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[dialogo in francese]
- Scusa, Sandra. - No, mica è colpa tua.
- È la terza volta che ci proviamo. - Magari sono io che non ti piaccio.
- Ti fa ancora male la ferita? - No, no. Non è la ferita, no.
È che in realtà è un periodo…
[sospira]
- che vorrei stare da solo. - Ehm, certo.
[sospira] Se magari te ne andassi e mi lasciassi un po' da solo…
- Non credo proprio, non me ne vado. - Ti prego, non facciamola difficile.
Ho capito, Rocco, però questa è casa mia.
- Eh. [ride] - Eh.
- Certo, sì. - Sì.
- Magari ti chiamo. - Sì, se ti va.
Anche a me farà bene stare da sola.
- Ah, sì? - Sì.
- Ciao. - Ciao.
Ricordi quando eravamo bambini?
- D'estate caricavamo il portabagagli. - Tu caricavi.
- Il mare era il fontanone al Gianicolo. - Va beh.
C'era chi partiva e si caricava un sacco di bagagli.
Scomodo, no?
Poi sono cresciuta.
Ho capito che bisogna viaggiare leggeri.
Che mi stai dicendo, amore mio?
- Mi porto addosso troppi pesi? - Ti impediscono il decollo, Rocco.
- Vuoi sapere una parola difficile? - Dimmela.
Odeporico.
Che vuol dire?
[fischietta]
Ma che cazzo è?
Questura contro magistratura.
Gli incassi della partita andranno al reparto pediatrico.
- È un'iniziativa lodevole. - Ripristiniamo questa abitudine.
- Capito, ma vede… - So che in gioventù giocava a calcio.
Sì, però mi sono partiti i legamenti della gamba sinistra.
Mi sono operato al ginocchio destro, non gioco da una vita.
Mi hanno asportato un rene.
- Belinate. - Come belinate?
Belinate! Di che si preoccupa? Finiamo in pareggio.
- In che senso? - C'è un accordo.
- Questura e magistratura fanno biscotto? - Eh!
- Ah, sì? - Eh!
È una giornata di festa. La gente viene, si diverte.
Lei componga la squadra.
Che malinconia.
Terzini, Penzo e Curcio dell'amministrativo.
- Non sono andati in pensione? - No, no.
Sono alti, per i corner vanno bene.
- Passiamo ai centrali. - Io davanti alla difesa.
- Contrasto e smisto. - Contrasti e smisti?
- Fidati, mi volevano al Catania. - A fare che?
Il centrale difensivo.
Ah. Va bene. Laterali.
- Italo. - Io non gioco, non sono capace.
Ti risulta che qui in mezzo ci sia qualche campione?
Gioca pure tu, ci siamo tutti quanti.
Infatti, ha ragione.
Va beh, lasciate perdere.
Non ci strapperemo i capelli per la tua assenza, tranquillo.
Andiamo avanti. Allora, abbiamo detto, laterali.
- A sinistra Miniero, l'agente del Vomero. - Dall'altra parte?
- Vai, vai al bagno. - No, vuole giocare a centrocampo.
Chi?
Se fosse per me, tu faresti il pallone. Lo capisci, D'Intino?
Faresti il pallone, se fosse per me. A centrocampo…
Stai qui per grazia ricevuta.
Mettetelo stopper e lontano, molto lontano da me.
Tieni la pistola scarica come ti ho ordinato tempo fa?
- [in chietino] Sì, vuole vedere? - Metti via la pistola.
- Sei pericoloso. - Tranquillo.
Comunque, per aprire le noci e per mettere i chiove è utile.
- I chiove? - Sì, quelli, i chiove.
- Per un quadro, sistemare un tavolo. - I chiodi. Maledetto, i chiodi.
- Per legare lo spago dei fiori. - Zitto!
Io centrocampista di posizione, cioè, posizionato là, fermo.
- Siamo a sei. - Deruta lo mettiamo in porta?
Certo, D'Intino stopper e Deruta in porta.
È un incubo, sarà un incubo.
- Chi altro abbiamo? - C'è Conti.
Chi? Bruno Conti? Non scherziamo, mi incazzo.
No, Bruno Conti. Conti è quello della Mobile, quello bassino.
Vada per Conti sulla fascia.
- Dottore. - Oh, Deruta.
- Ti abbiamo messo in porta. Contento? - Contentissimo.
- Abbiamo un problema brutto. - Non adesso.
Non adesso, ok? Tu non sei venuto e io non ti ho visto.
Fai finta di niente e vattene.
Non è uno scherzo. Hanno trovato un cadavere a 3.000 metri.
- A quanto? - Tremila.
A 3.000 non è omicidio.
- Chi l'ha detto? - Io.
Ho scoperto che cosa vuol dire "odeporico".
È un resoconto, lo scritto di un viaggio.
Siamo tutti in viaggio.
Guarda questo posto. Quando sei sulla funivia, pensi:
"Qui dove si va? Non si arriva mai."
Invece solo adesso ti accorgi di essere salito a 3.000 metri.
La differenza è viaggiare perché uno vuole andare da qualche parte
o farsi portare da ciò che gli succede.
È ora che fai i bagagli, leggeri,
e che scegli una meta.
Io vorrei venire da te, amore mio.
Non mi viene in mente nient'altro.
Li abbiamo radunati tutti.
Tutto ok, Rocco?
Sì, sì, adesso arrivo.
Ho trovato questo nella tasca interna del morto.
Chi ti ha detto che potevi mettere le mani sul cadavere? Mh?
Allora…
Alessio Ronc.
- Lo conoscevate? Lavorava qui? - No.
Ci conosciamo tutti, non è uno di noi.
Magari era venuto per la boutique o per la sala cinema.
Oppure era un turista.
Qui si prospetta una rottura di coglioni di livello nove
- se è morto per cause naturali. - Dieci, se le cause sono altre.
Visto dove siamo, si merita un dieci e lode, vero, dottore?
Fa' come ti pare, Michele. Andiamo a trovare il morto. Dove si passa?
Prego, seguitemi.
Alessio Ronc, 29 anni? Questo ne ha minimo il doppio.
Come ci è arrivato questo qui da solo?
- Flavio… Ti chiami Flavio? - Sì.
- Lì c'è la Francia? - Sì. Là inizia il ghiacciaio del Gigante.
