Ciao.
- Da quanto cucini ? - Tutto il pomeriggio.
- E il genio ? - Twittava.
- Che cos'è ? - Ginnastica isometrica domestica.
Ho letto un articolo, non ho tempo di andare in palestra.
Calmati. Facciamoci un aperitivo io e te.
No, Claudio, ti prego.
Sono ingrassata di altri due chili, sarà la pre-menopausa.
Sei in pre-menopausa dai tempi dell'asilo.
- Sono agitatissima. - Forse devi dirmi qualcosa.
È finita.
- Quando ? - Lunedì.
- Non è neanche cominciata.
- Sì, due volte. È anche troppo.
Dopo il consiglio di classe gli ho detto basta.
- E ? - Basta.
PORTA CHE SI APRE
- (sottovoce) Ti chiamo domani. - Sì.
- Che faccio ? - Porta il vino e i bicchieri.
- Fuori ? - Decidi tu.
Tieni queste, se vai fuori. Io ho sempre freddo.
- Sarà la menopausa. - Ci ho pensato anche io.
Povero amore ! Dicevi che era la menopausa...
..anche quando avevi mal di gola e ti faceva male il menisco.
- Ho detto "pre" ! - Giustamente.
BRUSIO
Furbo !
Certo...
Porto il vino su.
CAMPANELLO
(Betta) Apri !
CAMPANELLO
Vado io.
- Che c'è ? - Chiama Sapientino.
Sandro !
Beh ? Entra.
Dopo di lui: Château d'Ambolet 1996 Blanc de blanc.
Energia agrumata con sentore minerale in spettro erbaceo.
930 euro, omaggio di un cliente.
(Sandro) Caspita, 930 euro !
Non c'è più nessuna reazione. Bene !
- Belle ciabatte. - Troppa responsabilità.
- Scusate, ma Simona... (insieme) Aveva un'intervista !
- Mi porti un secchiello ? - Secchiello, secchiello...
Aspetta prima di dire che cosa si festeggia.
Sono comode ?
Ho già inviato una foto ai suoi fan.
Ti denuncio.
L'hashtag #iostoconlaciabatta è già "mainstream".
(Paolo) Parla normale !
(Paolo) Buonasera.
Controllate i gatti, gli indiani mangiano di tutto.
- Sono vegetariani. (Paolo) Sì, sì...
Sembra che non fai un cazzo.
Invece questa casa in 10 anni ha quintuplicato il suo valore.
Dicevi che era una zona di drogati e bidelle.
Avete lungimiranza per gli affari immobiliari.
- Chi ? - Voi ancora di Sinistra.
Siete ormai pochi, ma vedete oltre le bidelle.
La vendo a 1 ,2 milioni anche con la crisi. Ho dei clienti adatti.
- 1 ,2 ? - Sì. Massimo in tre mesi...
..andiamo al rogito.
- Che c'è ? - Che succede ?
Oggi Simona ha fatto l'ecografia.
C'è una malformazione.
- Sicuri ?
- È il miglior ecografista di Roma.
Che tipo di malformazione ?
Ha un pisello enorme !
- Che idiota...
- È maschio !
Sì !
Mi hai fatto male !
Allora, la sorpresa ?
- Lo hai già detto.
(Claudio) È maschio.
(Betta) Sei proprio... - Cosa ?
Stronzo !
- Mamma ha chiamato ? - Sì e richiamerà almeno tre volte.
Vuole 20.000 euro per il tetto della Turricchia. Non me la passare.
- Non hai soldi ? - Io sì, ma lei è sempre senza soldi.
La pensione di parlamentare di papà non fa schifo !
Sei diventato grillino, sempre "up to date" ?
Parla normale. Non voglio che gliela tolgano, sennò devo aiutarla io.
Ha tante spese: la vigna, la villa...
Weekend a Parigi, massaggi, servitù, creme...
È la sua vita, non puoi cambiargliela ora.
No, ma può mettere un bel secchio dove il tetto perde.
Questo non va bene e questa deve rimanere in fresco almeno un'ora.
Riuscite a rimanere svegli ?
RECITA UN MANTRA BUDDISTA
Sono induisti.
Chi si annida nella piccola topaia ?
- l miei nipoti ! - Zio Paolo !
Eccoli !
È arrivato lo zio !
- È in arrivo un cuginetto. - Evviva !
- Maschio ? - Sì. Sei contento ?
Sabato venite alla Turricchia da Lulla ?
Non puoi chiamarla nonna come le persone normali ?
- Non lo so, Simona ha da fare. - Non venite mai.
Però...
Pronti con le manine !
- Soldi. - Il solito obolo. Siete contenti ?
Un bacio allo zio !
Mi raccomando, non dite niente ai comunisti.
Chi sono i comunisti ?
Oddio, è arrivato papà !
Cazzo, è arrivato papà !
Incredibile, Paolo. L'hai persa.
Mamma, l'ho data a te la pagella.
Abbiamo perso la pagella.
Tuo padre si arrabbierà.
- Cerca bene ! - Non c'è, non la trovo.
Fermi tutti !
Era uno scherzo. Non sono stato bocciato.
Vaffanculo, Paolo.
Brava, Betta. Cerca bene.
- Come va ? - Meglio, onorevole.
Non si preoccupi. Tutte quelle curve giustamente mi hanno disturbato.
Le curve ? C'è una bottiglia di vodka sotto il sedile.
- Vieni, ti faccio una camomilla. - La camomilla ?
(Lele) Claudio !
(Lucia) Che è successo ?
Niente, signora. Papà è di nuovo ubriaco.
Lo vado a prendere, giustamente.
- Cerca, Paolo. - Sto cercando.
- Non mi pare, te ne stai lì fermo. - Dirigo le operazioni.
Claudio, basta con il pianoforte. Tra un pò prendi la patente.
Giustamente.
Non siete più in classe insieme ?
No, io vado in prima liceo e lui resta in quinto ginnasio.
Quindi non vieni più a casa nostra ?
Allora mi vuoi ?
No. Se mi fate stare con voi, forse.
- Vattene. Vattene ! Va' via ! - Sì, papà.
- Non farti neanche vedere a cena. - Va bene, papà.
(Lele) Sandro, stagli vicino.
Forse sono stato un pò troppo duro con lui.
(Betta) A stomaco vuoto no. Aspettatemi.
(Scintilla) Che cazzo fai ? (Pin) Hai detto "cazzo".
Lo so.
- Lo porto io. - No, mi tonifico le braccia.
(Betta, respirando) 10, 12, 13...
(Betta) Prendi i calzini. (Paolo) Dove ?
- Lì per terra. - Sì.
- 16, 17... Che fatica.
- È l'età.
Vaffanculo ! 19, 20...
- Cominciamo ? Simona è ancora lì. - Va bene.
- Tienile da parte solo le sigarette. - Fuma ?
Sì, è l'unica che ha iniziato in gravidanza. Sarà lo stress.
- Stress creativo. - Smettila di scrivere saggi noiosi.
A Simona è bastata una storia d'amore e un pò di denuncia sociale.
- Lo ha scritto in sei mesi. - Glielo hanno scritto.
- Meglio. - Fa malissimo fumare in gravidanza.
- Il bambino non cresce. - Farà il fantino.
Beviamo un pò di questo finché non si raffredda il tuo...
- Sì, sciacquiamoci le mani. - Cafone, l'ho portata io.
Tu pensa alla musica, io penso a tutto il resto.
Ecco qui !
- Noi non conoscevamo il sesso. - Ora sapete come si fa ?
Attenzione con il vino.
Mantenere il mistero aiuta ad accettare il bambino reale.
Tutti noi costruiamo un bambino immaginario.
È la proiezione del nostro narcisismo secondo Melanie Klein.
Continua, è molto interessante.
Se ascolti non ti prendi una malattia.
Non solo la psicoanalisi, anche gli studi antropologici di Levi-Strauss.
