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(FRINIRE Dl CICALE)
(COLONNA SONORA: MUSICA DRAMMATICA)
(Bigliettaio) Buongiorno.
(BRUSIO INDISTINTO)
(Gemma) Ragazze!
(Gioia) Buongiorno.
>(Gemma) Buongiorno.
(Gemma) Buongiorno.
Sei sveglio?
(Severino) Sono a pezzi. Ho aiutato a riparare i lampioni del Corso.
Non macchiare il divano.
Ho scritto alla mamma. Ho firmato anche per te.
Grazie.
- (Gioia) Puoi imbucarla? - Sì.
Sembra quello che avevamo in campagna.
(IL GATTO MIAGOLA)
(Severino) Piano...
Vieni, Ginietta.
Smettila di trattarmi come una bambina.
(RIDONO)
(Ferruccio) Buongiorno!
- Come stai? - (Severino) Ciao, Ferruccio.
- (Gioia) Ciao, Tina. - Ciao.
(Tina) Si scivola.
(Severino) Ciao, Pino.
(Pino) Ciao.
(Severino) Come stai?
- (Gioia) Rosa! - Ciao.
Allora?
- Pino ti ha ridato i soldi? - No.
Però ha detto che mi porta al prato.
- (Rosa) Buongiorno. - (Severino) Ciao, Rosa.
- (Rosa) Fammi spazio. - (Pino) Sì.
- Ciao, Massimo. - Ciao, Gioia.
(ROSA RIDE)
Perché ride sempre, quella poveretta di Rosa?
Se fa così è colpa di Pino.
Amelia!
(Amelia) Ferruccio!
Aspettami, mi butto.
(Ferruccio) Sai nuotare?
(COLONNA SONORA: MUSICA D'ATMOSFERA)
(Ferruccio, ironico) Ci vediamo così, io e te.
- (Ferruccio) Hai freddo? - (Amelia) No, sto bene.
(Ferruccio) Ragazzi, lei è Amelia.
- Ciao. - (tutti) Ciao.
Nessuno ha da bere? (ironica) È la festa dei chierichetti?
(Ferruccio) Eccolo.
(Amelia) Grazie.
Scusa, hai una sigaretta?
Non fumo.
Peccato.
- (Ferruccio) Ho io una sigaretta. - Grazie.
(ACCORDI Dl CHITARRA)
(Gioia) Ci suoni qualcosa?
(Massimo canta) # Bambina innamorata
# Stanotte ti ho sognata
# Sul cuore addormentata
# E sorridevi tu
(gli uomini cantano) # M'hai detto t'amo
# Voglio il tuo amor
# Risposi t'amo
(tutti cantano) # Con tutto il cuor
(PORTA CHE SI APRE)
(Gemma) Cosa fai già qui?
L'hai fatto tu?
Sì. Ma non nell'orario di lavoro e solo con gli avanzi di stoffa.
Anche il cartamodello?
Sì.
Che ne dici?
Bello.
Finiscilo tu.
Mi raccomando, però, non tardare le consegne.
(SORRIDE)
- Posso pagare? - Certo.
- Vuoi altro? - No, grazie.
Abbiamo un dolce buonissimo.
- Quant'è? - Offro io.
- Se mi fai un sorriso, offro io. - No, grazie.
(Amelia) Pago io perla signorina.
(Gioia) Ciao.
(Amelia) Non devi andare nei bar da sola.
Ti fermi con noi?
- Sto andando a casa. - Aspettami.
(INUDIBILE)
-(Gioia) È lontano? - (Amelia) No, abito vicino.
Ho dimenticato il tuo nome.
Gioia.
Da dove vieni, Gioia?
Dal lavoro, all'atelier di moda in centro.
Ti piace il mio vestito?
Sì.
Ho imparato a farlo quando lavoravo in sartoria, come te.
Anch'io so farmi i vestiti.
Il bello è farseli fare.
Allora mi farai tu un vestito nuovo.
Fai anche tu la sarta?
Mi faccio dipingere.
Come?
Di faccia, di profilo, seduta, sdraiata.
Nuda?
(AMELIA RIDE)
Si impara molto.
Si ascoltano i discorsi degli artisti.
