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Original subtitles

Andrea.

- Buongiorno. - Grazie.

Ti amo.

In bocca al lupo, professor Fanti.

- Buon primo giorno da primario. - Crepi.

- Buongiorno. - Buongiorno, professore.

Non serve alzarsi, Giordano. Non siamo più all'Università.

Però gli appunti continua a passarmeli.

- Piedi dal tavolo. - Okay, aggiornatemi.

- Stanotte due ricoveri, uno dal Pronto Soccorso e uno... - Andrea !

- Dov'è ? - E' dentro per una lavanda gastrica. - Perché ?

- Vicino a lei c'era questo. - I suoi tranquillanti.

Non è come pensi.

Agnese.

Amore mio, come ti senti ?

- Mi dispiace... - No, amore.

Oggi è importante per te...

Oggi è importante...

Tranquilla. Veloci, serve ossigeno ! Subito !

- Il professor Fanti vi raggiunge subito. Vieni, Andrea. - No.

- Ti do il numero di un collega. - Hai sentito come respira ?

- E' normale che sia affaticata. - E' in affanno, non è affaticata.

- A che pensi ? - Non ha cercato di togliersi la vita.

Ha avuto un malore e devo scoprirne la causa.

- Non mi serve uno psichiatra. - Andrea.

Io la guarisco, non perdo anche lei.

- Zoe ! - Sì ? - Vieni un attimo.

- Hai visto Doc ? - Non ancora.

- Arriva la nuova direttrice, dove è finito ? - Lo so.

- Teresa, Doc ? - Non lo so, è sparito ! Peggio di un bambino.

- La direttrice vorrà parlargli, che le dico ? - Lo chiamo. - Sì.

Ehi, piccola ! Tu che ci fai qui ?

Hai bisogno di qualcosa ?

- Dov'è il bagno ? - E' da quella parte. Ti accompagna zia Teresa ?

No, grazie.

Ovvio.

Medicina Interna. E' arrivato Doc in ospedale stamattina ?

Poi se viene fuori quell'anomalia...

Camillo ! Presto, prima che arrivi la direttrice.

- Buongiorno, direttrice. - Buongiorno. Il professor Fanti ?

- Posso offrirle un caffè ? - No, grazie. Il professor Fanti.

- Le chiamo la dottoressa Giordano. - Dov'è il professor Fanti ?

Cacciavite.

Okay, vai, apri. Riproviamo.

Grande, Doc !

Grande !

Ho visto che stanno meglio le mani ! Domani ti riduco i Fans.

- Andrea. - Chiudi.

La dottoressa Marabini, la nuova direttrice amministrativa.

- Piacere. - Se lo fosse, non mi eviterebbe. Che ci fa qui ?

Ehm... Coltivo un orto con i miei pazienti.

- La pago per curarli e dimetterli, non per fare compagnia. - Appunto.

Piantare un seme dà speranza. La speranza è terapeutica.

Vuole provare ?

Questo è un ospedale, non una fattoria didattica.

Può essere entrambi, basta superare i vecchi schemi.

- Dice che sono vecchia ? - Non oserei mai.

Dico solo che possiamo cambiare le cose.

Mettere il paziente al centro, non le mie o le sue esigenze.

Io voglio solo tenere in piedi l'ospedale.

Non sarà certo un orto a farlo crollare.

Quello funziona, il suo reparto è sotto la media in tutto.

Numero di prestazioni, pazienti, sponsor.

- Siete sopra solo in una categoria. - Simpatia ?

- Durata delle degenze. - E' così che funziona Medicina Interna.

Con l'ascolto. Serve tempo per conoscere un paziente.

Il tempo del ricovero costa sempre più caro.

Non guarda le bollette di luce e gas ?

Non giudico il suo modo di curare

ma la gestione del reparto non è sostenibile.

- Che facciamo ? - Degenze brevi, meno personale, più prestazioni.

- Più prestazioni con meno personale ? - Ha sei mesi.

Se non raggiunge l'obiettivo, dovrò chiudere il reparto

e riassegnare lei e i suoi colleghi.

