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Original subtitles

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- Dicevi che θ piω di un'ora che sono qui da soli ? - Sono quelli.

- Falla finita. - Non rompere. - Idiota. - Deficiente.

Guarda che hai fatto ! Adesso pulisci, maiale !

- Se non la smetti con quel coso, te I0 butto nel cesso. - Ridammelo o ti ammazzo !

- Spostati, "cosciona" ! - Ritardato mentale !

- Cosa fate ? - Secondo lei cosa ci fanno tre minori agli arrivi internazionali ?

- Senti... - Simpatici. I vostri genitori dove sono ?

Lasciamo perdere.

Cos'θ successo ?

Andava tutto bene, l'anestesia aveva fatto effetto...

...ma lei continuava a piangere, singhiozzava, era nel panico !

Nascono i bambini, e io le dic0:...

..."I gemelli sono nati, sono bellissimi. Stanno bene. Non si preoccupi, va tutto bene".

Lei si tira su, mi afferra il camice e gridando mi dice: "Lo so ! Lo so !"

"Ma non so chi θ il padre !".

Del secondo. Non θ: "Non so chi θ il padre", ma "non so chi θ il padre del secondo".

"Non so chi θ il padre del secondo !"

Raccontata bene, θ una bella storia. Tu l'hai raccontata male... Malissimo.

Quando mi fate sapere per il mare ?

- Se vogliamo la casa sulla spiaggia, dobbiamo dare la caparra. - Giΰ. - Sμ...

Forse quest'estate θ po' piω complicato.

- Divorziamo. - Eh ?!

Sμ, insomma... io e Valeria ci separiamo.

- Che scemi ! - Ma dai...

- La decisione l'abbiamo presa l'anno scorso. - Siamo andati in vacanza da soli dopo anni.

- Insomma, ci siamo resi conto che... Dai... - Eravamo diventati come due amici.

- Ma va bene, non c'θ niente che non va. - Ma sμ, anzi, non Iitighiamo neanche piω.

- E' vero. Perς quello un po' mi manca. - Anche a me.

Insomma, non volevamo diventare come quelle coppie che fanno un po' finta di nulla...

...che passano le serate a tenersi compagnia guardando la TV.

- No. - No, no...

- Ma non c'θ niente di tragico ! - E' vero. E' cosμ, θ la vita.

E i ragazzi come l'hanno presa ?

- Ma... Nel migliore dei modi possibili. - Sμ, sono dei ragazzi davvero fantastici.

- Siamo fortunati. - Siamo proprio fortunati, sμ.

- A questo punto dobbiamo dirlo anche ai ragazzi. - Scusa, mi θ scappato.

Non ti preoccupare.

- Dici ? - Ma certo ! Certo.

Scusa.

Scusa.

Vedrai che ce la caveremo.

- Dici ? - Certo.

- Eccoci. - Che macello ! - Buonasera, Demetra. - Delinquenti !

Eccoci qua. Grazie, Demetra, di essere stata fino a quest'ora.

- Domani non posso andare a prendere Giulio agli scacchi. - Va bene, non c'θ problema. Prego.

- Ah ! E neanche giovedμ. E nessun altro giorno della settimana. - Ok, ma c'θ qualche problema ?

- I suoi figli. - Cos'hanno che non va, i miei figli ?

Io Ii odio.

"Va' in mona" !

Va bene.

- Non ce la possiamo fare senza babysitter. - Non preoccuparti, ce la faremo.

Come ? Domani ho il capo per il settore Europa e Ia settimana prossima Ia commissione tecnica.

Tu sei sempre di guardia. E' la terza babysitter in un mese !

Non ti preoccupare, mi faccio sostituire da Giorgio e vado io a prendere Giulietto.

Sono troppo nervosa, vero ? Devo essere un po' rompicoglioni.

Molto ! Molto rompicoglioni.

Speriamo che non se ne vada anche Maria.

- Nicola ? - Eh ?

Quando glielo diciamo ?

- Domani sera. - Ok.

- Nicola ? - Eh !

- Ce Ia faremo ? - Ce la faremo, ce Ia faremo !

Buonanotte.

Buonanotte.

Ragazzi, sveglia !

- Buongiorno, amore, θ ora di alzarsi. - Mamma ? - Sμ, amore ? - Io non ho seno.

- Amore, hai dodici anni. - Carlotta porta Ia quarta. - Carlotta θ ripetente.

- Pensi che avrς il tuo seno ? - Come dici, amore ?

- Oddio, mamma, sarebbe un incubo. - Va bene, amore, dai. Ne parliamo stasera.

- Mamma ! - Sμ? - Se a tredici anni non mi arriva il ciclo, io mi ammazzo.

Va bene, tesoro. Buona giornata.

Giulietto !

Forza...

- Cos'θ ? - "Chi" θ, mamma. E' Nerone, il criceto di scienze.

- Nerone ?! - Caligola θ morto a Natale. - E pensi di tenerlo ?

- Perchι, ti dΰ fastidio ? - No, no, assolutamente !

Va bene, amore. Ciao, io vado.

- E stai attenta ! - Va bene. Scusa, amore. Scusa, Nerone.

Buona giornata, amore.

Matteo, in piedi, sono le sette ! Rischi di fare tardi a... scuola !

- La scuola fa schifo, θ una istituzione superata. - Va bene, a piω tardi.

Questo θ il pranzo al sacco di Giulietto per la gita. Qui c'θ l'autorizzazione firmata.

II succo di frutta θ nel frigo. Metti tutto nello zaino.

Fai un assegno per la mensa di Matteo e uno per il dentista di Viola.

Ti lascio Ia mia tessera sanitaria. Ho tirato fuori Ia biancheria da stirare per Maria.

Le lasci tu i soldi ? Se vai al supermercato, la lista della spesa θ sul frigorifero.

Vado, buona giornata. Ciao !

Sono un post-it.

- Vai avanti ! - Sta' zitta, Ferma ! - Quando si sono rotte le acque ?

- Vai avanti con il sedile ? - Sta' zitta ! - Stanotte, verso due. - Quanto θ dilatata ?

- Due centimetri, ma siamo qui da ore. - Spingi avanti il sedile. - Il collo dell'utero ?

- Ferma, brutta puttana ! - Bravissima...

- Papΰ, ma gli vuoi dire qualcosa ? - Ragazzi, silenzio ! - Nico, sbrigati.

- Sμ, ma tu chiama I'anestesista per l'epidurale, va bene ? - Vai avanti !

- Scusa, Giorgio, ti richiamo. - Vai avanti, cazzo !

- Oh ! Ma chi vi ha insegnato a parlare cosμ ? - V0i !

Tu hai due anni di piω, non ti insegnano Ia disciplina a quel corso di arti marziali ?

- Il Krav Maga non θ proprio un'arte marziale. - Zitto, "Wikinano", chi ti ha interpellato ?

- Vai avanti col sedile ! - Zitta, mi hai fatto venire il mal di testa.

- Fermati, non voglio farmi vedere con te, mi rovini Ia reputazione. - Ma certo !

- Qui, fermati. - Vieni stasera direttamente a casa, vi dobbiamo parlare.

- Non posso. - Vieni a cena a casa, vi dobbiamo parlare. - Scendo anch'io.

- Non c'θ problema, signorina, il vostro taxi θ sempre a disposizione. - Facevo prima a piedi.

E tu vuoi venire davanti ?

Ok, grazie.

- Buongiorno, ingegnere. - 'Giorno !

Facciamo una verifica piω tardi, quando θ finita l'ispezione. Torno fra un paio d'ore.

- Ingegnere, buongiorno. - 'Giorno.

Questa θ la persona di cui Ie ho parlato al telefono. L'ingegnere capo Valeria Mozzati.

Una donna !

Chi abbiamo qui ? "Un'ingegnera", "un'ingegneressa" ? Come dobbiamo chiamarla ?

- Ingegnere va bene. - Giΰ capo, la signorina ? - Signora.

Ah, giΰ sposata, non ci posso credere ! Sembra una ragazzina.

- Li ha compiuti vent'anni o non ancora ? - Diciassette a Novembre.

Minorenne e giΰ cosμ sfrontata: complimenti.

Non mi dica che θ pure ragazza madre. Ha giΰ dei figli ?

