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Original subtitles

Al nostro figlio, che con caparbietà e competenza

sta scalando le gerarchie della polizia.

Tanti auguri, Ispettore Giraud.

Auguri, amore.

Sei bravissimo.

Grazie.

Vado io.

Perché fai così?

Perché te lo sei ripreso?

Dopo quello che ti ha fatto?

Non state a giudicare.

Papà ti ha lasciato per un'altra.

Mamma è tornato soltanto perché con lei non

ha funzionato.

Quando si ama qualcuno è così.

Lo ami e basta.

Non puoi farne a meno.

Bene, allora mi dica qual è la sua

opinione sulla signora Dezzani.

Le assicuro che Agatha è una persona molto

seria.

Tra lei e il dottor Mosca non c

'è mai stato assolutamente nulla e...

è semplicemente tornata a lavorare da noi perché...

aveva bisogno di lavorare.

Non c'è stato niente adesso, ma prima?

Ho saputo che i due hanno avuto una

relazione, è vero?

Non si è mai confidata con me.

Ma comunque Agatha è una bella donna e...

lei è sempre molto gentile con tutti, è

normale che le ronzino intorno, no?

Il dottor Mosca non sarebbe l'unico.

E a lei non sarebbe la prima a

dirmelo?

Stia tranquilla.

Io credo che Agatha...

che Agatha fosse veramente innamorata del dottor Mosca.

Ma era un amore impossibile, quindi...

Intende perché lui non la ricambiava allo stesso

modo?

Perché era sposato.

Purtroppo noi donne siamo molto brave ad innamorarci

della persona sbagliata.

Non sei primario neanche da una settimana?

E sei già su tutti i giornali?

Il merito del pacemaker è di Alberto e

del giovane Tosi.

Sì, ma ti sei preso tu la responsabilità

di autorizzare gli interventi.

E ora avete una lista di richieste.

Perché ti sminuisci?

Sono preoccupato.

Per cosa?

Il reparto pensionanti, forse ho fatto male a

chiuderlo.

No che non hai fatto male.

Hai restituito alla gente tutte quelle stanze che

Mosca va destinato soltanto ai ricchi.

Sì, ma stanno entrando meno soldi e il

reparto costa.

Non ti devi preoccupare per questo, ti aiuterò

io.

E come?

Ho rimesso in moto tutte le mie vecchie

conoscenze.

Stiamo pensando a una nuova fondazione.

E ora che sei di nuovo a capo

del reparto, non ci vorrà molto per recuperare

un cifra importante.

So come farei senza di te.

Vai, ti stanno aspettando.

L'ho vista poco fa mentre rientrava dal

commissariato.

Ha detto che gli hanno fatto un sacco

di domande su di te, o meglio, su

di te e Mosca.

Scusa, ma io non capisco perché alla polizia

interessino così tanto dei fatti privati.

Forse perché pensano che non sia stato un

incidente.

Ma come no?

Buongiorno Mezzani.

Buongiorno.

Buongiorno.

Senti, è stata lei di turno stanotte con

la bambina?

Con Anna, sì.

Com'è andata?

Abbiamo dovuto chiamare un paio di volte il

medico di turno, però non l'abbiamo sempre

ripresa in tempo.

Bene.

Allora più tardi posso visitarla.

Grazie.

Professore?

Sì?

Grazie per avermi rinnovato il contratto.

Scusa.

Signor Fiorenza, abbiamo per caso notizie della dottoressa

Brunello?

Non viene neanche oggi.

Ha telefonato poco fa solo per avere notizie

di Anna.

Dice che ha ancora problemi familiari.

Saranno 4 o 5 giorni che non viene.

Voi ce la fate con i turni di

notte?

Abbastanza.

Ma la mancanza della dottoressa inizia a farsi

sentire.

Se vuole la chiamo e le passo la

telefonata nel suo studio così le parla lei.

Lascia stare, grazie.

Mi mandi Ferraris quando lo vede?

Guardi che è in sala chirurghi.

Ah.

Ah, sei qui.

Non sono ancora riuscito a congratularmi con te,

ma sono davvero felice che tu sia di

nuovo il mio capo.

