All language subtitles for Cuori.S03E01.Episodio.1.ITA.1080p.WEB-DL.AAC2.0.H.264-ESTA.IT

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Original subtitles

E il fuoco di Bibliorema, ci ci chioda!

Vai!

Che succede?

L'hanno trovata così in casa.

La portiamo in reanimazione.

Dottore, mi ha sentito.

Buonomo. È in ipotensione. Attacca l'alvanda gassica.

Massimo. No, no, no. Questa ragazza non può morire.

Sottotitoli e revisione a cura di QTSS

Sottotitoli e revisione a cura di QTSS Sottotitoli e revisione a cura di QTSS Papà.

Papà, sveglia e tardi.

Decchia lo so.

Non hai permesso la cioccolata.

Amore, non ti ho promesso niente. Vine qua, sentiti.

Ma poi la cioccolata in aero ti fa venire mani di pancia.

Pappetta, hai un pò di cioccolata? Che mani fatti?

Un pò di mangiare cioccolata da ieri.

Ora che quando avremo il nostro...

Il nostro cosa?

No, tuo padre voleva dire che quando avremo tempo,

ci porto mangiare il gelato in gelateria, no?

Sì, ci porto in gelateria, adesso però quindi qua però dobbiamo ancora un pò.

Sì.

Ciao, cari, come stai?

Tutto bene, grazie.

Ciao, amore mio!

Stai mancato tantissimo.

Sì, pronto? Sì?

Farcià.

Fai il bravo e ci rivediamo tra un mesetto.

Va bene?

Vero?

Sì.

Ah.

Sì.

Ciao.

A presto.

Non piangio.

Ciao, Delia.

Ciao.

Farcià, andiamo.

Non so che dovrei essere uguale a ti da forza,

ogni volta che vado ad andare a sto colpo, mi viene da piangere.

Finiamo di prepararci.

Ormai ci siamo, il gran giorno è arrivato.

Però quanto mi spiace che non puoi accompagnarmi,

chi l'avrebbe mai detto che mi sarei sposata?

Vero?

Quanto mi manchi, papà?

Guarda che dico tan vero.

Andiamo a vivere a sto colpo.

Una cosa alla volta.

Potresti stare con Carlo più spesso.

Intanto vediamo come stai tu, comunque a Turino

c'è anche mia sorella, non posso lasciarla sola.

Certo.

Certo, lei verrebbe con noi.

Sempre se ne avvolga, perché?

Sembrano una ragazzina, io sono allontani due minuti.

Io li capisco.

Ehi, tutto bene?

Tutto bene, tranquillo?

Sei sicura?

Sì, tranquillo.

Ma tu, guarda, io sono allontani due minuti.

Io li capisco.

Eh, tutto bene?

Tutto bene, tranquillo?

Sì, tranquillo.

Ma tu, guarda, sicuro che stai bene.

Amore, sì.

Sei in cinta, non sono malata.

Sì, sì, sì, sì.

Vieni, intenta il gradino, eh?

Andiamo a scuola, che tardi.

Ah.

Adesso quella ti fa anche le sorprese sotto casa?

Nessuna sorpresa, papà.

L'ho chiesto io di venire a salutarmi prima di andare al lavoro.

Dai, immagino il papà.

Eh?

Ciao.

Ciao, papà.

Ciao.

Ciao.

Potevi dirmelo che c'era tuo padre.

Ti avrei aspettato al bar.

No, no, mamma, mamma, mi ha fatto un'improvvisata

perché voleva accompagnare la nipote a scuola.

Ma chi se n'importa?

Tanto lo si abbinissimo.

Ma lo sai, tiene una prova.

Questa storia finirà presto.

Te lo prometto.

E copriti bene perché non puoi prendere freddo in nessun modo.

Andiamo.

Mi raccomando, vi voglio impeccabili.

Potrebbe arrivare in ogni momento.

Sono due settimane che lo aspettiamo.

Magari è cambiata idea.

Un primario che vince il concorso di un reparto così prestigioso ha fatto 13.

Escludo che cambia idea.

Saluzzo.

Si mette a fare il lavoro.

Mi raccomando, vi voglio impeccabili.

Potrebbe arrivare in ogni momento.

Sono due settimane che lo aspettiamo.

Magari è cambiata idea.

Un primario che vince il concorso di un reparto così prestigioso.

Si metta bene il colletto.

Mi scusi, sua arfiorenza.

Mi sono un po' sedata tale stia mattina, ma 10 minuti, perché la.

..

La scuola?

La scuola?

Può succedere?

Le succede un po' troppo spesso.

Sì, ma qui sono qualche giorno.

