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Original subtitles

Traduzione di Maleva

Non mi piace per niente.

Te l'ho detto che era posizionato male.

Adesso...

Dio mio!

Tecnologia applicata alla lavorazione della carne.

Il tutto rigorosamente controllato dal nostro dipartimento sanitario.

Ora non posso.

Dirò solo...

Non adesso. Non adesso.

Vi dirò solo due parole:

igiene...

- e rispetto. - Rispetto?

Sì, rispetto...

Rispetto di un trattamento responsabile per il benessere dell'animale.

- Non ora. - Come?

Tesoro, devo proprio andare.

Adesso? Nel bel mezzo dell'inaugurazione? Sei pazzo?

Paco, sei il sindaco.

Proprio per questo. È successo qualcosa dagli Alonso,

- e devo andare. - È più importante di questo?

Per favore.

Te la caverai benissimo.

Mi dispiace molto, devo lasciarvi, ma...

mia moglie vi accompagnerà a...

a visitare il resto dell'impianto. Grazie.

Seguitemi, per favore.

Da questa parte.

Dov'è?

Nella stalla,

con Elena.

La veterinaria?

E chi dovevo chiamare? Doveva essere un vitello.

- Da che parte? - Di là, di là.

Non postate niente su internet.

È stregoneria, satanismo o qualcosa del genere.

- È un miracolo. - Cerchiamo di calmarci, va bene?

Posso?

Mettete via i cellulari, nessuno posti niente su Istagram finché non sapremo di cosa si tratta.

- Neanche su Facebook? - Né Facebook, né altro!

Volete che arrivino degli estranei a ridere di noi dandoci dei bifolchi?

Faremo le cose per bene.

Dobbiamo chiamare la guardia civile, l'ospedale provinciale, i servizi sociali.

Se chiamiamo le autorità, la notizia trapelerà e in un attimo arriverà la TV a filmare tutto.

Tu...

sei sicura di quello che è successo qui?

Sì, Curro l'ha filmato. Fagli vedere. - Sì.

- Guarda. - Ce l'hai lì?

- Un momento, calma. - Adesso te lo ridiamo, ok?

E il bambino?

Vedremo.

L'hai guardato bene?

È...

normale?

Sì, Paco, sì.

- Sta bene. - Questo non si sa.

- Bisognerebbe chiamare il prete. - Il prete?

Siamo impazziti?

Sì, buona idea, sicuramente Don Manuel sa cosa dobbiamo in una situazione del genere.

- Il prete? - Sì.

- A me non sembra una cosa normale. - Normale?

Sono appena sfuggito a dei giornalisti venuti a vedere un bambino nato da una vacca, e...

questa sì, che non è una cosa normale.

- È chiuso. - Sarà a casa.

Andiamo.

- Che succede, Paco? - Scusa se ti disturbiamo a quest'ora, Manuel,

ma abbiamo bisogno del tuo aiuto.

Di chi è questo bambino?

Di Satana.

Guarda.

È lì che hanno fatto lo scambio.

Quale scambio?

Lì.

Vedi?

La telecamera segue te e tu non stai guardando.

Come nei trucchi di magia, ti distraggono e scambiano il vitello col bambino, semplice.

No, non può essere. Chi voleva ingannarmi e a che scopo?

Il punto non è a che scopo, ma perché ti riesce più facile credere

che una vacca abbia partorito un bambino,

piuttosto che credere che ti abbiano ingannata.

Vedi che valeva la pena di parlare con lui?

La domanda è "chi vuole sbarazzarsi di un bambino?".

E questa, Paco,

non è stregoneria,

questa è la vita, nient'altro.

Andiamo a bere qualcosa?

La cosa più saggia sarebbe chiamare i servizi sociali.

Certo, di questo mi sono già occupato,

ma finché non vengono a prenderlo,

da qualche parte deve dormire. Lei si è offerta volontaria per badare a lui.

Salve, Padre, cosa prende?

Un caffè macchiato.

Io un decaffeinato con latte parzialmente scremato, tiepido,

in tazza grande, con poco caffè...

e saccarina, per favore.

Acqua.

Paco!

Scusatemi.

Cosa succede?

- Cos'è questa storia del bambino? - Tranquilla,

tutto risolto. Don Manuel, che ha più buon senso di tutti, ci sta aiutando.

E lui che ne sa? È qui da 4 giorni.

- Quasi un anno. - Non mi piace quell'uomo.

- Ma tu perché devi farti coinvolgere? - La gente confida in me perché risolva i loro problemi.

Io ho dei problemi! Sto cercando di avviare un'impresa e ho bisogno di aiuto.

Mi stai ascoltando?

- Sei stata tu a spingermi in politica. - Fare il sindaco è politica?

- Sei qui per firmare permessi, nient'altro. - Devo mantenere l'ordine.

Se non l'avessi fermato, sarebbe finito su internet.

