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Allora? Niente?
Nessuna fretta, non ho detto.
La valigia?
Vuoi cambiarti?
Ma lascia.
Ci sarà qualcosa che ti ricordi?
Cose inutili.
Cosa? Cose inutili.
Dimmene.
E poi?
E poi?
La tabellina del 7.
Dilla. 7 per 1, 7. 7 per 2, 14. 7 per 3, 21. 7 per 4, 28.
7 per 5, 35.
7 per 6, 42.
7 per 7, 49. 7 per 8, 56.
7 per 9, 63.
Sette per dieci?
Settanta. Settanta.
Bravo.
Poi?
Nient'altro.
Sicurissima.
Questo è un camionetto a gas.
Ti ricordi? Si accende da solo.
Questa te la ricordi?
Te l'ho regalata per i tuoi 50 anni.
Ti assomigliava un po', era...
Questa è la tua poltrona, ti siedi sempre qui a leggere.
Cos'è?
La molla che ti entra nella chiappa sinistra?
Tu la chiami la molla intellettuale, il pungolo del pensiero.
Lo dici tu così.
Che facciamo?
Cosa dobbiamo fare? Di solito?
No, no, no, no, no. Che facciamo se... se non torna?
Torna.
Tornerà.
Sa cosa mi hanno detto?
Che...
Basterebbe uno shock.
Qui è dove lavori.
Dove scrivi.
Perché il senso incastrato ha un ruolo attivo nella lotta contro la
rilassatezza universale. È una tua teoria?
Una mia teoria?
Eh sì.
È come le briciole sono le lacrime del pane.
Le lampadine rotte non si cambiano.
Per portare il lutto della luce.
Tutte cose che ti servono a non fare mai niente in casa.
Doveva essere un inferno vivere con me.
Sì, forse è un inferno.
Ma è un inferno a cui tengo.
C'è caldo l'inferno e c'è il mio posto.
C'è intesa fisica fra noi?
Molta.
Nel senso di molto forte o molto spesso?
Molto forte e molto spesso.
Corri sempre tu.
Mangiamo?
Avrai sicuramente fame.
Sei sicura che mi piace questa roba che puzza così tanto?
Sicurissimo. Che farai se io non mi ritrovo?
Non penserei di vivere con un mio doppio decerebrato, una scimmia che mi
assomiglia?
E perché non potrei vivere con il tuo doppio?
Se ami me, non ami il mio gemello, vuoto, uno che non si ricorda un cazzo.
Calmati. Se mi ami, tu mi puoi accettare, sfigurato, invalido, vecchio,
ma sempre a condizione che io rimanga me stesso.
Se mi ami, tu vuoi che io sia me.
Tu lo amavi?
Ma chi?
Lui.
È l'ora della medicina.
Cos'è questa mania di prendere una pillola ogni volta che si prova un
sentimento?
Ti piace?
È l'unica cosa che mi piace in questa casa.
E anche queste?
Sembrano tutte dello stesso fotografo.
Infatti.
Sono tue.
Mie?
È bravo me.
Con la cornice e tutto.
Ma che tipo di essere umano decide di vivere immerso dentro la tua creazione?
Si che io non mi guadagno da vivere soltanto scrivendo libri gialli.
Sì, sì.
Il pane lo porti a casa con i gialli. La fotografia è un passatempo.
Sto scoprendo ad essere un tipo decisamente formidabile.
Nei lavori dei domestici. Ma avrebbe fatto molto piacere conoscermi.
Ti saresti stato molto simpatico.
Che tipo di marito ero?
Fammi una domanda più precisa.
Ero geloso?
No, per niente.
Davvero? Ti fidavi di me.
Una cosa che io apprezzavo molto.
E tu ne approfittavi.
Per fare cosa?
Ero fedele?
Sì. Beh, avresti dovuto avere il dono dell'ubiquità per tradirmi.
Altrimenti non so veramente come avresti potuto.
Non uscivi mai di casa, stavi sempre qui con me a scrivere.
Era importante per me la tua fedeltà.
Non ho quella fiducia in me stessa che mi consentirebbe di combattere ogni
giorno contro rivali, contro sospetti.
Eppure mi sembri attrezzatissima per la guerra.
Poche donne alla tua età. Ecco appunto.
Nel mondo non ci sono solo donne della mia età.
Una donna si rende conto dell'età che ha quando scopre che ci sono donne più
giovani di lei.
