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♪ Con lui volando lontano dalla terra ♪
♪ Dimenticando le tristezze della sera ♪
♪ Quando ami da morire ♪
♪ Chiudi gli occhi e non pensare ♪
♪ Il tempo passa, l'amore scompare ♪
♪ E la danza finirà ♪
♪ Una notte a Napoli ♪
♪ Delle stelle si scordò ♪
♪ E anche senza ali ♪
♪ in cielo mi portò. ♪
- Che stai facendo? - Niente.
- Cercavo un ago in un pagliaio. - Mmh.
Fammi capire. Questo pagliaio si trova in Costiera?
Fatti i fatti tuoi.
- Se vuoi fare una gita, io ti accompagno. - Mmh.
Non vedo l'ora di fare un fine settimana insieme a te da soli, "core a core".
Vai via, diavolo tentatore.
Mi sembra di essere tornato ai tempi della scuola,
quando contavo i giorni per le vacanze.
Quindi io sarei l'estate?
No, vabbè, mi piace questa cosa.
Piera quando torna?
Eh, tre settimane all'alba.
Tre settimane, ma poi...
Vattene!
- Ciao. - Ciao.
C'è una persona per te e devi firmare questo.
Sì. Prego.
Titti! Che ci fai qua? Che succede?
- Niente. - Oh!
Cercavo solo un po' di compagnia.
Io non sono "azzeccosa".
È che adesso sto attraversando un momento un po' particolare.
Vuol dire che hai avuto una delusione d'amore?
- Come lo hai capito? - Tutta esperienza.
Sono stata con un uomo sposato che diceva sempre di voler lasciare la moglie.
- Invece ha lasciato me, dopo dieci anni. - Gli uomini sono un guaio.
A proposito di uomini e di guai, ho notizie del tuo amico senzatetto.
Pasquale? Che ha fatto?
I ragazzi del Tunnel Borbonico hanno trovato un giaciglio.
Pensano che sia tornato a dormire là.
Perché? L'ho sistemato al Centro di accoglienza pochi giorni fa.
- Sarà il giaciglio di un altro. - Devo andare a vedere.
- Titti, so che volevi parlare, però... - Ti accompagno.
- Andiamo insieme. - Va bene. Rosaria, poi ti firmo i fogli.
- Vabbè. - Ciao.
- Ciao. - Ciao.
Ti chiamo dopo. Stai su, mi raccomando.
- Ti voglio bene. - Ti voglio bene.
- Pronto? - Sono io. Sei in tribunale?
No, mi sono presa la giornata libera.
Quando Gianluca torna da scuola, stiamo insieme.
Ah. Ecco, brava, quindi vuol dire che sei libera?
Chiama Titti, stai con lei, ha bisogno di noi.
Tocca a te.
Quando l'ha mollata l'architetto, l'ho consolata io. Uno a testa.
- Io non posso, ho un'emergenza. - Sei un chirurgo?
- Mina? - Ciao.
Mina?
- Dottoressa Settembre? - Sì.
- Il cappotto rosso. Carmine, piacere. - Piacere, Mina.
- Andiamo. - Grazie.
- Dicono che è strepitoso. - È enorme.
Ce ne siamo accorti per caso. È una zona interdetta al pubblico.
- Noi ci passiamo raramente. - Come è entrato senza essere visto?
Si sarà intrufolato mentre facevamo defluire i turisti.
- Di solito stiamo molto attenti. - Questo posto è incredibile.
Lo dice a me? Io lavoro qui tutti i giorni e ancora mi manca il respiro.
Pasquale è proprio fissato con questo posto. Come mai?
Non lo so. Da quando è successa la tragedia, ha perso la testa.
- Lo conosci bene? - Sì. Una lunga storia, molto triste.
- È un uomo solo. - Prego.
Ci siamo quasi. Questa è una zona a rischio.
Ora fai attenzione, si può inciampare.
Rosaria ha detto di aspettare a togliere tutto.
Avete fatto bene.
- Pasquale, siamo arrivati. - Grazie per avermi portato qui.
Domani passo, così mi dici come va.
