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Original subtitles

Ohi! Ohi! Che male!

Che fanno quei due? Perché non arrivano?

- Andate via! - No!

Ho una calza slacciata!

Proprio oggi dovevi mettere il reggicalze?

Tu hai messo i tacchi a spillo e non ci sai camminare!

[fischio]

- Andate via, con te non esco più. - Andiamo via, non ci filano.

Voglio vedere con chi avete appuntamento.

Così lo dirò ai vostri fratelli che vi picchieranno.

Bravi, non ve ne andate, così picchieranno voi.

- Abbiamo appuntamento con loro. - Eccoli.

- Scappiamo, questi due menano! - Ciao, bella.

- Da che parte tira in vento? - Di là.

Viene dal mare, è salato.

- È il tuo dito che è sporco! - Cretino!

Quale strada prendiamo?

Quella che vi porta al manicomio!

Accidenti a te e al tuo carretto!

- Addio, ragazzi. - Ciao.

Ci avete lasciato mezz'ora qui ad aspettare.

Abbiamo preso la macchina per fare prima.

Ma siamo rimasti bloccati perché non c'era vento.

Sono stanco, camminiamo da due ore. Mi siedo qua.

Non dietro al cespuglio, voglio vederti.

Non ascoltare tuo fratello, sediamoci all'ombra.

Questo sole è forte.

Mettiamoci a sedere all'ombra.

Cosa dicevi, Salvatore?

Un uomo come me, dopo aver tanto vissuto,

finisce per stancarsi di tutte queste donne.

- Ne hai avute così tante? - Eh!

- Quante? - Non le ho contate, ma sono tante.

Ecco perché poi si sente il bisogno di avere vicino un po' di purezza.

Non voglio essere trattata come una ragazzina.

È quello che sei! Fino a ieri giocavi nel cortile.

- Uffa! - Vieni qua...

Non farmi il solletico.

Ehi!

È vero che ai ragazzi della tua età piacciono le ragazze più grandi?

Stai ferma! Perché mi fai questa domanda?

- Sembri annoiato quando stai con me. - Lo dici tu! Vieni qua, paperetta.

- Però devi ancora imparare a baciare! - Uffa!

È la prima volta che stiamo insieme da soli.

È vero!

Quando uscivi con tutte quelle ragazze, le baciavi subito?

Subito, non avevano neanche il tempo di dirmi "buongiorno".

- Allora eri un tipo svelto. - Sveltissimo. Un fulmine!

Me ne ricordo una, si chiamava Anita Baldini. Bella!

Pomicioni!

Dai! Insisti! Sei solo!

Mordilo!

Dove sono Romolo e mia sorella? Se lo prendo...

Quei due sono spariti.

Quelli dicevano a te? Che facevate tu e Marisa?

- E voi che facevate? - Parlavamo.

- Di che? - Di tante cose. Che ti importa?

Va bene.

- Annamaria! - Marisa!

- A casa. - Andiamo.

- Perché? - Lo so io!

- Corri! - Cammina, svelta!

- Muoviti! - Fai piano!

- La scarpa! - Te la rimetterai a casa.

Portiere!

- Mi cerca qualcuno? - Sì, ha letto il cartello "Torno subito".

Toglilo, è lì da due giorni.

Quanto sudi, papà!

- Fa caldo. - Sì.

- Tieni. - Che fai?

Tieni.

- Grazie, figlio mio. - Dormi... bell'esempio dai ai figli!

Ecco il cappotto.

- Tuo padre è un ufficiale? - No, è un portiere.

- Se lo rivolti, tornerà come nuovo. - Vedi le cuciture?

È stato già rivoltato più volte. Ti posso dare 4.000.

4.000? Sei scemo?

- Come mi sta? - Fammi vedere.

- Ti sta bene. - Arrivederci.

Hai venduto il cappotto di papà?

A novembre vendo i suoi vestiti estivi e lo ricompro.

Disgraziato! Ti aspetto da mezz'ora.

Perché hai scritto: "Torno subito"?

Che vuoi? Chi ti conosce?

- Voi non siete il portiere? - Il portiere?

Non vedi che sono un ufficiale?

Di quale arma?

No, signora Cecilia, così non va.

Ogni mattina, quando torno stanco dal lavoro,

devo aspettare che lui si alzi dal letto.

Se continua così, questo mese non vi do le 10.000 dell'affitto.

Ora aggiusto questa lampadina e poi lo butto fuori dal letto.

Dorme troppo, credo che abbia una disfunzione.

- Devo portarlo da uno specialista. - Sì, uno psichiatra!

Tu che ne dici?

Niente. Voglio vedere a che ora si sveglia.

- Togli la testa! - [Salvatore russa]

Come russa! Sembra un aereo.

Avrà superato il muro del sonno! Ehi! Dov'è il pulsante?

Ha fatto centro, è andato in buca!

Ora dovremo aspettare che esca il pulsante.

- Aspetteremo. - Sveglialo e andiamo al mare.

- È vivo? - Questo non lo ammazza nessuno.

- Proviamo con la scossa elettrica? - Ehi!

Potrebbero fulminarsi le orecchie.

- Tanto è già sordo. Dai! - Piano.

- Vado... - Contatto!

Aaah!

Non è niente, Salvatore, ti abbiamo fatto l'elettroshock.

Dai, oggi sarai più sveglio.

Che ti hanno fatto, figlio mio bello?

- [risata] - Hai pure il coraggio di ridere?

Vieni qua, Gigetto.

Spiegami perché vanno tutti insieme.

Mia sorella esce con Romolo

e mio fratello esce con Marisa.

Poveracci! Ma chi glielo fa fare?

Non sono tutti come te. Di notte lavori, di giorno dormi...

- Ma quando fai l'amore? - Quando mi pare! Vattene via.

Tu guarda questi ragazzini...

È inutile, è il cinema che li rovina!

Dai, prendiamo quella!

Aiuto!

- Uno, due, tre... Via! - Aaah!

Stupidi! Villani!

- Guarda quella. - Sì, andiamo.

Sandra, vieni in acqua.

Oddio! Ho perso il reggiseno.

- Signorina, ha perduto qualcosa? - Cercava questo?

Me lo ridia subito.

- Domani! - Prima o poi dovrà uscire.

- Non vorrà passare la notte lì? - Martedì cambiano l'acqua.

Chiamo il mio fidanzato.

- Che paura! Come si chiama? - Adamo.

[insieme] Adamo! Adamo!

Tu lo hai visto? Hai visto Adamo?

- Annamaria, Romolo ti ha baciato? - Sì.

- E Salvatore? - No. Per questo ho paura.

Se non mi dà un bacio, come saprò che mi vuole bene?

Fattelo dare, così non potrà più tirarsi indietro.

Non è detto.

Lui ha baciato molte ragazze e si è sempre tirato indietro.

È vero.

- Devo menare. - Signor Adamo, abbia pazienza.

- Devo menare. - Chi le dice che siamo stati noi?

Non importa, devo menare.

- Adamo, vieni via. - Stai buona.

- Devo menare. - Bravo!

Che bella catenina!

- Fermo, è di mamma. - Signor Adamo... sia buono.

- Si metta una mano sulla coscienza. - Aspetti qualche minuto.

Mi dispiace, ma io meno subito. Devo menare.

Che fa quella gente là?

C'è uno nudo sul didietro.

- Come? - È mezzo matto. Andate a vedere.

Che succede qui?

Che brutta figura ha fatto Adamo!

Ora sì che sei Adamo!

- Guardi qua. - Io vi meno!

- Ci meni un altro giorno. - Vi ho salvato io.

- Taci. - Adamo aveva due spalle...

Stai zitto!

Tu per lasciare l'ombra devi passare due volte!

- Aiutami a guardare quelle due. - Ti aiuto!

- Belle! - Sembrano di burro.

- Ci provo? - Sì, ma non trovare un altro Adamo!

- Dove saranno finiti? - Io non li vedo.

- Eccoli. - Ehi!

- Cretino! Che fai? - Quella è mia sorella.

- Allora lo faccio a lei. - No, lei è la mia ragazza.

Hai la ragazza e non ce lo dici?

Questa notizia va festeggiata!

Ti offriamo da bere!

Che dici? Parla più forte, io sono sordo.

Non sto parlando, sto masticando la gomma americana.

- Come? - Vai...

Devo parlarti. Perché hai detto che mia sorella è la tua ragazza?

Beh?

Se dici una cosa del genere davanti a tutti, la rovini.

- Tutti sanno che tipo sei. - Ma noi ci vogliamo bene.

- Allora vieni a casa a parlare. - Con tuo padre? Non è mai sveglio!

No, parli con me.

- Stiamo già parlando! - Zitto, stanno arrivando.

- Comunque, tieni le mani a posto. - Uffa!

- Romolo! - Andiamo?

- Ooh! - Ehi!

Ti ho vista nascere.

