All language subtitles for Tyler.Perrys.Zatima.S04E06.Vedere.doppio.1080p.AMZN.WEB-DL.ITA.ENG.DDP5.1.H.265.ita

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Original subtitles

Rilassati e mangia.

-Cazzo, Zac! -Scusa, colpa mia.

Pulisci quella merda.

Negli episodi precedenti...

Zac non è sul certificato di nascita

e non è stato riconosciuto come padre dal tribunale.

Sig. Taylor, dubita la paternità di Michael?

Sì.

-È stato un colpo basso. -No, è stato un colpo giusto.

-Michael è tuo figlio. -Vuoi solo i soldi.

Ehi, giovanotto, chi sei?

-Ehi, Stephanie. -Ehi.

-Ehi, hai visto Fati...? -Lei...

Amica, l'ho vista.

-D'accordo. Grazie. -Non c'è di che.

Ehi, Fatima.

Oh, sei impegnata? Sei al telefono?

Oh, ok.

Chiamami quando sei libera.

Che diavolo?

Ehi, bella.

Ehi.

Bella, che diavolo? Da dove vieni?

Ehm, dalla sala del personale?

No, non è possibile.

Sì, lo è. Di che diavolo stai parlando?

Fatima, ti ho appena vista nel tuo ufficio.

Ok. Ti sbagli.

Non so di cosa parli.

No, ti ho chiamata e ha alzato il dito come fai tu.

Ma mi sa che aveva i capelli un po' diversi.

Bella, è stata una giornata lunga.

Cavolo, non dirlo a me.

Sei pronta ad andare?

Usciamo insieme, così ti aggiorno su Bryce.

Già, dovrà aspettare.

-Devo lavorare fino a tardi. -Cavolo, bella. Mi dispiace.

Non è male.

Anzi, è molto bello.

Okay, cos'è successo?

Non posso darti tutti i dettagli ora,

ma sei pronta?

Sono pronta.

-Lavoro con Sayge. -Cosa?

-Sì. -Fatima, sul serio?

No, sul serio. L'ho appena incontrata.

-Oh, mio Dio. -Aspetta.

L'hai incontrata qui?

-Okay, calmati. -Aspetta, Sayge è qui?

Calmati, Angela. Calmati.

-Dov'è, bella? -Se n'è andata.

Senti, non è qui,

ma ti prometto che la conoscerai. Ok?

Non fare così.

Starò buona. Ma congratulazioni, Fatima.

-È una cosa grossa. -Grazie.

Rimarrà molto colpita da te,

soprattutto quando scoprirà che sai cantare.

Ok, senti.

È solo lavoro. Non è un provino.

Fatima, devi cogliere l'opportunità.

Angela, faccio solo il mio lavoro.

Ok, Miss Perfettina.

Bella questa. Oh, dimenticavo.

-Devo consegnare questi. -Ok.

-Dai. -Sì.

-Che emozione. -Lo so.

È la mia preferita.

Ok, bella. Ci vediamo dopo.

-Ci vediamo. -Anche tu. Ciao.

Ciao. Ehi. Come va?

Quindi ora Fatima lavora con Sayge.

Sì, dovrebbe parlarmene più tardi,

la mia bambina sta facendo grandi cose.

Inizierà a viaggiare con Sayge?

Come suo avvocato a tempo pieno?

Non credo funzioni così con gli avvocati,

non diventano parte dell'entourage.

Almeno, non credo.

E poi, presto sarà mamma, quindi...

Sì, ma Fatima non sembra una che rallenta.

Non voglio che rallenti.

Voglio che trovi un equlibrio.

Tra il lavoro e il bambino, c'è tanto da fare.

No, lo capisco, ma sai, loro vogliono tutto.

Angela non smetterebbe di lavorare per fare la mamma.

Non credo che Angela voglia fare la mamma.

-Sì, c'è anche quello. -Già.

Io voglio che Fatima voglia tutto.

Ha un talento pazzesco, solo che...

Non so se sta facendo quello vuole fare.

Capite?

Non credi voglia fare l'avvocato dopo la laurea?

Amico, ultimamente non se la sente.

Oh, dannazione.

Forse il campo dello spettacolo le farà

cambiare idea, perché ama la musica.