Beh, dovresti stare più attenta.

Al Mauriziano bastava molto meno.

Sì, ma noi non siamo al Mauriziano.

Noi siamo le mulinette sotto la guida illuminata di sua arfiorenza.

Aiuti la Macissa a preparare le cartelle per il giro.

Laura, com'è?

Potresti essere meno acida con Elena?

È arrivata da poco.

Anche io sono qui da poco?

Sì, ma tuoi 10 anni di esperienza alle spalle, Elena.

Ma sì, le fa bene, si fa le ossa.

Hai invertito la G col F.

Ti schiantate un F che non G.

Sì.

No, ma la buonora, eh.

Scusa.

Non mi sono svegliato.

Beh, doteva ancora dormire la notte.

No, che Francesca proprio non ha la sveglia.

Beh, certo.

Troppo burghese svegliasse la mattina quando ha lavorato.

Dai, vieni.

Vieni qua.

Allora, paziente diabetico, sala 1 per Alfieri.

Scusi, lei non può stare qua.

Non ci sono visite.

Questa è l'unità di terapia intensiva coronarica.

Sì.

Cerco il dottor Ferraris.

Eh, non è ancora arrivato, ma può parlare con me, sono irresponsabile.

Dottor Bonomo.

Sì.

No, si preoccupi.

Lo spetterò.

Ma chi è questo?

Buongiorno, dottor.

Buongiorno.

Ciao.

Tutto a posto, quelle bomboniere?

No, non ci sono più andata.

Ma come, avevi preso un permesso a posta?

Sono passata a salutare i papà.

Mi ricordo ancora, quando si era messa in testa di affiderti a me per adrizzarti.

E aveva ragione.

Ma non sei orgoglioso di come sono diventata?

Ah, moltissimo, dottoressa.

Amore, finalmente sei arrivata.

Ma non ci partono le bomboniere?

Eh, non ci sono ancora andata, ma ci vado all'uscita.

No, non ti preoccupare, ci penso io.

Tu hai già pensato da tantissime cose.

Mamma mia, ancora non mi sembra vero che domani diventerai la signora Becker.

Vado a cambiarmi che un intervento.

Sì.

Ci sarai domani in chiesa, vero?

In prima fila.

Non vedevo l'ora di vederti sposare un altro.

No Fausto, ti prego.

Per me è importante.

Sì.

Buongiorno.

Lei è dottor Becker?

Eh, no, sono il dottor Alfieri.

Posso aiutarla.

Lo farà, sicuramente.

Lo conosci?

No.

Dottor Ferrari?

Sì.

Luciano La Rosa, il nuovo primario.

No, mi avevano detto che sarebbe arrivato oggi.

Non lo sapevano.

Molto onorato di conoscere la dottore.

Sono anni che sento parlare di lei.

Grazie.

Posso presentarle la dottore secondo lei?

Sua moglie, immaginavo.

Molto lento.

Vuole accompagnarmi nel mio ufficio?

Venga, professore.

No, la prego io non insegno niente a nessuno.

Mi chiamo direttore.

Buongiorno, dottore.

Sono ieri e ho deciso che avrei preso servizi

oggi e non volevo creare trambusto inutile.

Dopo che hanno vinto il concorso, ho avuto un problema dietro l'altro.

Spero niente di grave.

S'ha che è stato molto interessante visitare il reparto in incognito.

È un vero e proprio gioiellino.

Sì, Corvara ha fatto un ottimo lavoro e se le cose

funzionano ancora così bene, è anche grazie a suo arfiarenza.

Ho sentito che tutti i primari dopo Corvara sono andati via in fretta, come mai?

Questo è un reparto molto faticoso e non se lo aspettavano.

Vi credete persone molto speciali,

voi medici del cuore, vero?

Magari qualcuno si è lasciato prendere la mano.

Io vengo da neurochirurgia, non ho mai toccato un cuore.

A dirla tutto, ho smesso di fare il medico qualche anno fa.

Però sono diventato molto bravo a far funzionare i reparti.

Sì, posso permettermi come mai ha smesso di fare il medico.

È una storia lunga.

E lei come mai non vuole fare il primario di questo reparto?

È una lunga storia.

È una lunga storia.

Tieni.

Grazie.

Fred, c'è io, ma finalmente... Era ora.

Mi fai un vermo con ghiaccio.

Come no? Ci vuoi pure la scorsa d'arancia?

Mi ho sento come te che fanno la fila per cantare qui, capito?

Va bene, va bene, facciamo finta che non sia successo niente.

Andiamo a provare. Forza.

Te lo dico, Fred.

