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- Eccoti qui, possiamo andare. - Dove?
- Devo fare le foto. - Facciamo in tempo a passare dal medico
prima di andare al Policlinico per la conferenza. - Niente medico.
Ascolta. Non ti sei concessa un po' di riposo nemmeno dopo il volo.
Ho dormito tutto il tempo. Poi ho già annullato l'appuntamento.
- Serena. - Sì? - Siamo pronti. - Arrivo.
Io vado, okay? Tu devi stare tranquillo.
E' un po' di stanchezza, ma nella mia condizione è normale. Okay?
- Ci metto pochissimo. Mi aspetti? - Va bene. - Dài.
Ah...
Brusio Serena!
Largo, per cortesia. Serena! Serena! Serena!
- Erano le preferite di mio figlio. - Lo so.
Ne tenevi sempre un pacchetto in tasca.
Era il nostro messaggio in codice.
Quando volevi fare una pausa caffè, me ne offrivi una.
- Ce li prendiamo cinque minuti? - Okay.
Giulia, hai un ricovero al 21.
- Finisco qui e ti raggiungo con un caffè. - Okay, ciao.
- Tu conosci questo Satonal? - Sì. Perché?
E' la seconda volta che lo trovo nella cartella di un paziente morto.
-Anche qui è stato dato per errore? -Qui no, ma mi è saltato agli occhi.
Si usa molto da quando hai approvato la sperimentazione.
- Io? - Sì. Questo reparto ha guidato le ricerche sul farmaco.
Anche l'analisi dei dati provenienti dagli altri reparti.
La pubblicazione è a tuo nome.
Anche se non eri tu a smazzarti il lavoro, è ovvio.
- Eli. - Ehi. - E' arrivata.
Ho da fare, tanto avrà già mezzo ospedale ai suoi piedi.
Puoi non far finta di mettere a posto le scatole e mi ascolti?
Ha avuto un malore. E' in una stanza con la Giordano.
La sta visitando per un'anemia.
Dalle analisi risulta che l'anemia è dovuta a un'emolisi.
I globuli rossi sono diminuiti, perché vengono distrutti
e noi dobbiamo capirne il motivo. - Non ho capito nulla, ma mi fido.
Lo screening degli anticorpi irregolari lo avrà fatto.
In gravidanza si fa, soprattutto con un gruppo Rh negativo.
- Non capisco, non lo so. - Serena ha saltato molte visite.
Non c'è problema, ci pensiamo noi.
-Richiedi il test di Coombs e fatele fare una flebo per idratarla. -Sì.
- A dopo. - Grazie.
La temperatura va bene.
Eccola! Finalmente!
Ciao, zia.
Senti un attimo, ti prego. Lui è Ivan, mio marito. Lei è Elisa.
-Per me è davvero un grande piacere. -Quanto entusiasmo!
- Non ci vediamo da tre anni. - Quattro. - Sì, era la tua laurea.
Se non venivo io alla tua laurea, tu non ti fai vedere né sentire.
Ah, mi devo far sentire e vedere. Che altro devo fare?
- Allora... - Devo portarvela via. Abbiamo un ricovero d'urgenza.
Bel caratterino mia sorella.
Che succede? Ti sconvolge che sia incinta o che non te l'abbia detto?
Non mi sconvolge nulla, figurati un bambino nato per capriccio.
- Magari lo voleva. - Per raccontare questo evento
con un bel servizio fotografico. - E' un'attrice, lo fanno tutte.
Magari tra di voi è successo altro. Dimmi la verità.
Niente, che cosa deve essere successo?
- Non mi va di prendere parte allo show. - Sembrava felice di vederti.
- Magari è sincera. - Se n'è andata via di casa a sedici anni.
Vive in America da venti e a stento non mi conosce.
Vuole l'attenzione di tutti e la avrà.
- Perciò, almeno tu e io stiamone fuori. - Okay.
Ehi, sapete che l'attrice delle locandine è in reparto?
Non è niente di grave, deve fare dei controlli.
Aspetta, il letto 21 è tuo, vero, furbone?
- Che ho detto? - Adesso è tua.
Riccardo Bonvegna, lo specializzando dei Vip.
Mamma! Stavolta hai esagerato.
- Francesca, che ci fai qui? - Papà aveva il ricovero.
L'hanno chiamato per dirgli che c'era un'altra urgenza.
