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E ci credi ? Nessuno fa niente per nessuno a questo mondo.
Nessuno.
No.
Possibile che non ci siano altri dettagli ? Tenetemi informato.
Appena ci sono novità, mi chiamate. D'accordo.
Purtroppo c'è da aspettare.
E ci sarà da aspettare anche molto, dottoressa.
- Si sieda. - No, sto bene in piedi.
Stia quieta, però, perché avanti e indietro, su e giù, tic e tac...
- Sembra un partita di ping-pong. - Va bene, mi siedo.
- Ecco. - Partita finita.
L'avete visto, Romaniello è vivo.
Vi hanno fatto credere che fosse morto in modo da proteggerlo.
L'idea non è originale, ma a quanto pare funziona.
Però una fotografia non basta perché io ci creda.
L'ho visto, so dove sta.
E dillo anche a noi !
- Dobbiamo parlare di ciò che voglio in cambio. - So che cosa vuoi.
Quello che non so è quanto. Vediamo se vale la pena.
Cinquecentomila.
Cinquecentomila euro per un fraticello ?
E' un fraticello che sa tante cose. O così o non se ne fa niente.
Io te li darei pure...
ma chi mi dice che non racconti balle ?
Vi dovete fidare.
E' che io non mi fido di nessuno.
Di un carabiniere, poi, figuriamoci !
Eh...
Facciamo così.
Tu ci dici dove sta Romaniello
e quando andiamo a trovarlo, vieni con noi.
Se sta dove dici tu, ti diamo quello che vuoi
ma...
se non ci sta...
Allora ? Ti sta bene ?
Sì, mi sta bene.
Ah !
Non voglio.
Mi dispiace.
Infame.
Vitali.
Landolfi, finalmente, dimmi.
Ah.
Addirittura ?
Va bene. Ho capito, fammi sapere.
- E' successo ciò che non doveva succedere. - Calogiuri ? - Sta bene.
Durante un conflitto a fuoco un uomo di Latronico è morto.
Così muoio anche io, però.
Per salvare il maresciallo, uno dei nostri ha ucciso Nunziata.
Grazie a Calogiuri, Latronico è stato consegnato alla giustizia.
Dobbiamo essere orgogliosi, soprattutto lei.
- Lo sono. - Partita vinta.
Tiriamo un sospiro di sollievo.
Posso andare finalmente a questo benedetto matrimonio.
Vada a casa.
Appena ho notizie più dettagliate, la avverto.
Più di quello che è successo fino ad ora oggi non può succedere.
Posso dirlo ?
- Stai benissimo, mamma. - Sì, può andare.
Meno male che Anna Cecere aveva un posto in macchina !
Va bene, mamma...
Sennò te lo davo io un passaggio al matrimonio.
- Non è colpa di papà, se si è ammalato. - Chissà che ha quello.
Ha la febbre.
Gliel'ho misurata io.
- Sarà l'influenza. - Come l'ha presa ? Sta sempre a casa !
Forse al circolo.
Sono arrivati, andiamo.
- Sei bellissima. - Spero che stasera stia meglio.
- Tranquilla, me la vedo io. - Divertiti. - Sì.
Ciao, bella di nonna. Salutami il malatino !
Vai. Stai bene, mamma !
- Dài ! - Uh ! - Eh !
Andiamo. Ciao.
Via libera.
- Finalmente una giornata di solitudine ! - Hai ragione.
- Ti faresti una partitina ? - No, sennò mi attacchi l'influenza.
Tieni.
- E tu ? - Io devo andare a Bari, oggi ho lezione.
- Ciao, papà. - Ciao.
Ehi.
- Che c'è ? - Mi manchi.
- Valentina ? - Ehi. - C'è mamma a casa.
- Appunto. - Che c'è che non va ? - Vado, sennò perdo l'autobus.
- Ciao, nonno ! Riguardati. - Ciao, ciao.
Ma sì, facciamoci una partitina.
Ogni tanto bisogna prendersi degli spazi.
- Il matrimonio è difficile. - Molto.
Catello Larocca, vuoi accogliere Myriam Jolanda D'Antonio
come tua sposa nel Signore, promettendo di esserle sempre fedele
nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia
e di amarla e onorarla tutti i giorni della tua vita ?
- Sì, lo voglio. - Myriam Jolanda D'Antonio
vuoi accogliere Catello Larocca come tuo sposo nel Signore
promettendo di essergli fedele, nella gioia e nel dolore
nella salute e nella malattia
e di amarlo e onorarlo tutti i giorni della tua vita ?
- Sì, lo voglio. - Il Signore onnipotente confermi il consenso
manifestato davanti alla Chiesa e vi ricolmi della Sua benedizione.
Amen. - Può baciare la sposa.
Bravi !
Speriamo che duri.
Questo è il giorno più bello della mia vita.
# Mi sei rimasta negli occhi.
# Mi sei rimasta nel cuore. #
Come stai ? Deve sposarsi mio cugino perché ci vediamo !
- Tuo cugino è lo sposo ? - Stava tre anni dietro a noi al liceo.
- Due secoli fa ! - Imma non c'è ? E' stata invitata al matrimonio ?
- Sì, ma aveva il turno in Procura. - Se lo dici tu...
- E' vero. - Tu sei venuta sola ? - In che senso ?
- Sei ancora single ? - Ancora single.
- Bisogna presentarle qualcuno. - No, grazie, a posto così.
Sono in cerca delle figliole. Staranno mangiando, sì ?
Lo spero, ma le ho perse di vista. Meglio andarle a cercare.
- Alessandro ? - Sì ? - Tu non giocavi a tennis ?
Quando la caviglia me lo permette, ma non in orario di ufficio.
- Vado a cercare le gemelle. - Io vado a rifarmi il trucco.
-Dev'essere squisita. -La più buona che abbia mai mangiato.
- Ce ne sono ancora. - Qui siete abituati a mettervi a tavola
e ad alzarvi il giorno dopo. - Ne vale la pena.
- Devo controllarmi. - Siete stupendi. - Grazie.
- Salve. - Non vuoi assaggiare ? - Salve. - E' speciale.
- Buongiorno. - Baronessa !
- Monsignore. - Che bel ricevimento ! - Salve.
Isabella !
Bella di nome e di fatto !
D'altronde, dove ha comprato questo vestito ?
- Da Anna Cecere ! - La migliore boutique di Matera.
- Conosci la padrona di casa ? - Non personalmente
ma chi non conosce la moglie del barone Aurelio Sansevero ?
- De Ruggeri, molto piacere. - Aurelio dov'è ?
Non lo so, stamattina era in giro per la tenuta.
Mi ha detto che sarebbe tornato in tempo, ma è imprevedibile.
- Con permesso. - Lo so io perché Aurelio non è qui.
Tra gli invitati c'è la sua amante.
Me ne sono accorta !
Pesce crudo !
- Non ha paura dell'anisakis ? - Fino a due secondi fa no.
Vive nelle viscere del pesce.
Può provocare occlusione intestinale e peritonite
a meno che non sia stato abbattuto a -20 gradi per almeno 60 ore.
Come facciamo a saperlo ?
Non possiamo.
Ma che cosa sarebbe la vita senza il brivido del rischio ?
Che ci fai qui ?
- Eh ? - Mi è passata la voglia di sushi. - Con quello che ci fai ?
- E' un anatomopatologo. - Appunto.
Guarda lì. Quello.
Biagio Asselta, imprenditore, vedovo. Ha una figlia maggiorenne.
- Grazie, non mi interessa. - E' un po' volgaruccio, eh ?
Allora quello con i baffi, il barone Morganti.
Single incallito, ma hai visto mai ! E' padrone di mezza Metaponto.
Buon per lui, ma io sto a posto.
Allora...
Il notaio Vizziello. Ha 70 anni, ma se li porta bene.
Non so come te lo devo dire, non cerco un uomo !
- A forza di stare con Imma, sei diventata come lei. - Magari.
Ve lo spiego io. E' un processo che serve alle piante per nutrirsi.
Il falco grillaio è un rapace affascinante.
E' diffuso in tutta l'Europa meridionale
ma trova il suo habitat ideale...
- Il suo caffè doppio. - Quadruplo ci vorrebbe.
Apriamo un'edizione straordinaria per dirvi che questa mattina
durante l'operazione Notorius, i corpi speciali dei carabinieri
coordinati da Procura distrettuale antimafia e Procura di Matera
hanno catturato un latitante molto particolare, Cenzino Latronico
ufficialmente morto diversi anni fa.
L'uomo ha continuato la sua attività criminale
fino al blitz di questa mattina. Sul luogo d'irruzione
vige il più stretto riserbo. Ora che Latronico è stato catturato
gli inquirenti dovranno fare luce sulla rete di fiancheggiatori
che hanno permesso la lunga latitanza.