Se questa mi buca un'altra volta la sera alta, vi mando tutti a casa.

Sì, l'ultima volta abbiamo suonato anche senza delay, no?

È un'ora che ti aspettiamo.

Comunque non succederà più.

Ciao.

Ciao, ciao.

Pronti, ragazzi?

Prova, prova.

So che fai ancora fatica.

Però riuscirei a dimenticarlo, credi me.

È impossibile.

Quella del letto 21 ha di 910 battiti.

Le faccio le cg e poi vediamo il tracciato.

L'hai uscultata?

Poi lo faccio.

Non posso fitarmi solo delle macchine, no?

Brava.

Ho saputo che è arrivata un nuovo primario.

Hai visto?

Disfuggita.

Come?

Troppo presto per dirlo, no?

Non lo so.

Non ti piace?

Ma no, no, no.

Menù un giorno, signora Becker.

Già.

Ti rende conto che domani a quest'ora avrei una fede al dito?

No, veramente no.

Chi lo dice?

E Dalia, puoi venire come il laboratorio e devo farti vedere una cosa.

Certo, andiamo.

Menù un giorno.

Questa plastica è troppo sottile.

Lo so, però se fosse più rigida romperebbe le coronarie.

Ma sono mesi che ci lavoriamo, nessun pallone sembra quello giusto.

No, non lo stesso problema, anche in Svizzera.

Se non ci riescono loro che hanno inventato tutto, figuriamoci noi.

Guarda, quando sei così negativo vuol dire soltanto una cosa.

Che hai litigato con tuo padre.

Non sopporto che non accetti l'Uisa.

Ma l'abbiamo detto mille volte, lo sai, lui ti vede ancora come un uomo sposato.

Dai, un uomo sposato.

Un uomo sposato che negli ultimi cinque anni ha

visto suo moglie solo per le feste comandate.

Ma neanche.

Dagli tempo se ne farà una ragione, per forza.

Scusate, il primario ha convocato una riunione.

Ora.

Va bene, grazie.

Vai.

Chiama, le volevo vedere nel primario.

Sì, ne volevo vedere subito.

È così ogni volta, io l'ho detto.

Voi tutti sapete che io avrei dovuto prendere servizio due settimane fa.

Quindi mi scuso per essere arrivato solo oggi.

E gentile, vi sei scusa?

Senti con te, gentile.

Senti con te, gentile.

Voi tutti sapete che io avrei dovuto prendere servizio due settimane fa.

Quindi mi scuso per essere arrivato solo oggi.

Per prima cosa vorrei assegnare un infermiere in più al dottor Bonomo,

responsabile della terapia intensiva Fiore all'occhiello del reparto.

Scomento che adesso lo trovi gentile anche tu.

Molto gentile.

Restando in tema di infermiere, vorrei ringraziare sua

fiorenza per la dedizione pluridecennale al reparto.

Grazie.

Tuttavia i tempi cambiano.

E anche il corpo infermieristico delle molinette dovrà adeguarsi diventando laico.

Mi scusi.

In che senso?

Il senso che l'infermieristica è diventata ormai una professione

e anche qui è arrivato il momento di avere una caposala non religiosa.

Quindi a breve io organizzerò una prova d'esame per assegnare il posto a più presto.

Naturalmente le sorelle sono sempre le benvenute e potranno

continuare ad occuparsi dell'igiene e del confort dei malati.

Passando la sala operatoria, mi aspetto da oggi

che il criterio guida per la segnazione degli interventi sia l'ansianità di servizio.

A questo proposito, per esempio, ho spostato sul dottor Alfieri

tutti gli interventi affidati al dottor Becker.

Mi scusi professore, ma io, però, in autonomia,

dalmeno tre mesi non ho mai commesso un errore e il dottor Ferrari si può confermare.

È vero, il dottor Becker è una risorsa preziosa in sua operatoria.

Non ho dubbi, ma un chirurgo fresco di specializzazione non può...

Non sono fresco di specializzazione,

ho dovuto ridare tutti gli esami per acquisire i titoli in Italia.

Ma, ufficialmente, lei ha terminato gli studi solo pochi mesi fa

e, come stavo cercando di dire, un chirurgo che sia appena specializzato

può tutto il più preparare un campo operatorio,

non può mettere le mani sui pazienti, non nel mio reparto.

Ma se posso permettermi, se lo vedessi operare, cambiermo idea.

Dottor Ferrari, io lo so, con quelle disinvolture avete gestito

la sala operatoria fino ad oggi, mi creda, non è più il caso.

I chirurghi non sono Dio e anche loro hanno bisogno di regole.

