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Original subtitles

Pum ! Pam ! Sono il più forte !

Pum ! Pum ! Bam !

Pum ! Pum ! Pum !

Sono il più forte ! Vinco io !

Amore, fai il bravo.

Stai seduto, mettiti seduto, su. Bravissimo !

Mi scusi.

Ehi... Sì, sono già in ufficio.

Ci sentiamo dopo, ciao, amore.

- Mi scusi. - Sì. - Il Pronto Soccorso ?

- In fondo al corridoio. - Grazie.

Posso ?

Giro visite fatto. Io vado, tra un'ora ho il treno per Roma.

Senti, capisco la delusione enorme

ma tu pensavi di avere ucciso qualcuno.

Invece qualcuno ha ucciso me.

Scoprire che Agnese ti ha tradito quindici anni fa non è così grave.

Stai scherzando, spero. Non è solo il tradimento.

Dopo l'amnesia, sono anni che cerco di dare un senso a questa storia

e scopro che non c'è nulla di vero.

Proprio nulla, no.

Agnese mi ha mentito per anni.

Sa quanto è importante per me conoscere la verità.

- Ora la sai, puoi andare avanti. - Vorrei cancellare tutto.

Tutto quello che è successo oggi e allora.

Hai ragione. Se non fosse successo nulla, non saresti un bastardo.

- Né oggi né allora. - Giulia, non è quello che intendevo. Giulia !

Ehi.

Tieni, non era per te, ma dalla faccia che hai, ti serve.

- La cosa di Agnese mi ha sconvolto, non ci credo. - Non è solo Agnese.

Ho visto Diana Novelli in ospedale con il suo aspetto reale.

- Che significa ? - Significa...

L'osservazione breve del Pronto Soccorso è piena

e la tua allucinazione è di là.

Sveglia ! Diana Novelli è di là.

Sua figlia ha una gamba gonfia, le hanno fatto l'eparina, ora è qui.

Hai salvato la sua salute mentale e la mia.

La mia vita non ha senso, ma non sono pazzo.

- Esagerato. Non direi. - Non ho speranza di recuperare la memoria

e ho scoperto che la mia Agnese non è la persona che credevo.

Ah, ho appena litigato con Giulia.

Certo che anche Agnese... Dài.

- Perché racconti una cosa simile dopo anni ? - E' meglio mentire ?

- Come quando hai detto che eri con Filippo. - "Filippo" ?

Era Paolo. Sai, Paolino, quello della Bonvisa.

Ho detto "Filippo" ? No.

Paolino...

- Ciao, Diana. - Buongiorno.

- Non pensavo che ci saremmo rivisti così presto. - E' lui ? - Sì.

Io sono Andrea, puoi chiamarmi Doc. Tu sei...

"Greta. Probabile trombo conseguente a ematoma muscolare da trauma."

- Quale trauma ? - Sono caduta dalla bici e si è fatto questo.

Non ci ho dato peso, poi a lezione ho visto la gamba gonfia.

- In Pronto Soccorso hanno detto che sono collegate. - E' possibile.

Forse l'ematoma ha creato un coagulo che ha causato una trombosi.

Hanno detto che l'eparina basterà, non è necessaria una visita.

Bisogna verificare la diagnosi.

- Amore, sei qui ? - Di passaggio, poi torno stasera.

Dottore. Ciao, Diana.

- Come va ? - Bene.

Sono scivolata con la bici sui binari del tram.

Quelli davanti all'Università.

Non è niente, devono tenermi in osservazione fino a stasera.

Mamma, torna a casa. Non dovevi venire fino a qua.

Diana, ci penso io.

- Va bene, ci sentiamo dopo. - Sì.

Arrivederci.

Tra poco faremo un'ecografia.

Diana. Diana !

Senti, forse sei un bravo medico, lo sei stato, non lo so.

Non posso fidarmi di te, parlavi con una me inesistente.

- Quello non ero io, era colpa dei medicinali. - Lo spero per te.

Lin, l'ecografo va in medicheria per una Cus.

- Una trombosi da verificare. - Un nuovo ricovero ? - No.

Non trovarle altro, non ho letti. Farò un miracolo per Elisabetta.

- Si è aggravata la porpora ? - Non so.

Ha chiamato e dalla voce si capiva che qualcosa non andava.

- Eccola. - Elisabetta, ciao. - Ciao. - Che cos'è successo ?

Non lo so, negli ultimi due giorni avevo nausea.

Ho vomitato, pensavo che fosse qualcosa che ho mangiato

ma è peggiorata e si è sposato sull'intestino.

Stai così da due giorni nelle tue condizioni ?

Mettiamole una flebo in corridoio. Teresa, serve quel miracolo.

