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[CAMPANELLO]
- Sta bene ? - Certo. Non lo vedi ?
- Ha chiamato la Scientifica ? - C'è Nistri, da solo. - Perché ?
- Nessuno deve sapere, a parte noi, di questa intrusione. - Ah.
- Hanno rubato il mio diario. - No. - Nistri non lo sa.
- Vabbè, quello lo troviamo, stia tranquilla. - Certo.
Sempre che non sia troppo tardi quando succederà.
- Ciao, Giulio. - Ciao. - Buongiorno. - Buongiorno.
Guardate qua.
Che significa ? Perché ?
Perché questa, semmai. Era in quella cartellina, ce n'erano molte.
La solita scarpa da trekking, solito numero 43.
Solito figlio di buona donna. Prima o poi ci manderà al manicomio.
Mi sta parlando.
Sono io che non lo capisco.
- Non è una sfida. - Allora, che cos'è ?
- Una richiesta d'aiuto. - Con tutti quelli che uccide, chiede aiuto ?
Se lo dici tu, mi fido, ma ho qualche dubbio.
Io ho finito i rilievi e qui non ci sono mai stato.
- Quella devo portarmela via. - No, lasciamela.
- Devo capire perché quella e perché lì, poi te la do. - Va bene.
Fai cambiare le serrature.
- Ciao, ragazzi. - Ciao. - Ciao.
- Ha ragione. - Tanto ormai... - Come ?
Le è chiaro che non può restare qui ?
Non rompere i coglioni. Se voleva uccidermi, l'avrebbe fatto stanotte.
- Il diario era qui. - Perché non l'ha detto a Nistri ?
E' un amico. Se omette questi dettagli, come possiamo aiutarla ?
Nel diario non c'erano solo dettagli sul caso, pure pezzi della mia vita.
Pezzi della mia vita di tutti i giorni
e non è sempre una passeggiata.
Diego !
Diego !
Diego !
Diego !
Diego !
Diego !
Vengo dopo in Questura, devo andare alla pensione di Elena.
Ti accompagno io, tanto è presto.
Sì, sono preoccupato anch'io, tanto non lo lascia l'appartamento.
Era spaventata, non dirmi che non te ne sei accorto.
Più che altro, angosciata per il diario.
Hai sentito quello che ha detto ?
Sì, ma qualcuno è entrato in casa sua e non possiamo lasciarla sola.
Io non l'ho mai lasciata da sola e non inizierò adesso.
- Quasi quasi mi apposto qui di notte. - Posso starci io con te.
Che rompipalle che sei ! Lo dico per Elena. Se la trovi, che fai ?
- La lasci da sola a casa ? - Non è detto che la trovi, è un tentativo.
Diego !
Diego !
[SQUILLI DI CELLULARE]
No !
- Senti... - La signorina Privitera stavolta non c'è davvero.
Ha pagato il conto e se n'è andata. Posso mostrarle la fattura.
- Quando è successo ? - Ieri sera.
- Niente ? - No, se n'è andata. - Quindi ?
- "Quindi", che ? - Come "che" ? Siamo qui perché vuoi trovarla, no ?
Che intuizione ! Certo che voglio trovarla.
Se dove dovrebbe essere non c'è, devi andare dove potrebbe essere.
- Cerchi di imitare la Battaglia ? - No, perché ?
Almeno, le sue sentenze hanno un senso.
Vabbè, ce l'avrà una famiglia, no ? O è scappata con loro ? No ?
- Che cos'è ? - Chiamo la madre.
Pronto, signora ? Sono Massimo.
Sì... Pronto ? Signora ?
Mi sente ?
- Ha attaccato. - Ah.
- Mi odia pure la madre. - Che disastro ! - Eh.
Ho pensato a questa foto e al modo in cui è stata messa in evidenza.
- Il cerchio rosso. - Il cerchio è il simbolo della perfezione.
E' anche una forma chiusa. Un serpente che si morde la coda.
