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Dove vai, papà?
- Papà. - Forza, alzati!
< - Papà, perché mi picchi? < - Benedetto, andiamo.
Papà, io ti voglio bene.
Dio è amore.
La vuoi finire di fare il minchione, o no?
Abbracciami, papà.
Facciamo un brindisi agli amici.
E alle nostre famiglie.
< - (uomo) E anche ai soldi! - E anche ai soldi.
Tieni, prendi tuo fratello!
Forza, balliamo una cosa allegra!
Musica maestro!
Che hai?
Che brava tua moglie.
Si è cresciuta tutti questi ragazzi senza fare figli e figliastri.
Masino, ma si può sapere che hai?
Lo vedi Benedetto?
Sembra un po' provato.
Sì, provato...
- Com'è finita? - Tutto a posto.
Perché non II fai venire con non?
Non vogliono, questa è la loro vita.
- Devi obbligarli. - Non sono più bambini.
Antonio mi ha fatto nonno, smettila di dire assurdità.
Tu non Ii vuoi.
Sì, non Ii voglio in Brasile, loro sono perduti.
- Una bella fotografia!
Ora sì che ci divertiamo!
- Nascondi quella pistola. - Perché, si vede?
Masino, vieni qua!
Totò, vieni qua pure tu!
< Dobbiamo esserci tutti!
I ragazzini pure, qua.
Per questa bella famiglia
e per questa pace che non deve finire mai.
Pace?
Teatro.
Stai attento.
Guarda che chi inizia per primo, non perde mai.
Viva Santa Rosalia!
< I malati vogliono la grazia tua!
Viva Santa Rosalia!
Passo a passo ti portiamo!
Viva Santa Rosalia!
In ogni strada e per ogni via!
Viva Santa Rosalia!
Non è devoto chi non Io dice con me!
Viva Santa Rosalia!
< Tuoni e temporali e ti chiamiamo!
Viva Santa Rosalia!
Io me ne vado.
E quando?
Ma perché te ne vai adesso?
Le cose si stanno mettendo bene, non vedi i soldi che girano?
I soldi non te Ii puoi portare nella bara, Pippuzzo.
A Benedetto e Antonio ci devi pensare tu.
Lo sai che sono come figli.
Attenti, è pericoloso!
E'pericoloso questo mare.
Sei gelato!
Non riuscivo a uscire dall'acqua.
Stefano, io ti battezzo
nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Grazie.
- Evviva Stefano! - Evviva!
Evviva Stefano!
Abbiamo un problema con Io scalo aereo.
Quando il sottosegretario ha capito che serviva per gli aerei
in arrivo dal Perù, dalla Bolivia e dalla Colombia...
Due più due fa quattro.
< - Quanto ti ha chiesto? < - Uno e mezzo.
Facciamo due... tre.
Va bene.
Mi piacerebbe andare a vivere là con tutta la famiglia.
In Amazzonia?
- Vuoi andare a fare I'eremita? - Andiamo.
Eccellenza.
Signor Felici! Bellissima famiglia!
Grazie, molte grazie. Signora.
Sì, la verità è che qui sono felice con la mia famiglia, mio suocero...
Siamo tra amici
e quando si è tra amici si supera qualsiasi problema.
< Signori, per favore.
Fermi.
< Un'altra.
E questo che ci fa qui?
Stiamo a posto...
- Nasconditi, non ti muovere!
Non ti spaventare, Pippo.
Nasconditi!
Devi rimanere in silenzio.
< Era fuori!
Masino, era dentro!
No, era fuori.
< Dottor Felici, una telefonata per lei.
È finita.
Offro un giro per tutti.
Che ingiustizia, era goal!
- Halo! < - Come stai?
Chi sei?
Non mi riconosci?
Un amico, Masino. Come stai?
La famiglia, tutto a posto?
- Che hai detto al funerale di tuo padre? - Che ho detto?
Hai detto che Io vuoi vendicare.
Sì, è vero.
Chi Io ha ammazzato deve fare la stessa fine!
Hai mai sparato?
Sì.
Con la destra o con la sinistra?
Non ti capisco.
Tutto a posto?
Tutto bene?
Tutto tranquillo, signore.
- Papà!
Siediti.
Quando muore un fratello è come restare senza un braccio.
Fatti forza, Masino.
Totuccio si è salvato per miracolo
e ora dice che vuole ammazzare tutti i corleonesi
con le sue stesse mani.
< Ma che può fare solo?
< Non ce l'ha questa, non ce l'ha.
Tu invece ce l'hai, questa.
Tano, che vuoi?
Tutta l'eroina del mondo passa per Palermo,
ci sono miliardi per tutti.
E i corleonesi stanno scannando mezzo mondo,
femmine, bambini...
Lo sai che ha fatto Scarpuzzedda?
AI figlio di Totò Inzerillo?
Prima gli ha tagliato un braccio e poi l'ha ammazzato.
Ma che bisogno c'era?
< Non sei al sicuro nemmeno qui.
Stefano voleva fermare Riina,
ne aveva parlato alla commissione, gli voleva sparare.
Perché non l'hanno fatto?
Lo avrebbero fatto, ma Riina è furbo e alla riunione non c'è andato.
Chi c'è ancora dalla nostra parte?
Se ne stanno perdendo tanti per strada.
Sono passati con quei villani di Riina, ma noi non siamo ancora morti.
Non siamo morti, ce la possiamo ancora fare.
Ma tu devi tornare.
Lo capisci?
Pure i Salvo me l'hanno detto, Ignazio me Io ha chiesto.
E poi a Roma non siamo soli,
ci sono sempre gli amici nostri.
- E Pippo che dice? - II signor Calò?
È a Roma, dice che sta lavorando... per la sua carriera.
Io non ho paura di morire, non ho paura di niente,
ma andare là e dirgli:
"Sono qua, ammazzatemi"... perché?
Per la gloria?
Come... i kamikaze?
Sono un coglione?
Dobbiamo ammazzarli noi, prima che ci ammazzino loro.
Bisogna ragionare con calma, Tano.
- (voce di donna) Pronto? - Sono io.
- Masino? - Mi senti?
Non ti sento bene.
- Benedetto e Antonio... - Ma stai piangendo?
- Benedetto e Antonio sono scomparsi... - Passami mia moglie.
(Mekzhìorra) Pronto? Masino, sono qua.
Che succede? Hai chiamato Calò?
Certo, ma non mi risponde mai.
Masino, devi venire qua subito.
Sono i nostri figli, i tuoi figli! Sono scomparsi, capisci?
Come, non ti risponde mai?
Masino... devi venire qua!
Ora ci penso io.
Ora ci penso io!
Perché non sei a letto?
Ti stavo aspettando.
Che sta succedendo?
Niente.
Niente.
Resta qui!
Calma, calma.
La poso a terra, calma.
Calma.
Signor Tommaso "Buschetta", abbiamo un mandato di arresto
e di perquisizione della sua casa.
- II suo nome è Roberto Felici. - Iniziate dallo studio.
Poi le stanze da letto, voglio trovare la droga.
Non c'è nessuna droga qui.
E allora i soldi dove sono?
Se collabora, le cose saranno più semplici.
Ecco il passaporto, il suo nome è Roberto Felici.
Siete nella casa sbagliata! Per l'amor di Dio...
Basta, chiudi la bocca!
< Chiudi la bocca.
- Signor "Buschetta"... - Buscetta!
II mio nome è Tommaso Buscetta, devi impararlo bene.
Ammanettatelo.
Procediamo con la perquisizione.
Per favore.
Con chi hai trafficate eroina? Parla!
Chi è il tuo contatto?
Parla, trafficante di merda!
< Bella l'Italia, no?
Sì... ma non ci sto andando in vacanza.
Conosco tutta l'Italia,
o meglio tutte le prigioni d'Italia.
< Vuoi una sigaretta?
Grazie.
Quanto manca per l'aeroporto?
Dobbiamo prima passare in ospedale per fare una visita di controllo.
II governo brasiliano vuole assicurarsi di mandarti in Italia in buona salute.
Vogliono far vedere che sei stato trattato bene in Brasile.
< Che gli succede?
Tienigli la testa.
< Accelera!
< Accelera per l'ospedale!
< - Si è avvelenato? < - Ha le convulsioni! Accelera!
< Accelera che ci muore qui!
Amore.
Sei salvo.
Tutto bene?
Dottore?
Che ha?
Respira.
Respiri, coraggio.
Respiri, con calma.
