Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
- Oh, attento, attento, attento! - Ahia!
Ma che fai?
[sirena]
Va, va, va, va… Ma porca di quella troia!
Ma non bastava il Covid? Anche un'epidemia di deficienti!
- Giacomo, per favore! - Per favore tu!
Non bastava più il Suv del papi? Che rimbambiti!
Come ti permetti?
Come ti permetti tu di rompere i coglioni alla gente che lavora?
- Con 'sti monopattini da deficiente! - Basta, risali.
- Arbitro, è rigore! Per me è rigore. - Risali, Giacomo.
Non ha visto? E' entrato a gamba tesa con il virus.
Ma che dici?
I… I polmoni. I polmoni, arbitro!
Arbitro… Eh? Arbitro…
[voce non udibile]
[sirena]
[musica]
[dialoghi non udibili]
[brusìo]
- Secondo me lo zucchero è sciolto. - Ah…
Nervosa? Durante la pandemia te la sei cavata alla grande
ed eri appena laureata. La vita di reparto sarà una passeggiata.
Speriamo.
Guardami.
Anche se papà non c'è più, ce la caveremo.
Okay?
Okay.
- Rogne ai piani alti? - Era inevitabile.
Manuel è tornato a scuola?
Sì.
Ma come va con lui?
Al solito.
Mamma, se hai bisogno di qualcosa, io ci sono.
Avrai già da fare con i pazienti e il nuovo primario.
- E' la persona giusta? - Non l'ho scelta io.
Ma dopo quello che è successo a Giulia, bisognava decidere.
[Riccardo] Mi dispiace.
- Ciao. - Ora non hai più scuse.
Cioè?
Si torna alla normalità e questo significa solo una cosa.
- Nonnismo sui giovani schiavizzandi. - Non sono tanto giovane.
Sei più giovane di me. Vuol dire soprusi molto, molto crudeli.
Da te?
Il sarcasmo sarà punito. Lo segno nella mia agenda mentale.
Scherzi a parte, fra un sopruso e l'altro…
Posso sempre contare su di te? Per me è tipo… il primo giorno.
Tranquilla. Non sarà mai peggio del primo giorno mio e di Alba.
Ci nascondevamo da tuo padre per paura che ci cacciasse.
Era uno stronzo, sì.
Manca molto anche a me.
Mi dispiace che Alba si perda questo primo giorno normale.
E' andata così.
Beh, avete finito di parlare? Ci sarebbe un reparto da riaprire.
Un'altra cosa bella della normalità è Gabriel che torna in Etiopia.
Caro, mi dispiace lasciarti in compagnia dello zoppo.
Lo zoppo non si è fatto nemmeno un giorno di malattia.
Ragazzi… Prima che vi insultiate a vicenda, avevamo fatto una promessa.
Cioè che, a pandemia finita, avremmo aperto…
Questo.
[Riccardo] Giusto.
Magari una di queste sere.
Andiamo, ci aspetta il nuovo primario.
Che tipo sarà?
- Presto vorrò scolarmi quella bottiglia. - Prego.
Cane blu?
- Cane blu. - Cane blu.
Non berla da sola, ti controllo.
[Elisa] Ha partorito quattro cucciole. Ne vuoi una?
No, no.
Non prendo una tua amica in casa, poi ti racconta tutto.
Neanche se ha quattro zampe.
Che dici?
Se non disturbiamo, qua c'è una riunione.
Rompono. Chiudo, ciao.
Uno che ti fa ridere di prima mattina voglio conoscerlo.
Uno lo conoscevi.
Buongiorno. Grazie di essere qui.
Ci tenevo a presentarvi il nuovo primario. Siamo tutti?
Non tutti, purtroppo.
Non è facile, ma andiamo avanti anche per chi non c'è più.
Il nuovo primario ha bisogno del sostegno di ognuno di noi.
[rumore di tacchi]
Buongiorno a tutti.
So che avete dei dubbi su di me. Un'infettivologa, una laboratorista.
Ma in un'epoca nuova serve un approccio nuovo.
Cambieranno metodo, organizzazione e protocolli di sicurezza.
Se non basta, anche le persone.
Siamo sotto esame, io per prima. E nessuno è indispensabile.