Quando sei nuda entrano altri pittori?
Per fare la modella, devi essere brava a stare ferma.
Come una statua di sale.
Così.
- Con chi eri, Gioia? - Nessuno, è andata via.
- Chi? - Amelia.
(Severino) Quella che s'è buttata mezza nuda dalla barca?
(Severino) Che fai con una come quella?
L'ho incontrata per caso.
Mi ha accompagnato qui.
È una brava ragazza.
Ah sì?
E cosa fa?
Si fa dipingere.
È un lavoro?
(Gioia) Vuoi i fagioli con la polenta?
Devo trovarmi un altro lavoro.
Non devi prendere altri lavori.
Sei sempre stanco. Non ricomincerai a studiare.
L'università è una cosa per ricchi.
Non so perché ho voluto iscrivermi.
>(da un altoparlante esterno) Da tutte le stazioni…
>...trasmettiamo la radiocronaca del discordo del Duce.
>Sono collegate con le stazioni italiane...
>...le stazioni di Germania, Austria, Ungheria, Polonia e Inghilterra.
>(Mussolini) In questi giorni, sotto questo sole,
>che va particolarmente a genio a noi,
>uomini della zolla e della grande estate,
>sta crollando...
(LA VOCE DALL'ALTOPARLANTE ARRIVA SOFFOCATA E INCOMPRENSIBILE)
(Gioia) Arrivederci.
Amelia!
Come sapevi che lavoro qui?
Torino non è poi tanto grande.
(Amelia) Le più divertenti sono le donne.
- Ci sono donne pittrici, lo sapevi? - No.
(Amelia) Basterebbe che copiassero se stesse.
Allunga il passo.
- (incredula) Amelia! - Dai, sbrigati!
Porta anche me.
Dove?
In uno studio di pittori, mentre posi.
Cosa c'è da vedere?
(Gioia) Voglio vedere come lavora il pittore e come posi tu.
I pittori sono carogne. Devi stare attenta.
Le modelle interessano agli uomini, non a una ragazzina.
-Mi aiuti? -Sì.
(DAL FONOGRAFO: SWING LENTO IN FRANCESE)
(Rodrigues, accento straniero) Come stai?
(Amelia) Bene.
(Rodrigues, in francese) E tu chi sei?
(Amelia) Lei è Gioia, lui è Rodrigues.
È bello qui.
Rodrigues.
(INCOMPRENSIBILE)
Madre francese, padre portoghese.
Vuoi qualcosa da mangiare?
No, grazie.
Aspetta.
(INUDIBILE)
- Grazie. - Salute.
E tu, da dove salti fuori, Gioia?
Sei una studentessa?
No, lavoro in un atelier.
Una sarta?
Sì, ma faccio anche i cartamodelli.
- Quindi non sei modella come Amelia? - No.
Io dipingo.
Hai dipinto Amelia?
>(Amelia) Rodrigues!
(RIDONO)
Vieni, Gioia.
Gioia, questi sono i ragazzi. Ragazzi, questa è Gioia.
(SORRIDE)
(COLONNA SONORA: MUSICA DRAMMATICA)
(Gioia) Che bello!
(Rodrigues) L'hai mai provato?
(Rodrigues, in francese) La fata verde.
(RIDE)
(VERSO, RIDE)
(RIDE)
(RIDONO)
(SOSPIRA)
Sei stanca?
Cosa c'è da guardare?
Gioia?
La signora Gemma dice di portare l'abito. Sbrigati.
(BUSSA ALLA PORTA, VOCI SOFFOCATE)
Eccola.
Vai, Gioia, aiuta la signora con l'abito.
Ecco qui.
(sottovoce) I capelli.
Bello.
(COLONNA SONORA: MUSICA INCALZANTE)
Così mi piace ancora di più.
Puoi andare, Gioia.
Arrivederci.
(Gemma) Senti.
Il vestito da sposa della signora Legnani.
Perché non lo fai tu?
Grazie.
- Posso averne ancora? - Non eri a dieta?
- Chi lavora tanto ha fame. - Tieni.
Oggi ho visto la tua amica.
- Ah sì? - Sì, quella che si fa dipingere.
