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C'è una certezza, sopra.
Sì, prego.
Va bene, e basta.
Dove... no?
Cosa fai?
E ora passiamo allo sport.
Ehi.
Dici che cos'hai?
Ho solo dormito male.
Anzi quasi quasi il caffè oggi neanche il vino.
Dai vado a vestirmi, devo uscire.
Come mai?
Voglio parlare col direttore, poi voglio chiamare l'avvocato.
Abbiamo un problema di tipo meccanico sul
contropulsatore e neanche quello mi lascia tranquillo.
Scusa, non volevo metterti ansia.
Ma no, figurati amore.
L'avete trovata?
Ho saputo che una ragazza si è lanciata nel fiume.
La stiamo ancora cercando.
E non sapete niente?
Chi è?
Come si chiama?
No.
Ma lei come mai così interessato?
Curiosità.
Ciao!
Ciao!
Che profumino!
Appena fatto.
Tutto.
Alle sette e mezza l'hai fatta?
Sono ai piedi dalle quattro.
Però questo non va bene.
Allora, lui è il fratello Brontolone e tu la cognata simpatica.
Non cambiamo le cose.
Dai, fammela assaggiare.
Come mai non hai dormito?
È la cardiologa l'amica a chiedermelo.
È l'amica cardiologa?
Sono accitata.
Non è un problema fisiologico.
Fammi sentire il battito.
No, no, i battiti me li prendi dopo.
Mi devo calmare.
È che...
Riccardo mi chiama sempre per starmi il buongiorno.
Ne c'è oggi.
Vabbè, è normale.
Adesso è in casa con Marisa, quindi è meno libero.
Ma non vuol dire che non ti pensa.
E se a forza di vedersela intorno capisce che è ancora innamorato di lei?
È impossibile.
E lo sai anche tu.
Ma quella arpì è sempre la madre di Ada.
E Riccardo adora sua figlia.
Nulla è più importante della famiglia.
Presto lo scoprirai anche tu.
Tieni.
Eccoci qua.
Baccia papà.
Ti vuole un gran bene.
Mi chiedo perché ne voglio a te.
Vorrebbe tanto andare a vedere lo spettacolo di Burattini stasera.
Vieni.
Non posso, è un impegno.
Ci tiene tantissimo.
Vai tu.
È così tanto da recuperare?
Laura, recupera il numero di Irma Montò e la chiami.
La chiamo per dirle cosa, dottore?
Lei intanto la chiami e mi faccia sapere se risponde.
Sì.
Grazie.
Scusa il ritardo, scusami.
Il tram non passava mai.
Perdonami.
Resta ancora sconosciuta l'identità della giovane Donna Povera ragazza.
Le parlavano anche sul tram stamattina.
Secondo te è per una delusione d'amore o...?
Non mi pagano per ascoltare la radio.
Certo.
Vado subito a cambiarmi.
Tu oggi stai con Bruno Larosa.
Il figlio del direttore?
Ma sta male.
Come tutti gli altri.
Assunta, a me quel coso fa paura.
Se sbaglio qualcosa che succede?
Quel coso si chiama polmone d'acciaio.
Ed è il motivo per cui quel ragazzo è ancora in vita.
Ascoltami bene.
Può starne fuori al massimo un'ora, quindi per lavarlo devi fare in fretta.
Inoltre per aprire la macchina devi girare la prima valvola, non la seconda.
Mi raccomando.
Vai.
Dovrà pur mettersi alla prova.
E non le potevi dare un paziente più facile?
Perché non mandarla direttamente da Ruffinengo allora?
In obitorio.
Gli unici pazienti facili sono quelli morti.
Che c'è?
C'è che lo vedo dalla faccia che ci stai ripensando.
A cosa?
A fare la caposala.
Guarda che quella ti renderà la vita un inferno.
Guarda che lo devi segnare quando prendi i medicinali!
La stenosi Dell'undici può farla Gerardi, così io mi occupo della valvola del tre.
O vuole farla lei, dottore?
No, va bene così.
Domande?
Sì.
Dov'è il direttore?
Come mai non partecipa alle riunioni dei chirurghi?
Io non ti basto, Becker.
No, dico solo che è un po' strano essere comandati da uno che ne sa meno di noi.
