All language subtitles for Mina.Settembre.S01E07.iTALiAN.720p.WEB.H264-NEUROSiS_ita

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Original subtitles

♪ Con lui volando lontano dalla terra ♪

♪ Dimenticando le tristezze della sera ♪

♪ Quando ami da morire ♪

♪ Chiudi gli occhi e non pensare ♪

♪ Il tempo passa, l'amore scompare ♪

♪ E la danza finirà ♪

♪ Una notte a Napoli ♪

♪ Delle stelle si scordò ♪

♪ E anche senza ali ♪

♪ In cielo mi portò ♪

Piera.

Volevo farti una sorpresa, ma vedo che l'hai fatta tu a me.

Non è come credi.

- Volevo parlarti, però per telefono... - Sta' zitto!

Mi dispiace.

Mi dispiace da morire.

Non mi uccidere!

- Ti sei alzata. - Mamma!

Sei pazza a spuntare così nel buio? Mi stava venendo un infarto.

In realtà, l'infarto, lo stavi facendo venire tu a me.

Chi è che ti voleva uccidere?

Niente, nessuno. Ho fatto un incubo. Tu che ci fai già sveglia a quest'ora?

Niente, stavo facendo una cosa. Era Claudio che ti voleva ammazzare?

Claudio?

No. Poi perché dovrebbe, scusami?

Che sono queste carte?

Niente, delle carte che devo portare alla prossima riunione di condominio.

Comunque Claudio avrebbe eccome le sue ragioni.

Visto come lo tratti.

Ormai stai dalla sua parte persino dentro ai sogni.

E comunque no, non era lui.

Allora quell'altro? Il cafoncello?

Che gli hai fatto?

Non ti sfiora neanche l'idea che non sia sempre colpa mia?

È il tuo inconscio.

Se sogni di essere uccisa vuol dire che hai la coscienza sporca.

Ma io non ho fatto niente.

- A lui direttamente, niente. - Comunque in qualche modo lui c'entra.

Che hai combinato?

- "Vabbuò", prendo il caffè al lavoro. - Scappa, scappa.

La verità dell'inconscio ti stanerà. Ovunque andrai!

Oggi non c'è.

Che avete tutti stamattina che mi fate gli scherzi?

Tutti chi?

Niente, lascia stare.

- Come stai? - La verità?

Una schifezza. È successo quello che mai avrei voluto succedesse.

- Scusa, ma tu hai dormito qua? - Dormire è una parola grossa.

- Piera ti ha cacciato? - In verità me ne sono andato io.

Le ho detto di te, di noi, e non me la sono sentita di restare lì.

- Davvero siete riusciti a parlare? - Per forza.

Però il problema è che su quella casa ho un mutuo

e mi devo pure trovare un'altra sistemazione.

Quindi non eri sposato solo in teoria.

Mina, stammi a sentire, Piera è stata la storia più importante della mia vita,

è inutile negarlo, sarei un bugiardo se dicessi il contrario.

Ma quello che è successo in questi mesi, quello che io provo per te...

Anche quello che è accaduto ieri sera, per me è tutto vero.

Non è cambiato niente.

Buongiorno.

- Disturbo? - No, quale disturbo?

Noi stavamo andando al bar a prendere un caffè.

Il caffè, vado.

Te lo porto?

- Una lacrima di latte, senza zucchero. - Grazie.

- Vuoi il cornetto? - Sì.

Bene, ora mi date un chilo di patate e uno di cipolle?

Ecco, per voi le patate e le cipolle.

Diego. Che stai facendo? Che ci fai qua a quest'ora?

Attacco il contatore di Rudy, è saltata la luce e lui è sotto la doccia.

- Perché sei con il pigiama? - Non vai a scuola?

- Sì, è che... però... - Però cosa?

Trapanese.

- Dottoressa. - Che succede?

- Non ve la prendete con lui, è colpa mia. - Colpa di che? Mi state facendo agitare.

Vatti a vestire, vai.

Venite dentro, vi spiego tutto.

Diego ha una situazione familiare complicata, dottoressa.

I genitori sono una coppia mista che abita da queste parti.

Cioè, abitava.

Ahmed è un marocchino, un bravo ragazzo. Però non ha mai trovato un posto fisso.

