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Due.
- Vi prego, avete visto… - Mi avete spaventato.
- Mio figlio. Ha solo 12 anni. - È pieno di bambini.
È Gerusalemme. Non siete di qui?
No, siamo venuti per la Pasqua. Credevo fosse nella carovana.
- La festa è stata tre giorni fa. - Gesù?
Gesù!
- Maria. - Immà?
Ti abbiamo cercato giorno e notte.
Gliel'ho detto. Sta bene.
- Perché siete così agitati? - Maria, l'ho trovato.
Dovevi guidare la carovana con tuo zio Abìa.
Dovevo stare con mio padre.
- E perché non eri con lui? - Lo ero.
- Sei stato al tempio? - È stato incredibile, Maria.
Lo avresti dovuto vedere. Stava insegnando quando l'ho trovato.
Rabbini, scribi, maestri.
Non credevano alle loro orecchie. Non volevano farci andar via.
Non sai che devo stare nella casa di mio padre?
È troppo presto… per questo.
Se non adesso, quando?
Aiutaci… ad affrontare tutto questo, insieme a te.
Ti prego.
Meglio avviarci prima che facciano partire una ricerca ufficiale.
Gesù. Non farlo mai più, ti prego.
Sì, Abba.
- Posso leggere? - Poi vediamo, eh?
Ora andiamo, ci aspetta un lungo viaggio.
Cosa farai per tua madre, per questa tua disobbedienza, eh?
- Potresti massaggiarle i piedi. - Abba!
CANA 26 D.C.
Dinah.
Maria?
- Che cosa ci fai qui? - So che oggi si festeggia un matrimonio.
- Ma è ancora presto. - Ti volevo dare una mano.
Ma sei venuta da Nazaret? Devi aver viaggiato anche di notte.
Se la tua migliore amica è la madre dello sposo, è d'obbligo alzarsi presto.
Non fare così. Procurami una scopa.
Va bene. Va bene, andiamo.
Miracoli?
Sì, Giovanni. Segni e prodigi.
- Chi è stato? - Tu.
Lo aggiungi alla lista dei miei crimini?
Sei solo un fariseo.
Avresti accusato Mosè di essere un folle perché parlava coi cespugli.
Tu davvero credi di essere un uomo al pari di Mosè?
Dimmi qualcosa del tuo ministero.
Ricordi quando Cesare ha attraversato la Giudea?
Certo.
Degli uomini liberarono la strada da rocce e da rami per l'arrivo del re.
"Spianate la strada al re", urlavano. "Preparate la via."
Le strade di Gerusalemme furono risparmiate, però me lo ricordo.
Io dovetti andarmene. I romani non amano i vagabondi.
- Persi tutto. - Tanti a Gerusalemme avevano paura.
Oh, per fortuna tu eri lì a dar loro conforto.
Al giusto prezzo, ovviamente.
Dobbiamo liberare la strada per te, Giovanni?
- È il senso della tua storia? - Non mi piace il tuo abito.
Il costo di quei paramenti sfamerebbe tre bambini di Nazaret per un mese.
E tu vieni da Nazaret?
- E Gerico. E Betlemme, Giaffa, Hebron… - Capisco.
Beh, ora hai una nuova casa.
Non conosco la tua missione, ma spero sia conclusa.
Credevo volessi sapere dei miracoli.
Ma prima, ti volevo raccontare di un miracolo a cui ho assistito.
Che non riesco a comprendere.
- Per poi muovere delle accuse. - È inutile.
È evidente che non sei un pazzo furioso, ma ogni cosa che dici è irragionevole.
Tu mi mandi in prigione e mi accusi di essere arrabbiato?
Io non sono il tuo aguzzino.
Ma non lo capisci? Questo è un carcere romano.
Sono venuto a parlare col guardiano per te.
Per me?
- Dimmi perché sei qui davvero. - La risposta ufficiale?
Tu sei un cittadino ebreo.
Se hai infranto le norme ebree,
sarebbe un precedente rischioso permettere ai romani di giudicarti.