Tu l'hai spostato in fondo alla lista.
Oggi ho avuto due arrivi in codice giallo e una donna incinta.
Sono più urgenti dei mal di pancia di tuo padre
che può venire in ospedale da solo, senza farti saltare la scuola.
- Sta male. Non lo chiami mai. - Beh, finché paga gli alimenti...
- Che cos'ha? - E' intollerante al glutine e anche al lattosio.
Non si tollera neanche da solo. E' un esperto nel creare problemi.
- Avrà sbagliato qualcosa con la dieta. - Sta male.
Non puoi smettere di odiarlo almeno per un secondo?
Facciamo così, il dottor Kidane visiterà tuo padre in medicheria.
- Vediamo se ci sono elementi per il ricovero. Fallo venire. - Grazie.
Un altro divo che vuole attenzioni?
Non è un divo, è solo bisognoso di attenzioni.
Ti autorizzo a non dargliene. Lo visiti quando hai tempo
e se ti avanza.
E' roba di ex, Kidane. Una rogna.
Chiara, che ci fai qua?
Da quando sei venuto da me, non tocco niente.
Non dico che sia facile, non lo è
ma ce la sto mettendo tutta.
E' merito tuo. Sì.
Ho pensato di sistemare la casa
e farla diventare uno di quei B&B di categoria superiore.
Se riesco, ci faccio pure il bistrot.
Se hai smesso con le sostanze, non posso che essere contento.
Però, ecco...
Venire da te è stato un errore.
Non pensare che quella notte insieme sia stato l'inizio di qualcosa.
Non sono venuta per questo.
Mi servono 10.000 euro.
Mi hanno mandato i controlli a casa. E' stata la vicina.
Se non sistemo gli impianti e le uscite di sicurezza, mi chiudono.
- Mi hanno dato trenta giorni di tempo. - Che impianto?
- Quello elettrico. - Quello elettrico? - Sì.
Ti stai inventando delle cazzate.
- Anche che hai smesso di farti è una cazzata? - Non è una cazzata.
- No? - No. - Non ti credo.
Il tuo primario lo sa che ti fai di oppiacei?
Allora portami 10.000 euro o glielo dico io.
Fai pure.
Tanto io ho smesso.
Dottor Kidane, lui è mio padre, Mariani Corrado.
Ora mi fai le dimissioni del sette e del diciannove.
- Vai, è urgente. - Mamma.
- Ciao, Terry, - Oggi è una giornata tremenda.
Aspettami in medicheria, finché non mi serve. Coraggio, vai.
Professore... Professore.
Scusi, ha un attimo? Era da tempo che glielo volevo chiedere.
-Un flacone? -Era nell'immondizia. E' strano, non ha l'etichetta.
Dovrebbe stare nello smaltimento dei farmaci.
- Non è che l'ha buttato un paziente? - Dove l'ha trovato?
Nel cestino vicino al distributore.
So che c'è una spiegazione, ma se qualcosa non mi torna...
No, ha fatto bene. Lo faccia analizzare e riferisca a me.
- Mi raccomando. - D'accordo.
Notifica dal cellulare
Come mai hai preso tu il caso? Voglio dire, era di Gabriel.
Me l'ha dato lui e non mi dispiace, Serena Ruffo è un gran bel tipo.
Sono contento, lavoriamo di nuovo insieme, come ai vecchi tempi.
- Come sta la diva? - Bene, per una che ha 8,4 di emoglobina.
E' questione di abitudine. Serena Ruffo è una che non sta ferma mai.
- Io neanche sapevo chi fosse. - Perché sei giovane.
- I suoi film giravano quando avevo venti anni. - Grazie.
Potevi chiedere a Elisa, è sua sorella.
Non è possibile, loro sono agli antipodi.
- Elisa è una iena, Serena... - Infatti non vanno d'accordo.
- Che cos'ha? - Ha un'emolisi ed è incinta, può essere preoccupante.
Dobbiamo capirne la causa. Aspetto i risultati del test di Coombs.
Okay, allora mi rimetto in pari e vado a conoscerla.
Notifica dal Pc Ah, i risultati.
Ha il sangue pieno di anticorpi
sia agglutinine fredde sia anticorpi anti-Rh.
- Mettono a rischio il bambino. - Dipende dalla loro causa.
Ha avuto altre gravidanze?