Sì, insomma, sembra perfetto per lei.

Ma non forzarla a fare niente, Zac.

Di solito è così che le cose vanno fuori controllo.

Sì, lo capirà. Verrà da te.

-Sei un grande. -Hai ragione.

Sì. E dovresti sentirti bene sapendo

che qualsiasi cosa decida di volere,

tu puoi farla avverare.

Giusto. Posso farlo, sai, è di questo che si tratta.

Vorrei che fosse lo stesso tra me e Angela.

Amico, devi darle tempo. Angela è ferita.

Sì, ma continuo a scusarmi e non so

come sistemare le cose.

Allora perché non smetti di sistemarle? Non farlo.

Che vuoi dire?

Bryce, ti ha detto che non era emotivamente disponibile

davanti a tutti.

-Già... Mi dispiace per te. -Già.

In ogni caso, devi vederla così, giusto?

Più spingi, più lei si opporrà.

Anche se dovrà lottare contro i suoi sentimenti.

Mhm-mhm.

È una cosa profonda, Zac.

Molto profondo. È stato un mic drop.

Tendo a andare in profondità, a volte.

Oh... Me ne sono accorto adesso. Non intendevo quello.

Basta.

Niente più pigiama party platonici e lavoro manuale.

Facevi pigiama party platonici?

-Perché l'hai fatto? -Sì, amico, l'ho fatto.

Non più.

Ok, sa che la amo. Mi vuole.

-Verrà lei da te. -Sono qui.

Salute, ragazzi.

Dai, su.

Ok...

Pigiama party platonici a parte, cosa faccio con Deja?

Trasferisciti.

Quindi, in pratica, continua a fare i trattamenti.

Sì.

-Ehi, bella. -Ehi.

Scusa. Pensavo fossi un'altra.

Tranquilla, me lo dicono spesso.

Sei qui per vedere qualcuno o...

Non ho ancora un appuntamento,

ma devo sistemarmi i ricci e fare la piega.

Sì, metto un attimo lei sotto l'asciugatrice.

-Ok. -Ci penso io a te.

-Ok. Scusa. -No, tranquilla.

Ok.

Va bene.

Ok, puoi farlo così?

A dire il vero, l'ho fatto con una mia amica.

Ehm...

Pensi che ti starà bene?

Non credi che mi starà bene?

No, no, no, penso che starà bene, è che,

sai, ho visto questo stile su un sacco di gente,

quindi pensavo, e se aggiungessimo una piccola...

No. Forse meglio di no. Ehm...

E se lo accorciassimo un po' dietro e...

Sai, sono molto particolare

e mi piace molto questo stile.

Potresti arricciarli un po', per favore?

Ok, sì. Vieni. Andiamo a lavarti.

Ok, grazie, bella.

-Ok? -Sì.

-Oddio, questo bambino... -Tranquilla.

-Oh, mio Dio. -Oddio. È perfetto.

È bellissimo.

-Grazie mille. -Prego.

-Sono felice che ti piaccia. -Sì.

Sì, ti starai preparando per la festa premaman.

Sì, l'ha organizzata il mio fidanzato.

-È un bravo fidanzato. -Lo è, bella.

Faremo qualcosa di piccolo e intimo.

Sai, famiglia, amici...

Magari qualcuno dello studio legale per cui lavoro.

Ah ok, bello. Sei un avvocato?

Quasi. Sto ancora studiando.

Ok, e il tuo fidanzato? Non ricordo.

È nel settore immobiliare.

-Ok, questo è strano. -Cosa?

È solo che mi ricordi davvero tanto una delle mie amiche.

Una specie di sosia o qualcosa del genere.

Parli molto di lei.

Sono certa che sia una buona amica per te.

Sì, beh, voglio dire, abbiamo litigato,

ma mi ricordi così tanto la sua faccia da culo. Mi manca.

Beh, forse dovresti scusarti.

-Scusarmi? -Per quello che le hai fatto.

Come sapevi che ero io?

L'ho dato per scontato.

Parli come se la rottura dell'amicizia fosse colpa tua.

No, cioè, non è stata colpa mia.

Cioè, forse l'ho affrontata nel modo sbagliato, ma...

A un certo punto, Fatima, dovrai...

