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Yoruba
Zulu
I soldi servono per l'azienda.
- Non sai che cosa vedo tutti i giorni. - Ancora?
- Ci sono rimasta io con lui. - Ti ascolti? "Io, io, io!"
- Non te lo chiedo per me. - Tu non chiedi, minacci.
Un dottore! C'è un dottore in sala, per favore?
- Sono un medico, che succede? - Qui!
Eli? Mi senti, Eli?
- Oddio... E' diventata pallida. - Ehi, Eli.
- Oh! Oddio mio! - Eli!
Quattro, cinque, sei.
Ristorante Mediterraneo, fate presto, mia figlia non respira.
Dài, Eli.
Voce non udibile
Brusìo
Eli!
Grazie.
- Grazie. - E' il mio lavoro.
Grazie.
- Complimenti. - Grazie.
Vibrazione di cellulare
Ciao. Sono a casa, sto lavorando.
Ho incrociato i dati e...
Assurdo, ho trovato una decina di decessi sospetti in vari ospedali.
No, no, no. Il Satonal deve essere ritirato.
Non può essere un caso, no?
Non è possibile.
Arrivo.
- Chi è Dario Corolla? - Uno specializzando, lavorava con noi.
- L'hai cacciato il giorno che ti hanno sparato. - E' ovvio.
- Mi accusa perché ce l'ha con me. - No, ha fornito troppi particolari.
Scusate, ma non capisco.
Corolla dice che ho falsificato i risultati dei test sul Satonal?
No, dice che tu hai ordinato di falsificarli.
Per me è assurdo. Perché Andrea avrebbe dovuto farlo?
Dice che era sistematico. Più farmaci approvati
più case farmaceutiche come clienti, più soldi, più prestigio.
Qui sono morte due persone per il Satonal e dieci in altri ospedali.
Io avrei accettato tutto questo per poche migliaia di euro?
- Pochi milioni. - Fa differenza?
Non è detto che il magistrato accetti di aprire un'inchiesta.
- Se lo fa, potrai difenderti. - Ah, sì? Come? Non ricordo nulla.
Piuttosto, voi non avete elementi per contestare queste accuse?
I test sui farmaci erano di tua competenza, Andrea.
In quegli anni tu non condividevi molto con noi.
- Scusa, sto arrivando. - Tu in ritardo?
- E' scoppiata una guerra? - No, il tubo nell'appartamento di sopra.
L'idraulico arriva oggi pomeriggio, ci vorranno due giorni di lavoro.
Mi stai chiedendo un tetto per la notte, Kidane?
- Non ci avevo pensato. - Non sei bravo a dire bugie. - Arrivo.
Tu che cosa mi consigli?
Il Sant'Agnese, "per un congedo quieto"
o il Serenitas, "perché gli ultimi giorni siano azzurri"?
Chi te le ha date, scusa?
L'infermiere, ma gliele ho chieste io.
-E' inutile che resti qui a occupare un letto. -Non è inutile.
- Perché non ti ho più visto, allora? - Hai ragione, scusa.
Mi sentivo uno schifo, ti ho dato una speranza e poi...
Piantala, scemo. Non devi chiedermi scusa.
- Per me non c'è niente da fare, lo so. - Non è vero, anzi.
Ho convocato una riunione collegiale per oggi.
I primari analizzeranno il tuo caso
e decideranno se inserirti nella lista trapianti.
E' impossibile.
- Non sprecheranno un fegato per una tossica. - Li convinco io.
Lo sai che quando mi fisso su una cosa, ci riesco.
Te lo prometto.
Io capisco gli altri
ma tu te ne saresti accorta se lo avessi fatto, giusto?
- Io penso di sì. - Ah, tu pensi?
-A un giudice non basta un'opinione. -Non ne sono sicura.
Eri un medico con un carattere difficile, questo sì, ma un medico.
Non avresti mai contraffatto i test su un medicinale.
