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Original subtitles

(Amilcare) Dal piu remoto esilio,...

..sull'ali del desio,...

..a te sovente rapido...

..volava, volava il pensier mio;...

..come adorata vergine te vagheggiando...

Amilcare, ma dov'e che vai ?

Il fuoco, non lo senti ? Vieni qua, no ?

- L'esilio ed il dolore... - Alt !

..quasi sparian...

..sparian per me,...

..quasi sparian per me...

..l'esilio ed il dolo...

(CAVALLI IN AVVICINAMENTO)

- Ehi ! Cosa fate li ? - Bruciamo della roba, Piero.

Ma siete matti ?! Andate piu lontano con quella porcheria !

Gia. Tanto sono avanzi, braccia e gambe di chissa chi.

Meglio farne letame, no ?

Lasciali fare. Gli ho detto io di accendere il fuoco dove volevano.

Non li vedi, come sono ridotti ? Peggio di me. Coraggio, andiamo.

(Amilcare) Dal piu remoto esilio,...

..sull'ali del desio,...

..a te sovente rapido...

..volava, volava il pensier mio.

- Depositi o prelevi ? - Prelevo.

E hai segnato quanto ?

Si, papa. Non c'e bisogno che me lo dici tutte le volte.

Ti prego, non mi fraintendere.

Tutto quello che vedi e anche roba tua. Lo sai, no ?

Dicevo solo per la contabilita. Per favore.

- I libri vanno tenuti come si deve ! - Cosa sarebbe ? Un rimprovero ?

Veramente... vorrei che ti occupassi un filo di piu dei nostri interessi.

Si direbbe che tu sia l'unico...

..che non si e accorto di quello che e successo, che succedera.

D'accordo ! C'e la guerra, lo so !

Ma tu sei in divisa ? No. E quindi, figlio mio, la tua trincea e questa.

Di conseguenza, muoviti. Anche Enrica e di questo avviso.

- Chi ? - Tua cugina. Mi ha domandato di te.

Perche non metti in moto la spider e vai a Palmanova ?

Dai, fatti vedere una volta, no ?

Vedere, eh ? Ah, mi piace ! Ma se e una vita che tu mi tieni nascosto ?

- Marcello ! - Negalo !

Visto che ora c'e la guerra, via libera al mostro. Tanto nessuno lo vede.

Non dirlo mai piu. Lo sai che ti voglio bene.

Quando mi ha visto, perfino mia madre e morta.

E' morta di parto, tua madre !

Quando mi ha visto, e corsa a buttarsi nel fiume ! Qui lo dicono tutti !

Prova a guardarmi bene, per una volta !

(IL PADRE SOSPIRA)

- Ah, Mariuccia... - Comandi. - Le mie camicie.

(in veneto) Le ho appena stirate. Vuole che le metta in camera sua ?

- Sbrigati, ne ho bisogno subito ! - Si, subito.

''..e cosi pure i tuoi cugini, che ci chiedono sempre di te.''

- ''E anche Michelina...'' - (Uomo) Sempre a lamentarti.

- (Antonio) Mamma... mamma... - Sono qui, sono qui.

Mamma...

Ehi, monco ! La scala tienimela con due mani !

- Bastardo ! - Non stare a dargli ascolto. Sai lui come e fatto.

(CESARE RIDE)

Vieni, Amilcare ! Su, muoviti ! Dai, cammina !

Ecco ! Tienila forte !

(CESARE RIDE)

Ehi, porta-feriti, per quanto ne hai ancora ?

(in veneto) Ancora questo fil di ferro e ho finito.

To', ''mona'', monta i teli.

Alla fine uno resta solo con i suoi guai.

- Ehi, dai, vieni con me. - Felice, dammi una mano.

Amilcare, attaccati. Piano ! Cosi.

Ti piace ? (CENNO DI ASSENSO)

L'ho presa a un ufficiale austriaco ! E voleva accopparmi, sai ?

Ma io sono stato piu svelto.

Eh ?

Bastano ?

(in veneto) Volevo regalartela, ma questo e un periodo cosi balordo...

(MARCELLO E CESARE RIDONO) Cosi va meglio.

(FISCHIO)

Ehi, voi, ''bischeracci'' ! C'avete un culo, porca Eva ! Il vostro congedo.

Ehi, ce ne andiamo.

Io a casa non torno. Cosa se ne fanno di me, adesso.

(in veneto, ridendo) Ti mettono in una bella gabbia e tu canti !

Allora lo festeggiamo noi il loro congedo. Alle 17:00, d'accordo ?

- (in veneto) Ci vediamo la. Hai capito dove, eh ? - Si, si.

Ehi, Antonio se n'e andato. Sorella !

(CESARE SOSPIRA)

(LA SUORA RECITA UN'ORAZIONE IN LATINO)

(DIALOGHI INDISTINTI DAI LOCALI ADIACENTI)

- (Donna) Antonia ? Ti sto aspettando. - (Antonia) Si, vengo, vengo.

Sei in ritardo, lo sai ? Cesare aveva detto alle 17:00.

Cos'e, vuoi farti sospirare ?

Vede, sono passato un momento in pasticceria.

- Dov'e Cesare ? - Non so, sara a spasso.

Grazie. Mm, che carino che sei...

Scusi, non mi sono presentato.

E' vero, ha ragione, ma... Cesare non fa che parlarmi di lei.

Mi chiamo Maria. Tenga.

Oh...

(VERSO DI APPREZZAMENTO)

Su, apra la bocca, c'e una cremina al cioccolato come ripieno...

(RISATA) ''Pardon'' !

Ma e vero, allora ! Hai un nuovo spasimante !

Che amore ! E' un vero bambolotto, lui. Dove l'hai trovato ?

Guarda che belle manine che ha !

Sai che sei davvero carino ? Che begli occhi ! Ma che guardi, curiosone ?

Vuoi ? Aspetta, sentirai com'e buona, ora.

Per favore ! Lasciatelo in pace, e un mio amico, lui.

(Sonia) Ah, e un amico !

Quand'e cosi, bisogna farlo divertire ! Ti va un po' di musica ?

(MUSICA DA BALLO DAL GRAMMOFONO)

(Dora) Ma che cosa hai messo ?

La prego di scusarmi, ma... devo proprio andare, ora.

(Dora) Hai visto ? Con questa lagna, ce lo fai scappare.

