Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
♪ Con lui volando lontano dalla Terra ♪
♪ Dimenticando le tristezze della sera ♪
♪ Quando ami da morire ♪
♪ Chiudi gli occhi e non pensare ♪
♪ Il tempo passa, l'amore scompare ♪
♪ E la danza finirà ♪
♪ Una notte a Napoli ♪
♪ Delle stelle si scordò ♪
♪ E anche senza ali ♪
♪ In cielo mi portò ♪
È un bel locale, Titti deve essere contenta.
- Tutto bene? - È elegante.
Sì, tutto a posto.
- Che cos'è quella faccia? - La mia.
- La solita. Perché? - Tu non ti diverti mai?
Comunque, se non ti diverti, questa sera per favore fai finta.
Ok, agli ordini.
Che hai? Perché rosichi?
Perché la serata va bene o perché l'ha voluta Edoardo?
Da quando c'è lui, non ti ho sentito dire mezza parola di apprezzamento.
Ok, hai ragione, sono un bastian contrario, lo sono sempre stato.
- Sono anche diffidente di carattere. - E sei palloso.
No! Mina! Irene!
È la nostra!
- Te li ricordi i passi? - Per chi mi hai presa?
Non mi divertivo così da un secolo!
Formentera 1999, festa di fine millennio.
- Ve la ricordate? - Chi se la scorda?
Titti ha svegliato tutto l'albergo mezza ubriaca.
Sì, perché voi mi avevate chiusa fuori dalla stanza.
Maledette!
Edo?
- Ehi. - Che succede?
Niente, ho perso una lente a contatto.
Qui è come cercare un ago in un pagliaio.
Te la trovo io, sono una specialista.
- Tu fammi luce. - Ok.
A Niccolò, il mio fidanzato, gliele trovavo sempre io. Vai!
Era da tanto che non vedevo Mina così.
Lei e Irene sono una forza insieme, basta guardarle.
Loro sono legatissime, però...
In questo momento anche tu hai avuto un ruolo, non ti sottovalutare.
- Comunque grazie. - Di che?
Della fiducia.
So che tu e Claudio siete molto amici e...
Non ti nascondo che quando si sono lasciati è stato un colpo,
però la vita prende le sue strade, è inutile mettersi di traverso.
Spero di non essere un vicolo cieco.
Usciamo.
Noi andiamo a prendere un po' di aria.
O una polmonite, visto come siamo sudate.
- Dov'è Titti? - Sarà fuori.
- Fammi assaggiare. - No!
A un certo punto gli stavo dicendo:
"Scusa, se vuoi, ti accompagno io in bagno e la lente te la rimetto io..."
A contatto ravvicinato.
Ficcargli un dito in un occhio non è un gran contatto.
No...
Mi sa che Titti ha finito il repertorio, vero?
Ho provato a farglielo capire in tutti i modi, ma lui niente.
- Edoardo ti piace proprio? - Perché, a voi no?
È raffinato, è gentile, è educato, poi oggettivamente è un gran bel ragazzo.
Sì, quello sì.
Per dirla tutta, a me non fa tutto questo sangue.
Ah... L'avvocato stasera è lanciatissima.
- Un altro? - No, io passo. Se tu vuoi bere, fai pure.
No, scherzo. A dire la verità sono arrivato anch'io.
Anzi, proporrei un atto di forza.
Andiamo fuori dalle ragazze e decretiamo la fine della serata.
Ci sto. Dammi solo un secondo che vado in bagno.
Ogni tanto non hai la sensazione...
come se ti stesse facendo una visita ginecologica?
Tipo che ti guarda e a un certo punto ti dice:
"Eh, però, signorina, qua bisognerebbe fare un Pap-test."
Scema!
Però...
Quale esperto conoscitore della materia, dispone di vari termini di paragone.
La smettete tutte e due? O volete farmi inibire definitivamente?
Con la fatica che ho fatto per lasciarmi andare.
Che hai fatto? Che abbiamo fatto per farti lasciare andare!
Non dimenticarlo, piccola ingrata.
- Pure? - Sì.
Scusate, non voglio fare il guastafeste, ma domani ho la sveglia alle sette.
Vabbè, non si può vivere sempre con l'orologio alla mano.
L'avete sentita? È ubriaca o è un caso di sdoppiamento della personalità.
Non ti lamentare, due donne in una! Guardala!
Non è il sogno di ogni uomo essere bigamo?
No.
Già sopportarne una è abbastanza.
