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Perchè?
Perchè?
Perchè?
Vivere senza di te!
Sì, sono Ferraris.
Volevo sapere com'è andata la notte in Utik.
Anche la signorina Montaud?
Quella che ha dovuto fare la lavanda gastrica.
Esatto, sì.
Bene.
Bene, grazie.
A dopo.
Scusa, ci abbiamo svegliato noi?
Figurati che non ho chiuso l'occhio tutta la notte.
Posso chiederti un abbraccio?
Certo.
Che succede?
Stavolta lui...
me lo sentivo di essere incinta.
Me lo sentivo.
Che lo aspettiamo ogni mese da parecchi mesi e ormai...
non ho mai desiderato una cosa così tanto.
Vedrai se non cambierai idea quando dovrei svegliarti nel mezzo della notte.
Te ne occuperai tu?
Io?
Sarà la tua unica emergenza.
Adesso però vai a vestirti, non voglio fare tardi oggi.
Non mi hai più detto come è andata con Virginia.
L'ho visto parlare prima della torta, ci è rimasta malissimo per il ritardo.
Mi sono scusato, ha capito.
Ma non c'era nessuno che poteva occuparsi di questa emergenza?
Tutte ne sareste andate via con un paziente in fin di vita.
Dai, vai a vestirti, adesso.
Come si sente?
Vivo.
Beh, mi sembra già un ottimo inizio.
Senta, lei ha qualcuno, un amico, un parente, un fidanzato
che possiamo chiamare per farla venire a prendere?
No.
Mi sembra strano che una ragazza Bella come lei non abbia
un amico speciale pronto ad arrivare in suo soccorso.
Scusi, eh.
Nelle volte io scherzo così in maniera anche inopportuna.
Non sa come s'arrabbia Mia moglie.
Però una cosa voglio dirgliela.
Non esiste nessun uomo che si meriti quello che lei ha provato a fare.
Scusi, ieri sera c'era anche un altro dottore, mi sembra.
Posso parlargli?
Il dottor Ferraris?
Ah, anche io gli vado bene.
Non sarò bello come lui, ma le assicuro che ho sempre avuto un mio perché.
Non volevo ringraziarlo ieri, non riuscivo neanche ad aprire gli occhi.
Non l'ho ancora visto, ma passerà sicuramente per il giro della mattina.
E tu che ci fai qui?
Sono venuto a prenderti.
Ma è ancora presto.
Eh, volevo fare colazione con te prima di questa giornata.
Vieni.
Sono tanto agitata, sai?
Lo so, è per questo che sono qui.
Ma tu devi stare tranquilla perché vedrai che andrà tutto bene.
E se scoprono che va tutto male?
Ehi, hai sentito che cosa ho detto?
Hai sentito?
Andrà tutto bene.
Finalmente potremo pensare alla nostra vita e Mario potrà tornare a casa.
Sei riuscita a parlarci?
Sì.
Sì, ieri sera mi ha chiamato.
Ha cambiato compagno di stanza, pare che questo sia più simpatico.
Ah sì?
Ogni tanto li portano anche a sciare.
L'hai sentito contento, quindi?
Sì.
Sì, ma non vedo l'ora che torni.
Io non ci posso pensare che linko il collegio da solo.
Io lo so che ti manca, ma devi avere ancora un po' di
pazienza, è già un miracolo che sei arrivato fino a qui.
Beh, me lo fai questo decaffeinato.
Ma tu lo puoi bere il caffè normale.
Ma io senza di te non voglio.
Fra quanto partiamo?
Appena sei pronta.
Che fai?
Mentre andiamo voglio fermarmi un attimo in ospedale,
lascio qualche indicazione a Faso per i miei pazienti.
Ah, ma se la caverà benissimo, vedrai.
Perché anche tu pensi che la Mia presenza in reparto sia superflua?
No, me l'ha detto questo.
Questo viaggio veramente non poteva accadere in un momento peggiore.
Questo viaggio è la nostra luna di miele.
Eh, lo so, amore, però partire due giorni dopo l'arrivo del
nuovo primario non è una grande presentazione, sei d'accordo?
Preferisci restare?
No.
Certo che no.
Tu ci tieni tanto e io... sono un idiota.
Andiamo, dai.
No, vabbè, non devi farlo per me.
Amore, sì.
Tu sei Mia moglie.
Ogni tuo desiderio è un ordine.
Questa cosa è così importante per te, eh?