Stai attento a non finire tu su internet, andando in giro a cercare non so che.

A cercare la madre. Hai ragione.

Questo calmerebbe la gente. Più tardi...

Se si vuole disfarsi di un bambino, non si monta un circo così.

Dev'esserci di più.

C'è sempre qualcosa di più:

- la stupidità della gente. - Credi che siano tutti stupidi?

Sai qual è il modo migliore per coprire una bugia?

Inventarne una più grossa.

In politica è all'ordine del giorno.

Ad ogni modo, Don Manuel,

- tu potresti darci una mano. - Chiamo la guardia civile, il sergente Laguna.

Ma senti, tu...

tu confessi la gente, no?

Saprai cose che gli altri non sanno. I preti hanno informazioni riservate.

Senti, Paco, so che prendi molto seriamente il tuo lavoro.

- Certamente. - Anche io.

Ti dice niente il segreto confessionale?

Una cosa: è una settimana che Trini non viene a scuola.

Chi?

La mia compagna di banco.

Parlava sempre del suo ragazzo...

diceva che si vedevano in palestra, dopo la scuola.

Una settimana fa l'ho vista piangere da sola, e da allora non l'ho più vista.

Abbiamo un gruppo su WhatsApp e lei non risponde.

Buon pomeriggio, Jesús.

Senti, c'è tua figlia?

Sai se ultimamente è uscita con qualcuno?

È di sopra a fare i compiti.

E non esce con i ragazzi.

Non voglio infastidirti qui a casa tua,

ma ci hanno detto che tua figlia non va a scuola da una settimana.

- Quindi... - Sta male.

Ha male alla testa, chiedi a sua madre.

Se potessimo parlare con lei 5 minuti, ci sarebbe di grande aiuto.

Mia figlia non va a scuola per qualche giorno e viene a cercarla il sindaco?

- Si può sapere che cazzo succede? - Non arrabbiarti.

Solo 5 minuti, Jesús.

Stai calmo, Jesus.

Tu stai zitta e torna in casa.

Una settimana che non va a scuola e neanche te ne accorgi!

Vogliamo solo sapere se qualcuna delle sue amiche sa quello che è successo dagli Alonso.

Dille di scendere.

Se c'entra qualcosa in tutto questo, la ammazzo.

Ciao, Trini.

Ciao.

Siediti.

Non avere paura.

Vogliamo solo sapere se tu o qualcuna delle tue amiche... sapete cosa...

Sappiamo che è una settimana... una settimana, giusto?

È una settimana che non vai a scuola.

E che è un anno che esci...

che fai coppia... che hai una relazione...

con questo bel ragazzo, Rober.

Roberto? Quello del supermercato?

Mi venga un colpo, cazzo.

Ci hai fatto qualcosa?

- No, papà, ti giuro che no. - Porca...

Abbiamo visto le foto su Facebook.

Hai il profilo pubblico, può vederlo chiunque.

Ma non c'è niente di male.

Dobbiamo solo sapere la verità, quello che è successo.

Non sono incinta.

Bene,

basta così, fuori.

Subito! Fuori! E tu, in camera tua!

Ora salgo e parliamo.

Fuori, cazzo!

Jesús, per favore, calmati.

Calmarmi?

Non ti imbarazza che venga il sindaco a dirmi cosa succede in casa mia?

Jesús...

stai calmo.

E tu...

piantala di impicciarti della vita degli altri e preoccupati della tua.

E di cosa devo preoccuparmi, si può sapere?

Chiedilo a tuo marito,

se sai dov'è.

Non lo sai dov'è tuo marito?

- Non lo sai, vero? - Basta così.

- In casa mia! - Lascialo!

Lascialo!

Lasciami!

Mamma.

Di nuovo? Di nuovo a dar colpi?

È incinta!

È chiaro che non è quella che cerchiamo.

Si accettano suggerimenti.

Antonio...

tienilo d'occhio.

Scusa,

cerchi Paco?

Sì,

in Comune mi hanno detto che era qui.

Ho chiamato diverse volte, ma non risponde.

Sì, sì,

ho visto, hai chiamato tre volte.

Ha lasciato il telefono in ufficio, in carica.

Bene,

dimmi, cosa succede?

È un argomento delicato,

preferirei parlarne con lui, se non ti spiace.

In ogni caso, farà un po' tardi.

Stiamo cercando di avviare un'attività, sai?

Sì,

non dev'essere facile. È una cosa enorme.

Tutti hanno bisogno di Paco per ogni cosa.

Più che il sindaco, sembra il confessore di tutti i peccati.

Paco!

Elena.

Conosci mia moglie?

Sì,

ci siamo già conosciute.

Bene, vi lascio tranquilli, che...

ho molto da fare.

Arrivo subito.

Lo vedete? Lo vedete? È lì.

È lì che fa lo scambio, ma non si distingue bene.