Sì.
- Quello è suo, lo riconosco. - Allora avevamo ragione.
Mi dispiace per Pasquale, ma qui non può stare. La zona non è al sicuro.
Ha pure ricominciato a bere.
I lavori della metro.
Carmine, fammi un favore. Manda questa roba al consultorio.
Se Pasquale torna, avvisami. Vado al Centro di accoglienza.
- Devo capire che è successo. - Ti accompagno fuori.
Grazie.
Qui l'alcol è vietato, Mina, lo sai. Se bevi, sei fuori.
- È una delle poche regole che abbiamo. - Lo so e lo sapeva pure Pasquale.
Però ha ricominciato a bere. La prima volta gliel'ho fatta passare.
La seconda pure, alla terza gli ho dato l'ultimatum.
E lui sai che ha fatto? È sparito, non si è fatto più vedere.
Avrei dovuto avvertirti, lo so,
ma qui tra il freddo e la crisi siamo in continua emergenza.
Facciamo tutti quello che possiamo, ma io devo riportare Pasquale qua.
Con la cirrosi, se continua a bere non sopravvive.
Gabriella, ti cercano dall'amministrazione, è urgente.
Lui è un nostro nuovo collaboratore.
- Molto lieto, Giuseppe Varriale. - Piacere, Mina.
- Devo andare. - Vai.
Dammi notizie di Pasquale.
L'ho cercato dappertutto, nei supermercati,
nei rivenditori di alcolici del quartiere, ma niente, non c'è.
- Intanto qui hanno portato la sua roba. - Ah, bene.
- Domenico, gliela fai vedere tu? - Vieni, abbiamo messo tutto di qua.
- Okay. - Andiamo, Teresa.
Rosaria ha detto che è un caso che segui da un po' di tempo.
Sì.
Sono anche andata alla Polizia per farmi aiutare,
ma giustamente mi hanno preso per pazza.
Per uno che sceglie di essere invisibile
non ha senso fare una denuncia di scomparsa, no?
Come mai tieni così tanto a quest'uomo?
So che ti lasci coinvolgere emotivamente dalle cose, dalle persone, però...
adesso mi sembra più del solito.
Pasquale lo conosco da quando ero ragazzina.
Con mio padre spesso andavamo al circolo velico. L'ho conosciuto lì.
Prego.
- Faceva il parcheggiatore abusivo. - Venga.
- Buongiorno, dottore. - Buongiorno, Pasquale.
- Mi raccomando. - State in mano all'arte, come sempre.
- Troppo buono, grazie. Ciao, "piccire'". - A dopo.
- Perché non andiamo mai al garage? - Grazie.
- Hanno la convenzione. - A voi.
Pasquale non ha la convenzione, ma ha una moglie e una figlia.
Poteva fare il ladro come suo padre, ma ha scelto di lavorare.
Poi mi sta simpatico. A te no?
Le regole sono importanti, amore mio, però le persone di più
e qualche volta bisogna chiudere un occhio.
Con il tempo i figli di Pasquale divennero tre.
- Buongiorno. - Lui e papà divennero molto amici.
Pasquale lo aiutava con i lavori a casa
e papà gli visitava la famiglia gratuitamente.
E chi li tiene?
Questa?
- Di solito la domenica. - "H".
Mina, vuoi venire o no? Qua c'è bisogno del tuo aiuto.
Eccomi qua. Fragola, cioccolato e panna.
Non fare quella faccia, dopo c'è pure per te. Vero?
Certo! Se vuoi, c'è anche più grande.
- Dove stavamo? Qua. - "H".
Erano una bellissima famiglia,
fino a quando un incidente d'auto non l'ha spazzata via.
Morirono tutti, tranne Pasquale.
Mio padre provò a stargli vicino, ma Pasquale non volle.
Si allontanò da tutti gli amici.
Lasciò la casa, iniziò a bere e finì per strada.
Mio padre ci rimase malissimo, perché gli voleva veramente bene.
- Ti ha chiesto di occuparti di lui? - No.
O almeno non da vivo.
- Amore, dove vai? - Dammi un attimo.
