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(in inglese) Mi dispiace molto. (Alice in inglese) Grazie.
(in inglese) Mi dispiace per la sua perdita. (Alice) Grazie mille.
Grazie infinite.
(Virginia) Grazie.
(Alice) Grazie mille.
- Grazie. - Grazie.
Grazie mille.
(Alice) Come sei cresciuto!
- Dove l'hai trovata? - Nell'armadio dei giocattoli, in corridoio.
(Virginia) Sai come erano mamma e papà, non buttavano niente!
Venivo sempre meno, ormai papà non riconosceva più nessuno.
- Mi dispiace non esserci stata. - Come potevi? Vivi dall'altra parte del mondo.
- Hai fatto tutto da sola, come sempre. - Quando è morto, non c'ero nemmeno io!
- Come sta Robert? - Bene.
Sta bene!
Sta facendo un corso di marketing. Gli piace molto.
Gli ho detto che non valeva la pena di venire fino qua.
- Virginia. - Mark. - Mi dispiace. - Lo so, era malato da tempo.
(Virginia) Grazie per tutto quello che hai fatto.
Ti voleva molto bene, era molto affezionato.
(Mark in inglese) Ero felice di venire. Amava i libri.
- Lo conosceva da molto? - Sì.
Lavora alla biblioteca della base. Da un anno veniva a fare compagnia a papà.
Gli leggeva qualcosa.
- Non Io sapevo. - Ultimamente papà era diventato ossessivo.
Credeva che c'era qualcuno in casa, che aveva ricevuto una visita.
Non si sapeva di chi. In realtà non veniva nessuno a trovarlo, a parte Mark.
Non ho fatto in tempo a vederlo.
Mi sento in colpa per non essere tornata dopo la morte di mamma.
Ma non volevo ricordarlo così.
La memoria ricorda solo quello che vuole ricordare.
Io ricordo mamma con vestito giallo, foulard e occhiali da sole. Ti ricordi?
A farfalla.
Da vecchia quasi non la ricordo!
- Prego. (in inglese) Grazie.
(Mark) Sei cambiata.
Scusi?
La foto! Non sembrate quasi la stessa persona.
1967, vero?
Scusi, ci conosciamo?
Sono Mark!
Venivo qualche pomeriggio alla settimana a leggere a suo padre.
- Gli tenevo compagnia. - Sì, è vero!
- Scusi, me Io ha detto mia sorella. - Conservava tutti i suoi articoli.
- Era molto fiero di lei. - Davvero?
Non me Io ha mai detto.
l suoi articoli erano la prima cosa che gli leggevo, quando arrivavo.
Lei era parte della nostra routine.
La ringrazio per essergli stato vicino.
Per me è stato un piacere conoscerlo così a fondo.
Immagino che per lei sia strano trovarsi qui.
So che non tornava da molti anni.
Se ha bisogno di una mano con le carte di suo padre o... Qualunque cosa.
Mi chiami.
La settimana prossima l'agenzia ha preso un appuntamento per fare vedere la casa.
Io devo tornare a Milano stasera. Te ne occupi tu?
- Sei sicura che dobbiamo proprio venderla? - Pensavo che la odiassi.
Sì, pensavo anch'io.
Però adesso...
Mi sembra tutto così cambiato, tutto diverso.
Alice, come stai?
- Sei sola? Voglio dire, non hai un... - Un uomo? No, non ho un uomo.
Però sto bene così. Lavoro molto, poi...
- C'è Robert. - Io vorrei soltanto che tu fossi un po' più...
Più in forma, perfetta. Come la mamma, no? Lei era così.
Però a me non sembrava così contenta.
Io vorrei soltanto che tu fossi un po' più felice.
GOCCIOLIO
SCROSCIO DI ACQUA
DAL MANGIADISCHI: "DON'T WORRY BABY" DI THE BEACH BOYS
(Alice ragazza canta in inglese) Non preoccuparti, caro.
Non preoccuparti, caro.
Non preoccuparti, caro.
Non preoccuparti, caro.
Oggi è venerdì. Allora domani è sabato! C'è la festa.
(canta) Du du du.
Metto questo. L'ho rubato con Isabella alla Rinascente.
