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UNA SERIE ORIGINALE NETFLIX
Corri.
Corri, Assane!
Dov'è?
Ragazzi!
Stai bene? Sei ferito?
- Chi erano? - Rispondimi.
- Sto bene. Papà è stato grande. - No!
- Non puoi dire così. - Perché?
Hai visto perché.
È pericoloso.
- Usa tutti, non ha scrupoli. - No.
Sì, invece!
È tutta colpa sua.
Non voglio più sentir parlare di lui!
Non voglio che si avvicini a noi.
Hai capito?
Non mantiene mai le promesse.
Non possiamo fidarci. È l'ultima volta che ti mette in pericolo.
- Oggi sei di ottimo umore! Che succede? - Non posso credere che non risponda.
- È sua madre. - E io sono suo padre.
Non parlo con mio figlio da una settimana.
Era disperata per il rapimento, è normale.
No, invece.
Mi ha venduto a Pellegrini. È troppo!
Smettila! Non aveva scelta.
Ti ha avvertito, per farti fuggire.
Grazie che mi tiri su di morale!
Sei il mio migliore amico. Consolami, non dirmi la verità!
Amico, dovresti prendertela con Pellegrini.
Allora, qual è il piano?
Assane?
Tranquillo.
Pellegrini ha usato mio figlio. Lo farò anch'io.
Diamoci da fare!
Grazie.
- Pronto? - Pronto?
Ganimard?
Ascolta! Lunedì, ore 10:00. Café Paul, Place Dauphine.
- Fatti trovare lì, capito? - Ok, ho capito.
- Vieni da solo. - Ok.
Da solo, Ganimard!
Se lo dici a qualcuno, lo saprò.
- Lo immagino. - A proposito…
- Acqua fredda. - Come?
La macchia di caffè va via con l'acqua fredda.
Bene, si accettano scommesse. Forza!
Dov'è la pallina?
Guardate, è qui.
Scommettete e raddoppiate, triplicate!
- Dov'è? - A sinistra.
Là!
- Sicuro? - Sì.
Ha vinto, signore.
- Grazie. - Dovevo provare.
Secondo giro! Forza, la pallina è qui.
Scommettete, avanti!
- Qui? - Sì.
- Sicuro? - Sì.
Ha perso, signore.
- Peccato. - La prossima volta!
Vedete la pallina?
Terzo giro.
- Quanto? - Novecentocinquanta.
- Ottimo lavoro. - Sì.
- Sono belle! - Anche noi ci difendiamo.
- Scusa. - Assane?
Come stai?
Bene.
- Juliette, vieni? - Arrivo.
- Che ci fai qui? - Pensavo a te l'altro giorno.
Allora?
Ci vediamo qui domani?
Sì, certo!
A domani, allora.
Ciao.
Ok.
Perdi tempo.
È complicato, poi te lo spiego.
Conosci quella ragazza? Chi è?
Che ci facevi lì?
Smettila di fingere.
Fingere cosa?
Vuoi farmi credere che è una coincidenza?
Qual è la trappola, stavolta?
Il cameriere è un uomo di tuo padre?
Signore, posso prenderle il cappotto?
- No, me ne vado subito. - Va bene.
Gli uomini di mio padre non sono più quelli di una volta.
Dico davvero, Juliette.
Avete esagerato.
Non so di che parli.
- Certo. - Senti,
i rapporti tra le nostre famiglie sono difficili.
Ma noi non siamo i nostri genitori. Riguardava loro, non noi.
Noi ci siamo solo finiti in mezzo.
Non è una trappola.
Non hai una bella cera, cerco solo di distrarti.
Non sei obbligato a restare.
Detto ciò, qui si mangia bene.
Signora?
- Vuole ordinare? - Salmone, grazie.
Signore?
- Prendo la stessa cosa. - Bene.
- Sì? - Il suo ospite è qui, signore.
Philippe Courbet.
- Salve, Philippe. - Signore.
Si accomodi.
- Whisky? - No, grazie.
Vino, magari?
Non sono qui per questo, andiamo al punto.
Si accomodi.
Allora,
mi dica.
Bene.
Ho controllato la situazione finanziaria dei partecipanti al concerto.
Supponendo che il 30 percento non donerà nulla
e che molti saranno meno generosi di quanto dichiarato,
ci aspettiamo 10 milioni di euro.
Come richiesto, il 15 percento andrà alla Fondazione.
- Il restante 85… - Andrà nelle mie tasche.
I soldi saranno trasferiti su un conto alle Cayman.
Ho solo bisogno di qualche giorno per finalizzare i contratti.