E la ragione vera?
La verità?
Sono lontano da casa.
E sto cercando… in posti in cui non vorrei andare, perché…
Sento il bisogno di trovare una spiegazione
per qualcosa che non posso… dimenticare.
Nessuno sa che sei qui?
Dimmi tutto dall'inizio.
Eden.
Dobbiamo parlare.
Ho già saputo.
Che hai saputo?
Nulla che abbia senso.
Ieri notte hai detto la verità.
Ripartiamo da lì.
Allora, l'altra notte ho lavorato per ore
e non ho catturato neanche un singolo pesce.
Poi sono arrivati Andrea e gli altri. A proposito, ti ringrazio.
Ma nessuno di noi ha preso niente. È stato orribile.
Stamattina ci siamo arresi e siamo sbarcati,
ma c'era questo maestro, sulla riva.
Andrea sapeva chi era. Te lo spiego dopo.
Mi ha detto di provare un'ultima volta.
Non aveva senso, ma l'ho fatto comunque,
per il modo in cui mi ha guardato negli occhi.
E dopo, c'erano così tanti pesci sulla barca che ci stavano a malapena.
Ce n'erano così tanti che Zebedeo ha riempito entrambe le barche.
Abbastanza da ripagare il debito.
Io…
- Cosa? - Lo so.
Perché non sei felice?
È difficile da spiegare.
Più di quello che mi hai detto?
Hai presente la storia di Elia ed Eliseo?
- Sì? - Eliseo stava arando con 12 paia di buoi,
poi arrivò il profeta Elia e gli pose il mantello sulle spalle.
- Invitandolo a seguirlo. - Senza esitare, Eliseo macellò un bue,
bruciò l'aratro e si lasciò tutto alle spalle.
Esatto.
Quell'insegnante…
Andrea l'aveva detto, ma io non gli avevo creduto.
Lui è il Messia.
Lo so che sembra impossibile, ma l'ho visto con i miei occhi.
Ha fatto apparire i pesci, e le parole che ha detto.
Per Giovanni è l'agnello di Dio che toglie i peccati dal mondo.
È lui. E poi, mi ha chiamato a seguirlo.
E così Andrea, Giacomo e Giovanni. Per andare con lui e imparare da lui.
Ha detto che non sarò più un pescatore, ma un pescatore di uomini.
Non so neanche che significa, ma so quello che ho visto.
È colui che aspettiamo da tutta la vita.
E voglio lasciare la pesca, lasciarmi il mare alle spalle e partire.
So che non ha senso, e sapevo che ti saresti arrabbiata.
- Posso solo dirti che… - Non sono arrabbiata.
Perché dovrei essere arrabbiata?
Vieni qui. Vieni qui.
Questo è l'uomo che ho sposato.
Allora mi credi?
Non te lo potevi inventare.
Certo che ha scelto te.
Non so perché l'ha fatto. Ho cercato di dirgli che sono un peccatore.
Tutti sono peccatori.
Non so che cosa significa.
Ancora non so come provvedere a te.
- Non mi importa. - E perché piangi?
Perché qualcuno ha finalmente visto in te quello che ho sempre visto io.
Tu sei più di un pescatore.
Sai, qualche volta dovrò partire.
- Non ti sentire abbandonata. - Devi andare con lui.
Io non mi sento abbandonata. Adesso sono salva.
Non sarà… Sai che non sarà affatto facile.
Quando abbiamo avuto vita facile?
Il nostro popolo è così.
Allora, pensi di aiutarmi?
Pensavo di starti a guardare tutto il giorno.
Lavati i piedi.
Oggi andiamo a Cana.
- Che c'è a Cana? - Un matrimonio.
Che c'entra con la liberazione di Israele?
Lo scoprirò molto presto.
In fondo, il nostro matrimonio non è stato un po' una liberazione?
- Tu avevi paura che fossi calva. - Beh, mio padre è quasi cieco.
- Ricordi il freddo che faceva? - No.
Ricordi il brindisi di Andrea?
Ricordi che il rabbino non aveva il posto?
