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Original subtitles

Mi fai accendere?

Valter.

- (accento romano) Sono io, Fiorella. - A Fiore'.

- Quanto sei cresciuta! - Sì, ci siamo trasferiti da sette anni.

- Ora sto all'università. - E poi?

Poi vediamo. Tu?

- Io venti giorni all'alba. - Poi?

Poi... ho una mezza idea di aprire un ristorante.

Sai, Fiore', è una cosa tutta mia.

- Vabbè, io entro. Mi ha fatto piacere. - Anche a me.

A Va'...

Non smettiamo di fumare, sennò come ci rincontriamo?

Fiore'!

Ti porto io a ballare.

(Fabrizio)Quando comincia un amore?

C'è un momento in cui scatta la scintilla.

Il tempo si ferma e tu pensi che sia per sempre.

Un istante dopo ti accorgi che sono passati trent'anni.

Valter e Fiorella non sapevano che sarebbe andata così.

- Buonasera. - Buonasera.

- Noi siamo in due. - Prego.

Voi fate la carbonara?

(accento romano) Signora, è come chiedere al prete se ha l'ostia.

- Mi scusi. - È una metafora.

(Martina) Ma'! A ma'!

Mamma! Ti fermi? Che stai facendo?

- Sei sicura che è positivo? - Ne ho fatti quattro.

Non lo so, un altro po' divento socia della farmacia.

Ora bisogna dirlo a papà.

- Che dirà papà? - Seh, papà.

Sai quando gli ho parlato l'ultima volta?

- Mhm. - Al mio compleanno.

- Ah, che ti ha detto? - Che mi ha detto. Scarta la carta.

Scarta la carta.

- Dai... - Scarta la carta.

Mamma... Dai, ma'!

- Scarta la carta. - Mamma!

- Scarta la carta! - Ma'!

(Fabrizio)Esiste un momento preciso in cui l'amore finisce?

Capirlo non è facile, almeno per me.

A saperlo prima, uno si organizza.

Amore, giura che non andiamo alla festa a sorpresa, ti prego.

No, nessuna festa a sorpresa. Diglielo anche tu, Charlie.

No, stai tranquilla. (STRIDIO DI PNEUMATICO)

Che è?

È...

Quattro lettere. Larga e profonda e Roma ne è piena.

- Una buca? - Fammi controllare.

Amore, metti queste cuffie. Non voglio che si rovini la sorpresa.

Non sia mai si rovina la sorpresa.

(insieme) Sorpresa.

- Ciao, Anna. - Ciao, Jan.

Lui chi è?

È il migliore amico di Fabrizio.

È in ritardo? Tipico di Fabrizio.

Mi chiede di fare la festa qui e mi lascia con trenta sconosciuti affamati.

Che bell'accento, Jan.

- È polacco. - Adoro la Polonia.

Anche io.

(SQUILLI DI CELLULARE) È lui, nascondetevi.

- Butto la pasta? - Butta.

State arrivando?

Ho bucato.

Ha bucato.

- Non butto più? - Ho capito, però sbrigati.

Stanno qui da un'ora e mezza, hanno fame.

Lo so, sta venendo a prenderci mio padre.

Ti faccio uno squillo prima di arrivare. Ciao.

Amore, hai solo tre canzoni nell'iPod?

- Sì, ma sono tutte bellissime. - Ma che bellissime!

- Arrivo. - È tutto Masini!

Uff, mi sta venendo un'angoscia.

- Era ora! - Dai, sono in tempo per la festa!

Papà, hai rovinato tutto!

- Lo sapevo. - Ti porto in un posto romantico.

Non vi aspettano all'enoteca di Anna?

Ecco, la sorpresa è andata.

- Hai una sigaretta? - Non fumo!

- Dovresti cominciare. - Quando arriviamo, te la rimetti.

- Sì. - Okay.

Sai che c'è? Te lo devo dire.

- Ti darei un colpetto. - Papà!

Dai, la vita è bella perché è piena di imprevisti, no?

Bella della mamma!

Ragazzi, pronti. Stanno arrivando davvero stavolta.

Nascondiamoci.

(Fabrizio) Attenta. Qua c'è una tendina.

- Faccio io, tu vai dritta. - Non mi far cascare.

- Ma figurati, vieni. - È buio.

Hai la mascherina, mica sei Superman.

Ci siamo, ci siamo. Ferma qua.

Ta-ta!

(insieme) Sorpresa.

No, vabbè, non me lo aspettavo.

- Veramente. - Eh.

Ohi! Avevo detto che non era una buona idea.

Ho bucato, mio padre si è perso. Ci ho messo tre ore! Non è colpa mia.

Che belle!

- Caterina, non dovevi. - Io ti ho regalato il frullino.

Allora chi...

Permesso. Questo è il mio, amore.

- Bello. - È Charlie gigante, l'ho fatto fare.

È lui. Ciao, ciao.

- Guarda, ho la pelle d'oca. - Sono contento. Vuoi tenerlo in braccio?

(Fabrizio) L'amore ha bisogno di tempo, di contatto.

Se hai vent'anni, pensi di trovarli online,

così finisce che ti innamori di qualcuno

che non hai mai visto di persona, come Erica.

Vi sbrigate?

No! Ferme, ferme. Ho perso un orecchio.

Dai, su!

Aspetta, Chupaka senza un orecchio non si può vedere.

Manco si vede! Ha l'altro. Muovetevi, mi ha mandato la posizione.

Sai com'è fatto?

Sul suo profilo non c'è una foto, non c'è un selfie in bagno. Solo disegni.

Chattano da un anno e non le ha mai mandato una foto.

- Greve. - Mi puzza.

Dai, su!

Erica?

Eh.

- Sono Gabriel. - (insieme) Ciao, Gabriel.

Galline.

- Mi immaginavi diverso? Ti ho deluso? - No, macché!

No, sei un Myhashi... pazzesco.

Un kin shifting proprio... perfetto.

Grazie.

- Senti, ti va se... - Hai voglia.

Cioè, nel senso...

Sì, mi va.

Andiamo.

Ragazze.

La tolgo dalla chat delle Lesbicozze.

Scusami, ma almeno qui possiamo parlare. La gente mi mette ansia.

Ti capisco, anche a me mette... tutto un po' ansia.

Io mi sento come Myhashi, l'angelo imperfetto

che preferisce gli uomini... - (insieme) Agli immortali.

Io come Chika, indecisa,

sognatrice... sbagliata.

Anche tu, eh?

Sì, è come se non riuscissi a fare le cose

che tutti gli altri fanno, anche le cose più sceme.

Io sbaglio tutto. Le faccio, ma non mi vengono e...

Scusami.

Ma di che.

(Fabiana) Ancora stai guardando le foto di Gabriel?

Basta, sei sparita per una settimana!

Che c'è, mhm?

Non è che ti sei innamorata?

Boh, non lo so, Fabiana.

- Non lo so. - Mhm.

Stavi con lui questi giorni, eh?

Forse sì o forse no.

Forse sì.

- Chi lo sa. - Scialla.

Io non sono gelosa.

- So che non sei gelosa. - Lo sai?

Sì.

Ho fatto bene a lasciarti nella chat delle Lesbicozze.

Ciao a tutti. Oggi parliamo della pausa di riflessione.

No, amici, non è la fine del rapporto.

La pausa è una sospensione,

un'opportunità per rilanciare la coppia.

I pantaloni blu dove stanno?

Ma perché rilanciare la coppia? Chi lo sa.

Stanno là! Apri gli occhi.

(marito) Io ho sgranato gli occhi, ma dove cazzo stanno?

Dio, prendimi con te.

(TV)Il pallone in profondità, ma manca...

Guarda che ha fatto! Ma come...

- Salti la carbonara? - Sì, chef... No, chef.

Non si cuoce l'uovo. Stai al ristorante cinese?

- No. - Ahmed, caccialo.

Sì. Preparo la pinsa, poi lo caccio.

Oh! Questa cosa non deve uscire da qui.

Due cacio e pepe per l'avvocato.

- Di mercoledì? - Che ti devo dire?

- Il mercoledì prende stinco con patate. - Oh, rigore!

Non dirmi niente, la guardo a casa. Non dite nulla.

- Tanto ce lo levano, c'è il VAR. - Cos'è il VAR?

Ahò, manco le basi, Hamir.

- Ahmed. - Adesso lo caccio.

Prima prepara due stinchi con le patate, dammi retta.

(Ahmed) Subito.

(TV)Stiamo vedendo adesso...

- Mangi il guanciale crudo? - Per carbonara.

Facci la carbonara, non te lo mangiare.

È una forma di narrazione polifonica.