Ah... "In vino veritas"!
- Sì. - Sì.
È stata una serata stupenda, grazie.
Ciao.
Ciao.
- Andiamo? - Ciao.
- Ho un bruto che mi porta via. - Ciao.
- Ciao. - Ciao.
- Ciao, Titti. - Ciao.
Grazie per essere venuti, buonanotte.
- Sono completamente ubriaca. - Ah, sì? Ah...
Io sono completamente pronto ad approfittarne.
- Perché non mi fai salire da te? - Sei pazzo? C'è mia madre che dorme.
Staremo attenti a non svegliarla.
- No. - Dai.
- No. - Dai.
- No. - Dai...
- Ti porto dentro. - Dai!
- Domenico, piano. - Sto facendo piano.
È pesante 'sta porta.
Piano...
- Sembri la Pantera Rosa. - Te la faccio vedere io... Mamma!
Buonasera, signora, scusi l'ora.
In effetti è un'ora un po' insolita per una visita.
Posso solo immaginare che mia figlia le abbia detto che soffro di insonnia.
Mamma... Lui è Domenico, il nuovo ginecologo del Consultorio.
Lo so chi è e lui sa chi sono io... immagino.
Certo, signora, è un piacere conoscerla. Ho tanto sentito parlare di lei.
Preferisco non sapere in che termini.
Beh... Si accomoda?
Sì.
- Posso farle una domanda? - Mamma, Domenico va via subito.
È salito solo perché dovevo dargli una cosa.
Anche in questo caso preferisco non sapere cosa.
Non è una domanda impegnativa.
Certo che potete chiedere, anzi, dite pure.
Tra le tante specializzazioni possibili,
come mai ha scelto proprio Ginecologia?
È che... sono cresciuto in una famiglia con tante donne.
Ho sempre sentito parlare di cicli fiume, uteri antiflessi, ovaie pigre,
sin da quando ero bambino.
Mi è venuto naturale cercare di capire un po' di più le cose.
Davanti al suo studio c'è la fila, le pazienti lo adorano.
Per forza.
Con tutti gli uomini impotenti e pervertiti che ci sono
le occasioni di schiudere le gambe per una donna non sono poi tante.
- Mamma! - Almeno non è omosessuale.
Altrimenti la sua sarebbe una scelta davvero masochista.
La verità è che non l'avevo mai vista sotto questo punto di vista.
- Faccio il caffè? - Magari domattina.
Immagino che il dottore passerà la notte sotto questo tetto.
- No. - No.
- No, anzi, io vado via. - Vai.
Ehm... La saluto.
Arrivederci.
Tolgo il disturbo, scusate ancora.
- Ti accompagno, andiamo. - Ci pensa Sonia.
Sonia, accompagna il dottore.
- Buonanotte. - Buonanotte.
- Da quando soffri di insonnia? - Da quando sei tornata a vivere qui.
Mmh.
Finché non sento che ti ritiri, non riesco a dormire.
Prenditi qualcosa allora, no?
Ti piacerebbe una madre drogata e inebetita tutto il giorno.
Buonanotte, mamma.
Comunque... non si può dire che sia brutto, eh?
- Ma è tanto "grossier". - Nessuno ha chiesto la tua opinione.
Se ti serve una mano per matematica, stasera mi libero un po' prima.
No, papà, tu devi aiutarmi.
- La prof non spiega, assegna e basta. - Ah.
Scusate, avete visto la mia agenda?
- Vuoi un caffè? - Sì, grazie.
Non capisco... Sono sicura, era qui.
Se ti togli gli occhiali neri, ci vedi meglio.
Stamattina mi dà fastidio la luce.
Vi ho fatto una domanda. Avete visto la mia agenda sì o no?
Non abbiamo risposto perché non l'abbiamo vista.
La borsa fuori dal locale te l'ho portata io ieri sera.
Sì, giusto.
Perché non ti siedi e fai mente locale sugli spostamenti?
C'è poco da fare mente locale.
Che disastro...
Vabbè, io vado.
- Ciao, papà. - Ciao.
Ciao.
- Non mi sopporta. - Stai esagerando su tutti i fronti.
Pure l'agenda... L'avrai lasciata a studio, no?
Vabbè, io vado.
Dottoressa, buongiorno, vi stavo aspettando.
Vi volevo chiedere un consiglio.
Ho mal di testa, vi darei consigli sbagliati.
Allora solo un parere.
