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Zulu
Cosa stai facendo?
Sistemo le marmellate.
Sono un ospite qui, no?
Nessuno ha mai detto questo.
Però non posso neanche mettere le cose dove
mi pare.
Senti, ma perché per una volta non provi
a capire, eh?
È tornata a casa, non c'è più
niente di suo, non trovi i suoi mobili.
Suo figlio le parla malapena.
Sì, ma non è colpa mia.
Io sto facendo di tutto per poterla aiutare
e lei non fa altro che puntualizzare su
tutto.
Ma d'altronde perché ne parlo con te?
Tu non ci sei mai, non lo puoi
sapere.
Senti, hai ragione.
Va bene, hai ragione.
Ti chiedo solo di avere un po' di
pazienza.
Poi, appena Luisa si sentirà un po' meglio,
faremo sistemare la mansarda e le chiederemo di
trasferirsi là.
Lo dici solo per farmi stare zitta.
Domani ti inventerai un'altra scusa e poi
un'altra ancora.
La verità è che tu non ti staccherai
mai da tua sorella.
Hai ragione, cara.
Hai ragione, non mi separerò mai da lei.
Ma se questo è il tuo problema, mi
dispiace, ma io non posso aiutarti a risolverlo.
Voglio solo vivere con te e con Carlo,
è una colpa.
No, certo che non è una colpa, ma
anche Mario e Luisa fanno parte di questa
famiglia, te ne rendi conto?
Senti, ce la sto mettendo tutta per far
funzionare questa cosa.
Questa cosa?
Sei pronto?
Sono Travis, un salve.
Forse la disturbo?
No, no, no, mi dica pure.
Ho studiato il vostro pacemaker e credo ci
possa fare.
Quindi siete riusciti a ridurre il circuito?
In scala circa del 68%.
È per ora solo un disegno, ma le
misure fanno il caso vostro.
Se mi date il via contatterò il vostro
ingegnere, come si chiama?
Tosi, Riccardo Tosi.
Mi dia il numero.
52-85-08.
Così mentre io lavoro al circuito, lui potrà
fare il nuovo involucro.
Quanto tempo ci vuole?
Per il microchip faremo il prima possibile, inclusi
i test.
Per ora non posso essere più preciso, però.
Quindi, dottore, che vuole fare?
Vedrà, non si pentierà di non essere partito.
Intanto la ringrazio.
Grazie a lei, aspetto la sua telefonata.
Mario, sei pronto?
Sì.
Mi dispiace, devo andare.
Per fortuna mi sono svegliata.
Almeno ti vedo.
Hai tempo per un caffè?
No, sono in ritardo.
Devo andare a dare il cambio all'infermiera,
però no.
Non ti saresti fermata in ogni caso?
Per adesso è così.
Magari col tempo.
Col tempo cosa?
Riuscirai a perdonarmi?
Mi fa malissimo sentire che mi odi.
Non ti odio.
E allora dimmi qualcosa.
Parlami.
Ho conosciuto mia madre.
E com'è andata?
Malissimo.
È più spaventata lei di me.
Ciao.
Ciao.
È Marcello, è lì che scendo.
Sì.
Sì?
Daniel sta scendendo.
Eccoci qua, arrivati.
Grazie per il passaggio.
Non puoi darmi un bacio, eh?
Meglio di no.
Nemmeno dico?
Sei il commissario che ha arrestato Mosca?
Sì.
Sì, lo so.
È per questo che ho parcheggiato lontano dall
'ingresso.
E poi scusami, ma con questo vestitino chi
penserebbe che sei una cardiologa?
Questo è un vestitino da cardiologa.
Sì?
Sì.
Buongiorno, dottoressa.
Buongiorno, ispettore.
Laura.
Sì, prego.
Scusami, chi è quello che parla con le
mezzanine?
È Bino, un barigliere.
Perché?
Niente, niente.
Dove eravamo rimasti?
Ah, al bacio.
Sì, sì.
Possiamo riprenderlo stasera.
Perché ci vediamo stasera, vero?
Vediamo.
Buon lavoro.
Buon lavoro.
Sono contento di vederti.
Come stai?
Ci ho pensato tanto.
Voglio la verità.
Anche tu pensi che sia stato io?
Se sono che, perché non so che cosa
devo pensare.
