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Original subtitles

[SPARO]

[CANTA "COMMENT TE DIRE ADIEU" DI FRAN COISE HARDY]

Francese stretto, proprio.

- Due giorni siamo stati a Parigi, non sono poliglotta. - Meno male.

[CLACSON] (in francese) Peppino, siamo qui !

Che viaggio !

- Valentina, prendi le tue valigie. - Lasciala in pace, sta soffrendo.

Siamo appena tornati da un fine settimana a Parigi.

Weekend fantastico !

Dobbiamo avere pazienza con lei, è la prima delusione d'amore.

- Tutta questa complicazione non la capisco. - Certo.

- Hai trovato il grande amore al primo colpo. - Sì.

- Non capita a tutti. - Aiutami con la valigia, è pesante. - No, no, no.

Prima il regalino di mamma. Su, andiamo.

- Adagio, dài. - Aspetta.

Gira, fai la curva.

Fai la curva, si graffia con la ringhiera.

- Una ghigliottina era più pratica. - E' un regalo bello e utile.

-Pure la ghigliottina è utile. -Dài. -Respira. -Aspetta, aspetta.

-Ce l'ho tutto io, dài. -Mamma mia. -Sembrava più piccola a Parigi.

Il maggiordomo manda a dire che sta per partire una lavatrice !

Che vuoi ?

Vabbè, ti richiamo dopo.

-Chi era ? Samuel ? -Per me Samuel è morto. -Pace all'anima sua.

Comunque, se vuoi parlare, ci sono.

Vorrei finire la telefonata, se è possibile.

Tra una telefonata e l'altra c'è la valigia che aspetta.

Credi che si svuota da sola ?

Guarda, ci manca un pezzetto, è un graffietto.

- Ti avevo detto "facciamo attenzione". - Pure tu...

Meno male che è comoda.

Allora ?

Che si dice di là ?

E' al telefono, non mi ha voluto dire con chi.

Va bene, dài.

- Sarà Giovanni. - La mummia ?

- Non lo chiamare così, è un bravo ragazzo. - Sì, ma non è un ragazzo.

[SQUILLI DI CELLULARE]

- Un tappetto, dài. - Uno e mezzo.

Pronto ?

- Buongiorno, signora. - Ciao, Giovanni.

- Com'è andato il viaggio ? Bella Parigi ? - Sì, bella, romantica.

- Va bene, Giovanni, devo scappare, ti devo lasciare. - Sì, prego.

- Tanto poi abbiamo modo di parlare. La aspettiamo a casa. - Sì.

Vedi, vedi, come se la stringe. Pure mia figlia, però.

- Non sei cambiato per niente. - Parigi ti ha fatto bene. - Sì ?

- Fatti vedere. - Mamma mia, sapessi che ci ha fatto passare a Parigi.

Sembrava che fosse in una prigione libica.

Che ne vuoi sapere tu, Calogiuri, che sei ancora giovane ?

-Capozza. -Tutto a posto, dottore' ? -Sì, sono stanca per il viaggio.

I viaggi sono sempre uno strapazzo, dottore'.

- Il jet lag è una brutta bestia. - Parigi è sullo stesso fuso orario.

- Ah, è vero. - Freni, freni, freni la macchina.

- Mi pareva. - La avviso, non corra. - Va bene.

Pensi a guidare, bene, calmo.

Non correre, Capozza !

Mi spiego, dottoressa ? Roba dell'altro mondo.

Indovinate chi ho sentito la settimana scorsa.

Il maresciallo Calogiuri, dottore'.

Era tutto contento, sta imparando un sacco di cose.

- Immagino. - E' in gamba. Per uno che viene da Grottaminarda

un buco di... Un paesino della Campania...

Dice che se fosse per lui, resterebbe lì, in Centro America.

Olé !

- Ha detto così ? - E' un'opportunità.

Io non ci credo alle voci che mettono in giro certe persone.

Pare che abbia fatto casini in Procura con una.

Per questo dopo la Festa della Bruna

fece domanda per partire in missione.

- Per me, sono pettegolezzi. - Le mucche, Capozza ! Freni !

- Le ho viste. - Ci vede, ma non ci sente ! Ho detto di non correre !

Attraversano all'improvviso. Le arresto per pascolo abusivo ?

Esca dalla macchina.

- Via ! - Il pecoraro dovrebbe fare nella vita.

Compa', levami le mucche dalla strada.

Via !

Risolto, dottore', tutto a posto.

- Queste mi sentono. - Eh.

-Capozza, mandi via i cowboy. -Via. -Non stiamo alla Madonna della Bruna.

- Buongiorno, Taccardi. - Buongiorno. - Che mi dice ?

Il qui presente, per modo di dire, Angelo Saraceno, anni 49

è stato ucciso intorno alle cinque di mattina, ora più, ora meno

con un colpo di arma da fuoco, uno solo.

E' stato colpito alle spalle ?

Ci è cascata pure lei. Vedendolo così, prono, la faccia nell'acqua

è naturale pensare che gli abbiano sparato alle spalle, ma vede...

- Gli hanno sparato in pieno petto, cadendo, si è voltato. - Ah.

- Il bossolo ? - Non si trova, non sono sicuro del tipo di arma usata.

Guardando il foro, sono certo

che gli abbiano sparato a distanza ravvicinata e con un grosso calibro.

Un fucile ? Un bazooka ?

Propendo per il fucile. Il bazooka non è usanza del posto.

Io sono solo il medico legale.

- Se ha domande, c'è il maresciallo della Territoriale. - Dov'è ? - Lì.

- Buongiorno. - Lamacchia. - Alla buon'ora. - Dottore.

- E' venuta a piedi ? - Le vacche ci hanno sbarrato la strada.

Adorabili bestie ! Amo le vacche e il profumo che emanano.

A sapere che aveva l'hobby del mandriano, l'avrei chiamata.

- Non c'è niente da ridere. - Non sa che sulla scena del delitto

ci stanno solo le persone indispensabili ?

Quello è il gruppo turistico "Scappo dalla città".

- C'è la moglie e i figli del dottore. - Va bene così.

- Va bene, vai a farti un giro. - Forza.

Mi sono concesso una vacanza pure io.

So che vanno di moda i tour sui sentieri della transumanza.

- Spillano soldi ai turisti. - La gente si illude di fare i cowboy.

Non è stata solo una vacanza, ho un problema con mio figlio Gabriele.

E' stato bocciato all'ultimo anno di liceo e l'ho portato a Matera

per cercare di fargli mettere la testa a posto.

- Poi uno dice "come sono belle le vacche". - L'ha detto lei. - Sì.

-Mi è piaciuto fare il mandriano. Che puzza ! -Porta fortuna, dottore.

- Le è mai capitata questa fortuna ? - No, io guardo dove cammino.

- Dove ha trovato il corpo ? - Dopo colazione volevo fare due passi.

Così sono uscito per cercare un minimo di tranquillità.

- Invece ha trovato il morto. - Non è stato uno spettacolo piacevole.

- Conosceva la vittima ? - No, come avrei potuto ?

Forse in questi giorni di transumanza vi siete conosciuti.

- Ho visto mia moglie, i miei figli e le vacche. - Dov'era stanotte ?

- Dormivo in un sacco a pelo pieno di pulci. - I piaceri si pagano.

- Qualcuno può testimoniare ? - Che c'erano le pulci ?

Ho fatto una foto, ma è venuta mossa, saltavano.

- Mi tiene sotto torchio ? - Chiunque può essere il colpevole.

- Anche io ? - Certo, fino a prova contraria, anche lei.

Un colpo di fortuna anche per lei non guasta.

- Questa è tanta di fortuna. - Un po' a me, un po' a lei.

- Che schifo ! - Dovrebbero mettere i cartelli. - Sì, i cartelli !

- Signor Calculli, da quant'è che organizza questi tour ? - Due anni.

Se ne occupa mia figlia, ha studiato Scienze del turismo.

- Conosceva Angelo Saraceno ? - Sì, tutti qua lo conoscevano.

Figuratevi che gli avevano affibbiato un soprannome...

Un po' offensivo, lo chiamavano Gioletto.

- Se volete, vi dico perché. - Sono di Matera, so che significa.

Io sono di Napoli, vorrei sapere perché.

A Napoli come chiamate uno che non è stato molto dotato da madre natura ?

Ho presente.

A 30 anni se ne andò in America dal fratello più grande, Santino.

Lì tutti e due hanno fatto fortuna. Sonny con il ristorante

e Angelo, come si dice, con l'import export.

In che cosa consisteva il commercio di Saraceno ?

Comprava i nostri prodotti e li esportava.

La roba fresca in Italia e quella che si poteva conservare in America.

Carne, latte, formaggio podolico. Il nostro oro, insomma.

Se queste vacche valessero tanto oro quanto pesano...

A quest'ora saremmo milionari, dico bene ? - Certo.

In questo tour chi c'era oltre alla famiglia del dottor Vitali ?

Gente perbene. Escludo un coinvolgimento dei miei compagni.

- Lo lascia rispondere, per cortesia ? - Prego.

Sono tutti professionisti di Matera, Potenza.

Qualcuno viene da lontano, da Salerno

ma nessuno di loro conosceva Angelo. - Che le avevo detto ?

Comunque, ieri sera noi siamo stati tutti insieme, fino a tardi.

Dopo un paio di giorni di transumanza

si finisce per diventare tutti amici, grazie anche all'Aglianico.

- Eh ! - Eh ! Che è ? Oh !

- Tredici gradi di amicizia. - Direi quindici.

Alessandro, se non ci muoviamo subito, perdiamo il treno.