Invece la madre, Vanessa, è di qua.

- Cazzo, da dove è uscito questo secchio? - Scusami, è colpa mia.

Una ragazza molto sola, senza famiglia.

- Ti sei fatta male? - No.

Scusami tu, sono io che non guardo mai dove metto i piedi.

Si sono conosciuti e Vanessa è rimasta subito incinta.

Ahmed le voleva bene, era innamorato, così hanno deciso di tenersi il bambino.

Però fare la madre non era per Vanessa.

Dopo qualche anno si è stancata e se n'è andata.

Si è messa con un altro, uno ricco, di fuori.

Da quel momento nessuno l'ha più vista e sentita.

Diego, io e te ce la faremo.

Dai.

Io li conoscevo e ho cercato di aiutarli come ho potuto.

Attento, non ti bruciare. Non ti bruciare.

Ahmed si è sempre trovato lavori saltuari

e Diego stava spesso con me perché si sentiva solo.

Voi sapete, dottoressa, quanto è bello sapere di essere utile per qualcuno.

Va bene, andiamo.

Fa sentire tutto più saporito, no?

Ecco qua... Oh, ecco qua! Ehi, ha abboccato!

È una spigola, tirala su.

Stasera ci facciamo una bella acqua pazza.

Certo.

- Ma non lo dire per dire, promettimelo. - Te lo prometto.

Come siete arrivati a prendervi Diego in casa?

È successo che ieri Ahmed ha fatto una sciocchezza.

Non è stata colpa sua, l'ha fatto solo per difendere me.

Non vedi che mondezza vende questo?

Se non ti piace, non comprare.

- Dai, prendilo, forza. - Fra', passalo.

- Smettetela e lasciatemi lavorare. - Se no che fai?

Basta, lasciatelo stare. Ora andatevene.

Guardate, la scimmietta dispettosa. Mangia una banana e dammelo.

- Forza. - Sei un bastardo.

Ehi, togligli le mani di dosso!

Diego, vattene a casa!

Tuo padre ha fatto la cosa giusta, avrei fatto lo stesso.

Ma la Polizia non lo capisce.

Lo hanno fermato e lo hanno messo dentro per lesioni,

perché quel teppista si è fatto male.

A lui non hanno pensato? Non hanno chiamato i Servizi Sociali?

Non l'hanno visto, è scappato ed è venuto subito da me.

- Però la Polizia se ne accorgerà. - Certo.

Perciò non vado a scuola, ho paura che mi vengano a prendere.

Trapanese, me lo potevate dire prima.

Diego è un minore, la legge ha un iter ben preciso.

Non è che uno prende e fa come vuole.

Conosco l'iter, dottore',

sicuramente me lo portano via perché io per la legge non sono nessuno.

Non ci puoi aiutare tu? Aiuti sempre tutti.

Vado alla Questura.

Come, dottore'? Io vi racconto tutto e voi mi denunciate?

Trapanese, vado a prendere informazioni sul papà di Diego.

Poi passo a casa sua e prendo un po' di vestiti.

Datemi l'indirizzo e le chiavi. Mi accompagni?

Eccolo là. Ora come minimo mi fa la multa.

Anzi, secondo me mi fa proprio sequestrare la moto.

Dai, figurati, starà qua per qualche camorrista.

Non avrà notato che stavi sul marciapiede contromano.

Però avrà sicuramente notato che sto con te.

Non mi sembra molto ingelosito.

A me non importa, l'importante è che non sei gelosa tu di lui.

Lo sei?

Che c'entra? Se vuoi, mi puoi accompagnare dentro.

No, la verità è che devo passare da casa a prendere i vestiti.

Ieri sono andato via di corsa.

- Dove vai a stare? - Vado dai miei.

Se tua madre è come la mia, in bocca al lupo.

Senti, quando hai finito mi chiami?

Dai, fammi andare ora.

- Ci sentiamo dopo. - Va bene.

Potrebbe fare il falco.

Hai presente quelli che per prendere gli scippatori si vestono come loro?

Divertente.

Insomma, è una cosa seria fra voi?

Entriamo, dai? Ho fretta.

Vieni, di qua.

Ti faccio vedere dov'è la stanza dell'ispettore De Luigi.

È un po' tamarro, però tu sei abituata ormai.

