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Campanella
Altoparlante: E' in arrivo sul binario due
il treno regionale 5611 delle 7,10.
Allontanarsi dalla linea gialla.
Dopo il treno prendiamo l'autobus.
Possiamo stare anche tutto il pomeriggio.
L'importante è che mi stai vicino e non mi lasci la mano.
- Sei felice? - Felicissimo.
Fischio del treno
Aspetti! Aspetti!
Venga.
Grazie. Grazie.
- Cappuccino e brioche integrale al miele. - Grazie, Ivano. - Prego.
Fai spesso colazione qui?
Lo facevo con te. Tu prendevi sempre il succo di melograno.
Faccio fatica a immaginarmelo.
- Che cosa, che facevi colazione con me? - No!
La spremuta di melograno.
- Hai del latte? - [Tv] Una tragedia.
Un treno deraglia
lasciando decine di feriti intrappolati fra le lamiere.
I soccorsi li stanno trasportando al Policlinico Ambrosiano di Milano.
Erano 350 i passeggeri
a bordo del treno regionale 5611 delle 7,10.
Il reparto sarà come un Pronto Soccorso.
Avremo bombole di ossigeno in ogni stanza.
Aspettiamo il sangue. La medicheria sarà il punto di primo soccorso.
Stanno per arrivare i feriti. Serve l'aiuto di tutti.
Non lavoreremo come team, ma singolarmente
ognuno su emergenze diverse.
Professore, ma... anche noi del primo anno?
Sei un medico?
Sì. E' solo che mi chiedevo chi si prenderà cura dei ricoverati.
Ci penseranno gli infermieri.
Tu sei sulle emergenze. Se serve, chiedete pure aiuto.
Di recente il reparto è stato messo sotto giudizio
per errori del passato. Siamo sotto esame.
Questa è l'occasione per dimostrare i risultati che possiamo ottenere.
Non la sprechiamo. Gli infermieri si preparino ad accogliere i feriti.
- Operativi, dài, veloci. - Che figura di merda.
Quando la smetterai di preoccuparti di quello che la gente pensa di te?
Possiamo prendere i casi insieme.
Non hai sentito oggi il prof? Ognuno per sé.
Scusate. Posso occuparmi anch'io dell'emergenza?
- Senza psicofarmaci potresti andare in crisi. - Lo autorizzo io.
Ci serve tutto l'aiuto possibile, no?
Va bene.
Buon lavoro, e niente distrazioni.
- Per caso le hai detto di noi? - Non ha motivi per essere gelosa.
Non ce li aveva allora, non ce li ha oggi.
Segnale acustico
Forza, ragazzi, dài! Forza!
Sospetta emorragia interna.
- Dài con le barelle. - Arresto cardiorespiratorio.
Due pazienti in shock. Voce indistinta
- Stanza 11. - Lesione midollare.
- Forza, ragazzi, dài! - Portiamoli insieme agli altri.
- In Terapia Intensiva. - Le sacche di sangue di là. - In medicheria.
Le sacche da quella parte.
Voci indistinte Visitiamolo subito.
- Cosciente? - Fatta la Tac? - Parametri vitali?
- Ah... - Tampona più forte che puoi. - Altre garze.
Signora, si ricorda il suo nome?
Andiamo con i parametri vitali.
Voci indistinte
Non è niente, riesco a muoverlo.
- Altri dolori? - No.
Ha mal di testa, però. Si tocca le tempie da quando è entrato.
Quella è soltanto la mia emicrania.
Ricorda se magari ha battuto la testa durante l'incidente?
- Sono rimasto aggrappato al sedile. - Okay.
- Mi guardi, per favore. Mi sa dire il suo nome? - Giovanni Canto.
- Che giorno è oggi? - Giovedì.
- Perché tutte queste domande? - Sono un tipo curioso.
- Dottore, mi scusi. - Prego.
- Sì, mettilo lì. - Aspetta.
E' regolarmente registrata.
Sono un imprenditore. Insomma, ce l'ho per sicurezza personale.
Guardi, ho il porto d'armi. Scusi.
