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[musica]
Nella confusione
miliardi di [musica] persone,
solo un'occasione quaggiù.
Tra l'azzurro e il buco nell'ozono
[musica]
tra giollendo [musica]
un po' le io cono.
Il passato non dimentica
>> tuttto.
>> Sì,
>> mo glielo dico così la prossima volta si
regola lei. Eh,
>> sti libri pesano, le scatole sono troppo
grandi.
>> Eh, peso della cultura. Le ha caricate
mio figlio. Mi scusi. [musica] Buon
lavoro. Buona giornata.
>> Grazie. Non so di cosa ti lamti, Simone.
Casa mia bellissima [musica]
e poi ricordati, cambiare casa è come
iniziare una nuova avventura.
>> Sì, lo sono, infatti sono contento di
stare qua, però ero legato a quella casa
lì, ci sono nato, cresciuto
>> e poi mi fa arrabbiare che mamma l'ha
data via per eventi e matrimoni.
>> Allora, tua madre è una ricercatrice,
[musica] tuo padre un professore e sono
le due professioni meno pagate in questo
paese. [musica]
>> Lo so,
>> eh.
>> Allora, i traslocatori sono andati, come
va qui? Ah, benissimo. Guarda, se non
fosse che Simone, naturalmente
ce l'ha ancora con sua madre. Ma ancora
con questa storia? Mamma, te l'ha
spiegato? Te l'ha scritto.
>> Sì, me l'ha scritto. Me l'ha spiegata.
Infatti, semplicemente sono legato a col
luogo, papà, tutto qua. Comunque m'ha
scritto anche che si è rimessa col
collega, quello stronzo è sposato. E
pure brutto, secondo me.
>> Ah! Ah! Lo sapevi? No, no, no. Ah, mi
dispiace, magari non dovevo dirtelo.
>> No, ma mi dispiace, sei uno stronzo, ma
se mamma è contenta, sono felice per
lei. Adesso lei è la sua vita, io la
mia, tu hai la tua e mi sembrerebbe
arrivato il momento per te di pensare
più alla tua di vita che non a quella
dei tuoi genitori, non trovi? [musica]
>> Sì, sarebbe più facile con due genitori
più normali. Vabbè,
>> comunque guarda, non è che sono
arrabbiato,
ricomincio la scuola, c'ho l'angoscia.
>> Perché ce l'hai con la scuola? Ci
permette di sopravvivere? Sì, ma
l'ultima volta che ho visto Mimmo era
lì, quindi ci penso.
>> Ma ancora con questa storia di Mimmo io
ho fatto tutto quello che potevo, lo
sai? Non ci sono riuscito.
>> Infatti non ti sto dicendo niente, dai.
Lo sai com'è, eh. Non chiudiamo il
discorso.
>> Ma quel computer è tuo?
>> Sì, vabbè, è sempre mio.
>> Beh,
Simone è intrattabile, assomiglia sempre
più a te quando avevi la sua età. Sì, mi
piacerebbe, a parte che io avevo le mie
motivazioni.
Se vuoi parlare male di me, fallo
apertamente. Guarda, non girarci
intorno.
>> V fare la doccia.
>> E non si parla con la bocca piena.
[musica]
[musica]
>> Ecco qua. Allora, io boh, non lo so.
Sento che
dovrei dire qualcosa. Insomma, siamo noi
tre, eh. Alla soglia di una nuova vita,
però non so che dire.
>> Non di niente, senò fai i soliti danni
tuoi.
>> Ma non serve davvero che ti dica niente,
>> il riformatorio te meritavi. Te
>> ci dovevi pensare prima quando ero più
pischello.
>> Ah,
c'è sempre tempo.
>> Eh, sì.
Qual è?
>> Daje.
>> Oddio,
>> niente. Viola, è caduta la valigia.
>> Quale?
>> C'avi qualcosa [musica] di prezioso?
>> Quale?
>> Che disastro? Una delle due.
>> Ho detto di no, a Simone, col trasloco.
Guarda come mi sono ridotto.
>> Eh, capirai.
>> Senti, tutto bene con tua madre? Sì,
tutto bene. Era un sacco di tempo che
non la vedevo. Poi devo dire l'ho
trovata meno nevrotica, meno ansia. Si è
gasata [musica] quando le ho detto che
ho trovato un fratello.
>> Vabbè, mica mi trovato in mezzo alla
strada. Pare brutto detta così.
>> Ha detto che vuole venire a Roma a
conoscerti.
>> Eh, aspetta che mi vede. Eh,
>> mi ha fatto vedere una foto. Già dice
che sei bello. Sta simpatica tua madre,
sa. Ferma, ferma. Famme fa me, famme fa
me.
>> Mocco scaricato.
>> Sì, sì. Mo che scar
>> ha le chiavi,
>> le chiavi. Stamo a entrare in casa. E te
scordi le chiavi? Ma che davvero?
>> Eccole.
>> Dai su.
>> E insomma, com'è andata l'estate?
>> M'ha messo a dieta.
>> Ma no.
>> Sì, un'estate in diviericcia. Ma perché
sta puniz? Scusate,
scusate. Dunque, voi sapete che la
preside Smeriglio si è trasferita a nord
per motivi familiari. Già.
>> Al suo posto arriverà un nuovo preside e
il ruolo va
temporaneamente occupato da me.
>> Di la verità, Lombardi, che ti fa
piacere? Beh, sì, non lo posso negare,
anche perché questo riconoscimento al
mio ruolo di
>> Certo, è solo un fatto d'età, però
anagrafico.
>> Ma non dare a De Angelis, tu fai bene a
sentirti premiato.
>> Ti ringrazio.
>> E allora ne approfitterei per dire che
le quinte di quest'anno che devono
affrontare la maturità e sono deboli,
deboli. No, no, no, c'è da preoccuparsi,
insomma. Ci aspettano mesi durissimi.
>> Io non sono affatto d'accordo. Secondo
me le quinte se la caveranno benissimo e
io peraltro non vedo l'ora di cominciare
perché senza la scuola m'annoio.
>> Oddio, proprio annoiarsi normale
>> e magari non esagerà Dante.
>> Sempre originale il nostro filosofo, eh?
Sempre unique, come direbbero i
francesi.
