All language subtitles for Portobello.2026.S01E05.Merchant.of.Death.1080p.ITA-ENG.MULTI.WEBRip.x265.AAC-V3SP4EV3R.ita

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Original subtitles

- Appuntato, come vi chiamate? - Capone Luigi.

Vabbè.

- Melluso, buongiorno. - Ecco qua la mia giornalista preferita.

È appena uscita.

Si parla di lei.

Grazie.

- Posso tenerla? - Certo, è sua.

La ringrazio.

- Arrivederci, in bocca al lupo. - Arrivederci.

- Dottor Pandico. - Ma quale dottore!

Non mi sono ancora laureato.

Comunque lei è il primo pentito di Camorra, il numero uno.

Io non sono un pentito, sono un dissociato che è ben diverso.

Pandico! Tu non sei nessuno, hai capito? Nessuno!

Anche Ulisse era nessuno

- e guardate poi che ha combinato. - Sei un morto che cammina! Scornacchiato!

- Chiudetelo in galera! - Sei un traditore infame!

Uomo di merda! Farai una brutta fine!

Il tu se lo tenga per lei.

Infame!

- Ti facciamo un culo tanto! - Uomo di merda, sei un infame!

Senza educazione, senza cultura.

- L'Italia è senza futuro. - Entra la Corte.

È spacciata.

Melluso, lei conferma le accuse fatte in istruttoria contro Enzo Tortora?

Sì.

Ha qualcosa da aggiungere?

Volevo dire che la mia famiglia voleva che accusassi i magistrati

che erano stati loro a istigarmi contro Tortora.

Volevano che mentissi per proteggermi dalle minacce che mi stanno arrivando.

Ma se io avessi ascoltato la mia famiglia, oggi non sarei qui

e forse mio fratello Angelo sarebbe vivo. Questo voglio dire.

Cornuto!

Ma che volete da me? Cornuti!

- Silenzio! - Ma che volete!

Silenzio!

Non mi fate paura!

Voi cutoliani, tortoriani, camorristi mi avete ucciso un fratello

che aveva solo 18 anni!

Vada, vada, Melluso.

Addirittura? Tortoriani! Non ci avrei mai pensato.

Giovanni Pandico,

lei conferma le accuse rese in istruttoria contro Enzo Tortora?

Confermo che Enzo Tortora è un camorrista.

- Camorrista ad honorem. - Bugiardo!

Precisamente occupa il sessantesimo posto nella gerarchia

della Nuova Camorra Organizzata.

So per certo, anche se non ero presente,

che è stato affiliato nella casa di Nadia Marzano,

alla presenza di Raffaele Cutolo e Pasquale Barra.

Basta!

Dovete fare silenzio!

Vorrei citare, se mi consente,

un passo del Vangelo di Luca, capitolo 23, versetto 34.

"Signore, perdona loro perché non sanno quello che fanno."

Ovviamente non lo voglio paragonare a Nostro Signore Gesù Cristo.

Vada, Pandico.

Chiamiamo la signora Marzano Nadia.

Prego, signora, giuramento e generalità.

"Consapevole della responsabilità morale e giuridica

che assumo con la mia deposizione,

mi impegno a dire la verità e a non nascondere nulla

di quanto è a mia conoscenza."

Dica "lo giuro".

Lo giuro.

Venga, si accomodi.

Si siede, signora.

Signora Marzano, Nadia.

Lei è qui per dare conto di quanto ha dichiarato

nel corso degli interrogatori in fase di istruttoria.

Pasquale Barra ha testimoniato al giudice istruttore

che Enzo Tortora è camorrista regolarmente fidelizzato

e che è stato affiliato alla NCO proprio in casa sua,

a Milano nel 1978, alla presenza di Raffaele Cutolo.

Lei lo conferma?

- "Confermare" è una parola grossa. - Signora, si avvicini al microfono.

"Confermare" è una parola grossa, presidente.

Vede, io...

In realtà,

per dormire, è che...

Se non si dorme, si muore. Lo dicono i dottori

e anche un po' di buon senso.

Insomma, io...

Per dormire prendo degli psicofarmaci, dei sonniferi.

Signora, non divaghi.

Lei ha già testimoniato sull'affiliazione.

Però quella notte, quando mi hanno arrestato...

proprio nel cuore della notte...