Mia moglie e le bambine. Devo accompagnarle a prendere il treno.

Signora, conferma che ieri dormivate tutti insieme in tenda ?

- Lei è la PAPARANNI ? - E' la Tataranni, Teresa.

Mio marito mi ha parlato di lei. A Matera la conoscono tutti.

Non ci vuole tanto, la città è quella che è.

-Capisco che uno non sa come passare il tempo... -Avviati con le bambine.

- Ragazze, al treno. - Vai anche tu, vai al treno.

- Glielo chiedo in ginocchio. Posso andare ? - Resti a disposizione.

- Le do il passaporto ? - So bene dove abita.

Mah...

Hai capito Saraceno che bella villetta che si è fatto ?

Di lusso.

Qualche cacciatore a cui servono gli occhiali.

Forse qualcuno che ce l'aveva con la vittima.

Salve, signora. Imma Tataranni, sostituto procuratore.

- Vivete a Washington, vero ? - Sì.

E' lì che ha sede la ditta di mio marito.

Tornavate spesso in Italia ?

Mio marito due volte all'anno, per l'inizio della transumanza.

- Lui aveva i suoi affari. - Lei veniva con lui ?

- No, quasi mai. - Come mai questa volta sì ?

Forse volevo farlo sentire meno solo.

Era da tempo che lo vedevo un po' depresso.

- Devo pulire. - Non si preoccupi.

- Trova qualcosa. (in inglese) Se Angelo torna...

- No, no. (in inglese) Devo pulire ! - Non si preoccupi.

Signora, si alzi.

- Sediamoci, dài. - Odia trovare casino a casa.

Senta, come mai suo marito...

Come mai suo marito era depresso nell'ultimo periodo ?

Sa com'è, gli anni passano.

Poi si fanno...

Come li chiamate ? I bilanci.

- I figli ? - Non ne sono venuti.

Forse ci siamo incontrati troppo tardi.

- Ma suo marito aveva dei nemici, per caso ? - Forse.

Qua non piace chi si dà troppo da fare.

Dicono "quello lì fa i soldi".

Non è una bella cosa, esattamente il contrario che in America.

Io venivo poco.

Non conoscevo nessuno tranne Alba e Rocco, i vicini.

I buchi davanti casa sembrano fori di proiettile.

Quali buchi ?

Salve, buongiorno. La signora Alba Lepore ?

- Siete qui per le uova ? - No.

Sono Imma Tataranni, sostituto procuratore.

C'è stato un omicidio.

E' morto un vostro caro amico, Angelo Saraceno.

Mi dispiace dirglielo così, però vorrei farle qualche domanda.

- Ancora oggi devono saper fare le orecchiette ? - No. Prima sì.

- Vorrei imparare a farle non per sposarmi. - Sono fresche.

- Voglio imparare. - Le ho buttate tutte giù. Servono cinque minuti.

Mio marito e mio figlio sono partiti per la transumanza due giorni fa.

- Questo signore chi è ? - Mio padre.

Faceva il fabbro, è venuto a mancare l'anno scorso.

Mi dispiace.

Suo marito conosceva bene Saraceno ?

- Le loro famiglie si conoscevano da sempre. - E lei ?

Io andavo a scuola con loro.

-Angelo venne al vostro matrimonio ? -Sì.

Qualche giorno dopo partì per l'America.

Però la casa non la vendette.

Era una catapecchia, ne ha fatto un palazzo.

No, la casa non l'avrebbe mai venduta.

- Chi se ne occupava quando lui era in America ? - Io e mio marito.

Ogni tanto davamo un'occhiata.

- Rocco. - Alba, hai saputo ? - Sì.

Me l'hanno detto loro. Indagano su questa cosa brutta.

Com'è successo ? Dio mio !

Piacere, Imma Tataranni. Il signor Lepore ?

Gravina, mia moglie è Lepore.

Ha letto la targhetta sulla porta. E' la casa di mio padre.

- L'ho saputo ora, le bestie sono con Peppino. - E' solo ?

- Posso fare delle domande anche a voi ? Vi dispiace ? - Come no.

Quand'è stata l'ultima volta che avete visto Saraceno ?

Quand'è stato ? Qualche giorno fa.

Angelo non stava simpatico a tutti, ma da questo ad ammazzare...

Vi occupavate di casa sua. Ho notato dei fori di proiettile sul muro.

Sono stati provocati da un fucile da caccia ?

- Tempo fa sentimmo degli spari. - Tempo fa, sì, di notte.

Abbiamo sentito degli spari venire dalla casa di Angelo.

Sono corso subito là, ma non ho visto chi aveva sparato.

[INTONA LA "MARSIGLIESE"]

Allora, come ci si sente a essere la regina della casa ?

-Pietro, che cosa mi devi chiedere ? -Che cosa ? "Chiedere" ? Niente.

Mi hai portato questo trono da Parigi.

- "Quando il diavolo ti accarezza, vuole l'anima." - "Il diavolo" !

Che esagerazione ! Questa carezza è una carezza Luigi Filippo

comprata al mercato dell'antiquariato

di Paul Bert Serpette, non le chiacchiere.

Poi "l'anima" ?

Io voglio solo il lamione di Via Bruno Buozzi.

Il lamione di famiglia ? Tua moglie ti ha cacciato di casa ?

Divorziare è diventato uno sport nazionale.

Non ti preoccupare, la cameretta tua è sempre pronta.

No, è che io...

Io vorrei aprire un jazz club.

Pensavo che il lamione di famiglia fosse...

- La location perfetta. -Come fai con il lavoro in Regione ?

Pensavo di lasciarlo.

- Non ho capito. - Pensavo di lasciarlo.

Che cosa ? Ma sei pazzo ?

Abbiamo smosso mari e monti per farti impiegare lì.

Non dire queste cose. Se le sente Imma ?

- Mamma mia, mi sento male. - Vieni.

- Mi sento male. - Papà, aiuta mamma !

- Si sente male. - Non è possibile. Vuole aprire un night club.

- Ora passa. - Sto male.

- Arrivo ! - Non è possibile. - Bevi un po' di acqua.

- E' stata un'idea di tua moglie ? - No, ma quando mai ? Mamma.

Non sa niente Imma.

- L'hai voluto dire prima a tua mamma ? - Sì.

Bravo, figlio mio. La mamma è sempre la mamma.

Dovrei trovare le parole, con Imma non è semplice.

Ti aiuta mamma tua a trovare le parole giuste.

No, faccio io, eh ? Mi raccomando.

- Aspetta, Capozza, fermati qua. - Bella idea, dottore'.

Un caffè lo prendo molto volentieri.

La famiglia di Angelo era povera.

Lui e suo fratello si davano da fare, aiutavano dove potevano.

Nelle stalle, dal falegname, dal fabbro.

Non si sono tirati mai indietro di fronte alla fatica.

- Infatti si è visto. - Cioè ? - "Cioè"...

Loro hanno fatto fortuna e noi siamo qui a contare gli spiccioli.

Saraceno veniva nel vostro bar ?

Dottoressa, ve lo dico io prima che la notizia arriva da altri.

-Il mio caffè ad Angelo non piaceva. -Forse il problema non era il caffè.

Forse qualcuno gli dava fastidio, qualcuno che beve un po' troppo.

Mah, non credo.

Qui siamo tutti brave persone.

Allora, vi pongo la domanda in un altro modo.

Qualcuno teneva Saraceno sullo stomaco ?

Qualcuno invidioso per il suo successo ?

Se ammazzassero tutti quelli che invidiano, resterebbe il deserto.

Qui c'è rimasto il deserto, mi pare, no ?

Grazie per la cortesia, Fraccalvieri.

- Veloce, Capozza, dài, andiamo. Forza, veloce. - Prego.

Ancora là sta Giovanni ? Pure a cena rimane ?

Questo non ce l'ha una casa ?

Ho preso dei formaggi dalla montagna. Buonasera.

Ciao, Imma. Appena tornata da Parigi e Vitali ti ha assegnato un caso.

Così pare. Diana, chiama Lamacchia.

Chiedigli se ha scoperto qualcosa su Angelo Saraceno, la vittima.

Digli pure di indagare su Domenico Fraccalvieri.

- Proprietario del Caffè Colombia. - Hai visto che ora è ?

Io veramente dovrei andare.

A proposito, stamattina sono andata in tintoria a ritirarti la toga

per la prima seduta del processo Romaniello. - Grazie. - Prego.

Sono passata davanti alla caserma... [NOTIFICA DAL CELLULARE]

(registrazione) "Valentina dice che la caciotta podolica ha il lattosio"

"e Giovanni è intollerante. Prendi una mozzarella senza lattosio."

Sono... [NOTIFICA DAL CELLULARE]

- Ancora ! (registrazione) "Scusa, amo'."

"Giovanni dice di prendere un Aglianico cantina Sferrazza."

- "Se non lo trovi, ti diamo un'alternativa." - Nient'altro ?

Sono passata davanti alla caserma e non sai chi ho visto.

Diana, hai visto che ora è ? Mi chiude il supermercato.

Pietro, squisite. Poi mi passa la ricetta, la do a mia madre.

E' facilissimo.

Le polpette di pane di Matera sono facili...

(in materano) E che ti mangi !

Il galateo non lo permette, ma alla scarpetta non rinuncio.

Giovanni, scarpetta libera.

- Comunque, dammi del tu. - Grazie.

-Alla dottoressa non mi permetterei mai. -Non c'è bisogno. -Mi rifiuto.

- Mamma, lo metti in soggezione. - Io ?

Pietro, come lo vedi un bel caffettino ?

- Subito. Vale, tu ? - Grazie, papà.

