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Oh. Rallentate!
Rallentate!
Che cos'è?
Un galleggiante da pesca.
Allora?
Allora… Ormai siamo vicini.
Bel lavoro.
Z
Virate a babordo!
Da questa parte.
Romani.
- Maledetto traditore. - Che c'è?
Avete colpito un banco di sabbia. Perché non mi date mai retta?
Vi avevo detto di andare da quella parte.
Gli incidenti capitano, amici. Niente di cui vergognarsi.
Non è stato un incidente.
Conosci queste acque meglio di chiunque, ecco perché ne hai l'odore.
Ricordatelo bene, Simone, figlio di Giona.
Questa è una gentilezza.
D'altro canto, Quintus, è capace di qualunque violenza
contro coloro che lo tradiscono.
Posso tenerlo buono per una settimana, forse.
Pensa a Eden.
Se osi anche solo avvicinarti a lei…
Devi tenere fede alle tue promesse, cane.
È bello vederti, Zebedeo.
Oh, è stato facile convincermi a venire qui a bere.
- Affari o piacere? - Questo?
Avevo finito le esche. Ho provato a usare un orecchio.
- Qualcuno non ha gradito il tuo umorismo? - Che cosa vuoi, Simone?
Ho stretto un patto con i romani.
- Con i romani? - Simone.
- Non ci aveva detto niente, Abba. - Non vedi la ferita?
Non ha dato loro ciò che volevano, no?
Usa il cervello.
Va' avanti.
- Ho le tasse da pagare. - Come tutti.
Parecchie. Mi avrebbero portato via la barca e la casa.
A meno che?
Non gli avessi detto chi pesca durante lo Shabbat.
E tu lo sapevi?
Apprezzo la tua onestà, Simone.
E voglio restituire il favore.
Mi sorprende che tu ti faccia vedere qui, e per giunta chiedere aiuto.
Hai perfettamente ragione.
Sono in trappola, ma… ciò mi dà un certo vantaggio.
Davvero? Dimmi.
- Che vantaggio ha un traditore morto? - Non sono un traditore.
- Hai finito con la pesca, Simone. - Andiamo.
- Coraggio, Abba. - So i loro piani, Zebedeo.
- Ti cercheranno. - Si prendono gioco di te.
Mi spiace, non posso aiutarti.
Hai pescato vicino a Gadara, ieri notte.
Può darsi di sì.
Può darsi di no.
Ti muovi con sei navi, e subito
tutti quanti qui sanno dove sei stato.
Quello che non sanno è dove andrai la sera dopo.
Erano solo tre barche, Zebedeo.
Ero poco dietro di te con i soldati.
E ce n'erano altri in attesa sulla riva.
Come gli siamo sfuggiti?
Ho fatto in modo che la barca avesse un incidente.
Così ho perso parte del mio orecchio preferito.
- Io ti ringrazio. - Non ringraziarlo.
Ha scelto lui di aiutare Roma.
A che gioco stai giocando, eh? Sei alla ricerca di un alleato?
Qualcuno che prenda il tuo posto a denunciare gli altri pescatori?
- No, è molto più stupido di così. - Voglio che consegni il tuo pescato.
Che ha detto?
- Aspetta, consegnarlo a chi? - A me.
E restate a terra per lo Shabbat. Almeno per un po'.
Potrò dire a Quintus che il problema è risolto.
- È tutto inutile. - Ha ragione.
- È solo una notte di lavoro. - Quaranta notti.
Una per ogni uomo che è dovuto stare lontano dalla famiglia.
Ma che è tornato a casa grazie a me.
Sì, perché non avresti sopportato di trascinarci a fondo insieme a te!
Ti dobbiamo molta gratitudine.
Ma non posso ripagarti togliendo il cibo di bocca ai miei uomini.
Mi dispiace.
Matteo l'esattore, Pretore.
La frutta è incredibile, qui.
Melograni, datteri, fichi, bacche.
Le olive.
Tutto ciò che cresce qui è immacolato.
Eccetto la gente.
Siete un popolo miserabile.
Venerate un solo Dio, eppure siete così divisi.
Vedi, la gente si lamenta che noi romani governiamo il mondo,
ma io so il vostro segreto.