Sono arrivati dei poliziotti e mi hanno prelevato dal mio appartamento.

Ecco.

In quel periodo, insomma, io...

Nel '77 ero in montagna.

Sta smentendo le dichiarazioni precedenti, no?

Avevo mio figlio con la pertosse e lo avevo portato in montagna

come mi avevano ordinato i dottori.

Che c'entra il '77?

Lei ha affermato, ripeto,

che nel 1978 Enzo Tortora era a casa sua.

Però io ho sempre detto della pertosse.

Vai.

E mi pare...

Mi pare che fosse il '78... Cioè sì, sono sicura che era il '78.

Quindi era il 1978, suo figlio aveva la pertosse.

Lei non viveva a Milano perché aveva portato suo figlio

- per curarlo in montagna. - Avvocato, non la imbocchi.

La signora ha detto il '77.

Il '77 o il '79.

I diavoli, signor presidente!

Ma qui la domanda è semplice.

È inutile che piange.

Lasci stare i diavoli che sono complicati.

Allora, lei conferma o non conferma

che a casa sua c'erano Tortora e Barra?

Parla, conferma, su!

Pasquale Barra, sì, lo conosco,

ma non sono sicura che fosse presente.

Ma come no?

- Enzo Tortora non lo conosco. - Come non lo conosci?

Signora, a noi non interessa se lo conosce o non lo conosce.

- Vogliamo sapere se è stato a casa sua. - Cancelliere, scriva! Ha scritto?

Avvocato, lasci stare il cancelliere. Sa quello che deve fare.

Non ne dubito. Gli ho solo chiesto se ha scritto

che Barra non era presente all'affiliazione che oggi la teste nega.

No.

Non penso che fosse presente.

- Lo sentite che sta negando? - Ma lei si rende conto

della gravità di quello che sta dicendo?

Prima dice una cosa, poi il contrario, ma...

Ma che ho detto!

Presidente, la mia cliente ha già tentato cinque volte di suicidarsi.

Sì! Mia madre...

mia nonna e mio marito mi chiamavano la pazza.

Ma era solo un soprannome, perché io...

Signor presidente, noi vorremmo

che venisse messa agli atti, quale riscontro,

la planimetria del piccolo appartamento della signora Marzano...

Avvocato, un attimo. Signora, non si sente bene?

- Forse è meglio che ci fermiamo qui. - Ma no!

Mi scusi, signor presidente, è fondamentale che la teste confermi

- che non c'è stata nessuna affiliazione! - È fondamentale che dica la verità!

Non mi interrompa! Mi lasci parlare!

Signor presidente, la signora ha detto l'esatto contrario

quando ha testimoniato davanti al giudice Fontana.

- Signora, lei può andare. - No, signor presidente, mi ascolti.

La signora Nadia Marzano ha detto quello che ha detto in istruttoria

perché ha subito delle pressioni. La lasci rispondere, stava rispondendo.

- È fondamentale! - Avvocato, a me non piace infierire.

La teste è in stato confusionale.

Fa fede la sua prima testimonianza

nella quale conferma che Tortora è affiliato in casa sua.

Per noi va bene e la legge lo consente.

Maledetti! Maledetti!

Vada, signora.

Silenzio!

Nennè!

Nennè!

Ti sei scordata dell'odore mio, eh Nennè?

- Basta! - Io l'odore tuo non lo scordo!

Ti sei fatta comprare, Nennè?

Alla prossima udienza, cominciamo con il dissociato Salvatore Imperatrice.

Tocca a te.

Hai capito?

Un altro accusatore per sentito dire che si è pentito, poi si pente di pentirsi.

Alla Cassazione bastano le dichiarazioni coincidenti di tre pentiti

per fare la prova.

Incredibile, basta la parola, come la pubblicità del lassativo.

Enzo, ci siamo.

Scusi, una domanda.

Buongiorno, amici. Buongiorno.

State facendo con Radio Radicale un lavoro straordinario.

- Coraggio. - Importantissimo.

Enzino!

Enzino! Come si sta Bruxelles?

- Non risponda. - I cavolini sono buoni?

Entra la Corte.

La deposizione di Salvatore Imperatrice non potrà avvenire

in quanto... questa notte

si è tolto la vita nel carcere dove era detenuto.