- Non hai mai bevuto il caffè di sera. - Stasera mi va.

- Imma ? - No, lo sai che poi non dormo. - Soffre di insonnia ?

-Anche mia madre, è colpa del divorzio. -Mai sofferto di insonnia.

Pietro, senza zucchero il caffè.

(Tv) Già una volta mi è capitato di offrirti la pace.

Se non fossi stata tanto stupida, saresti potuta scappare

accompagnata dal tuo esercito scontento.

Ora sarai costretta a fuggire a piedi come una ladra qualunque.

E' incredibile ! Hai perso e continui a sentirti immortale.

Che cosa speri di ottenere ? Sei fortunata che ti lascerò vivere.

Ci sono un paio di camicie in lavatrice.

Sono di Giovanni. Ci puoi dare una botta con il ferro ?

Non adotterò un sedicenne che pensa di essere un ottantenne

ma si comporta come uno di sette. - Sai com'è Valentina.

L'ha preso a benvolere. I genitori di Giovanni sono separati.

Mica tutti sono fortunati come noi.

Valentina finalmente non pensa a Samuel.

- Che hanno fatto tutto il giorno ? - I compiti.

Valentina lo ha aiutato con la matematica.

Adesso vedono una fiction tutta in una notte.

- Si dice "binge watching". - Svegliami fra un anno.

Mamma è stata molto contenta del regalo che le abbiamo fatto.

Ti ringrazia.

In bocca al lupo, Imma.

Sara, aprimi il codice e il fascicolo.

Quando il processo sarà finito, mi piacerebbe offrirle un caffè.

- Piacere, avvocato Pisapia Giulia. - Piacere.

Per festeggiare la condanna del suo cliente è meglio lo champagne.

-Non la prenda troppo sul personale. -Niente di personale.

I colpevoli mi piace vederli sbattuti in galera. Buona fortuna.

- Mi fa una dichiarazione ? - Zazza, l'italiano lo capisce ? No.

Lo capisco, purtroppo.

In ogni processo c'è un imputato e una vittima.

In questo processo le vittime siamo tutti noi.

La vittima, quella che chiede giustizia, è la nostra terra

che è stata brutalizzata, è stata vandalizzata.

Siamo stati presi in giro, insomma.

Mentre l'imputato...

O meglio, il responsabile di questo tentato omicidio collettivo

è solo all'apparenza un benefattore.

Romaniello era pronto a seppellire tonnellate di rifiuti tossici

con la complicità di amministratori e imprenditori locali

se noi non lo avessimo impedito.

Oggi noi accusiamo Saverio Romaniello di tentato disastro ambientale

in complicità con la criminalità organizzata e di essere il mandante

dell'omicidio di Don Mariano Licino e Pasquale Iannuzzi

grazie al quale Don Mariano ha scoperto il suo piano.

Dimostreremo la sua colpevolezza al di là di ogni ragionevole dubbio.

Brava, dottore'.

Signora Saraceno.

Sono passata.

Lei non c'era. Volevo parlare di Angelo.

Stanotte ho messo in ordine le sue cose.

Che pena !

Andiamo nel mio ufficio ?

Così stiamo più tranquille. Le offro un caffè.

Andiamo.

Venga, venga, venga.

Angelo era un uomo buono, per lui le cose non sono state facili.

La gente vede l'abito di marca, la macchina sportiva...

Ma è tutto un'illusione.

Dietro c'è altro.

C'è il tempo. Il tempo che non ritorna.

Perché invidiavano mio marito ?

Non lo so, signora. Me lo deve dire lei questo.

Sicura che si sente bene ? La faccio riaccompagnare a casa.

Grazie, sono venuta con l'autista, mi aspetta qui di fronte.

Ah, sì.

- L'ho portato, so che l'ho portato. - Che cosa cerca ? - E' qua.

Aspetta.

Ah, sì.

Questo è Alfonso Acito.

Questo è mio marito.

L'ho trovata fra le cose di Angelo ieri sera.

Mi sono ricordata di una cosa che mi disse tempo fa.

"Quando aiuti qualcuno, quello ti odia"

"perché si sente inferiore."

Che cosa successe con Acito ? Glielo disse ?

Qualcosa con gli affari. Gli affari non mi interessano.

Senta, la foto la prendo io.

Farò quello che posso per trovare l'assassino di suo marito.

La accompagno.

- Arrivederci. - Dottoressa, buongiorno.

- Sa che ore sono ? - L'ora di ieri a quest'ora. - E' per far notare

che a 24 ore dal ritrovamento del cadavere

il sottoscritto ha già risolto il caso.

-Scommetto che l'assassino è Alfonso Acito. -Di Acito volevo parlarle.

- Lei come fa a saperlo ? - Voleva parlare ? Parli.

Ho torchiato Fraccalvieri, il proprietario del Caffè Colombia.

L'ho chiuso nel retrobottega, dove c'è il telefono e il bagno

e gli ho detto "da qua non esci"... - Mi sono espressa sui suoi metodi !

Se non sono stata chiara, userò altri argomenti. Che ha scoperto ?

- Niente. - "Niente".

Nel bar c'era un cliente che è venuto di sua spontanea volontà.

Aveva talmente bevuto che mi ha raccontato tutto.

- Bene, circonvenzione di incapace. - Quale "incapace" ?

Questo cliente ubriaco mi ha detto

che Acito sei anni fa è caduto in disgrazia e si è riempito di debiti.

Saraceno ha comprato tutto, la masseria, la casa e la mandria.

- Glieli pagò bene, sbaglio ? - A prezzo di mercato, forse di più.

Il suddetto Acito pagò tutti i debiti

ma rimase senza niente, senza la casa, senza la mandria

e pure lui iniziò a bere. - Uno sport diffuso da quelle parti.

Sì, infatti andò di male in peggio.

Si ridusse a fare lavoretti, a guidare le mandrie

ma a Saraceno non gliel'ha mai perdonata

anche se lui lo aveva fatto per il suo bene.

Quando lo vedeva nel bar Colombia, gliene diceva di tutti i colori

finché quello lì nel bar non ci ha messo più piede.

Sei anni ? Non le sembrano tanti per consumare una vendetta ?

Dottoressa, in montagna il tempo va al passo delle vacche.

Nel senso che la podolica, la vacca, va piano piano.

Complimenti per la metafora. Dove possiamo trovare Acito ?

-Adesso sta dando una mano a Gravina. -Con le bestie ? -Esatto.

Dite la verità. Avete visto ? Siamo una bella squadra io e lei ?

- Sì, Sherlock Holmes e Watson. - Le volevo chiedere un consiglio.

Se chiedo il trasferimento a Matera, ho delle buone possibilità ?

Lei vorrebbe lasciare la tranquilla provincia per la città tentacolare ?

- So che quel giovane maresciallo, inesperto, COLAGIURI... - Calogiuri.

- CALIGIURI. - "CA-LO-GIU-RI". - Si è trasferito in Centro America.

- Ho pensato di aiutarla. - Andiamo avanti con l'indagine.

-Non mettiamo troppa carne al fuoco. -Va bene, arrivederci.

[SQUILLI DI CELLULARE]

Niente, non si ferma.

[SQUILLI DI TELEFONO]

Dottoressa Tataranni, che piacere !

Se lo fosse stato, non avrebbe risposto al ventesimo squillo.

- Ero in bagno. - Quando avrò il referto autoptico di Saraceno ?

Spero prima che le vacche finiscano la transumanza.

Il suo umorismo è fuori luogo, lo stavo scrivendo ora.

-E' possibile che l'arma del delitto sia un fucile da caccia ? -Sì.

Al Ris stanno capendo se possono ricollegare il bossolo trovato

a un'arma specifica. -Mi sta dicendo che se trovo un fucile

i tecnici possono dirmi se è l'arma del delitto ? - Esatto.

Bene. Grazie, dottore. Diana !

Diana !

Diana ? Diana !

> Tu devi sapere che dentro di noi ci stanno tre canali importanti.

Il canale di sinistra è il canale lunare.

Il canale di destra è il canale solare.

- Poi c'è quello centrale. - Qual è il migliore ?

La cosa migliore sarebbe l'armonia fra tutte le cose, capito ?

Tu, in questo momento, ti trovi nel canale di sinistra, non va bene

perché ti fa malinconica. - Ecco, ho sbagliato lato.

Non dire così, se stavi nel canale di destra, eri iperattiva.

- Mille pensieri, sempre a sistemare le cose, agitazione. - Diana !

-Mai un attimo di pace. -Eccolo un lato destro. -Ti ho cercata ovunque.

Il regolamento prevede che io faccia una pausa.

Pentasuglia, che ci fa in Procura ? Problemi con la Legge ?

- Ha superato la modica quantità ? - No, quella è acqua passata.

L'unica cosa di stupefacente con cui ho a che fare

è l'armonia meditativa della pace interiore.

Visto che ero qui, sono passato a ritirare le quote.

- "Le quote" ? - Eh. - Sì.

Manolo fa i corsi di yoga. Mi sono iscritta e pure la Guarini.

La yoga è il mezzo per attivare la forza interiore.

Poi mette in ordine tutti gli organi interni.

Lo stomaco, il fegato, la coratella, tutto.

- Perché non si iscrive pure lei ? - No, la vita materiale mi riempie.

Diana, quando avete finito con la yoga, vieni nel mio ufficio.

Domani voglio andare in montagna, di Lamacchia non mi fido.

Trova qualcuno che mi accompagni, ma non Capozza, che parla e parla.

Visto che è appena tornato, potremmo sentire...

["UP WHERE WE BELONG" DI JOE COCKER E JENNIFER WARNES]

- Sei tornato. - Sì, proprio ieri.