Levi, Klein, Cohen. Sembri mio padre, ci sono solo ebrei al mondo.
- Ignorante ! - Sfigato !
- Avete deciso come chiamarlo ? - Sì.
(Betta) Emanuele ? - Come papà ? No !
Un apostolo: Luca, Matteo... Paolo, come te.
- Paolo non era un apostolo. - Come no !
Non era uno dei dodici, ha sostituito Giuda.
Una riserva in panchina.
- Diccelo ! - Va bene, ma indovinate.
Comincia per B.
Bacco. Lo allattate a Château d'Ambonet: un biberon da 950 euro.
- Non male, ma no. - Barolo, Birillo, Bombolo.
- Dai, Bombolo ? - Non mi viene in mente niente.
Baldassarre, il portatore di mirra.
- Meno aulico. - Urgono aiutini.
Sono iniziate le consultazioni.
Nomi con la B.
- Bruno. - No.
- Bernardo.
- È bellissimo, come Bertolucci.
- Dai, è il maschile di Bernarda ! (Sandro) Brando ?
- Bruto ? - No. Spegni quel coso.
Burgnich.
- Basilio. - No.
- Belzebù. - Spegnilo ! Sono psicopatici.
(Sandro) Ancora questo coso. - Sono svegli.
(Sandro) Pin ! Scintilla !
Ciao, bambini.
(Sandro) Scintilla ! - Ciao.
Portalo giù.
- Non dite il nome prima che torni. - No, figurati.
Spegni il telefono e fai da solo.
(Paolo) Vai ! - Brasato.
- Bullo. - Non fate i cretini.
Bertrando.
Vi do un altro aiuto, soprattutto a te. Ha una referenza letteraria.
- Brancaleone da Gippone ? - Vaffanculo.
Benedetto. Qualche letterato ci sarà.
Ci sei vicino.
Be, be, be...
- Non lo so, mi arrendo. - Anche io.
Benito.
Bertoldo. Referenza letteraria: Bertoldino e Cacasenno.
- Ho detto Benito. - Smettila.
- Sono serio. - Smettila.
Piace anche a Simona.
- Non ci crediamo. - Non scherza.
- No. - Certo che scherza.
Non scherzo, ci piace molto.
È originale, ma classico. Che c'è ?
Ti avranno bocciato due volte, ma sai che abbiamo avuto un dittatore.
- Tu pensi a Mussolini ? Noi no. - Ci pensano gli altri.
Pensiamo a Benito Cereno di Melville.
- Lo conosci ? - Me lo hai regalato tu.
- Leggi i libri che ti regalo ?
- È il preferito di Simona.
- Simona conosce Benito Cereno ? - Lo adora.
E perché ha scritto un libro di merda ?
- Non dire che è un libro di merda ! - No, è di cacca.
- Anche tu pensi lo stesso ? - Meglio Melville.
Non potete dire così, siete le persone più care che ho.
Vabbè.
Chi è F ?
Non lo so. Chi è ? F ?
Promemoria.
Il romanzo di Simona si chiama "Le notti di F".
- Chi è F ?
- È la protagonista.
VOCI CONFUSE
- È una donna. - Sì.
- Ed è la... - Cosa ?
- Una putt... (Claudio) Pu...
- Aspetta un attimo. - Continua, è una putt...
No. È una giornalista ninfomane.
- Non lo ha letto. - No.
- Non ancora.
(Betta) È pronto !
- È pronto ! (Paolo) Eccoci.
Ci ho pensato. Non è Bartolomeo ?
Non sarai così matto.
Lo hai già detto ?
Non mi hai aspettato. Non mi aspettate mai.
- Non è quello il problema. - Per me sì. Mi escludete sempre.
- Tuo fratello vuole chiamare... - Non voglio più saperlo.
Tuo fratello vuole chiamare il figlio Benito !
Benito ? Scherza.
Non scherzo e non è per Mussolini.
È un bel nome, è originale, non lo usa più nessuno.
- Solo Casa Pound. - E Forza Nuova.
È di moda nella bocciofila di Predappio.
E nonna Lisetta, nonno Giorgio ?
Un giorno li hanno presi con i figli e li hanno portati a Mauthausen !
- Scherza, non è possibile. - Che palle !
Sono passati 70 anni. 70 anni ! Il mondo è andato avanti.
Le ere storiche non sono modelli di BMW, durano quanto una vita umana.
- Mussolini firmò le Leggi razziali... - Nel '38.
Mi fa piacere che lo sai.
I Pontecorvo, farmacisti, gente tranquilla, sono stati sterminati.
- Tutti. - Solo tuo padre si è salvato.
Però la sua vita è stata segnata per sempre.
Ha segnato la mia e segnerà quella di mio figlio.
Ho appena rimesso i bambini a letto.
- Come puoi fare questo a papà ? (Sandro) Si rivolterà nella tomba.
È mio padre e lo faccio rivoltare quanto voglio, come una frittatina.
È anche mio padre e lo vorrei tenere dritto.
"L'apparente arresto o regresso...
"..rispetto al pensiero e al fare politico dei 50 anni precedenti...
"..è sempre una materia nuova, spesso spinosa e ritrosa.
"Con essa deve lottare per domarla e plasmarla.
"Talora pare che la soverchi".
< Finora ti abbiamo perdonato tutto. < (Paolo) Cosa ?
(Sandro) Cortina. - Il Rolex.
- Il SUV. - Gli slip.
- Simona. - L'agenzia immobiliare.
Perdonato ? Perché ?
Mia madre non ha voluto che usassi il mio cognome per la mia agenzia.
< "Pontecorvo Luxury Estate" le faceva schifo.
< Si vergogna del mio lavoro, ma i soldi me li chiede sempre.
< (Claudio) "Pontecorvo Luxury Estate" è brutto.
Pontecorvo è un cognome che significa qualcosa in questo paese.
Per questo hai chiamato i tuoi figli Pontecorvo-De Luca ?
È antipatriarcale unire il cognome della madre.
Volevi essere un Pontecorvo, perché io non lo sono abbastanza per voi.
- Voi chi ? (Betta) Sandro, vieni a mangiare.
Chiama il bambino come vuoi, io lo chiamerò Bebè.
Non lo chiami così, sennò diventa frocio.
Passami i crostini.
Giustamente.
- Com'è ? - Che cos'è ?
- Potage ! - Potage ? Una zuppa.
Ottima. Perché non la mangi ?
C'è la panna.
Stai benissimo, è un bellissimo colore.
Davvero ? Grazie.
- A Sandro non piacciono. - Mi piacevano molto prima.
Io non sono più come prima.
Non siamo più come prima.
"Prima" non c'è più.
A te dà fastidio quello che possono pensare gli altri.
Non c'è niente di male nel rispettare il sentimento degli altri.
- E se si sbagliano ? - Non è una questione di errore.
È un imperativo categorico, vale sempre.
La massima delle nostre azioni deve essere eretta a regola universale.
Così ci scopriamo liberi.
La libertà è la "ratio essendi" della legge morale.
La legge morale è la "ratio cognoscendi" della libertà.
È stato appena citato Kant: "Critica della ragion pratica".
Mi sembrava troppo per lui. Sei bravo con le parole degli altri.
Almeno se le ricorda.
Per questo scrivono quelle cose che si chiamano libri.
Scusa, ma che regola è ?
Voglio chiamare mio figlio Benito...
..come il protagonista di un romanzo che piace a me e anche a te.
Però non posso perché non è politicamente corretto.
"Politicamente corretto"... Non sapete dire altro.
In realtà vi piace fare gli scorretti perché siete vanitosi.
Credete di essere liberi.
lgnorate che sono idee su cui si dibatte da millenni.
È la legge morale.
Sei riuscito a leggere Melville ? Prova con Kant !
Kant ! L'unica cosa che mi ricordo è il 4 al compito in classe.