Ho perso gli occhiali in treno.
- Quante diottrie le mancano? - Tre e mezzo.
- E' sicuro di non aver sbattuto la testa? - Le ho detto di no.
- Ecco. - Va bene.
E' meglio se rimane qualche ora in osservazione.
Non posso rimanere qua.
- Ho un appuntamento. - Dopo quello che è successo, lo può disdire.
Questa la porto in guardiania. Potrà prenderla quando uscirà.
Con quella sopprimi i pazienti per non farli soffrire?
- No, gli specializzandi spiritosi. - Ah...
Il tipo con la spalla fuori posto è a posto.
- A chi tocca? - Alla ragazza lì.
Mmm, una ragazza.
Il cuore ti batte a mille.
Lo so. Pensavo mi scoppiasse.
Troppa felicità tutta insieme.
Riccardo!
Ciao!
Quasi non ti riconoscevo.
- Figurati io. - Sapevo che studiavi Medicina, ma non che fossi qui.
Sì, sono uno specializzando del primo anno.
Ma... tu eri in treno?
- Sì, è stato orribile. - Ah. - Ma mi è andata bene.
Quando sono caduta, mi sono solo distorta il polso.
- Non riesco a muoverlo. - Fammi vedere. Reggi qua.
Stai benissimo. Non si direbbe mai, dopo quello che ti è successo.
Maria, qui non lo sa nessuno.
- E tu di che cosa ti occupi? - Io?
Consulente d'azienda, cose così.
- Ahi, mi fai male. - Okay.
Non credo che sia fratturato, al massimo è una contusione.
Possiamo dimetterti subito.
Non c'è magari un ortopedico?
Okay, ti faccio fare una Rx.
Se c'è qualcosa di più grave, poi chiamo io l'ortopedico.
Renato! Portala a fare una Rx al polso.
- Chiamo io Radiologia. - Sì, subito. Andiamo?
- Poi ti ritrovo qui, vero? - Sì.
Io non scappo.
La conosci?
Sì, è la figlia di un ex compagno di mia madre.
Dottoressa Patrizi!
Voi alla 19. E' stata investita da una fiammata.
- E' priva di sensi. - Grazie.
Larysa Volkov, 23 anni, professione fotomodella. Ci credo, guarda qui.
Presenta ustioni di secondo e terzo grado sul viso e sulle braccia.
- Idratazione, Paracetamolo per via endovenosa e garze grasse. - Sì.
Qualcuno, presto!
Donna, 35 anni, ferita al fianco.
- Come si chiama? - Giorgia.
Giorgia, adesso ci pensiamo noi. Portatela in medicheria.
- Dottore, Francesco come sta? - Adesso verifichiamo.
- Sarà il figlio. - Antonio! - Ecco il bambino. Dieci anni.
Possibile trauma cranico. Lei l'ha protetto con il suo corpo.
- In medicheria. Ci penso io. - No, io. - No...
Non decidi tu di chi occuparti.
Da questa parte.
- Pressione? - 75 su 50. - Liquidi e subito una trasfusione.
E' in shock emorragico. Ricordi il tuo gruppo sanguigno?
B positivo.
Adesso noi ti fermiamo l'emorragia
ti porto in Chirurgia e tu torni come nuova.
- Francesco? - Ci sono i miei colleghi.
- Trauma cranico? - Così dice l'infermiere, ma niente ematomi.
Qualcosa non va nel respiro.
Ha le coste fratturate. Devono aver perforato il polmone.
- Contatto Chirurgia? - No, bisogna fare un drenaggio toracico. - Sì.
B positivo.
Cominciamo. Anestesia.
Adesso chiudi gli occhi e non pensare a tuo figlio.
- Uno... - Quale figlio?
Non ti preoccupare, Francesco se la caverà. Due, tre.
- E' in fibrillazione ventricolare. - Defibrillatore!
C'è troppo sangue.
Scarica!
Scarica!
Scarica!
Adrenalina, subito.
Dài, Francesco, respira.
Dài, dài, dài.