Non pare pure a voi
che donna Rosaria si stia orientando favorevolmente verso di me?
- No. - No?
Secondo me, non ci avete fatto caso.
Però una buona parola ce la potreste pure mettere.
In fondo ho rischiato la galera per un vostro protetto.
No!
"Uè"! Tu come stai? Io abbastanza uno zombie.
- Non abbiamo più l'età. - Infatti.
Come vogliamo fare per l'agenda? Perché mi serve.
Solo che adesso ho un'udienza. Tu come sei messa?
Ho un po' di giri, ma me la porto dietro, così poi vediamo come incontrarci.
È meglio se la lasci al Consultorio.
- Scusa, se ti serve qualcosa... - No, non mi serve niente.
- Allora, che problema c'è? - Infatti, che problema c'è?
- Vabbè, chiamami tu dopo l'udienza, ok? - Sì.
- Ferme! Dove andate? - Voglio vedere che mi deve dire.
- Che maniere! Dove credete di andare? - A fare giustizia! Levatevi di torno!
- Ma come? Ma che è? - Levatevi!
- Levatevi di qui! - Devo parlare con lui!
Piano con le parole! Chi cercate?
- Gli sputo in faccia! - Piano con le parole!
- Dov'è? - Chi cercate?
- Che succede? - Ferme!
- Che succede? - Deve guardarmi negli occhi!
Che succede, signora?
- Chiedetelo al collega vostro. - Un attimo di pazienza.
Non dovete litigare. Vi ricevo tutte, con calma.
Che faccia tosta! Siete un "omm 'e merda"!
- Come vi permettete? Neanche vi conosco. - Non mi conoscete?
Mia figlia la conoscete?
- Sì, lei la conosco. - Certo!
Con mia nipote avete fatto i vostri comodi!
Siete impazzite tutte quante?
- Tu non dici niente? - Lasciatela stare.
Si vergogna anche di parlare. Voi siete "una chiavica"!
Carmela, che dici?
Che diresti a uno che si è approfittato di tua figlia?
Queste sono accuse pesanti. Se la pensate così, andate alla Polizia.
- Alla Polizia? - Eh.
Lo uccido con le mie mani!
Gli uomini come il dottore e come me non hanno bisogno di fare certe cose.
- Ma vattene! - Carmela, devi dirci che è successo.
Che è successo?
Mia figlia è venuta qui per farsi visitare perché aveva un bruciore.
Questo schifoso l'ha presa con la forza
e le ha dato la pillola del giorno dopo.
Siete pazza? Che state dicendo?
- Perché le hai detto queste fesserie? - Lasciala stare! Non devi guardarla!
Va bene, ho chiamato la Polizia, arriva tra un minuto.
Andiamo via.
Non finisce qua. Io ti sputtano in tutto il quartiere.
Qua non ci metterà piede più nessuno.
È inutile dire che non credo a questa storia.
Perché inventarsi una cosa così assurda?
Non ne ho la più pallida idea.
- La ragazza è una tua paziente? - No.
L'ho vista solo una volta pochi giorni fa.
Arianna, la ricetta eccola.
Però è mio dovere dirti che questa pillola si usa solo in casi di emergenza.
Se hai rapporti abituali, è meglio passare a un contraccettivo normale.
- Vuoi fare una visita? - No, non c'è bisogno.
È la prima volta che vai da un ginecologo?
- Sì. - Ti senti un po' imbarazzata, è normale.
Facciamo così, io vado a chiamare una mia amica, è nella stanza accanto.
La faccio venire, così ti senti a tuo agio, va bene?
Torno subito.
Ero convinto che tu ci fossi, invece eri andata da qualche parte.
La verità è che la ragazza mi sembrava molto turbata e...
Io speravo che con te si aprisse.
La prova che c'era qualcosa che non andava
l'ho avuta quando sono rientrato in stanza.
Lei non c'era più e pure la ricetta era sparita.
Da allora non l'hai più vista?
- Te l'ho già detto. Non mi credi? - Certo che ti credo.
Hai avuto dei dubbi, te l'ho letto negli occhi.
Domenico, smettila.
In fondo ci conosciamo poco. Di me sai quasi niente.
So che tu non c'entri niente in questa storia.
Ti stanno mettendo in mezzo. Per quale motivo, ancora non lo so.
Tu devi stare tranquillo.
"Tranquillo"...
Sai quanti innocenti si sono fatti anni di galera?
Io provo a parlare con la ragazza,
però forse è meglio se tu rimani un po' defilato.