Più prestazioni con meno personale !

E' così in ogni reparto, ci sono meno risorse.

Perciò ai piani alti serve qualcuno che si intenda di cure.

- Mmm. - Torna a fare la direttrice sanitaria.

- Puoi tenere testa alla Marabini. - Hai parlato con Carolina ?

Sì, credo che stia bene a Verona, perché ?

- Pensavo che te l'avrebbe detto lei. - Che ?

- Che non torno a fare la direttrice sanitaria. - Perché no ?

L'inchiesta sul Covid è andata bene, sei uscita "a testa alta".

Sì, ma è stato bello tornare in corsia.

Non piace solo a te stare con i pazienti.

Per questo mi sono innamorato di te.

- Così ho più tempo da passare con Manuel e Davide. - Chi è Davide?

- Professor Fanti. - Agnese, questa è Barbara, la mia nuova assistente.

- Piacere. - Piacere. - Che mi sono dimenticato oggi ?

- La firma sulle dimissioni di oggi. - Io non l'ho dimenticata.

Prima di mandare a casa i pazienti, li rivisito, se lo ricordi.

Perché non è come gli altri primari ?

- A quest'ora sono tutti a giocare a golf. - Non sarà mai come gli altri.

Doc.

E' tornato.

Guarda un po' chi si rivede !

Sono tornato solo perché mi hanno implorato.

- Dicono che il nuovo primario sia un disastro. - E' vero.

Bisogna sempre ricordargli tutto.

- Tu stai meglio ? - Sì.

Sto imparando a pensare di più a me e di meno ad Alba.

Concludi la specializzazione anche per lei.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Finalmente ! Quanto ci vuole per andarcene ?

Ah... Il tempo necessario per essere sicuri che suo figlio stia bene ?

Stenditi pure.

Ti fa ancora male ?

- Sicuro ? - Sta benissimo.

E' solo pigro. Non studia, non lavora, per forza ha i calcoli.

Non ha tutti i torti, del movimento ti farebbe bene.

- "Movimento" ? Me lo segno. - Come mai hai lasciato la scuola ?

Alcuni mesi fa una sua compagna si è tolta la vita.

Non ce lo avevi detto.

- Strano, è un ricordo così bello. - Ti capisco, sai ?

Io ho cancellato 12 anni di brutti ricordi e sto molto meglio.

- Come hai fatto ? - Mi hanno sparato.

E' un metodo che non ti consiglio. Ha qualche effetto collaterale.

Anche del bruxismo non ci avevi detto.

- Sarebbe ? - Digrigni i denti di notte.

-Hai la punta dei canini appiattita. -Ho risolto con agopuntura e bite.

- Mmm. L'Uro-Tac ? - Negativa. Il calcolo deve essere stato espulso.

-Parametri di funzionalità renale ? -Nella norma. I leucociti sono alti.

Niente dimissioni, ti teniamo qui.

- Lo tenete qui ? - Sì, lo teniamo qui.

Si è sdraiato e ha messo la mano sull'addome come per un dolore.

Voglio capire meglio la cosa dei globuli bianchi, okay ? A dopo.

Ricontrolliamo l'Uro-Tac, temo che sia un'appendicite retrocecale.

- Prendi uno specializzando e fate una risonanza. - Sì.

La Marabini non sarà contenta che allunghi una degenza.

Mi spiace per lei. Sono tornato primario, non torno ciò che ero.

- Ehi. - Ehi.

-Mi hai fatto prendere uno spavento. -La prossima volta ti avverto.

- Carolina ? - E' da tua madre.

Vuoi dirmi che è successo ?

Ti ho visto uscire e mi sono svegliata qui.

Che dovrebbe essere successo ?

Fammi un bel respiro.

Hai dolori ?

Solo quando tossisco, qui tra la spalla e il collo.

Mi dici ?

Vicino a te c'era questa mezza vuota

e un buon livello di diazepam nel sangue, non molto.

La lavanda può avere interrotto l'assorbimento di altre pastiglie.