- Be', a diciassette anni non sarebbe ragionevole. - Brava Ia nostra ingegnerina.

- Senta, scusi, anzitutto... - Chiariamo subito una cosa, signora cara.

Uno: non gradisco ironia nel rapporto con i miei dipendenti.

Due: non tollero il contatto fisico, quantomeno sul lavoro.

Se θ possibile, mi stia lontana, e si ricordi che θ un'ispezione, non θ una visita guidata.

Vogliamo andare ? Grazie.

Ma θ uno stronzo totale o sono io ?

No, no, non sei tu.

- Brava. - Grazie, dottore. - Ecco qua il suo bel cucciolino. - Che bello.

- Nico, mi cercavi ? - Sμ. Puoi sostituirmi nel pomeriggio ?

- No, il giovedμ no. Lo sai che alle sette ho il coro. - Grazie. A buon rendere.

- Ti ho detto che non posso ! - Siete in 50. Se manchi tu, chi vuoi che se ne accorga ? Dai !

- No, il coro, no ! Dai ! - Signorina, mi prepari il kit per Ia medicazione.

- Sμ. Mi scusi, dottore. - Sμ ? - So che ha fatto domanda per andare a lavorare in Mali con AMREF.

- Sμ. - Sono in lista d'attesa. Conosco a memoria il suo progetto.

- Guardi, davvero... - Va bene, dai. Speriamo bene...

- Melania. - Grazie, Melania.

Il sopralluogo di oggi θ finalizzato a capire quali aree dell'impianto...

...devon0 essere manutenzionate per sbloccare gli investimenti che daranno futuro...

...all'impiant0 stesso.

Fra queste attivitΰ la parte di maggior rilievo θ quella che sta seguendo l'ingegner Mozzati...

...che ha preso a carico l'ampliamento dell'impianto di utilizzo...

- Pronto ? Sμ, sono io. - Le parti che... - Non θ venuto a scuola ?!

Ma', adesso no.

- Rifaremo l'intervento. - Lei ci stava seguendo, vero, ingegnere ? - Eh... Sμ.

- Finito il credito ? - Come ? - Vuole che le presti il mio cellulare ?

No, la ringrazio. Faccio solo un ultimo tentativo. Mi scusi.

- Scusate. Scusate... - Ma non θ possibile !

- Scusate, scusate. - Ma insomma !

- Pronto ? - Nicola ? Ascolta. - E nella parte che riceve...

- Scusate. - Ma papΰ... - Aspetta un attimo. Arrivo subito.

- Silenzio ! - Scusate, signori giudici. - Per favore, un po' di rispetto !

Ma che state facendo ?! Fermi !

Fermi !

- Ma, insomma, adesso sta esagerando. Se continua cosμ, Io buttano fuori. - L0 s0.

- Sμ, dai, a dopo. Ciao. - A dopo, va bene. Ciao. - Tutto bene, possiamo andare.

- Sμ. Tutto bene ? Oh, l'hai vinta ! - No, l'ho rubata. - Va be'...

Si ricordi che non tollero l'uso del telefono...

...a meno che non me I0 si chieda come favore personale in caso di emergenza. Grazie.

Sμ, mi scusi.

- Pronto ? - Buongiorno. E' lei /a mamma di Matteo Vigna/i .7

- 5/} sono /0. - Qui θ il Comando dei Carabinieri di Treviso.

- Come 7- C'θ un problema con suo figlio. Potrebbe passare al comando ?

- ( Valeria} Arrivo. - Subito, grazie.

- Giΰ ci lascia ? - Scusate, θ un'emergenza. - A causa dei figli che non ha.

Con le donne θ sempre cosμ: o sono incinte, o se ne vanno a metΰ pomeriggio.

Cosa pensi ?

Penso che il padre del grande campione russo di scacchi Anatolij Karpov...

...ha abbandonato il lavoro per seguire la carriera di suo figlio.

- Ma forse non faceva il medico. - No, infatti era ingegnere.

Quindi... medico non va bene ?

Andrebbe bene, solo se tu fossi un medico piω evoluto, che aiuta gli essere umani a progredire.

- Ah. Scusa se Ii faccio solo nascere. - Lo sai anche tu che non basta.

E' giovane, influenzabile...

Sono sicura che si θ giΰ pentito di quello che ha fatto. Sei pentito, vero ?

Per niente. Noi combattiamo per i nostri ideali, per il nostro pianeta.

- Sono ragazzi, vorrebbero cambiare il mondo. - E cosa c'entrano i SUV ?

Noi siamo NO-SUV perchι i SUV sono un'aberrazione della modernitΰ.

- Producono la metΰ delle emissioni globali di CO2. - Tesoro, vuoi stare zitto ?

Il signore θ un carabiniere, non il presidente del vertice di Kyoto.

- Ufficiale dei Carabinieri, prego. - Ufficiale dei Carabinieri. Mi scusi, signor... Ufficiale.

Credi di salvare il pianeta ?

- Io I0 chiamo vandalismo. - E che sarΰ mai, per un po' di vernice !

Signor ufficiale, non esageriamo. Per due graffiti...

Due graffiti ?

9750 euro.

Costosi come graffiti !

- 9750 euro ! Ma ti rendi conto ?! - Per una buona causa.

- Lo sai che ero nel mezzo di un'ispezione tecnica ?! - Mica ti ho chiamato io.

E' per quelli come voi che la Foresta Amazzonica sta diventando un parcheggio !

- Andiamo, cammina ! - Io vado da Leo. Ci vediamo dopo.

- No, aspetta ! Stasera no, vi dobbiamo parlare. - E di che cosa ?

Allora, ragazzi, papΰ prenderΰ casa accanto a quella della mamma.

Quindi avrete due case: Ia casa del papΰ e Ia casa della mamma.

Allora ?

Non I0 so, forse sorridi un p0' troppo.

- Mica posso arrabbiarmi. - No, infatti θ giusto mantenersi positivi, ma non θ una bella notizia.

Forse quello che manca θ... un tantino di gravitΰ.

- Positivo e grave. - Sμ.

- Facile. - Prova.

Allora, grave. Papΰ e mamma... "divorziano".

No, questo no, θ un gesto insopportabile.

- Allora fallo tu, scusa. - Mi hai chiesto un parere.

Senti, perchι non rimandiamo ?

Giulietto ha un compito di matematica, non vorrei che si turbasse.

- Annulliamo tutto e facciamo un'altra volta. - Nicola. - Eh ?

- Glielo dobbiamo dire. - Glielo dobbiamo dire, sμ. Positivitΰ e gravitΰ.

- Alternare. - Alternare, ok. - Ci sei ? - Sμ, ci sono.

- Vado a chiamarli ? - Va bene, vai. Positivo e grave.

- Alternare. - Alternare. Alternare, ok. Ok.

Allora, ragazzi, voi vi starete chiedendo perchι vi abbiamo riuniti qui.

Viola, puoi smettere di mandare messaggini ?

- Non sono messaggini, θ Snapchat. - Sμ, ma θ uguale, amore...

Su, andate avanti, non ascolto mica con le dita !

- Hai rotto le palle. Vuoi rimanere qua fino a stasera ? - Vaffanculo !

- Oh ! Parolacce in casa, no ! - E' colpa mia se questa θ stronza ? - Basta !

- Che palle. - Matteo, per favore ! Viola, ci puoi ascoltare un momento ?

Ma che cosa avete tutti quanti ?! Sara sta male, molto male !

Mi scrive che deve prendere delle pastiglie perchι i genitori divorziano.

E allora ? Che cosa devo fare io ? Siete troppo egoisti ! Vi odio !

Cosa volevate dirci ?

- Sμ... Be', che noi... - Noi volevamo dirvi che...

- Ehm... Demetra non viene piω. - Sμ, esatto. Si θ licenziata. Sμ...

- Ottimo, ci siamo sbarazzati di un'altra stronza. - Sμ. Infatti.

A proposito di collaboratrici domestiche, qui dentro Maria non fa niente.

- E' subentrata qualche forma di contrarietΰ ? - No, signor giudice.

Cioθ, sμ...

- I signori non vogliono piω divorziare ? - Sμ ! Sμ. - Sμ, certo !