- Siamo al confine? - Più o meno.
- "Più o meno"? C'è il cartello. - Certo.
- Ma i confini non sono così chiari. - Certo.
Non c'è troppa neve smossa intorno? Secondo me, ce l'hanno portato.
- Non è arrivato da solo. - L'hanno portato dalla Francia?
Vedi le tracce verso il ghiacciaio? Sono troppe per una persona sola.
Vogliono mollarci un rompimento di coglioni di decimo livello.
[accento romano] Noi facciamo una bella cosa.
Ve lo "incollate" e lo riportate di là.
Avete capito?
- Deruta, riportiamolo là. - È legale, questa cosa?
Tu che dici, Deruta? Dai.
- Spingi, pare che sto da solo. - Si è irrigidito.
- Certo che si è irrigidito. - Scusate.
- Che paese c'è di là, subito? - Chamonix.
Chamonix. Se ne occuperanno quelli di Chamonix di questa storia.
Noi non siamo mai venuti, non ci avete visto né chiamato.
Sapete mantenere un segreto? È chiaro quello che dico?
Scusa, aspetta un attimo.
- Devi dirmi qualcos'altro? - No, niente.
- Sei sicuro? - Sì.
Va bene, grazie.
[musica rock]
[Rocco] Ah, eccolo. Signori, salutiamo il questore.
No, no, no, no.
Qua sul campo non c'è questore, agente, ispettore.
- Siamo compagni di squadra, chiaro? - [insieme] Sì, questore!
- Schiavone. - Eccoci.
Da dove cominciamo?
- Io farei due giri di campo. - Due giri di campo è troppo.
Fattene mezzo. Fai mezzo campo, Casella.
- Lei? - Io? Ho i legamenti, il menisco, il rene.
- Ricordo. - Lei? I giretti di campo?
Sono il questore, i giretti di campo li faccia fare a sua sorella.
- Schiavone, voglio un'ambulanza in campo. - Ah.
-Qualcuno, dice, ha lo "schioppon"? -Guardi quello.
- Candidato numero uno. - Numero due.
- Due, tre. - Quattro.
[Rocco ride]
Fermi un attimo, fermi.
- Deruta. - Dottore.
- Sai che vuol dire fare il portiere? - Eh, dottore.
Il portiere è l'estremo difensore.
Può prendere la palla con le mani per evitare che entri in porta.
- Perché non lo stai facendo? - Io non ce la faccio.
Se mi arriva addosso, sì. Ma buttarmi per terra?
- Qualcuno deve tirarmi su. Come facciamo? - Certo.
Potresti fare una cosa. Fai su e giù, lungo la riga, così.
Magari una ti sbatte in faccia. Che dici?
- Tipo l'orso del luna park? - Fai come ti pare. Fai su e giù, vediamo.
- Dai. - Dai.
- Vai. Ah! - L'ho presa, dottore.
Ragazzi, partitella, dai.
Schiavone. Ha chiamato la polizia francese.
Si tratta di un cadavere ritrovato sul Monte Bianco.
- È roba nostra? - Lì è il busillis.
- Trovato in territorio francese. - È roba loro?
La polizia francese sostiene che il cadavere si muova.
Ah, sì? Allora dovrebbero chiamare il Vaticano, non lei.
- Lo abbiano portato dall’Italia, dicono. - Le prove?
- Non ne hanno. - Allora, io li manderei a quel paese.
Sono 170 anni che rompono i coglioni col fatto dei confini.
- Diamogli il cadavere. - Lo dico anch'io, in modo meno colorito.
Diciamo che vogliono dirimere la questione.
Domani ha appuntamento a Punta Helbronner con un ispettore francese.
- Che vuole? - Parlarle.
- Cerchiamo di essere collaborativi. - Come sempre.
- Fammi capire. Quando c'è la partita? - Tra qualche giorno.
- L'hai trovata, Furio? - Sì, eccola qua.
Furio dice che si può scommettere sulla vostra partita.
- Non è vero. - Non sulle agenzie normali.
È un giro privato. Ormai si può scommettere su tutto.
- Se io e Furio salissimo? - A fare che? Volete giocare?
- Com'è la squadra della polizia? - Una manica di pippe, perché?
- Gli altri? - Grosso modo.
- Li puoi controllare? - A quanto danno la polizia?
Vi danno a cinque, i magistrati a sette.
- Puoi far perdere la tua squadra? - "Perdere"? La faccio vincere.
Va beh, allora io e Furio ci giochiamo una certa cifra.
- Non darci la sòla. - Va bene. Ciao, Brizio.
- Parli francese? - Insomma.
Adesso che gli dico?
[in francese] Buongiorno. Mi chiamo Schiavone.
- Ispettore? - [in francese] No, è laggiù.
Salve.
Il vicequestore Schiavone?
- Sì. Lei? - Isabelle Baldaccini, Police nationale.
Papà italiano, mamma francese. Diamoci del tu, è più facile.
Allora, che si fa?
Non lo so, mi hai chiamato tu. Che facciamo?
- Mi avete scaricato un cadavere. - No, no.
Lo abbiamo riportato dov'era. Lo avete spostato prima voi.
- Prove? - Quante ne vuoi.
Bugiardo.
Come si chiamava il morto che cammina?
Guillaume Fredy. Cittadino francese, anni 56.
- Vuoi sapere la causa della morte? - Sinceramente no.
- Io te la dico lo stesso. - Eh.
Andiamo fuori.
[Rocco] Se fai quella faccia, non ci sta.
[Isabelle] Sappi che ho una graduatoria delle cose più noiose nella vita.
Un cadavere è sopra sopra la classifica.
Ah, anch'io. È strana questa cosa.
Anch'io faccio la stessa classifica con le rotture di coglioni.
- Allora giochiamo a carte scoperte. - Magari, è meglio.
Il cadavere di Guillaume Fredy è stato trovato da un operaio
di una ditta di manutenzione della funivia.
- Causa della morte, infarto. - Allora non c'è omicidio.
Rottura di coglioni livello dieci. Io vado, salutami la Francia.
- No, il livello dieci c'è. - Hai detto "infarto".
Il morto viveva a Lione. Faceva il libraio.
Aveva una casa fuori Chamonix. Appassionato di montagna.