(RIDE)
Lei non è come noi, Gioia.
Meno male!
(Rosa) Mi passi il minestrone?
(Rosa) Lasciala perdere.
È una brava persona, mi diverte.
Si mette nuda per lavorare.
Ha un bel corpo, può permetterselo.
Anch'io ho un bel corpo.
(SEVERINO E ROSA RIDONO)
- (Rosa) Ne vuoi? - (Severino) Sì, grazie.
Allora fai anche tu il modello. Magari ti pagano meglio che con i lampioni.
Gioia!
Scusa.
(PORTA CHE SI CHIUDE)
Vieni a darmi una mano?
Rosa.
Com'è fare l'amore?
Diventi importante per qualcuno...
...per qualche ora.
Per qualche ora?
Magari anche di più.
Non pensarci.
- Quando succede, succede. - Tutte avete avuto qualcuno.
- C'è tempo, sei giovane. - Non sono giovane.
Non avere fretta.
(RIDE)
- Ciao. - Scusa il ritardo.
Ho trovato lavoro.
- Quando comincia? - Ti sto portando lì.
Non volevi vedermi posare?
Il cappello ti sta bene, sembri più grande.
Dai, Gioia, siamo già in ritardo.
Io lavoro qui.
Su, Gioia.
Entriamo?
Forse è meglio di no.
Sei timida?
No, non voglio disturbare.
Non volevi vedermi posare?
Il pittore mi paga per 2 ore, non un minuto di più.
Sicura che non vuoi entrare per poco?
Magari la prossima volta.
Ci vediamo dopo.
Va bene, a dopo.
(COLONNA SONORA: MUSICA DRAMMATICA)
(SOSPIRA)
(INUDIBILE)
(VERSO)
(Severino) Cos'è?
La signora Gemma mi ha affidato questo vestito.
È l'abito nuziale per una cliente importante.
Guarda.
Questa è la stoffa.
Bella.
Brava.
Gioia, ti sei rovinata la mano.
(Severino) Lavori troppo.
Sposta il bicchiere! Macchierà i cartamodelli.
(Gioia) Lasciami lavorare, così andiamo via da qui.
(Severino) Torniamo a casa?
Andiamo in una città più grande.
Non siamo fatti perla città, Gioia.
La campagna è molto faticosa.
Ma per noi è casa.
Perciò non studi più?
Ricordi quando scrivevi racconti?
Non so più cosa scrivere.
(VERSO Dl DOLORE)
(COLPO SUL VETRO)
- Amelia! - Scendi.
Ma sta piovendo.
Che importa? Sbrigati.
(AMELIA TOSSISCE)
Stai bene?
Sono le sigarette.
- (Amelia) Dai, fa freddissimo. - (Gioia) Sto gelando.
(IN DIFFUSIONE: CANZONE SENTIMENTALE)
(BRUSIO INDISTINTO)
(RISATE)
Cameriere? 2 caffè, per favore.
Possiamo permetterceli?
(INUDIBILE)
Scusami.
(INUDIBILE)
- Chi è? - Un pittore.
Hai posato per lui?
Vedi quello?
(Amelia) E quello laggiù?
(Amelia) E l'altro in fondo? Mi hanno dipinta tutti.
Vorrei provare anch'io.
Perché?
Voglio che un'altra persona mi guardi e mi mostri chi sono.
(AMELIA TOSSISCE)
Ciao, Guido.
(Amelia) Rodrigues! Sei dappertutto (ride).
- Ciao. - Come stai?
(Amelia) Lei è Gioia.
- Sono Guido. - Ciao.
- Volete da bere? - (Amelia) Sì.
Gioia.
(Guido) Dai un bicchiere anche a me.
Mi dispiace, Guido, ma devi cederci il tuo letto.
Ho le gambe congelate.
- E poi i letti sono per le donne. - Sai dov'è.
Vieni a riscaldanti, Gioia.
(Gioia) Mi ha scaldata il vino.
Spegnete la luce, mi dà fastidio.
(Amelia) Datemi una sigaretta.
(Rodrigues) Non ne ho.
>(Guido) Ce l'ho io.
(Amelia) Grazie.
