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Vieni qui. Ci sono io.
- Mi dispiace tanto. - Tranquilla.
Mi dispiace che tu non fossi qui.
Non so come faremo. Come faremo?
Oddio. Bisogna scegliere i fiori. - Sì.
Non ci credo che sono per il funerale di tuo padre.
Lo so.
Perché ti sei trasferita? Non capisco.
Insomma, con il lavoro che avevi...
Caspita, io avrei ucciso per quel lavoro.
Ti ringrazio dell'appoggio e dell'entusiasmo. Davvero.
Ti voglio bene. Metto giù queste.
- Gigli. - Cosa?
I fiori per il funerale.
Oh, gigli.
Sono contenta che tu sia a casa.
Anch'io.
Ti amava molto.
Chi?
Tuo padre.
Lo so. Io...
Sì, lo so.
Come va con l'elogio funebre?
È una delle cose più belle che non ho mai scritto.
Ti basta dire cinque cose che amavi di lui.
Non è la lista della spesa.
Solo cinque cose.
È semplice.
Dal cuore.
Sarai fantastica. Sarà fantastico.
Siamo qui per rendere onore all'illustre, generoso Andrew Bloom.
Amatissimo sindaco di questa bella cittadina.
Marito della sua adorata Jenny.
E padre della meravigliosa, dolce Lily.
Lily, vieni qui sul podio, cara.
Buongiorno. Grazie di essere qui.
In omaggio alla vita di mio padre, vorrei condividere con voi
le cinque cose che più amavo di lui.
Lui...
Mi dispiace.
SIAMO NOI A DIRE BASTA
È una sedia robusta.
Ah, sì?
Scusa.
Giornata difficile.
Ti spiace scendere da lì?
Sto... Sto bene qui, grazie.
Mi rendi nervoso, seduta sul bordo.
Per favore?
Ciliegina sulla torta?
Sto bene.
Non è...
Ho letto che le ciliegie al maraschino restano nello stomaco per sette anni.
O sono cancerogene. Non ricordo.
Non la sapevo, questa cosa.
Forse me la sono inventata, però...
fanno schifo.
Sì, decisamente.
Cos'è successo?
Scusa?
Come mai... Non volevo, ma...
È per una donna?
O un uomo?
È per una sedia, vero?
Sì.
A che piano abiti?
Prima tu.
Attico, vicino a mia sorella e al marito.
Che lavoro fai?
Il neurochirurgo.
Fa ridere?
- Oh, Signore, dici sul serio. - Sì.
Oh, mio...
Oh, mio Dio. Ma dai. Scusami tanto.
Scusami, davvero. Hai passato troppo...
Scusa.
Hai passato troppo tempo a studiare per riderci su.
Sono tremenda. Scusa.
Ti credevo un patito di criptovalute.
Un patito di criptovalute?
O, non so, forse un prostituto molto costoso.
È vero, sono costoso.
Scordati i baci sulla bocca.
Come mai non ti ho mai vista?
Non mi sono mai fatta operare al cervello.
E poi non abito qui, perciò...
Sei entrata di soppiatto?
C'è una bella vista.
È vero.
Come ti chiami?
Lily.
- E tu? - Ryle.
E poi?
Kincaid.
Te lo sei inventato.
- E perché? - Cioè... Va bene.
Il tuo cognome?
Non importa. Non serve.
- Solo il cognome. - È stato un piacere.
- Attento. - Sarebbe cortese
dirmi il tuo cognome. Non sono uno stalker.
È che... È un po' imbarazzante.
Com'è?
Bloom.
- Ti chiami "fior di giglio"? - Sì.
E c'è di peggio.
- Te l'assicuro. - Non è possibile.
Non mi va di parlarne,
è troppo imbarazzante.
Sono fissata con i fiori.
- Sto per aprire un negozio. - Di fiori?
Sì, è da sempre il mio sogno.
Smettila. Te l'avevo detto.
Lily Bloom, la fiorista.
Non sembra inventato, no.
Se va male, puoi ripiegare sul secondo nome.
- Violetta. - Fidati.
- Petunia. - Basta.
Di campo.
- Erba strega. - Blossom.
"Bocciolo." I tuoi ti odiano.
Forse non lo sapremo mai. Mio padre è morto lunedì, quindi...
È per questo che sono salita qui,
per piangere e, magari, incontrare un ricco neurochirurgo.
Insomma...
Mi dispiace.
Sarei potuta tornare a casa in tempo, prima che morisse, ma...
non l'ho fatto.
Cavolo.
Già.
Sai com'è, le nude verità non sono sempre piacevoli.
Ho visto morire un bambino oggi.
Aveva sei anni.
Il fratello aveva trovato una pistola e per sbaglio è partito un colpo.
Ho tentato di tutto.
Non è giusto dover...
Non oso pensare cosa significherà per il fratello.
Ha la vita distrutta. Ecco cosa significa.
Dai, dimmene un'altra.
Un'altra nuda verità. Mi piace.
Dai.
Io... Non lo so...
- La mia prima volta fu con un senzatetto. - Ma dai.
- Sul serio. Ero alle superiori. - Racconta.
Credo sia più corretto "temporaneamente senza fissa dimora".
- Non dovevo dire... - Eviti la domanda.
- Cosa dovrei raccontare? - Dettagli succosi.
Avevo un amico, Atlas.
Era gentile, incredibilmente in gamba,
solo che aveva avuto molta sfortuna.
Sono geloso di un senzatetto.
Caspita.
Basta così. Adesso...
tocca a te.
Non si può battere la tua storia.
Era sexy e inquietante insieme.
Scioccami. Di' quello che ti pare.
Voglio fare sesso con te.
- Cosa? - Dovevo scioccarti.
Cosa?
Quante... Scusa.
Quante donne hai conquistato così?
- Le relazioni non sono il mio forte. - L'avevo intuito.
Ma come lo sai se non le provi? È come con i carboidrati.
- Perché rifiuti l'idea? - Dei carboidrati?
Non sembri un ingordo.
Grazie.
L'amore non fa per me.
Il piacere sì.
- Mi sa che ti perdi qualcosa. - Davvero?
Non hai risposto alla mia domanda.
L'ho scordata, la domanda.
Quante donne hai conquistato così?
Tutte.
Ecco, io...
Non posso... Io...
Devo rovinarti il record.
Sono il tipo da presentare alla mamma.
Fino a dove ti spingeresti?
Non saprei. Sono poco attendibile.
Mettimi alla prova.
Troppo?
Così?
Dipende da cosa succede dopo.
Cazzo.
Sì?
No, non dovrei...
Prepara la sala. Opererà Tom sotto la mia supervisione.
Tra dieci minuti sono lì.
- Porca miseria. - Lo so. Scusa.
No, intendevo: porca miseria, mi sono appena resa conto
che sei davvero un neurochirurgo.
- Ti avevo avvisato. - Congratulazioni.
- È fantastico. - Sì.
È... Sai, io...
Ci si vede.