In quel caso gli anti-Rh sono pericolosi per il feto.
- Nessuna gravidanza. - Malattie genetiche?
- Interventi chirurgici? - Niente.
Dobbiamo trovare un'altra causa.
- Se fosse dovuto a un disordine immunologico? - Magari un linfoma.
Facciamo tutti i test di approfondimento.
Ho visto il film ambientato a Ischia e ci sono andato in vacanza.
Certo, era l'unica cosa interessante del film.
-Diciamolo, non mi offendo. -No... Ma è stata una bella vacanza.
C'è stato un periodo della tua vita in cui andavi in vacanza?
- Buongiorno. - Buongiorno. - Buongiorno.
Dagli esami sono emersi dei dati che vanno approfonditi.
-Faremo altri esami, domani avremo i risultati. -Resterò fino a domani?
- Almeno fino a domani. - Impossibile.
Se la dottoressa lo sta chiedendo, è perché è necessario.
Tra due ore ho la conferenza stampa e non posso annullarla.
- E' al piano di sotto. - Sì, ma devo sistemarmi.
Non posso improvvisare, ho tutto in albergo.
Ti porto tutto ciò che ti serve. Fatti controllare.
- Oh, mamma mia... Va bene. - A dopo.
- L'esito del test di Coombs? - Agglutinine fredde e anti-Rh.
Speriamo che non sia niente che comprometta la gravidanza.
- Davvero non andavo in vacanza? - Già, ma puoi recuperare.
Iniziamo da qualcosa di meno impegnativo, tipo...
Una birretta stasera?
Okay.
- Posso? - Prego.
- Che leggi? - Una pubblicazione a mio nome sul Satonal.
Sembra un farmaco molto efficace e la rivista è prestigiosa.
Sì, ti sapevi muovere abbastanza bene da primario.
Dove trovo il materiale dati di una pubblicazione già uscita?
- La vorrei ristudiare. - Dove lo trovi? In archivio.
Saranno tonnellate di carta, per un lavoro già fatto. Che ti importa?
Grazie per la spassosissima compagnia.
Quando c'è qualcosa che toglie l'appetito, conviene tirarla fuori.
Dicono che liberi sia la testa che lo stomaco.
-Ho fatto una cosa a cui non so rimediare. -Di lavoro?
Ho ferito una persona a cui tengo molto.
Di questa persona sei innamorata?
Sì.
Diglielo. Sono sicuro che a Riccardo non importerà più di tutto il resto.
Riccardo, ciao.
- Ciao! - Che fortuna! - Scusa, ma che ci fai qui?
Sono qui per Serena Ruffo. Speravo di incontrarti.
Ti stavo venendo a cercare in reparto.
Ho pensato che potremmo rivederci qualche volta
visto che ci siamo ritrovati.
Che ne dici?
Okay.
Cioè... Sì, okay.
Anche stasera. Io stacco tra due ore.
Consegno questo pezzo e poi passo a prenderti?
Bene.
Brusio - Permesso.
Permesso, per cortesia!
- Che succede? - E' svenuta di nuovo. - Serena... Serena, ehi.
Ecco la barella, appoggiamola.
Per favore, potete stare lontani? Grazie.
Non sei nemmeno andata a trovarla. E' svenuta di nuovo.
Poi non è cattiva, raccoglie fondi per ospedali pediatrici.
- E' incinta e ci fa bella figura. - Non devi essere stronza per forza.
- Io sono stronza. - Non senza un motivo.
Secondo me c'è qualcosa che non vuoi dirmi.
Qualcosa deve esservi successo, se avete un rapporto così brutto.
Datevi pace. Noi non abbiamo un rapporto.
Con 15 anni di differenza non ci siamo frequentate.
- Vi sembra strano? - A me sì.
Sono figlio unico e invidio i fratelli.
Non c'è niente da invidiare.
Era meglio evitare di stancarsi, per fortuna era in ospedale.
Non posso darle il cortisone. Servono prima risposte sull'emolisi.
Per ora riposo e domani avremo i risultati degli esami
e capiremo che cosa fare, okay?
- Fai la brava. Posso chiederle qualcosa? - Come no.
- Grazie. - A dopo. - A dopo.
- Alla conferenza l'interpretazione è stata magistrale. - Sì, eh? - Sì.
Ammetto che ha fatto crescere di molto le donazioni.