Ma come, te ne vai ? Senza neanche assaggiare le specialita della casa ?

(MUSICA DA BALLO DAL GRAMMOFONO)

- Uh, che peccato ! - Fifa, eh ? (RISATE)

- ''La prego di scusarmi, ma devo proprio andare, ora.'' - Dai !

(ridendo) Scusa, Maria, se ti abbiamo fatto perdere una marchetta !

- Ci lascia di gia, signor Marcello ? - (Marcello) Si, madame...

Leni Grundt, ma mi chiami Leni, e piu amichevole.

- Vorrei guanti e cappello. - Gianna ! Il signor Marcello se ne sta andando.

- Cesare ha lasciato detto che tornava alla villa. - Alla villa ?

- E' stato un incontro felice, spero. Maria e una ragazza d'oro. - Oh, si.

- Torni a trovarci presto. - (Flora) Vieni.

- Ho sempre cosi poco tempo... - Ritorni, la prego.

Lo sa che qualche anno fa ho conosciuto suo padre ?

- Ah... che strana coincidenza. Madame. - Accompagna il signor Marcello.

(MUSICA DA BALLO DAL GRAMMOFONO)

(MUSICA DA BALLO DALL'INTERNO DEL PALAZZO)

(BELATI E ABBAIARE DI UN CANE)

(MUSICA DA BALLO DALL'INTERNO DEL PALAZZO)

(BELATI E ABBAIARE DEL CANE)

(AUTOMEZZO IN AVVICINAMENTO)

- (Dottore) Dove sono le stampelle ? - (Infermiera) Eccole !

(GEMITI DI DOLORE E DIALOGHI INDISTINTI)

(GEMITI DI DOLORE E DIALOGHI INDISTINTI DALL'ESTERNO)

(Dottore) Quello puo camminare ! C'e qualcuno in medicheria ?

(Dottore) Coraggio, coraggio !

- (Uomo) La mia testa, dottore ! - (Dottore) Appoggiati a me.

(GEMITI DI DOLORE)

- (Uomo) Dai, ecco... - (Dottore) In sala operatoria.

Aspetta, la stampella. Ecco. Sorella, lo aiuti a scendere.

- (Infermiera) Lascia, faccio io, su. - (Uomo, in veneto) Questo e morto.

(Dottore) Porta via. Vieni. Aspetta, appoggiati.

(Dottore, dal cortile) Le infermiere che fanno ? Sveglia, muoversi !

(sottovoce) Mariuccia...

(sottovoce) Mariuccia...

Lasciami stare. Ho sonno.

Non riesco a dormire.

- Mariuccia, fammi dormire. - Dai, vieni qua.

Sai che certe volte invidio Marcello ? Sul serio.

Dai, povero nanetto...

(in veneto) Dimmi: com'e a letto ?

Da quando in qua ti interessa sapere come chiavano gli altri uomini ?

(in veneto) E' un uomo, quello ?

(in veneto) Se mia madre mi avesse fatto come lui,...

..non sarei obbligato a tornare sul Carso...

..a prendere su quei poveri disgraziati fatti a pezzi.

(Cesare) Vorrei essere alto come lui, un metro e 20, non di piu.

Pero io non ti amerei mica, sai ?

Ma un nano la eccita, una donna ?

E' un cliente come gli altri.

Ma io i clienti non li bacio in bocca.

- E' gentile. - (in veneto) E' pieno di soldi.

(in veneto) Stavolta lassu ci lascio la pelle.

No, le carte dicono che tornerai da me.

''Bon'', allora sono tranquillo.

(MARIA RIDE)

Marcello ! Marcello !

- (Cesare) Ehi ! Non mi avevi visto ? - (Marcello) No.

- (Cesare) Cercavi me ? - (Marcello) No. Perche ?

- (Cesare) Mi fai salire ? - (Marcello) Dai, monta.

Non dovevi andare a Palmanova con tuo padre, quest'oggi ?

- Ci sto andando. - Come, senza di lui ? - Senza di lui.

E' per questo che sei cosi di buon umore.

Io ho un carattere schifoso.

- Vuoi che andiamo su ? - A quest'ora ?

- Mette appetito. - Non ne ho voglia.

Bene. Allora ingrana.

- Ma il tuo motore va a tre cilindri. - Sei sicuro ?

Gli diamo un'occhiata insieme, dai. A Palmanova andrai domani.

Mi passi il pane, per favore ?

- Ci sei andato poi a Palmanova, ieri ? - Si. Cioe, no.

- Si o no ? - No. Sono andato giu al fiume.

Con la spider ? (CENNO DI ASSENSO)

Ah, finalmente ! Era un bel po' che non la mettevi in moto, vero ?

Neanche tanto.

- (Padre) Cammina ancora, eh ? - Una cannonata.

(Uomo) No, passi dalla corte, che davanti e chiuso !

Cosa c'e ? Mariuccia, cos'e successo ?

(in veneto) E' arrivato l'amministratore, e qui con il calesse.

(Uomo) Buongiorno, ragioniere. La lasci, penso io al cavallo.

- (Mariuccia) Buongiorno, ragioniere. Riverisco. - Ah, grazie.

Buongiorno, signor avvocato. Signorino. Non vorrei disturbare.

Ma per l'amor di Dio ! Venga avanti ! Si accomodi !

- Un'altra seccatura, immagino. - Be', io...

Porta al ragioniere quello che preferisce.

- Ci hanno bombardato, questa notte. - E la casa ?

Il tetto verso il giardino ha preso fuoco.

Solo stamattina... i pompieri sono riusciti a spegnere l'incendio.

La stanza della mamma ?

Ho fatto portare quello che ho potuto in cantina, ma qualcosa si e rovinato.

Prima il fuoco, poi l'acqua...

Su, Mariuccia, non stare li impalata ! Di' a Piero che prepari l'automobile !

- Io torno con il calesse, avvocato. - Vada ! Vieni anche tu, Mariuccia !

- Andiamo via subito ? - No, tu resti qui.

- Torni a rinchiudermi. - Finiscila con questa storia.

Uno di noi deve pur rimanere, non ti pare ?

(CENNO DI ASSENSO)

(CANTO DI ALCUNI SOLDATI)

- Avvocato, ecco il suo lasciapassare. - La ringrazio.