La storia che si ripete.
Una storia che parte dal 1945, da questi bambini.
Emmanuel su tutti, no ?
Lui aveva il quadro, ha assistito all'omicidio.
La sua vita l'abbiamo rivoltata come un calzino.
Sì, ma non abbiamo ancora il suo cadavere.
La trincea che si intravede qui è la stessa del quadro.
[SQUILLI DI CELLULARE]
Solo Francesco Di Lenardo può darci le informazioni.
- Diamoci una mossa. - Ovunque andiate lo fate dopo, vieni con me.
- Perché ? - Il figlio del giudice Russo è finito in una scarpata.
- Come sta ? - E' grave, ma non so ancora quanto. Andiamo. - Ma...
E' bello vedere tanta solerzia, mi domando se non dipenda dal fatto
che si tratta del figlio di un uomo importante, ma di sicuro è un caso.
Di sicuro qui c'è un ragazzo che non avete protetto.
Da quando ti interessi a quello che succede quando siamo in servizio ?
Sei in ritardo di più di vent'anni, Albert.
Magari in questi venti anni io sono cambiato.
Tu ti ostini a restare congelata nel passato.
Puoi prendere per il culo chi vuoi, ma non me.
Ti ho visto per ciò che sei davvero più di una volta.
Se ti dicessi che ho fatto la scelta sbagliata durante quell'operazione
e se io ammettessi le colpe che mi attribuisci
riporterebbe in vita il tuo capopattuglia ?
Appunto, allora, è meglio andare avanti
e fare di tutto per evitare di commettere gli stessi errori.
- Non si può sempre andare avanti. - Ah.
Alcune perdite sono troppo grandi.
Non svaniscono solo perché le ignori o perché...
te ne sei dimenticato il nome.
Caiani.
Ernesto Caiani, aveva 32 anni.
Se considerarmi un mostro ti fa stare meglio, accomodati.
- Non dovevi perderlo di vista. - L'ho sempre fatto. - Tranne ieri.
- Non dovevo farlo prigioniero, non era nei patti. - Chi se ne frega.
Quando hai visto che non tornava, dovevi avvertirmi.
- Ha ragione. - Ne riparliamo. - Mi trovate di là.
- Giudice. - Grazie per essere qui.
- Commissario Battaglia. - Piacere. - Piacere. - Come sta suo figlio ?
Ha un trauma cranico di cui devono accertarne l'identità
oltre al freddo che ha patito. Per ora è in stato di sedazione.
Le lesioni sono compatibili con la caduta o c'è altro ?
Compatibili con la caduta, dicono.
Lei pensa a un'aggressione ?
Raccogliamo tutte le informazioni.
Noi vogliamo quanto lei scoprire che cosa sia successo.
Il commissario e la sua squadra ci stanno già lavorando.
L'ha trovato Sandro ?
Di sicuro, è stato lui a perderlo. Per fortuna, ha chiamato i soccorsi.
Se non lo avesse lasciato solo, non saremmo qua.
Vado a parlare con lui.
Un attimo, prego.
E' questo, ma non lo hanno ancora visitato.
Ho fatto una cazzata.
La colpa è mia e basta.
Il senso di colpa è sopravvalutato. Non assolve e non risolve.
E' solo una perdita di tempo.
Io devo sapere che cos'è questa cazzata che hai fatto.
Ha strappato i disegni del mostro.
Mi ha detto che sarebbe andato a sfidarlo, ho provato a fermarlo.
Poi non lo hai più sentito ?
L'ho chiamato dopo due ore, lui non ha voluto dirmi dov'era.
Mi ha ripetuto la storia della sfida.
Poi l'ho cercato di nuovo, ma il telefono suonava a vuoto.
Sandro, devi dirmi la verità
o dovrò pensare che c'entri tu in questa storia.
Krisnja è venuta da me e siamo stati insieme.
Quindi ti sei distratto ?