È uno dei generi letterari più affascinanti del '900.

- Sì. - Prendi "Cent'anni di solitudine".

L'hai letto? È un capolavoro. L'hai letto.

- Come no, due volte. - Mixalo con Milan Kundera.

- Qui? Adesso? - Capisci che cosa combinano?

Immerge in un contesto verosimile il sovrannaturale.

- Il sovrannaturale. - Riduce il divario tra finzione e realtà.

- È realismo mágico. - È mágico forte.

- A queste cacio e pepe manca la parola. - Io sono allergica.

- È allergica. - Al pepe.

- Al pepe? - Sì, mi viene uno shock anafilattico.

- Addirittura? - Devi farmi l'adrenalina.

- Sai fare le punture. - Io no. Tu?

- Al bisogno. - Ecco.

- No, Valter ha sbagliato avvocato. - Ha sbagliato.

- Leva questi e ascoltami quando parlo. - Leva, leva.

- Scusi, signorina. Sono mortificato. - Prego.

- Adesso vai. - Lo sa.

- Risolto. - Sì.

- Parliamo di questo realismo... - Mágico.

Io vivo per queste letture, ma muoio con una cacio e pepe, pensa.

(RUMORE DI PORTA) (Valeria) Ohi?

Ciao, amore.

Ti ho chiamata tre volte, non mi hai risposto.

- Come va? - Bene. Mi sei mancata.

Anche tu.

Senti...

- Com'è andata oggi? - Com'è andata.

La solita noia dell'architetto in cantiere.

- A proposito di Capodanno... - Eh.

Stavo pensando, se facciamo una cosa intima, tra di noi?

Che dici? Senza il pupazzetto.

- Eh? - Io e te.

(Fabrizio) Oh! Vieni qua, amore.

- Aspetta, i preservativi. - No!

Sì, sì, sì, ci metto un secondo.

Dai, dai, sai che non mi va. Mettiti qua.

Ci metto un secondo.

Non erano qua quelli allo zenzero?

(CAMPANELLO) Chi è?

Sono i miei, li ho invitati a cena.

(TV) Palla che arriva a sinistra...

- Guardiamo questo rigore. - (TV)Pressione di sinistra...

- Andiamo bene. - (TV)Si guarda intorno.

Dai!

- Valter? - Ssh...

- Papà, spegni? - Ssh...

- Spegni. - Spegni un attimo.

- Che vuol dire? - Spegni!

Tolgo il volume.

- Spegni un attimo, è importante! - Che è successo?

Diglielo.

- Sono incinta. - Eh?

- Sono incinta. - Che ha detto?

È incinta.

È incinta? Chi è stato?

Saperlo non cambia il fatto che è incinta.

- Chi è stato, è stato. - Appunto, dato che non cambia il fatto,

voglio sapere chi è stato!

- Adesso pensiamo al fatto che è incinta. - Basta!

Grazie per l'aiuto, a tutti e due.

- Utili come sempre. - Aspetta...

Martina... Dove va?

Dove vai? Ma come è successo?

Davvero devo dirti com'è successo? Non ti ricordi?

Un po' sì.

- Eh. - Poca roba, non è che ce l'ho...

Ho ancora un'impolveratina.

- È una ragazzina, una creatura! - Eh.

- Tu parli con la creatura? - Come eravamo d'accordo?

Tu parli con la ragazza di assorbenti, precauzioni e problemi di cuore.

Io parlo con il maschio, mi trovo più a mio agio.

- Faccio lunghi discorsi con Luca. - Certo, tu sai tutto di Luca, no?

- Che altro c'è da sapere? - Niente!

- Che vuol dire? Che altro devo sapere? - Niente!

Niente. La parola magica delle donne è "niente".

Valter, prenditi le tue responsabilità.

Affronta questa cosa da padre

e parla con nostra figlia perché stavolta non vuole parlare con me!

- Figurati se parla con me, però ci provo. - Mhm.

- Che le dico? - Che le dici, a parole tue.

- A parole mie. - Vedi un po'.

A parole mie. Almeno fammi riprendere da 'sta botta.

Voglio dire, posso riprendermi un attimo? Non lo so.

Arrivate qua, a freddo.

(TELECRONACA DALLA TV)

Sai...

Mamma mia!

Vede la partita. Comunque la Roma ha perso.

Due a zero!

Due a zero?

Che serata di merda!

- Una crostata di visciole. - Eccola lì.

- Sì, solo per l'amore mio. - No, per tutti.

No, solo per il mio bimbo.

Attenzione.

Devo fare un annuncio molto importante. (in francese) Molto importante.

Attenzione, io e Marcella ci separiamo.

- Esatto. - Che momenti!

- È un'idea del commercialista. - Come?

Per pagare meno tasse. Li frego tutti. Geniale, no?

- È un reato, rischiate la galera. - Ma quale galera, quale reato!

- Ma no. - È tutto pianificato.

- Ogni tanto dovrò assentarmi. - Appunto.

Non si sa mai, se passa un controllo, è meglio premunirsi.

- State insieme da cinquant'anni. - Beh, era anche ora.

Ti sento molto.

Poi i 75 sono i nuovi 35.

- Esatto. - Diglielo tu, Marcella.

Sì, ci prendiamo una piccola pausa.

Dopo tanti anni ce lo meritiamo, no?

Scusate un attimo, cioè...

L'amore non è un video che si mette in pausa.

- Diglielo anche tu, amore. - Insomma...

Comunque scusate, ragazzi. Io devo assentarmi.

- Ho il bowling con gli amici. - Quando mai hai giocato a bowling?

Quando mai ho avuto degli amici. (in francese) È così buono. Ta-ta-ta.

A parole mie.

(SQUILLI DI CELLULARE)

- Papà? - Eccolo, stavo...

guardando qui... Ha squillato.

- Ti ha mandato mamma. - No. Oggi ancora non mi ci ha mandato.

- Come stai? Come ti senti? - Come mi sento? Come una donna incinta.

- Lo so. - Che sai? Tu sai come mi sento io.

No, non so niente.

Io so che vuoi tu. Vuoi sapere chi è il padre.

- Neanche questo. - No.

No. Se fosse stato Marco?

No? Marco, dico.

Ugo, Gabriele,

il figlio di coso...

- Aiutami, Santino. Come si chiama? - Paolo.

Paolo.

- Non mi interessa, però... - Che cosa?

Se fosse stato uno di loro, vorrei saperlo.

- Ancora, papà? - Tua madre no, ma tu sai chi è il padre.

- Vaffanculo, papà. - Perfetto.

Perfetto.

Dice "a parole tue"!

Non trovo le parole.

- Mai una gioia! - Che è successo?

- Sei ancora in fissa con Gabriel? - Scusate, perché poi io sembro matta.

Chattiamo da un anno, fai 476 chilometri per venire da me,

scopiamo e ora non mi rispondi più?

Facci pace, ti ha ghostato.

Succede spesso. (NOTIFICA)

- Ci mancava Fabiana. - Ti metti in mezzo a mille storie.

Con Fabiana c'è solo sesso, non c'è una relazione.

Eh...

Ho detto relazione. (SQUILLI DI CELLULARE)

Chi ti chiama?

Uno conosciuto sui social.

Quanti anni ha?

Non lo so.

"Tutto bene?" Ne ha un botto.

Questo ti tormenta perché non gli hai risposto?

- Sono impicciata, vero? - Parecchio.

Buongiorno, direttore. Buon appetito. Signora.

- Avvocato... - Eh.

- Mentre aspetti, ti porto qualcosa. - Sì, ordino, tanto a questo punto...

Questa ragazzina mi dà sempre buca.

- Peccato, ha vent'anni. - L'età di mia figlia, pensa.

- A quell'età fanno... - No, immagino. Lascia perdere.

Non puoi immaginarlo. Niente, oggi devo pensare al dopo pranzo.

- Siediti, dammi un consiglio. - Volentieri.

Vediamo un po'.

Qui abbiamo Lena.

- Beh. - Cinquant'anni, veterinaria.

Frase profilo: "risolvo cubi di Rubik".

- Guarda qua. - Però non è male.

- Quello sopra chi è? - Quello sopra sono io.

- Sei tu? - Certo.

- Guarda qua. - Sei tu?

- Quando? - Come quando.

Romeo! Scusa. Dimmi se riconosci chi è nella foto.

- No, chi è? - Come chi è? Vi siete messi d'accordo?

- Sono io. - L'hai ritoccata.

- No, ti pare che mi metto a ritoccare? - Facevi il soldato.

Oh!

- Guarda chi c'è. - Chi è, mia moglie?