- Chirurgia. - Sì.
- Dottor Kidane. - Cinque, sei, sette, otto.
Dottor Kidane!
- Ah! - Scusi.
Anna! Fai tu un attimo? Io ho un'altra cosa da controllare.
- Dia a me. - Tieni.
- Dottore? Scusi. - Sì, un attimo.
- Dottore? - Arrivo, un attimo.
- Dottore? - Sì?
- Posso andare? - No, glielo dirò io quando può andare, d'accordo?
D'accordo un cazzo!
Io non posso stare qui tutto il giorno, ho un appuntamento.
Va bene, ma ora si calmi. Non c'è bisogno di agitarsi.
- Non mi assecondi, non sono pazzo. - Che succede?
- Vuole essere dimesso, ma penso che dovrebbe restare qui. - Mmm.
- Chi è? - Il primario. Controlliamo e la facciamo uscire.
- Oh, qualcuno con cui si ragiona. - La cartella clinica. - Sì.
Vi ho già detto che...
- Caposala? - Venga.
Dobbiamo farle una Tac addominale. Forse ha avuto un trauma
che le ha causato un danno a un viscere.
Dovrà rinviare il suo appuntamento.
Quale appuntamento?
E' lei che continua a ripetermi che ha un appuntamento importante.
Ah, sì, quello.
- L'ho già rimandato. - Bene.
Ha bisogno di avvertire qualcuno?
No, non ho nessuno da avvertire.
Okay. Torno tra poco.
- Ehi. - Tutto bene? - Chiedimelo dopo l'esame al paziente.
- Forse è meglio se per oggi stacchi. - Sto aspettando una Tac.
- Ci sono i feriti. - Ho tutto sotto controllo.
Il problema l'hai creato tu con la gestione del paziente.
- Io non gestisco pazienti, li curo. Ci provo, almeno. - Cura te stesso.
Senza psicofarmaci, rischi di creare solo danni. E' per il tuo bene.
Che voleva?
Incoraggiarmi.
Forse il vomito è stato causato da un trauma cranico.
-Dice di non aver sbattuto la testa. -Può averlo scodato. -E' vero.
Più che confuso, a me sembra agitato e poco sincero.
- Mmm. - Voleva essere dimesso perché aveva un appuntamento
ma quando gli ho detto di spostarlo, non se lo ricordava.
Oggi pensa ai referti e non alle storie dei pazienti.
- Non se il tuo paziente ha una pistola. - Ha il porto d'armi.
Ha anche la fede e dice che non ha nessuno da avvertire.
Magari è separato ma non la toglie.
- Anche tu l'hai fatto per un anno. - Davvero?
- Caffè? - Veloce.
- Dottoressa? - Sì? - Mi serve un consulto per una paziente.
- Chiedi a Elisa. - Elisa non può.
- Prossimo giro. - Andiamo.
Aspetti un attimo qui, le chiamo il dottore.
Ciao. Sì, sono ancora qui.
Ti mando subito mille battute da mettere on-line, con foto e video.
C'è del materiale pazzesco.
Va bene, farò del mio meglio.
Ora devo chiudere.
Hai una leggera contusione. Tempo mezz'ora e sei fuori.
Dici?
Sì, dico. Basterà una fasciatura.
Ho iniziato a sentire delle fitte.
Dove?
Qui, alla pancia.
Devo aver preso una botta.
Tu hai già tanto da fare. Non preoccuparti, passerà.
No, è meglio controllare.
Recupero un ecografo e vediamo che non sia nulla.
- Servono altri due defibrillatori. - Va bene, me li faccio mandare.
- Professore? - Non posso!
Un paziente ha bisogno di una visita e gli altri sono occupati.
Va bene, dài.
- Riesce a muovere le gambe? - No.
- Ho bisogno di un cellulare. - No, lei ha bisogno di cure adesso.
Mi dica se sente qualcosa.
No.
Anche un tablet va bene, basta che abbia Internet.
Se ci dà il numero dei suoi familiari, li avvertiamo noi.