>> Unique mi piace perché mi ci chiamava
mamma da bambino, pensa?
>> A me è venuto in mente l'anno scorso
quando stavi per morire. Ecco.
>> E avevo pensato che avremmo potuto
scriverlo sulla tua tomba.
>> Che bel pensiero.
>> Buongiorno.
>> Buongiorno.
>> Scusate il ritardo. Eh,
professore.
>> Ciao.
>> E non pensavo ritrovarla qui.
>> Eh, neanch'io di ritrovare te.
>> Ma scusi, lei chi è?
>> Eh, io sono Leone Rossi, sono il nuovo
insegnante di fisica. Perdonate il
ritardo, ma mi hanno appena trasferito a
Roma. Non consideravo il traffico
mattutino di questa città. Sì, sì.
Rocci. Rocc, come no. E come il
vocabolario di Greco.
>> Sì, sì. Eh, eccola qua, è arrivata la la
comunicazione. Solo che qui dice che lei
[musica] è di Roma.
>> Sì, sono di Roma, ma ho vissuto tanto a
Padova, ho insegnato lì fino all'anno
scorso.
>> Ah, Padova, città meravigliosa. [musica]
>> Beh, allora, benvenuto. Io sono ehm
Marina Girolami. Matematica. Molto
piacere. Piacere mio.
>> Storia dell'arte. Morelli
>> e De Angelis Italiano.
>> Lai ed Educazione Fisica.
>> Moretti biologia.
>> Filosofia.
>> Filosofia.
>> Io invece sono Attilio Lombardi, il
professore di latino, nonché preside ad
interim di questa scuola.
>> Molto lieto.
>> Ma quindi voi vi conoscete?
>> Sì, racconti tu.
>> Sì, ero un suo allievo anni fa ormai.
>> Ma lo vedete? Ma queste sono le stelle?
Eh sì, perché noi siamo governati dalle
stelle. Ecco, sì. Io ci credo
profondamente a questa cosa. Sì, sì. Non
può essere una coincidenza, questo è un
disegno astrale.
>> San Tommaso, protetore della scuola.
Aiutaci tu.
>> Senti, vuoi prendere posto? C'è c'è una
sedia libera lì.
>> Come no? Mi metto lì. Grazie.
>> Prego, figurati.
>> Sì, sì.
>> Guarda come se lo spizza.
>> Grazie.
Bella, eh?
>> Sì, molto molto
>> questa com'è luminosa.
>> Sì, vero.
>> Ah, senti, tuo padre mi ha chiesto di
chiederti se vuoi l'autista.
>> No, no, basta autisti. No, poi siamo a
10 minuti da scuola, quindi
>> Brava Sister.
>> Comunque molto bella. Papà ha pensato a
tutto, però Oddio, qualche cosa la
toglierei sinceramente.
>> Tipo quello,
>> tipo Sì.
Ah, comunque ragazzi, allora, la casa è
affittata a nome vostro, quindi se
[musica]
volete spostare, togliere, sentitevi
liberi. Io qua sono soltanto un ospite.
>> Certo, gliela potevi dare una pulita.
Sto coso è pieno di polvere.
>> Gliela potevi d a te una pulita. Perché
non l'hai fatto? Potevi fa te. Siamo in
vacanza strombol con Nina. Vabbè, c'avrò
il diritto di andare in vacanza.
>> Certo che c'è il diritto in vacanza
[musica] da che non si è capito.
Comunque
>> faccio una pasta, volete?
>> Sì.
>> Che famo? Buttamo?
>> Sì. Poi
tipo questo orologio inguardabile.
>> L'orologio. Pronti?
[musica]
>> Salve.
>> Salve.
>> Dovrebbe selezionare il programma. Sì,
c'è scritto go. Vede lì,
>> dai. Sì. Non l'avevo visto. Grazie.
>> Per resto sono macchine, non è che
possiamo pretendere chissà che cosa. No.
>> Esatto.
Ma ho già visti per caso? No.
>> Eh sì, può darsi. Magari qui in
palestra.
>> Eh, certo. Certo.
[musica]
>> Ho già fatto 40 minuti, faccio un po' di
deffaticamento, no?
Ah! Ah!
[musica]
Sei fatta male?
>> Ah, non lo so. Ho sentito do uno strappo
>> la spalla.
>> Sì, sì, sì.
>> Do un'occhiata.
>> Sì, sì, [musica] piano. Eh,
>> sì, sì. No, aspetta.
Ah,
>> ecco. No, infatti. Eh, magari andiamo di
là, dovrebbe esserci del ghiaccio. Va
ben, venga.
>> Proviamo. Grazie. Sì, prego.
>> Non cerchi il dolore, eh?
>> No, no, no, non lo cerco.
>> Oh, bene, siamo fortunati.
Questo va
staccato. Poi messo Ah,
>> ecco, la deve tenere un po' a lungo,
così poi proverà sicuramente giovamento.
>> Ah, speriamo.
Lei chi è? Nel senso, scusi, è un
medico, un fisioterapista?
>> No, sono semplicemente pratico.
>> Ah,
che succede?
>> Ah, non lo so. M vado a vedere. Mi
>> torno subito. Eh, controllo.
>> Ma questi sono impazziti.
C'è nessuno.
>> Ecco. Eh,
>> che è successo?
>> E che è successo? È successo che
evidentemente hanno visto che in sala
Pesì non c'era nessuno
>> e hanno,
diciamo, chiuso. Ecco come chiuso.
>> Sì, se ne sono andati.
>> Se ne sono andati. No,
>> nel senso lei avrà ovviamente però il
numero di qualcuno, non so, di un
titolare.
>> No, no, purtroppo no. E peraltro qui i
cellulari non prendono, il Wi-Fi non
funziona perché hanno staccato la luce,
quindi purtroppo questa è la
>> la la situazione.
>> La situazione. Sì.
>> Ahah. E ehm mi sta venendo un po'
d'ansia. No,
>> no, nel senso però lei come pensa di di
risolverla questa situazione?
>> Allora, io direi che la cosa migliore
sia di aspettare che riapra la palestra.
>> Ma le palestre aprono la mattina
>> alle 7:00?
>> Cioè, lei mi sta dicendo che dobbiamo
passare la notte qui.