Voialtri volete essere sottomessi.
Volete una scusa per lamentarvi, è la vostra natura.
Lo capisci, Matteo?
Non lo so.
No, come potresti?
Sei un uomo con un unico scopo. Queste cose non sono degne di te.
- Dov'è la tua scorta? - Non voleva entrare.
-La mia mancanza di buone maniere… - Pensa che lo farai uccidere.
Sì.
Non oggi, Matteo. No.
Oggi, io ho bisogno di te.
Hai sentito bene.
Ho bisogno… di un uomo come te.
- Di uno come me? - Della tua mente, Matteo. Ascolta.
Dicevi il vero su Simone. Mi ha ingannato. Forse.
Probabilmente.
La verità è che non ho marinai esperti. Forse è stato un incidente.
- Padrone? - Segui Simone.
Voglio sapere dove va, chi incontra.
Dimmi di che cosa parla con gli amici, che cosa beve. Tutto quanto.
L'ultima cosa è molto difficile.
Anzi, tutte queste richieste, padrone, sono difficili.
Ma tu sei un uomo pieno di risorse. Vai dritto all'obiettivo.
Non sono accettato.
- Dove? - Dovunque. Io sono un pubblicano.
- Sei visto con invidia? - Sono odiato.
Tutti quanti odiano i pubblicani. Siamo peggio dei romani.
Voi siete nato romano. Io ho fatto una scelta.
Usa un travestimento.
Tu sai scrivere, vero?
Sì.
Scrivi tutto, ogni dettaglio. Il tuo chiosco è protetto?
Sì, padrone. Ci lascio il mio cane, quando esco.
Oh, Matteo. Sei un tesoro davvero inestimabile.
Ovvio che hai un cane.
L'ho visto con i miei occhi.
La fila si allunga dal Giordano fino al bosco di acacie, fino all'orizzonte.
Aspettano di farsi immergere nel fiume da uno con una pelle di cammello.
E non lo fanno per purificarsi?
Lo chiama battesimo di pentimento. Per il perdono dei peccati.
- Che dice di preciso? Lo conoscevi? - No, e dice queste cose.
Rabbino, esiste un precedente?
Che discorsi faceva?
- Rabbino? - Le sue parole. Il messaggio.
Sostiene la legge ebraica? Parla di rivoluzione? Di violenza?
Violenza no. Ma non vi ho detto la parte peggiore.
Uno dei nostri lo ha avvicinato, e ci ha chiamati serpi.
- Noi? - Sì, i capi religiosi.
Serpi?
Ci ha insultati, dicendo che siamo inutili.
- Che altro? - Che altro?
- Cosa c'è di peggio? - Dipende da chi è costui.
Ha detto ai pubblicani di non estorcere denaro e non chiederne di in eccesso.
- E c'erano quando lo ha detto? - Sì.
- E di condividere cibo e abiti. - È solo una predica populista.
A Gerusalemme girava voce di un uomo folle
che è entrato alla Corte del Re con una lista di malefatte
commesse dalla famiglia di Erode.
Che dobbiamo fare, Rabbino? Lo facciamo interrogare dal Sinedrio?
Se è la stessa persona, non risponderà di certo al Sinedrio.
E comunque non siamo il suo unico bersaglio.
Sembra che goda a rifiutare
ogni genere di tradizione e ogni genere di autorità.
Si dice in giro che compia dei miracoli?
Non lo so.
L'incontro è terminato.
Che succede?
- Eccolo qui! - Giosafat.
- Abramo. - Simone.
- Che hai fatto all'orecchio? - Mi sono tagliato. Che succede?
Simone. Noi siamo come fratelli.
Se dovessi avere bisogno di qualcosa…
Sentite, se è per quello che è successo al molo,
non so cosa abbiate sentito, ma è solo un malinteso.
Una questione di affari.
Che è successo al molo?
Ho solo perso un'esca. Che succede?
Immà è malata.
- Immà? Che cos'ha? - Ha una bruttissima tosse.
Ormai non ha più la forza di fare niente.
Non riesce neanche a dormire. E sputa sangue.
- Non capisco. L'abbiamo vista l'altro… - Mese. Simone.