Tu davvero non ti ricordi nulla ?

Okay, deve essere stato un malore. Capiamo perché e sistemiamo tutto.

Sarebbe bello, ma non è possibile.

Non più.

Okay.

Non è strano che sia in affanno. Nelle sue condizioni...

- Parla di un dolore tra spalla e collo. - Avrà preso una botta.

- Oppure potrebbe essere un dolore riferito. - "Dolore riferito"...

- Giordano, Lazzarini ha bisogno dei tuoi appunti. - Sì.

Per dolore riferito si intende un dolore percepito in parti del corpo

che non corrispondono alla sede del problema. - Quale sarebbe la sede ?

I polmoni. Con il fonendo ho sentito un rumore strano.

- Sì ? O hai voluto sentirlo ? - Chiediamo l'ecotorace.

- Eventualmente faremo una Tac. - Okay. - Okay.

Devo dirtelo, non sei obiettivo. Cerchi spiegazioni per assolverti.

- Da che ? - Da ciò che Agnese ha cercato di fare.

Scusa, mi è uscita male, scusa.

Se Agnese avesse deciso di togliersi la vita, sì, sarebbe colpa mia

ma non ha tentato di farlo.

Nervosa ?

E' normale, sei all'inizio e segui la moglie del primario.

- Andiamo. - Sì.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Non vedo niente di strano.

Questo ?

- Che cosa ? - Posso ? Ti dispiace ? - Prego. - Grazie.

- Questo. - Niente di che.

- Secondo te ? - Vieni.

No immaginazione, solo ciò che hai davanti agli occhi.

Che cosa vedi ?

Ric !

- Ci sei mancato. - Mmm.

Ah, prima che fai i turni, ti ricordo che sono un ex "workaholic".

- Sono tre mesi che non faccio straordinari. - Tranquillo.

- Ho nuovi "schiavizzandi". - Come sono i nuovi ?

Cuccioli molto preparati e molto incapaci, come tutti noi.

- Sarai tu a occupartene. - Io ? - Sì.

Elisa e Gabriel sono stati bravi, mi aspetto che tu faccia lo stesso.

- Mi sa che vado in Etiopia anch'io. - Non mi scappi, Bonvegna.

Va bene, prendi tu le tavole ?

- Buongiorno ! - Buongiorno. - Buongiorno.

Un attimo.

Disturbo ?

- Scusa, devo attaccare, ciao. - Buongiorno.

Sono Riccardo Bonvegna, con la "GN". Quarto anno, sarò il vostro tutor.

Lo so, il mio fascino vi mette in soggezione, ma non sono perfetto.

State per cominciare un percorso lungo e molto difficile.

Se ce l'ho fatta io, potete farcela anche voi.

Che ficata ! Posso postarla ?

Certo ! Se vuoi una protesi tutta tua, fallo.

Cominciamo, mi serve uno di voi per una risonanza a un paziente.

Mmm...

- Tu ? - Carelli Martina.

- Bene, Carelli Martina, cominciamo? - Sì, certo. - Prego.

- Giulia, ciao. - Ciao.

Con queste transaminasi e questi precedenti, che faresti ?

- Leggo meglio e ti dico. - Bene.

- Ci prendiamo un caffè dopo così ne parliamo? - No, oggi è un casino.

- Ti mando un messaggio appena ho letto, okay ? - Okay.

Ciao.

Ciao.

Caffè ? Non è con Giulia, ma aiuta.

Ormai ho perso la speranza. Grazie.

Dalle tempo, con gli uomini non è stata fortunata come Teresa.

- Chi è questa Teresa fortunata ? La conosco ? - La conosco io.

- Che succede ? - Niente, mi evita in continuazione e non so perché.

Avete il risultato dell'ecotorace ?

Sì, l'ecografista dice che è tutto normale

ma c'è un'area che a noi sembra strana.

-Pensiamo che ci sia del versamento. -Può essere. -Cosa lo ha causato ?

- Insufficienza cardiaca? - Cardiogramma a posto. - Polmonite?