Conosci così bene il curriculum del professor Larosa?
No, però penso...
Allora ti prego di astenerti da qualunque
commento che non riguardi pazienti o interventi.
Grazie.
Buon lavoro a tutti.
Helmut, non è con il sarcasmo che otterrai la fiducia delle persone.
No?
Allora dimmelo tu come?
Facendo il primo della classe come Alfieri?
No, con la pazienza.
Cosa che tu non hai.
Già ti sei dimenticato che cinque anni fa girai
per questi corridoi con uno scopettone in mano.
Appunto Alberto, appunto.
Sono anni che aspetto il mio momento e non faccio
altro che vedere gente che mi passa davanti.
Ma questa non è una gara.
E se la vedi così, la rosa non è il tuo problema.
Sì, ho provato a chiamare Lamonto, ma il telefono
fa un segnale strano, come se fosse staccato.
Abbiamo un indirizzo?
Sì, dovrebbe esserci in cartella.
Allora, controlla e mi faccia sapere.
Mi trovo nel mio ufficio.
Il mio affanno la dice più lunga delle analisi, vero?
È un accumulo di catarro.
Io non credo.
È come un sibilo leggero quello che sento quando...
Che sibilo?
Quando espiro.
È come se sentissi un sibilo leggero.
Magari è soltanto un accumulo di catarro.
Almeno su questo sei d'accordo.
Come stavo dicendo... La saturazione?
90%.
La cura farmacologica prosegue?
Naturalmente.
Aspettate, è come le stavo dicendo, ho disposto le nuove... Posso vedere?
Sì, bisogna ripetere le analisi.
Appunto, se mi avessi fatto finire.
Comunque prevederà un'infermiera a fatti prelievo.
Va bene.
Verrebbe un momento.
Ciao Bruno.
Credevo che non sarebbe passata.
Forse lo sperava.
Senta, mi dispiace per quello che hai sentito da Barbero, È vero, ma le giuro
che io non credo una parola di quello che ha detto, anzi proprio non mi interessa.
Io detesto i pettegolezzi.
Guardi, quelli come lei sono i peggiori.
In che senso?
Scusi.
Ora mi dica che non ha riso alla battuta del suo collega.
Magari avete anche scommesso su chi mi portava a letto per primo.
Lei è una bellissima Donna, ma io non farei mai una cosa del genere.
Per chi mi ha preso.
Forse è meglio se torniamo a parlare di lavoro.
Lei deve essere la dottoressa Gallo.
Piacere, Virginia Corvara.
Sì, piacere, Roberta Galli.
Fausto mi ha parlato molto di lei.
Dice che è una Donna scrupolosa, competente.
Non è facile che parli di qualcuno, sa?
Vabbè, spero ci sarà occasione di fare due chiacchiere con più calma, dottoressa.
Buon lavoro.
Grazie.
Comunque, i globuli Bianchi di Bruno continuano a salire.
Una cosa è certa, la penicillina non basta più.
Infatti, sto studiando una soluzione.
Ottimo.
Nel frattempo rifacciamo le analisi.
Avvisami, appena arrivano.
Da quando siamo passati al tu?
Da quando hai deciso di collaborare con me seriamente.
Anche io detesto i pettegolezzi.
Vorrei prenotare un tavolo per due.
Sì, il solito, quello con vista.
E... mi ci metti anche due candele?
Vorrei che fosse...
Romantico.
Grazie.
Che ne pensi di questi palloni che ci ha mandato Grunzik?
Sono molto interessanti.
Tra l'altro ho appena comprato un manometro liquido, così possiamo testarli.
Tra poco me lo portano.
Ho capito.
Delia, non ti preoccupare.
Prima che la rosa zera il nostro fondo, ancora una piccola riserva c'è.
Male che vada, chiederò i soldi a mio padre.
Ma se ti parla è malapena.
E allora troveremo altri soldi.
Nessuno potrà fermarci.
Guarda, meno male che ci sei tu che non mi abbandoni mai.
È vero, non ti abbandono.
Ma devo ammettere che lo faccio anche perché non voglio tornare a casa da Mia moglie.
Se non fosse per Anna l'avrei già mandata via di casa.
