All language subtitles for Mina.Settembre.S01E03.iTALiAN.1080p.WEB.H264-NEUROSiS_ita

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Original subtitles

♪ Con lui volando Lontano dalla terra ♪

♪ Dimenticando Le tristezze della sera ♪

♪ Quando ami da morire ♪

♪ Chiudi gli occhi e non pensare ♪

♪ Il tempo passa, l'amore scompare ♪

♪ E la danza finirà ♪

♪ Una notte a Napoli ♪

♪ Delle stelle si scordò ♪

♪ E anche senza ali ♪

♪ In cielo mi portò ♪

Vittorio, ma ti sembra normale?

A me sembra che stai uscendo pazzo.

E chi dice di no? La questione è: sono pazzo io o lei ci mette del suo?

Dipende, tu perché pensi che ti metta le corna?

Per mille ragioni, Vitto'. Lo sai, è una cosa che uno sente.

Tu sai come funziona la gelosia.

No, non lo so, perché io mi fido di Olga.

Perché io ti voglio bene e non ti dico certe cose.

Scusa, non ho capito. Quali cose?

Papà, gli scogli!

Sì, amore, sì. Che hai da dire su Olga, scusa? Fammi capire.

- Niente, niente. - E ride! Che mi devi dire su Olga?

Niente,

non riesco a ricordare chi era l' amico che diceva di non essere geloso.

Papà, gli scogli!

Mina, reggiti! Ruggiero, dammi una mano, viriamo.

Molla, molla! Molla la scotta!

Dai!

Mina, tieniti!

Vai, cazza la scotta! Veloce, veloce! Sennò scarrocciamo.

Mina, vieni.

- Ti sei spaventata, amore? - Non mi sentivi proprio.

È colpa della gelosia, ti fa vedere cose che non ci sono

e ti fa sbattere contro quelle che hai davanti.

Scusa.

Mina! Mina, ti vuoi svegliare o no?

Oggi non vai a lavorare?

- Un momento! - Ti muovi?

Che c'è?

Con calma, sono le 9. Sonia deve pulire lo studio.

- Le 9? - E un quarto, per la precisione.

Che hai? Hai una faccia apatica.

Mamma, stavo dormendo. Che faccia devo avere?

- Hai fatto questioni con Claudio? - Lascia stare, non è proprio aria.

Sì, sì. A me non la fai!

Bella di papà!

- Vai, a papino. Vai! - Frena, papà!

- Vai più veloce, vai! - Frena, frena!

Più forte! Tanto non succede niente.

- Buongiorno, dottoressa. - Buongiorno.

Tutto a posto?

Bella giornata, eh?

- Dottoressa, siamo così emozionati. - Che bella pancetta.

Non vediamo l'ora di avere questa bella bimba.

- Buongiorno. - Ciao.

Che bello rivederti.

Come stai?

Che hai fatto?

Hai una faccia...

Domenico, ho la faccia di una che è in ritardo. Scusami.

Boh!

- Chi è? - Sei arrivata finalmente.

Sì e se anche tu vuoi sapere se va tutto bene, la risposta è no.

È stata una nottata da incubo, una mattinata peggio...

"Piccire'", mi dispiace se hai casini nel privato, ma ce li abbiamo tutti.

Qua fuori c'è una brava persona che ti aspetta da mezz'ora.

Perciò vedi ciò che devi fare, prenditi una camomilla, ma sbrigati, ok?

Va bene, hai ragione, scusami. Falla entrare, grazie.

Prego, professor Brunelli. La dottoressa è libera.

- Venga, si accomodi. - Prego.

Salve.

Piacere, Mina Settembre. Scusi l'attesa.

Professore, come posso aiutarla?

Vede, dottoressa, nella mia scuola c'è poco da farsi illusioni.

Gli studenti sono pochi e hanno un livello scolastico elementare.

Dobbiamo già ritenerci fortunati, se continuano a venire.

Ho provato liquori, metodi per farmi fuori

Ma magari muori su un letto di fiori

Ho provato le droghe...

Ma poi compare un raggio di luce nelle tenebre della rassegnazione.

Mi sono detto basta, ehi!

Voglio il culo su una Mustang, ehi!

Sfrecciare in strada senza targa, ehi!

Sogni senza un soldo in tasca, ehi!

