All language subtitles for 1994.S01E04.Episodio.4.HDTV.ITA.AAC.XviD-Prometheus

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Original subtitles

Un po' la invidio, sa? Il 90% del consenso popolare.

Lei è nel cuore degli italiani e me lo lasci dire,

è un cuore difficile da conquistare, come quello di una bella donna.

Lei sa di che parla.

Le belle donne sono capricciose, si stancano.

Mani Pulite quanto ancora può durare?

Be', che duravamo da Natale a Santo Stefano

ce lo dicevano già nel '92, ma stiamo ancora qua.

Ormai cosa vi resta da fare? Avete fatto piazza pulita.

E in quella piazza ora ci sta lei.

Prego.

Il cuore degli italiani batte un po' anche per me,

questo me lo conceda, quindi è diviso.

Avete attaccato il mio gruppo, i miei manager, mio fratello.

E voi non vi siete risparmiati le dichiarazioni sulla Procura.

E' quello che dico, la gente ci vede come nemici.

Dobbiamo proprio costringere questa bella donna a scegliere?

Be', se la donna è una e gli uomini sono due,

di solito finisce male.

- Io non sono un tipo geloso. - Io sì.

Ma lei è generosa, è abbastanza per entrambi.

Basta che deponiamo le armi, ci schieriamo fianco a fianco.

Di Pietro, il nostro destino è lo stesso:

cambiare l'Italia.

Le offro l'occasione per continuare a farlo.

E dove, alla giustizia?

Meglio.

- Viminale. - Ne ho già parlato al Presidente della Repubblica.

E' entusiasta all'idea che ci sia lei

al Ministero dell'Interno.

Pensi alle cose che potrebbe fare.

Di idee ne ho pure troppe.

Cosa c'è di meglio di poterle realizzare?

Sa cosa mi ha detto una volta Sergio Cusani?

Mi ha detto che Mani Pulite era un bel treno

e che dovevo capire quando fermarlo.

Prima di andare a sbattere, eh? Antonio.

E' che il treno non è Mani Pulite.

Il treno sono io.

Chi si mette sulla mia strada, fa meglio a scansarsi,

perché io butto giù pure i muri.

(CLACSON)

- Andiamo, Scaglia. - Allora, dottore?

Pietra che ruzzola non mette muschio, resto dove sto.

Poi sappiamo perché l'ha chiamata, no?

Antonio Di Pietro è meglio tenerselo amico che contro.

Perché contro faccio male.

- Ci dobbiamo preparare alla guerra, soprattutto tu. - Io?

Puntiamo alla Guardia di Finanza, è lì che voglio battere.

Sono colleghi tuoi, tu te la senti?

E me lo chiede?

- Scusatemi, sono un po' emozionato. (SI SCHIARISCE LA VOCE)

Ci sono magistrati che, divenuti popolari,

restano delusi se non vanno in TV.

Cosa c'è di più facile che togliere la libertà agli altri?

"Fino ad oggi, abbiamo pensato che il nostro lavoro

potesse servire a ridurre l'illegalità nella società.

Per questo abbiamo lavorato intensamente per servire il Paese,

convinti che la necessità di far rispettare la legge

nei confronti di tutti fosse generalmente condivisa."

Il decreto Biondi, ribattezzato salvaladri,

ha inasprito lo scontro tra Procura di Milano e governo Berlusconi.

Crediamo che il decreto legge emanato dal governo Berlusconi

sia un attacco mirato a questa Procura.

O il decreto passa così com'è o ce ne andiamo tutti a casa.

La situazione è intollerabile, si fa un uso politico della giustizia.

Persone raggiunte da schiaccianti prove

riguardo gravi fatti di corruzione non si assoceranno più al carcere.

Non si potrà evitare che continuino a delinquere

e a ostacolare la scoperta dei precedenti misfatti.

- (insieme) Giustizia! - Questo stato poliziesco,

nel Paese di Beccaria, è una vergogna.

Bisogna impedire l'uso improprio della carcerazione preventiva.

"Abbiamo informato il procuratore della Repubblica

della nostra determinazione a chiedere al più presto

l'assegnazione ad altro e diverso incarico.

