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Original subtitles

Vado, ci vediamo dentro.

Giulia, aspetta un attimo. Hai lasciato questi l'altra sera.

Le bozze dell'articolo sulle benzodiazepine.

- Sbaglio o non ci lavori da un po'? - Lo sto facendo solo con più calma.

Non fai tardi per il concorso da primario ?

- Tanto non partecipo più. - Perché no ? - E' a Roma e tu sei qui.

Giulia, aspetta. Tu l'articolo lo devi finire e lo devi pubblicare.

- Devi partecipare al concorso. - Perché dovrei farlo ?

Perché la tua ricerca riguarda milioni di persone.

E' importante che si sappia il prima possibile.

Poi lo devi a te.

Sei speciale e anche questo è importante che si sappia.

Se però dovessi vincere il concorso, rinuncio, non ci vado a Roma.

- Vengo io con te, chiedo il trasferimento. - Tu sei pazzo.

- Se è questo il problema, mi sembra un po' tardi. - E' vero.

Va bene, mi servirà qualche ora di permesso.

Per pubblicarla in tempo, devo consegnarla entro dopodomani.

- Anche oggi, ti copro io. - No.

- C'è Carolina, ti ricordi ? - La cena per dirle di noi. - Sì.

- Così usciamo allo scoperto in reparto. - Io lo avrei già fatto.

Ogni cosa a suo tempo, professore.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Dormito bene? - Molto bene, grazie.

- Che cosa abbiamo ? - Mmm.

Abbiamo due pazienti in dimissione e una in osservazione.

- Fammi sapere se la ricoveriamo. - Dalle un'occhiata.

E' la sorella di Lin.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Piacere, sono Andrea Fanti, lei è Giulia Giordano.

- Mia sorella Yu e mia madre Mei. - Piacere.

Siete fortunati ad avere un medico come Lin a casa.

Mmm, io avevo detto la stessa cosa...

- Che ti è successo ? - Ho avuto dei conati, c'era sangue.

Da qualche giorno ha forti dolori all'addome.

- Posso sentire ? - Sì. - Grazie.

- Hai fatto viaggi all'estero di recente ? - No.

- Per lavoro incontra molte persone venute da fuori Italia. - Che fai ?

-Parlo con i fornitori di mio padre. -Gestiamo dei grandi magazzini.

- Prendi farmaci ? - No. - Sì, la pillola.

Sì, giusto. Ormai non è nemmeno più un medicinale per me.

La prendo per bloccare il ciclo. Ho l'endometriosi e soffro troppo.

- Hai dei rapporti ? - No.

- Pressione e ossimetria ? - Normali.

Secondo me sarebbe meglio ricoverarla.

Ha detto che il sangue emesso era rosso vivo.

- Questo che significa ? - Che Lin è un ottimo medico.

Ha capito dal colore del sangue che l'emorragia di Yu è ancora in corso.

Ti ricoveriamo, così capiamo meglio come curarti.

Bene, vi teniamo informati. A dopo.

Lin.

Se la mia famiglia ha bisogno, io non le sbatto la porta in faccia.

- Quale può essere la causa dell'emorragia ? - Un'ulcera ?

- Il dolore passerebbe mangiando. - Sindrome di Mallory-Weiss ? - No.

-C'era sangue nella prima emissione. -Un tumore ? -Non ha perso peso.

Scusa, se cerco di aiutare.

Scusami tu, scusate.

- Mia sorella ha mentito. - "Mentito" ?

Sì, ha dei rapporti.

- Perché lo ha negato ? - Il ragazzo non è d'origine cinese.

Mio padre non lo accetterebbe.

- Tua madre? - Lei si sottomette. - Tu sospetti un'infezione sessuale?

Sì, un'epatite o peggio. Spiegherebbe tutti i sintomi.

In effetti fegato e milza sono ingrossati.

Puoi parlare con lei e chiederle del ragazzo ?

Non siamo in un buon periodo.

Crescendo con genitori come i nostri, è difficile essere sincere.

Per fortuna gli esami non mentono. Farei una gastroscopia.