Ti ho passato io il compito, sennò prendevi 2.
Non ce la fate ad abbattermi con le vostre citazioni, capito ?
- Non siete mai riusciti a umiliarmi. - Ma chi ?
Voi. Sai perché ?
Perché siete oppressi di cervello, vivete in una gabbia mentale.
Voi e la vostra superiorità antropologica !
Come fai a non capire che offendi me, tua sorella, tua madre ?
- Anche Claudio. - Grazie per avermi incluso.
Benito Pontecorvo. Ma ti rendi conto ?
Benito Pontecorvo stride !
- Essere ebrei ha un significato. - Tu non sei ebreo.
I miei figli sì, si trasmette da parte materna.
Come il cognome ?
Mi aggredisci perché sai che per me la politica è importante.
Ti sembra un paese dove stiamo bene ?
Sì, abbastanza bene.
Io non mi lamento tutto il giorno e anche tu stai bene, ipocrita.
Se qualcuno sta male, non è colpa mia. Io non voto da anni.
Da anni quelli come te pisciano su se stessi.
Essere cinici e non credere a niente guarda dove ci ha portato.
Ti pisci addosso da solo.
- Tu dovresti chiamarti Benito Pontecorvo ! - Basta.
Se ti fa arrabbiare tanto, non chiamo mio figlio Benito. Sei contento ?
Non è ottuso come dici.
VOCI CONFUSE
VOCI NON UDIBILI
- Signora, vuole qualcosa da bere ? - Sì, grazie.
Bravissima !
- Ti cerca tua madre. - Si è accorta che ha una figlia ?
Che succede ?
- È perché non è venuto ? - Chi ?
Non fare finta di niente, lo sai benissimo.
- Quello che ti piace.
- È un grandissimo stronzo.
Sandro, vieni. Ho preso due birre...
Che fate ?
No... No !
- Faccio come voglio ! - Con mia sorella no !
Non mi importa niente di Sandro !
< (Claudio) Soufflé di spinaci, emmental e noci...
< ..con polpettine di cernia.
< (Paolo) L'abbacchio con le patate era troppo scorretto ?
(Claudio) Smettila. Sono 20 anni che tua sorella cucina per te.
(Claudio) Sandro.
Sandrino !
Aiuti Betta ? Deve portare insalata, piatti e salsina.
(Sandro) Perché ? (Claudio) Perché ha solo due mani.
Grazie.
Ci avevo creduto.
- Era per terra. - Nascondilo.
Aiutami nello scherzo. Dai !
- Come lo chiamerete allora ? - Come colui che nel 1994 disse...
.."Berlusconi non vincerà mai, gli italiani non sono cretini".
Emanuele.
Tua madre sarà contenta.
Non so se considera mio figlio degno.
- Ora basta. - Solo un altro pò.
- Almeno lo hai letto ? - Mi offendi. No, di che parla ?
Benito Cereno è il capitano di una nave ferma in mare.
Arriva un'altra nave credendola in avaria.
In realtà è in corso un ammutinamento.
L'equipaggio della nave, per non farsi scoprire...
..simula delle regole gerarchiche, ma con qualcosa di distorto.
Tipo paranoia.
Tipo apologo metaforico su quanto siano sbagliate le gerarchie sociali.
SQUILLI DI TELEFONO
Sarà mamma, rispondi.
Sì ?
Ciao.
Non ti preoccupare, te la passo.
Il professore di matematica.
È il coordinatore di classe. Stiamo organizzando una gita.
Pronto ?
Ciao.
No, non mi disturbi.
Figurati !
Sandro, non ci inalberiamo.
La tua reazione mi ha fatto riflettere.
Lo chiamerò Benito proprio per Benito Mussolini.
Lo defascistizzo, capito ?
Nessuno ha più avuto il coraggio di usare questo nome.
Mio figlio, Benito Pontecorvo, offuscherà Benito Mussolini.
- Tu vuoi solo litigare. - Esatto e non ne vale la pena.
Claudio, per cosa vale la pena litigare ?
Basta, Sandro !
Può almeno rispondere a questa domanda.
Per te che cosa merita una litigata ?
Non dobbiamo litigare ogni volta che ceniamo insieme.
AVVISO DI TWEET
Scusate, i miei amici fantasmi.
(Pin) Mamma ! (Sandro) Lui è Fitzcarraldo.
Papà !
Insegna Letteratura comparata a Catania. Mai visto.
- Però si offende se non rispondo. - Mamma !
Allora, di cosa vuoi che parliamo ?
Deve essere noioso essere sempre uno spettatore.
Perché ridi ?
Dicci cosa ti interessa, visto che il fascismo ti annoia.
Il fascismo non mi annoia, ma voi non parlavate di quello.
- Di che cosa parlavamo ? - Di voi, solo di voi.
Non vi interessa altro.
Fitzcarraldo ti interessa perché non lo conosci.
All'inizio diresti che è simpatico e intelligente, poi ti annoierebbe.
Inizieresti a criticare ciò che dice, come si veste, i verbi che usa.
Tu sei così.
Voi siete così.
Alla fine vi annoiano tutti, non vi piace nessuno.
MUSICA DISCO
(tassista) C'è traffico. - Quanta gente ! Sono già in ritardo.
(tassista) Che c'è qua ? Mannaggia...
Le dispiace se fumo una sigaretta ?
- Ma è incinta. - Sì, non aspiro.
Il ginecologo ha detto che posso fumare, basta che non aspiro.
Non è un ginecologo, signorina, è un veterinario !
(ragazza) Ciao, Simona ! (ragazza 2) Ciao !
Ciao !
(tassista) E ora ?
- Non c'è più la strada. - Non si preoccupi, vado a piedi.
- Così ? - Così come ?
Con quella pancia ! Aspetti, siamo quasi arrivati.
Qua è un casino.
- Che notti, F ! - Mi ha ascoltato alla radio ?
L'ho riconosciuta subito. Sto sudando come un pizzaiolo in andropausa !
< (Claudio) Paolo frequenta persone diverse, come di un altro mondo.
< (Paolo) Parli di mia moglie ? < (Sandro) Parla di lei.
Come puoi considerare simili due come noi ?
State sempre a guardarvi da fuori, non trovate pace.
Vi ritrovate solo quando litigate.
Sono 30 anni che mi chiedete di farvi da arbitro.
È divertente, ma stasera sono stanco.
Che simpatico ! Quanto è superiore !
Ci trova divertenti, ma è tanto stanco.
Non capisci ? Lui suona, vola. Ha 200.000 fan su Facebook.
Non vi vedo chiaramente perché volo, basta camminare.
Indovinate con chi ho preso un aperitivo ieri, cazzoni !
- Alle 1 8:00 da Settembrini. - Da Settembrini ? Che figo !
Da Settembrini ! Lui sì che sa vivere !
- Con la sciarpetta ! - E quei calzini !
Non indovinerete mai.
- Partecipo solo se vinco qualcosa. - Una bottiglia di vino buono.
- Sassicaia. - Ci sto.
- Non lo vediamo da tanto ? - Da 20 anni.
Matteo Birolli e Sassicaia del 1995. Giustamente.
- Gli ho dato io il tuo numero. - Dove lo hai trovato ?
Lui ha trovato me.
Cercava casa e gli ho venduto un attico all'Aventino.
- Quel demente è diventato ricco ? - Sì. Import-export.
Spaccio, prostituzione... Non vedo altre possibilità.
Grazie.
Pin si è calmato, visto che me lo chiedi.
Il tuo psico-pedagogista ha detto di lasciarlo addormentare da solo.
Il nostro psico-pedagogista...
..ha detto anche che il padre deve essere più presente.
AVVISO DI TWEET
- Anche con l'attenzione. Rispondi. - Ora no.
Rispondi, sennò ci pensi e sei ancora più assente.
Non siamo obbligati a parlarne ora.
AVVISO DI TWEET
E io non sono obbligata...