Questa importante vittoria di oggi è stata resa possibile
grazie al coraggio e alla determinazione
di uomini e donne delle Forze dell'ordine.
A loro deve andare il nostro ringraziamento.
# Tesoro, ti amo così tanto.
# Voglio che tu lo sappia. #
- Avete mai baciato ? - Non facciamo tutto insieme. - Io sì, lei no.
Qui c'è una stanza dove non va mai nessuno, ci tengono il rum.
- L'avete mai bevuto ? No.
Beh, c'è sempre una prima volta.
La prima volta che parlano con te e pure l'ultima ! Andiamo !
Andiamo ! Come vi viene in mente ?
- Tua mamma come sta ? - Acciaccata, ma bene.
- E suo figlio ? - Pietro ? Sta benissimo, grazie.
Ci credo, esce tutte le sere a bere, a cantare e chissà che altro.
- Beato lui ! - Non ho capito, puoi ripetere ?
Con le amiche di Vasco Parisi, le artiste di strada !
Quelle sono libere di costumi.
Imma che cosa ne pensa ? Sempre se suo figlio è ancora sposato.
Certo, felicemente ! Di sicuro non fa le cose che dici tu.
Sono solo chiacchiere di gente pettegola e invidiosa.
A me l'ha detto più di una persona. Ne parlano tutti.
Gli adolescenti subiscono il fascino del ribelle.
- Il ragazzo ? - E' stato bocciato ed espulso da scuola.
- Come fai a saperlo ? - La madre fa pilates con me. - Ah, ecco.
- Dove sono le mie figlie ? - Con il figlio dell'avvocato Cifarelli.
- Posso stare tranquillo ? - Ha tutti nove.
- Ah. Fai pilates con sua madre ? - No, con lei gioco a burraco.
Devo parlare con le gemelle.
Hanno capito l'errore, ma non ci sarebbero andate.
Non è detto, tu sei arrivata con tempestività.
# Il tuo amore mi mancherà
# appena uscirai da quella porta. #
Ehi !
Avanti !
- Mi scusi, dottoressa. - Capozza, mi dica.
Ha chiamato il dottor Vitali. Dobbiamo andare al matrimonio.
- Queste cose brutte... - Arriva la dottoressa.
- Salve. - Salve. - Visto che è successo ? - No, perciò sono qui.
L'accompagno. Taccardi è al lavoro.
- Non era invitato ? - Ha i ferri del mestiere in macchina.
- Previdente. - Con Vitali abbiamo radunato tutti nel cortile.
- Invitati, parenti, dipendenti... - Di quante persone parliamo ?
Dieci, venti... 150, più o meno.
Si faccia dare una lista, dobbiamo capire se sono tutti.
- C'è altro ? - Il barone Sansevero, il proprietario di tutto questo
è uscito all'alba per una passeggiata.
Nessuno l'ha visto al matrimonio.
- Ci sono telecamere ? - No, nemmeno una recinzione. E' tutto aperto.
- Si fidava. - Venite a vedere che fine ha fatto.
- Chi l'ha trovato ? - Antonio Logallo, 11 anni.
Curiosava per la tenuta e ha trovato la sorpresa.
Abbiamo bisogno di tutti gli uomini a disposizione. Interroghiamo tutti.
Qui quasi tutti i dipendenti sono neri. Ha presente gli All Blacks ?
- Allora ? - Non parlano italiano. - Con lei si capiranno.
Dico a Vitali che è arrivata ?
Le mie menti migliori. Mamma mia...
- Taccardi, buongiorno. - Dottoressa ! Ci era tanto mancata.
- Non amo i matrimoni. - Troppa gente felice, la capisco.
- Non in questo caso. - No, soprattutto per il barone.
- Ora e causa della morte ? - Per la prima domanda
le posso dire che un'ora, un'ora e mezza fa lui era ancora fra noi.
Direi che è stato colpito con un oggetto alla nuca, vede ?
Cadendo, ha sbattuto la testa contro il biliardo
e si è rotto il collo.
- Una carambola. - Che tipo di oggetto ?
Un sasso o un portacenere, chi lo sa ?
Non è stato trovato niente.
- Una palla da biliardo ? - Sarebbe stato un colpo da maestro.
Non manca la pallina nera, la numero otto ?
Ah, la vedo esperta !
In teoria sì, potrebbe essere stato colpito con quella.
Ne sapremo di più dopo l'autopsia
ma sul numero della pallina non posso aiutarla.
- E quel bicchiere ? - Se ne occuperà la squadra rilievi.
Comunque, a occhio e croce direi che dentro c'era del rum.
Che dice ?
Ti devono rispondere, tu sei un carabiniere. Vai a quel tavolo.
Non devi farne un dramma, poteva capitare a chiunque.
Non nel giorno del mio matrimonio. Non lo posso accettare !
Non somatizzare ciò che non ti riguarda.
C'è un cadavere in mezzo ai tavoli del mio ricevimento !
- Nella sala da biliardo, in realtà. - Cambia qualcosa ?
Vediamo il lato positivo, almeno non ha piovuto.
Se veramente viene a piovere, ti mando un avviso di garanzia.
E' il giorno più brutto della mia vita !
Quando hai visto quel signore per terra, che cosa hai fatto ?
- Sono scappato. - Sei scappato subito.
- Fate il gioco dei gufetti ! - Eh !
Sa, sa, prova. Scusatemi, un attimo di attenzione.
Una comunicazione importante.
Siete tutti al corrente di quanto è accaduto.
Dovrete rispondere ad alcune domande dei carabinieri qui presenti.
Con calma tra qualche minuto vi sposterete in una sala adiacente
per permettere i dovuti rilievi
e impedire la cancellazione delle tracce.
Detto ciò, se collaborerete, sarete liberati quanto prima.
Non è collaborazione questa !
- Scusate ! - Un attimo, un attimo !
- Mi ringrazi che l'ho salvata. - La situazione è incandescente.
- Vogliono tornare a casa. - E' gente di un certo livello.
- Non vogliono stare a un matrimonio con un morto. - Porta sfortuna ?
- Per ora solo al barone. - Faccia portare da mangiare
così si tranquillizzano. - Si sono strafogati !
- Con la pancia piena la gente si calma. - Daremo da mangiare.
Posso parlare con la moglie della vittima ?
- E' in camera in stato di shock. Usi tatto. - Farò quello che posso.
E' questo che mi preoccupa.
- Cameriere ! - Dottore, ha sentito Landolfi ?
- Non ancora. Venga con me. - Imma !
Finalmente una faccia amica. Come sta la sposa ?
- Non vorrei essere lo sposo. - Non solo per quello.
Forse devo andare a consolarla.
- Vieni con me, parliamo con una persona. - Mi sei mancata.
Imma !
- Ti devo parlare. - Salve. Qualcosa da dichiarare ?
- Che cosa ? - Riguardo le indagini.
No, io ti devo parlare... di Pietro.
Se ha qualcosa da dichiarare, c'è Lamacchia.
- Per il resto non è il momento. - Mi dica. - La interroghi.
Eh ?
- Venga, favorisca le generalità. - Ma io sono la suocera di Imma !
- Rosanna, ascolta tuo padre. - Ti devo ascoltare adesso ?
- Quello che è successo è terribile, mi dispiace... - Ah, sì ?
- Sì. - Sarai contento ! - Dobbiamo essere uniti. - Bugiardo, lasciami !
- Tutto a posto ? - Sì. - Rosanna !
Rosanna ! Ehm...
Perdonatela, è sconvolta.
- Rosanna ! - Chi sono questi ?
Biagio Asselta, imprenditore, vedovo, con sua figlia.
- Lo conosci ? - No, però avrei potuto.
Questa era la vostra stanza ?
- Eh ? - No.
No, questa è la mia stanza.
- Dormivamo separati, allunga il matrimonio. - Averci lo spazio...
- Baronessa... - No !
No, non mi chiami così, la prego.
Mio marito inorridirebbe. Per lui il titolo era quasi un insulto.
Lo chiamavano "il barone rosso".
Sì, "il barone rosso"...
Per prendersi gioco di lui e delle sue battaglie.
Era sempre dalla parte degli ultimi.
Non sarà stato facile stargli vicino.
Le sue battaglie lui le ha sempre condivise con me.
I nostri dipendenti sono tutti rifugiati
e io ne sono molto orgogliosa.
Mi ha conquistata così Aurelio
perché... era un ribelle.
Completamente diverso da tutti quelli che conoscevo.
Anche lei era di famiglia nobile ?