- La smetti? - Scherzo. Eccolo qui.

Chiedi a lui, è un esperto di fermi e di arresti, va bene?

Grazie.

Ah, Mina.

In bocca al lupo per tutto. Per questo Ahmed e per tutto il resto.

Non è che c'è molto da dire, dottore'.

Questo Bassir ha fatto una stronzata bella grossa.

Il ragazzo sta ancora al Cardarelli con un paio di costole rotte

e un trauma cranico.

Che lei sappia, Bassir non ha una famiglia?

- Qualcuno che gli stia vicino? - Boh.

Con noi non parla e non gli si tira una parola da bocca.

Sappiamo solo che aveva questa bancarella, però si spostava sempre.

- Nient'altro? - Ah, sì.

Ha chiesto di fare una chiamata internazionale.

Forse ha dei parenti in Marocco.

L'avvocato d'ufficio ha chiesto il rito abbreviato.

Tutto qua.

Com'è che ai Servizi Sociali interessa uno così?

No, niente, eccesso di zelo. Grazie mille, è stato gentilissimo.

Come si leva questo coso? Come si fa?

- Signora, che state facendo? - Gesù, voi non avete un lavoro?

- È questo il mio lavoro. - La "capera"?

L'assistente sociale.

- È di Kevin questo motorino? - Sì, ma Kevin non c'è.

- Mamma, hai fatto? - Quasi.

La signora mi sta facendo perdere tempo.

- Tu sei Kevin? - Sì.

Ciao. Io sono Mina Settembre.

Non so se te l'ha detto, mi sono offerta di aiutarti con la scuola.

Sì, sì. Lascia, ci penso io.

- È bravo, vero? - Sì, molto.

- Perché la state cambiando? - Non si legge bene, si deve cambiare.

Senti, non è che ti hanno fermato?

No, quando ho visto il posto di blocco sono corso via.

Però non si può mai sapere, dottore'. Voi siete brava con i bulloni?

- No. - Allora andatevene e lasciateci fare.

- Mamma, dammi una mano. - Ecco qua. Bravo.

Ecco qua. Bravo, l'hai cambiata. Ecco qua.

No.

Lentamente.

- Vi posso aiutare? - Giovanni Porta.

Ahmed? Sì.

Io...

- Nonni. Nonni di Diego. - I nonni, certo.

Ciao!

Io non comprendo.

Mina.

- Tutti. - Sì, ciao.

Sono in un casino. Aiutami, tu parli francese. Mi puoi raggiungere?

- Veramente ora sto lavorando. - Ti prego, per favore, è importante.

Ci vediamo al consultorio? Dai, non so come fare.

- Ti prego. - Va bene, faccio il prima possibile.

Grazie.

Tutto ok.

- Vi accompagno a casa. - Casa?

Problemi?

Sì, c'è questa mia migliore amica che fa l'assistente sociale

che ha bisogno di me adesso.

Non ti preoccupare di nulla.

- Chiamami tu quando sei libera. - Grazie, Edo.

- Ciao. - A presto.

Vedo che siamo già a Edo.

Sì, perché? È un uomo molto simpatico e gentile.

Immagino che il fatto che ti piaccia non ti condizioni.

Quanto sei povero dentro.

L'ascensore è rotto.

Ahmed li ha chiamati ieri per occuparsi di Diego.

Loro sono dispiaciuti di non essere venuti prima

però lì hanno una fattoria dove lavorano anche gli altri figli.

Insomma, hanno dieci nipoti.

Una vita complicata e si muovono solo in casi estremi come questo.

Che ha detto?

Ha detto che anche se non conosce Diego, gli vuole bene come agli altri nipoti.

Sono delle brave persone, Mina.

Non ci penso proprio, io non vi ho mai visto.

Non parlo neanche la loro lingua. Chi conosce l'arabo?

- No, questo è francese. - Non si capisce lo stesso.

Sì, però, Diego, la lingua napoletana proviene dal francese.

- Per esempio la parola babà. - Ora che c'entra?

Diego, stammi a sentire, non facciamo troppi drammi.

In fondo si tratta di tornare a casa tua.

Però invece di stare da solo, starai con i tuoi nonni.

Per me sono due estranei.

