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Venite, andiamo di là.
- Anna, è arrivata la torta. - Andate, vi raggiungo subito.
Bambini!
C'è la torta di là.
Carlo!
Sbrigati, tocca a te tagliarla.
Fai come ha detto la mamma, vai.
[bambina] Non voglio la torta perché mi fa ingrassare.
Soffia.
[applausi]
Auguri, Carlo!
Cominci a servire.
Ecco qui.
Carlo.
Tanti auguri, giovanotto.
Cento e cento di questi giorni.
Basta così, per te c'è l'aranciata.
- Mi dà l'aranciata? - Per piacere.
Per piacere, mi dà l'aranciata?
Avevi detto che dovevo tagliarla io.
Ecco, tieni.
Devi proprio andare?
Sì.
Stai tranquilla.
Non farò tardi.
Promesso?
[uomo] Io qui non ci resisto.
[donna] Hai aperto questo club per mungere chi vuole dimagrire.
Approfittane anche tu.
Ne hai bisogno.
Io me ne frego della ciccia.
Il caldo mi dà solo la voglia di fare l'amore.
Non pensarci neanche, qui dentro ti viene un infarto.
Ne vale la pena.
Non scherzare! Vedessi le tue vene sul collo.
Va beh, ma non perché ho paura.
Gli affari hanno la precedenza.
Dammi un cognac.
È più schifoso di quello che fabbrico a Beirut.
- Com'è andata? - La visita è andata male.
Avete mollato?
Dovete stare lì giorno e notte. Filate!
Va bene.
Io vado a casa.
Ti telefono più tardi.
Sì!
Sì.
Ho capito.
Me ne frego. Io faccio quello che mi pare!
Senti, accettano o si strozzano!
- Franco! - Sì?
[interfono] Vieni subito! - Sì.
No, voglio tutta la zona!
Ho parlato cinese? Ficcaglielo bene in testa.
Avanti.
Sennò se ne pentiranno sia Gusto che Cutitta!
Ehi, ma tu…
Non è stato facile farlo andare a letto.
Voleva incidere la tua voce nel registratore che gli hai regalato.
Mi sarebbe piaciuto.
Lo faremo domani.
A Gesmundo non bastava la sua gabbia.
Voleva volare in alto, riempirsi il becco.
Non ha pensato che io ho un bravo cacciatore.
Il tuo cacciatore è stanco di sparare ai piccioni.
Nick, non c'è niente da ridere.
Stavolta smetto.
Bene.
Parliamone in ufficio.
Gesmundo è stato l'ultimo.
Davvero?
E che ti metti a fare?
Che ti prende? Ti è venuta paura?
C'è sempre una pallottola che mi viaggia contro.
Non mi è mai importato niente.
Ora sì?
Devo smettere, Nick.
Se continuo, quella pallottola arriva
e mio figlio da grande dovrà restituirla.
Non deve fare la mia vita…
per vendicarmi.
Che male c'è?
È una nostra legge d'onore, non puoi cambiarla.
Te la lascio.
Questa legge non mi sta più bene.
Carlo deve vivere tranquillo.
Perciò mi fermo.
Tony, sai che dal giro non si esce. Stai dentro o ti ammazzano.
In particolare tu sei dentro fino al collo.
Hai sempre avuto ordini dall'alto. Sai nomi, cifre, posti.
È un discorso vecchio. Quante volte vi siete affidati a me?
Vi è mai successo niente?
Dammi retta, pensaci meglio.
Su cosa decisa, non si torna indietro. Me l'hai insegnato tu.
Va bene.
Ne parlerò con gli altri a Parigi.
- Forse non tutti saranno d'accordo. - Dipende da come lo chiedi.
Ogni uomo ha due destini.
Quello che ci aspetta in cielo lo decide Dio, nessuno può cambiarlo.
Ma il destino sulla Terra…
è faccenda nostra.
Io sono fiero che tu abbia scelto di seguire la via giusta.
Perciò hai la benedizione di tuo padre.
A Catania avrai la benedizione di Dio da don Mariano.
L'ho avvertito che riparti oggi.