Era un bravo ragazzo!

- Voi lo sapevate? - No.

Un infame in meno!

Ne sono rimasti 17!

Un cornuto mancante!

- Basta! - Mi sembrate tutti scemi. L'hanno ucciso!

- Come hanno ucciso Angelo Melluso. - Ecco.

Silenzio!

Il giorno in cui doveva confermare le accuse contro Enzo Tortora,

il teste si uccide.

Che coincidenza straordinaria.

Voi avete sulla coscienza la morte di un povero ragazzo!

Lo avete precipitato nella più terribile angoscia facendolo impazzire!

Stia zitto perché non...

Non ha il diritto di parola in questo momento!

Come si permette? Io ho ne il diritto eccome!

Faccio finta che è impazzito.

Ma si ricordi, lei che fa tanto il moralista,

Catone il censore,

che il suo cliente è stato eletto con i voti della Camorra.

La morte di Salvatore Imperatrice, voglio essere chiaro, ci dimostra

che chi coraggiosamente rompe la legge dell'omertà

paga la sua scelta con la vita! E voi venite a farci la morale?

Ma vergognatevi, vergogna!

- Si vergogni lei! - Ma è pazzesco!

Altro che farmi la morale, qui siamo oltre ogni morale!

No, voglio parlare!

Io devo potermi pulire in qualche modo,

anche davanti a lei, signor presidente, da questa ondata di fango

che si è scatenata da due anni contro di me!

Devo poterle dire con tutto il dolore, l'indignazione che provo,

chi sono realmente!

Ma insomma, c'è una così siderale distanza

tra l'uomo reale che è qui davanti a lei

e questo verme che viene rappresentato continuamente in questa aula

da darmi un brivido e un disgusto continuo.

Sono due anni che io vivo col brivido e col disgusto!

Sono due anni che combatto contro la pazzia.

Presidente, mi creda,

per un innocente è un'eternità.

Io le chiedo scusa, presidente, per questo intervento irrituale,

ma lei lo vede, io le sto parlando col cuore in mano

e anche con l'ulteriore amarezza, me lo lasci dire,

che proprio da questa città,

la città di mio padre,

sia partita questa esplosione di fango che io non merito!

Grande Enzo!

Bravo!

Fate silenzio.

Fate silenzio!

Basta!

Ho detto basta!

Dovete stare zitti!

Pandico, un commento.

Si è difeso da vero camorrista il compare Tortora

e i suoi compagni lo hanno applaudito.

E bravo.

Dunque, io gradirei che lei, signor Melluso,

precisasse almeno a che ora

o quantomeno se di giorno o di sera,

se di giorno feriale o di giorno festivo

ci fu questo incontro con Francis Turatello nella casa

che lei ha indicato, se non sbaglio, in Viale Monza.

È stato di sera quell'incontro. Potevano essere le otto, le nove.

Settembre, ottobre 1975.

Mangiatelo!

Sì, settembre o ottobre.

Non posso preciso perché è stato dieci anni fa.

Quindi lei non ricorda se era un venerdì, una domenica.

Come faccia a ricordarlo? Lei si ricorda se era un venerdì o una domenica

quando abbiamo pranzato insieme dieci anni fa?

Io non lo posso ricordare perché non c'ero.

- No, tu c'eri! - Senta, le chiedo gentilmente

- di darmi del lei, come io lo do a lei. - Ha ragione.

Le ho dato del tu come una volta. Ora le do del lei, perché è onorevole.

- Io la chiamo pure ministro, se vuole. - No, signor Tortora, basta.

Allora, guardi...

Il confronto esclude i battibecchi personali, va bene?

- Chiedo scusa. - Limitiamoci ai fatti.

Ha ragione, mi scusi, ma sono particolari importanti

ed è l'unico modo che ho

per diradare questa nebbia dei ricordi del signor Melluso

e aggrapparla alla realtà dei fatti.

Allora, dunque...

In questa casa di Turatello dove lei, secondo le sue dichiarazioni,

sosterrebbe di avermi incontrato,

ricorda, non so, com'ero vestito,

di che cosa parlammo, se l'appartamento era riscaldato.

Ancora? Come posso ricordare queste cose?

Riscaldato, freddo, come ero vestito.