- No. - Che cosa?
Ha fatto alzare tutti, e poi: "Prego, sedetevi".
Due volte di fila. Non ricordi?
Quello che ricorderò, per sempre, è quando ti ho alzato il velo.
Sfiderei una tigre per quel ricordo.
Sfideresti una tigre?
Se non facesse freddo come al matrimonio,
prima dell'alba e tu inciampassi nella chuppah.
Allora te lo ricordi.
- L'agnello arriverà prima o dopo di noi? - Dopo.
Non hanno dove tenerlo, non volevo arrivasse troppo presto.
Ma avrò il tempo…
Avrai tutto il tempo per arrostirlo a modo tuo, sì.
Aspetta.
Ci sono solo tre giare.
Sì, ce ne hanno chieste tre.
Ramah, non sono sicuro che arriveranno tutte e tre integre fino a Cana.
Ne servivano quattro per sicurezza.
Ti ho risposto che la famiglia non se lo può permettere.
Avrei pagato io.
Tommaso, avresti bruciato quasi tutta la tua paga. Perché l'avresti fatto?
Ecco… Beh…
Siamo una squadra, giusto?
Beh, io dico che tutte le giare arriveranno perfettamente intatte.
E poi sei attento nel portare il carro.
- Voglio solo essere sicuro che tutto… - Tommaso.
Andrà tutto bene.
Hai fatto bene ad assumere un'aiutante. C'è tanto da fare.
Dici Tirza? È la mia vicina.
Non possiamo permetterci nessuno, così si è offerta lei. Nel suo giorno libero.
Pensavo che tu fossi fortunata ad avere me.
Mio figlio ha sposato il suo amore e sono circondata dagli amici.
Sono fortunata.
Lei che tipo è?
Sarah è adorabile e anche rispettosa. È semplicemente… meravigliosa.
I suoi genitori, Elah ed Abner, non sono così convinti.
- Dici di Asher? - Di Rafi e me, come consuoceri.
Soprattutto suo padre.
Ma è un uomo di successo, e influente.
- Sarà un bene per il loro futuro. - Non sei inferiore a nessuno.
Cambieranno idea.
Vado a cercare Rafi.
Lo apprezzo, mi hai sentito quando ho ringraziato Eden.
Ho sentito le tue parole. Ma ho anche visto la tua espressione.
Non so che farci.
Non faccio mai viaggi lunghi. Devo tenerlo così?
Se avessi un bastone, lo metterei in spalla.
Da' qua. Così.
Ecco. Faremo come fanno gli altri.
E se non si sono portati il pranzo? Sembreremo stupidi.
Passeremo per degli ingrati.
Sembreremo due che non hanno mai viaggiato col Messia e non sanno cosa fare.
- Sono nervoso. - Dai, non esserlo.
Se fai così, io sembrerò troppo equilibrato.
- Non dirmi che non sei nervoso. - Sì.
- Hai detto che se io lo sono… - So cosa ho detto.
Non voglio deluderlo.
- È che non voglio sbagliare. - Ma dai, sbaglieremo tutti e due.
È come la pesca. Ricordi quando papà ci insegnava?
Non ci ha insegnato niente. Stavamo solo lì.
A osservare. Poi è toccato a noi e abbiamo sbagliato.
Riesci a crederci?
Ma che bel quadretto.
- Salve. - Salve.
- Ci avete sentiti? - Oh, sì.
- Giorno perfetto per le nozze, no? - Maestro.
Simone, Andrea, Maria, Giacomo, Giovanni, Taddeo.
Ma dov'è…
- Piovono fichi. - Fichi. Per il viaggio.
Non ci dovremo fermare per il pranzo.
- Grazie, Giacomo. - Sì, maestro.
Ah, due Giacomo. Come risolviamo il dilemma?
Beh, io potrei essere… Giacomo il maggiore.
- A te sta bene, Giacomo? - Sì, mi sembra giusto, maestro.
Hai senso della giustizia, eh? Allora è deciso.