- Capiamo origine e causa dell'emorragia. - Sì.

- Preparate l'endoscopio, faccio io l'esame. - Sì.

Il padre deve essere un uomo orribile.

Non così tanto, se ha cresciuto una figlia come Lin.

- Parlo io con tua sorella. - Non fare altri danni.

Non capisci la mia famiglia.

Che c'è ? Mi sembri distratta oggi.

- Io ? - Sì. - Sei tu che sei silenzioso.

Io non sono silenzioso, sono pensieroso, è diverso.

Cerco un modo incoraggiante per dare a Elisabetta

i risultati degli esami. - Perché, sono così brutti ?

- Merda. - Ecco, questo non è un buon modo.

Ho detto: "Non serve che ti impegni tanto per fare lo stronzo"

"per farmi dimettere perché muoio presto."

- Quanto sei scema ! - Dài !

- Buongiorno. - Buongiorno. - Buongiorno.

- Come va ? - Sapete che siete proprio belli vuoi due insieme ?

Sì, è vero, solo che lei è pazza di Cesconi, non ho speranze.

- Come biasimarla ? - La piantate voi due ?

Dài. Dammi.

Allora ? Buone notizie per il mio capoufficio ?

- Tranquilla, adesso ripetiamo la plasmaferesi. - Okay.

Se non dovesse funzionare

possiamo sempre provare con gli anticorpi monoclonali, giusto ?

Giusto, esatto, sì.

Se anche quelli non dovessero funzionare...

posso cominciare a preoccuparmi. Giusto ?

I medici maschi hanno il complesso del principe azzurro.

Ogni paziente carina è come Biancaneve.

Il principe azzurro non può perderla.

- Elisabetta, tu non muori. - Martina, lo chiedo a te.

Quando non ci sarà più alcuna speranza per me

devi dirmelo chiaro e tondo, promesso ?

- Promesso. - Promesso ?

Promesso.

Biancaneve ne aveva sette di nani a casa.

Io ne ho uno ed è da solo.

Io devo essere assolutamente certa che starà bene anche senza di me.

Arrivo.

- Mi dispiace che ti abbia tirato in mezzo. - No, non importa.

E' per queste cose che io non riesco più a stare qui.

Elisabetta è speciale, con lei si può essere sinceri.

Una nuova plasmaferesi per Elisabetta ?

- Speriamo. Compilami questo. - Martina !

Ciao. Scusatemi un secondo.

- Ciao. - Che ci fai qui ?

Sono passato per il rifornimento farmaci e ho pensato di salutarti.

Come stai ? Stress post-traumatico dopo il terremoto ?

- I giorni normali possono essere anche peggio. - Vero.

In quelli le scosse le abbiamo dentro, gli altri nemmeno lo sanno.

- Ti va di uscire stasera ? - Io e te ?

Con il mio stipendio, posso invitare un'amica alla volta.

Stasera no, non posso.

Un giorno dovrò parlare con il tuo primario.

- Devo dirgli che ti deve lasciare libera ogni tanto. - Magari domani ?

Ottimo, allora ci sentiamo domani. Buon lavoro.

- Nuove amicizie ? - E' un mio ex compagno di Università.

Non ti devi mica giustificare, sono solo il tuo tutor.

Eccomi ! Sì, ho visto, grazie.

- Buongiorno, mi cercava ? - Sì.

- Devo dirle una cosa e non posso farlo davanti a mia figlia. - Dica.

Yu ha un ragazzo e penso che abbiano rapporti.

Volevo che lo sapeste, magari serve per capire che ha.

La prossima volta che parliamo con Yu, è meglio che lei esca

così sua figlia non si sente giudicata.

Non la giudico. Per mio marito certe scelte sono un problema.

- Forse è suo marito il problema. - Lei è sposata ? - No.

- Ha un uomo ? - Sì. - E' perfetto ? - Sì.

Un giorno capirà che non lo è e dovrà prendere una decisione.

Fai un bel respiro.

Bravissima.

- Come si dice "naso" in cinese ? - "Bizi".

- "Gola" ? - "Hou".

Okay, brava, così.

