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Zulu
Tutti in cella!
"Illustrissimo signor procuratore, sono Andrea Villa.
Oggi è stato ucciso un detenuto
del carcere di Paliano dove sono carcerato.
Signor procuratore, intendo scontare la mia pena per duplice omicidio
al soldo di Francis Turatello. Vogliono uccidermi i cutoliani.
Sono ancora potenti e hanno nelle istituzioni, nella Polizia
come nella magistratura molti amici.
Lo dimostra la concessione degli arresti domiciliari a Enzo Tortora
affiliato dalla NCO.
Per questo chiedo la sua magnanima protezione.
Proteggetemi.
So molte cose sul suddetto Tortora,
ma ve le voglio raccontare a voce e con una certa urgenza
perché la mia condanna a morte è già stata decretata."
Ciao!
- Che vuoi? - Fammi bella.
- Ma tu sei bella. - Più bella.
- Domani vedo Enzo. - Quanti mesi sono passati?
- Sette. - Siediti qua.
Mi riconoscerà?
- Non vi siete scritti tutti i giorni? - Tutti.
Però io... per pudore non gli ho mai mandato una mia fotografia.
È il mio carattere.
Io ho paura del primo sguardo.
Adesso lui non direbbe mai, perché è un signore:
"Chi è quella",
ma se lo pensasse?
- Enzo, ti vogliamo bene! - Il tuo pubblico non ti ha dimenticato!
- Enzo, guardaci! - Enzo, guardami!
Una foto per il giornale, Enzo!
Enzo, guardami!
- Dai, vieni, vieni. - Coraggio!
Ferma!
Su!
Ciao.
Sei a casa.
Grazie.
Voi non avete colpa.
- Arrivederci. - Arrivederci.
- Pronto? - Mamma, sono Enzo.
- Sei tornato? - Sì, sono finalmente a casa mia.
- La salute come va? - Un po' dimagrito.
Abbi pazienza, Enzo.
Mi sono chiesto spesso perché proprio a me.
Su cinque miliardi di esseri umani
perché sono stato scelto io.
Enzo, non montarti la testa.
Riposa, mangia.
Hai ragione, meno male che ci sei tu che mi porti con i piedi per terra.
Continuerò a pregare per te, anche se sei un miscredente.
Va bene, mamma, ti lascio ora.
- Ciao, Enzo. - Ciao.
- A presto. - Ciao.
Cari amici,
voglio dire grazie a voi.
Che succede?
Niente, non sono più abituato al tabacco.
Enzo, dobbiamo fare una foto.
- Che foto dobbiamo fare? - È un fotografo dell'Ansa.
Sì, un momento. Silvia, vieni.
- Va bene. - Aspetta.
Gaia, vieni anche tu.
Facciamola tutti e tre.
- Grazie. - Grazie e buon lavoro.
Io non ti lascio più.
Cosa fai?
Ti bruci.
No, è che vorrei dormire.
Speravo di non averne più bisogno.
Chi è?
Carabinieri.
- Salve. - Buongiorno.
Il controllo.
- Volete entrare? - No, grazie.
È sufficiente, arrivederci.
Buona giornata.
- Avete chiesto un caffè? - Cosa? No, no.
Aspetta.
- Che ci mangiamo oggi? - Pasta alla genovese.
No, è troppo pesante per me.
Andiamo.
Un'orata all'acqua pazza
e poi da bere...
Che prendo?
- Champagnino. - È arrivato?
- Caffè? - Ma sì, prendiamoci questo caffè.
- Ma ora chi è questo? Ma tu chi sei? - No, tu chi sei.
"In sé sicura e anche a lui più fida,
due principi ordinò in suo favore,
che quinci e quindi le fosser per guida.
L'un fu tutto serafico in ardore,
l'altro
per sapienza in terra fue
di cherubica luce uno splendore."
Che capolavoro!
"Dell'un dirò,
- però che d'amendue..." - Melluso, dai.
- Buongiorno. - Buongiorno.
"Gianni Melluso, nato a Sciacca il 10 aprile del 1956,
condannato ai 16 anni
per rapina a mano armata e spaccio."
Ingiustamente.
Signor Melluso, sappiamo che lei ha una foto con Enzo Tortora.
- Non capisco. - Non mi capisce.