Lo vede questo anello ?
Mia nonna, la contessa Palmieri d'Antiochia...
diceva che era appartenuto a Costanza d'Altavilla
la madre di Federico II di Svevia.
- Scusi. - Grazie. - Quindi lei è contessa ?
Sì, sono contessa.
Però, quando mi sono innamorata di Aurelio...
ho rinunciato a tutto, non solo al titolo.
Non esageri con le goccine.
Vede, la nobiltà in sé...
non vale più niente
però qualcosa di buono ancora c'è.
Ti aiuta a fare memoria di chi sei e di chi sei stato.
E di chi dovresti essere !
La sua famiglia non era contenta della sua relazione con il barone ?
Mio padre non mi ha mai più rivolto la parola.
Non mi ha voluto al suo funerale.
Addirittura ?
Mio marito nel suo mondo d'origine non era molto amato.
Lui disprezzava i nobili e loro disprezzavano lui.
C'era qualcuno che lo detestava al punto da volerlo morto ?
Non riesco proprio a immaginarlo.
Mi creda, dottoressa.
Il mondo senza Aurelio sarà molto più triste.
Non solo per me.
Vuole un fazzolettino ?
No, no, ce l'ho.
- Ce la fai ? - Sì.
Eccoci qui.
- Grazie che mi hai accompagnata. - Ci mancherebbe.
Volevo salutarti l'altro giorno, ma non ti sei fatto vedere.
- No, io sono venuto, ma c'era Vasco. - Ah.
- Non mi ha fatto chiudere occhio per tutta la notte. - Ah, ecco.
Vi siete divertiti senza di me ?
Non tanto, mi ha solo parlato del suo libro.
Ancora non ho capito su che cos'è.
Forse non l'ha capito neanche lui. Magari tu avresti capito qualcosa.
Io ? Che vuoi che ci capisca io di certe cose ?
Tu capisci le persone, è quello... che conta.
- Quindi non è successo niente tra te e Vasco ? - Macché.
Ti ho aspettato.
Senti, io vado ad Avignone per il festival di teatro, da amici.
Hanno una casa grande, c'è spazio.
Se vuoi, puoi venire a trovarmi lì.
Eh... Sarebbe bello.
No, ancora non me la sento, però grazie per averlo chiesto.
- Ti posso baciare ? - Eh ?
Ti posso baciare ?
Dipende.
- "Au revoir". - "Au revoir".
"Au revoir".
- Dov'era ? - Chi è ? - Sono il maresciallo Lamacchia. - Bravo !
- Sta arrivando la dottoressa. - Lei chi sarebbe ?
- Barone Ferdinando Morganti D'Aragona Pittis. - Che succede ?
Ci avete sequestrati tutti ! Anche noi abbiamo una vita, sa ?
- Noi stiamo lavorando. - A me non interessa !
Io adesso me ne vado, con o senza il vostro permesso !
-Sono stufo di queste pagliacciate ! -Un attimo di attenzione.
L'indagine preliminare è finita, andate in pace. Siete liberi.
Oh ! - Vede ? Un po' di pazienza ci vuole nella vita.
- Pagliacciata finita, può andare. - Arrivederci !
La simpatia, proprio !
- E' padrone di mezza Metaponto. Single incallito. - Come lo sai ?
Imma, noi andiamo. Ciao, Diana.
- Fatti viva ogni tanto. - Sì, ti chiamo.
Ecco come lo sai.
- Vado, ci vediamo in ufficio. - Sì.
Ho finito il taccuino e la squadra rilievi ha finito di repertare.
-Quando vuole, la porto in Procura. -Mi aspetti in auto. -Sì. -Grazie.
- Dottoressa ? - Sì ? - Io andrei, le bambine sono stanche.
Ha telefonato Landolfi. Calogiuri è in caserma.
Viste le minacce di Latronico e per evitare ritorsioni
sarà trasferito quanto prima lontano da Matera.
Latronico al momento si rifiuta di collaborare.
- Parlavate di Latronico ? - Sì.
- Ho letto, complimenti. - Grazie.
- Un altro successo della Procura di Matera. - Siamo forti noi.
Ce l'abbiamo fatta, finalmente !
Tenerci dentro tante ore...
"E' la segreteria di Valentina De Ruggeri."
"Non posso parlare in biblioteca."
"Ho scongelato la parmigiana. Non finirla, devo mangiare anch'io."
"Bacetti."
A che ora torni stasera ?
Stasera non torno, esco.
- Con quello scrittore ? - Vasco Parisi si chiama, è famoso.
- Come le sue amiche artiste di strada ? - "Artiste" e basta !
In questa città uno non può fare nulla senza che lo scopra la madre ?
Tu spera che non lo scopra Imma. Non hai imparato niente ?
Che male c'è a uscire con gli amici ?
- O con le amiche ! - Sì ! - Niente di male. - Ecco.
Dovrebbe essere un diritto nella Costituzione.
- Tu non stavi male ? - Vado a prepararmi.
Per le chiacchiere non potrò più andare dalla parrucchiera !
La fai venire a casa !
Dottoressa, ha ricominciato con il ping-pong ?
Eh !
Eh !
Maresciallo Calogiuri, io e la dottoressa siamo qui
per ringraziarla per quello che ha fatto e che farà
nell'immediato futuro. - Grazie.
Siamo tutti rattristati per la sua partenza
ma orgogliosi per avere assistito alla sua crescita.
Credo che preasto le sarà appuntata una medaglia per i suoi meriti.
Questo nessuno l'avrebbe mai immaginato. Dico bene ?
- Dottoressa, l'avrebbe mai immaginato qualcuno ? - No.
Appunto. Se volete salutarvi
io andrei a fare quattro chiacchiere con il comandante. - Grazie.
Maresciallo.
Non ti avevo mai visto in divisa.
Sembri un'altra persona.
Forse lo sono.
Non mi dici che sei orgogliosa ?
Eh... Lo sai già.
Allora dimmi qualcosa che non so.
Che... Che mi mancherai.
Mi mancherete anche voi... dottoressa.
[NON E' CHE L'AMORE NON RITORNA PIU
- Imma, hai saputo la notizia ? - Che notizia ?
Hanno trasferito Calogiuri. Se ne parlava stamattina al bar.
- Tu lo sapevi ? - No, stamattina al bar non ci sono andata.
- Dov'eri ? - Da mia madre.
Dicono che l'ha deciso il Comando dei carabinieri.
- Tu non l'hai sentito ? - No. Se lo sento, te lo dico.
Non ci credo che non sai niente.
Secondo me, non eri da tua mamma.
- E' un interrogatorio ? - Per carità.
Ma non ti dispiace ? A me è preso un magone.
Sono cose che succedono. Le persone vanno e vengono.
Ho capito, però lui non era come le altre persone. No ?
No.
No, non lo era.
Ne vuoi parlare ?
Sai di che voglio parlare ? Del caso Sansevero.
-Oggi sei stata solo al bar a chiacchierare ? -No, ho studiato !
Ci sono duecento deposizioni !
- Hai scoperto qualcosa ? - No, nelle deposizioni no.
Ho cercato di capire se trovavo qualcosa sulla vittima.
- Ricordi Ferdinando Morganti ? - D'Aragona Pittis, sì.
Sansevero l'aveva denunciato per maltrattamento dei braccianti.
Tutti stranieri in difficoltà. Lavoravano in condizioni disumane.
- La cosa non mi stupisce. - C'è di più.
Qualche giorno fa a Piazza Sedile c'è stata una lite
e Morganti ha schiaffeggiato la vittima.
- Come l'hai saputo, dalla Guarini ? - No, Internet.
- Chiama Capozza, voglio parlare con Morganti. - D'Aragona Pittis.
Con questa avrei voluto uccidere Aurelio Sansevero.
- Oh ! - E' scarica.
E poi l'avrei fatto in un duello, alla luce del sole.
- Quindi lo schiaffo in piazza era una sfida ? - Certo !
Come si faceva tra galantuomini.
I galantuomini non sfruttano la sofferenza delle persone.
Io faccio quello che si deve fare per la mia azienda.
Sansevero mi ha denunciato per prendersi gioco di me.
Non lo potevo sopportare.
Lui faceva contratti regolari e pagava bene le persone.
Ha fatto malissimo, infatti ha dovuto svendere le terre
e con i matrimoni non guadagnava più niente.
Era un incapace, lo sanno tutti. Se non si fida, domandi in giro.
- Perché non dovrei fidarmi di lei ? - Eh ! - Da quanto vi conoscevate ?
Da sempre.
Ma non ci stavamo simpatici, anzi.
Le nostre famiglie abitavano queste terre
da quando c'erano miseria e malaria.