Comunque mi chiami direttore.

Per quanto riguarda la ricerca, infine,

ho deciso che i fondi destinati alla dottoressa Brunello

verranno interamente spostati sul progetto del dottor Ferrari.

So che, insieme agli studenti dell'Istituto Bogadro,

sta per l'appunto progettando un macchinario come si chiama...

Contropulsatore per istantico.

Contropulsatore.

E ho letto che sarà fondamentale per stabilizzare i pazienti infartuati, giusto?

Giusto.

Però, come le stavo dicendo, la tecnica che sta studiando la dottoressa Brunello

cambierà tutto e noi potremmo essere i primi al mondo utilizzarmi.

Un cardiologo in sala operatoria, non scherziamo.

E comunque preferisco puntare su progetti più sicuri

e in questo momento il bypass è l'unico salva vita accreditato.

Bene, io ho terminato, buon lavoro a tutti.

Lei è il dottor?

È Luca Barbero, anestesista.

Faccio al favore, si sistemi quei capelli.

Provo a farlo ragionare.

Ci parlo io.

Che fai? Le tue mani?

Le mie mani? Cosa? Cosa?

Non mi servono a niente, non hai sentito quel bastardo?

Siediti.

Vedrai che appena ti vedrà col visto rimano cambierà idea.

Tu sei il migliore di tutti, amore.

Devi solo avere un po' di pazienza.

Direttore.

Adesso non posso, dottoressa.

Le rubo un attimo, è molto importante.

Allora, io in Svizzera ho avuto l'opportunità di lavorare con il professor Grumsig.

Non so se ne ha sentito parlare, è veramente un genio.

Non ho dubbi, ma adesso non la posso ascoltare, veramente.

Permettere un bypass i pazienti vanno stabilizzati, no?

E ci vogliono ore e molti di loro non arrivano nemmeno in sala operatoria.

Con i miei cateteri noi potremmo intervenire con la crisi ancora in atto,

senza aprire il torace.

Io non sono qua perché sono il cardiologo con le mani di protagonismo

e assolutamente non voglio sostituirmi al chirurgo.

Sono qui perché salveremo il doppio delle vite.

La sua relazione è molto interessante, dottore S,

io l'ho letta tutta, dalla prima all'ultima riga, ma il mio è un no.

Se fossi un uomo, sono sicuro che mi darebbe fiducia.

Si sbaglia.

Io non sono un maschidista.

Però voglio essere sincero con lei fino in fondo.

Sarai un pazzo a investire i pochi soldi a disposizione della ricerca?

In un progetto ancora in fase di sperimentazione,

guidato da una donna giovane che magari domani decide

di restare a casa per occuparsi della sua famiglia.

Negli ultimi anni mi sono dato una sola regola.

Zero rischi.

Adesso da fare.

Ciao, papà.

Come stai oggi?

Prima voglio sapere come è andata.

Come ti hanno accotto il reparto.

Bene.

Tutto bene.

Sono sicuro che faremmo molto bene.

Sì.

Sì.

Sì.

Sì.

Sì.

Sì.

Sì.

Sì.

Sì.

Sì.

Sì.

Sì.

Sì.

Sì.

Sì.

Tutto bene.

Sono sicuro che faremmo molto meglio di Corvara.

Adesso non esageriamo.

Come sono?

La pneumologa prima andava di fretta?

Stazionaria.

Sì, stufo, lo so.

Ci vuole tempo.

Sono due settimane che sto qui dentro e non è cambiato nulla.

Speravo riasse fuori almeno per l'esame di farmacologia.

Precupererai.

Stai tranquillo.

Sei talmente bravo.

E poi mi sembra che respiri un pochino meglio, no?

Ho sento da come parli.

Eri praticamente in applea, ti ricordi?

E se non respirassi più senza questo coso?

Se fossi costretto a...

a rimanere qui dentro.

Non pensaci nemmeno.

Ti tirerò fuori.

Te lo prometto.

Quindi non abbiamo ancora il risultato delle analisi?

No, ancora niente.

Mi faccio sapere appena... Certamente.

Dottoressa Gallo.

Sì.

Perché le analisi del mio figlio continuano a peggiorare?

Dottoress, stiamo cercando di capire.

È stato Bruno in quel pommone d'acciaio che non usa più nessuno.

Forse si dimentica che gli ha salvato la vita.

Aveva detto che sarebbe basato una settimana.

E invece è passato più del doppio del tempo.

Abbiamo appena aggiustato i farmaci.

Ci vorranno almeno 10 giorni per valutare effetto.

Dottoressa, mi scusi.

Quando vuole, siamo pronti.