L'ho provato e mi sono rivestita lasciandolo sotto.
Invece Sara ha preso un cerchietto e l'ha messo in testa con il cartellino del prezzo.
L'hanno "beccata" subito.
Non ti asciughi i capelli?
Si asciugano da soli.
ALICE RAGAZZA ASPIRA
- Scusa. Mi devo un po' esaltare. - Che fai?
Trielina. L'hai mai provata? È una bomba.
Serve per smacchiare i vestiti!
Tiri su con il naso una, due, tre volte. Così.
E poi... Bum! Si stappa il cervello.
- Vuoi provare? - No.
Come vuoi.
(Alice adulta) Scusa, ma... Mamma non si accorge di niente? - Figurati!
- Mamma ha sempre mal di testa. Non si accorge mai di niente. - Papà?
Papà lavora e poi parte anche per sei mesi, quando si imbarca.
L'unico problema è che lascia tutta la bocca amara.
- Che fai? Esci? - Oggi è sabato, il giorno sacro.
Dai!
- Sbrigati, andiamo. - Dove andiamo? (sottovoce) Ssh! Mia sorella dorme.
Papà crede che siamo chiuse dentro al sicuro.
(Alice adulta) Che fai? Sei impazzita?
- Lo faccio sempre. - Davvero?
- Dai, andiamo. - Non posso. - Hai paura? - Sì.
(Alice ragazza) Andiamo! - Nemmeno un bacio?
(Alice ragazza) Andiamo. - Aspetta! Dove vai in pigiama?
Vabbè, mi vesto in macchina.
(ragazzo) Sei carica? - Sì.
- Pronti! - Sbrigati, non voglio fare tardi.
- Che fai? - Mi vesto. Non posso andare alla festa in pigiama. - In macchina? - Sì.
- Non è che vuoi farlo in macchina? - Dai, pensa alla strada. - La guardo.
(ragazzo) Addirittura! - Ti piace? - Tutta questa roba? - Aiutami.
- Pure! - Sì, tira su.
(Alice) Perfetto. - Molto interessante. - Dai, smettila!
(Alice) Ciao!
- Ciao. - Ciao!
- Andiamo. (ragazzo) Dove vai?
- Grazie del passaggio. - Aspetta!
Ad Alice non piace nessuno, Io fa con tutti. Colleziona i ragazzi.
- Andrea fa numero. - È una stronza. - No, vuole solo divertirsi.
- Non Io ha fatto con nessuno. - Figurati! Non ci credo. - Giuro.
- Chiedeva se fa male la prima volta. - Parla l'esperta! Che hai detto?
- È meglio perdere la verginità. Il bello viene dopo. - Che ne sai?
- Non Io hai mai fatto. - Dai racconti.
DALL'IMPIANTO STEREO: "WITH A GIRL LIKE YOU" DI THE TROGGS
DALL'IMPIANTO STEREO: "HONEY" DI BOBBY GOLDSBORO
(Alice) Issa! Dai, no!
Dai, basta!
(Alice adulta) Sotto quegli archi c'erano delle grotte. Ci arrivava il mare.
Quando ero piccola, mio padre le ha fatte interrare per consolidare la casa.
Ci sono tanti lavori da fare, ma la casa è molto bella. La vista è spettacolare.
- Arrivederci. - Arrivederci. - Grazie delle informazioni. - Prego.
- Magari torno con mio marito. - Certo. - Le faccio sapere. - Arrivederci.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Buio. - Sì.
- È un cane che è morto molti anni fa. - Lo so.
- Sa un sacco di cose. - Ho passato tanti mesi in questa casa.
Ha... Ha bisogno di qualcosa?
(Mark) No, sono venuto perché pensavo che lei avesse bisogno di qualcosa.
- Visto che è qua da sola. - Che gentile!
La malattia di suo padre era strana.
Certe volte non sapeva chi era lui né sapeva chi ero io.
Invece quando mi raccontava i fatti del passato, ricordava tutto.
- Era precisissimo. - Che cosa le diceva?
Che lei scappava di casa per andare a ballare, per esempio.
Questo non credo. Non se n'è mai accorto, sono sicura.
Lo dice lei.