Malaria e miseria. Le vede quelle paludi ?
Molti braccianti lì sono morti di malaria.
- Quelle paludi le ha bonificate mio nonno. - La malaria si è diffusa
per l'incuria dei proprietari, ma non parliamo di storia. - No.
Parliamone. La storia c'entra sempre.
Sansevero ha distrutto la storia della sua famiglia.
Io della mia vado fiero !
Guardi qui. Lo vede questo ?
E' un leone.
E' simbolo di coraggio, di forza, di dominio !
Mi ci sento perfettamente rappresentato.
Sa dove ho visto quello stemma ?
Su una busta sulla scrivania della baronessa Sansevero.
Ha scritto lei quella lettera ?
- L'ho scritta io. - Ah.
Per chiederle se il marito poteva vendermi 100 ettari di uliveto
ma quello, piuttosto che darlo a me, l'ha svenduto ad altri.
- Questo era Sansevero. - Un uomo con dei princìpi.
Lo faceva credere agli altri !
Faceva credere di essere un santo, su tutti i giornali.
"Il barone rosso" ! Era un peccatore, come tutto noi !
Quali peccati avrebbe commesso ?
Tradiva sua moglie, ripetutamente, con le ragazzine.
Che squallore. Bleah !
- Imma. - Informati sullo stato patrimoniale del barone.
- Morganti dice che aveva problemi economici. - "Patrimoniale".
- Ti ricordo che domani mattina... - Sì, hai il tirocinio.
- Infatti. - Fallo ora, mai rimandare a domani.
"Mai rimandare a domani ciò che puoi fare oggi".
L'accompagno in Procura ?
Sì. Mi deve controllare se c'erano altri cellulari
che hanno agganciato la cella della masseria
per capire se c'erano altre utenze oltre agli invitati e ai lavoratori.
Forse l'assassino non è tra loro.
- E' arrivato, l'ha ammazzato e se ne è andato ? - Può essere.
- Chiedo subito alla Postale. - No, anche domani, se c'è.
Io ci sono sempre, dottoressa !
- Ciao, Valentina. - Ciao.
- Hai già mangiato ? - Mi sono fatta un panino, vado al cinema con Bea.
Ceneremo insieme prima o poi ?
- Se ci tieni tanto... - Vorrei che il desiderio fosse reciproco.
- Per quello non posso garantire. - Pure questa oggi no...
Che vai a vedere, "Come scappare da mia madre" ?
Bel titolo, dove lo fanno ?
Valentina... si può sapere che cos'hai ?
Nulla, stai tranquilla.
E' per papà, vero ?
Da quando ti frega di lui ? Non è al centro dei tuoi pensieri.
- Che ne sai dei pensieri miei ? - Niente e non voglio saperlo.
- Scusa, faccio tardi. - Mamma mia...
E' un caso di multe per eccesso di velocità.
Su Via Cimitero c'è un autovelox segnalato male.
Se fanno ricorso, in genere gli diamo ragione.
La Legge lo prevede. Molto sereni.
- Sei emozionata ? - Un po'. - Tranquilla.
"Con il giudice di pace, togli la padella e raffreddi la brace".
- Stai tranquilla. Buongiorno. - Buongiorno.
- Buongiorno. - Salve. Buongiorno.
Allora, diamo inizio all'udienza.
Abbiamo il Comune di Matera nella persona dell'avvocato Gallucci
e Tricarico Salvatore con l'avvocato Di Cesare.
Il solito caso dell'autovelox di Via Cimitero
che andrebbe segnalato meglio. Più il Comune allarga le braccia
più si allargano le multe. Bisogna risolvere il problema.
A proposito di problemi...
Questa la devo prendere, scusate.
Pronto ? Sì, che vuoi ?
Sono in udienza, certo. Che vuoi ?
Quante sono queste multe ?
Sei... Vostro Onore.
- Quasi mille euro e i punti sulla patente. - Ah.
Mi dispiace, ma sapeva quanto era il limite ?
Tu non puoi farlo !
Quelli sono anche figli miei ! Ci sono degli accordi precisi !
Era di 30 chilometri.
Stavo accompagnando mia zia al cimitero
e lei mi diceva: "Accelera, sennò ci arrivo con i piedi davanti."
Ma io non ho le ferie !
Non ho le ferie quando dici tu ! Non puoi fare come ti pare !
Tu non puoi fare come ti pare ! Pronto ?
Ho accelerato per fare contenta mia zia, ma di poco.
Se era per lei, mi avevano già ritirato la patente.
-Dove eravamo rimasti ? -Alle multe per eccesso di velocità.
- Il signore accompagnava la zia. - Che zia ?
Ha superato il limite perché la zia aveva paura di arrivare da morta.
Sì. Comunque, le multe sono da annullare.
L'autovelox di Via Cimitero, come è ben noto, è mal segnalato.
Ah, certo, come no !
Ma il limite di velocità era segnalato bene ! O sbaglio ?
Ah, no, la zia voleva andare veloce, quindi che ce ne importa ?
Le regole non le rispetta nessuno !
Chi se ne importa del limite di velocità
o delle vacanze stabilite per i figli !
Le regole si rispettano ! Paga le multe e le spese processuali.
- Scusi, l'articolo... - Così ho deciso, l'articolo lo decido io !
La seduta è tolta.
Chiamami ancora e faccio pagare le spese processuali anche a te !
Danno il potere alle persone sbagliate.
- Pietro. - Imma.
- E' successo qualcosa a Valentina ? - No, lei sta bene.
- Pietro, chi è ? - Mamma, è Imma !
- Mi fai entrare ? - Sì, certo, accomodati.
- Io sto andando al lavoro. - Ah.
- Imma, che piacere vederti ! - Buongiorno, signora.
- Che ha ? Sta bene ? - Nostalgia dei vecchi tempi.
- Hai cambiato profumo. - Hai sentito ? E' francese.
- La camicia è stretta. - No, è slim, si porta così.
Vuoi una tazza di caffè ? Una fetta di ciambellone ?
Stavo friggendo l'agnello. E' per cena, ma se lo vuoi...
- Sapete quando ho iniziato a friggere ? Alle sette.
Tu aiutami ad apparecchiare !
Allora ?
- Perché sei qui ? - Devo parlare con tua madre.
Il barone non lo conoscevo personalmente.
So dei pettegolezzi, ma so che a te non interessano.
- Aveva un'amante ? - Sì, una ragazza, Rosanna Asselta.
- Ha le braccia tatuate ? - La conosci !
- L'ho vista al matrimonio. - E' giovane !
E' maggiorenne, può fare quello che vuole.
Ma questa cosa a suo padre non andava giù
per questo litigava con Sansevero.
- La moglie di Sansevero lo sapeva ? - Non lo so.
Pare che il barone Morganti avesse una cotta per lei.
Questi nobili sono sporcaccioni !
- Ah, sì ? - Così si dice.
Si dice anche che Pietro si diverta
con le artiste di strada amiche di Vasco Parisi !
Non lo so che cosa si dice e non lo voglio sapere.
Mi sono giunte delle voci e vorrei verificarle con lei.
Non è obbligata a rispondere
ma potrebbe essere di aiuto per le indagini.
Quali voci ?
Su una relazione tra suo marito e una donna invitata al matrimonio.
Ah. Rosanna Asselta.
- Quindi me lo conferma ? - No.
Rosanna è una brava ragazza.
Aurelio l'ha aiutata a trovare la sua strada. Grazie.
Mio marito aveva una vocazione.
Aiutare le persone di valore, dare loro una possibilità.
Non era soltanto generosità.
Lo gratificava più di ogni altra cosa, anche del sesso.
No, io non penso proprio che fossero amanti.
Anche se le mogli, si sa, sono le ultime a sapere certe cose.
Mm. Ha mai visto Biagio Asselta litigare con suo marito ?
Era geloso del rapporto che Aurelio aveva con sua figlia.
E lei ? Lei era gelosa ?
Io ?
Gli uomini... hanno bisogno di rassicurazioni.
Sono più deboli di come vogliono apparire
ma si tratta soltanto di debolezza.
Alla fine ritornano sempre da chi li ama davvero.
Morganti dice di averle scritto una lettera
per tentare di convincere suo marito a vendergli dei terreni.
Sì, ma non ci ho provato nemmeno, conoscevo bene Aurelio.
- Morganti lo conosce bene ? - Siamo cresciuti insieme.
Stessi studi, stesse amicizie...
- Un rapporto che non si è mai interrotto. - Siamo stati insieme
quando avevo 17 anni, prima che conoscessi Aurelio.
Se davvero Ferdinando è ancora innamorato
lo è soltanto del ricordo di una ragazza che non esiste più.