>> Sì,
>> ma che
>> No, lo e gliel'ho detto, non deve
toglierlo, deve tenerlo. Sempre Scusi,
eh, posso aiutare? Ecco, lei si deve
rilassare. Faccio [musica] dei bei spedi
profondi, eh, che va tutto bene.
>> Me lo tengo da solo.
>> Sì. No, cazzi
un cazzo.
>> Come va la spalla? Meglio.
>> Sì, sì, sì. In effetti il ghiaccio è
servito.
>> Anzi, guarda, me lo levo anche un po'.
che è un po' freddo.
>> Freddo. Ah, però a mettere questo.
>> Ah, beh, perfetto. Sì.
>> Eh, meglio.
>> Molto.
>> Posso appoggiare?
>> Sì, sì, sì, sì.
che peraltro lo scaldarsi a vicenda
ancora prima della scoperta del fuoco è
stato il primo passo della civiltà.
>> Mia
[musica]
>> sì, sì,
>> è molto interessante.
>> Sì, [musica]
una bella invenzione, una bella
scoperta.
>> Bella.
Ah.
[musica]
>> Però secondo me sono troppo perché a un
certo punto veramente mi stavo
annoiando. Ma
>> come ti fa annoi' a New York? Cosa da
fare, solo che stavo da sola. Come? Ciao
va
>> bene. Tu
>> ragazzi
>> New York.
>> Tutto bene? Tutto bene. Voi
>> se tira avanti.
>> Come si avanti?
>> Oh, sto scherzando.
>> Ciao.
>> Pronta.
>> Non vedevo l'ora. Guarda te. [musica]
Piuttosto.
>> A me basta ci te.
>> No, non sto bene.
>> Che dici?
>> Non lo so. [musica]
Cioè, lo so. Sono invidiosa di Matteo e
Laura. A me lui piace dal primo anno,
non m'ha mai filato e guarda adesso come
sta.
>> Oh, che so ste facce?
>> Si torna a scuola.
>> Vabbè, poteva andare a peggio. Luna
>> dici? Eh,
>> sìateorch.
Sarà Ryan è [musica] partito.
>> Senti che mi st di prima.
>> Quindi è vero che Ryan quest'anno non ci
sarà più?
>> Eh, sì, l'hanno preso per una squadra in
Serie C. [musica] Sta al nord al cuine
quasi in coso con la Francia.
>> Vabbè, lui sarà felice. Era il suo
sogno.
>> Sì, sì, sì, era il suo sogno.
>> E tra di voi [musica] come va? Eh, fra
la distanza e poi adesso la maturità non
ci vediamo praticamente mai e quindi
abbiamo deciso di prendere una pausa.
>> Non suona proprio bene.
>> No, non lo so.
>> Andiamo. Sì.
>> Allora ragazzi, per cominciare questo
nuovo anno, magari l'appello lo facciamo
dopo che devo ancora capire come
funziona questo aggeggio infernale,
vorrei dirvi alcune cose sul concetto di
maturità. Mh, la maturità è quella
condizione che personalmente sento di
non aver ancora raggiunto, ma è così
importante per tutti gli esseri umani.
William Shakespeare nel Rel Leir, che vi
consiglio di leggere o magari di vedere
a teatro se ne avrete l'occasione, in
una delle ultime scene del relo uno dei
protagonisti dice ripness all, che
tradotto in italiano vuol dire maturare
è tutto. Questo perché? Perché la
maturità è quella condizione che vi farà
viaggiare dall'adolescenza.
nel mondo. M
>> posso?
>> Sì, certo. Magari dimmi prima il tuo
nome, visto che
>> Greta Rivalta.
>> Greta Rivalta, benvenuta. Prego.
>> Posso contestare la cosa che ha appena
detto?
>> Beh, magari. Certo.
>> Per me la maturità è [musica] soltanto
quella cosa che rende l'essere umano
pronto a diventare utile.
>> Utile a cosa?
>> Utile nel senso di adulto, cinico,
indifferente. Prima siamo piccole, siamo
poetici e poi di colpo diventiamo
disponibili.
Chi offre di più ci compra.
>> Manca a fa così, però. Oh,
>> là fuori non vedono l'ora di metterci in
riga per poterci sfruttare.
>> Allora, io capisco il tuo punto di
vista, ma il mio è veramente molto
diverso.
>> Non mi aspettavo proprio che lei potesse
avere la mia stessa opinione.
>> E perché?
>> Perché lei, come tutti gli altri adulti,
sta dall'altra parte.
>> Quale parte?
>> Quella del potere. E non si preoccupi,
non intendo il potere nel senso di
denaro. Lo so che tutti i professori
sono dei morti di fame. [risate]
>> Eh, su questo sono d'accordo.
>> Quindi concorda con quello che ho detto,
col fatto che il suo potere in
quest'aula sia che lei sa più cose di
me.
>> Sì, sì. No, ma infatti è così. Voi
perché siete qui? Siete qui per imparare
quello che io già so e che voi ancora
non sapete. Soltanto così, facendo così
un giorno saremo [musica] uguali, no?
Scusate, mi concentro un attimo qua,
cerco di capire come funziona.
>> Senti, ma perché ti sta sulle palle del
prof se neanche lo conosci?
>> Perché li conosco quelli come lui.
Non mi faccio incantare. [musica]
>> Non ti fai incantare?
>> Mi piace. Allora, neanch'io.
Ti avanti.
>> Buondì.
Egito, buongiorno.
>> Ciao ragazzo nuovo.
>> Ah, ciao
>> si era sbagliato. Entrato in quarta
anziché in quinta. Per fortuna se n'è
accorta la professoressa Morelli se non
stava ancora là.
>> No, dico sembrerebbe che sta con voi,
non è che può controllare presso?
>> Sì, cioè, no, mi dia una mano lei perché
io qui ancora non ho capito bene come
sei capisce cosa?
>> Allora, tu ti chiami, scusami, Zeno.
>> Di cognome?
>> Lulli.
>> Ah, eccolo qui. Sì, quindi sì, sei con
noi. Ok.
Egidio che fa? Prende il posto mio la
carta va
>> vado a bidellare.
>> Ecco, vada.
>> Arrivederci.
>> Arrivederci. [musica] Grazie. Allora, da
che liceo vieni tu?