Virginia, io ho studiato il doppio di Fausto.
Il doppio.
Te ne rendi conto?
Certo, però lui fa il capo e io mi ritrovo
al punto di partenza, tu come ti sentiresti?
Roma resterà sempre lì, no?
Certo.
E anche Firenze.
Sai cosa?
Ci aggiungiamo pure Napoli.
Guarda, ci andiamo per il nostro primo anniversario, te lo prometto.
Io ti amo tantissimo.
Tu riposati, che ieri abbiamo fatto tardi.
No, preferisco venire a lavorare.
Vado a cammigliarmi.
Va bene.
Che fate qui?
Mi facevo un viaggio.
Luna di miele rimandata.
Siete uguali voi due.
Lavoro, lavoro, non pensate all'altro.
Vado a farmi vedere se non mi pensano in viaggio.
Va bene.
Il tuo amico direttore come sta?
Vieni, andiamo.
Non dire niente, ti prego.
No, va bene, sto zitta, ma visto che ci sei,
potresti dare un'occhiata a quel signore, per favore.
È arrivato da poco, alla guida, da solo, ma non so come abbia fatto veramente.
Ho detto a Mia moglie se mi accompagnava, ma c'è sempre così tanto da fare.
Vedo che fa fatica a respirare, non si sforzi.
Più che altro, mi sento un martello al posto del cuore.
Lo porti in ambulatorio, io mi cambio e arrivo.
Va bene.
Buonanima.
L 'azienda l'ha fondata mio padre, Buonanima, nel 23.
È stato uno dei primi a coltivare i peperoni a Carmagnola.
Faccia silenzio, per favore, sennò non sento bene.
Mi scusi.
Parlo, parlo, che poi...
nemmeno ho il fiato per parlare.
Sembra una stenosi della mitrale.
Intanto mettiamo la lista per l 'intervento.
Mi mandate sotto i ferri?
Facciamola firmare alla Brunello.
Sì, ma intanto mettiamola in lista così non perdiamo tempo.
Il direttore è stato chiaro.
Quando fai così capisco tante cose.
Così come?
Sto solo seguendo le regole.
Infatti, non ho mica detto che lo trapiantiamo.
Se solo fossi un po' più elastico.
Mi trapiantate?
No, scusi, era un modo di dire.
Per ora nessun intervento, stia tranquillo.
Però resta ancora un po' con noi, va bene?
Accompagnalo in corsia.
Va bene.
Ma Irma Montau, quella che ha tentato il suicidio ieri, sta ancora in Utic?
Che c'è qualche problema?
Eh sì, mi tiene ancora a letto occupato.
Per me si può dimettere.
Ha chiesto di te.
No, guarda, mi aspettano in sala, poi oggi arriva anche Mia sorella...
No, voglio dedicarmi solo a lei.
Ah, è oggi?
Non ti preoccupare, ci penso io.
Grazie.
Ma è per questa ragazza che Alberto è arrivato in ritardo al matrimonio?
Eh sì, la poveretta ce l'hanno portata col carofuno ed era morta.
L'abbiamo dovuta risuscitare.
E qui abbiamo una sostituzione della valvola.
Ma poiché nel post-operatorio la paziente ha
presentato un'eritmia, la teniamo ancora qui.
Però qui vedo che andrebbe monitorata ogni tre
ore e l'ultima misurazione risale questa notte.
E forse c'è stato il cambio turno infermiere.
Provvedo subito.
Grazie.
Gaia, mi scusi, c'è stato un errore.
Buongiorno, direttore.
Non era in viaggio di nozze?
L'abbiamo rimandato.
Il lavoro prima di tutto, direttore.
Lei è molto giovane, dottor Becker.
Solo all'anagrafe.
In realtà ho almeno tre vite alle spalle.
Non mi riferivo a questo.
Non basta un anello per tenere vicina la persona che amiamo.
Ciao, mamma.
Che fai, la timida?
No.
Scusami.
È che non riesco tanto a vederti così.
Guarda che non sono ancora morto.
L'amore mio.
Papà dice che dobbiamo solo avere pazienza.
Passerà.
Sei caldo.
Come ti senti?
Mi sento come un pezzo di carne in scatola.
Dai, non scherzare.
Arianna.
Ciao Luciano.
Ciao.
Sembra che non vi vediate da un secolo.
Io vado a comprare un paio di giornali così poi te li leggo, va bene?