- C'è dell'altro ? - No, anzi, grazie per la sua disponibilità.
- Arrivederci. - Arrivederci.
Ah, mi scusi, posso farle una domanda io ?
- Sì, prego. - Quando mi ridarete il corpo di mio marito ?
- Credo già domani. - Voglio fargli il funerale qui
solo con gli amici, i dipendenti, Mozart e tante donne in lacrime
come voleva lui.
- Pronto ? - Otto in buca, dottoressa !
- Parla in codice, Taccardi ? - Aveva ragione lei.
E' stato ucciso con la pallina numero otto.
Sulla nuca c'erano dei frammenti di vernice nera
e la ferita è compatibile con un oggetto sferico.
L'assassino l'ha colpito così.
- Mi conferma l'ora del decesso ? - Intorno alle 11, più o meno.
E' l'ora in cui lei è arrivato alla festa, giusto ?
Sì, poco più o poco meno.
-Perché, sono indagato ? -Per il momento no. -Guarda questa !
# Sei lontana da questo cuore.
# Da te volo con il pensiero.
# Niente voglio e niente spero
# che tenerti sempre accanto a me.
# Sei sicura di questo amore
# come io sono sicuro di te ?
# Oh vita, oh vita mia... # - Io ?
# Oh cuore di questo cuore... # - Piano.
# Sei stata il primo amore
# e il primo e l'ultimo sarai per me !
# Oh vita, oh vita mia !
[# QUANTE NOTTI CHE NON TI VEDO ! #
Giù.
Eccolo !
- Ecco il rosa cipria. - Perfetto. - Va bene ora ? - Sì !
Okay, questa a te e questa a me.
- Grazie. - Arrivederci. - Arrivederci.
Dottoressa, dobbiamo sbrigarci.
Abbiamo il volo tra due ore.
Ma... è la cosa giusta ?
Buonasera !
Non possiamo ! Non mi importa delle regole, dottoressa.
- Buonasera ! - Ciao, Imma.
- Ssh ! - Questa vita è finita, ne cominceremo un'altra.
Vedrai.
Antalya è bellissima in questa stagione...
quasi quanto lei.
- Ora ci possiamo salutare ? - C'era la soap opera turca.
Hai visto ? Hakan e la dottoressa se ne sono scappati insieme.
- Mi fa piacere per loro. - Sono andati al mare. - Beati loro.
- Quelle sono tutte fesserie ! - Per quello sono belle ! - Sì.
Eugenia, dài, su ! Oh !
- E' ora di cena. - Mannaggia ! - Andiamo. - La accompagno io.
- Grazie, Porzia. - E di che ?
L'alternativa è stare con mio marito tutto il giorno.
- Ciao. - Ciao. - A domani, Brunella !
- Ci vediamo un'altra bella puntata. - Certo !
- Basta, dobbiamo cenare. - Sì. - Vieni qui. - Eccoci qui.
Salvatore ha detto che tarda. Ti fa piacere se resto a mangiare ?
Certo che mi fa piacere ! Anzi, invitiamo anche Valentina.
- No, è grande, avrà da fare. - Vabbè.
- Ah ! - Eh ? - Mi stavo dimenticando una cosa importante !
Meno male che mi sono ricordata.
- Questa la voglio regalare a Valentina. - La spilla di nonna !
E' stata tanto buona con me.
Io non sono stata buona con te ?
Sì, ma io ho una spilla sola.
Devi farla pulire da Morra, non possiamo dargliela così.
- No, non sia mai. - Eh.
Perché non invitiamo anche Valentina a cena ?
Quando stiamo tutti più tranquilli, facciamo una cena tutti quanti.
- Va bene ? - Eh !
- Viene anche tua suocera ? - No. - Meno male !
Riusciranno a prendere la sufficienza ?
Il professore capitolerà come l'esercito borbonico a Calatafimi.
Speriamo, mia moglie ci tiene tantissimo.
Mi controlla a distanza.
Stai sereno, le daremo presto una bella notizia.
Meno male. Senza di te non so come avrei fatto.
- Per le gemelle questo e altro. - Sei una santa.
- Sono una donna come tante altre. - No, sei una donna speciale, Maria.
- Grazie. - Vorrei cercare di sdebitarmi con te.
- Dici sul serio ? - Sì, però bisogna stare attenti.
- Qui fanno illazioni ovunque. - No, che poi arrivano a tua moglie.
E succede una guerra punica.
Meglio tacere, Alessandro.
- Io sarò pure speciale... - Certo. - Ma non sono mai stata una santa.
- Ah, no ? - Mai.
- Io da bambino avrei voluto fare il chierichetto. - Ah.
- Siamo diversi io e te. - "Gli opposti si attraggono".
- La Tataranni ! - Ti pareva... - Devo dirle una cosa importante.
Troverò il modo per sdebitarmi !
Dottoressa ! Dottoressa !
- Tutto a posto ? - Sì. - Qualche problema ? - Ancora no, ma meglio...
-Eh ? -Notizie sul caso ? -Gli indiziati sono nomi importanti.
- Vuole saperli ? - No, quando avrà prove più certe. - Okay.
- Agiamo con riserbo. Mia moglie non deve sapere. - Eh ?
Uh, che cretino ! Dico, faccia con cautela, dati i nomi importanti.
Non agisca in maniera garibaldi... In maniera avventata.
- "Obbedisco". - Vada.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Ti è morto il gatto ?
No, è che ieri ho avuto la prima udienza da tirocinante.
C'era un ragazzo... Un signore carino e gentile.
Voleva farsi togliere le multe.
D'Orazio gliele ha fatte pagare tutte, pure le spese.
- Ne conosco un altro. - E' una situazione molto comune.
Questo ragazzo ha superato il limite di velocità ?
- Sì, ma senza cattiveria. - La Legge è Legge.
- Sicura di essere portata per fare il giudice di pace ? - Sì, perché ?
Non farti ingannare da "pace", sempre di giudice si tratta.
Scusa.
Pronto ? Ma che "pronto" ! Niente, oggi non ho la testa.
Pronto ? Sì, dica pure.
Ah !
Ah, grazie !
- Hanno i risultati dell'impronta sul bicchiere. - Che hanno detto ?
- E' di uno degli invitati. - Morganti ?
- Asselta. - La figlia ? - Il padre. - Convocali entrambi.
Lo so, dicono che ero l'amante di Aurelio.
- Non è così ? - No, ma tanto continueranno a dirlo.
- Matera è piccola e piena di pettegole. - Siamo d'accordo.
Però suo padre era convinto che aveste una relazione o sbaglio ?
Il più convinto di tutti.
- Non riesce a credere che di mezzo non ci fosse il sesso. - Mm.
Mi dice la verità ? Che cosa c'era tra lei e il barone ?
Eravamo amici. Per lui ero come una figlia.
Io faccio la fotografa e lui mi aiutava con il mio lavoro.
Mi faceva conoscere critici e galleristi.
- Credeva nel mio talento. - E a suo padre non andava bene ?
E' un buzzurro ignorante che pensa solo ai soldi.
Voleva che lavorassi in azienda con lui, non che facessi l'artista.
- Suo padre ha mai minacciato Sansevero ? - Più di una volta.
Ha minacciato sia me che lui.
Aurelio se ne fregava e anch'io.
Mio padre crede che io abbia dieci anni e che debba fare come dice lui.
Però è andata al matrimonio con suo padre. L'ha mai perso di vista ?
Non siamo andati insieme, l'ho trovato lì. Non era in chiesa.
Ah. Come mai ?
Ho fatto tardi perché... avevo delle fatture da sistemare.
Il lavoro prima di tutto !
Sansevero non la pensava allo stesso modo, no ?
Non avrà fatto un solo giorno di lavoro in tutta la sua vita.
- Aveva altre cose a cui pensare. - Quali cose ?
Le voci le saranno arrivate.
Sulla sua gelosia infondata ?
- Ha visto mia figlia ? - Che colpa ha lei ? E' una bella ragazza.
Una bella ragazza, giovane, ingenua e che vuole fare la fotografa.
E poi abbiamo un vecchio marpione che la incoraggia
e le fa credere di essere un'artista. - Perché, non lo è ?
Le foto che fa non mi dicono niente. Nemmeno me ne intendo.
Io sono figlio di braccianti.
Però ha fondato un impero sull'esportazione agroalimentare.
Le cose buone che facciamo le faccio conoscere al mondo.
- Voleva che sua figlia facesse lo stesso lavoro. - Mm-mm.
Le ho fatto fare un master a Londra. Ma io mi alzo alle cinque.
Mia figlia a quell'ora va a dormire. Meglio la vita dell'artista, no ?