Nel suo espletamento non sia stridente il contrasto

tra ciò che la coscienza avverte e ciò che la legge impone."

Grazie a tutti.

Dopo l'annuncio di dimissioni da parte del pool Mani Pulite,

una nutrita folla ha gridato il proprio sostegno ai magistrati.

- Mani Pulite è finita? - Permesso.

Fate passare.

Volete sollevare l'opinione pubblica?

Chi sollevo? Non ho neanche la forza di sollevarmi la mattina dal letto.

L'indagine sulla presunta corruzione

di ufficiali della Finanza da parte di aziende Fininvest

ha provocato Berlusconi.

Egli deve gestire la forte reazione popolare contro il decreto.

Tenere la posizione sul decreto è un boomerang.

- C'è un'emorragia di consensi. - In guerra si sanguina.

- Sanguiniamo più noi. - Ritirare il decreto è segnale di debolezza.

(insieme) Di Pietro, non mollare! Di Pietro, non mollare!

(insieme) Di Pietro, non mollare! Di Pietro, non mollare!

A breve il fischio d'avvio

- da parte dell'ungherese Puhl. - C'è la partita!

Finalissima del Campionato del Mondo tra Brasile e Italia.

- Gol. - (FOLLA ACCLAMA)

Il Brasile si porta in vantaggio.

Abbiamo ancora una tenue speranza.

Roberto Baggio batterà il nostro ultimo tiro dal dischetto.

Se segnerà,

speriamo che i brasiliani sbaglino il loro ultimo tiro.

- Vai, Baggio. - Io non ce la faccio.

Buttala dentro, mettila nel sette, è facile, vai, Roberto.

- Roberto contro Taffarel. - (FISCHIO)

- (insieme) No! - E' finita.

Vince il Brasile ai calci di rigore.

E' una conclusione che ci lascia con grande amarezza.

Gli azzurri non meritavano di perdere ai calci di rigore

una partita nella quale hanno saputo controllare

avversari più freschi.

Partiti col favore del pronostico,

il Brasile ci ha battuto, ma solo ai calci di rigore.

Ho capito.

Grazie.

Che succede?

Se la sono fatta sotto.

Non è ancora ufficiale, ma ritirano il decreto.

(insieme) Dai! Sì! Vai!

("SUNRISE" DI MARK LANEGAN IN SOTTOFONDO)

- Allora? Com'è? - Non c'è male.

Certo, mai come quella di tua madre.

Di Pietro non ti lascia manco il tempo di mangiare, eh?

Si lavora.

A che cosa stai lavorando in questi giorni?

Mi passi il pane?

Il pane, un po' di pane, grazie.

- C'è un po' di Aglianico, ne vuoi? - Ma che è, Natale?

E' Natale?

Grazie.

Sei gentile.

- Siete gentili. - Che vuoi dire?

Niente, a questa tavola c'è gentilezza, che voglio dire?

- Dario. - Secondo te, da uno a dieci, quanto sono coglione?

Mmh?

Sono anni che per voi non esisto

e mi invitate proprio quando riparte l'inchiesta sulla Finanza.

- Ti sbagli. - Volete sapere se arresteranno degli amici vostri,

furbi come voi con la villa in campagna e la casa al mare?

- Bella la tua BMW. - Vaffanculo. - No, ci vai tu!

Io sono il fesso che si fa un mazzo così e voi fate la bella vita.

E ora, che c'è?

Che c'è, avete paura?

Dario, ti prego, basta.

- Basta lo dico io, me ne vado. - Dove cazzo vai? Siediti.

Dario, ehi! C'è un fatto che papà ti deve dire.

(CINGUETTIO DI UCCELLI)

(VOCI INDISTINTE)

Sta' tranquillo.

Non si può fare niente? Non si può operare?

- No. - Porca miseria.

Non vuole andare in ospedale, vuole restare a casa sua.

- Quando si fissa, lo conosci. - Sì.

Tanto non sarà per molto.

- Dario, vieni a trovarlo. - Sì.

Mi sento uno stronzo per prima.

- Mi dispiace. - Un po' stronzo lo sei.

Comunque, abbiamo paura, ne prendete dieci al giorno dei nostri.