Io non mi muovo.
Torno subito.
Torna a casa ti prego.
Con che coraggio mi chiedi una cosa del genere?
Dobbiamo parlare.
Sono giorni che ti chiamo da tua sorella e ti fai negare.
Voglio spiegarti.
Non c'è niente da capire.
È talmente chiaro che è tutta colpa tua.
Qualcuno sa perché il direttore ci ha fatto chiamare?
Soprattutto perché gli sposini sono qui e non in luna di miele.
Non sono affari nostri, Laura.
Ma è vero che il dottor Barbero era fidanzato con la Corvara?
Oddio, fidanzato.
Però, appunto, non sono affari nostri.
Vabbè, se divorziano il vaso ce lo riprendiamo.
Scusa, sei impazzita?
Buongiorno.
Perché questa posta in evase è qui?
Non è Dell'ospedale, direttore.
Sono gli ammiratori di Foy's.
Il sensitivo lo conosce?
Ne ho sentito parlare, non sapevo fosse ricoverato qui da noi.
Comunque via da lì quella roba.
Sì, va bene.
Volevo dirvi che è pronto l'esame da caposala.
Qui c'è la lista di argomenti e testi da consultare.
Il tempo per prepararvi non è molto, ma dobbiamo correre.
Perché nel frattempo il reparto verrà gestito da una caposala pro tempore.
Domande?
Ah, ci tenevo a specificare che sarà aperto alle infermiere di tutto l 'ospedale.
Darò io comunicazione ai vari reparti.
Mi scusi, ma non c'è il suor Firenze?
Mi ha chiesto di finire subito.
Starà qui giusto il tempo di fare il passaggio delle consegne.
Per cui, fino all'esito Dell'esame, il suo posto verrà
rimpiazzato da chi di voi ha più titoli e anni di servizio.
Signorina Macis, se la sente?
Buon lavoro.
Tu sei già ferrista, sei già un pezzo avanti.
Sì, ma come faccio con la casa, con la bambina?
Carruccio, sei sempre qua?
Io con lo figlio proprio non vado d 'accordo.
L'opera ha cominciato, figuriamoci se posso farla proprio sola.
Però Sunta mi spaventa moltissimo.
Scusate.
Signorina, dove va?
Voglio parlare col dottor Ferraris.
D'accordo, dopo ci parla, ma adesso deve tornare a letto.
Sì, sente bene?
Sì.
Adesso riattacchiamo questi e ci metto un ultimo, va bene?
Ti aspetti.
Come si sente?
Quando torno a casa.
Beh, può fare una delle sue predizioni.
Ale è un mago, legge le carte.
Anche, ma ora non sono nelle condizioni migliori.
È soprattutto un sensitivo.
Io preferisco dire che percepisco cose.
Tipo cosa?
Vibrazioni, auree, il futuro degli altri.
Un po' meno il suo, altrimenti non sarebbe qua.
L'intangibile esiste, dottoressa.
Sì, ma non è l'intangibile ad averla salvata da un infarto.
Queste sono tutte per lei, maestro.
Devono aver saputo che hai ricoverato qui.
Lei è anche famoso.
Non mi dica che non conosce il maestro.
Non li leggi i giornali?
Laura.
Grazie.
Comunque dovrà rimanere qua ancora per un po'.
Almeno avrò il tempo di vedere se la calma di cui abbiamo parlato è così vitale.
Ricorda?
Arrivederci.
Ecco.
Ma lei sa dirmi se questa primavera piove?
Che l'anno scorso la siccità ci ha messo in ginocchio.
Ma tu che ci fai qui?
Non dirmi niente, poi ti racconto tutto.
Va bene.
Per ora mi serve solo la tua firma.
Per cosa?
56 anni, nessuna storia clinica.
Si è presentato con vertigini, affanno,
palpitazioni, erulio diastolico e schiocco pitralico.
Secondo me è una senosi.
Ma Fausto vuole la tua firma per metterlo in lista d'attesa per l'intervento.
Non te la prendere, ma non voglio creare incidenti.
C'è il direttore con il fucile puntato.
Puoi visitarlo?
Scusi, dottoressa.
Sì?
Ha chiamato la signorina Ferraris per dire che sta arrivando.
Ma il dottore è ancora in sala.
Ho visto che fuori ci sono i giornalisti.
Grazie Mille, grazie.
Fai tu, mi fido.