Di qualunque cosa potesse avere bisogno, si rivolga a mio figlio.

(Mariuccia) Grazie.

- Stara via molto, avvocato ? - Solo il tempo necessario.

Ancora grazie per la preziosa ospitalita che ci ha concesso.

- Buon viaggio. - Puoi andare, Piero.

(CANTO DI ALCUNI SOLDATI)

Passami la 27.

Ho detto la 27, non la 30 !

(in veneto) Ma perche non ti piace andare al casino ?

E' questa ? Chi te lo ha detto ?

(in veneto) Me lo hai detto tu.

- (Marcello) Hai finito ? - Tra cinque minuti e tutta tua.

- (in veneto) Mi ha chiesto di te. - Chi ? - Lei.

Si, la madama. Le dispiace di non vederti piu.

Quando mio padre e via, non posso muovermi.

- Non cercare scuse, torna da lei ! - (Marcello) Vedro.

Ma dai, sei un uomo normale.

- E' bellissima, eh ? - Chi, Maria ?

- Parlavo della tua spider, ''mona'' ! - Dovevi fare il ruffiano, tu.

- Cesare ! - Cosa vuoi ancora ? - Dobbiamo sloggiare ! - Sloggiare ?

- E' arrivato l'ordine di trasferimento. - Cosa ?

Su, muoviti ! Si fa fagotto oggi stesso !

(DIALOGHI INDISTINTI E CANTO DI ALCUNI SOLDATI)

A voi. Datemi una mano.

(ridendo) Piano, che lo rompi.

Vedete di stringervi, dobbiamo starci tutti.

- Stai calmo. - Non fare la carogna.

Non mettetevi troppo comodi, devo starci anch'io.

Come no ! E magari ti porti dietro anche la bionda, eh ?

- Ma va' a cacare... - Vacci tu.

(DIALOGHI INDISTINTI E CANTO DI ALCUNI SOLDATI)

Dimentichi questo.

- (in veneto) Non e mio. - Adesso lo e. Ti piaceva, no ?

- Fosse per me, resterei qua. - Cosa fai, il tenero ? Finiscila.

- Ti raccomando Maria, Marcello. Trattamela bene, capito ? - Fidati.

(CANTO DI ALCUNI SOLDATI)

(Cesare) Vai !

(CANTO DI ALCUNI SOLDATI)

(AMILCARE CANTICCHIA)

- Dai, muoviti, dobbiamo andarcene. - La guerra e finita per noi.

Oh ! Ma che cazzo fai ?!

Do fuoco a te, a questa villa-ospedale e me ne vado !

E piantala, Cristo ! (RISATA)

Dov'e che vuoi andare ?

- A casa mia. - Per fare cosa ?

Senza un centesimo in tasca, senza un braccio...

Tua moglie ti sbatte la porta di casa in faccia.

Senti chi parla. Tu non hai perso gli occhi, hai perso il cervello.

Il tuo invece lavora troppo.

Qualche idea ce l'ho. Di', vuoi venire con me ?

L'unica cosa che possiamo fare noi due e pisciare controvento.

(RISATA) Pero l'importante e non bagnarsi.

Era il suo vestito preferito. Sono sicura che stara benissimo anche a te.

- Me lo provero domani. - No. Adesso.

Ti stara d'incanto, vedrai.

- Hai le stesse misure della mia Emilia. - La finisca, Leni.

- Pero, mica male. - Davvero. Sei perfino piu bella.

Ma tu non mi lascerai, vero, Maria ?

Gliel'ho detto, questa storia mi spaventa.

Potro parlarne almeno con te di quella pazza di mia figlia...

Sara, ma scommetto che non ha mai avuto una figlia.

Io domani voglio vederti scendere con questo vestito.

- Buonanotte, piccola. - Buonanotte.

(MARIA SOSPIRA)

(Gianna) Verro ben volentieri,...

..ma ho paura di mio marito.

Verro ben volentieri,...

..ma ho paura di mio marito.

E tuo marito fallo morire,...

..fallo morire, che ti insegnero.

E tuo marito fallo morire,...

..fallo morire, che ti insegnero.

(Leni) Gianna ! Gianna !

- Gianna ! - Io muoio dalla fame.

Sonia, per cortesia... Gianna !

- Mi scusi, madame. - Portami dell'altro latte.

- Veramente, stavo finendo il bucato. - Non discutere ! E sbrigati !

- Madame, volevo avvisarla che i biscotti stanno per finire. - Lo so.

Sonia, quanti giorni sono che non ti lavi i capelli ?

- Una settimana. - Non parlare con la bocca piena !

- Alma, per favore, mi prendi una sigaretta ? - Subito.

E so anche che giorno era. Io annoto tutto sul mio diario.

Il capitano Maisani ha detto che avevi un odore pessimo.

Non mi meraviglia. Quello mi fa sudare sette camicie, prima di venire.

Sonia, per favore, siamo a tavola.

E ricordati anche le ascelle. Devi rinfrescarle tutti i giorni.

Ma se il bidet io lo cavalco ogni santa volta !

(CAMPANELLO)

Da quando in qua le ascelle le hai fra le gambe ?

- Vai alla porta, dev'essere il postino. - Vado.

- Scrivi al tuo caporale ? - Certo. - Ah, ma sei proprio fedele !

- (Gianna) A quest'ora no, e chiuso. - Ma non per me. C'e... Maria ?

Madame, io gliel'ho detto che era chiuso, ma ha voluto salire lo stesso.

Fa niente. Signor Marcello, che piacere rivederla !

Purtroppo qui e ancora tutto in disordine.

Se mi vuole, madame, un minutino e sono pronta.

La lasci dire, scusi.

E' proprio una bella improvvisata. Era un po' che non si faceva vedere.

(Flora, sottovoce) C'e il nano.

- Ha una fortuna, quella porca... - (Leni) Salga pure, signor Marcello.

Credo che abbia gia fatto colazione.

(ridendo) Sta sempre a letto, quella ragazza. E' una gran pigrona !

Maria ? Maria, il signor Marcello sta salendo.

Vada, vada pure. Camera numero 3.

(ALMA SUONA UN BRANO DI MUSICA CLASSICA)

(COLPI ALLA PORTA)

- (Maria) Chi e ? - Sono io, Marcello.

(Maria) Un momento.

Oh, che sorpresa... Prego, si accomodi, non resti sulla porta.