Ora, in cammino, amici miei. Gli sposi ci attendono.
Forse…
Forse è un pochino più larga dal tuo lato.
- Perfetta. - No?
Sì. No, è perfetta. E solida.
Parlo al falegname, parlo la loro lingua.
Va bene così. Mi aiuti a decorarla?
Dinah, ti prego. Me ne occupo io.
Maria, ti voglio bene, ma vale il prezzo che abbiamo pagato.
Mi imbarazza non poter offrire di meglio.
- Non ti devi accontentare. - Chi si accontenta? Sarà perfetto.
Ci sono molte altre cose da fare oggi, Maria.
- Non lo hai detto anche tu? - Saggia come al solito.
Almeno provo ad esserlo.
- Potresti andare a prendere altri fiori? - Ma certo.
- Shalom, Elah. - Dinah.
Che bello averti in questo giorno speciale.
C'è Abner? Rafi sarebbe contento se ci fosse tempo per una preghiera.
Abnèr ha mandato me. Arriverà prima della cerimonia.
Mi ha chiesto di scegliere il tavolo.
Abbiamo già stabilito i posti a sedere.
Ad Abnèr piace fare a modo suo. Sono qui per controllare.
- Persino al matrimonio di sua figlia? - A lui piace così.
- Niente di personale. - Ma dovrebbe.
In certe occasioni importanti, sono riuscita ad avere la meglio su di lui.
Spero sia un'occasione importante.
Dinah.
Sarah prova un affetto incondizionato per la tua famiglia.
Vogliamo bene a Sara. E a tutti voi. Davvero molto.
Sarah lo sa bene.
La chuppah è storta.
Conosco quello sguardo.
- Maestro? - Sì, Simone?
Pensavo…
Se persino tu che hai così tanto da fare vai a queste nozze…
Forse saranno presenti ebrei ricchi.
Credi ci saranno ebrei importanti e potenti?
- È possibile. - Sei acuto, Simone.
Ci sarà la persona più importante e potente che io conosca.
- Chi? - Mia madre.
Lei non è di Nazaret?
E pensi di presentarti agli ospiti, vero? Non ci saranno romani.
Posto perfetto per raccogliere seguaci e mettere in moto la cosa.
Non è il mio giorno. È il giorno della coppia, Asher e Sarah.
Che benedizione averti al matrimonio. Sanno quanto tu sia eccezionale?
Dal momento che quando ero un giovane impacciato
mi spaccai la testa a casa di Asher, non credo mi consideri eccezionale.
Che opinione hai dei tuoi amici d'infanzia?
- Non aveva amici. - Non è vero!
Scusate, mi correggo. Aveva me. Stava sempre con me.
Non ricordo orde di ragazzini in fila per…
Maria. Immaginavi che avere fratelli sarebbe stato così?
Da piccola volevo avere dei fratelli.
- Presto ne avrai 12. Mi dirai com'è. - Dodici?
Lo vedrete.
Ah, ci stiamo avvicinando. Cana è oltre la prossima collina.
Ci siamo sposati, ma è stato un matrimonio diverso dagli altri.
Perché?
Lo sai perché.
- Io sarei venuta. - Lo so.
Se Giuseppe fosse qui, sarebbe orgoglioso di te e Rafi.
Sono felice per voi.
- Credi che stia esagerando? - Non direi proprio.
È che il baldacchino di Helah per il figlio era incantevole e particolare.
Non ha importanza. A Sarah e Asher piacerà.
- Notizie dal tuo ospite speciale? - È in cammino.
Potrebbe portare altre persone. Per te va bene?
Gesù può portare chiunque voglia. Non lo vedo da secoli. Come sta?
Sta bene. Sta…
Lui sta sempre bene.
Sono emozionata per te. Dev'essere un gran falegname.
Quando non è occupato.
Ha una vocazione. E non so dove lo porterà.
Verrà con i suoi studenti.
Scommetto che è bello.
Scommetto di sì.
- Dinah. Dinah, sono qui. - Il momento della verità.