Arrampicata, fuoripista, cose così.
- Non era vestito da alpinista. - Bravo! Bello e bravo.
Stiamo guardando le immagini della telecamera alla funivia
per capire se è salito in giornata.
Sarebbe interessante sapere perché è salito qua.
E perché in tasca aveva il portafoglio di Alessio Ronc.
Guida alpina di Courmayeur.
- Vedo se è salito dalla nostra parte? - Primo.
Secondo, vorrei parlare con Alessio Ronc. Lo conoscete?
- Certo che lo conosciamo. - Certo.
- Quando vuoi venire? - Vengo a stare due giorni ad Aosta.
Sono salita con la funivia. Hai un'auto?
- Se ti accontenti, la trovo. - Una persona di fiducia?
- Il tuo agente come si chiama? - Viceispettore, per la precisione.
Mi chiamo Antonio Scipioni.
Che fai stasera?
Visto come mi guardavi il culo, la domanda può farti piacere.
- No! Ehm, sì, sì. - Sì o no?
- Sì. - Allora, che fai stasera?
- Niente, credo. - Credi male.
- Almeno hai rimorchiato. - Mi ha rimorchiato.
-Io non ho fatto niente. -Fa' venire un'auto per la francese.
- Convoca Alessio Ronc. - Ok.
Dottore, le devo parlare.
- Come ti chiami? - Bhavesh.
- Bhavesh. Che mi devi dire? - Li ho visti mentre caricavano il corpo.
O meglio, ne ho visto uno.
- Ha alzato lo sguardo mentre lo portava. - Ah, sì?
- Se lo vedi, lo riconosci? - Al cento per cento.
Perché non me l'hai detto su?
L'altra sera io non dovevo essere al rifugio.
I miei colleghi è meglio che non lo sappiano.
- Ah, la biondina? - Sì.
[ride] Bravo, è carina.
Perché non mi lasci il tuo numero di telefono?
Così, se mi serve qualcosa… Bhavesh.
- Michela. - Ehi.
- Che si dice a San Pietroburgo? - Eh, che si dice?
"Sulla noiosa via d'inverno, Va la troika baldanzosa
Tintinna la campanella Monotonamente affannosa"
- Che ti sei bevuta? - È Puskin, ma tu non sai una minchia.
- Senti. Devo parlarti. - Sono in laboratorio.
[bussano alla porta]
- Chi è? - Io.
Vieni.
Stanno arrivando la francese e Ronc.
Però io faccio il poliziotto, non il portiere.
Sì? Non me ne ero accorto.
Vai a fare in culo.
Possiamo fare due chiacchiere dopo?
No, devo andare a mangiare.
[bussano]
Avanti.
È una merda la macchina che mi hai dato.
Io ti avevo avvertita.
- È inconfondibile. - Che cosa?
- L'odore. - "L'odore"?
- Ah! È l'incenso. - Stavo alla Narcotici prima.
Ah, sì? Allora bisogna che rifai il corso daccapo.
- Come si chiama? - Lupa.
- Vuoi sapere la razza? - I miei allevano corgi e shiba inu.
Non scherzare con me sui cani.
Che mi dici dei filmati della funivia?
- Che? - "Che"? A che ora è salita la vittima?
- Verso le 16,30. - Le 16,30?
[bussano] Avanti.
- C'è qui Ronc. Che faccio? - Fallo accomodare, arriviamo.
A meno che il commissario della Narcotici non voglia arrestarmi.
[Rocco] Capra hircus o capra domestica.
È un animale dalle notevoli facoltà di adattamento.
Riesce ad abituarsi a regimi alimentari diversificati.
Grazie a questo, è in grado di vivere in condizioni
che sarebbero proibitive per tante altre specie.
Vorrei sapere perché mi avete convocato.
Prima di tutto, come sta?
-Bene. Perché me lo chiede? -Per la polizia francese lei è morto
- l'altro giorno a 3.000 metri. - Sono qui davanti a lei.
Questo lo vedo. Il suo portafoglio era lì, a 3.000 metri,
- al confine tra Italia e Francia. - Scusate, non capisco.
Se il mio portafoglio era lì, perché dovrei essere morto?
- Perché era in tasca a un cadavere. - Un cadavere?
- Chi era? - Questo lei lo sa.
Non lo so, da due giorni non esco di casa, non mi sento un granché.
Venendo qui, non si è accorto che era senza portafoglio, patente,
- carta di identità, bancomat? - Mio fratello mi ha accompagnato.
Sono uscito senza pensarci, mi creda.
No, non le credo.
- Dov'era lunedì sera? - A casa mia, vicino a Courmayeur.
- Chi può confermare? - Nessuno, vivo da solo.
- Hai fatto qualche pagamento? - Sabato sera, al pub.
- Saranno state le 23:00 circa. - Dopo sei tornato a casa?
Sì, sì.
Quando hai visto l'ultima volta questo Guillaume Fredy?
Non so chi sia.
Ci risulta che la carta di credito è stata usata lunedì alle 11:30.
- Ci deve essere un errore. - Non credo.
Era al supermercato Super Deux, a Chamonix. Sa spiegare perché?
- No, non lo so. - Forse lei era a Chamonix, per esempio.
- Io non ero a Chamonix. - La sua carta di credito, sì.
Quindi, le chiedo ancora,
quando ha visto Guillaume Fredy per l'ultima volta?
- Io voglio un avvocato. - Mi mostri le mani, voglio vederle.
Va bene, si cerchi un avvocato.
[Rocco] Ehi.
Senti, o mi dici tutto quello che sai o continui da sola.
- Che vuoi dire? - Prima la carta di credito, poi le mani.
- Perché? - C'è stato uno scontro.
- L'infarto di Fredy è stato provocato. - Sì?
Che aspettavi a dirmelo? Che altro sai che ancora non mi dici?
Ah, va beh.
Se le cose stanno così, io vado per la mia strada.
Tradotto in italiano, non sono più cazzi tuoi.
- La nostra collaborazione? - "La nostra collaborazione"?
Quel cesso di macchina te lo puoi tenere, per il resto non esisto.
Merda.
Rocco, mi è tutto chiaro.
Dimmi dove e quando agire e io ti risolvo tutto in un attimo.
Ci stanno di mezzo i soldi? Una scommessa?