Pasquale, sei tu?
Io non lo volevo vedere, ma sapevo che c'era.
Ora sono rimasto veramente solo.
È come se mi avesse detto:
"Vedi, io non ci sono più, ma..."
"Ma i miei amici sì. Prenditi cura di loro."
E tu così hai fatto.
Peccato che adesso me lo sia perso.
Dimmi una cosa, ma all'emporio di Nanà ci sei stata?
Che sarebbe?
Nel quartiere è un'istituzione, vende un po' di tutto.
Sono 4,50.
Senza fare lo scontrino.
Tuo padre non aveva detto di essere flessibile?
Un po', mica sempre.
Faccio una denuncia per evasione fiscale o chiedo se hanno visto Pasquale? Ciao.
- Come stai? - Ué, Domenico, tutto a posto?
- La verità... - Domenico.
Pasquale! Pasquale, ciao.
Che stai facendo? Metti a posto i soldi, andiamo al Centro.
- Stavi tanto bene là. - Non è vero.
- Come no? Mi hai detto che ti piaceva. - Non mi piace più.
- Non ti piace più? - No.
- Che hai fatto qui? - Lasciami!
Calmo, lui è Domenico, un amico mio. È un dottore.
- Fagli vedere. - Me lo hanno fatto al Centro.
- Per questo non ci voglio tornare. - Ti ho portato là perché mi fido.
Gabriella la conosco bene, anche chi lavora con lei.
Non li conosci. L'infermiere nuovo non lo conosci, me lo ha fatto lui.
Molto lieto, Giuseppe Varriale.
Piacere, Mina.
Domenico, lo puoi portare al consultorio?
Pasquale, permetti un attimo?
Mina, sei sicura che dica la verità?
Magari è caduto e le ferite se le è fatte da solo.
- Gli alcolisti tendono a dire le bugie. - I segni in faccia ce li ha.
Di questo infermiere nuovo io non so niente.
Grazie.
- Vieni. Grazie, Nanà, ci vediamo. - Grazie a te.
Penso io al signore. Andiamo a darci una ripulita.
Amica, sono di nuovo io. So che è il secondo favore che ti chiedo oggi,
ma ho bisogno di avere informazioni su un certo Giuseppe Varriale.
Fa l'infermiere, on-line non sono riuscita a trovare niente. Grazie.
Comunque, io faccio l'avvocato, non il detective.
Vabbè, sempre di delinquenti ti occupi. Titti, che ci fai qua?
Tu guarda il caso.
Irene si è presa il giorno libero proprio oggi che io mi sentivo triste.
- Ah! Che coincidenza, eh? - Mina.
- Vogliamo parlare di questo Varriale? - Sì. Hai scoperto qualcosa?
Sì, lavorava a Villa Lantieri, la clinica convenzionata ai Camaldoli.
Dopo una serie di furti di soldi e medicinali, lo hanno licenziato.
- È stato lui? - Ancora non si sa con sicurezza.
La direzione ha preso un provvedimento cautelativo.
Me l'ha detto il collega che si occupa della clinica.
- Questo non depone a favore di Varriale. - Eh, no.
- Buonasera. - Buonasera a lei, benvenuto. Prego.
Forse Varriale ha rubato pure al Centro di accoglienza.
Pasquale lo ha scoperto e lui lo ha picchiato per farlo tacere e spaventarlo.
È credibile, no?
Claudio?
Lo so che sei arrabbiato. Se è per questo, lo sono anche io.
Io non sono affatto arrabbiato, io sono rassegnato.
- Ormai io e te parliamo solo di lavoro. - Non è vero.
Ah, no, un argomento ce l'abbiamo, la misteriosa amante di tuo padre.
- Questa cosa di Pasquale è più urgente. - Mmh. Infatti, andiamo avanti.
Mi dispiace per Pasquale, ma cosa posso fare per te?
Ecco, io pensavo...
- Puoi mettere sotto controllo Varriale? - Stai scherzando?
Perché? Se ha picchiato Pasquale, può picchiare qualcun altro al Centro.