Ma allora devi chiedere il divorzio.
Chiedere il divorzio, mica così semplice.
Ha ragione Luisa.
Perché?
Che ti ha detto?
Ma niente, cosa vuoi che dica?
Ha paura di perderti?
È che...
pensiamo di avere tantissimo tempo a disposizione, ma non è così.
Chiamala, parlaci.
Sì, è quello che volevo fare stasera nel suo ristorante preferito.
Però non dirle niente perché è una sorpresa.
Certo.
Dottoressa, sono arrivate le analisi di Foy's.
Mi dispiace me le abbia portate lei, poteva chiedere a un'infermiera.
E infatti gliele stava portando una di loro, ma...
ero curioso di dare un'occhiata.
Così è qui che le grandi idee diventano realtà.
Ci proviamo, direttore.
Sempre che non arrivi qualcuno a mettervi i bastoni tra le ruote.
Ah, ma non voleva dire quello...
Sì che voleva, ma stia tranquillo, sono abituato ad avere tutti contro.
Poi, a quanto pare, ci vuole Ben altro che un nuovo primario per fermarvi.
Eh, sì.
Passi da me dopo, voglio rivedere con lei le forniture di valvole.
Ma certo, direttore.
Grazie.
Non ti piaci proprio, eh?
Si vede tanto.
Beh.
Devo andare.
A dopo.
A dopo.
Sì?
Dottore, ecco l'indirizzo della signorina Montauk.
Grazie, Laura.
Ehi.
Sì?
Guarda l'analisi di Foyce.
C'è qualcosa che non va.
Il mio colombinato.
Sì, ti va di visitarlo insieme?
Ti va?
Sì.
Sì.
Si
possono togliere questi tubi per qualche ora?
No, il drenaggio Evita le infezioni.
Mi sento prigioniero.
Una giovane Donna si è lanciata nel po'.
Ma pensa te.
Poverina, chissà quanto soffriva.
La vedo preoccupato.
No, stia tranquillo.
No, non parlavo delle mie analisi.
Permette?
Hai ragione.
Battito accelerato, irregolare.
Rifacciamo radiografia e ci... Ma pensi che sia il bypass?
Ma direi che è meglio togliersi al minuto.
Però ha ragione, è una faccia.
Ma da quando ti sei svegliato?
Amore, te l'ho detto in pensiero all 'avvocato, però tra poco vado e me lo tolgo.
No, ti prego, aspettiamo la radiografia di Foyes.
Tanto il contropulsatore sta sempre lì.
Avviso radiologia.
Grazie.
Vi amate da sempre, ma sposate da poco.
Vabbè, questo era facile.
Figli?
Io fossi in lei penserei alla sua salute.
A secondi la Mia curiosità, la prego.
Aiuta a distrarmi.
Va bene.
E cosa vuole sapere?
Perché non avete figli?
L'ha dedotto dalla Mia aura.
La semplice osservazione.
Sei incupita quando gliel'ho chiesto.
Vorrei avere il suo stesso talento per le diagnosi.
L'animo umano è più complicato.
Certo che lei deve avere proprio un bel campionario qui, eh?
Cosa vogliono sapere da lei di solito?
Più amore, famiglia, lavoro, figli?
Non sa quanti mi scrivono per chiedere i consigli medici.
E lei magari glieli dà.
Faccio il possibile.
Se vuole posso cercare di capire se e quando avrà un figlio?
No, assolutamente no.
Grazie.
Come vuole.
Ma l'avverto sta per chiedere aiuto alla persona sbagliata.
Scusate.
Sì, la vuole la dottoressa Corvara.
Perfetto, grazie.
A dopo.
Come si sente oggi?
Così.
Grazie.
Prego.
Dimmi bene cosa ti ha detto.
Che è cominciato tutto due settimane fa a Roma.
È archeologa ed era la catecombe di... San Sebastiano.
Sono davvero soddisfatta.
Improvvisamente si è sentita il fiatto corto, poi un capogiro ed è quasi svenuta.
È successo un'altra volta ed è deciso di venire qua.
E da quanto tempo hai il pacemaker?
Tre anni?
No, no, forse quattro.
Tre anni, o no?
