All language subtitles for La.Legge.Di.Lidia.Poet.1x04.Episodio.4.ITA.ENG.1080p.NFRip.AAC.x265-Pir8

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Original subtitles

[carrozza percorre selciato]

[cocchiere incita i cavalli]

[cavalli nitriscono]

[suona "La Marelle" dei Birds On A Wire]

[vociare indistinto]

[dialoghi indistinti]

- [uomo 1] Assassina! - [uomo 2] Vergogna!

[uomo 1] Sei un'assassina, sei! Un'assassina!

- Assassina! - [uomo 2] Vergogna!

[dialoghi indistinti]

Si fermi. Si fermi. Si fermi!

[dialoghi indistinti]

Voglio guardarli.

[inudibile] Vergogna!

["La Marelle" sfuma]

[Jacopo] Come mi vesto per il tuo ballo?

Non so, elegante?

Giullare?

Saresti comunque vestito meglio di me, zio.

Grazie, Jacopo. È sempre opportuno, il tuo spirito.

Lo spirito soffia dove vuole. Lo dice anche il Vangelo.

Mater certa, pater numquam.

Esatto.

[cavallo nitrisce in lontananza]

Tu che ne pensi?

Pericoloso, lo spirito.

[Jacopo annuisce]

A volte ci trascina in luoghi oscuri.

Ho l'impressione che mi rimproveri qualcosa,

ma proprio non so cosa.

- Sì? - No?

No.

Non ti rimprovero nulla.

Leggevo un articolo su Margherita Sangiacomo. Ero distratta.

Oggi inizia il processo.

È vero. Che ore sono?

E scriverai anche tu che è colpevole, come tutti?

- Tu pensi di no? - No.

Tutti la vogliono vedere in prigione perché la odiano

e la odiano perché è una donna che ha studiato, si è laureata,

ha fatto quello che una donna non dovrebbe fare.

No, la Sangiacomo aveva un movente.

[Lidia] Mhm.

Braschi le aveva rubato i risultati di una ricerca.

In più, lei aveva accesso al veleno,

ed è stata l'ultima a incontrarlo prima che morisse.

Sì. Tutti i professori della facoltà hanno accesso al veleno.

Ascolta. Pranzano insieme,

il custode chiude, e sono ancora tutti e due lì.

Il professore viene trovato morto,

lunedì mattina nel suo ufficio all'università…

Ora, chi altri può essere stato?

Eh?

Vedremo.

- [sedia striscia] - [passi]

Dove vai?

[Lidia] I processi sono pubblici.

[uomo] Dopo avere esaminato le carte del procuratore,

e in accordo con la mia assistita, la signorina Margherita Sangiacomo,

la difesa ha preso una decisione

di cui spero il tribunale vorrà tenere conto,

soprattutto alla luce delle sue condizioni di salute.

Si è ammalata in carcere.

Perciò le hanno dato la libertà provvisoria.

…ammette la propria responsabilità.

- [giudice] Silenzio! Signori! - [campanella suona]

- E chiede… - Per favore!

Signori, silenzio, per favore!

E chiede di essere ascoltata dalla corte.

[mormorio indistinto]

[donna] Vergogna!

[mormorii cessano]

Mia madre è morta che… [esita]

…che era molto giovane.

Ma ha fatto in tempo a dirmi che non sapeva chi fosse mio padre.

Il professor Braschi è stato per me quel padre che non ho mai conosciuto.

Mi ha permesso di laurearmi, in un mondo dove a una donna, in genere,

non è concesso neppure superare gli esami di terza.

Perciò, no.

Non ammetto la mia responsabilità. Io sono innocente!

[folla mormora]

E l'avvocato Coletti non ha più la mia fiducia.

[Coletti] Signor giudice, questo è solo uno stratagemma

per far rinviare il processo.

[giudice] L'imputata può rivolgersi a un altro legale,

ma le concedo solo tre giorni.