C'θ qualche problema con gli alimenti ? Con Ia casa ? Con Ia ripartizione delle azioni ?

- No ! - No, niente di tutto questo, no.

- Non volete piω l'affidamento congiunto ? - No ! - No, al contrario !

Allora spiegatemi cosa succede.

Ecco... noi ci stavamo chiedendo se...

Insomma, se le andasse di venire a cena da noi.

Be', questo θ un po' insolito.

- Va bene. - Bene. - Perfetto.

Intanto, perς, voi mi dovreste portare l'atto notarile relativo all'acquisto della casa.

- E quando sarΰ libera ? - Per la cena.

- Be', aspettiamo dopo che si θ pronunciato il divorzio. - No, prima.

- Veramente noi avremmo voluto riceverla prima. - Prima ?

Questo fine settimana, per esempio. Si potrebbe fare una grigliata in giardino.

- E se mai dovesse piovere, un roast beef con il purθ. - Buono !

- Sμ, buono. - Buono. Roast beef con purθ, perfetto.

Sμ, e dopo cena, la Iasceremmo un attimo da sola con i ragazzi per "parlicchiare".

Voi mi volete dire... che i ragazzi non sono stati informati del divorzio ?

- Loro ancora non I0 sanno ? - Vede, Anna Maria... Posso chiamarla Anna Maria ?

Anna Maria, io sono un ginecologo e, quando devo dare una brutta n0tizia...

...non mi tiro mai indietro, mi faccio carico io di dare Ia notizia. Mai Ia famiglia !

E' uno sguardo professionale sul fatto. Il distacco ! Lo capisce, vero ?

No. Non proprio.

Anna Maria, esattamente quale parte non ha capito ?

- Ma vaffanculo ! - Che stronza !

- Burocrate di merda ! - Poi siamo stati tanto gentili.

Sμ, infatti. Abbiamo chiesto una cena.

- Per favore. - Scusate.

Via con questo coso !

oh g

- Ciao. Come stai ? - Buongiorno.

- Posso tenerti compagnia ? - Ci mancherebbe !

Scusi se rido, ma mi fa strano stare con lei.

Intanto, se non ci sei oggi...

Ah !

- Tutto bene ieri sera ? - Bene.

- Sei riuscito a dormire un p0' ? - Non tanto.

- E perchι ? - C'era una guardia un p0' complicata.

- Cioθ ? - Dei casi... Un caso un p0' complicato. Ma niente di che.

- Io vado. Buona giornata. - Ciao.

- Ciao. - Ciao ! Giΰ qui ?

- Sμ. - Ci prendiamo un caffθ ?

- Senti, Valeria, io... ti devo dire una cosa. - Cosa ?

- Mi hanno promosso. - Stupendo ! E quale incarico ?

- Capo. - Capo di cosa ?

- Cos'θ questa stronzata ? - Innanzitutto buongiorno.

Sono giorni che sopporto Ie sue battute di cattivo gusto e Ie sue osservazioni sessiste.

- Che problema ha ? - Nessun problema. - Lei non mi toglie Ia direzione del cantiere.

- Perchι no ? - Ho sempre fatto il mio dovere. - Lei pensa di aver rispettato i termini ?

- Il giorno preciso. - Di essere rientrata nel budget ? - Ho speso meno del budget.

- Ha causato scioperi ? - Neanche un giorno. - Provocato incidenti ? - Nessuno.

- Magnifico. Siamo perfettamente d'accordo. - Su cosa siamo d'accordo ?

Che ha sempre fatto un lavoro eccellente.

In questo cantiere fila sempre tutto liscio, chiaro ?

Trattenerla ancora sarebbe un grande spreco. La Svezia ha bisogno di lei.

- Chi ? - La faccio trasferire in Svezia, cantiere a Ostvik.

Se non mando lμ una come lei, non mi riconvertono la centrale neanche tra cent'anni.

- Ah... - Be' ? Non θ contenta ?

- Mm... - Non mi dica che θ incinta un'altra volta.

- Eh ? - Per un attimo, ho temuto.

Comunque, nel caso, mi faccia sapere.

E metta qualcosa di pesante in valigia. La Svezia non θ Napoli.

- Buongiorno, professore. - Buongiorno, Vignali. Complimenti.

- Grazie. Per che cosa ? - Per AMREF. Parte per il Mali, l'hanno accettata.

Ci vediamo nel mio studio per la sostituzione, siamo giΰ pronti. A presto.

Guarda, amore. Che bello...

- Pronto ? - Scusa, Nicola, ti disturbo ?

- No. Hai ricevuto il mio messaggio ? - Sμ. Possiamo vederci un momento ?

Sμ, aspetta. Vieni, vieni. Sμ, un attimo solo.

- Aspetta. - Hai visto ? - Bellissimo.

Anch'io ti devo dire una cosa.

- Devi partire tu. - No. Perchι devi rinunciare tu ?

E' una grande occasione, Io so, ma quello che fai tu, dai, θ piω importante.

E' da quando ti conosco che sogni di partire.

Dovevi andare dopo la laurea, poi sono arrivati i bambini. Hai fatto il medico per questo.

No, non voglio che rinunci, dai. Va bene cosμ. Prendilo come il mio... regalo di divorzio !

Io sono fortunato ad averti nella mia vita.

- Devo andare. - Sμ.

- Ciao. - Ciao.

Scusate, vi rubo solo un istante. Ho dimenticato le chiavi... della macchina.

- Valeria, Melania. - Melania... Che bel nome...

Io sono Ia moglie... La ex moglie... No, effettivamente ancora no.

Cosa sono io ?

Sono la futura ex moglie di Nicola.

- Piacere. - Piacere, signora.

- Bene, allora io... chiamo il giudice per quello che ci siamo detti. - Certo.

- Rientri tardi, immagino. - Be', sμ. - Sμ. Bene...

No, perchι pensavo di fare l'arrosto.

- Perς, forse, per quattro θ poco. - Come vuoi tu.

- Magari faccio... spaghetti ! I ragazzi Ii adorano... - Perchι no ?

Spaghetti...

- Va bene, allora, ciao. Arrivederci, Melania. - Arrivederci, signora... Valeria.

La signora mi ha chiamato per informarmi che, a causa di una partenza all'estero...

...v0gli0n0 modificare temporaneamente Ie regole dell'affidamento condiviso, giusto ?

Sμ.

Allora restiamo d'accordo che, ad eccezione del periodo di tempo di sette mesi...

...in cui l'affidamento condiviso sarΰ esclusivo di uno dei genitori, per il resto sarΰ 50 e 50.

- Mm-mm. - Mi scusi, credo ci sia un errore, ho sentito "sette mesi".

- Sμ. Non θ cosμ ? - Sμ, θ cosμ.

Ma no, sono solo cinque, massimo sei.

- Quindi lei parte per cinque mesi ? - No. - Sμ. Ma sono io che parto.

- Cioθ, θ lei che va in Svezia ? - No.

- Scusate, chi parte ? - Io ! - Io !

- E chi accudisce i ragazzi ? - Lui. - Lei. - No, non capisco, scusate.

- Nemmeno io. Valeria, cosa succede ? - Succede che ho accettato il cantiere in Svezia.

- Ma, scusa, non mi potevi avvertire ? - Perchι, tu mi hai avvertita ?

- Valeria, stiamo divorziando. - Tu mi hai preso in giro.

Tu vuoi che me ne stia buona qui, mentre ti scopi la tua Melissa a Bali !

- Mali. E poi si chiama Melania. - E' uguale. - Non θ uguale. - Sempre puttana rimane.

- Sei gelosa ? - Io ? Ma figurati ! Sai cosa me ne frega di te.

Ecco, allora vuoi tornare alla realtΰ ? Stiamo divorziando.

- Oh, guarda, mi ci hai fatto tornare eccome, alla realtΰ ! - Tu sei pazza.

- Io voglio divorziare, subito. - Anche io ! - Siamo qui per questo ! - Appunto, sbrighiamoci.

- Prima facciamo, meglio θ. - Mi hai letto nel pensiero. - Anche tu. - Basta !

E' un anno che dura questa commedia ! Questo θ l'ultimo avvertimento:...

...Ia sentenza di divorzio ci sarΰ a fine mese, cioθ fra tre settimane.