Andiamo, non facciamo aspettare tua madre.
La prossima volta porta Anna e Carlo e lasciali un po' qui. Ti prego.
- Li vediamo così di rado! - Li porterò presto.
- È una promessa. - Certo, mamma.
[clacson]
- Buongiorno, signora. - Ciao, Domenico. Tony viene subito.
[altoparlante] Volo 239 per Milano. Imbarco immediato, uscita numero tre.
Gli aerei non partono mai in orario.
Forse ha trovato traffico.
C'è ancora tempo.
Eccolo.
Vai avanti tu.
Tony! Ce l'ho fatta per un pelo. Sono contento.
Volevo salutarla.
Tuo padre ha detto che vivrai in grazia di Dio d'ora in poi.
Lo speravo da tanto.
Don Mariano, stia vicino ai miei genitori.
Tranquillo, andrò a trovarli il più spesso possibile.
Ma adesso devi andare.
Grazie per essere venuto.
Grazie a te per essere tornato, Tony.
L'incontro è alle nove. Mancano otto minuti, sbrigati.
Sì.
- Salute a tutti. - Bene arrivato.
Grazie.
Quando si dice un'ora, deve essere quella.
Non sto ai comodi di nessuno.
Con questi scioperi, è difficile essere puntuali.
Questa doveva essere una riunione ristretta.
Già, solo gli intimi.
Isnello lo è.
Se ci tieni tanto al tuo cervellone…
- Siediti e non parlare, avvocato. - Sì.
Chi recita il Requiem per Gesmundo?
Nick, un tuo uomo lo ha inchiodato.
Come suo? Arzenta non è solo di Gusto.
Lavora per tutti noi.
Non sono venuto da Copenaghen per perdere tempo con argomenti puerili.
Se dobbiamo discutere l'eredità di Gesmundo, discutiamone.
Certo.
Avrei deciso di continuare io il suo lavoro.
Aveva fatto molti sbagli.
Specie in Sudamerica.
Posso rimediare.
- Se arrivo fino alle Antille… - Un momento!
Vacci piano, là ci sono io.
Nick…
se ci pestiamo i piedi tra noi, va tutto a rotoli. Lo sai, no?
Non pesto i piedi a nessuno.
Le Antille dovresti solo annaffiarle d'alcol.
La gente è stufa di bere. Ha bisogno di tirare.
No?
Tu gli dai il bicarbonato invece della cocaina.
Sei un salutista.
A proposito di Arzenta?
Che c'entra Arzenta?
Già! Dimenticavo.
- Vuole appendere la pistola. - Cosa?
Vuole uscire dal giro e fa sul serio.
Neanche a parlarne.
Sarebbe uno sbaglio.
Forse lo convinciamo.
Che vuoi dire a uno che ha queste idee in testa?
- Devi farlo stare zitto e basta. - Ah!
Ho capito.
È un amico, gli parlo io.
- Sbrigati o fai tardi a scuola. - Vengo, mamma.
[auto non parte]
Prendi le chiavi dell'altra macchina.
- Non svegliare papà. - Sì, mamma.
[Tony] Buongiorno.
Cosa cerchi?
Le chiavi della tua macchina, quella di mamma non parte.
Vieni qua.
Poi vengo a riprenderti io.
Di' alla mamma di tornare presto.
- Papà viene a prendermi a scuola. - Va bene, dammi le chiavi.
Papà ha detto che tu devi tornare presto.
Come è stato? Come è potuto succedere?
Non lo so.
Sia la moglie che il figlio? Sei sicuro?
Sì, tutti e due.
Macaluso stava a un centinaio di metri.
Questa vergogna ci resta addosso per sempre.
Ammazzare degli innocenti!
Montava sempre lui su quella macchina.
Forse bisognava prevederlo.
Ora studia come rimediare.
Che almeno muoia l'unico che doveva morire e senza sbagli!
Certo, stai tranquillo.
Intanto tu mettiti al sicuro.
- Ho avvertito gli altri. - Me ne infischio di loro!
Non ho paura.
Se occorre, affronto Arzenta e non dirmi di scappare.