Se ci ameremo sempre, alla fine saremo stati insieme tutta la vita.

Ti ho visto nascere, ti vedrò morire.

Ehi! Io sono più giovane, sarò io che vedrò morire te.

- A proposito, mi fidanzo ufficialmente. - Con chi?

- Con te. - Io non ne so niente.

Stasera parlerò con tua madre.

Parli con mamma senza sapere come la penso io?

Tu non conti niente, sei una ragazzina.

- Sai che voglio fare da grande? - Da grande? Sentiamo.

Vorrei fare l'ufficiale di Marina. Uno di quei comandanti

che restano sulla nave che affonda perché lui è il cuore della nave.

- Perché fai sempre questi discorsi? - Quali?

Pensi sempre alle cose impossibili

e mai a quelle che potrebbero essere possibili.

Io sogno a occhi aperti.

No, tu chiacchieri e non combini mai niente.

- Hai detto che sono la tua ragazza. - Ti dispiace?

Sì, perché non è vero.

Non mi hai ancora dato un bacio.

È vero, che stupido! Me ne sono dimenticato.

Non mi guardare, mi vergogno.

Te l'ho detto che sogno a occhi aperti.

Marisa!

Annamaria!

- Sa che lei è un bell'uomo? - Dice?

Dovrebbe vedermi in divisa.

- È un ufficiale? - No, tranviere.

Non dovrei mai venire a questi pranzi di fidanzamento.

Mi mettono malinconia.

Sento che la mia vita non ha scopo.

Anche io vorrei avere accanto una donna che mi capisca.

Ma dove la trovo?

Lei che fa stasera?

Signor Alvaro, venite qui con noi, non ci lasciate soli.

Andiamo, altrimenti chissà che pensano!

- Stavamo aspettando voi. - Non vi dovete appartare.

Sedetevi.

- Un grappolino? - Grazie.

- Ci sta? - Stai zitto!

- È buona? - Sì.

- Tuo figlio è diventato un ragazzone. - Non mi posso lamentare.

Ma sono sicuro che chi mi darà più soddisfazioni è il mio futuro genero.

Lo vedi? È quello voltato di spalle.

Si è appartato perché si sarà commosso.

È tanto sensibile.

- Levati le dita dal naso! - Tu indosserai l'abito bianco.

- Io che metterò? - Un abito scuro.

No, ho letto su una rivista che

se la sposa ha l'abito lungo, l'uomo ha i pantaloni a righe e il cappello.

Ti do io il cappello, va bene se ha il manico?

Romolo!

Come pantaloni a righe, metti quelli del pigiama.

Quando andiamo via? Vogliamo andare al cinema.

- Va bene, fra poco andiamo. - Smettila...

- Salvatore, giochiamo a bocce. - Sì. Chiamateci per il brindisi.

- Ti piace l'anello di Salvatore? - È bello!

È anche di valore. Era di mamma.

Anche io vorrei averne uno, così si vedrebbe che sono fidanzata.

- Essere fidanzato è strano. - Io mi sento come un fiore reciso.

- Non sei contento di sposare mia sorella? - Sì.

Ma diventare tuo cognato mi fa schifo!

[risate in lontananza]

Cos'è questa confusione?

- Andiamo a vedere. - Andiamo.

Franco!

Franco!

Dove sei, Franco?

Dove sei?

No, questo è il commendator Arenzano.

Era facile, è calvo!

Shh!

- No, non è Franco. - No, ma ci sei vicino.

Voce!

- Lui ci marcia! - Ehi!

- Se ne approfitta. - Vuoi una cannuccia?

Se la sta scolando!

Giovanotto, adesso basta.

- Ci hai preso gusto? - È un gioco.

- Franco, non eri tu? - No.

- Romolo! Salvatore! - Giovanna!

- Chi si rivede! - Chi sono questi due?

Dammi un bacio.

- Sei in forma. - Giù le mani!

Giovanna, siete in confidenza, presentameli.

Lui è Romolo e lui è Salvatore.

- I tuoi ex fidanzati? - Sì.

- Allora devo essere di spirito. - Certo!

- Piacere. - Piacere.

- Piacere. - Piacere.

Ragazzi, siete migliori di come vi descrive Giovanna.

Sono arrivati i polli. Andiamo, si mangia!

Chi è quel tipo?

- Franco, il mio futuro marito. - Non dirlo neanche!

- Io ti voglio bene ma non ti sposo. - Ti sposerò io, ti porterò in chiesa

vestito come un pinguino.

- Allora mi vuoi male. - No.

Addio, vado a mangiare.

- Ciao. - Ciao.

- Qual è il mio posto? - Vieni a sederti qui.

- Vuoi sposarlo perché è ricco? - È ricco ma io gli voglio bene.

- Come ha fatto i soldi? Ruba? - Sei matto?

Ha una gioielleria. E ha anche le succursali.

Ha una buona posizione.

- Meglio della nostra? - Impossibile!

- Come lo hai conosciuto? - Cercavo lavoro e sono andata da lui.

E lui ti ha assunta subito!

- Lo credo! - Che furbo!

L'altro fidanzato, il tagliatore, che fine ha fatto?

Ugo?

- Ci siamo lasciati. - Allora ha proprio chiuso!

[Franco] Giovanna, il pollo si fredda.

- Mi chiamano, arrivederci. - Ciao.

- Forza, Giovanna! - Non hai fame?

- Però... - Che bella ragazza!

Romolo, Salvatore, il brindisi!

- Sei fidanzato con mia sorella! - E tu con la mia!

- Sei sporco di rossetto. - Anche tu.

- Perché ridi? - Rido ironicamente.

- Perché? - Non capisco come ti potessero piacere.

- Domandati perché mi piaci tu! - Scusa...

Mettiti il tovagliolo.

Allora sei come tutti gli altri! Non vuoi che vada in giro scollata.

Lo dico per loro, li imbarazzi, non sanno dove guardare.

- Sì che lo sanno. - Mettiti il tovagliolo.

Quando sarò tua moglie

metterò il collo alto, le maniche lunghe e gli occhiali da sole.

Non sono ancora maturo. Sono un ragazzo.

Un ragazzo!

- Giovanna, non riuscirai ad incastrarlo. - Lui vuole divertirsi.

Giovanna è un'egoista. Quando mi darai la prova che mi vuoi bene?

- Quando saremo sposati. - Brava, Giovanna!

Signora Laura, vogliamo farla noi due una pazzia?

- Dice così davanti a mio marito? - Io non faccio le cose di nascosto.

Grazie, Franco.

Grazie?

- Tu che fai? - Non vedi? Mi tolgo il tovagliolo.

- Alla salute! - Non so fare discorsi,

ma brindo alla felicità di questa bella coppia di fidanzati.

E di questa bella coppia.

Di questa coppia di coppie.

- Parla bene! - Sì.

Avete trovato due ragazze d'oro che vi vorranno sempre bene.

Siete stati fortunati perché, se non aveste trovato loro,

- chi vi avrebbe preso a voi due? - Signor Alvaro!

- [pernacchia] - Gigetto!

Quando ti sposerai, io ti farò il discorso.

Sì.

Brindo alla felicità di questi due futuri sposi.

Siamo quattro!

Non interrompere, fammi parlare di questa felicità.

- Ho qualche dubbio su questa felicità. - Dubbio?

- Come? - Che dice?

Cosa le darai da mangiare?

Che te ne frega?

- E lui che le darà? - Che c'entri?

Come?

Non fare i discorsi, continua a strappare biglietti.

- Non capisci. - Cafone!

Ignorante!

Ha ragione. Ero pazza a promettere mia figlia a uno senza lavoro.

Invece mia figlia farà la bella vita, se sposa quello scansafatiche!

- Cosa intendete dire con "scansafatiche"? - Intendo... scansafatiche!

- La mia fa un affare? - Sì, lo fa!

- Hai sentito tuo padre? - Ha ragione. Se sposi Marisa,

- non potrai più fare lo sfaticato. - Ti ci metti anche tu?

Non litigate. Salvatore troverà un lavoro.

Io?

Tu! Se non trovi un lavoro, Marisa te la scordi.

Non la faccio più uscire di casa.

Dovrai mostrarmi la busta paga.

- E tu non uscirai più con mia sorella. - Va bene!

Tu non esci più con mia sorella e io non esco più con la tua.

- Finché non troveremo lavoro. - Quando lo troverai tu?

Lo troverò, ho messo un annuncio sul giornale.

"Giovane, bella presenza...

religioso...

disposto a fare tutto,

offresi anche per posto direttivo."

Posto direttivo? Che puoi dirigere tu?

Solo il traffico!

- A chi ti rivolgevi? - Perché?

- Hai fatto così. - È il tic.

Ogni tanto mi viene un tic nervoso. Il tic...

Ora ha un tic!

- Ho un tic. - Ma vai...

- Esci? Dove vai? - A comprare un paio di calze.