Abbiamo un problema d'organico.

Mosca come medico era un numero uno e

perderlo è stato un danno.

Quindi volevo avvertirti che sto valutando nuove candidature.

Va bene.

Se ti fa piacere posso farti qualche numero?

No, ce n'è bisogno.

Però vorrei che mi iscrivessi un giudizio sui

tuoi assistenti.

Alfieri ma soprattutto Becker.

Voglio anche nominare il tuo nuovo aiuto.

Scusa ma Mosca vi ha detto che...

No, voglio pensarci io.

Va bene.

Se non hai altro voglio...

Andrei.

Lei come sta?

L'hai sentita?

Si è andata a trovarla?

Avrei voluto.

Davvero.

Poi però ho pensato che non fosse il

caso.

Per te ha stravolto la sua vita e

quella di tutti e tu ti domandi se

sia il caso?

Scusi, avrei bisogno di lei.

Può venire?

Certo.

Grazie.

Va tutto benissimo.

Dottor Alfieri un minuto.

Torno subito?

Si dottor.

Poi anche dammi del tuo siamo solo io

e te.

La paziente del letto 19 presenta un dolore

nella zona di impianto del pacemaker.

La signora che abbiamo operato due giorni fa?

Si.

La pressione è buona e non ha febbre.

Ma mi sembrava giusto avvisarti.

Hai fatto bene vediamola.

Si mi ha detto che non aveva riposato

bene stanotte.

La sveglio?

No monitorala però.

E se il dolore persiste mi avverti.

Perché sarebbiate con me?

Non sono io che ti ho mentito.

E allora?

Non è che tu come ti sia comportato

meglio di Helmut?

Buongiorno.

Buongiorno.

Tutto bene?

Finalmente me lo chiedi.

Praticamente da quando sono uscito con Serenella che

non mi parli più.

Neppure mi hai chiesto com'è andata.

Ho pensato fossero fatti vostri.

E poi sono sicuro che sia andata bene.

No?

Allora ti interessa?

O si o no.

Piuttosto che ci sia un po' di gelosia

meglio non sapere, no?

Un occhio non vede.

Ma comunque sono sicuro che tu sarai quello

che la farà figlio.

E con la gelosia tu come farai?

Mamma ti ho detto che voglio essere lasciata

in pace.

Delia, sono io Alberto.

Senti, rimarrò qui fino a quando non aprirai

la porta quindi forse ti conviene farlo subito.

Delia.

Debbe essere stata dura per te, mi dispiace.

Ti voglio raccontarmi com'è andata?

Quindi fammi capire dove è là tutti i

giorni senza farti vedere, senza dirle niente.

Non ci riesco.

Perché?

Perché mi sento troppo fragile adesso.

Mi sento vuota.

Nell'ultimo anno ho perso tutti ho perso

Cesare, ho perso mio padre ho perso te

e adesso anche mia madre e con lei

la mia identità.

Ma quello che sei non dipende da un

mero dato biologico.

Tu rimani sempre la stessa sei una donna

fantastica un medico eccezionale sennò non si fa

avanti con il lavoro.

L'unica cosa che conta è l'amore,

gli affetti.

Io non ho più nessuno adesso.

Ad Anna non ci pensi.

Lei ha solo te.

È per lei che devi continuare a a

lottare, a andare avanti.

Sì, ma che servirebbe?

Tanto perderò anche lei come ho perso tutti.

Me l'hai detto te che non posso

impurarla.

Guarda, io non riesco più a sentirti parlare

così.

Basta.

Adesso ti prepari usciamo e andiamo a cercare

una soluzione per ridurre questo benedetto pacemaker.

No, mi hai detto che è impossibile farlo

che non c'è soluzione.

Forse ho parlato troppo in fretta.

Cerchiamo di capire.

Non so se me la sento.

Belia, ascoltami molto bene noi non lasceremo morire

quella bambina, va bene?

L'abbiamo giurato avanti a sua madre.

Adesso ti vesti e ti aspetto giù.

Metti questo.

Quando vi sposate?

Tra un mese.