Quanti anni ha?
E lei?
La mia età non ha importanza.
Prendo 10.000 euro l'ora, è l'unico numero che conta.
Sono tanti, ma i miei clienti li spendono volentieri.
Dicono che lei è il migliore.
Così pare.
Ho una domanda.
Mi dica.
Sua figlia è a conoscenza della truffa?
- Evitiamo di usare quel termine. - Certo.
Juliette Pellegrini è coinvolta in tutto questo?
No, non è coinvolta.
Ceni spesso da sola?
No, mi hanno dato buca.
- Appuntamento galante? - Dovevo incontrare
un donatore canadese per la Fondazione.
Ma ha disdetto.
I ricchi amano fare i filantropi.
Ma quando si tratta di firmare un assegno scompaiono.
Tu fai donazioni?
Sì, molto più di quanto pensi.
Non preoccuparti, ho molto denaro.
- Troppo. - Smettila.
I soldi non danno la felicità, giusto?
No, ma diciamo che la mia vita è diventata seria.
E…
non c'è più adrenalina.
- Ti manca? - Sì.
Guardaci.
Qui, con un bicchiere di vino.
Non saremmo mai venuti in un posto così.
Sì, invece.
Ma non avremmo pagato.
- Lo facciamo? - Sei matta!
Non si può improvvisare.
- Vedi? È quello che intendevo. - Cosa?
- Hai messo la testa a posto. - Non è vero.
Ho cambiato metodo.
Quindi?
Hai prenotato tu?
No, Velmont.
Chi?
Horace Velmont, il canadese che mi ha dato buca.
Allora…
Grazie per la cena, Velmont.
- Il conto, per favore. - Sì.
Forza, sbrigati!
- Tieni. - Grazie.
Ehi, il motorino!
Ehi!
Il mio motorino!
Il Pont Neuf, le banchine della Senna…
Non ci sei passato apposta, vero?
- Non so di che parli. - Già.
Ho passato una bellissima serata.
Anche io.
- Peccato non si possa fermare il tempo. - Già.
Buonasera.
Buonasera.
Insomma…
Non ci credo.
Forza.
Ben, ci sei?
Claire, che ci fai qui?
Passavo da queste parti.
- Come stai? - Bene.
- È bello rivederti. - Anche per me.
Hai sentito Assane? Sta bene?
Tranquilla, sta bene.
- Sicuro? - Sì.
- Claire? - Chi è?
È un amico.
Un amico?
- Te lo presento? - Sì.
Marc?
Lui è Benjamin.
- Salve. - Salve.
- Ha un bellissimo negozio. - Non fare il gentile.
È amico di Assane, non gli piaci.
Può comunque piacermi il negozio?
Certo.
- Come sta Raoul? - Molto bene.
- Bene, grazie! - Ottimo.
- Beh, noi andiamo. - Vi accompagno.
Ciao, Ben. A presto.
Scusi?
Vorrei fare un regalo a Claire e ho visto quel braccialetto.
- Quello lì? - Sì.
- Può tenermelo da parte? - Certo.
- Torno più tardi. - D'accordo.
Grazie mille.
Prima di diventare un museo Orsay era una stazione.
L'edificio ospitò i prigionieri durante la Liberazione.
Mi piacerebbe che lo raccontasse ai bambini.
Certo.
Sarebbe meraviglioso se avessero accesso all'auditorium.
Sì, potremmo organizzare proiezioni, concerti, dibattiti.
La mia assistente le invierà una e-mail…
Alice, mi scusi.
- Devo assentarmi. - Nessun problema.
- La aspetto fuori. - Ottimo.
Che ci fai qui? Sto lavorando.
Ero di passaggio e ti ho visto.
- Non mi credi? - Ti conosco.
Assane…
- Ieri è stato bello. - Anche oggi può esserlo.
Ascolta, sono stata benissimo ma…
non abbiamo 20 anni.
Come hai detto tu stesso,
non si può fermare il tempo.
Mi dispiace.
Devo andare.
- Tutto bene? - Sì.
Che stai facendo?
- Lavoro. - Va tutto bene?
- Cos'hai? - Ho una cosa per te.
Davvero?
Un piccolo regalo.
- Dai, apri. - Grazie.
L'ho comprato da Benjamin.
Se non ti piace prenditela con lui.
Scherzi? È stupendo.
È bellissimo.
Grazie.
Facciamo una foto, la mando a Ben.
- Courbet, conosce mia figlia? - Non ho mai avuto il piacere.
Juliette!
Ti ho presentato Philippe Courbet?
- No. Piacere. - Piacere mio.
