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- Fermo così ! - Dove vai ? - Voglio solo parlarci.
- Ci voglio solo parlare. - Tranquillo. - Oh.
- Angelo, non cominciare. - Faccio più chili degli altri.
E' la terza volta che sbagli la pesa e devo rifare il lavoro.
- Meglio questi che stanno zitti. - Me ne occupo io di lui.
- Ha bisogno della balia ? - Non ho bisogno di uno stronzo come te.
Benissimo, adesso prendi le tue cose e te ne vai.
- Anzi, ve ne andate tutti e due, fuori. - Oh, ti prego !
- E' la prima volta che vai via puntuale. - Sì, ho un impegno.
E' un impegno carino ? Non guardarmi così, era una battuta !
E' l'ora dell'aperitivo, spero che tu non abbia una visita dal medico.
- Ti volevo ringraziare comunque. - Perché ? - Per quello che fai.
- Per l'impegno che ci metti come tutor. - Non ringraziarmi.
Ho ancora un sacco di tempo per farti ricredere.
Sbaglio o Miss Prima della Classe oggi è la prima ad andare via ?
- Tu non vai con lei ? - Perché ?
Ha boicottato la tua serata in piscina con Lin.
Volevo conoscere gli sviluppi tra di voi.
- Federico, che dici ? Non ha boicottato la serata. - Sarà.
Io non ho più visto nessuna borsa della piscina.
Sono stato molto impegnato. Sono molto impegnato.
- Offerta last minute, paziente in arrivo dalla sala gessi. - Okay.
- Vado io. - Anche tu.
- Giordano ne vuole due, controllo incrociato. - Tocca a Martina.
Ha meno pazienti dopo le dimissioni di stamattina.
Non vedo nessuna Martina.
- E' lui il tutor, si può controllare da solo. - Lentini !
Non approfittare oltre della mia pazienza.
Anche perché se la perdo... Ci siamo capiti ?
- Che c'è ? - Dopo tutto ciò che hai fatto, non decidere così in fretta.
- Daria. - Un giorno in meno non cambia niente ormai. - Lo so.
- Scusa, devo andare. - Ciao. - Ciao.
Se aspetti il primario, hai sbagliato giorno, è con Sandri.
- Quando fa le terapie a fine giornata, torna a casa. - Oh.
- Se c'è qualche urgenza... - No.
No, volevo solo parlargli.
- Lascia detto a me così gli porto il messaggio. - Non fa niente.
Non c'è fretta. Farò un'altra volta.
- Okay, ciao. - Ciao.
Io devo trovarla.
Se è lei la causa della mia separazione da Agnese
significa che è stata importante.
- Non hai il nome. - Continuerò a cercarla.
Potrebbero arrivarmi altri ricordi.
Avevi ragione a non volere sospendere la terapia.
- Forse dovremmo aumentarla. - No, continuiamo così.
Spero che riuscirai a trovarla e a riconciliarti con il passato.
- E tu a scrivere una pubblicazione. - E a vincere il Nobel.
La fama non mi interessa, mi interessi tu.
Cominciamo.
Una volta mi sono rotto il braccio.
Non sono rimasto in ospedale per una notte.
Ti tratteniamo per prudenza, ma l'osservazione breve è piena.
"Il paziente accusa malessere generale"
"forte cefalea e alcune linee di febbre."
- Corretto? - La febbre può essere reazione allo shock della frattura.
E' meglio se stanotte ti teniamo sotto osservazione.
Domani ti mandiamo a casa.
- Hai qualcuno che può venire a prenderti ? - Vengo io.
- Bene. - Ci vediamo domani allora.
Okay, domani gli do un'occhiata. Fate Rx torace ed emocromo.
- Ora ? - No, domani, dopo che lo abbiamo dimesso.
Ottima occasione per fare tu il prelievo.
C'è l'infermiere di turno e non è nemmeno mio paziente.
- Se non te la senti, rimango io. - Eh. - Lo fai tu.
Diamo un senso alla stanza delle simulazioni.
- Non hai più avuto problemi con i prelievi. - Confermo.
Il manichino non si è più lamentato.
Forse perché lo hai ucciso sei volte con la tracheostomia ?
- Hai visto Andrea ? - E' con Enrico in cerca del vecchio Fanti.
Scusami, Giulia. Lo so che questa cosa ti sta incasinando la vita.
Mi ha sempre detto che ero stata la prima dopo Agnese.
- Magari la prima importante. - O magari no.
Se ha mentito e non me ne sono accorta
magari lo ha fatto su tutto.
Io ero sicura di quello che avevamo. Se mi fossi sbagliata ?