- Che ci vuoi fare? - A Di Pietro fotte solo di Berlusconi.

Noi siamo carne da macello, non gli frega se ci rovina la vita.

Se non hai niente da nascondere, non hai niente da temere.

E se fosse Di Pietro a nascondere qualcosa?

- Che cazzo stai dicendo? - Aspetta.

Tieni.

- Che è? - Le porcate che ha fatto da quando è magistrato.

Favori agli indagati, indagini pilotate e altro.

Tieni. Questo fate al GICO, costruite dossier su Di Pietro?

- Non c'è niente da costruire, è vero. - Chi vi paga?

Leggi e impara.

Vuoi che lo porto a Di Pietro, testa di cazzo? E' un avvertimento?

Non hai capito, ti sto facendo un favore.

Apri gli occhi, per stare con lui ti sei messo contro tutti noi,

ma nessuno è pulito.

Volete la guerra al GICO, eh? Testa di cazzo.

Volete la guerra? Bravo, vattene a fanculo.

Questa macchina di merda!

Dario!

Dario?

Quanto tempo è che lavori per lui? Non hai mai avuto un dubbio?

Di Pietro è Dio, fa tutto giusto?

Sette anni fa, nella mia squadra un collega prese una tangente.

Mi offrì la mia parte e io andai dal superiore.

Poi che è successo? Niente, un cazzo!

A parte che tutti mi trattavano come un appestato, anche a casa.

Di Pietro lo viene a sapere, era PM a Bergamo.

Mi manda a chiamare e mi prende nella sua squadra,

perché ero stato onesto.

Hai capito chi è Di Pietro?

Queste sono tutte stronzate.

Allora daglielo e vedi come reagisce.

Se non hai niente da nascondere, non hai niente da temere, no?

Signori, abbiamo scavato e abbiamo trovato

una miniera di corruzione

e ora forse pure una pepita.

Il colonnello Antonio Pancaldi ha confessato 53 tangenti

su altrettante verifiche fiscali.

La pepita non sono le 53 mazzette,

ma è la numero 54.

La mazzetta, al momento, resta solo teoria.

- Pancaldi non la vuole confessare. - Perché?

Perché?

Secondo voi, dov'era la 54esima verifica fiscale?

Dov'era?

Mondadori.

Come sapete, è di proprietà del Presidente del Consiglio.

Le cose sono due.

Pancaldi si fa corrompere 53 volte,

ma alla 54esima diventa onesto.

Un miracolo, può succedere.

Pancaldi ha preso la mazzetta,

ma non confessa perché diciamo che tifa Forza Italia.

Capito perché si tiene stretta la pepita, lui?

Non sa che io ora torno a San Vittore, perché la voglio.

Zitti, avete sentito?

- "Di Pietro, in bocca al lupo!" - In bocca al lupo.

- Che si strozzi. - Gli faccia il mazzo.

Le posso parlare un momento?

Dimmi, Scaglia.

Non qua.

(SIRENA DELL'AMBULANZA)

(CLACSON)

Questo fango l'ha raccolto il GICO?

Non lo legge?

Raccontami tu.

Ha manovrato un indagato per farlo parlare

- contro il Partito Socialista. - Poi?

Si è fatto prestare dei soldi per comprare una Mercedes

e altri per la sua casa di Curno, con rapporti poco chiari.

Poi?

C'è un'accusa di concussione.

Per cosa?

E tu ci credi?

- No. - Queste cose chi te le ha messe in testa?

Tuo fratello?

Credevi che non mi informassi?

So tutto, eppure ho deciso di fidarmi di te,

ma mi pare che la cosa non sia reciproca, o no?

E le davo il dossier, se non mi fidavo di lei?

Ne ho interrogate tante di persone, migliaia.

So leggere gli sguardi

e il tuo è pieno di dubbi.

Li posso contare.

Raccogli questa immondizia.

Tu torni a pescare i pesci piccoli, su Berlusconi indago da solo.

Raccogli questa immondizia.

(CLACSON)

(SIRENA DELLA POLIZIA)

Su, Morini.

L'imprenditore ha già confessato, le ha dato 15 milioni.

Lo ammetta anche lei e la chiudiamo qua.

