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Le leggi della fisica inchiodano a terra la stirpe degli uomini.
Ma voi, oggi, assisterete a un miracolo!
Una giovane donna, eterea, si innalzerà danzando nell'aria.
Perché a lei la natura ha concesso un dono.
Miranda, regina dell'aria,
noi ti imploriamo, vola…
…per noi!
Op!
Di' a Paride di togliere le reti.
Togli le reti.
Attenzione, signore e signori.
Miranda mi ha appena fatto sapere una notizia straordinaria.
Solo per voi,
solo per questa notte,
volerà per la prima volta senza rete!
Op!
Gli uomini spesso parlano della donna come di una cosa essenzialmente fragile.
E le negano capacità scientifica, intelletto civile, politico, forza.
E badate bene, non sono io che lo dico.
Loro stessi lo riconoscono, con le loro leggi.
Ma se credessero davvero in quello che dicono,
non si sentirebbero così minacciati dalle donne, no?
Se fossimo davvero fragili, inadeguate,
non ci sarebbe bisogno di tenerci sotto tutela forzata.
-Sì? -Dottoressa Poët, mi permetta.
-Ehm, quello che dice è stupendo. -Ma?
Ma, ecco, sì, ehm, proprio il suo esempio suggerisce
che per esercitare la propria libertà, giorno dopo giorno,
una donna abbia bisogno della protezione di un uomo,
come lei di suo fratello, l'onorevole Poët.
Io sono molto grata a mio fratello,
per tutto quello che ha fatto per me.
Ma la verità è un'altra.
E cioè che se oggi sono qui, in quest'aula,
e una legge che ho scritto è in Parlamento pronta per essere discussa e votata,
il merito è soprattutto di una donna.
Quando l'ho conosciuta, lavorava in manifattura tabacchi.
E io ero appena scappata da casa di mio padre.
Ero sola, non avevo nemmeno i soldi per mangiare.
Ero inadatta alla vita.
E la prima volta che mi ha parlato, mi ha detto:
"Tu non hai mai lavorato in vita tua, vero?"
Mi ha offerto un posto dove stare.
Mi ha aiutata a pagare la retta universitaria,
senza chiedere altro che un'amica che stesse al suo fianco.
Perdonatemi.
Non vi hanno informato che le carrozze con fanali a olio
sono per ora interdette al transito?
Lì, guardi. Pare vi sia stato un incidente all'angolo.
-Se proseguite, rischiate il sequestro. -Signorina!
-Grazie! Grazie mille! -Signorina! Signorina!
Quindi, è vero, forse i tempi non sono ancora maturi
affinché una donna possa prescindere dagli uomini
che detengono il vero potere di cambiare le cose.
Però potete guardare la donna che è al vostro fianco
e unirvi a lei nella stessa lotta,
affinché la voce di una diventi la voce di tutte,
e soprattutto che arrivi all'orecchio di chi non vuole ascoltare.
Ecco.
Beh? Mi aspettavi da tanto?
Da nove anni.
-Sei… -Un po' invecchiata.
…bellissima.
-Mi sei mancata. -Anche tu.
Parliamo di cose serie.
Lui me lo presenti?
-Chi? -Non fare la preziosa, il procuratore.
Shh!
Non è una cosa ufficiale.
-Non è? -No, non ne possiamo parlare.
Ma lo sa che poi gli spezzerai il cuore?
-In realtà mi piace molto. -Mamma?
-Ferma! Carabinieri! -Grazie, Mila, sono bellissimi.
-Oh! -Attenta, Lidia!
Cane bastardo, lasciami!
Oddio!
Oh. No, fermati. Ferma!
Questo si chiama abuso di potere, lo sa?
Si tolga. Ha ammazzato una ragazza.
Non giustifica spaccarle la faccia.
Io non ho fatto niente.
Cammina.
Chiedi di Enrico Poët. È un avvocato.
Ecco. Pure l'avvocato.
Enrico Poët, deputato del Regno!
-Ti s'è strappato il vestito. -Mi sembra il meno.
No, è molto strappato.
Oh, cazzo.
Scusa, amore. Non si dicono queste parole. Mai.
Forza! Non c'è niente da guardare. Forza!