Dai, siediti... Si segga.

- Le va un po' di te ? - No, grazie.

Non vuole venire a sdraiarsi qui, accanto a me ?

No, sono qui solo... per salutarla e per rivederla.

(MARIA SOSPIRA)

(Maria) No, lasci, lasci stare. Non mi va piu.

(Maria) E' stato carino, pero, a ritornare.

A me piace starmene qui a parlare.

E' che non mi capita tanto spesso, sa ?

Io e te siamo amici, vero ? (CENNO DI ASSENSO)

Tanto io non lo dico a nessuno che tu non vuoi fare l'amore con me.

Accucciati qui ! E cosa aspetti ancora ?

Sai, basta che paghi quando passi di sotto.

Contano solamente i soldi, qua dentro. Solamente i soldi.

Ma cos'e che ti piacerebbe fare ?

Senti, vuoi che ti tocchi ?

O invece vuoi solo guardarmi ? Non hai che da dirlo.

No ! Per me l'amore e una cosa piu complicata.

Oh ! Tu devi essere matto !

Ma questi sono troppi ! Mm... sento gia di adorarti.

(Maria) Ci vediamo, eh ?

- Non si e accorto di niente ? - Solo di me, amore. - Lo vedo.

- Colpo di fulmine, eh ? - Si, mi ama pazzamente !

Basta che venga... anche solo una volta alla settimana per rendermi felice.

- (in veneto) Sei di poche pretese. - A che cos'e che stai pensando ?

(in veneto) Tu molli questa baracca e ti metti con lui.

Vuoi dire... vuoi dire, fuori dal casino ?

Sembra che i nani muoiano giovani.

Tu dammi retta, e noi diventiamo signori.

Ma dovremmo fare l'amore sempre di nascosto...

Tanto nascosto devo stare, no ?

(RUMORI INDISTINTI)

(PORTA CHE SI CHIUDE AL PIANO INFERIORE)

(PORTA CHE SI APRE AL PIANO INFERIORE)

(CIGOLIO DI UNA PORTA)

- Cesare ! Ma cosa fai qua ? - (in veneto) Sono scappato.

- Hai disertato ? - Eh... - E come fai, adesso ?

Non sono piu Cesare, ma Del Sal Amilcare. Leggi qua.

Del Sal Amilcare, in congedo illimitato.

- L'hai rubata ad Amilcare ? - No, mi ha fatto un favore.

A un cieco di guerra i carabinieri non chiedono le carte.

- Cosi... sono cieco anch'io. - Tu sei matto ! Sei tutto matto !

(in veneto) Anch'io voglio salvare la pelle. Mi aiuterai, no ?

Vieni.

(MARCELLO CANTICCHIA)

Hai le stesse misure di mio zio, ti sta benissimo !

- Si, ma mi arrestano subito, se vado in giro cosi. - La !

Ascolta, posso restare a dormire in scuderia, solo per qualche giorno ?

Se vuoi...

Cosi neanche mia madre mi riconoscerebbe.

- La spider come va adesso ? - Bene, proprio bene.

Non fare quella faccia ! Staro qualche giorno, poi trovero qualcos'altro.

- ''Bon'' ? - ''Bon.''

(in veneto) Marcello, sei un amico !

''Merci beaucoup'' ! (MARCELLO E CESARE CANTICCHIANO)

(Marcello) Che bel cagnetto.

(Dora) Non e un cagnino, e una femmina.

- Allora ? - E' quasi pronto. - Ce l'ha fatta...

- (Marcello) Morde ? - (Dora, ridendo) Gli uomini mai.

Meno male... Carina.

- (Flora) Oh, Dio, ho una fame... - E' pronto. Posso portare in tavola ?

- Ancora qualche minuto. Diamole il tempo di prepararsi. - Va bene, madame.

Allora, se volete, possiamo accomodarci.

Il nostro ospite si siedera li.

Prego. No, Dora, quel posto va lasciato libero. Vieni qua, accanto a me.

(Sonia) Di qua, bimba.

Neanche se lo immagina il piacere che ci ha fatto, accettando il mio invito.

- Il piacere e tutto mio. - (Sonia) Noi siamo in piccionaia.

- Ma perche ci mette tanto ? - Stara... - Di chi parli, tesoro ?

- Di Maria. - Ma che c'entra Maria ? (LENI SI SCHIARISCE LA VOCE)

(Sonia, ridendo) Ci siamo qui noi, no ?

E' il suo giorno di liberta, oggi. (LENI SI SCHIARISCE LA VOCE)

- Eccola. - Sta arrivando ! - (Sonia) Adesso si ride...

(ALMA SUONA UN BRANO DI MUSICA CLASSICA)

Oh ! Finalmente ! Ci hai fatto spasimare !

Come sempre. Io li faccio diventare matti, gli uomini.

- (in veneto) Anche se poi non ho molto da offrire. - Brava !

(RISATE E APPLAUSI)

Signor Marcello ! Niobe, ho il piacere di presentarti il signor Marcello.

(Leni) Allora, vogliamo accomodarci ? Prego.

Alma.

- Che eleganza ! - Grazie !

Grazie.

Niobe e davvero preziosa.

Non fosse stato per le mie conoscenze, non l'avrebbero mai lasciata andare.

Marcello, e poi, tesoro ?

''Marcello'' e piu che sufficiente per diventare amici.

- Lei e di queste parti ? - Si.

Io di Padova, ma i miei vengono dalla Francia. Lei lo sapeva, madame ?

- Lo sapevo. - Che bella coppietta...

- ''She's very nice'' ! - (Sonia) Che ha detto ?

- Mi versa un po' di vino ? - (Sonia) Noi siamo internazionali !

- A me lui non dispiace mica. - (Niobe) ''Merci.''

- (Leni) Gianna, porta pure in tavola ! - Lei e il mio cavaliere.

(SIBILO DI BOMBE AEREE) Ma che succede ?

(ESPLOSIONI E GRIDA)

(Leni) State calme ! Giu in cantina ! Presto, su !

(GIANNA E ALCUNE RAGAZZE RECITANO IL ROSARIO IN LATINO)

Smettila, Gianna, ci fai diventare matte.

(RECITA DEL ROSARIO IN LATINO)

- Ssh... hanno smesso di bombardare. - Si, e vero, non si sente piu niente.