- Questa è abnegazione totale alla causa. - Sì, esatto.
-La fondazione è fortunata ad averti come testimonial. -Anch'io lo sono.
Diciamolo, recitare non mi piaceva moltissimo.
Invece il ruolo della testimonial è perfetto. Anche se... Vabbè...
Mi aspettavo qualcosa di più da questa tappa milanese, però...
Dalla città o da Elisa?
Avevo organizzato la conferenza stampa qui per stare con lei.
Non è servito a nulla, non sono riuscita a parlarle.
Pensa che una volta, aveva tredici anni
è scappata di casa per raggiungermi su un set in Sicilia.
Poi appena terminata l'università, non lo so, è sparita.
Come mai? E' successo qualcosa?
Avrà avuto da fare o...
diventando medico, penserà di dover salvare il mondo.
Magari hai fatto qualcosa senza volerlo.
Non posso costringerla a volermi bene.
Non puoi neanche lasciare le cose così, sarebbe un peccato.
Evidentemente non ha bisogno di una sorella.
La fondazione ha bisogno di una testimonial.
Faccia un ultimo respiro.
Perfetto, si può sdraiare.
- Quindi, mi diceva? - Sono sempre stanco.
Poi, ultimamente, ho dei nuovi disturbi intestinali.
- Da quando ha eliminato il lattosio dalla dieta? - Prima stavo bene.
Tra glutine e lattosio, non mangio più nulla.
Poi deve essere successo qualcosa.
Ho pensato a un virus e ho deciso di farmi controllare.
- Le fa male quando tocco qui? - No.
Questo sfogo da quanto ce l'ha?
Non lo so, non me ne ero accorto.
E' meglio fare ulteriori approfondimenti domani.
E' qualcosa di grave, vero?
Facciamo così, resti qui stasera. Ci portiamo avanti con la richiesta.
Le faccio portare un letto.
- Teresa c'è? - Credo che sia già andata via.
Non è un virus gastrointestinale e ha una carenza di ferro.
Io gli farei un'eco addome.
La carenza di ferro è un dato allarmante per uno della sua età.
Gli hai detto che può essere un tumore?
- No, prima volevo parlarne con te e ricoverarlo. - Facciamo così.
Lascialo in medicheria, parlo io con Teresa.
Hai fatto bene a non dirgli niente, aspettiamo i riscontri. A domani.
Vibrazione di cellulare
- Doc. - Ciao.
- Andrea. - Ehi.
Andrea, senti... Non fraintendere, ma...
Devo farti una domanda.
Tu e la Giordano avete ricominciato a vedervi?
-"Non fraintendere"? -Devo saperlo per gli equilibri del reparto.
Da quando è un problema che due colleghi si frequentino?
- Succede continuamente. - Lo so, ma...
Devo saperlo, per...
Per sapere che cosa... Per sapere che cosa fare.
Come non detto. E' solo perché volevo essere...
preparata in caso di complicazioni.
Mi fa piacere che tu me lo chieda.
Ma non ho la minima intenzione di risponderti.
- Okay. - Anzi, ho io una domanda per te.
Dove finiscono le tabelle di raccolta dati di una ricerca?
-Sono andato in archivio, ma ora c'è una palestra. -E' nel seminterrato.
Che ti serve? Non puoi andare a prendere ciò che vuoi.
Serve un'autorizzazione che dovrei darti io.
Okay, ma se ne parla domani, tanto l'archivio è chiuso.
Passo io da te...
quando posso.
"I'll find you in the dark" di Nico Bruno
Voci non udibili
Agnese mi ha chiesto di noi.
- Tu che cosa le hai detto? - Niente.
Perché vuoi tenerti la possibilità di ricominciare?
- No, è che non c'è nessun noi, è la verità. - Ah.
-Puoi essere meno prefrontale quando la dici? -Non essere gelosa di lei.
Non sono gelosa di Agnese, è che visto com'è andata tra voi
mi sento un ripiego per te. - Non ho bisogno di un ripiego.
Quindi, se io ora...
ti baciassi qua davanti a tutti, tu che cosa faresti?
E poi sarei io il prefrontale, eh?
- Secondo me, sei ubriaca. - Può essere.
Non lo avrei mai fatto, non è il mio genere. Almeno non così in fretta.
La prima volta ci ho messo dieci anni, non vorremo correre?