- "Esofago" ? - "Shiguan".

Eccolo il colpevole, "shiguan".

Visto ? Okay.

Vieni, aiutami. Adesso un altro bel respiro e lo togliamo.

Fatto, brava.

- Tieni. - Grazie. - Se vuoi...

Allora, il colpevole è l'esofago.

Le vene si sono dilatate fino a rompersi, perciò sanguini.

E' una cosa grave, Yu. C'è tanta pressione intorno al tuo fegato.

Il sangue gonfia anche le vene dell'esofago.

- Perché c'è questa pressione ? - Il tuo fegato è in affanno.

Sai perché succede alla tua età ? Per eccesso di alcol o stupefacenti.

- Io... - O per malattie contratte sessualmente. - Lin !

Ho detto di te e Marco. Siamo i tuoi medici !

Non possiamo aiutarti, se non ci dici la verità.

C'è un certo Marco, dice di essere amico di Yu.

Digli che non posso, mandalo via. Mamma non deve vederlo.

Andate voi, rimango io con lei, okay ?

- Sei Marco, giusto ? - Sì, tu sei Lin ?

Sì, ma non sono qui per fare amicizia.

- Hai epatite o altre malattie infettive ? - Scusa ?

Hai rapporti solo con Yu o anche con altre persone?

- Come ti permetti ? - Mi permetto... - Scusa.

La mia collega forse in modo un po' brusco sta cercando di capire

se i problemi al fegato di Yu dipendono in qualche modo da te.

- Quali problemi al fegato ? - Cerchiamo di capirlo.

Ci sarebbe utile sapere se soffri di qualcosa di contagioso.

Il raffreddore conta ?

- No. - Ecco, allora non c'entro. Non bevo, non mi drogo.

Comunque ora ho capito perché Yu non mi ha presentato alla sua famiglia.

Voi siete pazzi.

- Con permesso. - Prego.

Beh, finalmente qualcun altro che non vi capisce. Mi sento meno solo.

- Su. - Grazie. - A posto ? - Sì.

Mia figlia alla tua età soffriva di un grave disturbo alimentare.

Non ci diceva nulla. Ha rischiato di morire.

Poi l'ho scoperto, ne abbiamo parlato e adesso sta molto bene.

- Perché me lo racconti ? - Se devi dirci qualcosa

devi farlo prima di rischiare di morire.

- Non c'è niente che vi devo dire. - E a tuo padre ?

- Fra me e lui è una questione personale. - E' questo il punto.

Spesso le questioni personali diventano questioni mediche.

Non questa. Comunque è inutile parlare con lui.

Non è come te. Lui ascolta solo quello che vuole.

- E' il fegato. - Le varici all'esofago sono segno

di una ipertensione alla vena porta.

La causa più comune è una patologia cronica del fegato.

- Sangue e urine ? - Transaminasi alte, ferro basso e bilirubina alta.

Tutto conferma l'ipotesi di un fegato in crisi.

I valori di leucociti e piastrine sono bassi, come lo spiegate ?

Con l'insufficienza epatica è normale.

Ci stiamo concentrando sul fegato. Se fosse altro ?

Prima di fare altre ipotesi, verifichiamo questa.

Ecografia al fegato, test epatici e sierologici.

- Dopo vediamo. - Okay, procedete.

- Scusa, Doc. - Sì ? - Il convengo sulla gastropatia è confermato il 9.

L'incontro di domani con i finanziatori del database è alle 14.

Le sessioni di laurea sono il 24.

Mi fai un segno che hai sentito ?

Uno qualsiasi va bene.

- Grazie, Doc ! - Sì, scusa, dicevi ?

Aspetta, i capelli un attimo.

Vai, bellissima.

Ferma un attimo, una macchietta qua.

No, è il neo, okay.

Ehi, sto lavorando.

Tutto secondo gli stereotipi di genere, allora.

Tu lavori e io faccio la lavatrice.

- La lavatrice del mio sangue però. - E' una cosa grave ?

Eh, sì, un po', se continui a farla troppo spesso.

- I medici che dicono ? - Quello che devono dire, che starò bene

che uscirò presto e che Brad Pitt mi sposerà.