Tre anni, tre anni, tre anni, sì, circa.
Greta, quando hai cambiato le batterie l 'ultima volta?
Sì, erano due mesi fa.
Lo so ancora, perché era il bambino di mio figlio.
Dice che ha cambiato le batterie due mesi fa.
Sono praticamente nuove.
Sì.
Va bene, facciamo emocromo completo e DCG.
Mi raccomando, stavolta.
Grazie.
Grazie.
Parliamo perfettamente tedesco.
Sì.
Perché lui è tedesco.
Ah, tedesco.
E da dove vengono?
Da Berlino, da Berlino.
Io anche, quindi West Berlino.
Anche lei è di Berlino?
Sì, bravo West.
Si sono scappati.
Ah, lo so ancora.
13 agosto 1961.
Il giorno dopo sono andata da casa e c'era la pietra, incredibile.
Ho molti amici che non ho mai visto, perché sono rimasti all'altra parte.
Siamo tornati e siamo tornati.
Sì.
Dottor Barbero, la paziente del letto 10 deve essere visitata prima Dell'anestesia.
Sì, finisco qui e vengo a vederla.
Io sono abituata che quando qualcuno mi dice una cosa la faccio subito.
Guardi, voglio finire questa relazione, sennò perdo il filo e...
Sì, peccato che se lei non viene io non posso andare dagli altri pazienti.
E noi infermieri siamo troppo poche per rallentare.
E sarete sempre di meno se le fa impazzire tutte.
Scusi?
Guardi, Macis, lei sarà bravissima a far rispettare le
regole, però con gli esseri umani ci vuole una certa umanità.
Che belle parole.
Perché non si iscrive al concorso da caposala?
Perché sono sicuro che la Rinaldi farà molto meglio di me.
Sì, se partecipasse.
Peccato che...
Ma partecipa!
Non lo sapeva?
Le radiografie di Foyse sono pronte?
Non sono ancora arrivate.
Può andare a controllare per una certa fretta.
Grazie.
Vado, dottore.
Mi scusi, l'ho svegliata?
No, no, non si preoccupi.
Scusi, a volte prendo male le misure.
Elena Saluzzo, piacere.
Pace amare un po' troppo antiquato.
Oddio, Dio, ma che sciocca.
Mi perdoni?
No, però ti prego, dammi del tuo.
Va bene?
Beh, oggi sarò io a occuparmi della sua...
della tua igiene personale.
Ma che male hai fatto?
Ti intimidisce, vero?
No.
No, perché?
Guarda, anche a me faceva paura all 'inizio,
però nel tempo mi sono accorto di una cosa.
Vieni.
Vieni, vieni.
Senti, è come avere una persona accanto che dorme, che russa abbiatamente,
ma non riesci proprio a svegliarla.
Buongiorno.
Come va oggi?
Bene, grazie.
Vedrà che finiremo presto.
Ma io non ho fretta.
Bene.
Allora, visto che non hai bisogno di me, io ripasso dopo.
Riederci.
Riederci.
Si parte.
E quale potrebbe essere la prima data disponibile?
Ah, tra due mesi.
C'è un modo di anticipare se c'è qualcosa di disponibile.
Ho capito.
Va bene, richiamo io.
Grazie.
Grazie.
In due mesi hai chiesto di anzio al Papa?
Sarebbe stato più facile.
Lei è radiografia di Fois?
No, stavo provando a chiamare Frieri, il...
il ginecologo, quello esperto in problemi di fertilità.
Sei serio?
Beh, se c'è qualcosa che non va può aiutarci.
Siamo scienziati, no?
Non dobbiamo affidarci a Fois.
No, no, figurati, però... Però cosa?
Non riesco a rimanere incinta.
Perchè non chiedere aiuto alla scienza?
No, è chiaro che se lo chiedi al medico sono d'accordo con te.
Se lo chiedi al marito...
non lo so, amore, non vorrei diventarsi una fissazione e perdessimo la gioia di farlo.
L 'hai già vista?
Il bypass funziona alla perfezione.
E allora cosa pensi che non vada?
Non lo so, forse bisogna cambiare terapia.
Però ti dispiace se ne parliamo dopo.
Dopo è venuto a prendermi uno degli studenti Dell'avvocato e dovrei andare.