- Il mondo del giornalismo è così, sono tutte iene. - Gran bel mondo!
Posso vederla?
-Ora basta, sennò devo farti pagare. -Perché ti vergogni? E' pazzesca.
Potevi diventare uno di quei testimonial sportivi.
- Diventavi famoso. - Ci ho pensato.
Poi mi sono guardato, ho visto il fisico e ho detto...
- "All-in in Medicina." - E' la scelta migliore.
- Non è per niente carino da dire. - Non hai più fatto le immersioni?
- Scusa, non dovevo. - No, non hai detto nulla di sbagliato.
- Avrei anche potuto farle. - Ti ci porterò io, allora.
Non devi più rinunciare a una cosa che ti faceva stare bene.
Io devo farti una domanda.
Perché in questi anni non mi hai cercato?
Io ho scelto di non cercarti.
Io non lo so.
- Era difficile, non sapevo che tipo fossi diventato. - Potevi scoprirlo.
E' vero.
Avrei fatto bene, perché sei diventato un fico.
In tutti i sensi.
Scusa, ho esagerato. Scusami.
Mi dispiace.
Canticchia
Allora...
Ma che giornata oggi...
- Mamma mia. - Teresa, dovrei parlarti. - Ah, Lazzarini.
Mi mandi la scheda telematica del 18 al Maggiore?
- Oggi sto piena. - Sì. - Grazie.
Ma che... Che cosa avete fatto?
-Lo avete ricoverato scavalcando la lista d'attesa? -Volevo dirtelo.
E' in medicheria. Kidane vuole fare degli esami.
Appena arrivano i risultati, lo mando a casa, tanto non ha nulla.
- Hai i risultati? - Siamo al punto di partenza.
Non è un linfoma e non è un'emolisi autoimmune come le altre.
Ci sono troppi anticorpi diversi coinvolti.
L'emoglobina è scesa a 7,9. Dovremo farle una trasfusione.
No, con gli anticorpi che ha in circolo è rischioso.
Dobbiamo individuare l'origine dell'emolisi, siamo fermi lì.
Dobbiamo tirare fuori un'idea.
Io qua dentro un'idea non la trovo. Servono altri elementi.
Dove li trovi, se non nei referti? Nei racconti delle vacanze?
E' un'idea.
Se queste non fossero collegate? Le agglutinine fredde e gli anti-Rh.
Dov'è il foglio anamnestico?
"Nessuna malattia recente." Sicuri che abbia risposto con attenzione?
- Se avesse avuto un'infezione... - Vado io.
Io ho... Cioè, devo...
Alba, tutto okay?
- Sì. - E' successo qualcosa?
Ehm... Ieri sera...
"Ieri sera"?
Niente, ero stanca e ho fatto fatica a dormire.
Salve, ieri ci ha detto che non ha avuto malattie recenti.
Da quando sono incinta, sto bene.
Ripensi anche a qualcosa che non ritiene rilevante.
- Della tosse? Un po' di febbre? - Avevi la tosse prima di partire.
Il medico ti ha dato lo sciroppo alle erbe. Non volevi medicinali.
Ah, sì. Vabbè, ma non è una malattia quattro colpi di tosse.
Storie di famiglia. Viaggi in zone a rischio di malattie tropicali
malattie ricorrenti, un abuso di farmaci... - Lo chieda a Serena.
- La paziente è lei. - Lei è sempre in pubblicità.
Sintomi di un'anemia mai diagnosticata.
Tu sei un medico, magari ti viene in mente qualcosa.
- Non so... Una gravidanza segreta? - Che cosa?
Un figlio con un gruppo sanguigno Rh positivo spiegherebbe gli anti-Rh
se non ha fatto la profilassi.
- Serena ha gruppo sanguigno Rh negativo? - Non lo sai?
Se sai qualcosa che possa aiutare, devi dirlo.
Non puoi avercela tanto con lei.
E' una cosa che non riguarda te e nessun altro qui dentro.
Se non tua sorella e suo figlio che rischia di morire.
C'è qualcosa che non va?
Probabile sindrome da intestino irritabile.
Le do un antispastico, poi faremo altri controlli.
- Tenga, è per ripulirsi. - Grazie.
Con l'ecografia non si vede nulla, non escludo un tumore.
- Intanto procederei con una endoscopia. - D'accordo.