Quindi o vi mettete d'accordo, 0 saranno i vostri figli a decidere.

- Scusi ? - Non ho capito. Cosa vuol dire ?

Vuol dire che visto che gli adulti non sanno fare gli adulti...

...io ascolterς i ragazzi e saranno loro a decidere se stare con mamma o papΰ.

Allora...

Ragazzi, vi starete sicuramente chiedendo perchι vi abbiamo riuniti qui.

Viola, amore bello, Io metti giω quell'affare, per favore ?

- Basta. - Ma... - Silenzio !

E tu zitto ! Sta' zitto ! Fermi.

Allora, io e papΰ vi abbiamo riuniti qui...

- ..perchι in questa casa ci siamo sempre detti tutto. - Assolutamente.

- Magari non proprio tutto. - Il giusto. - Abbiamo forse tralasciato qualche dettaglio.

- Non θ il momento. Proprio per questo volevamo dirvi... - Semplicemente...

- Demetra ritorna ? - No. - Meno male ! Mi ero spaventata.

Divorziamo.

- Cosa ? - Divorziamo.

- Chi ? - Come chi ? Io e lei. Noi due.

- Mamma e papΰ, finito. - E' uno scherzo ?

Ti sembriamo due persone capaci di fare ironia su un argomento cosμ importante ?

- No. - Sono esterrefatto.

- Questa cosa mi mette ansia. - Sμ, I0 so, θ tutto molto destabilizzante per voi.

- Perς noi siamo sicuri che saprete distinguere benissimo... - Sμ.

...Ia differenza tra la coppia innamorata e la coppia parentale.

E comunque vada, noi saremo sempre una famiglia unita dall'amore...

...anche se non vivremo piω sotto I0 stesso tetto.

E per quanto riguarda l'affidamento, siccome sappiamo che siete inseparabili...

...abbiamo pensato che sarebbe stato meglio che foste voi a decidere.

- Se restare con la mamma. - O col papΰ.

- Certo, con la mamma... - O col papΰ ! - ..o col papΰ.

Mi viene da vomitare.

Sono esterrefatto.

- Quando ? - Quando cosa, angelo mio ?

Quando dobbiamo decidere se stare con mamma o papΰ ?

- Ma c'θ tempo ! - Certo, decideremo con calma e tranquillitΰ.

- E comunque non prima di sabato. - Ma oggi θ giovedμ !

- Appunto ! Te l'ho detto, abbiamo tempo. - Eh !

- Scusa un attimo. Cosa c'θ ? - Non credi che dovremmo parlare ?

No.

- Fatto. - Bravissima, non devi avere pietΰ ! - Credi ? - Certo!

Noi dobbiamo essere tutto: madri, mogli, amiche, amanti.

Poi arrivano i quarant'anni e bam ! Ci gettano come un pacco di biancheria usata per Ia Caritas.

- Hai capito .7 - Sμ. - Parliamoci chiaro, non farti illusioni.

Certo, sei ancora una be//a donna, ma quaranfanm} tre f/g/L divorziata.

Non sei certo nello scaffale delle primizie. Chi ti prende alla tua etΰ con tutto il pacchetto ?

Questo viaggio in Svezia θ la tua occasione. Non dico l'ultima, ma poco ci manca.

- Non fartelo scappare ! - Grazie. - Ciao.

L'unica cosa che ci dicono θ: "Stai attento a non sporcare il tappetin0"...

...0ppure "Sei passato in tintoria ?". E poi si meravigliano se uno si guarda in giro.

- Un uomo ha bisogno di spazio. - E' vero, ma ho fatto una stronzata, dovevo dirglielo.

(Federico, ans/mando} Non sentirti sempre in colpa. State d/vorz/ando, 0 no ?

- Perchι ansimi cosμ ? - Sono sull'ellittica. - Alla fine l'hai comprata. E com'θ ?

- Fa schifo. Ma θ l'unico modo che ho per prendere un p0' d'aria. - Sull'ellittica ?

5/'. Nico/a .7

Aspetta, ti richiamo. Ci sentiamo domani. Ma cosa bevi ?!

- Ma lascia stare, Giulietto ! Hai otto anni. - Sμ, e giΰ tante cose da dimenticare.

Come sta ?

Come vuoi che stia ? A pezzi. E Nicola ?

Un uomo distrutto.

Ho provato a buttare un p0' di acqua sul fuoco ma, quando non si comunica, θ la fine.

Eh, sμ. Il dialogo θ tutto.

Ah !

Oh !

Buongiorno. Sono commossa. Vedo che hai preparato la colazione per tutti.

In quindici anni I'avrai fatto, sμ e no, una volta. Ora parto per la Svezia molto piω serena.

Non cantare vittoria, non ci sei ancora sui fiordi.

- I fiordi sono in Norvegia. Io vado in Svezia. - Fa' come ti pare, ma non hai ancora vinto.

Neanche tu. Ah, sbrigati, perchι oggi Viola ha il tema. Rischi di fare tardi.

Hai circa sette minuti per farli lavare, vestire e portarli a scuola. Ciao.

Ragazzi ! Ragazzi ! E' tardi, dai !

- Sono le otto ! Forza ! - Perchι svegli sempre prima me ?!

Perchι non cominci da Matteo ? Perchι sono femmina e tu sei un sessista e maschilista !

Non si usa piω bussare ?

Scusami, volevo chiederti, puoi preparare la colazione a Giulietto ? Devo fare la doccia.

- Che cosa ? - E giΰ che ci siamo, volevo dirti, quando Ia mamma partirΰ, tu sarai l'unica donna.

Insomma, mi dovrai aiutare a fare il bucato, la spesa e a preparare da mangiare.

Vedrai un po' meno gli amici, ma ce la caveremo io e te, no ?

Forza, sbrigati che siamo in ritardo, dai !

Forza, sveglia ! - Papΰ !

- Avanti, sveglia, forza ! - Cos'θ questo casino ? - Silenzio ! Silenzio.

Sveglia ! E allora, dai ! Sveglia, sveglia, sveglia !

- Tuo padre θ tanto caro ma, parliamoci chiaro, vi farΰ fare qualunque cosa. - Cioθ ?

Tutte le sere pizza, hot dog, hamburger e patatine...

...senape, ketchup, maionese a ruota libera. Giΰ vi vedo, voi due, davanti alla TV.

Una cannetta tranquilli, magari... un film porno...

Tesoro...

No ! Finchι ci sono io, niente schifezze.

Anzi, via anche questi.

- Guarda lμ che bei cavolfiori ! Guarda ! - Buongiorno. - Buongiorno.

- Senti che buono. - Che schifo !

- Ti fa bene, questo. Quanto Ie devo ? - Due euro.

- Grazie. - Grazie a Iei. - Aiutami, dai. Reggilo tu, pesa. Dai che sei grande, forza.

- Papΰ ? - Dimmi. - Non serve che mi accompagni. E' vicinissimo e ci vado sempre da solo.

Lo so, ma voglio sfruttare questo momento buono per stare insieme io e te...

...prima che tu vada a vivere con la mamma.

- Perchι pensi che sceglieremo la mamma ? - Non si puς andare contro natura.

Io I0 vedo tutti i giorni anche nel reparto maternitΰ.

Il neonato si dirige naturalmente verso il seno della madre.

- Mamma non ha seno. - Ma cosa c'entra ?

I cuccioli si aggrappano istintivamente alla madre per proteggersi dai predatori.

Non si puς recidere questo cordone.

Diventa troppo duro, sia per la mamma, che per il bambino.

Insomma, Ia lupa puς lasciarsi morire se le portano via i Iupacchiotti.

Immagina la mamma.

No, non ci posso pensare. Non ci posso pensare.

Allora, con questa scatola il papΰ ha fabbricato una piccola urna elettorale, con una fessura qui.

Mentre la mamma ha realizzato queste schede.

- E' molto semplice: rosa per Ia mamma, blu per il papΰ. - Non siamo idioti.

- Era per facilitare I0 spoglio. - Ed θ molto semplice.

Si inserisce Ia scheda nell'urna come in questo caso. Rosa per Ia mamma...

- O blu per il papΰ. - E si vota. Insomma, θ molto semplice. Vi lasciamo Ie schede.