È un mese da quando siamo andati a trovarla.
Sai com'è andata. Il lavoro e…
Lo so, non sono stato un bravo…
Ma perché siete qui?
No, no, no, no, no, no.
Sentite. Voglio bene alla vostra Immà come fosse mia.
- Anche lei. - Non possiamo tenerla.
Abramo e la sua famiglia abitano già tutti a casa mia.
- È un momento complicato. - Non c'è un buon momento.
No, la risposta è no.
- Lo sapevo. Hai sempre detto… - Che razza di uomo sei?
Sei senza onore, figlio di Giona!
Dovrei spaccarti la faccia!
- E dov'è l'onore in questo? - Smettetela!
Giosafat. Abramo. Se Simone dice che il momento è inopportuno,
avrà le sue ragioni.
- Grazie, Eden. - È inopportuno per te, ma non per me.
- Amore. - No.
Se non posso accudire la mia Immà quando è malata, che donna sono?
Non sono niente. Non una figlia…
- Sarai per sempre la mia… - Niente!
Abramo. Giosafat, per favore, andate di là, oppure uscite. Dobbiamo parlare.
Eden?
Non parlo a vostra sorella, devo parlare a mia moglie, dentro casa mia.
E se non uscirete entro tre secondi,
vi butterò fuori con le mie stesse mani.
Non ce la faccio più.
Ti prego. Per favore, ascoltami.
Non sono stato sincero con te.
Non c'è nessuna donna. Non è il gioco d'azzardo.
Senti, giorni fa ti ho guardata negli occhi e ti ho detto: "Va tutto bene".
Ho mentito.
Che vuol dire?
Ho pescato durante lo Shabbat perché non avevo altra scelta.
Andrea ha le tasse da pagare. Io ho le tasse da pagare.
Non siamo riusciti a saldarle.
Ho fatto cose di cui non vado fiero e ho peggiorato la situazione.
- Siamo nei guai. - Noi? Che cosa significa?
Io sono nei guai. Ma anche noi, perché senza un miracolo,
- siamo con l'acqua alla gola. - Non sono una bambina.
- Basta con gli enigmi. Che succede? - Potrei finire in prigione.
- Potremmo perdere tutto. - Cosa?
La ferita all'orecchio. Sono stati i romani.
- Simone! - Se non trovo abbastanza pesce,
- o se nessuno mi aiuta mi arresteranno. - O ti uccideranno. Sono romani!
- Ora devo andare. - Dove?
A pesca. Passerò il resto della settimana
a pescare ogni pesce che trovo sperando di riuscire a sistemare tutto.
Per questo la tua Immà non può restare. Non è possibile.
No, lei non c'entra niente! Non puoi punirla per i tuoi peccati.
- Eden, non puoi farlo da sola. - Tu.
Non puoi dirmi che cosa posso o non posso fare.
Hai sempre tenuto gli occhi chiusi, qui a casa.
Dio è con me, anche se tu non lo sei.
Mi dispiace.
Dov'è finita la tua fede?
- Cosa? - Mi hai sentita.
La fede non mi concederà una pesca più ricca.
Non parlo di questa notte. Parlo di molto prima di questa notte.
Tu sei cambiato.
Prima era il gioco d'azzardo, ora è il lavoro.
E provare a fare tutto quanto da solo.
Il famoso Simone che sistema ogni cosa
e affascina tutti quanti, tutto da solo.
E vai a pesca nei giorni sacri senza esitazione, senza rispetto per Dio.
Ricordi il Pikuach Nefesh?
Si può infrangere un comandamento per sopravvivere.
La nostra vita è in grave pericolo, adesso.
Questo non lo sai, perché non segui più il Signore, ultimamente.
Non come l'uomo che io ho sposato.
Ecco perché sei così bloccato e ti senti disperato
e vuoi cercare di sistemare tutto da solo!
Allora vai.
Non ti voglio a casa, stanotte.
- Mi dispiace. - Lo so che ti dispiace.
Lo so.
E sono lieta che finalmente tu sia stato sincero.
Ma ora basta parlare.
Forse Dio avrà la tua attenzione, adesso.
Accidenti.
Simone. Simone.