- È una questione di onore, Michela. - Onore?
-Che te ne fotte dell'onore, Rocco? -È una questione di testosterone.
Sai 'ste cose tra maschi? Ci devi fare i conti.
Ho capito, ci stanno di mezzo i soldi.
Una strategia di gioco ce l'hai? È importante.
Devi parlare con le persone giuste.
Hai le persone giuste?
Li mortacci tua!
- Che hai detto? - Li mortacci tua!
[squilla il cellulare]
Bella, Rocco! Come stai?
Senti, io sto giocando con questa manica di pippe.
Dammi qualche consiglio. Ricordo che allenavi i ragazzini.
- Tattica oplitica in difesa. - "Tattica oplitica"?
- Che vuol dire? - A falange, tutti in porta, a scudo.
- Come ti è venuta in mente? - È un'idea di Sebastiano.
Noi giocavamo così, chiusi, serrati, tutti in porta.
Sebastiano era grosso, copriva mezza porta, non passava nessuno.
- Ah, da Seba. - Guarda che giochiamo una grossa cifra.
- Non fare cazzate. - No, che cazzate?
Con la tattica oplitica adesso vinciamo sicuro.
- Ciao, Brizio. - Ci vediamo su, ciao.
Bene, ricapitoliamo. Al mio grido: "Forza, vai"… Mh?
"Forza, vai". Vi schierate tutti davanti a Deruta a falange, ok?
Date una mano. Avete capito? Tutti in porta.
- Dottore, come faccio a fare l'orso? - Lascia perdere l'orso.
Si mettono accanto a te, non puoi fare l'orso. Avete capito?
Dottore, praticamente facciamo il barrierone?
Facciamo il barrierone. Se vuoi, chiamiamolo così.
Quando facciamo il barrierone, come dice Casella,
davanti rimarranno Caciuppolo, io e il questore.
Anche per una ragione gerarchica. Va bene?
Quando dice: "Forza, vai", andiamo tutti in porta.
D'Intino, da quando hai facoltà di parola?
Cammina, proviamo lo schema. Dove cazzo vai, Deruta? Dove vai?
- Sei il portiere. Dove vai? - Sono il portiere.
- Lasci la porta sguarnita? - No.
[sospira] Forza, vai!
Ti saluto! Che fai? Cammini? Coglione, cammini?
[sbuffa] Dai, allora.
Riproviamo, dai.
Non ti muovere. Forza, vai!
Ah! Che tristezza. Che malinconia.
- Schiavone. - Dottore.
Gli allenamenti proseguono?
- Come no. - Con che risultati?
- Ottimi, direi. - Sarà un massacro?
- Venderemo cara la pelle. - Mh.
Ho notizie poco lusinghiere sulla sua collaborazione con i francesi.
- È stato informato male. - Mi appello al suo orgoglio nazionale.
La Francia si è fregata la cima del Monte Bianco.
- Dove l'ha messa? - Non faccia battute da avanspettacolo.
Vogliono inglobare il rifugio Torino. Il cadavere è anche nostro.
- Chiaro? Dobbiamo lavorare insieme. - Sì.
- È una priorità nazionale. - Addirittura?
Il ministro è in contatto con il ministro francese
che parla con il capo della polizia. La parola d'ordine è collaborazione.
- Intesi? - Obbedisco.
Arrivederci. Lupa.
Ragazzi, bisogna rimediare il cellulare di Alessio Ronc
e scoprire i movimenti dell'idiota lunedì scorso.
- Italo? - Si è preso qualche giorno di ferie.
Ah, va bene.
Deruta, devi accollarti tu questa cosa del cellulare.
- Ti mando i documenti del magistrato. - Agli ordini.
Senti, Anto', mentre ti rotoli tra le lenzuola con la francese,
- cerca di scoprire movimenti e sospetti. - Ok.
Casella. Sei mai stato a Chamonix?
- No. - Colmeremo questa lacuna, va bene?
- D'Intino. - Neanche io sono stato a Chamonix.
Ah, no? Non me ne frega un cazzo. Devi accudirmi il cane, va bene?
Dagli la pappa, fagli fare i bisogni.
- Andiamo, Casella. - Chi? Lupa?
- Sì. - Fantastico. Lupa-sitter!
Forse là va pagato il parcheggio, non vorrei che troviamo la multa.
- La multa? - Eh.
Non ho mai pagato una multa in Italia, la pago in Francia?
[in francese] Buongiorno. Il direttore?
- [in francese] Sono io. - Parla italiano?
- Inglese? - Permette, dottore?
[in francese] Siamo della polizia italiana
- e collaboriamo con la polizia francese. - Sì.
Volevamo vedere i filmati del supermercato di lunedì.
- Ok. Seguitemi, prego. - Grazie.
- Casella, 'sto francese? - È una storia lunga, andiamo.
[in francese] Sì, questo vogliamo vedere, la cassa.
- È per il cadavere sul Monte Bianco? - Sì, sì.
Il cadavere è un po' italiano e un po' francese, metà e metà.
Insomma, noi dobbiamo collaborare con la polizia francese.
[uomo parla in francese] Dice che suo padre era poliziotto.
E 'sti cazzi? Traduci.
[in francese] Ottimo.
[uomo parla in francese]
- Che orario ci serve? - Tra le 11:00 e le 12:00.
- Dalle "onze à midi". - Ok.
[parla in francese]
[Rocco] Vai avanti. Piano.
Avanti un po'. Eccolo qui. Stop, stop.
Eccolo qua, è lui.
Lo conosce?
[parla in francese]
- Dice che è Guillaume. - Ho capito.
Chiedigli dei particolari, se lo conosce bene.
- Qualche dettaglio in più. - Va bene.
- [in francese] Arrivederci. - Arrivederci.
- Signora. - Merci.
UN MORTO IN QUOTA
Dottore, il direttore del supermercato è stato gentile.
Ha detto che Guillaume era una brava persona.
Purtroppo, non se la passava tanto bene ultimamente.
Ha dovuto ipotecare la casa.
Tre anni fa è stato arrestato per truffa a un'assicurazione.
Tutte belle cose che Isabelle non ci ha detto. Che dice qui?
Un momento, io senza occhiali… Ecco qua.
Dice, questo si chiama Alain Rossetti e ha ritrovato il cadavere.
