All language subtitles for Come.Ti.Muovi.Sbagli.2025.WEB-DL.1080p.AC3.ITA.SUB.LFi

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English Download
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew Download
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian Download
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

"Noi leggevamo un giorno per diletto di Lancillotto

come amor lo strinse;

soli eravamo e sanza alcun sospetto,"

"Per più f tate li occhi ci sospinse quella lettura, e scolorocci il viso;

ma solo un punto fu quel che ci vinse."

"Quando leggemmo del distato riso esser basciato da cotanto amante,

questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante."

[in tedesco] Paolo e Francesca, quindi, cedono alla tentazione,

si abbandonano all'amore e... si baciano.

[in tedesco] Un gesto che li porterà alla morte, ma...

che sentono anche come inevitabile.

- Ursula? - [in tedesco] Ma Dante che posizione ha?

[in tedesco] Li condanna o li capisce?

[in tedesco] Bella domanda.

[in tedesco] Sono secoli che la critica dibatte proprio su questo.

[in tedesco] Teoricamente... li condanna, perché i due amanti sono all'inferno,

due anime in pena sbattute eternamente dal vento.

[in tedesco] Però... li capisce anche, e li ama profondamente.

[in tedesco] Sente una grande compassione per loro,

per se stesso, per l'umana fragilità in genere.

[in tedesco] E questa sensazione è così forte, che lo fa svenire.

"Mentre che l'uno spirto questo disse,

l'altro piangéa;

sì che di pietade io venni men così com'io morisse,"

"E caddi come corpo morto cade."

[in tedesco] Professore!

[in tedesco] - Professore... Buonasera. - Buonasera.

[in tedesco] Volevo dirle che la lezione di oggi mi è piaciuta molto.

[in tedesco] Grazie.

[in tedesco] Prima ci ha parlato di un dibattito della critica.

[in tedesco] Io sto leggendo il Sapegno. Mi consiglia qualcos'altro?

[in tedesco] Ci sono ovviamente varie tendenze:

c'è una critica più attenta al lato teologico,

una più colpita dall'aspetto umano.

[in tedesco] - A lei quale interessa? - Tutto.

De Sanctis.

[in tedesco] De Sanctis è un po' antiquato,

ma rappresenta uno degli studi dantistici più solidi, più importanti.

[in tedesco] Poi ce ne sono molti altri...

[in tedesco] Se mi scrive un'e-mail, le posso fare una lista.

[in tedesco] Grazie mille.

[in tedesco] Ma non avrebbe una mezz'ora per me adesso?

[in tedesco] Veramente, mi aspettano a casa.

[in tedesco] Va bene. Grazie lo stesso.

[in tedesco] Ha detto mezz'ora?

[musica jazz in sottofondo]

[Giovanna] A proposito...

- [Giovanna] Ho una cosa per te. - Oh, grazie! Cos'è?

Vedrai... Ti sarà utilissimo per il saggio sui Longobardi.

Ah... Che meraviglia!

Riesci a leggere?

Sì! Che bella dedica!

Ma questo è importantissimo!

Io non ce l'avevo, e questo può essere la svolta,.

Così, può darsi che sia la volta buona che finisci questo saggio.

Hai ragione, ci sto mettendo molto.

Però, sai com'è la vita, sempre su e giù...

"Su e giù" dove? Ma se non ti muovi mai!

- Eh... - [Giovanna] Anzi...

Perché non vieni con me in campagna?

- Quando ci vai? - [Giovanna] Questo fine settimana.

[Giovanna] Non saremo soli, ci sarà anche mia sorella con tutta la famiglia,

forse mio figlio, ma tu avresti una camera solo per te.

Poi, c'è un giardino talmente grande che, volendo, neanche ci si incontra.

È che io sabato ho la fisioterapia!

- Ma non era il giovedì? - [Professore] Sì,

È di giovedì, ma dipende dalle settimane.

Mm... È la famiglia che ti preoccupa, eh?

Be', no... diciamo... Verrò quando avrò tempo.

[cenno di riso]

La verità è che tu hai paura degli imprevisti, anzi...

Tu hai proprio paura di stare solo con me.

Be'... un po' è vero.

[cenno di riso]

[musica di "Come ti muovi sbagli" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Come ti muovi sbagli" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Come ti muovi sbagli" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Come ti muovi sbagli" di Carratello e Ratchev]

[Richat] Non apra il forno, che si sgonfia il soufflé!

- L'ha aperto? - No.

Va be', professore, io ho finito. Le camicie stanno sul letto.

Attenzione in sala, ho passato la cera. Si metta le pattine.

Va bene, Richat. Grazie, a domani. Ah...

Mancano ancora dieci minuti.

[respiro profondo]

[musica di "Come ti muovi sbagli" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Come ti muovi sbagli" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Come ti muovi sbagli" di Carratello e Ratchev]

[respiro profondo]

[suoneria del cellulare]

[suoneria del cellulare]

Pronto! Sofia, che tempo fa lassù in Germania?

Non ne ho idea, papà. Sono all'altezza di Verona.

[Professore] Ah... Vaj a vedere il San Giorgio del Pisanello,

L'hanno appena restaurato.

No, all'altezza di Verona. Siamo in autostrada.

- [Sofia] Stiamo venendo da te, - Ah!

Eh... Senti, ti spiego meglio stasera.

[Sofia] Arriviamo per l'ora di cena. Puoi preparare una minestrina ai bambini?

[musica malinconica]

- Ciao. - [Giulio e Marchetti] Ciao.

Ehi, professore!

Hai la giacca abbottonata male. Ma che t'è successo?

Eh... niente, arriva mia figlia dalla Germania con i nipotini,

Dalla Germania... E non sei contento?

- Sì, sì, ma così, all'improvviso... - [Calogero] T'ha fatto una sorpresa.

[Professore] Mah! Antonio, mi dai, per favore, un bicchieretto di vino?

Subito.

Come vanno gli studi?

- Vanno che non studia. - Ah.

Oh! Ma stasera fanno Un dollaro d'onorel

Mia moglie ha lo sceneggiato

e mi tocca vederlo in cucina nella televisionetta.

Le Montagne Rocciose, i paesaggi... Non si vede un cazzo.

- Ci vuole pazienza. - Eh, ci vuole tanta pazienza.

Ma quale pazienza, che vivi da solo!