- Senza febbre ? - Reni ? - Creatinina nella norma.

Permesso ?

- Professore, che sorpresa ! - Salve.

Dovevo vedere il direttore sanitario e passo a farvi i complimenti.

- Ora sei tu il prof. - Buonasera. - Buonasera.

-Non sarei qui senza le sue lezioni. -Hai superato il maestro.

Le sue consulenze sono molto richieste.

- Peccato che non insegni più. - Non ci sono più studenti come voi.

A proposito, ho saputo di Agnese. Come sta ?

Ha un piccolo versamento pleurico. Ci domandiamo quale sia la causa.

- Quando è svenuta, è caduta ? - Sì. - Allora è quello.

Un versamento così piccolo è dovuto alla botta.

Poi le cause dello svenimento sono altre.

- Allora quella macchia ? - Un piccolo versamento.

Pensiamo che si riassorbirà da solo.

Perché hai quella faccia allora ?

Perché mi sono accorto di una cosa.

Io e te non ne abbiamo mai parlato davvero.

- Di che cosa ? - Di Mattia. E' stato tutto così assurdo.

Non bisogna piangere davanti a Carolina, bisogna tornare al lavoro.

Bisogna correre, correre per non pensare, correre.

A forza di correre, siamo finiti lontani, amore mio.

Pensi che abbia provato a uccidermi ?

Ho parlato con Enrico.

Alle coppie come noi farebbe bene fare qualcosa in memoria.

- "In memoria". - Sì, dice una cosa bella.

Dice che si dimentica da soli e si ricorda insieme.

A Mattia piaceva cantare nel coro della scuola di musica.

Intitoliamogli un concorso di cori.

Potrebbe essere bello ricordarlo tutti insieme.

Io non ho provato a uccidermi.

- Non parliamo... - Non faccio buffonate in memoria.

Mattia lo ricordo vivo.

Il resto lo voglio dimenticare.

Quando ci penso, io faccio molta fatica a non odiarti.

Dimmi.

Avevi ragione, non sono obiettivo.

- Vuoi che mi occupi di Agnese ? - Voglio che prendi il mio posto.

Forse Agnese ha davvero tentato di togliersi la vita

o forse ha una patologia che non riesco a trovare.

Non voglio sbagliare come ho fatto con Mattia.

Congratulazioni, professor Sardoni.

L'ho detto subito che Pandolfi doveva scegliere te.

No. Non lo fare.

Qui non ci serve un primario come gli altri, Andrea.

Uno di quelli da giro rapido in corsia e via.

Qui serve un rompipalle.

Serve uno che si appassiona, uno che quando sbaglia, soffre.

Qui ci servi tu, Andrea. Qui ci servi tu.

- Professor Fanti, le porto questo. - I risultati della risonanza.

- Abbiamo anche ricontrollato l'Uro-Tac. - Non è appendicite.

- Buone notizie. - Sì, ma valeva la pena fare questo esame?

- Ora posso dire di no. - Poteva esserci già un altro paziente

a cui fare prestazioni meno inutili.

Di questo passo, non raggiungerà gli obiettivi.

Se stanotte non ci sono complicazioni, lo dimetto.

Voi andate, io lo rivisito.

- Dottoressa Giordano. - Sì.

Ho saputo che presenta la candidatura

per diventare primario in altri ospedali.

Le farò avere le mie dimissioni con preavviso.

- Fanti lo sa ? - Glielo dico entro oggi.

- Peccato, avrei affidato a lei questo reparto. - Avrebbe sbagliato.

- Fanti è un ottimo primario. - Non senza di lei.

Da solo, lo porterà alla rovina.

I tuoi esami sono negativi.

Vuol dire che forse alcuni dolori hanno una componente psicosomatica.

- Cioè ? Sono pazzo ? - No, non sei pazzo.

Hai passato un momento difficile.

Prima il bruxismo, poi hai lasciato la scuola.

Tutto è iniziato quando è scomparsa la tua amica.

- Era la tua ragazza ? - Smettila.

- Magari volevi che lo fosse. - Falla finita. - Lo so.

