All language subtitles for The.Chosen.S01E02.Shabbat.1080p.AMZN.WEB-DL.DDP5.1.H.264-G66

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Original subtitles

Vedo una stella!

E se pensi che io ci creda, Elia, devi pensare che io sia nata ieri.

- C'era lo Shabbat quando eri piccola? - Ma certo!

C'è dai tempi dell'Alleanza.

Ogni sette giorni? Perché sette, nonna?

Lo Shabbat serve a riposare, e anche a onorare tre cose.

La famiglia, la nostra gente e Dio.

- La famiglia come nonna e nonno? - Sì, e anche te, mamma e papà.

- E gli amici che sono come la famiglia. - Chi altri?

- Onoriamo i concittadini nello Shabbat. - Gli stranieri?

Siamo tutti il popolo di Dio, anche chi non conosciamo ancora.

Ma la cosa più importante è onorare Dio e tutte le Sue opere.

Riposiamo come ha fatto Lui il settimo giorno.

Riposiamo per ristorare l'anima, per conoscerLo meglio.

Una donna di valore. Chi può trovarla?

Quella è l'Eshet Chayil, un'ode alla Donna di valore.

Il suo prezzo va oltre quello delle perle.

Può fidarsi di essa, il cuore di suo marito,

e non gli manca il guadagno.

Eccola!

Che Dio ti renda come Efraim e Manasse.

Che Dio ti renda come Sara, Rebecca, Rachele e Lia.

- Shabbat shalom. - Ascoltiamo la preghiera.

Il sesto giorno.

Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere.

Dio, nel settimo giorno,

portò a compimento il lavoro che aveva fatto.

Benedetto sei tu, Signore nostro Dio, Tu che sei il Re dell'universo…

- Tu che crei il frutto della vite. Amen. - Amen.

CITTÀ DI CAFARNAO 26 D.C.

- Sei davvero molto brava. - Oh, Maria.

- Provaci tu. - Oh, no. No, no, non posso.

Sì. Ti ho vista fare una treccia. Sei stata perfetta.

Su, prova.

Due pezzi.

Sì.

Avvicinati. Vieni a vedere la mia merce.

Come sono andata?

Ho detto che era molto brava.

È un peccato che la vedrà solo Ananìa.

Sai che servirebbe? Per caso abbiamo dei fiori?

Oh, prendo un ranuncolo. Aspetta qui.

Resta qui.

Oh, mi dispiace.

Scusate, scusatemi.

Scusate, mi dispiace tanto.

Devo vedere subito Quintus.

- È urgente. - Questione di vita o di morte?

Sì.

Controlla il tuo cane.

Cosa ha detto?

- Che ti detesta quasi quanto me. - E?

È stata una pessima idea.

- Dobbiamo parlare con Quintus! - Altrimenti?

Non è obbligato a spiegarti alcunché. Hai la più pallida idea di chi…

No, certo che non ce l'hai. È ovvio.

- Idea di che cosa? - Di chi è Quintus.

- Certo che ce l'ho. - Davvero?

È il supervisore dei territori occupati della zona

e assicura il mantenimento dell'ordine e della stabilizzazione economica.

So che responsabilità ha, ma non credo tu sappia di cosa è capace.

Se ha fatto un accordo con quel Simone, ho informazioni sul suo lavoro.

Mai sentito parlare di decisioni prese d'istinto?

Se è così, devo farglielo sapere.

Sì, è vero.

Non voglio trasportare io il tuo cadavere,

quindi vado ad aspettare il tuo rimpiazzo qui fuori.

Buona fortuna.

- Io non capisco. - Sei uno sciocco.

Un pubblicano domanda udienza?

- Pubblicano? - Sì, padrone.

E tu sei la sua scorta, centurione?

Sì.

Dove te ne vai, allora?

Controllo il corridoio, pretore.

Ben fatto. Andiamo.

Un esattore ebreo e la sua scorta

chiedono udienza al pretore della Giudea. È urgente, dicono.