Rafi ha speso quello che c'era rimasto per il vino. Augurami buona fortuna.
Tu devi essere Thomas.
Sono Rafi, e lei è mia moglie, Dinah.
Dio vi benedica in questo giorno di gioia.
Lasciate che vi presenti la vinaia più brava e più bella di tutta la Galilea.
Ramah bat Kafni del vigneto Kafni nella pianura di Sharon.
Per noi è un onore poterti conoscere.
Salutami quella vecchia canaglia quando torni.
Ramah è figlia del mio vecchio amico Kafni.
Il vino è arrivato in tempo. Un ottimo inizio per le nozze.
Ovviamente. Tommaso non tarda mai.
Mio padre manda a entrambi i suoi più cari auguri, con questo.
Pigiato nell'anno della morte di Augusto.
Aromatizzato con acqua di mare, miele del Monte Ermon,
pepe nero e pino di Tira.
- Divino. - Non posso proprio rifiutare.
Benedetto, Signore, nostro Dio, Tu che crei il frutto della vite.
Però.
Che il cielo sia lodato. Ad Abnèr ed Helah piacerà.
Saranno anche un po' invidiosi.
Abner ed Helah ora sono in debito per il vino per Abner ed Helah.
Zitto. Quanto ce n'è?
Di quello speciale invecchiato ci sono due giare, più una del vino comune.
Serviremo prima quello migliore, finché gli ospiti sono freschi.
Poi, quando saranno tutti satolli e un po' alticci, serviremo la terza giara.
- È chiaro? - Sì, figliolo.
Il trucco più vecchio del mondo. Siamo in ottime mani.
Il numero degli ospiti è sempre lo stesso? Circa quaranta in totale?
- Ah sì? - Sto chiedendo.
- È sicuramente giusto. - Perfetto. Dove ci possiamo sistemare?
Di qua, il maestro di cerimonia vi mostrerà il punto.
Toc toc, è permesso?
Immà! Come stai?
- Mi sei mancata. - Tu mi sei mancato. Ma guardati!
- È passato un secolo. Mangi? - Mangio.
Loro mi hanno aiutato a sfamarmi.
- Come state? Sono i tuoi studenti? - Piacere, Giacomo.
- Hai detto molti demoni? - Li ho visti io stesso.
Si burlavano di me dal profondo della sua bocca.
Non potevo far nulla per lei, serviva un miracolo.
- Non ha detto chi l'ha aiutata? - Non le ha rivelato il nome.
- Che c'è? Che c'è? - Ha già cominciato.
Che cosa?
Se guarisce in segreto, presto i segni saranno pubblici.
Pubblici? Che…
- Tu lo conosci? - Puoi dirlo forte.
Qual è il suo nome?
Chi è asceso al cielo e poi ne è ridisceso?
- Ti ho chiesto il suo nome. - Chi ha raccolto il vento nel suo pugno?
Non insegnare Salomone a me, bestiaccia.
Chi ha racchiuso le acque nella sua veste?
- Va'. - Prima rispondimi.
Maestro di Israele. Recita le parole di Agur, figlio di Jakè.
Chi ha stabilito tutti i confini della terra? Qual è il suo nome?
Qual è il suo nome? E quale è il nome di suo figlio?
So che lo sai.
Tu non conosci davvero la Torah.
Dio non ha un figlio, eccetto Israele! Israele è il suo unico figlio.
- Tutti noi. - Pensala come vuoi.
C'è la condanna a morte per una blasfemia del genere.
Chi lo farà? Tu? Precedente rischioso permettere a Roma di giudicare.
Non sarei mai dovuto venire qui.
Hai dormito per tutta la vita.
Ora libera la strada per il re.
Lui è qui per risvegliare la terra, ma alcuni non si vorranno risvegliare.
Essi amano le tenebre.
Mi domando da che parte sarai tu.
Ascolta. Se quest'uomo è davvero chi credi che sia,
e sei certo che esista, devi lasciare questa regione.
La tua presenza basta a metterlo in pericolo.