Riccardo, c'è un nuovo ricovero.
Il nuovo primario si stava presentando.
- Buongiorno. - Fate pure. E' urgente. Andiamo?
- Vieni? - Poi mi aggiornate?
- Certo. - Grazie.
Qualcuno mi dice che cosa stiamo aspettando?
Eh? Si può sapere che cosa siamo qui a fare?
In questo posto… L'efficienza degli ospedali lombardi!
- Efficienza dove? - Per favore!
- "Per favore" lo dico io! - Dài, pa', basta.
Stai zitta!
Buongiorno. Sono la dottoressa Giordano.
- Loro sono… - Ma dove siamo? All'asilo Mariuccia?
Al massimo questi sanno giocare all'Allegro Chirurgo!
Non siamo né chirurghi né allegri.
Perciò le mani addosso non me le mettete.
Chiaro? Andiamo, non ho niente.
Il medico ha parlato di stato confusionale.
Quello è un bambino! E' capace che l'ho fatto nascere io.
- Non perdiamo tempo. - Tachicardia e pressione sistolica alta.
Quello è stress.
E' la sindrome di chi lavora. Ha capito?
Uno passa mesi in trincea a combattere il Covid
e poi, pensa che culo!
Finisce nelle mani di Barbie dottoressa. Che allegria!
- Tutti abbiamo fatto la trincea. - Bravi, complimenti. Andiamo, dài.
- Giacomo, che succede? - [figlia] Pa'?
Non riesco a camminare.
- Che succede? - Forse lo stress?
Stato confusionale, tachicardia, pressione alta e freezing.
- Cerebropatia vascolare. - Tutto qui?
- Carolina? - Un problema endocrinologico?
Vi svegliate? Fuori le ipotesi! Non è più un reparto solo Covid.
- Altro? - Dovremmo parlare ancora con lui.
Non pensare a come farebbe Doc. Dobbiamo fare a meno di lui.
Tutto bene il ricovero? Era urgente, dalla fretta che avevi.
- Ragioniamo sui sintomi. - Anni?
Sessantuno.
Stato confusionale mnemonico o cognitivo?
Cognitivo, delirava.
Allora è Alzheimer. Chiamate Geriatria.
Non spiega i sintomi al cuore. E' qualcos'altro.
Per voi è sempre "qualcos'altro", anche quando stava per ucciderci.
Qualcuno è morto davvero. Abbia rispetto almeno per loro.
Chiamate Geriatria. Si occuperanno loro del paziente.
[Teresa] Giulia.
Quello che mi avevi chiesto.
Grazie, Lorenzo ne sarà felice.
Scusi, cerco la dottoressa Tedeschi.
- Ha un appuntamento? - Non proprio.
- Allora aspetti, è impegnata. - Nessun problema.
Begli orecchini.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Nessuna novità dal laboratorio.
Mia moglie è là dentro da due settimane.
E' stata infettata da qualcosa di raro, forse all'estero.
- Le bambine vogliono avvicinarsi. - E' rischioso.
Potrebbe mettere questo vicino a lei?
Lo dia alle infermiere. Anche noi evitiamo i contatti.
Tenetemi aggiornata.
Arrivederci.
Lo dia a me.
Che palle! E' solo un po' di stanchezza.
Certo… Però diciamo ai medici di quella cosa che ti è successa.
Non ti azzardare.
Giacomo, lo dico per te.
Sei diventata un medico adesso?
- Beata te che sei a casa tranquilla. - Tranquilla con te, non direi.
Adesso è colpa mia? Ma tu hai idea di quello che ho passato, sì o no?
- Non fai che ripeterlo! - Perché non capisci!
- Papà, perché la tratti così? - Non ti ci mettere anche tu adesso.
Quando uscirà di qui si calmerà.
No… Continua a fare il matto.
Non ce la faccio più!
- La primaria è la Tedeschi. - Ma il nostro capo è Giulia.
E Giulia ci ha detto di fargli altri esami.
Ho capito.
Scusa. Se continuiamo così, il reparto è fottuto.
Che si fa?
- Ehi, ce l'ha fila. - Sono un medico.
Qui c'è solo un medico.
Giusto.
Okay… La testa è a posto.