Questo è il motivo per cui non gli sono corso subito dietro.
Io spero che se la cavi, per lui, per suo padre.
E per te.
Le posso chiedere una cosa ?
- Salve, sono il commissario Battaglia. - Mi dica.
Devo vedere i vestiti e gli effetti personali di Diego Russo.
Grazie, lasci tutto qui, verranno dalla Scientifica a ritirarli.
D'accordo.
Che fine hai fatto ?
La situazione è brutta, non si esprimono sui tempi di recupero.
- Che cos'è ? - Devi darlo al giudice.
- Gli farà piacere sapere che Diego lo porta sempre con sé. - Perché ?
Sandro dice che era del fratello e non se ne separava mai.
Mi ha chiesto di metterglielo accanto.
Di' al giudice che è stata una tua idea, penserà che sei empatico.
Glielo porto e torniamo insieme in Questura.
Grazie, un viaggio da sola con te mi è bastato e avanzato.
[CLACSON]
Che faccia ! Mi fai passare la voglia di infierire.
Ammette che con me infierisce ?
- Alice ? - Attende una chiamata e ci raggiunge.
- Bene, muoviamoci, prima che Lona ci venga dietro. - Sì.
Io lo so che non potete darmi i particolari della vostra indagine.
Posso chiedervi solo se Emmanuel ha sofferto ?
Era già morto quando il cuore è stato asportato.
E quindi, no.
Dalla nostra ricostruzione abbiamo ragione di immaginare
che no, non abbia sofferto.
Siete voi in questa foto ?
- Ah, sì. Dove l'avete trovata ? - Nello stavolo di Emmanuel.
C'è ancora Aniza.
Io, Ewa ed Emmanuel.
E' il posto dove andavamo a giocare di nascosto ai piedi del ghiacciaio.
- Potrebbe indicarci il posto ? - Certo, ho una cartina.
- Perché di nascosto ? - Ah, vabbè.
I nostri genitori erano molto severi.
Durante la guerra stavano molto attenti a quello che facevamo.
Soprattutto con Aniza.
Perché ? Era la più grande, quindi la più responsabile, no ?
Era anche molto bella.
Troppo.
Ecco.
Noi siamo qui.
Questo è il sentiero che porta al Canal del Ferro.
Poi si sale verso il ghiacciaio.
Mi aspettavo qualcosa di più sostanzioso.
Vabbè, ce lo faremo andare bene.
[NOTIFICA DAL CELLULARE]
Puoi andare tu ? L'ho lasciato sul comodino in camera.
E' Parisi, ci ha mandato la posizione, andiamo.
- Il commissario Battaglia ? - Non l'ho vista rientrare.
- I suoi ? - Sono usciti da un po'.
- Mi passi l'altra sezione. - Subito.
Ecco.
Sono Lona, devo localizzare un'auto di servizio.
[ABBAIA]
- Che c'è ? Che cos'hai sentito ? - Stavo scivolando.
Dài, andiamo.
Dài.
Andiamo, vai, cerca.
[SMOKY ABBAIA]
- E' sangue. - Non è fresco, ma direi di sì.
[ABBAIA]
- Perché abbaia così ? - Ci sono troppe tracce.
- Sente cose che la portano in varie direzioni. - Liberala, vai con lei.
Che succede ?
- E' una pagina della mia agenda. - La strappi, non lo saprà nessuno.
Non si può, è una prova.
La faremo analizzare da Nistri, forse ci sono delle tracce.
Nessuno saprà che quello che c'è scritto è suo, non si preoccupi.
Perché ? C'è scritto qualcosa ?
- Devo rincorrervi anche sulle montagne ? - Che ci fai qui ?
[SMOKY ABBAIA] Hai molto da spiegarmi.
Smoky ha trovato qualcosa.
Smoky dice che ci sono tracce biologiche qui dentro.
Lei è Alice, ha prestato il cane alla Trevisan.
I risultati sono indiscutibili.