- Oggi ho ripreso servizio. - Ah, buono a sapersi.

Avevo chiesto alla De Santis di mandarvi i miei saluti.

- Non ve l'ha detto ? - L'avrà dimenticato

con tutto quello che ha da fare. - Non vi ha rovinato la sorpresa.

- La vita è piena di sorprese. - E' proprio vero.

So che state seguendo l'omicidio Saraceno.

- Vitali ha trovato il cadavere. - Ah.

Ho sentito che stavano aspettando i tabulati telefonici della vittima.

Posso seguire io l'operazione, quelli è sempre meglio sollecitarli.

Sollecita, sì, sollecita.

- Allora io vado. Vi tengo aggiornata. - Bentornato.

Grazie, dottoressa.

Dottoressa, posso offrirle un caffè ?

- Preferirei una camomilla. - Che succede ?

La vedo stanca, pallida, sfatta.

- Non si sente bene ? - Mai stata meglio.

Potrebbe seguirmi nel mio ufficio ? Devo mostrarle qualcosa.

Certamente.

Per caso, durante la sua gita campestre, ha visto quest'uomo ?

Ho voluto lei per il caso, perché contavo sulla sua discrezione.

- Ero con la mia famiglia. - Non si preoccupi.

Non dirò a nessuno del suo travestimento da John Wayne.

Abbassi il tono della voce, per favore. Che figura di niente !

- Buongiorno. - Buongiorno. - Buongiorno.

- L'ha visto ? - Gliel'ho già detto, ho visto i componenti del tour.

Se pensa che sia lui l'assassino, le confesso che lo penso pure io

anche perché la faccia ce l'ha.

Ovviamente lo dicevo con la speranza che il caso sia chiuso presto.

- Con il ritorno del figliol prodigo abbiamo una chance. - Calogiuri ?

- Sì. Revochiamo la richiesta del suo sostituto ? - Sì.

- Come pensavo. - No. - Come ? - Andiamo avanti, dottore.

Andiamo avanti, perché sa come sono i giovani, no ?

- Cambiano spesso idea. - Certo.

Ho iniziato la convivenza con mio figlio, non sarà una passeggiata.

Buona giornata. Dimenticavo, complimenti per il suo pigiamino.

"Pigiamino" ?

E' tanto bello.

- Il fascicolo Saraceno. - Grazie.

Puoi non mettermi in imbarazzo con i miei amici ?

-Manolo Pentasuglia è un tuo amico ? -Che ci sarebbe di strano ?

[PIANTO]

- Che succede ? - Non si può più nemmeno piangere.

-Scommetto che è ancora per quello scemo di tuo marito. -Non è per lui.

E' per Cleo. Vuole andare a Dublino a fare una vacanza studio

e vuole andare in famiglia, perché lei una famiglia non ce l'ha più.

Non è un dramma, un mese a Dublino, in famiglia abbatti i costi.

Grazie, Imma.

Ho trovato la persona che ti può accompagnare domani.

Spero che non sia la Matarazzo, non la sopporto.

Mi fai una lista di chi sopporti. Comunque, non è la Matarazzo.

Ti faccio affiancare da Calogiuri.

- Infatti è tornato, ma tu... - Ma io che ?

Potevi dirmelo che è tornato Calogiuri.

Mi hai fatto fare una figura del cavolo !

Da quando in qua abbiamo dei portatovaglioli ?

- Ti piacciono ? Li ha portati Giovanni. - Belli, ma non doveva.

A proposito, Valentina, Cleo va a fare una vacanza studio a Dublino.

Si può stare in famiglia o in college.

Mentre fai i corsi di lingua, vai a scuola con i ragazzi inglesi.

- Fa freddo a Dublino. - "Fa freddo".

Se me lo avessero proposto alla tua età, avrei fatto le capriole.

- Io non sono come te. Questo non ti va giù ! - Che succede ?

-Le ho proposto una vacanza studio a Dublino. -Non ho detto che non vado.

- Si paga ? - Certo che si paga.

- Tutto si paga nella vita. - Quando mai ci siamo fatti questi scrupoli ?

- Forse mi andrebbe, ma non da sola. - Con la coda ? Ti porti la coda ?

I genitori di Giovanni non possono pagare un soggiorno a Dublino.

Litigano sempre per i soldi. Dici sempre che siamo privilegiati.

Lo scarico della serie è terminato.

- Ciao, Pietro. - Giovanni, tutto bene ? - Bene, bene.

- Che cos'è questa novità ? - Se non ti piacciono, li cambiamo.

-Un po' impegnativi. -In che senso ? -Andiamo, dài. -Andiamo.

Scusate una cosa, Internet è lentissimo.

- Suggerirei un cambio del gestore. - Bella idea, parlane con Pietro.

Fra una settimana c'è la riunione di condominio, ci vai tu ?

- Calogiuri ? - Non è arrivato. Se vuoi, lo chiamo. - No, grazie.

- Che succede ? - Giuseppe non vuole pagare il viaggio studio a Cleo.

Me lo dice con un Sms. Non c'è limite alla cattiveria degli uomini.

Pensavo che lo yoga ti fosse servito a calmarti.

Guarda, Imma, io spero che non ti capiti mai una cosa simile.

Non c'è niente di peggio. [BUSSANO ALLA PORTA]

Avanti.

- Posso ? - Prego.

- Se disturbo, passo dopo. - No.

La signora De Santis mi stava dando una lezione di vita.

Sai, Calogiuri, la dottoressa Tataranni ha un matrimonio perfetto.

Non capirà mai che cosa significa affrontare un divorzio !

E' stressata.

Ho fatto tardi perché aspettavo i tabulati telefonici di Saraceno.

- Allora ? - La sera in cui è stato ucciso

ha ricevuto una telefonata dal Caffè Colombia alle 00,15.

Forse l'assassino l'ha chiamato

per dargli appuntamento all'abbeveratoio.

Alfonso Acito è un assiduo frequentatore del bar.

Oltre ad avercela con Saraceno e a possedere un fucile da caccia.

Andiamo, Calogiuri, veloce.

-Quando passa questo treno ? -Purtroppo, non c'è un'altra strada.

- Dottoressa, io... - Non... Non ti ho detto di questa estate.

- Metaponto, mare bellissimo. - Sono contento, sì.

-In Centro America c'è l'oceano. -Eh. -Bello l'oceano ? -Molto bello.

Anche se...

Quando ero ad aiutare i terremotati che avevano perso tutto...

E' stata una cosa indimenticabile.

Però sapete la verità ?

Niente è più bello di quel momento che abbiamo passato insieme

alla Festa della Bruna, nel vostro ufficio.

- Io... - Tu ?

Perché sei scappato di punto in bianco ?

[FISCHIO DEL TRENO]

Allora...

Quello che è successo alla Festa della Bruna è stato un errore.

Non deve ripetersi mai più.

Metti in moto, veloce.

Signor Gravina !

- Buongiorno, dottoressa. - Buongiorno.

- Fin qua siete arrivata ? - Eh, sì.

- Il maresciallo Calogiuri. - Buongiorno, piacere.

- In che cosa posso esservi utile ? Avete novità ? - No, ancora no.

E' sordo vostro figlio ?

- Come lo sapete ? - Vostra moglie vedeva la Tv con i sottotitoli.

Il Padreterno ha voluto così.

Lui sta bene, gli piace stare qua in mezzo alle bestie.

- Se la cava. - Meno male.

Stiamo cercando Alfonso Acito. So che vi dà una mano.

Sì, ma al momento non sta qua.

E' andato alla Chiesa della Madonna della Strada.

Non andava d'accordo con Saraceno per la vendita delle vacche ?

Angelo pagò il giusto le vacche di Acito.

Angelo aveva detto alla moglie che Acito lo odiava.

Può essere stato lui a sparare al muro di Angelo ?

Vi ricordo che dovete dirmi la verità.

Quella sera sentimmo gli spari. Io andai a casa di Angelo.

Acito era là con il fucile, lo aveva scaricato sulla facciata.

Io gli saltai addosso, lo immobilizzai.

- Stavo per chiamare i carabinieri. - Perché non lo avete fatto ?

Angelo si affacciò e disse di lasciar perdere, lo perdonava.

Acito scoppiò a piangere, se ne andò come un cane bastonato.

Mi fece una pena, dottore'.

Gravina, vi rendete conto che parliamo di un omicidio, sì ?

Acito è un alcolizzato. Non ho voluto inguaiarlo.

- Non è un assassino. - Come fate a esserne così sicuro, mi scusi ?

Eravate insieme la sera dell'omicidio ?

Purtroppo no.

Quella sera siamo arrivati dalle parti di Castelsaraceno.

Così ho dato la libera uscita.

Con le bestie siamo rimasti soltanto io e Peppino.

La chiesa sta là. Peppino vi accompagna con i cavalli.

- "Con i cavalli" ? - Sì. Che ci vuole ? Due minuti.

- Non c'è bisogno. - Sono due passi. - Grazie.

- Arrivederci. - Uno, due e tre.

Piano, piano.

Pure in mezzo alle vacche dobbiamo passare.

Che mi tocca fare nella vita !

Piano. Piano, piano.

Della vostra morte. Amen. Ave o Maria, piena di grazia

il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e...

Alfonso Acito ? Piacere, sono Imma Tataranni.

- Sono un magistrato. Lui è il maresciallo Calogiuri. - Piacere.

- Che cosa volete ? - Farvi delle domande. Usciamo fuori ?

- No, preferisco qui. - Qua ? Perché ?

Perché io credo in Dio, in Gesù e nella Madonna.

