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BANCO DEI PEGNI
Sei un bugiardo!
Era una pazza.
Faccio beneficenza,
ma non posso comprare sassi da ogni vecchietta.
Beneficenza?
Come tutto ciò che è di Roma, fa parte del mestiere.
Prestiamo ai poveri e ad altri profitti confiscati ai criminali.
Sei un forestiero? Non ricordo di averti mai visto prima.
Vengo da Tiro.
Il maglio ha il manico di acero della Sidonia.
Gli scalpelli sono di bronzo. La cazzuola è di stagno Fenicio.
Caspita.
Perché mai adesso vorresti separartene?
- Sto andando al Mar Morto. - Shalom, pellegrino.
Sono fortunato. Non ho mai visto strumenti di tale qualità.
Peccato che mi vengano proposti da uno straniero che non ho mai visto.
Non li ho rubati, se è questo che insinui.
Posso offrirti… venti denari.
Stai scherzando? Valgono molto di più.
- Per Ade e lo Stige. - Ti prego.
Un lebbroso! Sei marchiato.
Non puoi morire e basta? Vuoi trascinarci tutti con te!
Ti è proibito di avvicinarti a noi!
Prendili e vattene!
Non volevo farti… alcun male. È tutto ciò che mi resta.
Strano che una barchetta contenga tanti pesci.
Infatti. Il peso che trasportava l'ha fatta affondare.
Sono dovuti scendere.
Hanno riempito due barche.
- Dovremmo portarla al chiosco? - Arriveranno a momenti.
Almeno tu hai una spada. Dovrei averla anch'io?
Avrai riscosso altre volte due mesi di tasse arretrate.
- Due anni e sette settimane. - Due anni e sette settimane?
A Simone e Andrea era stato concesso un anno gratis.
Restano un anno e sette settimane più un anno, meno lo sgravo matrimoniale.
- Va bene. - Più la mora.
Ora basta, ho capito.
Siamo bersagli facili, qui.
Tu…
Cerca di comportati normalmente.
Lo sto facendo. Faccio quello che sento di fare.
Cerca di agire come una persona normale in circostanze normali.
- Scusa se ho detto normale. - Gaius.
Sì, Marcus.
Pensavo scherzassi.
È stato comico, quando sono saltati dalla barca.
- Saltati dalla barca? - È affondata per via del peso.
Ti ho detto che era una bugia. Non si prende tanto pesce così in fretta.
Potremmo discuterne in un luogo più appartato?
Gaius. Non dirmi che ti rende nervoso controllare per qualche mese le tasse.
Ho appena finito di interrogare l'uomo conosciuto come Giovanni il Battista,
che attualmente è sotto la custodia dei romani, Av Beit Din.
Nonostante l'aspetto poco convenzionale e i suoi insegnamenti inesperti,
ho concluso che non rappresenta una minaccia reale
né per Erode né per la pace pubblica.
Ordine.
Quell'uomo ha un seguito. Lo conferma la testimonianza diretta di Samuele.
- Non dovremmo preoccuparci? - Io ritengo che questi seguaci
stiano solo controllando, come si fa con un rumore sospetto.
E al termine della loro indagine,
capiranno che non si tratta di niente di importante.
Cerca attenzione.
Non si radunano sul Giordano
per immergersi secondo il rituale di purificazione.
Si mettono in fila solo perché gli altri si mettono in fila.
Arrestandolo, non facciamo che legittimare le sue prediche.
Lo stesso tentativo di ridurlo al silenzio gli fornisce un piedistallo.
Ma Nicodemo, non abbiamo dato un tale ordine.
Mi è stato mostrato un documento da parte dei soldati romani,
in cui si attesta che l'abbia ordinato un fariseo.
- Sarà stato un errore. - Sono stato io.
- L'ho denunciato io. - Fratello Samuele?
Colui che assolve un colpevole e colui che condanna un giusto,
sono un abominio per il Signore.
I Proverbi di Salomone non spiegano le tue azioni.
Non ignorerò i suoi peccati, anche se gli altri lo fanno.
- Quali peccati? - Ci ha definiti un covo di vipere.
Usa un linguaggio volgare per attirare l'attenzione.
Sapete come nascono le vipere?
Si schiudono dentro le loro madri.
La Legge dice: "Non coverai nel tuo cuore odio contro tuo fratello".