Non ti ho detto di scappare, ma di stare attento.
Un po' di prudenza senza inutile orgoglio, nient'altro.
In fondo, hai dei figli anche tu.
Già.
Come Arzenta.
[colpi di martello]
[rintocchi di campane]
Antonio.
Accompagna i miei e don Mariano alla stazione.
Che Dio ti benedica, Tony.
- Bada a te, mi raccomando. - Vai pure, stai tranquillo.
Lascia che il Signore faccia giustizia.
Combatti la tentazione di sostituirti a lui.
L'ira del Signore è molto più grande della tua e così la sua giustizia.
[auto sgomma]
Levati, guido io.
È scarico, sono finiti i colpi.
Usa la pistola, sporgiti!
Tu pensa a guidare e schiaccia l'acceleratore!
[clacson]
- Dov'è? - Non c'è più.
È là, torna indietro!
Presto!
[tuono]
[registrazione] Uno, due, tre, quattro, cinque.
Questo è il bottone di…
No. Pronto? Pronto?
Mamma, non si accende nessuna luce.
[campanello]
Apri, sono Domenico.
- Che hai saputo? - È tutto fermo.
La polizia finge di non capirci niente.
Che è successo a Gusto e Cutitta?
Sono spariti.
Però, hanno sciolto tutti i cani.
Devi sgombrare da qui.
Lo so.
Prima o poi lo faccio.
Che cosa aspetti?
Troppi ricordi qui, io sarei impazzito.
Da solo non ce la farai mai.
Ti serve chi ti dia una mano.
Io sono pronto.
Se ti metti con me, ti tiri addosso gli altri.
Per me…
Tu fai un fischio e io corro.
- C'è altro? - No.
Devi deciderti per la raffineria di Besançon, è un affare.
Piantala! È una fregatura.
Fai luce là.
- Così. - Scusi, c'è il signor Sladowski.
Siediti.
Vai.
Ce n'è voluto perché smuovessi il sedere dalle spiagge delle Canarie.
Tu, Grunwald e quei siculo-milanesi state tirando troppo la corda.
Non bisogna tirarla, sennò finisce come quella storiella dell'impiccato.
Ammazzatevi tra di voi, ma rispettate gli impegni presi, sennò…
Sennò che?
Vi do tempo fino a domani sera. Non voglio interferenze in Germania.
Né a Colonia, né a Francoforte né ad Amburgo.
Se provate a fregarmi, vi blocco le spedizioni da e per Marsiglia.
Va bene.
Mi muoverò io stesso per sistemare tutto.
Champagne?
A cose fatte e se c'è qualcosa a cui brindare.
Una ragazza magari?
[canticchia]
Sei sempre più entusiasta quando il tuo ometto torna a casa, vero?
Dai, muoviti!
Non ti tengo qui per fumare, bere e fare i solitari.
Vai a riempirmi la vasca.
Parto domattina presto, non voglio svegliare la mia bambina.
Le si sciuperebbe il suo visino da troia.
[telefono squilla]
Pronto?
Sì, Marcel.
Sì?
Se sono così vigliacchi da scappare, vadano a farsi fottere tutti e due!
Me ne sbatto! Arzenta è uno sputo che non mi si attacca alla scarpa.
D'accordo, ciao.
Continui a fare il tifo per Arzenta?
Certo, una volta mi ha dato una mano.
Soltanto una mano e nient'altro?
Per te due si incontrano solo per andare a letto.
Per che cosa sennò?
Tu sei brava solo in quello.
Se i siciliani di Milano non ce la fanno, sistemerò io il tuo amico del cuore.
Ti comprerò un lungo velo nero per andare al suo funerale.
Un bel velo trasparente!
Ti ci manderò senza vestiti sotto.
Pronto, Pierre.
Sì.
Fissami uno scompartimento sul treno delle sei per Amburgo.
Come?
So che in aereo si fa prima.
Trovi tu un jet che fa un paio di fermate dove serve a me?
E allora?
Fai come ti ho detto.
Il direttissimo delle sei e non rompere l'anima.
Vieni in vasca con me, muoviti.