Quando scoprirà tutto, ti dirà la verità.
Adesso non è solo Fanti, adesso è Doc.
- Fanti la cerca in modo insistente. - Devo prima verificare un ricovero.
Eccomi ! Che cosa abbiamo ?
Voglio sentire Azzurra.
- La paziente è arrivata con astenia e dispnea. - Non ho mai avuto fiato.
Da quando vivo in un palazzo senza ascensore
mi sono accorta che non è normale.
- Stamattina pensavo di morire. - Le faccio emocromo ed eco torace.
- Elisa è già partita ? - Sì, cioè, parte oggi.
L'eco torace la fa Azzurra e voglio anche l'Ecg. Muovetevi.
L'emocromo è nella norma, eco torace ed Ecg negative.
- Come pensate di procedere ? - Potremmo...
"Se Maometto non va alla montagna"...
Le avrei portato tutto tra poco. C'è una paziente in medicheria.
Le date la cura per l'ipertensione e la mandate a casa.
Se il problema persiste, tornerà. Altre perdite di tempo ?
E' preparato, ma volevo sapere che avrebbero fatto gli specializzandi.
- Se lo sapessero, lo avrebbero già fatto. - Ricevuto.
- Cura e dimissione. - Bene.
Prof, come mette a suo agio lei gli specializzandi, nessuno.
Tutto bene ? Vuoi da bere o sei abbastanza comodo ?
- Posso procurarti una vacanza forzata. - No, sto comodo.
- La ragazza è nuova ? - Azzurra Leardini.
Sostituisce Elisa Russo per i tre mesi di borsa di studio a New York.
- Kidane le dà un occhio. - Grazie.
Mi chiedo, per quanto tempo ancora continuerete a girarvi intorno
senza mai decidervi ?
- Non mi gira intorno, gli servo. - Tu dici ?
Se te ne rimani lì ad aspettare, non lo saprai mai, no ?
Buon lavoro.
Serve un passaggio ?
Non riceverà altre offerte, le girano tutti al largo.
Le conviene approfittarne.
Carlo, sì, parlare con te è più difficile che parlare con il Papa.
Sì.
Mi si è fermata la macchina al policlinico.
Qualcuno deve andare a prenderla. Va bene, okay.
Alla prossima a destra sono arrivato.
Mentre aspetta il Papa, può venire con me.
Domattina vengo a prenderla.
Sicura ? Perché posso prendere un taxi.
E' di strada e mi fa piacere.
- Doc, posso parlarti un attimo ? - Sì, certo.
- Accompagnami dal paziente ricoverato ieri. - Sì. - Andiamo.
Hai 20 secondi per dirmi che cosa credi che sia.
- Speriamo niente. - Un po' vaga come diagnosi.
Emocromo nella norma, Rx negativa.
Se la febbre è passata e il mal di testa è rientrato
trattenerlo è stato un gesto di prudenza.
- Sennò ? - Anamnesi per valutare la ricorrenza delle cefalee
e la presenza di sintomi neurologici.
Nel caso risonanza.
Andiamo a conoscerlo. Scusami, che cosa volevi dirmi ?
- Non è così urgente. - Sicura ?
Andiamo.
- Perché non esce ? E' grave ? - Buongiorno. - Buongiorno.
Piacere, devi essere Angelo.
- Tu ? - Vasco, piacere. - Piacere.
Gli avevo portato le stampelle perché pensavo che uscisse.
- Cefalea e febbre aumentate più la nausea. - Vivete insieme ?
Lavoriamo pure insieme. Non te lo scolli di dosso.
Ci licenziano pure insieme, se è per questo, grazie a te.
Hai già avuto cefalea e nausea in passato ?
Nausea no, cefalea sarebbe il mal di testa ?
Quello ce l'ho sempre.
- Sono un Adhd, avete presente ? - Disturbo dell'attenzione. - Sì.
Fatico a concentrarmi, mi scoppia il cervello.
Oggi è un mal di testa solito o è più forte del solito ?
Oggi è forte, ma non datemi cure difficili.
- Non è roba mia. - Malattie importanti? Familiarità?
- Che vuol dire ? - Se in famiglia ci sono stati casi di malattie.
Non so, non conosco la mia famiglia.
Non ho mai visto mio padre. Mia madre mi ha abbandonato.
- Con chi sei cresciuto ? - Con un sacco di famiglie in affido.
Tua madre non ti ha propriamente abbandonato.
L'affido è un provvedimento temporaneo.
Certo, perché un Adhd non lo vuole nessuno.
Possiamo parlare con tua madre ? Potrebbe essere importante per...
No, non so dov'è, non mi ricordo il cognome e ho scordato la faccia.