Io guardo le donne più giovani?
No.
Tu le guardi tutte.
Sto camminando sull'orlo di un precipizio. In ogni istante potrei
venire a conoscenza di particolari dettagli immondi che mi potrebbero
trasformare in un mostro. E non ho paura del futuro, ma del passato.
Ho il terrore che sia orrendo.
Che difetti ho?
Difetti?
Nessuno.
L'entusiasmo.
L'entusiasmo è un tuo difetto.
L'entusiasmo non è un difetto.
Forse volevi dire l'impazienza.
No, l'entusiasmo.
Sì, ma sei anche impaziente.
Quando torni a casa cominci a spogliarti già un'ascensore. Una volta ho spogliato
anche me.
Davvero? Sì.
Abbiamo chiuso la porta appena in tempo.
In tempo?
No, anzi no, mi sa che era già troppo tardi. Abbaracci un po'.
Devo pisciare.
Dici sempre così.
Così come?
Pisciare. Beh, con te sì.
Ti piace quando lo dico.
Ti dà fastidio?
Non è la prima volta.
E mi piace.
Dimmelo tu.
I nostri momenti perfetti.
Mi chiedo se la mia mente non lo faccia apposta a bloccarsi.
Se preferisci non ricordare.
Non sapere è un vantaggio, no?
Forse lo shock che ho subito non è soltanto fisico.
Ma stai tranquillo, non scoprirai niente di te che possa metterti al disagio.
Me lo giuri?
Te lo giuro.
Scusa, ma non tiri l'acqua?
Ma come dici sempre che da restagno nascono le cose migliori.
Poi ti piace andare in bagno dopo che ci sono stata io?
Non devo andare in bagno.
Parlami un po' di me.
Di nuovo?
È diventato il mio argomento preferito.
Beh, lo è sempre stato, bisogna dartene atto. Non sei mai stato carente di
affetto verso te stesso.
Una fedeltà a prova di bomba.
Guarda, ti sei dedicato tutti i tuoi libri.
A me stesso, questo mio libro...
Con tutto il mio affetto, sinceramente io.
Spero di avertene dedicato qualcuno anche a te.
Sì.
Uno solo.
La mia moglie.
La mia coscienza. La mia coscienza sporca.
Il mio amore.
Colui che l'ama e che non la merita.
Una botta di passato, scusa, eh?
Io ti ho amato molto.
L'hai detto come se dicessi ho sofferto molto.
Infatti. E tu ne hai approfittato.
Io ti ho fatto soffrire.
No, no.
No, sono io che non so amare senza soffrire.
Stavamo parlando di me. Sì, infatti.
Cos'altro vuoi sapere?
Ami fare shopping con me.
Prendere il tè insieme.
Guardando la gente.
Mi piace il tè.
Sì, per morire.
Mi sarei detto più virile.
Invece noi vestiti e lo shopping, il tè.
Questo è il tuo fascino.
Un miscuglio delizioso di maschile e femminile.
E ti piace?
Molto.
Anche sessualmente.
Beh, poi scrivi gialli. Ah, questo è virile. No, per niente. E no, perché tu
hai una teoria.
Beh,
visto che sono per lo più le donne a leggere e scrivere gialli, è un genere
femminile in cui le donne stanche di dare la vita per secoli si divertono a
dare la morte.
Il libro giallo, ovvero la vendetta delle madri.
C'è qualcosa che non torna nel racconto.
Da una parte sembra un galletto passionale fissato col sesso con i
pantaloni già abbassati in ascensore. E dall'altra?
Eh? Amo i negozi, lo shopping, il tè, non sono geloso.
Eh?
La classica amica del cuore.
No.
No, non convince.
No.
Eppure è così.
A mia moglie, la mia coscienza, la mia coscienza sporca, il mio amore.
Quello che la merita.
Quello che la ama, ma non la merita.
L
'uomo che l'ha
scritta ha qualcosa da farsi perdonare, vero?
No.
È perché ti ho obbligato a lavorare di più, a essere più esigente con te
stesso.
Ti sei sempre sentito inferiore a me.
Beh, per questa cosa dei tuoi genitori, un'ossessione.
Dicevi che quando uno nasce nella povertà, poi la puzza si sente per tutta
la vita.
Niente te.
Brindiamo al tuo ritorno.