>> Da nessuno.
>> In che senso? [musica]
>> Eh, non sono mai andato a scuola finora.
>> E come ci sei arrivato in quinto? Scusa.
>> Ho fatto homeschooling.
>> Che hai fatto?
>> Ho studiato a casa.
>> Allora, mi sembra di intuire che i tuoi
siano contrari [musica] al sistema
scolastico, no?
>> Beh, sì, abbastanza. Ecco. Ma poi però
cosa è successo? Perché quest'anno hanno
cambiato idea?
>> M No, non hanno cambiato idea, però io
adesso ho 18 anni e decido per me stesso
e almeno la maturità la voglio fare in
una scuola
vera. Ecco.
>> E allora benvenuto. Prendi posto.
Guarda, l'unico posto disponibile è lì
vicino a Viola.
Benvenuto. Grazie.
>> E San Bernardo non ha lasciato.
>> Chiedo perdona, mi dispiace.
>> Figurati.
Perché chiedi scusa?
>> Senti un po' che c'hai dentro quello
zaino? I libri. Ah, perché te li sei
portati tutti appresso? [risate]
>> Beh, sì, li ho comprati tutti. È stata
anche una bella spesa. Hai capito?
>> Questo non sta bene.
>> Non è che non sta bene, sta fuori di
testa.
>> Ma che è qua? Cosa?
Eh no, niente, questa è una fissazione
di mia madre.
>> Eh, c'è
>> è una sua specialità, la cotognata.
>> La cotoletta. Ma che è? Ma che [risate]
mamma fuori, eh?
>> È una marmellata di mele cotogne.
>> Andamo bene, regà.
>> Ragazzi, mano, vi prego. Dai,
>> benvenuto in questa classe di scema.
Ci dai qualche dritto?
>> Greta.
>> Ciao, sono Simone, quello che non si fa
incantare e sono anche il figlio del
pros col quale ti sei appena scannata.
>> Ah, e ti è dispiaciuta la cosa?
>> No, figurati, te l'ho detto, non mi
faccio incantare. E poi se mio padre va
da una parte, io di riflesso vado
dall'altra.
>> Cerco di fare lo stesso con mia madre.
Anche se non credo di riuscirci.
Se sono stronza, perché ho preso da lei.
Sì, tu ridi, ma guarda che è un incubo,
anzi credo che peggiore
>> Non te sembra di essere stata un po'
fanatica dentro in classe prima?
>> Tu che vuoi?
>> Niente, però sei stata un po' stronza
con Viola. No,
>> se Viola ha un problema con me, me ne
parlerà. Tu perché la difendi? Perché è
disabile.
>> No, la difendo perché è mia sorella che
è diverso.
>> Manuel, eh. E basta. Dani. Appena
arrivata. Poi finalmente c'è una persona
che tiene testa a mio padre.
>> Ma che tiene testa? È solo stronzo.
>> Che cazzo vuoi? Sarai tu stronzo.
>> Vogliamo abbassare Tony.
>> No,
>> no. Scannate,
>> aspetta, aspetta, non lasciarmi sola con
sto scemo.
>> Scemo. Lo vedi che è stronza? Poraccia.
No, senti, basta. È no quo. Eh,
>> non mi fido.
>> Vabbè, facciamo così. Me ne vado io che
questa sta fuori.
>> Guarda, lascialo perdere. Lo conosco
come un fratello. Se fa così perché gli
piace.
>> Pensa che è culo.
[musica]
>> Questo è come un telefonino grosso.
Uguale.
>> Ma perché se tocco qua mi comincia da
capo? Spigne troppo.
>> E ma era meglio quello di carta utilità
di questa.
>> Tocca usa questo questo delicato de
>> Buongiorno.
>> Sì, mi scusi.
>> Prego.
>> Leone, come va?
>> Bene.
>> Fatta già la prima lezione.
>> Eh no, sto andando, infatti stavo
cercando la quinta B.
>> Quinta B è quella lì, è la mia sezione
del Secompagno.
>> Eh, grazie.
>> Senti, ma voi per caso che ti so
presenti i ragazzi?
>> No, no, no, faccio senza bagia. Grazie
professore. Anzi Dante, adesso dobbiamo
darci del tu,
>> sarà strano. [risate] Va bene,
>> va bene. Grazie, a dopo.
>> Ciao. Buon lavoro.
>> Buongiorno.
>> Buongiorno. Buongiorno. Sono il vostro
nuovo insegnante di fisica. Eh,
avete mai sentito eh quel detto che fa
la filosofia è quella cosa con la quale
e senza la quale il mondo rimane tale e
quale? L'avete mai sentito? Ecco, per
quanto riguarda la fisica è tutto il
contrario, quindi preparatevi a
rivoluzionare la vostra percezione delle
cose, forse di voi stessi.
>> Dunque, allora, cominciare è sempre un
po' complicato. Io inizierei
presentandomi. Dico qualcosa di me così
ci conosciamo un po'. Mi chiamo Leone
Rocci. Voi però dovete chiamarmi
professore, purtroppo vi tocca almeno
fino a fine anno. Ho 37 anni, sono nato
da queste parti, ma ho vissuto e
studiato fuori e sono laureato in
astrofisica. Sapete cos'è?
è lo studio dell'universo.
>> Esattamente. Ehm e ho scelto, insomma,
di intraprendere questo percorso di
studi perché da sempre ho avuto una
fascinazione per il concetto di assoluto
e ho pensato che bisognasse studiare e
indagare l'infinitamente piccolo per
arrivare a capire qualcosa
dell'infinitamente grande, cioè
dell'assoluto, appunto.
>> E perché l'assoluto?
>> Eh beh, perché bella domanda. Eh, penso
che sia iniziato tutto alla vostra età
quando facevo il liceo. Avevo un
compagno di banco con il quale eravamo
molto amici e e parlavamo spesso di Dio.
Ecco, ho pensato che per cercare Dio
dovevo cominciare dal cielo, dalle
stelle, che era il luogo più misterioso
che conoscessi.
>> E l'ha trovato Dio?