Ma va'?
Veramente?
Pensavo di farmi un giro per il quartiere per capire che significa essere lapidati.
È lì.
- Bussiamo. - Carmela!
- Carme'! - Un momento.
- Che volete? - Possiamo parlare un attimo con Arianna?
- Non c'è. - Dov'è?
- A lavorare. - Possiamo entrare un attimo?
- No, ho da fare, sto cucinando. - Carme'...
Io ho fatto nascere Arianna, te lo ricordi?
Aveva il cordone attorcigliato. Lo ricordo come se fosse adesso.
Poi non si voleva attaccare al seno e tu piangevi dal dolore
perché avevi tanto latte e i seni ti facevano malissimo.
- Te lo ricordi? - Certo che mi ricordo.
Carmela...
Mi dispiace per questa situazione e sono la prima a volere giustizia.
Dottore', io non ce l'ho con voi. Lo so che voi non c'entrate.
Invece c'entro, perché questa storia è una brutta macchia su tutti noi.
Facci entrare, per favore.
Entrate, venite.
A scuola fanno la disinfestazione e ci hanno fatto questo regalo.
France', portale fuori. Andate a giocare fuori.
Attenta a tua sorella, non perderla di nuovo.
- Sì. - Hai capito?
- Sedetevi. - Grazie.
Qua si scoppia, non sappiamo più dove mettere la roba.
Quando c'era mio marito, abitavamo in una casa che era il doppio di questa,
ma poi lui è morto in un incidente al cantiere.
Io sono rimasta sola con quattro figlie e siamo venute qua.
Scusate, non posso farvi neanche un caffè, è finito pure quello.
Non ti preoccupare, Carme'. Vogliamo sapere che ti ha detto Arianna.
Arianna è una brava ragazza, tra poco prende il diploma di estetista.
Ora sta facendo... Come si dice?
Uno stage in un centro estetico a Posillipo.
Un centro famoso. Sharazade, lo conoscete?
- No. - Dice che la vogliono pure assumere.
Lei è brava e ha pure un buon carattere,
solo che nell'ultimo periodo era cambiata.
Era sempre nervosa, non dormiva la notte.
Secondo te, che cosa le è successo?
Lei diceva che non era successo niente, che andava tutto bene.
L'altra mattina, mentre si vestiva,
ho visto che aveva dei grossi lividi sul braccio.
L'ho presa e le ho detto di dirmi che cos'era successo.
- E lei? - E lei...
Mi ha detto che era stato Christian, il suo ragazzo.
Dice che stavano giocando, che non l'ha fatto apposta.
Io non ci ho creduto. Christian è un bravo ragazzo.
Vuole sposarla, non le farebbe mai del male.
Allora?
Allora ho cercato nella sua borsa.
Ho trovato la ricetta della pillola del giorno dopo.
Poi l'ho sentita parlare con un'amica al telefono e nominava il dottore.
Arianna ti ha detto che è stato lui?
Le ho chiesto se il dottore le aveva fatto i lividi, se aveva approfittato di lei.
Lei si è messa a piangere.
Mi ha detto che l'ha presa con la forza, che lei non voleva.
Carmela...
Io conosco bene il dottore, non farebbe mai una cosa simile.
Dicono tutti così.
Pure in TV quando intervistano i parenti, gli amici, cadono tutti dalle nuvole.
Io su Domenico ci metto la mano sul fuoco.
Sentite.
Io non ho fiducia nella Polizia,
ma visto che non me lo avete fatto picchiare a sangue, ci vado.
Metto tutto nelle loro mani e poi vediamo che succede.
Aspetta, prima di sollevare un polverone, lasciaci un po' di tempo.
- Perché? - Per vederci chiaro.
Se viene fuori che il dottore è coinvolto,
ti accompagno io in Procura dal mio ex marito che fa il magistrato.
Aspetto al massimo fino a domani mattina.
Che pensi di fare?
Sono indecisa tra una ceretta e una pulizia del viso.
Ti vuoi presentare al centro dove lavora Arianna?
- Secondo me, non è una buona idea. - Ne hai una migliore?
- No... Poi devo scappare. - Dove devi andare?
Aiuto una che ho fatto partorire due settimane fa
a fare il bagnetto al bambino.
Scusami, ma non ti sembra di esagerare?
Il bagnetto non rientra nei compiti di un'ostetrica.
Quello che fai tu rientra nei compiti di un'assistente sociale?