- Chi ti ha dato i soldi? - Mamma.

- È finito l'interrogatorio? - No.

Ti sei messa in faccia l'uovo che volevo mangiare io.

- Che intenzioni hai? - Nessuna.

Soltanto ammorbidirmi la pelle.

Per strada non dare retta a nessuno. Soprattutto a chi so io.

- Hai capito? - Va bene, ho capito.

Annamaria... Con i soldi che ti ha dato mamma,

puoi comprarmi un paio di calze gialle?

- Gialle. - Va bene!

Ragazzini, venite qua. Volete guadagnare 100 lire?

- Faccele vedere. - Non vi fidate?

Seguite Annamaria e vedete dove va e con chi. Fate presto!

- Andiamo. - E i soldi?

- Ve li do dopo. - È meglio subito.

Va bene, tieni. Però fate presto!

Fatti prendere ed eviterai qualche schiaffo.

- Uscirò. - Ho detto di no!

- Va bene, non esco. - Hai cambiato idea all'improvviso?

- Non sei contento? - Stai attenta, Marisa! Ora me ne vado.

Non fare la furba!

[rumore di passi]

Ti ho beccato! Pensi che io mi faccia ingannare da te?

- Cammina! - Lasciami!

- Papà! - Chiami papà?

- Voglio vedere come esci! - Apri!

Cos'è tutto questo rumore?

- Dopo pranzo faccio un sonnellino. - Sono le 18:00.

- Mi conti le ore che dormo? - Ci vorrebbe un ragioniere!

[colpi alla porta]

Apri, Romolo! Apri!

Mi piaci!

[fischio]

Marisa, ho visto che Romolo è andato via. Ora usciamo insieme.

Mi ha chiuso a chiave.

- Ti ha chiuso a chiave? - Sì.

Che disgraziato! Allora scavalco e sto con te.

- No! - Che ci vuole?

Volete andare al cinema? Vi do 50 lire.

No, vogliamo venire con te. Oppure daccene 100.

Sì, tieni.

Ora andate di corsa a casa.

Romolo!

Aveva appuntamento con Romolo.

Seguiamoli, così rimediamo i soldi anche da lui.

- Attento! - Mi sembrava facile.

Da ragazzino lo facevo sempre.

- Attento, ti fai male! - Oddio!

[tonfo]

- Oddio! Salvatore! - Ce l'ho fatta.

- Che spavento! - Pensa se fossi morto!

- Sei sicura che tuo papà dorme? - Sì.

- Che facciamo chiusi qui dentro? - Balliamo!

[musica dalla radio]

- Marisa. - Sì?

- Chiudi gli occhi. - Perché?

Ti faccio fare un bel viaggio.

Un viaggio di nozze che si sognano in pochi.

- Sai dove siamo adesso? - Dove?

A Montecarlo Beach.

- Vedi tutte quelle luci? - Quali luci?

No, se apri gli occhi, non puoi vederle. Chiudili.

Sono i panfili dei miliardari che dondolano nella baia.

- [rumore indistinto] - Papà si è svegliato!

No, questo è un panfilo che è salpato.

Salvatore, ti voglio bene.

Non ti voltare, sono entrati Ranieri e Grace Kelly

e non voglio salutarli.

- Vuoi dello champagne? - Sì.

Allora chiamo il maître? Maître!

Portami un fiasco di vino rosso e sei salsicce.

Va bene.

Che bello! Pensa se avessimo una casa così!

- Questo chi è? - Quello?

È Ulisse, assomiglia a Kirk Douglas!

È vero. E questo?

Questo...

È quello de La Settimana Incom, il Davide.

- Quante cose sai! - Ti dicevo di venire al museo.

Dove trovi un posto migliore per fare l'amore? Guarda.

Questa è la famosa statua dei due che si baciano al museo.

Hai detto che quel quadro è del Pecorino?

Parmigianino!

Vieni qui, paperetta, non c'è nessuno, dammi un bacio.

[voce in inglese in lontananza]

- Questo è Davide? - Sì.

[parla in inglese]

Prendiamo una guida anche noi, così impariamo qualcosa.

Ti serve una guida per darmi un bacio?

No! Questo non si fa.

Oddio! Anche qui?

Che fate qua?

Stavolta voglio 200 lire, o lo dico a Salvatore.

Ti conviene dargliele.

Eccoli lì! Vi ho trovato!

- Questi ragazzini sono vostri? - Perché?

Non hanno pagato il biglietto. Pagate o andate via.

Andiamo via.

Disgraziati! Dopo facciamo i conti.

- Non fargli male. - Fuori!

Lasciami!

- Quando ha comprato questo vestito? - È nuovo.

- Addosso a me sta tutto benissimo. - Stai attento! Hai le mani pulite?

- [fischi] - È tornato Romolo! Scappa! Scavalca!

- No, prima quasi finivo di sotto. - Allora nasconditi!

La testa! Accidenti!

[fischietta]

Adesso puoi anche uscire.

Che aspetti? Vai.

- Che vuoi? - Se esci, riordino la stanza.

Vattene, oggi è una giornataccia.

- Ti metti a letto? - Sì, mi riposo.

- Non mangi? - Mangio a letto.

Dopo mi porti il vassoio. E puliscimi le scarpe.

Le prendo.

Che fai? Vattene via.

Mannaggia! Non mi fanno neanche riposare in pace.

Mamma, la minestra di Salvatore si fredda, la copro.

Non gli sarà successo qualcosa?

Cosa può essergli successo? Ha fatto tardi.

- Ma è molto tardi. - Avrà cenato fuori casa.

La minestra la mangio io, così non va buttata.

- Se poi viene, che mangia? - Ormai non viene più.

- Buona! - Tu vai a letto.

Beato te! Tu vai a letto e io mi alzo adesso.

Cos'è questa roba? Sembra colla.

Questo purè fa schifo. Porta via tutto.

Lascia stare la mela, la prendi domani. Vai! Voglio dormire.

Mi è venuta fame, ora mangio la mela.

Ci sono i topi?

- Ciao, Romolo. - Che fai là?

- Niente. - Esci fuori.

- Ne parliamo domani, ora dormiamo. - Esci fuori!

Vuoi parlarne domani, eh? Vieni fuori!

- Vattene! - Va bene.

- Vattene! - La giacca è nuova!

- Ricomprala. - È la tua!

- È la mia? - Aspetta, Romolo...

Vai sotto i letti...

Così mi fai male!

Non sai fare niente, quale lavoro posso trovarti?

- È intelligente, impara subito. - Si vede!

È un mio amico, trovategli lavoro.

Vuoi fare il "boy" al cinema?

- Che? - Il ballerino.

Sei un bel fusto, ti prenderebbero.

- No! - Vai, Salvatore!

Verrei a vederti tutte le sere. Staresti benissimo in calzamaglia!

Oppure puoi fare il modello nudo a Via Margutta.

- Quanto danno? - 500 lire.

È troppo poco.

Altrimenti andresti? - Perché no?

Cammina! Devi fare un lavoro serio.

- Fermi! - Che vuoi?

- Io vi conosco. - No, ti sbagli.

- Vi ho già visto. - Forse all'università. Ciao!

Non mi vergogno a essere disoccupato, non ho trovato lavoro.

Hai già smesso di cercare?

Noi non troviamo lavoro perché non sappiamo fare niente.

E allora?

Ecco. Mettiamoci a studiare e impariamo un mestiere.

- Se l'immagine è instabile... - Sei scemo?

Regolate accuratamente i controlli di tenuta orizzontale e verticale.

Durante la ricezione si ode un ronzio...

[qualcuno fa un ronzio]

Non si sa stabilire se il ronzio è prodotto

da un insufficiente filtraggio dell'alta tensione

o dalla modulazione.

- Che si fa? - Che si fa?

- Non si sa. - Tu.

Si cortocircuita l'entrata e si commuta sull'altro canale.

- Bravo! - Silenzio!

- Tu, vai alla lavagna. - Io?

Vai.

Disegna la forma d'onda all'uscita da un amplificatore.

Ehi!

[imita la tromba]

Riposo.

Non fare il buffone.

- Guarda il professore. - Va beh.

- Va bene? - Manca qualcosa.

Che manca? Chi lo sa?

- Io. - Vieni.

- Che bravo! - Quello sa tutto. È Marconi?

È un mio amico.

- Un tuo amico? - Sì.

Svegliati!

Mancava il compensatore delle frequenze basse.

- Bene. - Visto?

- È bravo! - Silenzio!

- Ora un esercizio pratico. - Sì.

- L'apparecchio è questo? - Sì, memorizza i pezzi.

Lo farà al buio?

- Sì. - Fai piano.

Rimettere i pezzi a posto è un lavoro da saper fare a occhi chiusi.

Non lo aiutate. Io vado a fumare una sigaretta.

Non lo aiutate.

- State zitti! - Vediamo...