Serve una visita oculistica, deve cambiare occhiali.
- Grazie. Quanto le devo? - Nulla. Dica al prossimo di entrare.
Arrivederci.
Salve.
Se mi aiuti a smaltire la fila, aspettano di meno.
Devo tornare in reparto.
E forse è meglio se torni anche tu.
No, ci siete voi.
Vi mancano i pazienti.
Anche se siamo tutti vaccinati, non hanno fiducia negli ospedali.
- Sto meglio qui. - Okay, okay.
Peccato…
Mentre tu stai qui, il tuo reparto chiude.
In che senso "chiude"?
- [Giulia] Che succede? - So dei problemi con Cecilia.
- Il problema è che è una stronza. - Ecco.
Ci farà fuori tutti. Già oggi arriverà uno nuovo, un suo protetto.
Passo in reparto e le parlo. Tu sei di turno?
Sì, ma adesso sto andando da Lorenzo.
Oggi è il suo compleanno.
- Passiamo a salutarlo anche noi. - Ci vediamo da lui. Ciao.
Oggi è il compleanno di Lorenzo.
L'hai trovato?
Vuoi farlo tu?
No, ormai eri tu la sua famiglia.
Doc! Che ci fai qui?
- Torni a lavorare in reparto? - No, sono di passaggio.
- La Tedeschi? - Mettiti in fila.
Quando tornerai?
Quando la gente ritroverà fiducia negli ospedali.
Con un dottore come te la ritrova subito.
Non sono più un dottore.
- Essere un Doc basta e avanza. - Begli orecchini.
- Nuovi? - Sì.
- Ciao, pa'. - Tutto bene?
- Sì, a parte un paziente difficile. - Novità?
Il freezing è passato, ma pressione e frequenza cardiaca sono alte.
- Freezing e problemi cardiaci? - E stato confusionale.
Per Cecilia è Alzheimer, secondo me è più complesso.
E' inutile, a Doc non interessano più i casi strani.
Buongiorno.
Chi sei?
Andrea. Ho un programma di visite sul territorio.
Oh, finalmente si ragiona!
Che vi dico sempre? Là fuori siamo in guerra.
E questa cretina mi tiene qua per una cazzata!
- Smettila. - Non è colpa mia se è cretina.
- Senta! - Giulia.
Lei è qui per uno stato confusionale.
Bene, allora… Dimostriamo alla mia collega
che è più lucido di lei e torniamo a lavorare.
Spara.
Cane, pane, gatto.
- Cane, pane, gatto. - [Andrea] Che giorno è oggi?
Mercoledì. No…
Giovedì. Sì, sì… Giovedì.
Conti meno sette a partire da cento.
100, 93, 86, 78…
- 79. - 79, sì.
Dopo l'86 c'è il 79.
- Li ho inventati io questi test. - Si ricorda le parole di prima?
"Bau", "gnam", "miao".
Promosso, dottoressa Barbie?
Buongiorno. Andrea, che fai qui?
Hai chiesto tu di lavorare fuori.
I check-up gratuiti sono decisivi per la prevenzione e voglio farli.
Però tengo al reparto e voglio essere certo che abbia un futuro.
- Se non fosse così non sarei qui. - A che futuro pensi?
Da primario hai dato la tua impronta, ora darò la mia.
- Che cosa? - Non ti ho mai ringraziato per Citologia.
Senza di te non avrei mai passato quell'esame.
- Ti ricordi le notti a studiare? - Profase, metafase…
Anafase e telofase. Io, te e Agnese.
Già.
Farai un ottimo lavoro.
L'unica cosa che ti chiedo… è di non trascurare certi dettagli.
La mano di Giacomo trema. Non è Alzheimer.
- Lo stabilirà uno specialista. - E' presto per gli specialisti.
Ancora non conosciamo il nostro paziente.
Il mio paziente. Lo conosco al punto da dire che non è un caso per noi.
[Andrea] Proprio il mio reparto doveva avere?
Esistono altre malattie oltre ai virus.
Il virus fa notizia, crea allarme e attira investimenti.
I reparti specialistici vanno bene.
Però deve esserci un reparto dove guardiamo in faccia il paziente
e lo consideriamo tutto intero, con la sua storia personale.