Ciao, come va? Si sa qualcosa?
Ehm... Non ho seguito. Lazzarini gli farà sapere qualcosa.
Vado, gli ho preso un po' di spesa.
- Professor Fanti, buongiorno. - Buongiorno.
E' Francesca, mia figlia.
Quella è Francesca?
L'ultima volta che l'ho vista aveva l'età di Mattia.
- Che ci fa in medicheria? - C'è il mio ex marito. Vuoi salutarlo?
Lui non è cambiato, è il solito guaio.
E' venuto qui con un disturbo da niente
ma ho sentito Lazzarini che sospetta un tumore. - E ti sei impietosita.
Sono quasi più incazzata.
Non accetto che abbia ragione lui, ti rendi conto?
Sono una stronza, eh?
No, tuo marito ti ha sempre fatto salire il sangue alla testa.
Ma non c'entra con il fatto che forse ha un tumore.
Prova a tenere le due cose separate.
Capita sempre, i pazienti omettono cose che non ritengono rilevanti
ma è una buona notizia, cambia tutto. - Che cosa mi sono perso?
L'emolisi non si deve agli anti-Rh
ma alle agglutinine causate dalla polmonite.
- Serena aveva la tosse. - Quel tipo di anticorpi non passa la placenta.
- Il feto è al sicuro. - Non è detto che lo sia dagli anti-Rh
che non si spiegano. - Sono a basso titolo.
Serena può partire e farsi curare dai suoi medici. La dimettiamo.
Scusa se prima sono stata brusca, devo abituarmi ai tuoi metodi.
Eccomi, ho solo dieci minuti. Se mi accompagni, parliamo.
Professore, le pillole che dovevo analizzare...
Forse è meglio se ci dà un'occhiata.
D'accordo.
Infermiera, portale a Sardoni, subito.
Oh, Teresa. Se ti serve la stanza, esco.
No, no, no, tranquillo. Volevo sapere come stavi.
Sono contento.
Non ti volevo dare tanto disturbo. Il tempo di capire che cos'ho.
Mi conosci, lo sai che ho un brutto carattere.
- Con la vecchiaia non migliora. - Sei migliorata.
In una giornata così, sei passata solo per vedere come stavo.
Con la vecchiaia io sono diventato più saggio.
E' un po' tardi, ma sicuramente oggi non mi comporterei più così.
Sarei più attento alle ragazze.
A te.
Mi sa che la vecchiaia ti fa anche straparlare.
Sì, può darsi.
O la vicinanza con Francesca mi ha fatto tornare la nostalgia.
Mi dispiace di aver sprecato tutto.
Sono un uomo maturo, più saggio.
"Più saggio "?
Sì.
"Più saggio..."
-Vorrei sapere di che cosa si parla. -E' il caso di aspettare tua madre.
Smettila di torturare Kidane, te lo dico io che cos'ha tuo padre.
Non ha un tumore, beve latte d'avena.
Sì, il cappuccino di soia non gli piaceva.
- Da un po' si è abituato all'avena. - L'avena contiene glutine.
Tuo padre non ha niente di nuovo, è un sintomo vecchio che è tornato.
- Avverto Lazzarini. - Grazie.
Mi dispiace, io non lo sapevo.
Vieni qua. Amore mio, tuo padre ha un'intolleranza al glutine da anni.
Dovrebbe sapere che cosa può bere.
Lui non sa che cosa sia l'avena, a parte mangime per i cavalli.
Sei bella quando ridi.
Non devi occuparti di queste cose.
Non devi essere tu a parlare con i medici o a fare la spesa.
Lui ha sempre bisogno di accudimento.
Ora lo cerca da te, perché io mi sono tirata fuori.
Tu non devi fare lo stesso errore che ho fatto io.
Tuo padre sarà sempre tuo padre.
Ma tu devi fare la tua vita
perché è una, mmm?
Dài, la cosa buona è che sappiamo che non ha niente di grave.
Noi gli vogliamo bene lo stesso. Basta che se ne stia a casa sua.
Mamma.
Dài, andiamo.
E' inutile piangere sul latte versato... di avena.
Mariani ha bevuto l'avena.
Questo spiega il ferro, i disturbi e la dermatite.
- Incredibile, aveva ragione Teresa. - Già. Vado a disdire gli esami.
Vibrazione di cellulare
- Per quanto continuerai a non rispondermi? - Chiara, vieni.