Sa che mi ha detto sua figlia ?
Che lei ha minacciato Sansevero.
- Sì. - Mm.
Sì, l'ho minacciato, ma non l'avrei mai ammazzato.
Che cosa ci fanno le sue impronte digitali sul luogo del delitto ?
-Le abbiamo trovate su un bicchiere dove ha bevuto il rum. -Sì, era rum.
- Aurelio aveva le migliori bottiglie... - Senta.
E' stato lei a ucciderlo ?
Neanche per sogno !
La cosa che avevo da fare era andare a parlarci.
Lui mi aveva dato appuntamento quella mattina.
- Che cosa voleva dirgli ? - Di lasciare in pace Rosanna.
- Lui non ha accettato e lei l'ha ucciso. - Non è così !
-Vorrebbe dirmi che l'ha convinto con una chiacchiera tra amici ? -No.
- Ho dovuto proporgli 25.000 euro. - Può provarlo ?
No... perché qualcuno l'ha ammazzato prima che glieli potessi dare.
Asselta, è in stato di fermo, si trovi un buon avvocato. Vada.
Sta commettendo un errore.
Lei così mi rovina !
- Capozza, accompagna il signore. - Arrivo.
Venga, signor Asselta.
Dài.
- Ciao, Pietro. - Imma.
Ciao.
Ciao.
Prendi qualcosa ?
- Che stai bevendo ? - Un whisky con ghiaccio.
Ah. Sei diventato un uomo di mondo.
- Hai parlato con mia madre ? - Matera è piccola.
Da quand'è che dài credito ai pettegolezzi ?
Sì, Vasco è un mio amico.
Mi è stato vicino in questo periodo complicato.
Mi ha fatto capire tante cose di me e di te.
Che cosa ti avrebbe aiutato a capire ? Scusi, whisky doppio.
- Sì. - "Doppio" ? - Sono una donna di mondo anch'io. Quindi ?
Che hai capito ?
Vabbè, non è che ho tutto chiaro...
però una cosa te la posso dire.
Che cosa ?
- Che non sono più arrabbiato con te. - No ?
Oddio, mi brucia ancora...
però...
passerà.
Grazie a Parisi e ai suoi amici ?
Anche.
Mi sento... capito.
Apprezzato. Sto scoprendo cose di me che non conoscevo.
- Grazie. - Prego.
- Che magari con me non venivano fuori ? - No.
Forse anche tu stai scoprendo cose di te che non conoscevi...
con Calogiuri.
Ed è per questo che... mi sembra giusto separarci.
Imma ?
Oh, Imma ? Ehi, respira !
Dài, un respiro forte.
Dài, oh !
Uno solo, brava.
Va meglio ? Mi hai fatto prendere una paura...
-Oh ! -Ti immagini se mi strozzavo ora che hai capito cose nuove ? -Sì.
Non farmici pensare.
Dobbiamo dirlo a Valentina.
Magari a cena. Cucino io, va bene ?
Va bene.
Vado a pagare.
Diana ! Non mi dica che ho sbagliato di nuovo il colore del divano !
No, è perfetto.
Ah, allora che ci fa qui ?
Lo so che la Legge e Legge, ma mi dispiace.
Non è colpa sua. Casomai è del suo collega.
Non è vero, la colpa è la mia, che non dovevo ascoltare la zia.
E' che D'Orazio sta passando un brutto periodo con la ex moglie.
E quindi se l'è presa con me.
Poi chi è che non ha problemi con gli ex ?
Eh... No, infatti.
Uno pensa che si separa e finisce tutto.
Invece ci sono gli alimenti, le rate del mutuo...
- I figli, i parenti in comune... - Anche gli animali.
Cani, gatti... Non conviene separarsi.
Lei è stato così gentile a cambiarmi il divano che vorrei sdebitarmi.
- Ne vuole comprare un altro ? - No, grazie, uno mi basta.
No, volevo invitarla a mangiare qualcosa insieme.
In amicizia, non vorrei che fraintendesse.
No, quando mai ! No.
Però, se è in amicizia, diamoci del tu, no ?
Allora accetti, Salvatore ?
Molto volentieri, Diana !
Mamma, vuoi uscire da qui dentro ?
No, solo quando avrai fatto pace con tua moglie !
"Pace" ? Non è proprio all'ordine del giorno, fattene una ragione !
Apri questa porta, mi fai preoccupare !
- Lasciala piangere. - Non ha neanche mangiato.
Meglio, il suo colesterolo ne avrà giovamento
e pure il mio fegato.
- Non te lo dico più, esci da lì ! - Basta !
Abbiamo un colpevole ? Ottimo.
- Asselta si è dichiarato innocente. - Sperava che confessasse
di avere spaccato la palla in testa al barone ?
Senza una confessione non dormo sonni tranquilli.
Era sul luogo del delitto e ha un movente.
- La gelosia per la figlia ? - Non c'è altro a cui appigliarsi.
Avanti.
- Mi scusi. - Capozza, prego. - Capozza ! - Scusate, è importante.
- Ho fatto la ricerca che mi ha chiesto. - Ah.
Un cellulare che non era né di un invitato né di un dipendente
ha agganciato la cella della tenuta Sansevero
dalle 10,50 del giorno dell'omicidio fino alle 11,27.
- Ah. - E' di un tale Broulay Diakitè, cittadino del Mali.
- Sappiamo dove trovarlo ? - L'indirizzo non ce l'ha
ma dai tabulati risulta sempre nella tenuta di Morganti. - Ecco !
Lo vede che c'è sempre qualcosa a cui appigliarsi ?
Capozza, andiamo. Veloce !
- Procuratore. - Eh, "procuratore"... - Oplà !
Buongiorno.
- Scusate. - Buongiorno. - Ciao.
Lavora qui Broulay Diakitè ?
- Lui non lavora più qui. - Ma prima ci lavorava, no ?
- Sì, ma non lo vediamo da tanto tempo. - Da quanto ?
- Due mesi. - E' scomparso da due mesi ?
- Bisogna fare una denuncia. - Eh ! - Seguici in Procura.
- Andiamo, dài. - Aspetta.
E' mio fratello. Che cosa volete da lui ?
Fermati qui.
- Vengo, dottoressa ? - No.
Diakitè, calmo !
Calmo, stai calmo.
Piacere, Imma Tataranni.
Piacere. Tranquillo, calmo.
Voglio farti qualche domanda.
- Su che cosa ? - Tu eri alla tenuta di Sansevero, quando è stato ucciso.
- Sai che è stato ucciso, vero ? - Non ero lì, sono sempre al lavoro.
Ce l'hai un cellulare ? L'hai prestato a qualcuno ?
- No, perché ? - Il tuo cellulare era nella tenuta.
- Io non ho ucciso nessuno. - Calmo !
Vieni qui. Ascolta.
Voglio solo sapere che ci facevi all'interno della tenuta.
Il barone Morganti mi aveva detto di farlo.
- Che cosa ? - Voleva che rovinassi il matrimonio.
In che modo ?
Dovevo bruciare le macchine nel parcheggio...
con una tanica di benzina
ma poi ho visto arrivare i carabinieri e sono scappato.
Hai visto anche qualcun altro o qualcosa di strano ?
- No. - "No" ? - No.
Morganti che ti aveva promesso ?
Che mi assumeva in regola, ma sono scappato e sono ancora qui
a raccogliere peperoni a 3 euro all'ora.
Ha ordinato a Diakitè di incendiare le auto nel parcheggio
della tenuta Sansevero ? - C'era pure la mia.
Chi lo dice, lui ? L'imbecille sottosviluppato ?
Se lo dice lui, alzo le mani.
Lo dice lui e lo dicono i tabulati del suo telefono.
Voi due vi siete sentiti spesso nei giorni precedenti al matrimonio.
-Lei non mi sembra uno che chiama i braccianti. -Era una stupidaggine.
Gli ho detto di farlo all'inizio del rinfresco
quando sarebbero arrivati tutti, così nessuno si faceva male
ma non è riuscito a farlo.
Sottosviluppati !
Era una vendetta perché Sansevero l'ha denunciata
o perché non le ha venduto quei terreni ? - Volevo rovinarlo !
Se avessi voluto ammazzarlo, l'avrei fatto tempo fa !
Ne ho avute di occasioni, ma non l'ho mai fatto.
Sa perché ? Non ho avuto il coraggio.
Volevo solo farlo soffrire. Poco, ma soffrire, diamine !
I motivi sono quelli che ha detto, ma ce ne sarebbero tanti altri !
Tra cui Isabella Sansevero ?
Dottoressa, non riesco a capire, non afferro.
Lei era innamorato della baronessa e Sansevero gliel'ha portata via.