Me lo aspettavo, sai ? Lo sapevo, solo che...

A questo punto speravo che Pietro fosse maggiorenne.

- E' per lui che mi hai chiamato ? - No.

No, volevo fare quattro chiacchiere sul tempo.

- Non me ne posso occupare io. - Strano detto da suo padre.

- Per lui sono un estraneo. - Senti, te lo presento.

- Sono sicura che ti piacerebbe tantissimo. - Ascolta, davvero.

Trovagli una famiglia. Meglio due genitori che sanno quello che fanno.

Certo, capisco. Se non c'è disponibilità, mi rivolgerò altrove.

Grazie, arrivederci.

- Ciao, mamma, che fai ? - Niente, amore.

Cerco una casa per questa estate.

- Torniamo a Riccione ? - Non lo so. Torniamo a Riccione ?

- Che bello, torniamo a Riccione ! - Sì, amore.

- Ti voglio bene. - Anche io.

Mi ha scritto Marco che lo hai trattato male. Che gli hai detto ?

- Volevo capire se stai male a causa sua. - Sai di chi è la colpa ? - Sì.

Papà e mamma ti obbligano a fare una doppia vita ed ecco i risultati.

Il tuo fegato è messo così male che hai una trombosi.

Sai che penso io ?

Che è colpa tua. Facevo una vita tranquilla, otto ore in ufficio.

Tanto papà puntava tutto su di te, la primogenita che studia Economia.

Tu fai ciò che volevi e io devo fare ciò che papà si aspettava da te.

Sei sempre stata meglio di me in azienda.

Sai che inizio all'alba e non stacco prima di sera ?

Sette giorni su sette, non ho più tempo per niente, nemmeno per Marco.

- Mi dispiace. - Facile dirlo ! Mi hai messa nei guai e lasciata sola.

Yu, aspetta un attimo. Guardami, per favore.

Hai gli occhi gialli.

Lin ?

Siete o non siete in grado di curare nostra figlia ?

- Le facciamo tutte le analisi necessarie. - Intanto è peggiorata.

C'è un'ostruzione alla vena che porta sangue al fegato di Yu.

Per curarla dobbiamo capire che cosa l'ha causata.

- Quanto tempo vi servirà ? - Faremo il prima possibile.

Lin se ne sta occupando di persona.

Ho già perso una figlia, non mi faccia perdere anche l'altra.

Arrivederci, signori Wang.

Chi è la figlia che ha perso ?

Tu ne sai qualcosa.

Meglio che te lo dica lei. Quando apro la bocca, faccio danni.

Mi aiuti a staccare Elisabetta dalla macchina ?

No, ho finito il turno.

Va bene, vengo, sennò chiami il tuo ex compagno dell'Università.

Pensi più tu a lui di quanto ci pensi io.

Penso solo che quando sarò un medico dello sport

a quest'ora starò facendo un signor aperitivo ai Navigli.

Mi sono svegliata e...

E ho visto queste.

Vuol dire che è finita, vero ?

Martina.

Mi dispiace. Mi dispiace tanto.

Una buona notizia per il mio capoufficio.

Ti lascio a casa, così fai la cena e prendo Ilaria ?

- Dov'è ? - Ginnastica ritmica, tutti i martedì da sei anni.

- Ah, quella, sì. No, nella... - Sei tremendo.

- E' vero. Le chiavi ce le hai tu ? - Sì.

- Scusi, è lei il dottor Sandri ? - Sì, che c'è ?

Devo darle una cosa, hanno detto che sarebbe sceso qui.

Ah, va bene.

- Ma che cos'è ? - Eccolo.

- Arrivederci. - Arrivederci. - Arrivederci. - Che cos'è ?

- Mi hai fatto un regalo ? - Sai che detesto le sorprese.

Speravo in un gesto romantico invece sono destinato alla tua freddezza.

Forse te lo ha mandato lo sponsor per i tuoi piccoli pazienti !

- Ma che è ? Non ne so niente io. - Che carino !

Aspetta, c'è un biglietto.