Non mi faccia perdere tempo. Dov'è questa foto?
Chi vi ha detto questa sciocchezza?
Un detenuto riferisce di aver visto in un album in suo possesso
una foto di lei a braccetto con Tortora
e due entraineuse.
Due ragazze.
Andrea Villa.
Ecco l'album.
È stato trovato a casa sua durante una perquisizione a Sciacca.
Qui dentro c'è di tutto.
Foto con attori, cantanti,
gente dello spettacolo.
Tutte persone a cui, secondo l'Accusa, lei spacciava per conto di Turatello.
Dov'è la foto con Tortora?
Qui abbiamo ancora dieci anni da scontare, signor Melluso.
La sua non è una posizione comoda.
Allora?
Vabbè, rimanga qui se l'aiuta a ricordare.
Le lascio tutto il tempo che le serve per pensare.
Eccoci alla canzone regina di questo festival.
Ci sarà.
- Hai visto? - Due milioni e 122.616 voti.
- Dammi i soldi. - Albano e Romina Power!
Non mi piace proprio.
- È la canzone più bella. - Questi sono i tuoi.
- Paga! - Dammi i soldi, su.
- E questi sono i tuoi. - Albano e Romina.
Alla prima vittoria in un festival, è vero?
È la prima, veramente.
- Toto Cutugno. A te e a Toto Cutugno. - Ma perché, loro sono meglio?
- Ho dovuto cacciare 300.000 lire! - Io ci ho guadagnato.
- Ci hai guadagnato? - Ho perso 300.000 lire!
Io sono sempre stato un cavaliere. Tutto il merito è per lei.
- A lui il cento per cento. - Ahi, che scambio di cortesie.
Ci sarà! Albano e Romina Power.
Dopo questa vita che
Si dimentica di te
Dopo questo cielo
Senza arcobaleno
Dopo la malinconia
Che mi prende a ogni bugia
Dopo tutta questa voglia
Di sereno
Dimmi chi ci sarà
Dopo il sogno delle Hawaii
Dove tutti i marinai
Attraverso questo mare
Di cemento
Dopo un altro inverno che
Soffia neve su di me
Che ho già freddo
Se non sono accanto a te
Devi crederci
Ci sarà
Una storia d'amore in un mondo migliore
Ci sarà
Un azzurro più intenso
Ed un cielo più immenso
Ci sarà
La tua ombra al mio fianco
Vestita di bianco
Ci sarà
Anche un modo più umano per dirsi
Ti amo di più.
Sanremo 1959, c'ero io al posto di Pippo.
- E c'eri anche tu. - Sempre insieme.
- E nessuno che ti dà niente per niente. - Bene, signori, è ora di rientrare.
E meno male!
Maresciallo, mettetevi una mano sul cuore.
È una giornata di festa, un momento.
Altri dieci minuti e ce ne andiamo a dormire.
Basta che fate stare zitti questi! Non ce la faccio più a sentirli!
Ma sentitevi i cantanti seri.
Sentitevi Giacomo Rondinella, Mario Merola.
Questi sono cantanti. Imparate a cantare.
- Fai sempre polemica, canta tu. - Che devo cantare?
Non ti far pregare, fai una bella canzone.
Appuntato, lo potete accompagnare?
Fai il professore? Facci sentire.
Tarantella, facendoci i conti non vale più niente pensare al passato
Quando non ci stanno i tram
Una carrozza è sempre pronta, un'altra all'angolo c'è già
Tira fuori, cara, lo scialle giallo
Metti la veste più carina
Con una rosa tra i capelli
Quanta invidia su di me.
Che hai da guardare, scemo.
Tarantella, facendoci i conti
Non vale più niente il per come e il perché
Basta che c'è questo sole, che c'è rimasto il mare
Una ragazza cuore a cuore, una canzone da cantare
Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, ha dato
Scordiamoci il passato, siamo di Napoli, paisa'.
Forza, ragazzi, andiamo. Ognuno nella propria cella.
La tua ombra al mio fianco vestita di bianco
Ci sarà.
Adesso vorrei chiamare...
Hai le mani fredde.
No.
Forza, andiamo.
Voglio parlare con il giudice Fontana.
Ci devo parlare subito, maresciallo.
Non si preoccupi, riferirò.
Allora, giudice.