- Che c'è, professo'? - Dove hai imparato la metrica?

Il tuo compito è scritto in metrica, ma noi non l'abbiamo fatta.

- Mi è venuto così. Ho sbagliato? - No, anzi, non è male quello che scrivi.

- Che ascolti? - Non è roba per voi.

Posso?

Ecco dove hai imparato la metrica.

Da quel giorno io e Thomas abbiamo lavorato molto insieme.

"Nessuno è il mio nome, Nessuno mi chiamano mia madre e mio padre"

"e Nessuno mi chiamano tutti gli altri."

Ragazzi, per cortesia, posso avere la vostra attenzione?

L'unico che mi seguiva era Thomas. Mi sembrava di insegnare solo a lui.

Era molto attento, prendeva appunti.

"Ebbene, rispose il Ciclope, il dono che voglio farti..."

"È quello di mangiarti per ultimo."

Quel ragazzo è una spugna, ha un mondo da raccontare,

anche se il mondo che lo circonda non lo aiuta.

Per questo ho cercato di farlo entrare nel mio.

Per smarcarsi da quella vita che anche lui non voleva.

Ho scritto questo testo.

Domani dopo la lezione ti dico che cosa ne penso.

Va bene?

A posto. Io inizio a leggere questo "Verlain".

Verlein, animale!

- È lo stesso. A domani! - Vai.

Da quel giorno, però, Thomas non è più venuto a scuola.

Così sono andato a cercarlo per farlo tornare,

ma non ci sono riuscito ed è un vero peccato

perché quel ragazzo ha un talento compositivo incredibile.

Guardi pure.

Guardi.

C'è la rabbia sociale di Speaker Cenzou con la leggerezza di Clementino

e un retrogusto del primo Raiz, ha presente?

Certo. Chi non li conosce?

Sono rapper napoletani, me li ha fatti conoscere Thomas.

Ha un'idea del perché non viene più a scuola?

La situazione familiare è peggiorata e ha iniziato a frequentare brutta gente.

Pare che facciano rapine, ma non voglio denunciarlo.

Per quelli come lui, il carcere è anche peggio della strada.

- No, certo. Ci ha parlato? - Ci ho provato, ma è stato inutile.

La signora Rosaria mi ha detto che è il suo forte.

Immagino cosa può averle detto, che sono una rompiscatole?

Ha usato un'espressione più colorita,

ma l'importante è che lei trovi il modo di evitare l'ennesimo spreco

che questa città non si deve più permettere.

Mi dia l'indirizzo di Thomas.

- Le prometto che la terrò informata. - Ci conto.

Per sfizio, come mi ha definito Rosaria? Una rompipalle?

Ancora più colorita.

Un detto in napoletano su un vermiciattolo che non saprei ripetere.

- Mi dispiace. - Arrivederci.

Il "pappice". Così dice sempre Rosaria.

Sei come il verme che piano piano buca il guscio della noce, capito?

- "Disse il pappice alla noce, dammi tempo che ti buco"? - Sì.

Pensavo peggio.

Che c'è?

Volevo invitarti a prendere un caffè,

ma volevo capire se eri ancora posseduta.

Scusami per prima, è stato un risveglio complicato.

Allora ci vuole un caffè.

Meglio di no. Devo capire come aiutare un ragazzo.

- E poi... - Aspetta.

Stai per dire che il bacio è stato un errore

e stiamo correndo troppo, giusto?

Scusami un secondo.

È una mia amica, non mi chiama mai. Un attimo. Pronto?

Titti, non sai in che conversazione mi ero cacciata!

- Cioè? - Niente, con Domenico.

Il ginecologo sexy?

Sì, è una situazione complicata e ci si è messo pure Claudio l'altra sera.

- Mina, scusa, ma dove sei? - Al consultorio, perché?

Non dovevi andare con l'amico di Max a vedere quella casa?

- Sì, stavo giusto andando. - Te ne eri dimenticata.

No, ti ho detto che sto andando.

- Ti chiamo quando l'ho vista. Ciao. - Va bene, ciao.

Che c'è? Mio fratello ti ha detto di ascoltare le mie conversazioni?

- Figurati! Non faccio la spia a nessuno. - Come se non conoscessi mio fratello.

Ma non conosci me. Non mi importa delle vostre questioni.