Arrivò.

Ora se mi vuole scusare.

Delio.

Cosa ti hai detto, indietro?

Un domino.

Guarda che non è mica colpa mia.

Lo so, però mi dispiace lo stesso.

Però non credo che siano i decisioni dei fini.

Ma vera, Delia.

Ci stava lavorando da tanto.

Ma perchè sua Firenze ha mandato via così?

Ah, fatti.

Speriamo almeno che n'arriva una un po' più... Più?

Più... Meno... Meno suora.

Meno suora in senso religioso.

Che non ce lo smettila.

Comunque, dopo mi accompagna il negozio che devo comprare il nuovo grimbiule per Anna.

Grimbiule di Anna?

Ma dai, scusate che non ce la faccio.

Ma come non ce la fai?

Hai detto che finivi prima, che facciamo anche la spesona.

Ma pure la spesona?

Amore, guarda, è tutto molto importante.

Però capisci che sono il responsabile dell'autic.

Che me la posso svegnare per lo spesone che è molto

importante, ma che possiamo fare pure sabato, no?

Serenella.

Presto, vieni, sta andando a casa.

Scusate.

Non è finita qua, Ferruccio.

Speso.

Vai, vieni.

Ma piuttosto si è riuscita a parlare con sua Firenze?

Io ci ho provato, ma sfugge, fa finta di niente.

Ah, no.

Poi sai come è fatta.

È un colpo per noi, figurati per lei.

Io non so come faremo senza di lei.

Io devo scappare.

La flebo del 23 è finita.

Cimentate voi, per favore.

Sì?

Sì, certo.

Però aspetta, prima volevamo darti questo.

Ta-da.

È il regalo per il matrimonio da parte di tutte noi infermiere.

Ma dai, ma non dovevate.

Sì, siamo troppo contenti per voi.

Dai, aprillo.

Grazie.

È, è, è bellissimo.

Io avevo proposto un appento alla pressione.

Va beh, c'è anche chi aveva proposto delle,

le insuola ricamate, ma questo è un oggetto d'arte, è una cosa che vi rimane.

Mi piace moltissimo.

Veramente?

Visto?

Mi spiaggia.

Non ti preoccupare, cara.

Se è questo che nostro Signore, quello vero, non quello moncro,

ha deciso per me, sono pronta ad accettarlo.

Se mio padre fosse ancora qui.

Purtroppo non c'è più.

Poi che li sa uno che non ha mai avuto a che fare

con un cuore di cosa bisogna il nostro reparto?

Ma poi è uno di quegli uomini che pensa che

una donna diventa madre deve smettere di lavorare.

Ah, per un periodo dovrei fermarti per forza.

Ah, bene, quindi la pensi anche tu come lui.

No, no, non la penso come lui e lo sai.

Comunque vedrai, cambierei idea.

Scusa, ne non ce l'ho contento veramente.

È che è veramente ingiusto.

Ma io sono d'accordo con te, però vedrai e ci ripenserò.

Lo dici per consolarmi.

Ti sono elmotte perciine che ci aspettano.

No, no, se ne accrocerò non è bene.

Olivia.

Guarda oggi come si separano.

Disarmarsi per disarmare.

E nemmeno riuscire ad arrivare.

Se il destino è ciò che sa, sembra evidente che qualcosa più non va.

Se il destino è ciò che sa, sembra evidente che qualcosa più non va.

Grazie.

Eccoci, scusateci per il tardo, scusateci.

Non male che dovrei essere un piccolo brindici.

Sì, per me avevo detto che sarebbe stata una cosa troppo chianti.

Scusa, amore, è che sono così felici che lo

deve sapere tutta Torino che domani ci sposiamo.

Alla faccia di quello stronzo del primario.

Posso rubarti un attivo tuo marito?

Certo.

Beglia, vuoi che ti vado a prendere qualcosa da bere?

Grazie, volentieri.

L'ho notata subito, appena è entrata.

Beh, allora avrà notato anche che ero accompagnata del mio marito.

Non sono quel genere di uomo.

È una bella donna, certo.

Ma mi ha colpito la sua aura.

Ha una luce quasi accecante.

Purtroppo non posso dirlo stesso di lei, non ha una bella cera, si sente bene?

Benissimo.

È sicuro?

Sicurissimo.

Bravissimi, volevo giusto presentarvi.

Lei è la dottoressa Brunnero, te ne avevo già parlato.

Lui invece, Delia, è il mitologico unico Gregorio Fois.

Ah, dai.

Scusate, devo salutare una persona.

Quindi lei è il famoso Fois, il sensitivo.

Non amo gli appellativi.