-Mi fanno ribollire il sangue. -Lo so.
Sai quante volte arrestano le persone senza una prova?
Ecco, fatto.
Grazie. Perfetta.
Quindi stanotte dormite qui.
Abbiamo le nostre cose in pensione. Dobbiamo andare.
Ti presto qualcosa io. Abbiamo una casa con 16 stanze. Usiamola.
-E non lo chiediamo prima a Enrico? -No.
Sicura?
Torna domani. È con Teresa.
Poi noi dobbiamo ancora brindare.
Posso berlo anch'io?
Ehm, Mila, magari tra una decina d'anni, eh?
Perché non vai a fare un giro per la casa?
Così vedi come vivono questi deputati.
Ma i deputati sono noiosi.
-Vero. Però… -Eh…
…le figlie dei deputati hanno delle bambole,
e se vai in camera di mia nipote ci sono ancora tutte.
Lei adesso vive a Parigi, quindi non glielo diciamo.
In fondo al corridoio.
A noi, amica mia.
Devo dirti la verità.
C'è un motivo per cui sono venuta a trovarti.
Avrei bisogno di un prestito.
-Va bene. -No, sono parecchi soldi.
Ho accumulato dei debiti di cui mio marito non sa nulla, e…
Quanto?
Duemila lire.
Lo so, però te li restituisco tutti.
Non è questo il problema, Grazia. È che non li ho.
Non li ho.
-Enrico non può aiutarci? -Enrico…
Posso provare a parlarci, ma…
Va bene, in qualche modo facciamo. Non… Non preoccuparti.
Mi spieghi come hai fatto a…
-Posso giocare con questa? -Certo.
Però prima, vieni con me.
Ti faccio vedere una cosa.
Perché tu sai che la tua mamma è una bravissima ballerina.
No.
-E ora te lo mostriamo. -No.
Sì, sì.
-Lidia, dai. -Il bello è che non puoi rifiutarti.
Oddio…
Va bene.
Allora, fai così. Una manina qui, l'altra qui.
E giri, giri, giri, fortissimo, sempre, sempre, sempre.
Va bene.
Io faccio l'uomo.
Uh!
-Ma che grazia ha. -Ma no…
Meraviglioso.
-Mm! -No, no! Non posso!
Oh! Aspetta!
Aspetta, mi si è… Mi si è strappata di nuovo tutta la gonna.
-Va bene, per oggi basta. -No.
-Mila, continuiamo? -No. Basta.
-Sì, ha detto di sì. Ha detto di sì. -Oddio!
Più veloce, eh? Più veloce!
Aiuto!
Enrico.
Teresa.
Non dovevate tornare domani?
Posso chiederti perché sei in mutande, Lidia?
Oh, beh…
Non fraintenderci, Lidia.
Siamo felicissimi che tu abbia ritrovato questa tua amica.
Ma, visto che dorme a casa nostra, vorremmo solo sapere chi è.
Enrico siede in Parlamento
e non può permettersi di ospitare persone a caso.
Infatti Enrico sa perfettamente chi è.
-Fa finta di non ricordarselo. -Mai vista in vita mia.
Senza di lei non avrei mai finito l'università, lo sai.
Quindi sei in debito?
No.
Mm.
Comunque, Enrico, avrei bisogno di un anticipo sui prossimi stipendi.
Va bene.
Circa 2000 lire.
Lidia, tu hai presente quanto costi questa casa?
Forse no, non contribuisci alle spese.
Enrico intende dire che costa molti soldi fare il deputato
e certamente non era una sua ambizione.
Posso chiederti a cosa ti servono?
Quindi, no.
-Ti ho solo fatto una domanda. -E io ho risposto.
E non mi sembra di non contribuire alle spese.
Non posso aiutarti.
-Se avrai bisogno di un'arringa… -Mi rivolgerò ad altri.
Buongiorno.
Buongiorno.
Mila, tesoro.
Quella bambola è molto fragile.
-Scusi, è… -Non c'è problema.
-Se me la dai, la rimetto a posto. -Prego. Accomodatevi.
Grazie.
Servitevi pure, c'è di tutto.
Thé au lait, croissant, chocolat chaud.
No, no, prego.
Vado io, Albertina. Excusez-moi.