Vuoi che ti dica che sono innocente?
Ti basta davvero la mia parola?
Sì, Erico.
Sì.
Sono stato un pessimo marito.
E nell'ultimo periodo, in alcuni momenti, ho
desiderato che...
che Elvira...
che Elvira non esistesse.
Perché è vero.
Io per te farei qualunque cosa.
Ho mentito, ho rubato.
Ho mandato a pezzi la mia vita, ma
no.
No.
Questo non avrei mai potuto farlo alle mie
bambine.
Ho sentito
Trevisan.
Ha buttato giù il progetto per il microchip.
È fantastico.
È una bellissima notizia.
Chiamo Riccardo.
No, non serve.
Ha detto che ci pensi lui.
Sei tra ingegneri.
Certo.
E Mosca voleva tanto finire sul giornale, poi...
È assurdo.
A me non è mai stato simpatico, ma
non credo che sia capace di fare una
cosa del genere.
Tu credi che sia stato lui?
Non lo so, davvero.
Di sicuro non era felice.
So che aveva già provato a lasciarla, ma
poi si è reso conto che avrebbe perso
tutto, e quindi è tornato indietro.
È rimasto incastrato senza accorgersi.
Secondo me non si rimane incastrati a caso.
Parte tutto da una scelta.
Scusate.
Puoi venire un momento?
Certo.
Schiaccio il bottone?
Questo è il tracciato di anni?
Esatto.
Il professor Corvara ha appena manomezzo lo oscillometro,
simulando un problema cardiaco in modo da far
scattare l'allarme che fa suonare il telefono
e che a sua volta trasmette una serie
di impulsi che vengono trasformati in tracciato.
Non so cosa dire, è veramente notevole.
Sì, e siamo anche riusciti a creare una
linea telefonica speciale.
Allora, dovrai portarti a casa il cardiotelefono e
l'oscillometro, e così tu puoi monitorare Anna
direttamente da casa.
Sono senza parole.
Sì, vorrei dirti che l'ho fatto io,
ma in realtà l'ho copiato.
Migliorandolo, ma l'ho copiato.
Ha funzionato?
Perfettamente.
Bene.
Abbiamo pensato di sistemare il telefono speciale qui
e non in ambulatorio perché questo luogo è
presidiato giorno e notte.
Avete fatto benissimo.
I parametri di allarme li ho tarati io,
ma vorrei che li ricontrollassi anche tu.
Adesso purtroppo me ne devo andare perché ho
un appuntamento e ci rivediamo nel pomeriggio.
Con lei invece vorrei parlare seriamente.
Che ho fatto?
Vorrei metterla sotto contratto.
La medicina senza gli ingegneri non va da
nessuna parte e non vorrei lasciarmi scappare il
migliore.
Ci vediamo.
Grazie.
Senti, migliore.
Hai parlato con Trevisano?
Sì.
E non vedo l'ora di cominciare.
Vedrai che ce la faremo.
Mi dai una mano?
Che non riesco ad arrivarci.
Sì, certo.
Grazie.
Sei molto bella oggi.
Grazie.
No.
Almeno ci siamo tolti il pensiero.
In che senso, scusa?
Nel senso che lo sapevamo che prima o
poi ci saremo baciati, no?
E adesso che l'abbiamo fatto la prossima
volta che usciremo insieme saremo più rilassati.
Ho già iniziato a immaginarmi l'impianto.
E ho calcolato l'indice cardiotoragico di Anna.
È 0,8.
Sì, lo so.
Il cuore è molto sofferente.
Sarà un intervento molto invasivo.
So anche questo.
Presto!
Venite, c'è stata un'esplosione.
Come un'esplosione?
Sì, una bomba.
Ma un attentato?
Se Dio vuole, no.
Un ordigno inesploso.
Uno di quelli sganciati dalla RAF nel 1942.
Se se lo scorda, quello è un bombardamento.
Ma com'è successo?
Stavano scavando per costruire una nuova palazzina e
la Rusqua c'è battuta contro.
Ci sono feriti in ogni reparto.
Quanti nel nostro?
Una decina per ora.
Oh, mio Dio.
Sì, anche qui.
Dottore!
Questo mi sembra più grave.
Mentre questo signore ha forti dolori al petto,
abbiamo un infarto.
Ma il professor Colvara è già uscito?