Nell'attesa, visto l'articolo 205 del codice di procedura penale,

la sua residenza resta fissata presso il convento di Santa Severa in Torino.

L'udienza è aggiornata.

[campana rintocca]

[chiacchiericcio indistinto]

Pensavano che fingessi per non aspettare il giudizio in carcere.

[coro religioso lontano]

Dicevano che una febbre alta non può ridurti in questo stato.

Ma lei non è venuta qui per questo.

No.

So chi è lei.

Ho seguito la sua storia.

[fedeli cantano in lontananza]

La ringrazio, ma ho bisogno di qualcuno che possa entrare in aula.

[Lidia] Un avvocato d'ufficio non ti farà mai assolvere.

In aula, ci sarà mio fratello.

Hai bisogno di qualcuno che faccia di tutto perché la giuria gli creda.

[tuono romba]

[pioggia battente]

[Margherita] Pensi che io sia un capro espiatorio?

Sì, probabilmente sì.

Diciamo che conosco i metodi del procuratore.

Quando pensa di aver trovato un colpevole, tralascia tutti gli altri indizi.

Noi possiamo dimostrarlo alla giuria.

Vuoi mettere la procura sotto accusa?

No, voglio portare in aula tutti i nemici di Braschi.

Però, per farlo, devo sapere se avevate una relazione.

Quando studiavi all'università, tu avevi tempo per una relazione?

Il giorno della sua morte, Braschi l'ha passato con te in università?

Non tutto il giorno.

Il custode dice di aver chiuso alle sette,

e voi eravate ancora dentro.

L'ora della morte è intorno alle otto.

Io sono uscita subito dopo pranzo.

E lui è rimasto da solo.

Perché il custode ha mentito?

Non saprei.

Quando sei uscita dalla facoltà, dove sei andata?

Sono venuta qui.

Qualcuno può testimoniarlo?

La madre superiora potrebbe, ma dicono che è troppo coinvolta.

Sono cresciuta in questo convento…

da quando mia madre è morta.

Tuo padre?

Mia madre era una prostituta.

[Lidia] So da dove cominciare.

Se ti fidi, mio fratello sarà contento di accettare la tua causa.

Quindi, secondo te, la madre superiora mente.

Anche una suora può coprire qualcuno. Perciò Coletti non ha utilizzato l'alibi.

Però, magari qualcun altro l'ha vista.

O forse no, se era ancora in facoltà.

Non è quello che dice lei.

Sei troppo coinvolta.

E tu sei come tutti gli altri. L'hai già condannata.

Passami quei cosi.

Questi?

Braschi le aveva rubato una ricerca.

- Si può basare un'accusa solo su questo? - E il custode?

[Teresa] Enrico?

Dice che erano insieme.

Parleremo col custode. Vedrai che c'è qualcosa sotto.

[Enrico] Senti, a me questo caso non interessa.

Lavoriamo insieme, prendiamo le decisioni insieme.

È una decisione sbagliata.

[sbuffa]

Papà, guarda che vestito ridicolo!

Valuta tu, tesoro.

Albertina.

[carrozza percorre selciato]

[cavallo nitrisce in lontananza]

Mi sembra bello.

Non voglio andare a questo ballo.

Tesoro, è il tuo ingresso in società.

L'attenzione degli altri la spaventa. Aiutiamola.

Smettila!

[Albertina] Signorina.

Qualcun altro ha paura di diventare famoso…

Ancora?

Parliamo di nostra figlia.

E noi parliamo di un'occasione da non perdere.

E io vi supplico di lasciarmi respirare.

Eh?

Di che occasione si tratta?

[cavalli trottano in lontananza]

Margherita Sangiacomo.

Ne parlano tutti i giornali. È senza avvocato.

Hai respirato abbastanza?

Enrico.

Sono d'accordo con tua sorella.

[Enrico] Ma come?