Lui mi ha raccontato un sacco di cose di come era lei da ragazza.
Spero non troppo intime.
Ha detto che lei era abbastanza vivace.
Mio padre era un militare e aveva avuto la sfortuna di avere due figlie femmine.
Come in tutte le famiglie, ci sono i ruoli. Quindi mia sorella era la santa e io...
La ribelle.
- Ora io devo andare in un posto. - Se vuole, l'accompagno.
Va bene, grazie. È gentile.
Allora... Se mi dà un attimo, chiudo la casa.
(Alice) Prima qui c'erano soltanto ragazze.
Io e mia sorella saremmo dovute andare alla scuola della base militare.
Ma mio padre ha voluto mandarci qui.
(Mark) Io ho studiato alla scuola della base.
(Alice) Sei figlio di un militare? - Sì.
(accento inglese) Ricordi? Ti facevi lasciare davanti a scuola.
Poi te la svignavi.
È successo soltanto qualche volta.
Poi Io facevano tutte. Però alle sue lezioni venivo sempre.
- Se oggi sono la donna che sono, Io devo soltanto a lei. - Esagerata!
(Mark) Che materie insegnava? - Inglese e Recitazione.
Leggevamo Shakespeare, Kerouac, Hemingway.
- Con suor Catherine si poteva parlare di tutto. - Ricordi la nostra tesina?
Quella che preparavamo per la tua Maturità! Qual era il titolo?
"Hemingway e l'ltalia."
L'hai finita, poi?
No.
(in inglese) Non perdonerò mai tuo padre per averti tolto dalla scuola in quel modo.
(in inglese) Non eri una studentessa modello,...
..ma che bisogno c'era di ritirarti così, all'improvviso,...
..senza avvertire la scuola, senza un saluto...
(in inglese) Niente.
VOCI NON UDIBILI
Non deve essere stato facile andare via due mesi prima della Maturità.
Mi avrebbero bocciato comunque.
Mio padre ha fatto bene a mandarmi via.
È strano.
È passato tanto tempo, eppure...
Sembra tutto così... presente, vicino.
L'AMORE VINCE SU TUTTO
- Grazie. - Prego.
Mia madre da ragazza è rimasta orfana e l'affidarono a un tutore.
Era bellissima.
Fece perdere la testa a molta gente qui a Napoli, anche persone importanti.
Poi un giorno il suo tutore le disse...
..che se non avesse cambiato atteggiamento, non si sarebbe mai sposata.
Allora lei cambiò vita e accettò la proposta di matrimonio di mio padre.
- Questo non te Io ha mai raccontato, vero? - No, ma parlava sempre di lei.
(Alice ragazza) Secondo te, sono fissata con il sesso?
Ma se non Io hai neanche fatto!
Sì, ma potrei. Ho già avuto diverse proposte.
Mi piace "tenerli sulla corda".
Alle feste balli con uno, poi con un altro.
Poi magari in bagno dai un bacio a un altro.
- Così ognuno è convinto che stai con lui. - Ti ho visto.
- È male? - Ti vuoi solo divertire.
Lo so, ogni tanto succedono dei casini.
Ma è anche divertente, no?
- Io facevo la stessa cosa alla tua età. - Davvero?
Poi a vent'anni mi sono sposata e sono rimasta incinta.
Sei pazza? Come se io fra due anni mi sposassi e facessi un bambino.
- Stai attenta, può anche succederti. - A me? Figurati! Mai.
Io ho fatto un sacco di cazzate alla tua età.
Sei ancora bella.
- Davvero? - Sì.
Perché non ti fai un po' più carina?
Secondo te, mi vesto male?
Andresti d'accordo con mamma.
Per lei dovremmo andare vestite tutte abbottonate fino qui.
Dai, vieni. Ti rifaccio il look.
Raccontami di questo con cui esci.
È uno che sa un sacco di cose di me.
Ma non solo cose che potrebbe avergli raccontato papà, anche...
Non so, è come se mi capisse davvero.
Sei un'ingenua.
Lo fa apposta per conquistarti. È una strategia.
l ragazzi fanno così.
Aspetta, ho un'idea. Vieni.