Se fosse un membro della congregazione, lo ammoniremmo.
Ma non lo è. È una canaglia che non risponde a nessuno.
Fratello Samuele, le tue azioni avventate
hanno fornito importanza a un banale emarginato
e attirato l'occhio di Roma sulla nostra setta.
- Ma lui… - E mi sorprende
che uno studente del grande e sapiente Nicodemo
abbia l'arroganza di ignorare la sua opinione.
Ci parlerò io, Av Beit Din.
Ti sottoporrai al tuo maestro per tutte le questioni di politica e di fede.
Sono stato chiaro?
Sì, Av beit Din.
La seduta è aggiornata.
Almeno non sono l'unico.
Credevo di essere pronto alla vita di strada. Serpi, fame e inondazioni.
La Torah non parla delle vesciche, eh?
Non hai letto il libro dei piccoli dolori ai piedi?
Devo essermi perso quel sermone.
Allora, che cosa facevi, prima?
Volevo… unirmi ai 288.
Il coro del tempio di Gerusalemme? Sì, come no.
E io ero il gladiatore più forte di Roma.
Di Te è assetata
La mia anima
A te anela
Il mio corpo languente
In arida terra
Senz'acqua
- Ammetto il mio errore. - Grazie.
Ora è chiaro perché ti ha invitato.
Non credo ci sia molto di chiaro.
Forse canterò, forse no.
Solo Lui sa cosa diventerò.
Sopra ogni cosa, Lui è un maestro, e noi i Suoi studenti.
Bella voce.
Simone.
Mia madre sta partendo. La riaccompagno a Nazareth.
Ci rivedremo all'accampamento di Cafarnao.
Va bene. Farò in modo che il viaggio sia tranquillo.
Voglio che tu ci vada prima.
- Prima di tutti? - Devi occuparti della tua famiglia.
Ma maestro, io posso proteggere gli altri.
E un giorno lo farai. Gli altri non hanno famiglia, tu sì.
Guarda me.
Io mi perdo il divertimento per accompagnare la mia Immà.
Sì, maestro.
Notevole. Per la prima volta in un anno,
le raccolte hanno superato le proiezioni di Pilato.
E se i pescatori non usciranno più di Shabbat…
Prendi un'oliva, Matteo. Te la meriti.
Grazie, padrone.
Simone l'imbroglione. Simone il truffatore.
Ha pagato i debiti quando doveva farlo.
Mi chiedo se possiamo farglielo rifare.
- Non è stato Simone. - Se dicessi che non è bastato?
Ovviamente lavora meglio sotto pressione,
e io ho un certo talento per creare pressione.
Simone non è il responsabile.
Non mi importa chi ha coinvolto nei suoi piani.
Perdonatemi, padrone, se non sono stato chiaro.
- C'era un uomo… - No, sei stato molto chiaro, Matteo.
Ma anche un po' sempliciotto. Ho letto il rapporto.
È evidente che Simone e il suo complice ti hanno ingannato.
- Ma c'erano altri… - Complici. Certo.
- Ma a che scopo? - Chi può dirlo?
Magari voleva togliersi di torno i concorrenti.
Lo hai detto tu stesso, sapevano tutti della sua slealtà.
Magari l'ha fatto per spaventare chi pesca di Shabbat.
- È astuto. - I pescatori se ne sono accorti.
Non poteva finire meglio.
Non dirmi che hai paura.
Non sono né sofisticato né acuto, padrone, ma so osservare.
Non ho rilevato alcun sotterfugio.
Ho registrato quello che ho visto, per quanto sembri impossibile.
E sei stato bravo, Matteo. Per fortuna ci sono io, ad interpretarlo.
Perdonatemi, pretore.
- È urgente. - Ma davvero?
- Arriva l'inviato di Re Erode. - Dov'è?
Fuori Genesaret, va a nord.
Capitano? Silvio Gemelio, figlio del senatore Gemelio,
- arriverà qui da noi tra meno di un'ora. - Sì, padrone.
Preparatevi per l'ispezione.
Quanto volete restare?
È finita bene con Simone, e ve ne sono grato.
Gaius, ho controllato il tuo stato di servizio. Sei germanico?
Lo era il mio popolo.
1Guerrieri valorosi. Eppure si sono arresi.
Si sono saggiamente uniti ai vincitori.
Saggiamente.