Si occupa della raccolta delle donazioni.
Fantastico, grazie.
Non è niente in confronto al suo lavoro.
- A presto. - A presto.
Bene.
C'è un pacco per lei. È sulla sua scrivania.
PER JULIETTE PELLEGRINI
RUBATO DIPINTO DI PISSARRO
RUBATO DIPINTO ALL'ORSAY
Siamo tutti distrutti per quanto successo, ovviamente.
La grande tristezza che provo va ben oltre
l'amore per l'arte e la cultura.
La Francia è stata ferita.
A VOLTE SI PUÒ FERMARE IL TEMPO
Sì?
- Due signori chiedono di lei. - Sì, arrivo.
- Buongiorno. - Salve, signora.
- Vorremmo farle delle domande. - Dite pure.
Ieri era al Museo d'Orsay?
- Sì, perché? - In quelle ore è stato rubato un dipinto.
Ha notato qualcosa di strano o insolito?
- No. - Ne è sicura?
Ha ricevuto un pacco oggi?
No, io…
Scusate, vi assicuro…
Non si agiti.
Nessuno la accusa.
Bene.
Beh, resto a vostra disposizione.
- Per qualsiasi cosa, sono qui. - Grazie.
Buona giornata.
Vi accompagno.
Assane!
Sei impazzito?
Non puoi rubare un dipinto e inviarmelo.
Non ti piace?
Dico sul serio, la polizia mi ha interrogata.
Dici che non si può fermare il tempo. Invece il dipinto ne è la prova.
Che significa?
La cena, il giro in motorino, il dipinto…
Cosa vuoi?
Te.
Hai fatto le tue scelte anni fa.
Appunto. Non era quella giusta.
Claire è la madre di mio figlio, ma niente di più.
- Mi sbagliavo su di lei. - Smettila.
Nel profondo, sei come me.
- Non vuoi ammettere che provi qualcosa. - Come?
Guarda, niente polizia.
Non mi hai denunciato.
Siamo qui insieme.
Perché lo vogliamo.
Non è troppo tardi, Juliette.
Dimostramelo.
- Come? - Dimostramelo.
Non rubando un dipinto.
Come?
Claire.
È bella. Begli occhi, bel sorriso.
- Non vive… - Non sai nulla di lei.
So più di quanto credi.
Si scopre di tutto sui social media.
- Ci vai spesso? - Qualche volta.
Ho notato delle cose interessanti.
Ha un ragazzo.
Non è niente male. Le ha regalato un braccialetto.
Si vede che le piace molto.
- Piace anche a me. - Quindi?
Hai rubato al Museo d'Orsay. Puoi rubare un braccialetto alla tua ex.
Puoi farcela.
- È un modello raro. - Puoi recuperarlo?
È stato in mio possesso per un po' ma…
- L'ho venduto. - A chi?
- Potrei ricomprarlo. - No.
No.
Ah, ok!
- L'hai venduto a Claire. - Sì.
- Non esattamente. - Che vuoi dire? Sì o no?
L'ha comprato il tizio che era con lei.
Marc.
- Non mi è piaciuto. - Davvero?
- Davvero. - Perché?
- Ok, era gentile. - Ecco.
È un braccialetto rarissimo. Non ne troverai un altro uguale.
Quindi, se Juliette lo vuole, dovrai rubarlo.
A Claire.
- Dove vai truccata così? - Da nessuna parte.
Ho incontrato la madre di Céleste.
A quanto pare, ieri hai parlato con un ragazzo nero.
Le è sembrato che lo conoscessi bene.
Ho risposto che non conosci nessun nero. Anche se penso di sapere chi è.
Ti proibisco di vederlo.
- Chi ti dice che… - Juliette!
Non ci mischiamo con quella gente.
Capito?
ARSENIO LUPIN CONTRO HERLOCK SHOLMES
Tieni, come promesso.
Niente male.
Allora, cosa facciamo ora?
Vorrei ricominciare da capo.
Niente più bugie.
Hai ragione, ho messo la testa a posto.
Restituirò il dipinto.
E il braccialetto.
Non abbiamo mai potuto stare insieme.
- Davvero? - Lo sai.
Non più.
Tuo padre.
- È sempre stato contro di noi. - Basta, è un'ossessione.
- Cosa vuoi? - Vivere la nostra storia.
Mi chiedi di scegliere tra te e mio padre?
Non ti chiedo niente.
Incastrò mio padre 25 anni fa con la collana.
- Ma che dici? - Non sai tutto.
Parla con tua madre, lei lo sa.
Mia madre non ha niente a che fare con lui.