Dove eravate in tutto questo tempo? Io non vi ho mai visti.

Invece, Rudy, l'ho visto. C'è stato ad aiutare me e papà.

Io questo non lo traduco. Cioè, non è gentile.

Ti sta chiedendo perdono.

Dice che sarebbero dovuti venire prima, che hanno sbagliato.

Ma adesso siamo qui e vogliamo prenderci cura di te.

Dalle una possibilità.

Sei stata bravissima.

Grazie.

Nella sfortuna, Diego è fortunato.

Perché ha ben tre nonni che vogliono prendersi cura di lui.

Io, invece, di nonno, non ne ho conosciuto neanche mezzo.

E quando sono morti i miei genitori,

Leone addirittura voleva mandarmi in collegio.

Altro che prendersi cura di me.

Però, poi, siamo arrivate io e Irene. No?

Irene!

Le avevo promesso che avrei trovato qualcosa di carino

da farle fare con Gianluca.

A me non ha detto niente.

Vabbè, non te l'ha chiesto

perché sanno tutti che tu a mondanità stai messa molto male.

- Sì? - Pronto, Irene?

- Non mi sono dimenticata, giuro, stavo... - Ti sei dimenticata.

Chi vuoi prendere in giro?

Ma non ti preoccupare, mi sono organizzata da sola.

Ho pensato a un bellissimo weekend a Londra solo io e Gianluca.

Ci vediamo dopo al locale e ti racconto tutto.

- Ciao. - Sì, certo, arriviamo.

- Andiamo. - Dove?

Al locale, vieni.

Però, per favore, prendiamo un taxi.

Irene sarà già arrivata, ci manca solo che la faccio aspettare.

- Sì, vabbè. - Ti prego.

Aspetta, aspetta.

È una tua paziente? Come li chiamate? Pazienti?

Shh, no, è la fidanzata di Domenico.

- Vuoi che resto? - No, vai.

Ciao.

Eccomi qua.

Ho bisogno di parlarti.

Io penso che Domenico si sia davvero innamorato di te.

Però credo anche che la colpa sia mia.

Le cose tra noi non andavano bene già prima che partissi,

poi mi sono fatta prendere dal mio lavoro e ho trascurato lui.

Tu non sei arrabbiata con lui?

No, lo sono. Però non voglio lasciarlo. Anzi, voglio recuperare.

Penso anche di poterci riuscire se tu mi aiuti.

Io?

Fatti da parte.

Lui non è l'uomo della tua vita, ma della mia.

In fondo lo so che mi puoi capire.

Domenico mi ha detto che eri sposata, che anche tuo marito ti ha tradita.

Parlate parecchio voi due.

Non voglio buttare via una storia di dieci anni.

Non senza essere sicura di aver fatto tutto quello che potevo per salvarla.

Pensaci. Almeno questo me lo devi.

È una richiesta assurda e tu non la devi considerare.

Se Domenico vuole stare con te e tu vuoi stare con lui

il discorso è chiuso.

- Piera può solo mettersi l'anima in pace. - È questo che mi ha colpito.

Invece lei è determinatissima. Si sta battendo per riavere Domenico.

Io per Claudio non l'ho mai fatto.

- Secondo voi, perché? - Forse perché non lo amavi abbastanza.

Chi ama, lotta. Chi non lotta è perché non ama.

- Che c'è? Ho detto una scemenza? - Per niente. Anzi.

- Dottoressa Settembre. - Buonasera, generale.

Scusi il disturbo. Incontrarla è una fortuna, dovrei parlarle.

Cinque minuti, se non le dispiace.

- Va bene, non c'è problema, andiamo. - Grazie. Vieni, Flender.

Lei capisce?

Sua madre sta tentando di convincere il condominio per cambiare il regolamento

e vietare agli animali di passare in cortile.

Io che dovrei fare?

Secondo sua madre dovrei prendere in braccio il mio cane

e portarlo di perso fuori dal palazzo.

È possibile?

È sicuro che sia un'iniziativa contro di lei?

Sono l'unico condomino con il cane.

Parlerò con l'amministratore.

Perché sua madre ce l'ha con me?

Se può consolarla,

ci sono cose di mia madre che io ancora non capisco dopo quasi 40 anni.

Ah, bene.