Davvero?
È stato bello conoscerti, Lily Blossom Bloom.
È stato bello conoscerti, Ryle Siegfried Kincaid.
Mi piace.
Cazzo.
CARA ELLEN, PRIMA DI DIRTI DI OGGI,
HO UNA NUOVA IDEA PER LO SHOW: "ELLEN A CASA".
Grazie.
Grazie.
Non so a cosa ti riferisci.
Perché stai in quella casa?
Mamma mi ha cacciato.
Perché?
Perché...
le piace stare con tipi che la picchiano.
Che hai fatto alla mano?
Dio, si sente la puzza da qui.
Si è messa in mezzo.
I miei sono al lavoro fino alle cinque,
quindi se vuoi farti una doccia o...
non so, fare il bucato,
- per me va bene. - Sì.
Certo.
Il tuo entusiasmo è contagioso.
- Avete sentito il terremoto nel weekend? - Sì!
- Davvero? - Sì!
Grazie dei vestiti.
Figurati.
Mio padre non se ne accorgerà. Non li mette mai, i jeans.
I miei torneranno solo tra un'ora o giù di lì,
se vuoi guardare la TV o che so io...
Cosa vuoi fare dopo il diploma?
Inizierò l'addestramento di base a maggio.
Addestramento. Cioè?
Nei Marines.
Scusa.
Scusa. È che, vestito così...
Con i vestiti di mio padre sembri Ned Flanders.
Tu sembri una carota.
- Oh, mio Dio. - Già.
- Mamma... - Se non va...
...sai che le sfide mi stimolano.
Ho detto "se".
"Dati scioccanti per le vendite di fiori..."
Perché dovrebbe andar male?
- "...il 45% dei nuovi negozi..." - Mamma.
Lo stai leggendo su Google?
Ovvio. Dove, se no?
Io e Google siamo preoccupati per te.
Beh, arrivate tardi. Sto ritirando le chiavi.
- Ti voglio bene. Coraggio, ce la farai. - Scusi! Salve.
Va bene, mamma. Sei delirante. A dopo. Ciao.
Salve. Mi scusi tanto.
- Mi sono appena trasferita. - Buona fortuna.
Grazie.
Salve.
- Buongiorno. - Salve.
- Scusi. Salve. - Chiedo scusa.
Non...
Non la sento. Salve.
Le serve aiuto?
E a lei?
Come, scusi?
Il cartello in vetrina dice che cerca aiutanti.
Mi dispiace tanto. Non l'ho messo io.
- Sono qui da poco. - Immaginavo. È vecchio.
Passo sempre di qui e sono fissata con questo posto.
Volevo vederlo dentro,
mi chiedevo: "Chi lo prenderà?"
- L'ha preso lei, giusto? - Sì, io.
- È la titolare? - Sì. Lily.
- Allysa. - Piacere. Scusa. Che schifo.
Piacere di conoscerti.
Quindi, cerchi un'aiutante?
Al momento non assumo.
Ho le chiavi da pochi giorni
e sto ancora cercando di capire che cosa fare, quindi...
Posso chiedere che cosa venderai qui?
Fiori.
Chiedo scusa.
Ho un problema con...
Mi si legge tutto in faccia. Odio i fiori.
Odi i fiori?
- Sì. - D'accordo.
Perché non regalarmi qualcosa di vivo,
non qualcosa che sta per morire?
Mi crea solo fastidi, me ne devo occupare,
ma, ripeto, è il mio punto di vista.
I negozi di fiori mi deprimono. Ma è una cosa mia.
Auguri. Scusa ancora.
Anch'io li trovo deprimenti.
Ho la sensazione che...
È come se la bellezza insita nei fiori...
È assurdo.
La bellezza insita nei fiori è andata persa. Giusto?
Ormai si ordinano da asporto...
- Sì. - Vero?
È questo che intendevi.
Vanno sottolineati il dolore, la tensione e...
il fatto che siano effimeri e raccontino una storia...
Per me sta in questo la loro bellezza. Ed è ciò che vorrei fare qui.
È una cosa splendida.
Se è questo che vuoi fare, sono con te. Magnifico.
Grazie.
Allora...
- Ti faccio i miei auguri. - Grazie.
Io sarò appostata qui in giro.
La mia prima cliente.
- Bene. Che meraviglia. - Spero di vederti...
Sì. Ciao.
Senti...
Non so, questo...
Sì, mi serve aiuto. Vuoi un lavoro?
È proprio quello che speravo entrando qui.
- Sì. - Oddio. Va bene.
Magnifico. Ottimo.
Oggi devo finire presto. Ho una cena.
- Oggi? - Sì.
Ormai lavoro qui.
- Perfetto. - Ottimo.
- Mi basta un posto pulito per la ragazza. - Ecco fatto.
- Così... - Grazie mille.
Qui dentro mi ricorda Ghostbusters.
CERCASI AIUTANTE
Incornicialo.
Hai visto?
È tutto attaccato! Non posso guardare.
Sì. Sì.
A BOSTON TUTTO È MIGLIORE
Sembri il dottor Frankenstein dei fiori.
Ci siamo.
Non ce l'ho. Aspetta.
- Ecco. - Aspetta. È mio marito. Gli chiedo aiuto?
- Sì. - È da deboli?
- Ce la fai? - No.
Per niente.
- La partita è finita. - Ciao.
- Dove sei? - Col mio capo.
Ci serve aiuto.
Non dire "capo", non mi va. Compriamo il negozio e sarai tu il capo.
Sei in vivavoce.
- Già. - Ciao.
Ciao.
Ti avverto, indossano le tutine.
- Danno la birra gratis a chi è in tutina. - Ti vedo.
- È solo per le partite. - Sono qui.
Sì.
Amore, sei uno schianto.
Porta anche mio fratello.
Non rispondo dei due che stanno per entrare, ti avverto.
- Ciao. - Ciao.
Sei bellissima.
- Lei è Lily. - Ciao. Lily. Piacere.
- Mio marito, Marshall. - Prima scherzavo.
Mio fratello, Ryle.
Ciao.
- Ciao. - Lily.
Lily Bloom.
Sì.
Vi conoscete?
- Un pochino. - Noi...
Ci siamo conosciuti mesi fa.
Ci siamo scambiati delle nude verità.
- Ecco... - Siamo adulti.
- Ti è uscita male. - Parole tue.
Sei stata tu a dire "nude verità".
Abbiamo solo parlato.
È così che si dice oggi?
- Noi parliamo di continuo. - Bene.
- Quasi tutti i giorni. - Ottimo.
Ti faccio vedere il lavoro fatto qui.
- Parliamo? - No, ragazzi...
- Vieni qui. - Parlo con tua sorella.
È davvero fantastico.
Ci si rivede.
Mi fa piacere.
Quindi è qui che lavora mia sorella perché si annoia?
Noi preferiamo dire che si sente ispirata,
però sì, è...
Sai... Sì.
Sì.
Pare che allora ci vedremo un po' più spesso.