Parlarne può essere molto utile.

Sai che sarebbe utile ? Un colpo in testa come il tuo.

- Non sai di che parli. - Facile essere felici così.

Perdere i brutti ricordi senza la fatica di dimenticarli.

Domani ti dimetto.

- Disturbo ? - No, anzi, vieni.

- Sono io l'intruso qui. - Piantala, questo studio è sempre stato tuo.

Ti devi solo riabituare. Ti ho portato questo.

- E' alcol ? - Molto meglio, ricordi.

Le cose che avevi qui prima dell'attentato.

Marco ha preso il tuo posto e ha messo tutto in magazzino.

- Che è? - Te lo ha regalato Agnese quando sei diventato primario.

La sera mettevi un disco sul piatto, ti stendevi lì e ti rilassavi.

Appena farò qualcosa di buono, mi premierò con uno di questi.

Non farti buttare giù dalla Marabini. Ti devi solo riambientare.

Senti, io lo so che prima della pandemia volevi andare via.

- Sì. - Grazie per essere rimasta.

Per me è vitale potere contare su di te.

A domani.

- Io non lo sapevo... - Roby, calmati.

- Siamo noi. - Non volevo. - Calmati.

Doc, gli stavamo facendo l'ultima visita prima della dimissione

ma ha iniziato ad agitarsi. - Una fiala di diazepam.

- Abbiamo provato, ma si oppone. - Prepara l'intramuscolo. - Sì.

Lo prendiamo uno per parte e proviamo a tenerlo fermo.

Con calma, Roberto, guardami, sono io.

- Mi dispiace. - No, non ti devi preoccupare, è tutto a posto.

Va tutto bene, no... Seduto.

Adesso ti va di sdraiarti un po' e di guardare il nulla ?

Ecco, così, okay. Aiutatemi con le gambe.

Okay, più su.

Molto meglio, molto meglio così. Bravo.

Potrebbe avere assunto sostanze di nascosto.

Spiega astenia, tachicardia e stato confusionale.

Martina, tu che ne pensi ?

- Dicevo... - Era sudato e la febbre è salita oltre i 40.

-Escluderei un delirium da sostanze. -Bene.

- Anche frequenza respiratoria accelerata. - Pensi a una polmonite?

- Magari aveva un dolore pleurico ieri. - Antipiretici e antibiotico.

Poi emocolture, pulsossimetria, Tac torace, D-dimero ed emogasanalisi.

- Muovetevi. - Martina, ti spiego come si fa.

Povero Ric, Martina mi sembra un "osso duro".

Anche tu non sei male, visto ?

Aspetta di sentire la Marabini

quando saprà che non dimetto il paziente.

- Giulia, scusa, ti posso chiedere un consulto ? - Dimmi.

Donna, 35 anni, senza partner, evita sistematicamente un collega

anche lui trentacinquenne senza partner.

-Perché ? -Lei si candida a primario di ospedali in altre città.

Wow ! E le chiedono di restare single ?

No, non vuole legarsi perché sa che presto se ne andrà.

- Non ci sarei mai arrivato. - Le pazienti sono imprevedibili.

- Che propone come terapia la dottoressa Giordano ? - Il tempo.

Lei parte e lui stabilisce relazioni con altre.

Che ne dice invece di questa ?

Lui e lei escono insieme stasera, zero impegni, zero aspettative.

Lei potrebbe avere una crisi di rigetto, io però rischierei. Tu ?

Eccomi, scusa.

La Marabini ci teneva a esprimere

il suo apprezzamento per la mia scelta.

- Presto la conquisterai. - Presto mi caccerà.

A meno che non arrivi un direttore sanitario in grado di tenerle testa.

Ho detto "direttore", non "direttrice", al maschile

per rispetto nei confronti delle tue scelte. - Certo.

Comunque non ti ho chiamata per questo.

Ehm...

Ieri ho trovato queste cose qui.

"Il coro degli angeli", un concorso per cori per Mattia.

- C'è il vinile. - E' una cosa che avevamo fatto in memoria di Mattia.