Io la fotografia con Tortora l'ho fatta spedire a mio fratello
per fargliela custodire,
poi però dopo il maxi blitz gli ho ordinato di bruciarla.
Era troppo pericolosa.
Se consegnavo quella fotografia, era la mia condanna a morte.
Perché?
Parliamoci chiaro, dottore.
Fonti autorevoli.
Lo so che può sembrare incredibile, ma perché vi dovrei mentire?
- Poi a me che me ne viene. - Chi ha fatto la fotografia?
Il fotografo potrebbe avere il negativo. Chi è?
Non lo so, sono passati tanti anni, dieci anni.
Devo ricostruire, ricordare, pensare.
E va bene, rimanga qui alla Pastrengo, se l'aiuta a ricordare.
- Tutto il tempo che vuole. - Sì.
Sì, concentrarmi.
Devo bere tanti caffè, fumare tante sigarette.
Così mi vengono le cose in testa.
Io sono a sua disposizione.
Qualunque dettaglio potrebbe essere utile per le nostre indagini.
Si sforzi. Sì, piccoli dettagli.
- Capito? - Sì.
Bravo.
Grazie, signor giudice.
Chiudo per le radiazioni.
Braccio sinistro dietro la testa, esatto.
- Che succede? - Il dottor Tortora deve venire con noi.
- Dove? - A Napoli.
- C'è un ordine di comparizione. - Vi sembra il momento?
Senta, il paziente è a rischio e sta facendo una angiografia.
Almeno aspettate che l'esame finisca. Non scappa.
- Abbiamo un ordine. - Il rischio è alto.
Se si sente male, io non mi assumono nessuna responsabilità.
Il giuramento di Ippocrate mi obbliga.
Chi è questo Ippocrate? Io non lo conosco.
All'uno, all'uno, da tre giorni sto a digiuno
All'uno, all'uno, da tre giorni sto a digiuno
Ai due, ai due, meglio a te che a uno di noi
Ai due, ai due, meglio a te che a uno di noi
Ai tre, ai tre, vieni in braccio a me
Ai tre, ai tre, vieni in braccio a me
Ai quattro, ai quattro, ora te lo do, ora te lo schianto
Ai quattro, ai quattro, ora te lo do, ora te lo schianto.
Grazie.
Vuole cambiarsi?
- Sì, grazie. - Lo accompagni.
Prego, da questa parte.
- Buongiorno. - È in bagno, si sta cambiando.
Enzo.
- Come stai? - Lasciamo stare.
Dieci ore d'ambulanza senza chiudere occhio.
Professore. Abbiamo saputo qualcosa? Con chi devo fare questo confronto?
Non lo sappiamo. Altri pentiti, altre testimonianze
- che confermeranno quelle precedenti. - Allora che dobbiamo fare?
Ascoltare e cercare di produrre i riscontri che le smentiscano.
Il contrario di quello che ci hanno insegnato i nostri maestri.
Vogliamo andare?
Affrontiamo con serenità le belve.
- Come i martiri cristiani. - Senza farci sbranare.
Voi cortesemente restate fuori.
Non possiamo lasciare solo il nostro assistito.
È una precauzione richiesta dal testimone.
- Chi sarebbe il testimone? - Prego.
Che devo fare, professore?
Vada.
Buongiorno.
Buongiorno.
Quartetto Cetra.
Come dice?
Sì?
Quello sarebbe il testimone?
Lo riconosce?
Sì, lo riconosco.
No, potrei sapere
chi è questo signore con il cappuccio che dice di riconoscermi?
Lo sappiamo noi, è sufficiente. Dove l'ha visto?
Al night Il Derby
con Francis Turatello.
- Il boss della mala milanese. - Lui.
- Più di una volta? - Due o tre volte.
Io non sono mai stato a Il Derby di Milano
- e non ho mai incontrato Turatello. - Perché interrompe?
Parlerà quando verrà interrogato e forse ora non è necessario.
Io mi ribello istintivamente di fronte a queste falsità, devo ribellarmi.
- Perché lei non scrive quando io parlo? - Tortora...
Poi in altra sede avrà modo di...
rispondere, contestare.
Dunque, lei ha detto di aver visto il signor Tortora fiutare cocaina.
- No, però, scusate. Per favore... - Tortora!