L'università arriva.

Eccolo qua.

In effetti la signora Vezzani è stata riassunta

da poco.

Il contratto porta la firma del dottor Mosca.

Lei che pensa?

C'era bisogno di un'infermiera in più

in reparto?

Beh, il personale non basta mai.

In uno dei nostri primi colloqui lei mi

ha detto che quello del dottor Mosca e

della signora Debelli sarà un matrimonio di interesse.

Si spieghi meglio?

L'ospetta di lui?

Potrebbe raccontarmi tutto quello che sa su Iconio

G.

Mosca.

Un primario che si è fatto sbattere fuori

a calci.

È meglio che non ti vedano parlare con

me.

Stai bene, Anete.

Stai bene.

Signore, si sente male?

A lavoro sono caduto e ho preso una

brutta botta.

Deve andare in medicina interna e farsi visitare

da un medico.

Vengo proprio da lì ma c'è un

sacco di gente.

Mi hanno detto di andare via.

Dicolo che non è niente.

Mi dispiace.

Mi dispiace.

Se respira profondamente sente più male?

E le gambe?

Mi dica come le sente, fredde?

Le sente formicolare?

Sì, le sento fredde.

Fredde ma sudate.

Mi dia i polsi, sia gentile.

Com'è avvenuto questa caduta?

Mi dica esattamente.

Mi è esplosa una gomma in faccia.

Io lavoro in officina.

La pressione dell'aria mi ha fatto cadere

per terra.

Mi aspetti qui.

Venga con me.

Insomma, io non ho fatto niente ma davanti

a quell'ispettore mi sono sentita così così

colpevole.

È stato spiacevole.

Succede con i poliziotti e anche con i

preti.

Te lo dico con cognizione di causa.

Sì, Ferruccio mi ha detto del suo passato

in seminario.

Del tuo passato in seminario, scusa.

Io mi devo ancora abituare.

Non c'è problema.

Insomma, come mai in fine non ti sei

fatto prete?

Perché mi sono innamorato follemente di una donna.

Poi è finita male.

Perché?

Perché avevamo una visione totalmente diversa della vita.

Io voglio una famiglia, tanti figli.

E lei no.

Capisco.

Mi dispiace.

A me no, sai.

Perché dopo tutti questi giri mi sono ritrovato

qua dove sono.

Ti andrebbe di uscire un'altra volta con

me?

Questa sera?

Questa sera?

Io...

Toschini, serve una radiografia subito.

Possibile rottura traumatica dellaorta.

È urgente, credetemi, non c'è tempo da

perdere.

Chiamate Ferraris.

È uscito, non aveva interventi oggi.

Chiamiamo il professore.

Oddio, si sente male?

Rischia di morire.

Opero io.

Enrico, ma che ci fai ancora?

Devo operare, seguimi.

Vieni con me.

Ma non puoi fare come ti pare?

Vado con lui.

Adesso non posso parlare perché ci sono delle

persone.

Va...

Va bene, dimmi.

Se è così importante, dimmi.

Cosa vuol dire che torni tra due mesi?

Marisa.

Ho capito che ti prolungherò lo spettacolo, ma...

Ah, dai, troppo piccola.

Sono settimane che non torni.

Marisa?

Marisa?

Deve essere caduta la linea.

Vuoi che torniamo un'altra volta?

Magari provi a richiamarla.

No, no.

Tanto non risponde perché deve fare le prove.

Lavoriamo?

Così non ci penso.

Lui è il nostro uomo, Ludovico Trevisan.

È un perito industriale e ha lavorato all

'Olivetti.

Poi si è lavorato in fisica e adesso

lavora presso un'azienda a Brianzola.

E perché dovrebbe interessarci?

Perché si occupa di circuiti integrati e sta

lavorando un progetto per ridurli di dimensione.

Infatti si parla di microchip.

Quindi credi che sia in grado di aiutarci?

Ecco, questo dovrebbe dircelo lui, solo che al

telefono così da lontano non sa darci una

risposta.

Possiamo andare io e Delia a spiegarglielo.