"Un orso per il mio orso", firmato da Barbara.

Ehm... No, ma è un buon segno.

Ha capito che non provo niente per lei. E' l'inizio del distacco.

Ehm, è l'inizio del distacco, capito ? Fa parte del programma !

Teresa, ho tutto sotto controllo.

Ho tutto sotto controllo ! Teresa !

Sei venuta a darmi una mano ? C'è molto da fare.

Te lo sconsiglio, riesco a fare morire i fiori finti.

Perciò tuo padre ce l'ha con te ? Gli hai seccato l'orto ?

In un certo senso.

Spiegami questo certo senso.

Non sono il figlio maschio che sperava, ma sono la prima figlia

e contava su di me per dirigere i suoi grandi magazzini.

Ce l'ha con te da quando studi Medicina ?

Da quando ha scoperto che sono laureata in Medicina

e non in Economia come pensava. - Ah, wow.

Sì, lo so, ho sbagliato, ma lui non potrà mai capire.

- Per mio padre lavorare in ospedale è un tradimento. - Cioè ?

Qui devo pensare a tutti.

Mio padre vorrebbe che pensassi solo alla nostra famiglia.

Adesso ti stai prendendo cura di tua sorella.

Sta peggio di quando è entrata.

Se non capisco che ha, per lui sarà la prova che ho sbagliato tutto.

- Dimostriamogli che non è così. - Come ? - Con la biopsia al fegato.

- Domani avremo la diagnosi e inizieremo la cura. - Io e te ?

Certo. Noi qua pensiamo a tutti e nessuno lavora da solo.

Dài, forza, andiamo.

- Niente, non risponde. - Strano.

Ciao, è arrivata Carolina per il nostro aperitivo.

- E' venuta con un po' di anticipo. - Papà, basta lavoro, torna a casa !

Appena senti il messaggio ci richiami ? Ti aspettiamo. Ciao.

Dimmi un po', come sono questi nuovi specializzandi ?

E' un casino !

Ha detto "esci con me o dico che non ti sei laureata" ?

- Non con queste parole, però il senso era quello. - Che merda !

La colpa è mia che ho mentito a tutti.

- Che pensi di fare ora ? - Ci esco e prendo tempo ?

- Per che cosa ? - Non so, per convincerlo che fa una cazzata.

Nel frattempo do l'esame e mi laureo.

Se tu non lo convinci e lui... esagera ?

Non lo so.

Che alternative ho ?

Appena senti che le cose si mettono male, mi chiami e io arrivo, okay ?

Niente, non risponde.

Senti... Guarda che me lo puoi dire, eh.

Quando torna papà, me lo dite insieme.

Giuro che faccio finta di non saperlo.

Dài, la cena tutti e due, tu con le chiavi di casa.

Di' la verità, vi siete rimessi insieme.

- Però ti secca ? - Ma no, figurati !

- Sono felice per voi. - Grazie.

Avrei preferito dirtelo con tuo padre, però...

Vabbè, rassegnati, lo sai come è.

- Ciao. - Ciao.

Arrivata presto.

Oggi esco prima, devo lavorare al mio articolo.

Certo, giusto.

- Scusa. - Devi chiedere scusa a Carolina prima che a me.

L'ho fatto ieri prima di chiamare te.

Non ti ho risposto perché se litigo tardi, dormo male.

L'epinefrina è peggio del caffè.

Mi dài consigli medici ? Non sono una tua paziente.

Devo diventarlo perché ti ricordi di me ?

- Non ho fatto tardi per la sorella di Lin. - Non giustificarti.

- Hanno sbattuto Lin... - Era importante.

- L'hanno sbattuta fuori casa. - Come "fuori casa"? - Sì. - Perché?

Si vede che il padre aveva altri progetti su di lei.

Perciò guarire sua sorella è diventato così importante.

E' la sua grande occasione di riscatto.

Che esami le avete fatto ieri sera ?

- Biopsia e altre analisi epatiche. - Che è venuto fuori ?

- Molto caffè e poco latte. - Grazie.

- Ciao. - Ciao.