[uomo] La Sangiacomo è arrivata assieme al professor Braschi

domenica mattina alle 11:00.

E fino a quando non ho staccato, alle 19:00, non è più andata via.

Adesso, scusate, devo segnare anche i vostri nomi.

Lidia Poët, Enrico Poët.

Per favore, avrei da fare.

- Ma cosa diavolo fa? - Cosa fai?

È lo stesso schifo che beve Jacopo per far passare l'ubriacatura.

Mhm.

Come si chiama lui?

Lo legga sul libro.

[custode] Ehm…

Non l'ha scritto? L'ha già dimenticato?

Il procuratore sa della sua passione per l'alcol?

Col ruolo che ricopre, sarebbe un bel problema.

No, allora, fino a quando sono stato qui io,

la Sangiacomo non è mai uscita dalla facoltà.

Ne parleremo in aula.

Vedremo se la giuria crede alla testimonianza di un alcolista.

Buona giornata. Enrico, andiamo.

[custode] No, aspetti.

Io, qualche volta,

ho dei colpi di sonno.

E non posso dirvi se…

quel giorno, la signorina sia uscita oppure no.

Però, ricordo benissimo qualcosa che potrebbe interessarvi.

Quella domenica, a pranzo, è venuta un'altra persona,

che ha litigato violentemente con Braschi.

- Sentivo le urla. - E non l'ha segnato?

Lui mi ha detto di non farlo. Quando lui ordina qualcosa…

[custode] Ehm…

Sa, è molto bravo a farsi obbedire.

[uomo] Non ho parole, lei è senza speranza.

Non è stato capace di calcolare il pH di un acido debole.

Professor Manganelli, salve.

Lei chi è?

Lidia Poët, assistente dell'avvocato Enrico Poët.

Ferrero, butti quella robaccia e vada in laboratorio. Subito!

- Ehm… - Figlia o moglie?

Come, scusi?

Lei e l'avvocato avete lo stesso cognome.

- Immagino un caso di nepotismo. - [ride]

Enrico è mio fratello.

Seguiamo la difesa di Margherita Sangiacomo.

Volevo sapere solo come mai quella domenica di tre mesi fa

ha litigato con il professor Braschi.

Idee divergenti.

Comunque, avevamo un rapporto di stima reciproca.

Quali idee divergenti?

Signorina, mezza Torino sa

che quella domenica, fino a tarda serata, io ero al circolo del Whist.

Se avessi voluto approfittare della mia visita per avvelenare Braschi,

sarebbe morto molto prima delle otto di sera.

Le basta come alibi?

Non sono io la persona che cercate.

E a differenza della vostra assistita, io non gli serbavo rancore.

- Che vuol dire? - Margherita era ambiziosa.

E l'ambizione frustrata porta a molto rancore.

Immagino che lei lo sappia.

[vociare indistinto dai corridoi]

Ma vaffanculo.

[Lidia] Ops!

[Andrea] La Sangiacomo mi ha fatto pensare a te.

[Lidia] Mhm.

Donna, genio, laureata, e tutti vogliono vederla in prigione.

Sta' attenta, sai.

Lo so. Infatti, Enrico dice…

che sono troppo coinvolta.

[Andrea] Mhm.

Cosa dice Enrico, invece, rispetto all'altro coinvolgimento?

Quel tale, Barberis…

- Non c'è nessun coinvolgimento. - Come non detto.

[chiacchiericcio indistinto]

[uomo] Porta altro vino?

[cameriere] Arrivo!

È strano.

Sì?

L'altra notte l'ho visto uscire di casa, sul tardi.

[Andrea] Mhm-mhm?

- L'ho seguito. - L'hai seguito?

Sì, mi aveva insospettita. Ero sicura che mi nascondesse qualcosa.

L'ho seguito fino a una cascina abbandonata, nel nulla…

- [Andrea] E…? - E niente, si è… [esita]

…incontrato con una donna e si sono baciati.