Sì, ma domani è l'ultimo giorno perché

poi parte per l'America e io non

posso andare perché il professor Corvara mi ha

chiesto una mano con Anna.

Giustamente non dormi più in ospedale, ma il

reparto non può permettersi una persona a sorvegliarla

tutti i giorni.

Quindi il professor Corvara mi ha chiesto di

risolvere questo problema in 48 ore e ci

sto lavorando.

Io non ne sapevo niente.

Evidentemente sono le nuove politiche di Corvara, non

dire niente.

Almeno a me.

Bene, che facciamo con Trevisan?

Delia lo facciamo chiamare.

Andiamo io e te?

Richiamalo.

Andiamo domani io e Delia.

Tanto tu non saresti venuta comunque in ospedale.

Quanto c'è?

Quanto manca?

Ho quasi finito ma pianta da rimettermi in

fretta.

Non è che ti voglio rimettere in fretta,

però prima usciamo di qui e meglio è

per tutti.

Potevi anche non entrarci qua dentro se hai

tutta sta paura di essere scoperto.

Ah, dottor Mosca, non ci prova con me,

eh.

Non sono uno che te lascia da solo

in mezzo a una strada.

Dai.

Ma che succede qui dentro?

Eh, professore, il paziente era molto grave.

Se avessimo aspettato un solo minuto sarebbe morto.

Il dottor Ferrari, se non c'era, non

erano previsti interventi.

Che cos'ha?

Slargamento del tratto toracico discendente dellaorta.

Un trauma dovuto all'esplosione occidentale di un

pneumatico.

Ma abbiamo quasi finito.

Mosca, lei non ha fatto altro che commettere

errori.

Questa volta avrei fatto lo stesso.

Possiamo chiudere?

Ti disturba?

Se non ti scandalizzi.

Niente, volevo solo dirti che mi sei piaciuto

molto oggi.

Cioè, il modo in cui hai difeso Mosca

con Corvara, ecco.

Ho difeso adesso un po' esagerato.

Vabbè, comunque sei stato molto coraggioso.

E niente, era tutto quello che volevo dirti.

Adesso io vado, se no non faccio tardi.

Esci con Andrea?

Sì.

Io...

Ciao.

Ciao.

Ciao.

Ciao.

Cosa ci fai qui a quest'ora?

Potrei farti la stessa domanda.

Ma io qui ci lavoro.

Sì, però oggi non c'eri.

E neanche nei giorni scorsi.

Mi controlli?

Stavo ancora lavorando sull'incidente della Debellis.

Certo.

Era una battuta stupida la mia.

Vabbè, io vado a controllare come stanno.

La salverai?

Veramente avevo perso le speranze, però forse abbiamo

trovato una soluzione.

Ci stiamo lavorando.

Tu e Alberto, intendi?

Sì, io e Alberto.

Non hai proprio nessuna intenzione di salvarti tu,

eh?

È solo lavoro.

Sai, dagli a volte gli amori impossibili sono

pericolosi.

Proteggiti.

Agatha!

Agatha, un attimo!

Agatha, aspetta!

Te l'avevo già detto, devo andare a

prendere Paolo.

Sì, ma io far poco finisco e possiamo

andare a mangiare una cosa tutti insieme.

Guarda, voglio stare un po' con mio figlio.

Dai, su!

Non puoi sempre dirmi di no?

Vino, per favore.

Ciao!

Ciao!

Sei venuta a festeggiare la bella notizia.

Che bella notizia?

Credevo lo sapessi.

Oggi è venuto Cesare e mi ha visitata.

Ha detto che sto bene e non c

'è più motivo di trattenermi qui.

Mi ha firmato la dimissione e domani esco.

Non abbiamo ancora deciso dove andrai.

Dove andrò?

Oggi vuoi rimettermi in manicomi?

No, no, no.

Quello te l'ho promesso con quel posto

ai chiusi.

Mi fai tornare a casa mia da mio

figlio?

Davvero non ci credo, quindi non solo Luisa

esce domani ma tu neanche ci sei.

Non puoi rimandare la partenza di un giorno?

No, caro, non posso.