- (Rodrigues) Occuperai tutto lo spazio? - (Amelia) Forse (ride).
(Rodrigues) Come stai, amore?
(Amelia, ironica) Stavo meglio, prima che arrivassi tu.
(RIDONO)
Niente.
Arriva Amelia e non si disegna più. Niente luce.
(Rodrigues) Alcune donne sanno vivere solo al buio.
(Amelia) Alcuni uomini non sanno vivere nemmeno al buio.
(AMELIA E RODRIGUES RIDONO)
Sono insopportabili, vero?
(IGINA RIDE)
(COLONNA SONORA: MUSICA DRAMMATICA)
(COLPI ALLA PORTA)
>(Guido) È aperto.
Posso?
Chiudi la porta.
Siediti.
Quella è roba vecchia.
Sono belli. Mi piacciono i ritratti.
Chi sono queste donne?
Una di loro è Amelia?
Amelia fa il mestiere che più le si ad dice.
Le è sempre piaciuto mostrare le gambe.
Anche tu fai la modella?
No.
Lavoro all'atelier di moda in centro.
(some)
Una volta, con Amelia ci si divertiva di più.
Quante ne abbiamo fatte, in questo studio!
Le fate ancora.
Mi piaci, Ginietta,
perché non fumi.
Le ragazze che non fumano hanno sempre qualche complicazione.
Qui non c'è l'odore forte che si sente negli studi di pittura.
L'acqua regia.
Ha un buon odore.
Ma io preferisco l'odore delle ragazze.
È tardi, devo andare.
Ci vediamo presto, Ginietta.
Quando andremo a casa?
II prima possibile.
Appena abbiamo un po' di soldi.
Vuoi un gelato?
Uno in due.
Ultimamente mi hai fatto saltare qualche pasto.
Ho avuto da fare.
All'atelier?
Sì.
Un gelato.
Eame?
Quando mi farai un bel vestito?
- Non sapresti indossarlo. - Perché?
Grazie.
Non posso perché sono un rozzo contadino?
Se voglio, sono un signore.
Buongiorno.
(RIDE)
Buongiorno, “madame“ .
Non trovi? Non ci vedi un bel vestito?
(RIDE)
Ciao.
Rosa.
(Rosa) Tua sorella non si fa più vedere, allora sono venuta io.
Ciao, Rosa.
Gioia non si diverte più con noi.
Gioia lavora sempre.
Certo.
- Severino. - Sì?
- Hai visto Pino? - No. Non lo vedo da parecchio.
- Tornerà, vero? - Non lo so, Rosa.
Voi ragazze dovreste aspettare, prima di fidarvi tanto.
Sì, tornerà. Non preoccuparti.
(COLPI ALLA PORTA)
(PORTA CHE SI APRE)
Pensavo fossi sola.
- Passo un'altra volta. - (Gioia) Non preoccuparti.
- Lui è Severino, mio fratello. - Ci siamo visti al lago.
Ciao.
Io vado.
Torno in un altro momento.
Arrivederci.
Hai la giacca strappata.
- Te la rammendo. - No, non preoccuparti, davvero.
Dammela, tieni questa.
È tutta rotta.
Dovrò smontarla per ripararla.
Ci metterò un po'.
Grazie, Ginietta.
Stai bene?
Sicura di non voler restare?
Era solo per un saluto.
A presto.
(AMELIA TOSSISCE)
(COLPI ALLA PORTA)
- Posso? - Gioia!
- Cercavo Amelia. - Questa non è casa sua.
Una volta non venivano tutte queste ragazze, Rodrigues.
Sarà colpa tua?
(Guido) Vieni, Gioia, non essere timida.
Non capisco perché tu non voglia usare il colore, Rodrigues.
La natura è sempre così satura, onnipresente, ripetitiva.
Per riprodurla serve un distacco che si ottiene solo con l'assenza di colore.
In realtà non sai usarlo.
Il colore richiede pratica quotidiana, non una spiegazione filosofica.
(sarcastico) Ti sei macchiato la divisa, soldatino?
(Rodrigues) Ecco cosa fa il tuo colore.
Vorrei che qualcuno mi dipingesse come fate con Amelia.
(Guido) Fa freddo. C'è ancora tè?