Davvero?
Sono incredibili.
Grazie mille.
Di giorno sei ancora più sconvolgente.
Tu lo stesso.
Ragazzi, ho un'idea.
Andiamo a fare baldoria.
Sono risalito sul tetto, sperando di trovarti.
Voglio rivederti.
Ora mi vedi.
Sai cosa intendo.
Dai, dai.
È una pessima idea, vero?
Per via di mia sorella, del tuo negozio.
Forza, Lily!
Sì, è una pessima idea.
- È tua. - Tocca a te, amore.
Lei è off-limits. È mia.
Ti vedo.
È vero.
Allora restiamo solo amici?
Mi piace.
Sì, amici.
- All'amicizia. - Sì.
Da qualche parte è sabato. Dai.
No, aspetti. L'Uber sta andando via.
Io vado a casa, tesoro.
A Singapore è l'ora del brunch.
- Ti accompagno. - Non importa.
- Abito vicino. - Sei di strada.
- Abiti dove abitiamo noi. - Sottigliezze.
Solo perché se mi uccidono ti senti in colpa.
Non pescare dove io nuoto, Ryle.
Ti voglio bene. A domani, Lil.
Sei gentile ad accompagnarmi,
- ma non... - Ti penso di continuo.
Sono qui.
Beh, è questo il problema.
Solo amici, si era detto.
È vero.
Ore fa.
Posso baciarti?
- Mio Dio. Sei insistente. - Solo una volta.
Così poi passerò oltre.
- Basterà? - Un bacio.
Va bene. Tanti auguri.
È un sì?
Solo uno?
Solo uno.
Adesso passerai oltre?
Torno a casa da sola.
Ciao, amico.
- Qui basta? - Sì.
Là ne serve un po' di più.
Protegge le radici dalla neve
o dal gelo o altro.
Le radici sono la parte più importante.
- Davvero? - Sì.
Non lo sapevo. È forte.
Ne vuoi?
Grazie. Volentieri.
Com'è nata la passione per le piante?
Se me ne prendo cura come si deve,
mi ricambiano con fiori e ortaggi.
Altrimenti, appassiscono e muoiono.
Un po' come noi.
E quella quercia?
Non ha bisogno di nessuno.
È capace di cavarsela da sola.
Resta sempre in piedi.
È forte e resistente...
Sopravvive perché è una cavolo di quercia.
- Mi hai messo in imbarazzo. - Tesoro, ti prego.
- Ti piace farti notare. - C'è Lily di sopra.
Tesoro, ti prego. No!
Ieri sera li ho sentiti...
tuo padre e tua madre.
Non... Sì, va bene.
Capita spesso?
Mi dispiace.
Fai tu gli onori?
No, fa' tu. Io me la godo da qui.
È quello che speravo.
Aspetta.
Oh, mio Dio.
- È pazzesco. - Congratulazioni.
- Non ce l'avrei fatta senza di te. - Santo cielo.
Chissà cosa mi ero messa in testa. Meno male.
È incredibile.
È perfetto. Ti rispecchia. È perfetto. È fantastico.
E se non viene nessuno?
Non fare così. Verrà tua madre.
- Oh, mia madre. - Arriva apposta.
Sì, ma quanto sarebbe deprimente
se l'unica cliente fosse mia madre?
Nel pomeriggio verrà Marshall. Fanno già due, sei a posto.
Eccoci qui.
Già.
Non sembra neanche lo stesso negozio.
Complimenti.
- Come sta andando? - Abbiamo aperto adesso, ma...
Vuol dire che tuo fratello è il primo cliente ufficiale?
Solo se compri diventi un cliente.
Tu stai gironzolando e basta.
Buongiorno.
Va bene. Prendo questi.
Fate consegne?
- Sono per una ragazza? - Sì.
- Forse li manderà indietro, conoscendola. - Bene.
Il biglietto: scrivi il messaggio
e dietro metti nome e indirizzo.
Porterai la ragazza misteriosa alla mia festa?
Devo saperlo per organizzarmi.
Non lo so.
Tu vai, Lily?
Sì, certo.
- Sì. - Sì.
Per forza. È la mia migliore amica.
- Va bene. - Grazie.
Quant'è?
Cinquantuno.
- Tieni. - Grazie.
- È un gran momento. - Eccome.
Grazie mille del servizio... dell'acquisto.
Grazie.
Complimenti.
Fuori. Grazie.
- È stato un piacere. - Ciao.
Ciao.
Oh, mio Dio. Che scemo!
Ha messo il nome del nostro negozio come indirizzo di consegna.
Un inizio bizzarro.
TI PENSO DI CONTINUO, AMICA
- Caspita. - Buon compleanno.
- Sei venuta. Che bella! - Mi sono persa qualcosa.
- Cos'è? - La mia... È una lunga storia.
Benvenuta.
Ragazzi... Casa vostra...
- È incredibile. - La nostra umile dimora.
Volevo qualcosa di discreto per lei.
Oh, mio Dio.
Non l'ho neanche sposato per i soldi.
- Non ti interessano. - No.
- Sei la mia metà. - Sì.
All'inizio ero al verde e guidavo una Camry.
La guidi ancora, no?
- L'auto migliore del mondo. - Infatti.
Non cambio idea.
Vuole sembrare alla mano.
- Funziona. - Sono un uomo del popolo.
Auguri. Prendo da bere.
- Torno subito. - Grazie.
Sì, sei un uomo del popolo.
Grazie.
- Non hai gradito i fiori? - Smettila di flirtare.
Mi dà uno scotch? Grazie.
Non posso.
Non eravamo amici?
Infatti.
Scusa. Rivorrei la mano. Grazie.
- Ciao. - E dai.
- Che c'è? - Che stai facendo?
Niente.
Devi smetterla. Smettila di fare così.
- Per favore. - Così come?
Devi smetterla di fissarmi in quel modo e...
- Ti sto solo guardando. - Va bene. Mi stai solo guardando.
- Non passare in negozio, e niente fiori. - C'è mia sorella.
Smettila di seguirmi dappertutto, stasera.
- Mi fai sentire... - Stai zitta un momento?
Tu mi piaci.
Quanti anni hai, cinque?
Ci sto provando sul serio.
Continua.
Andiamo in un posto più appartato?
A parlare?
A parlare.
No, fermo.
Vuoi che mi fermi?
Però, sì. Niente sesso. Non stasera.
Lo so.
Non mi va un rapporto occasionale, so che è il tuo stile,
ma non cambio idea. Mi dispiace.
Non posso farlo.
Tutto bene? Che fai?
Mi preparo per la notte.
Dormiamo.
Scusa... cosa?
Dormiamo.
Oh, mio Dio.
Ti spiace?
Hai un pigiama per me?
Mi sa che questo non l'hai mai fatto.
Me l'ero immaginato più sexy.
I pantaloni?
Puoi farcela.
Che saputella.
Buona notte, Lily Bloom.