Roma può contare sulla mia totale lealtà. Sono al suo servizio fin da bambino.
E ora comincerai a condurre. Ti promuovo al rango di Primus.
Grazie per questo onore, Pretore.
Non sbavare.
E tu, Matteo, sei così meravigliosamente… strano.
Profondamente intelligente, ma sono le tue reazioni che adoro.
Come questa qui.
Come tu non sia finito sotto un carro
è un mistero da svelare, amico.
Non ho visto trucchi, né inganni sulla spiaggia, padrone.
Perché non sei smaliziato.
Dimmi come reagiresti a questa storia.
Ricevi la visita di un rivale d'infanzia
il cui padre gli ha dato tutto mentre il tuo a te non ha dato niente,
eppure tu ora hai un rango più alto.
Vuoi che sia chiaro che hai vinto.
Che hai tu il controllo, anche se lui arriva senza preannuncio.
Gli mostrerei i miei progetti per le infrastrutture.
Conquistare non è solo assoggettare, ma imporre la propria cultura.
Incredibile.
Così semplice.
Potete andare.
Grazie, Pretore.
- Salve. - Salve. Shalom.
Bel giorno per cogliere fiori.
Se per caso vi piacciono i giaggioli, le lupinelle e gli anemoni,
li vendo al mercato.
Quella è egiziana?
Sì. Sono cresciuta laggiù.
Mio padre veniva dall'Etiopia.
Anch'io sono cresciuto in Egitto.
La tua collana mi ricorda cose che ho visto nella mia infanzia.
Io sono Tamara, di Eliopoli.
Gesù di Nazareth.
Pace a te, sorella.
Grazie.
Shalom, a tutti voi.
- Shalom. - Shalom.
Tu hai parlato in egiziano?
- Ho vissuto laggiù da bambino. - Come mai eri lì?
Abbiamo lasciato Betlemme quando avevo due anni per via di Erode.
Vivevi a Betlemme?
- Durante il massacro degli innocenti? - Esatto.
Conosco quella storia.
Erode ordinò di uccidere tutti i bambini sotto i due anni.
Sì, una storia molto triste.
Ma non roviniamo questa bella giornata. Proseguiamo.
È un lebbroso. State indietro.
- Copritevi la bocca, non respirate. - Non fare un altro passo.
Va tutto bene, Giovanni.
- Maestro, no. - La sua malattia è contagiosa.
Ti prego.
Ti prego.
Ti prego, non voltarmi le spalle.
Non lo farò.
Signore. Se lo vuoi, Tu puoi guarirmi.
Solo se vorrai. Io mi sottometto a Te.
Mia sorella ha servito al matrimonio. Mi ha detto cosa puoi fare.
So che puoi guarirmi, se lo vuoi.
Io lo voglio.
Tu sei guarito.
Grazie, grazie.
Lo sapevo. Lo sapevo. Lo sapevo.
Cosa posso…
- Cosa posso fare per… - No. Non raccontarlo a nessuno.
- Non vuoi prendertene il merito? - Per favore, fallo per me.
Ma che dirò a chi mi chiederà?
Vai e presentati a un sacerdote. Fatti esaminare a riprova che sei guarito.
Fai un'offerta al tempio, secondo i comandamenti, e vai per la tua strada.
Avete una tunica in più?
Solo uno di voi. È sufficiente.
Direi proprio che il verde non ti sta male. Ti sta bene.
- Spargili bene. Si seccheranno prima. - Va bene.
- Zebedeo. - Sì?
Controlli la vigna, per favore?
L'ho dimenticato. Non abbiamo più braccia per fare l'uva passa.
Troppo aspro.
- Salome! - Che c'è?
- Arrivano! - Fai attenzione!
Salve.
- Giacomo. Giovanni. - Sì, Immà?
Dategli ascolto. Per favore.
E rimanete al Suo fianco.
Sì, certo, lo faremo.
È un piacere incontrarti, Salome.
- Sono Gesù di Nazareth. - Ma certo che sei Tu.
- E salute a te, Zebedeo. - È un onore, maestro.
Immà.
Immà.
Dove ho la testa? Prego, entra.
- Ne sei sicura? Arriveranno altri. - Insisto. Entrate, su.
Dov'è Simone?
Ha da fare a casa. L'ha accompagnato Andrea.
Bene.