Dove mi fai dormire stanotte?
In una camera degli ospiti.
Perché abbiamo una camera degli ospiti?
No.
Allora dormo con te, al mio posto.
Troppo semplice.
È semplice. E che cosa ha di male essere semplice?
Che strano, non l'hai neanche toccato.
Perché strano?
Beh, perché a quest'ora saresti già al quarto bicchiere, no? Forse ti sareste
scuolato tutta la bottiglia.
Io?
Allora lo vedi che ho qualcosa di orribile da farmi perdonare?
Che cosa?
Bevo, deliro, forse t'ho anche picchiata.
Quindi avevamo dei problemi e tu ora stai cercando di nasconderli.
Non avevamo nessun problema.
Non essere infantile.
Non avevamo problemi. Non più di quelli che hanno tutte le coppie che stanno
insieme da anni.
L'amore, come tutte le cose, invecchia e si logura.
E che cosa si era logurato?
Dove è stato l'incidente?
È buffo, proprio lì.
Sì, noi stavamo scendendo le scale, tu ti sei girato a guardarmi, hai messo
male un piede e sei scivolato.
Hai avuto paura?
Beh, eri senza vita.
Quando siamo...
Scesi, tu ti sei girato e io ti stavo dicendo qualcosa che ti aveva
incuriosito o che ti aveva fatto ridere, non so.
Insomma, se fossi stata zitta tu non saresti caduto.
Mi sento colpevole, colpa mia.
Spaventoso.
Cosa? Non ricordare.
Sono tipo un maldestro?
No.
Io ero già caduto altre volte.
Io sì.
Sì, dovevo esserci io al tuo posto.
Mi sento in colpa.
È vero.
Ti rinvento, ti riciclio.
Realizzo il sogno di ogni donna, il domesticare il proprio uomo dopo vent
'anni di vita insieme.
Quella che hai davanti non è un'infermiera, ma è una domatrice.
Senti, io non ti dico bugie.
Sei così, come ti ho descritto. Sei un uomo, sei il mio uomo e mi piaci così.
A Parigi.
A Parigi?
Ma che banalità.
Sì.
Mi vuoi?
Dove siamo?
Dimmi dove siamo.
Siamo all'hotel Amour, fuori di Lovia.
Come hai detto?
Cosa hai detto? Cosa?
Perché Hotel Amour?
Dove abbiamo passato la nostra prima notte, non ti ricordi?
Te lo sei ricordato?
Ma sì, certo. No, me l'hai appena detto tu.
No, io non ti ho detto, io ho detto Parigi.
Cosa? Hai detto Hotel Amour? No, ho detto Parigi. Hai detto Hotel Amour.
Senti, ho detto Parigi.
Sono sicuro che tu hai parlato dell'Hotel Amour. No,
no.
Non te ne sei risagunto, me l'hai detto.
Beh, lo so che tu pensi che io possa non rendermi conto di quello che dico, ma io
sono sicura che non ho detto te l'amore.
Perché, pensa, io ero furiosa con me stessa perché non riuscivo a ricordarmi
il nome di quel posto.
Tu non hai perso la memoria.
Tu mi stai mentendo. Anche tu, anche tu mi stai mentendo. Io? Sì. Perché? Quelle
foto, lì nel salone, sono tue, non sono mie. Allora dimmelo che ti fanno schifo.
Ho detto che mi piacciono.
Ma sei un'ipocrita!
Ti hanno sempre fatto schifo!
Quello che ti accompagna sempre per negozi, fai shopping, ama in te il tuo
amico del cuore. È un'invenzione della tua testa! Ehi! Della tua testa! È con
lui che ti piacerebbe condividere la vita, non con me!
Senti! È che ti sei inventata tutto te!
Tu ti ricordi tutto!
Tutto! L'unica cosa che mi ricordo... L'unica cosa che mi ricordo è che io non
sono così.
Io non sono un narcisista insopportabile! Cosa? Capisci che
appende le sue creazioni dappertutto! Io non sono quello che tu hai detto!
Ah sì?
La tua creazione! La mia creazione! Ma tu lo sai che hai messo tutti i libri, i
tuoi libri, vicino a quelli dei tuoi spy!
Una roba pazzesca! Non ci sei mai vergognato di questo!
Siamo pieni di miei libri perché me li manda la casa editrice! Che cosa vuoi?