[Marchetti] Pazienza... [cenno di riso]

Qua ci vuole qualcosa di buono. Cosa piace ai nipotini?

- [Professore] Eh, non lo so. - Età?

Età... otto, dieci anni, forse di più. Uno più piccolo.

Va be', ci penso io: un timballino, melanzane alla parmigiana,

mozzarella in carrozza, arancina...

Mah... minestrina ne hai?

La minestrina? Ai bambini? No...

Stai tranquillo, ci metto anche un po' di insalata verde, che alleggerisce il pasto.

[trillo del campanello]

[doppio trillo del campanello]

- Nonno! - Eccoli! Belli...

- Ciao... Come siete cresciuti! - [Olga] Ciao!

- Avete fame? - Famissima!

Ci sono un sacco di cose buone in salotto.

- Andiamo, Olga! - Ciao, papà.

- Tesoro mio! - Ciao.

Tesoro... Ma dove dovete andare?

- Vieni un attimo? Ti devo parlare. - $Ì.

[sottovoce] Wow...

- Fermo! - Perché?

Dobbiamo aspettare gli altri!

[Tommaso] Pst...

Ah...

- [Olga] Mm... - Buono.

Helmut mi ha tradita... quello stronzo...

[Professore] Ah...

- [Sofia] Con chi, secondo te? - Con una donna.

Sì, una donna, certo. Ma che donna?

La cosa più scontata, proprio.

- Una prostituta? - Eh... magari...

No, con una studentessa.

Ho mollato tutto perché gli hanno dato il posto in università.

Sono stata tre anni ad Heidelberg a fare la casalinga! Tre anni, mannaggia a lui!

Mi faccio due palle così, e lui che fa? Va con la studentessa.

No... non ci torno più con lui, É finita, papà.

Tesoro! Tesoro...

- [Sofia] Ehi, vi siete lavati le mani? - SÌ, sì!

Papà, è l'ultima volta che mangiano questa roba, però, eh?

- C'è anche l'insalata, che alleggerisce. - [Sofia] Capirai...

Ecco... questo è un signor materasso. Starai benissimo.

- Ma tu? - Io vado nello studio, non preoccuparti.

- E i bambini? - Ai bambini... ci penso io.

[Sofia] Mm...

"Nel mese di giugno, il giorno delle feste vestali,

Pantagruele, essendosi congedato dal buon Gargantua, suo padre,

che pregava di gran cuore per la prospera navigazione di suo figlio

e di tutta la compagnia,

si mise in mare, partendo dal porto di Thalasse..."

Oh! Ma mi state a sentire?

Eh, insomma... Non si capisce nulla!

Che cos'è che non si capisce?

- Le parole. - Ah.

Nonno! Posso giocare con quel soldatino? Quello!

No, Tommasino. Quello non è un giocattolo,

È una porcellana che avrà 200 anni,

Adesso basta, è ora di andare a dormire.

Ma... i letti li hai?

[Professore] Ecco...

Aiutami.

- [Olga] Oh! Nonno, non va bene! - E corto.

[cenni di assenso]

Vediamo questo.

[Olga] Questo, poi...

Questo è ancora più corto.

[Tommaso ride]

[vibrazione del cellulare]

[vibrazione del cellulare]

[vibrazione del cellulare]

[vibrazione del cellulare]

[verso di un animale da un televisore]

[Uomo, dalla TV] La balenottera azzurra è il più grande animale del mondo,

[verso di animale dal televisore]

[Uomo, dalla TV] È /unga fino a 30 metri e il suo peso è di circa 170 tonnellate,

pari al peso di trenta elefanti africani adulti,

[musica elettronica e verso di animale dalla televisione]

Che casino! Non si può lavorare così,

Io intanto vado a fare un colloquio col vecchio studio dove lavoravo prima.

- Magari sono fortunata e mi riprendono. - Magari.

Però ho pensato che potrei riprendere il dottorato di ricerca.

- Ah! Bell'idea! - Eh!

L'alternativa sarebbe fare domanda per l'insegnamento.

È una cosa che fanno in tanti, anche alla mia età.

[Sofia] Certo, il lavoro in azienda mi darebbe stabilità.

L'ambiente lo conosco, e il lavoro tutto sommato mi piaceva, dai.

Certo.

Solo che il dottorato rappresenterebbe un'esplorazione aggiuntiva ai miei studi.

Penso che mi darebbe quell'appagamento reale, che sto cercando.

- $ì, - Il lavoro in azienda però è più sicuro.

Però è anche molto meno stimolante, O no?

Indubbiamente. Ogni strada ha i suoi pro e i suoi contro.

Deciditi, una volta, papà! Sempre sul vago!

- Permesso. - Prego.

Io devo iscrivere i bambini a scuola. Hai qualche consiglio?

Dipende dal quartiere, dipende da dove starete,

- E dove staremo? - Dove starete?

Staremo qui, no? Non mi pare che manchi lo spazio, dai.

Quindi?

La scuola qui sotto un tempo era una buona scuola.

"Un tempo" quando?

[sospiro]

Papà, lo so che non sei all'altezza, ma che ci posso fare? Non ho nessun altro.

[Sofia] Mm...? Ciao.

[rumore di porta che si chiude]

Nonno, che facciamo oggi?

Eh...

- Ma questa è la macchina vostra? - .

Ma qui non ci può stare! Ci fanno una multa al giorno.

Vedi? Bisogna pagare il parcheggio.

- Posso metterle io? - SÌìl

[musica allegra]

[rintocchi di campane in lontananza]

Le fate le passeggiate, in Germania?

Sì, con la mamma, perché il papà lavora sempre.

A me non piace fare le passeggiate. Mi piace giocare al calcio con gli amici.

- Eh... - [Olga] Noi qua non abbiamo amici.

Be', ve li farete, gli amici. Adesso andrete a scuola.

Speriamo.

[musica malinconica]

[musica malinconica]

[sbuffando] Oh...

Basta! Basta!

Ma come, nonno! Ti prego, l'ultimo tiro! L'ultimo.

Professore, il suo solito bicchiere.

Grazie, Calogero. Ti presento i miei nipotini.

- Olga... - Calogero. Molto piacere.

- Olga. - Tommaso!

- [Calogero] Molto piacere. - Piacere.

E loro sono Giulio e Marchetti.

- [Tommaso] Ciao. - Ma hai solo un arancino?

Al momento, sì.

Va be', Questo ve lo dividete, intanto.