Beh, lieto fine per lui. I'm sorry for you.

Non è così. È perché c'è qualcosa che non mi torna.

Perché incontrarti con una donna in un luogo così…

sinistro?

Non mi convince.

Non ti convince.

Sei tu che non mi convinci.

Mica ti stai innamorando?

Sono concentrata sul mio lavoro, la mia carriera e me stessa.

Figurati se mi innamoro di…

ehm, coso, Jacopo.

[Andrea ride]

No, soltanto non vorrei che qualche dubbio si stesse insinuando in te.

Il pensiero che il lavoro non è così importante,

mentre invece, sai, la famiglia,

matrimonio, figli…

Come succede a tutte le altre, del resto.

Ma più che pensieri miei sembrano pensieri tuoi, questi.

- Miei? - Mhm.

Non credo.

Niente affatto.

Sono pensieri che aleggiano nell'aria. Li senti?

[fischia]

Pensieri stupidi nell'aria?

[suona "Never Cry Moon" di Sóley]

["Never Cry Moon" continua a suonare]

[passi si avvicinano]

Questo sorriso è perché mi hai visto,

o perché ti ho fatto guadagnare una cliente?

No. Sorrido e basta.

Mhm.

Che fai, mi aspetti sveglio?

Vedi, oggi ho trovato i tuoi appunti sul tavolo, e…

mi sono permesso di leggerli.

No, stai scherzando.

No.

Vedi, ho anche segnato…

dei suggerimenti.

["Never Cry Moon" sfuma]

Hai studiato anche diritto?

- No, per niente. - Mhm.

Infatti, ho capito molto poco di questo lungo…

[si schiarisce la voce] …lunghissimo, trattato accademico.

Tu non hai idea di che cosa voglia dire

scrivere una memoria per la Corte di cassazione.

No, ma so che sono sette giudici, che sono tutti uomini,

e che non vogliono sentirsi dire cosa pensare.

Meno che mai da una donna.

Vediamo, tu che cosa vorresti sentire?

Una storia, Lidia.

La tua storia.

[cane abbaia in lontananza]

Io non scrivo romanzi, Jacopo.

E la mia storia non la racconto a sette sconosciuti.

- Buonanotte. - A te.

Ah, eccola!

- Teresa? - Shh.

- [sussurra] Cosa? - Siediti.

Ci siamo tutti.

[cavallo nitrisce in lontananza]

Ehm…

Eh?

Marianna, stai benissimo.

Cattani è il miglior sarto di Torino.

Pensa gli altri!

No. Per dire…

Hai ragione, zio. Sembro un abat-jour.

Ma no, Marianna. Lo zio…

[Teresa] Non correre, si strappa.

Deficiente.

Mhm.

[passi si allontanano]

[passi si avvicinano]

[sospira]

Comunque, ho scoperto che l'arsenico impiega dieci minuti a fare effetto.

Manganelli alle 18:00 non era in facoltà.

Ha un alibi inattaccabile. Quindi…

Escludiamolo dalla lista dei sospettati. Passami il tè.

Mhm? Mhm.

Scusami, quanto ne sai tu di chimica?

- Basi. - Appunto.

Le basi non bastano.

[uomo] Non posso darle queste informazioni, mi spiace.

Comunque, il professore non farebbe mai una cosa del genere.

Nessuno lo sta accusando.

La prego. Se ne vada, potrebbero vederci.

Hai paura di lui, vero?

Lui non vede l'ora di cacciarti dalla facoltà,

magari pensando di darti una bella lezione di vita.

Come dice?

Tu non sai quanti ne ho conosciuti di professori come Manganelli,

che ti umiliano, pensano di farti del bene…

E tu, invece, pensi solo di dover subire.

Ma non è così.

Non sei obbligato.

In fondo, sei un uomo libero. O sbaglio?

[uomo] Il carbone vegetale.