Sparisce perché si porta via il vitello appena nato.

Quello non è Antonio?

- Chi, lo scemo del villaggio? - Non dire così.

Non lo dico perché è ritardato, lo dico perché non mi ha votato.

- Questo dimostra che non è scemo. - È solo una persona disfunzionale.

Passa tutto il giorno in sacrestia.

È inoffensivo, non può aver organizzato tutto questo.

Ma è perfetto per fare quello che gli viene detto, anche se è una follia.

Salve.

Salve, Padre.

Mi chiamo Antonio.

Piacere. Ero molto amico del precedente curato.

Sono sicuro che lo saremo anche noi.

Ma non cominciamo molto bene, facendoti beccare a curiosare fra le cose altrui.

Adesso cosa facciamo?

Lo nascondiamo?

Neanche una parola su questo, d'accordo, padre?

D'accordo.

È di prima della guerra, quando preti e suore erano perseguitati.

Quando arrivavano i miliziani, si nascondevano qui e aspettavano.

Avevano prosciutto, carne secca, vino, di tutto.

Antonio.

Mi dica, Padre.

Questo sarà il nostro segreto.

Lo sai tenere un segreto?

Avresti potuto avvisarmi prima, di tutto questo.

È il compleanno di moglie e pensavamo di uscire a cena.

È una cosa stupida, ma la gente ha paura.

È una cosa stupida, ma c'è un bambino che non si sa da dove venga.

Almeno dovremmo denunciarlo.

Prima parliamo con Antonio.

Non voglio dire ai servizi sociali che il bambino l'ha partorito una vacca.

Non sapevi che vivesse qui?

Sì, risalgono alla guerra. Prima ci vivevano gli zingari,

ora gli emigranti che vengono per la vendemmia.

E Antoñito, naturalmente.

Abbiamo un progetto di risanamento della zona, ma

non avevamo abbastanza budget.

Antonio?

Antoñito?

Antonio?

Attenti a dove mettete i piedi.

Quell'idiota li avrà sicuramente presi dalla sagrestia.

- Quest'uomo sa leggere? - Cosa vuoi che sappia leggere?

L'hanno tenuto chiuso in cantina fino ai 15 anni.

Quando i suoi genitori morirono, la gente del paese si prese cura di lui.

Qualcuno gli dà da mangiare, qualcuno i vestiti, il resto lo ruba.

Sempre la stessa storia. Nessuno chiama i servizi sociali.

No. Sai com'è la gente di paese.

Cosa succede?

Cosa succede?

- Chi è, Antonio? - Ha preso il bambino.

- Cazzo! - Antonio!

Antonio!

Antonio.

Antonio, non fare sciocchezze e dammi il bambino.

È l'unico modo!

Prima lo facciamo, meglio è.

Ci porterà ogni male!

- Antonio? Stai tranquillo.

Antonio, ascoltami.

Non hai mai fatto male a nessuno. Dammelo.

È un bambino normale.

- Cosa fai? - Quello che avresti dovuto fare tu!

Dallo a me.

Nessuno lo vuole qui!

Antonio, non farmi innervosire e dammi il bambino!

- No! - No!

Antonio,

lo sai che io ti ho sempre trattato bene, vero?

Ho sempre curato i tuoi animali.

Ricordi il pastore tedesco che avevi trovato con la zampa rotta?

- Sultán. - Sì.

Ricordi come ti guardava mentre io lo curavo?

Poverino...

Guarda il bambino.

Guarda i suoi occhi.

Vuoi fargli del male?

No.

No, certo che no.

Vieni.

Così.

Benissimo.

Guardami bene, Padre! Lo faccio per te,

perché Dio perdoni i tuoi peccati!

Antonio!

Cazzo!

È vivo.

Bisogna portarlo all'ospedale.

Mandate un'ambulanza in piazza, subito!

È scritto qui.

Cosa?

Quello che stava dicendo è scritto qui.

È il rituale cattolico dell'esorcismo.

- Dove l'avrà preso? - In chiesa, come tutto il resto.

Resisti, Antonio, per Dio.

Abbiamo dovuto somministrargli molta morfina per il dolore, ma è cosciente.

- Come sta? - Parla solo di te.

Dice che sotto la tonaca nascondi coltelli e pistole.

- Che conosci il demonio di persona. - Ha la spina dorsale danneggiata?

È troppo presto per dirlo.

Grazie.

Antonio.

Come va? Come stai?

Sai chi sono?

Sei il capitano dell'esercito del Signore,

e sei qui per combattere contro le armate del demonio.

Però non dirlo a nessuno.

Resta tra me e te, d'accordo?

- D'accordo. - Preghiamo.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome.

Questo non si risolve con le preghiere, Padre, lo sai.

Ti hanno trovato. Stanno venendo a prenderti.

- Dobbiamo far fuori quel bambino. - Non dire sciocchezze.