VIRGINIA LEGGE UN TESTO IN INGLESE
Ssh! Mia sorella studia sempre.
(sottovoce) Ci vede!
Non ti preoccupare.
Mamma è sempre mezza addormentata perché prende i cachet per il mal di testa.
Ha una scatola di trucchi, ma non la usa mai.
Le rubo il kajal.
Voglio farti un trucco che ho visto su una rivista.
Da ragazza se non fosse stato per mio padre, non so che mi sarebbe successo.
- Perché doveva succederti per forza qualcosa? - Perché sì.
Perché ero sbagliata.
Che hai fatto di tanto sbagliato?
Niente.
Se ti avessi conosciuta quando eri ragazza, mi sarei innamorato di te.
No.
No, non è vero.
Non è vero.
Tu mi avresti giudicato male come... Come tutti i ragazzi che incontravo.
No, non credo.
Come fai a essere così sicuro?
Perché tu eri fatta così.
- Così come? - Essere un po' leggera.
- Stare con tutti. Come tua madre quando era giovane. - Tu che ne sai di mia madre?
Io avevo diciotto anni.
Volevo soltanto divertirmi, non ho fatto niente di male.
(Mark) Scusa, non volevo accusarti di niente.
Io non mi sono sentita...
..mai più libera come in quegli anni.
Mi dispiace, scusa.
Ho fatto un incubo.
(Alice ragazza) Ero in una caverna buia.
Fumavo e...
Ballavo, nuda.
Io volevo rivestirmi, ma non trovavo più i vestiti.
Poi ho sentito il passo di mio padre.
Mi vergognavo da morire!
Cercavo di coprirmi con le mani.
Avevo rubato il cerchietto con il cartellino del prezzo attaccato.
Ora la polizia sarebbe venuta ad arrestarmi.
Perché avevi rubato?
No.
Perché ero nuda.
Sul cartellino non c'era il prezzo.
C'era scritta una parola.
ALICE RAGAZZA PIANGE
Che cosa c'era scritto?
"Pig."
"Pig."
Io sono una puttana, vero?
Una volta ho sentito papà urlare a mamma che era una ninfomane.
Che cosa significa?
Tu già Io sai.
Sul dizionario c'è scritto...
.."Donna affetta da anomalia del comportamento sessuale..."
"..che si manifesta attraverso la ricerca spasmodica del soddisfacimento erotico."
Papà vorrebbe che fossi ancora una bambina.
Da quando mi è cresciuto il seno, non mi vuole più bene.
Forse devi dargli tempo.
Quando eravamo piccole, io passavo tutto il giorno in giardino con il mio cane...
..ad aspettare che papà tornasse dal lavoro.
Poi lui tornava...
..ed era sempre così... sbrigativo.
Correva in casa da mamma.
Basta!
Devo diventare una ragazza seria.
Devo leggere e studiare, proprio come dice papà.
Tu devi essere come sei.
SIRTAKI LA DANZA DI ZORBA
(Alice) Come è possibile che sia chiuso?
Io ci sono entrata e mi sono persa.
Ballavo il sirtaki.
Lo ballavano tutti quell'anno.
Qua è sempre stato chiuso.
Stai sovrapponendo i ricordi, ma non è importante.
Al funerale di papà e dopo tutte le cose che sapevi di me, sembra...
..che ci conosciamo da tanto tempo, vero?
Anche se io so molte meno cose di te.
Scusa il disordine.
- Da molto vivi solo? - Da quando mi sono separato.
- Il mio matrimonio non è durato molto. - Neanche il mio.
Sei un accumulatore.
Sì, io non riesco a buttare niente. Ti faccio il caffè.
Alice: ("Ho aspettato anni che tu tornassi, ma le fotografie sono mute.")
("Vent'anni, ci credi, e non ho smesso di amarti...")
("..come uno scommettitore pazzo, un ago magnetico in una bussola rotta.")
TINTINNIO DI PORCELLANE
("Un uomo interrotto al punto giusto.")
("Scrivo parole su parole per te, scoperta bambina...")
("..e amata senza pietà, come fosse una donna già fatta.")
("Che cosa avvenne il pomeriggio dell'otto maggio del 1967, sabato.")
("Lo hai dimenticato.")