- Per favore, non interrompa. - Io non posso difendermi, allora.
Potrebbe intimidire il testimone.
Non direttamente, ma Turatello mi ha detto che Tortora pippava come un dannato.
- Lo ricordo perché l'espressione è forte. - È terrificante!
Perché non ha il coraggio di guardarmi in faccia o di dire il suo nome?
- Perché si sente minacciato. - È normale, non è una mascherata.
Beh, insomma, con quel cappuccio direi che lo sia.
- Calma, per favore. - Sono falsità grottesche.
Non è questa la sede per un dibattito! È un riconoscimento! Chiaro, Tortora?
E si diceva,
tra i trafficanti di droga,
che il dottor Tortora spacciasse nel mondo dello spettacolo.
- È così? - Sì, è così.
Tutti sapevano che Tortora era il riferimento
per tutti quelli che usavano cocaina nel mondo dello spettacolo.
Non si può andare avanti così, scusate!
Dottor Fontana, io devo stare zitto, non posso dire una parola,
non ci sono i miei avvocati, ma che ci sto a fare qui?
Si segga, immediatamente.
Tortora, non peggioriamo la situazione. La prego, si segga.
Vada avanti.
Nel mondo dello spettacolo c'era grande richiesta di cocaina.
Tutti ne facevano uso. Attori, registi, sceneggiatori,
comici, presentatori, ma anche macchinisti, elettricisti, parrucchieri.
Tutti ne facevano uso.
Chiaramente Tortora per il suo lavoro li conosceva tutti.
Per questo per i trafficanti, per i grossi trafficanti lui era un...
- Un distributore. - Sì, esatto, un distributore.
- Tortora, non guardi. - No, no.
Che mi guardi. Scusate, l'ho chiesto io, ma non riesco a respirare.
Dica della fotografia.
- Come? - La fotografia.
Sì, vidi una fotografia in un album di Gianni Melluso.
Io e Gianni eravamo stati in carcere insieme a Paliano.
In questa fotografia c'era Tortora con Gianni
in un locale con due entraineuse.
- Il Derby? - Non lo so, non era chiaro.
Comunque c'era Gianni che lo teneva... lo stringevo così.
Poi ridevano, si divertivano. Erano con due stanghe bionde dell'est.
Lei ha riferito anche dell'affiliazione di Enzo Tortora
alla Nuova Camorra Organizzata, la NCO di Raffaele Cutolo.
Ce lo può confermare?
Parli, parli, senza paura.
Sì, l'ho riferito, ma... non ero presente.
Di conseguenza non potrei affermarlo con certezza, direi una bugia.
Va bene, non ci sono altre domande.
Lei ha scritto tutto. Può andare.
Grazie.
Questo non era incappucciato?
Sì.
Voi mi avete convocato da Milano d'urgenza.
Ho fatto dieci ore di ambulanza di notte
interrompendo analisi importantissime per la mia salute
per sentire le falsità di questo signore con il cappuccio.
Se sono falsità, lo decideranno i giudici, non lei.
Quindi mi sta dicendo che io andrò a giudizio.
Ho detto "se".
Per il riconoscimento era necessaria la sua presenza, signor Tortora
- o dottor Tortora. - Mi chiami come vuole!
Questo non è uno show televisivo, no.
Questo è un riconoscimento fondamentale per l'istruttoria.
In questa inchiesta sono implicate migliaia di persone.
Periti, inquirenti, cancellieri, forze dell'ordine.
Persino gli uscieri, le guardie e anche...
i posteggiatori che non ci fanno perdere tempo davanti al tribunale.
Sono tutti preziosi, anche loro.
Tutti lavorano per far trionfare la giustizia
ed evitare che l'Italia diventi una repubblica delle banane.
Va bene, va bene.
Andiamo avanti con questa...
Stavo per dire farsa, ma non lo dico, sennò mi becco una denuncia per oltraggio.
Vi chiedo solo se c'è qualche altro incappucciato
che ha paura di farsi riconoscere o abbiamo finito.
No, il prossimo ha nome e cognome. Si chiama Gianni Melluso.
- Lo conosce? - No.
Non l'ho mai sentito nominare prima che ne parlasse quel signore.
Sentite, almeno in questo riconoscimento possiamo far entrare i miei avvocati?
Visto che sono venuti da Milano, anche solo per cortesia, per rispetto.