Lo dovrei mettere sotto indagine per le parole di un alcolizzato?
Mmh? Ma perché? Dico...
Una volta nella tua vita, perché non fai le cose che vanno fatte?
Segnala il problema alla direttrice del Centro, è facilissimo.
Non posso, perché se lo faccio Gabriella parla con Varriale,
lui fa finta di rigare dritto e non lo becchiamo più.
Oh, Gesù mio, Gesù mio.
Tu non capirai mai. Mina, tu non devi beccare nessuno.
Tu non sei un poliziotto. Quello è il loro lavoro.
Disturbo?
- Sì. - No, anzi. Vieni, Giada, vieni.
Mina se ne stava andando. Ci siamo detti tutto, giusto?
Sì.
- Ci siamo detti tutto. Ciao. - Ciao.
Volevo parlarti della riunione, magari davanti a un aperitivo.
Questo era l'unico posto possibile. Rosaria mi ha dato il permesso.
- Sembra stare già meglio. - Facciamolo dormire.
L'ho portato a casa dei miei per fargli fare una doccia.
Gli ho dato una mia tuta e l'ansiolitico per combattere l'astinenza.
Che c'è, dottoressa? Non approvi?
Io non so da dove iniziare a ringraziarti.
Vattene. Mina, davvero, vattene, perché non rispondo di me stesso.
- Vai tu, resto io a fargli compagnia. - Non ci pensare proprio, resto io.
Vatti a riposare, hai la faccia stanca. E poi non starei tranquillo.
Ti vuole bene, ma se ha una crisi di astinenza, non so che potrebbe fare.
Grazie.
Oggi il dottore ha guadagnato centomila punti.
Pure Max faceva queste cose, ma per tutto il resto...
Per completezza di informazione, Domenico è lo stesso che mi aveva negato
di avere una fidanzata, che tecnicamente ha ancora.
Hai ragione. Ti ricordi quello che ci ha raccontato Rosaria?
- Gli uomini sono tutti stronzi. - Che banalità!
- Certi uomini, non tutti. - Giordano, ma che vuoi? Che ti impicci?
Se sei così delusa, smetti di cercarli, dedicati ad altro.
- Tipo? - Il tuo lavoro?
Sei la direttrice del locale.
Lo sono solo sulla carta, perché di fatto qui pensi a tutto tu.
Per conto di mio fratello Leone, "ça va sans dire".
La finisci con questa storia? Io sono dalla tua parte, lo vuoi capire?
- È tardi. - Sì.
Vi lasciamo chiacchierare. Ciao.
- Andiamo. - Ciao.
- Bravo, Giordano, le hai fatte scappare. - Non sono scappate.
Sanno che ho ragione e non volevano contraddirti.
Adesso leggi pure nel pensiero?
A volte, tipo adesso.
Sì, leggo nel tuo pensiero
che questo alibi di Leone che decide tutto lui ti fa un po' comodo.
Ammettilo, da quando lavoro qua, ti ho studiato bene.
Ah, sì? E che hai capito?
Che sei bella lo vedono tutti, ma hai anche gusto.
Sei caotica, ma colorata. Sei generosa.
- Riesci a mettere tutti a proprio agio. - Che ruffiano.
Poi mi guardo attorno, quello che dovrebbe essere il tuo locale.
È bello, ma non mi sembra che ti rispecchi.
Potrebbe essere ancora più tuo, più... Titti.
Pensaci, non ho detto una stronzata.
Adesso scusami, ma vado da Leone per il resoconto giornaliero.
- Dai, parla. - Che cosa?
Lo so che mi devi dire qualcosa.
Sei stata zitta per tutto il tragitto.
Claudio ha chiesto a Paolo se domani sera vogliamo fare un'uscita a quattro.
La quarta è una tale Giada, una collega.
- Tu la conosci? - Sì.
Avevo intuito qualcosa, perché era strano oggi.
- Se ti dà fastidio, non ci andiamo. - Un po' di effetto mi fa.
È inutile negarlo. Ma non abbastanza, mi sa.
Hai scelto di stare con Domenico?
Credo di aver capito che non posso più stare con Claudio.