- Mandi qualcuno ? - Chiama, se hai bisogno. - Grazie.

Tu, con me, ora.

Scusa se ti ho chiamato.

Dovevi farlo prima. Sono il tuo medico.

Ti rimettiamo in sesto. Qualcuno può stare con Pietro ?

- Sì, la mia vicina. - Okay.

- Eccolo qua. - E' lei l'ospite speciale con posto corridoio ?

Mi dispiace, i posti finestrino erano finiti.

Ha vinto una mia barzelletta.

Subito flebo reidratante e antiemetico.

- Poi fate conta piastrinica ed emocromo. - Sissignore. - A dopo.

Quello è il trombo.

Cioè, il coagulo di sangue che ha ostruito la vena. Vedi ?

- La trombosi venosa profonda c'è. - Sei caduta dalla bici ?

- Sì, perché ? - Ho la sensazione che tu abbia mentito a tua madre.

Le tue sensazioni non contano.

So quello che ti è successo con le allucinazioni e il resto.

Subito emogasanalisi, veloce.

- Lin, ossigeno, quattro litri. - Subito.

- Che succede ? - Forse il coagulo è arrivato ai polmoni.

Vediamo se c'è e in caso interverremo.

Non ho un altro letto, ne ho trovato uno per Elisabetta.

La trombosi può averle causato un'embolia polmonare.

- E' sicuro ? - L'emogasanalisi è al limite, abbiamo chiesto una Tac.

Ho aumentato il carico di eparina. Teresa, sono sicuro.

Devo farle altri esami, non basta il monitoraggio.

Fallo per me, è importante.

Elisabetta è in piastrinopenia grave, devo farle una plasmaferesi.

Elisabetta va all'11 e la ragazza sta in medicheria.

Se una notte non basta, sposta qualcuno.

I posti letto non ci sono.

- Pietro, che ci fai qua ? - Voglio vedere la mamma.

Hanno detto che non è grave. Allora perché dorme in ospedale ?

La malattia della mamma è seria, questo già lo sai.

Bisogna stare più attenti, se qualcosa non va.

- Cioè, che ha vomitato ? - Sì, l'ha indebolita.

Non è nulla di grave, ma vogliamo stare tranquilli.

- Non sta morendo, vero ? - Non sta morendo, Pietro.

Giura che me lo dici, se muore.

Giuro, sta' tranquillo.

Vedi se c'è qualcuno sotto il letto, Teresa può avere fatto di tutto.

C'è il paziente invisibile. Gli dico che non puoi vederlo ?

Rimettiti in fretta, mi rovina la piazza.

Allora, dopo la flebo fai la plasmaferesi.

- Domattina ripetiamo gli esami. - Va bene.

- Cesconi ha il turno di notte, dopo verrà. - Ci sto io con te.

Tu devi andare a casa, tra un'ora passo a prenderti.

- Non metterci troppo a farti bello. - Grazie.

- Tranquilla, è di strada. - A dopo. - A dopo.

Ehi, tu, vedi di comportarti bene.

Non ho trovato un letto migliore di questo.

- Deve dormire qua ? - Luca, non fa niente.

- Domani le troveremo un letto vero. - Non esce domani ? - No, no.

- Non posso, ho un lavoro part-time. - Non preoccuparti.

- E' qualcosa di grave ? - La Tac ha confermato l'embolia polmonare.

Dobbiamo aspettare che i coaguli si sciolgano e fare altri esami.

Se sei d'accordo, chiamo tua madre e le spiego la situazione.

No, le ho scritto che è tutto okay.

- Non è tutto okay, dovevi uscire stasera. - L'emergenza è risolta.

Non serve allarmarla.

Okay.

- Hai trovato un letto ? - Domani ricomincio le visite.

- L'ha trovato Cesconi. - Sposto una mia paziente in Geriatria.

Grazie.

Dietro la scorza di menefreghista c'è un bravo ragazzo.

- Pietro ? - Non è con la madre ? - No, lei pensava che fosse con te.

- Pensava che tu andassi a parlarle. - Non ho avuto tempo.

- Tu l'hai visto ? - No.

- Buu ! - Se era uno scherzo, non è stato divertente.

- Non era uno scherzo. - Allora ? - Fammi restare, ti prego.

- Sei di turno stanotte, giusto ? Non ti do noia. - Pietro...

Okay, ma domani si va a scuola e avvisiamo la vicina.

- Dammi il telefono. - Non avvisi Elisabetta ?

No, lasciamola riposare. Di' a Teresa che lo abbiamo trovato.

- Guarda se non mi fai cacciare. - Grazie.

Sei certo che io non possa recuperare altri ricordi ?