Prego.
-Avete dormito bene? -Sì.
-E tu… gli hai parlato? -Sì.
È un momento un po' complicato.
Magari se potete aspettare ancora un paio di giorni…
Non puoi? Non potete?
No, ho detto a mio marito che saremmo tornate entro oggi, quindi…
Non puoi scrivergli?
Dirgli che vi fermate ancora un po'?
Così stiamo insieme.
Non posso, Lidia.
Lidia!
Ne parliamo dopo.
-Non te ne andare. -No.
Lidia, questi signori avevano il mio bigliettino da visita.
-Forse tu ne sai il motivo. -Mm, mm.
-Sono Paride, del Circo Laforêt. -Salve.
Ieri, una nostra artista è stata arrestata e malmenata.
-Si chiama Lorena Guerri. -Certo.
Ma accomodatevi pure.
Mio fratello sarà molto contento di aiutarvi.
Domenica scorsa, durante lo spettacolo del pomeriggio,
Laforêt Miranda si è esibita al trapezio, senza rete di protezione,
ed è precipitata da nove metri di altezza.
Sul momento sembrava un incidente,
ma poi il medico legale ha riscontrato sulla coscia della vittima
segni di frequenti iniezioni.
È emerso così che la vostra assistita
iniettava abitualmente analgesici alla vittima.
Avanti!
Buongiorno, signor giudice, mi scusi per il ritardo.
La topografia torinese ha i suoi misteri.
Conoscete il nuovo procuratore del Re?
Giovanni Cantamessa, onoratissimo.
Avvocato Enrico Poët, l'onore è mio.
A che cosa dobbiamo la presenza qui di questa bella signora?
Ehm…
La dottoressa Lidia Poët è la mia assistente legale,
e anche mia sorella.
Avete saputo che il dott. Fourneau
è stato nominato procuratore generale in Corte d'assise?
Sì, abbiamo sentito.
Il dott. Cantamessa non ce lo farà rimpiangere.
In questo caso specifico è stato molto scrupoloso.
Dovere, signor giudice.
Ho fatto perquisire i carrozzoni del circo
e ho interrogato tutti i testimoni, e come il signor giudice vi avrà detto,
ho rintracciato la siringa e la fiala con cui è stata fatta l'iniezione.
Ho fatto analizzare la sostanza che era contenuta dentro la fiala,
e come potete vedere dalla perizia,
è risultato che si trattava di una sostanza soporifera
in grado di abbattere un cavallo.
Come mai ha escluso l'ipotesi di un errore?
Non ho capito la domanda, avvocato.
Ci domandavamo come mai ha subito pensato a un omicidio volontario
e non a un errore in buona fede.
Ah, certo, un errore è sempre possibile, ha ragione.
Strano che quest'errore, l'abbia fatto la sig.ra Guerri Lorena,
coniugata con il sig. Guerri Rubino,
che sarebbe questa persona qui,
che come vedete appare in tutte le réclame del circo
insieme alla vittima,
e in pose evidentemente lascive.
Quindi, secondo lei, il movente sarebbe…
Gelosia?
Lo sappiamo tutti, avvocato.
Si ammazza soltanto per due motivi. Se non è per soldi,
è per amore.
Miranda ha perso i genitori quando aveva sei anni.
Per me era come una sorella.
Mio marito le ha insegnato il trapezio. E mi venite a dire che ero gelosa?
No, purtroppo il procuratore si è convinto
che tra suo marito e Miranda ci fosse qualcosa di meno spirituale.
E a lui chi gliel'ha detto?
Viene dal Mezzogiorno, lì vedono gelosie ovunque.
Senza generalizzare…
Il problema è questa fiala e questa siringa che lei ha utilizzato.
Sì, le ho fatto un'iniezione prima dello spettacolo. E quindi?
Soffriva di mal di schiena. E poi chiedete a mio marito.
Dirà che Miranda aveva insistito. Voleva fare il suo numero a tutti i costi.
Lei è certa di non aver sbagliato medicinale?
Come si fa a sbagliare?
La fiala ha un'etichetta rossa, ho usato quella tutta la settimana.
-Sicuri che è bravo come hai detto? -Come si perm…
Sì. Lo è.