Calmati, Gianna, e finito tutto.

(CAMPANELLO)

(COLPI ALLA PORTA) Come, finito ? Non sente ?

Stanno solo bussando. Su, va' ad aprire.

(COLPI ALLA PORTA) Ho paura... ho troppa paura, madame.

Va bene, Gianna, rimani qui, vado io a vedere chi e.

(COLPI INSISTENTI ALLA PORTA)

(Leni) Maria ! Dio sia ringraziato ! Ero cosi in pensiero. Hai avuto paura ?

- Credevo di morire. - Povera la mia bambina.

- (''Monco'') Attento, ci sono i gradini. - Chiudetela, quella porta !

- (Cesare) Faccio io, madame. - Gli ho detto io di venire qui.

- A fare che ? - Non sapevano dove andare.

(Leni) Hai fatto bene. Dove c'e posto per dieci, c'e posto per cento.

- Siediti. - Uh, che male... - Siediti ! - Mi bruciano.

Sta' buono. Posso avere un po' d'acqua. - Subito.

E fuori ? Cosa sta succedendo in paese ?

Qualche casa e andata a fuoco. I nostri sono scappati. Che vergogna.

Loro la chiamano... ''ritirata strategica''.

E noi cosa si fa, adesso ? Non si vede piu un soldato qui intorno.

- Aspetta. - Gianna, e le ragazze ? Oddio, sono ancora di sotto !

- Faccio io. - (Leni) Su, su, ragazze !

- Certo... l'artiglieria non perdona. - (Leni) E' finito tutto, venite su !

Dove hai passato la notte ?

In una cantina.

Stavolta a casa non ci torniamo davvero.

Io si...

(in veneto) Io non resto qua... Dov'e... ?

- Dove vuoi andare ? - Qua non posso restare.

- Adesso e pericoloso uscire. - Fa niente.

- Sta' qua ! - Voglio andarmene ! Non voglio morire in un casino !

- Io ce l'ho una casa ! - Lasciale fare quello che vuole. Lei puo.

Era l'unica donna libera qui dentro. Ragazze, Gianna se n'e andata.

- Che ? - Oh, no...

(Sonia) E adesso chi ce li rifa i letti ?

(Ragioniere) Hanno centrato in pieno l'automobile.

Sono morti anche Piero e Mariuccia.

Questo e tutto quello che suo padre aveva con se.

(DIALOGHI IN TEDESCO ALL'ESTERNO)

Io resto... in attesa di sue disposizioni.

Sono loro.

Le mie piu vive condoglianze per il suo lutto.

Nonostante i nostri sforzi, purtroppo questa guerra non risparmia i civili.

Come le avevo annunciato, la villa restera requisita fino a nuovo ordine.

I miei uomini hanno gia preso possesso dell'edificio.

Mi auguro che lei trovi una adeguata sistemazione.

Non si preoccupi, le mie necessita sono molto limitate.

Ho dato precise disposizioni perche nulla venga toccato.

Lei puo tornare qui quando vuole. Dopotutto, questa e casa sua.

- Scusi, io... - L'ha visto da se, no ?

Non sono piu in grado di darle disposizioni.

Non durera molto, signorino, mi creda.

Lasci che le rinnovi l'espressione del mio cordoglio.

E, la prego, dia retta a me, non rimanga qui,...

..questa e brutta gente.

Viva l'Italia !

Odioso... L'hai visto ?

Quello, se per caso una di noi ha la tosse,...

..e capace di farci chiudere la casa subito.

Sai cosa mi ha detto Leni ? Che non e neanche un dottore, e un veterinario.

''So gut.'' Vai. D???

- (sottovoce) Che schifo, puzza. - Per forza, mangia il sigaro...

Avanti un'altra.

- Non si lava neanche le mani... Questo crede di stare in caserma. - Vieni qui.

Su, siedi.

Apri.

Vedrai che ti troverai bene qui. Anche Leni e contenta.

- Vuoi che ti disfi la valigia ? - No. No, lascia.

Su, coraggio ! Hai fatto benissimo a venire qui.

D'altronde, l'unico albergo decente e stato requisito.

E poi, se non altro, e una buona occasione per conoscerci un po' meglio.

Andiamo, non prenderla cosi...

(Marcello) E pensare...

..che l'ultima volta che e partito, non l'ho nemmeno salutato.

(DIALOGHI INDISTINTI IN TEDESCO)

(MUSICA CLASSICA DAL GRAMMOFONO E DIALOGHI INDISTINTI IN TEDESCO)

(in tedesco) E' uno schianto.

E' uno schianto.

(in tedesco) - Mio caro... - Andiamo, tesoro.

- Mio caro... - Andiamo, tesoro.

(MUSICA CLASSICA DAL GRAMMOFONO E DIALOGHI INDISTINTI IN TEDESCO)

(in tedesco) - Non dica nulla a mia moglie. - Non si preoccupi.

- Non dica nulla a mia moglie. - Non si preoccupi.

Oh... ''Guten tag.'' Prego, accomodatevi.

Le ragazze sono occupate ?

Si, tutte, ma avete la fortuna di trovare libera Niobe.

(Ufficiale) Chi e Niobe ? Quella li ?

(in tedesco) Per l'amor del cielo, no !

Per l'amor del cielo, no !

(in tedesco) Ci credo che e libera.

Ci credo che e libera.

Questa grande fortuna la lasciamo agli italiani. Noi siamo generosi !

(RISATE DEGLI UFFICIALI E PIANTO DI NIOBE)

Le altre ragazze saranno libere fra pochi minuti.

Va bene, se mai torniamo piu tardi.

(in tedesco) Meglio fare da soli.

Meglio fare da soli.

Oh, ''la-la'' !

(NIOBE PIANGE)

(Leni) No, non piangere, non piangere...

Dov'e il coltello ? Tu devi dirmi dov'e, ''ricorditelo'' !

E' li, davanti a te. A sinistra !

Ma devi fare la parte del cieco anche quando siamo tra di noi ?!

Se gli austriaci si accorgono che ho i documenti di un altro,...

..mi prendono per una spia.

Basta che mi distraggo, e addio Cesare ! Chiaro ?!

(in tedesco) Arrivederci.

Arrivederci.

Fai venire un altro.

(Soldato, in tedesco) Il prossimo.

Il prossimo.