Ryle, sono un tesoro e ti ho portato il caffè.
Ciao.
Capisco. Non è grave come sembra.
- Sembra molto grave. - Lo è.
Non sono affari miei.
Allora... io vado.
Ti dirò solo una cosa.
Quest'uomo cambia donne come se fossero abiti.
- Stavolta è diverso. - Sì? Ottimo.
Nel caso ovviamente non fosse così,
sappi che, se da lui non vuoi niente, hai fatto la scelta giusta.
Ma se vuoi un po' di romanticismo e una relazione,
lui non è adatto, e non dipende da te.
Ti voglio bene.
- Sì. - Ma sappi...
Frequentiamoci.
Cosa?
Frequentiamoci.
Io non...
Cosa vorrebbe dire?
Adesso vado.
Ti chiedo scusa, davvero, ma stavo solo portando il caffè
e adesso sono molto in imbarazzo.
Tu non toccarlo.
È per te.
Me ne vado.
Una persona normale andrebbe dritta in terapia.
Che cosa vuoi dire?
Voglio provarci.
Voglio provarci.
Pensi di potercela fare?
CENA. LUOGO PRIMO INCONTRO. ELEGANTE.
Non ne ho idea.
Ma voglio baciarti ancora.
Questo si può fare.
Ma non farmene pentire.
Buongiorno.
Ti sei già lavato i denti. Non vale.
Scusa. Devo attaccare presto.
Ci vediamo stasera?
Non stasera. Mia madre è in città.
Vuole provare un nuovo ristorante, Root.
È il suo ultimo desiderio.
Tua madre è in città?
Sì. Ma in realtà non sta morendo.
- Dicevo tanto per dire. - Non me ne avevi parlato.
Scusa. Non pensavo volessi saperlo.
C'è posto per un'altra persona?
Che c'è?
Vuoi conoscere mia madre?
È un problema?
Non credo sia una buona idea.
No, cioè...
Non è a causa tua,
ma sua. Quella donna...
Voglio conoscere la madre della donna che amo.
Scusa, hai scordato questo. Ciao.
Aspetta, non è mio.
Lo so.
È che ti amo anch'io.
Farai tardi.
Dimenticami, santo cielo!
Sono impegnata!
L'hai fatto tu?
Sì.
Ho usato un rametto della tua quercia.
Nel caso te lo scordassi.
Forte e resistente.
Grazie.
Che schifo. Così si prende la rabbia.
Alzati.
- Alzati. Alzati. - Smettila.
Dai.
- Ti piace cucinare? - Sì. Moltissimo.
La necessità aguzza l'ingegno.
Che profumo. Cosa fai?
Biscotti con cioccolato fondente e marshmallow arrostiti.
Buoni.
A Natale mia madre ce li comprava sempre.
Ne andava matta.
Dimmi, prima mi hai baciato perché ti andava veramente
o più che altro per ripicca nei confronti di Katie?
È che...
ho bisogno di un po' di chiarezza.
Mi andava.
È mio padre.
- Devi andare. - Cosa?
- Vai, subito. - Ricorda i biscotti.
Ho capito. Adesso vai.
- Dal retro. - Dodici minuti.
Vai, vai.
- Ciao! - Ciao!
- Come va? - Bene.
- Tutto bene oggi? - Sì.
Alla grande.
Ottimo. Sei impegnata?
Sì...
È una buona cosa.
Ho fatto i biscotti.
Già.
Sì, comincio a...
- Che avvenimento. - Già.
- Vorrei non volerti tanto bene. - Io lo stesso.
Me ne lasci un po'?
- Certo. - Promesso?
Sì, promesso.
- Guarda che posto! - Sì, straordinario.
- Siamo con lei. - Certo.
Ti chiedo scusa in anticipo.
Preparati.
Ciao, mamma.
- Adoro questo posto! - Bello, vero?
Mio Dio! È bellissimo.
- Ordiniamo i cocktail. - Sì.
- Salve. - Salve.
Lui è il mio amico Ryle, con cui adesso vado a letto.
- Ryle Kincaid. Piacere. - È un vero piacere.
- L'hai detto ad alta voce. - Sì, lo so.
Sai Allysa, che lavora con me? Lui è suo fratello.
- Sì! Adesso noto la somiglianza. - Già.
- Abbiamo preso entrambi dalla mamma. - Ecco. Ti odio.
È quello che dicono tutti di me e Lily.
È vero, si vede.
Sì. La mela non cade lontano dall'albero.
- Quanto sei fortunata, Lily! - Molto.
E quanto sono fortunato io!
Oh, mio Dio.
Con permesso. Ho l'abitudine di lavarmi spesso le mani.
- Mi basta... - Vai.
- Vado. Ciao. - Lasciaci in pace.
- Oh, mio Dio. - Mamma, non serve fare così.
Non mi avevi detto che stai con un uomo bellissimo.
In compenso ha un bel carattere, quindi...
Chi è? Dove lavora?
- Non fare così. - Così come?
Sono... Sono tua madre.
Al Boston Grace.
- Smettila. Per favore. - Benvenute.
- Vi porto da bere? - Sì, ho bisogno di alcol.
Vorrei provare un Negroni. Dicono sia delizioso.
- È vero. Un Negroni. - Grazie.
A lei cosa porto?
Io... Faccia lei.
- Che mi sono perso? - Per caso fai il medico?
Sì. Tra poco eseguirò un intervento rarissimo.
Oh, Signore. È pericoloso?
- È rischioso. Stiamo... - È una cosa straordinaria.
Lui è straordinario.
- Hanno cinque anni. - Grazie infinite.
Dimmi di Boston.
I miei anni più belli.
- La cucina lì è eccezionale. - Ah, sì?
E anche il porto.
Mio zio a volte mi ci portava a pesca.
Ti manca, pare.
Sì.
Dopo i Marines, andrò a vivere lì.
A Boston tutto è migliore.
Tranne le ragazze.
A Boston non ci sei tu.
Mi mancherai.
Tu lo stesso.
Non so come hai fatto.
Ma sei diventata la mia persona preferita.
Tu lo stesso.
Che c'è?
Sei sicura?
Sì.
Sì.
Non ho il preservativo.
- Ce l'ho io. - Davvero?
Li hanno dati a scuola.
Non l'ho mai fatto.
Tranquilla. Non sono esperto. L'ho fatto una volta sola.
Li studio fin dalla nascita.
Continuate pure. Faccio un salto in bagno.
- Va bene, tesoro. - Sì.
Voi fate conoscenza. Torno subito.
Lily Bloom.
Atlas.
Sei...
E tu...
Grazie.
Mia madre non ti ha riconosciuto e...
- Meglio così, credo. - Sì, infatti.
Cosa fai di bello?
Lavoro. Vivo.
Io lo stesso.
Già.
Poi ti sei arruolato o...
Sì. Ho prestato servizio per otto anni.
Poi sono venuto a Boston.
Cosa...
Tu cosa ci fai a Boston? Sei di passaggio o...