>> No, no, ovviamente no, però continuo a
cercarlo e penso che poi il senso di
tutto stia lì, no? nel continuare a
cercare, cercare di conoscere
l'inconoscibile
e per l'appunto volevo parlarvi di
questo. Vorrei fare con voi prima di
arrivare alla maturità, un percorso di
ricerca partendo da ciò che conosciamo,
da ciò che ci è più familiare, diciamo,
i mondi, i pianeti e i soli, fino ad
arrivare a luoghi più sconosciuti, i
buchi [musica] neri, i buchi bianchi,
che sono ancora soltanto una teoria, e,
perché no, le galassie più lontane.
Mh. Vi va?
>> Sì, sì.
Bello.
>> Avete visto quanto è figo? Secondo me
non è vero che è un professore. Siamo
tipo [musica] in un reality. Sì,
comunque è troppo bello, veramente.
Sembra un attore.
>> Lui è bello. Se lui è bello, io che so?
Oh, e dai. Ma che vuoi?
>> Che scrivi?
>> Traduco dal polacco all'italiano. È per
quel lavoro che mi ha trovato tuo padre.
>> M vabbè, io non te [musica] posso
aiutare perché il polacco non lo so,
però pure se lo sapessi non mi metterei
a faare sta roba. Fate silenzio lì in
fondo,
>> scusi.
>> Ok. Chi è il più bra in matematica qui?
>> Simone.
>> Simone. Viola.
>> Sone. Viola. Viola. Viola. Viola. Tu sei
viola?
>> Sì. No, ma è Simone. Simone.
>> Vè, diciamo Simone, poi le domande
difficili fa a me.
>> No, ve lo chiedo perché sapete Galileo
diceva "L'universo è un libro scritto in
caratteri matematici", però forse questo
lo sapete già perché l'avete studiato in
filosofia. No,
>> m No, Galileo non l'abbiamo ancora
fatto.
>> Non l'avete ancora fatto?
>> No, no.
>> Sul serio? M
>> molto grave,
>> quindi niente, stato chi lo capisce
>> è nuovo.
>> Comunque oggi vado in palestra, eh.
[musica]
>> [musica]
[musica]
>> Dunque, signori insegnanti, qui c'è da
affrontare l'emergenza professoressa di
inglese che ha scoperto di essere
incinta e si è messa in maternità. Le
classi nelle sue ore sono vuote, quindi
c'è bisogno di qualcuno che le copra.
Chi si offre?
>> No, io personalmente lo farei, ma sono
nel mezzo del trasloco, francamente in
questo momento non ce la faccio.
>> No, mi dispiace, anch'io non sono
disponibile.
>> E quando mai sei stato disponibile tu,
De Angelis? Cara, ti stai sbagliando.
Allora, proponiti tu piuttosto. No,
>> io non posso perché sto frequentando un
corso.
>> Sì, di flamenco.
>> Sì, di flamenco. Che c'è di male?
>> Lo so, io lo so,
>> lo sa lei.
>> Beh, io comunque potrei, eh. Non
frequento corsi di flamenco, non ho
famiglia, quindi
>> Ah, davvero, dici
>> sì, sì, ho tutto il tempo necessario,
giuro.
>> Bene. Beh, è fantastico, no? Eh, sei un
tesoro davvero.
>> Grazie. Prego.
>> Oh, Nina, che faccio? Entro con te?
Meglio di no. Questi incontri a scuola
con gli assistenti sociali mi mettono
l'ansia. Poi se sono da sola riesco a
controllarmi. Se vieni pure tu mi sento
forte e poi finisce che ci litigo.
>> Vabbè, ti aspetto.
>> Non so quanto ci metto, però magari mi
tengono un'ora. Non ti preoccupa, mi
trovi qui.
>> Ok,
andrà tutto bene.
>> Sì, vi qua.
Me lo sento. Vai.
Ecco qua.
Allora, questo ce lo sfiriamo.
>> Ciao. Posso?
>> Arrivo. Arrivo.
Il tuo resto e grazie.
>> Grazie. Arrivederci. Ciao.
>> Ciao.
>> Ciao.
>> Che libro ti serve?
No, era una scusa [musica]
per per vederti, anche perché è tanto
tempo, no? Che
>> Sì,
>> no,
>> è tanto. Sì.
>> Come va la convivenza con Manuele Piola?
>> Boh,
non lo so. Abbiamo appena cominciato,
però mi sembra bene. [musica] E Manuel è
quello che è. Ormai sono abituata.
E viola, viola un amore.
Ma questa giacca Dante è [musica] bella
per carità, però che ne so ha qualcosa
di più colorato, vistoso, un po' più
>> Mi sei mancata.
Anche tu,
Dante, però scusa, eh, non c'eravamo
detti per la nostra salute mentale che
io e te è meglio stare lontani. [musica]
>> Eh, sì, certo. L'ho proposto io.
>> Eh, appunto.
>> Sì, ma io l'ho proposto perché quando
siamo insieme facciamo soltanto dei
casini.
>> Ecco, allora
>> eh,
>> possiamo non parlarne più.
Amici,
>> amici.
>> Ah!
Allora, com'è andata [musica] st'estate?
>> Eh, te l'ho detto, con Simone abbiamo
accompagnato sua madre a Glasgo e poi ci
siamo fatti un giro della Scozia e lui
da soli.
>> Che bello.
>> Sì, no, veramente un di gestione
[musica] di, insomma, brughiere,
scogliere, castelli, fantasmi.
>> Fantasmi.
>> Eh, sì. Il posto ideale per vedere
fantasmi. Io vedevo sempre [musica] te.
>> Ma falla finita tanto, per favore.
Simone, un giorno ho fermato anche una
di spalle perché pensavo che fossi tu.
>> Sì, certo, come no. E anche Simone vede
bei fantasmi? Eh
>> eh no, Simone [musica] pensa a Mimmo,
insomma, non riesce a ad accettare il
fatto che non potrà più vederlo.
>> Povero amore,
ti posso chiedere [musica] una cosa?
>> Tu mi puoi chiedere tutto, lo sai?
>> Mh.
No, così, ecco, io mi chiedevo [musica]
se in questi mesi
c'hai una donna.
No, tu
>> no. Scherzi? Io [musica] ho chiuso con
gli uomini.
>> Neanche io ho chiuso con gli uomini.
>> Scema io che ti faccio ste domande
>> perché?