- De Gennaro... - Sì.
Dove mi portate?
II Dottor Falcone vi spiegherà tutto.
- Io non parlo con nessuno. < - Vabbè...
Ora si riposi. Stia tranquillo.
Non mangia niente, Buscetta?
Non ho appetito, grazie.
No, non occorre.
< E qui siamo a Fiumicino.
< Tommaso Buscetta, 56 anni,
detto "Don Masino", è tornato in Patria con le manette ai polsi,
che nasconde sotto una vistosa coperta.
< Una settimana fa il capomafia siciliano
aveva cercato di uccidersi in Brasile con la stricnina,
ma non gli e' servito per evitare l'estradizione.
Ormai la sua presenza era diventata scomoda
per le autorità brasiliane.
Nel paese sudamericano, Don Masino
si era creato una fortuna fin dagli anni '60.
Dal Brasile era stato estradato la prima volta nel 1972.
Rinchiuso in carcere prima all'Ucciardone, poi a Torino
in seguito ad una condanna per traffico di stupefacenti,
Buscetta riuscì a fuggire nel 1980 da Torino,
in cui aveva ottenuto il regime di semilibertà
e si rifugiò ancora in Brasile.
Legato ai Badalamenti e ad altre famiglie della mafia palermitana,
cosiddetta perdente, Don Masino...
Aspetti qui.
Le presento il Dottor Pajno, procuratore di Palermo.
E il Dottor Giovanni Falcone.
Io ci tenevo a venire personalmente,
per rincuorarla che la sua famiglia negli Stati Uniti
gode di una protezione costante e assoluta.
E inoltre, presso la Commissione Giustizia,
è allo studio una legge per dare anche in Italia
garanzie materiali ed incolumità personale
a chi collaborerà con Io Stato.
Non sono un pentito.
Sì, certamente.
È libero di fare le dichiarazioni che vuole.
Volevo solo informarla che Io Stato non è inerte.
< Bene, la lascio al giudice Falcone.
< Vi auguro buon lavoro.
Allora... nome e cognome.
Buscetta Tommaso.
Fu Benedetto e fu Bauccio Felice.
Nato a Palermo il 13 luglio del 1928.
Scuola: elementare. Non ho militato.
Coniugato con figli, imprenditore agricolo.
Già condannato.
- È la legge. - SÌ, SÌ.
Bene.
Iniziamo?
Non sono un pentito.
C'ha ripensato?
Le confesso che sono un po' sorpreso,
credevo che volesse collaborare con la giustizia,
che fossimo qui per questo.
Non sono uno spione, non sono un infame.
Sono stato un uomo d'onore, sono pronto...
...a pagare il mio debito con la giustizia.
E allora...
Le dico subito che c'è una domanda alla quale io non risponderò.
< Anzi le rispondo prima ancora che lei me la faccia.
Non ho mai trafficate droga.
È inutile che me Io chiede.
Quanto fuma?
- Non ne ha più? - No.
Prenda le mie.
Allora...
Vogliamo cominciare dalla sua affiliazione?
Per dare un ordine al nostro lavoro.
Sono stanco.
Bene.
Legga... e firmi qua.
- Le do il pacchetto. - Lo tenga, ne ho un altro.
- Allora... buona giornata. - A lei.
Se ha bisogno di qualcosa mi faccia chiamare.
Grazie.
- Non lasciatelo solo mai! - Lascio la porta aperta?
Aperta.
Buscetta, vuole che Ie accendo la televisione?
Non è necessario. Grazie.
Preferisce qualcosa in particolare per pranzo?
Non ho appetito!
- Qualcosa di leggero. - Va bene.
Mamma?
Ma che sta succedendo?
Masino, ma che hai combinato?
Ma come mi hai lasciato?
Marito mio, ma che hai fatto?
< Con questi figli mi hai lasciato...
< Masino, marito mio.
< Che peso sento dentro questo petto!
Ma se ne sta andando questa colonna...
Figlio, vieni con me.
Vieni con me.
Figliuzzo bello...
Che succede?
< I prossimi interrogatori con il Dottor Falcone
- Ii farà qui. - Perché?
II Dott. De Gennaro ha disposto così per la sua sicurezza.
Buscetta, c'è una telefonata per lei da parte di sua moglie.
Venga.
Accendi, per favore.
Grazie.
Cristina.
- Amore mio, stai bene? - Sì.
- I bambini? - Sono al sicuro, stanno bene.
Dormono tutti, sono stanchi.
E tu? Come ti senti?
Sto bene... sto bene.
Ma dove vi hanno sistemato?
Per il momento in una casa, non manca niente qui.
Domani ci trasferiscono in un altro posto, spero sia definitivo.
Non posso dire di più.
Tu cosa hai deciso?
Masino, pensa ai bambini,
chiedono di te, vogliono rivederti.
E anch'io.
Devi parlare.
Cos'è questo rumore?
Come sei vestita?
Non sono vestita.
Ripartiamo dalla domanda che le ho fatto mercoledì.
La prima, l'unica:
Ia sua affiliazione... quando è entrato nella mafia?
La mafia non esiste, è un'invenzione giornalistica.
"Cosa Nostra"... si chiama.
Noi uomini d'onore la chiamiamo così.
Lei si deve figurare una piramide.
Alla base di questa piramide ci sono i soldati.
Io sono un soldato... semplice.
E il soldato fa giuramento di fedeltà assoluta.
A Cosa Nostra, per tutta la vita, non si esce.
Da Cosa Nostra.
Tre famiglie formano un mandamento.
Con il suo capo mandamento.
E al vertice di questa piramide c'è la commissione,
con il suo capo commissione che viene eletto da tutti...
...i soldati, di tutte le famiglie.
Io ho giurato fedeltà a Cosa Nostra.
Quella antica.
Più di 40 anni fa.
Ero un bambino.
L'altra volta io ho accettato Ie sue sigarette
perché era un pacchetto già aperto.
Una stecca o un pacchetto nuovo non l'avrei mai accettato.
In questa organizzazione strutturata così bene,
- qual era il suo grado? - Soldato semplice.
Con tutto il suo prestigio,
la sua autorità, soldato semplice? Perché?
Lei è un capo naturale.
II mio carattere...
Io non ho mai avuto interesse nel comandare.
Volevo essere libero di viaggiare, di giocare, di divertirmi.
Le donne mi sono sempre piaciute.
Riina diceva sempre: meglio comandare che fottere.
Per me è il contrario.
E questo Riina non l'ha mai potuto sopportare,
perché lui è ossessionato da potere, molto più che dai soldi.
E infatti non se Ii gode per niente.
Me ne ero andato, mi ero tolto di mezzo.
Ma a Riina non è bastato,
mezza famiglia mi ha fatto scannare, i figli...
Pe costringermi a tornare, ad ammazzare anche a me.
È un'arma malata.
Le voglio raccontare questa cosa.
Io ero giovanissimo, avrò avuto... 16 anni.
Ero appena affiliato e il mio capo mandamento
mi ordina di uccidere una persona.
< Era il giorno del battesimo del figlio di questa persona.
< Ed io Io aspettavo davanti alla chiesa.
< Quello come mi vede... mi conosceva di vista...
...capisce subito che era stato condannato a morte
e che ero io che avrei dovuto ammazzarlo.
< Immediatamente strappa il figlio dalle braccia della madre
e se Io stringe la petto.
< Ed io non gli ho potuto sparare,
non potevo rischiare di spaventare il bambino.
Da quel giorno, quell'uomo è uscito di casa
sempre e solo accompagnato dal figlio.
Erano inseparabili. L'ha portato all'asilo,
alle elementari, alle medie, alla cresima, comunione,
fino alle superiori.
Poi il figlio si è sposato.
Che a quel tem... i bambini non si toccavano.
Le donne, i giudici, Cosa Nostra aveva dei valori.
Dei principi conosciuti e condivisi da tutti...
Ma quali valori?
Proteggere la povera gente.
Io conoscevo un capo mandamento, Gaetano Filippone.
In tram andava! È morto senza una lira.
< - Ma ci crede veramente? - A cosa?
Non fa onore alla sua intelligenza.
Ammazzare carabinieri e giudici,
rovinare con l'eroina migliaia di ragazzi.
- Io prima dell'eroina, sto parlando. < - Certo.
- C'è una bella differenza. < - Certo.
- Infatti me ne sono andato. - Giustamente, prima dell'eroina
gli uomini d'onore non ammazzavano, rubavano polli.
Le cronache sono piene di delitti atroci!