- Dillo in Direzione. - Non posso dare indicazioni.
- Sei la direttrice sanitaria. - Sì.
Di un ospedale dove sono morte di Covid centinaia di persone.
Non è colpa tua, tu hai dato l'allarme.
Ci sarà un'inchiesta.
Rivolteranno l'ospedale.
Se salta fuori che ho trascurato qualcosa, io rischio grosso.
Basterà solo una negligenza.
Che è 'sto segreto? Assaltiamo il Ministero della Sanità?
Quello è il piano B.
Riccardo ha ragione, Cecilia stravolgerà il reparto.
Credo che nei suoi piani non ci sia spazio per noi.
E il piano A? La avveleni?
Non posso proteggervi, ragazzi. Io voglio lavorare sul territorio.
- Okay, la avveleno io. - Cecilia è un'amica.
- La avveleno un po'. - E' molto intelligente.
La mia idea è convincerla del valore del nostro metodo.
Capirà da sola che siete medici troppo bravi per perdervi.
Ma? Ci sarà un motivo se siamo qua.
Ci sarà un'inchiesta sui mesi dell'emergenza.
Arriveranno ispettori che controlleranno tutto.
Abbiamo fatto un grande lavoro, non c'è nulla da temere.
Tranne che scoprano una cosa.
Che Lorenzo è stato il paziente zero.
Si è contagiato con una vicina di casa.
Ha portato il Covid qui. Prima Giulia, poi gli altri.
- Non lo sapeva. - No.
Ma lavorava pur sapendo di avere la febbre.
Possono accusarlo di negligenza e contagio colposo.
[Riccardo] Noi lo sapevamo.
Se Cecilia lo scopre, può farci fuori.
Un disastro per il reparto e la memoria di Lorenzo.
E per sua sorella. Ne pagherà lei le conseguenze economiche.
Manteniamo il segreto.
Non esiste una prova che Lorenzo è stato il paziente zero.
Una sì.
Gli ho fatto un certificato quando aveva la febbre.
- E' nella sua cartella medica. - In archivio.
Gli ispettori potrebbero trovarlo.
Adesso l'archivio è chiuso, ma domani risolvo io.
Cane blu?
[insieme] Cane blu.
- Ma fatemi il piacere, dài! - Lo stiamo facendo.
Le consigliamo il miglior specialista.
Senti, "Grey's anatomy"… L'Alzheimer ce l'avete voi, non io.
Se è questo, più tempo aspetta e maggiori saranno i danni.
Papà, ascoltali.
L'Alzheimer? Alla mia età?
Può essere una forma precoce.
Senti, ciccia, qua di precoce c'è la laurea che ti hanno dato.
Torna alle medie a ripassare le tabelline, le Piramidi, i Greci.
Che…
Vieni.
- Vieni, solo tu. - Giacomo…
Mandali via. Voglio stare con mia moglie. Tutto bene!
[donna] Che succede?
L'ho fatta nei pantaloni come un bambino.
Ora chiamo quel medico e gli dici tutto, capito? Tutto.
- Che succede? - Non mi riconosco più.
Ne so qualcosa.
Quando ho cominciato, era tutto di vetro.
Le siringhe non erano di plastica, erano di vetro.
Così come le padelle, i pappagalli…
Andavano puliti per bene. Ero bravo, eh.
Non a pulire i pappagalli, a stare con i malati.
Poi è arrivato il Covid.
Deve essere successo qualcosa dentro.
Sono sempre arrabbiato.
Ho anche colpito un collega, per questo sto sulle ambulanze.
In reparto non mi vogliono più.
Pensi che sia Alzheimer?
Cane, pane…
Gatto.
E' Parkinson. Non è solo il tremore alla mano.
C'è la scialorrea ed è inespressivo, ride con gli occhi, non con il viso.
Fa poca differenza, è un caso per Geriatria.
Il caso si chiama Giacomo.
I pazienti non sono vetrini da laboratorio da incasellare.
- Lo so, sono un medico come te. - Allora fai il medico!
Somministrate al paziente 50 mg di levodopa.
Se i sintomi diminuiscono, è Parkinson.
Intanto lo tratteniamo qui?
Sì.
Grazie. Ero certo che avresti capito.