- Come mai sta qua? - Non lo so.

Se ti nascondi in frigo, dico che non ti ho visto.

Fiore'!

- Come mai a quest'ora? - Devo dirti una cosa.

Allora? Le hai parlato?

- Con Martina, le hai parlato? - Sì, eccome. Le ho parlato.

- Che ti ha detto? - Vaffanculo, papà.

Non parla con te, parla con me? Sai com'è fatta.

Ha bisogno di un confronto maschile, ha bisogno del padre.

- Ha un padre. - Sì, ma non ci sta.

Non ci sto perché non ho tempo, lavoro.

Sono trent'anni che sento questa frase. Allora sai che ti dico?

- Eh. - Da oggi neanche io ho tempo.

- Che vuol dire? - Prendiamoci una pausa.

È assurdo. Non ho mai sentito una cosa del genere.

Stanno insieme da cinquant'anni e adesso per una questione fiscale...

Ma poi... quanto può durare da solo un uomo così?

Secondo me tuo padre è l'unico lucido della famiglia.

Poi ha ragione.

Prendiamoci una pausa.

Prenditi una pausa.

Una pausa da che? Da che, Fiore'!

Da noi?

- Da tutti? - Sì.

Quanti sono.

La pausa funziona se c'è una separazione.

- È chiaro a tutti e due? - Sì.

Bene. Ora parliamo di che cosa non vi piace dell'altro.

- Comincio io. - Certo.

- È assente, come padre e come marito. - Addirittura.

- Sì. - Dovrei sentirmi in colpa perché lavoro?

- Certo, solo lui lavora. - Ho detto questo?

Come se badare a casa e figli non fosse niente.

- Io non faccio niente per i figli? - Che hai fatto per i figli?

- Ho fatto! - Io ci parlo

e ascolto i loro problemi tutti i giorni.

- Sì? - Sì e non è poco.

- Non è poco, certo. - Lo sente?

- Che ho detto? - Hai detto!

Eh, eh, eh.

- Per cortesia, uno alla volta. - Sì.

Il suo unico problema è sapere chi è il padre.

- Basta. - Ha detto cazzi.

Chiedere chi è il padre non è lecito?

Mia figlia mi rimane incinta, vent'anni. Posso sapere chi è il padre o no?

- Perché, tu che padre sei? - Questo non te lo permetto.

Fiorella, non te lo permetto perché io non ho avuto un padre, dottore'.

Io sono cresciuto senza padre! Solo con mamma, pace all'anima sua.

Mio padre è andato via quando ero piccolo, a Milano.

Quando è tornato, avevo trent'anni e papà aveva un'altra moglie e un altro figlio.

Uno così poteva insegnarmi a fare il padre?

- A me chi ha insegnato a essere madre? - La madre è diverso.

- Fate i figli. - Ancora con la storia

che le donne sono naturalmente madri!

Allora non parlo più. Qualsiasi cosa dico, non le sta bene.

- Da tanto non mi stai più bene. - Potevi dirlo prima!

- Bene, vi lascio qualche minuto da soli. - Sì.

Dove va?

Valter, devi trovarti un albergo o un posto dove stare.

Un albergo?

- Non posso dormire più a casa mia? - No. Hai sentito la dottoressa Sperati.

La pausa funziona se c'è separazione.

"Hai sentito la dottoressa Sperati?"

- Stai scherzando? - No.

Per quanto tempo devo raccontare i fatti miei alla dottoressa?

- Il tempo che ci vuole. - Quanto ci vorrà?

- Sei mesi? Un anno! - Un anno?

- Eh. - Un anno?

Vabbè, ti piace così? Va bene.

- Ora dove vai? - Vado a lavorare.

- Adesso. - No, domani.

Qui la dottoressa... Come si chiama, Psycho, prende 120...

No? 120 euro a seduta.

Chi la paga se non vado a lavorare? Ciao, Fiore'.

Dottoressa.

- Che costanza hanno i pellegrini. - Ancora?

La Via Francigena è un viaggio da fare.

- Ora me lo segno. - Se Fabiana e Gianni ti rompono, mollali.

- Tanto con Gabriel non c'è pericolo. - Mhm.

Eh.

- Okay, gli scrivo. - Brava.

Spazio...

- Tempo. - Che gli hai scritto?

Che ho bisogno di spazio e di tempo.

- Inviato. - Brava, invialo anche a Gianni.

- L'ho già fatto. - Gli hai mandato il messaggio inoltrato?

- Eh. - Così lo legge.

"Potevi mandarlo pure a tuo zio."

- Mi sa che ho fatto una cazzata. - Vabbè, però adesso stai meglio?

No, perché Gabriel continua a leggere i messaggi e non mi risponde.

Erica, basta con questo Gabriel. Ti sta intossicando.

Allora, non vuoi più sentirmi? Non ti piaccio?

Bloccami. Qual è il problema? Perché farmi impazzire?

Io non so come funziona a Padova, ma a me devi dire tutto!

- Come fa se ti ha ghostato? - Trova un modo.

- Ce l'ho. - Che hai?

- Lo vuoi beccare? - Magari.

- Ho un'idea. - Che paura!

Fanno una bella pepata qui alla Cacio e Pepe?

- Lo dice la parola stessa. - Ecco le vostre cacio e pepe.

Il pepe mi attizza, mi coibenta, mi fa salire la temperatura.

Eh, lo fa.

- Posso averne altro? - Come no.

Noi conosciamo chi è allergico.

- Vai, dai. - Altro pepe?

- Sì, grazie. - Altro pepe!

- Dicevamo? - A te piace la cremina?

- In che senso? - Oppure preferisci i piedi in faccia?

- Dipende. - Sugli occhi che neanche ci vedi.

- Tu dici a tentoni. - Non hai una ferita, un trauma?

Come posso farti male, Gianni mio?

Ho un'unghia incarnita. La puoi pestare.

- Ahò, Romeo. - Ahò.

La signorina che sta con l'avvocato vuole altro pepe perché l'attizza.

- Dice che la coibenta. Che vuol dire? - Che ne so?

- Hai capito? - Perché c'è una brandina in dispensa?

- Che ci fai? - Che ci devo fare? Ci ho dormito.

- Fiorella mi ha cacciato di casa. - Ti credo!

A momenti siamo aperti anche a Ferragosto.

- A Ferragosto saremmo pieni. - Vogliamo stare aperti anche di notte?

Ci sarà qualcuno che viene a farsi una coratella alle quattro di mattina.

Alle quattro?

Ci stai pensando?

- Dov'è il sacco della farina? - Ci ho fatto il cuscino.

Tu da stasera dormi da me.

(RUMORE DI PORTA)

Mi hai preparato davvero le valigie. Non stavi scherzando?

- No. - Vabbè, aspetta, guarda.

Ti faccio cambiare idea. Sorpresa!

- Dai, questa cosa non ha senso. - Ha senso.

Fidati! Scegli.

- Sei serio? - Sì! Fidati.

Ne scegli una ed escludi le altre.

No! Seychelles!

Hai visto, Charlie, era destino. Le Seychelles!

Tu non stai bene. Sono tre anni che ti chiedo di portarmi alle Seychelles

e tu adesso che stiamo in pausa, mi ci vuoi portare.

Dai, su!

Amore, posso dire una cosa?

Questa storia della pausa mi sembra una cazzata.

- Ne abbiamo già parlato e abbiamo deciso. - Tu hai deciso.

Vabbè, i sentimenti sono cambiati. Io ho bisogno di stare da sola.

Okay?

Ho capito, ma io ti amo.

Non ricominciamo di nuovo tutto, capito?

(Valeria) Dai, su.

Salutami mamma.

- Che cosa non ti torna? - Che questa è casa mia.

- Dai, ciao. - Ciao

Ciao.

Fabrizio!

- Andiamo. - Sì.

A casa ti cospargo di pepe e ti sniffo come il popper.

- Chi è 'sto popper? - Te lo dico io.

Oh!

- Andiamo. Chiude Ahmed. - Ciao, Romeo. A domani.

Dove vai? Devi venire a dormire da me.

- La forza dell'abitudine. - Vabbè.

- Ahò, sono trent'anni. - Sì.

Trent'anni che la mattina parto,

do il bacetto a mia moglie e vengo al ristorante.

La sera, sono trent'anni che torno a casa e anche se dorme, bacetto.

- Capito? Trenta! - Trent'anni, ho capito, andiamo.

- Sono pochi trent'anni? - No.

Non li fa più neanche un ergastolano.

Dici?

- Stefa', sono a casa. - Ancora vivi con tua madre?

Sì, ma non farci caso a lei.