Ma mi fa piacere che abbia sentito parlare di me.

Beh, le farebbe meno piacere sapere che cosa penso dei suoi trucchi.

Non è la prima, sai?

Ma alla fine, cambiano tutti i dea.

E forse potrei essere la prima a deluderle allora.

Per me purtroppo si stessa solo ciò che è dimostrabile.

Bene, facciamo un esperimento.

E così che fa la scienza, no?

Guarda cosa ho trovato mettendo a posto.

Sono sicura che ti fa vorrebbe che gli avessi tu.

Non dire nulla.

Ho bisogno che tu faccia una cosa per me.

Domani a Elmut pensavamo di entrare insieme in Chiesa.

E in Germania funziona così?

Non lo so.

Ma ci sembrava la cosa più facile.

Però poi ho pensato che anche se non ho più un papà o una specie di fratello ce l'ho.

Uno che mi conoscerà quando sono nata

che mi ha sempre coperto quando ho combinato casini

e che non mi ha mai lasciato solo un attimo da quando papà se ne ha andato.

Che dici?

Posso aggrapparmi a te per arrivare all'altare.

Io sono onorato.

Ti avverto, mi troveranno parecchia i gambi.

Non ti accertare a fermi piangere.

No.

Sì.

E quella calma vitale non rassomigliava in nessun modo la quieta.

Era la calma di una forza inesorabile che meditava un imperscrutabile proposito.

Come fa sapere quello colletto?

È uno di mie trucchettina.

Certo non c'è altra spiegata.

Non c'è una scoperta.

È un'unica spiegata.

Sì, un'unica spiegata.

È un'unica spiegata.

È un'unica spiegata.

È una scoperta.

È un'unica spiegata.

È un'unica spiegata.

È un'unica spiegata.

non c'è altra spiegazione.

Ma quello che non mi spiego, perché tra tante pagine

ha scelto proprio quel passaggio.

Una calma vitale è una bella immagine,

ma anche spamentosa non trova.

Forse perché lei avverte che questa forse è inesorabile

e più vicina a lei di quanto non pensi.

Mi scusi, Matti, ma...

Saluto.

Chi è?

Poi ti dico.

Irma?

Irma?

Hai apri la porta?

Piedono di te, dai, facciamoli contenti.

Su!

Irma, mi senti?

Mi senti?

Mi senti?

Mi senti?

Mi senti?

Mi senti?

Mi senti?

Mi senti?

Vai, escedi lì.

Adizionato.

Irma!

Che tipo vuoi, sai?

È certo di averti veramente colpito perché non fai altro che parlar.

No, figura, ti lo sai che non credo a quelle cose, però...

è un certo punto.

Ha indovinato due righe di un libro che uscì totalmente a caso inquidante.

Ha visto anche che avremo un bambino bellissimo.

Allora?

Che ne pensi di questo?

Sei bellissima.

Amore, grazie.

È molto bello, solo un forso un po' esagerato per l'ospedale, no?

Infatti è per il matrimonio di Virginia.

Cosa, quando non è oggi buonoriggio?

Sì, ma volevo capire come vestirmi, non è che dopo avrò il tempo di fare le prove.

Che dici?

Meglio questo o quello che ti ho fatto vedere ieri sera?

No, è molto meglio questo.

E di che colore era quello che ti ho fatto vedere ieri sera?

Quello di ieri sera era...

Rosa.

Rosa.

No, Amore, lascia stare.

Tanto, papà, non se lo ricorda?

Papà non si ricorda niente di quello che non lo riguarda?

No, non è che... guarda.

Non lo ricordo solo che è un po' tardi, quindi dobbiamo andare in ufficio adesso.

No, no, e Anna?

Anna, devi andare a scuola, no?

Sì, dovevi portarla a tu tra l'altro, non l'hai nemmeno aiutata a vestirsi.

No, non l'ho fatta a posta, perché sei tu l'estilista di casa.

Sì, sono anche la cuoca e la cameriera e tutto il resto.

Ma vuoi che non sappia quanti te la enti hai?

Ci siamo sposati a posta, ciao Amore.

Buona giornata, mori miei.

Ma sei il pezzito?

Guarda sfortuna a vedere la sposa prima del matrimonio.

Amore, non ti agitare, non potevo resistere.

Ecco, lascio questi e ci vediamo in chiesa.

No, ciò che ci sei.

Mi ogni commettevo a partire una cosa.

Che cosa?

Doveva essere una sorpresa, ma hai roviato tutto.

Che c'è?

Niente.

È che mi dispiace che i miei non potranno mai conoscerti.

Anche io soltanto te.