Una questione di vita o di morte.

Stanotte ha fatto molto caldo, sono molto irritato,

quindi vengo al punto. Perché non dovrei uccidervi entrambi?

Tu per primo.

- Padrone, mi si è avvicinato un uomo… - Più in fretta.

Aveva mesi di arretrati.

- Per recuperare il denaro… - Va' al sodo.

Spiate i mercanti ebrei che pescano durante lo Shabbat per evitare le tasse?

Sì. Simone.

- È il tuo distretto? - È così.

Ho assolto i suoi debiti. Sorpresa!

- Anche quelli di suo fratello? - Suo…

Sì. Assolti. Sparite.

- Grazie per l'udienza, pretore. - Non credo che Simone sia affidabile.

Una volta era in ritardo, e quando ho chiesto il saldo,

ho scoperto che aveva speso una somma eccessiva al gioco d'azzardo.

Inoltre, vista la sua povertà,

non credo abbia connessioni con la classe mercantile.

A dispetto delle sue intenzioni, non credo abbiate capito che non può esservi utile.

- Chiedo venia, pretore. - Di' le tue preghiere, ebreo.

Un momento, capitano.

Dici che ho fatto un brutto affare?

Sì.

Da dove viene, costui?

Da qui, Cafarnao, padrone.

In tutto il mondo i miei fratelli cercano uomini coraggiosi da poter reclutare,

ma la nostra forza impedisce quei tentativi,

perché nessuna persona sana sfiderebbe mai l'Impero Romano.

Io sono sano.

Sì, ma… in maniera molto peculiare.

- Mi dispiace, non capisco cosa… - Quindi, tu dici che

Simone non sia al livello dei mercanti marittimi,

ma lui dice che passano il tempo alle stesse locande.

- Non è così? - Non so dove vadano a socializzare,

ma anche se fosse vero, è molto raro che un ebreo tradisca un altro ebreo.

Questo detto da un ebreo che raccoglie le tasse per Roma.

- È una circostanza diversa. Io… - Tranquillo. Ti ammiro.

Non ti sorprenderà sapere che finora

Simone non ha adempiuto al suo dovere di scovare gli evasori delle tasse.

- È venuto meno all'accordo. - Non ancora.

Ma il tempo potrebbe darti ragione.

Come ti chiami?

Matteo, padrone.

Potrei avere bisogno…

delle tue peculiari doti di osservazione, Matteo.

Un incarico speciale.

- Sarei grato dell'occasione, padrone. - Certo che lo saresti.

Ci rivedremo, Matteo di Cafarnao.

- Grazie infinite, padrone. - Grazie a te.

Bene. Offro un giro a tutti!

So che siete qui per divertirvi.

- Che vuoi, ora? - Non posso festeggiare coi miei fratelli?

E sorelle. Sol, porta un sidro per Amos. Lui non sa reggere il vino buono.

Tobia, Giasone, con questo annegherete il dispiacere quando perderete.

Tu. Non so chi sei, sei nuovo, ma ehi, non temo che ci rubi il pesce,

ma che ci rubi le donne con quella faccia.

- Come Abshalòm, eh? - Spero se la cavi meglio di Abshalòm.

- Sta' alla larga dai rami bassi, amico. - E tu sta' alla larga dalle scale ripide.

Basta, Sol. Giasone non beve.

- Che ha fatto, stavolta? - Chiedi a tua moglie.

Bevi ancora da solo, Simone?

Voi avete bisogno di una mano in barca, io invece di una mano a terra.

Quanto punti?

Giovanni! Vedo che la taverna adesso fa entrare anche i bambini.

- Spero ti prenda una rete. - Ma c'è anche un adulto.

Sol, porta qualcosa a Giacomo e Giovanni.

Prego, prego, dopo di voi. Prego.

- Che significa? - Che vuoi dire, fratello?

La tua faccia. Sei felice?

No, sono bello, e si dà il caso che oggi sia anche felice.

Salute!

Prendi da bere per i mercanti.