Purtroppo, sì.
Dai, dai.
Cosa sente?
Respira, non respira.
Ma voi qua state?
Nemmeno le bombe vi smuovono.
Ma che è successo?
Ma come che è successo?
È un'esplosione in un cantiere.
Di là ci stanno morti e feriti e
voi state qui a...
Dai, vatti a preparare che ti aspetto in
sala 1.
Sì.
E tu tieniti pronto che questi arrivano col
pulmo.
Io sono pronto.
Ci vediamo in sala, allora?
No, io oggi sono in sala 2.
L'hai chiesto tu?
Ordini di Ferraris.
Comunque è bene che le nostre vite si
separino, anche sul lavoro.
L'esplosione è stata devastante.
Ci sono morti?
Purtroppo, sì.
Alcuni corpi sono stati fatti a brandelli.
Come ci organizziamo, dottore?
Io rimango in sala 1.
Ho un uomo con una scheggia conficcata nel
petto.
Temo abbia danneggiato il cuore.
Voi andate tutti in sala 2.
Tutti?
Sì, ci sono lacerazioni superficiali.
Buon nome, Zaro.
Voglio darvi una mano.
Comunque quando sarete là, tu deciderai chi farà
cosa.
La sala è sotto la tua responsabilità.
Va bene.
Sveglia.
Ce lo mandano alla clinica medica, lì non
c'è più posto.
Veramente, nemmeno qui?
Cosa facciamo?
Dai, andiamo lì.
Sì.
Vai a prendere l'altro.
Ho saputo che Mosca è in galera.
Spero che buttino la chiave.
Non ci posso credere.
Si è ancora male per lui.
Ti sembra il momento?
Bino, ho un contrattempo a casa stasera, puoi
sostituirmi?
No, non posso ora, dovevi dirmelo prima.
Sì, ma tu l'altra volta me l
'hai detto all'ultimo secondo.
Io ho fatto i salti mortali per farti...
Senti, era una cosa importante.
Ho capito, però...
Scusate, andate fuori a parlare.
Stiamo lavorando qui.
Dai, vai.
Tanto non posso.
Vai.
Ancora un po'.
Non mi arrego che non abbia danneggiato il
culo.
Il filo è pronto.
Qualcosa non va.
La pressione sta crollando.
Sessanta.
Cinquanta.
Preparare le palette.
Carica a sessanta joule.
Pronti.
Scarica.
Il cuore è ripartito.
La pressione sta salendo.
Ma che è successo?
Non lo so.
La scheggia era molto profonda, ma il pericardio
era integro.
Teniamola sotto controllo.
Voglio consultarmi con la Brunello.
Mi fanno malissimo!
Questo hanno detto di portarlo.
Mi saluto.
A questo bastano un paio di punti.
Posso farlo io.
Vuoi vedere quello laggiù?
Va bene.
Pinse.
Erlo, stia fermo.
Alcuno mi aiuti a tenerlo fermo, per favore.
Prepari il filo se è pulito.
Chiudo le ferite.
Ce la fai da solo qui?
Becker!
Ce la fai da solo qui?
Sì, sì, certo.
Cosa dobbiamo fare, dottore?
Dottore, tonto nessuno.
La scheggia?
Può ricucire.
Sbrigati, richiuderò.
Perde troppo sangue.
Andiamo a dover questa scheggia.
Dai.
Come si sente?
Meglio.
Ma sono tutto indolenzito.
Che caso ho avuto?
Un infarto.
Però l'abbiamo preso in tempo, per fortuna.
Adesso pensi solo a riposarsi.
Hai segnato tutto sulla cartellina?
Non ho ancora capito come hai fatto, però.
Era praticamente morto.
Siamo state fortunate.
Delia.
Devo farti vedere una cosa.
Puoi venire un attimo?
Certo.
Fallo portare in corsia.
Doveva essere molto vicino all'esplosione.
Il torace è pieno di microschegge.
Sì, ma tutte in superficie.
L'unica profonda era quella vicino al cuore.
E comunque non ha danneggiato l'organo.
Però ha fibrillato.
Abbiamo solo questa RX frontale?
Sì, perché?
Vorrei vederne una in proiezione.
Ti ho detto che l'ho aperto.
Il cuore sta bene.
Non ci sono danni.
Ti fidi ancora di me?