Credevo che ci avesse ripensato e che avrei dovuto trascinarlo qui.
Stai scherzando? È il preferito del maestro.
- Lo riconosceresti a malapena. - Andiamo.
Possa
Il mio canto compiacerti
La mia gioia vien da te, Signore
Lode al Signore
Lode al Signore
Lode al Signore
Nei secoli dei secoli
Il vino.
Ci ha presentati a tutti i suoi amici. È stata una cosa davvero incredibile.
Abbiamo ballato. Lui ha ballato.
- Anche lui? - Sì.
Sta dormendo.
Il respiro è affannoso, ma regolare.
Bene. Grazie.
È stato un canto molto appassionato.
Se lo dici tu.
Sono tutti a casa di Zebedeo.
A mangiare il cibo di Salome.
Non dire a Eden che l'ho detto.
Che c'è?
Esattore!
Simone. Andrea.
- Non ti hanno dato la buona notizia? - Abbiamo saldato tutto con Quintus.
Non è fantastico?
Allora, torna nella tua gabbia. E smettila di seguirci.
Non è per voi.
Sono qui per quell'uomo.
Quale uomo?
L'uomo alla spiaggia che ha fatto apparire il pesce.
L'uomo alla spiaggia? Tu non hai visto nessuno alla spiaggia. Capito?
- Sì, invece! Ero là, l'ho visto. - E l'hai raccontato ai romani, eh?
- Simone. - Non mi credono.
- Sei un vero traditore. - Simone!
Ti conviene dimenticarlo.
Vai a casa, Matteo.
Non credono a ciò che ho visto, ma io sì.
Devo sapere, mi ha ingannato?
A che serve risponderti, se non dai ascolto nemmeno a te stesso?
- Rabbino. - Rabbino.
- Benvenuto. - Rabbino.
- Salute. - È già tutto pronto, maestro.
Ecco i rotoli di Isaia e di Malachia. Gradite un sorso d'acqua fresca, maestro?
No, grazie. In realtà, vorrei dedicarmi alle letture più tardi.
Vi dispiace concedermi un po' di tempo da solo?
Ma certo, maestro.
Samuele, ti unisci a me, per favore?
- Non ha cucinato Salome? - No.
- Noci? - Buone.
Oh, queste erbe sono splendide. Rosmarino, aneto…
Menta, coriandolo e salvia, per le indigestioni di Zebedeo.
Grazie per averlo rivelato, cara moglie.
Allora, tuo padre era un pescatore?
- Un falegname. - E adesso è a Nazareth?
No, lui è nei cieli.
Di che stirpe era tuo padre?
Giosia, padre di Ioiachin ai tempi dell'esilio.
- E prima dell'esilio? - Abbà.
Mi piacciono le genealogie. Ne parlo spesso.
Immagino della tribù di… Giuda, vero?
E perché immagini la tribù di Giuda?
- Beh… - State facendo una festa?
- Abbiamo sentito delle voci. - Mara, prego, entrate.
Maestro, i nostri vicini, Mara ed Eliel.
- Oh, ci hanno parlato tanto di te. - Ma davvero?
La parabola della rete.
- Ho una domanda. - Il maestro è stanco.
- Abbiamo camminato a lungo. - Non fa niente.
Hai detto che verranno gli angeli a separare gli empi dai giusti.
Quando pensi che arriverà quel giorno?
Siamo tornati da poco da un matrimonio.
Il padre della sposa era un uomo di grande ricchezza, Abnèr.
Nel profondo della notte, verso la fine della festa,
secondo voi cosa stavano facendo i servi?
- Aspettavano. Se sono bravi servi. - Aspettavano dove?
- Nelle loro stanze? In cucina? - Al cancello.
Ah, al cancello.
A fare cosa? Stavano solo lì in piedi, al buio?
- Tenevano le lampade. - Ma perché?
Perché non sono andati a riposarsi?
Perché non sapevano l'ora del rientro.
Supponete che sapessero che il padrone era in ritardo.
Sarebbero andati dentro a dormire?
Si sarebbero ubriacati e avrebbero trascurato le luci?
No. Li avrebbe licenziati.
E buttati fuori, infamati, e detto che se si fossero fatti mai rivedere.
Amici miei. Shalom, shalom.
Passavamo di qua e abbiamo sentito delle voci familiari.