- Prego. - Grazie tante!

Ecco...

Non è giusto, la mia parte è più piccola! Facciamo a cambio.

- No! - $ì, invece!

- No! i - [Tommaso] Basta! È mio!

- No! - S$ì!

[sorridendo] Ti diverti con i nipotini, eh? Bravo.

- Ecco qua. - Oh, grazie! Questo è Antonio.

Ti presento i miei nipotini: Olga...

Ciao! Io sono Antonio.

- Olga. - E io Tommaso.

Ciao.

- [Professore] Grazie. - [Antonio] Grazie a voi.

- Possiamo, nonno? - Certo.

Uno a me... uno a te.

Sono le 2:30, non venite a mangiare?

Ma, ormai, mangiamo qua.

Ma io ho fatto il risotto con asparagi.

- Be', lo mangiamo stasera. - [Richat] Stasera non è più buono.

Dovevate avvisarmi, bastava suonare il citofono.

Hai ragione. Scusami.

[sospiro]

- A domani. - [Professore] A domani.

[musica malinconica]

Nonno! Vieni un attimo?

[musica malinconica]

- [Olga] Guarda. - Ah! Che bello!

È bellissimo!

- Posso chiederti una cosa? - Certo.

Secondo te, la mamma e il papà faranno la pace?

Mm... Sono sicuro di sì.

Tutti litighiamo. Anche tu prima hai litigato con Tommasino.

Ma noi non abbiamo fatto la pace.

- Perché? - Perché è un rompiscatole!

Ma non dire così, è un bambino!

[Olga] Combina un sacco di guai!

- Pensi che un giorno cambierà? - Certo, Imparerà.

Anche la mamma era così, da piccola?

Be', un po' sì,

[tumore di oggetti che cadono a terra]

Eh... Oh, mamma mia... Ma che hai combinato?

- Volevo quello. - [Professore] Mannaggia! Guarda!

È prezioso!,.. Era prezioso.

- Posso? - No! Guarda che casino che hai fatto!

[suoneria del cellulare] Forse un modo c'è per riaggiustarlo.

[suoneria del cellulare] Macché! Andate, ragazzi. Andate.

Pronto! Giovanna!

Ciao. Come va?

- Bene. Tu? - [Giovanna] Tutto bene, grazie.

Senti, volevo dirti una cosa.

[Professore] Dimmi.,

Ho pensato che quando ti ho invitato in campagna tu ti sei spaventato,

credendo che mi sia invaghita di te.

[Giovanna] Ma... guarda che non è così. To ti ho invitato perché siamo amici.

Sai... è così bello qui e...

È un peccato non poterlo condividere con nessuno.

[Giovanna] Dietro la casa c'è un bosco di magnolie con una quercia antichissima.

- È che ho i nipoti, li devo tenere. - [Giovanna] Ma che problema c'è?

Loro potrebbero giocare e noi... potremmo stare un po' insieme.

[Giovanna] Par/are del saggio...

Oh, il libro è bellissimo, ci si mette un po' a entrare nello spirito,

ma è bellissimo.

L'ho comprato proprio pensando a te.

Oh, perdonami, ti devo lasciare. Ci penso.

Pensaci, però, eh?

[segnale di chiamata interrotta]

- Che è successo qui? - Eh... sono stato io.

Ho iscritto i bambini a scuola qui vicino, la "Regina Margherita".

[Sofia] Ho pensato che io li porto e tu li vai a prendere.

[Professore] Sì, Com'è andata col lavoro?

Male. In studio non hanno più bisogno.

[vibrazione del cellulare]

[sospiro]

Ho deciso che riprendo il dottorato di ricerca.

[Sofia] Però c'è l'esame, quindi devo studiare. Mi metto qui.

- Qui? - Sì. Tanto tu che ci devi fare?

Be', la mia vita, ci devo fare.

Ma sono dieci anni che sei in pensione.

Sto scrivendo un saggio.

- Che saggio? - Sui Longobardi.

[schiocco di labbra]

È quasi ora di cena.

Richat non ha cucinato. Devo andare a cucinare.

Guarda, nonno, l'ho aggiustato. Ti piace?

- Bravo. - Grazie, nonno.

- È venuta bene? - [Tommaso] No. Male.

- [Sofia] Tommaso! - Che c'è?

No... non è male, è solo che... puzza.

- Ma puzza di cosa? - Puzza.

- Dai, su, mangiate. - [Tommaso] Ok.

Io non sento niente.

[musica di "Figlia mia, cerca di dormire" di Carratello e Ratchev]

[sospiro]

[musica di "Figlia mia, cerca di dormire" di Carratello e Ratchev]

[sbuffo]

[musica di "Figlia mia, cerca di dormire" di Carratello e Ratchev]

Adesso basta! Stai fermo, cerca di dormire.

- Ho mal di pancia... - [Olga] Anch'io ho mal di pancia.

È la pasta del nonno... Ma se dormi, ti passerà, vedrai.

Speriamo.

[sospiro di Tommaso] [sottovoce] Ahia...

[musica di "Figlia mia, cerca di dormire" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Figlia mia, cerca di dormire" di Carratello e Ratchev]

[rimbalzare della palla dal corridoio]

[rimbalzare della palla dal corridoio]

Questo, veramente, andrebbe di sopra.

Professore, adesso li mettiamo su come vengono.

Poi, col tempo, sistemiamo.

Bisognerebbe comprare una scaletta... Sai, una di quelle scalette...

La questione non è di scaletta! Qui non va bene niente, c'è disordine!

}Ioi non rispettate più gli orari! E saltata tutta l'organizzazione!

La signora ha sempre il muso e Tommaso è un demonio!

Ma è un bambino! Devi pensare che stanno vivendo un momento difficile.

Spero che sia un momento, perché qui nel quartiere ho molte proposte.

- Persone importanti. - Ah! Chi, per esempio?

Per esempio, l'avvocato Camicetti, quello che ha la casa col giardino.

- Ah! - Ah.

[suoneria del cellulare]

Devo rispondere.

- Helmut. - [Helmut] Sofia non mi risponde.

[Professore] No, non vuole parlarti,

[Professore] Ma pure tu, però, che cacchio hai combinato...

Lo so, lo so! Me ne pentirò finché vivo.

Ma ho avuto una sbandata per una ragazza così bella...

Ma il mondo è pieno di donne belle! E allora, che facciamo?

Sì, hai ragione, è stata una follia! Sono ingiustificabile.