Se credi che gli serva il mio aiuto…
non mi hai ascoltato.
Dopo la canzone portate fuori olive e formaggi.
Metteteli sul tavolo lungo, tra le fette di pane e i cetrioli.
Risuoneranno ancora in tutta la Giudea
E nelle strade di Gerusalemme
La voce di gioia e la voce dell'allegria
La voce dello sposo e la voce della sposa
- Tommaso. - Un momento.
- Tommaso. - Eccomi, eccomi.
Ciao.
Sono impazzita? Gli invitati non dovevano essere 40?
Li hai contati? Sono di più?
- È sempre così, ma ho portato più cibo. - Ne ho contati 80.
- Ti sarai sbagliata. - Forse solo un po'.
Anche se ne ho aggiunti cinque, il vino…
L'ho detto che ne servivano quattro.
Ma tre sono comunque… sufficienti. Per 60.
La voce di gioia e la voce dell'allegria
La voce dello sposo e la voce della sposa
La voce di gioia e la voce dell'allegria
La voce dello sposo e la voce della sposa
Benedetto sii tu, Signore nostro Dio, re dell'universo,
Tu che crei il frutto della vite.
- Amen! - Amen!
Bicchieri più piccoli. Fate così.
Appena tre quarti.
Se ne vogliono ancora, dite: "Torno subito". Ma poi non tornate. Tutto chiaro?
Allora, gli invitati sembrano soddisfatti. I servitori non molto.
- Che succede? - Non c'è da preoccuparsi.
Siete il miglior maestro di cerimonie che abbiamo mai conosciuto, continuate così.
E adesso?
Ho un'idea.
Grazie di essere venuti.
Oh, grazie.
Rafi! Dinah!
- Shalom. - Abner. Allora.
Non partecipavo a una festa così bella da un bel po'.
Grazie, davvero, ti ringrazio.
Che onore, Abner. Che fortuna avere due figli così innamorati.
Ah, sono felice anch'io.
Sarò onesto, all'inizio non ero molto contento della cosa.
Forse non l'avete notato.
- Sì, lo sapevamo, Abner. - È che sei nata a Nazaret, Dinah.
E tu, Rafi, il tuo è un popolo di nomadi.
E col tuo mestiere, Rafi, non hai avuto molto successo.
E anche se Asher sembra un gran bravo ragazzo,
- non è ancora riuscito… - Sì, Abner, abbiamo capito.
Ah, non volevo offendere.
La mia è una famiglia di commercianti importanti in questa regione.
Temo che il successo abbia reso la mia generazione arrogante.
Ho perso il filo del discorso.
Non dicevi che era storto?
A me sembra a posto.
E questo vino è delizioso. Voglio conoscere chi lo fa.
Acqua per la purificazione. Ce n'è rimasta un po' lì dentro.
Vuoi annacquare il vino? Gli ospiti capiranno, la voce girerà.
Se si sapesse, questa famiglia morirebbe di vergogna.
E allora noi? Saremmo rovinati.
Non è una grande idea, sono d'accordo. Pensaci anche tu.
Possiamo… servire altra torta di datteri, salare molto il cibo.
Chiederanno più acqua.
Non saprei. È così umiliante.
Pensiamoci ancora.
Non hanno la minima idea di chi siede a tavola.
Che bello essere bambini.
Io dico che stiamo meglio noi.
Loro stasera tornano a casa coi genitori, noi possiamo restare con lui.
- Dove ce ne andremo? - Chi può dirlo?
Con lui ho imparato a non preoccuparmi di certe cose.
Io ancora no.
Fa freddo in questa regione.
Hai paura che ti possa congelare?
Mio fratello si preoccupa sempre troppo.
Gli ho ricordato di quando Abba ci ha insegnato a pescare.
Stavamo seduti a osservare, finché non siamo diventati pescatori.
E noi osserveremo lui.
Ancora, e ancora, e ancora.
Per sempre, credo.
Io vado a prendere altro vino.
Anche per me.
Non so perché sono qui.
Di solito è il discepolo a scegliere il rabbino, non certo il contrario.