Le do un ricostituente che le aiuta a stare su, le dà un po' di forza.
E poi mi raccomando per qualche giorno ancora pasti leggeri e beva molta acqua.
Le faccio chiamare un taxi?
No, no, non serve.
Perché vive qua vicino?
No, ma tanto devo andare al lavoro.
Al lavoro, è sicura?
Se vuole le posso fare un certificato.
Sì, tanto per cantare mi basta stare in piedi.
Lei canta?
E dove canta?
In questo periodo... al Blue Night.
Il Blue Night... bei tempi.
Mi ricordo ci andavo spesso, prima di avere moglie e figli.
Non che moglie e figli siano... bei tempi pure questi.
Il dottor Ferraris non è più passato.
E oggi è una giornataccia.
Guardi, comunque le manda i suoi migliori auguri.
Buona giornata.
Buon uomo, pronto?
Sì, amore.
Certo che posso passare dal fornaio quando esco.
Sarà finito il pane, no?
Secondo me è meglio che ci passi tu.
No, ci passo io.
Mi fa piacere questa sera.
Ci penso io, tu vai a parcheggiare.
Ecco.
Ciao Luisa.
Ciao, grazie.
Ecco, vengono avanti.
Ma sarà sempre così?
Così come?
Fuori e dentro dall'ospedale.
Sono passati solo sei mesi dall 'intervento.
Vedrai che piano piano allungheremo i tempi dei controlli.
Ha ragione quel giornalista.
Mi sento un esperimento.
Diciamo che sei un po' come il primo uomo sulla luna.
Solo molto, ma molto più affascinante.
Arrivi sempre al momento giusto.
No, ma io in realtà sono solo qui per rivedere il famoso professor Diufedi, Zurico.
Come sto?
Bella, benissimo.
Che poi quando viene a trovarmi vedrà che Mia moglie non è una cattiva Donna.
Sono le angustie della vita che l'hanno guastata.
Come i peperoni quando è umido.
Io pensavo che il problema dei peperoni fosse la siccità.
Braccio.
Che cos'è?
Forza che non ho tutto il giorno, mi dia sto braccio.
È un semplice prelievo.
Scusi, ma non potrebbe essere un po' meno sgarbata?
Mi scusi?
I pazienti hanno anche bisogno di... Di... di conforto, di un sorriso.
Lei forse non lo sa, ma da oggi sono facente funzioni di caposala.
E le smancerie non rientrano nei miei doveri.
Serenella, Palamacis è la nuova caposala?
Sì, fino al concorso Assunta fa le funzioni di caposala, sì.
E vedrai che lo Vince pure.
Lo devi fare tu.
Eh?
E non puoi lasciare il reparto in mano a quella.
Ciak!
Alberto, carissimo!
Delia?
Com'è andato il viaggio?
Lungo, ma confortevole.
Ah, posso presentarti il direttore La Rosa, il nostro nuovo primario.
Direttore, il professor Dufet.
Davvero molto lieto, professore.
Il dottor Ferraris mi stava spiegando che a Zurigo avete riaperto i trapianti.
Non ufficialmente.
La tecnica ormai è sicura.
Ma i farmaci non riescono ancora a impedire il rigetto.
Purtroppo siamo ancora in fase sperimentale.
Ma il caso di Lisa Ferraris è incoraggiante.
Come sta?
Ora lo scopriamo insieme.
Che impressione ti ha fatto?
Di che tipo è?
Papà.
Il prelievo di questa mattina?
Sì.
Come vanno i globuli Bianchi?
Chi è quel ragazzo?
È mio figlio, chiamate Ferraris.
Veramente è con il professor Dufay?
Lo so, ma ho bisogno di lui.
Ci penso io, direttore.
Bruno si è ammalato di poliomilite a 11 anni.
Non era vaccinato?
Sì.
Certo.
Se avesse fatto il Sabin probabilmente le cose sarebbero andate in modo diverso e...
In Italia all'epoca c'era solo il Salk.
Non è bastato proteggerlo.
Ma guardi, lui è sempre stato un bambino molto fragile.
Da piccolissimo si è preso una broncopolmonite e da allora non si è mai più ripreso.
Avremmo dovuto tenerlo sotto una campana di vetro,
ma come lei immagina con i bambini è impossibile.
Per cui si è preso la polio nonostante il vaccino.
Per fortuna all'inizio siamo riusciti ad arginarla.
Credevo che il peggio fosse passato.