Ok. È strano.

Potrei accettare il tuo pagamento.

Sì, nessun problema.

Sai, se non ti dispiace, mi piacerebbe tornare.

Certo.

Però prendi un appuntamento la prossima volta.

Ci penso io. Oh, ti sta benissimo.

-Leslie. -Mio marito lo adorerà.

-Grazie. -Prego.

-Vuoi la ricevuta? -No, va bene così.

-Ci vediamo. -Ce la fai?

Sì, bella. Scusami.

-Ciao. -Va bene.

-Ciao, Belinda. -Ehi, Fatima.

Hai un minuto?

No, sono al lavoro.

Beh, non ci vorrà molto. È solo che...

Lo so bene, perché sono al lavoro.

Mi chiedevo se hai mai conosciuto una signora di nome Les...

Ecco perché non avrei dovuto rispondere al telefono.

-Lo sapevo. -Fatima, che ho fatto?

Ti ho appena chiamato. Non ho ancora detto niente.

Non devi. Lo so già.

Fatima!

No, chiami sempre per delle cazzate, Belinda.

Fammi indovinare.

Una donna ha detto che parlava con Zac

e sai che non mente,

perché descrive il suo cazzo alla perfezione.

Eh? Sì, e lo sappiamo perché ci hai detto più volte

che ricordi com'era il suo cazzo, ok? Merda.

Fatima, non è niente del genere.

Belinda, sai qual è il problema?

Ogni volta che mi chiami

per dirmi cos'ha detto o fatto qualcuno,

perché si sentiva così a suo agio a dirtelo?

Oh.

Fatima, stai bene?

-Sì, sto bene. - Cos'è stato?

Niente. Questo bambino mi sta massacrando di calci.

-Sicura che fosse un calcio? -Sì.

Non lo so. Non sono mai stata incinta.

Stronza, smettila di mentire. Ti conosco.

Beh, non più di un paio di settimane.

Esatto.

Ma per quanto mi riguarda, non sembrava un calcio da bambino.

Beh, sono io quella incinta.

-So cos'era. -Ok, beh, sai cosa?

Non importa perché ho chiamato.

Chiamavo solo per assicurarmi che stessi bene.

-Sto bene. -Ok.

Sai che mi manca stare con te, Fatima.

Manca anche a me.

Pensi che potremmo tornare a com'eravamo prima?

Senti, Belinda, non voglio.

E non siamo lì per un motivo.

Oh, ok.

Ma sono disposta a vedere come va.

Lentamente, però.

Ok. Quel bambino ti ha tolto i guanti.

-Vedi? -Sto scherzando. Sto scherzando.

Sono aperta anche a quello.

D'accordo, beh, senti, devo andare.

Va bene. Ci sentiamo più in là. Ok?

D'accordo.

-Zac, ehi, tesoro. -Che c'è?

Pensavo di averti detto che lavoravo fino a tardi.

Già. Ma dovevo assicurarmi che tu e il bambino mangiaste.

Quindi vi ho portato qualcosa da Olive.

-Oh, che dolce. -Sì, sono i miei avanzi.

-Grazie. -Sto scherzando.

Sì, mi sto preparando per la gestione della rabbia.

-E sei pronto? -No.

Ma farò quello che devo fare per mio figlio.

Sì, lo so.

Beh, quanto ti ci vorrà?

Probabilmente un'altra ora o giù di lì.

Sarà buio.

Sicura che non vuoi che ti accompagni?

-Perché sai che lo farei. -Lo so, tesoro.

No, sto bene, ok? E ti prometto

che mi farò scortare alla macchina da un agente di polizia, ok?

Ok.

D'accordo. Grazie mille.

-Per avermi portato da mangiare. -Sì.

Stai attenta. Ti stai alzando molto in fretta.

Sei un angelo.

-Oh, ti amo. -Ti amo anch'io.

Ehi, quando torni a casa, ho un massaggio per te.

-Un massaggio ai piedi? -Un massaggio a tutto il corpo.

Oh, ok.

Fammi finire, così posso tornare a casa.

-Va bene. Ti amo. -Ti amo anch'io.

Grazie mille.

-Va bene. Mangia quel cibo. -Lo farò.

-Me lo prometti? -Te lo prometto, tesoro.