Sì, Dalia.
Qualcosa in più.
Allora verdi radiologo.
Dottore, tutto bene?
Ma che fa?
Non vede che sto cercando di togliere la
scheggia?
Scusi, ma è la mia prima volta in
saloperatore, dottore.
Allora tenga pulito e basta.
Dalia, che fai?
Stai a cavolare, Dalia.
E' tua, la presto!
Mi senti?
Il paziente non respira.
Sì.
Ventiliamo.
Sta desaturando.
Visto?
Vai, accendilo.
Velocemente.
Iniziata ad andare.
Adesso.
È successo anche dopo l'intervento?
Due volte.
Per fortuna sono riusciti a defibrillare nel tempo.
Porta la radiografia in proiezione alla Brunello.
Senti, se finissimo in un'orario decente, ti
basta che torniamo al cinema così stacchiamo un
po'?
Noi qui faremo notte.
Infatti ho detto sì.
Senti, dopo una giornata come questa, onestamente vorrei
soltanto tornare a casa a dormire.
Vado che la Brunello ha fretta.
La vedi?
E' piccola ma c'è.
Proprio al centro del ventricolo.
Ma siamo sicuri che sia una scheggia?
Beh, sennò perché continua a fibrillare?
Abbesso concesso che tu abbia ragione, com'è
arrivata fino lì senza danneggiare i tessuti del
cuore.
Voglio vedere il paziente.
Possiamo togliere le garze, devo vedere le ferite.
Sembrano tutte superficiali queste.
Non avete messo punti interni?
Solo sul polpaccio.
La ferita era piccolissima, ma molto profonda.
Vediamo.
Potrebbe essere entrata da qui.
Dal polpaccio?
Sì.
Si è accolpito la vena puplite, è entrata
in circolo, è arrivata fino all'altro destro,
si è fermata nel ventricolo.
Quindi non è entrata dal toracio, ma direttamente
con il sangue.
Devo rimuoverla.
Sarà come cercare un ago nel pagliaio.
Lo so, ma se quella scheggia rimane lì,
manderà il cuore in tilto.
Ma chi ha preso un becco di un
paziosi?
Non lo so.
Ma dov'è?
Boh?
Io l'ho visto uscire.
Allora noi andiamo?
Posso venire anche io?
Te l'ha già detto Alberto, tu devi
restare a casa a riposare.
Ciao mamma.
Ciao.
A dopo.
A dopo.
Prego.
Non potete continuare a trattenermi senza prove?
Ha già un movente.
Ci sono dei testimoni dietro di lei.
Che testimoni?
L'hanno vista mettere le mani nel cofano
un attimo prima che sua moglie mettesse in
moto.
Sì, l'auto non partiva.
Lo spintorogeno si era staccato.
È un difetto che quell'auto ha da
sempre, l'ho solo riattaccato.
Beh, questa è la sua parola.
No, Ispettore, è la verità.
Contro il regolamento le ho concesso la visita
a Trevezzani.
Speravano convincersi a confessare.
Hanno ucciso mia moglie.
L'unica colpa che ho è amare una
donna che non posso avere.
Spero non le capiti mai, Ispettore.
Severo Piluccio?
Sì, Dottore.
Dottoressa, è suonato l'allarme della bambina.
Mi scusi, Dottore, c'è il professor Corvara.
Ah.
Va bene, lo faccio passare, Caterina.
Grazie.
Prego.
Sentite, bambine, adesso il nonno deve parlare con
una persona.
Andate di là con Caterina e ci rivediamo
più tardi, d'accordo?
Buongiorno.
Buongiorno, professore.
Mi scusi per le bambine, ma con tutto
quello che è successo negli ultimi tempi sono
ancora un po' scosse.
Eh, lo so.
Mia figlia aveva appresso a poco la loro
età quando ha perso la madre.
Non è fatto facile per un bambino.
No, è vero.
Prego, si accomodi.
Grazie.
Allora, a cosa devo questa visita?
Se è venuto fin qui, deve essere qualcosa
di importante.
Sì, in effetti è una questione alquanto delicata
che volevo discutere personalmente.
Badi, lo dico col massimo rispetto per quello
che sta passando, ma non ha valutato l
'ipotesi di assumere un braccio destro?