Ma comunque i miei libri sono venduti in tutto il mondo! E sono tradotti in tutto
il mondo! E le tue fotografie di merda sono soltanto appese in quel salone!
Sennò sarebbero stati stampati in tutte le lingue! Guarda, non c'è nessun nesso
tra l'essere ristampati e non essere una merda!
Anzi!
Sei contenta?
Buttiamo via questa merda.
Dillo che non hai perso la memoria.
Forse sta tornando, ma soltanto in parte. Sta tornando, ma mi mancano dei
pezzi. Quali pezzi?
L'ultimo giorno.
Quello dell'incidente. Di quello io non ricordo niente.
Tu mi stai prendendo in giro. Tu ti ricordi tutto.
Tu ti diverti a torturarmi.
Io mi ricordo tutto, tranne l'ultimo giorno. Ah sì?
Perché l'ultimo giorno?
Non lo so, non lo so.
Dimmelo tu. Io?
Sì. Ma se sai tutto, la falsa amnesia, ecco la punizione perfetta.
Tu mi vuoi umiliare, tu ti diverti a sentire le mie risposte idiote?
Vattene via.
Vattene via!
Ma tu ce l'hai una minima idea?
Di quanto gli abbia sofferto questi giorni? Di quanto vi sia sentita
lacerata dal fatto che tu non ti ritrovassi più?
Che tu non ti ricordassi più niente di noi, di me, di te?
Tornata lunedì, poco per volta, sai come una spugna che riprende volume, che
si gonfia con l'acqua.
Bella metafora.
È un paragone, cretina.
Ma resta che fa cagare.
Comunque, tu non c'eri lunedì, non so perché.
Io ho cominciato a ricordare senza dire nulla ai medici.
Mi tornavano in mente... pezzi della nostra storia, ero così felice, ero così
fiero.
Martedì, il giorno dopo, quando sei arrivata, stavo per darti la bella
notizia.
La tua bugia.
La mia bugia? La tua bugia. La quale?
Tu mi avevi portato a tutti i miei libri per vedere se stimolavano la mia
memoria. Non te lo ricordi?
Ma ne hai dimenticato uno.
Non te lo ricordi quale?
No, non me lo ricordo.
Sì che ti ricordi.
Ti ricordi.
Piccoli crimini.
Leggendo l'indice dei miei libri ti ho fatto notare che mancava.
E tu mi hai risposto che era senza importanza, che io detestavo quel libro.
Anzi che rimpiangevo di averlo scritto.
Beh, è vero, sì.
Ho spacciato un mio parere per il tuo.
È grave? E comunque non è un parere solo mio, è un parere di tutti. Quel libro ha
fatto schifo a tutti.
Piccoli crimini meno degli altri.
C'è differenza tra niente e meno di niente.
Ma se un mio libro ti piacesse, io credo che tu lo difenderesti a prescindere
dall'approvazione del mondo.
Forse. Non è detto però.
Vabbè, comunque, piccoli crimini tu lo adori e io lo detesto.
È grave?
Ripeto?
E perché detesti proprio il libro che io amo di più? Perché non ti piacciono le
cose che faccio? Come puoi amarmi?
Se ti fa schifo quello che io scrivo.
Ma a me piaci tu, non quello che fai.
Ma i miei libri sono me.
A te non piacciono le mie foto.
Allora io non ti piaccio.
Io tutto quello che posso fare.
Ecco, sono i miei libri.
Perché voi donne potete fare i figli, la vita.
Bene, siamo all'avanguardia.
Gli uomini fanno l'arte e le donne i figli.
No, non ho detto questo.
Sì, lo so quello che hai detto.
Va bene, io allora faccio delle foto di merda, non ho figli, non valgo niente.
Sei tu che non hai voluto figli, ricordatelo.
Però si può anche cambiare idea, eh?
Tu vuoi legare che non li volevi?
Che volevamo essere soli nel mondo, onesti, liberi?
Bene, io poi alla fine un figlio ce l'ho avuto, senza partorire.
Ma di che cosa stai parlando?
Ma di te.
Lascia che ti ricordi perché non abbiamo voluto figli.
E lascia che ti ricordi perché a te quel libro, piccoli crimini coniugali, fa
così schifo.
Perché è un libro di merda? No.
Perché dipingo la coppia.
gran teoria.
Ma perché non è così?