Sì, ma ottenuti andando in barba a tutte le regole.
Bene, applichiamole. Chiamo il Pm, gli dico che entriamo.
Non serve chiamarlo, servono uomini per spostare i tronchi.
No, servono braccia. Con voi due, ne abbiamo dodici.
Direi che bastano. Io comincio.
- Bene, vengo anch'io. - No ! No, no, no.
- Parisi ! - Non se ne parla, via.
Prenda questo, grazie.
Attenzione.
Matriona.
Allora, che mi dici ?
Che sono stati uccisi in momenti e modi diversi non è una sorpresa.
No, infatti non lo è.
La donna è morta non oltre ventiquattro ore fa.
E' stata colpita frontalmente. Ha segni di lotta su mani e polsi.
Tracce epiteliali sotto le unghie ?
No, è poca roba, non so quanto potrà esserci utile.
Invece i segni di trascinamento sul corpo sono vistosi.
E' stata trascinata.
Forse l'assassino ha agito da solo.
- Può essere. - Del vecchio Emmanuel Turan che mi dici ?
- Al momento non posso dirti altro. - Grazie. - E di che ?
Tu chiama e io rispondo, sempre.
Accompagnatela all'auto, non voglio che vada in giro da sola nel bosco.
- Sa che farà storie ? - Proteggilo tu. Ha paura della ragazzina ?
Poi prendilo per mano e portalo a casa di Matriona.
Dài, andiamo.
- Non può essere solo il diabete. - Lo abbiamo sempre sospettato.
- L'hai letto ? - Sì. - Vuoti di memoria, cura sperimentale.
Se lei non vuole parlarne, per me il foglio resta bianco.
- Anche per me. Come l'aiutiamo ? - Come abbiamo sempre fatto.
Scusami.
- Non volevo stare solo. - Non devi chiedermi scusa.
Sta malissimo.
E' in coma.
Ho fatto un casino.
Marini, lì.
- Parisi, guarda qua. - Sì.
Beh, qualunque cosa sia successa non è successa qua.
Io vado a vedere nelle altre stanze.
Se cerchi l'illuminazione per capire che fare del tuo bambino
non la troverai in una mammisi.
- Una che ? - Una mammisi.
Una specie di sala parto antica, risale all'Antico Egitto.
E' qui che è nata la bambina l'altro ieri.
Da quando ho saputo di Elena
mi sembra di continuare a inciampare in donne incinte e neonati.
Nella vita si inciampa. Prima lo impari e meglio è.
Ho trovato la cuoca, la locanda ieri era chiusa.
L'ultima volta che ha visto Matriona è stato ieri alle 17 e 30.
- Facciamo rintracciare il telefono. - Non ce l'ha. - Come no ?
Da una che nel 2004 confermava una gravidanza usando aceto ed erbe
vi aspettavate che avesse uno smartphone ?
[SCATTO DI SERRATURA]
- Signor Di Lenardo. - Non è vero, ditemi che non è vero.
- Parisi. - Certo, prego.
Da quando la poliziotta che è stata uccisa è venuta qui a fare domande
noi non siamo più in pace.
Ieri pomeriggio Matriona è venuta da me
verso le 18, dopo avere parlato con lei.
Voleva sapere di Hanna.
- Aveva dei dubbi sulla morte di mia nipote. - Che tipo di dubbi ?
Voleva sapere se Hanna poteva avere avuto paura di qualcuno.
Qualcuno in generale o le ha fatto dei nomi ?
No, nessun nome, no.
Mi dispiace di non avervelo detto prima.
Sarebbe interessante sapere perché non l'ha fatto.
Perché...
- Perché non mi sembrava importante. - Come mai adesso lo è ?
Teme che Matriona sia stata uccisa per quello ?
No, io...
Io non lo so.
Mi sembrava giusto informarvi.
[BUSSANO ALLA PORTA] Posso ?
Quando vedo uno di voi, vedo anche notti insonni
e decine di reperti da analizzare. - Per il momento solo questo.