Chi ti ha parlato di me?

Cosa succede,

hai perso la fede?

Non credi più in niente, vero?

Nemmeno in te stesso.

Ma questo non li fermerà.

Non si fermeranno finché non la troveranno.

Che cosa?

Cos'è che cercano?

Vengono con gioia, Signore, cantando.

Vengono con gioia, Signore...

Esorcista? Porca puttana.

Te l'avevo detto che quell'uomo non mi piaceva. E guarda,

ora viene fuori che è un pazzo pericoloso.

Non sembra pazzo, al contrario. È il primo che non crede a questa storia.

È ovvio, perché non si sospettasse di lui.

Non lo vedi? È chiarissimo. Non capisci niente.

Cosa?

Gli esorcismi non sono come nei film. Tieni.

Non esiste la possessione, Paco. Ha fatto fuori un povero ragazzo, facendogli il lavaggio del cervello, punto.

Merda, lo cacciano da Roma e ce lo mandano qui!

- Bel coraggio. - Esatto.

In culo al mondo.

Gli hanno rovinato la carriera per sempre, a meno che non succeda qualcosa.

- Qualcosa che lui possa risolvere. - Esatto. Crea un problema e poi lo risolvi.

Già.

Il libro era suo, questo è vero.

E il bambino l'ha avuto da qualche disperata che si è rivolta a lui in cerca di aiuto.

Non lo so.

Fatico a credere che...

Cosa ci guadagna?

Pubblicità. Quando cerchi su Google il nome del paese

la prima cosa che appare è che qui succedono cose strane.

Così lui chiama i suoi capi e dice: «Guardate, ho risolto un problema».

Così ritorna a Roma e noi facciamo la figura dei bifolchi.

Non so...

Fatico a credere che possa...

aver fatto una cosa così contorta.

Perché sei un tenerone.

Dai, vieni qui.

Vieni qui, vieni.

Ti sta usando, Paco,

te lo dico io.

Ti ha fatto il lavaggio del cervello come a quel povero scemo.

Io non credo.

Sì, tesoro, sì.

Da quando sono qui, qualcuno accende ogni giorno una candela.

Non avrei mai pensato che fossi tu.

Abbiamo tutti qualcosa che non riusciamo a dimenticare,

vero, Padre?

Con internet non ci sono più segreti.

Quella sì, che è un'invenzione del diavolo.

È vero?

Cosa?

Che ho ucciso un ragazzo provocandogli un infarto? Sì, è vero.

Faccio fatica a credere a queste cose.

È come stare in un'altra epoca.

Se sei un adolescente con dei problemi, e tua madre crede che sei posseduto e chiama un prete,

all'inizio insulti, ti agiti, gridi,

ma dopo mesi di preghiere costanti, 12 ore al giorno...

cominci a perdere la testa.

Mangi insetti, chiodi...

una moneta,

persino le tue feci, se necessario.

Quindi questo è tuo.

Questa moneta...

se la tirò fuori Giacomo,

il ragazzo che è morto,

da sotto la propria pelle.

Non so come ci arrivò, lì, ma ho visto come se l'è tolta.

E nonostante questo, continui a credere che sia tutta suggestione.

Ho visto una donna abbattere una porta solo per spaventarmi.

La ricoverammo con tre costole rotte.

Questa,

se vuoi tienila,

è solo un pezzo di metallo.

Non so neanche perché la tenessi. Non vale niente.

- Buongiorno, Padre. - Che succede?

Vorremmo parlarle un momento, se non le dispiace.

Cosa succede, Paco?

Era il suo primo parto?

Il secondo.

Non portatela fuori, ok?

Lasciatela qui un paio di giorni, in caso qualcosa non vada.

Ma sta bene?

Sì, benissimo.

È tutto... assolutamente normale.

- Come sta il bambino? - Lo stesso,

tutto bene.

Mangia tanto.

E di notte si sveglia una volta sola, siamo entusiasti.

Sono contenta. Non so che ne sarebbe stato di quella creatura, senza di voi.

È una grande responsabilità, anche se è solo per qualche giorno.

Qualche giorno?

Beh, certo, certo.

Grazie di tutto.

Parlaci tu, Pablo, io non posso trattenerlo ancora.

Qui l'unica cosa è che è comparso un bambino che non sappiamo da dove venga.

E Vergara non c'era, cazzo.

- E il libro? - Non dimostra niente.

L'ha preso Antonio dalla sacrestia, come tutto il resto.

- È qui? - Sì, è lì.

Salve.

Non posso credere che sia una tua idea.

No.

Beh, sì.

Antonio non sa neanche leggere. È impossibile che si sia inventato tutta questa storia.

Continuo a pensarci.

- Dev'esserci qualcuno dietro. - Ci sono molte cose che non ci hai detto.

Il carcere, il ragazzo morto...

Perché?