- Voglio solo fare andare bene questo posto. - Andava già bene.

Non mi sembra da come Big Jim teneva il bar.

Intanto Big Jim attirava le clienti. Tu chi attiri? Giusto qualche cecata.

Grazie.

Eccomi! Scusa il ritardo, ciao. Non immagini il traffico che c'era.

- Non c'è problema. Vieni, ti faccio vedere. - Sì.

Allora, sono 60 metri quadri. Gli elettrodomestici sono nuovi.

Gli impianti sono a norma. È rifinito, è arredato.

- Riscaldamento autonomo. - È ancora abitato?

Sì, pensavo che Max te l'avesse detto.

La proprietaria non ha ancora deciso se vendere, ma in pratica è sicuro.

Non so se hai capito...

- In realtà, no. - Problemi con il mutuo.

Gli immobili vanno a 5000 euro a metro quadro,

ma per te che sei amica di Max a 4000.

Scusami, dev'esserci un malinteso, io non so se posso comprare.

- Pensavo di andare affitto. - Ma è un affare.

Manca il pezzo forte. Vieni a vedere.

Hai tutto il Golfo di Napoli ai tuoi piedi.

Mi viene da piangere per quanto è bello.

Che dici? Ci stai facendo un pensierino?

Siete ancora qua? Mi aveva detto che finivate prima.

È colpa mia, sono arrivata tardi. Mina Settembre. Complimenti per la casa.

Grazie, ma ho già detto che non so se la vendo.

- No, certo. - "No, certo" niente.

Di' all'amico tuo che vengo da un'altra banca

e credo di avere una soluzione.

Meglio così, sono contenta per lei.

È il segno che per me non è ancora il momento per questi investimenti.

Devo andare, sono in ritardo come sempre.

- Arrivederci. - Arrivederci.

- Ciao, arrivederci. Tanti auguri. - Grazie.

- Mi scusi, l'ingegner Morra? - È lì nel salone.

- Grazie. - Prego.

Anche oggi la solita fortuna. Guarda là!

- Mina! - Ruggiero.

- Che sorpresa! - Ciao.

Che bello vederti!

Come stai? Scusate, non volevo interrompere.

Non lo dire neanche.

Signori, lei è la figlia di Vittorio Settembre, ve la ricordate?

- Certo, ti trovo benissimo. - Grazie.

Come sei cresciuta, somigli sempre di più a papà.

- Che ci fai da queste parti? - Volevo parlare un attimo con te.

Certo. Dimmi tutto.

In realtà, è una cosa un po' personale.

Signori, perdonatemi, ma quando mi ricapita più

che una ragazza così bella voglia parlarmi?

Certo.

Vieni.

- Scusate. - Prego.

Vicino al mare si parla meglio.

- La teneva in cassaforte? - Sì.

- Ho pensato che te ne avesse parlato. - No.

La cosa che mi stupisce di più è il riferimento a me. È strano, no?

Avrebbe potuto parlare di mamma o della famiglia in generale.

Invece sono io l'unica ragione per cui ha rinunciato a questa donna.

Questa è l'unica cosa che non mi stupisce.

Tu eri di gran lunga la cosa più importante della sua vita.

È tutto il resto, invece, che mi sorprende.

- Non sai chi è? - Non lo so, non ho idea.

Né avevo la più pallida idea che esistesse.

Io e tuo padre siamo stati amici per 40 anni

e ci siamo raccontati ogni cosa.

Se lui ha deciso di non dirmi nulla, allora questa donna era davvero speciale.

Questo lo avevo intuito... purtroppo.

Attenzione! Mi rompete tutte le uova!

- Ero sovrappensiero. Ah, ma siete voi! - Ci conosciamo?

Sono la dottoressa Mina,

siete venuta in consultorio per parlami di vostro figlio.

Sapesse quante volte parlo dei miei figli.

Mi riferisco a quello che non mandate più a scuola.

Ah, sì, ora ricordo.

- Non è che nel frattempo... - Nel frattempo che cosa?

Magari nel frattempo ci avete ripensato?

- Avete capito che per lui è importante. - Sì, ci ho pensato, ma poi avevo da fare.

Scusatemi, dottoressa, vado di fretta. Arrivederci.

Sì?

Sei ancora qua?

Certo.