Ma... io lo so di aver sbagliato, e...

Farei qualsiasi cosa, darei tutto per tornare con Sofia.

[sospirando] Dammi un consiglio.

Mah, che vuoi che ti dica? Hai fatto un bel casino.

Ti prego... prova a parlarle, a farla ragionare.

Se non vuoi farlo per me, fallo per i bambini.

Sì. Va bene.

Tutto bene.

No.

Professore, io ho quasi finito, qua.

Adesso faccio il pavimento in corridoio e poi vado.

Grazie, Richat.

Può dire a Tommaso di non giocare a pallone quando pulisco?

Certo.

Tommasino, no, non devi giocare qua,

perché Richat sta pulendo.

- Ci vuole rispetto. Va bene? - .

- Come va? - Bene, papà. Sto studiando.

Non ti senti un po' sola?

No. Anzi, se te ne vai, sarebbe pure meglio, guarda.

Sì, sì, vado... No, è che...

mi chiedevo...

- Che cosa, papà? - Non ci pensi mai, a Helmut?

[sospiro]

Ma ti vuole bene!

È una brava persona, poi è un uomo intelligente, ha letto moltissimo!

E chi se ne frega che ha letto tantissimo! Scusa, eh!

Oh, ma non ci si crede! Siete tutti uguali, voi professori!

Siete una categoria di stronzi!

Pensate che basti studiare un po' per essere meglio degli altri!

Invece, studia, studia, e guarda come ti sei ridotto!

Esci dal portone e non sai se andare a destra o a sinistra. L'eterno indeciso!

Guarda che se sto così, la colpa è solo tua, capito?

Perché ti sei messo con la mamma...

Mamma era una donna meravigliosa, ma era una nevrotica, lo sappiamo tutti!

[Sofia] E qual è il risultato?

Sono io il risultato, papà!

[pianto sommesso]

[pianto sommesso]

No! Avevo detto di non giocare!

Signora, guardi cosa ha combinato.

Lo so, ma è un bambino, stava solo giocando.

[Richat] Ho capito che stava solo giocando, ma è una questione di rispetto.

A me dispiace, ma lo devo dire: lui è un maleducato.

No, mi scusi... "Maleducato", intanto, lo dice a sua sorella.

Mia sorella non è maleducata!

E lavora 15 ore al giorno.

- Tu non gli dici niente? - Calma, ragazzi. Calma.

Tommaso, dai...

[sottovoce] Calma.

- Io me ne vado! - Richat!

Richat!

[Professore] Richat!

Aspetta...

POLIZIA

[in tedesco] Va tutto bene?

[in tedesco] Sì, agente, grazie. Tra poco vado a casa.

[parole non comprensibili]

[in tedesco] Stia attento.

[tintinnio metallico in avvicinamento]

[tintinnio metallico in avvicinamento]

[musica di "Il viaggio di Helmut" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Il viaggio di Helmut" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Il viaggio di Helmut" di Carratello e Ratchev]

Quant'è bello! Sembra Zorro.

[Matteo] Oh!

[musica di "Il viaggio di Helmut" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Il viaggio di Helmut" di Carratello e Ratchev]

[dialoghi indistinti]

- Ciao, ragazzi. - Ciao, nonno.

[dialoghi indistinti e trillo della campanella]

[dialoghi indistinti]

[sfrigolio di intensità crescente]

[sfrigolio di intensità crescente]

[musica di "Il viaggio di Helmut" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Il viaggio di Helmut" di Carratello e Ratchev]

Buoni, gli arancini. Li ha fatti Zorro.

Stai zitto! [verso canzonatorio]

Tommasino, vai per favore a riempire la brocca d'acqua.

[sospiro del Professore]

[Sofia si schiarisce la voce]

[Calogero] Ti sei invecchiato di dieci anni.

Ti sono venute certe occhiaie...

- Guarda, non mangi nemmeno più. - Eh... ragazzi, vorrei vedere voi!

Un'altra settimana così e ci lascio le penne!

Ma, scusa, non hai il maggiordomo che ti aiuta?

Se n'è andato da Camicetti.

Quello che ha la casa col giardino.

Ah.. [sospiro del Professore]

[suoneria del cellulare]

[suoneria del cellulare]

- Pronto, Helmut! - [Helmut] A/fora, le hai parlato?

- Ci sono novità? - [Professore] Non è andata molto bene.

Ho una cosa da dirti.

Non ho dormito tutta la notte. Alla fine, ho preso una decisione.

[Helmut] Sto partendo.

Vengo a Roma. Devo rivedere Sofia.

[Professore] Non lo so se sia il momento,

Ma io vengo a piedi.

Dalla stazione? Prendi l'"H", ci metti dieci minuti,

No, non hai capito. Io vengo a piedi da Heidelberg.

Ma sei impazzito?

La mia colpa e la mia responsabilità sono innegabili.

Ma voglio testimoniare, con questa lunga camminata,

il mio pentimento e la mia devozione a Sofia.

Come in un pellegrinaggio d'amore. Come i santi uomini dell'antichità.

Mah! Mi sembra un po' esagerato. Quanti chilometri sono?

Sono 1155.

Helmut] Ma ho studiato delle scorciatoie.

Resta a casa, Helmut.

Troppo tardi. [in latino] Il dado è tratto.

[musica di "Pellegrinaggio d'amore" di Carratello e Ratchev]

[sospiro del Professore]

Guarda che se hai bisogno di confidarti, noi siamo qui per te.

[cenni di assenso] Stavo tanto bene...

- È la famiglia che ti frega. - Ma che dici?

La famiglia, che è il dono più prezioso che un uomo possa ricevere?

Sì, sì, per carità, però...

[colpi sul vetro della porta] Avanti.

- Ciao. - Ciao.

- Come va? - Bene, grazie.

Senti, ti avevo detto che questo weekend sarei stata con i bambini, no?

Sì, così lavoro un po' sul saggio.

Eh...

Solo che... sono stanca, papà. Sono veramente stressata.

E allora... ho pensato di andare qualche giorno a Livorno.

Mi distraggo un pochino. Vado a stare da un'amica, se non è un problema per te.

Forse... è proprio quello che ti serve.

Grazie, eh? Che poi, lo sai chi c'è a Livorno?

Enrico. Te lo ricordi? Il mio fidanzato del liceo.

Mi ricordo sua madre, una vera rompipalle.