Esatto. Va' a trovarla.
Ti dirà la verità su di lui.
Saputa la verità, farai la cosa giusta.
Tieni.
Che cos'è?
C'è il nome di uno sbirro, Ganimard.
Puoi fidarti di lui. Tua madre potrà dirgli tutto.
Abbiamo perso l'occasione da giovani, ma ora sappiamo cosa vogliamo.
Tieni.
Sai dove incontrarci.
Ecco "La Senna e il Louvre" di Pissarro.
Dietro c'è il capolavoro di Toulouse-Lautrec.
DIPINTO RESTITUITO AL MUSEO
UNA SETTIMANA PRIMA
Allora, qual è il piano?
Assane?
Tranquillo.
Pellegrini ha usato mio figlio. Lo farò anch'io.
Userò sua figlia.
Diamoci da fare.
Buongiorno, vorrei un tavolo per due per domani sera.
Vicino alla finestra.
Perfetto.
Certo, mi chiamo Horace Velmont.
V-E-L-M-O-N-T.
Grazie, arrivederci.
Ottimo!
Domattina chiama Juliette e fingi di essere Velmont.
Dirò che sta facendo un ottimo lavoro
e che voglio vederla prima di fare donazioni.
Siccome la mattina dopo torno a Montreal le proporrò la sera stessa.
Esatto.
Sì, sarebbe meraviglioso.
Potremmo cenare insieme.
Il resto deve venire da lei. È fondamentale.
Vieni.
Coprirò le mie tracce.
Non immaginerà mai…
Qui si mangia bene.
Hai prenotato tu?
Che è manipolata.
No, Velmont.
- Chi? - Horace Velmont.
Allora… Grazie per la cena, Velmont.
Forza!
Pagherò il cameriere perché non ci corra dietro.
Salderò il conto in anticipo.
Ehi, il motorino!
Il motorino!
Ricompenserò il fattorino per il motorino.
Poi, lascerò il posto alla magia.
Se crederà che farei di tutto per lei,
farà di tutto per me.
Persino tradire suo padre.
Ti seguo, ma…
- come rubiamo il dipinto? - Non lo ruberemo.
Glielo faremo credere.
Guarda, è sul rogo di Notre-Dame.
Cambio la scritta.
Fatto.
Siamo tutti distrutti per quanto successo, ovviamente.
La grande tristezza che provo va ben oltre
l'amore per l'arte e la cultura.
La Francia è stata ferita.
Le invierò delle notifiche false.
Ho chi mi reggerà il gioco.
Cosa vuoi da Étienne?
Non si agiti, nessuno la accusa.
Bene.
Ci serve un dipinto falso.
Per quello conto su di te.
Non dovrebbe essere un problema.
In realtà,
non incastreremo noi Pellegrini.
Lo farà sua figlia.
Che succede, tesoro?
Assane Diop mi ha detto di venire da te.
Sono stata tenuta all'oscuro per troppo tempo.
Devo sapere.
A tuo padre servivano soldi.
Era il capro espiatorio perfetto.
Con la confessione, Babakar non ottenne la riduzione di pena.
Tuo padre mentì.
Perché non l'hai denunciato?
Perché?
Era il padre di mia figlia.
Gli volevi molto bene.
Non volevo creare problemi né privarti di lui.
Mamma,
questa storia deve finire.
Devi dire la verità su papà.
Parla con la polizia.
Non lo so.
Tieni. Contatta lui.
Digli quello che sai.
È la cosa giusta da fare.
Ok, tutto questo per un caffè?
Sì, tutto questo per un caffè.
È lei Ganimard?
Sì.
Ho promesso a mia figlia di dire la verità su suo padre.
Va bene, posso sapere chi è lei?
Anne Pellegrini.
Firmi qui.
Anche qui.
Congratulazioni.
Signore?
Cosa c'è?
Polizia, signor Pellegrini.
Mandato di perquisizione!
È in arresto per frode e intralcio alla giustizia.
Verrà interrogato su Babakar Diop.
Sta scherzando?
Vada.
Il bastone!
ARRESTATO PELLEGRINI, PERQUISITA L'ABITAZIONE
ARRESTATO PER FRODE E INTRALCIO ALLA GIUSTIZIA
- Dove sei? - Sono un po' in ritardo.
Cosa fai? Pellegrini è stato arrestato. Ne parlano tutti!
Devo vedere Juliette.
No, non fare questo errore.
È finita, Assane.
Basta!
Non ci metterò molto, a tra poco.
Buonasera.
Buonasera.
Sottotitoli: Giulia Allione
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