E non so se sarò mai l'altezza di sedere alla scrivania di tuo padre.

Non ho nessun dubbio.

Amore, io ti amo tantissimo.

Tu l'ho mai detto.

Ti ampe troppo poco, eh?

È arrivata la truccatrice.

A dopo.

E non fare che non ti presenti.

Sottotitoli e revisione a cura di QTSS Che succede?

Dott. Ressa.

È arrivata adesso con l'ambulanza.

Signor Foyce.

Buongiorno.

Cosa sente?

Chisano le ritmie.

Hai stato di sciocca.

Andiamo inutile.

Grazie.

Preparo l'ossigeno.

Sì.

Laura.

Sì.

Togliamo gli e la camicia.

Sì.

Ma noi non eri?

Sì.

Non Foyce, non.

Io sono una sua grande ammiratrice.

Che cos'ha questo?

Sembra un magneto.

Un magneto della via.

È messo ad aver fino nella tarvaveda.

Che?

È un testo.

Ci sono pratiche magiche.

È un medico.

I magneti sono conti infambatori.

Contintissime.

Scusa, no.

Non mi pare proprio.

Spero che non abbia un pacemaker, altrimenti l'ha mandata in tilt.

Bene, togliamoli tutto e portiamolo in raddellogia.

Sì, subito.

La voglio aprire quel sassone, no?

Sì.

Ma che maga è uno che non riesce neanche per vederla propria malattia?

Non è un maga, è un sensitivo.

Speriamo se si è sbagliato con quello che ha detto a me.

Perché cosa ha detto? Posso saperlo?

Aspetto nottevo.

Speriamo.

Speriamo.

Speriamo.

Speriamo.

Speriamo.

Speriamo.

Speriamo.

Speriamo.

Speriamo.

Speriamo.

Speriamo.

Speriamo.

Speriamo.

Speriamo.

Speriamo.

S'è stato un ottimo?

Eccola.

La vede l'ostruzione.

Sì.

Dai, portiamolo subito in sala.

Sì.

Forse dovremmo avvertire Virginia potersimo fare in tempo ad arrivare in chiesa.

No, mi sembra così difficile.

Bene.

Mi cercavi?

Sì, sono pronti i miei achialetti.

Prontissimi?

Bene.

Me li porto in sala per favore.

Ma bene.

Grazie.

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Hai scelto il disco?

È già sul piatto e sono sicuro che ti piacerà.

È il suo primo singolo.

Fa i salti mortali per procurarti una coppia.

La conosci?

Tutto bene, dottore?

Iniziamo.

La casa non era mai successo.

Ma non è che il paziente... Ma magari si è rigato il disco.

E comunque possiamo rimanere concentrati?

Spegniamo la musica.

La relazione dell'intervento di Fois.

Può metterla in cartella.

Prima è successo una cosa assurda.

Stavamo operando e il disco continuava a saltare.

Però secondo me non è come diceva Ferraris, che il disco era rigato.

Secondo me è stato Fois.

A presente chi è?

Sto lavorando, non lo vede?

Chi?

Era così per fare conversazione.

Sì, ma non siamo al bar.

E tolga le mani dal bancone che sono piene di germi.

Ne appena lavate?

Sì, ma io appena pulito.

Mi passa la cartella del 15?

Con calma e per piacere.

Senti, io devo tornare in stado operatorio e

mi serve la Namnesi, non è che posso aspettare.

Sto finendo di fare una cosa per il direttore,

crede di essere più importante di lui?

No, io no.

Però i pazienti sì.

Se non cerca subito questa cartella, sono costretto a parlarne con lui.

Non vedo l'ora di essere Capo Sala per cambiare un po' di cose.

Grazie.

Se quella diventa Capo Sala, io chiedo il trasferimento, altro giuro.

Ma chi?

La Metis.

Vuole fare un esame?

Se passa siamo tutti rovinate.

Tu per prima.

Ma chi?

La Metis.

Vuole fare un esame?

Se passa siamo tutti rovinate.

Grazie.

Prisione buona, battiti regolari, per adesso mi sembra tutto bene.

E quando si sveglierà, dirà che è stato merito del magnete.

Chiaro.

Ho sentito che mentre operavate il disco continuò a saltare.

Ma sì?

E quella era la canzone?

Tu non devi aiutare Virginia a vestirsi.

Oddio, sono irritatissima, hai ragione. Vado.

Sì, ci vediamo dopo in cheso, ci penso io ormai.

Al sensitivo.

Ci vediamo anche noi dopo, no?

Tra altre cose fosto, non ti necchia chiesto.

Come stai?