Non riesci a perdonarlo.
Il tradimento non è l'unico problema. È che proprio non...
Non ci capiamo più e infatti tutte le volte che ci vediamo, poi finisce male.
Ma alla cena ci vado o no?
Ma sì, vai.
È arrivato il momento per tutti di voltare pagina.
- Non mi va di andarci. - Allora non ci andare.
- Ciao, amica. - Buonanotte.
Quale pietra sopra, signora Settembre? Non si mette nessuna pietra sopra.
- Anzi, almeno delle scuse. - Ma quali scuse? Ha frainteso tutto.
Forse per colpa della badante che non si esprime bene.
Io la chiamo "la sfinge". Oppure magari è lei che perde colpi.
Io?
Mi perdoni, ma la sua età ce l'ha, anche se pensa di essere un giovanotto.
Con lei funziona solo la legge dell'occhio per occhio e dente per dente.
- Ma è una minaccia? - So io che cos'è.
Non mi fa paura.
Ah! Oh!
Accidenti!
È colpa sua, ora le chiederò i danni.
- Con permesso. - Buonanotte, generale.
Lascia stare! Lascia stare, vattene! Per oggi hai fatto abbastanza guai.
Ma che è successo?
Si è rotto un piatto a cui tenevo, ecco che è successo.
Mamma, ti prego, perché il generale stava qua? Che gli hai fatto?
Che ne so! È lui che ogni volta ne combina una.
Ha deciso di tirare su un soppalco abusivo. Per fortuna, me ne sono accorta.
Con le goccine di Adriana gli vedo bene anche dentro casa.
La povera Sonia che c'entra?
L'ho mandata a fare delle verifiche sul posto, ma oltre che sfinge, è pure scema.
- Si è fatta sgamare. - Aspetta, non ho capito.
Hai fatto intrufolare Sonia di nascosto nell'appartamento del generale?
Non di nascosto, sotto copertura.
Le ho detto di fingersi testimone di Geova
per entrare a procurarsi le prove.
- Sei pazza. Come ti vengono certe idee? - Sono un vulcano.
- Grazie, mamma. - Di che cosa?
Io immaginavo di dover interpretare uno di quei bei medici aitanti
che prestano la loro opera gratuitamente fra gli ultimi della terra
e invece devo fare il barbone.
Mi creda, sono i ruoli migliori.
Gli attori impegnati ci vincono i premi importanti, gli Oscar.
- Ah. - Eh.
- Devo truccarmi per imbruttirmi? - No, così andate benissimo.
- Ah. - Nel senso che... il trucco poi si vede.
- Meglio evitare. - Ah, giusto.
Chi è?
- Sono io, Rosaria. - No, andate via.
Non voglio che mi vedete così.
Lascia stare. Che c'è?
C'è un ragazzino che dice di essere amico di Trapanese.
- Vieni, Diego. - Vieni, entra pure.
Lui è Diego, un mio amico. Mi sostituisce in guardiola.
- Gli ho insegnato tutto, ormai è pronto. - Come ti sei vestito?
- Sono in missione. - Non dovresti essere a scuola?
Uno o due giorni di vacanza non hanno mai fatto male a nessuno.
Dottoressa, voi volete che mi infiltro in questo Centro, sì o no?
Andiamo, va'.
Avanti.
- Sì, andiamo. - Andiamo.
Diego, dopo io e te facciamo due chiacchiere.
Vi ho descritto l'infermiere, sapete nome e cognome.
Se si comporta in modo strano, fate foto, video, tutto e poi mi chiamate.
- Mina. - Zitto.
- Ciao. - Gabriella, ciao.
- Pensavo che avessi notizie di Pasquale. - Purtroppo no.
Mentre lo cercavo, ho trovato lui. Ha ugualmente bisogno.
Ciao, io sono Gabriella.
Ti ha detto Mina che prima di entrare al Centro facciamo dei controlli medici?
Non ti preoccupare.
È per tutelare la tua salute e quella di tutti gli ospiti, tranquillo.
- Ma è muto? - È straniero.
- Non parla, ma capisce. - Ci penso io.