Abbiamo ritenuto il bacio tra Agnese e Bramante un falso ricordo.

Se la loro relazione è vera, può esserlo anche il ricordo.

Potrebbero tornarmene altri.

Se il tuo dubbio è stimolare di nuovo i ricordi, è escluso.

Non è nei ricordi che ritroverai un senso.

Quel ricordo potrebbe non essere vero.

Potrebbe essere un'impronta dolorosa rimasta nel tuo cervello.

- Se fosse vero ? - Non saprei tirarne fuori altri.

Se vuoi toglierti il dubbio, non sono io quello a cui chiedere.

Avanti.

Barbara, pensavo che fossi andata via. E' urgente ?

Sì, ma non riguarda Medicina. Devo parlare con Sandri.

Va bene, è tutto tuo.

Scusa. Non sapevo che c'era Doc.

Quando la finiremo con questa clandestinità ?

Non c'è nessuna clandestinità. Fra me e te non c'è niente.

So che hai paura dei tuoi sentimenti.

No, io conosco i miei sentimenti, sei tu che rifiuti di vederli

ma ho pazienza e te lo ripeterò mille volte, se necessario.

Io ti ascolterò mille, mille e mille volte ancora.

Avanti.

- Ti preferivo quando non bussavi. - Devo solo chiederti una cosa.

Come vi ho scoperti a New York ? Vi ho visti assieme ?

- E' necessario ? - Rispondi e basta, per favore.

Te l'ho detto io, non riuscivo più a mentirti.

Come stavolta.

Ora che lo sai, che cosa cambia ?

Hai ragione, nulla. Sono sempre il solito illuso.

Meno male, pensavo di averlo perso. Ha chiamato qualcuno ?

- Tipo Giulia ? - Tipo nessuno.

- Enrico che fa ? Doveva passava a prendermi. - Era con Barbara.

Doveva chiedergli una cosa.

- E' Enrico. - Anche Agnese era Agnese.

Ho la sensazione che mi nasconda qualcosa.

No, sarà qualcosa di medico. Chiediglielo.

- Ancora qui ? Aveva dieci minuti. - Ho aspettato che si addormentasse.

- Grazie, arrivederci. - Salve.

- Ciao. - Ciao.

- Scusa, posso farti una domanda ? - Sì.

- Greta è davvero caduta dalla bici ? - Prego ?

Ha mentito a sua madre e tu lo sai.

Non importa la ragione, ma per noi ogni piccolo dettaglio è rilevante.

Ha mentito sull'Università. Quando è caduta, andava in ufficio.

- Non credo che sia rilevante. - No, ma perché non dirlo a Diana ?

- Ha detto che non le interessa la ragione. - Ho mentito.

Greta non vuole deludere sua madre. Diana non sa che ha un lavoro.

- Mette la laurea al primo posto. - Greta che mette al primo posto ?

Io e Greta vogliamo un figlio, ma Diana non sarebbe d'accordo.

- Direbbe che prima bisogna studiare. - Non è sbagliato.

Sì, ma ognuno è diverso e Diana non riesce ad accettarlo.

Quando studiavo, io stavo sempre male, con l'ansia.

Rubavo gli psicofarmaci a mio nonno.

Ho scoperto che se non mi laureavo, non moriva nessuno.

Ho trovato un lavoro e ho iniziato a vivere meglio.

Rubavi gli psicofarmaci a tuo nonno ? Di che tipo erano ?

- Lei ci è o ci fa ? - Un po' tutt'e due.

Passa.

Ferma.

- Ti prego, accetta. - Che cosa ?

Dicevo sul serio l'altro giorno. Ne ho parlato con la squadra.

Vorremmo che diventassi il nostro medico.

L'allenatore ti farà la proposta ufficiale !

So che non è facile per te lasciare Medicina Interna, però pensaci.

Lavoreremo insieme, andremo in trasferta. Ti piace l'idea ?

- Mmm. - Riccardo.

Come ti ha anticipato Laura, ti vorrei parlare.

Lo so, temete che vi faccia sfigurare, se mi alleno con voi.

Tranquillo, passa.

- Certo. - Va bene. - Incredibile.

Fede, ho provato a chiamarti, ma non rispondi mai.

Next, spegni la musica.

- Papà. - Lo so, non è carino piombare a casa senza avvisare.

Lei è Lin Wang, una mia collega di Medicina Interna.

- Lin Wang, mio padre. - Piacere. - Piacere mio.

Tu hai cenato ? Abbiamo preso tante cose.

Prosciutto, mozzarella. Quella del casertano, sì.

Io vado a lavarmi le mani.

- E' carina la cinesina. - Eh ?

E' carina. Lei dorme qui ? Ci sono delle cose da donna nel bagno.