"Operaio di una cooperativa che lavora per la funivia."
- Andiamo a parlare con Alain Rossetti. - "Rossettì".
I francesi mettono l'accento…
- E 'sti cazzi, giusto. - [Rocco] Bravo.
- Hai portato spazzolino e un cambio? - No, perché?
Andiamo al supermercato, compriamo quello che ci serve.
- Stanotte dormiamo qui. - Oh.
- Che è? - Devo avvisare Eugenia.
Avvisala. Prima dimmi una cosa. Come mai parli il francese?
Abbiamo avuto tutti venti anni, su.
- Che vuol dire? Sii più specifico. - "Specifico"?
A volte, per imparare una lingua
il vocabolario devi portartelo a letto.
["Inno alla gioia" versione rock dal cellulare]
- Pronto? - Ciao, Rocco.
- Vai a prendere le stanze, Casella. - Chi è?
Fatti gli affari tuoi. Ma te ne vai?
- Sei ad Aosta? - No, sono a Chamonix.
- Dormo qui. - Scusa, non mi sono più fatta viva.
Nemmeno io, siamo pari.
Dammi una dritta, ho la pagina vuota e tra un'ora e mezza vado in stampa.
La conferenza del questore è stata inutile.
Che cos'è questa storia del cadavere mezzo francese e mezzo italiano?
No, è francese, è francese. Vuoi la verità?
Stava di là, l'hanno rimandato di qua e l'hanno ritrovato di là.
Gliel'hai spedito tu?
[ride] Questo non lo saprai mai. Vuoi una dritta vera, invece?
Per la partita, punta sui poliziotti.
Ci danno vincenti a cinque e noi vinciamo.
- Come fai a esserne sicuro? - Ho i miei buoni motivi.
- Ciao, Sandra. Buona serata. - Ciao.
- Buongiorno, dotto'. - Buongiorno.
- Colazione leggera. Posso? - Prego.
- Io sono già stato al supermercato. - Ah.
Il direttore mi ha dato la ricevuta di pagamento
della carta di credito che ha adoperato Guillaume.
- Mh. - È quella di Ronc.
- Fa schifo, il caffè. - Ronc non ha mentito.
["Inno alla gioia" versione rock]
- Chi scassa? - [sottovoce] Sono Antonio.
- Antonio, com'è andata ieri sera? - Alla grande.
- Perché parli piano? Lei è lì con te? - Esatto, sono in bagno.
- Il morto aveva problemi di soldi. - Questo lo sapevamo. Quindi?
Sono concentrati su di lui. In casa hanno trovato un po' di coca.
- Il morto pippava, quindi? - Lui e Ronc erano amici da anni.
Facevamo viaggi insieme, arrampicate.
- Basta, ho scoperto solo questo. - Va beh, meglio di niente.
- Qualsiasi novità, tienimi informato. - Ok.
-Oh. - Eh?
- Comunque, è una furia. - Ma chi?
Come "chi"? Isabelle.
Anto', non sono in vena di sentire le tue imprese sessuali.
La furia…
Andiamo alla cabinovia, parliamo con questo Alain Rossetti.
- "Rossettì". - Come cazzo si chiama, sì.
Io presumo che tu debba finire di fare colazione.
Io trovo strano che tu mangi sempre e non ingrassi mai, lo sai?
Mangiati pure un ovetto. Ti aspetto in macchina, va bene?
Va bene.
È un peccato lasciare qua, è tutto pagato.
- Ugo. Sai a che pensavo in macchina? - Eh.
A quella che ti ha insegnato il francese.
- Com'era? - Era bella, dottore.
- Eravamo giovani e senza pensieri. - Eh.
- [in francese] Scusi. - Buongiorno.
Dice che Alain non è di turno adesso, ma ha il turno successivo.
Lo troviamo al bar della ferrovia, in centro.
- Facciamo due passi. - Eh.
Voglio i filmati di quella telecamera del giorno dell'omicidio.
Capito? Se aspettiamo Isabelle, non li avremo mai.
- Alain Rossetti? - [in francese] Sì.
- Polizia. - Ok.
Può rispondere a qualche domanda?
[traduce in francese]
- Sì, certo. - Lei ha trovato il cadavere?
[parlano in francese]
Martedì mattina.
[parla in francese]
Dice che lui e il suo collega hanno visto il corpo.
Stava a 200 metri dal locale motore della funivia.
Lei era di turno il giorno prima?
[parlano in francese]
- Loro erano di turno di giorno. - Chi era di turno lunedì sera?
[parlano in francese]
- Jean Corbiet. - Romain Dubois.
E Romain Dubois.
Grazie.
- Ah, "la France"! - Eh, "la France", sì.
La cooperativa fa lavori di manutenzione per la funivia francese
e queste sono le foto dei due operai che sono saliti sopra
la notte prima del nostro ritrovamento sul Monte Bianco.
- Perché ci interessano? - Loro hanno spostato il cadavere.
Credevano di nasconderlo, ma ci hanno messo la firma sopra.
- Me la tieni un attimo? Faccio una foto. - Sì.
[il cellulare squilla]
- Sì? - Bhavesh?
- Sono io. - Vicequestore Schiavone.
Se ti mando la foto dei due trasportatori di cadaveri notturni, puoi riconoscerli?
- Ci provo. - Te la mando, rimani in linea.
[notifica dal cellulare] Ti è arrivata?
Sì, il più giovane. Sono sicuro al cento per cento.
- Grazie, a buon rendere. - Prego, arrivederci.
- Facciamo una visitina a questi due. - Ho l'indirizzo di casa di loro due.
Solo che stamattina sono di turno tutti e due
alla cabina motore della funivia.
Va beh, bisognerà andare lassù. Andiamo.
Che palle. Andiamo?
- Andiamo, che fai? - Io non posso salire là sopra.
- Perché? - Non ho confidenza con l'altezza.
Ho gli scompensi, il cuore. È troppo alto.
Va beh, me la vedo io.
Basta che mi recuperi i filmati delle telecamere.
Senz'altro, dotto'.
- [in francese] Buongiorno. - Buongiorno.
Vicequestore Schiavone. Polizia italiana.
- [in francese] Romain Dubois? - Sì. È per il cadavere?
- Parlate italiano? - Sì, noi di frontiera lo parliamo tutti.