Bello. Non me ne avevi mai parlato.

Scusa, avevo già cominciato a stare male.

Quando abbiamo fatto questa cosa, eravamo già separati ?

- Perché lo chiedi ? - Perché di solito le coppie

quando riescono a fare delle cose del genere

poi il trauma lo superano, restano unite.

- Fra noi non ha funzionato, eravamo già separati. - Peccato.

Comunque non pensarci.

Sono solo brutti ricordi.

- Agnese. - Prof.

- Come stai ? - A dire il vero non lo so.

Mi dispiace per tuo figlio, è terribile.

Tu e Andrea siete persone speciali, supererete questo momento, lo so.

- Se hai bisogno di qualsiasi cosa, conta su di me, va bene ? - Grazie.

- E' arrivato il tuo dottore. - Grazie per essere passato.

Ha ancora un debole per te.

Immagino quanto io possa essere attraente in questo momento.

Facciamo una Tac e una toracentesi per controllare il versamento.

Se si è riassorbito, ti dimettiamo.

Non ci sono altre spiegazioni ?

- Ho preso troppi calmanti ? - Magari ti sei solo sbagliata.

Hai preso due volte la dose normale. Ti sei confusa, capita.

Invece per la cosa del concorso di cori...

Lasciamo stare, non voglio forzarti.

La verità è che non ho avuto il coraggio di ammettere

che è stata tutta colpa mia.

Sono partito con nostro figlio e te l'ho riportato senza vita.

E' normale che mi odi.

Perdonami.

Quando mio padre tornava dai cantieri

si faceva curare i graffi da me.

Io ero piccola e gli chiedevo: "Chi è stato ?"

Lui: "Una lamiera, un martello."

Io dicevo: "Cattiva, lamiera, cattivo, martello."

Giù di cerotti.

Poi il mare di Monfalcone se l'è portato via.

Non c'erano più cerotti né cattivi da incolpare.

Io non ti odio, Andrea.

Voglio solo dimenticare e voltare pagina.

Che stupido.

- Non ho mai pensato a tuo padre. - A mio padre ?

Ha lavorato al cantiere di Monfalcone.

Mmm... Potrebbe essere questa la causa del versamento pleurico.

Amianto ?

Gli esami sono negativi.

La tua crisi non era dovuta da una polmonite.

- Li tiene nella busta di un vinile gli esami ? - No.

Questo te l'ho portato per dirti che avevi ragione tu.

E' stato facile per me cancellare i ricordi.

Un colpo in testa e via.

Adesso li rivoglio tutti indietro.

Anche l'ultimo sguardo di mio figlio, anche se stava morendo.

Anche se era l'ultimo, era il suo sguardo.

Io lo rivoglio indietro.

Lui è Mattia.

Non importa quanto faccia male.

Ogni ricordo è prezioso.

Che c'entri con la morte della tua compagna ?

- Perché dovrei entrarci qualcosa ? - Mentre deliravi, chiedevi scusa.

Dicevi: "Mi dispiace."

Che cosa hai fatto ?

Non ho fatto niente.

E' questo il problema, io potevo salvarla e non ho fatto niente.

Lei era un mistero.

Nei giorni up era una forza della natura.

In quelli down stava a letto e ti chiamava per piangere.

Non era certo colpa tua per queste cose.

- Ci sono dei medici. - Lei aveva chiamato me.

Il fatto è che era un giorno down e io...

- Io non volevo sentirla. - E non le hai risposto.

Il giorno dopo l'hanno trovata morta.

Si chiamava Rebecca.

Mi dispiace.

Non dormivo più.

Quando ci riuscivo, digrignavo i denti.

Mi svegliavo con la schiena rotta.

Quello l'ho risolto con un'amica di mia madre.

Poi sono cominciati i dolori alla pancia.

- L'amica di tua madre è la dentista che ti ha fatto il bite ? - No.

Fa l'agopuntura e mi ha rilassato la schiena.

Questa amica è un agopuntore certificato professionista ?

Macché, è una mezza matta, ha fatto un corso online, ma è brava.