All'inizio c'è la violenza, quel desiderio che ti fa gettare
l'uno sull'altro, che ti fa entrare dentro il corpo di un altro.
Te ne ricordi le prime scopate?
Quei corpi sudati, gemiti, quella lotta che soltanto per esaurimento di forze si
risolve in un armistizio chiamato orgasmo.
E poi i due assassini, se intendono continuare la loro associazione,
scelgono la tregua del matrimonio.
Si alleano per combattere contro la società e cominciano a reclamare
diritti, vantaggi, privilegi.
Ostentano i frutti delle loro risse.
Per ottenere che cosa? Silenzio e rispetto dagli altri.
E qui la truffa diventa un capolavoro.
I due nemici giustificano tutto in nome della famiglia.
La famiglia, alibi supremo.
E come prima hanno fatto passare i loro baci per un servizio reso alla razza
umana, ora... Ora possono distribuire calci, schiaffi,
punizioni, in nome dell'educazione.
Possono imporre la loro nocività, la loro stupidità, la loro ottocità.
Poi gli assassini invecchiano.
I loro figli se ne vanno per formare nuove coppie di assassini.
Allora i predatori, non avendo più valvole di sfogo alla loro violenza,
finiscono per prendersela l'uno con l'altro.
Ma utilizzano colpi più subdoli.
E tutto è permesso in questa guerra, sai?
I tic, le malattie, l'indifferenza, il rincoglionimento.
Vince chi arriva a sotterrare l'altro.
Ecco la coppia.
Una associazione di killer che si accaniscono sugli altri prima di
infierire su se stessi.
Non c'è niente di peggio di un sermone cinico.
Se proprio devi fare un sermone, allora assumiti la responsabilità di essere
positivo.
A costo anche di essere ridicolo.
però è uscita bene sembra una delle tue frasi forse di stare con te il miracolo
ci sa che tu non trovi anche un lavoro che schifo
che fai dove vai? a fare pipì
di nuovo stiamo parlando? stiamo sempre parlando cazzo sempre
Quel pomeriggio ho deciso di rimanere zitto e di lasciare che tu mi
raccontassi quello che volevi. Forse l'uomo che tu mi avevi descritto si
sarebbe rivelato migliore del precedente e l'incidente sarebbe almeno servito a
qualcosa.
Volevo ascoltarti per capire con che tipo di uomo non saresti stata felice.
Ho davvero sceduto al desiderio di essere ricreato dalla donna che amo.
Ho deciso in quel momento di assomigliare a quello che volevi tu.
Ma?
Ma quello che stavi costruendo non stava in piedi.
E allora?
Non c'è nessuna coerenza nel tuo personaggio.
Oh, la coerenza, ecco, il mantra dei senza palle.
Tu mi ami.
E allora?
E allora è una buona notizia.
E quindi?
Quindi è chiaro che il problema non sono io, ma tu.
Ah, ma è geniale.
Ah, dopo tutti i pensieri, le lucubrazioni... S'è arrivata la stessa
soluzione a cui arrivano tutti gli uomini sulla terra.
Allora non vedi che hai un problema?
Vuoi ancora fare finta di niente?
Senti, non era un problema quando mi aiutava ad addormentarmi e tu stavi
fuori tutta la notte. Aiutava te, almeno non dovevi scoparmi.
Scoparmi?
Ma che ne sai tu di che cosa vuol dire scopare?
Lascia questo bicchiere. Il mio bicchiere?
È il tuo.
Tu non bevi, tu non hai problemi.
Sono otto anni che nessuno dei due beve.
No, sono otto anni che tu non bevi.
Tu non hai problemi, tu.
E invece tu hai ripreso.
Ma vedi che sei tutto.
Lascia il bicchiere.
Perché hai cercato di farmi bere?
Per fare una cazzo di cose insieme.
Io posso bere a fiumi, ma niente può farmi dimenticare.
Niente.
Dov'eri?
Che cosa è successo l'ultima sera, la sera che non ricordo?
Lo sai?
Perché mi nascondi qualcosa?
Non ti nascondo niente, tanto lo scoprirai come scopri tutte le cose.
Io non sono il tuo nemico, io ti amo.
Sì? E io invece amo bere.
E adesso mi vado a prendere una bottiglia, la apro e me la bevo tutta
nello studio, va bene?
E allora chiuditi a chiave e affogatici!
Perché non me lo impedisci?