- ..ad alzarmi sempre. - La prossima volta mi alzo io.
CAMPANELLO
AVVISO DI TWEET
Tu vivi costantemente come se fossimo allo zoo.
CAMPANELLO
Arrivo.
- Ciao. - Scusa, mi dispiace. Ho fatto tardi.
Ti ho ascoltato, non ci siamo mangiati tutto.
Non capisco niente. Ho chiamato il truccatore e il parrucchiere.
Sono stati tre ore a sistemarmi.
Non avevo capito che era alla radio. Pensavo fosse la TV.
- Sono ancora così... - Come ?
Con il trucco verde, come una rumena.
Di solito lo metto marrone, più sobrio. Dà profondità agli occhi.
No, sei bella.
Con questo trucco sembro ancora più scema di quello che pensa Sandro.
Sandro non pensa che sei scema.
Grazie, sei molto carina.
- È un bel colore. - A Sandro non piace.
- Amore. - Ecco l'amore mio !
Dovevate aspettarmi !
Noi Pontecorvo a cena ci buttiamo sul pentolone di Mauthausen.
- Ti sono piaciuta ? - Molto.
- Guardate qua. - Non sei ingrassata di un etto.
- Mia sorella ha preso 20 chili. (Claudio) Li ha persi tutti.
Quasi.
Ecco qua. 200 grammi di spinaci con semi di sesamo.
Due etti di stracchino biologico, petto di pollo al timo e un pomodoro.
- Devo mangiare tutto ? - Certo, ora siete in due.
Tu e l'altro simpaticone che hai nella pancia.
Sandro, non ricominciare.
- Che è successo ? - Non apprezzano il nome del bambino.
Glielo hai detto ?
Non ha resistito, era troppo fiero.
- Non vi piace ? - No.
Ora basta. Ci siamo divertiti abbastanza, vero Paolo ?
(Simona) Divertiti ?
Sorpresi.
Io sono più incazzato che sorpreso.
Incazzato ? Pensavo che l'omaggio vi faceva piacere. Che cretina !
- L'omaggio non mi piace. - Parlate di cose diverse.
Claudio.
Secondo me, Simona ha capito bene.
Hai esaltato Palocco nel tuo coso.
Il mio romanzo. Sì, ho parlato di quando ero piccola.
- È un quartiere "nero". - In realtà c'è molto verde.
Lui ha scelto quel nome perché è un coglione, tu ci credi.
- È matto ? - Ha bevuto un pò.
Capisci di chi parliamo ? Di cosa ha fatto ?
Non sopporto questo cazzo di revisionismo storico !
Di che parliamo ? Che cosa ha fatto ? Io non lo so.
- Ma questa capisce cosa dice ? - Amore, hai dieci tweet.
Questa è qui. Se hai qualcosa da dirmi, dimmelo in faccia.
Te lo dico calmo. Sei l'incarnazione della disfatta del nostro paese.
- Addirittura ? - Basta.
- Paolo, finisce male.
- È riuscito a farmi incazzare !
Smettila con questo tono ! Chi credi di essere ?
Rispondi, non sai stare con la gente.
È anche incinta, chiedile scusa.
(Paolo) Sandro non voleva... (Simona) Invece sì.
Insegna Letteratura, sa bene quello che dice.
Sì, io ho il senso delle parole.
- Io no ? Io non scrivo ? - No, scrivono per te !
Non è colpa mia se hai venduto 300 copie.
- 400... - Lo sai che vendono solo i saggi sulle diete ?
l miei libri saranno anche noiosi, ma li ho scritti io.
Io scrivo con passione anche un tweet, gratis !
Non mi metto scosciato per vendere i miei libri.
Twittami questo cazzo ! Chiamo mio figlio come voglio.
No, non senza chiudere con me.
Lui aveva problemi con il padre. Avrebbe fatto di tutto per ferirlo.
- Era mio padre, non il tuo.
- È stato importante anche per me.
Gli ho voluto bene e non sopporto che lo insultiate così.
Tu sei un nevrotico irrisolto.
Ma lei è solo una fascista e non sa neanche quanto lo è...
..dentro ! Fascista !
- Sei un paguro che vuole cacciarmi da casa mia ! - Vaffanculo !
- Ciao ! - Ho un Rolex, che schifo !
Chi si è preso lo Zenith elegantissimo di... papà ?
Chi ha detto che gli orologi vanno ai maschi e non alle femmine ?
- Mamma lo ha regalato a me ! - Lui è femmina ?
- In effetti, a guardarlo bene... - Paolo, parla !
Altrimenti parlo io !
(Paolo) Amore, dammi il cappotto.
(Paolo) Abbiamo un pò esagerato.
Giustamente.
In realtà Sandro non sa che il nome che abbiamo scelto...
Prendiamo lezioni da uno che ha chiamato i figli Pin e Scintilla ?
Era uno scherzo ! Era uno scherzo.
Non avete proprio senso dell'umorismo.
Amore, mi sono inventato che avevamo deciso...
- Cos'era ? - Uno scherzo.
Mi ero inventato che avevamo deciso di chiamare nostro figlio Benito...
..come Benito Mussolini.
Volevo vedere come lui reagiva.
Era una cazzata, ma è stato divertente, no ?
Lo chiamiamo Emanuele come... papà.
L'omaggio era per pa...
Papà.
Però è riuscito ! Lei: "Che cosa ha fatto ?"
Avrà pensato che papà era un pedofilo e che ci aveva violentato.
(Simona) Bravo.
Ora "zagagli" anche.
Coglione.
Ora è finita. Vi ho detto che è uno scherzo e ci calmiamo.
Mangiamo... Mangiamo, ci rimpinziamo, ci abbracciamo. Amore ?
Facciamo pace.
Facciamo...
- Ecco il cuoricino. - Vattene !
Mangia almeno un pò di carboidrati, un pò di GRASSI MINERALI...
Mangiali tu i GRASSI MINERALI.
- Facciamo pace. - Vaffanculo.
Era uno scherzo. Uno scherzo...
LAMENTI
(Sandro) Paolo, che cos'è ?
Niente, è mio padre. Ce l'ha sempre con i nazisti.
(Claudio) Hai visto che hai fatto ? (Paolo) Sì, sono uno stronzo.
Sandro, ti chiedo scusa.
- Simona non sapeva che balbetti ? - Zagaglia.
- Non zagaglio. - Zagagli.
Prova a dire "papà".
Chi vuole il dolce ? Ho fatto la crostata di ricotta e pistacchi.
- Hai il cuginetto dentro ? - Sì.
- È fascista ? - No, perché ?
Papà ha detto che sei fascista dentro.
Non ascoltare quello che dice papà.
Sequestrato.
Dai.
Dammi il telefono.
No, no, no.
- Allunga di più la gamba. - Mi sa che questa cosa non fa bene.
Lo scherzo era per dirci che i nostri figli hanno nomi ridicoli.
Era solo uno scherzo. Per caso ho visto quel libro. Come si chiama ?
- Benito Cereno, Sereno, Cerezo... - Sì, il romanzo di Falcao !
Ipocrita, sai bene che non sono nomi normali.
- Non ho mai sopportato "Pin". - Non lo hai letto.
Non l'ho letto per questo.
- E Scintilla ? - Cosa ?
Scintilla è il soprannome di una partigiana che salvò papà.
Il nome vero era Luisa. Era troppo normale ?
- Normale sarebbe Paolo Pontecorvo ? - Non originale a ogni costo.
Preferisco originale ad anormale. Benito è anormale.
E Pin Pontecorvo ?
- Ricominci ? - Hai ricominciato tu.
Oddio, mi gira la testa.
Giustamente, non hai mangiato nulla.
Non è per questo.
- Ti ha telefonato ? - Sì. Non doveva.
Mi ha confuso e poi si è rovinata la serata.
- Che c'entri tu ? - Avrei potuto evitarlo.