Certo, potevi anche passare da casa

per un paio di ore di sonno, una doccia...

Sono messa così male ? Dài, non guardarmi.

Diciamo che ho visto di peggio.

Ho lavorato tutta la notte con Doc.

Biopsie, sierologico, Tac... Niente.

Zero cirrosi, niente infezioni, niente carcinomi.

Mi sembrano tutte buone notizie, no ?

Sì, ma perché il fegato di mia sorella è in crisi ?

- Oggi lo capiamo. - Oggi mio padre vuole risposte.

Dirà che sono diventata medico per niente.

- Io un po' ti invidio, lo sai ? - Guardami.

Ho sonno, puzzo e sono stata ripudiata.

Che ho di invidiabile ?

Che hai deciso di diventare medico contro tutti.

Per me non è stato così, è stato automatico.

Non l'ho mai veramente deciso.

Io sì, ho deciso e ho sbagliato. Bella consolazione.

Mi sa che inizio a capirvi voi Wang.

Per voi non c'è niente che conti di più del legame di famiglia.

Per te curare Yu viene prima di tutto perché è tua sorella.

Se fallisci, pensi di avere sbagliato tutto nella vita.

- E' vero o no ? - Sì. - Beh, è una cazzata.

Qua dentro non c'è tua sorella, c'è la paziente 34.

Quindi adesso ti alzi, ti lavi il viso

e ci rimettiamo al lavoro. D'accordo ?

- D'accordo. - Ah...

Non è vero che puzzi.

Quanto le resta ?

- Qualche settimana, speriamo. - Più probabilmente giorni.

Ehi.

La finite di parlare tra di voi ? Venite qui.

Dài, non guardarmi così.

A te lascio la televisione, eh ?

Quella nuova al plasma 4K.

- Pietro lo sa ? - No, a lui lascio il computer.

Vorrei avere le risposte per le eventuali domande che mi farà.

- Penserò io a lui. - Tu ? - Sì.

- Smetto di volare. - Dài, piantala.

Non mi faranno storie a passarmi a hostess di terra.

- Male che vada, cambio lavoro. - Ale.

Fare la mamma non è come fare la zia a tempo pieno.

E' proprio un'altra cosa. E' una cosa troppo grande per te.

- E' meglio se ne parlate in un altro momento, siete scosse. - No.

Mia sorella è stata chiara.

Vado, Pietro esce da scuola. Ha bisogno di una zia a tempo pieno.

- Hai finito con la Sut ? - Sì.

- Dacci un minuto, per favore. - Certo.

Non pensi di essere stata dura ?

Io non ho tempo per la delicatezza e ho già chiamato i servizi sociali.

La Sut di Elisabetta.

- Ti serve aiuto con i moduli? - No, perché? - Non sei neanche entrato.

- E' urgente ? - Sì, un po' sì, ma mi arrangio.

Tu finisci pure i giri letto.

Va bene.

Ehi.

- Come stai ? - Dimmelo tu.

Avete capito qualcosa con gli esami di stanotte ?

No, dovremo farne altri.

- Ora ci credi che non c'entrano droghe e alcol ? - Sì, scusa.

Sono ancora arrabbiata con papà e mamma

e volevo incolparli delle tue condizioni.

Dovremmo darci tutti una calmata in famiglia, non pensi ?

- Hai ragione. - Anche voi medici non correte troppo.

Non ho fretta di uscire.

- E' così orribile lavorare con papà ? - Sinceramente no.

So gestirlo, è che mi ha rovesciato addosso un sacco di responsabilità.

- Pensa che avevo pensato anche di fare come te. - Cioè ?

-Metterlo davanti al fatto compiuto. -Quale fatto ?

- Ah... - Yu !

- Ah. - Yu ! Mi senti ? Yu !

Aiuto !

Ora è sedata e stabile.

L'ischemia cerebrale complica il quadro.

Dagli esami risultano insufficienza renale ed ematuria.

- L'anemia peggiora. - Non dovevamo concentrarci sul fegato. - Scusate.

- Ho depistato le indagini. - Nessuna indagine è inutile.

Bisogna capire come interpretarla.