Ti posso credere? Magari eri mia complice
e ora che questa cosa è venuta fuori non vuoi essere coinvolta.
- Come fai a pensare una cosa simile? - Perché non dovrei?
Alla fine, io non so niente di me. Non so niente di te, giusto?
- Vaffanculo. - Giulia, Giulia, aspetta. Non volevo offenderti.
E' una montatura contro di me, perché non posso difendermi.
Scusami.
- Non può essere stato lui. - Come fai a esserne sicuro?
Lavoro qui da cinque anni, conosco Doc.
Se mesi fa lo chiamavi così, ti avrebbe cacciato.
Non è un medico che fa truffe sulla pelle degli altri.
- Non può essere stato lui, punto. - Come lo sai per certo?
- Perché lo so, lo so. - Sono d'accordo con lui.
- Di chi parlate? - Di Doc.
- Secondo Dario, ha falsificato i test sul Satonal. - Pausa finita!
Al lavoro!
Alba, io ho finito con il trasloco e il mio coinquilino è fuori città.
Mi sembra un'occasione perfetta per festeggiare.
- Magari... - Bonvegna, c'è un paziente anche per te, vai.
Sì, ecco.
Il paziente presenta febbre a 37,9
anemia e carenza di leucociti e piastrine.
Posso? Signor Forti, salve.
Sono Riccardo Bonvegna, un suo ammiratore.
La prego di non andare via, senza avermi fatto un autografo.
- Se esco vivo, volentieri. - Sono sicuro che sarà così.
- Nicola Forti. "Caring", l'ospedale nella baraccopoli in Ghana. - Sì.
- La campagna sulle mine antiuomo. - Scusi, la conoscevo solo di fama.
-Avrà la nostra massima attenzione. -Come si chiama? -Giulia Giordano.
Giulia, è semplice. Sono stato avvelenato.
Non tutti sono miei ammiratori come il dottor Bonvegna.
Io ricevo minacce di morte da produttori di armi, speculatori.
Sono vittima di un complotto per togliermi di mezzo.
Dovete solo capire quale veleno hanno usato.
- Ci ho pensato, non sono d'accordo. - Bah.
-Per quanto mi riguarda è un grande. -Dici? -Ma stai scherzando?
Lui ha aperto un ospedale in Africa, mette la faccia sulle lotte civili.
I produttori di armi lo vogliono morto. Per me vince il Nobel.
- Quello non si nega a nessuno. - Perché sei così acido?
Il tuo eroe non punta al Nobel, ma solo alle riviste.
Dell'Africa gli interessa per farsi pubblicità.
- E poi la storia dell'avvelenamento è assurda. - Sono d'accordo.
Se fosse stato avvelenato, avrebbe nausea, vomito, tachicardia.
- Dipende dal veleno. - Ecco. - Quelli a base di fosfodiesterasi
o ammino ossidasi come quelli dei serpenti
provocano una Dic con un quadro simile a questo.
- E le petecchie, macchie rosse. - Possono avere più cause.
Sì... Età, alcolismo, gravidanza.
Strano in un maschio astemio di 45 anni.
Se volevano ucciderlo, ora starebbe peggiorando.
E' più plausibile una patologia ematologica.
Forse volevano ucciderlo lentamente.
- Infatti. - Magari per mascherare un complotto, non lo so.
Facciamo una biopsia del midollo osseo
e chiediamo un esame del sangue al Centro Veleni. Non escludiamo nulla.
- Scusa, Doc, ti cerca Tiberi. - Okay.
Bussano alla porta
Eccomi.
Ho chiesto di vederti, perché dobbiamo prepararci al peggio.
- Pensavo che ci fossimo arrivati. - Eh.
Parlo dell'eventualità che il giudice apra un'inchiesta.
Mi dispiace, ma...
sarò costretta ad allontanarti dall'ospedale.
Questa volta per davvero.
Lo capisco.
- La solita emicrania? - No. E' un granuloma al dente.