La vecchia e nobile mafia è una leggenda! Basta!
E penso un'altra cosa, gliela devo proprio dire Buscetta.
Lei è il "boss dei due mondi".
Come se l'è guadagnato questo titolo?
Se in centinaia di pagine di verbali,
non si è attribuito un solo reato serio,
francamente se ammettesse qualche cosa,
sarebbe più credibile.
Cosa mi ha fatto scrivere prima? Che non le piaceva sparare,
ma guardare sparare? Non mi prenda per il culo!
Dottor Falcone, noi abbiamo fatto un patto.
Io Io sto rispettando.
Può firmare.
< Lei adesso diventerà una celebrità.
Ma cercheranno di distruggerla.
E professionalmente...
...e fisicamente.
Si muore per tanti motivi.
Un incidente stradale, un aereo che esplode in volo.
II cancro.
La morte ci accompagna sempre.
Si muore e basta.
Io voglio solo morire nel mio letto.
Mi basterebbe, sarebbe una bella vittoria.
Ci hanno messo insieme.
Alta stagione... è tutto prenotato.
Posso, avete finito?
- Grazie. - Prego.
< Buonanotte.
Buonanotte.
Ma com'è questo giudice Falcone?
< Io non mi fido di nessuno.
Quanti parenti ti ha ammazzato Riina?
Riina e quegli infami di amici suoi mi hanno ammazzato due cugini,
un po' di parenti di mia moglie,
gente onesta, che non era neanche di Cosa Nostra.
Poi hanno ammazzato il dottore che mi ha ricucito
dopo che mi hanno sparato.
Quei cani randagi gli hanno fatto la festa.
Gli abbiamo fatto prendere troppo campo.
Sì, ma ora Riina, la sua famiglia,
la sua discendenza, gli amici suoi, Ii ammazziamo uno a uno.
Per l'animo infiammato e il dolore che ho,
con queste mani Ii vorrei scannare.
E pure Pippo Calò, cornuto e furbo.
Facciamo pure un favore al Dottor Falcone a levare di mezzo questa mondezza,
facciamo contento pure lui.
Totuccio, Cosa Nostra è finita, ora bisogna solo parlare.
Buonanotte.
< Masino, ti ricordi quando eravamo all'Ucciardone?
Mangiavamo aragoste, champagne, c'era il caviale...
Qua ci hanno portato zucchine, riso e carotine.
< Ma che razza di carcere è, Masino?
E i pezzi di fica che arrivavano?
Certe scopate ci facevamo...
Che grandissime zoccole che erano.
Ma quanti anni hai, Masino?
Ancora pochi.
< Andiamo che Buscetta deve scopare.
- Usciamo subito. - Forza che deve scopare.
Fuori, uscite.
Spogliati.
< Questo è Scarpuzzedda.
Giuseppe Greco detto "Scarpuzzedda".
È l'assassino di Stefano Bontate, di Salvatore Inzerillo.
Tano Badalamenti, in Brasile mi ha detto che...
...prima di uccidere il figlio di Inzerillo,
- gli ha tagliato un braccio.
Avanti.
Grazie, poggi qui-
Ho letto nei suoi occhi che ha pensato
che sia avvelenato.
L'ho pensato, è vero.
Ma per me o per lei?
Grazie.
Ne abbiamo bevuti tanti, perché proprio questo?
Eh no... proprio perché stiamo finendo...
Lei veramente pensa che quello che io le ho detto,
quello che lei ha scritto... è ancora segreto?
Dottor Falcone, ci sono uomini d'onore non solo in Sicilia.
Anche qua. A Roma.
Hanno solo imparato a farsi bene il nodo alla cravatta.
Faccia i nomi, Buscetta. Per Io Stato non significa niente.
Per me non ci sono intoccabili.
E non mi fraintenda, ma ho più paura dello Stato che della mafia.
Da me vuole i nomi?
Non li conosce?
I nomi che si leggono ogni giorno sui giornali Ii fanno tutti.
Lei è giudice, me Io insegna lei:
per accusare qualcuno ci vogliono le prove.
Le prove arriveranno.
Nessuno si immaginava che lei collaborasse con un giudice
e Io sta facendo.
Dottor Falcone, noi dobbiamo decidere solo una cosa.
Chi deve morire prima, lei o io?
Continuiamo.
- Da questo. < - Questo è Bagarella Leoluca.
< Ha ucciso lui personalmente Boris Giuliano.
< E questo è "il Papa", Michele Greco.
Sarebbe il capo della Cupola...
Ma Riina Io muove come fosse un pupazzo.
Pietro! Pietro!
Pietro! Aiuto!
- Qua sono! - Signora Buscetta... - Non chiamatemi più Buscetta.
Io rinnego questo nome, io rinnego Tommaso Buscetta!
Non dite più che è mio fratello.
Quel nome non Io posso sentire nemmeno nominare,
perché ha levato la pace alla mia famiglia!
Mi ha reso la vita un inferno!
Abbiamo cominciato a vivere nella paura
da quando quest'illustre signore si è messo a parlare!
Hanno ammazzato mio marito che non aveva colpa.
Solo per il nome!
Solo per il nome!
E adesso a casa nostra non si vive più!
Non si vive più. Io non voglio chiamarmi più Buscetta!
E se questo signore è un uomo,
dovrebbe ammazzarsi! Dovrebbe impiccarsi.
Come Giuda Iscariota.
Signora, ma... il perdono cristiano...
- Lei crede in Dio? - Sì.
Ma prima si ammazza e poi Io perdono.
- Chi è? - Sbrigati!
Metti quattro cose in valigia e scendi subito. Muoviti!
< Non abbia paura, siamo Ia polizia. Lei è in arresto!
- No... vi state sbagliando! - Lei è in arresto!
Mario Aglialoro mi chiamo io, sono una persona onesta!
< L'imputato Badalamenti Emanuele, non presente.
L'imputato Bagarella Calogero, latitante.
Imputato Bagarella Leoluca, latitante.
< L'imputato Brusca Giovanni, non presente.
< L'imputato Buscetta Tommaso, non presente.
< L'imputato Calamia Giuseppe, presente.
< L'imputato Calista Gaetano, presente.
< L'imputato Calò Giuseppe, presente.
< L'imputato Contorno Antonino, presente.
< L'imputato Contorno Salvatore, non presente.
< - L'imputato Enna Vittorio, presente. - Presidente!
L'imputato si è cucito la bocca con ago e filo.
- Ma chi? - Salvatore Colano, si è cucito Ia bocca con ago e filo.
- Signor Presidente! - Scusi, può parlare all'interfono?
< - Dica! - Salvatore Ercolano,
mio compagno di sventura, mi ha chiesto di leggere
questo suo messaggio.
"L'unica mia difesa è la bocca.
Ma a questa bocca non crede nessuno.
Così me la sono cucita."
Ma com'è possibile?
- Come si è procurato ago e filo? - Che cosa hai fatto?
Tu con noi devi parlare, non puoi fare di testa tua!
Con questo gesto, sig. Presidente,
il mio cliente intende protestare
contro il sistema dei cosiddetti pentiti,
- che Io accusano ingiustamente! - Va bene, avvocato.
Allora, possiamo continuare con l'appello...
VERSI < - Faia Salvatore, presente.
< Graviano Benedetto, non presente.
- Che succede? - Forse ha una crisi epilettica.
Aiuto! Aiuto!
Sinagra Vincenzo da in escandescenza,
preferendo delle grida inintelligibili.
< Riprendiamo l'appello.
- Greco Michele, latitante.
- Ancora? Non è possibile!
Qui è un manicomio!
È necessario un presidio psichiatrico permanente.
- Signor Presidente? - Si avvicini all'inten'ono.
Mi scusi signor Presidente,
ma accuso un certo nervosismo
dovuto al fatto di avere sempre tutti gli occhi
puntati addosso, da stamattina. Sia davanti, sia dietro.
Ora, queste guardie sempre qui davanti...
...che mi guardano. Io non ho niente contro di loro.
Ma io ho bisogno di guardare negli occhi di voi giudici.
Devo guardare negli occhi, perché uno sguardo è importante.
Uno sguardo... può dare cazzotti, uno sguardo può pure ammazzare!
Come diceva Michel Butor:
"Lo sguardo è l'espressione della realtà".
Io ho bisogno di guardare dentro gli occhi
- di chi mi sta giudicando. - Queste sono misure ordinarie
di sicurezza, signor Leggio.