Aveva anche ripreso una vita quasi normale.
E' andata male, andava bene all 'università.
Pensi che ha preso la lode col professor Giannini.
Giannini?
Giannini è fisiologia.
Esatto.
Brutta bestia fisiologia.
Vuole seguire le orme del padre, bene.
Non sono riuscito a impedirlo.
Come puoi vedere, i polmoni sono rimasti il suo punto debole.
E una banale bronchite è diventata una polmonite bilaterale.
Chi ce l'ha in cura in pneumologia?
La dottoressa Gallo.
Non la conosco.
Comunque, con tutto il rispetto, io credo che il reparto
non abbia le competenze per tenere qui suo figlio.
Dottore, lei affiderebbe sua sorella a un medico di cui non si fida?
È per stare dietro a lei che non ha mai voluto fare il primario, vero?
È stato un periodo molto complicato.
Eravamo in Svizzera, stavamo aspettando un cuore.
Non me la sono sentita di assumermi un incarico così oneroso.
Quindi nessuno può capirmi meglio di lei.
Guardi, sono appena arrivato Occupare in questo modo una
stanza del reparto non mi mette in buona luce, lo so.
Ma la salute di mio figlio viene prima di ogni cosa.
Voglio qualcuno che si dedichi completamente a Bruno.
Sotto la sua supervisione, naturalmente.
Ma voglio il migliore.
Mi metteresti la tua firma, per favore?
È la paziente del 9, la ferita continua a buttare.
Non mi piace.
Che farmaci prende?
Ti lascio la cartella così te la suddi con calma e mi fai sapere.
La Brunella ha firmato.
Ora la metti in lista?
Non capisco questo tono che avete.
Certo che lo metto.
Abbiamo un problema.
Il figlio del direttore è stato spostato qui e vuole che qualcuno lo segua.
Toccami a scegliere.
Certo, pneumologia non è il nostro campo, il direttore ci sarà gocciato sul collo.
È comprensibile.
Alfieri, a te l'ingrato compito.
Alberto, Alberto aspetta.
Nemmeno tu ti fidi più di me?
Niente di personale, però diciamo che tra te e
la Rosa non è iniziata nel migliore dei modi.
Ma scusa, cosa dovevo fare?
Farmi mettere all'angolo senza dire una parola?
Io questo non lo so, però sfidarlo davanti a tutti non è stata una buona idea.
Helmut, ascoltami.
Lo sai benissimo quanto io ti stimi.
E sai anche che ti inserirò in un progetto appena possibile.
...ma nel frattempo devi stare tranquillo e mantenere un profilo basso.
Ce la fai?
Non lo so.
No, no, non lo so.
Vedi di farcela, perché ho già abbastanza casino in testa.
Quindi se me ne togliessi almeno uno, te ne sarei grato.
Ferraris, ma scusate, è vero che Irma Montò è stata ricoverata da noi?
La cantante?
Non me l'hai detto?
Ma ti pare che rompi le scatole al dottore con
queste stupidaggini, sapendo che giornata ha?
E dai!
Irma, come stai?
Ero preoccupatissimo.
In piedi.
Lo vedo.
Senti, piuttosto mi dispiace non averti portata in ospedale, ma...
quelli Dell'ambulanza hanno fatto storie perché, sai, non siamo parenti.
Non mi hanno fatto salire in ambulanza, non mi volevano nemmeno dire dove ti portavano.
Sei stato tu a trovarmi?
Sì.
Ti ho chiamata Mille volte.
Era come se non sentissi che stava succedendo qualcosa.
Avevi paura che Gaspare ti licenziasse?
Tanto puoi suonare anche da solo.
A che ora suoniamo stasera?
Vuoi lavorare?
Se non vuoi me ne vado a casa.
No, no, no.
Figurati.
Certo che voglio.
Pensavo che visto quello che era successo...
Solito.
Alle 10 e mezzanotte.
Però lo devo dire a Gaspare.
Il dottore è Fieri, giusto?
Esatto.
Sai che mio padre si è rifiutato di farmi vedere quegli esami?
Non sono facili da interpretare per chi non ha del mestiere.
Io ho quasi finito il terzo anno di medicina, qualcosa ho imparato.
Ho bisogno di avere un minimo di controllo sulla Mia situazione, se no impazzisco.
Sarò muoto come una tomba.
Che cosa ci fa quel mio paziente?
Posso sapere qual è la sua specializzazione, dottor Larosa?