A volte io mi trovo in situazioni in cui devo mettere in salvo le persone.
Pure io, il bambino ha rischiato di affogare.
Quelli non sanno fare il bagnetto.
- Salve. - Buongiorno, ha un appuntamento?
- No, ma vorrei fare una ceretta. - Quando?
Subito, se possibile.
Mi dispiace, fino a venerdì non ho nessuna disponibilità.
Mi bastano dieci minuti.
- È un'emergenza. - Capisco. Guardi...
Facciamo così, prenda il numero e ci richiami.
- A volte disdicono. - Grazie.
- So che lei ha una stagista molto brava. - Sì, Arianna, ma è piena pure lei.
Signora, la prego, lui ripartirà tra poche ore e io...
- Non lo faccio da due anni. - Due anni?
- Eh. - Madonna! Una bella ragazza come lei!
Sfortunata, molto sfortunata.
Senta, facciamo così, appena Arianna si libera, gliela mando.
Intanto venga con me.
In certe cose la sfortuna non esiste.
Guardi me, non sono manco un decimo della sua bellezza,
eppure al momento ne ho tre che mi muoiono dietro.
Beata lei!
Allora... intanto si metta questi.
- Che sono? - Come? Sono gli slip di carta.
Certo.
- Poi metta il kimono, va bene? - Grazie.
Risponde la segreteria telefonica.
Uffa!
Eccomi, mi scusi.
Che cosa ci fa lei qui? Io non voglio parlare con lei.
- Mi mette nei guai, sto lavorando. - In un guaio ci sei già.
Io vorrei aiutarti a uscirne.
- Si rivesta, io non ci parlo con lei. - Va bene, non parliamo.
Però fammi una ceretta, per favore, che ne ho veramente bisogno.
- Che fa, usa il rasoio? - Qualche volta.
- Sa che è la cosa più sbagliata? - È che non ho mai tempo.
- Ah... - È un po' calda.
Questi sennò non vengono via, sembrano delle spine di riccio.
- Ah! - Lo vede a usare il rasoio?
- Tutti dicono che sei molto brava. - "Tutti" chi?
Delle signore, delle clienti, mentre aspettavo.
- Veramente? - Sì.
Ah!
- Il tuo lavoro ti piace? - Sì.
Devo dire grazie a mia madre.
È stata lei che mi ha voluto iscrivere per forza a scuola.
Io non volevo, perché costa troppo.
Poi Christian, il mio ragazzo,
ha detto che potevo ridargli i soldi un po' alla volta.
Così faccio.
Ah!
Tua madre ha detto che Christian è un bravo ragazzo.
- Sì. - Volete sposarvi?
Per ora voglio pensare soltanto a lavorare e a guadagnare.
- Adesso si può girare. - No!
- A posto così, grazie. - Come vuole.
Arianna, senti.
Io lo so che il dottore non c'entra e lo sai anche tu.
Perché lo accusi? Chi vuoi proteggere?
Per me abbiamo finito, si rivesta.
Un attimo! Ci sono!
- Ha fatto? - Sì, un minuto e ci sono.
Mina?
Sei tornata?
Ah, ciao, sei tu?
Sì.
Una signora mi ha detto che ha visto una donna entrare,
pensavo che fosse Mina.
No, sono io.
Mina ha detto che lasciava una cosa qui per me.
Non ti ha chiamato per il fatto di Domenico?
- No. - L'hai trovata?
La cosa che stavi cercando, intendo.
- No, mi sa che Mina si è dimenticata. - Certo, con tutto quello che è successo.
- Vuoi che la proviamo a chiamare? - No... Non è così urgente.
Poi la chiamo io.
- Buona giornata. - Buona giornata.
Domenico, richiamami, è importante.
Sul telefono di Arianna c'era un messaggio:
"Se apri la bocca, te ne pentirai."
Il numero non è tra i suoi contatti, quindi...
Domenico?
- Mi dispiace deluderti. - Gli stavo lasciando un messaggio.
Va bene. Ho pensato che la cosa migliore è se ti mando un pony.
Un pony? Per cosa?
- Per l'agenda. - Ah, sì. Non ci pensavo più.
Ce l'hai sempre con te, no?
Sì, ce l'ho io, è che ora però sono fuori.
Per caso, l'hai aperta?
Secondo te, ficco il naso nelle tue cose?
- Non lo so! - No, infatti.
Che cos'è successo? Ti sento agitata.