- È successo. È successo, Simone. - Di che cosa parli?
- Sei corso qui da Gerusalemme? - Siamo salvi.
- Siamo salvi? - L'ho visto. Con i miei occhi, Simone.
Chi?
- È stato incredibile. - Andrea, chi hai visto?
L'agnello… di Dio.
Colui che toglie tutti i peccati del mondo.
Simone. Eravamo sulla riva del Giordano,
quando Giovanni Battista ha indicato un uomo che camminava e…
Simone?
- Mi stai ascoltando? - Sì.
Ma non stai dicendo niente.
Oggi io ho visto il Messia, l'uomo che tutti noi, te compreso,
aspettiamo da tutta la vita. La cosa non ti interessa?
- È un uomo potente? - Potente? No.
- Ricco? - No.
Non può ripagare il nostro debito.
Forse è un dottore?
No.
Quindi non può aiutare la Immà di Eden,
- che ora vive con noi. - Dasha è malata?
Perdonami se non sto facendo i salti di gioia,
se quel pazzo di Giovanni ha indicato un uomo.
Tu hai paura.
Ho perso tutto.
- Ho bruciato ogni ponte. - Ma non importa.
I romani non importano, se è arrivato il Messia.
Ora tutto è possibile. Non lo capisci?
Sarebbe bello.
Dove stai andando?
Va' ad aiutare Eden e i suoi fratelli. Stanno cucinando, dall'odore.
- Così adesso mi segui, eh? - Si tratta di responsabilità.
Devi assicurarti che Quintus sappia dove andare quando dovrà colpirmi?
Tu paga il tuo debito. Io tengo conto delle cose.
Lo faccio bene. Quintus sa che lo faccio bene.
Tu sei un po' strano, non è vero?
Dovresti costituirti.
- Possiamo accompagnarti. - No.
- Sto valutando altre opzioni. - Non ce ne sono.
Devi fornire le informazioni sui pescatori fuorilegge,
o saldare il debito, in qualche modo.
Andrea dice che tutto è possibile.
- Non matematicamente. - Sì, ma se lo fosse?
Sottoporrai famiglia e amici a un inutile supplizio ritardando la fine.
Usi parole difficili.
Ma nessuno mi ascolta. Non quanto ascoltano te.
Tu hai un talento unico.
Almeno è qualcosa.
Suppongo non ti diriga dalle autorità?
- Vado a pescare. - Variabili.
La gente aggiunge sempre delle variabili.
Cambierebbe sapere che hai tempo solo fino all'alba?
Fino all'alba? Lo Shabbat è tra tre giorni.
Quintus pensa che tu lo stia ingannando. Sta venendo qui.
Vado comunque a pescare.
- Costituisciti. Non hai un piano. - Ti ho spiegato il mio piano.
Se mi prenderanno, sarà mentre faccio il volere di Dio.
Di' al tuo capo che può trovarmi al largo.
- Mi considero fortunata. - Adonai è davvero grande.
Il viaggio è andato ancora meglio di quanto ci potessimo aspettare.
Trovo sempre qualche rivelazione in questo luogo.
Per non parlare delle opportunità che scaturiranno dai nostri successi.
Rimarremo altre due settimane, o finché non avrò concluso la ricerca.
Ma Nico, sicuramente puoi continuare gli studi a Gerusalemme.
- Gli archivi sono là. - La faccenda è già decisa.
Non aspettiamo nessuno.
È importante. Devo vederlo.
Mi dispiace disturbarvi a quest'ora, Rabbino.
Porto notizie riguardo all'eretico di nome Giovanni.
- Giovanni il Battista? - I romani lo hanno tratto in arresto.
- E tu come fai a saperlo? - Grazie a Samuele, Rabbino.
Credo abbia fornito lui la sua posizione ai romani.
Non consegniamo i Giudei ai romani così facilmente.
- Lo ha ordinato il Sinedrio? - No, maestro.
Interrogherò il Battista io stesso. Farò di certo un'indagine.
- Grazie, Yussif. - Sì, Rabbino.
E ne discuterò presto personalmente con Samuele.
Vieni qui, andiamo.
Anche la gente abbaia, a volte.
Che ci provo a fare?