Una crisi multisistemica. Che cosa può legare tutto ?

Scusate, ha chiamato la direzione.

Il papà di Yu vuole trasferire la figlia in una clinica privata.

Guarda che non sono ancora morta.

- Scusa. - Dico, guarda che non sono ancora morta.

Se mi parli, ti rispondo.

Scusa, stavo pensando alla tua scelta per Pietro.

Io lo so che non sarà facile trovare la famiglia giusta.

So anche che purtroppo c'è poco tempo.

Non so quanto conti la mia opinione con gli assistenti sociali.

Pensavo al fatto che non vuoi affidarlo a tua sorella.

Guarda che io l'ho fatto per lei, per non sconvolgerle la vita.

Lo so, lo capisco, è solo che...

Se mio fratello morisse lasciando un figlio, vorrei crescerlo io.

Forse non sarei il padre ideale, anzi sicuramente, però...

Tra me e mio nipote ci sarebbe un legame.

Una cosa che viene prima di tutto il resto.

- Scusa, sono stato invadente, non sono cose mie. - No... - Scusa.

Non fa niente.

- Ti lascio riposare. - Grazie.

Permesso ?

Le posso fare una domanda ?

Lei è d'accordo con l'idea del trasferimento di Yu ?

- Mio marito ha deciso così. - Yu è anche sua figlia.

Senta, la mia famiglia sta andando a pezzi.

Abbiamo rotto con Lin e Yu rischia di morire.

Non è il momento di litigare con mio marito.

Forse sì, se serve a fargli cambiare idea.

Lei è fortunata, ha un uomo perfetto.

Mio marito non lo è. Lo amo, ma so che non cambierà mai.

Chiedo scusa.

- Sì. - Dov'è Fanti ?

- Non lo so, era qui poco fa. - Non c'è, neanche nel suo ufficio.

- L'ho chiamato, ma non mi risponde. - Di che ha bisogno ?

Che Fanti presenti il database a una trentina di finanziatori.

- Quando ? - Ora, sono in sala riunioni.

E' un appuntamento fissato da settimane. Ieri gliel'ho ricordato.

- Mi dispiace, non so che dire. - Perché non lo presenta lei ? - Eh.

No, io sto uscendo, ho chiesto un permesso.

Da questo incontro dipende il futuro del vostro reparto.

Senza i finanziamenti lo dovrò chiudere. Aspetto su.

Sì, sono il dottor Fanti.

Non c'era bisogno che venisse di persona.

Gli affari si discutono di persona e lei è un uomo d'affari, giusto ?

Pensavo che venisse per mia figlia.

Sono qua per entrambe le sue figlie.

La questione tra me e Lin non la riguarda.

- Capisco, però non ha ascoltato ancora la mia proposta. - Cioè ?

Per avere una diagnosi efficace

serve un legame di fiducia tra medico e paziente.

- Tra noi e Yu questo legame c'è. - Mmm.

Se lei dovesse decidere di trasferirla

dovrebbero riniziare tutto da capo e non avete questo tempo.

Rischia di perdere Yu e di umiliare definitivamente Lin.

- Chi mi garantisce che riuscirete a salvare Yu ? - Nessuno.

Se ci dovessimo riuscire, lei riavrà una figlia viva

e con l'altra potrebbe provare a ricostruire un legame.

- Un affare con doppio rischio. - Doppio rischio, sì.

Se non ci fosse rischio, che affare sarebbe ?

- Ehi. - Ciao.

Ti posso chiedere come sta Yu o mi salti ancora alla gola ?

E' peggiorata e nostro padre ha deciso di trasferirla.

- E' in pericolo di vita ? - Purtroppo sì.

Per questo sono stata un po' aggressiva ieri. Scusa.

No, scusa tu, io non ne avevo idea.

- Non vi sentite tu e lei ? - Qualche messaggio.

Non pensavo che fosse così grave.

Forse non me lo ha voluto dire.

Non siamo così tanto legati io e lei.

- Non siete fidanzati ? - No, passiamo solo delle serate insieme.

- Sempre meno in realtà. Sai, i dolori. - "Dolori" ?