Sì, sono gelosa di Agnese. Dimmi di che cosa parli sempre con lei.
Non mi dire che è per il Satonal, non ci credo.
- Che cos'è? - I documenti sulla sperimentazione del Satonal.
Dovevo parlare con lei, perché mi serviva la sua autorizzazione
per portarmi questa roba a casa.
Posso metterla in macchina da te? Così stasera me la porti.
Pensavo a una cena a casa mia, senza impegno.
Sì.
Mi dispiace, non volevo ricattarti, ma non sapevo come fare.
- Solo tu puoi aiutarmi. - Basta. - Ti ripago.
Faccio ciò che vuoi, ti porto altre di queste. Le vuoi?
Leva questa roba. Io ho smesso e devi smettere anche tu, basta.
Quindi è tua questa roba?
- E' mia. - Anche quella che la caposala ha trovato nel cestino?
Io ti ho visto buttare qualcosa nel cestino
in un giorno che, guarda caso, mi sembravi fuori fase.
Te lo chiedo una volta sola. Sei sotto effetto di stupefacenti?
- Che cosa? - No.
Se ora facessi un tossicologico, non uscirebbe niente?
Ti aspetto nel mio ufficio. Arrivederci.
- Sei nei guai? - Vattene.
- Mi dispiace. - Chiara, vattene.
Sei da due giorni nella mia vita e rischi di rovinarmela per sempre.
Chiara, vattene.
Questa è la dimissione. Evitando il freddo e con il cortisone
l'emolisi migliorerà. Approfondisca le ragioni degli anti-Rh.
- Prima lo fa, meglio è. - Una volta a casa, ci penso io.
- Ehi, volevo venire... - Non deve uscire.
Ha avuto una bambina che aveva gruppo sanguigno Rh positivo.
E' da lì che arrivano gli anticorpi anti-Rh.
Che cosa sta dicendo? Che cosa vuol dire?
Ha detto di non aver avuto gravidanze precedenti.
Quegli anticorpi sono a basso titolo ma se derivano da una gravidanza
nella seconda saliranno dopo il quarto mese, quindi ora.
La vita di suo figlio è a rischio.
Perché non ce l'ha detto quando glielo abbiamo chiesto?
Faccio fare un'ecografia del feto, possiamo proteggerlo.
Da quando lo sai?
Chi è questa bambina? Dov'è ora? E' viva o morta?
Decisamente non è morta.
Che cosa sono questi misteri con i dottori e con tuo marito?
Mi vuoi dire qualcosa?
- Ehi. - Ehi. - Penso che tu debba andare da Elisa.
-Immagino che tu sappia dove trovarla. -Che cos'è successo?
Credo che abbia bisogno di parlare con un amico. Vieni.
Da quanto tempo, Lorenzo?
E' stato un momento ed è già finito. Non succederà mai più, te lo giuro.
Che consuetudine hai con gli stupefacenti? Posso fidarmi di te?
In teoria, ti dovrei denunciare.
Sono quindici anni che non tocco niente, niente.
E' stata la prima e unica ricaduta della mia vita, mi devi credere.
Marco, ti prego, dammi una seconda possibilità.
- Voglio le analisi, ogni due giorni. - Sì.
Se sgarri, sei fuori.
Adesso puoi andare.
Lasciami in pace, Gabriel.
- Perché non me l'hai detto? - Non dovevo saperlo nemmeno io.
Quando mia madre si è ammalata di demenza senile
ha iniziato a raccontarmi delle cose.
Mi parlava come se io sapessi che lei non era mia madre, ma mia nonna.
L'anno prima che io nascessi, i miei si sono trasferiti a Milano
dopo essere stati a Caserta e...
Sapevo che era per il lavoro di mio padre, invece...
era perché Serena era incinta.
Tutti dovevano credere che io fossi la sorellina tardiva.
Almeno adesso potrete parlarne per davvero, per la prima volta.
L'ho fatto per il bene del bambino.
Che cosa devo dire a una madre che non mi ha mai voluta?
Tu lo sai che non lo devi fare per lei?
Lo devi fare per te.
Puoi prenderti la libertà di amarla, se vuoi.
Dov'è Ivan?
E' sconvolto, ma ora gli passa.
Grazie.
Gli hai salvato la vita, non immagini che cosa significhi per me.