Anche loro a suo tempo potranno leggere quello che ci siamo detti oggi.
Ma scusate, perché li avete fatti venire se sapevate che non potevano entrare?
- Gli risparmiavate un viaggio inutile. - Ormai è così
e se avessimo sbagliato e non abbiamo sbagliato, ormai non c'è rimedio.
Come diceva il mio collega, questa istruttoria è di una tale gravità
che non possiamo preoccuparci del galateo.
Melluso, venga. Si segga.
Enzino.
Allora? Ti sei ripreso?
Ma chi è questo individuo? Perché mi dà del tu?
Non ci siamo mai visti e mi dà del tu.
Tortora, lei si richiama sempre alla forma e alla buona educazione.
Pensi al proverbio del dito e della luna.
Guardi...
Di lunare c'è soltanto l'esperienza che sto vivendo io
e la maleducazione di questo signore che non ho mai visto in vita mia.
Enzino, perché neghi?
Melluso, non provochi. Lo riconosce?
Certo, lo riconosco, eravamo amici,
ma non proprio amici, più conoscenti.
Però all'epoca avevi meno capelli grigi.
Melluso, per favore.
Lei ha riferito di una fotografia
in cui il signor Tortora si accompagnava a due ragazze, due entraineuse
in un club di Milano.
Fotografia che non ci ha potuto fornire perché l'avrebbe distrutta,
anzi fatta distruggere da suo fratello.
- Sì, confermo. - Bene.
Anche altri testimoni ne confermano l'esistenza.
Ora, perché l'ha fatta distruggere?
- Enzino, rispondi tu, no? - E basta!
- Risponda a me! - Giudice, era la prova
che Enzo Tortora trafficava la cocaina che io gli ho consegnato diverse volte.
L'ho fatta distruggere perché altrimenti...
mi sarebbe successo qualcosa di grave a me o alla mia famiglia.
Per mano dei compagni di Tortora o di Cutolo.
- Ma lei non si vergogna? - Enzo, non negare.
- Non si vergogna? - Non negare, Enzo.
I professori.
Prego, può andare.
Enzo! Com'è andata? L'abbiamo sentita gridare.
Una cosa allucinante.
Ormai è chiaro, mi rinviano a giudizio.
- Mi domando perché. - Per la sua celebrità.
Se non fosse un personaggio famoso, sarebbe già stato prosciolto,
ma questo non lo ammetteranno mai. Sono diventati famosi grazie a lei.
Sono anche mortificato che vi hanno fatto venire qui inutilmente.
Non ti liberano perché non sono liberi.
- Ha confessato? - Finora no, si dichiara innocente.
Lo incoraggi a parlare, suggerisca i termini esatti.
Trovato l'uomo, creato il caso.
La confessione verrà da sé.
- Lei crede nel complotto politico? - Ma che ti fa?
Stringete!
Non è cambiato niente!
Stringete!
Enzo.
Guarda, guarda.
Prima tosati e purgati.
- Poi torturati, mutilati e uccisi! - Calmati.
- Completamente innocenti. - Calmati.
- Completamente! - Vieni, sediamoci un attimo.
Calmati, per favore, calmati.
- Datemi da bere. - Quando avrai risposto come devi.
Maledetti!
Ascoltami.
- Non finisce sempre così. - Io sono innocente! È chiaro?
Non ho niente da farmi perdonare!
Scusami.
Sto diventando egoista, penso solo a me stesso.
No, non è così.
Forse devo scontare qualcosa.
Come mi aveva detto quel terrorista a Regina Coeli.
- Ma che dici? - Devo pagare qualcosa.
- Sono peggio del trafficante di droga. - No, Enzo, basta, basta.
- Sì. - Sono Marco Pannella.
Potrei parlare con Enzo?
Glielo passo subito.
È Marco Pannella.
Ciao, dimmi Marco.
- Vecchio amico, come stai? - Come dentro a un tritacarne.
Allora, Enzo, io ho pensato di candidarti per le prossime europee.
Ti voglio capolista della Rosa del Pugno in tutti i collegi d'Italia.
Dottor Tortora, lei ha accettato la candidatura
per una conversione all'ideologia radicale, lei è sempre stato un liberale,
o per evitare la galera in caso di condanna?