Ingrassi gli agnelli prima di macellarli?

- Smettila. - Non voglio che tu sia triste.

- Tu lo sei, quindi anch'io, no? - Dovresti prenderla sul serio.

Non è un gioco.

Non c'è niente di male a godersi un po' di libertà economica,

prendersi una pausa dal destino.

- Quell'ultimo incontro era una farsa. - Grazie, Jori.

- Allenati, e la prossima volta… - Sì, farò pratica. Grazie, Jori. Grazie.

È solo una pausa dal destino.

Anche se non ci credi, non piace neanche a me.

Ma quei mercanti non sono miei parenti.

È a te e a Eden, che devo pensare. Non a loro.

È per voi due che non dormo, non per loro.

E tu vuoi diventare ricco.

Sì, beh, avevo provato a metterla sul sentimentale.

Forse non mi si addice molto.

DEMONI ED ESORCISMI

- Nicodemo! - Santo cielo.

Nicodemo!

Sto studiando! Stavo.

Chiedo scusa, Rabbino.

Che cosa c'è, Samuele?

Vi hanno convocato i giudici del Sinedrio.

Vi vuole vedere l'Av Beit Din in persona.

- Dio è buono! - Cosa è successo?

Rabbino Nicodemo del Grande Sinedrio. Siamo onorati della tua presenza.

L'onore è mio, Av Beit Din.

Mi è stato fatto intendere che si trattasse di una questione

- assai urgente. - Stiamo valutando un'indagine formale.

E con quali accuse?

Un miracolo, rabbino dei rabbini.

La testimonianza di costui è chiara. Racconta di un miracolo.

La donna nel quartiere rosso, a cui avete celebrato il rito…

è stata redenta.

- Tu… Tu l'hai vista? - Sì, maestro.

- Completamente guarita e sanata. - Dove?

- Dall'acconciatrice al mercato. - Gli uomini non sono ammessi là.

Non sono entrato. Ovviamente è stata lei ad uscire.

Credevo che gli occhi mi ingannassero, così l'ho seguita per accertarmene.

Non ho alcun dubbio.

- Maestro, ci siete riuscito, lo dicevo. - Silenzio!

Si tratta di una rivelazione sconcertante.

Voi stesso avete dichiarato che la sua possessione fosse troppo profonda

per essere sradicata dall'uomo. Vogliamo mandare un messo a Gerusalemme.

Av Beit Din.

Con il vostro permesso, vorrei studiare questo avvistamento io stesso,

prima che diate il via a un'indagine su questa donna

o che si sparga la notizia.

Ovviamente, accetteremo la vostra richiesta,

ma possiamo chiedere il motivo di tanta reticenza?

Dato che l'esorcismo ha richiesto tempo per dimostrarsi efficace,

potrebbe avere una durata temporanea.

Una giovane donna del suo rango potrebbe provare turbamento,

durante un interrogatorio da parte di voi giudici eruditi,

mentre il mio volto le è più familiare.

È deciso, allora. Conducete la vostra inchiesta, ma vi prego,

siate solerte. Notizie di questo genere…

corrono veloci.

- Andrea. Andrea, mi aiuti, per piacere? - Aiutarti a far che?

Non vedo quasi niente.

Ovvio, è la notte più buia da settimane.

Abbiamo visto rientrare Jori, Haim e Baruc.

Hanno scaricato il pesce e pulito la barca.

- Ma certo, domani è lo Shabbat. - Ma ci sono ancora barche là fuori.

Si attardano, perché stasera non dovranno pulire la barca.

Sicuramente domani usciranno di nuovo. Credo che sia Amos.

Sarebbe una perdita di tempo, se fosse lui.

Che vuoi dire?

Voglio dire che Gedeone e Tobia pescano con Amos.

Non ho detto che è sicuramente Amos.

Chiunque siano, domani usciranno di nuovo a pesca.

Li abbiamo presi.

Dici davvero? Sono i nostri fratelli.