L'unico elemento in natura in grado di assorbire un altro elemento.

Ne trattiene la sostanza, poi la rilascia quando si scioglie.

Quindi, se assumo il veleno insieme al carbone vegetale,

fa effetto dopo qualche ora?

Quante ore?

Due? Tre?

Anche di più. Dipende dalla quantità assunta.

Ti ringrazio.

Ah, comunque…

Manganelli ti sottovaluta, sai?

Manganelli l'ha avvelenato all'ora di pranzo.

Poi è andato a giocare a Whist per avere un alibi.

Funziona, no?

Non lo so, perché, se portiamo questa cosa in tribunale,

diranno che può averlo fatto anche Margherita

e la testimonianza del custode non servirà più a niente.

Siamo gli avvocati di Margherita.

Mi immedesimo nella giuria. Perché ti arrabbi?

Non capisco da che parte stai.

Da quella di chi fa bene il suo lavoro.

E io no?

Ho fatto ritirare una testimonianza a sfavore,

ho trovato un altro possibile colpevole, ho parlato con chiunque.

Che devo fare più di così?

Mi chiedi un consiglio? Ti senti bene?

Ti prego, non scherzare. Sono seria.

Allora,

prima di tutto, scordati questa cosa del carbone vegetale,

perché indebolisce la nostra strategia.

Secondo, la gente è convinta che Margherita sia colpevole.

Terzo…

Cerca di… [esita]

…di pensare come loro, e trovare qualcosa che ti farebbe cambiare idea.

Va bene.

[passi si allontanano]

Così…

[uccellini cinguettano]

[vociare indistinto]

[inudibile]

[Marianna] Ciao.

[chiacchiericcio indistinto]

[si schiarisce la voce]

Ciao.

Sono passati tre mesi. Non ricordo se c'era il giardiniere.

Margherita, fai uno sforzo, è importante.

[Margherita] Di solito, leggo fuori.

Se lui era nel chiostro…

[rumore sordo]

…forse mi ha vista.

Ma non so se si ricorda.

[Enrico] C'è un modo per recuperare questo signore?

[Margherita] La madre superiora ha un registro.

Potremmo chiederle l'indirizzo.

Bene. Andiamo.

[Enrico] "Professore si toglie la vita. Antonio Borghese."

Tu mi mandi al manicomio!

Forse abbiamo trovato un testimone, e continui a cercare altro.

Enrico, è molto strano conservare degli articoli di 17 anni fa.

Ho fatto un calcolo. È…

l'anno in cui è morta la madre di Margherita.

Lidia, dietro di te c'è un dizionario.

Prova a cercare la parola "casualità".

E perché Margherita ha conservato questi articoli?

Non lo so. Non mi interessa.

Hai detto che vuoi far bene il tuo lavoro?

Sei già stanco?

No. Non sono stanco, Lidia.

Solamente, il mio lavoro non è frugare tra i segreti della mia assistita.

Quindi, non vuoi sapere la verità.

Io non sono il procuratore del re.

A me non interessa la verità.

Faremo assolvere la Sangiacomo, come volevi tu,

e questo è quanto.

[Lidia] No, hai ragione.

Io sono troppo coinvolta.

[assente in silenzio]

No, qui sono corse, cavalli, problemi agricoli…

"Problemi agricoli" non va bene.

[si schiarisce la voce] Arredi.

Attila, mi scusi. A me serve la cronaca nera.

Posso intervenire?

[tasti di macchine da scrivere]

Bene.

"Altra prostituta trovata morta presso la facoltà di chimica."

La terza, in un mese.

C'è scritto il nome?

Mhm, no. Però, è evidente che in quella facoltà qualcosa succedeva.

Passami gli altri.

"T.N."

"T.N." "T.N." "T.N." Ti ricorda qualcosa?

Li ha firmati tutti lui.

Tutti.

Posso capire anch'io?

Tarcisio Nava è stato il primo caporedattore qui.