Senta, forse non mi avete riconosciuto
ma io ho un blog di viaggi da 300.000 contatti al mese.
I miei follower sapevano dove ero. Rischiate un'invasione.
Dobbiamo fare una Tac alla colonna.
Lei rischia di avere delle lesioni molto serie.
Potrei rimanere paralizzato?
La Tac ci darà le informazioni che ci servono.
Sì, ma secondo lei?
Penso di no. Ho visto dei riflessi.
Non ci sarebbero, se avesse subìto danni irreversibili.
Stia tranquillo.
Procediamo con la Tac.
Che cosa mi è successo?
Hai ustioni su viso e braccia.
Toglimi le bende. Voglio vedermi.
Non posso. Il rischio di infezione è troppo alto.
Non è solo per quello, vero?
Io nemmeno dovevo esserci su quel treno.
Mi hanno chiesto di sostituire una collega per un servizio.
Ti chiameranno ancora.
Sei giovane e la tua pelle si rimargina in fretta.
Sì, come no?
La modella sfigurata.
Dove è Stefano?
E' il mio ragazzo. Viviamo insieme da un anno.
- Vado a controllare. - Digli che sono viva
ma non farlo entrare. Non voglio che mi veda così.
Sono felice che ci sia tu.
Spogliarmi davanti a un medico mi mette sempre in imbarazzo.
Metti il braccio dietro la testa.
Avrete molti feriti gravi, no?
Sì, anche tanti senza speranza.
- Ad esempio? - Non parlare.
Okay.
Nessuna lesione interna, nessuna emorragia, nessuna perforazione.
- Mi fa male. - Sarà una contrattura muscolare.
Tranquilla, ti dimettiamo subito.
Okay.
Ahi! Ah.
- Dove? - Qui.
Tienimi in osservazione qui.
Vivo da sola. Se poi ho una crisi, non so come fare.
Tranquilla, non c'è nessun segno che tu possa avere una crisi. Okay?
No, sento un dolore. Sottovalutarlo è rischioso, lo hai detto anche tu.
Okay, allora... Allora ti rimedio un letto
e ti teniamo in osservazione.
Grazie.
Il certificato di morte.
- Il bambino? - L'ho appena mandato in Chirurgia.
Ha due costole fratturate
che gli hanno perforato il polmone, ma ce la farà.
Non sarà facile dirgli che non ha più una madre.
- Glielo dico io, tanto è colpa mia. - Non volevo dire questo.
Tu hai salvato il tuo paziente e io ho perso la mia.
- L'abbiamo persa tutti. - Sì? Oggi non era "ognuno per sé"?
Ce lo prendiamo ora questo caffè?
Giovanni sta mentendo. Guarda.
Stai ancora curiosando nella vita del paziente?
La sua azienda è fallita da mesi.
Non mi pare rilevante. Perché continui a tenere il paziente qua?
- Non so che cosa ha e sta mentendo. - Dagli esami non è uscito niente!
Doc, il paziente 21 è in stato confusionale.
Dove è il biglietto del treno?
L'hai preso tu! L'hai preso tu! Voglio il mio biglietto!
E' una crisi ischemica. Midazolam.
- Chiedo una Tac cerebrale. - Sì.
- Dove è il biglietto? - Nessuno l'ha preso. Lo troviamo.
- Io e lui non l'abbiamo preso. Guardami. - Sì. - Okay.
Bravo, con calma. Calmati.
E' arrivata la Tac.
Ha un aneurisma che ha sanguinato. Se non lo operiamo subito, muore.
Chiama Chirurgia, è urgente.
- Un aneurisma? Ma che c'entra con l'incidente? - Niente.
Era lì che si preparava nel cervello da mesi, da anni, forse.
Oggi l'avrebbe colpito comunque.
Come hai capito che cos'era?
Il disorientamento dopo il vomito e prima la cefalea.
Gli mancano tre diottrie e non trovava una cosa nel portafogli.
La pistola e l'appuntamento mi hanno distratto.
- Trattenendolo l'hai salvato. - Ho perso tempo.