Tobia segue più te che il suo stesso padre!

E allora?

Che c'è? È colpa mia, se un giovane non ha giudizio?

Continuo ad aspettare che tu mi riveli

che è tutto un piano per ingannare i romani.

Andrea. Ci sono degli uomini là.

Quelle persone tolgono il cibo di bocca a Eden.

Ci toglieranno le barche, forse anche la vita!

Forse. Ma anche noi abbiamo fatto le nostre scelte.

Credi che questa sia una scelta?

Non devi insegnare, oggi?

- Devo fare una ricerca. - Non metterci molto.

Gli ospiti arriveranno presto.

Nicodemo, sono tuoi cari colleghi, e ti ammirano molto.

Attendono da settimane che il maestro dei maestri

celebri lo Shabbat Sarà.

Sarà come condividere il pane con Dio in persona.

Condividere il…

Ma guarda cosa mi tocca sentire.

È una piccola festa.

- La faremo finire presto. - Va bene.

Cercherò di evitare di passare troppo tempo

a onorare Dio e la nostra cultura.

Sciocchi.

Fermi. Smettetela.

Sei tu il Messia?

Vuoi perdere quel brutto naso che hai sulla faccia?

Grazie.

Una sola lingua mantiene la pace, Marcus.

Impara a parlarla.

Matteo. Un altro cittadino scontento ti ha fatto rimostranze?

Non è niente.

Fai schifo. Vattene.

Ho un lavoro da fare.

Mio padre mi ha insegnato il senso del dovere.

Ti ha cresciuto bene. Deve avere sangue romano.

Non ci parliamo.

I Giudei sono strani.

La gente è strana.

Come puoi non parlare con tuo padre?

Dice di non avere un figlio.

Il prossimo.

Prese. Spero siano quelle giuste. Prendevano tutti queste.

- Cosa hai preso, Maria? - Candele per lo Shabbat.

Certo. Non lo avrei detto.

È un po' che Maria non cucina per lo Shabbat.

Molto tempo. Ricordo a malapena come si fa.

- Verrà benissimo. - So come si fa il pane. In parte.

Vuoi fare una pagnotta in parte?

Se cucini per lo Shabbat, affrettati.

Le preparazioni durano tutto il pomeriggio.

- Davvero? - Per stare tranquilla.

- Non ho neanche spazzato. - Ma smettila.

Accendi il fuoco.

Sono emozionata. E un pochino spaventata.

- Mi raccomando, fa' riposare il pane. - Con questi consigli di che hai paura?

- Shabbat shalom. - Shabbat shalom.

Sei tu!

Allora era vero.

Lilith!

No, no, ti prego. Non temere. Mi chiamo Nicodemo.

Ti ho ti ho assistita io, Lilith.

Non rispondo a quel nome. Io sono Maria. Sono nata Maria.

- Ma ti chiamavano Lilith, vero? - Per favore, ora devo andare.

No, no, ti prego, Maria. Ho disperatamente bisogno del tuo aiuto.

Io sono un fariseo in visita da Gerusalemme. Sono un uomo di Dio.

E io credo davvero che tu abbia ricevuto un miracolo, Maria.

- Siete davvero un fariseo? - Sì. Sì.

Scusa, io non… Non sono qui per far rispettare la legge ebraica.

Come sai chi sono?

Davvero tu non ti ricordi di me? Ho bruciato l'incenso…

Non ricordo nulla. È tutto confuso.

E non voglio ricordare quel giorno.

No, no, non ti chiedo di farlo. Non posso nemmeno immaginare.

Ma adesso tu sei guarita. Questo è molto, molto chiaro.

Cerco solo di capire come sia successo.

Allora siamo in due.

Quanto tempo dopo la mia visita hai percepito il cambiamento?

Non è per quello che avete fatto voi. È stato qualcun altro.

Qualcun… altro?

Mi ha chiamata Maria.

Ha detto… che sono sua.

Che sono redenta.

Questo è tutto?

Chi… è stato?