Così mi fai il massaggio là dentro.
Da quando sei stato in Indocina, ti è venuta la mania.
Dai, ti prego.
Ahi!
Vuoi sbollentarmi, deficiente?
Fai tu il gambero!
[telefono squilla]
Pronto?
Sì, sono io.
Certo, mi interessa.
Non chiamarmi più a questo numero.
Se occorre, cerca Domenico Maggio. Lui sa dove trovarmi.
Grazie, Sandra.
Quanto manca per Dortmund?
Circa un'ora, arriviamo giusto in tempo.
Vai fuori.
- Tieni gli occhi aperti. - Bene.
Arzenta!
Non fare idiozie.
Senti, Arzenta. Io ero contrario.
Lo hanno deciso i tuoi amici, io non c'entro!
- Ciao, Domenico. - Ciao.
Ci sono 120 appartamenti.
Prima che ti trovino, avrai sistemato tutti.
Là niente me li ricorderà. Mi sentirò più solo.
Meglio così che fare da bersaglio agli uomini di Cutitta.
Già.
Il conto va chiuso.
- A che piano sto? - Al terzo.
Abbastanza alto per buttarsi giù.
Ti butterai dopo aver sistemato quelle carogne.
[rumore indistinto]
Ne ha di pelo sullo stomaco per seguirmi qui.
Un pelo non più folto del suo.
Mi chiamo Montani, sono dell'Interpol.
L'odore del cimitero non mi piace.
Allora, perché non va via?
Sbaglia, ho rispetto per i suoi morti.
Anche per quelli uccisi da lei.
Parlo dei due trovati in una chiesa e di quelli sul treno per Amburgo.
È sempre la stessa storia.
Uno ammazza un altro e comincia la catena della vendetta.
Poi non si sa più come fermarsi.
Non abbiamo prove per arrestarla…
e forse non ci conviene.
Sta facendo piazza pulita di gente che sta meglio sottoterra.
- Fuori dai piedi. - La tua strafottenza non mi incanta.
Ti sto aiutando.
Intorno a te i miei uomini hanno creato una rete di protezione.
Chi ti vuole morto gira alla larga,
finché ci farà comodo.
Ti faccio una proposta.
Se accetti, avrai una vita un po' più lunga.
Per salvare la pelle, devo fare la mela marcia.
Voglio solo aiutarti.
Passaci quelle informazioni per spazzare via il resto dei rifiuti.
Non lo saprà nessuno.
Non saresti il primo a collaborare.
Ricordi Marco Brusati?
Stavolta hai sbagliato indirizzo.
[Mina canta "Vorrei che fosse amore"]
[musica ritmata]
[campanello]
Chi è?
Tony, sono Sandra.
Entra.
Ciao.
Ciao.
Domenico mi ha detto che eri qui.
Stamattina ho telefonato, non rispondevi.
Ero in giro.
- Siediti. - Grazie.
- Bevi qualcosa? - Lascia stare, faccio io.
Grazie per quell'informazione.
Devo a te se ho sistemato Carré.
Ci tenevo anch'io.
- Hai avuto fastidi? - In un certo senso.
Hanno scoperto chi ha fatto la soffiata.
Sono scappata da Parigi appena in tempo,
ma mi cercheranno anche qui.
Comunque, troverò un buco dove nascondermi.
Ti aiuto?
No.
Hai già abbastanza rogne.
Sono passata solo per darti notizie di Gusto e Cutitta.
Volevo dirtelo di persona.
Dove sono?
Da quanto ho sentito, sono corsi a Copenaghen…
per discutere di affari con Grunwald.
Ma più che di affari, si tratta di paura.
Dove andrai?
In un albergo, poi deciderò.
Se vuoi, resta qui.
Non farmi sentire troppo la tua presenza.
[clacson]
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Così sia.
[sacerdote] La grazia e la pace di Dio siano con voi.
[fedeli] E con il tuo spirito.
Miei cari, prima di assistere al mistero eucaristico,
compiamo un atto di umiltà davanti a Dio.
[voci non udibili]
Il nostro amico è impaziente.