- Dove stai, ma'? - Vengo pure io.

- Ciao. - Di me dice solo che perdo colpi

e non ci sto con la testa. - Non è vero.

Valter sta con noi qualche giorno, va bene?

Disturbo giusto il tempo

che a mia moglie passa questo momento di pausa di riflessione.

Sì, che dovrà riflettere non si sa.

Sette anni di fidanzamento, tre di convivenza...

- Sono sempre trenta. - Dice che non l'ho mai capita.

Una donna non la capisci quando ti parla.

La capisci quando la guardi.

Beh, adesso andate, ho da fare. Devo vestirmi, truccarmi.

- Su, via. - Ciao.

- Ciao. - Ciao.

- Dove va a quest'ora? - Non esce.

- Mia madre vive in un mondo tutto suo. - Ti sento!

- È bionica? - Mi sa di sì.

- Ecco, ragazzi. - Grazie.

Ah, sì.

- Ciao. - Ehi!

Grazie per la festa.

Figurati, per te ci sono sempre.

Mi spiace che ti sei lasciata con Roberto.

Che ci vuoi fare? Una mattina ti alzi e ti dici:

"Io non voglio più dormire con lui" e lo metti in pausa.

Come in pausa? Che cosa gli hai detto?

Dopo tre anni che ho provato a salvare il rapporto, gli ho detto la verità.

- I sentimenti erano cambiati. - No, no, no, però...

Dopo gli hai dato una possibilità.

Quale possibilità? L'ho messo in pausa perché è andata.

- No, che vuol dire? Scusa, ma se... - Ti preoccupi così tanto per Roberto?

Che mi frega di Roberto, era un coglione. È che anche Valeria mi ha messo in pausa.

- Ha detto: "I sentimenti sono cambiati." - Ah.

- Eh. - Magari per lei è diverso.

- Hai un whisky? - Ma sei astemio!

Allora doppio.

- Mannaggia! - Tesoro, ti sbrodoli sempre.

- No, è il brodo. - Vedi che dovevo imboccarti?

Mi sa di sì.

- Sai che ti faccio a casa? - Che fai?

Penso io a te.

Ti faccio un bel bagnetto.

- Il bagnetto? - Ti lavo tutto.

- Le mani, i piedini. - I piedi mi piacciono.

- Ci metto il borotalco. - Mi piace!

Te lo spargo dappertutto, da sopra.

- Come il pandoro. - Scusate.

- Di secondo prendete qualcosa? - No, siamo a posto.

Grazie. Io vado un attimo in bagno.

Ora mi spieghi. Che succede?

- Poliamore, Valter. - Poli?

Poliamore. Una ti prende di testa, una ti prende per il sesso,

una ti coccola come se fossi un ragazzino.

Tutto questo non lo trovi in una donna sola.

- No? - Prendi Marisa.

- Marisa? Lo stinco con le patate. - Esatto.

Con Marisa regna l'eloquio, l'alta poesia.

- È un orgasmo cerebrale. - Ho capito.

Non è il solito, quello che conosci tu. È un'altra cosa.

- Che ne sai? - Lei quando gode,

recita la Divina Commedia. - Tutti i gironi?

Certo. E Fulvia?

- Fulvia. - Fulvia, cacio e pepe.

Esatto. Fulvia è sesso. Con lei non serve parlare.

Ha il quoziente intellettivo di una nutria.

- Però a letto è una furia. - Ho capito.

Allora è un po' furia e un po' nutria, una "futria" praticamente, eh?

- E tortellini in brodo? - La madre, è ovvio.

Mortacci tuoi! La pischella?

Lascia perdere la pischella. Mi manda proprio in cielo!

Quando chatto con lei, perdo vent'anni.

Certo, anche trenta a giudicare dalla foto del profilo.

Quattro donne fanno la donna ideale. Capito?

Quattro? A me una moglie basta e avanza.

- L'uomo è poligamo nel DNA. - Dentro.

È il re della foresta, noi siamo leoni. Hai visto un leone con una femmina sola?

- No. - Io non l'ho mai visto.

Senti, ho il cellulare scarico.

- Mi presti il tuo? - Sì.

- Devo vedere una cosa sul profilo. - Non ho profili.

- Non stai sui social? - No.

Vabbè, ti apro il profilo. È un attimo.

- Che mi apri? - Ci metto un attimo.

Ecco, mettiamo questa foto.

Dimmi una cosa, ma tutte le altre... questo gioco lo sanno?

No, figurati! Non c'è bisogno di dire niente.

È tutto implicito, è poliamore.

Dal poliamore al policlinico è un attimo. Io glielo direi.

Siamo leoni.

Eccola qua.

- Domani sera a che ora stacchi? - Mezzanotte, mezzanotte e mezza.

- Ti porto a una festa. - Quale festa? Non mi va.

Siamo leoni, Valter, leoni! Argh!

- Aaaa... - Un po' di più.

Aaaaaa...

- Questo è il massimo? - Che devo fare?

(VOCI NON UDIBILI)

- Era Gabriel? - Non so, sono tutti uguali.

L'idea della festa ha funzionato.

- Guarda quanti Myhashi. - Sì, ma non vedo Gabriel.

Siamo tutti vestiti uguali.

Io non lo vedo.

(Erica tossisce)

- Che è? - Vodka.

Dimmelo, no?

C'è Fabiana, che faccio?

Così siamo in pausa... e ci mandi quel messaggio?

Che figura di merda!

Mi dispiace, è che sto... impicciata questo periodo.

Che impicciata? Tu sei etero e ti dico di più, sei etero cis.

Fai tanto la fluida, sei più etero di mia madre.

Vieni, è una sfigata.

Grazie di essere venuto. Mi sarei sentito in imbarazzo qua da solo.

Invece in due!

- Senti, sei sicuro di trovare la ragazza? - Certo.

- Sono vestiti tutti uguali. - La trovo, non preoccuparti.

- Perché non hai le orecchie a trombetta? - Ti avevo detto che sembravi Shrek.

- Ma chi? Non sono Shrek. - Vado a dare un'occhiata.

- Sì. - Ti manca anche il gilet.

Il personaggio non lo richiede.

- Poi hai i capelli, Shrek è pelato. - Perché non vai a fare due passi?

- Anche la cintura è sbagliata. - Hai rotto il cazzo! Hai capito?

- Shrek... - Pure tu?

- C'è qualche problema? - Che problema? Sono Hulk, non lo vedi?

- Tranquillo. - Sì.

Sono verde uguale.

- Chi è? - Sto cercando le mie amiche.

Benedetta!

Andrea!

- Oh. - Ahò.

Allora?

Perché mi hai bloccato? Era una battuta.

Prima ridevi alle mie battute in chat.

Ma tu chi sei?

Sono Gianni.

Gianni?

Sì.

Ma sei... vecchio.

- In che senso? - (Erica) Benedetta!

(Erica) Andrea!

(canta)Noi respiriamo l'aria

E viviamo aspettando primavera.

Avevi già pensato qualcosa per il restyling?

Stai tranquillo, te lo faccio stile tech,

però meno palestra e un po' più cool.

Okay? Nei prossimi giorni ti mando il rendering della sala principale.

Non vedo l'ora. Tu sei quella giusta.

Per Capodanno siete miei ospiti.

- Carino, no? - Vi faccio portare qualcosa da bere.

Grazie.

- Tu non sai che architetto è Valeria. - Scusa.

Amico mio, sai come diciamo in Polonia?

Mhm.

Morto un re, se ne fa un altro.

Noi lo diciamo del Papa, ma è una cazzata.

Andiamo. Il mondo è pieno di donne.

Lo so, ma non ce la faccio. Penso sempre a lei, guarda quanto è bella.

Tu sei masochista. Sei venuto qui per stare male?

No, tu mi conosci, io...

Sono sempre stato affettuoso, carino, disponibile.

Come il mio cane?

So io di che cosa hai bisogno.

Devi sorprenderla.

Ci pensa Jan a te.

Che cosa fai? Dai, non fare cazzate, Jan!

(canta)Tu dimmi: "Non mi lascerai"

E io non ti lascerò.

Ringraziamo Krizia per la sua esibizione!

Che fate tu e Fabrizio a Capodanno?

- Che faccio, vuoi dire. - Sei seria?

Ma sei ancora innamorata o no?

Non lo so, l'altra settimana mi dava fastidio il rumore

che faceva con il crostino.

- Che rumore faceva? - Il rumore che fa un crostino.

Secondo me a te piace un altro.

Dai, Vale, da quanto ci conosciamo? Se è così, è inutile metterlo in pausa.

È che lui è carino,

è disponibile, è prevedibile.