Voi sentitevi liberi di votare come...

Sμ, noi andiamo nella stanza e aspettiamo. Vi ricordo, rosa per Ia mamma...

- Blu per il papΰ. - Sμ, sono due colori. Buon voto.

Se vinci tu, non farς storie.

Cosa vuol dire "se vinci tu" ? Che scelgono me, o che scelgono te ?

- Che scelgono te. - Quindi, quando tu dici "se vinci tu", vuol dire se tu perdi ?

- Come "se tu perdi" ? - Se io perdo.

Quindi se io vinco ?

Abbiamo fatto !

Cosa vuol dire ?

La mamma ieri mi ha detto che, al mio posto, sarebbe andata a vivere con te.

- Hai detto questo ? - No. - Sμ.

E tu, papΰ, hai detto che mamma sarebbe morta, se non fossimo andati con lei.

- Hai detto questo ? - No. - Sμ.

Questo vuol dire una cosa sola: che vi amate ancora.

Ci avete chiesto di scegliere e noi abbiamo scelto: vogliamo che rimaniate insieme.

Siamo contro il divorzio.

- Sei contenta ? - E di cosa dovrei essere contenta ?

- H0 perso. - Anche io ho perso.

- Abbiamo perso. - Adesso cosa facciamo ?

- Fai quello che ti pare, io vado in ospedale. - Cosa ?

Sono di guardia, non te I0 ricordi ?

Perchι non metti solo Ia maglietta, cosμ fai prima a spogliarti.

Con lei mi piace prendermi tutto il tempo.

- Vaffanculo. - Anche tu.

A tavola !

Scusa, devo rispondere, θ casa. Sμ ?

Arrivo.

- Dove sono ? - Di lΰ, in camera da letto.

- C0s'hanno mangiato ? - Ma...

- Non θ una domanda difficile. Che cosa hanno mangiato ? - Sμ, ehm...

- Della... pasta. - Pasta, sμ. - In bianco. Spaghetti.

- In bianco come ? - Un classico: olio e parmigiano.

- Valeria, puoi venire un momento ? - Sμ ?

- Assaggia. - No, grazie, non ho fame.

Questa pasta fa le bolle, porca puttana. Che cosa ci hai messo ?

- Te Io giuro, non volevo. - Tu sei una criminale.

Me ne sono accorta dopo, l'avevano giΰ assaggiata, giuro !

- Hai avvelenato i tuoi figli. - Pensi davvero che possa fare una cosa del genere ? - Sμ !

Ma θ stato un incidente, come te I0 devo dire ?!

Comunque θ un detersivo bio, all'al0e vera, atossico...

- Valeria, va bene tutto, ma ucciderli no. - Ma come ti viene in mente ?!

- Li hai avvelenati cosμ scelgono me. - Ma sei matto ?! Ma che dici ?!

- Tu sei completamente pazza. - Tu mi fai diventare pazza !

Comunque θ tutto a posto, perchι io non ti voglio vedere mai piω.

Bene, allora da oggi in poi, con i figli si fa cosμ: un giorno tu, un giorno io.

- Perfetto, e cosμ anche con Ia camera. - E cominciamo adesso ! - Con molto piacere !

- E cominci tu. - D'accordo. Perchι comincio io ?

- Perchι l'ho detto prima io ! - Ma sono di guardia ! - Peggio per te. Me ne frego !

Stronza.

Continuate a respirare ! Respirate ! Ora facciamo una bella lavanda gastrica...

...e poi un bel prelievo di sangue, cosμ siamo tutti piω sereni, va bene ?

Va bene ? Dai, respirate, respirate.

Respirate, continuate a respirare.

Anche tu, respira.

Bravi.

Buone notizie, ragazzi: tutto bene.

Possiamo tornare a casa adesso ?

Sμ, certo.

Solo che, giΰ che siete tutti e tre qua, e quando mi ricapita...

Voglio farvi vedere una cosa. Sapete che questa θ un p0' la mia seconda casa, la mia vita.

Ecco, finalmente vostro padre puς condividere tutto questo con voi.

Perchι, diciamocelo, far nascere i bambini θ il lavoro piω bello del mondo, no ?

Siete d'accordo.

Non preoccupatevi, continuate, continuate. Fate come se non ci fossimo.

Venite da questa parte, si vede meglio.

- Chi sono questi ? - Signora, si concentri sul parto.

Non si preoccupi di tutto quello che succede in sala operatoria.

Vedete ? Per questo cesareo, Giorgio utilizza una nuova tecnica, la "Misgav Ladach".

Esegue un'incisione orizzontale che, tuttavia, sarΰ totalmente coperta dai peli pubici.

- Papΰ ? - Sμ ? - Non mi sento proprio benissimo.

Ma no, tesoro. Adesso arriva la parte piω bella.

Divarichiamo i muscoli addominali con le mani...

...raggiungiam0 l'utero e tagliamo con il bisturi.

Ed ecco la vita, vedete ?

Non θ bellissimo ? Guardate, cosa arriva ?

- Papΰ, cos'θ quella roba ? - Be', non avete mai visto una placenta ?

E' come un grosso fegato di vitello. Non θ bella, scusate ?

E' sempre stato il piω sensibile.

- Vi lasciamo soli. - Sμ, grazie.

- Ciao. - Ciao. Se avete bisogno, siamo fuori. - Sμ, grazie.

- I ragazzi dove sono ? - Da Giorgio.

# Alleluia ! Alleluia ! Alleluia ! Alleluia ! ALLELUIA ! #

Senti, per una volta volevo che ci incontrassimo in campo neutro.

Ok. Dimmi.

Abbiamo esagerato. Ora, per favore, smettiamola e comportiamoci da adulti, da persone normali.

- E sei tu che decidi ? - Cosa ? - Tu decidi quando divorziare...

...quando litigare, quando θ arrivato il momento di calmarci, di comportarci come due adulti.

- Nicola... - Io non sono un operaio della tua centrale, io non prendo ordini da te.

Tu non decidi, sono io che decido questa volta !

- E' la tua crocerossina che ti dΰ tutto questo coraggio ? - Tu credi che io parta per lei ?

Io parto per stare lontano da te.

Tu non hai mai sopportato che io avessi piω successo di te !

Tu mi hai trasformato in un post-it !

Poverino, sei andato tre volte al supermercato e nessuno ti ha dato Ia medaglia ?

Bello, tu hai fatto tre volte quello che io faccio da quindici anni !

Tu sei un'enorme rompicoglioni, sei la regina della rompicoglioni !

Almeno in questo sei coerente, perchι I0 sei sempre stata: una rompicoglioni !

- Io vado in Svezia, θ deciso. - Tu non vai da nessuna parte. Sono i ragazzi che scelgono !

- Allora vuoi la guerra ? - Sei tu che vuoi la guerra.

- Sμ, voglio la guerra. - Va bene, ci sto. Dai.

- Sono pronta. - Prontissimo. - Ma vaffanculo.

- Ciao, Valeria. - Vaffanculo tu ! Io sono prontissimo, quindi piω pronto di te.

Bene.

Basta.

- Sμ? - Di' a tua figlia di spegnere quella musica, se no la ammazzo.

E' il tuo giorno. Ammazzala pure.

Ah !

"Vai in mona" anche tu !

Topastro !

- Matteo ! - Ah ! Papΰ, cosa fai ?

- Ho avuto un incubo. - Cosa ? Ti prego, papΰ, sono le quattro.

- Sμ, I0 so, ma sono veramente sconvolto. Posso raccontartelo ? - No.

- Per favore. - Oddio, papΰ, ti prego, domani ho il compito.

Sono a Shanghai, ma non θ proprio Shanghai, θ Sidney.

E sono in un hangar, ma non θ proprio un hangar, θ un hotel, tipo un due stelle...

...e fa caldo, molto caldo.

Vicino a me c'θ una vecchia, che mi prende Ie spalle.

Io faccio finta di niente e continuo a mangiare un rognone di vitello in una ciotola...

...che non θ proprio una ciotola, θ un elmetto militare.

E intanto la vecchia mi sale sopra e mi violenta...

...e mentre Io fa, mi ricorda che non ho portato Giulietto a scacchi.