Grazie.

Va bene. Grazie.

Cazzo.

-Lori? -Zac, che ci fai qui?

Ordine del tribunale.

Devo riprendermi mio figlio, così mi hanno mandato qui.

Che ci fai qui?

È un ordine del tribunale, ma non voglio parlarne.

No, va bene.

Cosa?

Il modo in cui ti comporti ora con Nate,

-tutto inizia ad avere un senso. -Stai zitto.

No, dico solo che sei stato tranquilla.

In modo inquietante, ma comunque tranquilla.

Sì, beh, vengo agli incontri

-...da circa un mese. -Un mese? Wow.

-Immagino stiano funzionando. -Che simpatico.

Ma no, il dottor Reid è bravo in quello che fa.

-Dottor Reed? -Sì.

-Zac. -Dottor Reed. Sei dappertutto.

-Che ci fai qui? -Come va, fratello?

Mi rilasso. Tranquillo.

Cosa ti porta da queste parti?

È il mio modo di aiutare la comunità.

-Ah. -E tu come stai?

Sto bene. Stanno tutti bene.

Fatima è quasi a termine, ormai.

Mi tiene molto impegnato, sai.

-La gravidanza va bene? -Sì.

-Mi fa piacere. -Sì.

Beh, siediti pure.

Sì, stavo venendo per...

Volevo solo dare un'occhiata veloce.

Mangio un boccone e poi vado.

Vado...

Hai mai fatto terapia di gestione della rabbia?

-Io? No. No. -Siediti.

-Lori. -Che c'è?

Voglio solo incoraggiarlo.

-Lascia fare a me. -Ok.

State bene?

Ok. Vorrei prima fare un giro

e parlare dei vostri progressi.

La scorsa settimana abbiamo parlato

dell'incanalamento della rabbia.

Lori, so che avevi dei compiti da fare.

Esatto.

Ok, beh, non fare la timida. Com'è andata?

No, ho parlato con mio marito.

Beh, ci ho pre-parlato

Cioè, gli ho chiesto di parlare,

e sai cos'ha avuto il coraggio di dire?

Probabilmente quello che avrebbe dovuto dire tanto tempo fa.

Zac, hai qualcosa da aggiungere?

Oh, no, sono a posto. Ci pensa lei.

Comunque, ha detto che avrebbe dettato lui le cazz...

Scusate. Le condizioni.

Ok.

-E come l'hai gestita? -Ho detto ok.

Non l'hai minacciato?

No. Era pazza.

-Aspetta un attimo. -Come lo sai?

-Non eri nemmeno lì. -Me l'ha detto Nathan.

Quel cretino non riesce a tenersi niente per sé.

Quindi voi due vi conoscete?

Sfortunatamente, sì.

Zac è il miglior amico di Nathan dai tempi dell'asilo.

Ah, ok.

E so tutto.

Ok.

Beh, secondo te, secondo il tuo amico,

com'è andata Lori?

È stata brava.

Ha detto che non ha urlato.

Non l'ha minacciato fisicamente.

Non l'ha investito con l'auto, niente.

-Lori, è fantastico. -Grazie.

Cercavo solo di capire il suo punto di vista.

-E ho mantenuto la calma. -Sei stata brava.

Qualsiasi cosa tu stia facendo, dovresti tenerla qui.

Zac, tutti qui prima o poi

prenderanno il diploma.

Spero che tu esca di qui

con gli strumenti non solo per rispettare l'ordine del tribunale,

ma per vivere la vita in modo emotivamente sano.

Beh, hai fatto un miracolo con Lori.

-Che vuoi dire? -Lori.

Cosa?

Puoi aspettare il tuo turno, Zac?

Aspetta il tuo turno.

Beh, Lori, il gruppo è fiero di te per aver confrontato

tuo marito in modo da farlo sentire

sicuro e onesto

all'interno di una conversazione sul vostro matrimonio.

Sì. Grazie.

Ma non ne abbiamo ancora parlato.

Vedremo come va.

E ricorda, il prossimo passo per voi due

è la consulenza matrimoniale.

-Scusa. -Ahi.

Non mi hai fatto male.

-Lori, molto bene. -Grazie.

-Zac. -Eh?

Oh, no.