- Sì. Però lui era simpatico. - SÌì.

Grazie, eh? Tanto te la cavi con i bambini.

Certo.

- [Sofia] Chiudo? - $Ì.

- Ciao. - [Professore] Ciao.

[sospiro irritato]

[sibili di vento]

[musica di "Arabesque N. 1" di Claude Debussy]

["Arabesque N. 1" di Claude Debussy dall'autoradio]

Nonno, mi dai il telefono? Posso mettere una canzone?

Sì.

["Arabesque N. 1" di Claude Debussy dall'autoradio]

["P4BD" di Alyh dal cellulare]

["P4BD" di Alyh dal cellulare]

- [Giovanna] Che bello che siete venuti! - [Professore] Ciao!

- Ciao! - [Tommaso] Ciao.

- Come vi chiamate? - Olga e Tommaso.

- Io Tommaso! “ Io Giovanna, piacere.

- Piacere. - Piacere.

Salve.

- [Tommaso] È tua questa casa? - [Giovanna] Sì,

Anche l'altalena?

- Certo, Ci vuoi giocare? - $Ì.

- Vai. - [Tommaso] Grazie!

Che bel posto! Bellissimo!

Te l'avevo detto, no?

[Tommaso] Ancora! Mamma mia...

- Bambini, avete fame? - [Tommaso] Abbastanza.

- Paninozzo? - [Tommaso] Sì!

[risata] Venite, vado a prenderli.

Va bene.

Molto buono, Veramente.

In Germania le persone saranno anche più educate,

magari le strade sono molto più pulite e gli autobus arrivano in orario,

ma in Italia si mangia molto meglio.

[risata]

- Bambini, volete andare a giocare? - [Tommaso] Sì.

[musica di "Mano nella mano" di Carratello e Ratchev]

[respiro profondo]

[musica di "Mano nella mano" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Mano nella mano" di Carratello e Ratchev]

[suoneria del cellulare]

Perdonami... perdonami.

[suoneria del cellulare]

[Profgssore] Pronto! Sofia... È mia figlia... Ciao!

Ciao, papà. Come va? Come stanno i bambini?

[Professore] Stanno benissimo, Tu tutto bene?

Sì, sì. Sono qui davanti al mare, è un posto bellissimo.

[Professore] Ah!

[parole non udibili]

[Professore] Senti, Sofia, fai bene a viaggiare,

fai bene a guardarti intorno, però ricordati di Helmut,

È un bravo ragazzo!

Succede a tutti di fare uno sbaglio nella vita.

Scusa, papà, ora devo andare.

Ci sentiamo stasera. Saluta i bambini. Ciao.

Allora? Che cosa... Cos'hai fatto in tutti questi anni?

[sospirando] Mah... Senti, ma sai che non...

Non mi va di parlare di me. Tu, piuttosto, che hai combinato?

Io? Mah, io... tante cose, tante avventure...

Sono stato a Bologna qualche anno, poi sono dovuto tornare qua, perché...

Forse lo sai, mamma non è stata molto bene.

- Non lo sapevo. Spero nulla di grave. - [Enrico] Be', insomma...

Povera donna... Combatte, non si perde d'animo, però... ha una brutta tendinite.

Quando le si infiamma il nervo, fatica a camminare,

poi ha avuto la dermatite per anni.

Le si riempivano di bolle le palpebre, non riusciva a chiudere gli occhi.

Ti fissava... Una scena...

E poi, adesso ha il reflusso. Cronico. Quindi, va be'...

Poi, queste ultime analisi del sangue non mi convincono affatto.

- [Sofia] No? - $Ì.

Hanno dei valori che sono nella media,

però, non lo so, c'è qualcosa che non mi torna.

No?

Guarda, le ho qui, magari vuoi dare un'occhiata...

Ma no, non serve...

Perché dopo devo vedere uno specialista, Donatelli, un gastroenterologo...

Magari lo conosci? Mai sentito?

- Perché è bravo, uno di fama mondiale. - [Sofia] No, non lo conosco.

SÌ... Senti, la chiamo un attimo, perché mi sono preoccupato.

[sospiro di Enrico]

Così magari le fai un salutino.

- Ma no, salutamela tu. - [Enrico] No, perché?

Mamma! Ciao, come stai? Non sai con chi sono, non hai...

Come, vomitato? Mam...

Hai mangiato i pomodori... Ha mangiato i pomodori.

Mamma! Non ti si può lasciare da sola, non ti si può lasciare da sola!

[Enrico] Ne abbiamo già parlato, non puoi mangiare i pomodori!

[musica di "Mano nella mano" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Mano nella mano" di Carratello e Ratchev]

Nonno!

Senti i bambini cosa devono dirti...

- Buonanotte. - 'Notte, nonno. Noi andiamo a letto.

- Buonanotte! - Ora andate, su.

Ma che gli hai dato? È la prima volta che vanno a letto di loro iniziativa.

Il segreto è farli giocare finché non si stancano.

Così hanno fatto con me quand'ero piccola, e così ho fatto pure io con i miei figli.

[cenno di riso]

Non sai che luna che c'è fuori!

- Te la ricordi, la quercia? - [Professore] Sì,

Con questa luce sarà stupenda.

- Andiamo? - Ma è lontano!

[Giovanna] Ma no, è qua dietro, è vicinissimo.

[Giovanna] E se siamo fortunati,

potremmo vedere anche il tasso.

Ah, il tasso!

Non l'ho mai visto, il tasso. sarebbe bello.

Ma sono un po' stanco. Preferirei stare un po' qui a chiacchierare.

[sospiro] Va bene.

Sai... quella quercia...

pare che sia del 1647.

Io non ci posso pensare... 16471

Lo so perché sono venuti dei periti a misurarla.

C'è qualcuno che dice che sia la quercia più antica della regione.

Vorrei proprio che tu la vedessi, perché...

è una quercia gigantesca, con queste fronde...

[sospiro]

[musica di "Smarrito nel bosco" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Smarrito nel bosco" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Smarrito nel bosco" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Smarrito nel bosco" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Smarrito nel bosco" di Carratello e Ratchev]

Ssh!

[musica di "Smarrito nel bosco" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Smarrito nel bosco" di Carratello e Ratchev]

Che hai fatto a Giovanna? Sembrava arrabbiata.

Anche a me sembrava arrabbiata. Non capisco perché,

M'ha lasciato a dormire su una poltrona.