Inizio a piangere, Matteo, il papΰ piange.

La vecchia non θ piω una vecchia, θ diventata un cavallo e io ci entro dentro.

Io entro dentro Ie viscere di un cavallo, ma non sono Leonardo Di Caprio, sono sempre io.

E il cavallo dove sono entrato non θ morto, Matteo. E' vivo.

- Si gira, mi guarda... e ha Ia faccia di tua madre. - Basta, papΰ. Basta.

- Uh ! - Perchι hai urlato, mamma ?

- No, niente. - Ma θ normale che sento aria ?

- Non toccare, ora Io pareggio. - Pareggi cosa ?

- L0 pareggio. - Fammi vedere. - Lo pareggio, ti dico.

- Matteo... Matteo ! Fa' vedere. - Porca puttana, mamma, che cazzo hai fatto ?

- Ma stai bene. - Ma come sto bene ? Non posso piω uscire adesso.

- Ma quanto manca ? - Parla piano.

Due mosse ed θ scacco matto.

Vai, Giulietto ! Rimandalo a mangiare la zuppa di miso ! Ma che tristezza θ la zuppa di miso ?

Fallo nero, il "giappo" ! Vai, dai, dai !

Quando si divorzia, i figli hanno bisogno di essere sostenuti. Ecco, questo.

Non ci pensare.

Poi tu e Nicola siete due persone cosμ civili. I ragazzi capiranno.

Furio, sinceramente, ti potresti innamorare di una donna con tre figli a carico ?

Be. I Sμ.

E non ti sentiresti di avere accanto... una zavorra, una prugna avvizzita...

...una vecchia ?

Be', direi proprio di no.

E proveresti desiderio per questa donna ?

Oh, guardami bene.

Vorresti dirmi che tu faresti l'amore con una come me ?

Be', senti, io credo proprio di sμ.

Sto molto meglio. Grazie.

- Ti piace ? - Mm-mm.

Vuoi che ti porti qualcosa da bere ?

No...

Cucω !50n0 I//0/a. Lasciate un messaggio.

- Pronto .7 - 7ξes0r0, sono la mamma. l/0/evo sapere...

(Matteo, ridendo} Questa e /a segreteria telefonica di Matteo. Se sei carina, ti richiamo.

Altrimenti scordatelo.

Dove siete ? Dove siete ?

Il paintball θ uno sport, ma puς essere molto pericoloso.

A meno di due metri fa male. A meno di un metro fa molto male.

Giω le maschere.

Via le sicure.

Date inizio i giochi. Via !

- Basta, Papΰ ! - Papΰ, PIANTALA !

Ma papΰ, siamo nella stessa squadra !

Papΰ, non sparare ! Papΰ, il piede !

Papΰ !

Papΰ, ma che fai ? Papΰ !

- Ma cosa θ successo ? - Papΰ ci ha portati al paintball.

- Papΰ vi ha portati al paintball ? - Non si vede ? - Ci ha fatto male.

- Papΰ vi ha fatto male ? - Io odio papΰ.

Questo θ un pazzo ! Ora chiamo l'avvocato e I0 denuncio.

Con Iui non ci starς mai ! Mai !

- Mamma, dove hai messo il computer ? - L'ho dato via.

Cosa ? E come faccio a fare la tesina di storia ?

Apri un libro, va bene ? Sarai capace, per una volta nella vita, di aprire un libro ?

- Dov'θ la televisione ? - L'ho buttata. Guardate troppe scemenze.

- Da oggi, in questa casa si cambia regime. - Ahia, mamma ! II piede !

E che sarΰ mai, Giulietto !

Ti vedo stanca. Ma non devi mollare, devi lottare.

Che cos'hai tra i capelli ?

Maionese. Devo lottare ?

Lo sai com'θ Nicola. E' come tutti gli altri.

Non ti farΰ sconti, cercherΰ di prendersi la macchina, la casa, i soldi...

...e naturalmente anche i ragazzi.

- Li ha portati al paintball. Bastardo... - Lo vedi ? Cosa ti ho detto ?

Sta cercando di comprarseli. Figlia mia, θ ora che ti dai una mossa. E' il momento di agire.

Mamma ! Mamma !

- Sμ ? - Non c'θ piω acqua calda. Mi devo preparare, devo andare alla festa.

Ah, sμ, mi sono dimenticata di dirvelo. L'ho razionata.

A partire da stasera, avrete tre minuti di acqua calda al giorno.

- Ha ragione vostro fratello, bisogna rispettare la Terra e alla Terra manca acqua. - Giusto.

- Stronzo ! - Ma che ho fatto io ? - Ehi !

- Sono le 21, torno a prenderti alle 23. - Mezzanotte ?

- Va bene, dai. - Grazie, mamma.

Ti adoro.

Oggi Franza ha buttato l'astuccio fuori dalla finestra. E sai cosa ha fatto la prof. ?

- Ha messo una nota a tutta la classe. - Ma veramente ? - Ti giuro.

- Cosa ci fai qui ? - Sono venuta un po' in anticipo. - Ma sono le 21:10.

Non mi presenti il tuo amichetto ? Ciao, caro. Io sono Valeria, ma tu puoi chiamarmi "Vale".

- Simone. - Ah, Simone ! Ma θ Iui quello di cui parli in continuazione ?

- Mamma ! - Forse vi ho disturbato. Eravate insieme...

Ma cosa dici ?! Stai zitta !

Be', cosa si beve di buono qui ? Vieni con me, Simoncino.

Qua, sicuramente. Scusate, ragazze.

Lo sapevo. Tieni.

Alθ, via. Ora cominciamo a ragionare.

- Allora, come va tra voi due ? Come la trovi ? - Ma... - Perchι lei si preoccupa del seno.

- Mamma ! - Ha paura che le venga come il mio. Perς, voglio dire, non θ poi cosμ male, no ?

- Mamma, smettila ! - Guarda. - Mamma, smettila ! Smettila !

Mamma mia, voi ragazzi siete ossessionati dalle apparenze e dalle misure.

- Ora, io non conosco le tue misure... - Mamma !

Comunque, Simone, non te ne fare assolutamente un "cruccio". Queste non sono cose importanti.

- Per esempio, il papΰ di Viola... - Mamma, stai zitta ! - ..ce l'ha molto bello.

- Stai zitta ! - Molto ben tornito e di dimensioni ragguardevoli.

Eppure io divorzio ! Quindi Io vedi ? Non conta niente, Simone !

Scusa un attimo.

E' mia figlia, devo rispondere. Pronto, Viola ?

Troppo bella.

Bella, sμ.

- Queste MILF ti mandano fuori di testa ! - Ma cosa fai con questo coso ? Dai !

Ciao, bello. Balli ?

Andiamo.

Bye-bye, Bali !

Non so se θ per via del divorzio, ma θ messa veramente male.

- Mi dispiace tanto, tesoro. - Io non andrς mai a vivere con Iei, mai !

No, aspetta. Tu non devi dire una cosa cosμ.

Hai visto come si toccava, si massaggiava ? Ma che vergogna ! Ma cos'θ ?

Papΰ ? - Sμ ?

- Dove andiamo ? - Andiamo.

- Papΰ ? - Dimmi.

- Possiamo tornare a casa adesso ? - Tesoro, θ importante che io e te parliamo.

- E dobbiamo farlo proprio qui ? - Ormai sei grande. Devi conoscere le abitudini di tuo padre.

Non θ che per caso hai i 20 euro che ti ho dato ieri sera per il cinema ?

Perchι ?

Grazie.

Mi scusi, signora...

- Dimmi, caro. - Il suo seno θ magnifico.

- Grazie, caro. - Prego, signora.

- Vignali ! Tutto pronto per il Mali ? - Prontissimo. Mi manca solo la crema solare.

- Buongiorno. - 'Giorno. - Preparativi per Ia Svezia ?

Benissimo ! Mi manca solo il cappello di pelliccia.

Ingegnere Mozzati !

Una di queste sere, senza impegno, accetterebbe un invito a cena ?

Si ricordi che sono minorenne, non θ il caso.

- Grazie I0 stesso. - Prego.

Il papΰ di Matteo ha insistito per assistere a una dimostrazione di Krav Maga.

Prego.