Andiamo, vieni con me.
Andiamo.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Prendo queste due, grazie. - No, ma quando mai? Non esiste proprio!
Io stavo là, ho visto tutto. Kevin è innocente!
Che ne so? Avete parcheggiato male e vi hanno rigato la macchina. Lo vedete?
Kevin stava entrando, non stava uscendo. Non può essere lui.
Il padre non c'è, non c'è mai stato. Comunque, basto e avanzo io.
- Arrivederci. - Buongiorno.
- Vi serve qualcosa? - Che è successo a Kevin?
Lo accusano ingiustamente di aver rigato un'auto con il motorino.
- "Ingiustamente"? - Certo, si tratta di un errore.
- Grazie. - Sì.
La gente non ha niente da fare e si inventa le cose.
Ma... Il nostro appuntamento di oggi pomeriggio è confermato?
- Eravamo d'accordo. - No, Kevin non c'è.
- Come no? - Noi siamo faticatori.
Lui ha rigato l'auto con un motorino che non potrebbe nemmeno portare?
- Quante storie per quell'auto scassata! - È stato lui allora?
- E pure se fosse? - Studiare gli darà una vita migliore.
Fatevi aiutare, non potete fare tutto da sola.
Dottoressa, meglio sola che male accompagnata. Arrivederci.
Le condizioni generali sono buone. Sbrigo un'altra visita e poi sono da te.
Faremo esami completi: prelievo del sangue, delle urine, delle feci.
Insomma, un po' di tutto. Va bene?
Mi dica.
- Prendimi i campioni per i prelievi. - Sì.
- Fai un refill dei medicinali. - Sì.
- Fai entrare il prossimo. - Okay.
Prego, accomodatevi.
Varriale!
- Grazie. - Arrivederci.
Trapanese! Ma che è successo?
- Dottoressa, sono scappato! - Entrate, entrate.
Mamma mia, me la sono vista brutta, veramente brutta.
- Varriale vi ha fatto del male? - No, ma quando mai?
Io sto male per i prelievi. Non trovano la vena e svengo sempre.
- Guardate qua. - Mamma mia, Trapanese, mi dispiace.
Non fa niente. Comunque, Varriale non ruba niente, se non le merendine.
- "Le merendine"? - Sì, ha un armadietto pieno di merendine.
Dice che ha una malattia elementare.
- Alimentare. - Ah?
- È un disturbo psicologico. - Per me ha detto elementare.
Come è o come non è, non è lui che ha fatto male a Pasquale.
Varriale è una brava persona.
Vabbè, mi inventerò io una scusa con quelli del Centro.
- Andate a risposare e scusatemi ancora. - Ma di che, dottoressa?
- Arrivederci, con permesso. - Andate, andate.
Stai riguardata fino al parto.
Grazie.
- Arrivederci. - Arrivederci.
- Da quando si è svegliato va avanti così. - È nervoso perché non beve.
È il suo modo per distrarsi.
Lo so, per questo lo lascio fumare, anche se non dovrei.
Qua ho finito, vado a fare una camminata.
Pasquale! Pasquale, aspetta!
Dove vai? Resta qua con noi per evitare tentazioni.
- Capito? - Faccio due passi, giuro che non bevo.
- Stammi a sentire, è meglio se resti qua. - Lasciami!
- Ti ho detto di lasciarmi! - Oddio! Domenico, stai bene?
No, no, tutto a posto.
Sei stato tu?
Non è l'infermiere che ti ha maltrattato.
Sei tu che lo hai picchiato perché non voleva farti bere.
Non scappare, dimmi la verità!
- Mina, lasciami! - Se no picchi pure me?
Veramente saresti capace, Pasquale?
Sono stata dal mio ex marito per denunciare Varriale.
Ero pronta a farlo arrestare.
Sai perché? Perché io ti ho creduto.
Mi sono fidata perché ti voglio bene come te ne voleva papà, ma mi hai mentito.
Mi dispiace. Mi sono comportato come l'ultimo degli uomini.
Non merito niente. Dovevo morire pure io insieme a Cinzia e ai ragazzini.