Renderò la tua discendenza numerosa come le stelle del cielo.
E poi che cosa? Eh?
Hai moltiplicato i Prescelti come le stelle…
solo perché l'Egitto li rendesse schiavi per generazioni?
Ci hai portati via dall'Egitto, hai separato il Mar Rosso,
solo per farci vagare nel deserto per quarant'anni?
Ci hai dato la terra solo per poi esiliarci a Babilonia?
Ci hai riportati qui per essere schiacciati da Roma?
È questo il Dio che ho servito così fedelmente per tutta la mia vita?
Sei tu il Dio che devo ringraziare?
Sai, se non lo sapessi bene,
direi che ti diverti a strattonarci in giro come capre,
senza decidere se siamo i prescelti oppure no.
Lo siamo o no? Eh?
- Simone. - Andrea?
- Con chi stai parlando? - Con nessuno, a quanto pare.
Non scherzare, amico mio.
Si potrebbe pensare che hai perso la fede.
Giovanni e Giacomo, suppongo.
Chi ha portato il vecchio?
Si dice ti serva un vero pescatore.
- Come sapevate che ero qui? - Eden sarà anche arrabbiata,
ma il suo orgoglio non le ha impedito di chiedere aiuto.
Ah. Le hai raccontato tutto quanto, eh?
- Più o meno. - E come l'ha presa?
Diciamo che è la mia ultima notte da uomo libero, e sto pescando.
- La tua ultima notte? - Quintus.
Beh, non ci sono molte ore, in una notte.
Peschiamo.
Se non prendiamo niente,
domattina forse potresti nasconderti in una carovana e fuggire in Egitto.
A pescare nel Nilo.
- Hanno persici grandi come bambini. - L'Egitto è una provincia romana.
- Eden detesta l'Egitto. - E allora? Aspetterà qua i tuoi soldi.
Spero che se permetterò a Quintus e ai suoi uomini di sfogarsi su di me,
alla fine consentiranno le visite. Giù le reti.
Allora, la notizia di cui ti stavo parlando.
- Ho camminato con Giovanni, il Battista. - Andrea. Di che parla?
- Ha indicato un uomo. - Ora basta.
- E ha detto: "Guardate l'agnello di…" - Andrea! Ho detto basta.
Per favore. Non voglio sentire un'altra parola su questo tuo agnello.
Non cerchiamo agnelli, cerchiamo pesci.
Giovanni aveva ragione.
Hai una possibilità.
Potresti nasconderti dentro un carro, e fuggire.
Non lascerò la terra di nostro padre. E mi troverebbero comunque.
Il Battista potrebbe travestirmi con la sua pelle di cammello.
Tira su e zitto.
Giacomo!
Giacomo. Aiutaci.
Zebedeo.
Vieni di qua.
A volte l'acqua ci sconfigge tutti.
Sei stato sfortunato.
Va bene. È ora di rientrare.
Ragazzi?
I romani sono già qui ad aspettarci.
Noi siamo con te.
Pensa a salvare Eden. Mi hai capito, Andrea?
Ehi. Quelli non sono soldati.
Forse ho ancora tempo per vedere Eden.
Noi puliamo le reti, ma restiamo qui, per farti andare via.
Simone. È Lui.
- Scusatemi. - È Lui. Simone, è Lui.
Non ho tempo, Andrea.
È Lui, Simone. È l'uomo che Giovanni ha indicato. Lo riconosco.
Posso chiedervi un favore?
Sto insegnando a queste persone, ma hanno problemi ad udirmi.
Se potessi stare sulla barca, sentirebbero meglio.
Hanno problemi a udirti, eh?
Sì, certo. Sali pure sulla nostra barca.
Io devo andare, mi spiace. Non ho proprio tempo, oggi.
Resta ancora per un po'.
Ho una cosa per te.
Per me?
- Vado di fretta. - Sì, lo so.
Concedimi solo qualche istante, per favore.
Simone, fidati di me, come io mi sono fidato di te.
Quest'uomo è il Messia.
- Bentornato, Andrea. - Grazie.
- Sono Gesù. Ti ringrazio. - Simone.
In questi ultimi minuti, vorrei condividere una storia.