Qualcuno che possa aiutarla, qualcuno che sappia tenere
in mano le redini del Consiglio e magari
lasciarle un po' più di tempo con le
sue nipotine.
E la verità?
Non ci avevo ancora pensato.
Ma a quanto pare lei sì.
Beatrice Dattilo?
No, no, no.
Non se ne parla nemmeno.
Dopo tutto quello che ha combinato il marito,
no, no, no.
Il cognome Dattilo non deve essere mai più
associato all'ospedale.
Andiamo, ne va della nostra reputazione, capisce?
Lo so.
La reputazione è importante.
Ma vedi, se badassi a queste cose, non
avrei mai riassunto il mio ruolo di primario.
Non dopo lo scandalo che ha travolto la
mulinette.
A seguito dell'arresto del Dottor Mosca, suo
genero.
Io sono una vittima di questa situazione.
Per carità, Avvocato, nessuno lo mette in dubbio.
Così come non dovrebbe fare lei con la
signora Dattilo, anche lei, mi pare, sia la
vittima della follia di qualcun altro, o no?
Le abbiamo appena ridato la sua poltrona.
Curvara, cos'altro vuole?
No, guardi, sono io ad avervi fatto un
favore.
Comunque ci pensi bene prima di rispondere, perché
se la signora Dattilo non riavrà il suo
posto in Consiglio, sono pronta a dimettermi.
Lei sta bleffando, professore.
Non si licenzierebbe mai.
Vuole scommettere?
Possiamo archiviare il fascicolo de Bellis, allora?
Non ancora.
Perché ci sono novità?
Non ancora.
Crede che Mosca sia innocente?
Diciamo che non sono convinto che lui sia
colpevole.
Per me non ci sono dubbi.
Non lo so.
C'è ancora qualcosa che non riesco a
capire.
Tipo il biglietto anonimo che lo accusa di
essere un ladro.
Non sappiamo ancora chi l'ha scritto e
che cosa c'entra con l'incidente della
de Bellis.
Ma non è solo questo.
E allora cosa?
Abbiamo seguito la pista passionale e forse siamo
andati troppo dritti.
L'appoggi pure lì.
Grazie.
Grazie, buona giornata.
Sì, il sacco.
Giusto.
Bezzani!
Sì?
Porti la biancheria di là.
Sì.
Prepari un po' di letti.
Aspettiamo altri feriti.
E questa la riporti in sala operatoria.
L'hanno trovata nel sacco della biancheria sporca.
Sì.
Ma che non è nemmeno qui.
E mi è anche sparita una tronchesi.
Ma no, professore.
Non è necessario che lei venga perché qui
è tutto sotto controllo.
La situazione sta tornando alla normalità.
Sì, sì.
Il Ferraris sta di nuovo insalata e appena
esce la faccio chiamare.
Non si preoccupi.
Ci vediamo domani.
Arrivederci, professore.
Ferruccio?
Posso parlarti?
Sì.
Stamattina sono andata a trovare Enrico.
L'hanno fatto entrare.
Come sta?
È molto provato.
Io sono sicuro che non sia stato lui.
Anch'io.
Infatti volevo farti vedere una cosa.
Questa qui è una tronchesi, vero?
Sì.
E secondo te la lama si può essere
rovinata così tanto per un semplice intervento?
Solo per assinguori d'acciaio, sì.
Più che altro, che cos'è questo nero?
Sembra grasso.
Potrebbe essere il grasso dei freni di una
macchina.
Magari hanno usato queste per tagliarli.
Dove l'hai trovata?
Erano nel sacco della biancheria sporca dell'ospedale.
Ce l'hanno riportata oggi dalla lavanderia.
Ciao.
Ho fatto prima che ho potuto.
Perché tanta fretta?
Dobbiamo festeggiare.
Sono sempre pronta, lo sai.
Hai ottenuto l'altro incarico prestigioso?
Tu l'hai ottenuto.
Fai di nuovo parte del consiglio.
Come hai fatto?
Sei felice?
Moltissimo.
Non è solo l'inizio.
Cosa vuoi dire?
Grazie, qui.
Ah, grazie.
Hai stirato anche la mia camicia da notte
e non dovevi.
Figurati.
È stato un piacere.
Vieni.
Vieni.
Respira, forza.
Forza.
Luisa, cosa stai facendo?
Lascialo.
Non lo devi proprio toccare.