[sacerdote] Diciamo insieme:
"Confesso a Dio onnipotente…"
Confesso a Dio onnipotente…
Prego.
Non ci sono per nessuno.
La vostra messa poteva aspettare.
No, non poteva.
Tu non puoi capire certe cose, Grunwald.
Infatti non capisco. Prima scappate da Milano e…
Nessuno è scappato!
Questo incontro è per l'affare di Carré, su tua richiesta.
Certo. Comunque, vi è servito a mettervi al sicuro, lontani da Arzenta. Sbaglio?
Sbagli, quello va anche in capo al mondo.
Bada, anche tu sei nella lista.
Ognuno si comporta come crede,
ma non capisco come Arzenta abbia potuto farla franca finora.
La polizia lo protegge da noi.
A loro fa comodo che Arzenta ci faccia fuori uno alla volta.
Sì? Così siete inchiodati.
Se Arzenta vi fa tanta paura, perché non trattate con lui?
Non puoi comprargli la moglie o il figlio.
Ho detto trattare, non comprare.
Mi risulta che in Sicilia vivono ancora suo padre e sua madre.
- Ci terrà a loro. - Piantala, i parenti non si toccano.
L'altra volta è successo per uno sbaglio
e non si sbaglia due volte.
Tu hai i tuoi sistemi, noi i nostri.
Peccato! Poteva essere la soluzione più rapida.
Smetti di andare su e giù, mi fai girare la testa.
Non rompere!
Ti ci metti anche tu adesso?
Lasciamo perdere Arzenta per il momento.
Vediamo come sistemare le pendenze di Carré.
Sono d'accordo.
Ci siamo riuniti per questo, no?
Scusate se vi interrompo.
Vorrei che deste un'occhiata a questi diagrammi…
per sollecitare una decisione riguardo Marsiglia.
Sì, Marsiglia!
Se quello…
lascia Milano e viene a cercarci qua?
Siamo sul terreno di Grunwald, lui deve preoccuparsi.
Certo.
Tranquilli, Arzenta non verrà a Copenaghen.
Se dovesse farlo, ho amici alla stazione e all'aeroporto.
Verrei a saperlo e così…
Si chiuderebbe la storia per sempre.
Non facciamoci condizionare la vita da Arzenta.
Pensiamo agli affari.
Passaporto, prego.
Signor Mario Cordero.
Grazie.
Cara…
ho un piccolo regalo per te.
- Che orribile crosta! - A vederlo così, non so darti torto.
Però, non farti ingannare dalle apparenze.
Basta grattare la crosta…
e c'è un Rembrandt sotto.
Che cosa stupenda! Grazie, caro.
Ma come mai?
- Che cosa festeggiamo? - Niente di così importante.
Ma…
ti farà piacere.
Finalmente sto per estendere…
la mia influenza…
sul territorio di Carré.
Mi piace la Costa Azzurra.
Figurati che casino faranno i siciliani!
No, non protesteranno.
Grazie a una mia iniziativa domani…
avranno in regalo il cadavere di uno che non li fa dormire.
- Arzenta è a Copenaghen? - Sì.
Loro lo sanno?
Non glielo dici?
Un regalo, perché sia gradito, deve essere anche una sorpresa.
Non ci sono molti buchi a Copenaghen per un topo di fogna come Arzenta.
[donna grida]
[schiaffi]
[donna grida]
[donna] Vigliacco!
[schiaffi]
[grida]
[uomo] Vieni qui!
No!
[geme]
[piange]
Mi aiuti!
La prego, mi aiuti.
La prego, sia buono con me.
Quel porco sarà fuori ad aspettarmi.
Mi ammazzerà di botte.
È ubriaco!
Lei non è come gli altri.
Li ha visti, non si è mosso nessuno.
Se ne fregano tutti qui.
- Lei non è danese, vero? - No.
Neppure io.
Sono italiana.
Che fai a Copenaghen?
La prego, mi aiuti! Non posso restare qui.
Ti accompagno, vestiti.
Venga almeno fino alla macchina.
Wilfred è un vigliacco.
Se mi vede insieme a lei, non si azzarderà a toccarmi.