- Il tè è sulla stufa. - Allora oggi ce lo porta Gioia.
Le tazze sono di là, Gioia.
(Guido) Grazie, Ginietta.
(COLONNA SONORA: MUSICA DRAMMATICA)
Gioia, ti vogliono al telefono.
-È mio fratello? -È una donna, non ha detto chi è.
(COLPI ALLA PORTA)
- (in francese) È arrivata la piccola! - Ciao, Gioia.
Ciao.
- Ciao, Ginietta. - Ciao, Guido.
Stai bene?
Hai le guance rosse.
Sto bene, sono arrivata di corsa.
Avevo tanto da fare.
- Posso aiutarvi? - (tutti) No.
(AMELIA RIDE)
(Rodrigues) II mio contributo.
(FISCHIO)
- Certi rossi, solo con Rodrigues! - (in francese) Piacere mio.
Salute.
(Rodrigues) Mangiamo o no?
Ti piace, Gioia?
È buono.
L'ha fatto Amelia.
(Amelia) So fare tutto.
Pensavi che mi fossi dimenticata?
Tanti auguri, Gioia.
(in francese) Buon compleanno, Ginietta!
Auguri.
Grazie.
(APPLAUDONO, GINIA RIDE)
(DAL GRAMMOFONO UNA CANZONE ROMANTICA)
Non respirare.
(TOSSISCE)
(RIDONO)
(Gemma) Sei in ritardo.
Lo so, mi scusi. Corro.
(Gemma) Non precipitarti.
(COLPI ALLA PORTA)
(COLPI ALLA PORTA)
Guido.
(GINIA SOSPIRA)
Non farmi male, Guido.
(GINIA GEME)
(Gioia) Piano.
(GEMITI Dl PIACERE)
(INUDIBILE)
(GUIDO SBUFFA)
Gioia! Sbrigati, è tardissimo.
Oggi sei più calma.
Non sono mai stata nervosa.
Facciamo un giro?
Sì.
(Gioia) Mi dispiace che la prendi così.
A volte non so cosa pensi. Non ti capisco, sei distante.
(Amelia) Ormai hai trovato l'amore e te ne freghi di tutto.
Fai bene.
Ma al posto tuo starei più attenta.
(Gioia) Perché?
(Amelia) Perché non sai quello che fai.
(Amelia) Non è meglio stare insieme noi due,
invece che con quei due che ci provano con tutte?
Sembra l'albero a casa dei miei.
Sali anche tu.
(RIDONO)
Pulisciti la bocca, sei tutta sporca di rossetto.
(RIDE)
(VERSI Dl UCCELLI)
(BRUSIO INDISTINTO)
Gioia.
Ciao.
Dove vai?
A casa.
Senza salutami?
Non ti avevo visto.
Sali allo studio?
- Adesso?
- Ho da fare. Magari un'altra volta. - Ti faccio il ritratto.
Non lo so, Guido.
Dai!
(Guido) Andiamo.
(Gioia) Va bene.
-Vorrei vedere i tuoi disegni. - Quante cose vuoi sapere sui pittori!
C'è troppa luce.
Che hai?
Come fanno a posare nude con questo freddo?
Voi ragazze non soffrite il freddo. Siete fatte per stare nude.
Io non potrei.
Stasera eri nuda.
(COLONNA SONORA: MUSICA DRAMMATICA)
Buongiorno.
Hai freddo?
Un po'.
(TOSSISCE)
Amelia, va tutto bene?
Dovresti smettere di fumare.
Andiamo.
(IN DIFFUSIONE: MUSICA SWING)
(BRUSIO INDISTINTO)
(APPLAUSI)
Posso offrirvi da bere?
Perché no?
Gioia, cosa prendi?
Vino.
2 bicchierini di vino dolce per me e la mia amica, per favore.
Anche per me, grazie.
- Dottor Andrea Wood. - Piacere, Amelia.
- Andrea Wood. - Gioia.
- Un dottore da queste parti? - (ride) Anche a noi piace divertirci.
- Grazie. - (Amelia e Andrea) Salute!
Dai, Gioia.
Allora, chi di voi due vuole ballare?
Tenga questo.