È scritto dappertutto.

Non lo nascondo, ma neanche ne vado orgoglioso.

In ogni caso, non mi rende colpevole e tu lo sai.

Senti, Manuel, questo è un paese tranquillo, qui non succede niente.

All'improvviso arrivi tu e si scatena l'inferno.

Una cosa non è necessariamente conseguenza dell'altra.

Beh...

sei un esorcista, vero?

Ho dovuto guardare su Wikipedia per sapere se quella roba esiste ancora.

E non un esorcista qualunque, ma uno con precedenti, cazzo!

Non ti sembra un po' sospetto?

Credi davvero che abbia fatto tutto questo?

Secondo il sergente, le ultime parole di Antonio sono state

«Questo lo faccio per i tuoi peccati».

Ha detto questo e si è buttato nel vuoto.

Puoi spiegarlo?

Ci ho pensato tutta la notte.

Non solo tu.

E scusami, ma l'unica cosa chiara è che hai qualcosa a che fare con questo,

- e lo stai nascondendo. - Non nascondo niente.

Se sapessi qualcosa, te lo direi.

Mettiti nei miei panni. Devo venirne a capo prima che mi facciano a pezzi su Twitter.

Fa più male a me che a te.

Allora aiutami a risolverlo.

Qualcuno gli ha parlato di me.

Chi?

Qualcuno che vuole spaventarmi.

Non andartene, per favore.

Devo parlarti.

Nostro figlio morì quando aveva solo 2 anni.

Io stavo guardando uno di quei programmi televisivi

di domande e risposte.

Ci siamo distratti per un minuto, non di più, lo giuro.

Quando mi guardai intorno, il bambino non c'era più.

Carmen uscì dal bagno,

asciugandosi i capelli con un telo. «E il bambino?», mi chiese.

Quella porta era aperta.

Uscimmo di corsa,

e lo trovammo lì, che galleggiava a faccia in giù.

Era caduto in piscina.

Poverino, non sapeva nemmeno salire le scale.

Carmen non riuscì a superarla.

Era come se le avessero strappato l'anima.

Piangeva ininterrottamente oppure restava in silenzio per giorni.

Ma quello che è successo nella stalla...

ha cambiato tutto.

Certo, l'avrà tirata fuori dalla sua depressione. Di certo starà meglio.

No, tutto il contrario.

Adesso è diversa.

Abbiamo lasciato la camera com'era, senza toccare niente.

È come se sapessimo che sarebbe tornato.

Non si rende conto?

Quello che è successo,

quello che ha visto l'altro giorno nella stalla, è un miracolo.

Capisce cos'è successo?

Il Signore sapeva che non è stata colpa nostra,

e ci ha dato un'altra possibilità.

Carmen, non sappiamo se il bambino verrà affidato a voi.

Quel bambino...

me l'ha mandato Dio.

E dov'è?

Oh, tranquilla,

cammina già.

È così grande.

Risponde la segreteria telefonica di Paco.

Paco, ti sto chiamando in Comune e non riesco a parlarti, cazzo!

Sono stata a casa degli Alonso e...

Il bambino non è un bambino. Non so cos'è.

So che quello che dico non ha senso, ma è più grande di sua madre.

Per favore, chiamami appena senti il messaggio, dobbiamo parlare.

Dovrebbe avere solo due giorni.

Quel bambino ha bisogno di cure mediche o... non lo so,

avrà qualche malattia degenerativa.

Gigantismo, acromegalia...

- Cosa? - Disordini dell'ormone della crescita.

Le ossa crescono, ma gli organi interni no.

Il corpo continua a svilupparsi finché non si lacera.

- No. No, aspetta. - Cosa?

Senti... chiamiamo i servizi sociali.

- Forse non è così grave. - Come non è così grave?

Stai ascoltando quello che ti dico?

- Sì. - Paco, so cos'ho visto. Non sono pazza.

Vieni con me e controlla di persona.

Camminava già?

Camminava, Paco.

Andiamo.

Aspetta, aspetta.

Andiamo.

È che non riesco a smettere di pensare...

a quella... cosa.

- Come sarebbe "quella cosa"? - Paco.

Tu non l'hai visto, non capisci.

- Le finestre erano aperte? - Cosa?

- Le tende nella stanza erano aperte? - Perché me lo chiedi?

Non so, magari non entrava luce, non hai visto bene...

L'ho visto benissimo, non trattarmi come una squilibrata, per favore!

Scusami, però un po' alterata lo sei.

La stai prendendo un po' troppo sul personale.

- Lascia perdere. - Aspetta, di qui non si va dagli Alonso.

Ti sto portando a casa tua.

Perché?

Perché non è ora di bussare a casa della gente.

Domani chiamiamo chi dobbiamo chiamare. Non preoccuparti, al bambino non succederà niente

se dormirà un'altra notte in quella casa. Hai detto che lo trattano bene, no?