- Qualcuno ha rubato il condensatore. - [ridono]

No, eccolo qua. E la valvola? Dove sta?

Ragazzi, tirate fuori la valvola.

Salvatore, solo uno scemo come te può fare questi scherzi!

- Mi serviva una spremuta di pera. - Vattene!

- Tutto fatto? - Sì, signor professore.

- Metti la spina. - Metti la spina, dai!

- Sei un cretino! - Fuori!

- Come siete permaloso! - Fuori dalla classe! Via!

Qualche anno fa venivano loro a prenderci a scuola.

È come essere fidanzate con due ragazzini.

Ma almeno ora fanno sul serio.

- Stupido! - Non mettermi le mani addosso.

- Salvatore! - Che fate?

Per colpa sua, ci hanno cacciato.

- Era uno scherzo. - Sei sciocco.

- Siamo qui per imparare un mestiere. - Non ci vengo più.

Mi fai perdere tempo. Farò un lavoro qualsiasi.

Il ballerino?

- Anche per quello serve il cervello. - Salvatore!

- Tu dove vai? - Uffa!

- Vieni con il tuo Marconi. - Litigate sempre.

- Questa è proprio il mio tipo! - Sbrigati!

Andiamo!

[voci non udibili]

- Andiamo al cinema? - No, andiamo a Via dei Serpenti.

No, sono sempre le stesse.

- Vi saluto. Buonanotte. - Addio.

- Salvatore! - Vieni qua, Salvatore.

Che macchina!

- Che volete? - Monta, andiamo a una festa.

- Quale festa? - Una caccia al tesoro. Vedi quanta roba?

- Io che c'entro? - Fai parte del gioco. Monta.

- Dai! - Boh!

Credo che vinceremo noi, abbiamo trovato il pezzo più raro.

Eccolo!

- Vieni, staremo un po' stretti... - Meglio!

- Mettiti lo scialle, avrai freddo. - Uffa! Non ho freddo.

Ma Salvatore ha caldo.

- Hai caldo? - No.

Non ha caldo.

Iuuuh!

Silenzio, vi prego, signori.

- Per favore... - Eccoci, abbiamo trovato anche la pecora.

Un momento, per favore.

La coppia Belardinelli è in testa,

ma gli manca la radio a galena e il cane San Bernardo.

- Siamo qui! - Sta arrivando un'altra coppia.

Bravi!

- Noi abbiamo portato tutto. - Dov'è l'ex fidanzato?

Eccolo. Salvatore, fatti vedere.

- Sorridi. - Ma vai...

Ti sei arrabbiato?

Ti servivo per questo? Sei stata spiritosa!

- Giovanna, lui è il tuo ex fidanzato? - Sì.

- Ci siamo già conosciuti. Piacere. - Piacere.

Guardate quanto è brutto l'ex fidanzato di mia moglie.

- Certo non è come il mio ex amore! - Vieni, Giovanna.

- Facciamo suonare la nostra canzone? - Sì.

Maestro!

Per favore, "Amami" di Titta e Chiacchi. Grazie.

- Franco! - C'è la signora Laura!

- Caro, come sta? - Come sta?

- Vogliamo fare questa pazzia? - Perché no? Mio marito è partito.

Starà fuori una settimana.

Giovanna! Posso rubarle Franco per un ballo?

- Se a lui fa piacere, faccia pure. - Grazie.

- Prego! - Scusa, Giovanna.

Giovanna, ti lasci rubare Franco?

- Stanno ballando la vostra canzone. - Io ho di meglio.

- Il passato che torna. - No, io sono il passato che va via.

Ciao, Giovanna.

Salvatore, aspetta! Mi fai ballare?

È arrivato il cane San Bernardo!

Brava, signora!

Bravi! Bravissimi!

La coppia Belardinelli ha vinto.

Stringimi! Hai paura di farti male?

Stai attenta. Se ti prendi un'altra cotta per me, che farai?

Chi lo sa? Tutto può accadere.

- Sei diventato più bello. - Dai!

È vero, sei diventato più uomo.

- Sì? - Sì.

Lo sai che mi piaci? Mi piaci sempre di più.

Farei pazzie per te.

Andiamo fuori, non mi va più di ballare.

- Non ti va più? - No.

Va bene.

Signora Laura, mi dica subito di sì.

No, mio marito è appena partito, mi sembrerebbe di tradirlo.

Domani.

- Domani? - Sì.

Guarda!

- Permetti? - Prego.

- Che buon gelato! Quale gusto è? - Melone.

Lo porto a Giovanna.

Le pensano proprio tutte!

Laura, è libera? Facciamo questo ballo?

Non ho soldi perché le cose materiali non mi interessano.

Da ragazzo volevo imparare a suonare il violino.

Che sciocco!

Il professore diceva:

"Non hai le dita adatte, ma hai una certa predisposizione."

Il violino è diverso dagli altri strumenti, ha un'anima...

Pensa che bello! Io in un palco dell'Opera e tu sul podio, col frac,

- che suoni "Il Volo del Calabrone". - E la gente che grida: "Bravo! Bis!"

- Giovanna! - Salvatore, ti piacerebbe darmi un bacio?

- E me lo chiedi? - Allora dammelo.

Disturbo?

Voglio farti assaggiare questo gelato al melone.

- Tieni le mani a posto! - Mangialo tu.

- Io? - Vieni, devo parlarti.

Ciao, Salvatore. Ci vediamo. Telefonami!

È buono questo gelato al melone.

- Le piace? - Ammazza!

Disegnami l'andamento di un'onda quadra.

[fischietta]

Bravo. Vai a posto.

Bravo Marconi!

- Vieni tu. - Vai.

- Ha detto a te. - Sì, tu.

- Io? - Tu.

Devo prenderti a calci per farti andare?

Disegna...

un'onda costante.

Un'onda costante?

Boh!

Ora ci provo.

- Papà, hai visto che calcoli ho fatto? - Sì, bravo.

Ti ho portato qui per dimostrarti che so il mestiere.

Però mi serve un aiuto.

- Quale aiuto? - Soldi!

Ho trovato un negozio, è un affare. Ti fai licenziare da portiere,

dai la liquidazione a me, e io ti mantengo per tutta la vita.

- È giusto che ti riposi alla tua età. - Infatti non ho aspettato.

- Ti risulta che io lavori? - Silenzio!

- Papà... - Romolo, da tanto tempo

mi sono fatto dare la liquidazione

- ed è già finita. - Come?

Ho un debito col condominio. Per questo non mi cacciano.

- Dimmi che non è vero! - Piano.

Smettetela, voi due! Vieni alla lavagna.

- Io? - No, tu. Vieni alla lavagna.

Non dice a te.

- Tieni, paparino. - Cos'è questa confidenza?

Quando ti trovi sull'onda lunga, che fai?

- Sull'onda lunga? - Sull'onda lunga.

- Faccio il morto a galla. - [risate]

- Chi sei? - Non faccio parte della classe,

sono qui solo per vedere.

Allora vedi di andartene! Via! Cammina!

Romolo!

- Come stai? - Bene, e tu?

Bene. Hai visto papà?

Sì, è appena uscito. Rideva.

- Rideva? - E Salvatore?

- Non è venuto neanche oggi. - Com'è andata?

- Bene. - Bravo.

- Io vado via. - No, vieni con noi.

- Che vengo a fare? - Voglio farti vedere

un negozio che andrebbe bene per Romolo.

È vicino, vieni.

È piccolo, ma due clienti ci entrerebbero.

Il negozio è fino a qui, dietro c'è il tappezziere.

Può andare, ma occorrono 300.000 lire per sistemarlo. E non le ho.

Romolo... quanto vale l'anello che Salvatore ha dato a Marisa?

Che bella idea! Marisa, puoi darmi l'anello?

Dai! Lo faccio stimare. Non lo vendo, lo impegno.

Non te lo vuole dare, ha paura che Salvatore si arrabbi.

Ah, sì? Allora tieni, sono contenta

- se quel lazzarone si arrabbia! - Marisa!

Ha ragione. Io fumo i mozziconi per poter comprare i libri!

Adesso Salvatore guadagna qualche soldo.

Sì, adesso Salvatore lavora!

Le ho guardato la macchina.

Grazie. Buonasera. Ciao, bella!

10 lire! Che spilorcio! Quello andrà a sbattere.

- [rumore di frenata e schianto] - Lo sapevo! Sono un mago!

Ehi!

Buonasera. Buonasera...

Buonasera.

Lascio la macchina aperta, andiamo in trattoria.

La controllo io.

- Salvatore! - Giovanna!

Ciao.

Ordina anche per me, arrivo subito.

- Sei impazzito? - Ciao.

È un mio amico, mi ha invitato a cena.

- Com'è andata con Franco? - Ti cerco per questo, devo parlarti.

- Anzi, Franco ti vuole parlare. - Che c'entro io?

- Ti ha visto baciarmi. - Si è arrabbiato?