Mai potrei dire una cosa non vera davanti a loro.

Bene.

Se vi chiedo chi ha ucciso Saraceno...

- Io vi rispondo che non lo so. - Mmm.

Signor Acito, sapete dirmi se questo fucile ha sparato recentemente ?

L'altro ieri sera, a un cinghiale. Voleva aggredirmi mentre dormivo.

Io dormo fuori, all'aria aperta.

Qualcuno può testimoniarlo ?

Il cinghiale è morto stecchito e le vacche purtroppo non parlano.

E' vero che ce l'avevate con Saraceno ?

Quando eravamo ragazzi

Angelo non aveva neanche gli occhi per piangere.

Noi gli passavamo i vestiti usati.

Quando è venuto qui per comprare la mia casa e le mie bestie

dovevate vedere come mi guardava.

Certe cose non si possono dire, bastano gli occhi a parlare.

Dicevano "povero a te".

"Ti ricordi quando avevi il motorino e io niente ?"

"Ti ricordi quando avevi il cappotto e io niente ?"

Certe volte, dottoressa...

Uno sguardo...

E' più cattivo di una mazzata in testa.

E' per questo che avete sparato al muro di casa di Saraceno ?

Eh, eppure mi hanno detto che i soldi ve li ha dati.

I soldi Saraceno me li ha dati e pure tanti

però erano i soldi del demonio. - Perché ?

La sera prima di firmare il contratto io sono venuto qua.

Noi allevatori siamo devoti alla nostra Madonna.

- La Santissima Vergine vi ha parlato ? - Sì.

Ero solo, qui.

Una voce mi disse "non vendere".

Però preso dalla voglia di cambiare la mia vita...

Io non le ho dato ascolto.

Mi sono rovinato la vita.

Ora voglio sapere una cosa.

Avete chiamato dal Caffè Colombia Saraceno il giorno in cui è morto ?

- No, dottoressa. - La verità. - No, ve lo giuro. No, no. No.

No, no, no, questo lo date a me. Lasciate, lasciatelo a me.

- Signor Acito, così non va bene. - Da questa parte. - Venga, andiamo.

- Con calma. - Venite. - Andate con il maresciallo.

Prego.

Non c'era bisogno.

Dottoressa...

E' vero.

Quello che è successo alla Festa della Bruna è stato uno sbaglio.

- Buonanotte. - Buonanotte.

Uno sbaglio bellissimo, però.

- Pietro. - Valentina.

- No, sono la madre. - Dottoressa. - Caro, considerami un incubo.

Dormi, dormi pure.

Questa non è più casa nostra, è casa loro.

Le cose cambiano, i figli crescono.

- Le mamme invecchiano. - Ma mai sparì la loro bontà.

- La loro beltà. - La mia è sparita tanto.

No, Pietro. No, ci possono sentire, dài.

- Che c'è ? Tutto bene ? - Sì, sì, tutto bene.

Sono stanca.

Va bene.

- Che sono questi ? - Niente. - Eh. - Che cos'è ?

- Questa è... - Eh. - E' la piantina del lamione di mamma.

C'è umidità, c'è umidità, mi ha chiesto di intervenire.

Poi chissà... Che non ci fa una ristrutturazione.

- Vabbè. Buonanotte. - Notte.

Pietro.

Che c'è ?

- Tu hai mai pensato di cambiare vita ? - In che senso ?

Oggi abbiamo arrestato un sospettato.

A causa della vittima ha dovuto cambiare vita, ma poi si è pentito.

La nuova vita non gli andava più bene.

Vabbè, però ci sta che uno voglia cambiare vita.

Sì, però vuol dire pure che la vita di prima non ti piace più.

Certo.

Dormiamo.

- Ricordi bene come si fanno le orecchiette. - Non devo ricordarlo ?

Tante ne ho fatte

che mi ricorderò persino quando me ne andrò là sopra.

Vedrai, il Padreterno, certe mangiate !

- Papà te lo ricordi ? - Certo che me lo ricordo.

Era bravo.

- Bello no. - Scusa, ma non era alto e biondo come Garibaldi ?

Sì, Garibaldi !

Bene che va, era come Vittorio Emanuele III, il re.

Si dice che quello era mezzo nano.

Ciao, mamma mia bella, me ne vado.

- Nicolaus. - Dottoressa.

- Che hai fatto a mia madre ? - Io ? Nulla.

Le ho dato le medicine, è tutto normale.

- Sta meglio, è più lucida. - La signora sta bene, grazie a Dio.

-Grazie a te. -Grazie. -Ciò che è giusto è giusto. -Grazie.

- Nicolaus, quando mi fai la tisana ? - Dopo.

- Quando va via vostra figlia. - Falla ora, la diamo pure a lei.

No, la dottoressa ha da fare, non ha tempo da perdere.

- La facciamo per noi. - Fa' la tisana.

- Bravo. - Sì, sì. - Ciao, mamma.

Le confesso che il paragone con il vino fermo

che se conservato male, diventa aceto, fa al caso suo.

- Che c'entra ? - Non ha trasformato il fermo di Acito in arresto.

- Non posso farlo. - A Napoli, quando si tergiversa

si dice "il vino si è fatto acito". Che aspetta ad arrestarlo ?

-Non sono convinta. -Non è convinta perché il problema non è suo.

Io ho trovato il cadavere, l'ho visto in faccia

e me lo sogno la notte. Non mi ha dato nemmeno un numero !

-Si è rotta, sono sette anni di disgrazia. -Un po' di colla ? -No !

Non la tocchi. Solo io posso toccare.

Che guaio ! Guarda qua, guarda.

Mamma mia, che guaio ! Posso scongiurare ?

- Faccia pure. - Grazie, mamma mia.

- Non è un bel periodo per me. - Non lo dica a me.

La tintoria mi ha rovinato un cappotto. Dopo vado a litigare.

Come fa lei a conciliare il lavoro con la famiglia ?

Io non ci riesco. E' una settimana che mangio fuori con mio figlio

ma lui avrebbe bisogno di vivere la casa, di stare con il padre.

Come si fa a trovare una donna che viene a casa, rassetta

cucina, prepara... Insomma, una donna affidabile.

Si chiama moglie, è un animale in via di estinzione.

- Mia moglie non si estinguerà mai. - Sa come faccio ?

Quando ho del tempo libero, mi metto là, tranquilla.

Cucino e surgelo tutto, pure di notte.

- Di notte ? - Sì, è questo il segreto, procuratore.

- Surgeli. - Chi ? - Surgeli.

- Comunque... - Sempre.

Novità dai Ris ? Hanno esaminato il fucile di Acito ?

Non ancora, il responsabile del reparto ieri ha giocato a calcetto

e si è rotto un tendine. - Lo sport andrebbe proibito dopo i 40 anni.

- Si trasforma spesso in un alibi per non lavorare. - Sì.

Il mio ex mi diceva di andare a giocare a calcetto

invece si vedeva con quella puttana. - Ora siete separati.

Il rapporto della Dia sulla famiglia Mazzocca dov'è ?

La Moliterni dice che ci vuole un po' di... Pazienza.

- Disturbo, Maria ? - Macché, Imma. Tu non disturbi mai.

- Il rapporto sui Mazzocca ? - Me l'ha chiesto la cancelliera.

Non ti preoccupare, glielo faccio avere.

Se uno mi dice di non preoccuparmi, mi preoccupo due volte tanto

e ho sempre ragione. - Tu hai sempre ragione, in ogni caso.

So che mi stai dando della fessa.

- Il rapporto mi serve prima che il processo finisca. - C'è altro ?

- Imma. - Porzia. Vorrei capire che combina la signora.

- Non me la conta giusta. - Te lo dico io che cosa combina.

- Si fa i fatti suoi. - Tu che dici ? Tutto a posto ?

Alla cooperativa ti pagano quando sì e quando no.

La prendiamo come viene. Ho visto tua mamma l'altro giorno.

- Sta bene. - Non vorrei dire.

- Non lo diciamo. - Buon lavoro. - Ciao.

- Ciao, amo'. - Imma.

(Tv) Vorrei una vita migliore, lontano da qui. Ti accompagno io.

- I nonni si sono piazzati ? - Dài, Imma.

Quel ragazzo ha il potere di calmarla.

Pensa che prima Valentina ha caricato la lavatrice.

L'ho dovuta far partire io, però è il pensiero che conta.

Potrebbe fare un sacco di cose. Andare a Dublino, fare la cantante

pure qualche canna ogni tanto, basta che non la vedo sul divano.

- Ha sofferto, cerca di riprendersi. - Dottoressa, ben arrivata.

- Preparo la borsa dell'acqua calda, Valentina ha freddo ai piedi. - Sì.

Io vi devo ringraziare, siete stati troppo gentili.

- Per che cosa ? - Per il soggiorno a Dublino.

Io non avrei mai accettato un regalo così grande

ma Valentina ha già cambiato idea, dice che c'è bisogno di noi qui.

Per riscaldare il divano ?

Stiamo pensando al riscaldamento, ma a livello globale.

- C'è l'acqua, volete una tisana ? - Dobbiamo mangiare.

- Quella era l'acqua della pasta. - Ah, scusa, Pietro.

Dottoressa.

L'eterno riposo dona a lui, Signore

e splenda ad esso la luce perpetua.

Considerando la gente che ci sta

non mi sembra che Saraceno fosse così conosciuto da queste parti.

- Grazie di essere venuta, dottoressa. - Come sta, signora ?

Un po' meglio.

- Mi dispiace, non capisco. - Dottoressa, deve dirvi una cosa.