Dorme qui perché ha problemi a casa e le sto dando una mano.

- Usa la stanza degli ospiti. - Va bene.

Non ho niente contro i cinesi. Poi devi divertirti alla tua età.

Poi succede che incontri una donna di cui ti innamori

e metti su famiglia. - Poi divorzi e ne fai un'altra.

Allora, come sta andando l'esperienza a Medicina ?

- Molto impegnativa, ma bene. - Ci spremono.

- Se esci vivo da lì, puoi fare tutto. - Esatto ed è giusto così.

- Grazie. - Quando stacchi domani, passa in clinica.

- Non ti vedono da un po'. - Domani ? Domani...

- Non ce la facciamo, no, non ce la faccio. - Fai uno sforzo.

Può venire anche Lin, ovviamente. Le facciamo vedere un po' di mondo.

- Giulia, volevo chiamarti. - Me ne sono accorta.

So che per te non è facile e non volevo minimizzare ciò che provi.

Volevo dire che quando questa cosa è successa

ti aveva fatto chiudere nei confronti del mondo.

Ora puoi superarla, è un'occasione per uscirne meglio.

- Non capisco Agnese. Perché mentirmi oggi ? - Per proteggerti ?

Da una cosa che dovevo sapere e per poi dirmela lo stesso ?

Sono nervoso. Abbiamo ricoverato la figlia di Diana Novelli.

- Per questo volevi chiamarmi ? - No, per il fidanzato.

Mi ha confessato di aver fatto uso di benzodiazepine.

- Parliamo del 2010 o 2011. - Lo intervisto per la ricerca.

Il fatto è che se le procurava attraverso suo nonno

che era ricoverato in una struttura assistenziale

dove, a quanto pare, ne elargivano in dosi massicce.

- Dosi massicce in una Rsa ? - Sì, anche a me ha fatto strano.

Nonostante i farmaci, la dissenteria di Elisabetta è progredita.

- Bisogna farle le analisi e una coprocoltura. - Okay.

- Elisabetta che dice ? Come sta ? - Mmm ?

Elisabetta che cos'ha detto ?

Non ci ho parlato, ma l'infermiera dice che sta bene.

- Non ci hai parlato? - Come facevo? Se Pietro si svegliava?

Torno appena posso.

- Hai fatto il turno di notte. - Poi recupero.

E' meglio così, finché non c'è Giulia.

- Sì, oggi non c'è neanche Martina, ha preso un permesso. - Pietro.

- Pietro, andiamo a scuola. - Senza cartella ?

- Sì, se la maestra dice qualcosa... - Ci parli tu.

- Ci parlo io, promesso. Andiamo. - Sì.

L'embolia polmonare è strana in una trombosi da compressione.

Non è un problema locale. Il trauma ha causato qualcosa di sistemico.

C'è un trombo nell'altra gamba. E' il referto dell'ecocolordoppler.

- Continua a fare l'eparina ? - Sì. - Bene. Che cosa provoca i trombi ?

- Idee ? - Coagulazione intravascolare disseminata ?

- Causata da... - Una sindrome mielodisplastica.

Può essere una predisposizione genetica.

Fa uso di contraccettivi orali ?

Il fattore ormonale può influire sulle malattie trombofiliche.

- Non li usa. - Magari mente.

Vi chiederete perché dovrebbe.

- Mi sembra una abituata a farlo. - Noi non abbiamo detto niente.

Lo so, ora dovreste chiedermi di fare l'esame del midollo osseo

per verificare la sindrome mielodisplastica.

Okay, lo facciamo.

- E la predisposizione genetica ? - Fate il fattore quinto di Leiden

la mutazione della protrombina e il dosaggio di proteine C e S.

Okay.

- Utilizzi contraccettivi orali ? - Me l'hanno già chiesto, lo sai.

Pensavo che avessi mentito, Luca ha detto che volete un figlio.

- Perché dovevo mentire ? - Magari non lo vuoi e non vuoi deluderlo.

Un po' quello che fai con tua madre.

Lo faccio solo per proteggerla.

Ascoltami bene. Mentire non è proteggere.

La mia ex moglie mi ha nascosto una cosa importante per molto tempo.

Quando me l'ha detta, ho sofferto due volte.

Sì, lo so, ma mia madre non capirebbe le mie scelte.

Se desideri rimanere incinta, prima o poi dovrete parlarne.

- Una gravidanza non la nascondi. - Lo accetterà come ha fatto con me.

Era assistente all'Università quando è rimasta incinta di me.

Mio padre se l'è data a gambe, da sola non ce l'ha fatta

ed è tornata a casa dei suoi genitori, a Magenta.

Ecco perché è sparita nel nulla.