Oggi è stata una giornata di osservazione per me.

Voglio vedere come funziona.

-Quindi starò a guardare. -No, no.

Salta su. Questa è la tua prima sessione.

Perché non ti presenti al gruppo

e comunichi a tutti cosa speri di ottenere da questo corso?

-Come va? -Alzati.

-Perché devo alzarmi? -È una formalità.

-Questo non me lo perdo. -Lori.

Scusa, volevo solo essere di supporto.

Ciao, mi chiamo Zachary Taylor.

Non ho problemi di gestione della rabbia.

Ma gestisco la mia attività.

È un piacere conoscervi.

-Zac? -Sì?

Vuoi fare sul serio?

Certo che voglio fare sul serio.

Cosa stai scrivendo?

Tutto quello che succede qui.

Referenze per il giudice.

Ok. Spia.

Scusa, avevo qualcosa in gola.

-Certo. -Non fa niente. Continua.

Mi chiamo Zachary Taylor. Come sa il dottor Reid,

la mia famiglia non è delle migliori.

Mia madre era una tossica e mio fratello è un pezzo di merda.

E a volte fanno cose per fottermi.

Quindi ogni giorno mi sveglio lottando per la mia vita.

E a volte mi arrabbio.

Grazie.

Quindi è colpa di qualcun altro se sei qui?

Sì.

E tu non hai nessuna responsabilità?

Cioè, tecnicamente sì.

Sono stato io a colpire mio fratello. Per questo sono qui.

Ma se la gente tenesse giù i telefoni

e si facesse gli affari propri, nessuno lo saprebbe.

E sarei a posto.

Quindi è colpa di quelli con i telefoni?

No, non sto dicendo questo. È colpa di Jeremiah.

Ecco di chi è la colpa.

Ricordi quando ho detto che avremmo parlato

di dare la colpa agli altri?

Sì, me lo ricordo. Ma cosa c'entro io?

Non sembri accorgerti

del fattore comune tra tutti i tuoi problemi di rabbia.

Tu.

No.

Se la gente non mi facesse arrabbiare, non mi arrabbierei.

-Grazie. -Lori?

-Cosa? Non ho detto niente. -Non fare dei passi indietro.

Quello che sembri star affrontando, Zac,

è l'incapacità di rimuovere il potere che gli altri hanno

sulle tue emozioni.

Certo, la gente ci causerà problemi.

Farà cose che non ci piacciono.

Cose che riteniamo stronzate.

-Già. -Davvero?

Cosa? Dico sul serio.

La gente ci provocherà.

-Non gliene frega niente. -Giusto.

Se ne fregano di come ci sentiamo.

Non gli importa di quello che vogliamo.

Se ne vanno in giro, tutti egoisti da morire.

-Esatto. -Ci punzecchieranno.

Ci spingeranno oltre il limite.

-E quindi? Dobbiamo reagire. -Già.

Sbagliato.

Che c'è di male?

Sto dicendo che non siamo costretti a reagire, Zac.

Non dobbiamo permettere alla gente di controllare le nostre emozioni.

Alzati.

Perché devo alzarmi? Non ho altro da dire.

-Alzati e basta. -Penso che dovresti alzarti.

-Penso che dovresti badare al tuo... -Dai.

Potere sulle nostre emozioni.

Amico, ma che cazzo?

-Ti ho spinto. -Sì, ho notato.

-Ok. -Io non...

Yo, non rifarei 'sta stronzata, amico.

Stai attento.

Dottor Reid, penso che dovresti...

Zac!

Non hai battuto ciglio.

Perché so che non mi colpirai, Zac.

Come lo sai?

Perché in questo istante hai controllato le tue emozioni.

Sai che non puoi incolpare me per avermi colpito,

anche se ti ho letteralmente spinto.

Hai controllato le tue emozioni.

Voglio davvero colpirti ora.

E va bene.

Voglio colpirti da quando ti ho conosciuto.

Beh, mi dispiace molto per questo. Ma non capisci, Zac?

Non è l'unico scenario in cui hai questo controllo.

È nelle tue mani ogni singolo giorno.

Non importa cosa ti facciano.

Non possiamo incolpare gli altri per le loro azioni.

Ma possiamo incolpare noi stessi per come reagiamo.