- E poi non sono un discepolo. - Non lo ero neanch'io.
- È stato Taddeo a presentarmelo. - Come l'hai conosciuto?
Lavorava anche lui per una costruzione, a Betsaida.
Non ha scelto i discepoli più brillanti.
Aspetta. Lavora?
Beh, almeno lavorava. La sua professione non è fare il rabbino.
Credevo non avesse né una casa né un lavoro.
Non una dimora fissa.
- Allora è un muratore, come te? - È un falegname.
Professava il verbo, e mi ha chiesto di seguirlo.
Ha detto che avrebbe costruito un regno, una fortezza più forte della pietra.
Gli ho creduto.
Cosa costruivi a Betsaida?
- Una cosa… di pubblica utilità. - Un acquedotto?
No, una cosa un po' più… umile.
- Cosa? Dimmelo. - Non è opportuno, davanti a una donna.
Ho sentito cose che ti farebbero gelare il sangue.
Una latrina?
Aspetta, è così?
- Sì. - Il nostro maestro… costruisce latrine.
Il lavoro è lavoro comunque.
Io tagliavo la pietra per il muro portante.
Lui costruiva una rampa in cedro, così storpi e anziani potevano entrare
senza dover fare le scale.
Perché non li ha guariti, così avrebbero salito le scale da soli?
Dice sempre che non è arrivato il suo momento.
Ci chiama per nome. Fa apparire i pesci.
Perché certi miracoli vanno bene e altri no?
Erano miracoli per gli intimi. Non ha mostrato i segni pubblicamente.
Cosa lo trattiene dal rendere pubblico il suo ministero?
Anche il vento soffia da sud o da est e non si sa il perché.
Una latrina.
- Forse questo è meglio non raccontarlo. - Lui non nasconde le sue origini.
Non dirlo ad Andrea. No, no, no.
Sì, ne sarebbe sorpreso.
E adesso, amici, la danza di Miriam.
Tommaso.
Spiegami.
Attento alle rane, stavolta.
- Oh, i figli di Giona. - Ti stavamo cercando.
Comincia la danza di Miriam, non puoi perdertela.
Certo. Andiamo a mostrare a tutti come si balla.
Non credo sia una buona idea.
- Perché? - Andrea ha quattro piedi sinistri.
Quattro? Perché quattro?
Quando balla somiglia a un asino sui carboni ardenti.
Oh, Andrea. Non lo smentisci?
Non ho mai visto un asino sui carboni ardenti.
Deve essere davvero molto doloroso.
- Figlio mio. - Visto, Andrea?
Persino mia madre si unisce a noi per la danza di Miriam.
Hanno finito il vino.
- Ma è solo il primo giorno. - Sì.
Ed è finito. Non ce n'è neanche una goccia.
Perché lo dici a me?
La festa non può finire così. La famiglia di Asher sarà umiliata.
Ragazzi, andate dagli altri. Vi raggiungo subito.
Madre, non è ancora il mio momento.
Se non ora, quando?
Ti prego.
Fate come dice lui.
Riempite con acqua queste giare.
Non si è spiegata bene. Abbiamo finito il vino, non l'acqua.
Queste giare sono grandi come quelle del vino?
Ad occhio e croce, sì. Basta riempirle fino all'orlo.
Sei un uomo molto responsabile, vero?
Questa è una crisi, e credevo avessi una soluzione.
Sai perché le giare per la purificazione sono fatte di pietra?
- Cosa? - Hai sentito bene.
Perché la pietra è pura.
Non si macchia e non si rompe, e non può diventare impura.
Esatto.
Riempi d'acqua queste giare, fino all'orlo.
- Perché? - Avete sentito. Prendete l'acqua.
Veloci. Dite a tutti di interrompere il lavoro e di aiutarvi.
Dalle istruzioni che mi hai dato, non vedo una soluzione logica al problema.
A volte le cose stanno così, Tommaso.
Che hai detto?
Non ti biasimo.
Fai bene a fare domande, a cercare di comprendere.