Ma... l'ordinaria di sicurezza qual è?
Quella di innervosire il detenuto?
Di non farlo ascoltare? Io non Io so!
< Venite!
< Cosa ne dici?
< Lo vuoi vedere alla luce del giorno?
Magari, grazie.
< - Come Io vede? - Posso vedere qualcos'altro?
Certamente.
Voglio provare quella.
Ma è Andreotti quello?
Sì, è Andreotti.
Ecco qua.
Posso chiederle per che occasione è?
Una battesimo, un matrimonio...
Per un'occasione di giorno, il grigio è bellissimo.
< II Presidente va via!
< - Arrivederla Presidente! - Arrivederci.
Arrivederci, sig. Presidente.
< Che dobbiamo fare?
Niente. Fateli passare.
< Allora Buscetta, l'abbiamo sistemata qua.
Dal televisore potrà seguire la diretta del processo.
Lei ha il mio numero... mi chiami pure quando vuole.
È controllato 24 ore su 24.
- Non sarà mai solo. - Una cortesia...
- Potrei vedere l'aula? < - Ma certo.
Mi segua.
- Calò dove sta seduto? - Nella cella n.7.
Molto bene.
< II divieto di fumare vale per tutti,
perciò anche per lei!
Non posso fare eccezioni.
E non possiamo ogni volta intervenire nelle gabbie,
per far rispettare questo divieto.
Sig. Presidente, io chiedo il permesso di fumare il sigaro!
E non Ie sigarette... per ragioni terapeutiche!
< Non per vizio e neanche per diletto.
< Per un abuso di gioventù, purtroppo la mia respirazione
si è compromessa. II dottore mi ha detto
che se non fumo, vado in iperventilazione.
Insomma... debbo fumare.
Leggio... io le credo.
Ma allora mi deve portare un certificato medico,
ed io la autorizzerò immediatamente.
< Avanti!
< Mi pare, avvocato Costa,
- che avesse chiesto la parola. - Sì, sig. Presidente.
Volevo... comunicarle che l'imputato Tommaso Buscetta,
che aveva rinunciato a comparire,
- è a disposizione della corte. - Bene.
- E allora interroghiamolo.
- Signori, silenzio!
Si tratta solo di un primo interrogatorio.
< Ce ne saranno altri. Si faccia entrare l'imputato.
< Signor Buscetta!
< Tommasino!
Vi ricordo che non potete fotografare l'imputato con i flash!
Nè chiamarlo per nome.
Allora Buscetta...
Lei... in sede di istruttoria
ha reso un lunghissimo interrogatorio di 487 pagine.
Sì e confermo tutto.
Io sono stato e resto un uomo d'onore.
Sono entrato in Cosa Nostra con uno spirito
e dentro di me quello spirito non è cambiato.
Sono loro che hanno tradito gli ideali di Cosa Nostra.
Per questo, signor Presidente, io non mi considero un pentito.
Signor Presidente, chiedo di essere interrogato.
- Parli al microfono. - Non mi serve il microfono.
E poi mi sentono tutti.
E poi io la devo guardare in faccia direttamente.
< E siccome il signor Buscetta ha detto un sacco di bugie...
Per esempio, dice che non mi conosce
ed io invece affermo che mi conosce,
io devo avere la possibilità di fare delle domande
- a questo signore. < - E va bene.
Lei le domande le può porre in sede di confronto.
< Metta a verbale.
Presidente... anche io, Tommaso Spadaro,
chiedo di essere interrogato.
Ho delle documentazioni che possono provare
che Buscetta è un bugiardo.
< Va bene, anche lei sarà messo a confronto.
- Ho dei documenti in mano < - Va bene.
Signor Presidente, qua, qua...
Qua, io sono signor Presidente, mi scusi.
Io mi chiamo Giuseppe Bono
e voglio guardare in faccia quell'infame di Buscetta.
< Signor Presidente!
Anch'io vorrei un confronto con il signor Buscetta.
Va bene, allora metta a verbale:
Spadaro Tommaso, Bono Giuseppe,
aggiunga anche Calò Giuseppe, c'è nessun altro?
Io... anelo questo confronto, signor Presidente.
< Traditore! < Vergognoso, sei!
< Pezzo di merda!
Presidente, siccome noi non vediamo Buscetta,
ed è importante vederlo in faccia...
< Si dice proprio faccia a faccia.
No, no e no.
Gli avvocati non devono vedere gli imputati, né il teste.
< E' una cosa che si impara al primo anno di università
quando si dà procedura penale.
< E allora io devo avere un Codice diverso.
< Perché in nessun Codice ho letto che l'avvocato
non debba vedere in faccia l'imputato.
Ne fate a meno, motivi di sicurezza impongono...
Ma signor Presidente, Buscetta è un imputato,
non è... Padre Pio da Pietralcina.
E questa teca di cristallo ci mette in una posizione
di evidente inferiorità.
< Ci vogliono condannare a tutti!
Certo... perché a Roma c'è qualche pezzo da novanta
che sta facendo a patti per farci restare tutti qua dentro.
- Questa è la verità.
Basta... basta!
< Basta, signori, basta!
Sia ben chiaro che i detenuti che non osserveranno
con religioso silenzio saranno estromessi dall'aula.
Allora, incominciamo...
Senta Calò, perché lei ha chiesto
un confronto con Tommaso Buscetta?
Che cosa gli contesta? Ha letto i verbali?
Sì, sì, Ii ho letti i verbali.
Ed è tutto falso.
A cominciare dal fatto che noi ci conosciamo.
Lo conoscevo bene il fratello, signor Presidente,
- non lui. - Eravamo amici.
Ci conosciamo da quando eravamo bambini.
Sono io che l'ho fatto entrare dentro Cosa Nostra.
Poi lui è diventato capo del nostro mandamento,
Porta Nuova, prima di passare coi corleonesi.
Ma non è vero.
Io ero amico del fratello
e questo fratello si era molto affezionato a me...
Quello vivo o quello che mi avete ammazzato?
Buscetta, le domande le faccio io.
Veramente... Non Io so, posso continuare?
- Prego. - Parla!
Dicevo, di questo fratello, Vincenzo.
Ho detto anche in un'altra sede
che io ho passato con questo fratello un anno e mezzo
dentro la stessa cella.
Un giorno, Presidente, con Ie lacrime agli occhi
mi disse: "Vedi Masino che cosa mi ha combinato.
Se n'è andato di nuovo
e mi ha lasciato un figlio in carcere e l'altro drogato.
Li ha rovinati, completamente rovinati...
Questo mi ha detto e questo vi dico per farvi capire
di cosa è capace il signor Masino Buscetta.
Buscetta, lei vuole replicare qualcosa?
- Io sono arrabbiato con... < - E arrabbiato?
< - Arrabbiato? Lascia stare. - ...con costui.
- Perché in 487 pagine... - Si arrabbiano i cani!
...di interrogatorio io non ho mai toccato
nessun problema familiare di nessuna persona.
E non Io farò mai.
La famiglia per me è sacra.
Anche la tua!
Calò, quindi lei contesta a Buscetta il fatto che vi conosciate.
Certo! Io Io sto conoscendo adesso.
Adesso che è famoso.
Ma io e lui non siamo mai stati amici, signor Presidente, mai.
- Ah, non siamo mai stati amici io e te? - No, mai.
- Io non ti conosco. - Ah.
Signor Presidente, posso mostrare alla corte una prova
che credo sia consona a dimostrare
- chi fra me e costui dice la verità? - Prego, proceda pure.
Maresciallo, se vuole... Grazie.
Quello sono io, mica mio fratello.
Uniti, no? Abbracciati.
< Vedi, vedi.
< La mano sulle mie spalle è la sua.
< La vedi?
Prego Cancelliere, metta agli atti.
Signor Presidente, io mi affido veramente alla sua intelligenza
e all'intelligenza della corte.
Quindi, secondo questo signore, io devo essere amico,
di tutte le persone che incontro,
che ne so, a un matrimonio o a un battesimo,
ad una cresima... E mi devo pure ricordare di tutte queste persone!
Ah, tu non ti puoi ricordare?
Io ho dato il mio sangue per tuo figlio quando ne ha avuto bisogno.
< Il sangue mio gli ho dato!
Mascalzone, bugiardo, rinnegheresti pure tua madre!
- Tu sei un bugiardo!
Tu sei un bugiardo!
- Basta, per favore!
Ecco, ecco... il consenso mafioso, eccolo qua.