Sì, forse ti ha lasciato un ricordino.

Quando gli abbiamo fatto l'Uro-Tac

cercavamo un calcolo e non ci siamo accorti di questo.

- Che è ? - La punta di un ago per agopuntura.

- Come ci è finita lì dentro ? - Un ago si deve essere spezzato.

Ieri ho notato un livido sulla schiena di Roberto.

La punta potrebbe essere infetta e avere forato un'ansa intestinale.

Che ha provocato un'infezione

che spiega dolore, febbre, stato confusionale.

Non dite a mio marito che è colpa della mia amica.

L'agopuntura è una disciplina seria. Bisogna rivolgersi a specialisti.

- Adesso ? - Rimuoveremo la punta con un intervento chirurgico.

Bonificheremo la zona infetta. Speriamo di essere in tempo.

- Dimmi la verità. - L'istologico ha confermato, è un mesotelioma.

Okay.

Mentre curavi le mani di tuo padre

respiravi polvere di amianto dai suoi vestiti.

Era malato, ma essendo morto annegato, non lo abbiamo scoperto.

Le fibre di amianto sono rimaste nei polmoni

e hanno innescato il tumore solo adesso.

Che...

Che possibilità ho ?

E' al primo stadio, c'è speranza.

- Ho paura. - Lo so.

Noi lo affronteremo insieme un passo alla volta.

- Ho pensato che hai ragione. - Su che cosa ?

Il concorso in memoria di Mattia. Facciamolo.

- Dici sul serio ? - Si ricorda insieme e si dimentica da soli, no ?

- Papà, mi racconti la storia ? - Certo, amore, corri in camera.

Vuoi un po' di acqua ?

Che c'è ?

Non lo so, sono... Sono sorpresa.

- Da che? - Arriviamo da un concerto in memoria di nostro figlio.

So di essere malata.

- Dovrei essere devastata, invece... - Invece ?

Mi sento, non so...

Sveglia, ecco.

Come se avessi riaperto gli occhi.

- E' bello. - Sì.

Che cosa vedi ?

Vedo un divano da cambiare.

Delle tende da pulire.

Un giubbotto di Carolina che le sta stretto.

- Dobbiamo prendergliene uno nuovo. - Sì.

E un tumore da curare.

Ce la faremo.

Dopo la morte di Mattia, era come se non ti vedessi più.

Ora ti guardo e ti vedo.

Sento che vivere qualsiasi cosa ci aspetti

è meglio che dormire.

- Federico ? - E' di là. - Ah.

Federico ! A rapporto ! Ragazzi, ha chiamato il professore.

- L'operazione a Roberto è andata bene. - Immaginavo.

Queste operazioni hanno esito positivo nel 97 per cento dei casi.

- Chi lo ha detto ? - Una ricerca di Boston. Te la mando ?

Okay, però potevamo capitare nel tre per cento sfortunato.

Stasera andiamo a festeggiare. Bar Milano ?

Grazie, però io devo riordinare gli appunti.

- Io ho un impegno di famiglia. - Birretta ?

-Il bar Milano è un posto da vecchi. -Sì, ma è una tradizione...

- Prossima volta ? - A domani. - A domani.

Vai, vai tranquilla, figurati.

- Scusa, la prossima volta però. - Ma sì, il bar Milano resta là.

Capo.

Caffè ? Sì.

- Che ci fai qui ? - Ti ho chiamata, ma né rispondi né richiami.

- Sì, lavoravo. Allora ? - Non puoi essere felice di vedermi ? - Daria.

- Mi voglio trasferire qui da te. - Scherzi ?

Non è giusto che tu stai qui e io devo stare in valle.

- Vivo qui per l'ospedale. - Trovo un lavoro anch'io!

- Domani lo spiego a mamma e papà. - Non si può.

Allora dico loro quello che hai fatto.

Scusami, o tutte e due o nessuna.

- Grazie. - Prego. Ho un regalino per te.

Incredibile. Una cosa da niente e quasi ci resto secco.

Come i brutti ricordi, no ?