- Prendi antibiotici? - Sì, da qualche giorno.
Piuttosto, tu hai trovato un avvocato?
Mmm?
Lo farò.
Ho bisogno di una cosa da te.
Guardami negli occhi e dimmi la verità.
Tu che cosa pensi? Sono stato io?
Eri cambiato, ma eri ancora tu.
Non lo avresti mai fatto.
Grazie.
Dimmi ancora una cosa. In che reparto lavora questo Dario?
- Perché? - Devo parlargli, è l'unico che conosce la verità.
- Se lo incontri, useranno la cosa contro di te. - Ho alternative?
- Sì, avere fiducia nell'ospedale, nella giustizia. - Sì.
Andrea.
Non farlo.
Per favore.
Okay. Solo perché mi fido di te.
Bussano alla porta - Hai un minuto? - Vieni.
- Parliamo della falsificazione. - Pare che Andrea sia colpevole.
E' questo che non mi torna, per via dei codici.
-Quali codici? -I codici di accesso al database. Li avevamo io e Dario.
-Servivano per cambiare i risultati. -Ad Andrea serviva Dario.
E' questo il punto, Andrea conosceva quei codici.
- Li conosceva? - Glieli ho dati io.
Un giorno doveva verificare i test di un altro medicinale.
Capisci, perché non fare da solo? Perché coinvolgere Dario?
Non lo so, forse aveva bisogno di aiuto. Erano migliaia di dati...
Fanti che chiede aiuto a uno specializzando? Impossibile.
Io vado alla polizia e riferisco quello che so.
- Dario si sta inventando tutto. - Lorenzo!
Se tiri fuori questa storia, dirò che sei tossicodipendente.
Sarai radiato dall'Ordine, l'ospedale ti chiederà i danni
e non avrai più un euro né per te né per tua sorella.
Sei stato tu? Squilli di cellulare
Sì? Sì, subito.
Sta per iniziare la riunione per il fegato della tua amica.
La decisione è inevitabile, non possiamo tacere.
- E' la decisione più razionale. - Sì. - Scusate il ritardo.
Se questa è la storia clinica della paziente, c'è poco da dire.
Non possiamo inserirla nella lista Nit.
- La condannate a morte. - Gli anni di tossicodipendenza l'hanno fatto.
E' diventata una tossicodipendente per il disagio dovuto alla sindrome.
- Questa interpretazione è generosa. - Però è sostenibile.
Patrizi, lei è qui per tenere il verbale, non per partecipare.
- Lorenzo. - Mmm?
Ci sono delle condizioni per ricevere un trapianto.
Chiara dovrebbe essere in astinenza da stupefacenti da sei mesi
ma non lo è. - L'ultima assunzione è stata involontaria.
L'hanno drogata a sua insaputa?
- Trasportava degli ovuli di coca e uno si è rotto. - Ah.
Una trafficante... Pure?
Ecco, magari questo lo omettiamo dal verbale.
Questo non lo giustifichi con il disagio da sindrome di Wilson.
Mi ha chiesto dei soldi e non l'ho ascoltata.
Hai fatto bene, non è affidabile. Non ha nessun caregiver.
Chi le farà seguire le terapie post trapianto?
Conosci qualche suo amico che non sia un tossico?
Trapiantarle un fegato è uno spreco, rovinerebbe anche quello.
Buongiorno.
- Ué. - Ehi.
- Dormivi? - Sì, un po'.
- Com'è andata con il collegio riunito? - La riunione collegiale.
La riunione collegiale, quella. Li hai convinti?
- Sì. - Sì? - Sì. - Oddio, come hai fatto?
Sono sempre stato un paraculo, no? L'hai detto pure tu.
Sei una persona speciale.
Dammi un abbraccio, io non ce la faccio.
Vieni qua.
Grazie.
Vedrai che ora va tutto bene.
- Amma. - Maurizia.
- Ha preso il primo volo appena l'ha saputo. - Non serviva.