< - Bugiardo, sei tu bugiardo! - Basta!
E sei anche truffatore, tutta l'Italia hai truffato!
Per questo ti meriti un bacio e una medaglia,
- solo per questo. - La medaglia sì.
II bacio no, perché ti ricordo che hai baciato i miei figli
e hai lasciato che Ii ammazzassero.
Ma come ti permetti di farmi queste accuse?
Perché non mi avete fatto ammazzare anche a me?
Perché non mi avete fatto ammazzare anche a me?
- Buscetta... - Non mi chiamare Buscetta,
chiamami in un altro modo, non mi chiamare Buscetta.
- Chiamami in un altro modo. - Buscetta!
Dio è grande, caro Buscetta, Dio è grande e io ci credo.
- Non dire caro... - E credo anche ai miracoli.
Leva il caro... Adesso sono ben guardato.
Devi aspettare, non mi puoi far sparare,
- devi aspettare qualche anno. - Vabbè, aspettiamo.
- Eh bravo, bravo - Aspetterò, signor Presidente.
Finalmente sei stato sincero, per una volta sei stato sincero, bravo.
Se dobbiamo passare alle minacce,
Io chiudiamo subito questo confronto.
Signor Presidente, minacce? Queste sono minacce?
Allora, le dico un fatto nuovo... inedito
Pezzo di infame, spione.
Nei verbali non c'è, me Io sono ricordato adesso.
Signor Presidente, è disposto ad ascoltarmi?
- Prego, continui pure. - L'ultimo arrivo! - Come?
- Dico, l'ultimo arrivo. - Sì, l'ultimo arrivo.
A differenza della tua, la memoria ancora mi aiuta.
Nel 1979 io sono in carcere, apro il giornale e leggo:
"Scomparso".
Una persona... un membro della sua famiglia,
perché io non appartengo più.
Come incontro il signor Calò, gli chiedo:
"Che cosa ha fatto Giannuzzo per scomparire?".
Tu ti ricordi che cosa mi hai detto?
"Eh, la commissione me Io ha detto".
"Sì, ma tu hai detto alla commissione
che questo era un bravo ragazzo?
Che aveva sofferto tanto, la fame, la galera,
che non aveva nessuno..."
"Eh, la commissione me Io ha detto, non ho potuto fare a meno."
Giannuzzo Lallicata, il tuo pupillo era.
E tu con le tue mani l'hai fatto.
Un uomo della nostra famiglia.
Tu invece di proteggerlo, di chiedere qual era la sua colpa...
< - Ma di cosa parli? - Eh... di cosa parlo...
< - Famiglia, pupillo... < - Invece di chiedere
che cosa aveva fatto per scomparire,
- per essere affogato! - Ma dico, Giannuzzo?
Ma dico, ma ora, queste cose che stai tirando fuori...
Non Io so, che cosa sono? Sono cose che ti dicono di dire?
- Ma chi? - Che ne so?
È che tu devi insistere sempre nelle tue bugie.
Adesso Io vedono i giudici se queste sono bugie.
- Sì, sono bugie! - Ora si accerta.
Perché altrimenti questo premio non te Io puoi prendere,
vero Buscetta, sto premio non te Io puoi prendere.
II fatto è che tu da sconfitto da qua non te ne vuoi andare.
- Non te ne vuoi andare sconfitto. - Io sono sconfitto.
Io sono carcerato, come te.
Io ho perso tutto, ho perso la mia famiglia,
ho perso gli amici, ho perso la mia libertà, tutto ho perso.
Ma questo tu te Io devi vedere, veditelo tu che cosa hai fatto!
- Ipocrita! < - Tu devi dire mia colpa, mia massima colpa.
- Tu Ii sai i fatti! - Ipocrita!
Lui lo sa benissimo, di quanto io rispettavo suo fratello
- e i suoi figli, Io sa benissimo... - ipocrita!
Quando lui dice queste cose mi fa molto male.
Perché Io sa benissimo, io sono sicuro,
- che quando è morto il fratello... - Ipocrita.
...dispiaceva più a me, che a lui che se ne stava dove?
- Dove se ne stava? In Brasile. < - Ipocrita.
In Brasile a fare la bella vita, a festeggiare e stare tranquillo.
- Ipocrita! - Infatti solo dopo si è pentito, solo dopo...
- Ipocrita. - E perché non fai il pentito anche tu?
Dì le cose... Perché non fai il pentito anche tu?
Va bene, io direi che questo confronto
Io possiamo terminare qui.
Riaccompagnate Calò nella sua cella.
Vi auguro una buona giornata.
< Allora, possiamo procedere
con il prossimo confronto: Spadaro.
II mio cliente rinuncia al confronto.
< Bono?
II mio cliente rinuncia al confronto.
< Leggio?
< Rinuncia al confronto.
E non c'è più nessun altro
che vuole avere un confronto con Tommaso Buscetta?
Ce ne andiamo a fumare, signor Presidente...
Silenzio!
Per favore, silenzio!
< Basta, silenzio!
Basta! Per favore!
Silenzio!
Si-len-zio!
Senta Contorno, lei ha parlato del traffico di droga,
del fatto che si sono tutti arricchiti,
che sono diventati milionari.
Signor Presidente, finché c'era il contrabbando di sigarette
funzionava tutto bene, poi quando è arrivata l'eroina,
questi si sono guastati il cervello per i soldi,
ne volevano sempre di più.
Ma ora i ragazzi stanno morendo tutti, pure i figli loro,
pure loro hanno i loro lutti per la droga.
Sì, perché tuo figlio non è morto di AIDS?
Silenzio, per favore! Fateci continuare!
E l'altro non è morto ammazzato? Ma stai zitto!
Non è morto ammazzato tuo figlio?
Che poi è il figlio di quello che mi ha sparato a Brancaccio,
che aveva una sorella, anche lei morta di eroina, uscì su tutti i giornali...
Hanno perso tutto, ma non si sono fermati.
Hanno perso i figli, il sangue loro, ma sono andati avanti come le pecore,
come mi insegnavano a scuola, che avevo una maestra
che mi fece capire, che poi andò in pensione...
E le pecore tutte giù nel burrone a seguire la prima.
Poi, il signor Riina fa un passo di lato, si fa da parte
e le pecore finiscono tutte nel burrone, non si salva nessuno.
Presidente, qua ci vuole un interprete!
Tutti i miei colleghi che vengono dal continente non hanno capito nulla!
Contorno, basta. Non parli così!
Guardi, non si capisce niente.
- Non si salva nessuno < - Deve parlare in italiano!
È un'abitudine che ho naturale, se non corro perdo il filo.
< - Prego. - Eh prego.
Sono confuso adesso, che stavo dicendo? Non mi ricordo.
- II concetto della droga che stava... - Della droga.
Se segue il mio concetto, il mio discorso,
i guadagni con la droga sono enormi,
e questi sono andati allo sbaraglio, nessun valore.
Questa non è più Cosa Nostra, è diventata "cosa mia personale".
Ammazzano pure i bambini appena nati.
E questi me Ii chiama uomini d'onore? Scherziamo?
Cornuto! Infame!
< Silenzio!
< Basta!
Infame a chi? Cornuto tu e la tua razza!
Come ti permetti di dire queste cose?
Per favore! Lei deve guardare me, non deve fare gesti!
Se mi dicono cornuto, io insulto loro.
No! Lei non deve fare gesti verso Ie gabbie!
Ma io non sono cornuto, signor Presidente.
- Lei è Presidente? < - Lei guardi me!
E facesse il Presidente!
Ma cosa c'entra?
Se rivolgono parole di ingiuria a me, io le rivolgo a loro.
Sennò mi alzo e me ne vado!
- Contorno, per favore. - Che dobbiamo fare qui?
Per favore... si sieda.
< Allora, possiamo ricominciare? Stava parlando...
- Allora... - ...dei guadagni provenienti dal traffico di droga.
I soldi della droga, dei sequestri e compagnia bella,
Ii maneggiava tutti il signor... Pippo Calò.
Che poi lui e Riina sono come il gatto e la volpe di Pinocchio.
Poi dopo che mi hanno sparato, me ne sono andato da Palermo.
Si riferisce all'attentato subito in data 25 giugno 1981?
Non ricordo il giorno, non mi interessava ricordare quella giornata così brutta.
Presidente non si può andare avanti così,
siamo in un'aula di tribunale, che Contorno parli in italiano!
< - È incomprensibile! - Italiano...
Italiano...
Io sono siciliano, ho sempre parlato siciliano.