Sì, alla pancia, tipo quelli per il ciclo.

Lin, Doc ha convinto tuo padre a lasciare qui tua sorella.

Io forse ho capito che ci ha nascosto. Vieni con me.

- Voleva rimanere incinta ? - Sì.

Ha smesso di prendere la pillola e aveva i dolori dell'endometriosi.

Voleva mettere mio padre davanti al fatto compiuto, così mi ha detto.

Un figlio con un ragazzo non di origine cinese ?

Esatto, per rompere con nostro padre.

Mi arrendo, non capirò mai la vostra famiglia.

- Ecco che cosa ha scatenato tutto. - Il ciclo ?

- Che può provocare ? - Ragazze intrattabili ? - Non scherzare !

Che cosa può causare ipertensione portale, ematuria

anemia e varice esofagea ?

- Ehm... una coagulopatia ? - Sì, più specifico.

- Emoglobinuria parossistica notturna. - Brava.

Chiedo una citometria a flusso per verifica.

- Sì e fate preparare la terapia di anticorpi monoclonali. - Va bene.

- Abbiamo capito che ha Yu. - Bene.

- E' merito di Lin. - Domani me lo dici, devo andare.

- Dove ? - A casa a lavorare al mio articolo.

- Dovevo uscire cinque ore fa. - Perché sei ancora qua ?

L'incontro per il database.

- I finanziatori. - Le era stato ricordato.

Lei ascolta solo ciò che vuole. La Giordano è stata bravissima.

La presentazione ha conquistato tutti, il reparto è salvo.

Tenete aggiornato il database con le storie dei pazienti.

Lei non se la merita una collega come Giulia.

Stavo facendo una visita, che c'è di così urgente ?

Oddio, ma...

- Un disastro ! - Mi ha chiamato il custode. - Chi è stato ?

Il custode ha incrociato una persona che prende sempre i mezzi

e non aveva motivo di passare dal parcheggio.

Barbara, la tua amica paziente.

Dimmi che è ancora tutto sotto controllo.

Allora...

- Questo qui è per il censimento scout. - Sì.

Questo invece è il consenso per la gita con la scuola.

- Quando dovrebbero farla ? - Tra due settimane.

Senti una cosa...

Se dovesse succedere prima della gita...

voglio che tu faccia andare Pietro.

Non voglio che ci rinunci per il lutto o cazzate simili.

Okay.

E se gli dicessi che sarai tu

la sua nuova mamma ?

Aiuterebbe ?

Lo vorresti ancora ?

Anche se tua sorella è una stronza ?

- Sì. - Dài.

Come mai hai cambiato idea ?

Perché Pietro non ha bisogno

di estranei con tanta buona volontà

ma di una persona con cui ha un vero legame.

Come te.

Già.

- Buongiorno. - Buongiorno, dottoressa.

- Che bello risentire la tua voce, Yu. - Lin è arrivata alla diagnosi.

Non ci sarei mai arrivata, senza il professor Fanti e Federico.

Vi avevo detto che dovete essere fieri di vostra figlia.

Federico.

Ho detto che lei ha ragione.

Lin, grazie.

- Niente, non cambierà mai. - Perché dovrei cambiare? - Appunto.

Lasciamo andare i dottori che devono lavorare.

Noi invece possiamo stare qua insieme tranquilli almeno una volta.

- Grazie. - Se vuoi scappare, premi il pulsante e ti porto via.

- Grazie. - Arrivederci, signori Wang.

- In bocca al lupo. - Grazie.

- Mi dài un minuto ? - Sì.

Volevo chiederti scusa per ieri.

Non preoccuparti, so che mi diresti.

Dovevi convincere il padre di Yu a non trasferire la figlia.

Dovevi fare le analisi, dovevi stare con lei... ed è tutto vero.

Mi dispiace.

- Oggi ti posso aiutare con l'articolo. - L'ho finito stanotte.

L'ho già inviato.

- Sono proprio un disastro, eh ? - No.

Non sei perfetto, ma sono i tuoi difetti che ti rendono speciale.

Io non ti posso cambiare.

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