[parlano in danese]
[clacson]
[parla in danese]
[clacson]
[in danese]
Grunwald!
Sono a Copenaghen.
Sì.
So che mi cercano. Intanto, uno di meno.
Ti ho liberato di Grunwald. In cambio puoi darmi una mano?
Sì, ho un proiettile nel braccio.
Sono a Churchill Park, davanti al monumento.
Fai presto.
Va bene.
Ti hanno conciato male.
- Hai chi può medicarmi? - Sì, conosco uno specialista.
Vieni.
Gusto e Cutitta sono ancora vivi.
Ti andrà male, se lo scoprono.
No, non faccio parte del loro giro.
È meglio che mi lascino in pace perché ho gente anch'io qua.
Poi mi hai fatto un piacere una volta, devo ripagarti.
Vieni.
Portaci da bere di là.
È più l'onore che la sorpresa. Prego.
Benvenuti nel mio modesto locale.
Non mi pare…
tanto modesto.
- Deve renderti bene. Vero, Dennino? - Non mi lamento.
Ai pesci piccoli basta poca acqua per nuotare.
Ma in compenso si ficcano dappertutto, vero?
Si ficcano dappertutto e vedono tutto.
Adesso ci parli di Arzenta.
Io non ho l'onore…
di appartenere alle vostre famiglie.
Champagne?
[applausi]
- Signori, alla nostra madre Italia! - Vaffanculo, Dennino.
Sappiamo che Arzenta è ferito.
E tu sai dov'è.
Quanto vuoi?
Fate un'offerta.
I vetri sani di questo locale.
E la licenza di aprirne un altro al porto.
Contiamo qualcosa a Copenaghen.
Tutto qui?
- Che altro vorresti? Il Municipio? - Accontentati, Luca.
Scordati la sedia di Grunwald.
Mi spiace, ma là sopra non ti siedi.
Chi si illude?
Io so stare al mio posto.
Allora, ti decidi?
D'accordo, i vetri costano tanto al giorno d'oggi.
La ferita era un graffio, Arzenta se l'è cavata.
L'ho rispedito in Italia.
Ho dovuto farlo, è un mio vecchio amico.
Come ti senti?
- Bene. - Magnifico!
Ecco qua, passaporto italiano di confezione danese.
Puoi giocare a tennis con quel braccio.
Quando vuoi partire?
- Subito. - Bene.
Avrai il biglietto e tutto il resto.
Ora il vantaggio è dalla parte tua.
Secondo me, lo aumenti se aspetti ancora un paio di giorni.
Ti hanno creduto?
No.
Ma è lo stesso.
Gli ho detto che sono stato io ad aiutarti.
Come hanno reagito?
Gli è rimasta in gola, ma poi l'hanno buttata giù.
Io sono un indipendente in questa città e lavoro bene.
Ma più di tanto non posso fare.
Gusto e Cutitta mi ostacoleranno sempre,
ma se qualcuno ostacolasse loro,
io potrei muovermi di più.
[altoparlante] Alitalia, partenza per Roma volo 288.
Imbarco immediato, uscita 14.
Che hai?
Sono stufo di questo stato di cose.
Ci costa troppi soldi.
E allora?
- Cosa vorresti fare? - La pace.
La pace?
Che fregnacce dici?
Arzenta è stanco.
Mettiti in contatto con quel suo amico…
- Domenico Maggio. - Domenico Maggio.
- Fissa un incontro. - Non incontro nessuno.
Se vuoi sventolare bandiera bianca, fallo.
La scelta è solo tua.
Io voglio…
Arzenta morto.
- Dove corre? - Alla toilette.
Quando si arrabbia, gli viene mal di pancia.
Nick.
Sono d'accordo quando parli di pace.
Io non ti pago per pensare.
Hai capito?
Ho detto che bisogna muoversi subito!
Che aspetti?
Trovalo e fallo parlare.
Trova tu il modo, io me ne frego.
Ma cerca di fare presto!
Adesso voglio vedere se l'amico fedele parla.
Apri la bocca, o ti brucio il cervello.