Per carità, guai a deludere il nostro direttore.
Scusami.
Devo controllarle le pupille.
Dovresti aprire un po' le tende.
C'è bisogno di più luce.
Lo sa che il sole ha qualità taumaturgiche importanti?
Lo spirito che alberga in tutti noi ha bisogno di luce per brillare.
Sì, quella si chiama vitamina D.
Anche questa era facile, dottoressa.
Dove lo nasconde?
Cosa?
L'intruglio che ha bevuto in questo bicchiere.
Oltre ai ceppi, adesso anche le perquisizioni?
Dov'è?
Nel cassetto.
Iperico, tiglio e una punta di sambuco.
Sono erbe officinali.
Migliorano il mio umore.
Ma peggiorano il mio.
Del suo amore, non dia la colpa solo a me.
Buongiorno, dottor Ferraris.
Passiamo prima a prendere quel pezzo nuovo in officina?
Eh sì, tu intanto vai, io arrivo tra un po'.
Ah, allora forse avevo capito male.
Non dovevo passare a prenderla.
No, hai capito benissimo.
Tu intanto vai a ritirare il pezzo e ci vediamo direttamente all'avvocato.
Io devo prima fare una cosa.
Ah, va bene.
Riesci a descrivermi cosa si sente?
Male.
Molto male.
Secondo me le batterie sono scariche.
Ma se le ha sostituite due mesi fa?
Greta, sono sicura che le batterie sono state
cambiate due mesi fa, per il bambino del tuo figlio?
Eh, sì.
Ma è stato il bambino di Heinz.
No, è stato il bambino di Frida, lo so.
Che ha detto?
Ora non si ricorda di quale figlio era il compleanno.
Però in effetti dal tracciato sembra essere un problema di impulsi elettrici.
Forse ha ragione Virginia.
Bisogna operare.
Dottor Becker, tu operami, eh?
Vedi?
Mi rimarrò a fel.
Mi chiedi?
Sì, opero io.
Non ti preoccupare, tutto andrà bene.
Sì?
Tutto andrà bene.
Ritornerò in un attimo.
Dottore!
Facciamolo.
Non avresti dovuto.
Virginia, questa signora è sola, spaventata, lontana da casa.
Lo so, ma non puoi.
Il direttore farà un'eccezione, è solo un intervento di routine.
Comunque io non ho paura di espormi quando c'è di meglio la salute di un paziente.
È un messaggio subliminale per me.
Tu non fai un passo senza il parere di Delia o di Alberto.
Sei una cardiologa e sei anche brava.
Sì, ma non c'è niente di male nel seguire le regole.
Ma no, no, non è questo.
È che tu non ti fidi di te stessa, hai capito?
Mentre io sono abituato a fidarmi solo di me perché nei momenti
più difficili sono stato l'unico su cui potessi contare.
Ora ci sono anche io.
A volte sembra dimenticare.
Troppo fredda l'acqua?
No, no, è perfetta, grazie.
Ho avuto la polio da bambino.
Me l'hanno detto.
Quante volte ti sei dovuto operare?
Ti dispiace se non ne parliamo?
No, certo.
Scusami.
Anzi, ho un'ora per lavarti e sto qua a chiacchierare.
Me lo fai un favore?
Dimentica l'orologio.
Lo sento che respiri male.
Ma sto bene, lo giuro.
Vorrei solo godermi questo momento in cui una
Bella infermiera mi accarezza senza bugarmi.
Ti senti come un puntaspilli.
No, no, io mi sento proprio in una scatola da cucito.
Io comunque sono una pessima sarta.
Ma è una brava infermiera.
Ma non avevi detto Bella?
Davvero?
Quando?
Signorina Montò!
Lei chi è?
Cosa vuole?
Niente, anzi, mi scusi.
Io la conosco.
Lei è il dottore, quello che mi ha salvato?
Sì.
Prego.
No, non serve.
No, guardi, insisto, è un palazzo di impiccioni.
Mi scusi, non aspettavo nessuno.
Da quando è che fate visita a domicilio?
Sarebbe dovuta passare alle molinette per un controllo, ma dato che non è venuta...
Nessuno mi ha detto niente.