(Alice) Scusami.
Di che?
Voglio andare a casa.
Se hai bisogno di qualunque cosa, io arrivo subito.
In qualsiasi momento. Va bene?
- Va bene? - Va bene, grazie.
UN CANE ABBAIA
Buio, qui! BUIO RINGHIA
Buio, vieni! Buio!
Non avere paura, con me sta buono. È il cane di papà.
È anche un po' mio.
Che stavate facendo là fuori con quello? Ti ho visto.
Bleah, che schifo! Vi baciavate.
Anche tu ti stavi facendo fregare.
- Scusa, non ho capito. -Io mi chiamo Alice come "Alice nel paese delle meraviglie".
Lei è l'unica che non si fa fregare. Infatti non è una principessa.
Perché tutte le principesse si fanno fregare.
Lo hai letto? Io no, perché non aveva le figure.
Come si fa a leggere un libro senza le figure?
- Tu sei sola qui? - Mia sorella sta a danza.
A me non piace la danza.
Aspetto sempre papà. Poi c'è Buio.
Poi...
C'è... Sai mantenere un segreto?
- Sì. - Vieni.
- Vieni. - Non puoi andare in città da sola. - Non vado in città. Vieni!
- Sei troppo piccola. - Ti do una mano io.
(Alice bambina) Non guardare giù sennò avrai paura.
FISCHIO
- Alice, ho preso le patelle. - Vieni che le mangiamo.
Ma lui è...
Lui è Mark. È vero, non è della fantasia.
Mamma dice che ci sono cose di fantasia e cose vere.
Io sono stupida. Non capisco la differenza tra cose di fantasia e cose vere.
- Quindi nessuno sa che lui è qui. - Per carità!
A papà non piace trovare i nemici in casa. Se li "becca", li uccide, come in guerra.
Degli estranei, vuoi dire.
BUIO ABBAIA
È arrivato!
Buio! Buio!
(in inglese) Sì! Bello!
(in inglese) Ciao, come stai? Com'è andata la scuola oggi?
(in inglese) Stavi giocando con Buio, brava.
(in inglese) Sono anche andata in bicicletta, come mi hai detto tu.
(in inglese) Come ti sei ridotta?
(in inglese) Sei tutta sporca, e perché sei scalza?
(in inglese) - Dov'è tua madre? Come sta? - Non Io so.
(in inglese) Aspetta!
(in inglese) Per favore.
(in inglese) Non sono andata solo in bicicletta.
(in inglese) Ho letto, sul serio.
Ti ha sentito, l'ho visto.
- Sono certa che è fiero di te perché vai in bicicletta e leggi. - Io non leggo.
Sono solo una "pippa". Non capisco niente, sono una stupida!
(in inglese) - Dove vai? - Te l'ho detto. Vado a prendere Virginia a danza.
(in inglese) Vestita così?
(in inglese) Vestita come?
(in inglese) Per favore, Patrick, voglio arrivare in tempo per vederla ballare.
(in inglese) E ci devi andare con il rossetto...
..e con i capelli messi così?
(in inglese) Adesso devi stare attenta.
(in inglese) Ci sono le bambine.
(Alice bambina in inglese) Merda!
(in inglese) Chi urla in questo modo?
(in inglese) Le bambine.
(in inglese) Ma Virginia è a danza.
(in inglese) Non andare... non c'è nessuno.
(in inglese) Stanno solo giocando.
< Scoreggia!
(in inglese) Merda!
(in inglese) Culo!
(in inglese) Scoreggia!
(in inglese) Cazzo. Puttana.
(in inglese) Che vuol dire?
(in inglese) Stronzo! Vaffanculo!
(in inglese) Ne sai tantissime.
(in inglese) Alice... vai in casa.
(in inglese) - Ma papà... - Ho detto vai in casa!
(in inglese) Non venire più qui.
(in inglese) Lo dirò anche a tuo padre.
(in inglese) Non voglio più vedere la tua faccia qui.
(in inglese) Ma noi siamo sposati. Abbiamo fatto il matrimonio segreto!
(Alice ragazza) Vabbè, prova! (ragazzo) Rallentate!
(Alice ragazza) Hai paura? - Rallentate?