Va bene, vuoi davvero che te lo impedisca?
L'ospedale è la prima cosa di cui mi è tornata la memoria.
È stato il nostro primo incontro.
Se lo ricordi?
Eh, sì.
Beh, non è stato di buon auspicio. Ci siamo incontrati in matrimonio, ti
ricordi? Poi loro si sono separati.
Certo che ce n'hai messo di tempo per farti avanti.
E noi non eravamo allo stesso tavolo.
No, infatti c'era un sacco di gente e di rumore.
No, rumore no, silenzio più che altro. Io non ho mai visto nella mia vita una
donna con più silenzio intorno a sé.
E il tuo sguardo?
Uno sguardo vecchio di duemila anni dentro il corpo di una fanciulla.
O ti tenevo gli occhi addosso dalla mattina, eh?
Sì. E arrivata la sera non riuscivo ancora, non trovavo ancora il coraggio
di avvicinarmi.
Perché mi avevano detto che eri uno che rimorchiava proprio a colpo sicuro. Sì?
Sì, devo dire che sì.
Però non avevo mai mirato così in alto.
Sai che ho aspettato fino a... A mezzanotte.
A mezzanotte, sì?
Eh sì.
Prego. Sì, era mezzanotte, ti ricordi?
All'improvviso ti vedo uscire dalla sala del castello, di corsa. E come ce ne
rentola. Allora, incuriosita, vado a vedere dove stai.
Esco fuori in terrazzo e non c'eri neanche lì.
No,
scusi, ma... Vomito, sto vomitando.
Credo che stia vomitando sulla mia macchina.
Oddio, mi scusi tanto.
No, no, non importa.
Vabbè, non mi è mai piaciuto quel colore, l'avrei sempre desiderato più
originale. Allora, almeno adesso è unico. Ah, sì.
La vita è davvero bastarda, vero? Beh, insomma, la vita fa un po' di testa sua.
Io credo che lei si dovrebbe lavare.
Crede? Forse sì.
Ma lei mi aspetta, sì? Eh, sì. Un uomo che ha per le macchine la cura che ha
lei va sempre aspettato.
Mi scusi, ma lei che tipo di donna è?
È il suo tipo?
Decisamente sì.
Ogni frase mi provocava un brivido di...
Mi sento il cervello completamente intorbidito.
E ho tutti i sintomi di un malessere.
Mi spiace, io non ho il rimedio.
Ma sei tu il rimedio.
Tu volevi solo sapere se ero disposta a venire a letto con te la prima sera. È
ovvio, come tutti gli uomini.
Ma tu? Ma io non sono quel tipo di donna.
Quindi non vuoi? No, al contrario, non voglio altro.
E allora perché mi rifiuti sempre?
Immaginavo un avvenire radioso per noi.
Mi scusi, c'è qualcuno nella sua vita?
In questo momento ci sei tu.
Aspetta, aspetta, aspetta. Cosa stai recitando? La scena del nostro incontro
o quella di adesso?
Eh? Quale?
E non sei stufa di rifiutarmi?
Ma io non rifiuto.
Io rimando.
Rimandi? Ma non prendi mai iniziativa?
Mi diverte pensare che sei sempre solo tu ad avere voglia.
E piccoli crimini coniugali.
Ascolta, ma tu mi hai mai desiderato?
Tu hai idee di che cosa si provi a domandarsi per vent'anni se la donna che
tu ami, che tu desideri, eh?
In realtà ti desidera davvero o ti sta facendo soltanto una gentilezza?
Lasciami! Non mi toccare!
Tu credi di essere una borghese illuminata che difende i suoi diritti?
In realtà sei una piccola provinciale senza strumenti. E il cazzo ti piace!
Poverazzo sei!
Tu devi dirmi la verità.
Devi dirmi la verità.
Che cosa è successo la sera che sono caduto? Ti prego.
Perché io non riesco a ricordare? Perché non riesco a ricordare il momento cazzo?
Forse perché ti conviene, sai?
Io non sono caduto, vero?
È da prima che guardo questa scala.
Saremo scesi e saliti mille volte insieme.
Come si fa a mancare uno scalino? Come si fa?
E quindi vai avanti?
Tu mi hai mentito.
Ah sì? Sì. Ma parli tu di menzogna.
Guarda che io, io ti sto solo proteggendo. Come sta facendo il tuo
cervello evitando di farti ricordare?