Vieni.
(LA MUSICA SFUMA, ECO DEI PASSI)
(COLONNA SONORA: CANZONE ROMANTICA)
(LA MUSICA SFUMA NEL SILENZIO)
(SOSPIRANO)
Guida tu.
(RIDONO)
(Andrea) Attenta!
(Andrea) Venite spesso a ballare qui?
(Amelia) Sì, ma ci sono posti più interessanti.
- Dovete portarci anche me. - Con piacere.
(RIDONO)
(RUMORE DELLE MACCHINE DA CUCIRE)
(COLPI ALLA PORTA)
Ciao.
- Severino è fuori? - Sì.
Com'è andata? Il dottore ti ha riportata a casa?
Sì.
(Amelia) Gli sei piaciuta molto.
Perché sei scappata?
Lasciami stare.
Sono malata.
Sai cos'è la sifilide?
(sospira) Io non lo sapevo.
- Hai sentito la mia tosse. -È perché fumi.
Anch'io lo pensavo.
Il dottor Andrea mi ha spiegato alcune cose.
Guarda.
Io non ci credo.
(SINGHIOZZA)
L'hanno scoperto con le analisi del sangue.
Il dottor Andrea vuole che vada in ospedale.
Dove l'hai presa?
Si prende facendo l'amore.
Quando l'ho detto a Rodrigues...
…pensavo svenisse.
Ha fatto le analisi, non ha niente.
(piange) A quelli come lui va sempre bene!
Non hai paura di toccarmi?
(singhiozza) Se Rodrigues è pulito, può darsi che si siano sbagliati con te.
Non l'ho presa da Rodrigues.
L'ho presa da una donna.
(COLONNA SONORA: MUSICA DRAMMATICA)
(SINGHIOZZA)
(Amelia) Lasciami andare.
(PORTA CHE SI APRE)
(Rodrigues) Gioia.
(Rodrigues) Che fai?
(Gioia) Amelia.
Lo sai anche tu, allora.
- Come ti senti? - Sto bene, Gioia.
Sono andato dal medico.
- Ti hanno fatto un prelievo? - Sì.
Diventerà cieca?
(Rodrigues ride) No!
Le faranno mille iniezioni e, quando starà bene, Andrea andrà a letto con lei.
Sono preoccupata per Amelia.
Hai le mani freddissime.
Si guarisce, vero?
(Rodrigues) Alcuni guariscono.
Altri no.
Amelia è forte, starà meglio.
Avere un dottore amico è importante.
Cosa ti preoccupa di più, Gioia?
La salute di Amelia…
...o quello che provi per lei?
(SINGHIOZZA)
(in francese) L'avevo detto, non è un mondo per te.
Lasciami.
(RIDE)
Scusi il ritardo.
L'abito da sposa.
Dovevi consegnarlo ieri e non l'hai fatto.
Abbiamo perso una cliente per colpa tua.
Arrivi sempre tardi, non rispetti le consegne, sei stanca, lavori male.
Ho sbagliato a darti fiducia.
Credo di non avere più bisogno di te.
La prego, signora Gemma, ho bisogno di lavorare!
Marta, prendi il suo posto. Finisci quello che stava facendo Gioia.
(Gemma) Continua il suo lavoro.
Forza, Marta.
- Già tornato? - (Severino) Sì.
Al lavoro parlano di tagli al personale.
Per ora hanno ridotto i turni.
Ho fatto una zuppa.
Grazie.
Non mangi?
- Non ho fame. - Perché?
Se sei preoccupato peri soldi, posso trovare un altro lavoro.
Posso fare la modella.
È un'idea che ti ha dato la tua amica?
Lascia stare Amelia.
È successo qualcosa?
Gioia?
qualche malattia anche a te.
Signorina, venga, prego.
Ho già la mia corsia preferenziale, vedi?
(INUDIBILE)
Ti vedo meglio, hai la voce più chiara.
Dici?
Tra poco starai benissimo.
Il dottore vorrà fare l'amore con te.
Non è a lui che penso.
Vai da Guido, stasera?
Non credo.
Ti accompagno.
Non importa, non mi va di andare.
(Amelia) Non vuoi andarci con me?