Ma io...
Io volevo solo fargli fare il ruttino.
Che è successo?
Che cosa hai fatto, mamma?
Che giornata.
Quanti ne abbiamo operati?
Non ne ho idea.
Ho perso il conto, dottore.
Dove eri finito?
Mi spiace, ero...
Io torno in corsia.
A dopo.
Quel paziente ci stava per lasciare la pelle
e tu stavi lì a guardare.
Mi spiace.
Non so cosa dire.
Non vai da nessuna parte se prima non
mi spieghi.
Speravo...
Speravo di dimenticare, ma...
non è possibile.
Io ti lascerò qui.
È chiaro.
La certezza che tu sarai felice è un
indicatore che la mia fortuna è stata vera.
Ehi, sto parlando di morire.
Non c'è nessuno qui.
Conto un po' e poi parliamo insieme.
Sì, per favore.
Sì, Andrea.
Dovresti correre.
Non dovremmo morire insieme.
Per favore.
Se mi ami davvero.
Corri.
Non tornerò mai.
Mai di nuovo.
Per favore.
Corri.
Sono stato io a convincerla a scappare.
Lei non voleva venire.
Allora, sono andata.
Tutto bene, dottore?
Bravi ragazzi, sono fiero di voi.
Buonasera, Letizia.
Buonasera, Agata.
Mi può passare il registro dei turni?
Sì, certo.
Grazie.
Ma...
cosa ci deve fare?
Devo controllare quelli della settimana prossima per organizzarmi
con Paolo.
Bino quella sera si è fatto sostituire.
Ti posso chiedere una cosa?
Sì.
Ti ricordi quando Bino ti ha chiesto di
fare un cambio di turno qualche giorno fa?
Ma sai, se doveva fare qualcosa di particolare...
Cos'hai tirato buco e vuoi fargliela pagare?
No.
No, era così solo per sapere.
No, comunque non so nulla.
Vabbè, grazie lo stesso.
Però stai tranquilla.
Guarda che secondo me non ha un'altra.
Quella notte ha detto che doveva andare via,
ha salutato tutti, anche quello visto che girava
ancora in ospedale.
È strano quello lì.
Grazie.
Fausto.
So che sei stato eccezionale oggi.
Hai salvato pure il paziente di Helmut.
Chi te l'ha detto?
La sala era piena di infermieri.
Ma cos'è successo?
Avevo una ragazza in Germania.
Lo sapevi?
No.
Erano fuggiti insieme attraverso una galleria sotterranea.
Erano quasi al di là del muro, quando
lei è finita su una mina.
Si chiamava Greta.
Sei a piedi?
Sì, mio padre non è tornato.
Posso darti un passaggio?
No, scusami, preferisco fare due passi.
Complimenti ancora per oggi.
Ciao.
Cos'è successo con Anna?
Mi hanno detto che hai scattato l'allarme.
È andata in scompenso.
Ma l'ho presa in tempo, per fortuna.
Tu l'hai trovata la scheggia?
Sì, era molto piccola, proprio al centro del
cuore.
E con la mia discheggia non la mettiamo.
Esci con lui stasera.
Scusa, lo so, dovrei essere felice di sapere
che ti stai rifacendo una vita, e invece...
E invece mi fa un male che Anna
è a sapere di dare il braccio di
un altro.
Disturbo?
Sì, sì, questa volta sì.
Potresti tornare dopo?
Sì.
No, non dargli retta, non dargli retta.
Hai notizie sul pacemaker?
Guarda me, sì o no?
Sì, ce l'ho, ce l'ho.
Con le dimensioni del microcipi che ci ha
dato Trevisan, questo è il pacemaker più piccolo
che sono riuscito a creare.
E sei riuscito a ridurre anche le batterie?
No, ma le ho disposte in maniera diversa,
in modo da ridurre lo spessore sottopelle.
Avete presente come funziona il motore a soglio
là di una giardinetta?
Più o meno.
Comunque il concetto è più o meno lo
stesso.
Devo dire, è effettivamente molto piccolo.
Troppo pericoloso.
Non l'hai nemmeno guardato.
Mi basta vedere come sta Anna.
Mi hai sempre detto che se avessimo ridotto...
Senti, l'hai vista anche tu quanto è
alto l'indice cardiotoracico?