Con tutti gli impegni istituzionali che ha...
- Ci sono qua io. - Gliel'ho detto.
Ti hanno avvelenato per colpire me e le nostre battaglie civili.
Buongiorno. Abbiamo i risultati degli esami tossicologici.
Mi hanno avvelenato con la diossina?
- La usano spesso, viene scambiata per una pancreatite acuta. - No.
- Ci sono tracce di metalli pesanti, soprattutto il tallio. - "Tallio"?
Conferma l'avvelenamento, le quantità sono moderate.
E' per i topi, i professionisti non usano un veleno così banale.
E' roba da dilettanti.
Mi hai messo il veleno nel piatto al ristorante?
- Che dici? - L'hai fatto per la mia eredità?
Io non ti ho messo nessun veleno.
- La volontà di papà era chiara. - Gli hai fatto cambiare testamento.
Papà ha dato la vita per l'azienda. Voleva investire lì il patrimonio.
- Userà la sua parte come vuole. - Come vuoi tu.
- Parlo di un ospedale in Africa. - E della tua carriera politica.
- Fuori! - Me ne stavo già andando.
Segnale acustico Aumentano i battiti.
Respiri piano, a bocca aperta. Respiri profondi.
Diamogli l'antidoto per il tallio.
- Ferrocianuro ferrico? - Veloce, forse non siamo in tempo.
- Avevi ragione. - Come, scusa?
- Il paziente è stato avvelenato. - Il tallio non spiega la febbre.
Avrà un'infezione per l'abbassamento delle difese.
Mi sbagliavo, pensavo a chissà quale complotto...
Invece è tutta un'altra storia.
- Dottoressa Giordano? - Sì.
Quando ho ricevuto il tuo messaggio, non volevo crederci.
Dovevo vederti.
Mi serve il tuo aiuto. Il Collegio non inserirà Chiara nella lista Nit.
- E' comprensibile, è una tossica. - Non più.
Merita un'altra possibilità.
Chi è davvero questa Chiara?
E' un'amica. Abbiamo studiato Medicina insieme, poi...
Poi lei è diventata una tossica, il morbo di Wilson era una zavorra.
D'accordo.
- Cercherò un appiglio per farla inserire nella lista. - Grazie.
- Con Andrea? - La storia del Satonal lo ha sconvolto.
Ricordi qualcosa che possa aiutarlo a provare la sua innocenza?
No, mi dispiace. No.
Ci vediamo domani.
- Non hai mangiato niente. - E' il granuloma.
- Mi fa passare la fame. - Dovresti riposare. - Non ora.
- Papà ha bisogno del mio aiuto. - Okay.
E' arrivata la persona che stavo aspettando.
- E' Dario Corolla. - Con questo? - Sei impazzita?
E' l'accusatore di papà. Se si sa che lo incontri...
- Rischi il posto. - E' l'unico modo per aiutare papà.
- Dottoressa. - Prego, mia figlia se ne stava andando.
Okay.
Grazie per aver accettato il mio invito.
Il mio avvocato era contrario, ma non ho nulla da nascondere.
Colpi di tosse
Scusi, un'influenza fuori tempo.
Fortuna che non è una patologia da trattare con il Satonal.
- Pensa che io mi stia divertendo? Che per me sia un gioco? - No.
Non per te, ma per qualcun altro.
- Tu sei solo una pedina. - Non sono un cretino.
Ho il morbo di Chron e spendo centinaia di euro in farmaci.
Pagava bene e io avevo uno stipendio da fame.
Per questo ho aiutato Fanti a falsificare i test.
Perché confessare tutto solo ora?
Ho scoperto che il Satonal uccide.
Aveva detto che falsificare i test avrebbe provocato dei disagi
e non la morte. - Una versione comoda.
Sarò radiato dall'Ordine per quello che ho confessato.
Non potrò più fare il mestiere per cui ho studiato dieci anni.
Perché avrei detto una cosa simile, se non è vera?