Sai chi sembra? Un robot, comandato a distanza.

Va bene, non vuole parlare? Va a San Vittore e avanti un altro.

Guardi che non le conviene che il mio cliente parli.

Porterei tuo padre giù con me, il colonnello Donato Scaglia.

Che significa?

Sono stato sotto il suo comando, prendendo tangenti con lui per anni.

Se non mi pari il culo, faccio una bella lista per Di Pietro.

Salve. Come va, Scaglia?

Come va? Non ci stanno i riscontri.

- La questione non è chiara. - E non riusciamo a chiarirla?

Chiudi il verbale, poi ne riparliamo.

Morini, oggi le è andata bene, mi creda.

(RINTOCCHI DELLE CAMPANE)

Ma guarda un po', buono a sapersi.

Grazie dell'informazione, avvocato.

- Che c'è? - Ti va di fare un salto a Milano

a trovare tua sorella?

- Perché? - Invitala a cena.

Conosco quello sguardo,

lo sguardo "Leo vuole ottenere qualcosa da qualcuno."

Brava, e mi serve una complice.

Vuoi farti anche mia sorella?

No.

Mi interessa il suo fidanzato.

(VOCI NON UDIBILI)

- Dario, stai bene? - Sì.

E' arrivata questa per te.

Guarda il timbro postale.

"Si vive felici lontani dalle procure."

Pastore.

(CINGUETTIO DI UCCELLI)

(INFRANGERSI DELLE ONDE)

(CLACSON)

(VOCI INDISTINTE)

Ma tu, Leo, esattamente, che cosa fai per Berlusconi?

Ancora non l'ha capito nessuno.

Ha un ufficio accanto a lui, ma a fare cosa...

Risolvo problemi, diciamo.

Tipo se si rompe l'aria condizionata a Palazzo Chigi?

Più che altro fogne, scarichi. Il lavoro sporco, insomma.

Avete la Magnum di Sassicaia dell'85?

- L'ultima. - Un segno del destino!

- Il miglior vino del secolo. - Pensa se sa di tappo!

(RISATE) - Voi come mai siete a Milano?

- Vendo casa. - Ah!

- In nero, ora che ho un amico finanziere. - Perché, siamo amici?

Però potreste diventare colleghi.

Con Silvio hanno fatto carriera tanti ex finanzieri.

Sì, chissà come mai.

Fossi in te, ci penserei.

Con le tue competenze, troveresti le porte aperte in Fininvest.

Grazie. Hai visto? Stasera ho trovato pure un lavoro.

E' che mi dispiacerebbe lasciare l'indagine su Fininvest.

Ma non dico adesso, un domani.

Basta parlare di lavoro.

Parliamo di voi, che non mi racconti mai niente. Come va?

Bene, anzi, benissimo.

Se poi riuscissimo a vederci anche un po' di più...

- Non vi vedete ogni giorno in Procura? - Sì,

però facciamo finta di non conoscerci.

- Quindi non è lui che ti passa le notizie? - Lui? Assolutamente no.

Conflitto di interessi, in Italia c'è ancora chi se ne preoccupa.

- Dai! - Mai uno sgarro alla regola?

- Neanche per amore? - Niente.

Sarà capitato di fare un'eccezione per qualcuno a cui tieni, dai.

Non capisco, che stai dicendo?

Nulla, solo che la legge è uguale per tutti

finché non ci tocca da vicino, non è così?

Ho capito a che serve questo teatrino.

Hai sbagliato persona, e meno male che il vino non è arrivato.

- Andiamo! - Che gli prende?

Secondo te?

- Aspetta. - Ci dà le cose, per favore?

- Voleva comprarmi con 600.000 lire di vino? - Perfetto.

Ogni volta che penso che mia sorella sia cambiata...

- Hai fatto bene. - Abbiamo delle famiglie di merda.

Rispettato, amato da tutti.

Dovevi vedere, la gente lo riempiva di regali.

Volevo essere come lui, per questo sono entrato nel corpo.

Quando ho denunciato quel collega, pensavo sarebbe stato fiero di me,

invece mi ha fatto un culo così.

Allora ho capito da dove venivano quei regali, quell'amore.