- Non è sempre colpa tua. - Ha risposto Sandro.
Non sai che faccia che ha fatto.
Metti un pò di musica, magari ci sentiamo meglio.
- Cosa metto ? - Come ?
(Paolo) "Pin" è come un Post-it sulla fronte con la scritta "Sono diverso".
Di sicuro Emanuele Pontecorvo, tuo figlio...
..troverà tutto ridicolo e si sentirà migliore di tutto e tutti.
Non era così anche Emanuele Lele Pontecorvo ?
Un comunista che detestava la volgarità delle plebe.
Eravamo una famiglia ricca che invitava tutti a cena...
..come se fosse quella la lotta di classe.
Non te ne fregava niente della lotta di classe.
Neanche a mamma e papà. Erano idee, non fatti.
- Ricordi Mina ? - La parrucchiera ?
- Quella che pettinava mamma. - Informale.
Quella guadagnava in un mese più di tuo padre che era impiegato.
Lo sai.
Tu e Betta vivete di luce riflessa. Per ricordarvi da dove venite...
..attaccate un Post-it sulla fronte dei vostri figli.
Io non sono obnubilato dalla mia immagine.
Posso frequentare gente fuori dal mio mondo come Simona.
Io sono libero.
lo sarei obnubilato dalla mia immagine e tu saresti libero ?
Fai ridere !
Ti compri una moglie così...
..un levriero al guinzaglio per farti ammirare !
Sono stato sgradevole con lei.
Sì e per farti perdonare le hai guardato il culo.
"TELEFONAMl TRA VENT'ANNI" DI LUCIO DALLA
# Telefonami
# Tra vent'anni
# Io adesso non so cosa dirti
# Non so risponderti
# E non ho voglia di capirti
# Invece pensami
# Tra vent'anni pensami
# lo con la barba più bianca e una valigia in mano
# Con una bici da corsa e gli occhiali da sole
# Fermo in un qualsiasi posto del mondo chissà dove
# Tra miliardi e miliardi di persone
# A bocca aperta senza parole
# Nel vedere una mongolfiera
# Che si alza piano piano
# E cancella dalla memoria tutto quanto il passato
# Anche le linee della mano
# E mentre dall'alto un suono
# Un suono prolungato
# Di un pensiero che è appena nato
# Si avvicina e scende giù
# Ah, io sarei lo stronzo ?
# Quello che twitta sempre con lo smartphone.
CANTICCHIA
# Beh, qualche volta lo sono stato
# L'importante è avere in mano la situazione. #
Perbacco !
# Non ti preoccupare
# Di tempo per cambiare ce n'è.
CANTICCHIANO
# Così ripensami
# Tra vent'anni ripensami
# Vestito da torero
# Con una torta in mano
# L'orecchio puntato verso il cielo
# Verso quel suono lontano
# Lontano #
Ancora ?
# Ma ecco che si avvicina
# Con un salto siamo nel 2000
# Alle porte dell'universo
# L'importante è non arrivarci in fila
# Ma tutti quanti in modo diverso
# Ognuno con i suoi mezzi
# Magari arrivando a pezzi
# Su una vecchia bicicletta da corsa
# Con gli occhiali da sole e il cuore nella borsa
# Impara il numero a memoria
# Poi riscrivilo sulla pelle
# Se telefoni tra vent'anni
# Butta i numeri fra le stelle
# Dalle porte dell'universo
# Un telefono suona ogni sera
# Sotto un cielo di tutte le stelle
# Di un'inquietante primavera... #
Scusami.
CANTICCHIANO
- No, siete ancora svegli ! (Pin) Voi vi divertite...
Attento a non sbattere. Dai, a letto.
PAOLO, SANDRO E CLAUDIO CONTINUANO A CANTARE
Ecco qua.
Vi piacciono i vostri nomi ?
A me tanto, come Pin dei ragni.
Ecco.
Dille la verità, cretino.
Perché questo tono ? Che devi dirmi ?
Adesso... Mi hanno detto che adesso no, alle medie sì.
Alle medie cosa ?
ll padre di Matteo ha detto che alle medie mi prendono in giro.
Nessuno ti prenderà in giro, te lo giuro.
- Perché ? - Mi chiameranno bancomat alle medie.
Quelli delle medie.
A me mi chiamano "Scintilla, Scintilla, Scintilla".
Mi chiedono: "Come ti chiami ?" "Scintilla".
"Come ?" "Scintilla". "Come ?" "Scintilla".
Alla terza volta dicono "Ah".
Andate a letto ora, domani c'è la scuola.
- Volete dormire nel lettone ? (insieme) Sì !
Andiamo, però non lo dite a papà.
Vi porto io !
(Betta) Scopri quelli di sotto !
(Sandro) Facci vedere. (Simona, ridendo) Non vuole !
(Paolo) Sono storti. - Amore, scopri quelli di sotto.
(Betta) Che fate ? (Sandro) I suoi denti !
- Che hanno i miei denti ? - Sono tanti !
- È vero, sembrano di più. - La smettete ?
Ecco perché mi fa fare sempre la pasta "al dente" !
Divertente. Mangiamo la crostata.
- Abbiamo il pane, ma non i denti. - Li ha tutti Paolo !
- Non ci sono le posate. - Non potevi prenderle tu ?
- Dove sono ? - Dove vuoi che siano ?
- Da quanto viviamo qui ? - 12 anni.
Da 12 anni sono nello stesso posto.
In pratica la tratti come una serva.
- Smettila con questo tono. - Scusa, è colpa mia.
Sì, è colpa tua.
Ti sei messo al centro dell'attenzione come al solito.
- Come al solito ? - Come al solito egocentrico.
Dai, ha chiesto scusa. Paolo è così, generoso, vitale.
- Ci guardi ? - Ha un egocentrismo raffinato.
Paolo non sembra egocentrico.
È simpatico, generoso... Sei molto più sottile.
Applichi una strategia che non si nota subito.
- Ora basta. (Paolo) Lo pensi davvero ?
Non da sempre.
E da quando ?
Da Marx.
Non vorrai rivangare anche la storia di Marx stasera !
Karl Marx o Marx Bau ?
Marx Bau.
Marx Bau ? Di che parlate ?
(Paolo) Del cane di zia Micci, la sorella di nonna.
Era orrendo, riccio... Si scopava le gambe di tutti.
Lei era zitella e lo amava come un figlio.
Gli cotonava la frangetta, lo faceva mangiare a tavola.
Lo aveva chiamato Marx, quel maniaco sessuale viziato.
Però lei era monarchica.
ABBAIARE DI CANE
(Paolo) Sbrigati, sennò questo ti si attacca alla gamba !
- Sei scemo ! - I cani nuotano. Scappa !
(zia Micci) Marx, dove sei ?
Marx ! Marx !
Karl Marx !
Hai affogato un cane ?
Allora perché Paolo si è preso la colpa al posto tuo ?
- Ecco il punto. - Per coprirti.
Credevo che fosse per amicizia.
Ero ospite da un mese, avevo ucciso un cane, mi sentivo una merda.
Poi ho iniziato a pensarci.
- Sai cosa hai fatto ? - No.
Mi hai rubato il ruolo di assassino.
(Paolo) Betta ? - Sì ?
Porta la telecamera, tuo marito sta impazzendo !
- È lì ! - Non la so usare.
Sei un analfabeta digitale.
- Che succede ? - Sandro ha ucciso Marx.
No, non è possibile. E non me lo hai mai detto ?
Ha rubato anche la morte di Marx. Sai perché ?
Per farsi punire e costruire la sua leggenda di eroe maledetto...
..il dirazzatore, il cruccio, il grattacapo.
Ha rubato l'atto peggiore della mia vita.
Ti ricordi che cosa è successo ?
Non potevo andare al mare, mangiavo in camera e niente TV.
- È stata una punizione lunghissima. - Lo sappiamo.