Ciò che vuol dire è che qualcuno, sapendo di queste iniezioni,
potrebbe aver sostituito l'antidolorifico con il sonnifero.
Qualcuno che voleva ammazzare Miranda?
Perché?
No, avvocato.
Il punto è che ci odiano perché siamo zingari.
Il procuratore ha trovato un bel modo di farsi bello sui giornali.
Beh, mi auguro vivamente che non sia così.
E in caso contrario, ti verranno a chiedere scusa in ginocchio.
Promesso.
Saremo noi più la sig.na Marianna.
Mio fratello non si è fatto sentire.
-Mi spiace. -Non importa.
Mi perdoni, cara?
Non ho capito quanto tempo prevede di trattenersi qui con noi.
-Ah. Noi andremo… -Ah, perfetto.
Perché il Venerdì Santo arriverà mia figlia e servirà la stanza.
Avanti.
Dottoressa Poët.
Che sorpresa vederla.
Scusi, stavo cercando il procuratore generale di Corte d'assise.
Allora dovrà tornare tra due settimane quando l'incarico sarà ufficiale
perché io sistemo solo i suoi libri.
Ah.
Ti sta venendo un po' d'ansia?
Pensavo peggio.
Sì.
Credo che al limite mi mancheranno un po' le indagini sul campo.
Ma il problema vero è che, con la toga, io mi sento ridicolo.
Sì.
Posso venire al primo dibattimento o ti vergogni?
No.
No, nel senso, non mi vergogno.
Però, ecco, credo che…
Che sia meglio evitare.
Per non dare adito a…
pettegolezzi, ecco.
E allora si faccia dare la chiave della porta.
Agli ordini.
La tua amica come sta?
La lezione che hai fatto mi ha messo voglia di conoscerla.
Te la presenterò. È…
Dovrebbe rimanere ancora qualche giorno, giusto il tempo di risolvere…
qualche suo problema economico. Ehm…
-Posso aiutarti? -No.
No.
Questa è arrivata ieri.
La manda il medico che mi ha operato.
Ed è sottile, quindi è evidente che non è un libro.
Se non è un libro, ho pensato potesse essere una lettera.
-Ma se un medico ti manda una lettera… -La apro io?
Ti prego. Sì.
Che dice?
È grave?
Lidia.
Sei nella storia della medicina.
Guarda.
-Ma guarda il mio cervello! -Mm.
"Risoluzione della sintomatologia."
Sei sano.
Sei vivo.
Sei anche molto bello.
Io senza di te non mi sarei mai operato.
Mai.
Come sei romantico,
mio giovane Werther.
Grazia è andata via stamattina.
Io ero fuori casa,
ma sono sicuro che Teresa ha fatto di tutto per trattenerla.
Come, è andata via? Perché?
A ogni modo è una fortuna, perché abbiamo un'altra visita.
-No, no. -No, una visita bellissima, ti dico.
Una sorpresa fantastica.
Una persona che, a Roma, non si fa mai vedere,
ma che ha deciso di venirci a trovare a casa.
Jacopo.
Lidia.
-Bentornato. -Grazie.
Complimenti, eh, non scrivere mai.
Ma io sul mio giornale scrivo.
-Non vi arriva Il Martello a Torino? -Non lo leggiamo, noi.
Lei è Consuelo…
Consuelo Vega del Carmen.
-Encantada, Lidia. -Uh.
Piacere.
Ci siamo incontrati al Teatro dell'Opera a Roma.
Io ero tra il pubblico e lei non ha resistito al mio magnetismo.
-Il tuo magnetismo. -Quello.
È tutto vero.
Questo uomo infido mi ha fatto perdere la cabeza.
Domani, ci sarà La Traviata al Regio e lei sarà Violetta.
Perciò ci siamo permessi quest'improvvisata.
Avete fatto benissimo!
E Consuelo, Jacopo deve considerarsi fortunatissimo.
Lo so.
Perdonatemi, io sono appena rientrata e devo…
Vado in camera. Ci vediamo più tardi.
Rimanete a cena, no?
-Oh, sì. -No, no. Siamo con la compagnia…
Almeno la Pasqua, potremmo passarla insieme, no?
Pasqua è lontana. Poi ci pensiamo.