Non capisco perché non m'abbia svegliato.

[musica di "Il carciofo" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Il carciofo" di Carratello e Ratchev]

[musica malinconica]

[musica malinconica]

"Caro Antonio, lo so che sono troppo piccola per piacerti,

ma tu mi piaci tanto e ho deciso che te lo volevo dire lo stesso,"

"A cosa servirebbe tutto quello che provo, se no? Ciao, Olga."

E ci ha messo pure il cuoricino.

- Che cosa devo fare? - Niente, Antonio. Sono cose che capitano.

Non devi fare niente, no?

No, va be', le può fare un regalino, così la lascia contenta.

Le posso regalare un fiore.

- Un fiore è troppo. - [Antonio] Che cosa le regalo?

Un carciofo!

[tumore di porta che viene aperta]

Ho un regalo per te! Me l'ha dato Antonio.

- Ma davvero? - Davvero, proprio lui.

[musica di "Il carciofo" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Il carciofo" di Carratello e Ratchev]

- [Tommaso] Cos'è? - Un carciofo. Non vedi?

- Ce lo mangiamo? - No!

Tommaso, questo...

non si mangia.

- Va bene. - Capito?

Sì.

[musica di "Il carciofo" di Carratello e Ratchev]

[in tedesco] Tra 47 chilometri arriviamo al confine,

poi dovrebbe essere tutta discesa.

[in tedesco] Che ne dici?

[sospiro]

[in tedesco]\Sto andando a Roma. È lontano.

[in tedesco] Sto facendo questo per mia moglie, io...

[in tedesco] L'ho fatta soffrire e...

[in tedesco] Le devo far capire quanto la amo.

[in tedesco] Speriamo che capisca.

[sospiro]

- Vuoi che te la porti io? - No, grazie. Ha le rotelle.

È comodo, eh? Ma se sei vecchio, ti fa sentire ancora più vecchio.

Riposiamoci un po'.

[Olga] Guarda, c'è Giovanna.

Nascondiamoci... nascondiamoci.

- Perché? - Guarda con che sfigato va in giro.

[dialogo non udibile]

- [Olga] Non vai neanche a salutarla? - [Professore] No.

Guarda che ci tocca vedere.

Mah... io ci andrei a parlare.

Ma per dire cosa? Quanto sono carini?

Be', a pagare pagano, però, insomma, che palle...

[cenni di riso]

E così, settimana prossima mi toccherà ripartire. Va be',

[Professore] Andiamo via, andiamo via...

[brusio indistinto]

- [Maestra] I}uongiorno. - Buongiorno! È stato bravo?

Oggi non direi proprio. Ha picchiato un compagno.

Ah! [cenno di conferma]

Gli ha dato un calcio e un pugno. Vero, Tommaso?

- . - {Professore] Ma è gravissimo!

Bisogna andare subito a chiedere scusa.

Va bene.

- Arrivederci. - [genitore] Sicuro?

Scusa... Ma anche lui mi deve chiedere scusa!

Ha detto che sono uno stupido e che non so neanche dov'è mio papà!

- Non è vero, non l'ho detto! - Sì, invece!

Va be', sono ragazzi. Non è successo niente.

No, c'è poco da ridere, comunque.

Suo nipote picchia gli altri bambini e lei mi vuole insegnare se devo ridere?

Mio nipote ha sbagliato e sarà punito, stia tranquillo.

Però non si ride delle disgrazie altrui,

- Ah, no?

Ma si vergogni! Piuttosto, insegni a suo nipote un po' di educazione.

- [in latino] "C'è una misura nelle cose"! - Nonno!

- [in latino] "C'è una misura nelle cose"! - Ma fa sul serio? Come si permette?!

[in latino] "C'è una misura nelle cose"!

Oh, ragazzi, mi raccomando, di questa cosa... a casa...

- Va bene. - D'accordo.

[notifica dal cellulare]

[notifica dal cellulare]

[Sofia] Ti giuro che sto minimizzando. Un pazzo integrale, una cosa incredibile.

- [Uomo] Ma va'... - Ti giuro!

- [Uomo] Ma Enrico? - S$ì!

- Grazie. - [Uomo] Grazie.

[Sofia] Mi ha parlato per due ore della madre. Poi tira fuori le analisi.

- [Uomo] No, va be'... - [ridendo] Ma te lo giuro!

Sai cos'è questa? È paura di vivere.

Enrico è sempre stato così. Ricordi quando andammo all'Argentario?

- Mamma mia... - Aveva paura di tuffarsi dallo scoglio!

- [Sofia] Che poi era un metro... - "Enrico, buttati! Enrico!"

[risate]

Ma... come mai sei solo, tu?

Io vivo ancora con mia moglie, però è come se fossi solo,

Ah...

[Uomo] È un rapporto finito, sai...

Quando non hai più niente da dirti,..

Ma... state ancora insieme?

Sì, per ora sì, ma... ho dei piani.

Mm...

Mi serve solo una scossa.

Sì, ma la notte... dormite insieme?

Eh, sì, il letto è quello.

- Buono, eh? - [Uomo] Sì.

[scatto della serratura]

Papà?

[Sofia] Papà!

Ma tu, mamma l'hai mai tradita?

No.

Non hai mai pensato che avresti voluto tradirla?

No. Certo, forse qualche volta il pensiero viene.

Ma come, "il pensiero viene"? Ma che schifo...

Ma no, il pensiero si muove libero, non è che lo puoi fermare.

Bello... bel modo di voler bene a una persona.

Ma no, tesoro, no...

No, no, no, no... tesoro...

[musica malinconica]

[in tedesco] Mi dispiace, Stero. Non era tutta in discesa.

[in tedesco] Fa pure freschetto,

[in tedesco] Ma tanto tu non lo senti, hai una bella pelliccetta.

[in tedesco] Stero, vieni!

[in tedesco] Dai.

[musica malinconica]

- [Olga] Tommasino, ma cosa hai fatto! - [Tommaso] Che c'è?

[Olga] Ti avevo detto di non toccarlo! Era mio! Oh, non ti sopporto più!

Ma che è successo?

Il carciofo! Se l'è mangiato!

Tommasino, sei tremendo! Ha ragione Olga, non era una cosa da mangiare.

Ho aspettato anche troppo, era già mezzo marcio.

Ma non importa, era il suo carciofo!

Come se non ci fosse da mangiare, qui!