- Rallentate! - Ragazzi, calmi.
(in inglese) Buongiorno. Mi scusi, sto cercando Mark Bennet.
(in inglese) Lavora nella biblioteca.
(in inglese) - L'edificio di fronte, terzo piano. - Grazie.
Alice.
(in inglese) È lei?
Adam?
(in inglese) - Come sta? - Non ero sicuro che fosse lei.
(in inglese) Pensavo di vederla al funerale di mio padre.
(in inglese) Lo so, mi dispiace. Non stavo bene quel giorno.
Quant'è passato dall'ultima volta che ci siamo visti? Penso fosse al funerale di sua madre.
(in inglese) Sì, tanto tempo fa.
(in inglese) Mi ricorderò sempre una cosa di lei.
(in inglese) Quando aspettava suo padre vicino allo sportello dell'auto.
(in inglese) Sono felice di vederla, perché...
..al funerale di sua madre non c'è stato modo di parlare di quello che è successo...
..quando è andata via da Napoli.
(in inglese) È passato tanto tempo, Io so, ma...
..non riesco a togliermelo dalla testa.
(in inglese) È stato spaventoso.
(in inglese) Io l'avevo detto di non andare a fare i tuffi in quel posto.
(in inglese) L'acqua è bassa, ci sono gli scogli...
(in inglese) È pieno di scogli.
(in inglese) È pericoloso.
(in inglese) Grazie, Adam.
(Alice ragazza) Vi porto in un posto incredibile. (ragazzo) Rallentate.
(Alice ragazza) Tu sei sempre lento. (ragazzo) Dove andiamo?
(Alice ragazza) Dai, sei sempre il più lento.
Ci arrampichiamo fino sopra. Io mi butto per prima.
- Sopra il percorso è un po' difficile. Però poi è bellissimo. - Sempre dritto?
Ci sono animali?
Ogni volta che propongo un posto, non siete mai contenti!
Dove vai?
- Al mare con gli amici. - Non andare!
- Perché? - Ti prego, non andare!
Fai come papà? Ci chiudi in casa?
- Ho paura per te. - Che palle con questa storia dei tuffi!
- Li ho fatti cento volte. - Per favore, torna a casa.
Mi dici qual è il problema? Sto andando a fare il bagno con gli amici.
Tu hai detto che non faccio niente di male a divertirmi.
Forse sbagliavo.
(ragazzo) Alice!
Dai!
Dai, ragazzi!
(Alice ragazza) Pronti?
(Alice ragazza) È bellissimo! - Nuota, dai!
Dai, avvicinati!
(ragazzi) Che facciamo? - Facciamo il giro sul lungomare. - No! - Sono stanco.
LAMENTI
(Mark) Alice!
Io...
Io ho seguito quell'uomo in quel tunnel.
Era uno che... che mi stava sempre intorno e gli altri erano già andati via.
Poi non...
Adesso mi ricordo, ma non ricordo come sono tornata a casa.
Io sapevo che... che ero stata con un uomo, ma...
Non so perché mio padre mi ha mandato via.
Io non volevo, non volevo farlo.
Non volevo farlo, ma...
Continuavo a dire: "No! No!"
Ma lui non si fermava, io non riuscivo a fermarlo.
Perché mio padre mi ha mandato via?
Nessun padre vuole che si sappia che la figlia è stata violentata.
Era pure un militare.
Eravamo due bambini! Perché non mi hai detto chi eri?
(Mark) Stai meglio?- Sono stata al telefono con mia sorella tutto il tempo.
- Ti ha aiutato a ricordare qualcosa di più?- No.- Sai che penso?
- Forse per te è stato un bene avere dimenticato.- No, io non credo.
Credo che adesso mi verrà in mente tutto, tutti i dettagli.
- Per te sono così importanti i dettagli? - Certo.
Sono fondamentali.
Io devo capire tutto di quella giornata, di quello che è successo.
Chi era quello, come sono tornata a casa. Quella giornata mi ha cambiato la vita.
Io sarei un'altra persona, se non avessi seguito quell'uomo.
Tu non hainiente da rimproverarti.
Tu non hai fatto niente di male, eri una ragazzina.