La ferita ancora le brucia, te lo assicuro.

Io sono la causa vivente del suo fallimento.

No, dubito che tua madre ti veda così.

Se è per questo che hai paura di avere un figlio, capisco.

- No, io non ho paura. - Non c'è niente di male.

Non lo dirò a Luca, ma se usi la pillola, devi dirmelo.

E' una cosa importante.

- Dimmi la verità. - Lasciami, non è colpa mia se non ci riesco.

- Greta, ascolta... - Ah ! Ah !

Lin ! Federico ! Qualcuno !

Ha un'emorragia, mi serve qualcosa per tamponare.

Lin, subito una sacca per la trasfusione

e una Tac con mezzo di contrasto. - Subito.

- Chiama Chirurgia, va operata d'urgenza. - Vado.

Tutto bene, Doc ?

La Tac di Greta mostra una raccolta di sangue in sede peritoneale.

- Operata d'urgenza. - E ?

Posso avere esagerato con l'eparina.

E' possibile che l'emorragia sia stata causata da me.

- Non puoi essere sicuro che sia dipesa da quello. - E da che cosa ?

Non riesco più a pensare.

Diana pensa che sia pazzo e ha ragione.

- Non riesco a fare una diagnosi. - E' solo un incidente di percorso.

- Parlarne con Giulia può aiutare ? - No, con Giulia no.

Vuole andarsene, abituiamoci a fare a meno di lei.

Perché Agnese ti fa soffrire e tu litighi con Giulia ?

Quello che ci succede nella vita

può avere conseguenze inaspettate e positive

anche se ci ha fatto soffrire.

A me la separazione ha portato Enrico e a te Giulia.

- Gli hai chiesto di Barbara ? - No.

Ho sempre paura di sembrare fissata e gelosa

però hai ragione, stasera gli parlo e adesso tu chiami Giulia.

- Devo trovare il coraggio di chiamare Diana. - Dài.

Se troviamo l'infezione, cambia tutto, tranquilla.

Non sono preoccupata. So che fate il possibile.

Però vorrei chiederti un piccolo favore.

- Certo, dimmi. - Mi insegni una delle tue freddure ?

Così me la rivendo con Pietro.

- Ho finito le battute che avevo in serbo. - No.

Devo iniziare con quelle in croato.

Sì, sì, l'ho detta.

- Sì. - Vedi che qualcosa di buono c'è stato ?

Se non fossi stata ricoverata, non ti avrei conosciuto.

- Questo mi sembra un complimento. - Sì, lo è.

Non ho più visto la tua collega. Aspetta...

- Martina. - Sì. - Oggi non c'è.

Io speravo di non farti sentire la sua mancanza, invece...

Sai se Damiano ha delle buone ragioni per non essere passato ?

- Nemmeno una volta. - Beh...

O erano solo scuse ?

- Ciao. - Ciao, Marti. Allora ?

L'avvocato dice che se questa storia viene fuori, rischio due processi

per abuso della professione e falso in atto pubblico. - Che "atto" ?

Nella domanda di specializzazione ho dichiarato di avere una laurea.

- Chiusa qui. Vuoi confessare e andare a processo ? - No, certo.

Provo a dare l'esame e la tesi e sperare che nessuno se ne accorga.

A quel punto potrei fare domanda di specializzazione

ma non all'Ambrosiano, quindi dovrei cambiare ospedale e città.

- A te dispiacerebbe, vero ? - Sì.

- Sì, ma non ho alternativa. - L'alternativa l'avevi trovata.

Sei già una specializzanda e poi ci hai provato cento volte.

- Chi ti dice che stavolta passi l'esame ? - Nessuno me lo dice.

Ma non ho altre possibilità. Ci devo provare.

Ecco le statistiche dell'ultimo biennio

sull'uso di benzodiazepine negli ospedali.

Si tratta di sanità pubblica, la vendita in farmacia è più alta.

Lo tengo presente. A proposito di sanità pubblica

puoi reperire i dati relativi alle Rsa ? - Sì.

Mi servono anche quelli relativi al 2010 e 2011 per una comparazione.

- Sia di ospedali che Rsa. - Okay, ma mi serve tempo.

Nessuna fretta. Vado a fare le fotocopie e mando tutto a Milano.

Sai che mi è venuto in mente ?

Nel 2011 il tuo primario mi aveva fatto la stessa richiesta

per le benzodiazepine nelle Rsa.

Tu stesso volevi fare una ricerca sulle benzodiazepine nelle Rsa.

- Grazie. - Prego. - Poi gli hai detto di avere cambiato idea.

- Non so perché. - Se era il 2011, è chiaro, avevo altro a cui pensare.

Soprattutto dopo il mio ritorno da New York.