La morte è stata immediata.
Rottura della parete occipitale.
Come potete vedere, però, qui ci sono degli ematomi.
Si tratta di una serie di iniezioni.
Sarebbe in grado di dirci
se la vittima effettivamente ha assunto sostanze soporifere?
Beh, difficile dirlo,
ma la siringa ritrovata ne conteneva delle tracce.
Che cos'è questo, scusi?
Mah, è una ferita piuttosto recente. Dieci giorni, forse.
Ma è molto superficiale. Non può aver causato la caduta.
A cosa stai pensando?
Da ragazzo, non hai mai fatto un patto di sangue?
No.
Beh, si giura di essere amici per sempre e di dirsi sempre la verità.
-Io avevo amici normali, Lidia. -No, tu non avevi proprio amici, scusami.
-Giorgio era un mio amico. -Era il giardiniere. Aveva 55 anni.
Ne abbiamo già parlato.
Come ti chiami?
Susanna.
Mi dispiace, non posso proprio.
Ho giurato a Miranda di non parlare a nessuno delle sue cose.
Susanna, c'è una persona in prigione.
Tu hai il dovere di aiutarci a fare chiarezza.
No, noi non avevamo nessuna storia.
Non so perché Susanna v'ha detto una cosa simile.
Il procuratore è convinto che quello sia il movente di sua moglie.
Quindi, se è successo qualcosa, qualunque cosa,
noi dobbiamo saperlo.
Io ti capisco, sai?
So quanto è importante un giuramento con un'amica.
Noi vorremmo solo escludere l'ipotesi
che tra Miranda e Rubino ci fosse una relazione sentimentale.
Non possiamo escluderlo?
Non lo so, magari Miranda se l'è inventata, no?
Io le volevo bene, davvero.
Però era una ragazza che si inventava le cose,
era piena di segreti.
-E poi era strana. -Strana, come?
La settimana scorsa, io l'ho vista seduta davanti a quel grande albergo, al Regio.
E io non mi sono avvicinato,
non volevo che pensasse che la stessi seguendo o robe del genere.
Però era strano.
Sì, ma perché?
Perché era come se stesse aspettando qualcuno.
Non mi fido di nessuno dei due.
Infatti non è una questione di fidarsi.
Basta andare al Regio e chiedere se qualcuno ha visto Miranda.
Anche se fosse, cosa c'entra con la gelosia di Lorena?
Non c'entra, ma se Miranda ci andava e non l'ha detto alla sua amica,
significa che c'era qualcosa di cui si vergognava
o che poteva metterla nei guai.
-Che succede? -Vai. Arrivo.
Ti posso spiegare.
-È passata una vita. -Mm.
Me ne sono accorta.
Mi dispiace, Lidia.
Io voglio solo capire perché non mi hai aspettata.
-Perché non potevo aspettare. -Perché?
Non ho alcun debito.
Stavo cercando di scappare da mio marito.
Avevo trovato una persona che mi avrebbe fatto passare il confine,
ma la tua collana non se l'è presa.
Perché non me l'hai detto subito?
Perché mi vergognavo.
Grazia, ma con me ti vergogni?
Eh? Con me?
Io lo odio, Lidia.
Mi controlla, mi sceglie i vestiti.
Non mi fa vedere nessuno.
Una volta gli ho detto che era stato troppo severo con Mila.
Mi ha quasi ammazzata di botte.
Poi mi ha tenuta in casa per un mese, dicendo a tutti che ero malata.
-Non ci posso tornare, a casa. -No. Certo che no.
Hai pensato alla separazione?
-Esiste? -Esiste.
Certo, bisogna essere d'accordo.
-E lui non sarà d'accordo. -E allora gli faremo causa.
-Non piangere. -No.
-Guardami. -Mm.
Pensa soltanto a me. Mm?
A noi due.
A quando abitavamo insieme in quel postaccio.
Senza un soldo.
E ci scaldavamo col carbone rubato.
E siamo ancora vive, no?
E ci meritiamo di bere qualcosa di forte.
Di molto forte.
Vieni.
Vieni.
Allora…
Scegline uno.
-Devo cambiarmi d'abito? -Per bere dove dico io, sì.
Indosserò un abito di Lidia Poët?