- Non lo so, però ti vuole parlare. È là. - Là?

- Ci aspetta in auto. Andiamo? - Andiamo.

Salvatore, l'altra sera hai dato un bacio a Giovanna.

- Un bacetto... - Era un vero bacio!

- E allora? - Sapevi che era la mia ragazza.

Se sono la tua ragazza dipende da questo colloquio.

A me piace la chiarezza. I casi sono due.

Volevi solo toglierti un capriccio, e allora sei un mascalzone,

oppure le vuoi bene davvero, e allora io rispetto i sentimenti.

- Signori, suono una polca? - Suona la ritirata, stiamo parlando.

Se le vuoi davvero bene, io mi ritiro.

Ma fai il tuo dovere e sposala.

- Che? - Sposala.

- Non mi faccio prendere in giro. - Grazie, ma...

Scusa, Giovanna, ma non ti posso sposare.

Sono innamorato di una ragazza che si chiama Marisa.

- Davvero? - Sì.

- Tu la conosci. - Mi date qualcosa?

- Tieni, nonnetta. Vai. - Grazie.

[Franco ride]

Mi sono tolto un gran peso.

Avevo paura che ti fossi innamorata di questo carciofo.

Che hai detto?

- Ehi! - Scusa, ma dovevo darti questo schiaffo.

Così imparerai a non comportarti da mascalzone.

Andiamo, Giovanna. Digli addio.

Avresti evitato lo schiaffo dicendo di volermi sposare.

- Tanto io non ti avrei sposato. - Hai fatto tutto questo

- per farlo ingelosire? - È andata bene, no?

Benissimo!

- Ciao, Salvatore. Addio. - Addio.

Non ridere, non abbiamo ancora fatto pace.

- Prima devi cambiare. - Cambio, metto la seconda!

Spiritoso!

Buonasera. L'ho guardata.

Grazie.

Venga...

Così... senza paura.

Ora vada.

Vada tranquillo. Buonasera.

Mi ha dato 100 lire! È un vero signore!

- Dov'è la mia Alfa? - L'Alfa?

Ehi! Al ladro! Al ladro!

Fermatelo! Al ladro!

- C'è una gioielleria qui vicino? - Sì, ma fra poco passa la pattuglia.

- Per chi mi hai preso? - Se vuoi, ti faccio da palo.

Fidati, sono un delinquente abituale.

Ecco il negozio.

Buongiorno.

- C'è il signor Franco? - Sì, perché?

Vorrei far stimare questo anello.

Vediamo... Questo stava dentro un uovo di Pasqua.

Quanto vale?

- Da dove viene? È rubato? - Ah!

Che dici? Chiama il tuo capo.

- No? - Sì.

Ehi!

Una persona vorrebbe far stimare questo anello.

Vengo subito.

- No, mi fai sbagliare! - Abbiamo fatto pace per sempre?

- Sì, ma ricordati della promessa. - Ho messo un cappello sul cuore

- per fa vedere che è occupato. - Ho scritto "pregiata" con due G.

- Meglio, è ancora più pregiata! - Sta aspettando.

- È Romolo! - Li abbiamo adottati, questi due?

Mi sono appena liberato di uno e arriva l'altro!

Che bel negozio!

- Ti piace? - Molto.

Attenta, ha la faccia da ladro.

Romolo, io ho voglia di aiutarti.

E questo è un gioiello raro.

Ma non posso darti più di due milioni.

Tu prendi per il collo la gente. Perlomeno due e mezzo!

Ci hai creduto! Sei proprio un babbeo.

- Questo vale al massimo 50.000 lire. - Romolo, ti fai prendere in giro?

Io non so quanto vale, mi servono 200.000 lire per aprire un negozio.

- Datemi quello che vi pare. - Franco, sii buono.

Che sono 200.000 lire?

Aspetta, le vado a prendere.

- Giovanna, sei un angelo. - Romolo!

- Almeno 250.000. - Ci provo.

Giù la zampa!

Non mi piace dover prestare soldi a uno che ti ha fatto la corte.

Credimi, lo faccio solo per amicizia.

A Romolo quei soldi servono per sistemarsi.

Va bene, te li do. Però basta con tutti questi fidanzati.

Che vuoi? Per chi mi hai preso?

Attento, passa la pattuglia.

- E mi domandi per chi ti ho preso! - Tieni, sono 200.000.

- Non so come ringraziarti. - Non farlo.

Questa per me è una bella giornata.

- Ciao. - Ciao.

Buongiorno, signor Romolo.

- Tieni. - Grazie.

Ti ho fregato!

- Franco. - Sì?

- Dammi la mano. - Tieni.

- L'altra. - Perché?

Per prendere la misura della fede.

Che ti sei messa in testa?

Io ti voglio bene, lo sai, e ti sposerei.

Ma non sono fatto per il matrimonio. Te l'ho già detto.

Non ti agitare tanto, stavo scherzando.

Ma chi ti vuole, Franco?

Giovanna, io ti voglio bene, lo sai. Ma il matrimonio...

Hai ragione, il matrimonio è uno sbaglio, soprattutto per l'uomo.

Perché un uomo dovrebbe sposare una donna che

quando rientra gli chiede dov'è stato?

Dici le stesse cose che ho sempre detto io.

Un uomo sposato non può uscire con gli amici o andare alla partita.

E se porta la moglie, finisce tutto il divertimento.

Con la moglie vicino, non si può litigare o gridare parolacce.

Giovanna, ma...

due persone che si vogliono bene possono vivere insieme

anche se non sono sposati, no?

No, Franco, non ne sarei capace.

Voglio poter chiedere all'uomo che amo dov'è stato.

Addio.

Giovanna...

Non ti preoccupare, resteremo amici.

Ti farò restituire i soldi da Romolo.

- Ti licenzi? - No, perché?

Io ho bisogno di lavorare. Se non mi licenzi tu...

Allora non puoi andartene. Mancano 10 minuti alle 13:00.

Dov'eravamo rimasti?

- "In risposta vostra pregiata..." - Con una sola G.

Vi comunico che il nostro incaricato, dottor Pomella...

[squilli di telefono]

Pronto? Sei Nando?

No, non vengo alla partita.

Non mi importa se gioca la Lazio, non ci vengo!

"Il nostro incaricato, dottor Pomella..."

Che me ne frega?

Ho trovato un lavoro stabile e dignitoso, sono ispettore del Comune.

Ho uno stipendio fisso e la tessera del tram.

- La tessera del tram? - Sì, giro per le case.

Se non stanno in regola, gli faccio la multa e prendo la percentuale.

- Non ho ancora capito che lavoro è. - Poi te lo dirò, è una sorpresa.

- Aspettami, torno subito. - Salvatore!

- C'è ancora la targhetta del prezzo. - Che stupido!

[imita il verso del cane]

[imita il verso del cane]

- Che ha? - La tosse.

- Si sente male? - Ho la tosse canina.

[tossisce]

[un cane abbaia]

[imita il verso del cane]

[un cane abbaia da dietro la porta]

Ti ho beccato!

- Che desidera? - Scusi, lei ha un cane?

- Un cane? No. - L'ho appena sentito abbaiare.

Vi sbagliate, noi abbiamo soltanto un canarino.

Un canarino? Adesso vediamo.

[imita il verso del cane]

- [un cane abbaia] - Questo sarebbe il canarino?

Voi avete il cane e non avete pagato la tassa.

Fatemi vedere se è un cane di lusso.

Vieni, Endimione, amore di mamma.

- Eccolo. - Questo è un cane da salotto.

- La multa è di 2.000 lire. - Dovrei pagare 2.000 lire?

- Se non pagate, devo portarlo via. - Magari! Tieni.

Io non lo sopporto, è mio marito che ha una passione per lui.

Fatelo sparire, prima che lui reclami.

Bell'affare!

Come ti chiami? Endimione?

Andiamo! Su!

Cammina, Endimione!

- Che cos'è? - Ho dovuto sequestrarlo.

È questo il lavoro dignitoso?

- Fai l'accalappiacani? - No...

- Complimenti! - Marisa, ascoltami.

- Marisa, che c'è? - Così non possiamo andare avanti.

Con i mestieri che trovi, non ci sistemeremo mai.

Lavorerò io, farò la commessa.

- No, tu non andrai a lavorare. - Invece sì.

Non posso mandarti a contatto con il pubblico, a servire.

- Uno di noi due deve lavorare. - Secondo te, non lo sto facendo?

- Mi daranno 30.000 lire al mese. - Niente male! A me ne danno 7.000.

Marisa! Marisa!

[musica dalla radio]

È piccolo ma carino.

Con un po' di soldi, diventerebbe un bel negozio.

Il guaio è che tu stai per sposarti. Chi te lo fa fare?

- Buongiorno. - Buongiorno.

Desidera una radio, un registratore, un televisore?

- Cercavo il tappezziere. - È là.

Ci vorrebbe qualcuno che mi aiutasse con un po' di soldi.