A vevi solo bisogno di essere più protetta.
Io ti avrei protetto da tutto e da tutti. Lo sai?
Lo so.
Deviricordarlo sempre questo.
Io farei tutto per te.
- Vuoi che vengo da te? - No, non preoccuparti.
- Stiamo ancora un po' al telefono, se vuoi. - Certo, va bene.
Però cimetto un attimo ad arrivare.
Davvero?
- Certo. - Va bene allora, vieni.
Arrivo.
CAMPANELLO
Non andare!
Perché?
Non devi andare.
8 MAGGIO 1967
CAMPANELLO
Ah!
Ma... Mi hai fatto morire di paura!
Come sei entrato?
Non hai sentito il citofono?
Ero sotto la doccia.
Tieni.
Grazie, ma...
Come hai fatto a entrare?
Ho le chiavi. Me le ha date tuo padre.
Andiamo ad aprirla in cucina.
Perché non usciamo a cena?
Hai fame?
No, ma...
Voglio uscire.
Io ho sempre adorato questa casa.
La conosci bene, vero?
Sì.
Forse...
Forse lui ti chiedeva di andare a prendere...
..dell'acqua in cucina o di leggere un libro in salotto.
O di sfogliare un... un vecchio album di fotografie.
Sì, poteva capitare.
Ma gli album finiscono al 1967.
Quello dopo è vuoto.
Tuo padre ha smesso di fare le fotografie.
Nel tuo libro...
..di poesie c'è...
C'è una data.
8 maggio 1967.
Era un sabato.
Lo hai dimenticato?
Io no, perché c'ero.
Che cosa vuol dire?
Vuol dire che io c'ero, ci sono sempre stato.
(Mark) Ma tu non ti sei mai accorta di me.
Io ero sempre là a guardare che ti preparavi e uscivi per andarti a divertire.
Io stavo attento che non ti succedesse niente.
Io ti proteggevo.
Non è vero, non è così!
Se ci fossi stato tu quel giorno, non mi sarebbe successo niente.
Sono stato io a trovarti.
Se non ci fossi stato io, chissà che ti sarebbe successo.
E... Eri tu?
- Sei stato tu a riportarmi a casa? - Certo.
(in inglese) Si è fatta male tuffandosi dagli scogli.
Lui ti ha strappato i vestiti.
Tu continuavi a urlare, cercavi di cacciarlo via.
Avevi un graffio terribile qua.
Qui.
Tu eri lì.
Perché non Io hai fermato?
Prima o poi sarebbe dovuto succedere.
Doveva succedere o non avresti mai smesso di scegliere gli uomini sbagliati.
Quelli che ti fanno stare male.
Quelli che ti mettono le mani addosso, quelli che ti fanno soffrire.
Poi io ti ho sollevata, ti ho coperta e ti ho riportata a casa.
Finalmente ti saresti calmata.
Potevamo stare insieme.
Invece tuo padre ti ha mandata via.
Io ho avuto altre donne. Mi sono anche sposato.
Però mi venivi davanti sempre tu. Che devo fare?
Sempre tu.
VOCI NON UDIBILI
Ah!
(Mark) Aah!
UNA PORTA SBATTE
DAL MANGIADISCHI: "HONEY" DI BOBBY GOLDSBORO
Mark!
Dai!
Dai, balliamo. È divertente.
(canta in inglese) Tesoro, mimanchi.
Eio sto bene.
Emi piacerebbe stare con te.
Piano!
Io... Io non l'ho mai fatto con nessuno.
Tu Io fai con tutti!
Con tutti.
Con tutti! Però solo io ti amo.
Solo io!
Andiamo.
Dai, venite!
(Alice bambina) No, di lì è pericoloso. Di qua!
Qua siamo al sicuro, non può trovarci.
Le grotte interrate!
Come le grotte interrate?
CIGOLII
Ne ho prese tantissime.
Benissimo, ora le mangiamo tutte.
Che hai fatto alla testa?
BUIO ABBAIA
È arrivato!
(in inglese) Papà!
(in inglese) Sei tornato.
(in inglese) Sì, tesoro.
(in inglese) Sono qui.
UNA PORTA SBATTE
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