Ah, bene. E possiamo parlarci?

- È morto. - Mhm.

Quindi?

Secondo lui c'era un gruppo di professori che faceva degli esperimenti…

al limite del lecito.

E queste ragazze erano le loro cavie.

[uccello gracchia]

[carrozza percorre selciato in lontananza]

[bussano alla porta]

Avanti!

Lidia?

Come fai a respirare qui dentro?

Non ti ho chiesto io di entrare.

Volevo scusarmi per come ho commentato il tuo scritto.

Non è stato…

gentile.

No.

Gentile, no.

Però, onesto.

L'ho apprezzato.

E comunque, grazie per oggi.

Ti…

lascio al tuo lavoro.

Jacopo?

- Sì? - [si schiarisce la voce] Ehm…

Non so se hai voglia di darmi una mano col ricorso,

perché non sono ancora molto convinta del tono che sto usando.

[Jacopo] Sì. Certo. Certo.

- Vedi, cancello… - Mhm-mhm.

…i punti dove sembro troppo arrabbiata.

Poi, però, mi sembra troppo servile.

Allora, poi cancello, riscrivo, mi arrabbio ancora di più, e…

[ridacchiando] …vado in confusione.

La confusione è il più nobile dei sentimenti.

Shakespeare?

- No, è mia. - Ah! [ride]

Beh, infatti, lo prendo anche come un bel complimento.

Va beh.

[Jacopo si schiarisce la voce]

[suona "First Love / Late Spring" di Mitski]

[Lidia ride]

Non sarà una cosa un po' stupida?

Io non ho mai detto di essere intelligente.

- Eh? - Mhm.

[Lidia geme]

[farfuglia]

[ridono]

[Jacopo geme]

[Jacopo] È successo.

["First Love / Late Spring" sfuma]

[Jacopo ansima]

Sono diventata una delle tue amanti ufficiali?

Va bene.

E allora voglio il trattamento ufficiale.

Porti anche me alla cascina?

Sto scherzando.

Non…

Scusa. Ho sete. [grugnisce]

Ehm, Jacopo, mi… Mi dispiace, non…

Ehm…

Ti ho seguito, l'altra sera. Non so neanch'io perché.

Ti ho visto con quella ragazza.

Scusami.

No, tranquilla. È…

È una delle tante. Non…

Dai.

No.

Aspetta, aspetta.

Se…

Forse è meglio se vai a dormire in camera tua.

Davvero vuoi che vada?

Mhm-mhm.

- Buonanotte. - Buonanotte.

[sbuffa]

[Lidia] Va bene. Le prometto che in aula non farò nessun riferimento alle sue…

abitudini.

Però, lei deve aiutarmi.

Immagino che faccia questo lavoro da molto tempo, giusto?

Volevo sapere se ricorda qualcosa su Borghese,

il suo suicidio, i suoi rapporti con Braschi.

È una storia complicata.

Ci vorrà del tempo.

- [trotto di cavalli] - [rintocchi di campane]

[chiacchiericcio dei presenti]

[uomo] A livello giuridico, questa cosa…

[chiacchiericcio indistinto]

[Lidia] Enrico!

[inudibile]

[bisbiglia] Devo parlare con Margherita.

Non sei il suo avvocato. Non puoi entrare.

- Guarda che faccio a modo mio! - No! Per carità!

Aspetta qui. Lascia fare a me.

E siediti!

[cavallo nitrisce in lontananza]

[Lidia] Braschi e Borghese avevano messo su un gruppo di ricerca.

Sperimentavano un farmaco contro la scarlattina,

e le cavie erano ragazze povere, operaie senza famiglia.

E soprattutto prostitute.

Molte di loro sono morte.

- Non so di cosa stai parlando. - Tua madre era una di quelle.

Borghese si è suicidato per il senso di colpa.

Il gruppo si è dissolto.