Io sono ancora innamorato e lo sarò sempre
ma che cosa c'entra ? - Sarebbero fatti vostri...
- Appunto. - Se il barone non fosse stato ammazzato.
Isabella non corrisponde i miei sentimenti...
che il barone Sansevero sia vivo o morto.
E' stato molto utile questo nostro incontro.
- Abbiamo finito ? - Certo. - Eh !
E' stato un piacere, dottoressa.
Barone, mi scusi ! Vorrà gradire, in segno di riconoscenza
una visita da me sollecitata all'autorità competente
per accertare il reato di sfruttamento del lavoro clandestino
come da denuncia di Sansevero. La ringrazio.
Arrivederci.
- Ha visto che capolavoro ? - Sono belli e raffinati.
- La sua amica rimarrà contenta. - Ne sono convinto.
- Vorrà dire "mia moglie" ! - Papà, sua moglie ! - Sì, certo.
- Buonasera. - Buonasera.
- Abbiamo tutta la Procura di Matera ! - Prego.
Dottoressa, per evitare facili illazioni
ho fatto un pensierino alla Moliterni.
Le mie figlie hanno avuto un bel sei e mezzo in storia
e ho voluto disobbligarmi con lei.
Ha latitato sul lavoro, come sempre, ma per una giusta causa.
- I cornetti ci porteranno fortuna. - Portano fortuna a chi li riceve.
Certo non a lei.
- Grazie, dottore. - Come posso aiutarla ?
Vorrei ripulire questa spilla. Mia madre l'aveva promessa a me
ma ora vuole darla a mia figlia.
- I nipoti sono pezzi di cuore. - Una volta erano i figli.
- Vabbè, i tempi cambiano. - Tornerà a splendere come un tempo.
- Speriamo. - Come vanno le indagini sulla morte del povero barone ?
Isabella è una nostra cliente.
Per quel tragico matrimonio
aveva preso un bellissimo collier d'oro, tutto tempestato di rubini.
Tiene i suoi gioielli nella nostra cassaforte.
Sa, alla masseria passa tanta di quella gente !
Non è tutta raccomandabile.
- Forse voleva evitare che il marito li vendesse. - E' accaduto !
Però la baronessa al matrimonio indossava una collana di perle.
Forse ha cambiato idea e ha optato per una cosa più semplice.
Povera, con tutti i pensieri che avrà al momento...
Mm. E' comprensibile, d'altronde.
- Ciao. - A che punto è l'indagine patrimoniale sui Sansevero ?
I dati fiscali sono arrivati oggi.
Effettivamente avevano debiti cospicui
ma la cosa più interessante viene dall'estratto conto di lui. - Cioè ?
Una settimana fa il barone ha pagato un'amniocentesi
all'Ospedale Vita Sacra.
Io mi sentirei di escludere che fosse per Isabella Sansevero.
Nemmeno la Asselta sembrava incinta. L'amniocentesi si fa al quarto mese.
- Quando ero incinta, la pancia si cominciò a vedere allora. - Già.
- Ma tu non fumavi e non uscivi ogni sera. - Non l'ho mai fatto.
Se l'amniocentesi non è per Rosanna Asselta, chi è incinta ?
- Quanto altro tempo dobbiamo aspettare ? - Un attimo, arriva.
Dottoressa Tataranni !
Quale piacere riceverla !
Monsignore, ma non c'era bisogno di scomodarsi.
- La signorina avrebbe potuto aiutarci. - No.
La nostra policy interna ci impedisce
di dare informazioni personali
soprattutto quando attengono alla sacralità di una nuova vita.
Ma stavolta l'informazione attiene alla sacralità di una dipartita.
Avrà saputo della scomparsa del barone Sansevero.
- Un grandissimo dolore. - Sì, anche perché è stato ucciso.
Non capisco che cosa lega la morte del barone con la nostra clinica.
Dall'estratto conto di Sansevero
risulta un pagamento qui per un'amniocentesi.
Perché mai avrebbe dovuto fare un gesto simile ?
Forse voleva aiutare una giovane madre in difficoltà.
Forse, sì. Il barone aveva molto a cuore gli svantaggiati.
Le vostre parcelle picchiano duro.
Dottoressa, abbiamo ristrutturato !
Forse lei non sa
che noi enti religiosi siamo stati esclusi dal 110%.
Ci mancherebbe altro ! Vorrei sapere il nome di questa ragazza.
Lo chiedo in via ufficiale alla clinica ?
- Il rischio è che la stampa lo venga a sapere. - No ! - Eh !
Quelli sono peggio di qualunque Superbonus.
Signorina !
Dia alla dottoressa tutte le informazioni necessarie.
Grazie mille, monsignore. Capozza ?
Diana ? Ciao, ho bisogno di sapere
se una certa Caterina Moldovan lavorasse per Sansevero.
Voglio sapere da quando, con che contratto...
Tutti i documenti che abbiamo, grazie. Capozza, vada piano !
- Buongiorno. - Buongiorno. - Imma Tataranni, sostituto procuratore.
- Ho le mani bagnate, scusi. - Ah.
- Come va ? - Bene.
- Sarà un bel maschietto. - Lo immagino.
Con una mamma così bella... Ha già deciso il nome ?
Avevo pensato a un nome, però poi ho cambiato idea.
Vabbè, succede sempre così.
Io ho saputo che lei era una dipendente di Sansevero.
Però, caso più unico che raro...
è stata licenziata il giorno prima che venisse ucciso.
- Capozza ? - Sì ? - Si renda utile. - Sì.
- Allora ? - Mi ha licenziato la signora Isabella.
Mm. Le ha spiegato il motivo ?
Mi ha detto che c'erano problemi economici.
Però nessun altro è stato licenziato.
Io questo non lo so.
Glielo dico io, nell'ultimo anno solo lei è stata licenziata.
Le spiego il perché ?
Credo che la baronessa avesse saputo che era l'amante del marito
e che il bambino che porta in grembo era suo.
Mm ?
Il nome l'avete scelto insieme ?
Doveva chiamarsi Tancredi...
come il papà di Aurelio. - E' un bel nome, non cambi idea.
Quando la signora Isabella mi ha licenziata
Aurelio mi aveva chiamata e mi aveva detto che avrebbe pensato lui a noi.
Ma ora che non c'è più io non...
- Non so che cosa farò. - Non deve abbattersi.
Una parte di ciò che era di Sansevero le spetta di diritto.
Se avrà dei problemi, posso consigliarle un buon avvocato.
Un sorriso ?
Ecco, brava.
- Le informazioni che mi ha dato sono state utili. - Non vedo come.
L'importante è che lo veda io.
- Conosce la strada. - Ormai sono un habitué.
I miei sentimenti per te non sono mai cambiati e non cambieranno mai.
Nemmeno i miei.
Baronessa, buongiorno. Prego.
Ho voluto parlare con Morganti
per sapere qualcosa in più su di lei.
Non le bastava quello che le ho detto ?
Io non mi posso accontentare di una sola campana.
- Che idea si è fatta ? - Che suo marito era molto generoso.
Ha buttato via nome e blasone per fare della vita un dono.
Aurelio non era San Francesco.
Gli piacevano le donne, ma non voleva avere figli.
Voleva dare tutto agli altri.
Questa cosa a lei all'inizio è andata bene.
Poi ha cambiato idea e ha preteso un figlio da suo marito.
Io sono l'ultima dei Palmieri d'Antiochia, lo sa ?
Poi la mia casata si estinguerà
come quegli animali bellissimi e mitologici
di cui ci è rimasta soltanto qualche foto.
Pensavo che non fosse un problema per lei la questione dinastica.
Infatti non lo è.
Sapevo che il mio cognome non sarebbe stato conservato
anche con un figlio da Aurelio.
Ma non c'è solo il cognome, dottoressa.
- C'è il sangue. - La memoria. - Sì.
Però Aurelio si convinse solo quando per me era già troppo tardi
così quel figlio non è mai arrivato.
E' vero, ho sofferto molto per questo.
Certo, avrei potuto fare un figlio con un altro uomo.
Perché non l'ha fatto ?
Una delle poche cose che non condivido del mio mondo
è che per secoli ci si è sposati per delle convenzioni di famiglia.
Io, invece, ho sempre creduto nell'amore.
Fino a quando lei ha scoperto che suo marito aveva una relazione
con una sua dipendente, Caterina Moldovan.
Ma il punto è un altro, ha scoperto che lui l'ha messa incinta.
Come l'ha saputo ? Pettegolezzi ?
Basta !
Scusate... Scusate, non è da me perdere il controllo
ma qui si sta esagerando.