[squilli del cellulare]
Dottoressa Tedeschi, a che devo l'onore?
C'è un problema.
Non avremmo chiamato una luminare come lei.
Parlo di Andrea Fanti.
"Fanti"? Ma non lavora fuori dall'ospedale?
Sì, ma fa ancora parte di Medicina Interna.
E' un ottimo medico e un amico, ma ha troppa presa sugli altri.
Finché c'è lui, non posso attuare i cambiamenti.
Capisco.
Lasci passare un paio di giorni, poi dia un aut aut, o lei o Fanti.
Mi assicurerò che facciano la scelta giusta.
- Non si preoccupi. - Grazie.
Gliela diamo per via endovenosa per aumentare l'effetto.
[Giacomo] Insomma…
Se domani cammino lento come oggi, allora ho l'Alzheimer.
Se cammino più veloce, allora ho il Parkinson.
Avremo uno strumento in più.
- Dove faccio la camminata? - Qui, pochi passi.
Allora, facciamo così. Cammino fino alla finestra.
Poi da lì faccio un salto.
Giacomo, non scherzare.
Che facciamo? Piangiamo?
Sono solo test, okay? Ancora nulla di sicuro.
Ti serve qualcosa per dormire?
No, per quello ho la tisana di mia figlia, alla malva.
Fa un caldo qua, però. No?
Facciamo abbassare la temperatura.
Poi per il menù, potrei avere porzioni un po' più abbondanti?
Pure? Poi ti chiedi perché i colleghi non ti vogliono più.
- Domani ci sei? - Sì, tra te e la finestra.
E la apri?
No, non presto! Mi servono oggi! Oggi!
Gab, che succede?
Gli esami della donna in Intensiva non sono pronti.
Ludovica?
- Ho incontrato il marito. - Perfetto!
Così gli dico che lei sta per morire perché il laboratorio è in ritardo!
Gabriel! Corri! Ludovica è peggiorata!
Perché mia moglie sta peggio?
Allora? Perché?
Serve tempo per capire quale virus l'ha contagiata.
E qui non ci sono dispositivi per le analisi molecolari.
- Che diciamo al marito? - Di aspettare.
Sua moglie sta morendo, lasciamolo avvicinare.
Se contrae l'infezione, può scatenare un'epidemia.
La priorità è capire che cosa la uccide e non starle vicino.
Perché sul letto non c'è una persona che ama!
Scusate.
- Mi tenga aggiornata, per favore. - Sì, certo.
Gab!
Gabriel!
Gabriel! Ehi!
- Tutto bene? - Benissimo.
La Tedeschi ha solo paura che sia qualcosa di contagioso
e cerca di evitarlo, tutto qua. Perché te la prendi tanto?
Non lo so… Forse mi sono rotto di stare qua.
- Che succede? - Tanto tra poco me ne vado.
[respiro affannoso]
Scusa, ma non doveva venire il nuovo medico oggi?
- Così aveva detto la Tedeschi. - Quindi?
- Mi scusi… - Sì?
Lei è il medico che deve prendere servizio?
Dottor Damiano Cesconi, piacere.
- Poteva dirlo. - Aspettavo che si liberasse.
- L'accompagno dalla Tedeschi. - No.
Sono le 20, il mio turno è finito. La vedrò domani.
Arrivederci.
Voglia di lavorare saltami addosso.
"Hasta la vista"!
- Ricky… - Ehi.
[Carolina] Grazie per oggi.
Ti ringrazio perché lavorare con te rende tutto più facile.
Lo dici perché ancora non hai subìto i miei soprusi crudelissimi.
Senti… Ci prendiamo una pizza? Ti va?
Magari facciamo un'altra volta, perché…
- Okay. - Sì.
I ragazzi hanno detto che Cecilia ti ha ascoltato.
E' un inizio.
Se i numeri ci danno ragione, capirà che il nostro metodo è valido.
- Il tuo metodo. - Il nostro.
Mio, tuo e dei ragazzi che lo imparano da te.
- Tu come stai? - Sono viva.
Ci vai ai colloqui?
Tutti abbiamo perso qualcuno, non serve parlarne con la psicologa.
Tu hai perso più di tutti.
La gravidanza era all'inizio, non significava niente per me.