Ok, brucialo.
No!
[grida]
Spegni!
Sta al Residence Europa!
Mi dici il numero della camera?
Duecentotré.
Che altro volete da me?
[Domenico grida]
[musica classica in lontananza]
Sì, c'è.
[voci non udibili]
[voci non udibili]
Tu sei la donna di Carré!
Ora facciamo quattro chiacchiere.
Che ci fai qui?
Hai sentito?
Rispondi!
[voci non udibili]
Parla, tu sai dov'è!
Continua la cura.
Dov'è?
Dillo, da brava.
Allora?
Ti decidi a parlare? È tornato?
Usa le parole, fammi sentire la voce. Non capisco i segni.
- Non è tornato. - Brava. Quando arriva?
Non lo so.
Ma quando arriva, ti chiama prima di salire.
Sì.
[musica si interrompe]
[piange]
[telefono squilla]
Pronto, Sandra?
Sì.
È lui, ho riconosciuto la voce. È qui a Milano.
[telefono]
Che c'è?
[audio indistinto dalla TV]
Imbecille!
Adesso sa che a casa ci sono visite.
Verrà a rompere le palle a me.
Chiudi la bocca e ascolta.
Venite subito a casa mia.
Tenete gli occhi bene aperti, mi raccomando!
Prima di giorno…
voglio vederlo galleggiare in una fogna.
Aspetta, lascia lì Damiano. Non si sa mai.
Dammi Luigino, tu hai da fare stanotte.
Vieni.
[audio dalla TV continua]
Andiamo a fare la nanna.
Residence Europa.
Zitta e tranquilla.
Non fermarti, vai avanti.
- Perché? Che succede? - Fai come ho detto. Tira dritto!
Sbrighiamoci, sennò quello si arrabbia.
[TV] Agli osservatori dell'ONU…
la situazione cambogiana si presenta confusa.
Per un processo involutivo…
si riscontra una entità di vedute che…
- Fermati all'angolo. - Subito.
[Tony fischia]
[fischia]
[fischia]
[fischia]
Sveglia, Cutitta.
Trasmettono un programma speciale.
Ed è tutto per te.
- Non ce la faccio, fammi sedere. - No, poi non ti rialzi. Vieni.
E cosa vuoi fare?
Andarcene di qui subito.
Sono stanco di uccidere per una vendetta che non serve a niente.
Basta.
- Dove andiamo? - A casa mia, a Donnalucata.
Tony.
Per i tuoi genitori io non sono nessuno.
Hai sofferto molto per aiutarmi.
Questo legame conta più di tanti altri.
Dai qua, ti aiuto.
Non si disturbi, faccio da sola.
Metti tutto là dentro, per favore.
Alla tua roba penso io, Tony.
Vedi se si è svegliato.
Non sentirti un'estranea.
Questa è anche casa tua.
Tony…
Diglielo perché sono qui.
Io non voglio prendere il posto di nessuno.
Stai tranquilla.
Glielo dirò.
La tua compagnia è la medicina migliore, Tony.
La cura che mi serve.
Come stai?
Bene.
Com'è andato il raccolto?
Non mi lamento,
ma per me sarà l'ultimo.
Questo sole…
illumina ancora troppi lutti.
Avresti dovuto aspettare altri raccolti…
prima di portare una donna qui.
Guarda i segni che ha in faccia. Si è ridotta così per me.
Per non farmi ammazzare.
Perdonami, Tony.
Perdona un povero vecchio.
Con noi starà sicura.
Questo è mio padre.
Benvenuta in questa casa.
Grazie.
Non vado al suo funerale. Fa troppo caldo laggiù.
Non puoi mancare. Che cosa direbbero?
Cutitta poteva darmi retta.
Gli ho detto di metterci una pietra sopra.
Invece no. Ora mettono la pietra sopra a lui.
Perché non lo lasciano qui a Milano? Una fossa è una fossa.
Inoltre, a Palermo marcisce prima.
Va beh, facciamo il nostro dovere.
Tu vai avanti e lavorati don Mariano.
Sei sempre deciso a incontrare Arzenta?