Arrivederci.
Lei non potrebbe stare qua.
- Io no, ma lei sì? - E' la moglie.
Per Nicola potrebbe essere l'ultima notte.
Non lasciatevi ingannare da Amma.
Non è vero che ha preso il primo aereo per venire, era già qui.
Si sta sottoponendo a dei trattamenti per avere un figlio.
- Non vedo che cosa ci sia di male. - Niente.
A parte il fatto che i trattamenti costano decine di migliaia di euro.
Io e Amma siamo uguali.
Lei ha bisogno di soldi per sé e io per la mia azienda.
Ma non avvelenerei mai mio fratello.
Qualcuno lo ha fatto.
Si risparmi le insinuazioni.
Non sono io il medico che avvelenava i pazienti in cambio di soldi.
Qui ti ho svuotato un cassetto, dove puoi mettere le tue cose.
Calzini, slip, boxer... Insomma, quello che usi.
In bagno, il bicchiere di sinistra è solo tuo.
- C'è lo spazzolino, il dentifricio, il rasoio. Lo usi? - Ho il mio.
Vabbè, quello che usi.
Poi stasera potremmo mangiare... Non carne di maiale.
Anche se tu non pensi a queste cose, però... Pollo. Ti piace il pollo?
- No. - Pesce? - No.
- Un piatto di pasta? - No.
- Che stronzo! Mi prendi in giro? - Sì.
- Si vede che sono un po' nervosa? - Solo un po'. Sei anche più dolce.
Smettila o metto anche te sul fuoco, pollo.
Non avevi finito il trasloco?
Sì, infatti questi non sono scatoloni.
Sono mobili svedesi, è roba ecologica.
Sono molto comodi, tra l'altro. Vuoi un bicchiere? Pronti.
Ecco. Come dice, signorina? Vuole del sale per i suoi ravioli?
Pronti. Basta chiedere, ecco.
Secondo me, avevi fretta di invitarmi qua.
"Fretta"? Perché avrei dovuto avere fretta?
Forse io lo so perché.
Ho indovinato?
Non so di che cosa parla, signorina.
Così è più chiaro?
Inizio a intuire qualcosa, però... Forse mi serve un altro indizio.
Scusami.
- No, scusa tu, io non volevo farlo, non so perché l'ho fatto. - Scusa.
Forse ho corso troppo e non era il momento giusto.
Se non altro, li mangiamo caldi.
Siamo tutti sconvolti per le accuse rivolte a Fanti
ma il reparto deve andare avanti.
La salute del paziente viene prima di noi e la salute del paziente
passa anche dalla prevenzione. - Non la gara di beneficenza...
In passato Fanti ha sempre ignorato
l'invito dell'Associazione Malati Cardiovascolari. -Perciò lo amavamo.
E' una scelta che non condivido. Ho promesso al direttore generale
che il reparto di Medicina Interna parteciperà
alla gara di nuoto di beneficenza. - No.
Non andrete via di qua finché non firmate i moduli di iscrizione
che Teresa ha già compilato per voi. Buona giornata.
Teresa, dài, per favore. Quand'è?
Bonvegna, non faccia il furbo. L'uscita è qua.
-No, io ho un paziente... -Hai paura dell'acqua come i gatti?
Risata No, io...
- Non so nuotare. - Sì, vabbè... - Sì, raccontane un'altra. - No, no.
Non sono mai andato al mare.
- Sono un gran tifoso. Porto bandiere e vuvuzela. - Sì.
- Ciao. - Ciao. - Lacrimogeni.
- Farò un casino, ve lo prometto. - Vuvuzela...
Ric, non è più semplice se dici a tutti come stanno le cose?
No. Non capisco perché dovrebbero saperlo.
Ne hai bisogno tu e non loro. Finché non lo dici, non lo accetti.
Lo sai che è così.
Credimi, tu non sai che cosa si prova a essere un mutilato.
- Che cosa ci fa qui? - E' un Paese civile, a differenza del tuo.