Da che cosa mi proteggi?
Ma da te!
Da te!
Quella sera quando sei tornato, mi hai trovato che stavo mettendo le mie cose
in valigia.
È ancora lì in ingresso.
Ti ho detto che... che me ne stavo andando, anzi no, per la precisione che
ti stavo lasciando.
Tu.
Ecco.
Hai reagito esattamente alla stessa maniera.
Tu. Come se io non valessi un cazzo.
Come se per tutta l'eternità...
Cos'è scritto che se uno dei due doveva andarsene quello eri tu, e non io.
E perché?
Perché... perché ero stanca.
Sì, ero stanca di tutto questo.
Ti ho chiesto di rispettare le mie decisioni e di non farmi altre domande.
Tu all'inizio...
All'inizio sembrava che mi lasciassi andare, poi... poi all'improvviso hai
cominciato a urlare.
Chi è?
Chi è? Con chi te ne vai?
Io ti ho risposto, con nessuno.
Come faccio a crederti?
Se neanche posso avvicinarmi.
Ti prego, eh.
Ti prego, non ricominciare.
Da lì in poi la discussione è cominciata a degenerare. Tu... Io
sono uscita di casa e tu mi hai raggiunto all'ascensore.
Eri fuori di te.
Io ho avuto paura e l'ascensore non arrivava. Allora ho cominciato a
scendere le scale.
Tu mi sei arrivato addosso, mi hai preso... Mi hai preso per il collo.
E...
Hai cercato di strangolarmi.
Io ho cercato di difendermi, ma... ma tu stringevi forte, fortissimo, come prima
del resto.
Allora... allora con tutte le mie forze ti ho spinto e ti ho buttato giù dalle
scale.
Hai battuto la testa.
Ti ho fatto male.
Solo qualche divido, per questo non sono venuta il primo giorno in ospedale.
Ecco perché non vuoi che io ti tocchi.
Dove vai?
Ma non sei stanco di fare sempre la solita scena, eh?
Più detto che è passato, capiremo perché è successo.
C'è un altro uomo, vero?
Nessuno.
Voi che faccio?
Che ti chieda di perdonarmi?
Non potresti mai dopo quello che ti ho fatto.
Ma sì che posso.
Solo perché dicono che è imperdonabile non è che ce ne importa.
Io posso.
Dai, entra un attimo. Ti devo dire una cosa. Vieni.
Tu lo scopri adesso, ma io sono 15 giorni che lo so.
Ed è da 15 giorni che ci rifletto sopra.
Se io ho deciso di venire in ospedale e di portarti qui a casa è perché sono
convinta.
Lo sapevo tanto che ti sarebbe tornata la memoria prima o poi.
Oppure che sarei stata io a ridartela.
Non capisco che cosa mi stai dicendo.
Ma che ti perdono.
Cose così non si perdonano.
Sì, invece.
È da quella sera che ti voglio perdonare. Non voglio altro.
Io ti ho perdonato.
Me ne vado.
Grazie per avermi addolcito la partenza.
Aspetta. Non hai capito.
Io... Io voglio che tu resti. Voglio che continuiamo a vivere insieme.
Vedo che ho tentato di ucciderti.
Che ho perso la memoria. Che cosa è cambiato?
Sono vent'anni che io sputo sangue su questa coppia. E anche mia.
Due settimane fa mi stavi lasciando e adesso invece vorresti che restassimo
insieme.
Aspetta, ti prego.
Aspetta. Vieni qua.
Vieni.
Ti prego.
Non si può sfuggire dal proprio destino Tu sei il mio destino
Anche se non ci credi, tu per me sei il sesso, sei i miei ricordi, i miei sogni,
le mie fantasie.
È questo che mi lega a te.
Sai che cosa vuol dire amare una persona con amore?
Significa amarla malgrado se stessa, malgrado l'altro.
Io amo il male che mi fai.
Perché è un male che non mi dà dolore. Perché sarebbe peggio non averlo.
Io ti amavo prima che tu mi aggredissi e continuo ad amarti anche adesso.
Il mio amore per te è come una nebbia nel profondo della mia anima.
È qualcosa che io non posso più raggiungere né
cambiare.
E anche se tu te ne andassi, questa parte resterebbe.
Io sono la tua impronta e tu la mia.
Mangiamo?
Il formaggio, però.
Eh no.
Tu lo odi.