No, non dire così. Non dire così.
Devi farlo per loro, Pasquale.
Non vorrebbero vederti così. Vorrebbero vedere che vai avanti, che stai bene.
Tu devi ricominciare a vivere.
Allora, ora due sono le cose.
O te ne torni al Centro o io ti chiudo qua dentro.
Da solo non ti lascio. Vedi tu che ti conviene fare.
- Grazie di tutto. Pure a voi, dottore. - Ma figurati.
Questo periodo buio passerà, Pasquale. Starai meglio, vedrai.
- Andiamo, Pasquale? - Grazie.
Vai.
- Come stai? - Così.
Stavo pensando a quella famosa gita in Costiera. Che ne dici?
Domani è pure sabato. Partiamo con calma, eh!
Arriviamo a Vietri verso ora di pranzo, spaghettino...
Va bene, ma ti avviso, non è una gita romantica.
- Ah, no? - No.
- Devo trovare il famoso ago nel pagliaio. - Che c'entra Vietri?
È l'amante di mio padre.
Ho saputo di lei poche settimane fa e voglio sapere chi è.
La foto è stata scattata a Vietri, vedi? In un albergo.
Se lo trovo, posso scoprire il suo nome attraverso i registri dell'epoca.
Saranno passati tantissimi anni, però...
Pensi che sono pazza?
La verità?
Questa storia per te è importante ed è importante che tu la risolva,
così magari non ci pensi più e ti occupi un po' della tua vita. Mmh?
Facciamo così.
Tempo permettendo, domani mattina passo a prenderti e andiamo con lo scooter.
Con questa il dottore ha guadagnato un milione di punti, come diresti tu.
Ti rendi conto che non ha fatto una piega?
Non diciamo niente a Titti, se no si deprime veramente.
Sì, hai ragione.
- Ciao, Giordano. - Ciao.
- Titti dov'è? - È in ufficio da due ore.
Cerca di convincere Leone che qui dentro c'è bisogno di un restyling.
Sono proposte valide, hai la mia approvazione.
- Grazie. - Chiamalo subito, mi raccomando.
- Sì. - Sei contenta?
- Troppo. - Meno male.
- Giordano. - Leone.
- Ciao. - Ciao.
- Buona serata. - Ciao.
Allora?
Ha detto che va bene e finanzierà la risistemazione del locale.
Brava.
Vedi che quando ti ci metti le cose le ottieni?
Mi ha consigliato di farmi affiancare da un esperto.
- Conosce un interior designer bravissimo. - Che vuol dire "affiancare"?
- Non dovevi decidere tutto tu? - Sa che da sola io entro in confusione.
Mi ha suggerito di affidarmi a un professionista.
Mi volevi morto solo perché mi aveva suggerito Leone.
Lo so, infatti è anche grazie a te se ho cambiato atteggiamento.
- In che senso? - Alla fine tu sei uno giusto.
Magari pure questo Edoardo Nicastro sarà una bella scoperta, speriamo.
Lo vado a chiamare.
Abbaia tanto contro il fratello, ma fa sempre quello che vuole lui.
- Il solito? - Sì.
Quindi ora sei tu che tradisci tuo marito?
È prestissimo, perché non torni a letto? Comunque, sono una donna libera.
Avessi scelto uno con un po' di charme, un Richard Gere, vabbè...
Quello è un cafone, si vede dalla moto.
Sembra una di quelle che usano ai Quartieri per fare gli scippi.
Passa una buona giornata, mamma.
Ah, di là.
No, andiamo avanti.
Niente, non è neanche questo.
- Basta, mi arrendo. - Vabbè, ma un po' questo lo sapevamo.
Senti, una curiosità. Le stanze, almeno, erano belle?
- Smettila. - Stavo pensando che magari...
Perché non ti ho fatto venire con me? Sapevo che ci avresti provato.
Sul fatto che tu sia molto astuta io non ho dubbi.
Domenico, no, aspetta. Scusami.
Grazie per avermi accompagnato in questa follia.
Mmh.
Ma le cose tra noi non cambiano.