-I danni cerebrali potrebbero essere irreversibili. -Chirurgia è pronta.
Bene.
Maria!
Che ci fai qui?
Non volevo tenere occupato lo spogliatoio.
Qua sto tranquilla, non passa nessuno.
- Ti ho trovato un posto per restare fino a domani. - Sei un tesoro.
Bonvegna!
Sì, professore.
Siamo indietro con le lettere di dimissione.
Io pensavo che, vista l'eccezionalità del giorno
le priorità fossero altre.
-Niente dimissioni, niente ricoveri. Le priorità le decido io. -Sì.
Che figura di...
Fa così perché mi stima.
Do una mano al professore e arrivo.
Abbiamo i risultati della Tac.
Falla avere subito a Sardoni.
Mi hanno chiamato. La mia ragazza è ricoverata qui.
- Si chiama Larysa Volkov. - Ha parlato con me.
- Posso vederla? - Certo.
Però devo dirle una cosa prima di fargliela incontrare.
- Larysa. - Stefano.
- Non entrare, non guardarmi. - Larysa, guardami.
Ti prego, guardami.
Ciao.
La dottoressa mi ha spiegato.
Anche se non posso nemmeno immaginare quello che provi
in questa cosa ci siamo dentro tutti e due, capito?
Insieme.
Insieme.
E' venuto qualcuno a chiedere del paziente?
- No, perché? - No, niente.
- Chi te l'ha dato? - So cavarmela nei peggiori suq di Damasco.
Non è stato difficile trovare un tablet qui.
Potrai tornare in un suq. La Tac spinale è negativa.
Guardi!
- Bene. - Lei aveva capito subito che non era grave. Come ha fatto?
Per uno che ogni anno visita i 600 peggiori malati di Milano
non è difficile riconoscere un trauma senza lesione midollare.
-Ti seguirò sul tuo blog. -Come è andata con i miei follower?
Ho ricevuto migliaia di messaggi. Chissà che bordello c'è fuori.
Ho chiesto che non entrassero.
Grazie per le parole di prima.
- Questo lo prendo io. Devi riposare. - Ehi!
Guardi che ne trovo un altro!
Gabriel!
- Continua tu. - I signori sono qui per il bambino, Francesco.
- Voi dovete essere dei parenti, giusto? - Io sono sua madre.
Pensavo che fosse la ragazza che era con Francesco.
Quella è la sua baby-sitter.
- Ha agito senza il nostro permesso. - La denunceremo. - Non serve.
- Le farò passare un bel guaio. - Giorgia è morta!
- Perché siete arrivati solo ora? - Non sapevamo che fosse sul treno.
Come è possibile? Non avevate notizie da ore.
- Potevi stare un po' più attenta. - Avevo uno staff meeting.
- Doveva stare con te. - Avevo tre udienze! - Non è mai colpa tua.
Per favore! Siete qui per il bambino o no?
- Dove è? - Lo stanno operando per una lesione polmonare.
- Chi è il chirurgo? - Per questionare doveva venire prima.
- Non si permetta. Quella cretina di Giorgia... - No!
Ma tu sai come è morta Giorgia?
Ha cercato di proteggere tuo figlio e ha sempre pensato a lui.
Dottor Kidane!
Venite con me. Scusate.
Dammi una spiegazione o sei fuori!
Ho perso una paziente e quello ha mancato di rispetto!
- E' morta una paziente? - Aveva un'emorragia estesa.
-Ho fatto il possibile ma era tardi. -Perché nessuno l'ha aiutato?
Lorenzo? Dove è Lazzarini?
- Giulia, tu dove eri? - A seguire altri sette casi.
- Allora controlla come procedono! - Sto facendo le diarie di giornata.
E' una cosa da specializzandi.
- Bonvegna! - Mi ha già assegnato tutte le dimissioni arretrate.
-Patrizi! -Sto cercando un reparto grandi ustioni per la mia paziente.
Lo devi dire a Teresa! Non è un problema nostro!
La mia paziente non ha più il viso! Vada da lei e glielo dica lei!