Come si permette, dottoressa?
Vorrei soltanto capire da che pulpito contesta la Mia terapia.
Allora, mio figlio segue la sua terapia da più di
due settimane e nessun miglioramento, non le basta?
Dovrebbe sapere meglio di me che ci vuole tempo.
Tempo e pazienza.
O forse un'altra cura.
No, non c'è un'altra cura.
Lei, dottore, cosa ne pensa?
Ho avuto la cartella in mano per non più di dieci minuti.
Non sono ancora in grado di fare valutazioni.
Mi raccomando, non si esponga.
Dottoressa, la situazione è molto semplice.
Bruno non è più un suo paziente, va bene?
Beh, sta commettendo un grosso errore.
Parlerò col mio primario.
Gli ho già parlato io, se risparmi la fatica.
Il servilismo non ha mai guarito nessuno.
Amore, siamo d'accordo che Assunta non è
sicuramente la Donna più simpatica della terra.
Lascia, lascia, faccio io.
Però il suo lavoro lo sa fare bene.
È zitella.
Ma che c'entra?
Ma come che c'entra?
Non ha una famiglia da accudire, no?
Guarda che fare la caposala è un lavoraccio.
Mmm, non lo sapevo.
E comunque anche tu una famiglia ce l'hai e sei sempre qui.
Ma che vuol dire?
Io sono...
Dico che sono... No, no, no, ti prego, continua.
Tu sei un...
Tu sei un uomo, io sono una Donna.
No, tu sei un dottore, io sono solo un 'infermiera.
Oh, mamma Mia, con queste donne non si può dire una
parola fuori posto che subito ti mandano in galera.
Perlucio, respira male.
Che c'è?
Calmo, calmo, calmo.
Prendi ossigeno e adrenalina, subito.
Laura, puoi chiamare la Brunello?
Sì, subito.
Grazie.
Il muscolo in sofferenza potrebbe essere l 'inizio di un rigetto.
Facciamo una biopsia, così ci togliamo ogni dubbio.
Scusate, la dottoressa deve venire, è urgente.
Sì.
Tu vai pure, noi ci andiamo a vedere per l 'analisi e quando torniamo decidiamo se...
Va bene, grazie.
Cosa è successo?
Eresi.
Scusa, avrei dovuto aspettare il risultato degli eosinofili.
Mi sono fatta ingannare dall'orecchio.
Il problema è un altro, che avevi la testa da un'altra parte.
Non mi hai più detto perché non siete partiti?
Helmut non voleva allontanarsi proprio ora, che non ha più nessun ruolo.
Questa cosa è molto difficile per lui.
Tanto da costringerti a venire al lavoro il giorno dopo le nozze.
No, non ne ha costretta.
L'abbiamo deciso insieme.
Bene.
Vediamo il tracciato.
Fai il contadino, no?
Sì.
Anche con gli animali?
Maiali, soprattutto.
Ci sono delle piccole masse.
Potrebbero essere cisti.
Una crisi anafilattica.
Va operato, Lillo D'Alfieri.
Va preparato per la sala operatoria.
Sì, dottoressa.
Grazie.
Questa cosa deve essere fatta entro oggi, va bene?
Va bene, dottoressa.
È venuto a rubarmi qualche altro paziente?
Non voglio solo parlare.
Poteva farlo davanti al direttore?
Ma mi rendo conto che fidarsi di me che lo
seguo da più di due settimane era chiarissimo.
Come si spiega la persistenza della febbre e i valori di flogosi?
Il quadro clinico è complesso.
La collega collega.
Il respiratore a pressione negativa sta sicuramente aiutando la ventilazione.
Ma inizio a pensare che possa aver creato uno squilibrio a livello emodinamico.
Il dottor Larosa non tornerà sui suoi passi.
E io non ho la sua competenza sulle questioni pneumologiche.
La cosa migliore che possiamo fare è collaborare.
Cioè devo pararle il culo?
Per una volta puoi scendere dalle barricate.
Sa, una Donna in un mondo di uomini deve imparare a difendersi.
Non so che uomini ha conosciuto, ma io non sono uno di quelli.
Perché è giovane, c'è tempo.
Non credo proprio, ma qui non siamo a discutere dei massimi sistemi.
Ho bisogno di lei per tirare fuori Bruno da quel polmone.
E lei di me.
Possiamo darci del tu?
Assolutamente no.