Tu dovevi essere Don Chisciotte e io Sancho Panza. Egocentrico !
Ecco un aggettivo per te: tirchio.
No, Sandro non è tirchio.
- È... (Paolo) Cosa ?
Che cosa ha regalato a Pin per il compleanno ?
Un fischietto.
Un fischietto da capostazione. Qui passano i treni, si diverte.
- Un fischietto di plastica ! - Meglio di quel coso telecomandato !
Hai regalato l'iPhone a Scintilla. Non lo abbiamo neanche noi !
Quello ora è di Sandro.
Siamo contrari a questi regali ai bambini.
Tu e mamma compravate le scarpe Londra.
Ora vai in giro con le imitazioni delle Prada come un'extracomunitaria.
Claudio, svegliati e partecipa alla conversazione.
Gesù, siete un incubo !
Va bene, esprimerò il mio inconfutabile giudizio.
Sandro è...
..un pò, diciamo... attento.
Ricordi che i Pontecorvo avevano solo banconote e noi solo monete ?
(Paolo) Libro "Cuore".
Lucia perdeva monete nel giardino e noi le raccoglievamo.
Lascia stare Lucia, è fatta così.
Poi le cambiavamo per avere anche noi 1 .000 lire di carta.
Mi ricordo. Ti sembrava che Verdi sulle 1 .000 lire...
..ti guardasse accigliato e ti dicesse: "Non spendermi".
Sì, perché noi non avevamo mai 1 .000 lire.
(Claudio) Se le avevamo, io le spendevo e tu no.
- Sei un rabbino digitale ! - Sono contento.
Sono contento perché grazie a me avete trovato un'intesa.
Ora che siete così vicini...
..e avete questa relazione sincera basata sulla franchezza...
..penso che Claudio dovrebbe sapere il soprannome che Paolo gli ha dato.
Ora basta, non vi sopporto più stasera !
(Claudio) Giustamente. - Basta !
- Paolo, qual è il mio soprannome ? - Ora glielo dici.
- Non iniziare anche tu, ti prego. - Ormai la serata è andata così.
Voglio solo sapere qual è il mio soprannome.
Claudio, non ti piacerebbe.
- Addirittura ? - Addirittura.
(Betta) Basta con questa storia.
Sei l'unico che ha fatto la vita che voleva.
Vali molto di più di questi due cretini.
Tu che dai del cretino a Sandro ? Deve essere qualcosa di grave.
Paolino...
Qual è il mio soprannome ?
(Simona) Paolo, zitto. - Tu che zittisci Paolo.
Non ci posso credere.
Claudio, io starei attento. Ci incasiniamo.
- Lo voglio sapere. - La prugna.
(Betta) Bravo ! (Claudio) Cosa ?
- Ti chiama "la prugna". - La prugna ?
- Perché sono dolce ? - No, è per la Regina Claudia.
- È una qualità di prugne. - La Regina Claudia ?
(Claudio) In che senso ?
- Smettila, hai capito. - La Regina Claudia.
Ho sempre rispettato il tuo riserbo, non ti ho mai fatto domande.
Di che state parlando ?
- Ti ho sempre voluto bene lo stesso. - Lo stesso ?
La Regina, Claudia.
Una "queen", una femmina, una checca. Hai capito adesso ?
Cioè...
- Tu pensi che io sia omosessuale ? - Non solo io.
- Sto meglio da quando ho confessato di Marx Bau. - Certo.
- Non sono omosessuale. - Stai tranquillo, siamo tuoi amici.
Claudio, zitto.
Forse no.
- Forse basta. - Non è la serata adatta.
Se non vuole dircelo,
sono fatti suoi. È la sua vita.
Se lo fossi, ve lo direi.
Non ho niente da confessare, non lo sono.
Sei sempre stato single, no ?
Sei un musicista, quindi un artista.
- Abiti al Porto Fluviale. (Sandro) Hai due gatti.
- Porti calzini a righe. (Sandro) E sciarpe.
Accompagni Betta alle lezioni di danza di Scintilla.
Fai le torte. No ?
Hai una bicicletta con la pedalata assistita.
- Ascolti Maria Callas. - Billie Holiday.
- Spandi profumi per casa. - Brucio incenso.
- Hai una casa molto profumata. - E allora ?
Chi non mangia la carne
è vegetariano. È una costatazione.
- Siete sconcertanti ! - Perché ?
Devo assistere a questa sequela di luoghi comuni ?
Sarei omosessuale perché porto i calzini a righe ?
Ma vi rendete conto di quello che dite ?
- Mi piacciono anche Visconti e John Wayne. - Lo vedi ?
- A quella cosa di John Wayne non ci ho mai creduto. - No ?
- Però non ti abbiamo mai giudicato ! - No.
(Paolo) Ho sbagliato, non sapevo che ti piacessero le donne.
Se non ti piacciono gli uomini, restano le donne, no ?
Sì, sono innamorato di una donna.
Innamorato ? In che senso ?
- Innamorato. (Paolo) Certo.
Questa cosa mi agita un pò.
Siamo due cretini, soprattutto tu che sei il marito.
- Soprattutto tu che sei il fratello. - Sappiamo che siete due cretini.
- Frequenti una donna ? - Sì.
- Da quanto ? - Da anni.
Da anni ti chiama ogni giorno, comprate le mutande insieme...
..e quando i bambini hanno la febbre lo chiami e corre subito da te.
- Che dici ? - Betta, ti sta sempre appiccicato.
Che dite !
Anche io gli sto sempre appiccicata. Claudio è tutto per me.
Non so cosa sarebbe stata la mia vita senza di lui. Siamo amici.
Betta non c'entra niente. Che c'entra Betta ?
Come fai a essere così cieco ?
Non sono cieco, ci vedo benissimo !
A questo punto credo di parlare a nome di tutti. Vorrei sapere...
- Chi è ? (Paolo) Chi è la donna misteriosa ?
Descrivila. È bella, alta, bionda, le tette, il culo ? Com'è ?
- Esageri sempre. - Davvero stai con una ?
- Sì. - Perché non me lo hai detto ?
In tutta la mia vita io l'ho visto solo con Betta.
Con Betta tutto, anche le cerette !
Quando andiamo ai suoi concerti non ci presenta mai un musicista.
- La tua vita è un mistero. - Non ho voglia di parlarne con te.
Fino a poco fa ti lamentavi che parlavamo solo di noi.
Ora la conversazione è incentrata su di te e non parli.
Non so se sei frocio, ma un pò vigliacco sì.
Ci stuzzichi e ci fai litigare, ci spii, ci controlli...
..ma di te non sappiamo nulla.
Va bene. Che cosa vuoi sapere ?
Claudio, attento alle parole.
- Attento a che ? - Cosa vuoi sapere ? Chiedi.
- È veramente una donna ? - Sì.
Da quanto state insieme ?
- Da un pò di tempo. - Perché non me lo hai detto ?
È bella ?
- Molto, sì. (Simona) Mi sento male.
- Scusa, ma cosa ti importa ? - Esatto.
È un massacro. Va a finire male, per lui e per Paolo.
- Perché, la conosci ? - Sì.
- Noi la conosciamo ? (Claudio) Sì.
- Non è Matteo Birolli ? - No.
È la persona che conosci meglio, diciamo così.
(Paolo) "Diciamo così" ? - Senza "diciamo così".
Meglio di chiunque, meglio di me.
(Simona) Poverino. Non puoi fare così.
Poverino ? Lui ci tormenta.
Così è tremendo, sembra una vendetta.
- Di che devi vendicarti ? (Simona) Di niente.
Non deve vendicarsi di niente.
Ormai hai fatto la cazzata e lo dici. Siamo andati troppo oltre.
- Siete ? - Dai, non sono pronti.
Pronti a cosa ?
È arrivato il momento, non possiamo più tornare indietro.
Diglielo ! Se non glielo dici tu, glielo dico io.
