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[NITRITO DI CAVALLI]
[VOCIARE INDISTINTO]
[VOCIARE INDISTINTO]
[VOCIARE INDISTINTO]
[VOCIARE INDISTINTO]
[VOCIARE INDISTINTO]
Scusami, cerco un uomo di nome Louis Dantès.
- Vive ancora qui ? - E' morto molti anni fa.
- Quando è morto ? - Cinque o sei anni fa.
- Sai dove è sepolto ? - A Saint Augustin.
Grazie.
Scusate, potete aiutarmi ?
- Sì ? - Sto cercando la tomba di Louis Dantès.
Venite con me.
Eccolo.
Vedete ?
"Louis Dantès, morto di crepacuore nel 1825."
In quella accanto c'è il figlio Edmond Dantès.
E' morto dieci anni prima del padre.
Un vero peccato, no ?
Buona giornata, signore.
- Vivete qui ? - Vivo qui, sì.
Una volta viveva qui una donna che riparava le reti.
- Sapete dove è adesso ? Si chiama Mercedes. - Se ne è andata da tempo.
- Dove è andata ? - Si è sposata ed è andata a Parigi.
[VOCIARE INDISTINTO]
- Ehi, fermati ! Guardia ! - Seguilo !
- Liberami ! Liberami, amico ! - Va bene.
Ehi, vai da quella parte.
Stammi lontano.
Ehi, tu ! Vai di là !
Sei pazzo ? Vattene adesso che puoi !
-Perché scappavi anche tu ? -Starai meglio, se ti allontani da me.
Vattene finché ti è possibile.
- Sapevo che dovevo restare con te. - Da dove vieni ? - Talamone.
- Che cosa ci fa un italiano a Marsiglia ? - Contrabbando.
- Contrabbando di che ? - Vino, brandy...
Ci hanno beccato sulla spiaggia con le casse piene.
Ora non so che farmene della barca e del muto.
- Non ne so niente di navigazione. - Quale muto ? - Mio nipote.
Lo abbiamo lasciato a guardia della barca.
- Dove è la barca ? - Al largo di una baia lungo la costa.
Ettore ! Sono io !
Non sparare, idiota ! Metti giù il fucile !
Sono io !
Siamo stati arrestati tutti !
Sono scappato con l'aiuto di questo mio amico.
- Ci porterà a casa. - Jacopo mi ha detto che sai manovrare le vele.
Ti puoi fidare di lui, mi ha salvato la vita.
- Che dice ? - Dice che sembri più un contadino che un marinaio.
Bene, staremo a vedere.
Come ti chiami tu ? Chi sei tu ?
Sono Sinbad il marinaio.
Il timoniere di prima aveva mappe, carte nautiche, una bussola ?
- Sono di sotto. - Puoi portarmele ?
- Non vedo la terra ! - Il vento ha cambiato direzione.
- Dove siamo ? - A circa dieci leghe dall'Isola di Montecristo.
E' lontano da Talamone !
- Perché non andiamo diretti ? - Maltempo in arrivo. - "Maltempo" ?
Attracchiamo e facciamo passare il temporale, poi andremo a Talamone.
Sei impazzito ? Dove è il maltempo ? Guarda che bella giornata !
Vuoi prendere tu il timone ? D'accordo, prendilo.
- Avete mai attraccato qui ? - Qualche volta.
- Conosci il punto di riferimento detto Roccia del Coniglio ? - No.
Fate la legna per il fuoco.
- Io cerco una capra per cena. - Vengo con te.
No, tu resta qui con il muto. Tenete d'occhio la barca.
Potrebbero prenderla i contrabbandieri.
Ventotto, ventinove, trenta, trentuno.
Coniglio, coniglio...
Dove si trova, abate ? Dov'è, eh ?
Dimmelo ! Diciassette passi.
Ventisei, ventisette, ventotto, ventinove, trenta
trentuno, trentadue, trentatré
trentaquattro, trentacinque, trentasei.
Che diavolo fai ? Ti serve la bussola per prendere una capra ?