Ci vivo.
Già. Qui tutto è migliore.
Lui è il tuo... compagno?
Sì, Ryle. È davvero speciale.
Ti piacerebbe.
- Sono felice per te. - Grazie.
Tu hai qualcuno? Sei sposato?
O hai una ragazza, insomma qualcuno?
- Sì. Cassie. - Sì?
È fantastica.
Che bello.
Stai benissimo.
Non voglio metterti nei guai.
Come ti trovo?
- Se volessi trovarti. - Ho aperto un negozio di fiori.
Lily Bloom's.
- Ma certo. - Nel quartiere di Back Bay.
Puoi venire a cercarmi un giorno o l'altro, o...
- Sì. Adesso devo... Sai com'è. - Sì.
- Sto lavorando. - Vai.
Vado. Ciao.
- ...un intervento raro. - Lily?
Cosa bevi?
Vino, grazie.
Niente vino. Hai la tutina.
- Non danno vino gratis. - Giusto.
- Quello che prendi tu. - Bingo!
Tre birre e acqua per la mia amata.
Aspetta, acqua?
Ebbene sì.
Non volevamo dirvelo qui...
Smettila.
Sapete...
Sto per diventare papà!
- Io sarò la mamma. - Sì!
Sto per diventare papà!
- Cosa? - È pazzesco, cazzo! Lo so!
Sono papà.
Sarai una grande mamma.
Ad Allysa, che ha 11 mesi meno di me
ed è il mio modello di persona adulta.
- Salute. - Salute.
Undici mesi? Non sapevo foste così vicini.
Sì. Tre figli in tre anni.
Povera mamma.
Tre? Avete un fratello?
Sì.
Avevamo un fratello maggiore, Emerson.
Morì quando eravamo piccoli.
Mi dispiace tanto.
Gol!
Buongiorno.
Ti piace la frittata?
Che succede?
Mi sembra di essere in un porno. Cosa fai?
Sai cucinare?
No.
Bene, cominciavo a sentirmi un po' in soggezione.
Troppo bello per essere vero.
- Per te. - È mio? Grazie.
Mi piace bere dopo una sbornia. Versa pure.
Veramente...
È per festeggiare l'intervento di domani.
Oh, mio Dio.
Scusami.
- Dove ho la testa? - Non importa.
Sì che importa. Scusa.
- Scusa. - Cosa significa? Il cuore.
Niente. Solo...
È una stupidaggine.
Niente? I tatuaggi hanno tutti un significato.
Lo so.
Ma è una stupidaggine dei tempi del liceo,
non so perché ce l'ho ancora.
È tra le parti che preferisco.
Amore?
Devo dirti una cosa.
La frittata brucia.
Verrà perfetta.
Quali sono le altre parti di me che preferisci?
La glabella.
- Il posticino qui in mezzo. - Smettila!
- Cazzo! - Mi spiace, te l'avevo detto.
- Amore, serve il guanto. - Cazzo!
Ci infili la mano?
Amore.
- Cos'è successo? Cos'è successo? - Tranquilla.
Mi dai un momento?
- Solo un momento. - Cazzo!
Stai bene? Scusa.
- La tua mano. - Non ti preoccupare.
Amore, l'intervento.
Stai bene?
Credo di sì. Non so.
Fa' vedere.
- Cazzo. - Lo so. C'è la botta.
Che macello, lo sapevo.
Scusami.
- È stato un incidente. - Io non...
- Cosa abbiamo fatto? - È stato un incidente.
Sto bene.
- Mi dispiace tanto. - Ciao.
- Scusa il ritardo. - Smettila.
- Sono un disastro. - Ecco, tieni.
Grazie.
- Com'è andato il matrimonio? - Un disastro anche quello.
- No, solo... - Era una festa di nozze, no?
Il disastro è che quei due si sono sposati.
- Ma sono adorabili. Si meritano a vicenda. - E i fiori?
Erano favolosi.
Scusa. Com'è andato...
Com'è andato l'intervento? E la mano?
- È stato grandioso. - Sì?
- Sì. - Davvero?
Sì. C'è stato un momento...
Allysa e Marshall hanno fatto un pasticcio. Si va da Root.
Dove siamo andati con tua madre.
- C'è stato un momento... - Aspetta. Perché?
Non lo so.
Volevo provare il posto nuovo...
- Sanno che ci è piaciuto. - ...e lì siamo già stati. Li chiamiamo?
- Sono già lì. - Lo so.
- Hanno ordinato. Conosci mia sorella. - Volevo provare l'altro. Scusa.
- Lo proveremo. - È che amo mangiare bene.
E io sono un abitudinario. Ordinerò le stesse cose.
Perfetto. Lì si mangia bene, quindi...
Che c'è?
- Ciao. - Ciao.
Scusa. Settimana pesante.
Ma non serve che mi lamenti con te. C'eri.
Già.
Voglio sapere tutto.
- Ciao. - Ciao.
Ciao.
Scusate il ritardo.
Sedetevi. Tranquilli.
- Sto io qui? - Certo.
- Abbiamo ordinato un mucchio di roba. - Scusate.
- È colpa mia. - Tesoro.
Non avevo...
Ryle mi aveva detto qualcosa, ma non che tu fossi ridotta così.
Ma guardati.
- Non è niente. Non fa male. - Già.
È successo un pasticcio.
Si è fatto male anche lui.
- Insomma... Stiamo bene. - Sto bene.
Mi sento in colpa. È stato un bellissimo pasticcio.
Sì.
E l'intervento com'è andato?
Il giorno più bello della mia vita.
Ventisette ore.
- Ventisette? - Sì.
Io per 27 ore posso fare day trading...
Scelto il nome?
- ...o scommettere. - Scusa, ti ho interrotto.
- Il nome? - Sì, me lo chiedevo.
Pensiamo a qualcosa di potente.
- Grandi autori. - Questa sparata...
R. L. Stine.
Judy Blume.
...guasterà il matrimonio.
- Come va? - Salve.
- Buoni gli antipasti? - Squisiti.
Un morso ed è già il mio ristorante preferito.
- Cosa ha assaggiato? - I cavolini.
I cavolini di Bruxelles.
E a lei cosa piace?
È impossibile scegliere.
Complimenti allo chef.
Grazie. La ricetta è di mia madre.
- Che meraviglia. - Caspita.
- È il mio primo ristorante... - Fantastico.
E apprezzo molto la creatività.
Sono un imprenditore anch'io.
Di cosa ti occupi?
Vorremmo giusto stanziare capitali
in attività locali e un posto così sarebbe grandioso.
Scusa la domanda, ma che margini hai?
Vai alla grande. 13, 14, 15 percento?
Adoro il rimando a tua madre.
Devi trovare i fondi e ingrandirti.
- Tesoro. - L'ho offeso?
No, continua a dire "stanziare capitali".
- Che stronzo, lo chef! - Mi scappa la pipì. Torno subito.
- Vengo con te? - Non serve.