"Qualche giorno prima che Angelo è stato ucciso"

"fu affrontato da un gruppo di allevatori"

"alla festa di inizio della transumanza, a Calvello."

"Io non so che cosa si sono detti."

"Non ero abbastanza vicino per leggere il labiale."

"Gli allevatori erano tutti molto aggressivi, uno in particolare."

-"Si chiama Natale Felice." -Grazie, Peppino. Chi è Natale Felice ?

Un prepotente, gli piace menare le mani.

Voi non c'eravate quella sera ?

Sì, ma sono tornato a casa presto, non stavo bene.

- Non sapevo della discussione. - Peppino con chi rimase ?

Con Angelo, lo riaccompagnò lui a casa.

Erano legati Angelo e Peppino ?

"Ogni volta che veniva mi portava qualcosa."

"L'ultima volta mi ha portato questo cappello dei Knicks"

"una squadra di basket di New York."

[BUSSANO ALLA PORTA] - Avanti. - Posso ? - Prego.

Ho scoperto che Natale Felice il giorno dopo l'omicidio è scomparso.

Ha lasciato la mandria a suo fratello ed è irreperibile.

Proprio dopo l'omicidio. Tu e Lamacchia scoprite dov'è.

Già fatto, ho formato delle coppie per gli appostamenti.

- Lamacchia con Capozza e io con Matarazzo. Evitiamo polemiche. - Sì.

- Bene, ottima scelta. - Hanno chiamato i Ris.

Il fucile di Acito è a pallettoni, l'arma del delitto a palla singola.

Acito è innocente. Ci avete visto giusto a scarcerarlo.

- Vabbè, io vado. - Vai, vai.

Ogni tanto inserisci un "per favore" quando dài gli ordini.

E' rotto il temperamatite. Ecco, no, funziona.

Un infarto mi fai venire.

- Abbiamo la coscienza sporca ? - Chi non ce l'ha con la Tataranni ?

Sono qui per il dossier sul clan Mazzocca, visto che hai da fare.

Che cosa ? Quale documento ?

- Quello della Dia per il processo Romaniello ? - Proprio quello.

Non c'è bisogno che ti affatichi, io sono qui apposta.

Eccolo.

Te lo stavo per portare, il tempo di sbrigare un lavoro urgente.

In questa Procura ci sono tante altre cose da fare.

Immagino... Una martire, Maria.

Una martire !

Un ospedale in Congo, un centro per rifugiati a Lampedusa

una flotta di autoambulanze per la Croce Rossa

e una serie di riconoscimenti per le sue attività filantropiche.

Questo è Saverio Romaniello

non il mostro che ha voluto dipingere la dottoressa Tataranni.

Un uomo che ha dedicato tutta la sua vita agli altri

e che si ritrova in una vicenda che rischia di distruggergli la vita.

Tutto per le accuse di un uomo tanto frustrato e pieno di rancore

che ha deciso di suicidarsi.

Allora, "muoia Sansone con tutti i filistei".

Poco importa se tra i filistei c'è un uomo di specchiate virtù

preso come bersaglio e capro espiatorio dalla Procura.

Non sta a me capire il perché dell'accanimento.

Sta a me, però, contestare

il castello accusatorio montato contro di lui.

Un castello di sabbia costruito sul nulla

contro un uomo colpevole solo della voglia di aiutare gli altri.

Ecco il polpettone !

- No, che altro c'è ? - C'è patate, mozzarella

affettati, capretto, insalata russa. Porto l'insalata russa ? - Sì.

- Lo fai apposta. - E' tutta roba rimasta da domenica scorsa.

Valentina non è venuta e nemmeno stasera è venuta.

- Deve studiare con Giovanni ? - Eh. - Di chi è figlio ?

Non li conosci. I genitori sono divorziati.

- Il papà sta a Milano. - Ah, bene.

Prima il delinquente, poi il figlio di divorziati.

Speriamo che il marito lo trovi meglio.

Quando deciderà con chi sposarsi, le chiederà il permesso.

- Non vi piace il regalo di vostro figlio ? - Teme che si impolveri.

Io che ci sto a fare qua ?

Quella la apro quando ho gli ospiti.

- Noi che siamo ? - Che c'entra ? Voi siete famiglia.

Lo status di ospite parte dal Presidente della Repubblica in su.

Pietro, hai ancora quell'idea gloriosa ?

- Che idea, mi scusi ? - Ah, non ti ha detto niente ?

No, perché era una sorpresa.

- Stavo aspettando il momento giusto. - Allora non lo sai.

Vuole aprire un night club nel mio lamione e lasciare il lavoro.

Prima era mio, adesso è suo.

- Come ti viene in mente di lasciare il lavoro ? - Farò un'altra cosa.

- Uno lascia il posto fisso per fare... - L'imprenditore. - Sì.

- L'imprenditore. - Che ne sai tu di come si gestisce un locale ?

Il club di jazz si mette a fare ! Credi di stare a New York ?

-A Matera non si può fare ? -Si stancheranno e non verranno più.

- Grazie dell'incoraggiamento. - Perché l'hai detto prima a lei ?

Per il lamione. Volevo capire se c'erano margini.

Perciò ci siamo accollati la sedia da Parigi.

Com'è che si stancherebbero subito ?

Tu hai avuto sempre il posto fisso. Qua rischi in prima persona.

Lo puoi fare solo tu, vero ? La verità è che non ti fidi di me.

Non è vero, è come se ti dicessi "voglio fare l'astronauta".

- Non lo dirai mai, Imma. - Senti, fammi una promessa.

Non ti licenziare, prenditi dei mesi di aspettativa.

Com'è che io appoggio tutto quello che fai ?

Meno male che sei tornato.

Mi sei mancato, lo sai ?

Non so se ho fatto la scelta giusta.

Ti ho sognato mentre non c'eri.

Non vuoi sapere che cosa ho sognato ?

[RUMORE DI PASSI]

Fermo !

Fermo ! Carabinieri !

- Grazie. - Di niente.

Calogiuri, che è successo ?

Se non fosse stato per Matarazzo, me la sarei vista brutta.

(in materano) Ho sparato in aria. - Eh ? - Per spaventare il sospetto.

Infatti si è spaventato e ha mollato la presa.

- Sarà incriminato per resistenza a pubblico ufficiale. - Come minimo.

- Ha la coscienza sporca. - Deve dei soldi a un usuraio

e ci ha preso per due che volevano spezzargli le gambe. - Sì, dice.

- Va bene, fate rapporto. - Sì.

Andiamo, dài.

Guarda qua che ho trovato.

- Diana. - Che bella coppia ! Sembrano fatti l'uno per l'altra.

- Quelli prima o poi... - No. - Perché no ? - Il regolamento.

E' proibito avere una relazione con un collega.

- Le regole non tengono conto dei sentimenti. - Sì, andiamo.

Voi rischiate di essere incriminato per l'omicidio di Angelo Saraceno.

- Io ? Perché dovevo ucciderlo ? - Ditemelo voi.

Vi hanno visto minacciarlo alla festa della transumanza a Calvello.

- E' vero, abbiamo discusso, ma non è come pensate. - Com'è ?

Angelo voleva farci comprare un mangime da uno che conosceva lui.

Un americano.

Quelle porcherie sintetiche che fanno fare più latte.

In Italia non è legale, ma lui lo faceva entrare sottobanco.

- Noi non ne volevamo sapere. - "Noi" chi ?

- Nessuno di voi ? - No, nessuno.

A quel punto ci ha detto che c'erano tanti allevatori pugliesi e campani

che non vedevano l'ora di fare affari con lui.

- Questo vi avrebbe rovinati. - Certo.

Per noi Angelo era uno dei clienti migliori.

Perdere lui significava perdere il 40% o il 50% degli affari.

Quando non vendiamo, non ci aiuta nessuno, nemmeno l'Europa.

Avete reagito alle minacce e lo avete ucciso.

L'ho minacciato, ma non l'ho ucciso, vi giuro, quant'è vero Iddio.

Allora ditemi se avete un alibi per la sera del delitto.

Ci devo pensare, non so nemmeno che giorno è oggi.

- Compratevi un calendario. - Com'è simpatica.

Non avete visto nulla. Il fucile dov'è ?

- L'ho dato al maresciallo. - L'ho mandato ai Ris.

Verificano e ci fanno sapere.

Dottoressa.

Ha effettuato un altro fermo, spero che sia l'ultimo.

- Escludo un assassinio di gruppo. - Questo non ha un alibi.

Il fucile è compatibile con quello che ha sparato a Saraceno.

Speriamo. Sto diventando la barzelletta della Procura.

"C'è un cadavere che reclama. Posso sapere chi mi ha ucciso ?"

Carina ! [SQUILLI DI CELLULARE]

Mi perdoni un attimo. Pronto, Gabriele, dimmi.

Che cosa ? La maglietta con la faccia di Che Guevara ?

- Che ne so dove l'hai messa ? - Dottore ? - Un attimo.

Io ? Io mi mettevo la maglietta di Che Guevara in Procura ? Sei pazzo ?

Non l'ho nascosta, ieri era sul divano.

Si sarà infilata sotto un cuscino, l'ho vista ieri.

Mettiti una maglietta normale. Ci vediamo stasera.

- Chiedo scusa. Dov'eravamo ? - Ho effettuato un fermo.

Abbiamo dettagli significativi ?

Diciamo che l'indagato ha pure un movente, ma non è così forte.

Posso sapere il nome dell'indagato o me lo dirà l'anno prossimo ?

-Felice Natale. -Buona Pasqua. E' una battuta ? -Non è una battuta.

Non capisco. [SQUILLI DI CELLULARE]

Un'altra volta ? Scusi. Gabriele, sto lavorando, dimmi.