- Volevo semplicemente orientarmi. - Il tempo è buono, salpiamo. Vieni.
Ettore ! Salpiamo, andiamo.
Niente capra, non l'ha presa.
- Voi andate. - Vogliamo andare a casa subito.
Dài ! Sali sulla barca.
Sali sulla barca !
Che c'è ?
Che vedi ?
Sinbad ! Che diavolo guardi ?
Una volta arrivati a Talamone che ne sarà di questa barca ?
La ridiamo a mio zio. E' una delle sue barche.
Sì !
Allora, come è ?
- Il pesce è molto buono. - Domani ne peschiamo ancora.
- Avete una barca ? - Una piccola, quella là.
La barca con le vele rosse.
Mia sorella Arianna ti ha preparato il letto a casa nostra.
Siete molto gentili, ma credo che dormirò fuori, se non ti dispiace.
- Non ti piace mia sorella ? - Mi piace guardare le stelle.
Sei un tipo strano, Sinbad.
Divertente.
Antonio, suonaci qualcosa !
[ESULTANO]
Sì !
Bravissimo.
Grazie.
(E' una mappa dell'Isola di Montecristo)
(con le indicazioni del luogo in cui è nascosto un grande tesoro.)
(Io credo che sia ancora lì, Edmond.)
Eh ? Che cosa ? Che c'è ?
Sinbad !
Dio vi benedica, abate Faria.
Beneditemi, Padre, perché ho peccato.
- Quando vi siete confessato l'ultima volta ? - Quindici anni fa.
Avrete commesso molti peccati in questo tempo. Volete confessarli ?
- Temo di avere abbandonato Dio. - Perché ?
Desidero vendicarmi di una grande ingiustizia che ho subìto.
Che cosa vi hanno fatto, figliolo ?
Sono stato derubato di 15 anni della mia vita.
L'unica donna che abbia mai amato mi è stata portata via.
Adesso voglio vendetta.
Figlio mio, dovete perdonare chiunque vi abbia fatto questo.
Se non lo fate, entrerete nella porta dell'Inferno
dove sarete consumato dal fuoco perpetuo.
Desiderate essere assolto dai peccati, figlio mio ?
Voglio giustizia. E' tutto ciò che voglio.
E' Dio che concede la giustizia, non l'uomo.
- Se non me la volesse concedere ? - Allora ci penserà la Provvidenza.
Se così non fosse, chi lo farà ?
Se Dio non può concedermi giustizia e neanche la Provvidenza
significa che dovrò procurarmela io stesso.
No.
Promettetemi nel nome di Dio e nel nome di Suo Figlio
che non farete mai quello che state contemplando.
Dovete perdonare, figliolo.
Senza il perdono non troverete mai più l'amore.
Jacopo ! E' arrivata questa per te ieri all'ufficio postale !
- Sei sicuro che è per me ? - C'è sopra il tuo nome.
- Lo sai che non so leggere. - Oh.
"Caro Jacopo, ho comprato due grandi barche da pesca per la tua famiglia"
"e ho autorizzato un notaio a comprare tre case"
"per te e i tuoi fratelli."
"Tu in cambio devi venire a Marsiglia."
"Prenota all'Hotel Le Pinson fuori città."
"Ci vediamo lì a mezzogiorno dell'ultimo giorno del mese."
"Vieni vestito da gentiluomo. Sinbad."
- Che altro c'è lì dentro ? - Documenti. - Ah. - Grazie.
Cocles, siete voi ?
Con chi ho il piacere di parlare ?
Signor Lavitt, ero in affari con la Morrel molti anni fa.
Ho letto sul giornale che ora la ditta Morrel è in vendita.
Ne conoscete il motivo ?
Le cose non vanno bene per il signor Morrel ?
- Potete ben dirlo. - Il magazzino è quasi vuoto.
Fino a che punto è indebitato ?
Temo di non potere divulgare tali informazioni.
Il signor Morrel ha ancora il Pharaon ?
No, è naufragato assieme ad altre due sue navi.
L'equipaggio è affondato con la nave ?
La fortuna ha voluto che si salvasse.