Ti bruciano gli occhi o vedi sfocato ?
- Sfocato, sì. - Allora fai questo per me.
Chiudi gli occhi e tocca la punta del naso con la punta dell'indice.
Bene, l'altra mano.
Ti ricordi qualcosa della caduta ? Sei scivolato, inciampato ?
- Ho perso l'equilibrio? - Risonanza magnetica encefalo? - Sì. - Grazie.
Non vuoi sapere dove è tua madre ?
Basterebbe contattare l'assistente sociale.
Basterebbe volerlo, ma io non voglio, okay ?
- Fai conto che sia morta. Puoi curarmi lo stesso ? - Certo.
Non gli hai cavato niente. Ne faremo a meno.
Aspettiamo la risonanza e diamo un senso ai sintomi neurologici.
- E' andato Riccardo. - Per un Adhd non è facile stare fermo a lungo.
E' importante parlargli e attivare il pulsante antipanico.
Segui l'esame anche tu. Le immagini non sono tutto, ma sono importanti.
E' un po' che non ho un vero esperto in squadra.
Angelo, se va tutto bene, premi una volta il pulsante.
- Ok. Allora, che cosa vedi ? - Che cosa non vedo.
Non mi sembra di vedere masse tumorali o edemi
o liquidi che creano pressione.
Angelo, va tutto bene ?
- Basta. - Angelo.
- Basta ! - Tiralo fuori.
- Basta ! - Angelo, tranquillo, sei in ospedale.
- Respira. - Lasciami. - Respira !
- Lasciami ! - Lo tengo.
- Okay, ci sono. - Lasciami...
Ahi...
Basta ! Ahia, che cazzo fai ?
C'è rigidità nucale, potrebbe essere meningite.
- Ah ! - Respira.
Respira.
Andiamo.
Ho avuto un attacco di panico.
- Il paziente era in delirio. - Esagerato.
Il paziente era in stato confusionale.
- La tua era solo una leggera crisi di ansia. - Una crisi di ansia ?
Se ti viene una crisi di ansia e il paziente è tra la vita e la morte
che fai ? - Respiri esattamente come hai fatto.
Eri presente, non sarebbe accaduto nulla.
Quando hai detto "meningite", ho pensato...
Non arriviamo all'amputazione. Se è meningite, la prendiamo in tempo.
Non c'è aumento della pressione intracranica.
Possiamo fare subito il prelievo del liquor.
La smetti di essere così perfetta ?
Te lo avevo detto che ti saresti ricreduta sul tuo tutor.
Meno male che c'eri tu.
Grazie.
Dottore, Andrea, salve.
- Puoi dirmi come sta Angelo, per favore ? - Ehm...
E' ancora presto.
Però magari puoi dirmi tu qualcosa in più.
- Non siete solo coinquilini, vero ? - No, lui è mio fratello.
Cioè, non biologico, però siamo cresciuti insieme.
I miei lo hanno adottato, quando io avevo 11 anni e lui 12.
Prima di noi è stato in cinque o sei famiglie.
- Già allora non voleva vedere la madre ? - Certo, sì.
Lei lo ha abbandonato perché era difficile
e non lo ha più voluto nessuno per anni.
- Fino ai tuoi genitori. - E' stato merito della mia prof di italiano.
Credo che sia stata la prima persona a volergli bene.
Mi ricordo che aveva parlato con i miei, con me.
Ci ha spiegato che cosa era l'Adhd, come comportarci.
All'inizio questa roba mi sembrava un superpotere.
Ero uno sfigato. E' arrivato lui e non mi hanno dato più fastidio.
E' bello che siate rimasti così uniti.
Se ci fosse mia madre, direbbe pure troppo.
Per lei è colpa sua, se non ho finito le superiori.
Io credo che sia merito suo, se mi sono fatto una vita a 18 anni.
Per carità, è vero, non ho il diploma adesso
però ho già fatto mille lavori.
Anche perché Angelo non è uno che dura molto.
No, è strano che non abbia mai voluto contattare la madre
anche dopo tanti anni.
Gli avrebbe ricordato qualcosa che ha dimenticato.
Secondo me, lui vorrebbe dimenticare
che lei lo chiudeva nello sgabuzzino perché era agitato.
- Ce lo teneva anche tutta la notte lì dentro. - Mi dispiace.
Abbiamo inviato il liquor ad analizzare.
A noi è sembrato limpido.
- Dovrebbe essere meningite virale, non batterica. - Bene, Ric.
- Intuire in tempo una diagnosi di meningite è vitale. - Ma...
Sollecitiamo il laboratorio. Prima abbiamo il referto, meglio è.