Il Krav Maga θ un sistema di difesa personale. Lei mi attaccherΰ e io parerς il suo attacco.

- Posso fare tutto quello che voglio ? - Tutto quello che vuole.

Fermi ! Lasciatelo stare ! Papΰ !

Papΰ !

Venga, signora.

- Ma cosa θ successo ? - Ha preso le mie difese.

Nicola, ti posso parlare un attimo ?

Be', magari gli do una cosa da bere. Vieni.

Scusate.

- Hai portato Viola in un locale di puttane ! - Puttane... Una banalissima Iap dance.

- Hai rotto un braccio a tuo figlio. - E tu hai spezzato il cuore a tua figlia !

- Dove vogliamo arrivare ? - Dipende da quanto sei motivata.

- Vincerς io, Nicola. - Ah, sμ ? - Io vinco sempre, sμ.

- Eppure non mi sembri cosμ motivata. - Ah, no ?

- C'θ qualcosa di diverso nel tuo sguardo. - Ma dai ! - Percepisco come un dubbio, sμ.

Tu sei troppo debole. Se fossi stato f0rte...

...non saresti andato a cercare rassicurazioni dalla tua crocerossina.

- Rassicurazioni su cosa ? - Sulla tua virilitΰ. - Ah...

- Non ti avvicinare. - Vieni. - Non ti avvicinare, Nicola ! - Vieni.

- Nicola, ti faccio male. - Tanto meglio.

Ti basta come Iivello di motivazione ?

Puttana !

Matteo !

- Perchι non la denunci ? - E' quello che vuole.

- Ti fa male ? - Ma questa volta gliela faccio pagare.

- Io conosco una medicina... che fa sparire... - No, scusa, adesso proprio... Scusa.

- Amore ! - Prego ?

- Mi prendi per il culo ? - Ma no.

Credi che avermi pagato due pranzi alla mensa ti dia il diritto di chiamarmi "amore" ?

- Ma no, dai. - Ti dico una cosa, Nicola.

Tu, forse, pensi di essere un dio del sesso perchι riesci a resistere due ore.

Invece io ho il sospetto, anzi, ho Ia certezza che tu abbia un bel problema di prostata.

Ma no, Valeria... Malaria... Melania ! Melania !

- Grazie, Giorgio. - Prego, accomodati.

Buonasera, Armida. La prendi tutti i fine settimana ?

Quando posso. La casa di cura non θ male, perς non θ proprio il massimo per lei.

- Che cos'θ ? - Cedrata.

- E' dal 1982 che non la bevo. - La prendo per la mamma.

- Perς la mamma la vedo bene. - Sai, con l'Alzheimer c'θ poco da migliorare.

Ormai non mi riconosce neanche piω.

- Senti, Nicola, premetto che tu puoi restare qui quanto vuoi. - Grazie.

Ci tenevo a dirti di stare attento.

Se abbandoni il tetto coniugale anche solo per qualche gi0rn0...

...rischi di perdere la custodia dei figli.

- Davvero ? - Certo. - Sei sicuro ? - Sicurissimo.

- E se poi affittassi un appartamento ? - Non ne parliamo neanche.

Ma infatti, non scherziamo. Ma nemmeno a parlarne !

- Assolutamente. - Certo !

Cinque vani, tripli servizi, triplo salone, Iussuosamente arredato.

Qui ci sono Ie finestre panoramiche con vista sul Duomo a 360 gradi.

Nelle giornate terse, di lΰ si vede la montagna e di qua si vede il mare.

- Rumori ? - Nessuno.

Per questa metratura, in questa zona, siamo al 40% in meno del prezzo di mercato.

- Insomma, un buon affare. - Certamente.

No, non ci siamo. Non ci siamo proprio. No.

No ! Questa turbina non θ fatta per andare a 400 megawatt !

Forza, mettetevi al lavoro ! Veloce, dai !

- In forma, eh ? - Mi sono tolta di mezzo Nicola.

No ! Veramente ? Ottimo !

No. Qui, per esempio, c'θ troppa armonia. Troppa armonia.

No, no.

- Certo, il giudice I0 massacrerΰ. - Dici ?

Scherzi ? Certo !

Abbandono del tetto coniugale durante il divorzio ? Si puς scordare i figli !

- Brutto bastardo... - Eh. L'abbandono di mio padre mi ha segnato per la vita.

- E' quasi il ricordo piω brutto che ho del divorzio dei miei. - Perchι dici "quasi" ?

- Perchι ho un ricordo ancora piω brutto. - E cioθ quale ?

Quando mia madre mi ha presentato la persona che mi ha allontanato definitivamente da lei.

- E chi era ? - Il suo nuovo compagno. Uno stronzo.

Non tollero I'incompetenza.

Poi non vi lamentate se faccio saltare qualche testa.

Quattro piani senza ascensore. Ci capiamo, sμ.

Bene, bene... E questo odore di cadavere cos'θ ?

- E' una discarica che θ qui davanti. - Ottimo !

Perς θ chiusa durante il week-end.

- E questo rumore ? - E' il "Grappa assassina", un locale per ragazzi qua sotto.

II "Grappa assassina" ? Ah, ecco !

Ma θ aperto solo nei week-end.

- Quindi... o c'θ il rumore o gli odori. - Purtroppo sμ.

Mi servono insieme. Dai che ce la possiamo fare ! Dobbiamo cercarli tutti e due.

Insieme. Sono Ie due cose che mi servono insieme.

Come dite voi, "oggetto particolare", no ? Insieme. Insieme.

- Ciao, papΰ. - Ciao. - Ciao.

- Ciao, mamma. - Ciao. - Ciao, ragazzi. Accomodatevi.

- Che bella ! - Cos'hai fatto ?

Che eleganza !

Questa sera vorrei presentarvi una persona.

Su, coraggio.

Eccoli qua. Loro sono Giulietto, Viola e Matteo.

Buonasera.

Chiamatemi pure Gianrico.

Tesori... Sono un po' selvaggi, ma tanto carini.

E me Ii ha tenuti nascosti per cosμ tanto tempo.

Il problema θ che hanno un padre troppo permissivo...

...che gli ha sempre fatto fare tutto quello che volevano.

- Forma obsoleta di educazione autarchica. - Mm-mm.

Nicola θ sempre stato una specie di... hippy.

- Sul serio ? - Sμ. Un accanito fumatore di canne.

- Canne vere ? - Sμ. Pensi che alle ultime elezioni ha votato per...

- In totale stato confusionale. - Si rende conto ?

E' per questo che a loro θ mancata una figura paterna vera...

...un punto di riferimento, che desse loro delle regole.

- Mamma, cosa dici ? - Vostra madre ha ragione.

Ora avete bisogno di un punto di riferimento paterno, di un padre moderno, vero.

- Di un nuovo padre. - Abbiamo capito.

Credo che andremo molto d'accordo, io e te. E bravo, il nostro caro Matteo !

Giulietto, non Matteo.

Puntiglioso, il ragazzo. Come la madre.

E non posso dimenticare quando, al mio dipendente che mi chiedeva Ie ferie a febbrai0...

...io dissi: "Le posso concedere 29, 30 e 31" e l'anno non era neanche bisestile !

Carina, questa ! Bisestile !

Allora, per omaggiare Ia presenza di Gianrico...

...ho preparato pasta, "patane" e cotiche.

- Alla faccia ! Leggere ! - Eh, sμ ! Poi salsicce con i "friarielli".

- Questa θ una meraviglia. - Eh, sμ.

E ultima, ma non ultima, Ia regina: la frittata di maccheroni.

Oh, un applauso !

- Allora, Gianrico, posso cominciare da lei ? - No, non si "incomodi", Valeria.

Anzi pensavo, visto l'entusiasmo incontenibile dei suoi pargoli...

...se non fosse il caso di far "incomodare" uno di loro. Ma uno cosμ a caso, tipo Matteo.

- Perchι no ? - O forse non riesci neanche a tagliare una fetta di frittata per i commensali ?

- Scusi, sta parlando con me ? - Ho sbagliato un'altra volta ? Sei Matteo o Giulietto ?

- Matteo. - Ah. Allora in piedi, scattare ! Tagliare, affettare ! Non siamo in vacanza !