- Bella questa casa, è particolare. - Grazie.

A me e mia moglie piaceva tanto viaggiare. Portavamo sempre con noi qualcosa.

Ci piaceva avere attorno i ricordi di quelle esperienze meravigliose.

Anche perché foto di figli da appendere non ne avevamo.

Non sono venuti, purtroppo.

- Mi dispiace. - No, perché?

Il nostro è stato un amore bellissimo. Molto fortunato.

- È lei? - Sì.

Secondo me assomiglia un po' a sua madre.

Mah, no.

Secondo me un po' sì.

L'unica cosa è che mia moglie aveva sempre questo sorriso sul suo viso.

Sua madre, invece, ha un caratteraccio.

Gengis Khan a confronto diventa un boy scout.

Mi scusi.

Giuda Iscariota, per aver tradito Gesù,

si è suicidato per i sensi di colpa.

Quindi tu saresti Gesù?

Tra tre minuti chiudo la porta con il chiavistello.

Fai le tue deduzioni.

Non hai capito,

mi sono dovuta scapicollare per evitare di dormire sullo zerbino.

- Facevo meglio a vedermi con Domenico. - Tu gli hai dato buca?

- Sì. - Per quello che ti ha chiesto Piera?

La verità? Sì e no.

Da una parte sì,

non mi va di stare nel ruolo di quella che sfascia i rapporti.

Poi voglio essere libera di pensare il peggio possibile

di quelle come Susy o l'amante di mio padre.

- Non so se mi capisci. - Sì, ti capisco.

A proposito, com'è finita la ricerca di quella donna?

Io sono ferma alla gita a Vietri dove non hai trovato niente.

Anche io. A parte che ho un sacco di casini.

Poi secondo me ha ragione Domenico, e anche Claudio.

Devo smetterla di pensare a mio padre, al passato.

- Devo pensare a me, al presente. - Ottimo. Mi sembra un'ottima idea.

- Ti chiamo dopo, ciao. - Ciao.

Avanti.

- Ciao. - Ciao.

Piera mi ha chiesto di partire con lei.

Partire per dove?

Non lo so, un posto qualsiasi lontano da qui.

Ossia, lontano da te.

Ha detto che dobbiamo darci una seconda possibilità.

Mi ha pregato,

mi ha detto che non si butta via in pochi giorni una storia di anni.

- Tu che le hai detto? - Le ho detto che ci avrei pensato.

Che dovevo fare?

Hai fatto bene.

Sono decisioni importanti, non si possono prendere a cuor leggero.

Chi è?

Dottoressa, un guaio serio.

Diego, che ci fai qua? Che è successo?

I nonni vogliono portarmi in Marocco.

Non so neanche dov'è, non ci voglio andare.

- Quando dovrebbe andare? - Tra 48 ore.

Hanno già fatto il biglietto aereo

e ora stanno in Questura per fare le procedure d'urgenza per il passaporto.

Perciò sono scappato, io non ci voglio andare.

Poi mi devi ancora insegnare a pescare. È vero che me l'hai promesso?

Certo, assolutamente. Dottoressa, questa è una tragedia.

È una tragedia, ci dovete aiutare. Fate qualcosa, per favore.

Come è possibile?

Il bambino vuole stare con me, possibile che non ci sia un modo?

Sì, ma deve essere una decisione del padre.

Allora andiamoci a parlare, che siamo venuti a fare qua?

Gliel'ho già detto, non sono l'avvocato del padre di Diego,

per avere il permesso di vederlo ci metterei troppo.

- Nel frattempo i nonni sarebbero partiti. - Non esiste una procedura d'urgenza?

Che ne so? Una questione di vita o di morte.

- Il bambino è disperato. - Per la legge non ci sono emergenze.

Diego sta partendo con le persone a cui è stato affidato dal padre, i nonni.

Allora non c'è speranza.

È Claudio la nostra speranza.

Dunque, il giudice non è un amico mio, anzi, in un processo ci siamo scontrati.

- Però mi stima e quindi si è fidato. - Grazie, Claudio, ti devo un favore.

- Anche tu l'hai comprata così? - Tu non l'avevi presa nera?

No, guarda. Pensavo che tu l'avessi presa nera.

Mi hai copiato.

- No, continuate. È molto interessante. - Scusa.