Ascoltatemi, lo so che siamo tutti sotto pressione
ma non possiamo cedere adesso.
Il nostro reparto è sotto osservazione.
Oggi dobbiamo cercare di ottenere il massimo dei risultati.
Vi prego.
- Perché hai deciso di fare il medico, Marco? - Eh?
Mi piaccio in bianco. Che domande sono?
Perché? Per compiacere i parenti? Ottenere il massimo dei risultati?
- Le cose sono più complicate adesso. - Non è così.
Sono le stesse dai tempi di Ippocrate.
Ci siamo noi... e c'è quella grandissima stronza della morte.
Ci sono giornate come questa in cui sembra inarrestabile, lo so
ma non è così, perché ci siamo noi.
Tutti i libri che abbiamo letto, lo studio, la pratica
la teoria, è servito tutto... a guardarla in faccia
e dirle: "Non oggi."
Non importa quanto sia disperata la situazione. Non oggi.
Non importa se neanche i pazienti ci credono più.
Non oggi.
Qualcuno di noi cederà, altri reggeranno bene la pressione
ma non importa. Noi oggi dobbiamo aiutarci.
Qualunque sia la vita che aspetterà i pazienti
da oggi in poi dovete ricordarvi sempre perché siamo qui.
Per metterci in mezzo tra i pazienti e la stronza.
Questo è essere medici.
Scusate, sono arrivate altre quattro ambulanze.
Al lavoro.
Renato, vieni.
Niente battito, niente respirazione. Non c'è niente da fare.
Era il controllore. Ha aiutato i soccorsi tutto il giorno.
Poco fa lo hanno trovato così. Avrà avuto un trauma cranico.
Se tra un po' non ci sono segni vitali
chiediamo per l'espianto. - Va bene.
Uno, due e tre.
Gli operai della ferrovia ci resteranno male.
L'hanno trovato loro. Stanno levando i cavi dell'alta tensione.
Renato!
Abbassa la barella! Abbassa la barella.
- Adrenalina e defibrillatore. - Sì.
Uno, due, tre, quattro, cinque, sei
sette, otto, nove, dieci, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17
diciotto, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30.
Uno, due.
Uno, due, tre
quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, dieci, 11, 12, 13, 14.
Ci sei? 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21. Via!
- Uno, due. - Pronto.
Via, allontanati. Carica.
- Scarica! Adrenalina. - Sì.
- Via. - Dottore.
- Dottore, è morto. - Non oggi.
Uno, due, tre, quattro, cinque. Non oggi, non oggi, non oggi.
Voce non udibile
- Respira! - Respira! - Sta respirando!
- Ce l'ha fatta. - Non ci credo.
- C'è polso. - In Terapia Intensiva, veloci.
Dài, veloci! Veloci!
Hai visto?
Avete visto?
Come hai fatto a capire che si poteva defibrillare?
- Come l'hai capito? - L'infermiere mi ha detto che è stato trovato
vicino ai cavi dell'alta tensione.
La folgorazione può causare morte apparente.
Ottimo lavoro.
Bravo. Applausi
- Bravo. - Bravo.
- Bravo. - Bravo! - Bravo.
- Bravo. - Complimenti.
Bravo!
- Bravo. - Bravo. - Complimenti.
- Bravo. - Scusa. - Sei stato incredibile. - Vieni con me. Sì.
- Come ti senti? - Meglio, grazie. - Bene.
Così puoi tornare al tuo lavoro, no? Giornalista.
Tu non stavi male. Sei venuta qui per ficcare il naso, giusto?
Avevo bisogno di un buon pezzo.
Sono agli inizi. Non potevo lasciarmi sfuggire questa occasione.
- Vattene. - Riccardo... - Vattene!
- Amore! - Francesco! Siamo qua.
Dove è Giorgia?
E' di là, stai tranquillo.
Ma che cosa facevate su quel treno?
Volevo andare al Planetario.
Mi avevate promesso di portarmi...
ma non avete mai tempo.
- Come ti senti? - Ho visto giorni migliori.