Come va con la donna misteriosa ? Hai ricordato altro ?
- Secondo te, perché proprio lei ? Te lo sei chiesto ? - Sì.
Credo che sia la causa della mia separazione da Agnese.
Sei stato con lei prima della separazione ?
- Non me lo avevi detto. Come fai a saperlo ? - Solo indizi per ora.
Magari torneranno altri ricordi o troverò quella donna.
Stasera abbiamo un appuntamento in archivio.
Se non era di Medicina, sarà stata di un altro reparto. La troveremo.
Non mi importa di lei, ma se la storia riguarda
il periodo in cui il tuo matrimonio era in crisi
tanti anni prima di noi voglio saperlo.
Significherebbe che non mi sono sbagliata.
- Scusa, se ti chiedo di fermarti qui. - No, lo capisco.
Chissà che penserebbero vedendoci venire insieme da dieci giorni.
Non mi importa di darti del lei davanti agli altri.
Per me questa è una cosa nostra e a me piace.
Anche a me. Cioè...
Questa strana sensazione di vita quotidiana al di fuori dell'ospedale
è strana, ma bella.
Potremmo conservarla
dopo che il meccanico ti avrà montato il pezzo di ricambio.
Potremmo fare colazione insieme o andare a bere qualcosa.
Parlare un po' come abbiamo fatto in questi giorni.
- Non rispondi ? - Non è importante.
Okay, a dopo.
Vi prego, non mandatemi di nuovo a casa.
- Ho un infarto, sto per morire. - Si calmi, non c'è nessun infarto.
Ha fatto bene a tornare. Le ho firmato il ricovero.
Adesso le faccio gli accertamenti. Ecco.
- Nessun miglioramento con la cura ? - No, mi sembra di stare peggio.
Il terzo piano mi ammazza.
Mi vengono i crampi alle gambe, i giramenti alla testa.
Dovevo avere il coraggio di andare dal mio ragazzo.
Lui almeno ha l'ascensore.
La creatinina è alta. L'ipertensione può essere dovuta a una nefropatia.
- O il contrario. - Non è un soggetto tipico da ipertensione.
E' giovane, ha abitudini alimentari sane
non beve, non fuma, non fa un lavoro stressante.
Vorrei farle un'ecografia renale.
Anche Azzurra la pensa così ? Non ne avete nemmeno parlato.
Ne sto parlando con te.
Tanto lei non mi segue e rimarrà qui solo per i tre mesi di Elisa.
Non puoi lavorare solo con chi ti piace.
- Buongiorno, professore. - Buongiorno.
Va bene l'ecografia ai reni, ma la fate insieme.
Sì ? Scusa, non posso rispondere. Non posso parlare.
Sì, ti richiamo, ciao.
"Buongiorno, professore".
Dài, se lo scarrozzi in giro dappertutto almeno da dieci giorni.
Vi ho visti. Anche se lo lasci lontano dall'ingresso, vi ho visti.
Potevi dirmelo, visto che è merito mio.
Che ci diamo del tu, quando siamo soli ?
- Non c'è altro. - Non ci credo, non può essere.
Allora ci sarà un'altra donna, eh.
Sì ?
- Hai un attimo ? - Sì, certo.
- Hai una penna ? - Sì.
- Grazie. - Non mi hai risposto
quando ti ho detto che potremmo continuare a vederci. - Giulia...
Potremmo continuare così, senza dirlo a nessuno.
A te va bene solo se c'è una scusa ufficiale.
Perché ? C'è qualcosa che vuoi dirmi ?
Posso solo dirti che non mi merito il tempo
che ti ho rubato con una scusa.
Ti ho mandato il numero del mio meccanico, forse fa prima del tuo.
Così non hai più scuse.
Sì.
Mi spiace, non mi sono più fatto sentire.
Mi sono liberato, sì.
Va bene, ci vediamo domani. Ciao.
Ho male qui ! Che succede ?
Che succede ?
Ha un'emorragia congiuntivale.
Falle del labetalolo, forza !
Okay, Flaminia, guardami.
Tra poco passerà tutto. Ti aiuto a distenderti.
Se è sotto farmaci, come fa a salire la pressione così ?
Vieni qua.
Senti ?
Ha la pressione bassa alle gambe.
Quindi siete tornati al punto in cui stai aspettando non si sa che cosa.
Non aspetto niente, tranne che chiami il meccanico.
La paziente con l'ipertensione, ci sono novità.
- Le abbiamo fatto una Tac torace. - Non sospettavi la nefropatia ?
E' secondaria. Pressione bassa agli arti inferiori e soffio al cuore.
Controllate anche voi. A me sembra che ci sia.