- Più provi a dimenticarli più ti scavano dentro. - Quali ricordi ?

- Niente, parlavamo delle interrogazioni di chimica. - Sì.

Come diceva un amico...

"Non importa quanto faccia male, ogni ricordo è prezioso."

- Torni a scuola ? - Sempre meglio che stare a guardare il niente, no ?

Prof, i tuoi ricordi torneranno ?

E' successo a uno svizzero su un lago.

E' passata una vela e gli è tornato tutto.

Per me è più difficile, è passato tanto tempo.

- Grazie per come ha seguito nostro figlio. - Ringrazi lui.

Ho capito ciò che aveva perché mi ha raccontato la sua storia.

Ti chiederò i diritti, quando te la rivenderai a un congresso.

- Hai ragione. - Sui diritti ?

No, che me la rivenderò.

- Grazie, prof. - No, niente "prof", solo "Doc".

Dottoressa Marabini ! Dottoressa, un attimo !

Ci ho pensato e non raggiungerò mai i suoi obiettivi.

Non voglio licenziare nessuno né curare i pazienti in fretta.

- Grazie di averlo detto, evitiamo l'agonia. - Avrei una soluzione.

- La lotteria ? - No, la voce dei pazienti.

Negli ospedali di tutto il mondo

le terapie si assegnano attraverso i big data.

Sono tanti dati medici incasellati. Insomma, è giusto, ma ha un limite.

Ogni paziente è unico, non sta in caselle.

- Bella scocciatura. - O bella opportunità ! Possiamo arrivare noi.

- "Noi" chi ? - Il mio reparto. Noi conosciamo i pazienti uno a uno.

Il loro stile di vita, personalità, percorso terapeutico.

- Abbiamo più dei dati sulle malattie. - Che ?

Le storie dei pazienti. In archivio ce ne saranno migliaia.

Se noi le ordinassimo

potrebbero essere utili per i medici di tutto il mondo.

- E attirare fondi. - Lo vede che è d'accordo con me ?

Lo sono, se il tuo reparto torna efficiente e in pari.

- Mi posso fidare di lei ? - Sì.

- E' meglio se prendiamo le scale. - Hai paura che ci veda insieme ?

Tanto la memoria non gli torna più. Vieni che lo saluto.

Portatemi un database dei pazienti degli ultimi sei mesi

e vediamo se il comitato lo approva. - La posso baciare ? - No.

Lo tratti bene, direttrice, Fanti è stato mio studente.

- Meglio di lui solo la dottoressa Tiberi. - Prof, quanto tempo.

- Bello vederti in camice. - Se resisto... Lei insegna ?

No, ho lasciato da qualche anno. Adesso lavoro per la Regione.

Mi scusi, per noi amnesici è un aggiornamento continuo.

L'importante è non mollare come fai tu.

- Bene, mi ha fatto piacere vederti. - Anche a me.

- Un caffè ? - Volentieri.

Dottoressa.

Sempre uguale il professore. Elegante con un debole per te.

Piantala ! Comunque volevo dirti che...

Ci ho ripensato.

Accetto la carica di direttrice sanitaria.

- Davvero ? - Sì. - Che cosa ti ha fatto cambiare idea ?

Penso di essere brava in quel ruolo e... voglio esserti utile.

- La Marabini ha detto di no, a te posso dare un bacio? - No. - No.

Mi accontenterò del ricordo dei baci passati ! Addio, Agnese !

Ben svegliato.

- Dimmi che non sto sognando. - Non stai sognando.

Ho una cosa per te.

- Per la tua nomina a primario. - Wow !

- Che cos'è ? - Scoprilo.

- La piastra per le crepes che ho sempre desiderato ! - No, scemo !

- So che lo cercavi per il tuo ufficio. - Grazie, è bellissimo.

Sotto la carta.

Hai fatto il vinile.

E' un ricordo che meritava di essere inciso.

Sì.

Ti piace ?

- La vela ! - "La vela" ? - Sì.

Ho avuto un ricordo. La memoria sta tornando.

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