- Migliori o peggiori, l'importante è che ci siano, no? - Già.
Ho trovato questa nella tua giacca, con il nome di tua moglie sopra.
Volevi farla finita, vero?
Lo capisco.
La fine di un matrimonio a cui non ti rassegni
il fallimento sul lavoro.
Mi è successa la stessa cosa.
Perché sei ancora qui?
Perché la vita è spiritosa.
A me ha dato una seconda possibilità con un proiettile in testa.
A te con un disastro ferroviario.
Pensa che se tu non fossi salito su quel treno
ora probabilmente saresti morto per l'aneurisma.
Vuoi dire che andare a uccidermi mi ha salvato la vita?
Apprezza l'ironia e vai avanti.
Grazie per quello che ha fatto per mio figlio.
Mi dispiace non essere riuscito a fare di più per Giorgia.
Anche a noi.
- Io vado. - Sì. Resto io con Francesco. - Grazie.
Per il bene di un figlio si può trovare un'intesa.
Già. Che dici se dimentichiamo quello che è successo fra noi
e ricominciamo a lavorare insieme?
Okay.
Tanto sono abituata a sopportarti come collega.
Non sarà per molto.
Tra poco finisco la specializzazione
e torno in Etiopia.
Scusi, dottoressa, Larysa ha sete.
- Ah, aumento l'idratazione. - Sì.
Ho trovato un centro grandi ustionati per Larysa
e ho parlato con il medico che vi seguirà.
- Vi dirò come procederà la cura. - Oggi non posso. - Allora domani?
- Anche domani è complicato. - Mi dica lei quando.
Senta, dottoressa... io per ora sto vicino a Larysa
e le dico quello che ha bisogno di sentirsi dire
ma non potrà andare avanti così.
Non capisco.
Ha visto in che condizioni è? Il suo viso non c'è più.
Io non sono un mostro.
E' che non ce la faccio a stare con una persona così... menomata.
Una firma qui e sei libero di ripartire
per uno dei tuoi viaggi.
Non credo che ripartirò.
Ho scoperto che qui non c'era nessun follower.
Scusa, mi è dispiaciuto mentirti.
Meglio la sua bugia che le loro.
Nessuno ha mosso il culo per vedere come stessi.
Pensavo di viaggiare con dietro un grande gruppo
ma in realtà sono sempre stato da solo.
Ora trovo un lavoro vero, magari come il suo.
- Grazie, dottore. - Arrivederci.
Speriamo di no.
Voce non udibile
- Bravo. - Complimenti. - Bravo.
Ciao, tesoro.
Vorrei tornare indietro.
Vorrei essere solo un medico.
Il Satonal, la Sut di Pavesi... Vorrei che fosse solo un incubo.
Ma ora sei primario. E questo è un sogno, non un incubo.
Non conta quello che c'è scritto lì.
Il primario sarà sempre Andrea.
Io sono solo. Non mi segue nessuno.
Ma no, amore, non sei solo.
Riccardo!
- Che ci fai ancora qui? - Volevo darti questa.
Ci sono le foto e i video di oggi. Io li ho cancellati.
- Non avresti dovuto farli. - A questo errore posso rimediare
a differenza che ad altri.
Mi sono resa conto di quanto sono stata stupida dieci anni fa.
Ero piccola e avevo paura che diventassi un invalido.
-E' quello che sono diventato. -No! Sei diventato un uomo straordinario.
Pensavo che la nostra fosse solo una storia estiva.
Maria, io volevo sposarti!
- A quell'età sono cose che si dicono. - No! Io l'avrei fatto.
Se potessi tornare indietro, non scapperei più.
Se io potessi tornare indietro...
ti seguirei fino a Berlino.
Grazie di essersi occupato di me, dottore.
Si figuri.
Dormito bene?
Talmente bene che non me ne sono accorta.
Buongiorno, dottore. Caffè?
- No, grazie. Spremuta di melograno. - Perfetto.
Come mai questa scelta?
Ho deciso di darle una seconda possibilità.
Alla spremuta e a tutto il resto.
Non male.
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
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