Vorrei potere dire lo stesso per le altre due navi.
- Sinbad ! - Jacopo.
E' bello rivederti a Marsiglia.
- Sono contento che tu sia qui. - Come potevo rifiutare ? - Siediti.
Per me un tè, per favore.
Le barche da pesca, le case... Non ti ringrazierò mai abbastanza.
- E' stato un piacere. - Io però te lo devo chiedere.
- Come hai fatto ? - Mi sono rivolto a un notaio.
No ! Sei divertente, amico.
No, intendevo... Come hai fatto ad arricchirti così tanto ?
Ah, questo. No...
- Io ho ricevuto un'eredità piuttosto cospicua. - Bah !
Io ho bisogno del tuo aiuto.
- Per te farei qualsiasi cosa. - Voglio che tu lavori per me.
Alcune delle cose che ti chiederò
potrebbero mettere in pericolo la tua vita.
- Stai preparando una rapina ? - No, non direi.
Quello che ora sto per dirti deve rimanere tra noi
e unicamente tra noi per il resto della tua vita, è chiaro ?
Chiarissimo.
Se ti dicessi che non lontano da qui c'è un cimitero con una lapide
e sopra c'è scritto il mio nome e l'anno della mia morte, 1815 ?
E' strano, molto strano.
- Che nome c'è sulla lapide ? - Edmond Dantès.
Sono nato qui a Marsiglia.
Ho passato 15 anni in prigione per un crimine che non ho commesso.
Ho bisogno del tuo aiuto perché ho intenzione di scoprirne il motivo.
Quando lo farò, punirò tutte le persone responsabili.
- Ebbene ? - Villefort non lavora più qui.
Ora è il procuratore capo di Parigi.
Più è in alto la salita più dolorosa è la caduta.
- Che mi dici degli archivi ? - Oh.
- E' facile entrare lì dentro. - Bene, lo faremo domani.
C'è un problema, signore, un grosso problema.
- Quale ? - Non so né leggere né scrivere.
Posso farti entrare e tu puoi trovare il fascicolo.
A costo di sembrare brusco, se fossi sorpreso nell'edificio
la mia vita sarebbe finita. - Mi spiace, signore.
Forse c'è un altro modo.
[VOCIARE INDISTINTO]
Signor Garnier.
- Sì ? - Siete il responsabile degli archivi, se non sbaglio.
-Che cosa posso fare per voi ? -Mi presento, sono il signor Dupont.
Sono il vicedirettore del "Journal de Paris".
Stiamo scrivendo un articolo sui prigionieri politici nel 1820.
Ci siamo imbattuti nell'intrigante storia
di un detenuto senza processo al Castello d'If.
- E' un uomo di nome Edmond Dantès. - Sì, lo conosco.
Mi chiedevo se sareste così gentile da lasciarmi consultare
i registri carcerari o il foglio d'accusa.
-Qualunque documento relativo alla sua incarcerazione. -Non posso.
I fascicoli dei prigionieri sono riservati.
- Il signor Villefort si sbagliava. - Avete detto "Villefort" ?
Sì, mi aveva detto che avreste fatto di tutto per aiutarmi
ma sembra che si sbagliasse.
Mi dispiace per il vostro tempo perso e per il mio.
- Sono venuto fin da Parigi per niente. - Aspettate !
Sono certo che potremmo...
Come sta il signor Villefort di questi tempi ?
Impegnato, come si può immaginare.
- E' il procuratore capo di Parigi. - Lo so.
Ha fatto un'ottima carriera. Lo conosco da quando era giovane.
Venite, signor Dupont. Troviamo questo fascicolo su Dantès.
"E", "Da", "Dan"... Ah, eccolo.
Quando ho iniziato a lavorare qui
il proprietario di una compagnia di trasporti mi tormentava
per vedere il fascicolo. Non gliel'ho mai permesso.
- Come si chiamava ? - Morrel, un bonapartista a detta di tutti.
Sembrava convinto che Dantès fosse innocente.
- Prego, accomodatevi. - Grazie.