Ti ho cercato ovunque, devi venire subito in sala.
Chi è?
Te lo stavo per chiedere io.
È la pneumologa che si occupa del figlio del primario.
Bella Donna.
Comunque, non era una stenosi.
Per fortuna Daria se ne è accorta.
Il mio non era un problema di fiducia nei tuoi confronti.
Nemmeno io ce l'avevo con te.
Beh, saliamo che ti spiego.
Sì.
Ah, vedi, questo è il nuovo film con Marcello Mastroianni.
A Lidia alle 18.30 ce la facciamo, una grande abbuffata.
Ma perché ci mettono tanto?
Sì, no, cinema in effetti no.
Ah, possiamo andare a cena fuori?
Eh?
Se penso alla pazienza che hai avuto in questi anni...
Sono innamorato, devi fartene una ragione.
Eh, questa è la cosa che mi sembra più assurda.
Quanti anni hai che sto male?
Quattro?
Poi l'attesa del cuore, l'intervento, il recupero...
Sei un ceruttino.
E io un'insana passione per i ceruttini.
Ah sì?
Sì.
Ne abbiamo passate tanti insieme.
Scusate, dobbiamo fare un altro esame.
È semplice routine.
Il dottor Alfieri?
È stato avvertito.
Quindi che si fa?
Cosa?
Non era un'emergenza?
Ma infatti lo è.
Tu non dovevi tagliarti i capelli?
Cosa, sei una spia?
Bisturi.
Il primario ha dato disposizioni precise.
Dobbiamo aspettare.
Preferisci vedere questo paziente morire?
Bisturi.
Avete cominciato.
Prego, capo.
Non c'è niente di personale.
Esegue solo gli ordini.
Almeno risparmiami l'ipocrisia.
Purtroppo hai ragione.
È rigetto di grado uno.
E adesso?
E adesso stiamo calmi e continuiamo a monitorare.
Non ha sintomi, potrebbe fermarsi.
Però teniamo i controlli ogni tre mesi.
Chiamo Zurigo per aggiornare i colleghi.
Senti, non voglio dire niente a Luisa.
L 'ho presa... finché vive lasciamo che viva senza pensarci.
Che significa mentirle?
Esistono bugie a fin di bene.
Per fortuna gli esami sono andati bene.
Oddio che sollievo... avevo una paura.
Tu ti rendi appunto, mi hai ridato la vita.
Non potrò mai ringraziarti abbastanza.
La cartella di Irma Montò.
Il capo dice che la devi firmare tu.
Oh, si è fissato queste firme?
Questa ci torna a trovare, eh.
Aveva una faccia quando è uscita.
Che faccia aveva?
Secondo me è molto sola.
Speriamo che non faccia altre cavolate.
Comunque Barbero dice che canta benissimo.
Magari una sera la andiamo a sentire, eh.
Con le...
Dai.
Su, a Firenze.
Ma perché se Neva non poteva aspettare qualche giorno, noi come faremo senza di lei?
Su una cosa il direttore ha ragione.
I tempi sono cambiati e tutti dobbiamo adeguarci.
Sarà impossibile sostituirla.
Questo reparto è stato tutta la Mia vita.
Dell'affido.
Serenella.
Certo, è un primo campanello d'allarme, ma dobbiamo sperimentare i nuovi farmaci.
Ancora nulla è perduto.
Stavo giusto per venire da te.
Ah sì?
Da parte del professor Kronzig.
Non vede l'ora di sapere come procedono gli esperimenti.
Purtroppo il nuovo direttore ha... ...la caricata di responsabilità in corsia.
Oddio.
Però Delia non molla, vero?
Vado.
Altrimenti perdo il treno.
Ti accompagno.
Sicuro?
Posso prendere un taxi?
No, ti accompagno volentieri.
Allora grazie.
Allora mi cambio e vi raggiungo.
Non serve, amore.
Ci vediamo dopo a casa.
Va bene.
Allora à bientôt, ma chère Delia.
À bientôt, merci.
C'è da bere qualcosa?
Eh, stasera non posso.
Mi hanno affibbiato il figlio del direttore.
Ma è vero che sta messo così male?
Che mi hanno detto che sta dentro un polmone d'acciaio.
Beh, io non li vedevo da anni.
Eh, purtroppo è tutto vero.
Ma perché l'ha trasferito qua?
Non si fida della sua pneumologa.
Aspetta, ma...
non dirmi che è la Gallo.