Tu hai detto: "Aspetta un attimo, è un'amica che non mi chiama mai."

E io ho aspettato.

Paura? Lo so, fa molto stalker psicopatico.

Un po', guarda.

Sarei scappato via anch'io in quella situazione.

Per un caffè, lo ammetto, è un po' tardi, ma un aperitivo?

Domenico, mi piacerebbe, ma devo fare una cosa di lavoro.

Ti accompagno, andiamo insieme.

- E' a Gianturco, lascia stare. - A Gianturco?

Vuoi andarci a quest'ora da sola?

- Perché? - Sei pazza?

Accompagnarti mica diventa un piacere, è un obbligo morale, perdonami.

- Guarda che non è la prima volta. - Ti hanno mai detto che parli troppo?

Su, andiamo.

Ma chi sono?

Non li conosco. Appartengono a Giovanni o a Tonino?

Non lo so.

Lo so, stai pensando che ho fatto bene ad accompagnarti.

Ora sei tu che parli troppo.

- Andiamo. - Forse è la sorella di Pasquale?

- Chi è? - Sono Mina Settembre, un'assistente sociale.

Che cosa vuole?

Sei Thomas? Mi ha parlato di te il professor Brunelli.

Ciao.

Lui è Domenico, un mio collega. Vorremmo solo fare due chiacchiere.

Meglio di no e dite al professore di lasciarmi in pace.

No, aspetta!

Io me ne andrei, ma mi scappa da morire la pipì.

Posso usare il bagno? Ci metto solo un minuto, giuro.

Grazie.

Aspettate qui.

- Chi è? - Un'assistente sociale.

- Che vuole? - Che ne so?

Non è solo.

Questa ci mette nei guai.

Non sembrano contenti.

"Vabbuò", Thomas. Ci vediamo domani alle 8 dove sta il murales.

- Il bagno è di qua. - Il bagno? Ah, no, mi è passata, grazie.

Porta pazienza, con la storia della pipì ne ha fregati tanti.

Vabbè, poi ti racconto.

Te ne occupi da solo?

È inutile che fate quelle facce, stanno bene e mia madre torna tra poco.

Questo è un regalo per la tua fidanzata?

Pure se fosse? Non è un problema vostro.

- È per lei che non vai più a scuola? - No.

E perché?

Brunelli dice che hai talento, che scrivi testi meravigliosi.

Lui vive in un mondo diverso dal mio.

Nel suo una persona campa scrivendo, nel mio no.

Io ho mezza famiglia in galera e loro devono mangiare tutti i giorni.

Per mia madre sono l'unico che può portare i soldi a casa.

Ora dovete andatevene. Io ho 18 anni e faccio quello che voglio.

Per me non c'è problema, ma dove vuoi andare?

Mi voglio togliere un dubbio.

Tieni.

Ciro, sono tre ore che ti sto chiamando!

Fidati di me, è un classico.

Mandano uno di loro qualche giorno prima a comprare un gioiello di poco valore,

come pretesto per vedere gli orari del negozio,

i movimenti e se c'è la vigilanza, e poi si organizzano e lo ripuliscono.

L'ho capito dalla sua reazione con quell'astuccio sul tavolo.

Sì e quei due gli hanno dato appuntamento a domani.

Alle 8, si sarebbero visti dove c'è un murales.

Un murales.

Domenico.

Domani sera quel ragazzo si rovina una volta per tutte.

- Grazie di tutto. - Figurati. Lascia, faccio io.

- Vabbè, allora ciao. - Che poi...

A pensarci bene, mica devi tornare per forza subito a casa.

- No? - A meno che tu non abbia il coprifuoco.

Possiamo andare da qualche parte

a ragionare su come aiutare questo ragazzo.

L'altra sera, quando mi hai riaccompagnato a casa,

c'era mio marito ad aspettarmi sopra.

Che voleva?

Ricordarmi che lui fa parte della mia vita

e che quello che c'è tra noi non si cancella in tre mesi.

Perché me lo dici?

Se è per non continuare la serata, mi andava bene la scusa del coprifuoco.

Perché sei sempre carino con me e io voglio essere onesta.

Io non sono carino con te...

Tu mi piaci proprio e capisco che tuo marito non vuole perderti.

Ma anche io sono un po' pappice.

Sappilo.