Chiudi la porta.

Dai, ecco, sono qua, tutta tua, fresca come una rosa.

(Dora) Be', ma cosa aspetti ?

(DIALOGHI INDISTINTI IN TEDESCO)

(DORA PIANGE)

Alma ! Cosa fai ancora li ? Dico, sei diventata matta ?

Oggi non lavoro, e il mio giorno di liberta.

Dai, carina, sono finiti i bei tempi !

Oh, no, la prego... L'acqua calda mi calma il bruciore.

Dai, su, tesoro, fai un piccolo sforzo, coraggio !

Stanno facendo la fila, di sotto !

Fatti un bell'impacco di camomilla e vedrai che passa.

(in tedesco) - E' dentro da mezz'ora. - Pensa di essere a casa.

- E' dentro da mezz'ora. - Pensa di essere a casa.

(Dora) No !

(in tedesco) E ora che succede ?

E ora che succede ?

No ! No ! Andate via ! Basta !

(piangendo) Basta ! Non ne posso piu !

(DORA PIANGE E SI DISPERA)

(in tedesco) Vieni, Fritz ! Vieni ! Andiamo dalla bella Sonia !

Vieni, Fritz ! Vieni ! Andiamo dalla bella Sonia !

Ma che cosa stai facendo ?! Sei impazzito ?!

Ti sbatto fuori ! Hai capito quello che ti ho detto ?! Io ti denuncio !

Povero Fritz, ha diritto di divertirsi un po', ''prima di tornare fronte''.

(RISATE DEI SOLDATI)

(in tedesco) Avanti, sali !

Avanti, sali !

Sonia, trattalo bene, e un amico !

- E' mio fratello ! - E' lo zio ! - (Leni) Basta !

Vi avverto che informero subito il maggiore Banfield !

(RISATE)

Le altre non smettono di lavorare un minuto, e tu invece...

- Due marchette in tutto. - Tre, madame, tre.

Figliola, cerca di renderti conto che se continui cosi...

..io non mi posso piu permettere di tenerti.

Io faccio il possibile. Vedro... vedro di fare ancora meglio.

Si, ma sai, questi le vogliono tutte alte e bionde.

(CAMPANELLO)

- Buonasera, madame. - Buonasera, maggiore.

- Posso ? Non dispiace ? - Prego.

(SUONO DEL PIANOFORTE)

Ascolta, tesoro,...

..da quando Gianna se n'e andata, qui c'e un sacco di pulizie da fare.

Perche non prendi il suo posto ? Solo per un po', poi si vedra, tesoro.

Ma, madame, io non...

Dammi, retta, Niobe, sara meglio per tutte se restiamo unite.

(piangendo) No, la prego, no... No, no... la serva no !

Cara, sai che fai domattina ? Cominci dal bagno.

(piangendo) La serva no ! (NIOBE PIANGE)

(IL MAGGIORE SUONA UN BRANO DI MUSICA CLASSICA)

Si, lo sento, Iddio mi chiama...

..dei mal miei al fin pietoso.

Quest'ingrata chi piu l'ama ?

Un sospir...

- Chi e ?! - Sta' tranquillo, sono io, Leni.

Cosa succede li sopra ?

- Ah... il solito. - Si divertono.

Divertiti anche tu.

Attento, non mettermi in disordine. (GEMITI DI PIACERE)

Ti piace... ti piace il mio odore ?

Devi essere bella... Come sei morbida...

- Devi essere tutta tenera... - Piano... piano, non mi spettinare.

- Sei bionda ? - Si, sono bionda. Dappertutto.

''Il fiore fecondato chiese al melo annoso:...''

''..'Perche mai esiste il dolore ?'.''

''E l'albero chiese alla terra: 'Perche mai esiste il dolore ?'.''

''E la terra chiese alla pioggia: 'Perche mai esiste il dolore ?'.''

''E la pioggia chiese al sole: 'Perche mai esiste il dolore ?'.''

''E il sole a sua volta lo chiese alla mela.''

''E la mela rispose: 'Io esisto'.''

(COLPI ALLA PORTA) - (Niobe) Permesso. - (Maria) Avanti.

Mettilo pure qui.

- Posso ? - (Maria) Certo. Ma dimmi un po': chi vuoi sedurre ?

Marcello ? Marcello ! Ti ho portato gli asciugamani puliti.

(Marcello) Adesso non mi servono.

Me li avevi comandati. Vuoi che te li lasci qui fuori ?

- Se no poi la madame... - E va bene, sbrigati.

- Non e per me fare la serva. - Perche lo fai, allora ?

Per restare qui. (in veneto) Agli austriaci non piaccio.

E invece... sono brava, io.

Lavoro bene. Davvero, sai ?

- (Niobe) Fidati. - Non voglio essere guardato.

(Niobe) Va bene. Lasciami fare.

E non voglio guardarti.

- La porta e aperta. - Andiamo sotto il letto !

(Marcello) Che gioco e ?

(Marcello) Da bambini ci nascondevamo sotto il letto per toccarci.

- (Niobe) E poi ? - (Marcello) Poi gli altri sono cresciuti.

(Niobe, in veneto) Dai, su... non pensarci.

(GEMITI DI PIACERE)

Ah, eccoli qua.

- Non mangiateveli tutti. - Perche no ?

(in veneto) Perche quelli sono gli ultimi !

In giro non si rimedia piu niente, neanche per un povero cieco.

Tutta quella grazia di Dio per chi e ?

- Per Marcello. Per chi se no ? - Lui se la puo pagare !

Ma dove si e nascosto ? E' tanto che non lo vedo piu in giro.

Di sopra, nella sua stanza. Non esce mai, quello.

(in veneto) Be', e tu cosa aspetti ?

Sei giovane, bella, anche brava... Fatti sotto, no ?

(Soldato, in tedesco) Bel fiume, vero ?

Bel fiume, vero ?

(Soldato, in tedesco) Si, sembra il nostro Reno.

Si, sembra il nostro Reno.

(Soldato, in tedesco) Si, sembra proprio il Reno.

Si, sembra proprio il Reno.

Mm... Clinto, il mio vino preferito. Devi essere un'indovina.

- Abbiamo un amico in comune, no ? - Cesare ?

- Mi sono informata. - Che cos'e Cesare per te ?

Un amico. Te l'ho gia detto, mi sembra.