>> Eh, perché la risposta è chiara.
>> Cioè, chiara che
>> è chiarissima. [musica]
È lampante.
>> Oh,
beh, com'è andata?
>> Male.
>> Che vuol dire male?
>> Che è andata male.
>> Aspettami che t' hanno detto? Dicono che
faranno richiesta al giudice, ma non ci
devo neanche contare. Non gliene frega
un cazzo, neanche lavoro. È gente
cattiva.
Mi detestano. È chiaro che mi odiano.
Io non ce la faccio più. Non ce la
faccio più a stare senza Lilly.
Come ultimo atto la preside Smeriglio ha
firmato la sua convocazione come
supplente di inglese, visto che lei è
risultata prima in graduatoria.
>> Ma io non sapevo niente. Scusi, non ha
fatto domanda? Sì, certo, la faccio
tutti gli anni, però non mi avevano mai
risposto.
>> Eh, questa volta invece la domanda è
stata accolta. Ora però alla scuola
serve una risposta breve, altrimenti
saremo costretti a chiamare un altro.
>> E beh, certo.
>> Accetta.
>> Ma come faccio io? Quanto tempo ha per
>> Un giorno, al massimo due.
>> Ah, sì,
>> ok.
E insomma, ci sarebbe questa possibilità
che io venga a insegnare l'inglese a
scuola vostra,
però non lo so.
>> A me sembra una cosa bellissima.
>> Sì.
>> Con la libreria come faresti?
>> M venire a scuola non mi impegnerebbe
[musica] troppe ore a settimana, quindi
>> E vabbè. Allora digli sì. Ti è sempre
piaciuta l'idea di insegn'?
>> Sì, ma
>> tra l'altro, scusa, eh ci sarebbe la
possibilità di vedere il filosofo tutti
i giorni? Che ne sai, magari da cosa
nasce cosa.
>> Sei quasi patetico, lo sai?
>> Mh.
>> È proprio questo il problema, stupido.
>> Mh.
>> Io non lo voglio frequentare
regolarmente.
Eh, l'abbiamo chiuso. Ah, lo abbiamo
deciso insieme, quindi
sto così bene senza uomini intorno.
[musica]
>> Come senza uomini intorno? Io che so,
scusa.
>> Tu sei esattamente l'uomo che mi ha
complicato la vita e che continua a
complicarmela.
>> Che carina. Grazie mamma, grazie. Prego,
amore mio, prego. [musica]
>> Ma lo sai che ogni tanto me lo sogno?
>> Ma chi?
>> Dante non vorrei, eh, ma me lo sogno.
Madonna, guarda.
>> Io vado.
>> Sì, [musica]
ma dov'è quel cuscino?
>> Vado a dormi, Danina. Me porto il mio
perché il suo è scomodo. Se può. Ciao
belle mie.
Ecco, questo è Manuel.
Ma a [musica] te pare normale che uno
che va a dormire a casa di una ragazza
si porta a cucina? A me avresti
preferito un figlio tutto preciso,
metodico, ordinato. [musica]
>> Sì, un figlio banale. Ah,
bugiarda.
Ti ho portato gli ovetti di cioccolato
che piacciono tanto a Lilli. Ferma,
>> basta che non te li mangni tutti te come
l'altra volta, però eh
>> me li sono mangiati piangendo perché non
me l'hanno fatta vedere.
>> C'ai ragione, sono stronzo, me l'ero
dimenticato. Tiena
miè venuta una mezza idea, eh. Salci
anche stasera dal divano dalla Io che
cerco un'altra scusa la partita al mal
di schiena. Con il traffico di Roma ci
servono a Smart ma tu non si arrendi
mai.
Lampi nella stessa nuvola, un giorno
rasserenata. Dammi un bacio.
Non lo so, bey, non [musica] lo so. A
volte vorrei dirtelo. Non ti basta.
Basta una vita normale. A me basta.
Basta che mi vieni a salvare. [musica]
Non lo so bey, non lo so. A volte vorrei
dirtelo. Non ti basta. Basta il mio
respiro [musica] sul cuore. A me basta.
Basta che mi viene a svegliare.
>> Pronto?
>> Simone, sei tu?
>> Sì.
Chi parla?
>> Sono Thomas, non so se ti ricordi di me.
>> Thomas, no.
>> Eh, perché ho cambiato voce. Tu anche
hai cambiato [musica] voce. Andavamo
alle elementari insieme. Elementari e
media.
>> Thomas, ma certo che mi ricordo. Sì.
Come stai? [musica]
>> Sto bene, abbastanza bene.
Senti, io sono in giro. Ti va di
raggiungermi?
Senti, è da un po' che c'ho st'idea in
testa che però non sono mai riuscito a
mettere a fuoco.
Però quando t'ho visto usci così
devastata oggi da quell'incontro è
diventato tutto più chiaro.
>> No, non ho capito che cosa stai cercando
di dirmi.
>> Che sto a cercare di di Allora,
sposiamoci.
>> Dai, Manuel, non mi prendere in giro.
>> Non ti sto a prendere in giro. [musica]
Col matrimonio risolviamo tutto, Nina.
Veramente mi infastidisci quando dici
ste cazzate.
>> Non so cazzate. Mio padre Nicola Brandi
è un'eccellenza italiana e pure pieno di
soldi per quelli de servizi. Io sono un
buon partito. Tu lo sai questo?
>> Stai dicendo sul serio?
>> Sì.
Migliorerebbe tutto pure agli occhi del
giudice. Non potrebbe più negarte la
bambina.
>> È possibile, però.
>> Oh! Oh! Io la proposta te l'ho fatta.
Certo, non mi sono inginocchiato, non
t'ho dato l'anello, però già una cosa.
Mina, le cose so due. O mi dici di sì o
mi dici di no. Non c'è un'alternativa.
>> Sì,
[musica]
>> sì,
[musica]
sì,
>> sì.
[musica]
>> Sì. Mm.
Sì,
>> sì.
[musica]
>> E senti, invece con i tuoi state sempre
in quella casa lì. Sì, papà ha deciso di
tenerla quando è andato a dirigere la
banca di Ginevra e siamo ancora lì.
>> Stanno bene i tuoi?
>> Stanno bene, stanno bene. Tua madre che
dice?