Domani il summit sul tema delle bonifiche,

il recupero del territorio,

in programma all’Università Federico II di Napoli.

Il pull...

Non è un po' alto il volume?

Mai quanto il casino che fa la moto del tuo nuovo amico.

Proponendo nuove linee guida da seguire,

aderendo a un programma più verde stilato in questi giorni.

A causa dell'all'erta meteo la tavola rotonda è slittata di un giorno.

Stamattina la conferma della nuova data.

Non mancano ospiti internazionali con gli esperti del settore

che tempo permettendo prenderanno parte all’evento.

Bentornati per la seconda parte di "Io credo in te"

con la vostra Susy Rastelli pronta a realizzare un altro sogno.

Mi conoscete, ci sono storie che mi colpiscono proprio qui,

come quella di Alessandro che ha un sogno semplicissimo,

quello di aprire un forno tutto suo.

Allora, miei cari, accogliamolo con tanto calore!

L'avranno costretto a mettersi la cravatta.

Vediamo il forno.

Ma che...

Te l'ho detto che il volume era alto, soprattutto se vedi certe porcherie.

Primo: non sono porcherie.

Secondo: a te dà fastidio lei, non il volume.

Perché non ti piace bella "guagliona"?

La bella guagliona le ha fregato il marito.

Non mi ha fregato niente.

Sono io che non voglio tornare con Claudio, lui non aspetta altro.

Brava! Non dargli speranze!

Prenditi un bel tamarro e vai in giro con lui sulla moto.

Non c'è sogno che l'amore non possa realizzare.

Ci hai fatto perdere la visita al forno nuovo!

Ringrazia chi ci ha segnalato la tua storia

e ci ha permesso di aiutarti.

Ancora qui stai?

E' la fidanzata, Roberta!

Ecco Roberta, che ha chiamato la nostra redazione parlando di te.

Allora piace anche a te quella porcheria?

La verità? No, però mi ha fatto venire un'idea.

Forse c'è stato un problema, il corriere è partito stamattina.

Sì, li richiamo e verifico.

- Buongiorno. - Salve.

- Cercavo Susy Rastelli. - Non è ancora arrivata. È un'amica?

- Non proprio, ma ci conosciamo. - Può lasciare un messaggio.

Posso parlare con qualcuno della redazione di "Io conto su di te"?

"Io credo in te" vuole dire?

Buongiorno, Paola!

Salve, dottoressa.

Ti richiamo dopo.

La signora la aspettava, dice che vi conoscete.

Certo. Prego, mi segua nel mio ufficio.

Ora ci diamo del lei?

So che prima o poi dovevamo parlare, ma non dovevi venire qui.

È il mio posto di lavoro, è in gioco la mia professionalità.

- In realtà, io... - Lo so, mi odi e fai anche bene.

Anch'io proverei la stessa cosa, ma ti prego, Mina, non fare scenate.

- Non sono venuta per questo. - Meno male. Te ne sono grata.

Che tu ci creda o no, sono stata male per quello che è successo.

Non è bello sentirsi responsabile della fine di un matrimonio.

Se ti può rassicurare, tu non hai rovinato nessun matrimonio.

- Bene! - Ma non sono venuta per questo.

Mi fa piacere che anche tu ammetta che le cose non andavano da tempo.

Per carità, non mi sto giustificando,

ma se tratti così un uomo, quello che è successo è il minimo.

Senti, dimentica il mio matrimonio. Sono venuta a chiederti un favore.

- Se pensi che io chiami Claudio... - No! Dimentica Claudio per un momento.

Il favore che ti chiedo riguarda la vita di un ragazzo.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Mi scusi, ho ingrandito questa foto con il cellulare, ma non si vede niente.

E ci credo.

Magari lei ha strumenti più professionali.

Sì, ce li ho. Ha almeno il negativo?

No, ma non mi interessa la qualità dell'ingrandimento.

- Mi basta vedere il viso della donna. - Il viso. Ha detto niente!

- È la parte più difficile. - Ho capito, difficile o impossibile?

Con un piccolo sforzo... forse.

Va bene, facciamo questo sforzo.

- Senza impegno, però. - No, per carità.

Senta, le lascio il mio numero, così appena è pronto mi avvisa.

- Va bene. - Senza impegno.