- Hai... - Voi continuate. Torno subito.
- E dai. - Cos'è successo?
Su, dimmelo.
Niente. Lui si è scottato e io sono caduta.
Lo so. Però è stato un incidente. È stato...
- Un incidente? - Sì.
Lascialo.
- Oddio. - Devi lasciarlo.
- Io non sono tua madre. - Lascialo.
Sei come la tua?
Fammi uscire.
- Subito. - Lily.
Smettila.
Che succede?
Fermo.
Toccala ancora e te la taglio, la mano,
- pezzo di merda. - Smettila! Smettila.
Smettila.
Quindi lui è Atlas.
Il senzatetto con cui hai buttato la verginità?
Ragazzi, basta! Basta!
- Per favore! Basta! - Dateci un taglio.
- Per favore. - Dai.
- Basta. - Fuori dal mio locale!
- Basta. Andiamo via. - Fuori dal mio locale!
- Basta, per favore. Andiamo. - Dai.
- Fuori! - Smettila subito!
Permesso. Ryle.
- Aspetta. Per favore. - Cosa ci faceva lui in bagno?
Ha visto il mio occhio e la tua mano, credo.
Gliel'ho detto, che è stato un incidente.
Che c'è?
Io non...
Non lo conosco.
- Eravamo ragazzi. Ora non lo conosco. - Non lui.
Tutti, ma non lui.
- Di cosa parli? - Ti conosco. Non lui.
Promettilo.
Sì.
Non lo conosco.
È la prima volta per me.
- Sono tuo. Hai tutto me stesso. - Lo so.
- Se non è me che vuoi... - È tutto a posto.
Smettila.
- Ti amo, Lily. - Lo so.
Ti amo, Lily.
Ti amo anch'io.
No, smettila, dai. Dai.
Apri la porta.
Devi andartene subito.
- Arrivo. - Apri!
- Vai via. Vestiti. - Chi c'è lì?
Apri...
- Grazie. Auguri. - Grazie di essere passata.
- Arrivederci. - Grazie.
Grazie a lei.
- Che movimento. - Sì.
Abbiamo finito, direi.
Come va?
Va.
- Va. - Guarda che abitino.
Ti spiace se...
- faccio un rapido saluto? - Vieni. Fai una visitina.
Ciao, tesorino. Stai diventando grande.
Domanda.
Se a noi non è permesso tornare in quel ristorante...
Sì?
...perché a lui è permesso venire in questo negozio?
- Io non... - Caffè.
Vado a prendere un caffè. Lo vuoi?
No, sono a posto. Grazie.
- Permesso. Salve. Scusi. - Salve.
Grazie.
- Piacere di rivederla. - Sì.
Ciao.
Ciao.
È un posto incredibile.
Sì, grazie.
Proprio come l'avevo immaginato.
Anche il tuo.
Grazie.
Ma guardaci.
Senti, io...
sono passato il giorno dopo la lite,
ma lui era qui. Non mi sembrava una buona idea.
Volevo solo scusarmi.
Ho perso la testa
e sono stato un cretino.
Mi sento in colpa, scusa.
Non importa. È...
È stato un malinteso, quindi...
Non saprei. Insomma, no, non è stato un malinteso.
Non credo.
Perché oggi? Hai il mio indirizzo da mesi.
- Cosa fai qui? - Sono venuto il giorno dopo.
Passo spesso da questa via.
Già.
Mi dispiace.
Sei felice?
Sì.
- Sì? - Sì.
Non potrei esserlo di più.
E tu?
Mi dispiace.
È il tuo telefono?
Sì.
Cosa fai?
È il mio numero. Nel caso ti servisse.
Non mi servirà.
Però, grazie.
Lo spero.
Senti...
Quello che lui ha detto,
su di noi. Io non ho...
Non ho buttato niente.
Lo so.
C'ero.
Ciao.
Che profumino.
Grazie.
Tu sei felice?
Stai bene?
Sì. Sono solo...
curiosa.
Non lo ero.
Sei tu a rendermi felice.
E tu sei felice?
Credo che non si possa essere sempre felici, ma...
Non è bello sentirtelo dire.
È solo che...
sono presa, tra i miei impegni,
e insomma... la vita, il tempo che passa
- e tutte le decisioni... - Certo.
...che spettano a una donna.
Ma mi ritengo una persona felice per natura.
Dev'essere una strategia di adattamento che ho acquisito da mia madre.
Tua madre?
Mio padre la picchiava.
Cazzo, mi dispiace tanto.
Non me l'avevi detto.
Non è una cosa di cui parlare.
A te ha mai fatto del male?
No. Però ha quasi ammazzato Atlas.
Oh, mio Dio. Mi dispiace.
Oddio.
Che imbarazzo.
Il putiferio al ristorante.
Dev'essere stata dura per te.
Sì.
Amore, io voglio solo proteggerti.
Lo sai, vero?
Quando ti fai male per sbaglio,
se inciampi, mi do la colpa.
È come se l'ostacolo fosse stato lì a causa mia.
- Smettila. - Sono l'uomo più fortunato della Terra.
E potrei fare strage di cuori. Credimi.
Va bene, non voglio saperlo.
Ah, non vuoi? Neanche un po'?
Sono un neurochirurgo tutto muscoli.
L'hai mai visto uno come me? Forse in una soap opera.
A pensarci bene, no, mai.
- È vero. - E sono ricco.
E modesto.
Ci lavoreremo su.
Dio, quanto ti amo.
Lo so. Ti amo anch'io. È questo il problema.
È un problema grosso.
Molto grosso.
Basta.
Ma guardala. Sembra una piccola aliena.
Sì, è perfetta.
Vuoi tenerla?
- Sì. - Lo sapevo.
Ecco.
Va bene. Così.
- Ecco. Ciao. - Così. Bene.
Sei bellissima. Ciao.
Sei mamma.
Sì.
Mia sorella è mamma.
E tu sei zio.
Ce l'hai fatta.
Sono gli ormoni. Non guardatemi.
Voi volete dei figli? Ecco...
- Non dovete decidere ora. - Non ho filtri.
Ma sarebbe bello se crescessero insieme.
Non le chiederò di mettersi in bianco
e darmi dei figli.
A meno che lei lo voglia.
Allora la sposerei oggi stesso.
- È serio. - Santo cielo.
Il profumo di neonata ti dà alla testa.
Sono serio come un aneurisma.
Non fare battute da chirurgo mentre mi chiedi...
Sempre che tu me lo stia chiedendo. È...
- Fa il giro. - È questo che...
- Dammi la bambina. - È folle.
- Fermo. - Aspetta.
No, fermo.
- Lo fa davvero. - Oh, mio Dio.
Possiamo...
Prendi la bambina.
- È nostra. - Da' qua.
- Così. - Ecco, piccola.
Torna giù. Torna giù immediatamente.
Vuoi sposarmi, Lily Blossom Bloom?
Sì?
È davvero...
L'ha fatto davvero.
È un miracolo.
Meno male.