- Mi sentite bene? - Sì, ora va meglio.
Ringraziamo i nostri amici per la barca.
Grazie! Grazie, amici. Grazie.
Fidatevi, la mia voce non è gradevole quando urlo.
Dato che sono su una barca, la mia ultima parabola sarà sulla pesca.
Simone, per favore, dammi la rete.
Quando questa rete viene gettata in acqua, cosa succede, Simone?
- Beh… - La maggior parte delle volte.
- Raccoglie. - Un po' più forte.
- Raccoglie i pesci. - Sì.
Questa rete raccoglie pesci. Ogni genere di pesci, vero?
- Sì. - Ogni genere di pesci.
E il Regno dei Cieli è come ciò che succede dopo.
Dopo che la rete si riempie, Simone e gli altri la tirano fino a riva,
si siedono e dividono i pesci.
I pesci buoni vanno nel barile, e i pesci cattivi…
Vengono gettati.
Così sarà alla fine dei tempi.
Verranno gli angeli e separeranno gli empi dai giusti,
e li getteranno nella fornace ardente.
Mi capite bene?
Perciò, ogni scriba divenuto discepolo del Regno dei Cieli,
come siete diventati voi, è simile a un padrone di casa,
che trae dal suo tesoro cose nuove e antiche.
Dovete fare lo stesso con questa conoscenza.
Le parabole che racconto hanno senso per taluni, ma non per altri.
Siate pazienti.
È tutto, per oggi. Ora ho degli affari da sbrigare con il mio nuovo amico.
Gettate le reti in acqua un'altra volta.
Un po' più in là.
Non voglio discutere con te, maestro, ma abbiamo pescato tutta la notte.
Per niente.
E va bene. Se lo dici tu.
Prendi la rete!
Prendila. Prendila.
Da quella parte.
Aiuto!
Aiuto! Forza!
Aiuto! Venite!
Andiamo!
Andiamo!
Prendete i pesci. Prendeteli!
Da questa parte.
Tirate su! Tirate, tirate!
- Spingete, su! - Tirate!
Tiriamoli su. Tiriamoli su.
- Spingete. - Prendetela.
- Tirate! - Forza!
Prendete, forza!
Sulla barca, forza!
La rete si romperà!
Tira! Tira su!
- Tira! - Di qua.
Coraggio!
Simone. Te l'avevo detto.
Te l'avevo detto! Te l'avevo detto!
- La barca si capovolge. - Scendete. Dovete scendere.
Mio fratello, e il Battista.
- Tu sei l'agnello di Dio, è così? - Sono io.
Allontanati da me. Io sono un peccatore.
Non sai che uomo sono, né le cose che ho fatto.
Non aver paura, Simone.
Mi dispiace. Ti aspettiamo da così tanto tempo. Credevamo, ma la mia fede…
Chiedo perdono.
Solleva il capo, pescatore.
Che cosa vuoi da me?
Tutto ciò che mi chiederai, lo farò.
Seguimi.
Lo farò.
Maestro.
Anche voi.
Sì, voi due, Giacomo e Giovanni. Venite, seguitemi.
Porterò il pesce al mercato e salderò il debito di Simone.
Cercherò aiuto per governare le due barche.
- Ne sei sicuro? - Sì. Andate.
Che cosa dirai a Immà?
Siete stati chiamati dall'uomo che abbiamo atteso per tutta la vita
e mi chiedete che dirò quando salterete la cena?
Andate, forza.
Sei sicuro di non volerlo ripetere qualche altra volta?
- Formeremmo un equipaggio fantastico. - Simone.
Scherzavo.
I pesci non sono niente.
Ti aspettano grandi cose, Simone, figlio di Giona.
Hai compreso la parabola che ho narrato prima?
D'ora in poi, farò di voi pescatori di uomini.
E dovrete radunarne il più possibile di tutti i generi.
Io li dividerò in seguito.
Salve.
Questa merce vale molto.
È incredibile.
È impossibile.
Voi dovreste essere molto potente.
Eppure siete più spaventato di quanto lo sia io.
Sei tu colui che chiamano Giovanni il Battista?
Sì.
Ho bisogno… di farti delle domande.
Riguardo… ai miracoli.
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