Comunque vada io resterò in Italia.
Che ci può dire della sua drammatica esperienza nel carcere?
Rabbia e furore.
Tempo finito.
Alcuni pensano che la sua candidatura
serva esclusivamente a garantirle l'immunità parlamentare
per scappare, se necessario, come ha fatto Toni Negri.
Non farò come Toni Negri, glielo garantisco.
Abbiamo terminato.
- Arrivederci, signor Tortora. - Grazie mille.
Signor Tortora, può sorridere?
- Che domanda idiota. - Perché dovrei sorridere?
- Per i nostri lettori. - I vostri elettori comprenderanno
che questa espressione è molto più confacente.
Una serietà inespressiva.
- Scusa, ma tu eri anche a Via in Selci? - Sì.
Mi aveva mandato l'agenzia.
Era lavoro.
- Se vuole, me ne vado. - No, no, no.
Mi sembrava di ricordare. Stai, stai.
Quando ultimamente mi chiedono quanti anni ho,
io rispondo che sono un neonato di quasi un anno
perché sono nato il 17 giugno 1983.
Quel giorno io ho iniziata un'altra vita.
La fuga di Toni Negri è avvenuta da poco e brucia ancora.
- Io la uccido. - Non esageriamo, su.
- Legittima difesa. - Siamo radicali, non violenti.
Toni Negrì è un professore, marxista,
rivoluzionario, come lui stesso dice di essere,
che si è assunto la responsabilità di una scelta.
Io sono un giornalista, liberale
e la mia storia lo dimostra
e soprattutto sono un uomo che rispetta le leggi
di un paese chiamato Italia.
Signor Tortora, una domanda che qualcuno sicuramente si starà facendo.
Toni Negri.
- È Toni Negri? - Sì.
Bene.
Allora, se sarò condannato,
io rinuncerò, ripeto per la centesima volta,
all'immunità parlamentare.
Lei ha dichiarato che considera come forma di protesta
lo sciopero della fame, ma non quello della sete.
Perché?
Non vorrei morire prima della sentenza.
Accomodatevi, prego.
Prego.
- Questa è la troupe giapponese. - Buongiorno.
- Buongiorno. - Scusate.
- Questi sono i miei angeli custodi. - Buongiorno.
Scusi se mi permetto, ma lei renderebbe mia madre la donna più felice del mondo
- soltanto se... - Va bene.
Quando ci ricapita?
- Come si chiama? - Alessandra.
- Grazie. - La mia Antonella.
Uno per mia nonna Maria che è in ospedale.
È un bellissimo nome.
- Grazie. - Scusi?
Il mio collega vorrebbe fare la foto con lei e con loro.
- Con il saluto militare - No, no, no.
Andate pure. Le pagliacciate, no.
Prego, accomodatevi.
Prego.
Una foto in mezzo ai carabinieri, no. È una pagliacciata. Ho sbagliato?
Hai ragione.
Signor Tortora, mi scusi, ma lei perdona i giudici
che l'hanno ingiustamente arrestata, come fece Gesù?
- Me lo ha ricordato don Pietro. - È l'insegnante di religione.
Il perdono cristiano.
Gesù Cristo rivolgendosi al padre
quando era sulla croce,
dice: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno",
ma i miei giudici sanno perfettamente
quello che stanno facendo, quindi io non li posso perdonare.
Eccolo, arriva.
Ciao, Enzo.
Come stai?
È il mio primo giorno di libera uscita.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Grazie. - Documento, grazie.
Grazie, di qua.
Ancora.
L'ultima.
Grazie.
Ciao, papà.
Ciao, Tullio. Sei andato a votare?
Sì, certo, ho votato per Tortora.
Il camorrista?
Questo lo dici tu.
- Pronto? - Sono Marco Pannella.
Te lo passo. È Marco.
Pronto, Marco?
Ce l'hai fatta, sei stato eletto. Sei un uomo libero.
Scalfaro ha 121.993.
Enzo Tortora, per esempio, è un dato curioso, che come sapete si è...
Hai avuto un mare di preferenze, più di me.
È una gran bella notizia, molto importante per tutti.
451.000.
- Moravia ne ha avuti 130.000, un trionfo. - La gente mi ha creduto.
Grazie. Grazie.
Grazie.
Can't find what you're looking for?
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