Mi ricordo che lei parlava con Turatello della Democrazia Cristiana

e dicevate: "Ma che stanno facendo?" Ne parlavate male!

Me lo ricordo perché ultimamente vi ho visto in televisione

stringere la mano al segretario della DC.

Dentro di me mi sono detto: "Guarda un po', prima li criticava

e ora gli stringe la mano perché gli conviene?" È vero?

Geniale.

Con che mezzo sarei arrivato all'appuntamento?

- Era un'automobile, di che marca era? - Mi chiede cose impossibili da ricordare

per non parlare di quello che io le ho consegnato, la cocaina!

Ci arriviamo, Melluso, ci arriviamo.

Allora...

In quale anno, mese, giorno

sarebbe avvenuta la prima consegna di droga.

In un posto, leggo dalle sue dichiarazioni,

fra Melegnano e Legnano.

- È Legnano. - Adesso è Legnano.

No, perché Melegnano e Legnano sono da due parti opposte.

- La prima volta. - Sì.

La prima volta è Legnano, non Melegnano.

È inutile che fa i gesti come a dire dopo vi faccio vedere.

A me non mi fate vedere niente!

- Melluso, senza commenti e senza giudizi. - Chiedo scusa, presidente.

Allora, i contatti diretti li prendeva Turatello con voi.

Io portavo solo la roba. Voi mi aspettavate vicino a un baretto

o dentro una macchina con un amico.

Perché allora non eravate una celebrità.

È inutile che dite alla gente

che il famoso Tortora Enzo non avrebbe mai fatto una cosa del genere.

Melluso, questo è un suo giudizio, a noi non interessa.

Posso continuare?

Voi dieci anni fa non eravate nessuno.

Anzi, è stato Turatello a interessarsi

per farvi assumere alla Arredi Nuovo.

Non è vero? Non è stato Turatello a farvi assumere?

Lo nego nella maniera più assoluta e trovo abbastanza incredibile...

Tortora, eviti commenti. Lo neghi e basta.

Io non sto commentando, ma è tutto surreale.

Tortora, noi sappiamo che lei è un uomo di cultura,

ma qui di surrealista non c'è niente.

Pazzesco.

Allora...

Come, quando e dove

è, o meglio, sarebbe avvenuta la seconda consegna fantasma.

- Non ce la fa a non fare le battute. - Mi scusi, la seconda consegna.

- Quando e dove? - E possibilmente come.

La seconda volta io non vi avevo visto quando sono venuto a Cinisello Balsamo.

Voi mi avete suonato il clacson due o tre volte, io mi sono fermato,

ho fatto marcia indietro e sono venuto.

Quindi lei è entrato a Cinisello Balsamo. Da dove?

A Cinisello Balsamo si entra da più parti.

Non ci interessa da quale parte è entrato.

Melluso, questa seconda consegna?

Io ho portato la seconda volta la cocaina a Cinisello Balsamo.

E arriviamo alla famosa fotografia.

- La prova regina. - Tortora, non giudichi.

Scusi, presidente.

Signor Melluso, a proposito di questa fotografia

che sempre secondo le sue dichiarazioni,

mi ritrarrebbe insieme a lei,

può dirmi per gentilezza

in che anno, mese, settimana, giorno, ora

e soprattutto dove sarebbe stata scattata?

Non mi ricordo. Non mi ricordo.

Non si ricorda, però io glielo chiedo perché la fotografia non c'è.

Tanti hanno testimoniato sotto giuramento di averla vista.

Presidente, posso fare pure io qualche domanda?

Solo contestazioni.

Colpisci, colpisci.

Non è vero che quando abbiamo fatto il confronto in caserma a febbraio,

lei mi ha fatto l'occhiolino?

Come a dire: "Gianni, stai attento a quello che fai"?

Ma scusi, c'erano anche dei magistrati presenti.

Sì, ma i magistrati non possono vedere, mica hanno il cannocchiale.

No, scusate, a me sembra veramente più che surreale.

Siamo finiti in un quadro di Bosch? Io che le faccio l'occhiolino?

Ma insomma, siamo seri, Melluso.

Io ero qua, lei era là. Io ero malato, se lo ricorda?

Mi hanno portato da Milano con l'ambulanza.

Non c'è neanche da pensarlo, come avrei potuto farle l'occhiolino?