Elena!

Aspetta, non andartene così, per favore.

- Vuoi che ci prendiamo un caffè? - Perché?

Così parliamo un po' e ti rilassi.

Se vuoi entriamo e chiamiamo i servizi sociali.

È un po' tardi per chiamare qualcuno, non credi? Va bene, va bene, chiamiamo ora.

È molto accogliente qui.

Sì?

Lo pensi?

- È quasi tutto dell'IKEA. - Davvero?

Mi piace personalizzare i mobili. Li dipingo, ci aggiungo delle cose.

Ti sono venuti molto bene.

È mio marito.

Scusa.

Non preoccuparti.

Dev'essere stata dura per te.

Cos'è successo?

Niente.

Scusa, ti faccio domande come un idiota e non ti conosco nemmeno.

No, il problema è che non è successo niente.

È sparito.

All'improvviso, pum.

Non c'era più.

Così, senza motivo?

Così, senza motivo.

- Non ti ha lasciato un biglietto né niente? - La cena sul tavolo,

con questo stesso vino.

Ah, sì, anche la padella sul fuoco. Tutto tranne lui.

E cosa ha detto la polizia?

Ricordo come si guardavano l'un l'altro, cercando di non ridere, mentre raccoglievano la mia testimonianza.

Figli di puttana.

Alcuni dicono che mi tradiva con un'altra.

Altri, che ero io che lo tradivo.

Ogni volta che torno a casa,

mi siedo qui, sperando che un giorno entri dalla porta.

Se vuoi, chiamiamo.

No, lascia stare.

Chiameremo domani.

Ah, sì.

Buona notte.

Cazzo! C'è... c'è... c'è...

- C'è della gente, fuori. - Chi?

Cazzo.

Remedios, quella del supermercato, con la sorella e Juan Carlos, del negozio di foto.

- A me non importa se ti vedono. - Ma a me sì.

Tra poco ci saranno le elezioni municipali e questo potrebbe peggiorare le cose.

E adesso che si fa?

Resti per la notte?

Non credo che staranno lì tutta la notte.

Ci vorrà un attimo.

No,

voglio che te ne vada ora.

Elena, ti prego, non farmi questo.

Esci dal giardino.

Cosa? Scavalcare il muro?

- Sembrerò più colpevole. - Colpevole di che?

Lo sai cosa intendo.

No, non so cosa intendi.

Guarda, facciamo così:

io esco,

e tu te ne vai quando e come vuoi.

Non te ne andare, per favore, aspetta.

- Non importa. - Elena, è casa tua, aspetta, per favore.

Elena!

Giacomo!

Sono venuta a portarti queste in centrale e mi hanno detto che ti hanno rilasciato.

Cos'è?

Lasagne.

Congelate.

Entra.

Domani chiamiamo il sergente e se ne occuperà lui.

Avrei dovuto pensarci dal principio.

E cosa gli dirai?

Ci siamo sbagliati.

La domanda non è "chi vuole disfarsi di un bambino?", ma "chi vuole disperatamente un bambino?".

Leggi questo.

Quello non era un bambino.

Carmen, cosa gli sta succedendo?

Niente,

non gli sta succedendo niente.

Come, niente? Guardalo, per favore!

Non è niente, sta crescendo.

Andrà tutto bene, vedrai.

Che cosa hai fatto?

La pappa del bambino.

Non preoccuparti, è fegato.

Proteine. Deve nutrirsi.

Non capisco.

Chiamo un medico.

Cosa vuoi,

che ce lo portino via?

Il bambino non va da nessuna parte, mi hai sentito?

Tu non stai bene, Carmen.

Non stai bene, davvero.

- Dove vai? - Non lo so, esco.

Ma perché?

Ti sembra un male?

Era quello che volevamo, no? Tu lo volevi quanto me.

Cristo, Carmen.

- Cos'è questo? - È un giocattolo del bambino, dammelo.

Ma che cos'è, cosa hai fatto?

Dammelo.

Dammelo.

Carmen, cos'hai fatto?

- Cosa fai? - Hai il telefono spento. Scendi.

Se ti vedono qui, sono fottuto!

Ti ho detto di scendere! Muoviti!

Scendo, scendo.

Sono anni che cercano di adottare senza successo.

Lei dice che questo bambino glielo ha dato Dio.

Domani parlo con Laguna perché controlli.

Perché rimandate tutti a domani? Andiamoci ora!

Io non ci vengo.

Sai perché? Ho una moglie, un lavoro. Sono qualcuno in questo paese.

Non posso andare a quest'ora come un imbecille in casa della gente cercando non so che.

Va bene.

Allora ci andrò da sola.

Non so cosa ci faccio qui.

Qual è il piano? Entri, prendi il bambino e corri fuori?

Io non entro, ci vai tu.

No. No.

- Paco. - No. No. No.