- Solo un amico ? - Mah... Un cliente.

- Tutto qui ? - Diciamo... un cliente affezionato.

- Ci tieni a lui ? - Ma dai...

- Ci tieni o no ? - Sono tutti uguali, gli uomini.

Ma lui ti paga ? (MARIA RIDE)

Pensa alla faccia della Leni, se non fosse cosi.

- Signor Marcello, comanda altro ? - No, grazie. Come sta Bordin ?

- Non e piu tornato. - (Marcello) Povero Bordin.

Andavo a pescare con lui, quando ero ragazzo.

Il fiume e pieno di pesci, qui intorno.

(DIALOGHI IN TEDESCO IN LONTANANZA)

E' vero che sei padrone... di una casa immensa ?

Si, ma non ci voglio piu tornare.

- Perche ci sono gli austriaci ? - Anche per questo.

E... se ti accompagno io ?

(MARIA RIDE)

(Maria, ridendo) Occhio a quella buca ! Come mi piace !

- (Maria) Un rospo ! - (Marcello) Tieniti forte !

Si, si ! Ma sei bravissimo ! Un vero pilota !

(Marcello) Prego.

(Maria) Ehi, ma e grande per davvero ! La miseria ! Si sente perfino l'eco !

(Marcello) Vieni con me.

(DIALOGHI IN TEDESCO DALL'ESTERNO)

Dai, vieni un po' qui, accanto a me.

(MARIA RIDE)

Io non ti mangio mica, sai ? Neanche per me e facile fare l'amore.

La vuoi sapere una cosa ?

E' un segreto, pero, e... mi vergogno un po' a dirtelo.

Non riesco mai a godere, nemmeno con Cesare.

Senti, facciamo un patto:...

..tu mi dovrai pagare ogni volta che vorrai stare con me senza fare l'amore.

- L'inverso degli altri. - (ridendo) Proprio cosi !

E smetterai di pagare appena avrai cambiato idea. Ci stai ?

Seguimi ! (MARIA RIDE)

- (Maria) Ma dove mi porti ? - (Marcello) Vieni.

Era la stanza di mio padre. A lui piaceva lavorare qui.

(Marcello) Quando andranno via gli austriaci, diventera la mia.

- Ma cosa sono tutti quegli astucci ? - Roba di famiglia.

Vieni con me.

Da qui una volta le donne potevano sentir messa senza scendere.

Inginocchiati.

Oh... ma e splendido ! Questo deve costare una fortuna !

China la testa.

(Maria) Ah... Marcello... nessuno mi ha mai fatto un regalo cosi !

Era di mia madre. Adesso e tuo.

Baciarsi non e mica fare l'amore.

(Marcello) Potresti innamorarti di un nano ?

(Maria) E tu ti metteresti con una puttana ?

(Cesare) Dal piu remoto esilio, sull'ali del desio...

- Ho una sorpresa. - (Marcello) Cosa ?

- Ti ho trovato anche la benzina. - (Marcello) Grazie.

- Tu scarica quello che puoi, intanto. - Non darmi ordini, sai ?

- (in veneto) Muoviti ! - Muoviti tu !

Vuoi che ti aiuti a riempire il serbatoio ?

No, lo faccio dopo. Hai gia fatto fin troppo per me.

Cosa ? E tu non me ne hai fatti di favori ?

Ascolta, Cesare...

Dovrei chiederti un favore, ma non so come dirtelo.

- Coraggio. - Maria... - (in veneto) Maria ? Che ti ha fatto ?

Voglio che con lei non fai piu l'amore.

Ah, non devo chiavarla piu ? Ma se la chiavano tutti quanti !

- Con te pero e diverso. - Cos'e, ti sei innamorato di lei ?

Lascia stare. Coraggio, dimmi quanto vuoi.

E tu vorresti pagarmi ? Andiamo, che razza di amico sarei, se accettassi ?

(in veneto) Tienitela pure, te la lascio tutta.

- E' stato tutto di suo gradimento, ''Herr Major'' ? - Perfetta ospitalita.

- Chi e questo ? - E' il mio uomo di fiducia.

E va in giro da solo ? Senza aiuto ? Senza bastone ?

Eccolo li, il suo bastone.

Portalo di sotto, il maiale.

- Cosa c'e di sotto ? - La cantina. E' fresca, fresca come una ghiacciaia.

Le carte, prego.

- Del Sal... - Del Sal Amilcare, colonnello !

- Maggiore. - Be', per il momento, ma presto... Non ho ragione ?

Ci vediamo domani, ''Herr Major''.

(CESARE SOSPIRA) Mi hai fatto morire.

(GEMITI DI PIACERE DALLA STANZA ACCANTO)

(Maria) Cosi... dai... Ah, Cesare... (GEMITI DI PIACERE)

(GEMITI DI PIACERE)

Non ti sei neanche spogliato... A me non piace fare l'amore cosi.

E lui ha aperto la cassaforte davanti a te... Complimenti.

Rimani ancora un po'. Io faccio tutto questo perche ti amo.

- No, adesso no. - Dai...

Se Marcello si accorge che sono qua da te, tutto il mio lavoro va in merda.

(in veneto) Dov'e il pettine ? Qua non si trova mai niente.

Di', amore... Sai, io non so mica se ci riesco.

(Maria) Perche, dico, hai voglia a far finta, ma...

Prima o poi, vedrai che se ne accorge. Non e mica scemo, quello.

(in veneto) Giusto, non puoi fare miracoli.

Bene, come non detto. Mettiamoci una pietra sopra.

- Ma cos'e ? Getti la spugna ? E tutti i nostri sogni ? - Finiti.

(in veneto) Cristo... e questa da dove arriva ? Chi te l'ha data ?

(sospirando) Marcello !

(in veneto) Allora mi hai raccontato delle grosse balle...

Hai imparato subito come si fa a spennarlo. Mm ?

E magari hai gia scelto fra lui e me.

Ahi ! No ! Cosi mi fai male ! Dai, lasciami !

Era in cassaforte ?

- C'era altra roba ? Ce n'era o no ?! - Si !

(in veneto) Mi accontentero, visto che non ho tempo da perdere.

(Maria) Perche ? Hanno scoperto qualcosa ?

No, ma e meglio se cambio aria, per un po'.

- Cosa fai ? Mi pianti ? - (Cesare) No, figurati.