...medico molto zelante, lei?
Non sembro male.
Mi scusi se sono stata taccia.
No, grazie.
Ho perso il lavoro.
Mi dispiace.
Se faccio la cantante non riesco a cantare, mi metto a piangere.
Perché per cantare bisogna avere...
...la vita nella voce.
E io non ce l'ho più.
Come si sente adesso?
Se vuole le dico che sto bene, così se ne va contento.
Preferirei mi dicesse la verità.
Che non riesco a smettere di pensare a Filippo.
Mi manca da morire.
Era il mio fidanzato.
Io...
Questo chi è?
È il mio dottore.
Ah, stava andando.
No, no, aspetta, aspettami, aspettami di là.
Non ci mettere troppo.
Sì, sì, torno subito.
Addio, dottore.
Non mi ricordo come si chiama.
Ferraris, Alberto Ferraris.
No, no, dicevo lui.
Non lo so.
Aspetti.
Prenda questo.
Ce l'ho già, grazie.
Davvero?
Le è piaciuto?
Sì.
Posso chiamarla?
Solo se le cose dovessero di nuovo peggiorare, scriva.
Solo se mi giura che non lo userà mai.
Io non ci credo che lei va a casa di tutte le pazienti.
Non faccia altre sciocchezze, la prego.
Forse ci ho messo troppo.
Non avere paura.
Adesso spingi il lettino e gira tutte le valvole in senso anti-orario.
Brava.
Gira le valvole in senso anti-orario e poi accendi il ventilatore.
Grazie Mille.
Stai bene, sì?
Sto bene.
Sì?
Sì.
Spero di rivederti presto.
Sicuro?
È in pericolo il mio vestiere.
Ci vediamo tra qualche ora.
Va bene.
Perché non le dai l'ostia come facciamo tutte?
Perché io ho i miei metodi.
Certo, quando sarai caposala più glicemia per tutti.
Ti ho già detto che non ho nessun interesse a fare quel concorso.
Sarà un brutto colpo per Barbero quando lo saprà.
Che c'entra Barbero?
Cosa vai a dire in giro che voglio fare la caposala?
Perché saresti perfetta.
Ma non è questo il punto!
È una responsabilità troppo grossa.
Io non ho tempo, dovrei essere la DEA Kali.
Ma no Serenella, non servono cento braccia.
Ci vuole un cuore grande, quello già ce l 'hai.
Pensa che risorsa che saresti per tutti noi, per i
pazienti, per noi medici, soprattutto per le tue colleghe.
Le mie colleghe se la cavano benissimo anche così.
Serenella, grazie per prima, davvero.
Non ce l'avrei mai fatta senza di te.
Questo non è assolutamente rilevante.
Helmut, è ancora dentro a parlare col direttore?
Sì.
Ma che succede?
Cosa succede?
No, lascia stare.
Come va col figlio?
Non bene, purtroppo.
Certo, è una Bella responsabilità.
Mi sento un sorvegliato speciale.
Per fortuna l'ho convinto a lasciarmi lavorare con Roberta.
Cioè con la dottoressa Gallo.
Deve essere una dottoressa davvero speciale per spingerti a sfidare la Rosa.
Burocrate.
Il direttore è tutto tuo.
Ovviamente l'intervento lo farà Fausto, contenta?
Ma allora, che Bruno abbia sviluppato una
resistenza alla penicillina l'ho capito anche io.
Lei mi deve dire che cosa farà, dottore, si accomodi.
Aggiungere i sulfamidici.
La penicillina inibisce la sintesi proteica, mentre...
E sul famidico quella degli acidi nucleici, l'ho letto.
E quindi?
Noi crediamo molto in una sinergia dei due farmaci.
Noi?
È l'intuizione della dottoressa Gallo.
Abbiamo trovato però parecchi studi a conferma Dell'ipotesi.
Direttore, dobbiamo per forza andare per tentativi.
Va bene, procediamo.
Sì.
Dottor Alfieri, Sieri, resta inteso che la responsabilità sarà solo sua.
Sì.
Arrivederci.
Così va bene, maestro?
Non mi chiami così.
Per me lo è.
Apro ancora un po'?
Sì, la prego.
Ho bisogno di più luce.