- Grazie. - Arrivederci. - A lei.

- Claudio, dimmi. - Perché sei andata da Susy?

Che ne sai?

Mi ha chiamato dicendo che sei andata da lei con una scusa.

- Quale scusa? Era una cosa di lavoro. - Di lavoro?

- Che lavoro dovresti fare tu con Susy? - Aiutare un ragazzo a non rovinarsi.

- Veramente? - Già.

Vedo che vi sentite ancora. Appena sono uscita, subito ti ha chiamato.

Claudio, ci sei?

Sì, mi godevo quest'attimo di tua gelosia.

Gelosia! Dicevi che non vi sentivate, mi è sembrato strano.

Non la sentirei più, se non andassi da lei a farle scenate.

- Ancora? Era una cosa di lavoro. - Rilassati, scherzavo.

Quella storia è morta e sepolta ormai. Senti, ora devo andare.

Tu ricordati quello che ti ho detto l'altra sera, io ci sono e ci sarò sempre.

Ciao, Claudio.

Scusami se ti ho messi fretta, ma siamo in ritardo per la riunione.

Eccomi qui.

- Chi era al telefono? La tua ex moglie? - No, moglie, non ex.

Irene, stasera io non riesco a passare da Titti.

Se evito di cacciarmi in un guaio, poi ti racconto. Ciao.

Signora, salve.

Voi sempre qua state? Passate sempre davanti a me?

Per forza, il consultorio è là.

- Ma è candeggina? - Non cominciate.

Questa è casa mia e le regole sono le mie.

Poi un po' di candeggina lava pure il vicolo, che problema c'è?

No, nessuno, infatti.

Sentite, io vorrei parlarvi di vostro figlio, Kevin.

- Vi ricordate anche il nome? - Sì, è particolare, ecco.

Ho pensato molto alla situazione e vorrei aiutarlo.

- A Kevin? - Sì.

Come?

Ho pensato che... Permesso.

Potrei dargli lezioni private, così non resta indietro con il programma.

- Siete anche professoressa? - No, ma posso arrangiarmi.

Posso coinvolgere qualcuno. Pro bono, ovviamente.

- Gratis. - Ah.

Non lo so, mio figlio è molto impegnato.

- Tutto il giorno? - È faticatore.

Vengo alle 5, per quell'ora avrà finito.

- Magari stacco prima dal lavoro. - No, a quell'ora gioca a calcio.

A calcio?

Non pensate che invece del calcio, forse gli servirebbe la scuola?

A un ragazzino di quell'età volete togliere anche lo svago?

La mattina, anche presto, per me va bene.

- Pure il sonno... - Gli volete levare?

Ho capito. No, allora alle 7, dopo il calcio.

Voi passate, magari lo trovate, magari no. Tanto voi che avete da fare?

Arrivederci, dottore'.

Arrivederci.

Una sorpresa? Che tipo di sorpresa?

Non lo so, ma la trasmissione funziona così.

Prima fanno una sorpresa all'ospite e poi lo invitano in studio.

Ma le hai detto che sono delinquenti e che stasera faranno una rapina?

Certo, ma si sono fatti dare l'indirizzo della gioielleria

e i testi di Thomas e ci pensano loro.

Ma questa giornalista la conosci bene? È una seria?

Lascia proprio perdere.

Dottore, non per metterle fretta, ma devo aspettare ancora molto?

- No, abbiamo finito, un attimo. - Sì.

- Che vuoi fare? - Niente, che devo fare?

Hanno detto di fidarmi e mi fido, no?

Prego, prego.

Prego, venga.

- Allora, come andiamo? - Bene.

"Guaglio'", ci siamo, sono pronto.

È finita.

Che cazzo sta succedendo?

Togliete questa roba! Metti via la pistola!

Thomas Crastone? Chi di voi ragazzi è Thomas Crastone?

Sono io.

Ciao, Thomas! Conosci la trasmissione "Io credo in te"?

Non fa niente, ci ha parlato di te il tuo professore

e ci ha chiesto di aiutarti a realizzare il tuo grande sogno,

quello di diventare un rapper.

Senti questa musica?

E le parole? Thomas, le parole ti ricordano qualcosa?

- Le ho scritte io. - Esatto!

La sta cantando niente di meno che Raiz.