- A noi. - Sì, c'è.
- Non è molto estesa, però c'è. - Per questo non se n'è mai accorta.
Le servivano le scale e la paura di andare a convivere.
Si chiama coartazione aortica.
E' un restringimento che sottopone il suo cuore a un grande sforzo.
E' congenita, ma nel suo caso è moderata
perciò non se ne è resa conto.
Se evito le scale e gli sforzi, torno a stare bene come prima ?
Il sovraccarico di pressione fa male al cuore.
La pressione bassa negli arti inferiori dà problemi ai reni.
E' un ostacolo che si può rimuovere senza conseguenze.
Non dovrai decidere di convivere sulla base di un ascensore.
Riposati, andiamo a parlare con Chirurgia.
Kidane.
Allora ? Come va con la nuova specializzanda ?
E' una palla al piede.
Ed è lei una palla al piede o è Elisa che ti manca ?
Certo che mi manca ! Tra meno di un anno sarò di nuovo in Etiopia.
Non avrò colleghi come lei con cui fare squadra. Quella stronza...
Poteva evitare di farsi mandare in America ora.
Tu capisci che non parleresti così
se fosse solo una questione professionale ?
No, senti, io non mischio le cose come fai tu.
Non ti darebbe fastidio, se Elisa si facesse delle storie ?
Solamente se fosse con un cretino, altrimenti sarei felice per lei
come lei con me quando le ho mostrato le foto di mia moglie.
- Tu hai una moglie ? - Non sono ancora sposato.
Ho una moglie designata al mio villaggio. Da noi si usa.
Aspetta, aspetta, aspetta...
Tu hai fatto vedere una foto della tua futura moglie a Elisa
e ti stupisce che lei se ne sia andata in America ?
- Quindi ? A lei non importa. - No, per carità...
Magari mi sono sbagliato io su di lei e su di te.
L'ipotesi della meningite è tua.
Perché non hai voluto che lo dicessi a Doc ?
Io, tu, che importa ? Seguivamo lo stesso paziente.
Tu ti sei preso la responsabilità di fare subito la rachicentesi.
Sai da dove viene questo ? Dall'Etiopia.
Due miei ex colleghi si sono sposati e si sono trasferiti lì.
- Che coraggio. - Sì, a sposarsi sì, senza ombra di dubbio.
Questo è un...
"E' un kitabe, uno strumento della medicina tradizionale etiope"
"per quando non saprai che pesci pigliare."
Grazie, era tanto che non avevo qualcuno con cui fare squadra.
Sei un bravo medico.
Ho sempre sognato di sentirmelo dire.
Aspettati che te lo dicano spesso perché lo sei.
Mi hai aiutato con le mie stupide crisi di ansia.
Non sono stupide.
- Le conosco perché ne ho sofferto anche io qualche anno fa. - Tu ?
Ti sembra così strano ?
Tu sai quanta gente soffre di crisi di ansia ?
No, lo so, solo che non me lo aspettavo da te.
Sei sempre così centrata, così trasparente.
Anche tu, eppure hai tenuto nascosta una protesi per un anno.
Touché.
Scopriremo che abbiamo più cose in comune di quelle che pensiamo.
I risultati del liquor di Angelo.
L'aumento linfocitario delle proteine è minimo.
Non c'è diminuzione del glucosio. Non è meningite batterica.
Facciamo partire gli esami per individuare il virus e manteniamo...
Manteniamo la copertura antibiotica di sicurezza.
Che cos'è, avete fatto punto a padel ?
Molto di più, signorina Wang Lin.
Abbiamo un referto che ci dà speranza.
- Faccio io gli esami, tanto sono di turno. - Okay.
- Chiamami, se hai bisogno. - Grazie.
Signorina Wang Lin.
Che ne dici di recuperare la nostra serata in piscina ?
- Sì, adesso ? - Sì ? - Sì.
- Andiamo ? - Sì.
Elisabetta, ehi.
- Come ti senti ? - Bene. Scusa, mi ero addormentata.
Non ti preoccupare. Con oggi abbiamo finito il ciclo di plasmaferesi.
- Per un po' ti lasciamo in pace. - A me non pesa venire qui.
Salto qualche giorno di lavoro e poi mi piace la compagnia.
- Se mi guarite dalla porpora, vengo a fare la volontaria. - Okay.
- Fai con calma, oggi smontiamo insieme. A dopo. - Grazie.
- Ciao, puoi chiamarmi Elisabetta, se è pronta ? - Non lo so.
Ora chiedo. Cesconi, chiedono di Elisabetta.
- E' pronta ? - Non lo so, che le dobbiamo dire ?