Ecco.
Non può spostare questo letto magari là?
No, questo proprio non posso.
Però magari quando finisco il turno lo aiuto con le lettere.
Ne hai detto e io scrivo.
Grazie Laura.
E intanto...
Che cos'è?
Nitroglicerina.
Vorrete farmi saltare in Aria?
No.
Come le sue erbe, la nitroglicerina può essere
salvifica o letale, dipende dalla concentrazione.
Ci penso io Laura, grazie.
Grazie.
Prego.
Mandi giù.
Dove andiamo?
Si fidi di me per una volta.
Non sa quanto ne avevo bisogno.
Grazie.
Sì, ma solo due minuti, che non voglio che prenda freddo.
Si ricorda quando ci siamo parlati la prima volta a Villa Corvara?
E chi se lo scorda?
La forza inesorabile che minaccia la Mia calma.
Ho subito sentito che c'era un legame forte tra me e lei.
Che bambina è stata?
Che domanda è?
Tre aggettivi per definirsi.
Tre aggettivi...
Timida.
Diligente.
Sempre affetto a tutti i compiti.
E...
Inquieta.
Nonostante sia stata molto amata, è sempre stata inquieta.
E lo è ancora.
Non sono sempre stata molto amata.
Sono stata abbandonata da Mia madre al parto.
Non so nemmeno perché gliel'ho detto.
Non si agiti.
Forse è soltanto alla ricerca di una giustificazione.
È così salda nel suo desiderio.
Lo percepisco.
Ma nel perseguirlo, a volte, si sente tremendamente sola.
Rientriamo, che fa freddo.
Prego, dottore.
Ma non ho mai visto un pacemaker di questo tipo.
Eh sì, effettivamente è molto diverso dai nostri.
Che succede?
Non corrisponde.
Prova tu.
Eh no, no, è più grande.
Mezzo millimetro almeno.
Sì, il battito è irregolare.
Cosa vuoi fare?
Fate quello che volete ma fatelo in fretta.
Proviamo con un altro pacemaker dei nostri, questo magari è difettoso.
No, l'ultimo l'ha messo ieri Ferrazis, gli altri arrivano la settimana prossima.
Non avevamo altri impianti programmati.
Cosa stai facendo?
Tenetela in vita finché non torno.
Ma dove va?
Non lo so, aumenta l'ossigeno.
Qui dovrebbe andarci un'elettro-catedra femmina da 2 mm, ma...
ma non lo so perché questi non li abbiamo mai usati le molinette.
Sì, però possiamo provare ad adattarne uno.
Dovremmo creare una specie di riduttore però.
Allora, tu cerca in quella casetta di legno che io prendo gli attrezzi.
Ecco, questo va bene.
Eccomi.
Sterilizziamo.
Ecco, ho modificato il nostro.
Vedi se adesso si collega?
Meglio di un metronomo.
70 battiti al minuto, è fuori pericolo.
Poi voglio sapere come hai fatto.
E intanto complimenti Becker.
Grazie.
Batterie nucleari.
Se Greta ne avesse montata una nel suo peacemaker
non si sarebbe trovata in quella situazione.
Usano il plutonio 238.
Secondo la casistica di Parsonet sono eccezionalmente affidabili.
Pensa alle possibilità, una batteria che praticamente non si esaurisce mai.
Beh, un bel vantaggio per i pazienti.
Sì, e noi possiamo essere i primi a farle in Italia.
Che ne pensi?
Sono sicura che Alberto si aiuterà.
Sì, prima voglio capire meglio vantaggi e svantaggi.
Sì, magari lui ne sa più di te.
In fondo è lui che si è inventato il primo pacemaker italiano.
Ancora con Alberto?
Non avevi detto di essere dalla Mia parte?
Vai.
Perfetto, non è scoppiato nemmeno questo.
Quindi, per non sforare due millimetri vanno gonfiati a tre atmosfere.
Bene, allora io mando subito il telefax a Grunzik con le nostre conclusioni.
Ma scusa, tu non hai un appuntamento?
Sì, ma è una sorpresa, te lo ricordi?
Sì, l'ho capito, però ci penso io, non ti preoccupare.
Vai.
Davvero?