Allora, se mi assecondi cinque minuti, poi andiamo al bar.
-Così ti prenderanno per una cocotte. -È quello il punto.
Guarda che le cocotte piacciono a tutti.
-No… -Sicuramente, se tu…
-Sono spiacente, ma qua non potete stare. -Veramente volevamo solo bere qualcosa.
No.
Mm, va beh, posso almeno chiederle se ha mai visto questa ragazza?
Le ha fatto una domanda, che problema c'è?
-La vostra professione. -Ah.
Evidentemente non piacciono a tutti.
Guardi, la mia amica qui è la sorella dell'onorevole Poët.
-È su tutti i giornali. -Lidia Poët.
Sì, e io sono il Principe Vittorio Emanuele e…
Forse lei non legge i giornali. Ho detto la verità.
-Sicurezza! -Eh! Non c'è bisogno di chiamare…
Ma non ci credo! Lidia Poët!
Unitevi alla brigata, siamo al bar con la compagnia.
Sono con me, grazie.
È stato un onore, signor principe. Con permesso.
Signori, guardate la sorte chi mi ha fatto incontrare, Lidia Poët!
Enchanté, mademoiselle.
Salve.
'Sera.
Putain, putain, putain. Ci sono sia Jacopo che il procuratore.
-Ah. Ti porto da bere. -Grazie.
Jacopo.
Lidia.
-Procuratore. -Dottoressa.
Señoras y señores, por favor, silencio.
Señores, facciamo un gioco.
Un gioco di inebriature.
-Jacopo, spiega le regole, per favore. -Sì.
Aiutami se… dimentico qualcosa.
Ehm, in pratica…
…il giocatore di turno deve dichiarare un'esperienza che non ha mai avuto.
-Giusto? -En voz alta.
A voce alta.
Se gli altri giocatori, a differenza sua, l'hanno avuta,
sono obbligati a bere un cognac!
Olé!
Si può mentire?
Beh, non è lo scopo del gioco, ma chi siamo noi per giudicare?
-Tocca a me! -Aspetta.
-Un bicchiere. Vai. -Grazie.
Allora, io non… mi sono mai…
enamorada.
Consuelo, ma me lo dici così?
Con te sto solo perché sei bello, amore mio.
Ehm, lei, signora, è sposata ma non beve?
Povero marito.
Mai conosciuta una donna che si è sposata per amore.
Mia sorella! Mia sorella.
Tra l'altro un personaggio incredibile, guarda.
Dai, tocca a te, Grazia.
-A me? -Vai.
Io non ho mai…
indossato un corsetto così stretto
come quello che mi ha fatto mettere Lidia questa sera.
Sinvergüenza, ti vuoi solo inebriare, tu?
Ma cosa ne sai di cosa facevo a Parigi, amore mio?
Tocca a me?
Sì, dai.
Allora…
Io non ho mai…
conosciuto di persona una trapezista.
E io sì.
Anche più di una.
Il sig. Calvart è un grande impresario di circo francese.
Con questo bicchiere sicuramente non riesco più ad alzarmi in piedi.
Permette due parole in privato?
Sì, con piacere, sì.
Voleva entrare nella mia compagnia.
Il circo di famiglia non le bastava.
Lei voleva…
un pubblico più grande, viaggiare per il mondo e…
diventare famosa.
Così ho promesso di venire a vederla allo spettacolo della domenica.
Quello in cui ha avuto l'incidente.
Sì. Quello.
Non sono potuto venire.
Ho saputo della disgrazia leggendo il giornale.
Je suis désolé, mademoiselle.
Temo di non poterla aiutare più di così.
Si figuri, ha fatto già abbastanza.
-Merci. -Je vous en prie.
Dottoressa.
Sono felice di vederti.
Anch'io.
E ho una sorpresa per te.
Perché pensavo, se farci vedere insieme a Torino è un problema…
-E lo è… -Mm, mm.
…potremmo andare da un'altra parte.
Vienna.
Li ho presi stamattina, sì.
Pensa, cinque giorni, io e te. In un posto in cui non ci conosce nessuno.
Che dici?
È un'idea bellissima.
Va bene.
Giusto il tempo di risolvere la situazione con Grazia.