Gli abbiamo fatto leggere le tue parole

ed è stato così gentile da produrre la base.

Come tutti noi, lui crede nel tuo grande talento.

Thomas, te lo chiedo per favore, vieni in studio.

Sappiamo che cosa vogliono farti fare i tuoi amici,

ma la criminalità è una strada senza ritorno.

Oddio, ma è pazza?

- Che cazzo sta dicendo? - Che le hai detto?

Abbassa questa cosa!

- Ragazzi, state calmi! - Stiamo lavorando!

Vi fate male.

Ma tu sei quella grande zoccola di Susy Rastelli?

Dov'è la telecamera? Inquadrate me. Devo parlare io con la signora qua.

- Scusi, può alzare il volume? - Certo, dottore.

Io sono la moglie di quello che ti sei portata a letto.

Di' di no, sei hai il coraggio.

Dimmelo in faccia che non volevi portarti a letto mio marito!

Non le consento di parlarmi in questi termini.

La fortuna è che stai lì, ma devono saperlo che sei una gattamorta!

Signora, per favore. Siamo in diretta TV, si calmi.

Quando parli di mio marito, devi sciacquarti la bocca.

Non puoi portarmelo via,

quelle come te possono avere solo le briciole di uomini come lui!

Andiamo, questi sono tutti scemi.

Thomas, non farti più vedere.

Va bene così, chiudiamo il collegamento.

Ringraziamo la signora che si è intromessa

visto che la situazione stava diventando spiacevole,

inventando una storia di sana pianta.

- Vero, signora? - Sì, certo.

Thomas, noi ti aspettiamo in trasmissione.

Ci vediamo tra poco. Pubblicità.

Ha inventato lei tutta questa storia della TV?

Più o meno.

Vai, ti stanno aspettando.

Ma che ho fatto?

- Buonasera. - Che ci fai qui?

Beh, passavo di qui per caso e ho pensato di venirti a salutare.

Hai visto la trasmissione.

Non fare quella faccia, non illuderti.

Ho recitato la parte della moglie gelosa per evitare una strage.

- No, certo, lo so. - No, davvero.

Non è cambiato niente tra noi.

Mi è piaciuto sentirti dire quelle cose.

No, no!

Ce l'ho ancora a morte con te

e non sarà una serata assurda a risolverà le cose.

Ciao!

- Sai che non vieni male in televisione? - Mamma.

Per una volta puoi avere pietà di tua figlia e non infierire?

Volevo solo sapere perché non ti sei fatta truccare.

Poi potevi farti dare un vestito elegante?

Sembravi una disgraziata vicino a quella Susy.

Buonanotte.

Che ho detto?

Bella trasmissione, complimenti, piena di colpi di scena.

Potevi dirmi che eri ancora innamorata di tuo marito.

Avremmo risparmiato tempo tutti e due.

Tra tutte le persone possibili, hai chiesto aiuto a Susy Rastelli.

- Lo so, non serve infierire. - Sì, invece. Come ti è venuto?

Mi sembrava una buona idea e ho fatto un casino.

Però stavolta Claudio è stato dolce, lo devi ammettere

- Ma il ginecologo è "bono". - Mmh... Molto.

- Anche il messaggio è da uomo. Ci sta. - Infatti.

- Che devo fare? - Non guardare me.

Non guardare me, io di solito non scelgo e va a finire sempre male.

Io sono stata indecisa solo tra Robbie e Gary dei Take That.

Robbie tutta la vita.

Certo, adesso è facile. Gary è invecchiato male.

No, ma Gary...

La smettete? Il vostro compito è farmi sentire meglio.

Mi sento troppo in colpa nei confronti di Domenico.

Ok, seriamente...

Tu non sai fare certe cose, non ce le hai nel DNA, sei come me.

Tu sei sincera, a volte pure troppo.

Devi dire sempre quello che pensi, altrimenti ti incasini.

Già va meglio.

È entrata in campo l'amica saggia. Io vado, ho appuntamento con Max.

- Salutami tutti i tuoi uomini. - Cornuta!

- Parla. - Che altro ti devo dire?

Tu sai quello che devi fare.

Vai da Domenico, gli spieghi tutto e gli dici che hai bisogno di tempo.

Se lo accetta, bene. Se non lo accetta, problema risolto.

Anche essere confusi è un diritto.