- Pietro. - Il fidanzato ? - No, peggio.
Controllo i fidanzati. Non voglio un "rinco" tra i piedi.
Pietro, che cosa stai dicendo ? Che cosa ti viene in mente ?
- Lui è il tuo fidanzato ? - No ! - No !
No, io vengo in pace, sono solo il suo medico.
- Allora perché non hai il camice come lei ? - Perché ?
Lei vive qui dentro, io stavo per andare a casa.
Nemmeno io vivo qui, ma stasera devo ancora vedere il primario.
- Dottoressa, buonasera. - Ciao.
Sono d'accordo, anche io bannerei i fidanzati "rinco".
- Hai problemi con una tipa ? - Pietro ! - Scusa ?
Che dici, lo invitiamo a cena ? Sta solo come uno sfigato.
E' la serata hamburger e patatine. Sei fissato con le verdure ?
Adesso basta, ti prego. Scusalo, è che lui non sta mai zitto.
Però l'invito è valido, voglio dire, a me fa piacere.
Hamburger e patatine, eh ?
- Ci sto. - Super. - Super. - Ciao.
Ciao ! Pietro, per favore...
- Se questa cosa ti pesa, non farti problemi. - No, non avevo programmi.
Non ho avuto il tempo di farmi amici, da quando sono a Milano.
- E tuo fratello ? Lo hai più sentito ? - Lasciamo stare.
Sono passati tanti anni, ma vuole tenermi fuori dalla sua vita.
Non posso obbligarlo, no ? Andiamo.
Vasco, che succede ?
No, sono Martina. Come ti senti ?
- La febbre non è scesa, nonostante il paracetamolo. - Fe...
Fe...
Angelo, che succede ?
Angelo, parla.
Prova a parlarmi. Parla.
Angelo.
E' in crisi convulsiva.
"Segreteria telefonica."
"Risponde..."
Giulia, puoi dire agli altri che inizio il giro visite ?
La paziente 26 è arrivata con ipertensione e problemi renali.
Le abbiamo diagnosticato una coartazione aortica moderata.
Perché non le avevate fatto firmare il consenso per l'operazione ?
Sono stata io a non firmarlo. Non penso di farla.
Voglio dire... Adesso che so che cosa ho, sono molto più tranquilla.
Perciò grazie, ma ci ho convissuto per 30 anni.
- Posso tranquillamente andare avanti così. - Sta scherzando ?
Lei ha 30 anni e si vuole mettere questi limiti ?
- E' una cosa sciocca e l'intervento è relativamente semplice. - Per lei.
Ha presente che vuol dire avere la fobia di aghi e lame ?
Non penso e nemmeno ci proverebbe a capirlo.
Nessun problema, la vita è sua.
- Kidane. - Non tutti gli ostacoli si possono rimuovere.
Ci sono delle cose più grandi di noi e non ci possiamo fare niente.
A volte gli ostacoli siamo noi i primi a metterceli addosso
magari senza accorgercene. Operati.
Vai a vivere con il tuo ragazzo.
Dipende solo da te.
Kidane, la 26 ha firmato il consenso per l'intervento.
Le hai detto ciò che aveva bisogno di sentirsi dire.
Grazie.
- Bravo, Kidane, hai fatto un buon lavoro. - Grazie.
Giulia mi aiuta a cercarla, ma non l'abbiamo trovata.
- Io spero che ti renda conto di ciò che sta facendo Giulia per te. - Sì.
Io voglio recuperare i ricordi, lei vuole metterli alla prova.
Sì ? - Prof.
Ha finito ? E' pronto per me ?
E' Giulia, ci sono novità importanti su un caso.
E' una priorità assoluta, mi dispiace.
Non te la prendere.
A volte serve una scusa per gestire sentimenti che non puoi ammettere.
- Arrivederci. - Arrivederci.
Quando ho visto il peggioramento, ho pensato
che poche cose vanno velocemente come la meningite tubercolare.
La composizione del liquor era anomala per la tubercolare.
Martina ha fatto partire la cura e gli ha salvato la vita.
Abbiamo verificato ed è lei.
Mi sono ricordata di una pubblicazione letta all'Università.
Si comparavano casi di tubercolare avuti al policlinico.
Nel 18% dei casi la composizione del liquor non corrispondeva
al quadro tipico della tubercolosi come per Angelo.
Come ? Angelo ha di nuovo la tubercolosi ?
- Scusi, lei chi è ? E' tua madre ? - No, lei è la madre di Angelo.
Hai detto che poteva servire per curarlo.
- Ho contattato il suo assistente sociale. - Salve.
Parlando abbiamo capito che Angelo si sbaglia.