Sì, sempre.
Io voglio campare.
Con questo caldo quella bara è una bomba che può esplodere.
No, ha una doppia cassa di zinco.
Di' la verità, Luca. Su quel carro speravi di vederci due bare.
Due o nessuna. Che mi importa?
Chissà quanto hai pregato! Volevi morto anche me.
Ma hai puntato sul cavallo sbagliato.
È un cavallo che ho salvato io.
Se Arzenta torna a correre per te, puoi ringraziarmi.
Hai ragione.
Grazie.
Mi hai fatto venire qui solo per questo?
Speravi che ti invitassi a fare parte della mia famiglia?
Perché no?
Mai.
Ma all'organizzazione di Grunwald serve un nuovo capo.
Ho pensato che tu saresti l'uomo adatto.
[rintocchi di campane]
[voci non udibili]
Grazie.
[campanello]
[uomo] È permesso?
Don Mariano!
- La prego, Nunzia. Ciao, Tony. - Buongiorno.
Ho saputo che eri di nuovo a casa. Bentornato tra noi.
Grazie.
- Come sta tuo padre? - Non bene.
- Volete un bicchiere di vino? - Sulla terrazza, così noi parliamo.
- Sandra, portagli il vino. - Certo.
Ti porto una proposta.
Una proposta di pace.
Di Nick Gusto? Che vuole da me?
Un incontro da amici.
Bell'amico!
So quello che provi…
ma Gusto è il meno colpevole di quello che è successo.
Tu non lo sai, ma è stato lui a non volere
che fosse fatto del male ai tuoi genitori.
Quando tu volevi piantare tutto, sono stati quegli altri a opporsi.
- Gli ho parlato, incontralo. - No, non mi fido più.
Ha giurato che nessuno dei suoi ti torcerà un capello.
Inoltre, presto sua figlia si sposa.
Nick non macchierà di sangue un giorno così bello.
Ha deciso che le nozze siano fatte qui, a Donnalucata.
Gli Arzenta saranno i primi invitati.
Non puoi chiedere garanzia maggiore.
Dammi retta, non andarci senza.
No, non serve.
Non puoi fidarti di loro, lo sai.
Andrà tutto bene.
Lo vedrai…
- Coi tuoi occhi. - Non puoi chiedermelo.
Te lo chiedo.
È stata invitata…
solo la tua famiglia.
Io non ne faccio parte.
Sì.
Ora sì.
Preparati.
[voci non udibili]
[sacerdote] "Signore, tu sai che prendo in moglie questa mia sorella…
non per lussuria,
ma solo per amore di una prosperità
nella quale il tuo nome sia benedetto nei secoli dei secoli."
Sara diceva:
"Abbi pietà di noi, Signore,
abbi pietà di noi,
e che ambedue arriviamo sani alla vecchiaia."
Parole del Signore.
Dal Vangelo secondo Matteo.
"Un dottore della legge interrogò Gesù per metterlo alla prova.
'Maestro, qual è il più grande comandamento?'
Gesù rispose:
'Amerai il Signore con tutto il cuore, l'anima e la mente.
Questo è il primo dei comandamenti.
Il secondo è simile a questo.
Amerai il prossimo tuo come te stesso.
Su questi due comandamenti poggiano tutta la legge e i profeti."
Parole del Signore.
Se è vostra intenzione contrarre il sacro vincolo del matrimonio,
congiungete le vostre mani.
Esprimete davanti a Dio e alla Sua Chiesa il vostro consenso.
Io, Corrado, prendo te, Maria, come mia sposa.
Prometto di esserti fedele in ogni circostanza,
felice o avversa, nella buona e nella cattiva salute
e di amarti e rispettarti per tutta la vita.
Io, Maria, prendo te, Corrado, come mio sposo.
Prometto di esserti fedele in ogni circostanza,
felice o avversa, nella buona e nella cattiva salute
e di amarti e rispettarti per tutta la vita.
Il Signore confermi il consenso che avete manifestato
ricolmandovi delle Sue benedizioni.
L'uomo non osi separare
ciò che Dio unisce.
[voce non udibile]
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