Non hai mai rinunciato a un impegno per questioni personali.

Per questo ho rinunciato al rapporto con i pazienti.

- A volte sarebbe meglio. - Sei preoccupato per la figlia di Diana ?

Ho perso tempo con le domande, senza riuscire a fare una sintesi.

- Si sente la tua mancanza in reparto. - Ah, in reparto.

Io non volevo dire che la nostra storia non è stata importante.

- Mi hai frainteso. - Dove sta ? Io ti ammazzo ! Ti ammazzo !

- Allora ! - Andrea ? - Siamo in un ospedale qui !

- Greta è stata operata d'urgenza ! - Era sotto monitoraggio

perché potevano esserci delle complicazioni.

- Prendiamo un po' di aria, così ti calmi. - Scusate.

Ha esagerato perché ha paura per Greta e anch'io.

Sono venuta a portarmela via.

Non fossi mai capitato nella mia vita.

- Hanno ragione. - Sì, l'eparina può avere aiutato l'emorragia.

Se ha una malattia sistemica, può avere influito, trovala.

Doc, l'operazione di Greta è andata bene, la portano in Intensiva.

Stasera resta qui. - Sì.

Appena torna Federico, riprendiamo gli esami.

- Brutte notizie ? - Mmm ? - E' successo qualcosa ?

Lin.

- Elisabetta ha la shigellosi. - Perché non mi hai avvisato ?

Te lo sto dicendo. Comunque, la terapia è univoca.

Io l'ho già fatta partire, non serviva il tuo benestare.

- Grazie. - Quello che servirebbe è che tu parlassi con Elisabetta.

Non mi interessano i motivi per cui la eviti, ma diglielo.

Sei venuto.

Lo so, hai ragione.

Avevo paura che tra di noi le cose non fossero chiare

e che ci fossero delle incomprensioni.

Non sapevo come dirtelo.

Non serve che ti giustifichi.

Capisco perché non puoi innamorarti di una come me.

- Guarda in che condizioni sono. - Non sei tu, sono io il problema.

- Non sono pronto a innamorarmi. - Ti hanno dato una bella batosta ?

Problemi con una tipa, direbbe qualcuno.

Per non illuderti, non ti sono stato vicino come medico.

Scusa.

Io preferirei che mi stessi vicino come amico.

Posso sopportare benissimo che non ti innamori di me

ma non posso sopportare di non vederti più.

Anch'io ci tengo molto a te.

Scusa se ti ho evitata.

Pace ?

- Ciao. - Ciao, nano. - C'è un'altra cosa che volevo dirti.

Anzi, che io devo dirti.

- Pietro ha dormito qui. - Sapevo che glielo dicevi.

Devo essere degno di fiducia per chiederle di farti dormire da me

e sfondarci di gelati e videogame. - Ti prego, mamma, posso ?

- Per favore. - Mamma, ti preghiamo.

- Va bene, sì. - Sì !

Possiamo fare tutto e al massimo del livello.

- Diagnostica, clinica. - Buonasera. - Chirurgia classica.

Anche il trapianto di cornea.

- Prego. - Grazie. - Facciamo anche formazione.

Chissà se Federico dovrà rinfrescarsi la memoria

quando uscirà da Medicina Interna.

Ricordi qualcosa di Oculistica ?

Ho concluso il primo anno a pieni voti solo tre mesi fa.

Vediamo... Una cosa facile.

Ragazzo di 13 anni con abbassamento della vista, questi sono gli esami.

Non lo so, dovrei almeno visitarlo e fargli una anamnesi.

Lin, fammi la diagnosi.

Lui è il migliore nelle patologie oculistiche.

Mi preoccuperei se non lo fosse.

Ma ci sta mettendo troppo tempo.

Mi sembra un cheratocono.

Sei bravo, lo è.

Scusa, pensavo che fosse Diana. Non mi vuole nei paraggi.

La partita non è chiusa.

- Un gettone sulle tue sensazioni di medico io lo punterei. - Grazie.

Credo che tu abbia ragione anche su Enrico.

Non devo preoccuparmi.

- Barbara, sto uscendo. - Lo so, oggi ho fatto tardi, scusa.

- Puoi inventarti un'emergenza. - Non voglio inventarla.

- Hai ragione, etica professionale. Ci penso io. - No, no... No !

Barbara, questa cosa...

- No. - No, no, Teresa !

Teresa !

- E' bellissima, stasera la tengo, piacerà a tutti. - "Tutti" chi ?

- Vado in pizzeria con la classe e dormo da Robi. - Ah.

Vi lascio da soli, la mamma è triste e ne ha bisogno.

- Poi mi racconti tutto. - Sì, non fate tardi. - Ciao.