No, non posso perché l'ingegnere parte per

l'America.

Anna rischia di morire tutti i giorni.

Pensa se fosse successo a Carlo.

Non ci voglio neanche pensare.

È solo che non mi piace l'idea

di avere Luisa qui a casa con noi.

Ho paura.

Per me, per i bambini.

Se perde la testa un'altra volta?

Non succederà.

Sta prendendo le medicine e ricomincerà psicoterapia.

Vedrai, andrà tutto bene.

Io non la lascio neanche un attimo da

sola con i bambini.

Devi promettermi che non lo farai neanche tu.

Te lo prometto.

Dai, ti aiuto.

Virginia, ti prego, possiamo parlare?

Non abbiamo niente da dirci e comunque ora

non ho tempo.

Sono giorni che mi eviti, ma per favore.

Ascolta, non ho mai voluto usarti.

Allora perché mi hai mentito?

Ma...

in realtà non pensavo di dirti una bugia.

Poi hai frainteso...

Quindi è colpa mia?

Fammi andare da Fausto con la paziente che

mi ha detto di monitorare alla Fed.

Guarda, Fausto non è ancora arrivato.

E allora chiamo il dottor Ferraris.

No, Ferraris oggi non viene e neanche la

dottoressa Brunello.

Posso aiutarti io?

Vieni.

La febbre passa, ma accusa lebolezza e presenta

dolore nella zona d'impianto.

Buongiorno, signora Loretta.

Che combina?

Me lo dica lei, dottore.

Eh, dottore, sì.

Pare così giovane.

Mi faccia vedere la zona che le fa

male.

Ma...

non è che questo pesme che mi ha

fatto allergia?

Perché mi hanno detto che è fatto con

la resina.

No, ma la resina degli alberi è un

po' di fastidio, merita.

Facciamo subito un prelievo.

Avete cambiato tutto?

Sì, abbiamo dato una rinfrescata.

Spero non ti dispiaccia.

A me piaceva com'era casa mia.

L'aveva arredata mia madre, sai?

Magari ti faccio vedere la tua stanza?

Perché, non dormo con Mario?

Eh, no.

Mario ha imparato a dormire da solo con

tutti i suoi giochi.

Questa è la vicina.

Le ho lasciato i bambini per venirti a

prendere.

Eccoci.

Mario!

Ciao, mamma.

Non mi vieni a salutare?

Mamma, devo andare a scuola, è tardi.

Se vuoi ti accompagno.

Mi puoi accompagnare tu?

Va bene, va bene, non c'è problema.

Se vuoi ti tengo Carlo mentre andate.

Ah no, tranquilla.

Lo porto io con me.

Mi fa bene prendere un po' d'aria.

Tu pensa a sistemarti, eh.

Mi raccomando.

Vai a prendere la cartella.

Su.

Ispettore, le banche hanno mandato la documentazione richiesta.

Cioè tutta la situazione patrimoniale della Debellis.

È come pensavamo, eh.

Mosca erediterà un sacco di soldi.

Sì, perché il suocio non si mette di

traverso.

La figlia l'ha fatto penare parecchio.

E ha scoperto qualcos'altro ieri in ospedale?

Che il giorno in cui è morta lei

e Mosca hanno litigato ferocemente.

Sembra che lui l'abbia trascinata con forza

in auto.

Due infermieri che erano di turno quella notte

li hanno visti.

La Debellis era convinta che il marito se

la facesse ancora con l'Avezzani.

A questo punto potrebbero essere anche complici.

Non dubito che una donna sappia manomettere i

freni di un'auto.

Materialmente avrebbe potuto farlo lui.

E quindi?

Che facciamo?

Quindi a questo punto non ci resta che

sentirli.

Sembra semplice come funzionamento.

Ma di quanto vorreste ridurlo?

Beh, diciamo che dovrebbe entrare nel cuore di

una bambina di nemmeno un anno.

Ma non vuol dire niente.

Ignoro la morfologia dei neonati.

Ehm...

Guarda, il cuore di Anna è più o

meno così.

Sì.

Il microchip a cui sto lavorando è ancora

troppo grande, però.