Ci hanno detto del matrimonio. Puoi farlo al pozzo di casa mia?
- Li conosci? - Sì, me li ha fatti conoscere Maria.
- Restate qui. Perché no? - Stavi dicendo, maestro?
Ah, sì, grazie Giacomo. I servi.
Ed è così che le cose avranno fine.
Né gli angeli in cielo,
né gli uomini in terra sanno il giorno o l'ora, ma solo il Padre.
Quindi dovete essere pronti,
con le lampade accese e ben pulite.
- Che succede? - C'è troppa folla, lì dentro.
Non ti preoccupare. A Immà e Abbà piacciono gli ospiti.
Non mi preoccupo per loro.
Oh, capisco. Allora che facciamo?
Controlliamo se il passaggio sul retro è libero.
- Che può succedere? - Può succedere di tutto.
Tante persone, le voci girano…
Arriva gente sospetta.
Simone, non sei la sua guardia del corpo. È in grado di gestire tutto.
Mi ha chiamato Lui. Non stiamo ancora combattendo Roma,
e devo fare qualcosa fino ad allora.
Ti ha chiamato per pescare uomini.
- Non so che significhi. - Appunto.
E se avesse voluto che lo sapessi, te lo avrebbe spiegato.
Quindi… sii te stesso, va bene?
Ehi. Sarà semplice, vedrai.
Samuele, ho gli occhi un poco stanchi.
Ti dispiace leggere per me, dai rotoli del profeta Isaia?
"Confortate. Confortate il mio popolo, dice…"
Un po' più in basso, di qualche riga.
"Una voce grida: 'Preparate nel deserto una via per Dio,
tracciate nella steppa una strada per il Signore'".
E… Ti ricorda nessuno?
Giovanni l'eretico.
E quale eresia trovi in quelle parole che aveva pronunciato anche Isaia?
L'eresia è che Giovanni si è appropriato delle parole di Isaia,
prendendo la descrizione spirituale di Dio in cielo
e applicandola al successore terreno di Giovanni.
Al successore.
Ha detto: "Dopo di me, verrà colui che è più potente di me.
Io non sono degno nemmeno di abbassarmi a slacciargli i sandali".
- E? - Dio non ha un corpo.
Non può indossare sandali.
Dio non può assumere forma umana. È blasfemia.
E dove dice che Dio non può assumere forma umana?
Nel Deuteronomio.
"Non vedeste alcuna figura quando il Signore vi parlò".
Solo perché non l'hanno vista,
- non significa che non possa averla. - Nell'Esodo.
"Non potrai vedermi in volto, perché nessuno può vedermi".
Quest'uomo dovrebbe avere il volto coperto.
Quindi tu vuoi porre dei limiti all'Onnipotente?
Nessuno che non sia scritto nella Legge.
E se Dio facesse qualcosa che trovi in contraddizione con la Torah,
tu gli diresti di tornare dentro quella scatola che hai scolpito per lui?
O metteresti in dubbio la tua interpretazione della Torah?
Quando ero uno studente, sapevo tutto di voi,
leggevo tutti i vostri scritti.
I vostri insegnamenti erano solidi, così ragionati e puri.
Ma noi siamo ancora studenti, Samuele. Tutti noi.
La nostra conoscenza non sarà mai completa.
Mi spaventa non poter prevedere le vostre decisioni.
È proprio la paura che ci costringe a rimanere ignoranti,
a dormire nella sicurezza di una rigida tradizione.
Prendi i Sadducei.
Considerano i primi cinque libri, la legge di Mosè, come scritture ispirate.
Il resto… lo ignorano.
Per loro, Dio ha smesso di parlare quando è morto Mosè.
Pensa a tutto quello che hanno perso.
I salmi di Davide, le storie di Ruth e Boaz, di Esther e Mordecai.
Non voglio vivere in un qualche tetro passato
in cui Dio non può fare niente di nuovo. E tu?
Perché vi preoccupate di questo?
- Dio ci ha dato la legge, va rispettata. - Possiamo ancora farlo.
Guardare le antiche strade, dov'è il cammino dei giusti,
e percorrerle come ha detto Geremia,
e comunque tenere gli occhi aperti al meraviglioso e all'inaspettato.
Siamo d'accordo su questo?
Sì.
Tu ed io possiamo convincere di questo anche gli altri.