Anche tu dovresti smettere di andarci.
(BRUSIO INDISTINTO)
Voglio lasciare l'atelier.
La signora Gemma ti ha preso in simpatia.
Non so cosa stai facendo.
Dobbiamo parlare.
No.
Non hai bisogno di nascondermi niente.
Vuoi parlarne con la mamma? Vuoi chela chiamiamo?
Non è successo niente.
Va bene.
Raggiungo i ragazzi in piazza.
Vuoi venire?
- Sto a casa. - Sicura?
Riposati.
(SOSPIRA)
(COLPI ALLA PORTA)
Avanti!
>(Gioia)Amelia, ti stavo cercando.
Mi hai trovata.
L'ho trovato, era di là.
C'è Gioia.
Solleva il ginocchio. Ecco.
Sei venuta a controllarci?
Di chi sei gelosa?
Basta così, per oggi abbiamo finito.
Copia anche me.
Vuoi posare?
Spogliarti?
Sì.
Gioia.
Se lo fai tu, posso farlo anch'io.
Allora spogliati.
Io e te ci conosciamo, no?
Immagino che anche Amelia ti avrà visto.
Mettiti qui, ti copio in piedi.
Sbrigati, Gioia. Non voglio sprecare troppa legna.
No, non coprirti, su.
Più su, Gioia. Come se tenessi qualcosa.
Ecco, ferma così.
Alla fine anche tu sei diventata una modella.
(RODRIGUES RIDE)
(Rodrigues, in francese) Ha talento.
(PIANGE)
(COLONNA SONORA: MUSICA DRAMMATICA)
(Amelia) Gioia.
Gioia, è tutta colpa mia.
Stemmi lontana!
Non cercarmi più. Ti ho fatto solo del male.
(PIANGE)
(PIANGE)
Sto male, ho l'influenza.
(sarcastico) L'influenza!
È facile subire il fascino di certa gente.
Ricordati sempre chi siamo.
Qualunque cosa sia successa, si sistema.
Dai, alzati.
(GINIA PIANGE)
Non so cosa mi sta succedendo.
Non piangere.
(COLONNA SONORA: MUSICA DRAMMATICA)
(PIANGE)
Buongiorno.
Siediti.
Ho letto la tua lettera.
Ma ho preso una decisione davanti a tutte.
Ora non posso permettermi di farti rientrare con tanta facilità.
Capisco.
Alla tua età ci si perde facilmente.
Sei molto brava, Gioia.
Ma il talento più grande che devi avere è fare le scelte giuste.
Perchè una donna deve agire con intelligenza.
Ha ragione.
Grazie comunque.
(Gemma) Aspetta.
Ti permetto di rientrare, ma ricomincerai dalla lavanderia.
Non ci sarà spazio né per le tue clienti, né perle creazioni.
Grazie.
- Grazie, signora Gemma. Arrivederci. - Torna senza quelle occhiaie.
(VERSO)
(COLONNA SONORA: MUSICA DRAMMATICA)
(BRUSIO INDISTINTO)
>(Severino) Cosa fai?
Scrivo a mamma e papà.
Mettici anche la mia firma.
Ti sta bene.
Sono mezze morte.
Non so perché.
Alla mamma non muoiono mai.
Perché mamma non le porta in città.
- Non ci si abitua ai cambiamenti. - Ci si abitua a tutto, Gioia.
Ma non bisognerebbe mai abituarsi al dolore.
Devi essere felice.
L'infelicità non serve a niente.
Non lo dirai alla mamma, vero?
No.
Non fumo.
Ti ho visto.
Dai!
- Vado. - Ciao.
Gioia!
Hai dimenticato questa.
Puoi leggere?
L'hai scritto tu?
Sì.
Grazie.
Ciao.
Sicuro che non vuoi venire? E una giornata bellissima, ci sono tutti.
Sì, ma…
ESCO con una ragazza.
(RISATE E BRUSIO INDISTINTO)
(Amica) Gioia, vieni a fare il bagno!
Vieni!
Sì, arrivo.
(SORRIDE)
(COLONNA SONORA: CANZONE ROMANTICA)
Sottotitoli a cura di Artie-Project
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