- Jean Corbiet? - Sì.
Perché avete portato il cadavere dalla parte del confine italiano?
Non è vero. Noi non lo abbiamo visto.
L'hanno trovato la mattina dopo che siamo saliti.
- È così. - È così.
Se non dite la verità, all'assassino non ci arriveremo mai.
- Perché non ci credi? - Non c'è ragione di mentire.
Perché vi guardate?
Sapete che l'occultamento di cadavere è un reato gravissimo?
Lo abbiamo solo spostato.
È vero. A che ora avete trovato il cadavere?
Erano le 19:30, più o meno.
Siamo tornati giù verso le 20:30.
Avete visto? Non ci voleva molto.
Vi siete incontrati su o avete preso la funivia insieme?
- Io sono salito prima. - È vero, io sono arrivato dopo.
Perché lo avete spostato?
Perché io avevo paura. Io e la polizia…
Insomma, non sono pulito pulito.
Avete detto: "Lo mettiamo dalla parte degli italiani, se la vedano loro"?
Posso chiedervi di vedere le vostre mani?
- Fate vedere le mani. - Sì.
Grazie.
Va beh, bene che vi vada, siete due idioti.
Se vi dirà male, vi farete un po' di galera.
A questo ci penserà la polizia francese.
[in francese] A presto.
Ugo.
- Ugo. Allora? - Sì.
- Hai preso i filmati? - Sì, ce li mandano via email.
- Dotto', io non sto con le mani in mano. - Che ti incazzi?
Gli indirizzi dei due operai? Hai detto che ce li avevi.
Jean Corbiet abita in una roulotte a Camping De Ville.
Romain Dubois è in Rue Mummery, 20. Risulta convivente con la mamma.
Ammazza, stai diventando un fenomeno.
Ugo, andiamo.
Dev'essere la roulotte numero… Non si capisce, o uno o sette.
- Uno o sette? - Non si capisce bene qua.
Chiediamo a qualcuno, vediamo.
- [in francese] Mi scusi. - Sì, buongiorno.
Dove abita Jean Corbiet?
Jean Corbiet? Abita laggiù, al quattro.
- Quattro? Grazie. - Quattro. Arrivederci.
- Numero quattro. - Ah. Com'era? "O uno o sette"?
Va beh.
Oh… Mortacci tua, Case'.
Ah, eccolo.
Sì.
- Che stiamo cercando, dotto'? - Non lo so, devo farmi un'idea.
- Ancora non se l'è fatta? - In parte.
Andiamo, Case'.
[cigolio]
[suona vuoto]
- Che ci fa uno con un nascondiglio vuoto? - Non lo so.
Questa è la seconda effrazione che facciamo oggi.
- Anzi, che fa lei, dotto'. - È stata pure facile.
Qualcuno ci è già passato.
- Se Romain è in casa? - Non è in casa, è al lavoro.
- Che stiamo cercando? - Il segreto di quest'altro.
[in francese] Buongiorno, signora.
Buongiorno, signora. Cercavamo Romain.
È meglio che ce ne andiamo. Questa non ha segreti da nascondere.
- Ecco il segreto. - Coca.
[in romanesco] Andiamo, Case'. Torniamo in Italia.
- Novità? - Sabato sera Ronc era a Courmayeur.
Domenica il suo cellulare ha passato la frontiera.
Stiamo cercando di capire in che parte della Francia sia andato.
- Sappiamo che stava a Chamonix, giusto? - Esatto.
Era amico del morto. Per me, erano insieme.
- Isabelle ha detto altro? - No, ha capito e si è cucita la bocca.
Domattina facciamo visita a Ronc. Dai, vieni.
- Bello. - Bravo.
Venga, dottore.
Dai, Casella.
Dotto', sono arrivati i filmati della funivia francese
- del giorno dell'omicidio. - Li vediamo in Questura.
- Signorsì. - Vieni.
Bravo.
- Il cane? - Ha mangiato e ha dormito in ufficio.
- Ha fatto i bisogni, ma li ho raccolti. - Bravo, vai.
- Numero uno! - Bravo, bravo.
Vai, corsetta. Che stai facendo, Deruta?
- L'orso, dottore. - Vieni a correre. Fatti una corsetta.
Vieni.
Asciugati bene i capelli, se no ti viene la cervicale.
- Dici che mi si "fracica"? - Là c'è l'asciugamano.
Grazie.
Partito.
Ferma, eccolo.
Ecco Romain. Ha mentito.
Il giorno dell'omicidio è salito alle 13:30.
- Esatto. - Vai avanti.
- Oh! La vittima. - Ferma, ferma.
- Che sale alle 16:30. - [Rocco] Vai, vai.
Fermo, eccolo qui.
Jean. Lui ha detto la verità.
- Vai. - Andiamo avanti.
Di nuovo Romain. È risalito alle 19:00.
Sì, ma tra le 13:30 e le 19:00,
è ridisceso un'altra volta, però non sappiamo l'orario preciso
perché non c'è la telecamera della discesa.
Alle 19:00, Guillaume poteva essere già morto.
- L'ha fatto fuori ed è sceso per l'alibi. - Sì.
- Che facciamo? Chiamiamo i francesi? - Non ancora.
- Prima ci serve la guida alpina. - Mamma mia, che bordello!
Potrebbe essere peggio.
Potrebbe piovere.
Che c'è?
[bussa forte]
Alessio Ronc, apri questa porta. Non mi fare incazzare.
- Ci voleva tanto? - Chiamo l'avvocato, non potete…
Non possiamo che cosa? Non possiamo farti una visitina? Su.
È una visita di cortesia, tranquillo.
Senti, Alessio, ora ti faccio delle domande, va bene?
Tu mi devi rispondere e se non rispondi correttamente,
chiamiamo il magistrato, facciamo fare una perquisizione,
troviamo la cocaina e ti fai cinque anni per spaccio.
- No, voi non potete. - Come no?
Perché non ci hai detto che domenica eri a Chamonix?
Che cosa devi nascondere?
Tutta colpa di Guillaume.
Che voi eravate amici lo sapevate tu, Guillaume e mezza valle.
Era ovvio che la notizia sarebbe arrivata anche a noi.
- Me la sono fatta addosso. - Il motivo?
Domenica Guillaume mi ha riportato a casa, abbiamo discusso.