- Sei triste ? - E' successa una cosa che non potevo spiegargli.

Non puoi dirlo neanche a me ?

Mi sono inventata una storia con Andrea sul suo passato.

Ho finto di dirgli la verità, non è stato bello, ma ci ha creduto.

Siediti, Agnese.

Non pensavo di parlarne oggi

ma visto che non c'è Manuel, è il momento giusto.

Dopo l'incidente di Andrea, dopo l'inchiesta sul Covid

ho creduto che potevamo farcela.

- Davide... - Aspetta, fammi parlare.

Ho una relazione.

Importante.

Con una mia collega.

Ci siamo conosciuti dopo il Covid.

Poi ho rifiutato quel lavoro, perché avevi scelto Manuel e me.

Però dopo ho capito che...

- Il tuo cuore è da un'altra parte. - Vuoi lasciarmi ?

Sì.

E Manuel ?

- Io ho sacrificato tutto per noi. - Non dovevi farlo.

Con Manuel faremo attenzione, faremo del nostro meglio.

Tu potrai riprenderti Andrea.

E' il posto migliore, se non vuoi tornare a casa.

Non puoi dire che non ti conosca.

- E tu non puoi dire che non è come penso. - Non è come pensi.

E' peggio.

Barbara ha una malattia psichiatrica.

- Questa è la scusa... - E' la verità.

Si chiama sindrome di De Clérambault.

Una persona si convince di essere l'oggetto dell'amore di un altro.

Barbara crede che io sia innamorato di lei e che tu sia l'ostacolo.

- Tu glielo hai lasciato credere ? - No, mai, però ho sbagliato.

Questa cosa all'inizio...

mi lusingava.

Non ho capito subito che è una malattia grave.

- Perché non me l'hai detto ? - Perché sono un cretino.

Perché volevo risolverla, pensavo di proteggerti.

Perché ti amo, Maraldi.

Io voglio crederti, Enrico Sandri.

Dimmi come la vuoi risolvere. Da come ho visto, non è il modo.

Questa sindrome ha tre fasi. Speranza, delusione, rancore.

Bisogna smontare la speranza con l'affermazione della realtà

anche se lei leggerà in ogni gesto la conferma di ciò in cui crede.

A un certo punto qualcosa inizia a cambiare.

Se distruggiamo la speranza in modo brusco

lei potrebbe passare alla delusione con tendenze suicide. - Oddio. - Sì.

Se supera questa fase senza ammazzarsi

potrebbe arrivare al rancore e potrebbe tentare di uccidere me.

O te.

- Quindi quanto tempo ci vorrà ? - Non lo so.

So solo che ora che te l'ho detto, io sento di farcela.

Sei proprio un cretino.

Non provare più a mentirmi, perché giuro che ti ammazzo io.

- Mi chiami "orsacchiotto" ? - Non ora. - Giusto.

Se Greta ha una patologia, dobbiamo trovarla.

Faremo alla maniera di Giulia, la troviamo qui dentro, dài.

- Bentornata. - Grazie. - Sto per aggiornare Cesconi su Elisabetta.

Hai risolto il tuo problema familiare ?

E' in via di risoluzione. Tu hai trovato un senso ?

L'altra sera mi sembravi parecchio giù.

Sai la squadra con cui mi alleno ?

Mi hanno offerto un lavoro, vogliono che diventi il loro medico.

Davvero ? Bello.

Tu lo vuoi fare ?

- Lascerai Medicina Interna ? - Ci sto pensando.

- Ti sembra così impossibile ? - Allora ?

Le piastrine non sono risalite. Gli esami non sono molto buoni.

L'infezione ha aggravato la porpora. Tiriamola fuori da questa spirale.

- Avvisiamola che non sarà dimessa presto. - Ci penso io.

Okay, mi ha tolto un peso.

Non riesco a pensare di darle una brutta notizia.

Capisci perché penso a quell'offerta ?

Se senti l'esigenza di lasciare Medicina Interna

anche se è doloroso, devi farlo.

Okay.

Mi stai dicendo che la porpora ha fatto un passo avanti

e che non c'è più niente da fare ?

Non è detto. Debelliamo la Shigella e poi pensiamo al resto.

Non te ne vai da qui, finché non ripristiniamo i valori.

- Ci penso io a Pietro, può stare da me. - No.

No, ti ringrazio. Io sento mia sorella.

Lei lavora lontano, ma abbiamo fatto un patto

quando mi hanno diagnosticato la porpora. - Sì, sì.

A me non costa nulla tenerlo, non mi pesa.

Lo so e ti ringrazio tanto.

Solo che Pietro si è affezionato tanto a te.

Non posso permettere che ci siano incomprensioni.