>> Mia madre vive in Scozia e io adesso
invece vivo con mio padre. Tu l'hai
conosciuto? No.
>> Sì. Quando quando ti ho accompagnato,
dov'è che stavamo? A Torre del Greco.
>> Ah, sì. È un incontro memorabile.
>> A me stava simpatico.
>> Guarda, io non dico niente perché sono
suo [musica] figlio. Sennò tra l'altro
lo sai che sta in classe da noi? Insegna
il Da Vinci.
>> Sì,
>> sì. Pensa che palle.
>> E tu invece dov'è che stai?
>> Io sto al Quintino Sella [musica]
Quintaca.
>> Al Sella? Scusa, perché al Sella? Tutti
quelli che hanno fatto le medie da noi
sono al Da Vinci.
Eh, ma sai cosa? È più comodo da casa
mia è più [musica] vicino.
>> Sì, effettivamente.
Peccato.
Sarebbe stato bello tornare in classe
insieme. Davvero? Però così ti eviti mio
padre.
Sai, pensavo [musica] che non ti avrei
più rivisto.
>> Sei scomparso,
però sei una di quelle persone che anche
se sparisce uno continua a pensarci.
Beh, adesso siamo qui, però
>> tu sei qui.
>> Io sono qui.
>> Anch'io sono [musica] qui.
>> Anche tu sei qui.
>> E tu sei sempre tu.
>> Sì.
>> Tu sei cambiato, invece, [musica] lo
sai? Sei diverso.
>> Cioè,
>> non lo so. Sei diverso.
>> Ma in che senso?
>> Non lo so.
>> Ma è un complimento un'offesa? [musica]
Non ho capito.
>> Beh, questo questo lo devi capire tu.
Beh, se lo devo capire io vorrei
[musica] dire che ci dobbiamo rivedere.
Va bene.
Noi due. Sono i due.
Non so bene come iniziare questa mail.
Non mi viene naturale, caro papà, ma non
posso neanche scrivere al mega direttore
galattico Nicola Brandi, anche se di
fatto quello sei.
Ah, va bene.
>> Buongiorno, padre. Vado subito al punto.
Ho deciso di sposarmi. Non chiedo la tua
benedizione, ma avrei bisogno di qualche
sicurezza economica per affrontare
questo complicato passo. Lei la conosci,
è Nina e tu sei il primo al quale
racconto questa cosa.
>> Ah, Simone,
scusami, ti posso chiedere dove sei
stato ieri sera?
>> Che fai? Mi controlli, papà?
>> No, sono tuo padre, quindi mi interessa
quello che fai semplicemente
>> in giro. Papà, sono trovato anche un
orario decente. Se tu che già a letto,
forse è l'età.
>> No, non è l'età, è che
so mi manca Anita, mi manca tua madre.
>> Papà, non sono la stessa cosa.
>> Non sto dicendo questo. Sto dicendo che
forse se avessi una compagna starei
meglio, forse.
>> Sì, ma di compagni tu ne hai avute? No.
>> Sì.
>> Eh, a proposito, sai che ho visto ieri?
M
>> Thomas, te lo ricordi?
>> Thomas, il tuo amico del cuore delle
medie. Certo, certo.
>> E ti ricordi quando io e siamo venuti da
te a Torre del Greco per trovarti e ti
abbiamo trovato a letto con una
sconosciuta
>> cinese
>> coreana, la professoressa Kim, grande
professoressa dell'Istituto di Lingue
orientali, peraltro e la professoressa
Kim era nuda e noi avi 13 anni. E ti
ricordi quando Thomas è andato in
Svizzera perché il padre lavorava lì e
io pianto come un disperato per giorni?
>> No, questo francamente non lo ricordo.
>> E certo papà, perché non c'è non ci sei
mai stato, quindi non cominciare adesso
a controllarmi. Va bene,
>> va bene.
>> Grazie. Ciao.
>> Ciao. Dove vai?
>> Al mare, papà. A scuola. Dove devo
andare? A scuola? No.
>> Ciao. Ma son passato a prendere i briici
a Viola?
>> No, è già uscita.
Ciao.
>> Ciao.
Senti,
ti volevo rendere partecipe de una
decisione che ho preso.
>> Ah,
mi sposo con Nina.
>> Ah,
auguri. Che bombonere fate? Ah,
>> guarda che l'ho anche già detto a mio
padre, quindi non c'è bisogno che gli
scrivi.
>> Ma come l'hai detto prima a papà che a
me? Ora ci resto male, eh. Ah,
>> pensavo pure reagisse meglio, invece mi
sbagliavo.
>> Ma tu sei serio?
>> Sì, certo che so serio.
Vedo che neanche tu sei d'accordo,
giusto?
>> Ma certo che non so d'accordo, ma che
cazzo dici? Ti sposi? Sì,
>> sei troppo giovane. Anche lei è troppo
giovane. E poi queste cose vanno
pensate.
Mamma, 18 anni c'ho 18 anni. Per legge
posso fa' quello che me pare.
>> Che che stai a fa'?
>> Non lo so, mi manca il respiro. Non lo
so che succede, Manuel. Non lo so che
succede.
>> Vai un po' d'acqua, ti prendo l'acqua.
Mamma mia. Oh, ma è possibile in questa
casa solo io son maturo. Solo io. Solo
[musica]
>> questa è la pressione, vedi? La
pressione, bevi. Un
>> picco di pressione c'ho avuto io. Non ho
sete.
>> Bevi. E bevi sto bicchiere d'acqua. Non
mi fa storia.
Meglio. Respira.
Ma io devo andare a scuola, comunque.
Guardami, guardami, guardami, guardami.
Allora, pure se mi sposo, la donna della
vita mia resti tu. [musica]
Mh. Sei molto bella.
Ciao.
Non è giusto, però non è giusto.
>> Com'è?
>> Ma che te manca la caffettiera a casa?
Tutti a bere il caffè mio.
>> Manuel.
Oh, buongiorno.
>> Buongiorno.
>> Senti, ti devo raccontare un po' di
cose.
>> Io pure.
>> Ah, sì. Parti.
>> Vado io.
>> Sì.
>> Allora, ho incontrato un ragazzo,
>> no, in verità è un mio amico delle
medie, è stato anche il primo con il
quale per il quale No, non hai capito
perché non ho capito neanche io.