Sì.
È andato in scompesso così, senza fare niente.
Come pensi che possa superare un intervento così
invasivo?
Come?
Non è giusto che tu debba affrontare tutto
questo da sola.
Non è giusto.
Fammi capire esattamente cosa non ti era chiaro
dalla parte che stavi disturbando.
Ispettore Giraudo, chi parla?
Ciao Marcello, sono Dalia.
Volevo dirti che non ce la faccio uscire
questa sera.
Ho avuto una giornata terribile, sono un po'
stanca.
Sì, ho sentito della bomba al cantiere.
È una tragedia.
Ora, ho quasi finito.
Posso prenderti?
Ti accompagno a casa?
No, davvero non serve.
Davvero.
Sì, dammi cinque minuti ed esco.
Davvero.
Ti ho detto di no.
Ti chiamo domani.
Vabbè ispettore, ne riparliamo domattina che non c
'è fretta.
No, no, no.
È troppo importante.
Fammi vedere tutto quello che hai scoperto su
questo Bino Bruni.
Sì, certo.
Ma...
Prima mi spiega che cosa c'entra quest
'uomo?
Ancora non lo so.
Cioè, a volte...
le relazioni sentimentali sono più complesse di come
appaiono.
Glielo dico io, cara, e non preoccuparti.
Ti lascio la cena coperta.
Sì, sì, qua tutto bene, sì.
A più tardi.
Ciao.
Era zio?
Ancora da lavorare.
È vero che ti hanno messo una cosa
uguale a questa nel cuore?
Più o meno.
Ma senza scorpione.
Ti hanno fatto male?
Un pochino.
Ma ora che sono con te mi sta
passando tutto.
Se n'è andata?
Stai cercando Lidia, no?
Sì.
Dove è andata?
Non lo so, ma so che non tornerà.
Ha preso i suoi stracci a rivederci.
Come fa a essere così sicura?
La conosco da una vita, è sempre stata
così.
Quando taglia, taglia per sempre.
Ma perché continui a vivere qua?
Ti fai solo del male.
Volevo solo dirle che...
che non la perdonerò mai per avermi lasciata
da sola.
Agatha!
Ma che bello vederti.
Posso entrare?
Eh, certo, certo.
Sto preparando un piatto di pasta.
Magari ne faccio due, uno anche per te.
No, grazie, non voglio niente.
Voglio solo sapere se sei stato tu.
Dipende da fare cosa.
A uccidere il Viramusk.
Sei stato tu.
Ma tu non lo direi a nessuno.
Senti, mi dispiace per quello che ho detto
prima, adesso però possiamo pensare ad Anna?
Sto cercando di capire se c'è un
modo di impiantarla al pacemaker senza doverle aprire
il torace.
Purtroppo per lei non sono Delia.
E non ho la più pallida idea di
dove sia.
Pensalo dietro a lei.
Perché di solito non è così?
Comunque non la sto cercando.
Sono venuto qui per parlare con lei, dottore.
Io credo che Delia abbia sofferto abbastanza per
colpa sua.
Sta cercando con molta fatica di rifarsi una
vita.
Lei ha un figlio, sta per sposarsi.
E Delia cos'ha?
Delia non ha più nulla.
Ha solo me.
Sempre che lei la smetta di farle credere
che un giorno tornerete insieme.
Se la ama davvero, la lascia libera.
Ma chi è a quest'ora?
Ciao Cesare.
Scusami so che è tardissimo e che è
strano vedermi qui.
Però devo chiederti una cosa e so che
se non lo faccio adesso poi domattina non
ho più il coraggio.
Bene.
Io voglio adottare Anna.
Non so se riuscirò a salvarla ma finché
vivrà lei deve avere una famiglia.
Ma ho bisogno di te.
Lo so che il nostro matrimonio è stato
annullato però magari tu conosci qualcuno e ci
sarà un modo per tornare indietro.
Dovrei soltanto risultare sposata.
Non dovremmo vivere insieme, sarebbe tutto così ma
quella bambina merita di avere una famiglia.
Merita di avere una mamma.
Io non l'abbandonerei mai.
Mi dispiace.
Scusami.
Cesare?
Va tutto bene?
Beatrice?
Scusatemi, non lo sapevo.
Scusatemi.
Sottotitoli e revisione a cura di QTSS
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