Sì.
-Hai trovato i soldi per aiutarla? -No.
-Ah. -Per fortuna, direi.
Perché le servivano per scappare dal marito
e non farsi trovare mai più.
Sto cercando di convincerla a chiedere la separazione legale.
Cosa le ha fatto?
La picchia.
E…
mi ha detto che una volta l'ha quasi uccisa.
No, è che in tribunale non vi basterà quello che dice lei.
Lo so.
Oh! Ahi. Ahi.
Brava, così.
Brava. Brava.
Bleah.
Te l'avevo detto che non ero più abituata.
Sì, lo vedo.
Oh.
Mi dispiace.
-Stai tranquilla. -No, mi dispiace davvero.
Stavo facendo una cazzata.
Ma poi scappare è una cosa da disperate.
Non posso fuggire tutta la vita.
Non sarebbe giusto per Mila.
Nemmeno per me.
Andiamo a casa.
Sì.
Queste piume!
Ti sei divertita, eh?
Articolo 150. "La separazione può essere domandata
per causa di eccessi, sevizie,
minacce e ingiurie gravi."
Intendiamoci,
la violenza domestica nel nostro Codice non è reato.
E dubito fortemente che un tribunale si possa fidare solo della sua parola.
A mio avviso, conviene seguire l'articolo 158.
-"Separazione consensuale." -Sì.
-Ma poi mia figlia starà con me? -Ehm… Se tuo marito acconsente, sì.
Non sarà mai d'accordo.
Per quanto possibile, in questo momento, cerca di mantenere dei buoni rapporti.
Con lui parleremo noi. Gli facciamo capire che gli conviene cedere,
perché siamo in condizione di portarlo a giudizio.
-Ma io non voglio tornare a casa. -E infatti resti qui.
Tutto il tempo che serve.
-Giusto? -Certamente.
Io non so come ringraziarvi.
Davvero.
Grazie.
Adesso vado a vedere se Mila sta facendo altri guai.
-Va bene. Mettiti la giacca. -Perché?
Miranda voleva scappare dalla famiglia.
Voleva unirsi al circo di Calvart.
Ed è per questo che, quella sera, voleva esibirsi a tutti i costi.
Perché era l'unica occasione che aveva per convincerlo.
E forse qualcuno voleva impedirglielo. Lei ha idea di chi può essere?
Mi viene in mente solo Paride.
È il nonno di Miranda.
-Non le avrebbe permesso di allontanarsi. -Certo.
Ma non può essere stato lui a scambiare le fiale.
-No, infatti. -Invece… Beh…
-Perché no? Torna tutto. -No che non torna, Enrico.
Se Paride avesse saputo che la nipote aveva assunto un sonnifero
non l'avrebbe mai lasciata salire sul trapezio così. No?
-No. -No, infatti.
Poteva semplicemente annullare il numero di Miranda.
Non aveva bisogno di sabotarlo.
Deve essere stato qualcuno con meno potere e meno autorità,
ma che non poteva sopportare di vivere senza di lei.
È stato qualcuno che sapeva,
ma che non poteva dire niente a nessuno.
Perché aveva fatto un patto di sangue.
Susanna!
Susanna!
Enrico!
Susanna!
Fermati!
-Susanna, scendi da lì. -Se sali, mi butto.
Non salgo.
-Mi butto. -Tranquilla, non salgo.
-Susanna! -Fermi, fermi.
-Mi butto, non m'importa! -Non sale nessuno.
Susanna, lo so… …che non volevi uccidere Miranda.
-Tu non sai niente! -Fidati, lo so.
Anche io una volta ho fatto
un patto di sangue con la mia migliore amica.
Niente segreti, no?
Poi lei è rimasta incinta,
si è sposata,
e io mi vergogno ancora oggi per le cose che ho pensato.
Perché non volevo che si sposasse, non volevo che diventasse madre,
perché così non mi avrebbe lasciata sola.
Non lo sapevi che Miranda voleva fare il numero senza reti.
Volevi solo che Calvart non la vedesse.
Perché avevi paura di perderla, no?
Il più delle volte si uccide per odio,
ma nel caso della giovane trapezista Miranda Laforêt,
la verità è una sola.
Nessuno voleva uccidere.