(Sandro) Siete due sadici.
Va bene. Non è facile.
Aspetta, aspetta.
Simona, cosa mi deve dire ?
Mi dispiace, Paolo. Non volevo che lo sapessi così.
Come hai potuto ?
Potuto cosa ?
Con la prugna ?
- Che cazzo dici ? - Che cazzo dico ?
Che cazzo dici ?
Che cazzo dico ?
Infatti, che cazzo...
Che cazzo dico !
- Sono un demente ! - Sì !
- Con la prugna ! - Ma anche se fosse una banana !
Aspetto un figlio ! Secondo te faccio questi casini e neanche so di chi è ?
- Stasera va tutto storto, scusami. - Forse perché tu sei storto !
- Che cazzo ridi ? - L'ho pensato anche io.
Vabbè, brindiamo ! Vado a prendere il super champagne.
Allora, con chi stai ?
- Betta... - Sì.
- Con Lucia. - Lucia chi ?
Tua madre.
(Betta) Come ?
Brindiamo alla figa di Claudio !
Ecco.
È Lucia, Paolo.
Chi è Lucia Paolo ?
(Betta) Mamma.
Mamma mia ?
È anche mamma mia.
- Quella cosa... - Quale ?
- Quella ! - Che mi sposerai ?
- Sì ! - E allora ?
Tu ti fermi e io cresco come Claudio e la Lulla.
Fatto !
Che ne sai ?
Misurami, domani sono alta uguale. Vieni qui.
Mettiti tranquillo !
Perché il maschio non può essere più piccolo della femmina ?
Perché siete più scemi.
Ne parliamo domani quando siamo più calmi.
Non mi hai detto niente, non ti sei fidato di me.
Lucia aveva paura di voi.
- Non di Simona. - Lei è un'estranea.
- Grazie. (Betta) Da quanto lo sai ?
Che c'entro io ? Risolvetela tra di voi.
- Da quanto lo sapevi ? - Lasciala stare.
Zitto o ti metto lo champagne in culo. Da quanto tempo ?
Amore, capisco che è un brutto momento e che vi sentite fragili...
Non fare l'assistente sociale ! Da quanto tempo lo sapevi ?
- Che cosa cambia ? - Da quanto mi racconti cazzate ?
Da quanto tempo me lo nascondi ? Tu sai tutti i miei segreti.
- Hai segreti ? - Sì, tutti abbiamo segreti.
- Claudio conosce i nostri. - I nostri ?
- l tuoi. - I miei...
Sono affari miei, nostri. Perché ne parli ?
Parlare serve a capire.
Tu non vuoi parlare perché non vuoi capire.
Tu ti nascondi, sfuggi.
Ti nascondi in una realtà parallela.
Ecco.
Guardiamoci, che bel casino siamo tutti !
Quando te lo ha detto ?
- Non me lo ha detto nessuno. - No ? Allora sei una medium ?
No.
Sai che c'è ? Me ne sono accorta da sola.
Non sarò raffinata come voi, ma io vedo le persone, le guardo.
Me ne sono accorta a Natale alla Turricchia.
- A Natale stavate già insieme ? - Stiamo insieme da 10 anni.
Fai schifo. Fai veramente tanto tanto schifo !
Tu e quell'altra...
..cosa !
- Paolo. (Betta) Dove vai ?
(Simona) Vattene !
- Lasciami andare ! - Dove vai ?
Me ne vado da questa casa di merda...
..piena di tirchi, falsi amici, falsi froci e sorelle lagnose.
- Lagnose ? - Sì !
Aspetta, torna dentro. Calmati, ci guardano.
(Simona) Vattene ! - Lasciami !
Tu stai zitta ! Dovevi dirmelo !
Gli ha fatto studiare musica.
Lo ha iscritto al conservatorio come un figlio !
(Claudio) Lascialo andare. Tu stai bene ?
- Dove vi vedete ? - Betta, non chiedermi i particolari.
Mamma viene a Roma e non mi chiama ?
Non ti tormentare, ti chiamerebbe. Sono io che vado alla Turricchia.
E alla Turricchia dove dormi ? Dal lato di p...
Papà, cazzo !
Di sicuro non nella cuccia del cane.
Paolo, devi accettarlo. Io e tua madre stiamo insieme.
- Fate anche sesso ? - Che domande sono ?
Quindi ti scopi mia madre ?
Sì, mi scopo tua madre.
Che bel giubbotto ! Quanto mi piace !
Quanto sei bello !
- Paolo, no. - Dammi un bacio !
Smettila !
Calmati !
- Claudio. - Claudio ?
(Simona) Tiragli su la testa. - Claudio.
C'è un pò di sangue.
(Simona) Scusa ! - Fuad, un tovagliolo !
- Tieni su la testa. - Tieni il naso in alto.
Giustamente.
Resisti. Riesci ad alzarti ?
Non preoccuparti.
Piano.
Ecco, ce la fai ?
Sandro, che è successo ?
Paga lui.
Prendo del ghiaccio.
- Guarda che hai fatto ! - Non è niente.
Non lo difendere, ti ha quasi spaccato il naso.
- L'ho solo spinto, ha iniziato lui. - Ha iniziato lui ?
Non hai tre anni. Ora gli chiedi scusa !
- Altrimenti ? - Altrimenti ?
Che dici ? Chi sei ? Chi ho sposato ?
Scusami tanto se mi sono alterato...
..perché ti scopi mia madre da dieci anni di nascosto.
Mi dispiace se stai male, ma non ci serviva il tuo permesso.
- Si è visto. - Io e Lucia siamo adulti.
Soprattutto lei.
Ho capito perché Lucia non voleva dirvi niente.
Io insistevo come una cretina. Le dicevo: "Capiranno".
Capiranno ?
- Sei una bestia. - Ne parlavate anche ?
Non parlava solo con la prugna, anche con nostra madre.
Da quanto tempo parli con nostra madre, tu ?
Io, pensa ! Lei parla con me.
Mi telefona, si confida, mi chiama, mi dice le sue cose.
Siete assurdi, siete gente assurda.
I Pontecorvo... Chi vi credete di essere ?
Chi cazzo siete ?
Una curiosità.
Chi di voi ha letto il mio libro ?
Lo hai letto ? E tu ?
Ora vi faccio la rivelazione più grande.
Lucia lo ha letto.
Mi ha fatto una recensione.
Dodici pagine.
Ha perso tempo con me.
Lei che ha tradotto SIMONA DE BUVART...
..ha perso tempo con Simona Peluso.
E sai che cosa mi ha detto ?
Ha riconosciuto i capitoli che ho scritto io.
Quelli che ho scritto su quando ero piccola.
Non ero proprio io, era F...
..ma lei ha detto che era vero anche se inventato.
Ha detto proprio così: "Inventato, ma vero".
"Una lingua autentica e uno sguardo asciutto.
"Sentimenti originali...
"ambientazioni e personaggi.
"È tutto vero, ma tutto raccontato.
"Non sapevo niente di Palocco...
"..Casal Palocco dei poveri...
"..di Simona.
"Eppure è un quartiere della mia città.
"Brava.
"Però ora mettiti al lavoro, seriamente.
"Puoi farcela.
"Lucia."
Guarda, cazzo !
300 copie.
Mi ha dato fiducia.
Non mi tratta come te che mi mostri a tutti, ma ti vergogni se parlo.
A Lucia non importa niente se parlo con accento romano.
Non gliene importa.
Ha detto che posso diventare una scrittrice vera.
Sto già scrivendo un racconto.
Su di voi.
Amore, scusa.
Scusami tanto. Vieni qua.
Perché pensi che io non apprezzi il tuo lavoro ?
Perché pensi che non abbia letto il tuo libro ?
Quando muore F ?
F è la protagonista...
Muore nel finale, è bellissimo.
No, muore più verso i tre quarti, metà... Tre quarti...
Si addormenta... Nel sonno.