Lo abbiamo trovato alla trincea dietro un crocefisso di legno.
Questa è la grafia di Teresa. Perché non me lo avete dato oggi ?
Perché non c'è nessuna calligrafia, visto che non c'è scritto nulla.
Grazie.
Hai finito con questa pagliacciata ?
Sì, qui è tutto libero.
Parisi conosce uno che fra mezz'ora viene a sistemare la serratura.
Avete fatto qualcosa di folle e letale per le vostre carriere.
Forse, ma lo faremmo di nuovo, se fosse necessario.
Io lo sento che gli siamo vicini, ma non abbastanza da capire chi è.
Mi sfugge la motivazione profonda che lo muove.
Forse è per questo che ci sta guidando.
Per farsi ascoltare.
- Posso condividere un pensiero con lei ? - Se proprio insisti...
Francesco Di Lenardo ha fatto un collegamento giusto.
Matriona fa domande su Hanna e guarda caso muore.
Però Matriona ha fatto queste domande a Di Lenardo.
Sì, per quello che sappiamo noi.
A chi altro mai avrebbe potuto farle ?
Krisnja all'epoca aveva un anno ed Ewa Di Lenardo è morta.
Quindi tu stai dicendo
che Francesco Di Lenardo sta mettendo le mani avanti ?
Matriona potrebbe essere stata vista da chiunque in paese andare da lui.
Lui è venuto a dircelo prima che lo scoprissimo da soli.
Non fa una piega.
- Mi sta dando ragione ? - Forse.
- Ma forse ho solo fretta che tu te ne vada. - Ah.
- Ti fermi qui ? - Non posso.
Perché no ? Dài, non capisco.
Non devi capire, è così e basta.
E' diventata casa sua questo reparto.
Solo qui posso sperare di incontrare Elena.
E' stata dimessa, gliel'ho detto.
Lo so, ma è possibile che non possiate darmi un numero ?
Anche se ci fosse, non glielo darei e non perché finirei nei guai.
E' che ho visto la ragazza piangere dopo che è stato qua l'ultima volta.
Ah.
Mi vorrei scusare anche per questo.
Non so come aiutarla.
- Vado. - Aspetti.
Le lascio il mio numero, anche se non mi aiuta con Elena.
Può sempre tornare utile.
- Arrivederci. - Arrivederci.
[SQUILLI DI CELLULARE]
- Dimmi, Parri. - Allora...
Il corpo di Emmanuel Turan ha confermato ciò che immaginavamo.
E' stato drogato allo stesso modo della Trevisan
e ucciso con una pugnalata al cuore asportato poi con la stessa lama.
Ah, al ritrovamento era in posizione prona.
Matriona, invece ?
A differenza di Turan e Trevisan, non ho trovato tracce di droghe.
La morte è dovuta a dei colpi
sferrati all'osso frontale e all'osso temporale
con un oggetto contundente, c'era della cenere, forse un attizzatoio.
Le tracce epiteliali sotto le unghie ?
Ci stiamo lavorando, ma temo che sia troppo poco per ricavarne qualcosa.
Niente droghe.
Beh, le modalità dell'omicidio
in Matriona sono molto diverse da tutte le altre.
Senza premeditazione.
Uccidere Matriona non era nei piani.
Grazie, Parri.
[RINTOCCHI DI CAMPANE]
Ascolti, mi lasci parlare. Non le sto chiedendo nessun dato...
Pronto ?
Non so che succede, ma se lo rompi, Lona non sarebbe contento.
- Forse perché non sono più il suo preferito. - Forse.
E' anche un gran risparmiatore di tempo, denaro, empatia.
Non riesco a trovare Elena.
Non risulta registrata in nessun hotel, pensione, niente.
Ha il telefono staccato, la famiglia e l'ospedale non mi dicono nulla.
Posso fare qualcosa per te ?
Se io riuscissi ad avere un permesso dal Pm Gardini...