Dovrei far prova e ridurlo ancora ma io

non ho tempo.

Domani devo partire per l'America, vi ho

detto.

E non puoi rimandare?

Mi hanno chiamato da un'azienda in Palo

Alto, in California.

L'occasione della mia vita.

Non le sto chiedendo di rinunciare ma di

rimandare per salvare la vita di una bambina.

Non posso, mi dispiace.

Lei sta rinunciando alla costruzione del primo prototipo

di pacemaker pediatrico nel suo paese.

È una cosa di cui parleranno tutti.

Sei stato veramente bravo.

Io me ne stavo per andare e invece

tu l'hai convinto.

Quella paziente Ferrari se l'ha affidata a

me.

Perché ti sei intromesso?

Stai calmo, ho solo richiesto le analisi del

sangue.

Io non sto calmo per niente sapendo che

un finto medico si gira per il reparto.

Va bene?

Tu non pensi di continuare a lavorare qui

come se niente fosse?

Sono arrivati i risultati delle analisi.

La veste è a 53 i globuli bianchi

15.000. Significa che c'è un'infezione

in corso?

Com'è possibile?

Non lo so però ho ricontrollato la zona

di impianto e adesso non è solo rossa

e gonfia c'è anche del pus.

Se c'è fuoriuscita di pus vuol dire

che l'infezione è già in stato molto

avanzato.

Vai, spiantato il pacemaker e ripulita la zona

non c'è altra soluzione.

Ma come facciamo?

Ferrari se non c'è nessun altro qui

dentro a dimestichezza con pacemaker Forse basta la

penicillina per endovena.

No, no, no.

Va ripulito il sito chirurgico togliendo elettrodi e

generatori infetti.

E chi lo fa?

Ma chi vuole che lo faccia?

Lei.

Non vedo altra soluzione.

E lei mi assiste?

Mi lasci solo il tempo di finire le

medicazioni dei postoperatori in corsia maschile e arrivo

perché ce ne sono un paio proprio urgenti.

Per carità ci manca soltanto una nuova infezione.

Chiederò a Baker di assistermi.

Del resto era un po' che volevo vederlo

al lavoro.

Vada, vada pure.

E chiuda la porta.

Che c'è?

Torna in macchina, torna in macchina.

No.

Senti anche per me è complicatissimo, va bene?

Cosa?

Poterti abbracciare non poterti toccare non poterti baciare

e averti sempre comunque vicino.

Andiamo.

Carlo e Anna ci aspettano.

Per me è veramente un onore, professore.

Spero di essere all'altezza.

Papà, non puoi.

Regina, per favore la situazione è già abbastanza

complicata.

Mi avevi promesso che ti saresti riguardato invece

da quando siamo rientrati non fai altro che

alzare l'asticella.

Calma ti adesci.

No.

Dovresti stare seduto e dare ordini.

Invece adesso entri anche in sala.

L'ho già fatto qualche giorno fa.

Ma c'era Alberto un medico di cui

ti fichi dice che ha mentito.

Ma adesso basta t'ho detto di uscire.

Scusi.

Continui.

Ecco.

Rinaldi.

Sì?

Attacchi il generatore ai teli.

Subito.

Lascieremo il pacemaker attaccato alla paziente ma esternamente.

Sì, dottore.

Baker, lei proceda con impacchi e zaffature.

Subito, dottore.

Lei mi prepari una fiala di penicillina un

milione di unità internazionali.

Sono già imbevute di soluzione iodurata.

Sì, aspetti un attimo.

Voglio aggiungere dello zucchero.

Ha un'azione disinfettante locale molto efficace.

Giusto.

Bravo, Baker.

Nonna ci metteva pure una scorza di limone

e un po' di cannella.

Il professore del cuore sta andando nella sistolia.

Si è fermato.

Baker, controlli che non si sia spaccato qualcosa.

Sì.

Deve essere quello lì sotto.

Questo?

Sì, gli dia una stretta.

Brucola.

Ha ripreso.

L'ha invertita.

Dottore!

Papà!

Tutto bene.

Procediamo.

È sicuro?