- Che c'è, sto morendo ? - Non più. "Ti abbiamo preso per i capelli".
Avevi una meningite tubercolare. E' un'infezione cerebrale grave.
Ti pareva che la dovevo fare difficile.
In realtà il bacillo di Koch è piuttosto comune
solo che sviluppano la malattia bambini non vaccinati, anziani.
Nei giovani adulti è più raro, a meno che come nel tuo caso
uno non abbia avuto la tubercolosi da piccolo.
Io ho avuto la tubercolosi da piccolo ?
Ce lo ha detto tua madre.
Mi prendi per il culo ?
- Io ti spacco la faccia, Vasco ! - Provaci, tanto so che non lo fai.
Ascoltami, è una storia che dovresti ascoltare.
Riguarda qualcosa che tu credi di ricordare.
- Ricordo benissimo mia madre. - Ricordi male.
- Non era lei che ti chiudeva nello stanzino. - Che cazzo dici ?
Me lo ha detto l'assistente sociale. Puoi chiederglielo, se vuoi.
Ascoltami...
La tua prima madre affidataria era la persona sbagliata.
Tu te la ricordi come se fosse la tua.
- Hai sovrapposto i due ricordi. - Non è possibile.
Pure se fosse, non succedeva niente, se non mi schifava e mi abbandonava.
Non ti ha abbandonato. Ti ha portato in ospedale per la tubercolosi.
Vivevate un momento complesso, difficile.
Ha scoperto che ti poteva dare in affido temporaneo.
- Non è riuscita a riprenderti. - Non ha voluto, sennò perché ?
Ho fatto un casino e sono finita in galera dieci anni.
Quando sono uscita, mi hanno detto che non volevi più vedermi.
Mi scoppia la testa.
Quindi è colpa mia, no ?
- Che rovino tutto, che sono pazzo, che tutti mi odiano ? - No.
No, ascolta, basta.
Tranquillo, guarda me, qua nessuno ti odia.
Sennò chi ti sopportava una vita intera ?
Dobbiamo essere felici perché abbiamo capito tutto.
Adesso sei qua, sei vivo, questo è l'importante.
Qua tutti ti vogliono bene, c'è anche tua mamma.
Ci sono io.
Con la scoperta della tubercolosi mi hai pure salvato la vita.
Sulla tubercolosi è arrivata prima la dottoressa Carelli.
Forse per curarti non avevamo bisogno di tutto il tuo passato
però su tutto il resto ci farei un pensiero.
Pensa se non avevi uno che ti sopportava tutta la vita.
Sei stato fortunato.
Vi lascio.
A Martina e alla prima vita salvata.
Sono venuto in questo bar di sfigati
perché la prima della classe ha fatto la prima della classe ?
No, perché tu hai perso la sfida con lei e paghi tu.
Ci sta.
Ragazzi, non vi ci abituate. A Medicina si muore anche.
Riccardo l'ha detta male, ma ha detto una cosa giusta.
Medicina Interna dà più dolori che gioie.
La sfida però c'è sempre, non quella tra colleghi che è sano cazzeggio.
- Quella con la grandissima stronza. - La Marabini ?
- Oh ! - La morte. Parla della sfida di tutti i giorni con la morte.
A ogni sfida vinta bisogna festeggiare
poi dimenticarsene e iniziarne una nuova.
Io vi guardo e basta, così evitiamo cazzate.
- Ho ammazzato di nuovo il manichino. - Ci denuncerà.
Ci farà causa quel manichino.
- A Martina. - Anche io volevo festeggiare Martina.
A volte si può fare a meno del passato e fidarsi del presente.
- A Martina. - A Martina. - A noi.
- Che cosa era la cosa di cui mi volevi parlare ? - Ehm...
Adesso non importa più.
Dovevamo richiamarli all'ordine ?
Ma no, per una volta che festeggiano.
La cosa che hai detto che si può fare a meno del passato significa
che non mi aiuterai più a cercare quella donna ?
Al contrario, ma lo voglio fare per te, non per me.
Io ricordo che cosa avevamo e non ho bisogno di sapere altro.
Ma tu sì.
Buonanotte, Andrea.
Andrea.
Ciao.
- Scusa per l'altra volta, sono sparita. - Ti prego, dimmi tutto.
- Ascolta, io e te abbiamo avuto una storia 12 anni fa, giusto ? - Sì.
Ma...
- Non mi ricordo come ti chiami. - Diana. - Diana.
- Diana Novelli. - Come ci siamo conosciuti ?
Io e te ci siamo... amati sicuramente moltissimo
perché ho mandato in frantumi il mio matrimonio per te.
No, questo non è vero, ricordi male.