Comunque
>> capo. E lui l'aveva capito.
>> Non lo so, non lo so. No, non credo.
Eravamo piccolini. Comunque m'ha detto
che è bisessuale, quindi gli piacciono
sia le ragazze che i ragazzi.
>> Ahia! Te vedo a rischio come al solito.
Rischio, dai. No, no, ho imparato.
Ma che
>> Oh! Mh. Mi dici niente a me?
>> Sì. Che che ne pensi?
>> No, che ne penso? Che cosa mi è
successo? Non te ne frega niente.
>> Sì, che ti è successo?
>> Eh,
beh, mi sposo.
Dai, che ti è successo? Mi sposo
con
>> Nina. Sì, con Nina. Con chi mi devo
sposare? Con te, co Girio. Con chi mi
devo sposare? Comunque lo faccio un po'
per lei, un po' per la bambina, un po'
per la situazione, capito?
>> E certo, perché tu adesso prendi la
bambina, vai a casa con Nina da mamma
viola, fat la famiglia felice.
>> Eh, tanto lì c'è un sacco di spazio, che
me frega, non mi di che non è una buona
idea, perché lo so che lo è.
>> No, ma assolutamente. Posso dire è
un'idea geniale. È geniale perché tu sei
matto. Matto dal Game? Ma ti sposi? Ma
che ti sposi? Eh, la camicia di forza ti
devo mettere. Ah, trovaco, mi sposo.
[musica] Ma che cazzo sposo?
>> Tu non hai ancora capito che la pazzia
migliora la vita. E poi sai come si
chiama tutto questo. Come si chiama?
>> Lo so.
Maturità. Ah,
>> sì, si chiama maturità. No,
>> no,
>> m'ha fatto male.
>> Buongiorno.
>> Buongiorno.
>> Buongiorno.
>> Buongiorno.
>> Ahia.
>> Buongiorno.
>> Buongiorno.
>> Allora, stavo pensando che potremmo fare
una chat di classe. Eh, cioè, immagino
ne abbiate già parecchie, però così per
confrontarci sulle ricerche, vi va?
>> Sì, va bene.
>> Certo. Sì. Manca a lei, però visto.
>> Eh, lo sapevo.
>> Io purtroppo non ho il mio cellulare,
l'ho perso. I miei per punizione, non me
lo ricomprano.
>> Se vuoi te ne te ne do uno io.
>> Te come fai? Poi
>> ne ho altri.
>> Non importa, davvero.
>> Te lo porto domani.
>> No, ma posso farne anche a meno, voglio
dire.
>> Facciamo così. Intanto tu dai il numero
così loro ti aggiungono e poi quando lo
recuperi ci sei già. No.
>> Ok.
>> Ok.
>> Lo sai che sei una frana, vero?
>> Lo so, purtroppo.
>> Stai attenta, eh, che [musica] questo
mica è tanto normale,
>> guarda. Oh!
È vero. Eh sì, è vero.
>> L'elettromagnetismo.
[musica]
>> Ciao, ti ho riportato delle cose che
Manuel ha scordato a casa nostra, a casa
mia, diciamo. Ecco. Tieni. Che succede?
>> È cascata addosso a un macigno. Dante.
>> Sono angosciatissima. Soltanto te mi
puoi aiutare,
>> sì. Eh,
>> ma tu realizzi quanto può essere
deficiente uno che se lo vedi sembra
normale, a volte anche intelligente.
>> Sì, diciamo intelligente. Sì. Sai cos'è
questo desiderio di libertà, questo
senso di onnipotenza che hanno [musica]
tutti a quell'età. Adesso, non per
sdrammatizzare la situazione, un
esempio, il mio Simone ieri sera cosa ha
fatto? È uscito, è scomparso per 4 ore.
>> È tornato.
>> È tornato.
>> Ecco, bene. Ah, ma ti rendi conto,
Dante? Questi c'hanno 18 anni, sembra
che ce ne abbiano quattro, cinque.
>> Vabbè dai, faccio una cosa, parlo con
Manuel, cerco di farlo ragionare. E
>> ma non ragiona cosa parli? È arrivato
lui e parla con Manuel come se io non ci
avessi parlato. Aspetta un attimo,
scusa.
>> Eh, però,
>> scusami, scusami. Sì, pronto.
>> Tante.
>> Sì,
>> sono lombardi. Ma [musica] stai male?
>> No, perché?
>> Ma come? Perché? Ti sei scordato che
oggi arrivava il nuovo preside, che poi
in realtà è una preside. Ci stiamo
presentando tutti. Ma chi solo tu?
>> No, ma che sc Ma che hai scordato. Sto
sto Scusa un attimo, posso parcheggiare
lì? Grazie mille. Eh, scusi. Ni sto
parcheg 2 minuti e sono da voi. Va bene,
>> dai. Su,
>> scusami. Eh, ciao. Ciao. Eh, niente, mi
devono presentare la nuova preside
e devo andare. Eh, questo. Eh, su. Eh,
dai, ci parlo io.
>> Certo, ci parla lui.
Cosa
>> nella confusione?
miliardi di trovi qui?
>> Beh, mi hanno riservato un'ottima
accoglienza. Ragazzi, farci venire una
bella idea.
>> Sì,
>> Buongiorno a tutti. Scusate il ritardo,
ma il traslo le cose.
>> Ecco, signora preside, signora preside,
le presento il nostro professore di
filosofia.
>> Il passato non dimentica.
>> Dante, Balestra. [musica]
>> Irene Alessi, piacere. Irene, bel nome.
In greco antico significa pace. Lo
prendo come un buon augurio
per tutti noi, naturalmente.
>> Quanto ottimismo, professore. Vedremo.
>> Scusi. Allora,
>> schiaccia il tasto che il tasto [musica]
play è solo una follia,
un salto nel vento, [musica]
un'ora nello spazio, un punto nel tre.
>> [musica]
>> Tempo è un giorno che va via, un
appuntamento,
[musica]
un battito perpetto
che dura un momento.
W [musica]
[musica]
เฮ
[musica]
[musica]
[musica]
>> [musica]
>> เฮ
[musica]
>> [musica]
Can't find what you're looking for?
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