Finché non risolvi con Piera, io non me la sento.
Non voglio stare nel ruolo dell'amante.
Se sei arrabbiato, lo capisco.
Arrabbiato? Tu mi vedi arrabbiato?
Non sono arrabbiato, pensavo a un posto dove fare un aperitivo.
Almeno quello me lo devi concedere.
Mi aspetti un attimo?
Vorrei prendere un pensiero a mamma, ieri si è rotto un piatto a cui teneva.
Ti accompagno, così comincio a conoscere i gusti di mia suocera.
Non fare quella faccia, stavo scherzando.
- Salve. - Salve.
Vorremmo vedere i piatti.
Seguitemi, al piano di sopra c'è più scelta.
Ecco qui, scegliete quello che volete.
Sono tutti pezzi unici, dipinti a mano
da maestri ceramisti della tradizione vietrese.
Mina?
Fa sempre così.
Quando vede un bel paesaggio, un bel panorama come questo,
non riesce più a parlare.
- Vuole solo fotografare. - Capisco.
Mi scusi, signora, ma voi non siete sempre stati qui.
C'era un albergo qualche anno fa, una pensione, vero?
C'era un piccolo albergo, ma parliamo ormai di dieci anni fa. Perché?
Perché mi ricordo i proprietari. Che persone squisite!
Che fine hanno fatto? Sa dove sono?
Hanno venduto e sono si sono trasferiti in Canada dai figli.
Lo abbiamo acquistato per farne questo spazio espositivo.
Avete conservato i registi degli ospiti?
Mi scusi solo un secondo.
- Gabriella, che è successo? - Pasquale è andato via di nuovo.
- Non so più come fare. - Grazie per avermi avvisato.
- Ciao. - Grazie.
Dobbiamo tornare a Napoli, Pasquale è scappato. Arrivederci.
Ci perdoni. Lascio questo qui.
- E il piatto? - Tanto poi torniamo.
Al Tunnel Borbonico non rispondono. Non dovevo andarmene da Napoli.
Lui sarebbe scappato anche se stavi al consultorio.
Ma lo starei cercando in strada, invece sto qua a fare la detective.
- Non credi che sia un segno del destino? - Che vuoi dire?
Devi chiudere la storia di tuo padre.
Se si è portato il segreto nella tomba...
Mica tanto. Ha lasciato una cassaforte e una foto.
Rosaria, ti ho cercato al consultorio, ma non c'eri.
Sono al Tunnel Borbonico. Mina, purtroppo qua c'è stato un crollo.
"Un crollo"?
I lavori per la metropolitana hanno raggiunto una falda acquifera,
che ha fatto crollare una parete.
Pare che nessuno si sia fatto male, ringraziando Dio.
È successo in una zona interdetta al pubblico.
Grazie.
Mettilo, andiamo.
- Pronta? - Vai, vai.
Fermi! Chi vi ha fatto entrare?
- Mi faccia passare. - Non potete stare qua.
- È pericoloso, tornate indietro. - Carmine! Carmine!
Mina?
- Dimmi che Pasquale non è tornato da voi. - Purtroppo sì.
È riuscito a passare, non ce ne siamo accorti.
Ma come sta? Mica si è fatto male?
No...
No...
- No. - Mina.
- Andiamo, vieni. - No.
- Mina, non devi fare così. - È colpa mia.
Dovevo proteggerlo.
- È colpa mia. - Tu hai fatto tutto quello che potevi.
Lo hai tolto dalla strada per due volte.
Pasquale poteva stare al Centro, tranquillo, al sicuro, e non lo ha fatto.
È stata una sua scelta. Tu non c'entri niente, non devi sentirti in colpa.
A volte non c'è niente da salvare, puoi solo lasciarli andare.
- Lasciali andare. - Di chi parli adesso?
Sto parlando di Pasquale, di tuo padre.
Lasciali andare.
Loro non ci sono più, sono morti, ma tu sei viva.
Hai capito?
Vieni qua.
Oh!
Piera!
Volevo farti una sorpresa, ma vedo che la sorpresa l'hai fatta tu a me.
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