- Gli manca quel guizzo, capito? - Appunto, mollalo.

Non so se voglio lasciarlo.

(MUSICA DI PIANOFORTE)

Oh, ma...

Quello non è Fabrizio?

Oddio!

E ora?

(canta)Ci vorrebbe il mare

Che accarezza i piedi

Mentre si cammina verso un punto

Che non vedi

E per questo amore

Figlio di una estate

Ci vorrebbe il sale

Per guarire le ferite

Dei sorrisi bianchi

Tra le labbra rosa

A contare stelle

Mentre il cielo si riposa

Ci vorrebbe il mare

Per andarci a fondo

Ora che mi lasci

Come un pacco per il mondo

Ci vorrebbe il mare

Con le sue tempeste

Che battesse ancora forte

Sulle tue finestre.

Ciao a tutti, amici di Colla per Cuori Infranti.

Siete in molti a domandarmi che cosa è meglio fare

durante una pausa di riflessione.

(Fabrizio)Bella domanda.

Di certo tornare a letto con il partner non è una buona idea.

Bisogna evitare di farlo anche con chi ti coinvolge

a livello relazionale.

Utilizzare la pausa per ristabilire le tue priorità.

Lavorare su te stessa.

Avere il coraggio di guardarsi attentamente allo specchio.

- Ciao, Romeo. Dorme tua madre, sì. - Già, perché il problema è mia madre.

Vado a darmi una sciacquata.

(Fabrizio)Dare un taglio alla quotidianità e cambiare le abitudini.

(NOTIFICA)

(NOTIFICA)

(NOTIFICA)

Ah!

Che pace!

Troppa pace.

- Salute! - Ahmed, non lo avevi cacciato?

- Sì, ma ha detto che ci fa vertenza. - Bevine un altro goccio, amico mio.

- (Valter) Fallo bere! - Ciao, papà.

Guarda chi c'è. Bello di papà, allora?

- Come stai? - Bene.

Quanto è bello Luca mio? È tutto sua madre.

Meno male! Pensa se somigliava a te, poveraccio.

- Come va Radiologia? - Faccio Psicologia.

Psicologia? Ah, vabbè. Centoventi euro a seduta.

Ti credo! Ma perché a Padova?

Sta a Padova come se a Roma non avessimo buone università.

(sottovoce) Papà, è vero che non dormi a casa?

- Non ho capito. - È vero che non dormi a casa?

È tua madre, sai com'è fatta,

ma poi le passa, non ti preoccupare.

Stiamo facendo... terapia di coppia. È una stronzata.

- Non dirle che te l'ho detto. - No.

- Ma... dove dormi? - Da me.

Penso io al tuo papà.

Ci pensa Romeo.

Vedrai, tutto si risolve. Passeremo il Natale in famiglia.

- Vabbè, vado a salutare mamma. - Sì.

- Ciao, Romeo. - Ciao.

- Ciao a tutti. Buon appetito. - (insieme) Ciao.

Ciao, Luca.

No, così mi rovini la stella.

- Come no, la stella. - Non si vede? È buona?

- Buonissima. - Ne taglio una punta, così te la porti.

- Dove la porto? - Via.

La notte di Natale? Pensavo di passarla qua.

- No, è meglio di no. - Meglio.

- Ci fa bene, vedrai. - Dici?

Questo è il primo Natale che non dormiamo insieme.

Insalata russa di mamma.

- Qui non c'erano gli elefantini? - Sì.

- Mamma... - Ha fatto una strage.

(MUSICA DI CARILLON) Funziona ancora!

Mhm, carina!

- Ti ricordi, Fiorella? - Eccome.

- Me l'hai regalata quando è nata Martina. - Brava.

Sono passati vent'anni. Sembra ieri.

- Il tempo vola. - E no?

- Bisognerà comprarne un altro. - Papà, quanto corri.

- Io corro? - Eh.

A proposito, quando ce lo fai conoscere?

Ci voglio parlare.

Portalo in trattoria la notte di Capodanno, almeno so che esiste.

- Non gliel'ho detto ancora. - Aspetti che il bambino va a scuola?

- Ci siamo presi una pausa. - Anche voi? Ammazza, è un virus?

- Non gli dici una cosa così importante? - Certo, Luca.

Tu non gli hai detto che sei gay.

Eh.

- E buon Natale. - Grazie.

Scusa se non volevo che lo sapesse.

Però, Martina, sai come è fatto papà!

- Ma cosa! - Com'è fatto papà?

Voi avete una visione distorta di me.

Io ho tanti amici gay.

No, vabbè, non posso crederci. Hai detto la cosa più banale!

Hanno pure i figli, sì.

Questi figli qualche volta portano a casa delle belle ragazze.

Fortunatamente.

- Fortunatamente che? - Io ci sto provando, che devo fare?

- Vedi che era inutile dirglielo? - Certo.

Facciamo come loro che non si dicono un cazzo.

Ma guardali, guardali!

- Manco loro sanno perché stanno insieme. - Guardali che? Un po' di rispetto.

- Le parlo io. - Parlale tu, va'.

- (Luca) Le parlo io. - (Fiorella) Ma guarda questa!

Neanche avevamo iniziato l'antipasto.

Ammazza che palle!

- Io sapevo che un po' lo avevi capito. - Certo, lo avevo capito,

ma capirlo è un conto,

accettarlo... è un'altra cosa.

È andata così.

- 22, le carrozzelle. - Il 21 non è uscito?

Stefania, però se non stai attenta...

90. (CAMPANELLO)

- Il campanello. - Non era la paura?

No, è il campanello, hanno suonato.

- (Valter) Auguri! - Auguri.

- Ciao! - Ciao.

Ho portato l'insalata russa che ha fatto Fiorella.

L'aveva fatta a forma di stella e io l'ho ammucchiata.

Si vede, sembra un meteorite.

- Allora, Stefania? - Io voglio assaggiarla lo stesso.

- Certo. - Siediti.

- Vuoi giocare? - Non siamo troppi?

Basta che non fai subito ambo.

Eccolo, eh?

24.

Che hai?

Niente, una... serataccia. Non puoi capire.

Non conta quello che vogliamo noi.

Conta solo la felicità dei nostri figli.

Ah... Che ha, i superpoteri?

- Ci ha preso, eh? - Certo.

- Ora dove va? - Ha questo brutto vizio di andarsene.

- Come sapeva che mi riferivo a Luca? - Perché io parlo con mia madre.

- Allora... - Le ho detto che Luca è gay,

ma lo sapevi pure tu.

Dai, giochiamo.

37.

- Ambo. - Ti ho detto di non dirlo.

Beh, 24 e 37, sulla stessa linea.

- A casa mia è ambo. - A casa mia è una botta di culo.

Lasciamo perdere, in due è una tristezza.

Invece in tre ci stavamo ammazzando dalle risate?

Amore? So che è Natale, volevo farti una sorpresa.

"Essere divorati insieme dal fuoco della passione, mia dolce dama,

è stato meglio che nei miei sogni. Lancillotto."

Chi cazzo è Lancillotto?

Chi cazzo è Lancillotto!

Porca puttana, Lancillotto!

(TV) L'infedeltà è molto diffusa in natura.

Tra le specie più infedeli, le lontre.

Restano con il partner massimo cinque giorni.

Hai capito le lontre?

- Hai capito le lontre, Romeo? - La natura non sbaglia mai.

La lontra poteva fare di meglio.

(TV)Solo il 5% dei mammiferi vivono insieme per l'intera vita.

- Tra questi il leone. - Il leone?

(TV)Il re della foresta resta con una sola femmina.

L'assiste in gravidanza e l'aiuta con i cuccioli.

Hai capito l'avvocato? È la lontra, altro che leone!

Dottoressa, non è che io non ci penso, io ci penso,

ma come faccio a capire che cosa sono?

Erica, il punto non è che cosa sei, ma chi sei.

Le relazioni ci restituiscono le immagini di chi siamo.

Se continui a sbagliare persona, rischi di non riconoscerti più.

Mi sta dicendo che devo scegliere?

Ti sto dicendo che tu puoi frequentare chi vuoi.

L'importante è che siano relazioni affettive.

Sono tutte relazioni affettive.

Gabriel, Fabiana, Gianni no, però...

Io... io a questo punto mi chiedo...

sono matta o sono solo un po' mignotta?

- Mi sa tutte e due. - In che senso?

Sono ipotesi.

- Arrivederci, grazie di tutto. - Arrivederci.

- Ehi! - Buongiorno.

- Salve. - L'avvocato è dentro?

Ancora non è arrivato, però ha prenotato il solito tavolo.

Prego.