Io cucino continuamente, non ve ne siete accorti?

SÌ! Fai da mangiare malissimo.

- Nonno, mi aiuti? - .

Ma sono le espressioni?

Mi dispiace, tesoro.

Le espressioni proprio non me le ricordo, anzi, non le ho mai capite.

- Chiedi alla mamma. - Ha detto di non disturbarla.

Ah... Be', riposati, fai una pausa.

Sei triste, eh? Per il carciofo.

- Anche tu sei triste. - No.

Invece sì, Sei triste perché sei geloso di Giovanna.

j - Io? [Olga] Sì, tu.

Non sei neanche andato a salutarla!

Guarda che se ti piace, glielo devi dire.

Io l'ho fatto, e almeno in cambio ho avuto un carciofo.

[imitazione di colpi di pistola]

[imitazione di colpi di pistola] [Professore] Ma che fai?

Sto facendo un fortino!

Adesso vai di là e cerca di stare mezz'ora senza fare danni. Va bene?

Sì! [imitazione di colpi di pistola]

Senti qua, adesso viene il bello.

[Calabrò] L'errore che fanno in molti è di credere che i giovani di questi anni '20

siano uguali a come eravamo noi alla loro età.

Ma il mondo è cambiato, c'è stata la rivoluzione tecnologica,

la globalizzazione...

[Calabrò] È tornata l'epoca delle monadi. Vi ricordate le monadi?

[Calabrò] Entità indivisibili, isolate fra loro,

É questo che siamo diventati,

E non va vissuto come un problema, ma come una grande opportunità.

- [sorridendo] Non te l'aspettavi, eh? - No.

[vibrazione del cellulare] Scusa un attimo.

Sì, va be', tanto ho messo in pausa.

[Giovanna] Pronto?

[Professore] Pronto, Giovanna, come stai?

[Giovanna] Ciao. Tutto bene, grazie.

Anch'io, molto bene. Sei più stata in campagna?

- Sono in campagna. - [Professore] Ah...

I bambini parlano spesso di te.

Certo, non vanno a letto come quando eravamo lì.

[Professore] Mi devi spiegare il segreto, mi devi dire come facevi con loro,

Senti, perché mi hai telefonato?

Be', mi piacerebbe tornare a casa tua. È un posto bellissimo.

E poi è molto riposante.

Eh, me ne sono accorta...

Senti, il fatto è che...

[Giovanna] Io non so se ho voglia di vederti, anche perché,..

Ora ho incontrato un'altra persona.

Lo so.

Guarda che ti ho visto l'altra volta che ti nascondevi.

Veramente, non ero nascosto, stavo cercando il pallone.

Sì, il pallone, dai...

Senti, per favore... non mi chiamare più, che mi fai confusione, eh?

Ciao.

[segnale di chiamata interrotta]

[tentativi di avviamento del motore]

[musica triste]

[musica triste]

[musica triste]

[musica triste]

Ehi, Stero...

[in tedesco] Vieni. Andiamo.

[musica di "Da Heidelberg a Roma" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Da Heidelberg a Roma" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Da Heidelberg a Roma" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Da Heidelberg a Roma" di Carratello e Ratchev]

Ehi, Stero...

[musica di "DA HEIDELBERG A ROMA" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Da Heidelberg a Roma" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Da Heidelberg a Roma" di Carratello e Ratchev]

[in tedesco] Stero... mi dispiace.

[in tedesco] Dobbiamo fermarci qui.

[in tedesco] Ho sbagliato, dovevo prendere un numero in più.

[respiro affannoso]

[respiro profondo]

[segnale di chiamata]

[Professore] 0h, Helmut, dove sei?

A quattro chilometri da Acquapendente.

[Professore] Ah. E come va?

Male. Aiutami. Non riesco più a camminare.

Te l'avevo detto che era una cazzata.

- Io esco. - Mm-mm.

Ci vai tu a prendere i bambini?

- Dove vai? - Visita medica.

- Per cosa? - Il fegato.

Buoni gli arancini, eh? Pure il vinello bianco. Bravo.

[ConcertovN. 1 per pianoforte e orchestra di Cajkovskij dall'autoradio]

[navigatore] Prosegui dritto per 80 chilometri,

[ConcertovN. 1 per pianoforte e orchestra di Cajkovskij dall'autoradio]

[navigatore] Attenzione: rallentamento di 40 minuti tra cinque chilometri,

[ConcertovN. 1 per pianoforte e orchestra di Cajkovskij dall'autoradio]

[navigatore] Prosegui per 600 metri lungo Strada del Bosco Nero,

Ma guarda un po'...

[navigatore] Tra 200 metri svolta a destra,

Helmut!

Helmut!

Oh! Ma vaffanculo...

[ringhio] Helmut, c'è un lupo!

[Helmut] Non lo so se sia un lupo.

- E che cos'è allora? - È buono.

- È buono... Digli qualcosa. - [Helmut, in tedesco] Stero, via.

- Helmut... - Grazie che sei venuto.

- Come stai? - Sto male.

Non riesco a camminare. Portami a casa.

- A casa di chi? - A casa tua. Voglio parlare con lei.

[sottovoce] Andiamo.

[Helmut] Peso...

[versi di sforzo]

[in tedesco] Stero, vieni.

Ah, no, lui no. Abbiamo già tanti problemi a casa.

- Ma è buono. - Ah...

Ma chi ti ha detto che è un cane?

Lo dico io.

- Ma abbaia? - Non molto.

[Professore] Ti porto al pronto soccorso.

No, no, voglio andare subito da Sofia.

Che figura... Non sono riuscito ad arrivare a piedi fino a Roma.

Ce l'avevo quasi fatta.

Non ti preoccupare, non lo saprà nessuno,

perché noi diciamo a Sofia che ci siamo incontrati sotto casa.

Ma non è la verità!

Ho giurato che non le mentirò mai più in tutta la mia vita.

Ma che è questa deontologia, tutte queste questioni di principio?

La verità non deve stare sempre a galla.

[Helmut] No, no, no, no.

Io voglio dire la verità.

Ho capito di aver sbagliato. Quella ragazza l'ho lasciata subito.

Dopo meno di una settimana.

Lei è rimasta molto male, ma... è stato giusto così.

[sospiro]

Era bellissima. Diceva cose bellissime.

Eddaje...

È stata... un'apparizione.

L'imponderabile, capisci?

Davanti a una cosa del genere, uno cosa fa?