- Le accuse vanno provate. - Basta con le tensioni, parliamo di Nicola.
- Le sue condizioni peggiorano. - Com'è possibile?
- Gli avete dato l'antidoto. - Forse siamo arrivati tardi.
- O forse c'è dell'altro. - Non facciamo confusione.
Non è il momento di essere cauti.
Il tracollo di Nicola può dipendere anche da un'altra causa
oltre all'avvelenamento. - Quale?
Sappiamo che non riuscite ad avere figli.
- Che c'entra? - Nicola segue una terapia per la fertilità?
Quelle a base ormonale possono avere gravi effetti collaterali
o dare reazioni allergiche. - Non segue terapie.
- Finiscila, è un'ossessione per te. - La terapia è inutile. Abbiamo...
Abbiamo scoperto di essere entrambi sterili.
E' l'ospedale la nostra famiglia.
Che speranze ci sono per Nicola?
Non molte, non sappiamo che cosa lo sta uccidendo.
- Da dove arriva l'ipotesi degli ormoni? - Ci ho provato.
Prendi le ferie prima della decisione del giudice.
Sei troppo nervoso. Vibrazione di cellulare
Dimmi.
Che cosa?
Immagino che tu non lo riconosca.
- Infatti. - E' Dario Corolla.
Lo specializzando che ti aveva accusato.
Temevo un caso di omonimia
per questo ho voluto vederlo con i miei occhi.
Grazie.
- Com'è morto? - Coagulazione intravascolare disseminata.
E' un killer che può avere più mandanti.
- Che cosa l'ha provocata? - Pare infezione da meningococco.
Le sue condizioni sono precipitate in modo fulminante.
-Dovevo incontrarlo subito. -Non cambiava niente. -Che ne sai?
Magari si sarebbe fatto sfuggire qualcosa, ma tu me l'hai impedito.
Come mi difendo dalle accuse di un morto?
Che cazzo succede? Com'è possibile che Dario Corolla sia morto?
Ho chiamato la sede americana della Seu.
- Sono stupiti come noi. - Sicura che non ne sanno niente?
-I prossimi potremmo essere io e te. -Non sono sicura di nulla.
Ho bisogno di parlarti.
Arrivederci.
- Ho un minuto. - Giulia mi ha detto che qui è morta una paziente.
- Quindi? - Ha lo stesso gruppo sanguigno di Chiara. - Non importa.
-Non è in lista. -Se donatore e ricevente sono nello stesso ospedale
non si tiene conto della lista. - Il Consiglio non accetterà.
- Sì, se glielo chiedi tu. - Perché dovrei? Non è giusto.
Altrimenti, dirò a tutti che mi hai ricattato.
- Ti rovinerei. - Non me ne frega un cazzo.
Quel fegato deve andare a Chiara.
Ora prendi il telefono e convochi una riunione collegiale.
-Non ho capito chi sei. -Ultimamente anch'io ho le idee confuse.
Non sei un infermiere né un medico, non sei il primario.
Lo sono stato. Diciamo che ora do una mano agli specializzandi.
- Ti invidio. - Perché non conosci gli specializzandi.
Puoi restare un medico puro. Niente questioni di soldi, potere
e quella merda per cui sono scappato in Africa. -Non so quanto sono puro.
Forse dovrei scappare in Africa come te. Ha funzionato?
All'inizio sì, avevo un piccolo ambulatorio
vicino a una grande discarica di rifiuti elettronici.
Ci vivono migliaia di persone.
Sono poverissimi. Vivono rivendendo il rame e altri metalli.
Facevo solo il medico, era bellissimo.
Poi ho attaccato le autorità in difesa di quella gente.
Soldi e potere sono tornati a mescolarsi con il mio lavoro
e tutto è diventato più complicato.
- Ne sei pentito? - Lo sarei, se non avessi incontrato te.
Tieni qua.
No, ma poi torna.