Non è mercoledì oggi. Come va?

- Prego. - Ciao, Valter.

- Salve. - Buongiorno.

- Buongiorno. - Il mio Giannino c'è?

- Giannino ancora non è arrivato. - Lo aspetto dentro.

- Gli faccio la sorpresa. - Dici che è il caso.

È un bambino, gli piacciono le sorprese.

Grazie.

Ahò!

- Marisa è già arrivata? - Fermati!

- Sono arrivate tutte. - Chi?

Cacio e pepe, stinco con patate e tortellini in brodo.

Stanno dentro.

(VOCI NON UDIBILI)

- Bene. - Come bene?

È tutto normale. È la fase della conoscenza reciproca,

fase importante della condivisione di questa relazione nuova,

diversa, complessa, ma stimolante. Io me ne vado.

Dove vai?

Dove vai.

La lontra si muove il quinto giorno.

- È una parola d'ordine? - No, è una cosa che ho visto.

- Le lontre si annusano, fanno... - È una metafora.

- Eh. - Hai ragione.

Lasciamo che queste lontre si annusino tra loro, ma senza di me.

- Vado. - Dove cazzo vai. Che dico a queste?

Poliamore.

- Bisogna lasciare aperto il rapporto. - Aperto, come il conto.

- Queste mangiano, ma non pagano. - Lo so, lo fanno.

- Lo fanno? - Lo fanno.

Ho capito, ma chi paga?

- Anch'io aspetto Gianni. - Non è possibile.

Facciamo così, cerchiamo un punto di incontro.

- Che cosa vi piace fare insieme? - Beh...

Guardi me? Io che ne so.

Non sa mai niente. Lo vede? Mai un'idea, un guizzo, una cosa.

Non sa niente. Gli interessa solo il ristorante.

- Ha il chiodo fisso. - Ti pare poco? Hai capito?

Facciamo una cosa, pensaci tu al ristorante.

- Vediamo come funziona. - Non funzionerebbe.

- Lo vedi? - Sai perché?

Quello è il tuo sogno.

Il suo sogno qual è, Fiorella?

Il mio sogno è...

Il mio sogno è laurearmi...

e continuare a ballare,

con te.

Era il mio sogno.

Vado.

Vada, Valter.

Arrivederci.

- Gianni! - Valter.

- Che fai qua? - Che faccio, Valter.

Io devo farmi aiutare. Ho bisogno di una brava.

- Questa è brava? - Che hai?

Ho gli attacchi di panico, mi sveglio di notte.

La verità è che io sono solo, sono destinato a essere solo.

Come solo? Parli di poliamore!

Quello tecnicamente può funzionare.

Il problema è che io non sapevo

che devi avvertire tutte prima. - Prima.

- Altrimenti... - Eccolo lì.

- L'ho presa di rovescio. - Di nocca?

- Eh, di nocca è brutto. - È brutto.

Guarda che roba. Da leone sei diventato un panda.

- Ciao! - Ciao.

Tu devi essere Valter. Romeo mi ha parlato molto di te. Vieni.

Scusa, vado a cambiarmi. Ho il Roma-Miami e sono in ritardo.

- Vai in vacanza? - No, magari!

Sono assistente di volo. È stato un piacere conoscerti.

(Stefania) È Augusto. Stanno insieme da sette anni.

Ciao, Stefania.

Sai? Augusto è un ragazzo straordinario.

Non ho mai conosciuto una coppia più coesa di questa.

È mai possibile che io non mi sia accorto di nulla?

Di che cosa? Che Romeo è felice?

Mi sa che ha ragione mia moglie.

Anzi, sicuramente.

Ma dove va? Io vorrei sapere dove va.

Il poliamore presuppone una consapevolezza comune,

maturità e ovviamente dei rischi.

- Mi sono accorto dei rischi. - Senta, Gianni.

Lei è mai stato veramente innamorato?

Sì.

Luisa Mancini, quinta B.

Era la fidanzata del Caciara, un mio compagno, ma io l'amavo.

Le passavo i compiti, la merenda, andavo a comprarle il fumo.

Io che non mi drogo.

L'amavo tanto, ma lei era fissata con Caciara.

Però un giorno mi si avvicina

e mi dice all'orecchio, in confidenza:

"Stasera a casa mia facciamo l'amore."

- E io ci vado. - E?

Facevano l'amore.

- Chi? - Lei e il Caciara.

- Ah. - Capisce, dottoressa?

Vedere Caciara nudo è un'immagine terribile.

Classica situazione post-traumatica sesso-adolescenziale.

È grave?

Gianni, a che età ha avuto il suo primo rapporto sessuale?

Ah...

Venti... nove.

Forse 28, comunque quel periodo lì.

Che fa?

Prende nota?

- (Valeria) Adesso ti faccio vedere. - (Amedei) Non vedo l'ora.

Che dici, Charlie. Lancillotto lavora con lei, eh?

È quello lì, cazzo.

È quello lì, cazzo. È quello lì, è quello lì!

È lui, cazzo! È lui, è lui, è lui.

- Siete voi due? - Sì.

- Prego. - Grazie.

Salve. Parla italiano?

Va bene. Quel ragazzo che è entrato prima si è prenotato come Lancillotto?

- Tu chi sei, Henry Potter? - Mi prendi in giro?

Hai iniziato tu. Che fai, te ne vai o ti faccio il fulmine sulla fronte?

- Ho chiesto solo se era Lancillotto. - Vai!

- Ciao, Giorgio. - Ciao.

- Loro sono con me. - Okay.

- Buonasera. - Prego.

- (Valeria) Ti sono piaciute le mie idee? - (Amedei) Non solo.

Ho capito subito che eri la persona giusta.

Sono contenta che ti sono piaciute.

- Non hai capito un cazzo! - Stai calmo. Stai calmo.

- (in romanesco) Te ne devi andare! - Vedi che non parli italiano?

- Fame, eh? - Mhm.

- È tutto il giorno che mangio. - Lo so.

Quando ero incinta di te, mangiavo sempre.

Avevo la borsa piena di cibo. Frutta, merendine, parmigiano.

Tipo le mutande di Eta Beta.

Chi è Eta Beta?

Eta Beta è quel fumetto... con le mutande.

Vabbè, una cosa vecchia.

Sei ingrassata tanto?

Eh, abbastanza, però poi si recupera.

Quando cresce la pancia...

cambia tutto.

Se deciderai di tenerlo,

non sarà più il tuo mondo, sarà il vostro mondo.

- Posso farti una domanda? - Certo.

Tu e papà siete rimasti insieme per me e Luca, vero?

- No. - Dai!

Avresti dovuto lasciarlo anni fa. Perché lo hai messo in pausa solo adesso?

Io non ho messo in pausa tuo padre, ma mio marito.

È diverso.

Essere madre è una sfida continua.

Ce l'avrei fatta benissimo anche da sola,

però voi avevate il diritto di crescere con vostro padre.

Un padre... basico,

assente.

Imperfetto, se vuoi,

però vi ha sempre amato tanto.

Questo mi ha resa felice.

Ora è diverso.

Io voglio un uomo che non si nasconda dietro a delle scuse.

Io so che mi ama, ma...

Deve rinnamorarsi di me.

Voglio tenere questo figlio,

però se le cose con Vincenzo non vanno, ci lasciamo.

- Vincenzo? - Mhm.

- Ah, quel Vincenzo. - Quel Vincenzo.

- Che carino! - Sì, carino.

- Gliel'hai detto? - No. Doveva stare più attento.

Dovevate... stare attenti, Martina.

Dovevate, però va bene così.

Domani andiamo dalla ginecologa? Ti accompagno, eh?

Grazie, mamma.

Grazie di che?

Vieni qua.

Amore.

Bella, eh? Bella serata.

Come ai vecchi tempi, padre e figlio.

- Non abbiamo mai fatto serate insieme. - Mai?

- Andiamo, dai. - Entriamo.

- Proprio qui? - Certo.

- Qui ci siamo conosciuti io e tua madre. - Sì, ma il locale è cambiato.

- Non dirmi che non lo sapevi. - Non ti piace?

Non è questo, papà. Poi non funziona così.

- Bro', hai una sigaretta? - Eh?

- Hai una sigaretta? - Non fumo.

- Entriamo? - Andiamo, dai.

- Dove? - Andiamo.

(Valter) Senti che gricia.

(Valter) Perché non ti fermi a Capodanno?

(Luca) Natale con i tuoi, Capodanno con chi vuoi.

Ah, veramente è la Pasqua.

Però, insomma...

Tie', guarda che roba.

Da leccarsi i baffi.

Senti un po', ma... ma tu...