Purtroppo non conosco il suo nome. E se lo sapessi, non potrei dirvelo.

Perché no?

Non è ancora tempo che si faccia conoscere dagli uomini.

Non è ancora tempo?

Compie un miracolo e non se ne prende il merito?

Ma… Che aspetto ha? È uno dei membri del Sinedrio?

Lo riconosceresti, se lo vedessi di nuovo?

Non so perché vi sto confidando queste cose.

Non le comprendo neanch'io.

Ma posso dirvi questo. Prima ero una persona…

E ora sono completamente diversa.

Ed è stato lui… che mi ha cambiata.

Quindi sì, lo riconoscerei anche se passassero anni.

Devo andare a casa a preparare lo Shabbat. Immagino anche voi.

Ti ha guarita al punto di ospitare per lo Shabbat?

Non reggerà il confronto con la vostra cena, ma almeno ci provo.

Shabbat Shalom, Nicodemo.

Shabbat Shalom, Maria.

Buongiorno, amore.

È giorno da un po'.

Beh, buon pomeriggio, allora.

Il pane è ottimo.

Lo so. Come va la pesca?

- Bene. - Davvero?

Ti sorprende?

E perché mai dovrebbe?

Non lo so. Dimmelo tu.

Non porti pesce al mercato da giorni.

Eppure qui ci sono verdure, farina… Hai dormito al caldo, stanotte?

- A tratti. - Perché mi tormenti?

- Non capisco cosa succede. - Non succede niente.

Non vendi al mercato, confondi il giorno con la notte,

hai sempre il volto preoccupato. Dimmi che cosa succede.

È una stagione impegnativa, al momento,

e devo lavorare di più per superarla.

- Ti racconto stanotte quando torno. - Stanotte? Che vuoi dire?

Non ne sono felice nemmeno io, ma devo lavorare.

Durante lo Shabbat?

È una circostanza particolare. Non posso spiegarti, ora.

Ma Andrea sarà qui per la cena come sempre. Starò via solo poche ore.

Vuoi che ti prepari un piatto da portare via con te?

- Senti, amore, so che non è l'ideale. - Non dirmi "senti amore".

In questo momento devi fidarti di me. Per favore.

Davvero, va tutto bene, Eden.

Tu rispondi a Dio, non a me.

Ma la prossima volta, risponderai ad entrambi.

Perché qualunque cosa sia, non l'affronterò due volte.

Se ne rimarrà, potrai averlo al ritorno.

Sono di un artigiano.

Sono gli ultimi esemplari di una lunga e antica tradizione della sua famiglia.

Sono di oro puro, e provengono tutti da Gerusalemme.

Spero gradirete il cibo in questi preziosi piatti, creati in molti giorni di lavoro.

Servitevi.

A che pensi, amore?

Agli Asmonei.

- Sai che cosa significa? - Dimmelo tu.

Duecento anni fa, eravamo governati dal re ellenico Antioco Quarto.

Lui… decise di sopprimere le nostre cerimonie religiose.

Dovemmo aspettare la rivolta dei Maccabei

e la dinastia degli Asmonei prima che la religione venisse restaurata.

Sei intelligente, oltre che bello.

Chi è il responsabile della soppressione della nostra fede, adesso?

Temo di conoscere bene la risposta.

È un arazzo davvero incantevole. Sarebbe dovuto essere meno bello?

A quale scopo? Tristezza? Un popolo sottomesso?

Tu invece sei saggia, oltre che bella.

- Shabbat Shalom. - Shabbat Shalom.

- Shabbat Shalom. - Shabbat Shalom.

Venerabile Rabbino.

Siamo onorati dalla vostra presenza qui a Cafàrnao.

Ci rendete uniti.

Soltanto Dio può fare ciò.

- Raggiungiamo gli altri? - Oh, grazie.

Cerca di sederti vicino al capotavola.

Una donna di valore, chi può trovarla?

- Oh, Barnaba! - Maria!

Entra. Sono lieta di vederti.