Oppure dovrei trovare un altro tipo di ragazza.

Una che conosca gente e mi aiuti ad avviare il negozio.

Datti da fare con Giovanna. È una bella donna, di classe,

ti ha prestato 200.000 lire, e tu neanche la ringrazi?

Le ho detto "grazie".

Per ringraziare una donna così c'è solo un modo.

- Dici? - Sì!

Giovanna? Sono Romolo.

Io ho ancora un debito con te...

Non c'è fretta? I soldi li ho.

Arrivano dei clienti.

Ho dei clienti, ti richiamo dopo. Ciao.

- Ragazzi, questo è il negozio. - Che bello!

A me sembra una buca delle lettere.

Romolo, ti sta un po' piccolo di spalle.

Ti ho portato dei clienti.

- Aggiusta questa radio. - Ormai è da buttare.

- Sei matto? È Telefunken. - Che ha?

- Non lo so, soffia, sbuffa... - Vediamo...

[miagolii]

[miagolii]

È molto disturbata. Non ho mai sentito una radio fare così.

Forse è difettoso il magnete.

Vediamo.

Disgraziati!

Cretini!

La prossima volta portiamo la radio dal veterinario!

Tu non ridere!

Ripara-gatti!

- Annamaria, vai a casa. - Io che c'entro? Non lo sapevo.

Non venire al negozio. Devo lavorare, non posso pensare a te.

Qui dai fastidio!

Io volevo tenerti compagnia.

Mi metto qui, zitta e buona, e ti guardo lavorare.

Ho portato il lavoro a maglia.

Io non vendo calze di lana! Vai a casa.

Giovanna? Scusa, era un cliente importante.

Ci vediamo o sei impegnata con Franco?

Sei libera? Allora una sera usciamo. Ti telefono. Ciao.

- Ci sta! Avevi ragione. - Dovevi essere gentile con Annamaria,

visto che stai per farle una cattiveria.

Sei vuoi avere successo nella vita, non devi guardare in faccia nessuno.

Guarda qua... spolvera!

Non ci arrivo.

Ma...

Buongiorno.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Radio? - No, tappezziere.

Laggiù.

Grazie. Che belli questi gnocchi!

- Che profumino! - Io non li voglio.

- Chi li ha fatti? - Io. Ma li ha impastati Salvatore.

Se volete, ce ne sono altri in cucina.

- Li hai fatti con il tuo pollice? - Sì. Perché?

Allora io non li mangio.

Mangiali o domani ti mando a scuola!

Ecco: "Incidente a Via Tiburtina tra un tram e una FIAT 600."

[piange]

Che ha Annamaria oggi? Mi fa preoccupare.

Quest'anno ho fatto tre incidenti e non hanno mai scritto il mio nome.

Per avere il nome sul giornale bisogna ammazzare qualcuno?

[sveglia]

È l'ora della pillola. Vado a prenderla.

Salvatore, sei contento del lavoro?

Salvatore! Chi c'è dentro al nostro letto?

Ha due occhi così.

- Endimione. - Endimione? E chi è?

- Il mio cane. - Ti sei portato a casa il cane?

Signora Cecilia, in quel letto ci dorme Salvatore, ci dormo io,

e ora anche Endimione!

Alla fine del mese, trovatevi un altro inquilino. Io me ne vado!

Vattene!

Morde, questo disgraziato!

Annamaria... Che fai? Piangi?

Sarei proprio una stupida, se lo facessi.

Piango per colpa di tuo fratello.

Che ti ha fatto mio fratello?

Non mi vuole più bene, mi ha cacciato dal negozio.

Ha detto che gli do fastidio.

Almeno lui lavora!

Salvatore da dove può cacciarmi?

Sai che faceva? Andava ad abbaiare ai cani dietro alle porte.

E dice che è un lavoro!

Piangi anche tu?

Siamo due disgraziate.

Marisa, mi passi il tuo fazzoletto? Ho finito il mio.

- Tieni. - Grazie.

Marisa... sei qui a chiacchierare? Io lavoro tutto il giorno,

arrivo a casa stanco e trovo tutto freddo. Vai in cucina!

- Quello è il posto della donna. - Sei tu il capofamiglia?

Sembra di sì.

Allora domani vai a pagare la bolletta della luce,

altrimenti ce la staccano.

- Signorina, si sbrighi, stiamo chiudendo. - Sì.

Provi queste.

Questi sono i mocassini che ha visto in vetrina.

- Le vanno bene? - No, sono strette, ci vuole il 44.

Allora provi queste.

- Le vanno bene? - Decidi tu.

- Devono piacere a te. - Sono belle

e può portarle con il sole e con la pioggia.

- Prendiamo queste. - Le tiene?

- Sì. - Allora incarto le vecchie.

- 5.000 lire. Buongiorno. - Buongiorno.

Dovrebbero andarle bene, è un 43 comodo.

È carino questo vestito, ma preferisco quello con il bordo rosso.

- Come lo sa? - La vedo tutti i giorni.

Ho il negozio qui di fronte.

- Quello di elettrodomestici? - Sì.

- Niente da fare, non mi vanno. - Provi queste.

Facciamo la stessa strada, vorrei accompagnarla a casa, una sera.

- Vuole? - Veramente, io...

Ho capito, non può perché c'è quel ragazzo che viene a prenderla.

Sì.

- No, mi occorre il 44. - Non ce l'ho.

Provi questa, è flessibile.

- Siete fidanzati? - Ci conosciamo da tanti anni.

Siamo cresciuti insieme.

- No. Non mi resta che riprendere le mie. - Mi dispiace.

- Dove sono? - Che cosa?

- Le mie vecchie scarpe. - Eccole.

- No, queste non sono le mie. - Oddio! Ho combinato un guaio.

Le ho date a quel signore che è uscito poco fa.

Che dirà il direttore? Io sono qui in prova.

Possiamo rimediare.

- Ma non abbiamo il 44. - Andrò via così, sto qui di fronte.

Buongiorno.

- Che ha combinato, signorina? - Lei non c'entra.

Sono distratto e sono uscito di casa senza scarpe.

Arrivederci.

[ridono]

Mangia da solo da una settimana. E la signorina Giovanna?

- È andata al mare. - Ah, al mare!

- Buonasera. - Buonasera.

Si accomodi.

- Vuoi sederti da questa parte? - No, va bene qui.

Non potevamo scegliere un locale più tranquillo?

Vedrai, qui staremo benissimo.

- Ordino io. - Sì.

Dunque...

- Dimmi qualcosa di carino. - Che posso dire? Mi togli il fiato!

Ha visto che bel fusto?

- È il fratello. - Ah, è il fratello!

- Con lui non parlo, ci ho litigato. - Ah, ci ha litigato!

- [Giovanna ride] - Mi fai un piacere?

Tieni. Vai a sentire che cosa dicono e ripetimelo.

- Chissà che succederà dopo stasera! - Chi lo sa!

- Possono succedere tante cose. - Davvero?

- Che si sono detti? - Hanno preso pollo e abbacchio.

- Poi l'insalata... - Fai lo spiritoso?

Il cameriere è come il confessore, non può parlare.

Allora ridammi le 1.000 lire.

[Giovanna ride fragorosamente]

Giovanna, andiamo a vedere il nuovo negozio?

Il nostro negozio.

No, ormai è tardi e tu non hai avvertito a casa del ritardo.

Basta fare una telefonata.

Tu intanto preparati.

Romolo, smettila!

Su!

Ridi, ridi...

[manda baci]

Beh... Cin cin!

- La sua fidanzata è impazzita. - Perché?

- Parla da sola. - Lui non c'è?

Il fratello è andato a telefonare.

Davvero?

Tieni.

Pronto? Laura, ciao. Sono Franco.

Fra 10 minuti sarò da te.

Ciao.

A dopo.

[manda baci]

Cretino!

- Il tavolo è libero. - Buonasera.

- Andiamo? - Certo.

Bene!

- Rubi i gettoni? - Voglio conservarlo per ricordo.

Boh!

- Buonasera. - Buonasera.

Questa sera è stata la più bella della mia vita.

Anche per me, Romolo, grazie.

- Ho mal di testa, torno a casa. - Da sola?

- Sì, prendo un taxi. - No, ti accompagno fino a casa.

Romolo! Perché vuoi rovinare tutto? Sono sicura che mi capisci.

Ci vedremo un'altra volta.

- Ciao. - Ciao.

- Ti è andata male. - Ciao.

Chi le capisce le donne?

Marisa, io non le ho fatto la corte per divertirmi.

Io le voglio bene davvero.

Certe cose non riesco a dirle.

Più parole dico e meno riesco a farmi capire.

Io vorrei sposarla. Sono certo che con me sarebbe felice.

Salvatore che direbbe?

Chi è Salvatore?

- Quel ragazzo che viene a prenderla? - Sì, lei non ne tiene conto.