Va bene, va bene.

Professore, va tutto bene.

Va tutto bene.

È sicuro?

Procediamo, zaffature.

Si è andato pure in sala l'operatore

con Corvara.

Non ti vergogni?

Vai, piantala.

Sono stanco.

Forse non hai capito, Helmut.

Te ne devi andare via da qui.

Lasciami in pace!

Ma che cavolo fate?

Smettetela!

Smettetela subito!

Se vi avesse visto qualcun altro non so

cosa sarebbe successo.

Forse sarebbe venuta fuori la verità.

E a questo lo avrebbero rimandato da dove

viene.

Grazie per l'acqua.

Io non ti riconosco più.

Sei diventato invidioso, rabbioso, un'altra persona.

Ma perché?

È colpa tua.

Mi stai facendo diventare pazzo.

Mia?

Ma che ti ho fatto?

Mi ho lasciato Rosa per te.

Ma tu non mi vuoi?

Non lo sapevo.

Perché non me l'hai detto?

Volevo farlo, ma poi ti ho vista con

Helmut.

Non sopporto che ti sei innamorata di lui.

Io sto andando via.

Vieni con me o esci con il tuo

fidanzato?

Non è il mio fidanzato.

Però ieri sera siete usciti di nuovo insieme,

ho sbaglio?

Non lo so, c'è qualcosa che non

capisco.

Lui è simpatico, è per bene, è gentile.

Ce le ha tutte, ce le ha tutte.

Allora cos'è che non va?

Non lo so.

Ragazze, non vi posso aspettare, dove andare?

Mi ha chiamato l'ispettore, ha detto che

vuole parlarmi.

A quest'ora?

Erano quelle le tronchesie che ti erano sparite?

No, questa è una bella, erano le tronchesie,

ci ho rinunciato.

Comunque, in bocca al lupo.

Grazie.

In bocca al lupo.

Ciao.

Ciao.

Mi dicono che ti sei affaticato parecchio oggi.

No, ti prego, non ti ci mettere anche

tu.

Mi sento già abbastanza stanco e vecchio.

Cesare, scusa, non siamo riusciti a arrivare prima.

Beatrice.

Delia.

Ti aspetto in macchina, se vuoi.

No, resta.

Com'è andata con...

Trevisan.

Ha detto che è disposto ad aiutarci.

Siamo venuti per dirti questo.

Non è sicuro di riuscirci, ma è il

massimo che siamo riusciti a ottenere.

Noi invece abbiamo avuto un problema con il

pacemaker di una delle tue pazienti.

Cioè?

È una brutta infezione.

Adesso abbiamo risolto, ma la signora ha rischiato

grosso.

Perdiamo un solo paziente e l'intera produzione

si ferma.

Sarebbe un fallimento per tutti.

E adesso come sta?

Bene, ma soltanto perché è una signora adulta

e forte.

Se fosse successo ad un bambino piccolo, non

avrebbe retto lo shock dell'espianto.

Che vuoi dire?

Non eludiamoci troppo sulla bambina.

Anna, ci vediamo domani.

A domani.

Buonasera.

Dottoressa Brunello, è venuta una signora a chiedere

di lei.

Io l'ho detto che non c'era,

ma non è voluta andarsene.

La sta ancora aspettando in ambulatorio.

Va bene.

Grazie.

Io resto ancora un po' se ti serve

una mano.

Voglio controllare la paziente col pacemaker.

Grazie.

Guarda che ho capito che sei.

E anche perché mi cerchi.

Ma stai sbagliando.

Perché non mi hai voluto?

A te serve saperlo.

Guarda chi sei.

L'unica donna cardiologo di questo ospedale.

Forse anche di tutta Italia.

E quindi?

Ho comunque il diritto di sapere la storia

della donna che mi ha messo al mondo.

Non è vero.

E poi non serve a niente.

Tutta la tua vita a dimostrare che ho

fatto la scelta giusta 31 anni fa.

Ti prego, io voglio soltanto...

Basta!

Sono venuta qui solo per dirti che non

devi più girarmi intorno.

Dimenticami.

Torna alla tua vita.