E Lorenzo…
Lorenzo ha lasciato un vuoto in tutti, non solo in me.
E' così.
I ragazzi ce la faranno.
Io metto al sicuro la memoria di Lorenzo e vado a Genova.
- Buonasera. - Dottore.
- Salve. - Buonasera.
Buonasera, signora.
Che ci fai qui?
Mi hai chiesto una mano a smaltire la fila.
Il prossimo!
Non ricordo più se è meglio che cammino veloce o lento.
Non pensarci, cammina come riesci. Vai.
Allora? Alzheimer o Parkinson?
La levodopa non ha fatto effetto, non è Parkinson primario.
Quindi è Alzheimer?
Un problema di movimento può essere sintomo di sindromi più aggressive.
Papà!
Ila… Vai a chiamare la mamma.
Non dirle niente. Non ha avuto la forza di venire oggi.
- Aspettiamo una diagnosi sicura. - Ila, ascoltami…
Vai a chiamarla.
Tra un po' uscirò di testa.
L'ho trattata male, non deve finire così.
E poi fai scorta di tisana alla malva.
Servirà anche alla mamma.
Le ipotesi sono tutte corrette, ma purtroppo infauste.
Che suggerisci?
Tac al cervello ed esame del liquido spinale.
Poi cercherete la cura, anche se non c'è speranza.
Bene, oggi ti sento proprio ottimista.
- Sei stufo della collega con cui esci? - Chi te l'ha detto?
Ah…
Prima cravatta nuova in quindici anni.
Curi l'aspetto. Sento del profumo, quindi è una donna.
Hai riordinato lo studio, quindi è una collega.
Chi è? La segretaria? Quella nuova di Pediatria?
- Dimmelo. - Decideremo insieme quando dirlo.
Terrò il segreto.
Un prefrontale che tiene un segreto, sì!
Almeno io ti faccio ridere. Dillo alla tua amica.
[rumore di tacchi]
- Ciao! - Ehi!
Ti sei persa?
No, sto capendo com'è organizzato l'archivio.
- Buona idea. - Tu che fai qui?
- Rivedere i vecchi casi mi rilassa. - Intendo in ospedale.
- Non dovresti essere per strada? - Volevo vedere Giacomo.
Mi nascondi qualcosa?
Sì, mi hai beccato.
Ma se vuoi scoprirlo, devi perquisirmi.
Okay… Va bene, ho cominciato io.
Adesso la mia posizione è diversa.
Che stronzo!
La tentazione di farti arrossire era troppo forte.
- Ciao. - Ciao.
Giulia.
Fatto.
Fallo sparire.
Okay.
Gli esami di Giacomo, Tac cerebrale e liquido spinale.
Negativi, non è Alzheimer.
Non è Parkinson né un'altra sindrome degenerativa.
Non è Parkinson primario, ma se fosse Parkinson iatrogeno?
- Dovuto a effetti da farmaci? - Antiemetici o antipsicotici.
- Ci avrebbe detto se li prendeva. - Forse non lo sa.
Pensavo che fossero solo calmanti, non che facessero male.
- Perché glieli hai dati? - Per mia madre.
Vivere con lui è un inferno. E' aggressivo, polemico.
Basta un niente per scattare.
Lo stress della pandemia l'ha cambiato.
Se non facevo qualcosa, finiva che mamma lo lasciava
e sarebbe stata una catastrofe.
Dove li hai presi?
Lavoro in una Rsa, ho accesso ai medicinali per gli anziani.
Glieli mettevi nella tisana ogni notte?
All'inizio funzionava, poi è tornato nervoso.
Ho aumentato le dosi, ma non facevano più effetto.
Sul sistema nervoso sì.
Tremore, confusione, tachicardia e gli altri sintomi parkinsoniani.
E adesso?
Piantala di darglieli e i sintomi scompariranno.
Ascolta… Tuo padre si farà delle domande.
Gli parlerò.
- [bussano alla porta] - [Elisa] Doc.
- Possiamo chiederti un consulto? - Sì.
Fa un lavoro esposto a contagi?
No, lavora nei magazzini frigo di un ipermercato.
Ma qualche settimana fa è stata in Egitto.
[Elisa] Che virus può essere?