- Chiedo scusa, Maestro dei Maestri. - Che succede?
Una folla si è radunata in città per ascoltare una predica.
- Di un fariseo? - No, di un uomo comune.
Non è Giovanni. È uno qualunque.
Ha attirato l'attenzione di tutti i presenti nella zona.
Andremo a controllare.
Credi che dato che Pilato li ha uccisi fossero più peccatori di altri?
Pilato non lo ha fatto per questo motivo, ma dev'essere una punizione di Dio.
No, Dio non considera nessuno peggiore di nessun altro.
Tutti devono pentirsi o perire.
Conosci la Torre di Siloam, che è crollata e ha ucciso 18 persone?
Ma certo.
Pensi che loro fossero i peggiori di tutti, a Gerusalemme?
No. Tutti devono pentirsi o perire.
Ho finito pistacchi, noci, pane e acqua.
Puoi chiedere a Deborah se ha del pane per sfamare tutti?
Deborah è alla porta.
Stanno già mangiando tutti.
E la preghiera?
Che vuoi sapere, Shula?
Non mi piace pregare ad alta voce, perché mi sento in imbarazzo
accanto ai maestri che sanno farlo meglio di me.
I paroloni non contano. Tanto li dicono solo per fare scena.
Non è necessario pregare in pubblico.
È meglio andare in camera tua, chiudere la porta
e pregare il Padre che ti vede in segreto.
Lo stesso vale per donare ai bisognosi.
Non fate sapere alla mano sinistra cosa fa la destra.
Come può una mano fare qualcosa di nascosto all'altra?
Voglio dire di essere generosi senza pensarci troppo.
Non fatelo per mettervi in mostra, per fare impressione sugli altri.
E nemmeno per congratularvi solo con voi stessi.
Donate con umiltà.
Venite. Venite.
Quando è passato l'ultimo?
Matteo.
Ehi.
Chiedo scusa. Cosa?
Da quanto tempo non ricevi un cliente?
- Io non ho clienti. - Quant'è che non passa nessuno?
Un'ora, forse anche due.
C'è qualche festa ebraica che non conosco?
Ce ne sono molte che non conosci.
Sono molto sorpreso.
Marcus.
- Chiudi il chiosco e va' a casa. - Non è ancora tempo.
C'è stata un'emergenza. Chiudi tutto e va' a casa.
Che emergenza richiede che io abbandoni la postazione?
Un tumulto in città.
Vengo con voi.
- Come, scusa? - Vengo con voi.
Ho detto che c'è un tumulto. Matteo, non il ho tempo di proteggerti.
Come pensi che sopravviva il resto del giorno?
Io non ne ho idea.
A proposito di questo.
Tutti voi che siete qui siete persone per bene, vero?
Siete giusti? Più o meno? Non cattivi?
Vi racconto una storia.
- C'erano due uomini che andarono… - Scusate.
Permesso.
I migliori di noi, no?
- L'altro, un esattore. - Salve. Bello vederti.
- I peggiori, vero? - Lui è Gesù di Nazareth.
Lo senti?
Sta per conto suo. Entra nel tempio, e prega.
- Lo senti? - Sì.
- È incredibile, eh? - Sì.
- Ti ringrazio di non essere come… - Scusate.
- …gli altri ladri ingiusti. - Scusateci.
Permesso.
- Dove andate? - Per favore, dobbiamo vedere Gesù.
Non c'è spazio, là davanti.
Ha le gambe paralizzate, non può camminare.
Non c'è proprio spazio.
Simone, merita di ascoltare Gesù, come tutti.
Salve di nuovo. Sono così lieta di rivederti.
- Il mio amico è… - Perché vuoi avvicinarti?
Ho visto ciò che ha fatto a quel lebbroso. So cosa ho visto.
Stiamo cercando di tenerlo riservato, per ora. Guarda questa folla.
- Immagina cosa accadrebbe. - Vi prego.
Aiutatemi a portare il mio amico da Lui.
- Abbiamo compagnia. - Vado io a parlarci.
Vieni con me.
- Che succede qui? - Un raduno pacifico.
Lo dicevano anche i Maccabei.
- Bloccano la strada. - Li faccio spostare.
Non gli abbiamo detto dove mettersi.
Infine disse a sé stesso: "Anche se non ho timore di Dio,
visto che la vedova continua a importunarmi, le farò avere giustizia.