È al di là di qualsiasi immaginazione.

Mi permetta, è anche un'immaginazione un po' volgare e ridicola.

Signor Tortora, non commenti ed eviti i giudizi.

- Va bene. - Di gusto ed estetici.

Non hai capito che non stai più a Portobello?

Non è vero nemmeno che quando abbiamo fatto il confronto, lei mi ha detto infame

per farmi capire che mi voleva fregare?

Quello che è successo in caserma è a verbale.

È vero, allora!

È a verbale.

- Perché mi avete chiamato infame? - Perché ho imparato a mie spese

il linguaggio della galera, signor Melluso.

Lei sa che cosa significa infame? Uno che ha tradito la fiducia di un uomo.

Allora ditelo che ho tradito la vostra fiducia, perché ho cantato!

Ho detto tutto quello che non volevate che dicessi su di voi.

Per questo mi avete chiamato infame!

Kappao.

Ma lo senti, tu?

Che?

Insopportabile.

Non gocciola più.

- Buongiorno, Francesca. - Buongiorno.

No, è...

È anche il linguaggio che ripugna.

Senti cosa scrive questo.

"Occhi abilmente lucidi."

Questo non poteva guardarmi in faccia,

perché io davo le spalle ai giornalisti.

- È solo uno. - No, non è uno!

Sono molti, sono molti.

Se c'è ancora tanta gente che pensa che io sia un camorrista

e un trafficante di cocaina, è perché ci sono tante merde

che scrivono "occhi abilmente lucidi".

Ma cosa devo fare io per farmi credere? Mi devo ammazzare?

Mi devo tagliare un dito come padre Sergio?

Chi è padre Sergio? Scusami, non ti seguo.

A cosa pensi?

Penso all'applauso che mi hanno fatto i camorristi in aula

quando gridavo la mia innocenza. Ci penso sempre.

Mi dà i brividi.

Signor Pandico, ci tenevo a farle le mie condoglianze. Mi dispiace.

Giovanni, perdere la mamma è la cosa più terribile che possa esistere.

Le faccio le mie più sentite condoglianze.

Grazie, avvocato.

Entra la Corte!

Presidente? Mi scusi.

Prima di andare avanti, io... vorrei chiedere alla Corte

di concedere la possibilità all'imputato Giovanni Pandico

di poter assistere alle esequie della povera madre

che è tristemente deceduta dopo l'esplosione nel container in cui...

purtroppo ancora risiedeva dopo il tragico terremoto dell'80.

Grazie, signor procuratore, lei è troppo gentile e generoso,

ma non si disturbi, mi sento più sicuro in questa gabbia.

Mia madre...

quieta, quieta, mi aspetterà al cimitero.

È sempre stata una donna paziente e...

e capirà la mia assenza.

Ci mancherebbe, come vuole. Ritiro la mia richiesta.

Vorrei soltanto fare una dichiarazione

riguardo all'uccisione di mia madre, al suo assassinio.

Questo non credo che c'entri con questo processo.

C'entra, c'entra

e adesso vi spiego perché.

Io dichiaro

che Enzo Tortora è il responsabile della morte di mia madre.

Rappresenta Raffaele Cutolo a tutti gli effetti.

Lui è il mandante putativo dell'omicidio di mia madre.

Giovanni, guardaci!

Raffaele Cutolo è un comunista rivoluzionario!

- Silenzio! - Il mio dovere è servire la giustizia.

- È un grande compagno, un maestro! - Non basta dire mandante putativo.

- A noi servono le prove. - Le prove ci sono, signor presidente.

Presidente,

prima della mia requisitoria, io vorrei consegnarle

una lettera di Salvatore Sanfilippo,

dissociato dalla Nuova Camorra Organizzata, qui presente in aula

a me indirizzata pregandomi

di chiederle di leggerla in aula.

Decida lei, ovviamente,

o di metterla agli atti.

"Mi sento di giurare davanti a Dio che Enzo Tortora ha già provveduto

a commissionare il suo assassinio perché la odia..."

È incredibile, presidente!

Si leggono in aula le infamie deliranti di un assassino!

- Lei le sta avallando! - Chiamate i carabinieri.

- Portateli via! - Le metta agli atti, non può leggerle.

Io ne ho l'autorità

e lei non si permetta più d'interrompere, Tortora.