Forse allora ho perso il portafoglio in macchina sua.
Ho sbattuto la portiera e me ne sono andato.
- Era completamente fuori. - Perché?
Non l'ho capito.
Alessio, che dobbiamo fare, mh?
[sospira]
Parlava di un colpo, un affare losco, era chiaro.
Voleva coinvolgermi, ma io non volevo.
- Che affare era? - Giuro, non lo so.
Lunedì ho visto che il portafoglio mancava e l'ho chiamato.
Doveva riportarmelo in serata, poi non l'ho più visto.
Ti credo.
Che rapporti hai con Romain Dubois?
- Non lo conosco. - Jean Corbiet? Niente?
Guardami negli occhi, Alessio.
Ci hai detto tutta la verità?
- Sì. - Allora dacci una mano.
"Una mano"? Io a voi?
Eh, tu a noi.
- Casella. - Eccolo.
- Stanno già su? - Sì, sono saliti.
- Andate in territorio francese? - Non proprio.
Non è chiaro dove inizia la Francia e dove finisce l'Italia.
Per non mettere in mezzo Roma e Parigi, facciamo di testa nostra.
- Tradotto? - Facciamo finta di fare un controllo.
- In Francia? - Ancora? Non vi preoccupate.
Mettiamola così, stiamo servendo su un piatto d'argento la soluzione
per far fare una figura di merda ai cugini, chiaro?
- Mica tanto. - Bene, siamo in una botte di ferro.
- Tu non vieni su, vero? - No, non posso salire.
Andiamo.
- Che è? - Almeno ti sei messo le scarpe giuste.
Ciao, Case'. Noi prendiamo lo "sky-gnagna".
- Dottor Costa. - Buongiorno.
- Buongiorno. - Ciao, Alessio.
Schiavoni, lei ci ha visto giusto?
Se non fossi stato sicuro, sarei venuto qui con questo freddo?
Bene, cerchiamo di anticipare i francesi, è sempre una bella cosa.
- Eh? Ci diamo una mossa? - È per di qua, seguitemi.
State vicini e camminate dove cammino io.
A cento metri c'è il locale motore della funivia francese. Puntiamo là.
Dottor Costa, come mai da queste parti?
Per le stesse ragioni vostre, suppongo.
Alessio Ronc, sei con i buoni adesso.
- Mai stato con i cattivi. - Allora, siete miei ospiti.
Siamo sul territorio francese.
- Sono arrivati alla stessa conclusione? - Se permette,
noi ci siamo arrivati in minor tempo e con minori indizi.
[Costa ride]
[il cane abbaia]
Qua dentro c'è qualcosa.
[in francese] Apri.
Qui ci nascondevano la roba.
È coca.
[parla in francese]
[in italiano] Guardate dietro.
- Sicuro ci sono le impronte di Romain. - Niente giochetti.
Non a 3.000 metri e con questo freddo.
Guillaume ha scoperto dove Romain teneva la roba.
Voleva rubargliela. Romain l'ha sorpreso…
- E l'ha ucciso. - No, hanno avuto una colluttazione.
Romain l'ha picchiato e Guillaume è fuggito.
Credeva di farcela in mezzo alla neve,
- ma ha avuto un infarto ed è morto. - Eh.
- La droga dove l'ha nascosta? - Nella sedia a rotelle della mamma.
Tu come fai a saperlo?
Compreso.
- Potevamo essere grandi amici, io e te. - Lo penso anch'io.
Romain ha spostato il cadavere per evitare problemi con la polizia?
Per depistare le indagini, non certo per spirito patriottico.
Bene, anzi, meglio.
Io andrei, non mi sento un granché quassù.
[Costa] Venga, venga, andiamo.
- Anch'io fumo in ufficio. - Ah, sì?
Mi sono fatta montare un aspiratore coreano.
- Funziona, sai? Ti mando la marca. - Ah, grazie.
[Sandra] "Si è risolto un caso che la Francia ha cercato di appiopparci
e che noi, generosi, abbiamo risolto per loro."
Hai fatto felice il tuo ex.
Si ricorre al patriottismo per affossare i problemi veri, no?
- Tu hai avallato la cosa. - No, più avanti dico questo.
"Non bisogna abbassare la guardia per i guai che affliggono la valle.
L'infiltrazione mafiosa, la corruzione sono problemi nostri
che nessun francese ci ha gettato dall'altra parte del confine."
- Brava. - Grazie.
- Ti offendi, se non vengo alla partita? - No, non mi offendo.
Mi offendo se vieni. [ride] Hai scommesso sulla nostra vittoria?
- No, non mi piace scommettere. - Perché?
- Ho paura di perdere. - È una partita così. Che ti frega?
- Non mi riferivo alla partita. - Ah.
Con te perdo sicuro.
Vi siete fatti 500 chilometri.
E ci perdevamo Rocco in calzoncini?
- Dopo ceniamo insieme? - Facciamo qualcosa di più.
Però manca qualcuno.
- Sì, Sebastiano. - Sarebbe stato meglio in calzoncini.
Comunque, noi ci siamo giocati 30 sacchi.
- Guarda se puoi farceli vincere. - Li avete già in tasca.
Davvero? Oh, 'sta tizia ce l'ha con te.
È una collega. Grazie a lei, vincerete.
- Hai capito? Ci vediamo dopo. - Mi raccomando, eh?
Allora, ragazzi, avete capito la tattica? La devo ripetere?
Lanci lunghi alla "viva il parroco" per Caciuppolo che la butta dentro.
Il loro punto debole è il portiere. Primo, ha 65 anni.
Poi, fatemelo dire, è sempre stato una grande pippa.
- Eccomi. - Eccolo qua.
Ce la fai? Stai spompato per la francese?
- Qualcosa è rimasto. - Meno male.
A proposito, nella busta di coca trovata nella cabinovia
non c'erano le impronte di Romain che dice di essere innocente.
Che ci frega? Ormai è roba dei francesi.
Acqua, omaggio della Regione.
- Ma gli integratori per chi sono? - Per giudici e magistrati.
Ah, a noi l'acqua e a loro… Magari pure un dolcetto, eh?
Sono preferenze che hanno fatto sempre, dottore, lo sa meglio di me.
A maggior ragione, dobbiamo entrare carichi e fargli i bozzi.