Si addormenta lentamente...
È un flashback... Mi ero confuso, è un flashback.
Non muore, amore.
Potevi suggerire meglio !
Almeno leggiti la quarta di copertina.
Perché, là c'è il riassunto ?
SQUILLI DI TELEFONO
Pronto ?
Lulla, sono Scintilla.
Sono sveglia perché i grandi urlavano.
SUONA QUALCHE NOTA AL PIANOFORTE
(Betta) Scintilla, attacca. Adesso arrivo, vai a letto.
Ciao.
Ciao, mamma.
Come va ? Bene, benissimo.
Bella serata.
Non ti abbiamo chiamato perché Sandro è tirchio e aspetta che chiami tu.
Paolo, che voleva chiamare il figlio come Mussolini...
..ha detto che non ti dà i soldi per il tetto.
Devi mettere un secchio dove piove.
Simona ? Ci ha fatto aspettare un'ora per mangiare.
Ci ha confessato che trova i nomi dei miei figli ridicoli.
Ci ha anche detto che tu la incoraggi a scrivere.
Così Paolo, che non ha letto il suo libro...
..ha rotto il naso al tuo amante.
Claudio, mamma. O hai altri amanti ?
No, non te lo passo.
Chiamalo sul suo cellulare di nascosto, come fai da dieci anni.
Perché l'hai trattata così ? Così mi metti in imbarazzo.
Non eri in imbarazzo quando ti raccontavo i cazzi miei.
Questa cosa mi mette in imbarazzo.
L'imbarazzo ti fa benissimo, non twitti più.
Stai con noi, parli con noi.
Non mi capisci, io penso tweet in continuazione.
- Anche ora ? - "La famiglia è istituzione crudele...
"..perché vuol far sapere a Maramao morto che aveva pane e vino."
Purtroppo "insalata" non entra nei 140 caratteri.
Fai questo tutto il giorno ?
È una forma espressiva.
(Betta) Io e te non facciamo più niente.
Non scopiamo più da un anno e mezzo.
Ho un professore di matematica.
Però non ce la faccio, non ce l'ho fatta...
..perché prima di me ci sei tu, voi, ma tu soprattutto.
Il tuo lavoro, la tua serenità.
Il paguro ha cacciato via anche me.
Ha preso il padre anche a me.
Papà credeva di aiutare me, ma io sono io, non sono te.
- Non ho chiesto aiuto a nessuno. - Non hai dovuto.
Simona ha ragione. Chi ci crediamo di essere ?
È bastato che Emanuele Pontecorvo venisse alla tua laurea.
Il tuo relatore era così emozionato che ti ha baciato in fronte.
Ti ha detto di pubblicare la tua tesi con la sua casa editrice.
Poi hai fatto il concorso da associato, lo hai vinto.
Eri davvero il più bravo ?
Invece io insegno alle medie.
Ora ho fatto l'esame, speriamo che riesca a passare di ruolo.
Mi ammazzo di lavoro in casa e tu neanche te ne accorgi.
ll giorno della mia laurea papà era a Strasburgo.
Mi ha detto che ero timida, ma io non ero timida.
Gli ho detto di non venire, perché avevo paura che non venisse.
Mi sono sempre tirata indietro prima di prendere una bastonata.
Non so chi sono.
Sono sempre quella che volete voi.
Mi depilerei anche la "passera" come Simona pur di far pace con lei.
È anche mia madre, non solo sua.
Andatevene tutti a fanculo.
Evidentemente la mia passera twitta. Avrà cinguettato ?
Io ce l'ho depilata. Vero, amore ?
Altrimenti come mai lo sanno tutti ?
VIBRAZIONE DI CELLULARE
Ti chiamo appena sono a casa.
(Claudio) Dieci minuti.
- Chi era ? - Lascio qui la bici, prendo un taxi.
No, ti accompagno io. Prendilo tu il taxi.
Dammi le chiavi della macchina.
Torna solo dopo aver pensato alle cazzate che hai fatto stasera.
- Prendi la mia macchina ?
- È un problema ?
No.
- Quando capirai, torna. - Se capirò, torno.
Non c'è problema, il nome ormai è scelto: Benito.
- Forse ha ragione. - Che c'è ?
- Hai capito cosa ha detto Betta ? - Ti pare che non ho capito ?
È vero, sono un paguro.
Mi sento sempre un infiltrato, come se non avessi mai diritto.
- Anche nel suo letto. - Prova a votare centrodestra.
È una terapia. Metti una croce e vediamo che succede.
Sarà corrotta, collusa con la mafia, riciclerà denaro sporco.
Tutte cose vere.
Però scopa !
- Che roba è ? - Sarei io l'ignorante ?
- Che ci fai con queste ? - Non iniziare !
- Le tengo solo per sicurezza. - Sono pericolose ?
L'unico pericolo è che cambi l'argomento del tuo prossimo libro.
Vendo 200.000 copie negli Autogrill.
Dai, prendine una.
- Resta qui, però. - Non mi muovo dal divano.
Lasciamo passare questa serataccia.
- Sei sicuro che non fanno male ? - Vai da quella povera donna !
Fanno male... Ma va'.
Io volevo solo fare uno scherzo...
< (Simona) Durante la gravidanza...
< ..ho fatto tante ricerche per il mio racconto sui Pontecorvo.
< Farmacisti di San Venanzo, la deportazione...
< ..gli anni della ricostruzione, ma anche le elezioni del '94.
< Poi la bolla immobiliare, le finte Prada, la metrica di Ariosto.
< Ho persino studiato approfonditamente...
< ..le canzoni di Franco Califano, detto Il Califfo.
Mamma mia.
Oddio !
Tutto bene, amore.
< (Simona) Il nuovo Emanuele Pontecorvo era aggrappato al cordone.
< Non aveva proprio voglia di nascere un'altra volta.
< Allora mi hanno fatto il cesareo. Vabbè...
Sono qua.
Vederla così, per uno che non è abituato...
< (Simona) Dovevo solo scrivere un piccolo racconto, non tanto lungo.
< Però gli appunti continuavano a non andare al posto giusto.
< Scoprivo cose nuove, incredibili.
Il fumo è normale ?
< Come quando il dottore ha detto a Paolo...
- Serve la fattura ? - Come ?
Se mi paghi "brevi manu", non solo evitiamo le suore...
Divaricatore !
- Risparmiamo tasse e suore. - Brevi manu !
(medico) Lentamente...
(infermiera) È femmina !
(medico) Lo dicevo, quell'ecografista è un cazzone.
(infermiera) È femmina.
- È femmina ?
È femmina.
Femmina... Amore, è femmina !
< E dopo tutto quel casino non avevamo più nemmeno un nome.
Famiglia Pontecorvo !
(Sandro) Allora, com'è andata ?
- Tutto bene. - A chi somiglia ? Simona come sta ?
- Allora ?
- È femmina !
- Smettila ! - Vi giuro che è femmina.
- L'ecografia era sbagliata. - Smettila !
È femmina.
È figlia mia e ci ha fatto uno scherzo.
E come la chiamate ?
Pensavamo Mirtilla per rendere omaggio a Scintilla.
Invece poi...
Prugna !
- Smettila, cretino ! - Papà, papà !
- Dai ! - Siete tre cretini.
È nata da tre minuti. Secondo voi abbiamo già trovato il nome ?
Quello avrebbe il coraggio di chiamarla Prugna.
< (Lucia) Io vado.
Non vado più.
Lucia.
La chiameremo Lucia.
Bella, elegante, intelligente...
..e puttana !
(Claudio) Non ti permettere !
Non ti devi permettere neanche per scherzo !
VOCI CONFUSE E RISATE
< (Simona) Come diceva quello ? Quello russo ?
< Cechov.
< Prendi qualcosa dalla vita reale di ogni giorno...
< ..senza trama...
< ..e senza finale.
VOCE NON UDIBILE
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