Gli dici che i servizi sociali lo stanno reclamando

o che lo portiamo all'ospedale, quello che vuoi.

- Alle tre del mattino? - Tu non hai visto quel bambino!

Quella donna è pazza.

O è una donna meravigliosa che si sta occupando della creatura perché è una brava persona.

Non posso entrare in casa della gente solo perché tu e un prete ex carcerato

dite che qui vivono dei sequestratori o quello che è.

Tutto per via delle elezioni?

Manca meno di un anno, non posso mandare tutto all'aria per una storia che non mi riguarda.

Devi capirlo, per favore.

Adesso prendiamo e ce andiamo, va bene?

- Esci da qui e chiama Laguna. - Non ti lascio da solo.

- Fai come ti dico! - Se vado io, andiamo tutti e due.

Che ci fate qui?

Non sapete che si bussa, per entrare?

Carmen...

- Non sai cos'è successo... - Siamo qui per aiutarti.

Aiutarmi?

A fare che?

Carmen, devo vedere se il bambino sta bene.

Il bambino sta benissimo.

Sta riposando.

Cos'è successo con tuo marito? È diventato violento e hai dovuto difenderti?

Proprio così.

Mi ha aggredita.

Anche voi volete portarmi via il mio bambino?

Il bambino è mio.

E nessuno me lo porta via.

Corri!

Cazzo!

È stata Carmen! Ha ucciso suo marito!

- È pazza! - Come vi è venuto in mente?

Ha preso Paco, dobbiamo aiutarlo.

Vai a casa. Se ha ucciso suo marito, chissà cosa starà facendo a Paco.

David, prendi l'altra auto e vai a casa degli Alonso.

Sì, adesso, subito! E che nessuno faccia niente senza prima consultarmi.

È dietro di noi.

Cazzo.

Non sai quanto mi dispiace.

Spero che un giorno potrai perdonarmi.

Sono le voci, Paco.

Sì, lo so che ti sembro una matta, ma...

se sapessi quanto sono felice.

Volevo un bambino più di qualsiasi cosa al mondo,

e loro hanno rispettato il patto.

Mi vuole bene, sai?

Fa tutto quello che gli dico.

Guarda.

Arrivo, amore mio!

Se mi comporto bene...

Se faccio tutto quello che chiedono, le voci se ne andranno,

e non ci daranno più fastidio.

Devo andare, non voglio che spaventino il bambino.

Arriva gente.

Padre.

Mi dispiace che mi veda così, in queste circostanze.

- Carmen, vieni con me. - No, no, non posso.

Davvero, magari potessi,

- ma loro non vogliono. - Loro?

Non c'è nessun altro qui, soltanto noi.

Credevi che nascondendoti in questo villaggio ti saresti liberato di noi?

- Voglio parlare con Carmen. - Carmen adesso non c'è.

Parla con me.

Non ho niente da dirti.

Non mi leggi il tuo libro di storie per farmi addormentare, come tutte le sere?

Basta con i giochetti.

Tu non sei posseduta,

sei malata.

Oh, già, non credi più a niente. È così, vero?

Come un bambino, che quando perde, non vuole più giocare.

Senti, ecco cosa faremo: ora mi metterò dietro di te,

ti prenderò le braccia, te le metterò dietro la schiena, e usciremo insieme da quella porta.

Prova a toccarla se hai il coraggio.

Dacci quello che ci appartiene e non ci vedrai più.

- Non so di che parli. - Lo sai benissimo.

Credi che siamo stupidi?

Per questo sei scappato. La vuoi solo per te.

Ferma, Carmen, o sparo!

Ferma.

Ferma, Carmen.

Basta!

No!

Cazzo!

Cosa hai fatto?

Mi dispiace, Merche.

- Avrei dovuto spiegarti... - Paco, Paco, Paco.

Paco, amore, non è il momento.

Sei vivo, è questo che importa.

Attenzione, per favore.

È tutta colpa mia.

Lui non voleva venirci.

Già.

E l'hanno quasi ammazzato. Grazie.

No, Merche.

È la verità.

È stata una pazzia, hai tutto il diritto di odiarmi.

Io non ti odio, Elena.

O dovrei?

Hai fatto quello che andava fatto, Elena.

Se non fosse stato per te, non voglio immaginare come poteva andare a finire.

Mio marito ha bisogno di ristabilirsi.

Sarebbe troppo chiederti di lasciarci in pace per qualche giorno?

Ti chiedo solo qualche giorno.

Elena...

Merche...

Paco,

amore mio.

Non dovresti essere qui.

Perché?

La mente crea la realtà,

non il contrario.

Cosa sta succedendo, Padre?

Qualsiasi cosa succeda,

qualsiasi cosa tu veda, negala.

Chiudi la mente.

E questo?

Questo cos'è?

Cosa pensi?

Che si sia trasformato in un mostro e sia uscito dalla finestra?