Così che non mi importuni più.
- Mi dispiace, c'è troppa gente. - Ma tu lo conosci bene.
Non puoi farci avvicinare?
Non voglio interrompere il maestro causando disordine.
Che faresti al posto mio?
Eviteresti di causare disordine?
Sono stata al tuo posto.
Se usassimo il tetto?
Volevo soltanto ascoltare il maestro!
- Quassù. - Va tutto bene, sali.
- Come avete fatto a salire lassù? - Con quella scala. È facile.
Grazie.
Dove sono i vostri genitori?
Ah, ho capito, va bene.
Beh, allora, l'uomo che sta parlando si chiama…
- Gesù di Nazareth. - Lo conosciamo.
Se dunque Dio rende così belli i fiori di campo,
che domani si gettano nel forno,
a maggior ragione procurerà un vestito a voi.
- Scusami. - Silenzio. Vogliamo ascoltare.
- Sai con chi stai parlando? - Samuele.
Avete sentito che ha detto?
Ricordi il Quartiere Rosso? Siamo lontani dal nostro elemento.
Dobbiamo scoprire chi sta predicando. Guardate che folla.
- Ragione in più per agire con prudenza. - Rabbino.
È lei.
È stata guarita davvero.
Avevo letto il rapporto, non l'avevo vista. È una persona nuova.
Perché si trova qui?
Non può nascondersi.
E se fosse notte Zebedeo, non accenderebbe una lampada
per metterla sotto un secchio,
ma la metterebbe in alto, per illuminare tutti.
Gesù di Nazareth!
Ho visto quello che hai fatto al lebbroso questa mattina.
Il mio amico è paralizzato dall'infanzia.
Sei la sua unica speranza.
Ti prego, fagli quello che hai fatto al lebbroso.
- Il nostro tetto. - Ma che sta facendo?
Se tu lo vuoi, maestro, so che puoi farlo.
- Guariscilo! - Guariscilo!
Maestro, fai il miracolo, Gesù!
Calatelo piano!
Gesù, il miracolo!
È questo che volevi?
Prendi la tavoletta, almeno.
- Maria. È in pericolo? - Non lo so.
No, non credo che lo sia.
- C'è spazio dentro? - Sì.
- Ci credi che stiamo per vederlo? - Sì.
Giù.
Tu. Con quale autorità insegni?
Rispondimi.
Se tu lo vuoi, maestro, so che puoi farlo.
Ehi, sto parlando con te. Con che autorità insegni?
Di certo non hai ricevuto il permesso da un rabbino.
- Dove hai studiato? - La tua fede è bellissima.
Figlio mio. Fatti coraggio.
I tuoi peccati sono perdonati.
Chi è quest'uomo che pronuncia bestemmie?
Chi può perdonare i peccati, se non Dio? Giusto?
Ma io vi chiedo se è più facile dire
"i tuoi peccati sono perdonati", oppure "alzati e cammina"?
È facile dire qualsiasi cosa.
Ma per dimostrarvi, così che possiate saperlo,
che il Figlio dell'Uomo ha il potere sulla Terra di perdonare i peccati…
Io ti dico, figlio mio…
Alzati.
Prendi la tua barella.
E va' a casa.
Fa' con calma.
Sì!
Sì.
Grazie.
Va' a casa.
Guardie di Roma! Lui minaccia la pace pubblica!
Maestro. Di qua.
Via!
Chiudi la porta.
- Maria. Aspetta. - L'avete visto?
Ho visto un paralitico camminare davanti a me, con le sue stesse gambe.
Una volta mi avete chiesto se conoscevo il suo nome.
Ora tutti conoscono il suo nome. E temo per la sua incolumità.
Non intendo causargli problemi, né disonore.
- I vostri amici vogliono farlo arrestare. - Sono invidiosi. E hanno paura.
Ma io no. Lo giuro.
Maria, ti prego, devo parlare con lui.
Io seguo lui, non è lui a seguire me. Nessuno sa quello che vuole fare.
Potresti organizzarci un incontro?
In segreto, in incognito, di notte. In un luogo di sua scelta.
Non mi importa anche se fosse un burrone, una caverna, o una tomba.
Ho solo bisogno di parlargli. Ti prego, Maria.
Ci proverò.
Ti sei perso?
Sì, esatto.
C'è qualche problema?
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