(in veneto) Tu continua a fare quello che fai tutti i giorni.

Va' da lui, tienilo occupato. Cosi, almeno, avro via libera.

Tieni. Questo e il mio primo regalo.

(in veneto) Presto ne riceverai altri, tanti altri.

Riprenditi la tua pistola.

Dai, non pensarci, al fronte ne abbiamo viste di peggio.

Si, ma dopo noi cosa facciamo ?

Sara tutto com'e adesso:...

..diverso da ieri, ma non diverso da come sara domani.

- E dove lo seppellisci, lui ? - Be', lo buttiamo nel fiume.

- E al fiume come ce lo porti ? - Col carretto. - Col nostro carretto ?

Ci hanno sempre visto girare con quello, ti pare ?

Con i soldi di quello sgorbio io mi ci compro quasi mezzo paese !

Invece io, con la mia parte, voglio andare a Roma, dopo la guerra.

(ridendo) A fare cosa ? A chiedere al papa di darti l'assoluzione ?

Pensa, se riesco ad andarci,...

..posso dire a tutti quanti che sono stato a vedere Roma !

Ma cosa vuoi vedere tu ? Sei cieco.

- Vorrei che fosse gia tutto finito. - E' roba di un momento.

Poi ce ne stiamo con il culo al caldo per il resto della vita.

(Maria) Ecco, adesso il tuo futuro e qui, nelle mie mani.

- (Marcello) Cos'e quella carta ? - (Maria) L'Appeso.

Sono io. Con i piedi non tocco mai per terra. Va' avanti.

(Maria) Solitudine...

- Molti soldi ! - Questo lo so gia.

(Maria) Ah...

- Su, voglio sapere. Dimmi la verita. - Non e bella.

(Maria) Anche se qui c'e la Giustizia che sistema un po' le cose, ma...

- Questa carta e un brutto segno, sei in pericolo. - Vediamo la prossima.

Non capisco. Questa non lega con le altre, non dice niente.

O sei tu che non vuoi dirmelo ?

Mm ?

- Che ore sono ? - Ma va' sulla forca. - Fammi vedere l'orologio, scemo.

(PASSI IN AVVICINAMENTO)

Solida. To', nascondila.

(in veneto) Poche ore e uscirai da questo buco. Contento ?

Hai preso il mio nome: non ti basta ? Lasciami fuori da questa storia.

Smettila di fare il ''cacadubbi''. Ormai e gia tardi !

(in veneto) Una volta sistemato il nano, farai quello che vuoi.

E' gia buio. Usciamo noi, intanto. Preparo il carro e vengo a prenderti.

(in tedesco) Sei magnifica.

Sei magnifica.

Adesso vai, amore. Lo sai che mi hai distrutto ?

(in tedesco) Tutto bene ?

Tutto bene ?

- Vai. - Ma... - Adesso vai.

(BRUSIO INDISTINTO)

(IL SOLDATO RIDE)

(in tedesco) L'ho vinta io !

L'ho vinta io !

- Chi ha vinto ? - (Soldato) Io ! - (Dora) Con chi devo andare ?

- ''Tu... libera'' ? - Piu tardi.

- Tardi ? - Stasera. - Maria ? Maria...

- Lo vuole ammazzare. - Chi ?

- Lui, e anche Amilcare. - Amilcare ?

- Stavano parlando, li ho sentiti io. - Oh, misericordia...

- Marcello... - Non vengo giu, non mi va di mangiare.

Sai, ho capito finalmente il significato.

Di cosa ? della nostra vita ?

Finiscila ! Della carta. Te la ricordi ? Quella che hai preso tu !

- E allora ? - Era un avvertimento. Bisogna che te ne vai subito di qui.

Marcello, ti prego ! Non scherzo, devi andartene di qui ! Ora ! Subito !

Ti sei gia pentita, non vuoi piu giocare, eh ?

Ma che diavolo stai dicendo ?! (MARCELLO RIDE)

Erano queste che volevi, no ? Eccole, ci sono tutte, tieni ! Usale !

Ma cos'hai capito ? Non c'e piu tempo per spiegarti !

Devi andare via ! Fa' come ti dico !

Se fosse come dici tu, non sarei certo qui a scongiurarti di andare via.

Fallo per me.

Va bene, dal momento che ci tieni tanto, me ne andro.

- Vattene ! - D'accordo, ma a una condizione: che tu vieni via con me.

Oh, no, non posso...

E allora resto.

Va bene, si... Metti in moto la spider e io ti raggiungo.

(AVVIAMENTO DEL MOTORE)

- La tua valigia ! - No, non vengo... - Dai, sali !

No, Marcello, io non voglio ingannarti, non ti amo !

Va' via ! Va' ! Vattene !

Vattene ! Scappa ! Dai !

Per l'amor di Dio, vattene ! Dammi ascolto, non ti fermare ! Vai !

Attento !

No ! (MARIA GRIDA)

- Cosa succede ? - Dai, vieni, tagliamo la corda, presto !

(in veneto) Brutta puttana ! Mi hai fregato, eh ?

Aiutami... non posso muovermi...

Le mie gambe... (GEMITI DI DOLORE)

(SUONO DEL PIANOFORTE DAL PIANO INFERIORE)

Cristo, qua sono in trappola...

(IL MAGGIORE ESEGUE UN BRANO DI MUSICA CLASSICA)

(in tedesco) Attenti ! Imbracciat'arm !

Attenti ! Imbracciat'arm !

(in tedesco) Caricare !

Caricare !

(in tedesco) Puntate ! Fuoco !

Puntate ! Fuoco !

(SPARI)

(in tedesco) Riposo !

Riposo !

Il cappello.

- Buonasera. Sta riposando ? - No, l'aspetta. Salga pure. - Bene.

(MUSICA JAZZ DAL GRAMMOFONO E RISATE)

Sei tutta una smagliatura ! Fin quassu !

(RISATE) Fammi un po' di massaggi.

Tu invece di smagliature non ne hai...

(MUSICA JAZZ DAL GRAMMOFONO)

Come ti senti oggi ?

Non ti piace ?

E le mie gambe ti piacciono ?

Posso stendermi... vicino a te ?

Che vuoi, non ho scelta, sei rimasto il mio unico cliente.

Maria...

Ti prego, Maria, fammi dormire.

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