- Un tè ? Caffè ? - No, grazie.
Ve lo riporterò appena avrò finito.
Quando tornerò a Parigi, metterò una buona parola per voi con Villefort.
Vi ringrazio, signor Dupont. Lo apprezzo molto.
("Si informa l'onorevole procuratore del re")
("che Edmond Dantès, marinaio del veliero Pharaon")
("è giunto stamane dall'Oriente")
("dopo avere fatto scalo all'Isola d'Elba.")
("Gli è stata affidata una lettera dell'usurpatore Napoleone")
("con istruzione di consegnarla a un comitato bonapartista a Parigi.")
("Potrete trovare la lettera sulla sua persona o a casa sua.")
Caderousse.
- Il vostro aiuto è stato prezioso. - E' un piacere.
Vi auguro buona giornata.
Taverna Caderousse.
[VOCIARE INDISTINTO]
- Hai la pistola ? - Sì, ce l'ho qui con me.
-Tienila pronta. -Sei sicuro che sia saggio, Edmond ?
Non chiamarmi "Edmond" mai più.
Da ora in poi sono il conte di Montecristo, hai capito ?
Ho capito.
Come posso aiutarvi, signori ?
- Dove è Caderousse ? - Caderousse ? Non vive più qui.
Mi ha venduto questo posto quattro anni fa.
Dove posso trovarlo ?
Ha comprato una piccola locanda sulla strada per Pont du Gard.
Passa dalla porta sul retro.
C'è qualcuno qui ?
Sì, eccomi ! Scendo subito !
Come posso esservi utile ?
Ho qui qualcosa per voi.
Voglio che mi guardiate. Ditemi se mi riconoscete.
Io sono Edmond Dantès.
- Vi supplico, vi prego, non mi uccidete. - Sedetevi.
Avete scritto voi questa lettera ?
Giuro su Dio Onnipotente che non l'ho scritta io.
Sapete chi è stato ?
Sì.
- Chi ? - Se ve lo dico, mi uccidono.
Se non me lo dite, vi ucciderò prima io o lo farà il mio amico.
- Io suggerisco di ucciderlo comunque. - No, aspettate ! - Chi ?
Erano due uomini.
- Pensavo che foste morto. - Voglio sapere i loro nomi, Caderousse.
Danglars e Fernand il catalano.
Ero molto arrabbiato con loro.
Ho detto che eravate un bravo ragazzo e che erano bugie.
Lo accusate di essere un bonapartista !
Dunque li avete visti scrivere la lettera e non li avete fermati ?
Non avete fatto nulla per impedire l'arresto di un uomo innocente
sulla base di una menzogna ?
Un giovane uomo lasciato marcire nelle segrete del Castello d'If
per 15 lunghi anni !
Mio Dio...
- E ora ne pagherete le conseguenze. - No ! Aspettate !
Tu che faresti, se fossi nei miei panni ?
Prima gli caverei gli occhi
poi gli taglierei la lingua per non farlo urlare. - Che dite ?
No, Edmond, dovete ascoltarmi.
- Vostro padre è morto. - E con questo ?
Io mi sono preso cura di lui fino al giorno della sua morte.
Vedete ? Non mento.
Viveva del denaro che era qui dentro.
Una volta finito l'ho aiutato io per il cibo, io e il signor Morrel.
Non si è mai dato pace per la vostra perdita.
- Danglars e Fernand ? - Sì.
Danglars posso capirlo, ma Fernand ?
Non ha alcun senso.
- Non lo sapete, vero ? - Non so che cosa ?
Fernand ha sposato Mercedes.
[VOCE NON UDIBILE]
Mi dispiace, Edmond.
Che cosa ne pensi, Jacopo ? Pensi che lui abbia modo di riscattarsi ?
- Per me è andato oltre. - No, ma posso !
Certo che posso riscattarmi, voglio farlo.
Davvero volete riscattarvi o è solo la paura che parla per voi ?
Non sapete da quanto vivo nell'ombra di questa colpa.
Farò qualsiasi cosa chiediate.
Sedetevi.
Dove sono Fernand e Danglars ora ?