Io 12 anni fa stavo con mia moglie.
Io e te ci vedevamo di nascosto in hotel.
- Ho... - Tu vivevi in hotel, non avevi ancora una casa.
Tu e tua moglie eravate già separati.
Io comunque non avrei mai potuto rovinare il tuo matrimonio.
- Che vuol dire ? - Abbiamo passato qualche notte insieme
perché... tu non eri abituato alla solitudine.
- Io non ho contato niente per te. - Magari ero molto innamorato. - No.
Ti ho cercato anni dopo.
Tu mi hai detto che poteva esserci una sola donna nella tua vita.
Era la collega che ti stava accanto da anni.
Spero che per te ci sia ancora, sembrava importante. Ascolta...
Ora ho di nuovo una vita e non la voglio mischiare con quella vecchia.
Lascia stare il passato lì dove è. I ricordi non sono la vita reale.
Sono ricordi.
Okay ?
Ciao.
Sì, Carlo ? Sì, inviami la fattura.
Anzi, grazie per la pazienza, okay ?
Okay.
Giulia.
Volevo chiederti scusa.
Effettivamente mi sono comportato come un cretino.
Da una settimana non rispondo alle telefonate del meccanico.
Ciò per avere una scusa con me stesso
per passare un'ora al giorno con te.
Adesso mi dici perché senza stronzate tipo che non te lo meriti.
Forse è una stronzata, ma è ciò che penso.
Il mio passato è pesante.
Ogni tanto ci giro intorno.
Mi accontento di qualche attimo di felicità occasionale
come i tuoi passaggi in macchina.
Ho rimesso a posto tutto. Ho fatto aggiustare la macchina.
Non mi servono più i tuoi passaggi.
Così posso invitarti a cena senza più scuse.
Il caffè è nello sportello sotto.
Scusa, se ti ho svegliato.
E' bello vederti qua al mattino.
- Posso farti una domanda ? - Lo zucchero ? - No.
Perché abbiamo fatto passare tanti anni
quando ieri abbiamo fatto l'amore come se lo avessimo sempre fatto ?
Perché noi lo abbiamo sempre fatto.
Tu fai parte della mia vita tutti i giorni da anni.
Accorgersene un po' prima no ?
E... con quel passato pesante ? Come la mettiamo ?
Non posso cancellare il mio passato, però lo posso spostare.
E' una cosa che dipende esclusivamente da me.
Tu hai già fatto abbastanza. Tu mi hai tenuto in vita.
Dottoressa Giulia Giordano.
Io dopo Agnese non ho avuto nessuna perché avevo già te.
- Ehi. - Ehi.
- Lo ha detto anche a te ? - Sì. - Okay.
- Eccolo. - Ehi. - Allora ? - Niente, quello che vi ho scritto.
- Solo un nome e una collocazione temporale ? - Non è mica poco.
"Diana Novelli" a me non dice nulla.
Se è stata una meteora, ci sta anche che tu non mi abbia detto nulla.
- Parlandole ti sei ricordato di altro ? - No, ma che importa ?
Ha sistemato un ricordo che mi tormentava.
Non sopportavo l'idea di averti tradito in quel momento.
Spiegava la fine del nostro matrimonio che non capirò mai.
Questa Diana Novelli già che c'era poteva dirti altro, no ?
Poteva, ma non voleva. Mi ha detto la cosa più importante di tutte.
Scusate, devo andare.
Comunque...
- Neanche io l'ho mai capito. - Che ? - Perché vi siete lasciati.
Cioè... siete riusciti a riavvicinarvi dopo Mattia.
- Voi due... - Adesso ti ci metti anche tu ?
L'amore finisce, non c'è altro da aggiungere.
Scusa.
Ehi.
Sai che cosa sono per me i ricordi ?
Degli strumenti.
Possono servire per... elaborare la vita.
Ho capito che non devono condizionartela.
- Non vuoi più cercare la donna misteriosa ? - No, l'ho trovata.
Ci ho parlato pure.
Avevi ragione tu, era esattamente quello di cui avevo bisogno.
Chi era ? Che ti ha detto ? Hai scoperto qualcosa ?
Che sono un cretino.
La cosa più importante della mia vita
ce l'ho tutti i giorni davanti agli occhi.
Mi sopporta da anni.
Vedi, Giulia...
Tu non sei quella a cui chiedere informazioni sul mio passato.
Tu sei il mio passato.
Anche se non me lo ricordo.
Sei molto di più.
Sei quella che c'è sempre stata.
Sei quella che vorrei che ci fosse per sempre.
Ti prego, non andartene, Giulia. Sei tu la mia vela.
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