Mi dice che fine ha fatto il collier
che lei ha preso dalla gioielleria Morra ?
Perché non l'ha più indossato al matrimonio ?
Lei mi ha convocato in Procura
perché quella mattina ho cambiato idea su una collana ?
Lei ha messo il collier e l'ha tolto dopo che ha ammazzato suo marito.
Ah ! E chi lo dice ?
Mi dimostri il contrario.
Dopo chiamerò un mio collaboratore.
Verrà a casa sua e lei gli mostrerà il collier intonso.
Al momento... non posso.
Certo che non può.
Abbiamo trovato due rubini sulla scena del crimine.
Devo chiamare un avvocato ?
Se mi dirà la verità, non servirà
e alleggerirà la sua posizione.
Ah.
Me l'ha detto lui, lo sa ?
In questo Aurelio era meraviglioso, senza filtri.
Mi ha detto: "Avrò un figlio e lo chiamerò Tancredi."
Gli avrebbe dato il suo cognome.
Non gli importava di come sarei potuta sentirmi io.
Così il giorno prima del matrimonio ha licenziato la Moldovan...
- Sì. - E il giorno dopo l'ha ucciso.
Quando ho visto Biagio Asselta uscire dalla sala del biliardo
il giorno del ricevimento...
ho intuito che Aurelio fosse lì.
Era furioso, perché la sera prima aveva saputo
che mi ero permessa di licenziare la ragazza.
Gli ho detto che gli avrei perdonato anche quel tradimento
se si fosse sbarazzato di lei.
Mi ha detto che non l'avrebbe fatto. Voleva diventare padre.
Voleva fare tutto quello che a me aveva impedito di fare.
- Avere una speranza sul futuro. - E ha perso la testa.
Sì, ho perso la testa ! Sa perché, dottoressa ?
Mi ero stancata di assecondarlo in tutto, di essere la sua ombra !
Aurelio giocava a fare il moderno, ma la pensava come suo padre.
La moglie era solo un gioiello da ostentare in pubblico !
Allora... Scriva, signorina.
Scriva !
Ho preso la prima palla da biliardo che ho incrociato
e gliel'ho rotta in testa !
Lui si è aggrappato a me
e mi ha rotto il collier che avevo al collo.
Lo sa ?
Io ero convinta di avere recuperato tutti i pezzettini
ma evidentemente qualcuno mi è sfuggito.
Poi cadendo ha sbattuto la testa contro il biliardo.
Io non volevo, ma è andata così.
Ho ancora impressi i suoi occhi...
spalancati per lo stupore...
mentre la sua vita scivolava via.
Ciò che resta del collier potete trovarlo in un pozzo
vicino a un capanno abbandonato. Vi posso accompagnare io ?
Anche subito, se volete.
- Andiamo. - No ! - Baronessa, no !
- Baronessa ! - Aspetti, da questa parte.
- Grazie, cara. - La accompagno.
Questa storia mi ha sconvolta.
- Non sai mai come può finire un matrimonio. - Tu ?
- Tutto bene ? - Sì, tutto bene. - Ah.
E' che non mi sembra.
Sei tutta nervosa, scattosa.
Perché tu mi fai innervosire.
Scusa, io pensavo di aiutarti...
magari a sfogarti, così magari tiri fuori il rospo che ti tieni dentro.
Se te lo vuoi tenere, fai pure.
Pietro mi ha chiesto la separazione.
Oddio, Imma, mi dispiace.
Tu come stai ?
Senti, io ti conosco bene, so come sei fatta
però se mi vorrai raccontare come hai passato questo periodo
io sono qui.
Se vuoi, i rospi li ributtiamo insieme nello stagno.
- Ciao, Diana. - Ciao.
L'insalata con l'avocado che piace a Valentina l'ho fatta.
Poi ho fatto le orecchiette, che sono venute buonissime.
Poi le fragole, che sono dolci. Ci mettiamo un po' di zucchero
così la pillola... - Abbonda, la pillola è bella grossa.
Hai ragione. Vabbè.
Oh, è arrivata.
- Valentina. - Ehi. - Amore.
Ho fatto una cena...
Hai visto quante cose buone ha preparato papà ?
Che mi dovete dire ? Mm ?
Prima mangiamo e poi parliamo. Ci sono pure le fragole.
Prima parliamo, poi vediamo se ho ancora fame.
Vabbè, parliamo prima.
- Dunque... - Eh... - Beh ?
Valentina, da un po' di tempo a questa parte
tra me e tua madre... le cose non vanno tanto bene.
Ma va' ?
- Noi abbiamo deciso... - Di divorziare, eh ?
No, che "divorziare" ? Di...
Di separarci.
- Sarai contenta. - No, non sono contenta, Valentina.
- Ipocrita ! - Guarda che mamma non c'entra nulla con questa scelta.
Chi se ne è andata di casa perché ti eri preso una sbandata ?
- Parli di cose che non conosci. - Penso di saperne abbastanza
nonostante la tua intenzione di tenermi all'oscuro.
Non ho dieci anni e avresti potuto raccontarmi tutto.
Io l'avrei pure capito, ma per te io non sono all'altezza
di parlare da donna a donna. - Non l'ho mai pensato.
Che cos'è questa pagliacciata ?
E' la prova che voi non mi prendete sul serio.
Mamma, io ti dico la mia.
Papà è uscito con un'altra, ma non ci è andato a letto.
- Tu con il tuo maresciallo sì. - Non ti permettere mai più
di parlarmi così ! - E' l'ultima volta che lo faccio !
- Buonasera. - Buonasera, grazie.
Adesso siamo pronti per ordinare ?
No... No, ancora cinque minuti.
- Per favore. - Va bene. - Grazie.
Ti devo fare una confessione.
Non sono mai stato al giapponese.
Ho controllato, qui il pesce lo abbattono per 60 ore a -35 gradi
nel caso avessi paura dell'anisakis.
No, non è per lui !
No, è che con mia zia e i suoi problemi con la testa
la sera non esco quasi mai. - Ah, la famosa zia.
Sì, faccio un favore a mia cugina.
Mia zia è una po' così, invece mia cugina è un po'...
- Com'è ? - Si arrabbia facilmente.
E' facile litigare con lei.
- Conosco il tipo. - Ah, sì ? - Anche la mia capa è così. - Sì ?
Scusa, ma tu, a parte il giudice di pace, dove lavori ?
Io faccio la cancelliera in Procura.
A... Anche mia cugina lavora in Procura.
Come si chiama tua cugina ?
- Immacolata. - Tataranni ? - "Tataranni".
- Come è piccolo il mondo ! - E' un cecio.
- Devo rispondere. - Prego.
Pronto, Imma ?
No, scusa, non avevo sentito il telefono.
Non ti preoccupare, eravamo al dolce.
Sì, arrivo, arrivo.
Scusa, io devo andare.
No, certo. Ma tutto bene ?
Sì, è che Imma non è solo la mia capa, è proprio un'amica.
- Certo. - Facciamo un'altra volta. - Sì, certo, non ti preoccupare.
-Tanto non sapevo che cosa ordinare. -Ti chiamo io. -Sì, ciao.
Ciao.
Non vi sono piaciute le nuvolette di drago ?
Non so che è successo, ma la mia vita è andata in frantumi.
Lo so io che cosa è successo. Ti sei innamorata.
- Come lo sai ? - Eh...
- Da quanto lo sai ? - Da sempre.
Come "da sempre" ? Si vedeva tanto ?
No, Imma, no. Sei stata brava a nasconderlo.
Poteva rimanere una fantasia o finire lì dopo la prima volta
invece... ho voluto provare ad andare fino in fondo.
Poi ho capito che non era la cosa giusta.
Ho fatto stare male tutti. Pietro, Valentina, Calogiuri...
Per che cosa, poi ?
- Ma è stato bello ? - Che c'entra ? Ho fatto un casino.
Adesso sono rimasta sola.
Ma è stato bello o no ?
Sì.
E' stato bello.
Alla fine è stato pure brutto, quando ho dovuto lasciarlo andare.
Almeno ci hai provato.
Non tutti hanno il coraggio che hai avuto tu...
di provarci, di tornare indietro...
Magari adesso c'è qualcosa che non capisci
però te lo porterai dietro per sempre.
C'era solo un modo per preservare questa storia, lo sai.
- Dimmelo tu. - Interrompendola.
Non ci provare più a dire che sei sola.
- Dimmi la verità. - Mm.
Non hai mangiato, vero ?
Non ho nemmeno ordinato !
- Con chi stavi ? - Con uno.
- Poveraccio, l'hai lasciato solo ! - No, è un amico, capisce.
- A tutti i casini che facciamo. - Eh...
A noi due.
Eh !
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