È stato commesso un errore, questo sì.
Ma all'origine dell'errore, c'era il sentimento più nobile
di cui gli esseri umani siano capaci:
l'amicizia.
E le vere amicizie sono eterne.
Ma, a volte, l'amicizia è così intensa da diventare pericolosa
e la paura di perdere un amico
può spingere la persona più delicata e sensibile
a manifestazioni di tremendo egoismo.
Susanna Garenne non voleva uccidere.
Al contrario,
avrebbe voluto che la sua amica vivesse per sempre insieme a lei.
Questo era il suo obiettivo, non la morte.
E pertanto,
l'accusa di omicidio volontario è assolutamente ingiusta
e non corrispondente alla realtà dei fatti.
Ma passare la Pasqua con la mia famiglia non…
Non è un po' troppo?
Perché non ce ne stiamo da soli?
Ci facciamo arrivare l'arrosto di agnello in camera,
lo champagne…
Amore,
se c'è un problema con Lidia, basta che me lo dici.
Credi che arde ancora d'amore?
No, "arde d'amore" mi sembra esagerato. Non…
Decidi tu, Jacopo.
Io non voglio che lei soffra per colpa mia.
Però sono passati sei mesi,
forse è il momento di "tranquillare" gli animi, no?
E non ridere, dai! Lo so che parlo buffo.
-No. -Cosa?
No, no, no, mi amor, tu non parli buffo, tu parli antico.
Tu parli… Parli soave.
-Mm. -Mi amor, tu parli poesia.
Sì.
-Ven aquí. Ven aquí. -Sì.
Tutto è follia, follia nel mondo
Ciò che non è piacer
Godiam, fugace e rapido È il gaudio dell'amore
È molto brava.
E simpatica.
-E bellissima. -Sì.
È un fior che nasce e muore
Però mi conosce ancora poco.
Prima o poi capirà di essersi sbagliata.
-Vero? -Sì, temo di sì.
-Sì. Sì. -Sì, sì.
C'invita un fervido
E tu, piuttosto?
Il tuo procuratore?
Che procuratore?
Godiamo, la tazza La tazza e il cantico
La notte abbella e il riso
Va bene.
Sono molto felice.
Bene!
-Anche io. -Bene.
Ah, ah, ne scopra il dì
Così
Gli angeli in paradiso non saprebbero eguagliare l'armonia della sua voce.
Eh!
Jacopo mi ha detto che anche a vostra figlia piace la musica.
-Sì. -Vorrei conoscerla.
Purtroppo, ha abbandonato.
Ora frequenta l'École Supérieure a Parigi.
Ah, qué maravilla! Parigi in primavera è portentosa.
Sarà, ma una settimana per la famiglia, poteva trovarla.
So che i giovani danno poco peso alle tradizioni,
ma la Pasqua ha un significato spirituale…
muy profundo.
È poliglotta, spagnolo, francese…
-Mi scusi! -Enrico.
-Sì? -Una persona chiede di lei.
Non mi sembra il caso. Ci siamo appena seduti a tavola.
Ha ragione. Infatti volevo chiedere scusa a tutti.
Papà!
Ciao, principessa. Ma lo sai che mi sei mancata tantissimo?
Non sarei stato così inopportuno se non avessi avuto un motivo urgente.
La prego, capitano, se vuole unirsi al nostro frugale pranzo.
-Mm, mm. -Non si disturbi, onorevole.
Se possibile, vorrei parlare con mia moglie un minuto. In privato.
No, può parlare davanti a tutti se…
No, Lidia, va bene.
Amore, vai a sederti accanto a Jacopo.
Andiamo.
Mm.
Quanto è bello tuo padre in alta uniforme.
Sai chi mi ha telefonato prima di pranzo per farmi gli auguri, Lidia?
Mm?
-Zanardelli. -Mm.
Le malelingue lo dipingono come un uomo volgare e sempliciotto
e invece è una persona squisita.
Non si è ancora sbilanciato sulla nostra legge,
ma mi ha promesso che quando diventerà ministro
mi offrirà un incarico molto importante.
Ha già sepolto Depretis.
-Grazia! -No, stai qua, tesoro. Stai qua.
Ha cercato di uccidermi.
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