- Allora è il suo fidanzato? - Sì.

Gli voglio bene da quando ero bambina. Ho aspettato tanto

che lui si accorgesse di me. E ora non fa che deludermi.

- Sembra un bravo ragazzo. - Sì, lo è.

Ma non ha voglia di fare niente.

Mi vuole bene, ma se continua così, che vita può offrirmi?

E ora c'è anche lei a complicare le cose. Lo sapevo!

Temevo che un giorno mi avrebbe detto che è innamorato di me.

Adesso che faccio?

Lei è una persona brava, gentile, ha una buona posizione.

Non rida.

Io non penso ai soldi. Ma una ragazza che si sposa

vuole un po' di tranquillità, una casa, una vita serena.

Io sono sempre stata povera.

E mi piacerebbe cambiare.

Anche perché vorrei che i miei figli non fossero figli di povera gente.

Quando i bambini nascono non sanno niente.

Ma noi sappiamo se nasceranno poveri o ricchi, felici o infelici.

È strano sentire questi discorsi da una ragazza così giovane.

Io non voglio forzarla,

però ci pensi.

Mi prometta che ci penserà.

Glielo ripeto: io voglio sposarla.

La prego, mi porti a casa, non so neanche io cosa devo fare.

Andiamo.

Bravo!

Che hai? Perché non parli?

- Niente. - Guarda.

Che dici a Marisa che è fidanzata e fa la stupida con un altro?

- Le ho detto: "Brava." - Come?

Quello guadagna, ha una posizione. Marisa dovrebbe lasciare Salvatore.

- Andiamo. - Vengo.

- Andiamo, muoviti! - Vengo.

- Ci rivedremo? - Non lo so.

- Arrivederci, Giulio. - Arrivederci.

- Marisa, che stai facendo? - Che vuoi?

Metti le corna a Salvatore.

- Questo ha l'auto e mio fratello... - Salvatore non merita niente,

- è senza lavoro da sei mesi. - È sfortunato.

È buono a nulla!

Ti sei montata la testa. Proprio come Romolo.

- Si vede che siete della stessa famiglia. - Siamo diversi da voi.

Tu sei una ragazzina e certe cose non puoi capirle.

Mi fai pentire di essere stata tua amica.

Ora non lo siamo più.

Endimione, taci.

- Scusa... - Perché il cappello?

Per l'altezza delle basette.

- Sembro un marine? - No, un tranviere.

- Perché non hai fatto il barbiere? - Destino.

Ahia!

- Cos'è successo? - Ho litigato con Marisa.

- Non siamo più amiche. - Farete pace.

- Perché avete litigato? - Ti mette le corna.

- Marisa mette le corna a me? - Sì, proprio a te.

Con uno che ha i soldi. L'ho vista scendere dalla sua macchina.

- Salvatore, ora sei pure cornuto. - Pensa alle corna tue!

- Maleducato! - Marisa! Marisa!

Scusa, devi piangere ancora molto?

- Sì. - Io dovrei tornare a letto.

Andiamo bene...

Marisa!

- Che c'è, Salvatore? - Non devi dirmi niente?

Annamaria ti ha detto qualcosa?

- Allora è vero, lo confessi? - Che cosa?

- Che mi hai messo le corna. - No, non te le ho messe.

Ah! Non mi ero accorto che non porti più il mio anello.

Lo hai tolto per non far vedere che sei fidanzata con me. Brava!

No, era largo e l'ho portato a stringere.

Ti ha accompagnato a casa uno con l'auto?

Sì, è vero, ma non gli ho dato confidenza.

- Ci mancherebbe altro! E chi è? - Una persona perbene.

Ti sembra perbene uno che vuole confondere una ragazzina fidanzata?

Io mi fidavo di te. Per fortuna ti ho scoperto adesso.

Mi fai pentire di essermi comportata bene.

Sei una civetta!

- Se lo fossi, gli avrei risposto di sì. - A che cosa?

Mi ha chiesto di sposarlo.

Siete a questo punto? E allora sposalo!

Ha la macchina e i soldi, è quello che cercavi!

Ti sbagli, non cercavo questo.

Ma forse è meglio così.

Se tu fossi stato più serio...

Non cercare scuse! Fammi riavere l'anello.

Va bene. Addio.

Marisa!

È finito tutto?

Sì.

♪ Sole, lucente sole dell'amore... ♪

L'hai sentita? Ha trovato uno con i soldi.

Che fanno fare i soldi!

Un innamorato che non ha soldi che deve fare? Rubare?

Non è facile, Salvatore.

Anche per rubare ci vuole un po' di cervello.

[Alvaro canticchia]

Endimione, taci.

Forse si dorme.

Se fosse Natale, ti farei vestire da zampognaro e suonare.

Ho bisogno di soldi, di guadagnare, di cambiare vita.

Ti sembra facile? Il sistema ci sarebbe, ma è un lavoro rischioso.

In che senso?

Se ti scoprissero, potrebbero dire che non è regolare.

Sono disposto a fare qualsiasi lavoro.

È un incarico delicato ma non difficile. Devi consegnare una cassa.

- Quanto mi date? - Saresti pagato bene.

Quanto? Quanto?

- 200.000 lire. Va bene? - Di corsa!

Ti do metà subito e metà dopo. La vuoi?

Certo!

- Che fate? - Aspetta...

Metà prima e metà ad affare fatto.

Se il lavoro lo fai male o se chiacchieri, non prendi niente.

- Allora è un lavoro poco pulito. - Si tratta di portare una cassa.

Pulce! Pulce!

Che c'è?

Devi fare il lavoro insieme a lui.

- Ti insegnerà i particolari. Andate. - Andiamo.

Pronto?

Sì, Romolo, dimmi.

- Come? - L'anello non era mio.

Ora dovrei restituirlo, puoi ridarmelo?

Salvatore e mia sorella si sono lasciati.

Poi sarebbe una buona occasione per rivederti.

Vieni qui alle 13:00 e ne parliamo.

Alle 13:00. Ciao.

Chi era, signorina?

Non era per lei.

Le ho già detto di non usare il telefono per conversazioni private.

Uffa!

[trillo dell'orologio a cucù]

Chiudi.

- Ciao. - Ciao.

Chiudi.

- Romolo! Non mi aspetti? - Dovrei?

Dovevamo andare a mangiare al mare. Io ho preparato tutto.

Me ne ero scordato. Ma ora non posso, ho un affare importante.

Se a due mesi dal matrimonio non pensi più a me, figuriamoci dopo!

Ma che dici?

Annamaria, dovrei dirti una cosa.

Forse dovremmo sposarci tra un paio di anni,

così io mi creo una posizione.

No, Romolo, non mi incanti.

Quanto hai cominciato a lavorare sono stata tanto contenta.

Ma forse sarebbe stato meglio se ti fosse andata male,

perché adesso ti sei attaccato ai soldi e non vuoi più sposarmi.

- Tra due anni, non è lo stesso? - No, Romolo!

O mi sposi subito o non ti aspetto.

- Piuttosto resto zitella. - Allora restaci, peggio per te!

- [dalla cassa] Ahi! Cretino! - Che dici?

- Non ho parlato. - [dalla cassa] Mi fai accendere?

Accidenti a te!

Grazie.

Tieni.

Marisa!

- Che vuoi? Ho fretta. - Ascoltami.

- Non parlarmi di Salvatore. - Mi devi ascoltare.

Salvatore si sta rovinando per colpa tua.

- Ha lasciato questo biglietto. - Che dice?

"Cara mamma, se farò una cattiva azione non è per malvagità,

è perché voglio bene a Marisa.

Per lei ho imboccato la strada dell'abiezione.

Se mi andrà male e non ti rivedrò più, perdonami. Salvatore."

Tu ci credi? E la volta che disse di volersi suicidare?

Stavolta è vero, guarda cosa ho trovato.

Soldi tagliati a metà, come fanno i delinquenti.

Oddio, allora non è uno scherzo!

Marisa, non abbandonarlo, Salvatore ti vuole bene.

Solo tu puoi fermarlo.

- Dove sarà andato? - L'ho sentito dire al telefono

che sarebbe andato a Corso Vittorio.

Vestiti. Giulio mi aspetta giù con la macchina. Andremo a cercarlo insieme.

Marisa! Gli vuoi ancora bene?

Sbrigati! Non c'è tempo da perdere.

Signorina, sono le 13:00, io vado. Chiude lei?

Va bene.

[sbatte la porta]

- Ciao, Giovanna. - Ciao, Romolo.

- Franco non c'è? - No, è uscito.

E il commesso?

- È uscito. - Sei sola?

- Sì, perché? - Ti devo parlare. Devo dirti tante cose.

- Ecco il tuo anello. - Grazie.

Sei stata davvero un'amica. Come avrei fatto senza di te?

È la seconda volta che mi salvi.

Figurati, l'ho fatto volentieri.

- Scappi? Hai paura? - Di che?