Ho fatto autorizzare anche te per entrare. So che ti saresti infilata.

Così lo fai in regola.

- Grazie, mi conosci bene. - Direi.

Dottore, io vi sono debitore a vita. Chiedetemi qualsiasi cosa.

Non mi ringrazi ancora, vediamo come va a finire prima.

Sì, infatti, andiamo. Abbiamo poco tempo.

Grazie ancora.

- Grazie, dottore. - Grazie.

- Grazie, veramente grazie. - Non mi deve ringra...

- Grazie. - Va bene, ho capito.

Va bene, grazie, non si preoccupi.

Trapanese, andiamo.

Mina.

Prego.

Diego prima ha perso la mamma, poi tu sei finito qui dentro.

L'unico punto fermo che ha è Rudy e glielo vuoi togliere

per mandarlo in un Paese che non conosce,

con persone mai viste, a fare una vita non sua.

Perché?

Perché?

Sai quanto mi danno? Due anni.

Sono tanti per lasciare Diego a un amico.

In Marocco c'è mia mamma e lei sa come si crescono i bambini.

Ha avuto otto figli,

penso che lei sia più adatta a crescere mio figlio.

Io, invece, penso che la tua pena possa essere ridotta.

Come?

Tu hai scelto il rito abbreviato per avere uno sconto.

- Sì. - Ma io posso portare nuovi elementi.

Posso far riaprire il dibattimento, ottenere attenuanti.

Ahmed, quello che hai picchiato è uno stronzo e lo posso dimostrare.

Troveremo dei testimoni, dimostreremo che non è stata un'aggressione gratuita.

Tu hai agito per difendere tuo figlio.

Le lesioni ci sono state, è vero, ma non sono state intenzionali.

Insomma, ci sono degli elementi sui quali io posso lavorare,

se tu mi dai il mandato.

Quanto tempo pensi che mi fanno stare qui dentro?

Adesso non te lo posso dire con certezza, ma spero di arrivare a sei mesi.

Per sei mesi potresti lasciare Diego a Rudy.

E continueresti a vederlo.

- È vero? Lui può venire qui? - Sì.

I bambini sono ammessi ai colloqui con i genitori.

Diego continuerebbe a fare la sua vita senza traumi,

e tu potresti sapere come sta, che sta facendo.

Non lo perderesti. Non ti piacerebbe?

Oddio, dottoressa, ora mi scoppia il cuore.

- Trapanese... - Diego!

- Papà ha detto che puoi restare con me! - Evvai!

Pronto?

Mamma mia! Lo devo andare a dire a donna Rosaria.

Che c'è?

Niente, non gli riesco a dire che dobbiamo vedere come reagiscono i nonni.

- Donna Rosaria, ce l'abbiamo fatta! - Che bello! Come sono contenta.

Eccola.

- Ciao. - Dai, andiamo.

- Non mi pare che l'abbia presa bene. - No, infatti.

Dice che il figlio ha perso la testa,

quindi domani Diego parte con loro perché Rudy non è nessuno

e in Marocco c'è una famiglia intera che lo aspetta a braccia aperte.

- Lo possono fare? - Certo.

Sono i suoi parenti più stretti.

Dice di dire a Diego di avvisare Rudy perché domani se ne tornano tutti a casa.

- Dice che... - Ci sta cacciando, abbiamo capito.

Dai, Mina, vieni. Vieni.

Dobbiamo parlare con il giudice che ha deciso l'affidamento di Diego

e convincerlo a revocarlo.

- Sai chi è? - Mi informo.

Speriamo bene.

- Titti, ciao, grazie. - Ciao.

Non lo dite neanche per scherzo, non vi preoccupate, ci penso io.

- Magari torna presto. - Con tutto quello che avete da fare.

Non vi preoccupate, appena rientra la dottoressa, le do io l'agenda.

Sicuro? Io posso aspettare tranquillamente.

Dotto', dopo tutto quello che avete fatto per me e Diego, questo è niente.

State tranquillo.

- Dottore, buongiorno. - Trapanese.

Vedo che stavolta non l'hai preso contromano.

- Scusa? - No, niente, scherzavo.

- Come mai da queste parti? - Affari di famiglia, tra me e mia moglie.