- Dai! - Dai, dai, dai!
Via, via, Caciuppolo. Vai, vai. Vai, Casella.
Privilegiati! Io voglio vincere la partita, non pareggiare.
Chi ha parlato di pareggio, dotto'? Andiamo.
[grida di esultanza]
- Pronto a perdere? - Ne riparliamo alla fine.
[fischio]
Rocco in calzoncini non potevamo perdercelo.
Pronti?
Qua! Oh, qua!
[fischio] Rigore! Dai, è rigore.
- È rigore! È dentro l'area. - Che vuoi?
[voci concitate]
- Punizione. - C'è il segno.
Punizione, ok, punizione.
Come cazzo si fa? Come?
- Tiro io. - Tira, Antonio, vai. [fischio]
Occhio, occhio, occhio.
[grida di esultanza]
[versi di esultanza]
[tutti] Polizia! Polizia! Polizia!
- [tutti] Polizia! - Avresti detto che avrei tifato polizia?
- Sinceramente? No. - Manco io.
- Vai, palla. Forza, vai! - Eccolo.
- Dove vai? - Che cosa stai facendo?
Che ci fai qui?
[grida di esultanza]
Che fai?
Ha detto: "Forza, vai" e ho fatto il barrierone.
Tu sei un coglione, io ti dovevo far trasferire.
- Vai! - [in toscano] Fanno cagare.
[fischio]
- Simulazione. - Come "simulazione"?
Vieni.
- Vi siete comprati l'arbitro? - È un giudice, è imparziale.
- Lasci perdere, Schiavone. Dai. - Venduto!
[fischio] Rigore.
- Ma che è? - Che "rigore"? È fuori, è fuori.
- Ma che cazzo? Che è rigore? - Era fuori!
- Vada. - Che hai fischiato!
[inudibile]
- Ciao, Albe'. - State facendo cagare, complimenti.
Eh, mettitici pure tu.
[fischio]
- [tutti] Gol! - Sì!
- [ride] Gol! - Grande! Grande!
Sono due, Schiavone.
[in romanesco] Ahò, mi sa che questa l'abbiamo persa.
Allora? Come vi sentite?
Tranquilli, nel secondo tempo ci fermiamo per pietà.
- Vi risparmiamo l'umiliazione. - Sì.
Allora, come la impostiamo?
- Attendisti. - Cioè, difendiamo lo svantaggio?
Fidatevi. Vi fidate? Sì o no?
Andiamo a fare questo secondo tempo. Andiamo, ragazzi. Andiamo!
[grida dei tifosi]
[fischio]
Rocco!
Oh, che fai? Stiamo perdendo, perdi tempo?
- Fidati. - Passa la palla.
- Fidati, Antonio. - Oh.
Vai, ora, Antonio.
[lamenti]
[grida di esultanza]
- [insieme] Polizia! Polizia! - Ok, così.
Sì! Sì!
[esulta]
[insieme] Polizia! Polizia!
Ahò, che avete mangiato?
Com'è possibile?
[tutti] Polizia! Polizia!
Qui! Qui!
Oh! Oh! No!
- Oh! Oh! - Vai!
[esultano] Gol!
[canticchiano una samba]
- [esultano] Sì! Bravi! - Porca miseria cane!
[tre fischi]
[grida di esultanza]
Trenta sacchi! Trenta sacchi!
[esultano]
- Rocco. - Michela, che gli hai dato?
Una roba forte di mia invenzione. Ci puoi sturare i lavandini.
[Rocco ride]
[insieme] ♪ Siamo noi, siamo noi ♪
[insieme] ♪ I campioni della valle siamo noi! ♪
[insieme] ♪ Siamo noi, siamo noi ♪
Questa è una batosta che ricorderanno per tutta la vita.
- Sicuro. - Visto che gol? Poi ho fatto così.
- Sì. - Ha visto? Ne ho anche parata una.
- Una, solo una. - [insieme] Chi non salta magistrato è, è!
[insieme] ♪ Chi non salta magistrato è, è! ♪
[insieme] Chi non salta magistrato è, è!
[insieme] ♪ Chi non salta un magistrato è, è! ♪
- Pure D'Intino ha segnato. - I guanti.
- Eh? - I guanti.
- Io sono un imbecille. - Che cosa?
Un imbecille, Casella.
Non è stato Romain ad ammazzare Guillaume.
I guanti. Ha preso la funivia due volte.
- Eh. - Nessuna delle due volte li aveva.
Invece Jean ce li aveva.
- Allora? - L'assassino e la vittima hanno lottato.
Romain doveva avere delle lacerazioni sulle mani, dei segni.
La coca era nella sedia a rotelle della madre di Romain.
Non ce l'ha messa lui, ce l'ha messa Jean per incolpare il collega.
- Ricordi la botola nella roulotte? - Come no.
Il resto della coca stava lì, sono sicuro che ce l'ha rimessa.
- Se è così… - Se è così, chiami Isabelle, dottore.
Faccia scarcerare Romain.
È stato quel figlio di puttana di Corbiet a uccidere Guillaume.
Bene, Schiavone. Due felicità in un giorno solo.
Battuti i magistrati e i francesi. Che cazzo di bella giornata!
[tutti] Olé!
- Ci ho preso? - Sì, grazie.
- È stato bello lavorare con te. - Anche per me, sì.
Senti, l'aspiratore coreano, non ho trovato la marca.
Allora devi stare con la finestra aperta.
Va beh, starò con la finestra aperta.
- [in francese] Ciao, mon ami. - Ciao.
[musica pop]
- Oh! Oh! - Eccolo! Rocco!
- Daje! - Guarda chi c'è. Ah, Rocco.
- Guarda chi ti abbiamo portato. - Ti presento queste care amiche.
- Come ti chiami? - Dolores.
- E tu? - Dolores.
Dolores e Dolores. Non sono cubane, ma brasiliane.
Brasiliane. [Brizio canta in spagnolo]
- Andiamo a ballare. Dai. - Andateci piano, ragazzi.
Dotto', mi ero dimenticato. Oggi è arrivata questa.
- Che è? - Arriva da Chamonix.
È una multa del parcheggio. Il questore ha detto che va pagata.
Ambasciatore non porta pegno.
Sottotitoli: RAI Pubblica Utilità
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