L'italiano non Io so, sono sotto zero, o siciliano o niente.
Se mi viene un po' d'italiano, parlo italiano,
se mi viene siciliano, Io dico in siciliano.
- Sennò mi alzo e me ne vado. < - Procediamo con calma.
Almeno lei parli... poco più lentamente.
< - Adagio adagio, forza. - Allora, stava dicendo
che dopo il suo attentato si trasferì a Roma.
Sì, sono andato a Roma.
Sono andato a cercare il signor Pippo Calò.
Ancora?
< - Tanto Roma Ia comandava tutta lui. - Tutte bugie...
- Ma proprio tutta... - Sì, guardi me!
- Non guardi là, guardi me! - Sì.
Lì potevo nascondermi, perché Roma è grande,
non è come Palermo,
e poi potevo andare a uccidere il signor Calò.
- Dottor Falcone. - Buongiorno.
lo li odio questi infami
perché mi hanno ammazzato i parenti.
E dico la verità, l'elemento principale per l'uccisione fu...
- Siamo in partenza? - Eh già.
L'ultima sigaretta?
- Prego. - Grazie.
Non è contento di tornare a casa?
L'America non è casa mia. Casa mia è qua.
Certo, sono contento, torno da mia moglie, dai miei figli.
Otto figli ho fatto io.
Mio padre ha fatto meglio di me, io sono l'ultimo di 17.
Dottor Falcone lei non...
La vita non è eterna, con i figli è più bella.
A me piacciono i bambini.
Aspettiamo la sentenza e poi chissà...
È giusto.
Questa guerra non è finita, è appena cominciata.
I mandanti, chi tira ifili, sono a Roma,
e Iì dobbiamo arrivare,
senza possibilmente farsi ammazzare.
- Morire nel proprio letto. - E il più tardi possibile.
La mafia non è invincibile, è un fenomeno umano,
ha avuto un inizio e avrà una fine.
II prima possibile speriamo,
così io me ne torno a Palermo
e vado a mangiare un bel gelato a Mondello.
Buon viaggio.
< Andiamo.
In nome del popolo italiano la corte di assise prima di Palermo
in data 16 dicembre 1987, visti gli articoli di legge dichiara:
"WE WISH YOU A MERRY CHRISTMAS" DALL'ALTOPARLANTE
Che posso fare per lei?
Quel fucile...
< Dia pure un'occhiata.
Questo è un AR15.
È un fucile leggero, semiautomatico.
- Posso? - Prego.
< È per un utilizzo specifico?
È per divertimento.
Vita mia vieni qua.
Attento.
Che hai fatto oggi?
Niente, ho fatto compere.
Una vita da disoccupato.
- Era in offerta. - Hai già un'arma.
Sì, ma mi sento più sicuro.
Ho promesso a Stefano di portarlo a cena
con Tommaso e la ragazza.
È un problema?
No.
Grazie.
< Tutto bene, signori?
Molto bene, grazie.
Possiamo avere due bottiglie d'acqua, una liscia e una frizzante?
Certo. Altro da bere?
Vuoi vino?
Certo, rosso.
Due bicchieri di vino rosso, grazie.
Lasciatemi cantare, perché ne sono fiero,
sono un siciliano, un siciliano vero.
Torniamo a casa.
< Signora, questa è Ia vostra nuova casa.
- Dov'è la cucina? - La cucina è Iì.
Qui c'è un bagno.
- E le camere da letto? < - Sono al piano di sopra.
< Qui c'è il soggiorno e fuori c'è il giardino.
E il tettuccio apribile?
È elettrico?
- Elettrico yes. - Electric.. la luce.
- Ah, il tettuccio!
- Si apre e si chiude... - Ettricamente?
Così ti escono le corna di fuori.
< E il riscaldamento?
< Dalle nostre parti fa molto freddo.
- Se si può mangiare in macchina? - No.
Ti porti quello che ti pare e te Io mangi.
Riscaldamento... per il freddo.
Ah, il riscaldamento! C'è!
Dalle vostre parti avete il cambio manuale, vero?
La fica... Sì, la fica di tua sorella.
Senti, mi hai rotto, sono tre ore
e ancora non ti sei preso la macchina.
Prendi le chiavi e vai dal principale.
Non so quanto costa... Quanto vuoi?
I soldi? 5000 dollari.
Avanti, muoviti che mi stai rompendo la minchia.
È assicurata?
Vattene, dai. Cosa inutile.
- Se la prende? - E certo che se la prende.
Ha le chiavi in mano, deve prenderla.
Minchia, mi sembrava un dialogo tra sordomuti.
Ancora non l'hai imparato l'inglese?
Manco parlo l'italiano, figurati l'inglese.
Tanto mi capiscono, parlo con le mani io.
Perché mi hai chiamato, Totuccio?
Ti faccio vedere questa bella macchina.
Io di soldi non ne ho.
- Si guadagna bene? - Si guadagna, Masino.
Campiamo, ringraziando il Signore.
Campiamo...
Eravamo abituati ai milioni, ai miliardi.
Ora mi devo far mantenere da mia moglie.
Questa cosa mi secca.
Ma che hai? La pistola in tasca?
La porto sempre qua, incorporata,
tipo John Wayne.
E Gary Cooper...
Ma ora Ia lascio qua, tanto a Palermo trovo sempre qualcosa.
Revolver, Kalashnikov, tritolo, bombe a mano, quello che ci vuole.
Perché, torni a Palermo? Torni in Italia?
Finché non ho sistemato tutto, non sto bene.
Riina è ancora vivo, non mi do pace, devo fargli la festa.
Ma da solo?
- Vuoi farti ammazzare? - Non sono solo.
E poi non ho niente da perdere.
Ma Riina e Calò Ii devo ammazzare, non ci sono santi.
Calò è in carcere, ci deve restare tutta la vita.
Lo so che è in carcere,
ma il mio piano è buono.
Per cominciare ammazzo Riina,
poi mi faccio prendere e mi faccio mettere nel carcere di Calò.
A Novara?
E là si trova un modo per staccargli la testa a quel gran cornuto.
Ha appoggi importanti, quello.
Finisce che scappa, Io facciamo scappare?
Tu sei pazzo.
Lo so.
Così mi dice la testa.
- E tua moglie? - Mi aspetta.
- Qua? - Mi aspetta qua.
Lo sa che non posso cambiare, sono uno spirito libero.
Neanche il Padre Eterno può cambiarmi.
E te ne torni in Italia, in Sicilia.
II gelato a Mondello...
È stata l'ultima cosa che ho detto a Falcone
quando ci siamo salutati.
Lui mi ha stretto la mano.
Verso il caffè?
Do le chiavi a Giuseppe, mi accompagnate in tribunale
e ci vediamo stasera a casa.
Va bene.
Buonasera.
Siamo in grado di darvi le prime immagini
dello spaventoso attentato,
nel quale ha perso la vita il giudice Giovanni Falcone
con i suoi uomini della scorta.
Festeggiamo questo gran cornuto!
< Finalmente ti sei levato dalla minchia!
Alla salute del giudice!
Alla salute di 'sto cornuto!
Schifoso, finalmente sei morto!
Cane!
Cosa inutile!
Per noi qui presenti, perché celebrando la Pasqua del Signore
moriamo al peccato e risorgiamo alla vita nuova, preghiamo.
Ascoltaci, O Signore.
Io, Rosaria Costa,
vedova dell'agente Vito Schifani.
A nome di tutti coloro che hanno dato la vita per lo Stato,
chiedo innanzitutto che venga fatta giustizia.
Adesso, rivolgendomi agli uomini della mafia,
perché ci sono qua dentro certamente non cristiani,
sappiate che anche per voi c'è possibilità di perdono.
Io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio,
- se avete il coraggio di cambiare.
Ma loro non cambiano.
Devo tornare in Italia.
Perché devi tornare? Te l'ha chiesto De Gennaro?
Voglio... tornare in Italia.
L'ho promesso a Falcone.
L'hai promesso? Ma Falcone è morto.
Devo tornare e basta!
Tu e Stefano venite con me.
Io non vengo e nemmeno Stefano.
Lui ha scuola
e io il lavoro.
Cristina!
Cristina!
Ti raccomandiamo Signore,
le anime fedeli dei nostri fratelli
Giovanni, Francesca, Antonio, Rocco, Vito.
Perché lasciato questo mondo, vivano in te!
Fai un giro.
Fai un altro giro.
Gira, gira ancora...