- Ero ingenuo. - No, eri onesto.

Sì, per mio padre sono la stessa cosa.

Ora che potrei fargliela pagare, lo stronzo si ammala.

Che uomo sono, se lo denuncio ora che sta morendo?

(CINGUETTIO DI UCCELLI)

Come sta?

("SONATA PATETICA" DI LUDWIG VAN BEETHOVEN DALLO STEREO)

Tieni le veneziane abbassate con questo sole?

Mi dà fastidio la luce.

Che c'è?

Ti devo parlare.

- Ci sta un guaio. - Più grave di questo?

Morini.

L'ho interrogato per una mazzetta da niente.

Ha minacciato di fare il tuo nome.

Alla fine, questo resta.

Ma perché l'hai fatto?

Sono stato un grande finanziere.

Mi hanno decorato.

Se applicavo la legge, metà delle imprese lombarde chiudevano.

E' così che si regge l'economia, nessuno paga le tasse.

Perché tutti si devono arricchire e io no?

Perché non darvi le scuole migliori, le vacanze più belle?

Tua madre i vestiti, col gusto che aveva, se li meritava.

("SONATA PATETICA" DI LUDWIG VAN BEETHOVEN IN SOTTOFONDO)

Ma che vuoi capire?

Pensavi solo ai buoni e ai cattivi.

La vita sta in mezzo.

"Sei sicura che sia figlio mio?"

Non ti ho mai capito,

ma sei mio figlio.

Sei la mia famiglia

e la famiglia viene prima di tutto.

Non mi pento di niente.

Segue una lunga lista di episodi di corruzione.

Alcuni sono prescritti, altri no.

Li ho annotati con tutti i dettagli ricordati da mio padre,

più altri a cui sono risalito io.

Chieda i domiciliari per lui, non può reggere il carcere.

- Certo. - Grazie.

Preparo l'ordine di arresto per Morini.

Per quello di mio padre ci pensi lei, se non le dispiace.

- Problemi, dottore? - Eh?

No, no.

Scaglia, vieni.

Ti faccio vedere una cosa.

La pepita d'oro.

- Pancaldi ha parlato? - Sì, ma scaricando il barile su un altro.

Dice che è stato un certo Curti

a spingerlo a tacere sulla tangente in Mondadori.

Alberto Curti, il maresciallo?

Che a sua volta è stato spinto da un certo Matteo Guarnieri,

avvocato ed ex finanziere.

L'ho fatto arrestare e già dichiara di aver agito di sua iniziativa.

- Dico io... - Chi ha spinto lui? - Bravo.

Chi ci sta sopra a tutto questo filotto?

Chi ha messo questa separazione tra sé e la mazzetta?

Chi, dottore? Chi lo sa chi è.

Una cosa è certa, l'8 giugno Guarnieri era a Roma.

Lo dimostra una prenotazione in albergo.

Guarda caso, la stessa sera Guarnieri telefona a Curti.

Scaglia, uno più uno fa due, i conti tornano.

Se dimostriamo che Guarnieri quel giorno incontra Berlusconi

e parlano della questione.

Come fai a dimostrare che è entrato a Palazzo Chigi?

Non ci sono testimoni.

Forse uno c'è.

- Chi? - Uno che non ha neanche l'immunità parlamentare.

(LEO COMPONE UN NUMERO)

Sono appena arrivato. Lei dov'è, avvocato?

Ci vediamo su.

Non ha detto perché ti hanno convocato?

Figurati, come fa a saperlo?

Con questi può essere tutto, ci godono a terrorizzare la gente.

Non sei tu che devi avere paura di loro.

Sono loro che devono avere paura di te,

perché sei più forte.

Tu vinci sempre.

Dario, non mi aspettavo di rivederti così presto.

Accomodati. Anche lei, avvocato, si segga, ormai è un habitué.

Ti sei perso un gran Sassicaia l'altra sera.

Eccomi qua.

- Dottor Notte, avvocato. - Dottore.

- Finalmente la conosco di persona. - Non le faccio perdere tempo.

Matteo Guarnieri, lo conosce?

Superficialmente.

Lavora per Fininvest, no?