Non lo immagino, visto che per te non ho mai contato nulla.
- Come l'hai saputo? - Me l'ha detto mamma.
Sapevo che te lo avrebbe detto.
Tu mi hai abbandonato e mi hai mentito tutta la vita.
Avevo 14 anni. Io non volevo un figlio a 14 anni.
Mi ha detto che ti avrebbe cresciuta e mi ha fatto giurare di non dirlo.
- Tu che avresti fatto? - Io non avrei fatto un figlio.
- Tu non sbagli mai. - Avrei fatto una delle due cose, abortire o no.
Ho fatto la cosa migliore per tutti. A 14 anni che madre sarei stata?
Guardati, sei una donna cazzuta, sei un bravo medico.
Sei intelligente, sei bella.
Devi solo imparare a sorridere un po' di più.
Se fossi stata tua madre, ti avrei insegnato a sorridere.
Ma che cazzo dici? Tu sei mia madre.
Mi hai tenuta lì dentro per nove mesi.
I figli sono di chi li cresce.
Ora vorrei che la smettessi di essere così incazzata
e che fossi un po' felice per questo bambino che sta nascendo.
Ha rischiato di non nascere per le stronzate che ti racconti.
Che stupido! Avevo detto che la iena era Elisa.
- Non potevi saperlo. - Non è questo.
Io so benissimo che tutti hanno delle ferite.
Eppure sono stato superficiale.
Può capitare a tutti.
L'importante è capirlo e poi non farlo più.
Clacson
Ci vediamo domani.
Campanello
- Ehi. - Ciao. - Posso? - No, faccio io.
Gli altri sono in macchina. Davvero vuoi studiare tutta questa roba?
- Puoi aiutarmi. - Non ci penso neanche.
- Serata senza impegno, in tutti i sensi. - Okay.
- Ah, mi abbassi il fuoco, per favore? - Certo.
Gamberi.
Beh, è una tua specialità, me l'hai già fatta due volte.
E' un buon segno. Magari finisce che facciamo l'amore.
- Eh? - No, tranquillo, non prima di tre anni.
- Ti ho fatto i gamberi anche l'altra volta? - Sì.
Serve una variante.
- Riso e piccantissimi? - Mmm. - Ti piace il piccante? - Lo adoro.
Che storia...
Scoprire che tua sorella in realtà è tua madre ed è Serena Ruffo.
Ci veniva un pezzo pazzesco.
- Noi abbiamo un patto, sì? - Sì, lo so, tranquillo.
Nessuno dei miei colleghi lo rispetterebbe, non dirlo a nessuno.
Sennò, a quel punto, avrei potuto scriverlo io.
Sai perché non ho mai detto a nessuno della gamba?
- Perché è una ferita ancora aperta. - Non parlavamo della tua collega?
Tu neanche mi ascolti.
- Scusa, ho sbagliato. - Non capisco.
Io ero legato a un'idea di te
senza capire che la ferita sei tu e il modo in cui te ne sei andata.
"Il modo"? Non era facile a 18 anni capire come affrontare tutto.
In quel momento ho pensato tante cose, tranne che fosse semplice.
Ma eravamo adulti e intimi abbastanza da affrontarlo insieme.
Ora lo siamo, è come se ci fossimo appena conosciuti.
La gente fa così.
Si conosce, si frequenta e poi capisce se è innamorato o no.
Se io ti avessi conosciuta adesso
non ti avrei frequentato.
Grazie per il passaggio.
- Ehi. - Ehi.
- Aveva ragione Fanti, ti ha fatto bene parlarne. - Aveva ragione.
Come avevi ragione tu, quando hai detto che bisogna concedersi
la libertà di amare o di odiare.
- Lo fai per te, non per l'altro. - Giusto. Vi siete riconciliate?
No, credo che non la vedrò più, ma almeno sono libera di odiarla.
- Non è quello che immaginavo, ma... - Fammi finire, sennò è un casino.
Anche se sono quello che sono e non mi merito niente...
Quali che siano le conseguenze
perché so che siamo colleghi e si incasinerà tutto
per non parlare del fatto che ti devi sposare...
Ma mi sono innamorata di te.
Per me non è stata solo un'avventura.
Non devi dire per forza qualcosa, è una cosa mia.
Ci faccio i conti da sola.
Ti posso chiedere una birra?
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