Non toccare la pistola.
Avete sbagliato persona!
Io mi chiamo Alfredo Bartolo.
< Quindi lei, Riina, afferma di non conoscere Buscetta.
Non conosco Buscetta.
Lei respinge anche Ie accuse che le sono state rivolte
dal Pubblico Ministero sulla base delle dichiarazioni
rese da Buscetta, Contorno, Mutolo, Marchese, Di Maggio, Calderone
e dichiara di non conoscere queste persone
e di non far parte dell'associazione a delinquere
denominata Cosa Nostra. Lo conferma?
Sì, Io confermo.
Senta Riina, quando lei si è rifiutato
di sottoporsi al confronto con Buscetta,
ha fatto questa dichiarazione, che le vado a leggere:
"Buscetta non è della mia statura,
è un uomo che ha troppe amanti".
< Come fa a saperlo lei?
Non ho detto tante amanti, ho detto tante mogli.
Vabbé, mogli, amanti, ci siamo capiti...
Eh? Lo conosce quindi?
L'ho letto sui giornali, che ha avuto sei mogli,
non ha amato i figli, Ii ha abbandonati.
Io non posso parlare con chi è di bassa moralità.
Quando mi riferisco a moralità, signor Presidente,
parlo della mia famiglia.
Mio nonno è rimasto vedovo a 40 anni
e aveva 5 figli.
Non si è più sposato.
Mia madre è rimasta vedova a 36 anni.
Quindi noi al nostro paese, Corleone,
viviamo di correttezza morale.
Nessuno le vuole imporre di confrontarsi con Buscetta.
Ma proprio lei aveva chiesto il confronto con Buscetta e non solo.
Signor Giudice, non ha niente da insistere, non insista.
No, no, per carità, è un suo diritto.
Le ho già spiegato che non voglio fare il confronto,
è un mio diritto e quindi mi attengo al mio diritto di non farlo!
- Io ho il diritto di parlare? - Certo.
URLA DEGLI ALTRI DETENUTI
No! Silenzio!
- No, per favore!
< Silenzio, per favore!
Parlate pulito.
Silenzio ho detto, per favore!
E voi basta con questi flash, se no vi mando via!
Niente parolacce.
Prego, lei ha il diritto di chiedere
tutto quello che vuole al signor Riina. Avanti.
Io mi aspettavo il ruggito del leone,
ho sentito Io squittio di un topo.
Da quale pulpito parla questo signore,
questo me Io lasci dire, signor Presidente.
< Con che coraggio parla di moralità?
Lui che ha scannato e fatto scannare tanti e tanti uomini innocenti.
< Io pensavo alle donne, è vero.
Tu andavi a letto sempre e solo con tua moglie,
perché tutto il tuo tempo era per Cosa Nostra,
per essere la star, il capo dei capi.
E adesso stai chiuso dentro una gabbia
e ci resterai tutta la vita.
< Riina, si diverte?
E allora ci dica perché si diverte.
Non commento.
È risata ironica o sarcastica? La differenza la conosci?
Signor Presidente, 20 anni fa un giudice disse:
"La mafia finirà quando un mafioso parlerà".
Ora non sono solo io che parlo.
Ora c'è una marea di gente che sta parlando,
ma non saranno loro a distruggere Cosa Nostra.
Ce l'avete di fronte, seduto su quella sedia,
l'uomo che ha aiutato Io Stato a sconfiggere Cosa Nostra.
Tu sei, Salvatore Riina, signor Riina,
l'uomo che ha ucciso Cosa Nostra.
E per questo, non tanto io, ma Cosa Nostra tutta ti odia.
Io non ti odio, se ti odiassi ti farei un favore.
Tu per me non esisti.
GRIDA DAI DETENUTI
Se non ha altro da aggiungere...
Era un confronto e sto parlando solo io.
Lei Riina ha qualcosa da replicare?
Basta signor Giudice, ho già detto.
< Lei ha altro da aggiungere?
Lo posso stare qua tutta la sera se volete, però...
Allora se non ha altro da aggiungere si può accomodare.
< - La ringrazio. - Grazie a voi.
< Anche lei può andare, grazie.
GRIDA
Facciamo entrare il prossimo testimone, Salvatore Cancemi.
< Sei il peggio!
Non mi ha voluto dare soddisfazione, hai capito?
< Silenzio!
< Salvatore Cancemi, lei ha deciso di collaborare, no?
Sì, ho deciso di collaborare quando Salvatore Riina
iniziò a ordinare di ammazzare tutti i nemici,
fino al ventesimo grado di parentela,
a cominciare dai bambini di sei anni, perché diceva:
"Deve scomparire la semenza".
Cioè, che vuol dire?
Se permette signor Presidente
< - Dica. - La semenza è il sangue.
Chi ha il sangue dei Buscetta, dei Bontade,
degli Inzerillo, dei Contorno, deve essere ucciso, eliminato.
Tutti, dai vecchi ai bambini, perché non ne rimanga nessuno.
< Grazie avvocato. E, senta Cancemi...
...lei ha parlato di molti delitti.
Di quanti di questi delitti si è macchiato?
Assai, parecchi.
Ho fatto una lista che ho consegnato al giudice istruttore.
In questa lista figurano anche Antonio e Benedetto Buscetta,
figli di Tommaso Buscetta?
Sì, i figli di Tommaso Buscetta Ii abbiamo finiti io e Pippo Calò.
Ma che dici? Ma che minchia dici? Ma che dici? Zitto!
< Io e Tu... Io e tu Ii abbiamo strangolati i figli di Buscetta...
- Zitto! - Io e tu Ii abbiamo strangolati!
Anche se Ii conoscevi da quando erano bambini...
Infame! Zitto!
Hai preso quello che assomigliava di più nella faccia a Buscetta!
< Cancemi Cancemi
Quante minchiate devi dire ancora, eh? Quante minchiate devi dire?
< Chi? Quale dei due figli di Buscetta?
Benedetto.
- Dove minchia è tuo padre? - Non Io so.
Devi dirmi dov'è tuo padre! Dov'è?
- Lasciami stare! - Dov'è tuo padre?
- Tu Io sai dov'è tuo padre, eh? - No, non Io so.
Non Io sai dov'è tuo padre?
- Dov'è tuo padre? - Che vuoi da me?
Lasciami stare, non ho fatto niente!
Tu dimmi dov'è tuo padre e io ti lascio stare.
Lasciami stare!
Antonio, Benedetto mio, per l'ultima volta,
dov'è vostro padre?
Non Io so! Non Io so dov'è mio padre, Io vuoi capire?
Benedetto lascialo a me.
Va bene.
No, no!
Io dovevo costringerli a venire in Brasile con me,
io ero il padre, io Ii dovevo obbligare.
Le persone mi ascoltano quando dico una cosa.
Riesco a convincere, Io so, Io so.
Vieni con me e basta.
E io me ne sono fregato.
A loro non ho pensato, a loro non ho pensato io...
Neanche la libertà di tradirmi gli ho dato,
non sapevano dov'era, non potevano tradirmi...
Io sono stato torturato, Io so cosa vuol dire.
Ma io non avevo paura, ero forte.
Ma prendersela con loro è stata una vigliaccata,
perché non erano nulla, non contavano niente.
Soli... erano i miei figli!
Quelle mani...
Io ricordo, Ii accarezzava da bambini,
Ii tirava giù dal seggiolone...
Quelle mani Calò gliele ha strette al collo,
Ii ha guardati in faccia, fino alla fine...
Deve morire, maledetto!
Chiedo innanzitutto
che venga fatta giustizia, adesso.
Rivolgendo agli uomini della mafia...
Tommaso Buscetta, lei ha sempre ribadito
le sue accuse contro i corleonesi...
Ho detto niente dettagli, niente mani, niente orologio, niente.
Oggi fa un salto in più, quel salto che in passato
non ha mai voluto fare e accusa i politici, e quali politici...
Perché ha cambiato idea?
Io Io devo al dottor Falcone... alla sua memoria.
Qual era il suo rapporto con Falcone?
Io amavo... Giovanni Falcone, che in pace riposi.
Mi piaceva parlare con lui, ragionare, discutere.
Litigare, anche a volte.
Mi piaceva la sua testa, il suo cervello.
Lui era l'unico che capiva sempre quello che dicevo,
anche quello che non dicevo.
E lei non ha paura che accusando...
Io non ho paura di nessuno, neanche di morire.
Io sono solo un piccolo uomo che ha dignità da vendere
e devo dire quello che... la verità, quello che so.