Non c'è tempo per questo.
Conosco un uomo come te a Cafàrnao.
Sempre a contare, sempre a misurare.
È il mio mestiere.
Penseranno che stasera ho lavorato male.
Vieni con me.
Ti mostrerò un modo nuovo di contare e misurare.
Un modo diverso di vedere il tempo.
Dove sei diretto?
Non credo di capire.
Continua a osservare.
Dinah.
Abner. Spero che la serata sia piacevole.
Dove sono finiti i servitori?
Questo non lo so, ma vado a cercarli, vado subito.
È arrivato il momento di fare un altro giro di vino.
- L'ultimo è stato quasi un'ora fa. - Sì, beh, ecco…
Di sicuro non è terminato, Dinah?
Sono mortificato, non vi preoccupate. Me ne occupo immediatamente.
Stanno per servire un giro di vino. Grazie per avercelo ricordato.
Anche tuo padre era un muratore come te?
Era un fabbro.
Gli ho spezzato il cuore.
Ho cominciato a fare il tagliapietre a nove anni e…
Un uomo si deve staccare dal padre.
Fare il muratore dev'essere più faticoso.
Non più faticoso, è solo…
Più definitivo.
Quando un fabbro ha bisogno di cambiare uno zoccolo,
o un vomere, o il manico di una pentola,
deve solo rimettere il ferro nel fuoco e dargli la forma adatta allo scopo.
Sono piene.
Ora tutti fuori, per favore.
Solo un minuto, Tommaso.
Ma dopo che una pietra è stata tagliata, non c'è modo di tornare indietro.
La prima scelta comporta altre scelte.
Quello che era solo un blocco di calcare o di granito
inizia un percorso verso la trasformazione.
E non sarà mai più lo stesso.
Sono pronto, Padre.
Andate a prenderlo e servitelo al maestro di cerimonia.
Oh. Finalmente.
- Quello di prima è finito, signore. - Bene, assaggiamo.
Fermate la musica!
Fermate la musica!
Tutti quanti, ascoltate. Ho una cosa importante da dirvi.
Mi rivolgo prima alla famiglia dello sposo e alla famiglia della sposa.
In tutti i matrimoni a cui ho assistito, il vino migliore è servito per primo.
E dopo, quanto tutti hanno bevuto, nel vivo della festa,
viene servito il vino peggiore, quello economico.
Perché a quel punto, chi ci farebbe caso? Ho ragione?
Ma voi…
Avete scelto di servire adesso il vino migliore che abbia mai provato.
Ringraziamo le famiglie per questo gesto nobile e non necessario!
Che l'unione di Asher, figlio di Rafi e di Dinah,
con Sarah, figlia di Abner e di Helah, sia pura e feconda come questo vino.
Che tu sia benedetto, Signore, nostro Dio, re dell'universo,
Tu che crei il frutto della vite.
Ad Asher e Sarah!
Ad Asher e Sarah!
Qualche problema?
Sì.
Mi sbagliavo.
Pesce.
Vino. Dopo che c'è?
Qualche suggerimento?
Qualsiasi cosa. Dico davvero, facciamolo.
Ti seguirei fino in capo al mondo.
Lo spero, Simone.
Ma se non ricordo male c'è un problema.
Qualcosa a proposito… dei piedi di Andrea.
I piedi di Andrea!
Ma prima lo dobbiamo giudicare, no?
- No, non posso! - Temo sia necessario.
No, no, non posso.
Dai, Andrea. Puoi farcela.
Allora, lo aiuterai?
Certi miracoli non posso farli neanch'io.
Per stasera abbiamo finito.
Ma lui chi è?
Non posso fingere di non aver visto un miracolo.
Grazie, Dinah.
Ce ne ha dato più del necessario.
Mi ha invitato a seguirlo.
Mi ha detto di raggiungerlo a Samaria tra dodici giorni.
A Samaria.
Congratulazioni.
Grazie.
Non so cosa pensare.
Allora non farlo.
Soltanto per una volta nella tua vita, non pensare.
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