Viene mai a Roma per incontrare il suo datore di lavoro?

Non lo so.

La aiuto a ricordare, circoscriviamo lo spazio-tempo.

Guarnieri è venuto a Palazzo Chigi l'8 giugno scorso

per conferire con Berlusconi?

- Non mi ricordo. - Come, non si ricorda?

Non ha l'ufficio accanto a Berlusconi?

Era in ferie?

E' possibile, come è possibile che fossi da un'altra parte.

Mi muovo molto.

Sì, lei è uno molto agile.

- E' un complimento? - No.

Mettiamola così:

lei c'era a Palazzo Chigi e sa che c'era pure Guarnieri.

No.

Non so niente di quest'incontro, né mi risulta ci sia mai stato.

Quindi non ha visto Guarnieri?

A malapena mi ricordo che faccia abbia.

Una faccia di bronzo, più o meno come la sua.

- Neanche questo è un complimento, sbaglio? - Sbaglia.

Lei sbaglia eccome, anzi, se devo essere sincero,

lei sta rischiando.

Vuole tornare a San Vittore?

- Con quali accuse? - Falsa testimonianza.

Dottor Di Pietro, ma fa sul serio? Lei non ha nessun argomento.

- La posizione del mio cliente è chiara. - Limpida.

Va bene, signori, allora che dirvi? Grazie per la collaborazione.

Sono deluso, lo sa?

Caldeggiavo molto la sua nomina a ministro.

Sarebbe stato prezioso per questo governo.

Peccato, magari per il prossimo.

- Dottor Notte. - Grazie. - Avvocato.

- Arrivederci. - Arrivederci.

Spero di no, non si offenda.

- Dario, hai una sigaretta? - Prego.

- Saluta Giulia. - Lo farò.

Dottor Notte.

Scusi, solo una curiosità.

Lei ci crede in Dio?

A un vecchio con la barba che sta lassù nel cielo

e anche se ci sono altre galassie, è interessato a me e mi ama?

No, non ci credo.

Un vero peccato,

perché da oggi deve pregare Dio che io non dimostri quell'incontro.

Che testa di cazzo, eh, Scaglia?

Grandissima testa di cazzo.

(CELLULARE SQUILLA)

- Pronto? - Hai dimostrato

che avevo ragione su di te.

Sei un uomo piccolo, meschino,

pieno d'invidia.

Povero stronzo.

Tutto questo tempo ad aspettare di vendicarti.

Ti credi meglio di me, ma sei peggio.

Io muoio tranquillo e in pace,

se penso che non devo rivedere più la tua faccia.

- Ma tu sei qui! - Ehi.

- Ti cercano tutti di sopra. - Lasciamoli cercare.

- Fumi troppo. - Anche tu, dovresti smettere.

Offrimene una.

Ho provato a fregarmene della giustizia.

Niente, ho la testa troppo dura.

- Però una cosa l'ho capita. - Che cosa?

La mia famiglia non è Di Pietro e non è nemmeno mio padre.

Sei tu.

La prima volta che sono entrata qua dentro, due anni fa,

avevo un po' di paura.

- Perché? - Non lo so.

Sembrava di mettere piede in un edificio sacro.

Il tempio della giustizia, no?

Poi ho capito che la legge è solo quella scritta sul muro là sopra.

Se ne fregano tutti.

Ingannano, tradiscono, si fanno corrompere.

Tutti,

tranne te.

E' fico stare con uno diverso.

- L'onestà è sexy. - Allora sto a posto oggi.

- Torni su? - Sì, ho un sacco di lavoro da sbrigare.

- Siamo vicini. - A Berlusconi?

L'amico Leonardo ci ha riempiti di stronzate,

con quel suo sorriso di merda.

Sai che ho visto dietro quel sorriso?

Paura.

Aveva paura.

("GLORY BOX" DEI PORTISHEAD IN SOTTOFONDO)

Sono arrivati.

- Siamo una squadra? - Dimmelo tu.

Trovatemi la prova dell'incontro tra Guarnieri e Berlusconi!

- Leonardo. - Sì? - Conto su di lei per tutto.

- Certo. - Deve essere tutto assolutamente perfetto.

(VOCI INDISTINTE)

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