La maglietta con il disegno della pianta di marijuana ? Ma...

Buonasera.

Mi prendo mezza giornata di ferie e ti compro uno stock di magliette

prima che ti arrestano e studia, ti sento molto distratto, capito ?

Ciao. Allora...

Mi perdoni, sto perdendo il filo, Pasqua, Natale, Epifania...

- Lei mi tenga informato. - Sì.

Con un po' di esercizio diventerà multitasking pure lei.

- Corro al supermercato, sennò mi chiude. - Mannaggia.

E' fatta. Oggi ho presentato la domanda per l'aspettativa.

"Che bello !"

"Tanti auguri ! In bocca al lupo, Pietro !"

"Andrà tutto bene, amore mio."

[BUSSANO ALLA PORTA]

- Siete svegli ? - Sì, siamo svegli.

Buonasera, dottoressa. Pietro. Ecco...

Volevamo dirvi una cosa abbastanza importante.

- Glielo dici tu ? - Diglielo tu. - E' meglio se glielo dici tu.

- Va bene, glielo dico io. - Oh, ci tenete sulle spine ?

- E' una cosa grave ? - No. - No, che "grave" ? E' bella. - Allora ?

Il papà di Giovanni è a Matera e il fidanzato della mamma è a Lecce.

-Non hanno discusso. -E' il momento giusto per organizzare qualcosa.

- Che cosa ? - Potremmo organizzare una cena.

- Ah. - Magari anche a casa di mamma.

- Chiamiamo un catering. - Magari anche in campo neutro.

Un bel ristorante mi sembra una buona idea.

- Prima o poi doveva succedere. - Meglio poi, Pietro. Beh...

Ci pensiamo, tanto non è una cosa urgente.

No. No, credo di no.

- Si è fatto tardi, ognuno a casa sua. Dài, veloce. - Imma.

- Buonanotte, Pietro. - Buonanotte, Pietro. - Buonanotte.

- Imma. - Prendi la borsetta, la giacchetta.

- Veloce, è tardi. - Buonanotte, grazie. - Prego.

E' questo il modo di trattare le persone ?

- Vuole chiedere la tua mano ? - Non fai ridere !

Noi lo dobbiamo capire. Tu sei fidanzata con Giovanni o no ?

Dobbiamo chiederlo a Giovanni, che non merita di essere illuso.

Ora ti preoccupi per Giovanni ? L'hai maltrattato fino a poco fa !

Io ? "Maltrattato" ? Tra un po' gli diamo le chiavi di casa !

Essere gentili non fa male a nessuno !

Come darle torto ?

- Non immagino la faccia di Vitali quando lo scopre. - Che cosa ?

Felice Natale aveva un alibi per la notte dell'omicidio.

Stava con una prostituta.

- Si firma "Rafael Augusto Silva". Una prostituta ? - In arte, Glenda.

Ah, bravo Felice. A volte una notte di fuoco può salvarti la vita.

- Per questo sorvolava sull'alibi. - C'è anche un'altra novità.

Acito... Siamo stati precipitosi a rilasciarlo.

Io vi ho dato credito, però voi mi avete mentito.

-Che non vi ho detto ? -Non volevate vendere le vacche ad Angelo, vero ?

Sei anni fa Saraceno acquistò un terreno demaniale

che voi usavate come punto di appoggio.

Senza quel terreno su cui facevate riposare le vacche

la transumanza era impossibile, no ? - Lo ha fatto apposta a comprarlo.

Sulla roba mia ci aveva messo gli occhi sopra da quando era ragazzo.

Perché non me lo avete detto ? Avete mentito davanti alla Madonna.

Se non lo sapete voi...

Io so solo che alla festa della transumanza c'ero anch'io.

Ho incontrato Angelo, da solo

che beveva alla canna una bottiglia di Aglianico.

Era molto triste. Mi è sembrato ancora più infelice di me.

Ricordate se vi disse qualcosa ?

"Voi invidiate il mio successo, ma io invidio voi."

"Invidio pure te", mi disse.

Perché almeno un figlio io ce l'avevo, anche se lontano

anche se non mi parla.

Forse abbiamo sbagliato a pensare che il delitto sia maturato

per questioni di invidia o vecchi rancori.

- Si è sentita la tua mancanza, Calogiuri. - Grazie, dottoressa.

Dopo tante udienze gli avvocati si stanno accordando sui dettagli

tipo quanti alimenti deve darmi, con chi deve stare Cleo.

Ti rendi conto ? Come si fa a dividere una figlia ?

- A strapparla via come la bambina di TALAMONE ? - Salomone.

Talamone è una rupe sul mare da cui volentieri butterei chi so io.

- Meno male che ho incontrato lo yoga. - Imma.

-Sennò ero nel letto senza voglia di vivere. -Come farei senza di te ?

Avevi controllato le utenze che hanno parlato con Saraceno ?

Sì, sono pastori e c'è un fabbro. Sai quelli che fanno i campanacci ?

Ha chiamato tre volte, l'ultima il giorno dell'omicidio.

- "I campanacci" ? Come si chiama ? - Eh, ora, su due piedi...

- Lepore ? - Sì. Come fai ?

E' il padre di Alba Lepore. Com'è possibile ? E' morto.

Sul contratto della compagnia telefonica risulta vivo.

A volte non cancellano i contratti quando i titolari muoiono.

Lei ha chiamato Saraceno con il cellulare intestato a suo padre ?

Sì, lo uso io quando il mio è senza carica.

Che cosa vi siete detti con Angelo ?

Gli ho chiesto se comprava le vacche di Rocco.

E' una vita dura quella del vaccaro.

Vorrei un futuro diverso per mio figlio.

Suo marito era al corrente di questo suo tentativo ?

No.

Perché non glielo avete detto ?

Mio marito ha avuto una specie di infarto qualche settimana fa.

Il medico che l'ha visitato ha detto che dovrebbe cambiare vita

stare attento o, almeno, smettere di fare la transumanza.

-Rocco non ha voluto, non accetta i cambiamenti. -Capisco.

Il medico del paese è nuovo.

Quando ha visitato Rocco, ha visto che Peppino era sordo

e ha detto che c'era un modo per ridargli l'udito.

Rocco ci è rimasto male ?

Per caso il medico ha ordinato un esame del Dna

per vedere se la sordità di Peppino è ereditaria ? - Sì.

In quel caso non si poteva fare niente.

Credo che Alba sia stata insieme ad Angelo quando erano giovani.

- Ho avuto la stessa sensazione. - Immagino che Rocco lo sappia.

- Erano inseparabili da ragazzi. - Può essere che l'ha appena saputo.

Calogiuri, mi è venuta in mente una cosa.

Stasera ti tocca fare gli straordinari.

- Sì ? - Buonasera.

Maresciallo, ma che sorpresa !

Che è successo ? Qualcuno si è sentito diffamato ?

Con le querele che ho vinto ho piastrellato il bagno.

Non vi agitate, non vi porto querele.

- Vengo da parte della Tataranni. - Che manda a dire lo sceriffo ?

Intanto moderate il linguaggio, poi statemi a sentire.

La dottoressa ricorda che avete fatto dei servizi per la vostra Tv

sui lucani che hanno avuto successo nel mondo. - Sì, ricordo. - Eh.

E' possibile avere il materiale ?

Amore, vieni a mangiare, si raffredda. Io ho già iniziato.

Pietro, hanno combinato qualcosa. Ci sono le tracce.

- Non ti basta la Procura per le indagini ? - Ascoltami.

Hanno tentato di preparare tre tipi di torta

poi qualcosa è andato storto, avranno sbagliato.

Infatti manca il latte.

Avranno buttato l'impasto... Eccolo qua, l'impasto.

- Ecco, hanno sbagliato pure la differenziata. - Arrestiamoli.

Hanno cercato di preparare una sorpresa per i genitori di Giovanni

e non ci sono riusciti, penso che ci riproveranno in questi giorni.

- Ora dove stanno ? - Al liceo, per un'assemblea.

Per quella cosa dell'ambiente, credo.

Esco ?

- A quest'ora ? - Per il locale, mica...

Ah, per questo dovevamo sbrigarci a cenare.

Se facessi meno deduzioni, avresti una vita più felice.

- Pietro, io sono felice. Vai pure. - Posso ? - Sì.

Mi godo il silenzio.

Senza che faccio deduzioni, che devi fare al locale a quest'ora ?

Devo valutare i progetti.

Mi porto avanti per quando si sblocca la situazione burocratica.

Sta tutto sulle mie spalle.

Questo tuo fervore è momentaneo o durerà per sempre ?

Temo che per qualche mese la sera io non ci sarò

soprattutto se ingrana il locale, cosa che ci auguriamo tutti.

Incrociamo le dita, Pietro.

[SQUILLI DI CELLULARE]

- Pronto ? - Ho trovato la puntata su Sonny Saraceno

alla Taverna Lucana a Washington, il fratello di Angelo Saraceno.

- Vi ricordavate bene. - C'era un ragazzo sordomuto ?

Sì, proprio così. Si chiama Robert, lo hanno intervistato.

- Si esprimeva con la lingua dei segni. - Grazie, Calogiuri.

- Anzi, scusa il disturbo. - Nessun disturbo, a domani.

- Buonasera. - Buonasera.

Come vede, il palazzo è antico, ma a me piace definirlo storico.

Ci sono un po' di gradini da fare, ma il suo fisico è sportivo.

- E' un atleta ? - No, io sono maresciallo dei carabinieri.

Poteva mettere la divisa, impazzisco per gli uomini in uniforme.