Una ragazza accusa Domenico di aver abusato di lei
e la madre vuole denunciarlo.
- Mi sembra il minimo. - Sì, ma lui non c'entra.
Se hai bisogno di un avvocato, io ci sono.
- Lui non ha fatto niente! - Appunto.
Come vogliamo fare per l'agenda?
- Te la porto stasera da Titti, va bene? - Va bene, ma non te la scordare.
Senti una cosa... Non è che hai un amante?
- A me puoi dirlo, sono una tomba. - Quale amante? Che dici?
Dico che non ti ho mai sentita così. Ti sei ficcata in un guaio?
- Stai difendendo un boss della camorra? - Nessun boss, stai tranquilla.
- A stasera. - Ciao.
Vigliacchi! Non hanno il coraggio di farsi vedere in faccia.
Dottore, non ve la prendete.
Comunque li ho visti, era una macchina nera.
Hanno buttato giù lo scooter e sono scappati.
- Che è successo? - Che è successo?
Fino a ieri ero un serio e stimato professionista e ora sono un mostro.
Non te la prendere.
Hai sentito il mio messaggio?
- Dove vai? - A casa.
Hanno disdetto gli appuntamenti, ricevo solo telefonate di insulti.
Domenico, aspetta!
No, papà.
- Noi non crediamo a una parola. - Certo, siete i miei genitori.
- Non potete dire che sono uno stupratore. - Perché dici così?
Scusate, mammà. Andate pure a fare la spesa.
- In realtà ci sono già stata. - Non hanno voluto servirla.
Mimmo... Mimmo, dove vai?
Non ti avvelenare, Mimmo, lascia stare.
Si sistema tutto, hai capito? Si sistema tutto! Mimmo!
- Attenzione! - Attenzione!
Guarda questo!
- "Vaffammoc a mamma"! - Non si dice così, si dice "a mammt"!
- Troppo presto? - In teoria, sì. Dai, entra.
- Una cosa forte o leggera? - Fai tu.
Forte.
- Giornataccia? - Hai una domanda di riserva?
Ieri sera... Bella serata, no?
C'è troppa gente di merda in giro.
- Ciao, Nicola. - Mina.
Tu riesci a risalire al proprietario di questo numero?
Non è possibile, però possiamo capire chi è il gestore.
Sì, così poi gli offriamo un nuovo piano tariffario.
Lascia stare, ieri mi ha chiamato uno da un call center.
Per poco non mi chiedeva pure di che colore avevo le mutande.
Signora Rosaria, in questi casi dovete rivolgervi a me.
Questi dei call center passano veramente la misura.
Io proverò a non passarla. Grazie, Nicola.
- Venite con me. - Ci vediamo.
- Ciao. - Ciao, Nico'.
Voi parlate, inventatevi qualcosa. Fate casino.
- Sì. - Ehm...
- Ehm... - Ehm... Buongiorno.
- Pronto? - Sono l'operatore...
- Sì? - Buonasera.
Chi parla?
- Signora? - È una donna?
- Sono del Multicenter Call. - No, grazie, non mi interessa.
Non riattacchi, non è una fregatura.
- Il numero è intestato a lei? - Sì, l'ho appena cambiato.
Questo cambio le ha portato fortuna! Ha vinto una city car!
Il suo numero è stato estratto tra 10.000 persone.
- Veramente fate? - Sì, veramente.
- Lei dove vive? - A Napoli.
A Napoli...
Dovrei chiederle un po' di dati personali.
Se mi avete chiamato, vuol dire che ce li avete.
Certo che ce li abbiamo, ma per la privacy, deve fornirmeli lei.
- Il suo nome? - Maria Pia Scianatico.
Un indirizzo e-mail ce l'ha?
Scianatico@sharazade.com.
Benissimo, signora Scianatico.
Entro 48 ore riceverà una e-mail con tutti i dettagli.
- Voi chi siete? - Sono l'operatrice 976, arrivederci.
Mah...
Chi è questa signora Scianatico?
Chi è? Guardate qua.
Uh, Madonna! Non è il posto dove lavora la ragazza?
La proprietaria la minaccia.
Tu vuoi aiutarli in tutti i modi.
Rinunci a un sacco di soldi, quelli delle cliniche private,
e loro come ti ripagano?
Se la sono presa con i miei genitori, con gente che non c'entra niente.
Brutta storia, mi dispiace.
Ai buoni samaritani e alla loro stupidità.
A noi.
Perché, anche tu fai parte del club degli illusi?