Oh, mio Dio.
- Faremo una festa. - Ti sei sposata senza di me.
E ti ripeto che mi dispiace tanto,
ma un giorno dovrai perdonarmi. Ti sfinirò.
- Mia moglie ti sfinirà. - Impossibile.
Secondo me non dovresti perdonarla.
Basta. Mi metti il telefono in carica?
Non sogno le tue nozze da tutta la tua vita,
ma da tutta la mia vita.
E, scusa, ma mi sento tradita.
Ho capito. Grazie. Ce ne faremo una ragione.
Se non posso vederti all'altare,
voglio vederti contorcerti dal dolore.
- Vuoi farti perdonare? - Sì.
Dammi un nipotino. Anzi, tre. Tre gemelli.
Possiamo cambiare discorso, per favore?
Tutto bene?
Cosa c'è?
Mamma, ti richiamo.
Riaggancia.
Cos'è successo?
Stai bene?
Il tuo telefono è caduto
e si è staccata la custodia.
Ho trovato questo.
Ho chiamato il numero.
- Non era... - Avevi promesso.
- Lo so. - Io non ti mentirei mai.
Lo so. Non è niente.
- Dici che non è niente? - Sì.
Sì.
- Dici che non è niente? - Sì. Te l'assicuro.
Sì.
Non è niente.
Amore, non avevo intenzione di vederlo.
- Te l'assicuro. - Smettila!
- Te l'assicuro. - Basta!
Per favore, ascoltami.
- Non lo aspettavo. - Me l'avevi promesso.
- Parlami. - Smettila!
- Fermati. Per favore. - Basta!
Cerca di non muoverti.
Non muoverti.
Fatto. Sono qui.
- Basta. - Sono qui.
Cosa... Cos'è successo?
Sei caduta dalle scale.
Non toccare.
Sei inciampata e...
E io ho tentato di prenderti.
Stai bene. Stai bene.
- No. - Fa male.
Lo so. Stai bene.
Stai bene.
Lo sai chi sei?
Lily Bloom.
Dove sei?
- A casa nostra. - Io chi sono?
Mio marito.
E cosa sto facendo?
Mi aiuti.
Quante dita sono?
- Cinque. - Cinque.
- E adesso? - Due.
Dimmi che non è niente.
Non è niente.
Sì, vieni qui.
Grazie.
- Sto bene? - Stai bene.
Lily! Oh, mio Dio.
Hai visto? Hai visto la rivista?
Ce l'hai fatta! Guarda.
Siamo nella top ten.
- Siamo... Ce l'hai fatta. - Dov'è?
Dov'è il genio? Proprio qui. Guarda.
- Sei tu. - Oh, mio Dio.
Oh, mio Dio. Chiamo Ryle
e gli dico di comprarne 50 copie.
10 MIGLIORI NUOVE ATTIVITÀ
Hai visto?
- Congratulazioni. - Grazie.
Non ci avevo dato peso: "Il meglio di Boston".
Il meglio di Boston.
Salve.
Amo questo tatuaggio.
Ricordami che cosa significa.
Te l'ho detto.
Non significa niente?
Hai letto l'articolo?
Sì, e tu?
Leggilo a voce alta.
- Non mi va. - Per favore.
Ho preparato la cena, si fredda.
- Leggilo. - E poi non amo certe cose.
"Numero sette,
- un negozio di fiori all'avanguardia." - Vai al numero uno.
Il nostro ristorante preferito.
Senti, amore...
Leggi.
"Al primo posto, come previsto..."
Salta alla fine.
"Il titolare
racconta come è nato Root, il suo gettonatissimo locale.
Da ragazzo intagliai un..."
- Un cosa? - Non mi va...
Leggi.
"...cuore da una quercia, per una ragazza.
Il nome ricorda una cosa che disse lei,
e che resterà tra noi due.
Non poteva chiamarsi altrimenti. È...
dedicato a lei."
Amore...
Vai all'ultimo paragrafo.
C'è di meglio.
- Non mi va... - Leggi.
"Gli chiedo se abbia più rivisto la ragazza
- e lui risponde..." - "...risponde...
'Sì. Prossima domanda'."
Lo ami?
Lo amavo.
Lo ami ancora?
Amo te.
La domanda era un'altra.
Non lo so.
Grazie.
Scusa, amore.
Dai, ceniamo.
Per favore.
Non adesso. Per favore.
Per favore. Smettila.
Amore, smettila.
- Vuoi che la smetta? - Non è il momento. Smettila.
Smettila.
Smettila, per favore.
Smettila.
Smettila.
Basta! Smettila.
No. Smettila.
Cosa fai? Smettila.
Cosa fai?
- Amore. - Smettila.
Ti amo.
Non ti ho dimostrato quanto ti amo.
Sì, invece.
Sì.
Sì.
- Amore... - Ti prego.
Me l'hai dimostrato, amore.
- Ti amo tanto. - Ti amo, tesoro.
- Ti amo. - Ti amo tanto.
Amore, ti prego, smettila.
Ti prego, smettila.
Ti prego. Smettila.
Smettila. Guardami.
- Ti amo tanto. - Guardami.
Devi sapere che ti amo abbastanza.
Lo so.
Guardami. Ti amo.
Amore, guardami. Ti prego.
- Guardami. - Il tatuaggio.
Guardami. Ti prego.
Ti prego. Ti amo.
Ti amo. Ti prego.
Non fare così.
Ti prego.
Smettila!
Non ti ho dimostrato quanto ti amo.
Sì, invece. Sono io.
No, non l'ho fatto.
- Servizio. - Sì, chef.
Non volevo diventare come lei.
Non sei come lei.
Non pensarlo neanche.
Capito?
- Sì. - Non sei come lei.
È quello che penso?
Sì.
Voglio dirti una cosa, forse non è il momento...
Mi scuso per l'attesa.
È una sera movimentata.
Abbiamo un esame specifico per queste situazioni.
Serve per accertare una violenza. È facoltativo, naturalmente...
Lui non ha...
Non mi ha...
Ci ha provato?
Non mi serve l'esame. Grazie.
Posso?
Sì. Certo.
Fa male?
Qui?
È superficiale.
Normalmente
farei una radiografia alla clavicola per escludere fratture,
ma, data la sua situazione, faremo solo una medicazione
e poi verrà un'infermiera per l'antitetanica.
Non capisco.
È meglio evitare radiografie alle donne incinte.
- Sì. - Bene. Torno subito.
Cassie non esiste, vero?
Non esiste.
Questo...
è l'appartamento.
Cucina, soggiorno.
Ti prendo dei vestiti.
Grazie.
Mio padre non se ne accorgerà.
La camera è tua.
- Non posso accettare. - Per favore.
Tanto vado al lavoro presto.
Amo quel divano. È comodo.
Resta pure finché vuoi.
Grazie.
Adesso riposati.
A domani.
Ciao.
Ciao.
Non sapevo se avessi fame.
Ho portato i piatti che vanno per la maggiore.