Hai ragione.

Quasi su tutto.

Come quasi?

Il tuo compito è dire che ho ragione su tutto sempre.

No, ti sbagli sul DNA, perché se ho preso da mio padre...

In che senso?

Ti presento la misteriosa amante di Vittorio Settembre.

È una foto che ho trovato la foto nella cassaforte.

Non è possibile.

Lo pensavo pure io, Invece è così, te lo assicuro.

Pare che fosse molto innamorato. C'era una lettera incompleta vicino.

Sai chi è?

No, nella lettera non c'è scritto e dalla foto non si capisce niente.

Ho buttato 50 euro per farla ingrandire. Vabbè, vedremo.

Devo andare al lavoro. Ti chiamo dopo, ti faccio sapere come va con Domenico.

Grazie.

Complimenti, dottoressa! Che spettacolo! Tutto il quartiere vi ha visto.

- Proprio tutto? - Esatto.

Vi dico una cosa che se la sa donna Rosaria, forse ci resta male.

Per un momento ho pensato di corteggiare voi.

Trapanese!

Buongiorno.

Mi raccomando, sono gli ultimi giorni, fai la brava.

Ciao, Rosa'.

Non c'è, ha chiamato dicendo che non si sentiva bene.

Mi dispiace.

Tu sai dove abita? Gli dovrei dire una cosa.

Hanno inventato i telefoni, o sbaglio?

- Ce l'ho in agenda, vieni. - Grazie.

Dottoressa Settembre.

- Professore. - Buongiorno.

Volevamo ringraziarla per ciò che ha fatto.

- Vero? - Sì.

A casa mia sono stato maleducato. Più tardi ho appuntamento con Raiz.

Se non fosse stato per lei,

questa cosa bellissima non sarebbe mai successa.

Questo è il bello di essere un pappice.

- Grazie di cuore. - Vieni qua.

♪ Mentre per la strada Mi son perso già ♪

♪ Vorrei solo nascondermi Per non farmi trovare più ♪

♪ E se un giorno mi chiedono: "Come ti chiami?" ♪

♪ Risponderò... "Nessuno" ♪

♪ Io mi chiamo Nessuno ♪

♪ Io non sono nessuno ♪

♪ Io non conosco nessuno, ♪

♪ Ma sono qualcuno soltanto per te ♪

♪ Io mi chiamo Nessuno ♪

♪ Io non sono nessuno ♪

♪ Io non conosco nessuno, ♪

♪ Ma sono qualcuno se resti con me ♪

- Ah, sei tu. - Ciao.

- Che ci fa una star della TV a casa mia? - Mi hanno detto che non stavi bene.

Era una bugia, ovviamente, e tu lo sapevi benissimo. Entra.

Volevo spiegarti la cosa di ieri sera.

Che vuoi spiegare? La TV non mente mai, no?

Tu ami tuo marito e io sono un cretino. Ecco tutto, l'ho spiegato io.

Fosse così facile...

- Sei tu che la fai complicata. - Ma la vuoi finire?

Pensi che ti avrei baciato, se non provassi niente per te?

E allora Claudio?

È ovvio che provo qualcosa per lui, è mio marito, siamo stati insieme 12 anni.

Non ho un interruttore che premi e "puff"!

Ho capito, ma quindi?

Quindi non lo so. Non lo so, va bene?

Tu mi piaci, ma c'è anche Claudio.

L'unica cosa che posso fare è essere sincera con tutti e due.

Intanto a lui ho detto che non me la sento di tornare insieme.

E a te...

A te dico che non è carino aprire la porta mezzo nudo,

soprattutto se uno vuole fare un discorso serio e maturo.

Perché non sarebbe carino?

- No, io... - No, Domenico, fai il bravo.

- Io sono bravo, non ho bisogno di farlo. - Non provocarmi.

- Non ti provoco, ti ho fatto una domanda. - Guarda che mi so difendere.

Mi so difendere. Devi rispettare la mia confusione.

Che c'è? Mica te la tiro veramente.

Ma tu con chi vivi qua?

Si chiama Piera, ma è una storia praticamente finita.

- In che senso? - Adesso non è in Italia, è all'estero.

Non ho avuto modo di parlare...

Mina!

Mina, guarda che te lo...

Vaffanculo, va'!

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