Se la ignori, lo rimpiangi per tutta la vita.

Se fai qualcosa, fai del male a un sacco di persone, e poi la paghi duramente.

Se cerchi una via di mezzo, sei un ipocrita.

- Lo so. Come ti muovi, sbagli. - [Helmut] Eh...

GALLETTA DEL MARINAIO

AL NOSTRO CAPITANO: MOLLIAMO LO DITE VOI

[risate e musica allegra dalla televisione]

[musica allegra dalla televisione]

- [Tommaso] Papà! - [Olga] Papà!

Ciao! Ciao, ragazzi! Quanto mi siete mancati!

- Ma... ti è cresciuta la barba? - Eh...

Hai portato il lupo!

[Helmut] Vi presento Stero, il mio nuovo amico.

[Professore] Piano, ragazzi. Facciamolo ambientare.

[musica allegra dalla televisione]

Non le volevi parlare?

Arrivo subito.

[parole incomprensibili dalla televisione]

[musica allegra dalla televisione]

[colpi alla porta]

Ciao.

Chi t'ha detto di sederti?

Scusa, è che... non mi reggo in piedi.

[Helmut] Se mi vedi così, è perché sono venuto a piedi da casa.

Da Heidelberg. Ho fatto tutta la strada per te.

E chi se ne frega...

[Helmut] 1155 chilometri a piedi!

L'ho fatto per farti capire quanto sono pentito.

In realtà, mi sono fermato un po' prima, a quattro chilometri da Acquapendente,

perché i piedi mi facevano male.

Senti, non m'interessa!

Lo so che ho fatto una cosa terribile.

Ci ho pensato per tutti questi giorni

nei boschi, nei sentieri, nelle chiese delle campagne.

Ti ho detto che non m'interessa.

Sofia! Tu hai ragione.

Ma un uomo nella vita può fare degli errori.

Può succedere.

Può succedere che una donna decida di lasciarlo.

- Ma io ti amo! - E io no!

Ti prego, Sofia...

Che hai?

Mi fanno male i piedi.

[musica allegra e dialoghi incomprensibili dalla televisione]

[musica allegra dalla televisione]

[musica epica dalla televisione]

[musica epica dalla televisione]

[sospiro del Professore]

- Grazie, papà. - Tesoro...

Grazie.

Helmut, mi raccomando.

Non mi dimenticherò mai quello che hai fatto.

Neanch'io.

Nonno, perché non vieni con noi?

Perché ho tante cose da fare.

Cosa devi fare, papà? Il saggio sui Nibelunghi?

Sui Longobardi. Non prendermi in giro.

[risata]

- Dai, andiamo. - Ciao, nonno.

[sospiro] Ma il cane? Entra in macchina?

Ah, infatti, il cane!

Abbiamo pensato che potete farvi compagnia.

Ma no! Dove lo metto?

Hai una casa enorme, e poi ti fa camminare un po', che non ti muovi mai.

Ma io cammino!

Mi ha portato tanta fortuna. Ne porterà anche a te,

- [Helmut] Andiamo? - [Tommaso] Andiamo.

- Ti voglio bene. - Anch'io.

[tubare di piccioni]

[ringhio e grido del Professore]

Secondo te, che vuole?

Non lo so che vuole.

Ma lascia peli dappertutto.

[musica di "Un lupo a Trastevere" di Carratello e Ratchev]

Gli faccio fare il giretto del palazzo, che poi devo studiare, se no lo zio...

- Certo, Grazie, Antonio. - Figurati.

[musica di "Un lupo a Trastevere" di Carratello e Ratchev]

Oh, grazie, Calo',

[musica di "Un lupo a Trastevere" di Carratello e Ratchev]

Ti mancano adesso, eh?

[musica di "Un lupo a Trastevere" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Un lupo a Trastevere" di Carratello e Ratchev]

[musica di "Un lupo a Trastevere" di Carratello e Ratchev]

["Andante" dal Concerto N. 21 per pianoforte e orchestra di Mozart]

[Professore] Giovanna, ti disturbo?

[Giovanna] No, mi fa piacere sentirti,

[Professore] Non voglio disturbarti,

[Giovanna] Non fare il cretino, Cosa c'è?

[Giovanna] Finalmente sei solo, Non sei contento?

[Professore] Mica tanto, Mi sono pure rotto un braccio.

[Professore] Però, non è tanto quello,

[Professore] Sai quando ti manca qualche cosa?

[Giovanna] Vuoj venire a trovarmi in campagna?

- [Professore] C'è Calabrò? - [Giovanna] No.

[Professore] Allora vengo. Però ho il cane.

[Giovanna] Ma come? Ti sei comprato un cane?

[Professore] Ma che, comprato... Fa un sacco di peli...

[Giovanna] £ poi li puliamo! Vieni!

["Andante" dal Concerto N. 21 per pianoforte e orchestra di Mozart]

Ciao!

Ciao! Oddio, che meraviglia!

- Ciao. - Ciao.

Hai fatto bene a venire.

Adesso Richat se ne va, così ci lascia da soli.

Veramente, non siamo proprio... soli.

Quello è mio fratello Giuseppe con sua moglie e i nipoti.

I figli vivono a Milano, ma vengono spesso anche loro.

Poi c'è Serena. Giovanna la conosci.

E poi c'è Antonia con la figlia e i due nipoti.

[sottovoce] Leonardg è quello che ha rotto il bicchiere. E il più piccolo.

Complimenti, è una famiglia bellissima.

[Padre di Giovanna] Grazie!

Cosa c'è di più bello della famiglia?

[dialoghi indistinti]

Professore, mi dica qualcosa di lei.

Giovanna mi ha parlato molto bene di lei.

Ah... gli Ostrogoti... come vanno?

- I Longobardi, veramente. - Ah, sì.

Bene, grazie. Sono a buon punto.

[dialoghi indistinti]

[il padre di Giovanna si schiarisce la voce]

Vorrei prendere una boccata d'aria. Mi dà una spinta, per favore?

Volentieri.

[dialoghi indistinti]

[frinire di grilli]

- Sigaretta? - Ah, grazie.

[frinire di grilli]

Ti prego, non dire a nessuno che mi hai visto fumare.

Ah, no, non si preoccupi.

Ma come! Mi dai ancora del "lei"? Ma chiamami "papà"!

[musica di "Chiamami papà" di Carratello e Ratchev]

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.