Ho visto i giorni migliori, passerà.

E se non dovesse passare?

Te lo dico per esperienza, potrebbe non passare.

Più che al futuro non faccio che pensare a tutto quello che è sbagliato.

Mi la sono fatta portariglia così.

Da oggi però si cambia tutto.

Non sei quanto mi dispiace non venire al matrimonio.

Non voglio litigare con Albert.

Anche se sono stufa di starme ne sempre a casa.

Tutto bene?

Belia.

Belia.

Che ci fai ancora così?

Che hai?

Di nuovo.

Chi ha la compinta di essere incinta, stavolta?

Vi arriverà nessuno sicuro.

Vieni.

Nessuno si ama come voi.

Che succede?

L'hanno trovata così in casa.

A terra era pieno di barbiturici.

Buonomo.

E' inipotensione, attacca l'alvanda gastrica.

Ma se non... No, no, no, questa ragazza non può morire.

Che succede?

L'hanno trovata così in casa.

A terra era pieno di barbiturici.

Attacca l'alvanda gastrica e mi rivesto.

Grazie, grazie.

Pausto.

Sono contento di vederti.

Non ti è zardare a farla soffrire.

Vuoi darmi i volini anche qua?

Venerdà.

Sei nervosa.

È giusto, è giusto.

Entrata l'azione.

Signorino.

Signorina, mi sente?

Che comunque l'alto 70 non è male, eh?

E poi comunque per noi è tardi, eh?

Ci abbiamo un matrimonio dovevi accompagnare l'altare.

Ora tu vai.

Io aspetto solo che i valori tornino nella norme che raggiungo.

Sì.

Posso fare gli auguri allo sposo?

Certo.

Che c'era, vederla dottore?

Il piacere è tutto mio, è grazie, davvero per questo invito.

Sì, figuri.

Franchamente non me l'ho aspettato, sono diversi anni che non ci vediamo.

Cinque anni per la precisione, ma io chiedo sempre di lei.

Sì?

Sì, e io ho sentito che ho aperto un ambulatorio in vercellesa.

Sì.

È così, è così.

Sì, ero stanco di stare in cliniche private e disumanizzante.

E adesso come si trova?

Molto bene. L'inizio è stato davvero duro,

ma poi le persone me non farsi visitare da me.

Ci sono, eh?

Non si è cambiato.

Guarda che c'è.

Oh, scusa, vabbè, ti ritardo, non è che ti sei già sposato, no?

Ma c'è il dottor Monsca.

C'è una storiella sorpresa che ci ha fatto, bene, bene.

Tu come stai, Agata?

Agata è accato a quei bimbi, ma fa vola.

Ma stai in splendida fuori.

Certo, bene, a provincia.

Per un cio.

Ben, sai.

Tempo libero, arritmi molto, molto più blandi.

Stai, non fare quella faccia lo vado a salutare.

Arrivo, eh?

La segnalizzazione c'è ormai.

È ricco, credo.

Stiamo parlando proprio di te.

Adesso?

Sì, c'è un video del campagna.

Tu perché sei arrivata quest'ora?

Eh, perché ci ho avuto un'imvergenza in ospedale

e quindi non sono riuscita a passare a casa a cambiarmi.

Lo vedo.

Mi sai che te l'hai andato a trovare da solo?

Certo.

Come ti senti?

È un normale vero e paura.

Tu devi pensare che in trinchiesa c'è soltanto al volto a aspettarti.

Perché non mi sento meglio?

Perché stai per ingiutare e muoretarmi a qualcuno.

È tutto normale.

Come avrei fatto senza di voi, non lo so.

Da quando non c'è più papà, siete voi, la mia famiglia.

Adesso chiudi gli occhi?

Respira?

Sei a Firenze?

Ci abbiamo trovato bellissimo?

Chi c'è accanto a te?

Helmut.

Andiamo?

Sì.

Prego.

Come sta?

Sei bellissimo.

Malberto?

Non è ancora arrivato.

Ma come ero?

Ho sentito che hanno avuto un'emergenza in ospedale.

Cosa?

E adesso?

Se posso avere l'onore...

Sì. Certo.

Sei sicura?

Sì.

Va bene, andrò a vedere.

Prendi questo.

Vado d'avertire dentro.

Ti avrei voluto accompagnare l'altare in un altro modo,

ma mi basta sapere che sei felice.

Arriva la sposa.

Sta arrivando.

Vai, vai.

Sì.

Carissimi Helmut e Virginia,

siete venuti a celebrare il matrimonio senza alcuna costrizione

e in piena libertà e consapevoli del signor.

Cardona.

Buon appetito.

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