Che stiamo qui, per la prima volta soli...

- Smettila! - Giovanna! Che hai?

- Sai perché ti ho aiutato? - Perché sono simpatico.

No, l'ho fatto perché ti consideravo un amico.

Un buon amico.

- Io voglio essere qualcosa di più. - Mi pento di averti aiutato.

Ho peggiorato la situazione. Sono bastati pochi soldi e sei cambiato.

Soldi? Non hai capito che mi piaci?

Per favore!

Lasciami stare!

- Lasciami! - Dimmi di sì.

- Sta arrivando una cliente. - La mando via.

Romolo!

Sono le 13:00, i negozi chiudono.

- Hanno già chiuso. - [dalla cassa] Allora sbrigati!

[dalla cassa] Mettila dritta, scemo! Non vedi che sto a testa in giù?

Vattene a casa!

- [Pulce] Dici a me? - No, parlo con il cane.

Ho fatto tardi ed è già chiuso.

Chiude alle 13:00. Volete che la consegni io?

No, c'è scritto "fragile", devo consegnarla personalmente.

- Arrivederci. - Ciao.

- Piove? - No, sono solo due gocce.

Brutto! Che hai fatto? Scendi. Via!

- Puoi cominciare. - Va bene.

Endimione, vattene!

- Romolo, vai via. - Perché?

Ti stai comportando come un mascalzone.

Che dici, Giovanna?

- Voglio solo darti un bacio. - Vedi questa?

- Beh? - Mi sono sposata con Franco.

- Quando? - Da una settimana.

Perché non me lo hai detto subito?

- Avrei evitato questa figuraccia. - Dovevo dirlo per farmi rispettare?

- [rumore indistinto] - Che stanno facendo?

Stanno segando la saracinesca.

Danno fuoco al negozio.

- Eccolo là! - Fermi, Giulio.

Salvatore, che fai qui?

- Rispondi. - Non ti riguarda.

Non vado via finché non me lo dici.

- Torna da quello. - È la voce di Salvatore!

- Che stai facendo? - Salvatore, noi ti vogliamo bene.

Se ve lo dico, ve ne andate?

- Sì. - Sto rubando.

- Così anche io comprerò un'auto. - Non stai facendo niente...

Qui dentro c'è uno che fa un buco nella serranda.

Mi vuoi rovinare? Con chi stai parlando?

Non preoccuparti, è mia sorella.

Cacciala via.

Mi vogliono rovinare!

- Ora Salvatore fa il ladro? - E doveva capitare proprio qui?

- [trillo del cucù] - Shh!

- Salvatore! - Basta! Sono libero di fare come voglio.

- No, devi venire a casa con noi. - Uffa!

- Chiamo la polizia. - Provaci!

Che succede? Che c'è? Cos'è questa confusione?

Togliti.

Vi siete ammutoliti?

È vietato litigare con il fidanzato?

Basta che non vi facciate male.

Siete impazziti? Volete mandarmi in galera?

Continua, è andato via.

No, non si può lavorare così!

Che stanno facendo?

- Rubano. - Ah!

Deve venire qualcun altro? Vai a prendere delle sedie!

Se sta facendo tutte queste storie per colpa mia, può smetterla.

Io e Marisa siamo solamente buoni amici.

Per questo le ha chiesto di sposarla?

Io le avrei chiesto di sposarmi?

Glielo avrà detto per farla ingelosire.

È vero? Non ti ha chiesto di sposarlo?

No, non me lo ha mai chiesto.

Bene, allora io me ne posso andare.

Arrivederci.

Arrivederci, Marisa.

E auguri.

Signor Giulio!

È molto bello quello che lei ha fatto.

Se non fossi innamorata di un altro, la sposerei io.

- Allora mi vuoi ancora bene? - Sì.

Torneresti con me anche se non valgo niente?

Io volevo soltanto che tu diventassi un uomo

e trovassi un lavoro serio.

Non era per i soldi.

Vicino a te,

io sarei contenta di essere povera per tutta la vita.

Mannaggia!

Non si può lavorare con questi!

La senti tua sorella? È più giudiziosa di te.

Ha capito che i soldi non danno la felicità.

Non farmi la predica.

Quando entrano questi ladri? Sono stufo!

- Sei sicura di volermi bene? - Sì.

- Mi vorrai bene per sempre? - Sì.

- Per tutta la vita? - Sì.

- Giura. - Giuro.

- [Pulce] Che fai? - Stai buono.

- [Pulce] Perché chiudi? - Vieni qui.

[Pulce] Apri! Apri!

- Aiutami a portare via la cassa. - Che fai?

- Lasciami fare. - Salvatore!

[Pulce] Dove corri, disgraziato?

- Quanto pesa! - Che c'è dentro la cassa?

- Uno scassinatore. - Portatelo in Questura.

No, mi fa troppa pena.

- Sai nuotare? - [Pulce] Che c'entra?

Ora vedrai!

Dai! Uno, due... tre.

[Pulce] Aiuto!

C'era davvero un uomo in quella cassa?

- A te che interessa? - A me? Niente.

Sta nuotando, si salverà.

Sì, ma con questa corrente, finirà in Sardegna.

Guarda che hanno fatto...

Eccolo! Brutto mascalzone! Malandrino!

- Vergogna! - Se fossi mio figlio, ti menerei!

- Ti è andata male. - Che hai da ridere?

- Che brutta faccia! - Ha proprio la faccia da ladro.

Andate...

Ora ricordo, tu sei quello dello scherzo in piscina.

- Beh? - Ti devo menare.

- La prossima volta. - Al ladro! Al ladro!

Che fai?

Perché ti togli quella fede?

Tienila.

Pronto? Buongiorno, Reverendo, sono Franco,

il gioielliere che le ha fatto i candelabri per l'altare.

No, non la chiamo per la fattura.

Vorrei sapere quando il Vescovo è libero perché devo fare la Cresima.

Che c'è da ridere? Per sposarmi devo aver fatto la Cresima.

No, papà non me la fece fare.

Reverendo, vorrei pregarla di una cortesia.

Non mi faccia fare la Cresima insieme ai ragazzini, mi vergogno.

Grazie, Reverendo.

Reverendo!

Dovrò studiare proprio tutto il catechismo?

Franco, ho qualcosa per te.

"Il Buon Marito. Manuale dei doveri coniugali."

[trillo del cucù]

- Ne vuoi ancora? - Buoni i rigatoni!

Mangia anche questa.

Mi invitate a cena e date a lui la mia bistecca?

La merita perché non ha rubato.

Cocco di mamma tua! Sei tornato a casa pulito.

Bravo, Salvatore! Ti do un bacio anche io.

Fanno bene a festeggiarti perché non hai rubato.

Anche la torta con le candeline! Bravo!

Io ti ammazzerei solo per averlo pensato!

- Romolo! - Che è successo?

Per fortuna se n'è andato!

- Mi è corso dietro tutto il giorno. - Chi?

Vedo che ti festeggiano. Andare a rubare conviene!

- Che dici? - Guarda il giornale.

C'è il tuo nome, sei ricercato per furto con scasso.

- Dove? - Leggi qui.

- Dove? - Qui!

- Ti ho fregato, ci avevi creduto! - Guarda che roba...

- Chi te lo ha detto? - Lo so. Io so tante cose.

So anche che ti voglio bene.

- Davvero? - Vieni qua, paperetta.

- Ehi! Indossi la mia vestaglia? - Da oggi questa è casa mia.

- È il padrone! - Io e Marisa abiteremo qui.

- Nella camera di tuo padre. - Papà, è vero?

Il letto grande spetta alla figlia femmina.

Sono contento che vi sposiate.

- Siate felici. - Grazie.

Però io ho qualche dubbio su questa felicità.

[insieme] Oooh!

Auguri!

- Dobbiamo camminare solennemente. - Sbrigati!

Non potevate fare un'unica cerimonia per entrambe le coppie?

- Anche Marisa ha voluto l'abito bianco. - Beh?

Non c'erano i soldi per fare due abiti da sposa.

Shh!

[Endimione abbaia]

Perché piangi? Sei nervoso anche tu?

Che c'è, Salvatore?

- Quando arrivano quei due? - Non lo so.

- Marisa! - Salvatore, è fatta!

Annamaria, che si prova da sposate?

È una cosa speciale! Fai presto.

- Com'è andata? - Ho detto sì.

- Sbrigati! - Ecco...

- Dai! - La scarpa!

- Mi aiuti? - Sì.

- Fai presto! - Un momento!

- Attento! - Dai!

Svelta, Annamaria!

- Mi fai fare tardi. - Sbrigati!

- Ragazze, siete pronte? - Sì.

- Andiamo. - Ferma...

- La giacca! - Presto!

- Endimione! Romolo! Venite! - Vengo.

Evviva gli sposi!

- Dai, ragazzi, piano! - Auguri!

Oddio, la scarpa!

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