"Magazzini frigo"? Com'è la circolazione periferica?
Avete controllato mani e piedi?
La Tedeschi ci ha detto di limitare i contatti.
[uomo] Il mignolo?
Il freddo dei magazzini ha chiuso un'arteria ed è andato in cancrena.
- Come negli alpinisti assiderati. - Dipende da questo la febbre?
Sì. Il mignolo è il focolaio sepsigeno che l'ha provocata.
Ma… è curabile?
Serve un intervento, dobbiamo amputare il dito.
- Basta tagliarlo e guarirà? - Questo e una dose di antibiotici.
Giacomo ha avuto un infarto.
Gli antipsicotici non hanno effetti sul cuore.
Magari è lo shock. Scoprire che ti imbottiscono di psicofarmaci
perché tua moglie non ti uccida ti dà un colpo al cuore.
- Soprattutto se sei irascibile. - Chi sei?
Damiano Cesconi. Per il posto da strutturato che si è liberato.
- Ho detto qualcosa di indelicato? - Chi ti ha detto di impicciarti?
- La Tedeschi? - No, volevo solo essere utile.
- E' utile che ti fai i fatti tuoi. - Ha ragione.
E' irascibile per la pandemia.
- Ma se il motivo fosse un altro? - Quale?
Lo stesso per cui ha molto caldo e appetito.
- Ehi. - Mi spiace occuparvi un letto.
Dovrei essere al lavoro, in prima linea.
- Non è colpa tua. - Invece sì.
Che cosa ero diventato per costringere mia figlia
a darmi il sedativo di nascosto?
Uno scassapalle tremendo.
- Lo dici da medico? - No, da scassapalle certificato.
Durante la pandemia, quando ero esausto
pensavo a mia moglie e a mia figlia.
Volevo proteggerle dal virus e dal nemico, ma il nemico ero io.
Sì, era così. Però te lo ripeto, non è colpa tua.
Io non sono più un vero dottore, ma ti chiedo di fidarti di me.
- Posso visitarti? - Che ho da perdere?
Okay.
Rilassa il collo.
- Eccolo qui. - Che cosa?
Il nemico.
[respiro affannoso e battito cardiaco accelerato]
[Andrea] Giacomo, Giacomo…
Rick! Rick! Emergenza in Intensiva! Rick!
Ehi… Giacomo.
- Giacomo… - Flecainide!
[Andrea] Ehi, stai qui.
Dài!
Giacomo ha un adenoma alla tiroide.
Secerne ormoni in eccesso provocando tachicardia, sudorazione
appetito eccessivo, dimagrimento…
[Andrea] E cattivo umore.
Giacomo è irascibile perché la malattia l'ha cambiato.
Gli ho dato dei calmanti per niente.
Se non l'avessi fatto, non avrebbe avuto i sintomi per cui è venuto.
E ora? Uscirà dal coma? Guarirà?
Rimuoveremo l'adenoma con un intervento
e stiamo dando betabloccanti e tireostatici.
Ma ce ne siamo accorti tardi. Giacomo è ancora in pericolo.
Vi aggiorniamo.
Mamma… Mamma, mamma.
Andrà tutto bene.
Gli esami sono buoni, ma non tirare la corda.
- [Massimo] Agli ordini, dottoressa. - Ti sento stanco.
No, sto all'ultimo piano e l'ascensore è rotto.
[Elisa] Facciamo una videochiamata, come in pandemia?
Ehm… Adesso non posso, scusa.
Perché non passi in ospedale? Così ci conosciamo finalmente.
Ehm… Magari ti chiamo.
- Sì, se vuoi passo io da te. - Ciao.
Ecco qua. Che ne dici?
Beh… Perfetta.
Dottor Kidane, la cercavo.
Senta, so che ormai ha deciso di partire
ma questo è un momento critico e la Tedeschi ha bisogno di esperti.
E' disposto a restare ancora qualche mese?
- D'accordo. - Ah… Bene.
- Mi aspettavo più resistenza. - Sì…
Voglio partire senza lasciare problemi in sospeso.
Certo. Allora grazie.
- Buon lavoro. - Grazie.
Mi dispiace per oggi.
Non volevo ferire nessuno.
Lascia stare, era un momento no.