Lo sai?
Dicono che sia la favorita del suo primario.
In corsia... e soprattutto a letto.
Dottoressa Gallo...
mi dispiace.
Lei non è solo servile, è anche un bieco maschilista.
Guarda che io non ho aperto bocca.
Favido, l'ho detto?
Scusa.
Fausto.
Merda.
Ah, non sapete la figura che ho fatto con la
dottoressa che segue il figlio di La Rosa.
Cioè?
Voi siete sicuri che non volete venire a bere qualcosa?
Io sono sempre disponibile, tranne stasera perché abbiamo
la bambina dalla vicina C'è una che è molto paziente.
E noi non vogliamo approfittarla.
Eh no, che scherzi.
Le gioie della famiglia.
Serranella, mi raccomando, pensaci.
A cosa?
A dare l'esame da caposala.
Pare che sarebbe perfetta.
Ma non scherziamo.
Dico certo che sarebbe perfetta, è bravissima.
Dico che però ci avremo problemi con la bambina, no?
Più organizzata un po' meglio.
Ma che ne sa questo?
Ma mica è sposato, mica ha i figli lui.
Che ne sa Dell'inferno che viviamo noi a casa con la bambina?
Dico da un punto di vista organizzativo.
No, guarda Ferruccio, me lo immagino benissimo.
Infatti per quello che io e Francesca non vogliamo sposarci.
Però voi ormai il danno l'avete fatto.
Ferruccio, guarda che dovresti solo aiutarla un po' nelle cose di casa.
Vabbè, comunque, visto che state parlando di me, mi interessa anche la Mia opinione?
Certo, amore.
Non voglio farlo.
Uè, non vuole farlo, me lo ha detto, non vuole farlo.
Ma come ti salta in mente di lasciarmi sola in ospedale?
Io non so, veramente...
Non sarà l'Arno e nemmeno il Tevere.
Purtroppo non abbiamo il Vesuvio davanti.
Ma siamo io e te.
Grazie, amore!
Dopo il casino che ho combinato oggi ne avevo proprio bisogno.
Ci prendiamo tutto dalla vita di signora Becker.
Te lo prometto.
Grazie.
Ecco, ciao, ciao.
E allora?
C'è una sorpresa papà, una sorpresa bellissima.
Veramente?
Cosa?
Non devi guardare, promesso?
Promesso.
C'è mamma!
Ma tu che cosa ci fai qui?
È ancora casa Mia.
Non sei contento papà?
Certo che sono contento.
Quando riparti?
Sono tornata per restare.
Il teatro mi ha stancata.
Forse è il teatro che si è stancato di te.
D'ora in poi staremo sempre insieme, vero Ada?
Davvero non te ne vai più più?
Mai più, amore.
Promesso.
Come sta?
È andato tutto bene?
Sì, per fortuna sì.
Sei già affezionato al suo vicino?
Affezionato, è un grande rompiscato, parla ininterrottamente.
Però mi dispiace per lui.
Sperava tanto che venisse a trovare la moglie, invece niente.
So cosa sta pensando, che sono solo anch 'io.
Ma si sbaglia.
Ho le lettere, i miei libri, le mie carte.
Che cosa sta leggendo adesso?
Il castello dei destini incrociati di Calvino è sui tarocchi.
Non sapevo che Calvino avesse scritto un romanzo sui tarocchi.
Perché è un intellettuale serio.
In realtà non si tratta di un romanzo, ma di una serie di racconti intrecciati
tra loro dalla stessa sequenza di carte, magari
lette al contrario, proprio come accade nella vita.
Non la sto seguendo, mi sono persa.
Prenda il mio intervento, potrai interpretarlo come sfortuna, perché sono
finito qui, o come fortuna, perché avevo più tempo da dedicare alle mie letture.
Se solo lei desse ascolto alla sua parte più
profonda, quante cose scoprirebbe anche lei.
E adesso dovresti proprio smetterla di ripetere tutto quel che si dice,
che non serviranno più a nessuno le tue strategie di superficie.
E quando pensavi di fare del bene, invece hai fatto soltanto male.
E quando pensavi di fare male, invece hai tenuto tutto quanto insieme.
E se il destino è ciò che sta, sembra evidente che qualcosa qui non va.
E se il destino è ciò che sta, sembra evidente che qualcosa qui non va.
Io sono la negazione di tutte le negazioni possibili del mio amore.
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