Un nuovo socio, direi.
Prima di lavorare qua, era una vocazione che non conoscevo.
- Titti... - Mmh.
Non sai che rabbia mi fa vedere come perde tempo dietro all'architetto.
- È un tipo poco raccomandabile? - No, è tempo perso, ma niente.
Quando Titti vede uno che le piace, ha i paraocchi.
- Allora, mi dispiace per te. - In che senso?
- Ti deve dispiacere per Titti. - No, per te.
Io sono un samaritano pentito, mi lecco le ferite e mi passa.
Tu sei un samaritano innamorato.
Non troverai pace fino a quando non le toglierai i paraocchi.
- Innamorato? - Innamorato, sì.
Dici?
Che fai, aspetti Christian?
No, stasera dava una mano al padre in magazzino.
- Prendo il pullman. - Va bene, a domani.
A domani.
- Arianna. - Che volete?
Mi dovete lasciare in pace.
- In due anni avrai la pace che vuoi. - Che vuoi dire?
Per la falsa accusa è prevista una reclusione da due a sei anni.
Per il danno morale c'è la tua coscienza.
Arianna, perché vuoi fare del male a una persona che non ti ha fatto nulla?
Conosci meglio di me la gente del quartiere.
Vuoi mettere in mezzo il dottore che non c'entra niente?
Io non ci credo.
Io non volevo, ma poi mia madre ha visto i lividi,
ha trovato la ricetta della pillola nella borsa e gliel'ho lasciato credere.
Hai paura di quella donna?
La tua datrice di lavoro?
C'è lei dietro questa storia, è così?
Mi dispiace, siamo chiusi.
Ah, ma è lei, signora? Che è successo? Non le è andata bene?
A me sì, a lei molto meno.
Sono l'operatrice 976.
Da quando gli operatori vengono di persona?
Da quando lei manda messaggi tipo questo.
- Se ne vada, altrimenti la denuncio! - Chi rischia una denuncia è lei.
Istigazione e favoreggiamento della prostituzione.
- Io non istigo nessuno. - Ah, no?
- Vogliamo chiamare Arianna Cifola? - Arianna ha 18 anni, fa ciò che vuole.
Li ha appena compiuti e fa ciò che le dice la sua datrice di lavoro.
Per il ricatto la pena non è più leggera.
Io per le ragazze qua sono come una madre.
Per venire a lavorare da me c'è la fila. Che cosa crede?
Credo che queste ragazze siano molto giovani e ingenue.
Hanno bisogno di lavorare. Lei gioca su questo, usa il suo potere.
Lo vede questo posto? L'ho messo su io, da sola.
Non devo dire grazie a nessuno. Mia madre andava a lavare i portoni.
Voi la miseria non sapete nemmeno che cos'è.
Quando certe cose non si conoscono, è facile fare la morale.
Io non faccio la morale a nessuno,
per questo ci sono i giudici e i tribunali.
- Racconti la sua storia all'avvocato. - Non avete niente contro di me.
Quello che succede con i clienti non sono affari miei.
Lei si prende il 50% e non sono affari suoi?
Gli accordi con i clienti?
Le ragazze devono essere carine, ma non si superano certi limiti.
Un cliente ha abusato di Arianna
e lei ha comprato il suo silenzio con 1000 euro.
2000, ma comunque è la sua parola contro la mia.
Allora, che dici?
Intanto dico che sei diventata tecnologica e legalista.
Tutti gli anni passati con me ti sono serviti a qualcosa.
Claudio, io ti sto offrendo su un piatto d'argento
la possibilità di sgominare un giro di prostituzione e tu non dici niente?
Forse quella donna potrebbe avere ragione.
Sei impazzito? Se fai così per la discussione dell'altra sera...
La ragazza è maggiorenne.
Dimostrare la responsabilità della proprietaria non è facile.
- E quindi? - E quindi...
- La andiamo a prendere e poi vediamo. - Grazie...
Grazie.
Scusatemi, non volevo interrompere questo idillio coniugale.
- Mah... - Giada, sei completamente fuori strada.
Confermo, sei fuori strada. Non siamo tipi da minestra riscaldata.
Ciao, grazie.
- Ciao. - Ciao.
- Buonasera. - Buonasera.
Infatti, tra l'altro...
Allora, si può sapere qual è il locale da cui dovrei trarre ispirazione?
Che c'è, Giordano?
Sei diventato muto o vuoi farmi vedere come funziona la concorrenza?