Un permesso per che cosa ?
Devo sapere dov'è, devo geolocalizzare Elena.
Vuoi che ti aiuti a spiare Elena ?
- Tu sei fuori di testa. - Io non so più che fare.
La prego, a lei Gardini non nega nulla.
Mettiamo che ti aiuti. Una volta trovata, che pensi di dirle ?
Voglio assumermi le mie responsabilità.
Senti un po', Elena la ami o no ?
Non lo so, non è questo il punto. Io non...
Non posso stare con lei, non voglio.
Allora, è meglio se la lasci dove sta.
- Commissario, eccoci. - Dimentichi quello che le ho chiesto prima.
- Ha ragione lei. - Che cos'è ? - Niente. - Allora...
Tutto parte dal '45, lo sappiamo.
Aniza viene uccisa per una ragione che ancora ci sfugge
ma è da quella morte che parte la catena di omicidi.
Emmanuel, ancora bambino, assiste all'omicidio, ruba la Ninfa...
Quando è pronto a dire la verità, viene ucciso anche lui.
Esatto. Poi c'è Hanna.
L'altro tassello.
Il vero assassino se la cava rifilando la colpa al suo amante.
Ma arriva Marta Trevisan che inizia a fare domande.
L'assassino non può permetterlo e la fa fuori.
L'ipotesi Francesco Di Lenardo però regge su Matriona.
- Sua nipote Hanna, perché ? - Eh, appunto, perché ?
Dobbiamo immaginare due linee.
Una primaria, che riguarda le morti di Aniza e Hanna
di cui non sappiamo il movente.
Una secondaria, che riguarda le morti più recenti
di coloro che sapevano e che avrebbero potuto parlare.
Però due linee potrebbero significare due assassini.
Chi uccide oggi lo fa per preservare la memoria di chi ha ucciso ieri.
- Sì, ma Diego in tutto questo ? - Diego è precipitato nella scarpata
la notte in cui è stata uccisa Matriona, non è un caso.
[SCRICCHIOLI'O DI RAMI]
(Il cuore di Ewa si è fermato poco dopo l'arrivo della Trevisan.)
E' stata la morte di Ewa a liberare Emmanuel Turan.
O a fargli credere di essere libero.
[SQUILLI DI CELLULARE]
- Pronto ? - Ispettore Marini ? - Sì.
Sono Laura, la sto chiamando dall'ospedale.
- E' da stamattina che penso alla sua faccia. - In che senso ?
Nel senso che mi ha fatto pena.
Non mi faccia pentire di ciò che sto facendo.
- E' una scorrettezza grave. - Sa dov'è Elena ?
- No, però so come può fare per incontrarla. - Mi dica.
Riesumare un corpo non è una cosa che possiamo fare alla leggera.
Se serve per fermare un assassino, si può provare.
Le motivazioni non sono chiare. Non puoi dirmi "sento..." Che cosa ?
Ascolta, Albert, Ewa ha un attacco di cuore
proprio quando Marta Trevisan inizia a indagare.
Emmanuel Turan si sente libero
di consegnare la "Ninfa dormiente" a Marta solo dopo la morte di Ewa.
Questa non può essere una coincidenza.
Tu sarai tante altre cose, ma non sei un idiota.
- Lo prendo come un complimento. - C'è un nesso.
E' un nesso astruso e incoerente. Qualcuno dovrebbe aver ucciso...
Se vuoi riesumare il corpo, pensi questo.
- La persona di cui il vecchio aveva paura. Perché ? - Non lo so.
So che questa morte, la morte di Ewa, è quella che collega tutto.
Dobbiamo capire se il cuore di Ewa si è fermato davvero da solo
o se qualcuno lo ha aiutato a fermarsi.
Chiamatemi il Pm Gardini.
Mi dispiace, Albert.
Io non riesco proprio a perdonarti.
Neanch'io.
Teresa, è meglio se vieni a vedere.
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
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