Peccato solo che la tua ex moglie questo non lo sa.

Perché non è qui.

Se vuoi le posso telefonare, magari a me risponde.

Chi ti dice che a me non risponda?

Oh.

Il karma.

Pronto? Ciao, tesoro. Certo. Certo che puoi contare su di me.

No, non sono strano, semplicemente mi piace aiutarti.

Sì, va bene. Allora io mi informo e poi ti faccio sapere, va bene?

Ok, ciao.

Mi raccomando, attento ai sensi unici.

Che assurda coincidenza.

Assurdo no, i giudici tutelari sono pochi.

Comunque per noi è una fortuna.

Se fosse stato un estraneo, non ci avrebbe ricevuto così in fretta.

- Mettiamoci qui. - Sì.

Mi sa che dobbiamo ringraziarti ancora una volta.

Ehi, eccola.

- Ciao. - Ciao.

Scusami, ho fatto prima che potevo.

- Accomodati. - Sì. Signore.

- Buongiorno. - Ciao.

Allora, eccoci qua. Claudio mi ha spiegato la situazione.

Da quello che ho capito,

il piccolo Bassir vorrebbe restare con Trapanese

anziché partire con i nonni, corretto?

Sì, è molto legato a Rudy.

Abbiamo delle prove che attestino questo rapporto affettivo consolidato?

Non basta che sia il papà che il bambino si siano espressi in tal senso?

Ahmed ha cambiato idea, non so se Claudio te l'ha detto.

Sì, Claudio mi ha detto,

però quello che vorrei capire è: Bassir ha diffidato ufficialmente i genitori

dal prendersi il bambino?

O ha inoltrato una denuncia contro di loro per cui io possa revocare l'affido?

No, questo no, e nemmeno lo farà.

Però la preferenza è cambiata, dovresti tenerne conto.

Sì, collega, ma come saprai non decido sulla base delle preferenze dei coinvolti.

Io mi baso sui fatti.

I fatti sono che da una parte ho uno sconosciuto, dall'altra due nonni.

Veramente, mi dispiace, però non so come aiutarvi.

Mi raccomando, fate piano.

Passala a me, pa'!

Piano, piano.

Fra', questo è il nostro mestiere, non ti preoccupare.

Invece mi preoccupo se rovinate la mobilia.

- L'arredamento del palazzo reale. - Fai poco lo spiritoso.

Ho capito, faccio io.

- Trapanese. - Eccola qua, la nostra eroina.

Dottore', vedete che bella roba che ho trovato?

- Cos'è? - Ho comprato un letto per Diego.

Un comodino, un armadietto. Il minimo sindacale per una cameretta.

Quanto avete speso?

No, una sciocchezza, è roba usata. Un amico mio che sta qua dietro.

- Però è bello, guardate. - Aspettate.

Se è di un amico vostro, se la può pure riprendere?

Certo, ma perché dovrebbe?

Dottore', che è successo?

Trapanese, mi dovete credere, ci ho provato in tutti i modi.

Pure con la mia amica Irene. Abbiamo smosso mari e monti.

La legge è così, i nonni hanno la priorità.

I ragazzini si adattano in fretta, poi Diego è molto sveglio.

Pure troppo.

Irene mi ha detto che Ahmed uscirà presto.

Allora se ne tornerà pure lui in Marocco. Poi chi vede più Diego?

Perché dite così?

Era già difficile che trovasse lavoro da incensurato,

figuratevi dopo questa storia.

Sapete qual è la verità?

Allora fine io capisco che quei due si troveranno bene pure laggiù.

- Il guaio resta a me. - Che guaio, Trapanese?

La solitudine, dottore'.

La solitudine.

Io non ho avuto figli. Neanche un nipote vero alla lontana.

Prima di quel disgraziato di Diego,

io non sapevo quanto mi mancava avere qualcuno di cui prendersi cura.

Pensavo a me, pensavo al lavoro.

Ogni tanto facevo lo scemo con qualche bella signora.

- Poi alla fine che ti resta? - Resta che qui vi vogliamo tutti bene.

Dottore'...

Il bene che ci vogliamo noi è diverso

da quello che si prova quando si ha una creatura per casa.

Senza offesa.

È come giocare il Campionato o la Champions League.

Il pallone.