Sei innamorato di 'sto... con chi vuoi?

E tu? Sei ancora innamorato di mamma?

Non ho mai smesso.

Mai.

Guarda che roba. Sai che fa a me Cracco? Mi spiccia casa.

Pronta!

Di' la verità. Tu preferiresti che io fossi etero.

Che domande sono.

Certo.

Certo, però è andata così.

- Comunque puoi cambiare la camicia. - Sì, ora la cambio.

- Eh, dai. - Intanto mangiamo.

A te.

(DIALOGHI INDISTINTI)

Lancillotto, Lancillotto!

Guarda che faccia ha!

Domani sveglia presto.

- Ciao. - Amore.

- Stai benissimo stasera. - Trovi?

- Sono geloso, eh? - Ciao, tesoro!

- Ancora qui stai? - Sono contro la violenza.

- La mia è una scelta. - Bravo, va'.

- È una scelta. - Bravo, vai, vai.

Stasera tutti qua i matti.

Dottoressa, io voglio partire.

Ci sono offerte vantaggiose per il Giappone e voglio andare.

- Mhm. Come mai il Giappone? - Beh, mi piacciono i manga.

Ho un amico, Takashi, che sta a Kyoto. Quindi vado lì, mi ambiento un po'

e poi se va, ci rimango.

Prima di laurearmi, le cose con il mio fidanzato non andavano bene.

Volevo andare all'estero, ma la relazione irrisolta sarebbe venuta con me.

- Così ho deciso di restare. - Mhm.

- Com'è andata con il fidanzato? - È diventato mio marito.

Erica, se vuoi andartene, prima devi chiudere tutte le partite.

Padova sta a 476 chilometri!

Mhm, il Giappone a quindicimila.

(insegnante) Voi due insieme.

- Scusa, come ti chiami? - Fiorella.

Fiorella, tu balli con me.

- Va bene? - Io non ballo da tanto.

- Non ti preoccupare, andiamo piano. - Okay.

(MUSICA DA BALLO)

Noi andiamo a bere qualcosa. Vieni con noi?

- No, grazie, torno a casa. - Tranquilla, sarà per la prossima.

Okay.

Non solo milioni di pellegrini percorrevano questa strada,

ma anche Goethe che si innamorò di questi posti

e li descrisse nel suo libro "Viaggio in Italia". Pensate che qui...

- Valeria ha un altro. - Eh?

- Sì, ha un altro. - Okay, prendiamoci un momento di pausa.

Se proseguite, trovate il bar per il ristoro.

Grazie mille.

- Sei sicuro? - Ho le prove.

- Si chiama Lancillotto. - Lancillotto?

Eh. In Italia ci sono 137 persone con quel cognome.

- L'unica che abita qua vicino ha 96 anni. - Sarà un soprannome.

- Ho capito, ma perché Lancillotto. - Magari si chiama Luca...

- Chi è Luca? - Ho detto un nome a caso.

- No, hai detto Luca. - Che ti frega di come si chiama.

- Se ha un altro, è finita. - No, piano.

Non è finita, siamo in pausa.

Prima "i sentimenti sono cambiati" e ora è arrivato Lancillotto.

- Vabbè, allora ammazzami direttamente. - Ci riesci benissimo da solo.

(VIBRAZIONE DI CELLULARE)

- Che c'è? - Oddio, mia madre. Sette chiamate perse.

Che è successo?

Raga, io sto davanti casa sua, ma...

Non so se ce la faccio.

(Benedetta)Sei andata fino a Padova per niente? Suona quel campanello.

- Erica. - Dimmi perché.

Non si sparisce così! Non puoi lasciare la cose in sospeso.

Io non so più chi sono, ho freddo, sono arrivata fino a Padova

e sono andata in analisi per colpa tua, quindi...

- Parla, sennò ti meno. - Va bene, scusami, hai ragione.

Io ho sbagliato, ma non c'è niente che non va in te.

Anzi... io devo ringraziarti.

- Perché? - Grazie a te ho capito.

- Che cosa? - Ho capito che sono gay.

No.

- Sì. - No, no...

perché io grazie a te ho scoperto di essere... etero, quindi...

A Gabriel, ma vaffanculo! Ti preferivo pure da Myhashi!

Sono venuta a Padova per 'sta stronzata! 476 chilometri per venire qua!

- Passi una bella serata. - Grazie mille.

- Buon anno. - Buona serata.

- Buon anno! - Grazie.

Auguri.

- Grazie. - Buonasera.

- Valter, Bruna. - Bruna.

- Prego, si accomodi. - Ecco qua.

- L'hai presa al cimitero? - È mia cugina, vedova da poco.

- Aah... - Eh.

Signora, condoglianze.

- Non c'è bisogno. - Avvocato, porto lo champagne?

- Perché lo chiama avvocato? - Infatti, perché?

- Non sei avvocato? - No, è agente immobiliare.

- Agente immobiliare? - Sì, che c'è di male?

- Niente. - Ho saputo che cerchi un appartamento.

Ho un 80 metri quadri di fronte a casa tua, molto luminoso. Ti interessa?

Posso? Glielo rubo un secondo.

- Prego. - Che è?

- Un secondo. - Che c'è?

- Perché non me lo hai detto? - Che cosa?

- Che non sei avvocato. - No.

Tu hai cominciato a chiamarmi avvocato e io mi sono adeguato.

Vuoi mettere? Avvocato con agente immobiliare è un'altra cosa.

Ho colto l'occasione. Io ho sempre vissuto così la vita.

Ho preso quello che mi arrivava. Me la sono giocata in questo modo.

- Com'è andata? - Ho perso,

ma almeno ho vissuto.

Rome'...

Tu sapevi che l'avvocato è agente immobiliare?

Tu lo chiami avvocato.

- Che ridi? - Hai una faccia!

È la stessa che hai fatto quando hai conosciuto Augusto.

- Sì. - Che c'è che non va?

Perché mi piace il calcio? Perché andiamo a vedere le partite insieme? Che è?

- No, è che mi sento... - No, non ti senti, sei un coglione.

- Eh, sarà quello? - Sì.

(SQUILLI DI CELLULARE) Haziz, vai a prendere dieci uova.?

- Okay. - È Fiorella.

Fiorella?

Quando?

Arrivo.

Martina ha una minaccia di aborto. L'hanno portata via con l'ambulanza.

- Andiamo, ti porto io. - No, mi servi qua. È pieno di gente.

- Fammi sapere come sta. - Certo, ma vedrai, non è niente.

- Mamma! - Fabrizio.

Mamma, dimmi che è successo.

Non lo so. È tornato a casa e ha cominciato a farmi tanti complimenti.

- Poi voleva toccarmi tutta. - No, ti prego.

- Fabrizio, portami via. Sto benissimo. - Non direi.

Ha delle palpitazioni extrasistole.

- Papà, che combini? - Non si può scopare a Capodanno?

- Oh, per favore! - Non si agiti.

Io mi agito quanto voglio, non ho niente.

Il mio cuore fa faville, fuochi d'artificio. Bam bam!

È solo un controllo. Non cominciare anche tu.

- Che è quella faccia? - Che è questa faccia!

Tu hai un mezzo infarto e Valeria mi tradisce con Lancillotto!

- Chi è questo Lancillotto? - Non lo so.

Ho trovato un biglietto con scritto Lancillotto, ma lascia stare.

Lancillotto mezzo... Lancillotto!

Sai chi era Lancillotto? Era il migliore amico di Re Artù

che era sposato con Ginevra. Lui si scopava Ginevra.

- Allora? - Non hai capito?

La tua fidanzata scopa con il tuo migliore amico.

Ti è chiaro o no?

Jan!

Fabrizio?

(VOCI NON UDIBILI)

(MUSICA DISCO)

Allora sei di coccio. Ti ho detto che non devi rompere...

- Siete pronti per questo nuovo anno? - (insieme) Sì!

Dai, non manca molto! Forza, ballate!

(VOCI NON UDIBILI)

(MUSICA DISCO)

(RESPIRO AFFANNOSO)

Che dici, andiamo a bere qualcosa, mhm? Io e te.

Ci hai fatto prendere uno spavento.

- Sto bene, papà. - Sì.

- È tutto a posto? Sicura? - Sì.

Glielo faccia sentire.

(BATTITO CARDIACO)

Ah!

Batte forte.

- È piccolino. - Sì.

Batte forte forte.

- Ciao. - Ciao, amore mio.

Devo dire una cosa a mamma.

Scusa.

- Che è? - Devo tornare a casa.

- Dai, Valter, però... - No, devo fare i bagagli.

Ho trovato un bilocale.