Vivono a Parigi.
Danglars è un banchiere, uno di grande successo.
Fernand è un politico. Sono entrambi persone molto potenti.
Fernand possiede anche un titolo nobiliare.
Ora è conosciuto come il conte de Morcerf.
Caderousse, vi piacerebbe entrare al servizio del conte di Montecristo ?
Sì, va bene. Chi è il conte di Montecristo ?
Sono io.
Sono un uomo ricco ora, non chiedetemi come o perché.
Ho bisogno di qualcuno che sia
i miei occhi e le mie orecchie a Parigi.
- Per fare che cosa ? - Jacopo, prendi il mio borsello.
Vi alloggerò in un appartamento e avrete uno stipendio mensile.
In cambio voi indagherete
su Fernand, Danglars e un uomo di nome Villefort.
Il procuratore che mi ha condannato senza processo.
- Come posso aiutarvi io ? - Con qualsiasi mezzo possibile.
Inizierete con le biblioteche e gli archivi dei giornali.
Ricostruite la vita di ciascuno di loro.
Scoprite chi sono i loro figli, i loro servi, le loro abitazioni
gli amici, mogli, amanti.
Voglio sapere tutto su di loro, soprattutto i loro punti deboli.
Voglio i dettagli di tutte le vittime di Villefort.
Farete tutto questo in segreto.
Per quanto vi riguarda Edmond Dantès è morto.
Questo vi sarà utile per iniziare. Cinquemila franchi.
Vi...
Vi dispiace, se mi prendo un bicchiere di vino ?
Anche io ne vorrei un goccio.
Jacopo vi farà visita ogni tanto per accertarsi dei vostri progressi.
Un'ultima cosa. Fate in modo di accedere ai loro registri bancari.
I registri sono molto rivelatori.
Voi volete la rovina di queste tre persone ?
Senza che se lo aspettino.
Questo è molto importante per me.
- La lapide sulla tomba di mio padre è stata opera vostra ? - No.
- Mercedes se n'è occupata. - E quella accanto ?
Dove è scritto che sono morto nel 1815 ?
Mercedes anche quella.
Quanto tempo mi ha aspettato ?
- Le dissero che eravate morto, Edmond. - Chi lo ha detto ?
Il procuratore Villefort disse al signor Morrel che...
Che vi eravate tolto la vita.
Questo rende tutto ancora più umiliante.
Oh...
Un mio amico tempo fa è entrato in casa vostra e vi ha derubato.
Ora desidera risarcirvi per il danno subìto.
- Ma questo è troppo ! - Sì, lo so.
Buon per voi.
- Signorina Morrel. - Sì ? - Per favore, datelo a vostro padre.
Max, non crederai a che cosa è appena successo.
Un uomo mai visto prima mi ha dato una borsa da dare a nostro padre.
- Che cosa c'è dentro ? - Non lo so, non spetta a me aprirla.
- E' già qui ? - E' di sopra nel suo ufficio.
Padre !
- Che cosa fate con quella ? - Stavo per metterla in un posto sicuro.
- State bene ? - Non ho riposato bene la notte scorsa, Julie.
Questa è per voi.
-Da parte di chi ? -Uno sconosciuto me l'ha data sul molo.
Mi ha chiesto di consegnarvela.
- Che cos'è ? - Sono...
Sono ricevute dei miei creditori.
Attestano
che tutti i miei debiti sono stati pagati per intero.
Ma come ?
"Caro signor Morrel, spero che ciò vi aiuti a superare"
"le difficoltà che affrontate."
"Usate il diamante per sostituire il Pharaon perduto."
Quale diamante ?
Riconosco questa borsa.
Io l'ho regalata a Edmond Dantès per il suo fidanzamento.
Ma non può essere la stessa borsa !
Padre, siamo salvi ! Siamo salvi !
Non capisco perché non partiamo subito per Parigi
e ammazziamo questi Villefort, Danglars e Fernand.
Sarebbe troppo facile per loro.
No, Jacopo.
La mia vendetta sarà pari alla loro colpa.
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
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