Io non voglio che cominci a vederti come un padre.

- Mi dispiace. - E' giusto.

Ti lascio alla tua chiamata.

Non ho idee, non sembra nessuna delle comuni malattie autoimmuni.

Forse non lo è. Il fattore quinto di Leiden ?

Negativo.

E' negativa anche la mutazione della protrombina, l'Inr è 2,5.

Vista la quantità di anticoagulanti somministrata, è comprensibile.

Non è l'unica causa dell'emorragia.

Questo è il segno di una vecchia frattura ?

- Sì. - Può avere favorito la raccolta di sangue

scatenando l'emorragia. - Il dosaggio era corretto.

C'era una fragilità in quel punto.

Una frattura dell'ultima costola. Ce ne aveva parlato ?

Secondo me, ce n'è una anche qui.

- Lasciami, non è colpa mia, se non ci riesco. - Ti ammazzo !

Quando gli viene un'idea, parte in quarta.

- Sei stato bravo. - Bah.

Lo sei sempre, quando non sei bloccato da qualcosa.

- Tipo ieri sera con tuo padre. - Che c'entra lui ?

Te lo porti sempre dietro, come se ti guardasse.

- Neanche te ne accorgi. - Tu dici a me che ho problema con mio padre ?

Per fortuna, a volte ce ne dimentichiamo.

Grazie, ci penso io.

Non sono un medico infallibile, ma sono bravo con le sensazioni.

Quella che ho avuto su di te mi spaventa.

- Di che cosa parli ? - Luca ti fa del male.

Tu non sei caduta dalla bici.

Non è solo l'ematoma, abbiamo trovato segni di fratture.

E' stato lui.

- Non era così prima. - Prima di che cosa ?

Per questo volevo andare al Consultorio.

Potevano capire il problema, prima che si arrabbiasse di nuovo.

Quando avremo un figlio, sarà tutto finito.

Luca ti picchia perché tu non resti incinta ?

Rimango incinta, ma ho avuto tre aborti spontanei.

- Tre aborti ? Prima delle dieci settimane ? - Sì.

Luca dice che il mio corpo si rifiuta

perché non lo amo quanto mi ama lui. - No, Greta, Luca non ti ama.

Chiaro ? Semplice.

Ascoltami, nessuno può permettersi di dirti che ti ama

se ti alza anche solo un dito addosso, è una cosa gravissima.

Adesso abbiamo un'altra cosa grave a cui prestare attenzione.

Ha la sindrome da anticorpi antifosfolipidi.

- Ah ! - Può arrivare un nuovo trombo ovunque.

- In qualsiasi momento. - Un infarto !

Aspirina, nitrati, clopidogrel. Veloce, veloce.

Greta, guardami. Ci siamo qua noi, tranquilla.

- Ci puoi pensare tu, per favore ? - Sì.

Ehi, tranquilla. E' tutto sotto controllo.

Il cardiochirurgo opererà Greta a momenti.

Sappiamo qual è la causa dei trombi.

Con la giusta profilassi non saranno più un problema.

Grazie.

- Mi dispiace per quello che ti ho detto. - No, non devi.

E' comprensibile.

Pensa la vita.

Tu volevi lasciare Medicina e io ti ho convinto a continuare.

Venticinque anni dopo salvi la vita di mia figlia.

Sì, è così.

C'è una mia amica

che mi ha detto che tutte le cose che ti succedono nella vita

anche quelle che ti fanno soffrire, possono avere conseguenze positive.

Abbiamo salvato la vita a Greta grazie a una serie di cose negative.

La sua sindrome era latente, ma le ha causato gli aborti

che hanno scatenato la violenza di Luca, innescando la malattia.

Se non fosse successo tutto questo casino

Greta sarebbe morta di infarto e tu non avresti mai saputo perché.

Luca Rivoli ?

- Sì. - Dovrebbe venire con noi. C'è una denuncia contro di lei.

Che vigliacco schifoso !

- Risolviamola da uomini, non con le denunce. - Devi sparire.

Non ti ha denunciato lui, ma Greta. Io spero di non vederti mai più.

Io non riesco a crederci che non mi sono accorta di niente.

Non è facile, sai ? Però devi essere contenta.

Greta non ci ricadrà, rischiare di morire l'ha aiutata a capire.

Ha capito in un giorno quello che ad alcune donne richiede anni.

Bene, dài.

Grazie.

- Che c'è ? Problemi in reparto ? - No, lì possiamo fare a meno di te.

La verità è che ci sei anche quando non ci sei.

Sono io che non posso.

Mi manchi, Giulia.

Non dico solo in reparto.

Anche tu mi manchi, domani arrivo.

- Non vedo l'ora. - Buonanotte.

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