Tirando in ballo il più importante politico italiano
e accusandolo direttamente e indirettamente,
sarà poi Ia magistratura a stabilirlo,
di essere il mandante di almeno due omicidi.
Ha detto bene, benissimo lei:
questo sarà Ia magistratura a doverlo decidere.
"Cosa Nostra sa aspettare". Sono parole sue Buscetta.
- Vero. - Si sente in pericolo?
Sì, mi sono abituato, ormai.
Ma vede non è tanto quello che è Tommaso Buscetta.
È che io sono diventato un mito
ed è questo mito che Cosa Nostra vuole distruggere,
per rialzare la testa, per rimettersi in piedi, per tirare il fiato.
Adesso che rantola, perché Cosa Nostra rantola,
Ringraziamo Tommaso Buscetta per il suo tempo.
Alla prossima settimana. Buonasera.
- C'è gente? - Poca.
È passato di moda.
Risparmia la voce, che stasera si canta, si balla...
< Prego, entrate.
Vado solo.
Buscetta, legga la formula e declini le sue generalità.
Consapevole della responsabilità morale e giuridica
che assumo con la mia deposizione,
mi impegno a dire tutta la verità
e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Buscetta Tommaso, Palermo, 13 luglio 1928.
< Bene si può accomodare.
- Buongiorno, signor Presidente. - Buongiorno a lei.
Avvocato Coppi, a lei l'esame.
Signor Buscetta, lei ha dichiarato che Tano Badalamenti
le disse che vi era stato un mandato specifico
da parte dell'onorevole Giulio Andreotti a personaggi mafiosi,
affinché eliminassero Pecorelli.
La richiesta fu fatta dai cugini Salvo, a Badalamenti.
No, no, no... Io le ho fatto proprio un'altra domanda.
Tano Badalamenti le disse che c'era stato
un mandato specifico dell'onorevole Giulio Andreotti?
No, il mandato specifico non ci fu.
O almeno io non Io so.
Quindi il fatto che lei oggi attribuisca
ad un interesse dell'onorevole Andreotti
la soppressione di Mino Pecorelli, Carlo Alberto Dalla Chiesa e chissà chi altro,
è frutto di una sua conoscenza diretta
- o di una sua deduzione? - E una mia deduzione.
< Eh, ma una deduzione non è una prova!
Non è niente.
Signor Buscetta lei... fin qui,
di quanti delitti è stato imputato?
- Questo è un pezzo di merda. < Io sono stato imputato
di omicidio e soppressione di cadavere a Catanzaro
e sono stato condannato tre volte
per associazione a delinquere.
Lei non ha avuto una condanna a otto anni
a Salerno o... a Taranto,
adesso non mi vorrei sbagliare...
Esatto. No, no, non si sbaglia.
Io sono stato condannato a otto anni di reclusione
per contrabbando di droga a Salerno, nel...
...nel 1975.
Naturalmente era innocente.
Non naturalmente, ero innocente.
Vabbé, andiamo avanti.
Buscetta, lei ha più volte sostenuto
che mentre si trovava in Brasile ha tentato di suicidarsi.
Ma lei aveva veramente intenzione di morire?
Signor Presidente, la domanda non è assolutamente rilevante.
< Stiamo entrando in una materia che non è affatto processuale.
Obiezione respinta.
Buscetta, mi risponda, lei intendeva uccidersi?
- Aveva intenzione di uccidersi? - Sì.
Ah, e perché?
Per amore della mia famiglia.
Lei esclude che questo tentativo di suicidio
fosse un mezzo per evitare o ritardare l'estradizione?
Lo escludo.
Ma signor Buscetta, quando ha tentato di suicidarsi,
lei ricorda di aver scritto su un pezzo di carta
Ie parole che avrebbero consentito
di comprendere immediatamente
quale fosse la sostanza che lei aveva ingerito?
No.
Eppure c'è una relazione dell'ospedale
in cui lei era stato ricoverato che dice che lei
su un pezzo di carta scrisse Ie lettere...
. s, t, r, i Stri
Per cui fu possibile intendere che lei aveva ingerito della stricnina
e quindi fu possibile salvarla.
Me l'hanno detto, ma io non Io ricordo.
Che un medico mi avrebbe chiesto schiaffeggiandomi:
"Che cosa hai preso?".
E che io avrei scritto su un pezzo di carta,
ma io ero incosciente, non so se è vero...
È vero... è vero perché lei Io ha scritto ed è documentato.
< Ma andiamo avanti.
Quali aiuti economici ha ricevuto lei dallo Stato,
da quando ha deciso di collaborare?
Io ho iniziato a collaborare nell'84
e ho ricevuto i primi aiuti economici nel 1992.
- Nel 1988 non ha ricevuto niente? < - Sì.
Ah, lei si contraddice. Allora, quanto?
- Abbiamo ricevuto... - Abbiamo?
Ho ricevuto 200 milioni di lire in aiuto ai miei familiari.
< 200 milioni?
< E questo non le sembra un aiuto economico?
Sì.
Buscefla”.
...lei svolge una qualche attività lavorativa attualmente?
Nessuna.
Quindi, quali sono i mezzi di guadagno, di sostentamento?
Lo Stato.
Lo Stato...
E i guadagni che lei percepisce
le consentono di andare in crociera con sua moglie,
cantare, ballare, divertirsi?
La crociera non ha nulla a che vedere
con il sostegno che mi dà il governo, sono altri proventi.
- Quali altri proventi, scusi? - Scrivere qualche libro.
< Quindi la crociera se l'è pagata con denaro proprio?
Con denaro mio, sì.
Può provarlo?
- E come faccio a provarlo? < - Non può provarlo, certo.
E i 20 milioni per l'intervento di chirurgia plastica
con il professor Barzi, chi li ha pagati?
Buscetta, Io Stato non le dà tutti questi soldi per mentire.
Io non sto mentendo, sto cercando di dire le cose come stanno.
Poi se non riesco a tradurlo in parole
è colpa della mia scarsa cultura, io mi scuso per questo.
< - Lei ha mentito anche a Falcone. - No.
Non ho mai mentito a Giovanni Falcone.
< 4 dicembre 1984, disse a Falcone
di essere affetto da tubercolosi renale.
No, non è possibile, ho detto a Falcone
che fingevo in carcere. Che Ia malattia era falsa.
< - E infatti era falsa - E l'ho detto adesso.
Lei mente costantemente, lei è un bugiardo!
- Signor Buscetta... - Io mi oppongo!
Non c'è nessuna rilevanza a queste domande.
È rilevante invece, avvocato,
perché il teste mente su ogni cosa.
E quindi, Buscetta, me Io lasci dire, è inattendibile.
< Masino...
< Forza.
Cantacela pure a noi una bella canzoncina.
Lasciatemi cantare, con la chitarra in mano.
Sono un siciliano, un siciliano vero.
Che è?
Perché mi guardate così?
< E andiamo con la torta!
In onore di Masino!
< Meravigliosa!
- Hai visto che c'è scritto? < - Un grande applauso!
Leggi qua, vieni, vieni qua...
"Auguri, i nipotini", che sono questi qua.
- È 89, no?
- Canzone, canzone, canzone. - Forza, dai.
- Ma non ho più voce. - Forza, vai, vai.
Maestro, che cosa dobbiamo fare qua?
NOTE DI "HISTORIA DE UN AMOR" - Eh, addirittura!
Ya no estés més a mi Iado, corazòn
En El alma sòlo tengo soledad
Y si ya no puedo verte
Por qué Dios me hizo quererte
Para hacerme sufrir més
Siempre fuiste la razòn de mi existir
Adorarte para mi fue religiòn
En tus besos encontraba
El calor que me brindaba
El amor de tu pasiòn
Es la historia de un amor
Como no hay otro igual
Que me hizo comprender
Todo El bien, todo El mal
Que le dio Iuz a mi vida
Apagàndola después
Ay, qué noche tan obscura
Todo se me ha de volver
Bravo!
< Grazie.
Grazie soprattutto per aver ascoltato un uomo che,
tra le altre cose, è anche ubriaco.
Grande Masino!
< - Bis! - Sono ubriaco e devo cantare?
Va avanti, non si ferma.
Il professore non mi ha dato buone notizie.
Dice che i valori sono tornati alti.
Masino devi stare tranquillo, andrà tutto bene.
Chi t'ammazza a te?
- Alla fine si muore e basta. - Ma che dici?
Grazie, papà.
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