- Davvero? - Sì.

Piccolo, ma... di fronte a casa nostra.

Non pensare che io sia contenta, eh?

Però... se questo serve a farci rinnamorare.

Che serata!

Limona, tanto poi ti tradirà con il tuo migliore amico.

- La smetti? - Si baciano tutti stasera!

- È Capodanno. - È una sfiga.

Tu che progetti avevi per questo Capodanno?

Mi ero organizzata per salvare la vita a un amico.

Uno di quelli che sembra tranquillo, poi sotto sotto...

- Che cosa? - Sotto sotto avresti fatto una strage.

(Anna) Che bello!

- (ragazzi) Dieci, nove, otto, sette... - Ti ho rovinato il Capodanno.

- Non me l'hai rovinato. - (ragazzi) Sei...

(insieme) Cinque, quattro,

tre,

due, uno...

Auguri!

- Scusa. - No...

(Fabrizio)Già, la mia storia con Valeria è finita quel Capodanno di vent'anni fa.

Oggi, vent'anni dopo, lei e Jan stanno ancora insieme.

(canzone)Ho paura a stare con te

Se qualcosa resta, sarà per te.

Auguri.

(canzone)E se un sogno resta

Sarà per te.

(Fabrizio)Neanche Valter si aspettava di cominciare il 2026 così.

L'amore è un flusso, proprio come il tempo.

(canzone)E non mi accorgo che rimango troppo solo

In mezzo al mondo.

(Fabrizio)E come il tempo, l'amore si diverte a mischiare le carte.

Sì, perché il fidanzato di Martina è Vincenzo,

il figlio di Jan e Valeria.

(Fabrizio) Non possiamo fermare il flusso del tempo

e neanche quello dell'amore.

L'unica cosa che possiamo fare è lasciarci sorprendere.

(VOCI NON UDIBILI)

(Fabrizio)Chi l'avrebbe detto che io e Anna avremmo avuto Erica come figlia.

(VOCI NON UDIBILI)

(canzone)E se il cuore batte

Sarà per te

E se mi sento forte

Sarà per te

E adesso nel silenzio

Io ti prenderei per mano

E con un bacio raccontarti

Che mi manchi e mi manchi

Sarà sarà sarà

Sarà per te

Tutto quello che è stato

Sarà per te

Adesso vieni fuori

Che io mica ti conosco

O forse lascia stare

Che mi sembra ancora presto

Sarà sarà sarà

Sarà per te

Tutto quello che è stato

Sarà per te

Adesso vieni fuori

Che io mica ti conosco

O forse

Forse lascia stare

Che mi sembra ancora presto

Sarà sarà

Sarà per te.

- Carbonara di pesce destrutturata. - Assaggio.

Fermo, Augusto. Come ti chiami?

Io? Alfonso.

Alfo', le parole "pesce" e "carbonara" non vanno mai insieme. È un ossimoro.

- Cioè? - Non si può sentire né mangiare.

- Non è male. - Non avevi un aereo per Bangkok?

- Sciopero. - Solo io lavoro sempre.

- Posso? - Devi.

Vai ad assaggiarlo, va'. Sembri un cane randagio.

Niente.

(VOCI NON UDIBILI)

- Basta guardarli. - Basta guardarli. Ci sarà una cura?

- Scherzo. - Amico mio.

Avvocato!

- Romeo. - Ciao.

- Come mai solo? - Ho preso una pausa.

Pure tu? È una pandemia.

- Che matrimonio! - Bello.

- Chi è tutta questa gente? - Non conosco tutti.

Posso dirti che lì c'è Anna, la moglie di mio fratello, Fabrizio.

- (Gianni) Il milanese. - (Valter) Bravo.

Milanese perché siamo di madri diverse. La mamma eccola là.

Quella è Marcella, la mamma, con mio padre.

- Mio padre si è dato da fare. - Ha fatto bene.

- Ha fatto benissimo. - No?

Poi... lì c'è Jan con sua moglie Valeria.

Sono i genitori di Vincenzo, quello che ha sposato mia figlia.

- Quello è tuo figlio. - Sì, Luca

- Luca con il suo... Come si dice? - Con Gabriel.

- Perché "come si dice"? - Così, per dire.

Guarda che bella la sposa, mia figlia.

- Guarda che bella! - (Gianni) Con Vincenzo.

- (Romeo) Il marito. - (Valter) Più basso.

Con il capello da trequartista.

E dico poco.

- Fiorella è un confettino. - (Erica) Ciao, zia.

- (Fiorella) Eccoti! - Sta vicino a Erica, mia nipote.

- Erica è tua nipote? - È la figlia di mio fratello.

- Come si dice? - Nipote.

- Sicuro? - Che vuol dire?

- Anche tu? - Sì, lo so per certo.

- La figlia di mio fratello. - È la nipote.

Vado a prendere... qualcosa da bere.

Che ho detto?

- Mamma! - Arrivo.

Come sei bello!

- Perché papà non viene? - Dagli tempo.

- Amore. - Ehi!

- Ti stai divertendo? - Eh... tanto.

- Non si vede? - Sì.

Vado a bere.

Figlia tua.

Amore? Andiamo a fare delle foto?

(Martina) Te lo porto via.

- Vado? - Vai.

- Sei bella. - Te lo rubo un attimo.

- Sorridi! - (Vincenzo) Sì.

Tuo figlio ti assomiglia.

Sì, ha preso un po' da... tutti e due.

Senti, io in... questi anni volevo parlarti,

però non... sapevo come fare, che dirti.

- Io voglio chiederti scusa. - Ma...

È successo vent'anni fa.

Era un'altra vita.

E Jan?

Perché non vai a parlargli?

Non ci vediamo da una vita.

Avrei voluto dirtelo,

ma non avevo il coraggio.

Doveva andare così.

Mi dispiace.

Anche a me.

Uno, due, tre. Mi sentite?

- Sì. - Eccoci qua.

Guardate quanto è bella la mia nipotina che si sposa così giovane.

Io sono qui per fare un annuncio molto importante, un cambio radicale.

Ogni tanto bisogna dare una scossa alla vita,

avere il coraggio di osare, sorprendere, spiazzare.

Marcella, perdonami, ci rimarrai male, ma...

Lo so, ma... te lo devo dire.

Vent'anni fa ho fatto una cazzata.

Quando eravamo in pausa, avrei dovuto lasciarti.

La coppia perfetta, vogliamoci bene, rispettiamoci, sarai mia per sempre.

Fanculo!

Basta con questa ipocrisia. La coppia è imperfetta, è sopravvalutata.

Allontaniamoci, odiamoci!

A stare troppo vicini, si diventa indifferenti.

Marcella, divorziamo.

(BRUSIO)

- Ma papà! - Hai una certa età.

Allora? I novanta sono i nuovi sessanta, no?

Poi faremo una bella festa per il divorzio.

E sai che c'è, Marcella?

Tieniti forte.

Ci risposiamo subito,

perché senza di te io non posso vivere.

Ciao, cuginetta.

- Come stai? - Bene.

Ti presento Gabriel.

- Ci conosciamo. - Dai!

Come?

- Prima, in chiesa. - Sì.

In chiesa. Come... come stai?

Alla grande. Ho imparato a volermi bene.

Scusate, una cosa. Perché segui solo me sui social?

Sui social? Io manco...

Non sto sui social. Perché dovrei avere i social?

- Tutto a posto, zio? - Sì, mortacci...

Bella di zio, chi devo seguire? Seguo solo te.

Che mi frega degli altri.

- Bella di zio. - Oh, siete bellissimi.

Grazie.

- Che è successo? - Figlio di mignotta.

- Chi? - Lupo Alberto, lo vedi?

- L'avvocato. Che ha fatto? - Che ha fatto.

- Poi ti dico. - Poi mi dici.

Come sono belli!

- Sì, specialmente lei. - Poi è felice.

- Fammi accendere. - Ho smesso.

Da quando è nata Martina, ricordi?

Dovresti smettere anche tu.

Poi come facciamo a rincontrarci?

E... Tu cercami.

Magari mi trovi.

- Secondo me si rimettono insieme. - Speriamo di no.

Da quando sono in pausa, non sono mai andati così d'accordo.

Ciao a tutti. Oggi parleremo del destino

e del ruolo che gioca negli incontri sentimentali e non.

Amore, sai che stanotte mi sono risognato il Caciara nudo?

Ancora. Perché non prendi gli psicofarmaci come tutti?

Mi drogo.

- Gli incontri. - Gli psicofarmaci mi fanno acidità?

Te ne devi andare.

Sottotitoli: Laser S. Film s.r.l. - Roma

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