Io non voglio avere niente a che fare

con te.

Cosa ci fai qui?

Io dovevo parlare con l'ispettore.

Anche io devo parlare con l'ispettore.

Non capisco.

Che cosa sta succedendo qui?

L'ispettore Giraudo vuole sentirvi entrambi.

Ma deve ancora rientrare dalla questura.

Quindi lo dovrete aspettare qui.

Prego.

Che cosa vorranno?

Fare qualche domanda su noi due.

Credo.

Forse pensano che sia stato io ad uccidere

Elvira.

È così?

Sei stato tu?

Mi credi capace di uccidere?

Non ha detto no?

Io non lo so più che cosa devo

credere.

Non pensavo nemmeno che fossi capace di rubare

invece dicono che ci sono le prove.

Sì, è così.

Ho rubato.

Ho sottratto dei soldi dall'ospedale.

Ma non l'ho fatto per me.

Non l'ho fatto soltanto per me.

L'ho fatto per noi.

Che cosa stai dicendo?

Io ti amo.

Non ho mai smesso di amarti.

Ma questa volta volevo tornare da te con

qualcosa di concreto.

Con qualcosa di bello.

Un vero progetto di vita.

Quale progetto?

Nei mesi in cui non ci siamo visti

ho acquistato una palazzina dove ho allestito una

clinica.

Tutta mia.

Completamente nuova vita.

Senza dipendere da mia moglie e da mio

suocero.

È lì che ho messo i soldi che

ho sottratto.

Non vedevo l'ora di fartela vedere.

Enrico, tu eri sposato.

È sempre stato questo il problema tra noi

due.

Come avresti fatto con Elvira?

Ma era già finita con lei.

L'avevo già lasciata.

Ho anche chiesto l'annullamento del matrimonio a

una sacra rota.

Ero disposto a tutto per stare con te.

A tutto.

Se non è una confessione questa, si somiglia

a parecchi.

Andiamo.

Signora Rezzani, grazie per andare.

E lei invece, dottor Mosca, rimane qui con

noi.

La dichiaro in stato di fermo per l

'omicidio di sua moglie.

Ma cosa sta dicendo?

Io non ho ucciso mia moglie.

Non sono stato io.

Glielo giuro.

Ispettore, vi state sbagliando.

Non li credere.

Sono innocente.

Forza.

Vi state sbagliando.

Vi state sbagliando.

Ispettore!

Ma non è giusto!

Ti ha fatto effetto vederla con lui?

Sapere che sono stati fuori insieme?

Mentirei se ti dicessi di no.

Ma tu te ne accorgi quando mento.

L'avevo capito, ma volevo sentirlo da te.

Grazie per la sincerità.

Mi ha fatto effetto, ma sono anche stato

felice che tu fossi lì.

Voglio che torni a lavorare in ospedale.

Come membro del consiglio.

Così ci saresti sempre.

Come prima.

Sarebbe bello, ma non lo accetteranno mai.

Sulla carta sono sempre la moglie di un

uomo che ha rubato dei soldi all'ospedale.

Marchiata vita.

Buonasera.

Buonasera.

È ancora qui l'ispettore Giraudo?

Sì, è ancora in ufficio.

Grazie.

Prego.

Ciao.

Ciao.

Tu che ci fai qui?

Sono passata a vedere come stavi.

Mi hai fatto tardi?

Sì, sì.

Tu come stai invece?

Io...

Io ci ho parlato.

Con mia madre.

Bene.

E com'è andata?

Malissimo.

Mi dispiace.

E io che speravo di aiutarti.

No, ma infatti mi hai aiutato.

Almeno adesso le ho dato un volto, le

ho detto una voce, posso immaginarla.

Sì, infatti.

E poi ho imparato una cosa importante.

Cioè?

Che a volte bisogna lasciare andare.

Stai parlando sempre di tua madre o di

qualcun altro?

Posso farti una domanda?

Ma tu come fai a sopportarmi?

Davvero non lo sai?

Vedi, quando...

Quando ami qualcuno è così.

Lo ami e basta.

Non puoi trattenerti.

Sì.

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