Radiologia? Sono Fanti, Medicina Interna.
Ho bisogno di un rilevatore che forse solo voi avete.
Dobbiamo fare un controllo.
Non dovete fare nulla, dovete restare qua, tutti e due.
- Che roba è? - Diciamo che se suona, forse possiamo salvarvi.
Un contatore Geiger? Interferenze
- Il tuo problema non è il veleno, sono le radiazioni. Spostati. - Sì.
Interferenze
- Come lo hai capito? - Non ci spiegavamo alcuni sintomi.
Le petecchie rosse sulle braccia. La vostra sterilità.
- Siamo entrambi sterili. - Adesso i capelli caduti di Amma.
Non li collegavamo, pensavamo all'ipotesi di avvelenamento.
Ho pensato alle radiazioni
quando mi avete parlato della discarica.
- I rifiuti elettronici emettono... - Radiazioni. - Radiazioni.
Nonostante l'intensità delle radiazioni fosse bassa...
- Sì, l'esposizione prolungata causa aplasia midollare secondaria. - Sì.
- "Aplasia"? - Un disturbo delle cellule del midollo
che compromette le cellule del sangue.
Il tallio è stato inalato insieme ai fumi dei fuochi
accesi per ricavare i metalli dagli apparecchi.
Esatto.
Che stupido, credevo di essere vittima di un complotto.
- Prima delle multinazionali, poi di mia sorella. - La terapia?
Per te basteranno dei farmaci, a lui serve un trapianto di midollo.
Chiamiamo sua sorella, c'è il 25% di possibilità
che siate compatibili. - E' inutile, non accetterà mai.
La paziente morirà senza quel fegato.
Il fattore urgenza non basta per il trapianto.
Mi assumo la responsabilità di caregiver, penserò alle cure.
La donatrice è qui al Policlinico e il fegato è compatibile
quindi io direi che possiamo fare un'eccezione.
Scusate, nella mia carriera ho praticato trecento trapianti.
C'era sempre una ragione per fare eccezione.
La lista esiste per assegnare un organo a chi è giusto darlo.
- In questo caso non è la tua paziente. - Sono d'accordo.
- Anch'io. - Bene. - Andiamo. - Aspettate.
La donatrice è positiva all'epatite B, i primi in lista sono negativi.
-Se lo diamo a uno di loro, lo infettiamo. -Chiara? -E' positiva.
Se non lo trapiantiamo a lei, il fegato andrà perso?
Procediamo.
Alba.
- Sei stata brava. - Ho solo letto i referti.
Noi no e tu hai avuto il coraggio di farcelo notare.
Ti va di partecipare all'operazione di trapianto?
Mi farebbe piacere.
Anche a me.
Bene.
Tra mezz'ora nella mia sala operatoria.
- Abbiamo scritto a sua sorella, ma non ha risposto. - Che sorpresa.
- Cerchiamo nel Registro Nazionale Donatori di Midollo Osseo. - Ma...
Quante possibilità ci sono di trovare un donatore?
Una su centomila.
Sei ancora vivo, vedo. Dovrò avvelenarti per farla finita.
- Che cosa ci fai qui? Che vuoi? - Farvi una proposta.
Ho fatto le analisi e siamo compatibili, così...
Avrai il mio midollo, ma a una condizione.
Vorrei che investissi la tua parte di eredità nell'azienda di papà.
- E' vergognoso. - Ci sto.
Procediamo, non perdiamo tempo. Mi segua.
Visto? Non si scappa. La medicina finisce sempre per mescolarsi
con questioni di soldi e potere.
"Changed at all" di Nico Bruno
Voce non udibile
Buongiorno.
Ehi.
Se sei qui, vuol dire che le notizie sono buone.
Non lo so.
E' una buona notizia che ti dovrò controllare per i prossimi anni?
- Grazie. - E di che? Il fegato mica è mio.
Ssh... Fa' piano.
Io non lo so come hai fatto.