Ma sì, tanto Alberto è ancora l'avvocato.
Grazie.
Ciao.
Pronto?
Sono io.
Marisa, che c'è?
Volevo sapere se avevi cambiato idea.
Lo spettacolo dei burattini è tra mezz 'ora.
Non ci sono, te l'ho già detto.
Dai un bacio ad Ada.
Riccardo, aspetta.
Hai guardato nella tua borsa?
Ada ti aveva fatto una sorpresa.
Si aspettava una chiamata.
Fai almeno quello, per favore.
Va bene.
Lo farò.
Mamma, ma dove l'hai messo il disegno che mi hai fatto fare?
L'ho preso il tuo papà.
Gli piaceva così tanto.
Dai, andiamo a prepararci che c'è lo spettacolo.
Su.
Su.
Prego, dottessa.
Grazie Mille.
Grazie.
Avvocato, buonasera.
Buonasera, stavo cercando il dottor Ferraris.
Mi dispiace, non c'è.
Oggi non è proprio passato.
È sicura che non c'è perché è venuto a prenderlo uno dei vostri studenti?
Sì, ha chiamato che ha avuto un contrattempo.
Ho capito.
E non vi ha detto che tipo di contrattempo ha avuto?
No, mi dispiace, non lo ha detto.
Non saprei.
Va bene, grazie.
Grazie Mille.
Buonasera.
Buonasera, mi scusi.
Siamo ancora chiusi?
Sì, avrei bisogno di parlare con il proprietario.
Sono qui per Irma Montò.
Qualunque cosa abbia combinato non lavora più qui.
Che peccato, è così brava.
Chi è lei, scusi?
Diciamo un amico preoccupato.
Senta, io ho fatto quello che potevo per aiutarla.
Ma c'è un limite a tutto.
No, io capisco, ma perché non le dà un 'altra possibilità?
In fondo, se questo locale è pieno è grazie a lei.
Senta, mi dispiace, ma non basta avere una Bella voce, eh?
Qui vengono per divertirsi.
Adesso mi lascia lavorare, eh?
Oddio...
Da quanto tempo ha questi capogiri?
Per caso sente uno strano formicolio alle mani quando si sdraia?
Ma cos'è lei?
Un mago?
Un medico.
Ecco.
E conosco il miglior neurologo di Torino.
Ora, lei deve capire che se la cervicalgia viene trascurata, diventa cronica.
E quanto mi costerebbe questo illuminare?
Un po' di comprensione.
Scommetto che in ospedale ero rimasto solo io a non saperlo.
Ah no, lo sa soltanto Barbero.
E poi ha detto fra noi poteva pure Farsi i fatti suoi.
Fammi capire, a te questo dà fastidio o è il
fatto che voglio provare a fare la caposala?
Amore, ma figurati, sei un'infermiera bravissima,
le colleghe ti adorano, ti meriti una promozione.
Luca dice le stesse cose.
Ah, però non dice che può esserci una delusione, che l'esame sarà difficile,
che lo studio sarà faticosissimo.
Infatti per questo mi prepara il miglior medico che conosco.
Ah, perché sei pure proposto ad aiutarti, belli capelli.
Stupido.
Sei tu il migliore.
No, sono io.
Allora mi aiuti?
Certo che ti aiuto, marmina.
Va parecchio.
Ho tutto, io devo farlo.
Lo so.
Papà non verrà, vero?
Smettila di chiedermi.
Vai, andiamo.
Ada!
Papà!
È venuto!
Allora?
Ti ho portato una sorpresa.
Pensi di cavartela così?
Beh...
Il bunè è il tuo preferito.
Non è vero che eri all'avvocato?
Dov'eri?
Hai ragione, ho fatto tardi.
Sono stato da frieri.
Il ginecologo, che dopo un'estenuante attesa,
mi ha dato appuntamento settimana prossima.
Scusami, amore.
No, ma scusami di cosa?
No, che mentre tu cercavi di parlarmi del nostro
bambino, io pensavo ai miei stupidi problemi.
Non so come potrei fare senza te.
Non dirlo nemmeno per scherzo.
Non succederà mai.
Prendi i tuoi cucchiaini, ce lo mangiamo a letto il lunedì.
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