Ah... Lo so che i locali gay sono quelli che tirano...
Anche in Marocco gli uomini si tengono per mano.
E si baciano nella casbah?
Magari è bisessuale.
O è per questo che non raccoglie le tue avances.
- Stai dicendo che sono un'idiota? - No, Titti.
È che a volte guardi semplicemente dalla parte sbagliata.
Non ti accorgi che dall'altra...
ci può essere qualcuno che vuole solo aiutarti e starti vicino.
La domanda è una.
Vuoi davvero fare le cose che ti dice quello?
Meno male.
Allora andiamo a fare pulizia, dai.
- È una squallida! - Che schifo!
- Schifosa! - Ti avrei picchiata io!
- Ora che fai? - Schifosa!
- L'hanno arrestata! - Puttana!
"Femmena 'e merda"!
Io non so come ringraziarvi.
- Al dottore chiederò scusa pubblicamente. - Non ti preoccupare, io ti darò una mano.
Tu pensa ad Arianna adesso.
Zoccola! Vattene!
- Ti faccio vedere! - Ti faccio pentire di essere nata!
Che succede adesso?
La Polizia ha fatto il suo.
Noi dobbiamo fare il nostro
con "l'omm 'e merda" che si è approfittato di mia figlia.
No, signore, per favore...
Tutto a posto, però non abbiamo sentito nulla.
Permesso.
- Fanno sul serio? - Sì.
- Pensi che sono dei quartieri alti? - Comunque non sono d'accordo.
Lo fanno nuovo nuovo.
I rivestimenti optical! Le moquette ecosostenibili!
La gestione degli spazi... impattante!
- Te ne stai lì o mi vieni ad aiutare? - L'avrei fatto io domani con piacere.
No, lo devo fare io con le mani mie!
Ah!
- Ahi. - Ti sei tagliata?
Sì.
È una sciocchezza. Aspetta, che te la disinfetto.
- L'ultimo regalo di quello stronzo. - La parola importante è "ultimo".
Fa' vedere.
Io te l'ho detto grazie?
No.
Ti ho chiesto scusa
per come ti ho trattato nell'ultimo periodo?
Neanche.
Allora, grazie.
E scusa.
Figurati.
Non si apre! Il citofono non funziona!
- Dottoressa, siete voi? - Buonasera, signora.
- Mi scusi, Domenico è a casa? - No, noi speravamo che fosse con voi.
Lo abbiamo chiamato tante volte, ma non risponde.
Anch'io ho provato a chiamarlo e gli ho lasciato un messaggio.
Volevo dargli una bella notizia e darla pure a voi.
- È tutto a posto. - Veramente?
Sì, è stato un cliente del centro estetico dove lavora la ragazza.
Sia ringraziato il cielo.
Hai visto? È finita. Dobbiamo ringraziare la dottoressa.
Se è lui, ditegli di venire a casa.
Ci facciamo un piatto di spaghetti e lo aspettiamo.
No, non è lui, scusatemi un attimo.
Irene?
Oddio, scusami.
Sì, hai ragione, arrivo subito, ciao.
Io me ne devo andare, scusatemi, ma se torna, gli dite di chiamarmi?
- Va bene. - Sì.
- Grazie, dottoressa! - Grazie!
- Arrivederci. - Arrivederci.
Ehi.
- Ciao. - Scusa, ti ho fatto prendere il taxi.
Sono distrutta.
È piombato in studio il padre di uno che ho fatto condannare.
Mi voleva ammazzare. Ah, a proposito, Domenico?
Oggi volevano ammazzare anche lui,
ma per fortuna è tutto a posto, anche se è sparito.
Come è sparito?
Non risponde al telefono, nessuno sa dov'è.
Sarà a pezzi. Si può capire, dai.
Sono stanca morta anch'io. Do un bacio a Titti e vado a casa.
Ci sono novità. La storia con Edoardo è chiusa.
Le quotazioni Giordano sono in rapida ascesa.
Posso dire? È meglio così.
Edoardo non mi ha mai convinto. Non lo so...
- L'ho sempre visto... doppio. - Ci avevi visto giusto.
Cioè?
Diciamo che non era strano, se non coglieva le avances di Titti.
- No! - Sì.
Comunque tu non me la conti giusta.
Non sarà un amante, non sarà un boss della camorra,
ma qualcosa di strano c'è.
Ma va'!
- Grazie. - Prego.
Oh...
Sei tu?
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.