Quale canzone vuoi al tuo funerale?
Dovendo scegliere.
Non ci hai pensato?
- Alla canzone per il mio funerale? - Sì.
Per il mio funerale io voglio i Creed, "With Arms Wide Open".
- Hai presente? - Sì.
Mentre calano la bara.
Te la caverai.
Mi è difficile crederlo.
Lo so.
Ma è così.
Stavolta penso che sia un po' diverso.
Non so prendermi cura di me,
come farò a prendermi cura di un bambino?
Quando andai nella casa abbandonata non cercavo un posto dove stare,
volevo uccidermi.
Ero seduto per terra in soggiorno
e ti vidi alla finestra della camera.
Si accese la luce,
ti affacciasti scostando la tenda
e, dopo averti visto in faccia, non riuscii a farlo.
Il giorno dopo mi portasti da mangiare...
Tu mi...
Tu mi hai salvato la vita, questo cerco di dire.
Tu sei così.
E, se deciderai di tenere il bambino, diventerai una madre straordinaria.
Quel bambino è davvero fortunato.
Puoi farcela.
Lily.
Se mai tornerai ad amare qualcuno, innamorati di me.
Va bene.
Mi dispiace tanto.
Lo osservo da tutta la vita e ho sempre visto
quanto gli fa paura aprire il proprio cuore agli altri,
fin da quando era piccolo.
Sapevo che si sentiva morire dentro.
Stava morendo dentro, un po' per volta,
prima di conoscere te.
Non voglio cercare scusanti.
Non...
Non lo credevo capace di una cosa così.
Posso chiederti che cosa successe a Emerson?
Certo.
Meriti di saperlo, e siamo una famiglia.
Mio padre aveva una pistola.
Ryle e Emerson stavano giocando in casa,
sai com'è, giocavano ai cowboy
e la trovarono.
Ryle aveva sei anni.
Era un bambino di sei anni.
Non sapeva che fosse vera, la credeva un giocattolo.
Lo scoprì troppo tardi.
- Era nostro fratello... - Mi dispiace.
...il suo migliore amico.
- Da allora lui non è più stato lo stesso. - Certo.
Partecipare a quel funerale...
Una volta li amavo davvero, i fiori.
Ascoltami.
Come sorella,
più di ogni altra cosa vorrei che tu riuscissi a perdonarlo.
Ma, come tua migliore amica,
se lo riprendi con te non ti rivolgerò più la parola.
Mi dispiace tanto.
Sei l'amica migliore che io abbia mai avuto.
Sarò ancora meglio come zia.
Tesoro.
PER LA NOSTRA FAMIGLIA VEDIAMOCI. SCUSAMI
TI PREGO PARLAMI
Di qua?
Se lo tengo così è più facile.
- In senso orario, credo. - Sì. Forza.
Scusa.
Ce la farai.
Pensava tuo padre, a queste cose.
Avrai costruito qualcosa anche tu.
No. È sempre stata una sua prerogativa.
Non vuole entrare.
Perché sei rimasta con lui?
Sarebbe stato più difficile andarsene.
E poi lo amavo.
Sì, anch'io.
Ce l'ho fatta, credo.
Ecco il battito del cuore.
Guarda qui. Vuoi sapere il sesso?
- Si vede già? - Sì.
Sì.
- Sì. - Sì?
Vedi lì?
È la testa della tua bambina.
Ciao.
Ciao, piccolina.
Una femmina, eh?
Ciao.
Ciao, piccola mia.
Ciao.
È sempre...
Grazie.
Scalcia?
Sì. Sì.
A posto.
Bello solido.
Così. Prendilo di lì.
Grazie.
Riordino io dopo.
Vuoi sentirla, prima di andare? Se ti va.
Sta scalciando?
Come sempre. Sì.
Sì.
Va bene.
Fai pure. Sì.
Qui. Qui.
Eccola.
Sì.
Il testone. Lo senti? E il calcagno, piccolino. Lo senti?
Si sta stirando. Sì.
Torna a casa.
Senti, non...
Non succederà più.
Promesso. Mi farò aiutare.
Per favore, torna a casa.
- Scusa... - Farai tardi al lavoro.
Vieni. Vuoi sederti qui con noi?
C'è posto per un'altra persona.
- Sì? - Sì.
Lo so. Sono qui. Sono qui.
- Ciao. - Vuoi tenerla in braccio?
Sì.
- Tieni. Ecco, così. - Ciao.
Mamma è qui.
- Mamma è qui. Così. - Sì.
Sono ancora qui. Mamma è qui.
Lo so, lo so.
Tranquilla.
Tienila vicina.
- Ciao. - Così.
- Ciao, splendore. - Così.
Sono il tuo papà.
Sì. Sì, infatti.
Sì.
Come la chiamiamo?
Pensavo di chiamarla come tuo fratello.
- Emerson. - Sì. Emerson.
Possiamo chiamarla Emmy.
Cosa ne dici?
È la cosa più bella che sia mai stata fatta per me.
Grazie.
Tranquilla. Papà è qui con te.
Papà è qui con te, Emmy.
Ciao.
Ciao, splendore. Sono il tuo papà.
Ti terrò al sicuro.
Ti terrò al sicuro.
Voglio il divorzio.
- No. - Sì.
Sì.
Sì.
Non per te o per me. Per lei.
Capisci?
Guardala.
Se un giorno venisse a dirti: "Il mio ragazzo mi ha picchiata",
tu cosa...
Cosa le diresti?
O se dicesse: "Papà, mio marito mi ha spinta giù dalle scale,
ma dice che è stato un incidente, va bene così".
O se dicesse che l'ha tenuta ferma contro la sua volontà,
ma ha giurato di non farlo più?
Che cosa le diresti?
Se l'uomo che lei ama...
le...
facesse del male, che cosa le diresti?
La pregherei di lasciarlo.
Sì.
E di non tornare più indietro.
Vuoi andare dalla mamma? Hai una mamma fantastica.
Tieni.
Sono qui, pulce. Sì, amore mio.
Vado.
Sì.
Tranquilla, pulce. C'è qui la mamma.
C'è qui la mamma.
Sì.
Sì.
Finisce qui, patatina, con noi due.
Siamo noi a dire basta.
Siamo noi a dire basta.
Sì. Sì.
Grazie.
Mamma, ti voglio bene.
Sono fiera di te.
Torno subito.
Andiamo a conoscere il nonno.
ANDREW BLOOM MARITO E PADRE ADORATO
Ciao, papà.
Basta così.
Andiamo.
MERCATO AGRICOLO
- Ciao. - Ciao.
Come...
Era tua figlia?
Sì, Emmy.
Vi avevo viste, prima. Non volevo...
Sì.
È bellissima.
Grazie.
Stai ancora con...
No, siamo solo noi.
- Tu stai con qualcuno? - Come va il negozio?
Non ancora.
SIAMO NOI A DIRE BASTA
Traduzione di Maria Luisa Cantarelli
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