Oh, grazie tante, Maria. È davvero una bella casa.

- Oh, grazie. - Possiamo?

- Si fa la cena? - Certo, Shula! Come ci hai trovati?

Ho seguito quel testardo di Barnaba. Che non mi ha aspettata.

- Sei uno splendore come sempre, Barnaba. - Hai indovinato, Shula.

- È questo il luogo? - Se è casa di Maria, sì.

- Ci conosciamo? - Oh, scusa. Sono Giacomo, e lui è Taddeo.

Ci hanno detto di venire in questo luogo, ma andiamo via, se vuoi.

No, prego, entrate. Siete i benvenuti.

- Allora, possiamo aiutare? - Ah, no.

Magari sì. Non so cosa sto facendo.

Vedo del cibo, è già tanto.

Se dimentico qualcosa, o commetto qualche errore, ditemelo.

Sciocchezze. Va tutto benissimo.

Non ricordo l'ultima cena dello Shabbat a cui mi hanno invitata.

- Io mai. - Non hai mai celebrato lo Shabbat?

Certo, l'ho celebrato, e spesso. Ma non sono mai stato invitato.

- Per chi è l'altro posto a tavola? - Per Elia. Non è così?

Mia madre metteva sempre un posto in più per Elia.

- Solo a Pasqua. - Una volta l'anno, per il Seder.

Quando arriverà la Pasqua, mi sarò già avvantaggiata.

Allora, fatemi controllare i miei appunti. Vediamo.

Vuoi che legga io, Maria?

Smettila, Barnaba. Persino io leggo meglio di te.

Mi ha insegnato mio padre.

Davvero notevole.

- Oh, è sorta la prima stella? - Sì. Mangiamo.

Come ho detto, sei molto conosciuta.

Oppure è un fariseo che ci manda a casa perché ti abbiamo fatto entrare.

- Ciao, Maria. - Ciao.

È bello vederti.

Sì.

Sì.

Non vorrei essere scortese, ma… per te va bene se…

Oh. Sì, certo. Prego, accomodati. Non immaginavo che tu…

Ho ospiti a casa. È la mia prima volta. Non so ancora molto bene cosa fare.

- Maestro. - Maestro.

Conosci questi uomini?

Sono due dei miei studenti. Spero siano stati cortesi.

Ma certo.

Il tuo ospite può mettersi seduto. Vero, Maria?

Oh, ma certo! Sì, ma certo, accomodati. Continuo a ripetere "ma certo, ma certo".

Amici, lui è l'uomo di cui vi ho parlato. Colui… che mi ha aiutata.

Oh, sì. Maria ci ha parlato moltissimo di te.

Spero non troppo.

Io sono Barnaba, e lei è Shula. Lei è cieca.

Nel caso non l'avessi capito.

Chiedo scusa. In realtà non conosco il tuo nome.

Sono Gesù. Di Nazareth.

A quanto pare, anche da Nazareth viene qualcosa di buono.

Che c'è?

Maria, è un onore essere qui. Perché non cominci?

Oh, no. Non posso, ora che ci sei. Fallo tu.

Grazie, ma questa è la tua casa tua. Vorrei che lo facessi tu.

Va bene.

Dunque io… devo leggere questo, ora?

"Così furono portati a compimento il cielo e la terra.

Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il Suo lavoro.

E cessò…

E cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto.

Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò,

perché in esso aveva cessato da ogni lavoro

che egli aveva fatto creando.

Benedetto sei Tu, oh Signore, nostro Dio, Tu che sei il Re dell'universo,

Tu che crei il frutto della vite.

Che con amore e benevolenza ci hai donato lo Shabbat.

Che con amore e benevolenza ci hai donato lo Shabbat

come eredità e memoria… della creazione.

Primo giorno fra le sacre festività, in memoria dell'esodo dall'Egitto.

Benedetto sei Tu, Signore nostro,

Dio Re dell'universo, tu che ci porti pane dalla terra."

- Amen. - Amen.

Amen.

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