Hai capito?

Capito.

Ok. Ora puoi sederti.

-Spinge così anche te? -No, faccio attenzione.

Va bene.

Ok, ok, ok.

Va bene. Qualcun altro vuole condividere la propria esperienza?

Jeremiah.

Jeremiah, so che puoi sentirmi.

-Cosa vuoi? -Dove sei stato?

-Sono stato qui. -Non sei mai stato qui.

-Non ti vedo da un po'. -Sono stato qui.

Sono stato ovunque.

Jeremiah, ero preoccupata per te.

-Perché? -Lo sai perché.

-Cosa hai preso? -Non ho preso niente.

Jeremiah, di cosa ti sei fatto?

Non sono fatto, ma vorrei esserlo.

-Hai qualcosa? -No, non ho niente.

E non ti serve niente cercare qualcosa per sballarti.

-Sì, invece. -Non, non ti serve.

Devi disintossicarti.

-Non posso. -Sì che puoi.

Perché non lasci che ti aiuti?

-Non puoi aiutarmi. -Come lo sai?

-Lo so e basta. -Perché non mi lasci provare?

No, perché non voglio che mi aiuti.

Vuoi continuare a farti finché non ti ammazzi?

È questo il piano?

Forse.

Yo, non posso credere che tu dica così.

Se è quello che serve per poterla rivedere.

Jeremiah, andiamo.

-Lascia che ti aiuti. -Non puoi aiutarmi.

Mi serve una dose. Subito!

Jeremiah, mi spaventi. Lasciami.

È venuta a trovarmi.

Cosa?

Mia mamma è venuta a trovarmi l'ultima volta che mi sono sballato.

Ok.

Voglio rivederla.

Jeremiah, tua madre non c'è più.

-Tua madre è morta. -Bella, lo so!

Allora di cosa stai parlando?

Forse se mi faccio di nuovo,

tornerà e mi porterà con sé.

No.

E non dovrò più preoccuparmi della vita.

No. Jeremiah, non dire così. Non dire così, ok?

-Ehi, Connie! Stai bene? -Sì. Sì.

-Che c'è? -Mi gira un po' la testa.

Vado a sdraiarmi.

Sì. Vai a sdraiarti, Connie. Non preoccuparti per me.

È troppo tardi per me.

Mamma?

Ecco la mia piccola.

Piccola.

Mi hai preso delle rose?

Sì, proprio così.

E ti ho fatto uno spuntino notturno.

Cosa?

È una cosetta.

Ma non tutto in una volta, come stamattina.

-Grazie, tesoro. -Sì.

È stata una giornata lunga.

I tacchi ti fanno male ai piedi, eh?

Senti...

Credo sia arrivato il momento

indossare scarpe basse fino alla fine della gravidanza

perché fa male.

-Fa così male? -Molto male.

Già.

Grazie per i fiori, tesoro.

Figurati.

Forse ti devo delle scuse per prima,

quando ti ho urlato contro.

So che vuoi solo aiutarmi.

Mi dispiace.

Ti stai scusando?

-Ti stai scusando? -Zitto.

No, no. Vieni qui. Vieni qui.

-Grazie. -Grazie.

-Davvero. -No.

Anch'io ti devo delle scuse.

So di essere stato un po' invadente.

Sai come sono, ma...

Ti prometto che sarò presente senza essere invadente.

Ti lascio i tuoi spazi.

-Ok? -Grazie.

-Stasera è tutta per le signore. -Sì.

Cosa vuoi fare?

-Possiamo coccolarci? -Vuoi solo coccolarmi?

-Sì. -Ok.

-Posso massaggiarti il sedere? -Sì.

Gliel'ho detto,

da quando ho perso tutto...

Ho perso il rispetto per me stesso.

Ho perso i miei figli.

Ho perso tutto.

I miei figli.

Non lo so.

Gli ho detto,

questa era il mio Dio.

E il dolore iniziò a svanire.

Ho perso i miei bambini.

Ho perso mia moglie.

Ho perso il rispetto per me stesso.

Oh...

Oddio.

Oddio.

Oddio!

Non sei solo.

Se tu o qualcuno che conosci state lottando contro una dipendenza,

l'aiuto è disponibile.

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