Ha organizzato tutto lei,

perché non poteva avere un figlio.

Paco, riposati. Non pensarci adesso.

Ci ha avvolti con fili di lana.

Non dire sciocchezze.

Come se fossimo mosche in una ragnatela.

Paco, dormi.

Paco! Paco, svegliati!

Paco, ti prego!

Paco! Paco! Paco, svegliati!

Oddio!

Oddio!

Paco!

Paco!

Per favore!

Cazzo!

Addio, Paco.

Mio figlio è venuto a prendermi.

Merche.

Merche.

Merche.

- Tutto questo per Carmen? - Tornerà.

Hai sentito cosa ha detto. È convinta che sia suo nemico.

Ma l'hanno portata via in ambulanza.

Quando mi mandarono in Terra Santa vidi molte cose.

Un soldato israeliano avanzò per un km sotto il fuoco nemico, colpito 12 volte.

Quando arrivò alla base in Palestina, uccise sei persone prima di essere abbattuto.

Era pieno di adrenalina.

Questo lo mantenne in vita.

Questo cos'è?

Aiutami.

Cosa pensi di fare?

Non credo che sopravviverà fino a domattina. Prima di allora, potrebbe uccidere altri, e dobbiamo impedirlo.

E devi essere tu a impedirlo? Non è meglio chiamare la guardia civile?

Non hanno le munizioni giuste.

La finestra della sacrestia.

- È lei? - Resta qui.

Don Manuel,

te lo chiedo per favore,

dagli quello che vogliono.

Mi obbligano ad ucciderti, capisci?

Ti supplico, abbi pietà di me.

Cosa vogliono, Carmen?

Sai benissimo cosa voglio.

Dov'è?

Non so di cosa parli.

Padre!

Tu cosa ci fai qui?

Non vedi cosa mi stanno obbligando a fare?

Non preoccuparti,

mio figlio ti tirerà fuori di lì.

Ehi, mettilo giù!

Mettilo giù e sdraiati! Fammi il favore.

- Dammelo, sta arrivando un'altra ambulanza. - Dammi il telefono! Devo fare una chiamata, ti prego!

È meglio che faccia quello che le dico. Si calmi.

Devo fare una chiamata urgente.

Digli di consegnare la moneta. Vogliono solo questo.

Quando la avranno, se ne andranno.

Per favore,

non voglio fare altro male.

Ti prego!

Ce l'hai tu, puttana!

Don Manuel,

dica a Elena di consegnare loro la moneta.

La moneta di Giacomo.

Quale altra?

Uscì dall'inferno attraversando la sua anima.

Tu l'hai visto, Manuel,

eravamo tutti e due lì.

Benedici i proiettili?

Credi che così mi spaventerai?

Se uccidi questo corpo, come lo spiegherai alla polizia?

Hai già ucciso una volta.

- Stavolta non la passerai liscia. - Hai paura di morire, Carmen?

Carmen sì,

io no.

Per favore, Don Manuel, le stanno dando un'altra possibilità.

Vogliono solo riavere ciò che ha rubato anni fa.

Io non ho rubato niente.

Se Giacomo la tirò fuori dall'inferno, è perché non doveva starci.

Non lo faccia, per favore.

Io ti assolvo da tutti i tuoi peccati.

- Non lo faccia, Padre. - Nel nome del Padre, del Figlio...

- Non lo faccia. - E dello Spirito Santo.

Amén.

Elena?

Elena, mi senti?

Elena?

È qui!

È qui!

Il feticcio! Devi distruggere il feticcio!

Elena!

Elena, il feticcio!

Sono io, sono Padre Vergara.

Calmati, Elena. È tutto finito.

E Carmen?

Le ha sparato.

- L'ha uccisa. - Carmen sta bene.

È in sacrestia.

È solo svenuta.

I proiettili erano a salve.

Proiettili a salve?

E l'acqua santa?

Dovevo convincerla che i proiettili l'avrebbero bruciata dentro,

come se fosse realmente posseduta.

Se non puoi ragionare con una persona malata, devi seguire la sua logica.

E dov'è la logica in quella cosa che stava per uccidermi?

Quale cosa?

Come "quale cosa"?

Quel mostro!

Quell'insetto, con quelle zampe enormi!

- Calmati. - Mi ha quasi uccisa!

- Calma, non dire sciocchezze. - Non sono sciocchezze!

Io l'ho visto.

Ok.

Mi deve credere.

- Mi ha quasi uccisa. - Calmati.

Stai calma,

ti credo.

Se non puoi ragionare con una persona malata,

è meglio seguire la sua logica, no?

È questo che sono per te?

Una malata?

Elena, dammi quella moneta.

Dammi quella moneta, che vi sta facendo impazzire tutti.

Perché la vuoi,

se è solo un pezzo di metallo?

Traduzione di Maleva

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