Senti, ma ci cambiamo?
Mi faccio bella, faccio schifo così?
Sei assolutamente inguardabile.
Allora è perfetto.
Grazie.
Che cosa ti ricorda questa musica?
E la musica che c'era quella sera?
Cos'è?
Hai perso la memoria?
Sono tornato tardi verso le otto.
Era tutto spento come adesso.
Pensavo che tu non fossi ancora rientrata.
Ho messo questo cd, ho acceso la lampada sulla scrivania e mi sono seduto.
A cotermi quel silenzio, quella solitudine così rara in
questa casa.
Ho sentito un rumore dietro di me, come il fruscio di
un tessuto.
Giusto il tempo di vederti nella penumbra con qualcosa in mano.
E poi ho preso il colpo.
Piccoli crimini coniugali.
Il tuo libro migliore, in fondo.
Grazie.
Ma io non sarei mai arrivato a concepire che uno di voi potesse accusare l'altro
di un crimine.
Adesso sono io che applaudo te.
Mi hai superato.
Beh, quando in una coppia arriva la violenza poco importa.
Chi fa cosa?
E sentiamo.
Quale sarebbe la mia violenza?
La violenza... La violenza che sono passati vent'anni.
E tu mi piaci allo stesso modo.
La violenza che io ti vedo invecchiare. Io mi vedo invecchiare e non riesco a ne
annunciare a noi.
La violenza che tu sei bello.
La violenza che ho paura che te ne vai.
La violenza che tu sei un uomo e io una donna. E gli uomini invecchiano meglio.
O almeno ne sono convinti. Ma la cosa peggiore è che le donne ne sono
convinte.
Tu sei brillante.
Tu piaci.
Le ragazze...
Ti guardano per strada molto di più di quante ragazzi guardino me!
E si uccide per questo?
No, no, io non ti volevo uccidere, io volevo smettere di soffrire.
E tu mi uccidi per smettere di soffrire?
Che un uomo e una donna stanno insieme soltanto perché hanno paura di
invecchiare. Si prendono la mano perché hanno paura di andare da soli verso il
cimitero. Tu stai insieme con me solo per delle pessime ragioni.
Tu invece ne avevi di eccellenti di ragioni, di la verità. Sì, certo.
Guani! Io sono incapace di vivere senza di te.
Quella sera tu hai pensato che fossi stato con un'altra donna?
Non è questo. È questo.
Ti assicuro che è questo e come.
Eh?
Ma non è così.
È così.
Sei gelosa?
Pensi veramente?
Sì. Pensi veramente che io... che abbia tentato di ucciderti soltanto perché
sono geloso? Sì, semplifichiamo la vita. Ah, sì? E sarà antiquato, sarà banale,
sarà ridicolo, ma è così. Tu sei gelosa. Tu non sopporti l'idea che io possa
toccare un'altra donna.
Eh?
Sì. Mi fa schifo l'idea che tu possa toccare un'altra donna e poi tornare da
me. Sì.
Ecco.
Quindi sei gelosa.
Può essere... Può essere un cazzo!
Tu ti rifiuti di arrenderti e di invecchiare a cazzo.
Tu hai detto che è pura follia amare sempre.
E che bisogna stare insieme soltanto finché è piacevole. L'hai detto tu, l
'hai scritto tu.
Dove sei?
Dove cazzo sei?
Fumare è una fantasia che... non appartiene alla nostra epoca.
Non ha senso.
Però hai ragione te.
C'è.
Io non ho perso la memoria.
Amnesia era solo un modo per tentare di ritrovarti, per cercare di capire
perché.
L'hai capito?
No.
Ma va bene così.
Va bene il mistero.
E comunque... ti perdono.
Che gran gesto.
Addio.
Credo di aver vomitato sulla sua macchina.
Non si preoccupi, quel colore neanche mi piaceva. L'avrei preferito
molto più originale.
Beh, adesso è unica.
La vita è davvero bastarda.
La vita va di testa sua.
Lei che tipo di uomo è?
È il suo tipo?
Decisamente sì.
Ogni frase mi provoca un brivido lungo la schiena.
Ho il cervello intorpidito, tutti i sintomi di un malessere.
Mi dispiace.
È lei il mio rimedio.
C'è qualcuno nella tua vita?
Brucerà tutto così.
Bisognerà correre il rischio.
Grazie
Grazie.
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