"Perché la odia mortalmente, dottor Marmo.

Forze mafiose che non solo hanno ucciso mio padre,

ma hanno minacciato di affogare nel sangue

tutta la mia famiglia.

Mi hanno persino invitato al suicidio facendomi sapere quanto segue.

Se ti "impicci" alla finestra..."

Ti impicchi è il significato.

"Ti impicchi alla finestra della cella, non toccheremo la tua famiglia."

Ignorante, non sai neanche scrivere! Mongoloide!

Fate silenzio immediatamente, non cominciamo!

Sanfilippo, ucciditi che è meglio!

Statevi zitti, stronzi!

Dovete fare silenzio! Silenzio!

Schifoso!

Va bene, mettiamo agli atti.

Allora.

Enzo Tortora

è un onorevole europeo

che gode dell'immunità parlamentare, qui presente a piede libero,

ma per me, mi dispiace, resta un camorrista.

Per carità.

Enzo Tortora è stato eletto con i voti di tante brave persone.

Mia madre, santa donna, probabilmente ha votato per lui,

ma anche con i voti della Camorra.

Hanno votato per lui nelle zone di grande densità camorristica.

A valanghe hanno votato per lui, in massa.

Per esempio,

il voto di Poggioreale

significa voto camorrista!

Significa 555 voti camorristi.

Io ho controllato per vedere se questi 555 voti erano veri.

Non volevo dire sciocchezze. Sono veri.

Hanno votato per Enzo Tortora perché è un camorrista.

Libero Tortora, liberi tutti.

Sappiamo

ed è ancora più grave,

che se cade

la posizione Enzo Tortora,

si discredita mediaticamente tutta l'istruttoria.

Lo pensa questo Enzo Tortora?

Ma che pensa, lo spera!

È umano,

ma Enzo Tortora

è un comunicatore potentissimo.

È l'ipnotizzatore di 28 milioni di italiani.

È l'uomo di Portobello,

ma le prove ci sono, ci sono.

Sono confessate, confermate

e controfirmate da undici dissociati, ma procediamo con ordine.

Questo processo non è uno scherzo.

È pieno di sangue.

La morte violenta del povero Salvatore Imperatrice.

L'assassinio di Angelo Melluso o della madre di Giovanni Pandico.

Insomma ci sono tanti episodi mortali.

È comprensibile

che in questa baraonda alcuni pentiti si siano aggregati

per dei calcoli personali oppure abbiano ritrattato per paura,

ma è anche vero, è anche vero

che undici pentiti sono rimasti fermi, incrollabili,

incrollabili nelle loro posizioni, dichiarandosi correi

e perciò aggravando la loro posizione di imputati.

Questi undici testimoni hanno finora resistito

agli arrembaggi della Difesa

e di una stampa liberal comunista sempre più scatenata.

La Difesa insiste con il dire

che tra i pentiti c'è una gran confusione.

Qualcuno accusa, qualcun altro ritratta.

Questo dimostra ancora di più

che gli undici irriducibili sono il contrario

dei terroristi irriducibili.

Questi sono undici irriducibili a difendere la verità

che io oserei paragonare a martiri immolati su questo altare.

Perciò io chiedo,

serenamente,

serenamente,

per Enzo Tortora

che io oso definire, lo ripeto,

un cinico mercante di morte!

Mi assumo tutta la responsabilità penale nel definirlo così!

Io chiedo

una condanna esemplare.

Ovvero...

13 anni di reclusione,

35 milioni di multa

e l'interdizione perpetua

dai pubblici uffici.

- Bravo, dottore! - Fate silenzio.

Non cominciamo un'altra volta, fate silenzio!

Fate silenzio.

Fate silenzio!

Vi faccio allontanare!

Silenzio!

Fate silenzio!

L'arte della commedia.

Diamo la parola al professore Dall'Ora.

Signor presidente, fa molto caldo nonostante l'aria condizionata

e l'aggiunta dei ventilatori che evidentemente non è sufficiente.

Comunque il caldo non è una buona ragione perché alcuni colleghi, numerosi colleghi

non indossino la toga che è obbligatoria in un'aula di tribunale.

Ora è arrivato pure Tarquinio il superbo.

Il collega milanese è venuto a farci la lezione.

No, signori colleghi, nessuna lezione.