Qui l'edicola votiva della Madonna con il Bambino

e la porta blindata. Non si sa mai con i malintenzionati che girano.

Eccoci. Prego, si accomodi.

Olé ! Allora, come le dicevo

l'appartamento si sviluppa su due livelli.

Sopra abbiamo la zona notte con una bella camera da letto.

Cucù !

Qui un bagnetto, piccolino ma c'è tutto.

Un ampio open space con armadio a muro...

Angolo cottura, uno sgabuzzino

e infine un caminetto funzionante, per le serate fredde.

Che facciamo ? Ci trasferiamo subito o ci riscaldiamo un po' prima ?

Scusa per l'imboscata. Non potevo fare altrimenti.

- Ricordi che ti ho salvato la vita ? - Me lo ricordo.

- Buongiorno, Calogiuri. - Buongiorno.

Meno male che sei venuto a prendermi, ho la scarpa nuova.

Il tallone striscia, un dolore !

-Accomodatevi. -Deve ancora fare la forma. -Certo.

- Che dolore. - Prego. - Grazie.

- Posso farvi una domanda ? - Certo.

Come ci aiuta il fatto che Sonny ha un figlio sordo come Peppino ?

La sordità può essere ereditaria. Se Alba e Angelo sono stati insieme

può essere che Peppino... - Certo.

- Eh ? Che è successo ? - Ferma la macchina. - Sì.

Devo comprare una cosa, ci vediamo in Procura.

- Chiama Summer Saraceno. - E' una chiamata intercontinentale.

A Vitali diciamo che non abbiamo risolto il caso per risparmiare ?

Ah...

- Comunque, buongiorno. - Buongiorno.

Signora Saraceno, sono Imma Tataranni.

- Salve. - Salve. Com'è andato il viaggio ?

Siamo partiti da qui che eravamo insieme e sono tornata da sola.

- Come vuole che sia andato ? - La capisco.

Senta, io la disturbavo perché volevo sapere

se Angelo era portatore sano di sordità recessiva come Sonny.

- Le risulta ? - Sì.

E' l'unico esame che abbiamo fatto quando volevamo un figlio.

Però sa che cosa mi disse una volta Angelo ?

Meglio un figlio sordo che nessun figlio.

Signora, buongiorno. Io devo perquisire la casa.

Cerco il fucile di vostro marito. Se mi dite dove sta, è meglio.

Così evitiamo di mettere tutto in disordine e facciamo prima.

Di solito lo tiene nel capanno degli attrezzi

ma credo che se l'è portato dietro. - Grazie.

Buongiorno, signora.

Angelo è il padre di Peppino, vero ?

Sì.

Io lo amavo davvero Angelo.

Ma ho voluto ubbidire a mio padre, mi sono sposata.

Alla fine Angelo è partito, senza un soldo.

Tutto è finito. Forse avrei dovuto seguirlo.

La mia vita sarebbe stata un'altra. Lui lo voleva.

Anch'io.

Siamo stati insieme la sera prima che lui partisse.

Fu una specie di regalo di addio.

- A un certo punto Angelo ha capito che Peppino era figlio suo. - Sì.

Credo che lo abbia capito quando seppe che il ragazzo era sordo

ma non ne abbiamo mai parlato in questi anni che ci siamo visti.

Rocco sapeva che non era il padre di Peppino ?

Finché è venuto il medico, no.

Non avrebbe trattato Angelo come un fratello.

Lei ? Perché ha accettato di far fare l'esame a Peppino ?

Quella era una prova.

Non lo so, forse ho pensato che questa cosa doveva uscire.

Era destino.

All'improvviso Rocco ha cambiato idea e non ha fatto più l'esame.

- Forse perché aveva saputo tutto. - Può darsi.

Io non lo so chi possa averglielo detto.

Angelo, signora.

Arrivato a cinquant'anni, un figlio lo voleva a tutti i costi.

Io non so niente. So solo che potrei stare senza mio marito

e senza Angelo ho dimostrato di poter stare

ma senza Peppino non resisterei un giorno.

- Ho guardato dappertutto, non c'è niente. - Va bene, grazie.

Grazie, signora. Arrivederci.

Alla piana, forza !

Oh !

Oh !

- Buonasera. - Buonasera.

Buonasera.

-Dov'è il vostro fucile ? -Me l'hanno rubato due settimane fa.

Perché non lo avete denunciato ?

- A che serve ? - A evitare l'accusa di essere l'assassino di Saraceno.

Ho sempre pensato che siccome non sente...

Potevo parlare di cose delicate anche davanti a lui.

Peppino capisce tutto.

Prima e di più di chiunque altro.

Qual era veramente il vostro rapporto con Angelo Saraceno ?

Gliel'ho detto, eravamo amici fin da piccoli.

C'era il rispetto che si dà a chi fatica. Lo ammiravo.

Viveva di niente, eppure aveva tutto quello che io non avevo.

L'ambizione.

La libertà.

Negli ultimi tempi si era fatto arrogante

oppure lo è sempre stato e io non lo vedevo.

Acito ne è convinto.

Prima succede quella cosa alla festa della transumanza

quando ordina di usare il mangime americano.

L'altro giorno mi chiama e mi dice che vuole comprare la mia mandria.

- Glielo aveva chiesto Alba. - Ah.

Grazie a lei ho scoperto tutto.

Era preoccupata per la vostra salute e pure per Peppino.

A Peppino ci ho sempre pensato io.

Avrei continuato a farlo, anche se...

- Anche se non era vostro figlio. - I figli sono

di chi si prende la responsabilità, ecco di chi sono.

- Per questo lo avete ucciso ? - Io non l'ho ucciso.

Non mi importava che fosse figlio suo.

Magari lo avrei voluto sapere prima, l'avrei superata, la sto superando.

Quella sera, la sera della transumanza

Angelo aveva un po' la testa andata con l'Aglianico.

Dice ad Acito che non ce la fa più ad aspettare

che stavolta sarebbe andato fino in fondo.

Si parlava di figli. Angelo voleva portarsi via Peppino.

Signor Gravina, il vostro alibi è basato su un ragazzino sordo...

E una mandria di mucche. Mentre le mucche non parlano

io posso interrogare Peppino. Se non vi siete messi d'accordo

secondo me non lo avete fatto, Peppino mi direbbe la verità.

Cioè, quella sera voi non eravate con lui, siete andato via.

Non è vero.

Gravina, non mi costringete a interrogarlo.

Quando chiamai Angelo dal Caffè Colombia

volevo capire se era un'impressione che voleva portare via Peppino

o se c'era qualcosa di vero.

Angelo...

Mi disse che aveva i documenti per assumere Peppino.

Fate quello che dovete

però prima portatemi in un posto.

Alla fine del percorso veniamo qua e restiamo per tutto l'inverno.

Questa è la mia vita. Perché cambiare ?

Sono stato il padre di Peppino in questi anni, anche se non lo ero.

Suo figlio avrebbe potuto rifiutare l'offerta di Angelo e restare qua.

Chi vuole restare qua, quando se ne può andare in America ?

Non a fare la fame, a vivere da signore

in una casa da ricchi con tutte le comodità.

Non come qua, che stiamo con il generatore quando va via la luce.

Per questo gli avete sparato ?

Quando ha detto che voleva portare Peppino in America, non ho risposto.

Se ne andava tranquillo e beato.

La rabbia mi ha coperto gli occhi, non ero più io.

Ho preso il fucile, ma non avevo il coraggio di colpirlo alle spalle.

Allora ho gridato la prima cosa che mi è venuta in mente.

"Gioletto !"

Lo chiamavate così da ragazzini, no ?

Io non l'ho chiamato mai così, perché sapevo che ci soffriva.

- Ma quella volta... - Volevate ferirlo.

Si è voltato.

E sì...

Sì.

Ho sparato.

Lo so, non sono riuscito a passare. Sì, non faccio mai in tempo.

Dottoressa ! Mi aspetta dieci minuti ?

Dottoressa !

Vitali, Alessandro Vitali. E' poca roba.

Quattro maglioni, due cappotti, tre piumini e un paio di pantaloni.

I pantaloni sono i miei, il resto è di mio figlio. La ringrazio.

- La tintoria. - Ha confessato. - Era ciò che volevo sentire.

- Complimenti ! - Si fa quel che si può.

Corro dal medico a prendere una ricetta per mia madre.

- Vada, il dovere ci chiama. - Mi saluti sua moglie. - Sì.

Eccoci qua.

Questo va qua.

Mamma mia, questa giornata è durata una settimana.

- Amo'. - Che c'è ? - Ssh...

- Sorpresa ! - Stavolta l'abbiamo comprata già fatta.

- Fra un po' arrivano i miei. - Stiamo tutti insieme.

Facciamo un brindisi per il locale, cominciamo a farlo conoscere.

[SQUILLI DI CELLULARE]

Scusate, sono loro, si saranno persi come al solito.

- Sì ? - Si è dato molto da fare, ci tiene molto.

Lo sapevo, come al solito.

Ciao.

- Ehi. - Giovanni.

Che succede ?

Hanno litigato, non vengono più.

La famiglia, anche la migliore, se vai a scavare, ha le sue magagne.

La metà degli omicidi avviene tra congiunti.

I miei li vorrei ammazzare un giorno sì e l'altro pure e loro a me.

Non pensare che la tua famiglia sia peggiore della nostra.

Se vorrai venirci a trovare, qua sarai sempre il benvenuto.

Dài, dài, l'incontro lo facciamo un'altra volta, dài.

- Bravo. - Grazie. - Brava mamma !

Che mi avete preparato ? Toast ? Tramezzini ? Qualcosa da mordere.

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