Cos'θ questa apatia ? Forza ! Energia, vigore, senso di collaborazione !

Vostra madre non θ una schiava, siamo tutti sulla stessa barca, comunemente denominata "famiglia".

- Ma chi θ questo ? - Non ho capito. - Ma chi sei ?

Bertelli Gianrico e, da oggi, "signor Bertelli" per tutti e tre.

La cena θ finita, vai in camera. Ed impara a portare rispetto verso chi rispetta tua madre.

Mamma, ma di' qualcosa !

- Valeria, devono imparare. Se no prendono il sopravvento. - E' giusto, Gianrico.

E tu smettila di giocare con le palline di pane !

Non si allevano passeri a tavola ! Credi di essere San Francesco ?

Se ti metti con questo, mi drogo.

- Che ha detto ? - No, niente. Niente, niente.

- Grazie per la serata magnifica. - Non ho capito, ma giΰ vado via ?

- Be', si θ fatto un po' tardi. - Ma per me non c'θ nessun problema.

- Domani devo essere in cantiere alle 8. - Le concedo mezza giornata di permesso.

Guardi, θ stato tutto talmente intenso...

...che non voglio rovinare una serata giΰ perfetta.

- Ma io non voglio rovinarla, voglio solo concluderla. - Gianrico !

Io sono una donna di sani principi e so che anche lei θ un uomo di sani principi...

...che ama le donne di sani principi, che amano gli uomini di sani principi.

E un uomo di sani principi non puς che stimare una donna di sani principi.

Infatti la stimo tantissimo.

E quindi un uomo di sani principi, che stima una donna di sani principi, cosa fa ?

- Cosa fa ? - Cosa fa ?

No, Gianrico.

- Evidentemente dev'esserci stato un malinteso. - Evidentemente.

Ci vediamo domani in cantiere. Mi raccomando, non faccia tardi. Chiaro ?

Gianrico !

Siamo arrivati ! Ecco la nuova casa !

Io sono sicuro che tutti insieme staremo benissimo ! Questa casa θ nostra !

- Qui c'θ il vialetto e intorno c'θ il giardino. - Che schifo !

Sμ, ci sono vari nidi di piccioni, ma non volevo cacciarli, sono malati.

- Che schifo... - Eccoci. Benvenuti !

Avanti, ragazzi. Allora, cosa ne dite ?

Vi piace ? Non male, eh ?

E lei chi θ ?

- La zia Armida. - Ma non era morta ?

No, la nonna θ morta. La zia Armida θ la sorella ed θ in gran forma. Salutate la zia Armida.

- Buongiorno - Ciao. - Buongiorno.

Buongiorno, zia Armida. Lei starΰ un po' con noi.

- Dopo il divorzio, non potrς piω permettermi la casa di riposo. - Ma c'θ una stanza sola ?

Ma sμ, Giulietto, dormiremo tutti insieme ! Non θ bellissimo ?

Avanti, dai, sistemiamoci.

Chiudiamo la porta. L'umiditΰ del giardino puς far male alla zia Armida.

E dobbiamo sistemare la casa, preparare il pranzo e lavare la zia Armida.

Dai, zia, un altro po'.

Mi passi Ia marmellata ?

Oh-oh.

- Papΰ ? - Sμ ? - Ti dispiace tanto se la mia festa la faccio a casa di mamma ?

Assolutamente no.

Oh!

Come va, zia Armida ?

Benvenuti nel castello incantato !

Allora, chi di voi bambini vuole rompere la pentolaccia e liberare le caramelle ?

Forza ! Giulietto, tesoro, vuoi venire a liberare le caramelle ?

Perς, se non prendete l'iniziativa, θ difficile che questo coso riesca a cagarle da solo !

Ciao ! Allora, che succede ?

- Cosa ci fai qui ? - E' evidente.

Io sono Don Diego de la Vega.

Vattene via.

Ohi, che bella !

Smettila.

Chi θ questa principessa cosμ bella ?

Piantala !

Ciao, piccolo ! Questo θ un regalo per te, Giulietto de la Vega.

- Un aspirapolvere ? - Spero che tu non ce l'abbia giΰ.

- Vattene, oggi θ il mio giorno. - Vuoi campo libero per il tuo topo, il tuo nano ?

E la tua crocerossina, dove l'hai messa ?

Ma la volete piantare ! Giulietto θ incavolato nero !

Ciao.

- E' colpa di tuo padre. Prenditela con Iui. - Vuoi rovinare la festa a tutti i tuoi figli ?

Sμ, vuoi rovinare la festa al tuo bambino, eh ?

Io non ti voglio vedere mai piω ! Noi abbiamo deciso: vogliamo stare tutti con papΰ !

- Ehi ! No ! Che cosa ? E non parlare con quel tono a tua madre ! - Ma papΰ...

- Stai zitta ! - Ma che ho detto ? - Zitta !

- Mi ha dato uno schiaffo ! - E con questo sono due ! - Esattamente.

- Mamma, cosa fai ? Basta ! - Di cosa ti impicci tu ?

- Di cosa ti impicci, eh ? - V0i siete pazzi ! - Basta, fermatevi !

- Ohi. - Valeria !

- Ohi ! - Nicola, cosa fai ? - Ohi !

- Andiamo, tesoro. Comunque voi state male, molto male ! - Decisamente male.

- Ne ho dato uno in piω io. - Non credo proprio.

Ah!

Stronza !

Ti ammazzo !

Stronza ! Stronza !

- Vattene ! Vattene ! Vattene ! - Stronza ! T'ammazzo...

Venite. Lucy, andiamo via.

No, il mio computer no, Valeria. No, Valeria.

No!

No.

Fermati, stronza !

Non muore mai !

- Lasciami ! - Io ti ammazzo. Vieni, vieni !

- Ahia ! Ahia ! NO ! - SI' !

COSI' !

'Sμ!

Stronza !

Vieni.

Nicola !

- Li abbiamo trovati. - Stanno bene ? - E dove sono ?

AIIa stazione degli autobus. Stia tranquillo, c'θ anche sua zia con loro.

- Ma quale zia ? - Ti dico dopo.

- Quale zia ? - Andiamo.

Sei uno psicopatico. Ecco, andiamo a casa, mamma, tranquilla.

Ciao, zia.

- Siamo stati degli idioti. - Dai, ora torniamo a casa, su.

Vi vogliamo bene.

Vi vogliamo bene, sμ.

- Ma cosa θ successo ? - Oddio...

Avete vinto. Siamo d'accordo per il divorzio.

Forse θ meglio cosμ.

Finalmente ce l'abbiamo fatta ! Non era poi cosμ complicato.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Tutti i passeggeri sono pregati di recarsi all'uscita di imbarco 13.

- Ciao. Come stai ? - Bene, e tu ?

Che bello rivederti. Mi sei mancato.

Papΰ!

Ciao ! Che bello, ciao ! Ciao !

Ma come siete diventati grandi ! Come θ andata in Svezia ?

- Gli svedesi sono stra-carini. - Davvero ? Hai visto I'alce ?

- Sμ ! - Tutta storta, eh ? E mamma ?

- La mamma θ andata a prendere il carrello. - Ah, ecco. Che belli che siete.

Ciao.

- E' uno scherzo ? - No. E' una bambina.

Una bambina ?

E per l'affidamento, come facciamo ?

# Un bebθ che urla sai che ti da' gioia, uh ! #

# E' un richiamo che fa sveg/iar nel cuore di papa' e mamma'. #

# Un sentimento di protezione ma ma ma ma ripa pa mama, uh ! #

# Pa pa pa pa hum ma ma pa pa hum ma ma pa pa hum ma ma... #

# Se perς di notte comincia a stri/lare, uh ! #

# Le sue ur/a faranno finire // sonno di papa' e mamma'. #

# Che /0 dovranno r/addormentare ma ma ma ma ripa pa mama, uh ! #

# Pa pipa pipa pahuuuu ti r/ ti... #

# Pa pa pa pa hum ma ma pa pa hum ma ma pa pa hum ma ma pa pa hum... #

# Tiri ti tiri t/papapapapa ma ma ma pa pa hum ma ma di di di... #

# Pa pa hum ma ma pa pa hum ma ma di di di pa pa hum ma ma pa pa hum ma ma di di di... #

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