Se non fosse stato per te, oggi non mi sarei svegliata.
Riposati.
Con questo monitoreremo i suoi parametri fuori da qui.
- Se qualcosa non va, la contatteremo. - Buongiorno.
- Come sta? - Come uno a cui hanno trapiantato un midollo nuovo.
Il midollo di sua sorella era compatibile quasi al 100%.
Mi sembra il minimo, con quello che mi è costato.
E' opportuno che lei resti a vivere in Italia.
Me l'ha detto anche Amma.
Ci ho pensato, ma non abbandonerò i miei pazienti.
Se torna in Ghana, rischia di ammalarsi di nuovo.
E' la mia gente, non la abbandono. Tornerò agli inizi.
Meno soldi e più medicina accanto ai miei pazienti.
- Starò attento alle radiazioni. - Ti regaleremo un contatore Geiger.
Grazie. Spero che anche tu riesca a decontaminarti
da ciò che è successo in passato e a tornare un medico puro.
Bene, bene.
Avrei una richiesta.
- Autografino? - Bonvegna...
Ci tengo.
-Senti che cosa ti dice il mio dito: "Io te lo avevo detto." -Che cosa?
Forti. Lui è il più grande di tutti.
- Torna in Africa anche se sa che rischia la vita. - Già.
- Senti, io devo andare. - Sì.
Ehi!
Perché questa faccia? E' arrivato il conto dell'idraulico?
- Com'è andata l'operazione? - Bene.
Otto ore di intervento, non ho dormito.
- Vado a casa, sono distrutta. - Beh, non si direbbe.
Grazie.
Comunque, è stato bello.
Lo immagino. Tua madre?
Per la prima volta siamo state insieme.
- Bene. - Hanno finito i lavori? - Finiscono oggi.
- Stasera tolgo il disturbo. - Ah.
Senti, ma...
Invece di portare via le tue cose, perché non porti tutto il resto?
- Ora mi sembri tu quello nervoso. - No, non sono nervoso, anzi...
- Penso che sarebbe molto bello. - Fantastico.
- Allora ci vediamo dopo a casa... nostra. - Sì. - Okay.
Ho pensato che voglio specializzarmi in Chirurgia, come ho sempre voluto.
- Come? Non credo che tu possa cambiare specializzazione. - Sì.
Rifaccio il concorso e ricomincio. Mia madre non si opporrà di nuovo.
Mi sembra assurdo cambiare Medicina Interna adesso.
- Perché "assurdo"? - Perché...
Sei qui da mesi, siamo un bel team. Arriva tua madre e tu molli tutto?
- Cambio solo reparto. - Non è questo il punto.
Il fatto è...
Il fatto è quello che vuoi tu. Chi sei, quali sono i tuoi sogni.
- Tu non riesci a capire. - Va bene, io non capisco.
Tu ti fai condizionare da tua madre come se fossi una bambina.
E' meglio da una madre che da una gamba che non c'è più.
Ehi... Ehi.
- Ciao. - Stai un po' meglio? - Sì.
- E tu stai un po' meglio? - Confuso, direi.
Forse mi sono sbagliato sul complotto e tutto il resto.
- Forse ho falsificato io i test. - Ti sei ricordato qualcosa? - No.
- Ma non sono mai andato d'accordo con le regole. - No.
Magari ho forzato un po' la cosa e...
- La medicina si mischia con storie di soldi. - Non è possibile.
- Non è da te. - Non è da me?
- No. - Quale me? Quello che ero? Quello che sono? Non lo so più.
Lo so io. Fidati di me.
- Sicura di star bene? Sei pallida. - Il granuloma non mi dà tregua.
Fatti visitare, prima di andare a casa, no?
- No, prendo... - Che cosa?
Farfuglia
Agnese? Agnese, che succede? Ehi, Agnese. Piano, piano, piano.
Piano, va tutto bene. Una barella.
Dài, ehi.
Voce non udibile
Dài, dài, dài!
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
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