- Ah. - Il calcio.

Uno gioca il Campionato, si diverte, vince, perde.

Poi un giorno, per pura fortuna,

si trova a giocare una partita in Champions League

con le squadre più importanti del mondo.

Là capisce che è tutta un'altra storia. Un altro sport, proprio.

Quindi poi è difficile quando ti vengono a dire

che devi giocare un'altra volta con il Chievo-Verona.

- Quindi noi saremmo il Chievo-Verona? - Sempre senza offesa.

Adesso devo andare a dirlo a Diego, ora che esce da scuola.

- Vi accompagno? - No, faccio da solo.

- Però, forse, potete fare una cosa. - Ditemi.

Almeno stasera Diego può dormire ancora con me?

Così abbiamo il tempo di salutarci.

Devono decidere i nonni.

Ma io ci provo.

Ci provo.

Almeno questo ve lo devono.

Per me dovevano restare insieme.

Sì, anche io ero convinta che ce l'avrebbero fatta.

È evidente che nella vita le cose non vanno sempre come vogliamo noi.

O siamo noi che vogliamo le cose sbagliate.

Comunque sono convinta che Giada abbia agito con razionalità

e magari tra qualche mese scopriremo che Diego ha fatto bene a partire.

Domenico.

- Riguardo a prima... - Domani parto anche io.

Alla fine credo che sia la cosa migliore per tutti quanti.

Ciao.

- Davvero non hai detto nulla? - Che gli dovevo dire?

Se ha deciso di andare via con Piera, ho fatto bene a farmi da parte.

- O no? - No. Così è contorta.

Secondo me è lui che parte perché tu hai fatto un passo indietro.

Avrà pensato che non te ne frega niente, che pensi ancora a tuo marito.

Secondo me Titti ha ragione, Domenico è geloso di Claudio.

- Si sente insicuro. - Allora siamo in due.

Comunque anche a me non ha detto bene.

Gianluca ha snobbato il nostro weekend insieme a Londra.

Dice che non è dell'umore.

- Ragazze, scusate, io vado a casa. - No, resta ancora con noi.

Sto bene, stai tranquilla. Titti, noi ci vediamo domani.

Accompagniamo la famiglia Bassir nell'ultimo pezzo di strada.

- "Oui". - Va bene. Ciao.

Riposa.

Ecco, siamo arrivati. Rudy abita qua.

"Siamo sul terrazzo condominiale". Sul terrazzo?

Sganci l'archetto, carichi e lanci.

Poi recuperi. Fa' vedere.

Mannaggia.

- Guarda. - Mannaggia.

Maria, corri! Stanno rubando le mutande!

No, scusatemi, stiamo facendo una lezione.

Belle cose insegnate a vostro nipote. A rubare.

No.

Tenetevela stretta questa mutanda della Prima guerra mondiale.

- Dottoressa, state qua. - Sì. Voi che state facendo?

Vi ricordate, no?

Avevo promesso a Diego che gli avrei insegnato a pescare

ma siccome non c'era tempo

ho recuperato qualche pesce al borgo marinaro e mi sono arrangiato.

- "Sont-ils vivants"? - Sono vivi?

Certo, gli facevo pescare i pesci morti? I pesci morti non abboccano.

- Che schifo. - Una promessa è una promessa.

Il problema è che non basta una mattina, ci vuole un mese.

- Questo è proprio negato. - Sei tu che non sai spiegare.

Dice che se non vi sbrigate perdete l'aereo.

Allora lo aiuto a mettere a posto e andiamo, va bene?

No.

- "Ça va pas di tout". - Dice che non va bene.

Diego, tu sei felice qui a Napoli con questo signore?

Nessuno può chiederti di rinunciare alla tua felicità,

nemmeno io che sono tua nonna.

Ti voglio bene pure io anche se non ti conosco.

Combatti sempre per quello che ami

e non permettere a nessuno di portartelo via.

Hai visto che è tutto a posto? Mina?

Domenico.

Non ci sta, è venuto poco fa

e mi ha lasciato i numeri di un suo sostituto.

Dove va? Tu lo sai?

È staccato.

- Chi è? - Domenico, non partire. Non partire.

Signorina, Domenico ha fatto una borsa e ne s'è andato.

Domenico.

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