Capita.
- La prossima volta puoi contare su di me. - Non credo.
Mi ha assunto la Tedeschi, ma ho chiesto io di venire qui.
- Non sono una spia. - Non ci sarà una prossima volta.
- Perché? - Mi trasferisco a Genova.
- Ah, peccato. - Tranquillo, non avremmo fatto amicizia.
Peccato per il reparto. Siete una grande squadra.
Lo eravamo.
[dialoghi non udibili]
[colpi di tosse]
[voce non udibile]
- Ancora qui a occupare un letto? - Sono un imboscato.
Sorridi con il viso e non hai più sintomi parkinsoniani.
Non male per uno che non è un vero dottore.
- E' stato un bel lavoro di squadra. - [Giacomo] Adesso che farai?
- Torno sul territorio, in prima linea. - Senti…
Se tu non torni qua, sei un vero cretino.
Ti hanno lasciato un pezzo di adenoma.
Io e te facevamo lo stesso errore.
Io sulle ambulanze, pieno di ormoni.
Tu chissà dove, pieno di ideali.
Non lo faccio per un ideale, credimi.
Senti, Doc… Ti chiamano così?
Sì, lo chiamiamo così.
La guerra è finita, dobbiamo tornare a casa
a occuparci delle persone a cui teniamo.
Io dei miei.
Tu di questo reparto, che è come la tua famiglia.
Ehi, Doc… Non arrossire.
Guarda com'è ferma la mia mano.
La apriamo?
- Non è nemmeno ora di pranzo. - Quindi?
La guerra è finita, ce lo meritiamo!
Andiamo in terrazza a brindare!
A me non va. Lasciatemi un goccio, poi lo bevo da sola.
Lascia stare, non è giornata.
Caruso mi ha impedito di partire. Resterò a farvi da baby-sitter.
Motivo in più per festeggiare! So che ti piace stare con me.
Non ci credo.
Beh… Meglio. Festeggiamo io e te?
[squilli di cellulare]
Un secondo.
- Ciao, amore. - Amore, come va?
Il solito. Al lavoro. Tu?
Ho portato mia mamma dai nonni. C'è anche mio padre. Siamo sereni.
Bene, bene.
[Alba] Mi manchi tanto.
Non vedo l'ora di tornare a Milano per stare con te.
- Anch'io. - Ti lascio lavorare. Salutami tutti.
- Okay. - Un bacio.
Ohi.
- Forse è meglio. - Che cosa?
Che aspettiamo Alba.
Sì… e tutti gli altri, così brindiamo insieme.
Esatto.
- Torniamo al lavoro? - Sì.
Non possiamo andarcene.
Se ce ne andiamo, la squadra sarà dispersa.
- Ci sarà un'altra squadra. - Sì, ma è scelta da Cecilia.
Chi si occuperà di pazienti come Giacomo o Ludovica?
Noi ascoltiamo i pazienti, ricostruiamo la loro storia.
Li consideriamo persone, non campi di battaglia per la guerra ai virus.
Questo reparto è la nostra famiglia, dobbiamo difenderla.
Non possiamo più fare niente.
Il primario è Cecilia.
Questo è da vedere.
Comprendiamo il suo disagio.
La dirigenza è d'accordo nell'allontanare il dottor Fanti.
Risolveremo presto la situazione.
- Scusate, ma è urgente. - Fanti.
Cecilia. Bene che sei qui così lo sai anche tu.
- Che cosa? - Rivoglio il mio posto.
Lei non può tornare a fare il dottore.
Rivoglio il mio posto da primario. Il mio contratto è ancora valido.
Io non ho nulla contro di te, ma è il mio reparto.
Questa richiesta ci sorprende… Dobbiamo fare delle verifiche.
Fate le verifiche del caso, prendetevi il tempo che serve.
Quando avete deciso, chiamatemi. Sapete dove trovarmi.
Scusate ancora.
- [Caruso] No, Fanti… - Arrivederci.
Agnese! Aspetta.
Tornerò in reparto.
Bene. Anche se non avrai vita facile con Cecilia.
No, tornerò da primario.
- Come? - Farò valere il mio diritto.
Quando ci sarà l'inchiesta sarò al tuo fianco.
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.