Il nostro è un sacerdozio laico.

Vi invito a mettere tutti quanti la toga.

Ora provvederemo ad aumentare l'aria condizionata.

Va bene?

Grazie.

Bene.

Grazie.

Una mia vecchia opinione

è che le dichiarazioni di un presunto delatore,

io preferisco usare questa espressione per indicare il pentito,

non è fonte di prova.

È nulla. È uno zero.

Può avere ingresso nel processo penale a un solo scopo,

quello di aprire la via dei riscontri.

Qui al contrario abbiamo undici dichiarazioni,

eppure nulla è stato evidenziato quale riscontro dall'Accusa.

Invece i riscontri proposti dalla Difesa sono stati respinti,

come è successo per la testimonianza della Marzano.

Una donna piena di dolore, di sofferenza

che ha detto qui in tribunale di non conoscere Enzo Tortora

e che non c'è mai stata un'affiliazione di Enzo Tortora a casa sua!

Non bastava la sua tentennante testimonianza

resa a voi giudici,

le sue contraddizioni, i dubbi, la sua paura

per mettere in discussione la testimonianza al giudice istruttore?

No.

No.

È così e basta.

Vi chiedo di non credere alle sole parole dei pentiti,

alle loro dichiarazioni senza nessuna prova,

nessun riscontro.

In nome di questo principio di accusare senza prove,

sono in undici a farlo e nessuno a dimostrarlo.

Tutti d'accordo ad accusare senza nessuna prova!

A me sembra, leggendo le carte,

che il giudice istruttore sia stato ipnotizzato

e non certo da Enzo Tortora, come vorrebbe il Pubblico Ministero.

Perché se non si pensa ad una forma di ipnosi,

è dura credere alle minacce mortali subite da Gianni Melluso

quando sappiamo che la morte del fratello Angelo non c'entra nulla con la Camorra!

Non fate che la giustizia appaia come una macchina mostruosa

che digerisce innocenti e colpevoli

dissolvendone irrimediabilmente l'identità.

Non fate che Gianni Melluso

con il suo volto senza sguardo

o Pasquale Barra, reo confesso di 66 omicidi...

Tu potresti essere il 67esimo!

O Giovanni Pandico, anche lui pluriomicida e paranoico gravissimo

vincano la loro scommessa!

Allora noi diciamo al Pubblico Ministero di cui ci colpisce l'assenza,

con umile franchezza

di recedere da questa richiesta

e di chiedere con noi l'assoluzione di Enzo Tortora

per non aver commesso il fatto.

Grazie, presidente.

Grazie.

Un pensiero,

per un fiutare legittimo.

Grazie.

Grazie.

Signorina?

Scusate.

Signorina Pecoraro, come sta? Come si sente?

Sono molto felice.

Non teme qualche vendetta oggi che diventa la moglie di Gianni Melluso?

Può darsi, ma adesso penso solo al mio futuro.

27 anni sono tanti, cosa farai in attesa che Melluso venga scarcerato?

Lo aspetterò da brava moglie italiana.

- Pecoraro, andiamo? - Sei pronta?

- Andiamo. - Attenzione, per cortesia.

Scusate.

- Un attimo! - Scusate. Scusate.

- Signor sindaco. - Vi ringrazio di presenziare oggi.

- Assessore alla cultura. - Lieto.

- Assessore al turismo. - Piacere.

Assessore ai servizi sociali.

Mi scusi. Può ripetere?

- Un'altra volta? - Sì.

Bellissimo.

Un'altra volta.

Io, sindaco del Comune di Campobasso,

dichiaro in nome della legge che siete uniti in matrimonio.

Guardate...

Qui, dai.

Sorriso.

Ottimo.

Fermi.

Ecco. Un altro.

Auguri!

Sasà!

Tieni, guarda chi si è sposato.

Uomo di merda!

Guarda un po' qua. Apri.

'Azzo.

Ma com'è bella 'sta guagliona.

S'è sposata questo recchione? Aspettiamo le bomboniere!

Grazie.

Bravo.

"Intanto Gianni il bello dietro le sbarre

dice sì alla sua maestra."

Appuntato, me la toglie davanti?

Grazie.

"De la tua pace

- poi c'hai pietà del nostro mal..." - Entra la Corte!