Nessuno ha più sentito parlare di questa storia.

Arriveremo a un punto?

Racconta la verità.

Non ti accontentare di averla fatta pagare solo a Braschi.

Io non l'ho fatta pagare a nessuno.

Non mi prendere in giro!

Tu hai voluto vendetta fin dall'inizio.

E ora, anche grazie a me, verrai assolta.

Io non ci torno in prigione.

Se dici la verità, Margherita, apriranno delle indagini,

e le persone coinvolte pagheranno.

Senza verità, non avrai mai giustizia.

La verità è che Braschi è morto alle 18:00

e io dalle 15:00 in poi ero nella mia stanza.

E su questo c'è un testimone affidabile.

Vero,

ma è anche vero che il carbone vegetale è l'unica sostanza in natura

capace di assorbire un'altra sostanza.

Giusto, dottoressa?

È una cosa tra me e te, questa.

Non la dirò a nessuno.

Anche se decidi di non parlare.

Se da un giorno all'altro uccidessero tutta la tua famiglia,

tu come ti sentiresti?

Sola al mondo.

Lo so.

[tira su col naso]

Lo so.

[giudice] Conferma che, dalle 15:00 di quella domenica,

la signorina Margherita Sangiacomo era in convento?

Lo confermo.

[donna] È stata lei.

[dialoghi inudibili]

Signor giudice, io sono costretto a ritrattare la precedente testimonianza.

[spettatori mormorano]

[campanella suona]

[giudice] Silenzio!

Deduco, quindi, che i suoi rapporti col professor Braschi erano cordiali.

[assente lievemente]

[Enrico] E che lei non lo ha ucciso perché non aveva motivo di ucciderlo.

Giusto?

Sì. Sì, lo confermo.

[Enrico] Non ho altre domande.

Signorina, può andare.

[cavallo nitrisce in lontananza]

Quando avevo sette anni, una sera…

mia madre tornò a casa con le lacrime agli occhi.

Piangeva di gioia.

Mi disse che potevamo finalmente trasferirci

dalla pensione di Porta Nuova…

in una casa vera.

Poi, dopo un anno, ci siamo trasferite, ma lei stava male, sveniva continuamente.

E io soffrivo per lei.

E non c'è cosa più tremenda per una bambina…

che sperare che sua madre torni a lavorare per strada,

pur di non vederla così pallida, debole.

E poi, dopo che è morta, ho saputo…

di Liliana, che batteva ai Murazzi,

di Agata, che lavorava in stazione.

[procuratore] Signor giudice, qual è il punto?

Il punto è che…

Braschi l'ho ammazzato io, signor procuratore.

[spettatori mormorano]

Ha usato quelle donne come cavie…

e le ha lasciate morire come animali.

Si rende conto della gravità di questa dichiarazione?

[Margherita] Sì, me ne rendo conto.

Braschi aveva dei complici.

E spero che ora…

paghino per le loro colpe.

- [uomo 1] Devi pagare tu! - [uomo 2] Sei tu che devi pagare.

[spettatori] Assassina! Assassina! Assassina!

Assassina!

Assassina! Assassina!

Assassina!

[vociare indistinto]

[Lidia] Si è detto

che la sapienza collettiva ha impedito da sempre

alle donne d'indossare la toga.

Ma questa sapienza collettiva

non è stata per secoli complice della schiavitù?

E che destino si prepara per un popolo

che non ha il coraggio di ammettere i suoi errori?

[rumore sordo]

[rumori indistinti]

[suona "L'Homme Noir" di Amiina]

[porta si chiude]

[passi si avvicinano]

[rumore indistinto]

[donna ride nell'altra stanza]

[cavallo nitrisce in lontananza]

[grugnisce]

[ansima]

[grugnisce]

[tonfo metallico]

[sospira]

["L'Homme Noir" sfuma]

[suona "Misfit" di RIIVAL]

["Misfit" sfuma]

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