Se qualche avvocato di parte civile o anche il PM vogliono replicare

o se qualche imputato vuole fare una dichiarazione, prima che ci riuniamo.

- Scusi un momento, signor presidente. - Sì.

- Vorrei fare una breve dichiarazione. - Dica.

Vorrei dire: "Io sono innocente, spero che lo siate anche voi."

- Vuoi suicidarti? - La sconsiglio.

È come se mettessi in dubbio la loro imparzialità

prima che entrino in Camera di Consiglio. È come se dicessi "condannatemi".

La sentirebbero come una provocazione.

Va bene.

Presidente, il mio cliente rinuncia.

La Corte si riunisce in Camera di Consiglio.

- Sono arrivate le vostre signore. - Ci chiami quando è pronto.

- Certamente. - Grazie.

- Ci vediamo domani? - Grazie.

- Buon lavoro. - Ciao.

Non mangi?

Non ho fame.

Se non mangi tu, non mangio neanche io.

- Per me, l'ergastolo. - Quale ergastolo?

Il Pubblico Ministero ha chiesto 13 anni.

- Quant'è l'assoluzione? - Sei sicuro?

- Sono sicuro. - 6 a 1.

300.000 lire sull'assoluzione.

Prestami 100.000 lire.

100.000 lire sull'assoluzione.

- Cento a uno. - Dammelo.

- A 8. - Facciamo a 10.

- Assoluzione? - Sì.

- Va bene, va bene. - Segna.

Entra la Corte!

"In nome del popolo italiano il tribunale di Napoli, decima sezione penale

riunito in seduta collegiale dal 10 al 17 settembre 1985,

visti gli articoli 478, 479, 483

del Codice di procedura penale, dichiara

Melluso Giovanni, visti gli atti e le risultanze processuali,

il Tribunale ritiene provata la responsabilità dell'imputato

in ordine ai fatti contestati e ritenute sussistenti le circostanze aggravanti,

condanna l'imputato alla pena di 3 anni e 10 milioni di multa

oltre al pagamento delle spese processuali."

E chi ce l'ha i soldi?

"Pandico Giovanni, visti gli atti e le risultanze processuali,

il Tribunale ritiene provata la responsabilità dell'imputato

in ordine ai fatti contestati

e ritenute sussistenti le circostanze aggravanti,

condanna l'imputato alla pena di 3 anni di reclusione

oltre al pagamento delle spese processuali."

Buono.

"Tortora Enzo Claudio Marcello, colpevole dei reati di cui agli articoli..."

Non dimetterti, ti ributtano in galera.

"416 bis del Codice penale della violazione dell'articolo 6

in materia di stupefacenti,

riconosciuta l'esclusione dell'aggravante, considerato il vincolo della continuazione

ai sensi dell'articolo 81 Codice procedura penale,

condanna Tortora Enzo Claudio Marcello alla pena di anni 10 di reclusione,

50 milioni di multa con interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Questa è giustizia!

- Silenzio! - Questa è giustizia!

È una vergogna!

Papà è innocente!

Giudici Pulcinella!

È una vergogna!

È una vergogna!

- No! - Basta.

L'udienza è tolta.

Dai!

È andata malissimo, non me l'aspettavo.

Oggi è stato commesso il più grave errore giudiziario

della storia del nostro paese.

- Sono sereno. - E le polemiche?

- Quali polemiche? - Su Tortora?

Non ho nulla da dire.

È una vittoria del popolo italiano, è una vittoria dell'Arma dei Carabinieri,

è una vittoria della Procura di Napoli,

è una vittoria di tutti gli onesti e benpensanti cittadini.

Bravo, Giovanni!

Ora ci aspettiamo che qualcuno dello Stato ci aiuti.

Signore e signori, la commedia è finita.

Alziamo i calici

e facciamo un brindisi a questa vittoria

che è pure la nostra vittoria. Lo possiamo dire?

E diciamolo, abbiamo vinto, vai!

Giusto, giusto!

Alla verità

e alla vittoria di noi umili cronisti.

La verità trionfa sempre, ricordatelo.

- Ce lo siamo tolto dai coglioni. - Bravo.

Monastero di Santa Chiara

Ho il cuore triste, triste

Ma perché ogni sera

Penso a Napoli com'era?

Penso a Napoli com'è?

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